Gestione dei rifiuti radioattivi

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1 Gestione dei Ing. Esperto Qualificato grado III Gestione e smaltimento dei.

2 Obiettivi Fornire il tessuto regolatorio per la Gestione dei Rifiuti Radioattivi Fornire le linee guida base per una corretta ed efficace gestione dei

3 Struttura della presentazione: Riferimenti, ambito di applicazione e definizioni Criteri fondamentali per la classificazione del rifiuto Esempi pratici per una gestione corretta ed ottimizzata dei

4 Riferimenti e ambito di applicazione Fonti tecniche IAEA Fonti tecniche CE Direttive Euratom (96/29) D.Lgs. 230/1995 e successive modifiche ed integrazioni

5 Esenzioni dal sistema regolatorio: L Esenzione si applica a pratiche che non entrano nell ambito di applicazione del D.Lgs. 230/1995 perché inferiori a determinati livelli di rischio Clearance (non rilevanza radiologica) si applica a pratiche all interno dell ambito di applicazione del D.Lgs. 230/1995, che ne possono uscire perché presentano rischi non significativi

6 Autorizzazioni: Art. 22. Comunicazione preventiva di pratica (30 gg prima dell inizio della detenzione) l Art. 27. Autorizzazione (Nulla Osta) all uso di sorgenti di radiazioni

7 Normativa sullo smaltimento: Art. 22. à Smaltimento ai sensi dell art. 154 o dell art. 30 l Art. 27. à Smaltimento ai sensi delle prescrizioni contenute all interno del decreto autorizzativo oppure in accordo all art. 154

8 Smaltimento: Art. 30 L'allontanamento di materiali destinati ad essere smaltiti, riciclati o riutilizzati in installazioni, ambienti o, comunque, nell'ambito di attività a cui non si applichino le norme del presente decreto, se non è disciplinato dai rispettivi provvedimenti autorizzativi, è comunque soggetto ad autorizzazione quando detti rifiuti o materiali contengano radionuclidi con tempi di dimezzamento fisico maggiore o uguale a 75 giorni o in concentrazione superiore a 1 Bq / g.

9 Smaltimento: Art. 154 Le norme del presente decreto non si applicano allo smaltimento di nell'ambiente, né al loro conferimento a terzi ai fini dello smaltimento, né comunque all'allontanamento di materiali destinati al riciclo o alla riutilizzazione, quando detti rifiuti o materiali contengano solo radionuclidi con tempo di dimezzamento fisico inferiore a 75 giorni e in concentrazione non superiore ad 1 Bq/g, sempre che lo smaltimento avvenga nel rispetto delle disposizioni del D. Lgs. 22/97, e s.m.i.

10 Definizioni: Art. 4, comma 2, lettera f Gestione dei rifiuti: insieme delle attività concernenti i rifiuti: raccolta, cernita, trattamento e condizionamento, deposito, trasporto, allontanamento e smaltimento nell'ambiente Art. 4, comma 3, lettera i Rifiuti radioattivi: qualsiasi materia radioattiva, ancorché contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è previsto il riciclo o la riutilizzazione Art. 4, comma 3, lettera n Smaltimento: collocazione dei rifiuti, secondo modalità idonee, in un deposito, o in un determinato sito, senza intenzione di recuperarli

11 Criteri per la classificazione del rifiuto Oltre alla normativa italiana in materia di radioprotezione (D.Lgs. 230/95 e s.m.i.) Riferimenti Guide Tecniche: Guida Tecnica 26 ENEA Contiene informazioni relative a: - criteri generali di gestione; - classificazione dei rifiuti; - criteri di gestione in funzione della categoria.

