L AMBIENTE GENNAIO - FEBBRAIO Driving Innovation in Municipal Wastewater

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1 L AMBIENTE 1 GENNAIO - FEBBRAIO 2015 Driving Innovation in Municipal Wastewater

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4 L AMBIENTE SULZER Via Del lavoro, Casalecchio di Reno Tel Fax Anno XXII n. 1 N. 1 GENNAIO-FEBBRAIO 2015 Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 70 del 5 febbraio 1994 Produzione Studio L Ambiente Diffusione (Abbonamenti, reclami, disdette) POLIEDIT srl Via Petruzzi, Putignano (BA) Tel./Fax Coordinamento editoriale Valentina Ferrari f cio mar etin (Pubblicit ) G.I.R.S.A. Consulente comunicazione Gianfranco Carrettoni Direttore responsabile Franco Ranieri Direttore cienti co Bernardo Ruggeri Comitato scienti co Roberto Ca allo, Daniele Cazzuf, Alessandro Cocchi, Biagio Gianni, Maurizio Gorla, Luigi Fanizzi, Vincenzo Francani, Luca G. Lanza, Angelo Selis, Luca Talamona, Giorgio Temporelli, Federico Valerio, Alberto Verardo, Renato Vismara Hanno collaborato a questo numero G.F. Carrettoni, P. Difonzo, L. Fanizzi, V. Ferrari, A. Lane, M. Marozzini, P. Pastore, C. Pollio, F. Ranieri, B. Sera, T. Toto, A. Verardo, M. Votta ra ca ed impa inazione Gra ca Ripoli snc Ti oli (RM) ipo ra a Gra ca Ripoli snc Ti oli (RM) Abbonamento annuale (6 numeri) Poliedit srl Putignano (BA) Abbonamento ordinario 130,00 Socio sostenitore 180,00 Fascicolo arretrato 15,00 Tiratura 9000 copie Diffusione copie Spedizione in abb. postale bimestrale/50% - Milano Tutto il materiale verra restituito esclusivamente dietro richiesta degli interresati ed in ogni caso non oltre sei mesi. Spese di spedizione a carico del richiedente. La redazione non risponde del contenuto degli articoli rmati. L abbonamento e deducibile al 100%. Per la deducibilita del costo ai ni scali vale la ricevuta del versamento postale a norma (DPR 22/1286 n.917 Art. 50 e Art. 75). Conservate il tagliando - ricevuta, esso costituisce documento idoneo e suf cente ad ogni effetto contabile. Non si rilasciano, in ogni caso, altre quie

5 L AMBIENTE SOMMARIO L AMBIENTE 1 GENNAIO - FEBBRAIO Driving Innovation in Municipal Wastewater 2015 editoriale Zombie, smartphone e realtà oggettive 5 scienza e inquinamento Analisi e valutazione della sicurezza idraulica nelle trasformazioni urbanistiche analisi e strumentazione Atlete II: lavatrici in prova nei laboratori di IMQ Gestione di un impianto a fanghi attivi mediante controllo dei parametri ORP e OD legislazione La disciplina dei centri di raccolta prima di copertina Driving Innovation in Municipal Wastewater report RemTech Expo: un mondo di conoscenza, tecnologie e opportunità tecnologie applicative Amianto dipinto Reazioni a catena energia e ambiente Termoflow: un sistema innovativo per la produzione di aria calda L evoluzione di un rotore nato vincente Il Biometano: dalla teoria alla pratica osservatorio ambientale Riflessioni sui processi decisionali in materia di marketing verde rubriche Il Libro 35 Attivi per l ambiente 46 Fiere in Vetrina 47 Prodotti & Servizi 58 Libri 60 le aziende informano Caprari 54 Testo 55 NSK 56 Econorma

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7 Editoriale Zombie, smartphone e realtà oggettive Il mio precedente editoriale, in chiusura del trascorso 2014, aveva il seguente titolo: La specie umana, un futuro da zombie?. Non si tratta più di fantascienza in divenire realtà, bensì di un segnale premonitore di come il destino dell uomo si stia inevitabilmente incamminando su tale percorso evolutivo. Un percorso che, purtroppo per noi, è destinato a diventate un autostrada con un inizio che data dall origine della specie ma con un termine che appare sempre più ravvicinato, forse non quanti cabile in termini temporali, ma che nondimeno noi tutti sentiamo non lontano. E lo avvertiamo non lontano perché molti assiomi del passato, tabù se si vuole, sono caduti miseramente in polvere nel proseguo dei secoli che hanno caratterizzato l evoluzione umana. In particolare, il percorso evolutivo della nostra specie, esploso in misura stupefacente negli ultimi cento anni con andamento esponenziale, peraltro annullando molte credenze che apparivano inamovibili e destinate ad accompagnare l uomo sino alla ne, ha registrato una imprevedibile rivoluzione copernicana. La ricerca scienti ca, e le sue strabilianti applicazioni, hanno inferto un colpo de nitivo ai dogmi del teismo nelle cui varie forme ci si rifugiava in cerca di un abbraccio protettivo. La spiegazione della natura dei fenomeni naturali ha reso inutile, ed anche fuori luogo, il perdurare dei misticismi vari acquisiti sin dalla nascita e sovente imposti come obbligo di vita. Uno dei Comandamenti delle Tavole di Mosè Io sono il signore Dio tuo, non avrai altro Dio al di fuori di me ha costituito un assioma che solo da relativamente pochi decenni ha visto incrinati nelle masse popolari i fondamenti su cui poggia; il suo dettato è impositivo ed implica l accettazione passiva di un quid sconosciuto senza il diritto di veri ca. I personaggi che nel lontanissimo passato umano coniarono tali ardite costruzioni teologiche e le loro leggi furono dei Grandi e possono considerarsi i precursori dell ordinato vivere sociale: Mosè, Gesù, Confucio, Maometto meritano tutta la gratitudine e l ammirazione dei popoli cui hanno elargito il loro messaggio di coesione e dignità sociale. Chi scrive queste ri essioni si considera intellettualmente un agnostico, e ritengo lo rimarrà sino al termine del suo iter di vita. Lo è, e lo sarà giacché è sua convinzione che né la scienza né le sue meravigliose derivazioni tecnologiche riusciranno a risolvere il divario ormai molto esile che le separa dal concetto astratto di divinità. A suo personalissimo avviso le due posizioni mentali riescono incompatibili l una all altra sino al limite loro consentito. La prima risulta una costruzione mirabile per conoscenza e fattibilità, che rispecchia, peraltro, realtà oggettive di nostra appartenenza; la seconda delinea il concetto astratto di dogma, da accettare o ri utare a priori; ossia l incognita nelle sue impenetrabili nebbie meta siche. A questo punto si vorrebbe che siffatte realtà/non realtà potessero trovare il loro punto di incontro in un dualismo che consenta ad entrambe di coesistere in simbiosi armonica. Il che purtroppo non risulta possibile: per quanto fantastico il cammino evolutivo della scienza non risolverà mai il quid dell Universo nel suo essere e relativa evoluzione. Ogni teoria in proposito potrà rivelarsi sempre e comunque un ipotesi; per quanto affascinante non sfuggirà ad ulteriori interrogativi. Per contro, il dogma non consente veri che né speculazioni intellettuali: è e resta una posizione esclusiva di accettazione o ri uto. La specie umana, come le altre, costituisce una delle variabili che compongono il complesso mondo conosciuto e sottoposto ad evoluzione continua. Variabile dominante, che però rischia di restare vittima delle sorprendenti variazioni di cui lei stessa si è resa arte ce. La realtà, il senso di vita quotidiana, rischiano di sfuggire alla percezione dell uomo di oggi. La tecnologia elettronica ha causato le più profonde modi cazioni al comportamento di ognuno di noi. Le comunicazioni si effettuano in tempo reale quale che sia la distanza che intercorre fra le persone. Questo è bello, meraviglioso? Per un verso, certamente, giacché risulta espressione di completezza, sicurezza, compiacimento ed appagamento. Per un altro, l allentamento delle relazioni personali si dimostra disarmante ed inevitabile. Il rischio di perdere la nostra personalità, di non sapere più comunicare tra noi se non con i supporti elettronici anche a distanza molto ravvicinata non solo è reale bensì segno premonitore della nostra vulnerabilità soprattutto futura. Ai tempi odierni, qualora si abbia ventura di salire su un trasporto pubblico anche affollato, sette persone su dieci, di qualsiasi età, tengono gli occhi incollati a ciò che io mi diletto di de nire lo specchietto, ossia lo smartphone: dentro tale aggeggio è possibile introdurre di tutto, di utile ma anche di super uo. Però ci dona una sensazione di sicurezza, di protezione dal malessere strisciante de nito come solitudine. Viene spontaneo il seguente interrogativo: Se già oggi il moltissimo di cui siamo possessori non riesce a lenire la solitudine ed il vuoto che ci assalgono, quale futuro ci verrà riservato? Quali le prospettive? Saremo ancora noi gli arte ci dell evoluzione dei pianeta oppure tale nostro ruolo si avvierà fatalmente, molto rapidamente, alla conclusione? C è da temere un non certamente allettante futuro da zombie? Tale rischio, purtroppo, è altissimo. Il rischio che il futuro suf cientemente prossimo riuscirà esclusivo appannaggio dell intelligenza arti ciale, scaturita a sua volta dall intelletto umano, non appartiene più alla fantascienza, bensì alle ipotesi possibili. Per la nostra specie sussistono due pericoli estremi: la perdita dell identità, l estinzione nel tempo a causa di quanto ha creato essa stessa. il direttore responsabile 1/2015 5

