FORMAZIONE DEI FORMATORI Disagio e bullismo. Dr Fabio Muscionico U.O. Gestione Consultori Familiari

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1 FORMAZIONE DEI FORMATORI Disagio e bullismo Dr Fabio Muscionico U.O. Gestione Consultori Familiari

2 Cosa è il BULLISMO Il termine bullismo è utilizzato per designare un insieme di comportamenti in cui qualcuno ripetutamente fa o dice cose per avere potere su un'altra persona o dominarla. 2

3 BULLISMO: Dato Nazionale

4 BULLISMO: qualche dato frequenza intensità 45% 40% 35% 30% 25% % 15% 10% 5% % 0 < 9 a. 9/11 a, 12/16 a. > 16 a. modalità diffusa di soluzione dei conflitti 4 forma stabile di disagio individuale

5 BULLISMO: fattori che lo identificano Intenzione di fare del male e mancanza di compassione Intensità e durata Potere del "bullo" Vulnerabilità della vittima Mancanza di sostegno 5

6 BULLISMO: fattori che lo escludono Esiste un limite per imporre la propria volontà il disaccordo è motivato, esplicitando le proprie ragioni si scusano o si cerca soluzioni di "pareggio" la soddisfazione dei propri bisogni è raggiunta tramite accordo e negoziazione sono in grado di cambiare argomento e allontanarsi. 6

7 Disagio sociale: definizione Il disagio sociale, dal punto di vista psicologico, consiste in varie forme di inadeguatezza dell individuo rispetto al sistema sociale in cui vive, che lo portano a uno stato di sofferenza o all assenza di benessere. devianza, obiettivo legittimo mezzi illegittimi ribellione, rifiuto di scopi e mezzi socialmente accettati; conformismo, se si subisce tale scompenso e si cerca in ogni caso di raggiungere gli obiettivi sociali con mezzi legittimi (debolezza e assenza di libertà); ritualismo, seguire le norme senza condividere gli scopi sociali.

8 Penale Minorile prov. LECCO anno 2011 Numero casi segnalati : 62 Di cui MASCHI 46 (74%) E FEMMINE 16 (26%) Comuni con il maggior numero di casi: Lecco 12 (5 F e 7 M) Calolziocorte 4 (tutti M) Oggiono 4 (tutti M) Tipologie di reato prevalente: Furto, minacce, reati a sfondo sex, resistenza a pubblico ufficiale, frequentemente reati in concorso con altri

9 Penale Minorile prov. LECCO anno 2011

10 Le emozioni fondamentali 10

11 L alfabetizzazione Emotiva miglioramento sistematico delle competenze sociali e comunicative, oltre alle capacità di intervenire nelle dinamiche di gruppo valorizzare l educazione emozionale attraverso l alfabetizzazione emotiva (D. Goleman) Intelligenza Emotiva come "capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali") per aiutare i bambini ad avere una maggiore consapevolezza di sé, autocontrollo, motivazione ed empatia, e abilità sociali. L intelligenza Emotiva può essere migliorata per tutta la vita; tende ad aumentare man mano che impariamo a essere più consapevoli dei nostri stati d animo, a controllare meglio le emozioni che ci fanno soffrire, ad ascoltare e a empatizzare. La maturità stessa consiste nel processo attraverso il quale diventiamo più intelligenti per quanto riguarda le nostre emozioni e le nostre relazioni.

12 FATTORI DI PROTEZIONE DEI COMPORTAMENTI DEVIANTI - famiglia Fattori di protezione: Sostegno Supervisione Funzioni di riferimento: AFFERMAZIONE DI SE attraverso dialogo e confronto VALORIZZAZIONE DI SE attraverso condivisione di idee, sentimenti, aspettative progetti AUTONOMIA attraverso relazioni paritarie STRATEGIE DI COPING basate su verbalizzazione e confronto INTERIORIZZAZIONE di regole e valori vs OPPOSIZIONE ad essi 12

13 FATTORI DI PROTEZIONE DEI COMPORTAMENTI DEVIANTI - Scuola Fattori di protezione: Importanza attribuita al successo scolastico Soddisfazione per l esperienza scolastica Buone relazioni con gli insegnanti Percezione dell utilità Attese di scolarità Elevate aspettative positive Funzioni di riferimento: AFFERMAZIONE DI SÉ RAFFORZAMENTO DI IDENTITÁ positiva Coinvolgimento nelle istituzioni e nel mondo adulto vs TRASGRESSIONE e OPPOSIZIONE 13

14 Indicazioni I bambini si confidano con gli adulti quando ormai hanno fatto di tutto per affrontare da soli la situazione. Confidarsi spesso per loro è un passo molto difficile, hanno bisogno di: essere creduti ed ascoltati; parlare apertamente dell accaduto; recuperare il controllo della situazione; riacquistare fiducia in sé stessi.

15 Indicazioni E IMPORTANTE: ascoltare quello che dicono i bambini; dire ai bambini che li si capisce; incoraggiare il bambino a parlare dell accaduto, in modo da sapere come si sono svolti i fatti; fare domande con delicatezza; aiutare il bambino a riflettere su quel che è accaduto fino a quel momento e aiutarlo a stabilire quello che si può fare in futuro; prendere contatto con chi vi può aiutare (scuola, Garante per i Minori, associazioni, forze dell ordine ).

16 E importante osservare e lavorare il prima possibile su comportamenti aggressivi e di prevaricazione, perché la violenza è un abitudine che è molto difficile da destrutturare quando si organizza in maniera forte. E importante intervenire, altrimenti l aggressività diventa una modalità che si trasforma e può impedire ai ragazzi di sviluppare competenze prosociali, emozioni, empatia, tutte quelle emozioni sociali che servono per crescere armonicamente come individuo tra gli altri e vivere i rapporti interpersonali.

17 Domande e commenti

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