12 Criteri per la classificazione dei rifiuti Classificati in diverse categorie in funzione delle caratteristiche e della concentrazione dei radionuclidi Per ottenere una gestione più semplice Per ottimizzare il tempo di detenzione Per ridurre i rischi di gestione e di detenzione dei rifiuti A CIASCUNA CATEGORIA CORRISPONDE UN DIFFERENTE METODO DI GESTIONE

13 Criteri per la classificazione dei rifiuti La selezione ed il confezionamento differenziato devono essere implementati sulla base di: Tempo di dimezzamento dei radionuclidi presenti Concentrazione e tipo di radionuclidi Composizione chimico-fisica

14 Criteri per la classificazione dei rifiuti 1 a CATEGORIA Rifiuti che richiedono un tempo dell ordine dei mesi, fino ad un massimo di alcuni anni per decadere a concentrazioni inferiori ai valori di cui al DM 14 luglio a CATEGORIA Rifiuti che richiedono un tempo variabile da alcune decine di anni fino a poche centinaia di anni per decadere a concentrazioni dell ordine di alcune centinaia di Bq / g Dalle procedure operative dell ENEA, generalmente: T ½ < 75 gg Concentrazione < 16,5 kbq/g Dalle procedure operative dell ENEA, generalmente: T ½ > 75 gg Concentrazione in funzione del T ½ 3 a CATEGORIA Rifiuti provenienti da impianti elettronucleari (non rilevanti ai fini di questa presentazione)

15 Criteri per la classificazione dei rifiuti STATO FISICO Solido combustibile; comprimibile; triturabile; ORIGINE DEL RIFIUTO sanitaria ricerca industriale ecc Liquido Soluzioni acquose: soluzioni di sostanze organiche od inorganiche in acqua; Soluzioni organiche: solventi e soluzioni o sospensioni di sostanze organiche o inorganiche;

16 Criteri per la classificazione dei rifiuti TIPI Rifiuti medicali Filtri Sorgenti sigillate Sorgenti non sigillate Parafulmini Rivelatori di fumo Metalli contaminati (rottami)

17 Modalità di gestione dei Per lo smaltimento dei possono essere implementate diverse procedure: Detenzione fino al completo decadimento del rifiuto; Rilascio controllato nell ambiente; Conferimento ad impianto autorizzato(ai sensi dell art. 31 D.lgs 230/1995); I medesimi principi di gestione devono essere applicati per tutti i tipi di smaltimento

18 Modalità di gestione dei Per ottimizzare la gestione dei, il produttore deve procedere all identificazione dei processi di produzione al fine di identificare: i radionuclidi utilizzati; lo Stato Fisico; le tipologie di materiale in cui è disperso il nuclide; la composizione chimica del rifiuto; la quantità prodotta e, in conseguenza, il programma di smaltimento dei rifiuti. Il rifiuto può essere separato in classi omogenee sulla base dello Stato Fisisco, della categoria, e se le quantità prodotte lo consentono, del nuclide, del tipo di matrice e della composizione chimica. La suddivisione per nuclide è obbligatoria nel caso di smaltimento di sorgenti radioattive.

19 Modalità di gestione dei Altri rischi associati al rifiuto possono essere: parzialmente esclusi (ad es. esplosività, elevata piroforicità...) parzialmente ridotti alla fonte (rifiuto disinfettato o sterilizzato prima della spedizione) in ogni caso evidenziati (ad es. rischi relativi alla presenza di sostanze chimiche pericolose)

20 Attività a carico del Produttore Separazione del rifiuto in funzione dei criteri forniti dal sito di smaltimento Detenzione temporanea Identificazione dei rischi aggiuntivi PRODUTTORE Imballaggio ed etichettatura Preparazione per il trasporto Compilazione dei documenti (aggiornamento dei registri, compilazione dei documenti di identificazione del rifiuto, Documento di Trasporto) Riduzione dei rischi aggiuntivi"

21 Attività carico del vettore Controllo della correttezza dell imballaggio VETTORE Intervento in caso di incidente Controllo della presenza dei documenti Carico dei colli sui mezzi di trasporto Trasporto

22 Attività a carico del sito di Smaltimento Controlli in accettazione SITO DI SMALTIMENTO Smaltimento - conferimento Ulteriore classificazione Ubicazione Gestione e trattamento

23 Attività a carico del Produttore Detenzione temporanea La struttura utilizzata per la detenzione temporanea deve essere autorizzata ai sensi del D.Lgs. 230/1995 e s.m.i. e deve essere identificata dall Esperto Qualificato (Radiation Protection Expert). I livelli di radiazione esterna e di contaminazione superficiale della struttura per lo stoccaggio devono essere coerenti con la classificazione dell area e dei lavoratori (esposti o non). La struttura utilizzata per lo stoccaggio tempotaneo dei contenitori deve essere tale da garantire: a) la protezione dagli agenti atmosferici e dall allagamento: b) un appropriata prevenzione e protezione dal fuoco; c) l inaccessibilità da parte del personale non autorizzato.