8 Scienza & Inquinamento Analisi e valutazione della sicurezza idraulica nelle trasformazioni urbanistiche Gli obiettivi della sicurezza idraulica, nelle azioni di trasformazione urbanistica, sono de niti, statisticamente, in termini di tempo di ritorno (T r ) degli eventi meteorologici. All uopo, pertanto, costituisce obiettivo primario, la riduzione della pericolosità alluvionale, così come de nita dal D. Lgs. 23 febbraio 2010, n. 49, ossia la riduzione dei carichi idraulici prodotti, in riferimento alle trasformazioni antropiche, operate sul tessuto territoriale esistente. Analisi pluviometrica Per la determinazione dei carichi idraulici, prodotti dal progetto di una nuova urbanizzazione territoriale, attraverso le tradizionali metodologie, è necessario calcolare la curva di possibilità pluviometrica (cpp), che de nisce le altezze di pioggia e le relative intensità, per fenomeni di durate temporali diverse. Dovendo affrontare, sostanzialmente, un problema di reti fognarie, s impiega la curva di possibilità pluviometrica, a due parametri, che meglio ricostruisce le precipitazioni intense e di breve durata (E.. Gumbel, 1957). Seguendo le indicazioni, presenti nella disciplina regionale (art. 113, comma 1, D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i.), per la stima della portata di piena, viene adottato, normalmente, un tempo di ritorno idrologico di 5 anni (p.to 8.3.5, di cui al DPCM 4 marzo 1996). della curva di pioggia ed n n. p. il suo esponente. Stima ed impatto dei carichi idraulici Nella fase di stima dei carichi idraulici, si valuta l impatto, che questi possono avere, nella trasformazione prevista in progetto, indicandone gli interventi necessari e suf cienti atti a garantire l invarianza idraulica ossia l invarianza del d u idric ul u l, rispetto alla condizione iniziale (an p ra ). Si procede, quindi, a suddetta stima ed alle relative misure compensative considerando, per le due tipologie analizzate (ante e p t pera ), secondo l ipotesi d intervento, con un uso del suolo gravoso, in termini di formazione del carico idraulico da smaltire. Le due tipologie d uso del suolo: a ric l e pr duttiv ; riassumono le più frequenti con gurazioni d uso che, nella fase progettuale, è possibile de nire con precisione. I carichi idraulici, prodotti dalla trasformazione urbanistica, oggetto di studio, sono stimati utilizzando il metodo dell invaso. Per la valutazione del coef ciente di de usso 1,00, si fa riferimento all espressione (AA.VV., 1997): IMP IMP PERM (1 IMP) con a mm/h n ed n n. p., parametri della suesposta equazione monomia, rappresentativa della ccp, ragguagliati alla super cie, del bacino scolante, interessata dal progetto di trasformazione antropica (U. Puppini, 1932): e a = h = a t n n = nelle quali S ha è la super cie del bacino, a mm/h n il coef ciente Tempo di ritorno T r [anni] IMP PERM < 2 0,60 0,75 0,00 0, ,65 0,80 0,10 0,25 > 10 0,70 0,90 0,15 0,30 Tabella 1 Valori dei coefficienti di deflusso per aree impermeabili e permeabili (AA.VV. 1997). Dove IMP è il cosiddetto c e ciente di i per ea ilit, rapporto tra le aree impermeabili e l area totale del bacino. Nella Tabella 1, sono riportati i valori dei coef cienti IMP e PERM, in funzione del tempo di ritorno T r (AA. VV., 1997). Per T r = 5 anni, si adottano i valori: IMP = 0,80 e PERM = 0,20 (come si appalesa, tali valori penalizzano le impermeabilizzazioni, sovrastimandone i coef cienti di de usso, al contempo sottostimano, in egual modo, i coef cienti di de usso delle parti permeabili). Metodi per il calcolo delle portate di piena Per il modello di calcolo delle portate di piena, si fa uso di metodi di tipo concettuale ovvero dati da modelli matematici. Tra i modelli di tipo analitic c ncettuale, di trasformazione a u i-de u i, disponibili in letteratura, il più adatto, in considerazione del grado di determinatezza di alcuni elementi progettuali (quali, ad esempio, la reale distribuzione urbanistica, la reale lunghezza della rete di raccolta no al collettore fognario o al corpo recettore più vicino), appare il metodo dell invaso. Tale metodo de nisce la portata critica come quella portata che risulta esattamente pari, per la durata critica ( c ), alla portata di riempimento della rete, nella sezione di chiusura considerata. Da questa condizione, con l ovvio signi cato dei simboli, derivano le relazioni (G. Becciu et Al., 2013): 6 1/2015

9 l Ambiente c = (2,6 + n ) E sempre opportuno veri care che tale valore critico, non si discosti troppo dal tempo di corrivazione (T c = tempo di accesso alla rete di drenaggio + tempo di rete). Onde: e c = p 0 S n w = a servizio del territorio di nuova urbanizzazione, essendo S l area di trasformazione, può essere realizzato sia sotto forma di rete di drenaggio (i cui collettori, però, andranno sovrastimati, rispetto alle pra- ( φj a' ) w 1 1 n' [m] 1 n' [h] [L/s] dove p 0 è un parametro che dipende dalle unità di misure richieste e dal tipo di bacino (per bacini di modeste dimensioni, vale 2.168; G. Becciu et Al., 2013), w [m] è il volume speci co d invaso, [ 1] è il coef ciente di de usso, S [ha] è l area del bacino scolante, a [m/h n ] ed n [n. p.], i parametri, ragguagliati, della curva di pioggia. Per quanto riguarda la stima del volume dei piccoli invasi, w 0, si usano valori unitari dell ordine di w 0 = 15 m 3 /ha IMP, da applicare alla sola parte di bacino impermeabile dell area del bacino: W 0 = w 0 S IMP [m 3 ] quali speci ca, per determinati casi. La letteratura riporta vari metodi di calcolo, nel seguito, fra questi, viene descritto quello adottato ossia il metodo dell invaso. Metodo dell invaso Esaminando la trasformazione, a u i-de u i, secondo il modello concettuale dell invaso, il coef ciente udometrico può essere calcolato nel seguente modo (A. Pistocchi ed Al., 2004): u = [L/(s ha)] In cui p 0 è un parametro dipendente dalle unità di misura richieste e dal tipo di bacino (generalmente, per piccoli bacini, vale 2530; C. Datei et Al. 1996), a ed n sono i parametri della curva di possibilità pluviometrica, rappresenta il coef ciente di de usso e w il volume di invaso speci co. Volendo mantenere costante il coef ciente udometrico (invarianza idraulica), al variare del coef ciente di de usso, indotto dalla trasformazione urbanistica ossia delle caratteristiche idrauliche delle super ci drenanti, per valutare i volumi di invaso, in grado di modulare il picco di piena, si può scrivere (A. Pistocchi, 2001): Per il volume invasato dalla rete, W r, si considera, invece, l 80 % della somma dei volumi massimi dei collettori a monte: W r = 0,80 S L [m 3 ] ovvero, in mancanza di dati sulla rete di drenaggio, quest ultimo può essere stimato secondo la seguente relazione (mod. G. Iannelli 1, 1969): W r = 0,80 (0,005 r S 0,227 ) S 10 4 [m 3 ] dove: n (adimensionale) è l esponente della curva di possibilità pluviometrica; S [ha] è l area del bacino di drenaggio; 0,005 m 3 /m 2 volume dei piccoli invasi; r (adimensionale) è il coef ciente di G. Cotecchia (G. Iannelli 2, 1969), che assume i seguenti valori: 0,27 per territori a forte pendenza; 0,29 per territori a media pendenza; 0,33 per territori a debole pendenza. L [m] è la massima lunghezza della rete di drenaggio (AA.VV., 1997) 19,10 (100 S) 0,548. Valutazione dei volumi di invasi compensativi Come misura di mitigazione e compenso, si provvede ad invasare la differenza dei volumi, fra stato di progetto (p t pera ) e stato di fatto (ante pera ). I volumi di invaso, da realizzare, per garantire l invarianza idraulica, nelle super ci soggette a trasformazione antropica, si possono ricavare con differenti metodologie, ognuna delle w = w 0 [m 3 /ha] dove : w 0 = volume speci co di invaso, prima della trasformazione dell uso del suolo; 0 = coef ciente di de usso speci co, prima della trasformazione dell uso del suolo; n = esponente, ragguagliato, della curva di pioggia, di durata inferiore all ora (dal momento che i tempi di corrivazione attesi dalle aree, tutte di modeste estensioni, sono inferiori all ora); 0 = volume speci co di invaso per super cie impermeabilizzata; I = percentuale di super cie impermeabilizzata; P = percentuale di super cie che non viene i ni cativa ente modi- cata, sistemata o regolarizzata, totalmente inalterata, indipendentemente dalla permeabilità o meno della sua super cie (I + P = 100 %). Per la determinazione delle componenti di w 0, le indicazioni di letteratura porgono, 50 m 3 /ha nel caso di fognature, in ambito urbano, comprendente i soli invasi di super cie e quelli corrispondenti alle caditoie e similari (C. Datei et Al., 1997). Il Centro di Studi sui De ussi Urbani, con sede presso il Politecnico di Milano, ha suggerito di calcolare il volume dei piccoli invasi, in ragione di 15 m 3 /ha di area impermeabilizzata (A. Paoletti, 1996). Il volume totale, espresso dalla relazione: W = w S [m 3 ] 1/2015 7

10 Scienza & Inquinamento tiche ordinarie), sia sotto forma di vasche d invaso ovvero laghetti (a seconda delle esigenze architettonico-urbanistiche). Azioni compensative e di mitigazione Per quanto riguarda il principio dell invarianza idraulica, in linea generale, le misure compensative sono da individuarsi nella predisposizione di volumi di invaso che consentano la laminazione delle piene. Nell area in trasformazione territoriale, pertanto, andranno predisposti dei volumi che devono essere riempiti, man mano che si veri ca de usso dall area stessa, fornendo un dispositivo che ha rilevanza, a livello di bacino, per la riduzione delle piene, nel corpo recettore. L obiettivo dell invarianza idraulica, richiede una trasformazione d uso, attraverso opportune azioni compensative, nei limiti del modello adottato, per i calcoli dei volumi, gli oneri del consumo della risorsa territoriale, costituita dalla capacità di un bacino di regolare le piene e, quindi, di mantenere le condizioni di sicurezza idraulica, del territorio, nel tempo. Prima di entrare nel merito della speci ca tecnica di calcolo, si introduce una classi cazione degli interventi, di trasformazione super ciale, che consente di de nire, qualitativamente, le soglie dimensionali, in base alle quali applicare considerazioni differenziate, in relazione all effetto atteso dall intervento (mod. M. G. Marziliano et Al., 2008). CL1 CL2 CL3 Classe Intervento Trascurabile impermeabilizzazione potenziale Modesta impermeabilizzazione potenziale Significativa impermeabilizzazione potenziale Definizione Intervento su superfici di estensione inferiore a 0,1 ha. Intervento su superfici comprese fra 0,1 e 1 ha. Intervento su superfici comprese fra 1 e 10 ha; interventi su superfici di estensione oltre 10 ha con grado di impermeabilizzazione IMP 0,3. CL4 Marcata impermeabilizzazione Intervento su superfici superiori a 10 ha con grado di impermeabilizzazione IMP 0,3. Tabella 2 Classificazione degli interventi di trasformazione superficiale ai fini dell innovazione idraulica. Per ciascuna classe di invarianza idraulica, si riportano in tabella, quindi, le azioni da intraprendere: Classe Descrizione CL1 Superfici 0,1 ha Adottare buoni criteri costruttivi per ridurre le superfici impermeabili, quali le superfici dei parcheggi (tetti verdi, eccetera). CL2 Superfici comprese fra 0,1 e 10 ha CL3 Superfici comprese fra 1 e 10 ha; IMP 0,3 Oltre al dimensionamento dei volumi compensativi cui affidare funzioni di laminazione delle piene è opportuno che le luci di efflusso non eccedano le dimensioni di un tubo di diametro di 200 mm e che i tiranti idrici ammessi nell invaso non eccedano 1 metro. Oltre al dimensionamento dei volumi compensativi cui affidare funzioni di laminazione, è opportuno che i tiranti idrici ammessi nell invaso e le luci di efflusso siano correttamente dimensionati, in modo da garantire la conservazione della portata massima defluente dall area in trasformazione ai valori precedenti l impermeabilizzazione. CL4 Superfici 10 ha; IMP 0,3 E richiesta la presentazione di studio idraulico di dettaglio, molto approfondito Tabella 3 Suddivisione degli interventi da intraprendere ai fini dell innovazione idraulica. Calcolazioni (esemplificazioni) Ad esempli cazione di quanto teoricamente esposto, si riporta, di seguito, l applicazione del calcolo della realizzazione di un invaso di compensazione dell impermeabilizzazione, afferente un intervento di trasformazione urbanistica, interessante una super- cie totale pari a S = 3,54 ha > 1 ha. Nel caso in esame (essendo S 10 ha), ci si trova nella situazione di signi cativa impermeabilizzazione potenziale (CL3), che comporta, oltre alla normale veri ca, con il metodo convenzionale [w = w 0 ( / 0 ) (1/(1-n)) -15 I w 0 P], anche un ulteriore valutazione, considerando, su un tempo di ritorno idrologico di 10 anni, una durata di pioggia di 2 ore. Calcolo del volume d invaso Per il calcolo del volume d invaso, si applica la seguente formula: w = w 0 [m] nella quale: w 0 = 50 m 3 /ha; 0 = 15 m 3 /ha; 0 = coef ciente di de usso, prima della trasformazione (ante pera ); = coef ciente di de usso, dopo la trasformazione (p t pera ); n = esponente della curva di pioggia; I = percentuale di area trasformata; P = percentuale di area non trasformata (p. inalterata). Per la valutazione dei coef cienti di de usso, e 0, si è fatto riferimento alle seguenti espressioni: 0 = 0,80 IMP 0 + 0,20 PER 0 = 0,80 IMP 0 + 0,20 (1 IMP 0 ) e = 0,80 IMP + 0,20 PER = 0,80 IMP + 0,20 (1 IMP) nelle quali: IMP 0 = frazione dell area totale, da ritenersi impermeabile, prima della trasformazione; IMP = frazione dell area totale, da ritenersi impermeabile, dopo la trasformazione; Per 0 = frazione dell area totale, da ritenersi permeabile, prima della trasformazione; Per = frazione dell area totale, da ritenersi permeabile, dopo la trasformazione. Si precisa che la frazione P, si riferisce, esclusivamente, alla percentuale di area che non viene signi cativamente modi cata, regolarizzata o sistemata, totalmente inalterata, indipendentemente dalla permeabilità o meno della sua super cie. Ubicazione cartografica dell area di intervento Nel caso speci co, si prendono in esame le caratteristiche idrauliche di terreni agricoli siti nell agglomerato urbano del Comune di 8 1/2015