24 Attività a carico del Produttore Identificazione dei rischi aggiuntivi e loro riduzione Oltre al rischio radiologico, occorre considerare altri rischi come: Prodotti contaminati da sostanze chimiche pericolose (inclusa la definizione di rischio secondario ai sensi dell ADR) La presenza di prodotti imcompatibili o causa di reazioni violente o fortemente esotermiche (è proibito inserirle nel medesimo contenitore) Il rischio biologico. Questo rischio deve essere ridotto o eliminato mediante un corretto trattamento di disinfezione o sterilizzazione. Parti taglienti o appuntite deve essere inserite in appositi contenitori (ad es. siringhe)

25 Attività a carico del Produttore Imballaggio ed etichettatura I contenitori utilizzati per i devono: costituire una barriera efficace per il contenimento delle sostanze durante le operazioni di riempimento, manipolazione e stoccaggio temporaneo; essere (possibilmente) uno schermo per le radiazioni; assicurare la sigillatura necessaria al trasporto, come richiesto dagli standard internazionali (UN). Normalmente forniti dal sito di smaltimento i contenitori devono essere identificati da un codice univoco per garantire la tracciabilità del rifiuto durante tutta la sua vita e devono riportare il nome del produttore.

26 Attività a carico del Produttore Imballaggio ed etichettatura Il produttore deve provvedere a: Imballare il rifiuto in accordo alle istruzioni fornite dal sito di smaltimento Etichettatura e marcatura del collo ai sensi dell ADR. A partire da: Nuclide e attività Rateo di dose a contatto del collo Indice di Trasporto (IT) Determina il numero UN per l ADR e procede alla corretta marcatura ed etichettatura

27 Attività a carico del Produttore Marcatura con il numero UN Identificazione del produttore e codice del collo UN 2915 Radioactive material, Type A package, non special form, non fissile or fissile excepted AB Client e Indirizzo Città Etichettatura (2 etichette per ciascun collo) Per colli di massa superiore a 50 kg Massa lorda permessa..kg Type A Á 1A2/X65/S/ approvazione

28 Attività a carico del Produttore Compilazione dei documenti Ciascun collo è accompagnato da un documento identificativo contenente le seguenti informazioni: nome del produttore eventuale nome della persona di riferimento (contatto): codice di identificazione del contenitore; tipo di rifiuto: sorgente, rifiuto medicale, rottami contaminati, ecc; stato fisico: solido, liquido, vial (piene di liquido scintillante); categoria del rifiuto data di riferimento: data a cui si riferisce l attività; tipo di nuclide: ciascun collo può contenere più di un nuclide della medesima categoria (secondo gli accordi con il sito di smaltimento);

29 Attività a carico del Produttore Compilazione dei documenti attività di ciascun nuclide e unità di misura: misurata mediante un analisi del rifiuto oppure stimata; peso: deve essere specificato il peso lordo; Indice di Trasporto (IT): rateo di dose a contatto: informazioni sui possibili rischi secondari diversi da quello radiologico: dichiarazione di un eventuale sterilizzazione o disinfezione timbro e firma del produttore. Devono essere anche compilati i registri di carico e scarico di materiale radioattivo

30 Attività a carico del Produttore Compilazione dei documenti di trasporto Il trasporto di materiale radioattivo deve soddisfare le istruzioni del Regolamento IAEA. Questo regolamento è incorporato all interno del regolamento per il trasporto per via aerea International Regulations for the Air Transport Association (IATA), per ferrovia (RID), su strada (ADR). La Classe 7 è quella di riferimento per il materiale radioattivo. Per quanto riguarda l ADR, il produttore deve presentare colli accompagnati dalla documentazione richiesta nella Sezione 5.4: Documento di Trasporto su strada del materiale radioattivo Istruzioni di sicurezza scritte (MSDS) da consegnare al vettore prima del trasporto ed all autista al momento della spedizione dei colli

31 Attività a carico del Produttore Compilazione dei documenti di trasporto Se il produttore / mittente non è in grado di compilare il Documento di Trasporto deve fornire al vettore tutte le necessarie informazioni per una corretta redazione del documento, ad es. per ciascun collo: Numero UN; qualsiasi rischio secondario; categoria; etichettatura; massimo livello di radiazioni in ogni punto della superficie esterna del collo Indice di Trasporto (IT) Peso.