11 l Ambiente Bari. La zona è caratterizzata dalla seguente curva di possibilità pluviometrica (stazione pluviometrica di Bari Osservatorio; Bacino delle Murge), con T r = 5 anni: e h = 35 t 0,40 per t < 1h h = 35 t 0,20 per t > 1 h Super cie oggetto di signi cative trasformazioni ( ) = m 2 Pertanto i coef cienti di de usso risulteranno, rispettivamente, pari a: 0 = 0, ,20 ( 1 0) = 0,20 = 0,80 (20.408/35.408) + 0,2 ( /35.408) = 0,55 Situazioni idrauliche ante e post operam L intervento in progetto, oggetto d invarianza, riguarda la realizzazione di un insediamento residenziale. Nel rispetto degli obiettivi dell invarianza idraulica, che impone a chi effettua trasformazioni di uso del suolo, la realizzazione di azioni compensative e di mitigazione, al ne di mantenere inalterata la capacità di un bacino di regolare le piene, si è considerata, come super cie idraulicamente esposta, quella territoriale, oggetto d intervento urbanistico, d estensione pari a 3,54 ha. Nel caso speci co, per la trasformazione antropica, in oggetto, avremo: Per lo stato di fatto iniziale (situazione idraulica ante operam): Superficie reale U. M. Coefficiente di assorbimento Superficie equivalente Terreno agricolo m 2 0,00 0 m 2 Aree impermeabili 0 m 2 1,00 0 m 2 Totale m 2 0 m 2 Super cie impermeabile equivalente ante trasformazione = 0 m 2 (IMP 0 = 0); Super cie permeabile equivalente ante trasformazione = m 2 (PER 0 = 1). Per lo stato di progetto (situazione idraulica post operam): Superficie reale Super cie impermeabile equivalente post trasformazione = m 2 (IMP = 0,58 > 0,3); Super cie permeabile equivalente post trasformazione = m 2 (PER = 0,42); U.M. Coefficiente di assorbimento Superficie equivalente Lotti edificabili m 2 0,50 ( ) m 2 Strade, marciapiedi, piste ciclabili e m 2 1, m 2 parcheggi (pavimentazioni impermeabili) Verde (area a parco) m 2 0,00 0 m 2 Terreno non oggetto di significative trasformazioni (vasca di laminazione) U.M. U.M m 2 0,00 0 m 2 Totale m m 2 ( ) Il coefficiente di assorbimento utilizzato per i lotti edificabili, tiene conto della percentuale del lotto che, verosimilmente, sarà destinata a verde condominiale (aiuole) o comunque, avrà un certo grado di permeabilità. e le percentuali di area, trasformata e non trasformata, pari a: I = / = 0,93 percentuale di area trasformata; P = 2.600/35408 = 0,07 percentuale di area inalterata; I + P = 1,00 (100 %). Quindi il volume minimo d invaso, per ogni ettaro di super cie (i. speci co), interessata idraulicamente dall intervento di trasformazione urbanistica, verrà calcolato come segue: w = 50 (0,55/0,20) 1/(1 0,40) 15 0, ,07 = 252,44 m 3 /ha Considerando che l area interessata dall intervento, ha una super cie di 3,54 ha, si ottiene un volume d invaso, per il dimensionamento della vasca di laminazione, pari a: W = 252,44 m 3 /ha 3,5408 ha = 893,84 m 3 Come volume d invaso, quindi, è possibile computare, all interno del suddetto volume di laminazione anche l 80 % del volume, costituito dalla rete fognaria, posta a monte della vasca di laminazione: W r = 0, m 3 = 129,60 m 3 A tale scopo si ritiene opportuno maggiorare leggermente il diametro della rete fognaria (D = 0,700 m), af nché sia possibile ridurre il dimensionamento della vasca di laminazione. Se si considera di ridurre il volume, sopra calcolato, derivante dall intera rete fognaria di adduzione, corrispondente a ca. 130 m 3, si ottiene un volume, residuo d invaso, pari a: W = 893,84 129,60 = 764,24 m 3 Pertanto la vasca di laminazione dovrà essere dimensionata per contenere almeno 764,24 m 3 di acqua. Si prevede, di conseguenza, una vasca di laminazione di 765 m 3 d acqua, con bocca d ef usso tassata. Dimensionamento e verifica della strozzatura (bocca tassata) Le ipotesi di lavoro prevedono l utilizzo di una tubazione circolare, a sezione chiusa, di diametro da calcolare, posta al fondo della vasca d invaso. Tale bocca tassata, dovrà essere dimensionata adeguatamente, af nché la portata ammissibile, ef uente al corpo ricettore, non risulti superiore a quella speci ca (coef cien- 1/2015 9