32 Attività a carico del Sito di smaltimento Per limitare I rischi ed i problemi di GESTIONE, prima dell ingresso all interno del deposito autorizzato tutti i colli devono essere controllati. È essenziale eseguire adeguati CONTROLLI IN ACCETTAZIONE 1. Presenza dei documenti 2. Integrità del collo 3. Contaminazione superficiale 4. Irraggiamento (rateo di dose) Gestione NON CONFORMITÀ 5. Stato Fisico 6. Correttezza dei documenti

33 Attività a carico del Sito di smaltimento Ulteriore Classificazione 1. Tipologia di matrice in cui sono dispersi i nuclidi (liquido acquoso, liquido organico, vial piene, solido combustibile e triturabile, terreno, cemento, fanghi, metalli, olio e petrolio, solidi plastici non triturabili, ecc) 2. Origine del nuclide (artificiale, NORM [rottami metallici]) 3. Tipo di produttore (rifiuto medicale, ricerca, industriale) 4. Quantità di rifiuto (grandi quantità di materiale debolmente contaminato) accettabile? 5. Dimensioni (problemi di imballaggio, trasporto e smaltimento)

34 Attività a carico del Sito di smaltimento Ubicazione del collo Una volta entrato nel deposito ciascun collo deve essere posizionato nell area corretta in funzione della classificazione e dello stato (controllo in ingresso, manipolazione, stoccaggio, pronto per lo smaltimento/ conferimento, ecc.)

35 Attività a carico del Sito di smaltimento Trattamento e gestione Qualsiasi tipo di rifiuto deve essere trattato in funzione della sua classificazione e dell autorizzazione del sito Se il sito non è autorizzato per uno specifico trattamento il rifiuto deve essere: Respinto (rifiutato) oppure Solo stoccato o gestito in attesa del conferimento ad un sito idoneo oppure Solo stoccato in attesa dell estensione dell autorizzazione

36 Attività a carico del Sito di smaltimento Smaltimento - conferimento Come specificato in precedenza, collocazione dei rifiuti in un deposito, o in un determinato sito, senza intenzione di recuperarli Un determinato materiale potrebbe essere ritenuto rifiuto dal produttore ma essere invece possibilmente riutilizzato o riciclato da qualche altra parte. Il sito deve attuare ogni possibile soluzione per poter ottemperare agli standard della CE e in particolare alla Pubblicazione RP 122, secondo cui la produzione di rifiuti deve essere minimizzata e, quando possibile, il materiale deve essere riutilizzato e/o riciclato. Quando possibile le sorgenti devono essere restituite al produttore (manufacturer).

37 Attività a carico del Sito di smaltimento Smaltimento - conferimento Le vie di allontanamento sono scelte in ordine di priorità decrescente: riutilizzo; riciclo; reso al produttore; smaltimento diretto; conferimento ad attività a cui non si applicano le norme del D.Lgs. 230; conferimento ad impianti di trattamento o di riduzione di volume; conferimento ad impianti di stoccaggio e trattamento di.

38 Attività a carico del Sito di smaltimento Smaltimento - conferimento Prima del conferimento o dello smaltimento il sito deve assicurarsi che: sia stata erogata tutta la necessaria documentazione; tutte le necessarie autorizzazioni, i permessi e le comunicazioni (ad es. per il trasporto, smaltimento, riduzione di volume, ecc.) siano stati rilasciati/ effettuati; tutte le persone coinvolte siano consapevoli e consenzienti.