12 Scienza & Inquinamento te udometrico u), ante pera, stimata pari a 20 L/(s ha). Inoltre, al ne di evitare possibili intasamenti, della bocca tassata, in uscita, è stato posto un limite massimo del diametro del tubo, pari a 20 cm. Con le formule a seguire, valide per condotte circolari, una volta ssato il battente massimo, sopra l asse della condotta di immissione, al ricettore nale, si determina il diametro della bocca tassata, che impedisce il de usso nel ricettore di valle, dell acqua d accumulo, in modo eccessivamente veloce (v u < 5 m/s). La formula, utilizzata, per il calcolo del diametro della bocca tassata (luce a attente idraulic, a spigolo vivo), è la seguente D. Citrini et Al., 1987): Q amm = (2 g h) 0,5 [m 3 /s] onde, imposto: Q amm = Q agr = u S = 0,020 m 3 /(s ha) 3,5408 ha = 0,07082 [m 3 /s] derivano, la sezione del condotto: La velocità massima, invece, risulta di: v u = 0,07031/0,01767 = 3,98 m/s < 5,00 m/s = [m 2 ] Per la vasca d invaso, pertanto, si prevedono le seguenti dimensioni geometriche utili: ed il suo diametro: D u = [m] dove: = 0,82 (adimensionale), è il coef ciente di ef usso dall imboccatura Venturi (E. Scimeni, 1964); g = 9,81 m/s 2 è l accelerazione di gravità, sulla super cie terrestre; h = 1,20 m è il tirante idrico, ssato sopra la mezzeria della sezione del condotto d immissione. La portata uscente, con la condotta adottata (DN = 150 mm), quindi, risulta di: Q u = 0,82 0,01767 (2 9,81 1,20) 0,5 = 0,07031 m 3 /s < 0,07082 m 3 /s Parametri Valori U.M. Portata ammissibile 0,07082 m 3 /s Battente massimo sulla bocca tassata 1,20 m Sezione massima del condotto 0,01778 m 2 DN massimo condotto 0,151 m DN adottato per il condotto 0,150 m Sezione del condotto adottato 0,01767 m 2 25,25 m 25,25 m 1,20 m = 765,08 m m 3 Verifica della volumetria, per piogge con tempo di ritorno di 10 anni e durata di 2 ore Il volume di invaso, di compensazione dell impermeabilizzazione effettuata (formula del W), avendo un valore di: è, ampiamente, veri cato. W = 893,84 m 3 > V = 433,32 m 3 Parametri Valori U.M. Superficie territoriale (S t ) 3,5408 ha Tempo di ritorno idrologico (T r ) 10 anni Coefficiente della curva di pioggia (a ) 40 mm/h n Esponente della curva di pioggia (n ) 0,20 Durata della pioggia (t p ) 2 h Coefficiente di deflusso post operam ( ) 0,55 Altezza d acqua piovuta in t p (h = a t n p ) 48,25 mm Volume d acqua piovuto in t p (V p = h S t ) 1.708,27 m 3 Volume effluente in t p (V e = V p ) 939,55 m 3 Portata effluente dalla strozzatura adottata (Q u ) 0,07031 m 3 /s Volume scaricato nel ricettore in t p (V U = Q u t p ) 506,23 m 3 Volume da laminare ( V = V e V u ) 433,32 m /2015

13 Scienza & Inquinamento Bibliografia [1] C. Datei, L. Natale (1996): Le reti idrauliche, Manuale di Ingegneria Civile, Ed. anichelli ESAC, Bologna; [2] C. Datei, L. Da Deppo, P. Saladin (1997): i te azi ne dei c r i d acqua, Ed. Cortina, Padova; [3] A. Paoletti (1996): i te i di natura e drena i ur an, Ed. CUSL, Milano; [4] AA.VV. (1997): i te i di natura anuale di pr ettazi ne, Centro Studi De ussi Urbani, Ed. oepli, Milano; [5] U. Puppini (1932): e cienti ud etrici per enerica cala di de u, L ingegnere, n. 4, Ed. E. F., Roma; [6] E. Scimeni (1964): pendi di idraulica, Ed. CEDAM, Padova; [7] G. Becciu, A. Paoletti (2013: nda enti di c truzi ni idrauliche, Ed. UTET, Torino; [8] M. G. Marziliano, P. Secondini (2008): Le reti idr ra che ur ane, Ed. Alinea, Firenze; [9] G. Iannelli 1 (1969): n iderazi ni per l e ten i ne delle p i ilit di applicazi ne del et d dell inva nel calc l delle nature pluviali, Ingegneria Sanitaria, n. 5, Ed. IPI, Milano; [10] G. Iannelli 2 (1969): na e pli cazi ne del et d del v lu e d inva per il calc l delle nature pluviali, Ingegneria Sanitaria, n. 4, Ed. IPI, Milano; [11] A. Pistocchi, O. ani (2004): L invarianza idraulica delle tra- r azi ni ur ani tiche il et d dell ut rit dei acini re i nali r a n li, Atti del I Convegno di Idraulica e Costruzioni idrauliche, Trento; [12] E. J. Gumbel (1957): tati tic e tre e lu ia niver it re e r [13] D. Citrini, G. Noseda (1987): draulica dizi ne a a ditrice r iana ilan [14] A. Pistocchi (2001): La valutazi ne idr l ica dei piani ur- ani tici, Ingegneria Ambientale, n. 7/8, Ed. CIPA, Milano; Italia ancora ultima in Europa per il riciclo delle pavimentazioni stradali L Italia è fanalino di coda nel riciclo delle pavimentazioni stradali: solo il 20% (contro una media europea che s ora il 60%) viene recuperato. Ogni anno il pieno recupero delle pavimentazioni stradali fresate produrrebbe un valore economico di almeno 500 mln di euro senza contare la riduzione di emissioni inquinanti equivalenti a quelle generate da 3 raf nerie di medie dimensioni e dal traf co prodotto da autocarri sul territorio nazionale. Sono questi i principali dati che emergono dall analisi condotta dal Siteb - l Associazione Italiana Bitume e Asfalto Stradale - che ha elaborato e confrontato i dati nazionali relativi al riciclo delle pavimentazioni stradali con quelli dei principali Paesi Europei. Come testimoniato dallo studio promosso dall Associazione, l Italia (un tempo il secondo mercato in Europa dietro alla Germania per le attività connesse alla realizzazione e manutenzione di strade) ha perso posizioni, ma comunque resta ai primissimi posti per la produzione di conglomerato bituminoso con 22,3 milioni di tonnellate; la precedono solo Turchia (46,2 mln), Germania (41 mln) e Francia (35,4 mln). In compenso il nostro Paese è in coda (terz ultimo posto) nella speciale classi ca dei Paesi che riciclano maggiormente questo materiale seguito solo da Repubblica Ceca (18%) e Turchia (3%). A differenza di ciò che avviene in Paesi come Germania (90% di recupero), Francia (64%), Regno Unito (80%) e anche nel piccolo Belgio (61%), in Ungheria (90%), in Svizzera (48%) e nella Slovenia (26%), in Italia si recupera solo il 20% del fresato disponibile, con grave spreco di risorse economiche. Questo materiale, oltre a possedere elevate caratteristiche tecniche e ad essere totalmente riutilizzabile nelle costruzioni stradali, possiede infatti un notevole valore economico. Lo hanno capito bene nel resto dell Europa: in Francia vige il divieto di portare in discarica il fresato d asfalto, considerato prodotto primario, da riutilizzare nel ciclo produttivo. La Germania, che ha perso quest anno il primato europeo nella produzione di asfalto a vantaggio della Turchia, giudica il fresato d asfalto (11,5 mln di tonnellate) come il miglior materiale costituente e lo recupera al 90%. In Olanda, Paese notoriamente povero di terra, sono attivi impianti che eliminano l eventuale presenza di catrame nel materiale raccolto e consentono di recuperare totalmente l inerte. In Italia il fresato, pur avendo le caratteristiche di un sottoprodotto secondo l art. 184 bis del Dlgs 182/06 (ovvero originato da un processo produttivo il cui scopo non è la produzione di questa sostanza, la certezza del suo riutilizzo e la valenza economica del materiale), viene considerato dalla Pubblica Amministrazione un ri uto speciale e in tutti i modi si cerca di ostacolarne il recupero pensando di salvaguardare l ambiente e la salute dei cittadini (per informazioni: 1/

14 AGRO-FARMACEUTICO ABOCA ALIMENTARE AGRO-ALIMENTARE CONSORZIO TUTELA GRANA PADANO LAVAZZA MARENCO VINI Viticoltori in Strevi PERFETTI VAN MELLE PODERE ARGO Agriturismo Biologico ARREDAMENTO NATUZZI GROUP SCAVOLINI SITLAND VENETA CUCINE ASSICURAZIONI EUROP ASSISTANCE ITALIA GLOBAL ASSICURAZIONI GRUPPO ASSIMOCO ASSOCIAZIONI FONDAZIONI AICA ASSOCIAZIONE ITALIANA PER L INFORMATICA ED IL CALCOLO AUTOMATICO AVIS COMUNALE DI MILANO CONFARTIGIANATO IMPRESE VARESE CONFINDUSTRIA UMBRIA FONDAZIONE ENASARCO FONDAZIONE MEDIOLANUM ONLUS FONDAZIONE PROGETTO ARCA ONLUS FONDAZIONE SVILUPPO COMPETENZE AUTO BMW ITALIA MOCAUTO GROUP BANCHE BANCA MEDIOLANUM CASSA DI RISPARMIO DI ASTI FEDERLUS GRUPPO CREDITO VALTELLINESE ICCREA BANCAIMPRESA ING BANK N.V. SUCCURSALE DI MILANO RCI BANQUE SUCCURSALE ITALIANA VENETO BANCA BENI DI LARGO CONSUMO ARTSANA GROUP FATER CAMERE DI COMMERCIO CAMERA DI COMMERCIO DI ANCONA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO CARTA IPI ASEPTIC PACKAGING SYSTEMS TECNOCARTA CHIMICO FARMACEUTICO COSMESI A.MENARINI ABBVIE ALPA ANGELINI ASTELLAS PHARMA BASF the chemical company BECTON DICKINSON BIOFUTURA PHARMA BRISTOL MYERS SQUIBB CIP4 CLARIANT FINE FOODS & PHARMACEUTICALS GRUPPO BOERO KEDRION BIOPHARMA L ERBOLARIO LODI NOVARTIS FARMA NOVARTIS VACCINES ROQUETTE ITALIA SANDOZ SANOFI SIAD SOL GROUP gas tecnici, medicinali e homecare UNIVAR ZAMBON ZOBELE GROUP COMMERCIO GRANDE DISTRIBUZIONE BIANCHI CUSCINETTI METRO ITALIA CASH AND CARRY NSK ITALIA COMPONENTI AUTO APOLLO COOPERATIVA VOLOENTIERI DELPHI AUTOMOTIVE SYSTEMS DELPHI CONNECTION SYSTEMS MAGNETI MARELLI Powertrain MECCANOTECNICA UMBRA TIBERINA WEBASTO EDITORIA ABRUZZO MAGAZINE AGENDA DEL GIORNALISTA BUSINESSCOMMUNITY.IT DEA EDIZIONI RIVISTA ECO DM&C MAGAZINE ECCELLERE BUSINESS COMMUNITY EDIFORUM: Daily Media, Daily Net, Mediaforum, Netforum GUERINI E ASSOCIATI GUERINI NEXT GRUPPO MAGGIOLI HARVARD BUSINESS REVIEW ITALIA L AMBIENTE GIRSA MAGAZINE QUALITA MARIO MODICA EDITORE: Spot and Web MEDIA KEY METHODO MONDOLIBERO PROMOTION MAGAZINE PUBLITEC: Costruire Stampi, Deformazione, InMotion, Soluzioni di Assemblaggio&Meccatronica, Applicazioni Laser, NewsMec, Elemento Tubo RIVISTA IL PERITO INDUSTRIALE TECNA EDITRICE: L&M Leadership & Management, ICT Security TVN MEDIA GROUP: Pubblicità Italia, Pubblicità Italia Today, AdV Strategie di Comunicazione V+ idee e strumenti per vendere di più e meglio ELETTRODOMESTICI BERTAZZONI BITRON INDUSTRIE ELETTROTECNICA ROLD FABER INDESIT COMPANY TVS ELETTROMECCANICO MAT. ELETTRICO ABB - ABB SACE Division ANSALDO ENERGIA BTICINO WEIDMÜLLER ELETTRONICO ELETTROTECNICO CELLULARLINE VISHAY SEMICONDUCTOR ITALIANA ENTI DI CERTIFICAZIONE CERTIQUALITY SGS ITALIA ENTI CULTURALI E DI FORMAZIONE CENTODIECI - MEDIOLANUM CORPORATE UNIVERSITY I.I.S. ISTITUTO PACIOLI ENTI PUBBLICI AVEPA AZIENDA SANITARIA TO3 REGIONE PIEMONTE COMUNE DI SEGRATE COMUNE DI SETTIMO MILANESE COMUNE SESTO FIORENTINO - Servizio Educativo CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO CONSORZIO ZAI INTERPORTO QUADRANTE EUROPA ENAC ENTE NAZIONALE PER L AVIAZIONE CIVILE FOTO CINE-OTTICA E COMPONENTI BARBERINI lenti solari in vetro DE RIGO VISION LUXOTTICA MARCOLIN EYEWEAR GOMMA PLASTICA GALLAZZI GIAT GRUPPO PIRELLI MICHELIN ITALIANA GRANDI INFRASTRUTTURE MAT. COSTRUZIONE ASTALDI COOP.COSTRUZIONI IMPIANTISTICA INGEGNERIA PROGETTAZIONE COMAU ECOSPRAY TECHNOLOGIES GEICO LENDER OCME INFORMATION TECHNOLOGY GMSL software scientifico RICOH ITALIA XEROX MECCANICO AGRATI GROUP Fastening Systems ALSTOM ARISTON THERMO riscaldamento dell acqua e degli ambienti EMERSON PROCESS MANAGEMENT FAIST COMPONENTI we think global FINCANTIERI FRANDENT GEA PROCOMAC GRUPPO ATURIA IGV GROUP I.M.M. HYDRAULICS INGERSOLL RAND AIR INNSE CILINDRI LOMBARDINI METAL WORK componenti per automazione pneumatica MONDIAL MOTOVARIO MUSTAD tecnologia delle viti NARDI ROBUR SCM GROUP tecnologie per il legno SLIMPA TOSTI VANESSA ZUCCHETTI RUBINETTERIA METALLURGICO FIAMM LAMINAZIONE SOTTILE GROUP PETROLIFERO ENERGETICO API RAFFINERIA DI ANCONA EDISON ENERGIA GE OIL & GAS KUWAIT PETROLEUM ITALIA SERVIZI DI PUBBLICA UTILITA ACEA ETRA GELSIA energia elettrica e gas GRUPPO HERA SERVIZI VARI COOPSERVICE S.Coop.p.A EDENRED ICM INDUSTRIAL THE FOOL The Digital Reputation Company WARRANT GROUP TELECOMUNICAZIONI SPARKLE TELECOM ITALIA TESSILE CALZATURIERO A.TESTONI BATA - vendita calzature e accessori dal 1894 BERTO E.G. INDUSTRIA TESSILE TRASPORTO MERCI - PERSONE AIRGEST A.N.M. AZIENDA NAPOLETANA MOBILITÀ CARONTE & TOURIST CTM CAGLIARI GESTIONE TRASPORTI METROPOLITANI GRANDI NAVI VELOCI HERMES ITALIA MERIDIANA MAINTENANCE SDA EXPRESS COURIER TURISMO ALBERGHI RISTORAZIONE CENTRO CONGRESSI VILLE PONTI CIR FOOD