39 Problemi del Sito di smaltimento I problemi tipici nella gestione di un sito di smaltimento sono: necessità di un autorizzazione per tutti i possibili nuclidi e per tutti i materiali; necessità di collaborare con operatori stranieri; presenza di impurità; confusione tra nuclidi artificiali e NORM; trattamento di materiale poco conosciuto; necessità di co-operare con i produttori.

40 Problemi del Sito di smaltimento Necessità di un autorizzazione per tutti i possibili nuclidi e materiali L attività dei clienti è imprevedibile. Un sito di smaltimento deve essere consapevole di questa incertezza e deve essere pronto a ritirare qualsiasi tipo di materiale/rifiuto. La ricerca compie continui progressi e prima o poi, più o meno tutti i nuclidi possono essere utilizzati. Gli acceleratori possono, in linea di principio, attivarsi in gran parte dei possibili nuclidi. Il sito deve pertanto essere pronto per questo.

41 Problemi del Sito di smaltimento Necessità di un autorizzazione per tutti i possibili nuclidi e materiali Il sito deve considerare lo stoccaggio ed la manipolazione di qualsiasi nuclide, essendo quindi dotato di misure di sicurezza che possono non risultare mai necessarie (in particolare la protezione in caso di incendio): tutti gli emettitori di neutroni, i fissili, ecc. Agevolazione Tranne che in occasione di operazioni manipolazione, tutto il materiale detenuto è costituito da sorgenti sigillate à Non esiste un reale rischio per esposizione interna Esposizione minima a mani e cristallino grazie al minimo numero di operazioni di manipolazione

42 Problemi del Sito di smaltimento Necessità di collaborare con operatori stranieri In Italia non vi sono impianti di stoccaggio a lungo termine Non vi sono soluzioni per molti tipi di materiali: Aghi di Radio, rottami metallici, fanghi, olio, vial piene, NORM Necessità di interfacciarsi con normativa straniera in merito a trasporto, manipolazione, stoccaggio, trattamento, import-export Problemi dovuti alla differenza anche tra Stati Membri, specialmente in caso di trasporto (ai due lati di un confine si possono applicare due regole differenti)

43 Problemi del Sito di smaltimento Presenza di impurità La maggioranza delle sorgenti e delle soluzioni può contenere impurità dell ordine dello 0,01% o anche meno Nel caso di sorgenti o soluzioni con attività dell ordine di 1 GBq questo comporta un impurità dell ordine di 100 kbq Ad es. Lu177 un produttore dichiara un attività alla data di riferimento di: 45,81 GBq; impurità di Lu177m <0,05% e altre impurità radionuclidiche <0,01% à impurità di Lu177m < 22,9 MBq T ½ Lu177 = 6,7 gg T ½ Lu177m 160 gg (>75 gg)

44 Problemi del Sito di smaltimento Nuclidi artificiali e NORM Stessa norma con Capi diversi Assenza in Italia di impianti idonei Volumi troppo grandi per i siti di smaltimento di rifiuti radioattivi à Necessità di rivolgersi all estero All estero, netta distinzione tra rifiuti radioattivi (artificiali) e rifiuti NORM

45 Problemi del Sito di smaltimento Nuclidi artificiali e NORM A livello mondiale sono disponibili pochi impianti difficoltà ad ottenere l autorizzazione per ricevere rifiuti dall estero ANCORA Problemi dovuti alla differenza anche tra Stati Membri, specialmente in caso di trasporto (ai due lati di un confine si possono applicare due regole differenti)

46 Problemi del Sito di smaltimento Trattamento con materiale poco conosciuto Il rifiuto è sempre poco conosciuto dall operatore del sito perché il produttore: raccoglie rifiuti provenienti da reparti differenti causandone una notevole eterogeneità; è coperto da segreto professionale per proteggere i propri prodotti e progetti dai concorrenti; non ha molto tempo da dedicare alla caratterizzazione del rifiuto.

47 Problemi del Sito di smaltimento Necessità di co-operare con i produttori Solitamente non è semplice trattare le non conformità Non si ha un grande potere contrattuale specialmente con gli ospedali Sorgenti o altro materiale radioattivo possono essere nascosti all interno del rifiuto per errore o per risparmiare denaro (ad es. reticelle di Torio)

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