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16 Analisi e Strumentazione Atlete II: lavatrici in prova nei laboratori di IMQ ef cienti. Al momento dell acquisto, i consumatori devono essere sicuri che i prodotti presenti sul mercato siano conformi alle disposizioni legislative. Figura 1 - Ing. Stefano Ferrari, Responsabile Laboratorio elettrodomestici dell Istituto Italiano del Marchio di Qualità IMQ. La sorveglianza del mercato è essenziale per garantire agli operatori economici pari opportunità e concorrenza leale e ai consumatori la veridicità delle caratteristiche dichiarate dei prodotti. In generale, la sorveglianza del mercato è un attività svolta dalle Autorità nazionali nominate per questo scopo da ogni Stato Membro. Tuttavia, negli ultimi anni la Commissione Europea ha promosso una serie di azioni dirette e indirette a supporto della sorveglianza del mercato, co- nanziando una serie di progetti per valutare tra l altro la conformità dei principali elettrodomestici ai requisiti di etichettatura ed ecodesign in tutta l UE. Fra questi progetti, Atlete I e Atlete II sono iniziative sostenute nell ambito del programma Intelligent Energy Europe della Commissione Europea che partono dalla convinzione che le etichette energetiche e i requisiti per la progettazione eco-compatibile sono driver fondamentali per la trasformazione del mercato delle applicazioni - nali, in quanto orientano la scelta dei consumatori verso apparecchi più ef cienti e favoriscono il progressivo smaltimento di quelli meno In particolare, il progetto Atlete II (Appliance Testing for Washing Machines Energy Label & Ecodesign Evaluation), partito nel mese di maggio 2012 e terminato a ottobre 2014, ha veri cato la conformità di 50 modelli di lavatrici a tutti i requisiti applicabili di ecodesign e all etichettatura energetica. I partner del progetto sono: ISIS - Institute of Studies for the Integration of Systems, Italia, coordinatore del progetto, CECED - European Committee of Domestic Equipment Manufacturers, EU, ENEA - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Italia, SEVEn - The Energy Ef ciency Center, Repubblica Ceca, ADEME - French Environment and Energy Management Agency, Francia, ECOS - European Environmental Citizens Organisation for Standardisation, EU, AEA - Austrian Energy Agency, Austria, Università di Bonn, Germania, SEA - Swedish Energy Agency, Svezia, ECEEE - European Council for an Energy Ef cient Economy, EU, ICRT - International Consumer Research Testing, EU. Veri cando la conformità dei requisiti delle etichette energetiche delle lavatrici e le caratteristiche tecniche degli apparecchi, compresa la loro ef cienza energetica e le prestazioni funzionali, il progetto Atlete II si è posto quindi come supporto all autorità di vigilanza nazionale fornendo una dettagliata guida metodologica per lo svolgimento dei loro compiti in modo ef cace ed economicamente ef ciente. Ne parliamo con l ing. Stefano Ferrari, Responsabile Laboratorio elettrodomestici dell Istituto Italiano del Marchio di Qualità IMQ, unico laboratorio di prova italiano ad aver partecipato al progetto. Come è avvenuta la selezione di IMQ come unico laboratorio di prova italiano del progetto? La scelta di IMQ è avvenuta a seguito di un processo di selezione af dabile e trasparente. Innanzitutto, una prima selezione dei laboratori papabili è stata fatta grazie a un mix di criteri knock out e di un sistema a punti. Successivamente, abbiamo compilato un questio- 14 1/2015

17 l Ambiente nario contenente domande sull esperienza e la capacità di prova del laboratorio, sull eventuale accreditamento per le prove degli elettrodomestici o a determinati standard come EN 17025, sulla strumentazione disponibile, la frequenza di calibrazione, ecc. Lo step successivo ha visto un ulteriore selezione dei laboratori che in precedenza avevano superato i criteri knock out sulla base dell offerta economica inviata e di una visita da parte di due esperti incaricati dal progetto Atlete II che hanno intervistato il responsabile del laboratorio. Alla ne del processo, IMQ è risultato l unico laboratorio di prova italiano a essere selezionato per partecipare al progetto assieme ad altri cinque laboratori europei (CTTN, Intertek, LCOE, SLG e VDE). Come sono stati scelti i 50 modelli di lavatrice da testare? I modelli sono stati selezionati fra quelli presenti sul mercato comunitario in modo da rappresentare sia i grandi produttori e sia, almeno in parte, quelli con limitate quote di mercato. I modelli scelti sono tutti best seller, criterio di scelta che si è confermato come il più adeguato in caso di veri ca pan-europea della conformità, in quanto garantisce che i prodotti veri cati coprano tutti i produttori e i marchi presenti all interno del Mercato comunitario. Il focus solo sui modelli più ef cienti (quelli di classe energetica A++ o A+++), invece, non sarebbe stato un buon criterio da seguire, dato che questi prodotti, solitamente, sono già nel mirino dei concorrenti, hanno una forte visibilità ma una quota di mercato parecchio limitata. I modelli best seller, invece, hanno un maggiore impatto sul mercato e un elevata pressione commerciale. Quali sono i parametri delle lavatrici che avete testato? I parametri che abbiamo sottoposto a veri ca nei nostri laboratori sono: il consumo di energia; il consumo di acqua; l ef cienza di lavaggio; l ef cienza di centrifugazione; la velocità della centrifuga; la capacità di carico; il consumo in modalità spento e in modalità standby ; i requisiti minimi di eco design; i requisiti speci ci di prodotto; le informazioni obbligatorie. Successivamente, siamo passati alle prove in laboratorio secondo lo standard per i parametri misurabili (EN 60456: 2011) e abbiamo raccolto i relativi risultati in un report sviluppato ad hoc. Siamo così passati all esame sico delle macchine per il controllo della corretta identi cazione dei programmi standard. In ne, la veri ca dei requisiti generici dell ecodesign. In questo caso, abbiamo veri cato sia i requisiti generici per le lavatrici domestiche (presenza e identi cazione del ciclo a 20 C e identi cazione dei programmi standard sul frontalino) e sia le informazioni presenti nel libretto di istruzioni (indicazione dei programmi standard e loro caratteristiche, consumo nelle modalità off e left-on, raccomandazioni sull uso dei detersivi, informazioni indicative sui vari programmi di lavaggio come la durata, il contenuto di umidità, il consumo di acqua ed energia). Quali risultati avete ottenuto? I principali risultati emersi sono: 100% di conformità delle dichiarazioni relative alla classe di ef- cienza energetica e al consumo di energia dell etichetta energetica; 92% di conformità globale per le prestazioni funzionali e i relativi parametri; 84% di conformità globale delle informazioni riportate sulla scheda di prodotto (per l etichettatura energetica) e sul libretto di istruzioni (per la direttiva ecodesign); 64% di conformità all identi cazione dei programmi standard sulle singole macchine; 38% di conformità per le informazioni da riportare obbligatoriamente sul libretto istruzioni; 30% di conformità considerando tutti i singoli parametri. Al termine delle prove, i risultati sono stati immediatamente comunicati ai singoli produttori responsabili per ciascun modello e alle autorità di sorveglianza del mercato dei paesi in cui queste lavatrici erano disponibili per la vendita, e sono stati in ne resi disponibili pubblicamente durante la conferenza nale del progetto Atlete II nel corso di giugno Quali prove avete effettuato? Con quali macchinari e strumenti? Innanzitutto, abbiamo ispezionato la documentazione di ogni modello per veri care la presenza dell etichetta, della scheda prodotto, del libretto di istruzioni, di tutte le informazioni sull apparecchio e delle dichiarazioni richieste. Figura 2 - Laboratorio IMQ di prova prestazioni lavatrici. 1/

18 Analisi e Strumentazione Che ne hanno fatto i prodotti risultati non conformi? Per quanto riguarda i modelli che non hanno superato l intero processo di veri ca, alcuni di questi non sono risultati conformi ad almeno uno dei parametri tecnici; per altri non sono state fornite tutte le informazioni obbligatorie che il consumatore deve ricevere prima di deciderne l acquisto, o non sono state presentate nel formato richiesto. In tutti questi casi i risultati delle veri che sono stati immediatamente comunicati alle autorità di sorveglianza del mercato dei paesi in cui i prodotti erano disponibili. Una parte dei modelli sono stati resi conformi dai rispettivi produttori con delle speci che azioni correttive volontarie. In generale quali sono le sue considerazioni sui risultati del progetto Atlete e, oltre a questo, a che punto siamo con le etichette energetiche? I risultati emersi da Atlete II testimoniano la conformità delle lavatrici all etichettatura energetica comunitaria e ai requisiti di eco design. Il progetto Atlete II dimostra anche i fondamentali bene ci derivanti dalla veri ca della conformità dei prodotti a livello pan-europeo e l importanza del supporto economico da parte della Commissione Europea. Occorre anche sottolineare un altro aspetto: l importanza delle modalità di applicazione delle direttive. Mi spiego meglio. Tra le non conformità segnalate molte erano da imputare non tanto ad aspetti speci ci ma a requisiti più generali e di tipo formale. Cito il caso di un etichetta energetica trovata non conforme per l incompletezza dei dati riportati sulla label. Un incompletezza in realtà da attribuire alla necessità di dover utilizzare il cirillico, una lingua dai numerosi caratteri, impossibile da utilizzare per esteso in uno spazio ridotto. Da qui l importanza, da parte delle norme, di saper interpretare in maniera corretta ma nello stesso tempo essibile e pratica le direttive. Un altra osservazione riguarda l approccio olistico al prodotto. Il progetto Atlete ci ha permesso anche di fare attenzione a non concentrarci esclusivamente sugli aspetti di ef cienza energetica, ma di analizzare il prodotto sotto tutti i punti di vista. Faccio un esempio. Se una lavatrice dimostra di avere un altissima ef cienza energetica, ma poi, per un lavaggio, richiede una durata di gran lunga superiore alla media, il rischio è la perdita di praticità per il consumatore. O ancora: se la fase di lavaggio dimostra di necessitare un consumo ridotto di acqua, sono poi certo che il risciacquo sarà comunque completo? Domande che i normatori si stanno ponendo: e infatti i Comitati tecnici a livello internazionale stanno lavorando per inserire nelle future edizioni della Normativa anche aspetti riguardanti l ef cacia del risciacquo. Circa le etichette energetiche in generale, è un percorso in continua evoluzione. Tra le novità segnalo l obbligatorietà di rendere visibile l etichetta energetica anche sui prodotti venduti on line (Regolamento 518/2014). L estensione, in un futuro prossimo, (adesso non sono ancora pubblicati) del Regolamento relativo alle etichette energetiche anche ai prodotti professionali come, ad esempio, macchine da caffè, banchi refrigerati e così via. In ne, l estensione dell etichetta anche ad altri elettrodomestici quali i forni elettrici e le cappe. L Italia capo la in Europa di un network d eccellenza L Italia guida la certi cazione europea degli impianti che trattano i ri uti elettronici (RAEE). Ecodom, Ecolight, ERP Italia, RAEcycle e Remedia, cinque consorzi che gestiscono complessivamente oltre l 80% dei RAEE prodotti in Italia, hanno aderito al progetto Weelabex per la creazione di regole e standard omogenei in tutta Europa nella gestione e trattamento dei ri uti elettronici A distanza di un anno, sono 82 gli impianti in Europa che hanno avviato il processo di certi cazione; di questi, il 30% (24 impianti) riguarda strutture italiane. Il processo di accreditamento secondo gli standard Weeelabex è lungo e complesso: al momento hanno ottenuto la certi cazione 30 impianti,10 italiani. Weeelabex (acronimo di WEEE LABoratory of E cellence, ovvero Laboratorio di eccellenza dei RAEE ) è stato ideato dal WEEE Forum in collaborazione con i principali stakeholder della liera RAEE ed è co- nanziato dalla UE nell ambito del programma Life+. Il progetto ha il duplice obiettivo di mettere a punto nuovi standard di qualità per la raccolta, il trasporto e il trattamento delle varie tipologie di RAEE, oltre a individuare e realizzare una modalità uniforme e strutturata di veri ca del rispetto di questi standard in tutti i Paesi europei, attraverso auditors quali cati e opportunamente formati. Il processo di audit, che in Italia ha mosso i primi passi nell aprile dello scorso anno attraverso l avvio dell iter presso l organismo internazionale no-pro t Weelabex Organisation, sta portando il nostro Paese ad essere la nazione europea con il maggior numero di impianti accreditati Weeelabex, fornendo un grande esempio a livello internazionale a tutti i soggetti impegnati nella gestione dei AEE Gli audit italiani svolti tra la seconda metà del 2014 e l inizio del 2015 hanno interessato prevalentemente i ussi di trattamento dei RAEE pericolosi, ovvero i ri uti elettronici appartenenti ai raggruppamenti R1 (frigoriferi e congelatori) ed R3 (televisori e monitor): complessivamente sono stati auditati 31 ussi. Per quanto riguarda il trattamento di R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni) ed R4 (piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo), sono stati auditati 15 ussi /2015

19 sardinia_ SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI E SULLO SCARICO CONTROLLATO Forte Village _ S. Margherita di Pula (Cagliari) 5 _ 9 ottobre 2015 CALL FOR WORKSHOP tu- zionale, un incomparabile occasione per discutere il proprio progetto e le proprie opinioni davanti a un pubblico di professionisti di altissimo livello. Le proposte dei workshop saranno focalizzate su temi attuali e in continua evoluzione Le proposte dei workshop devono essere inviate in forma- entro il 15 marzo 2015 e dovranno includere le seguenti informazioni: T na lista di speaker disposti a prendere parte al workshop con un Per ulteriori informazioni si prega di contattare la Segreteria rganizzativa all indirizzo organizzato da: con il supporto scientifico di: PRESENTAZIONE LATE ABSTRACT CALL FOR COMPANIES SEGRETERIA ORGANIZZATIVA IWWG. International Waste Working Group T Tongji T T Sulla base della felice esperienza della 14esima edizione che si è tenuta nel 2013 e ha visto la partecipazione di oltre 700 delegati provenienti da tutto il mondo, il Sardinia 2015 si preannuncia controllato. Il programma si articolerà in otto sessioni parallele dedicate alla presentazione contributi orali, svariati workshop e una sessione poster. Prima dell inizio del Simposio si svolgeranno alcuni corsi di aggiornamento organizzati dall IWWG. Il termine per l invio degli abstract per il Simposio Sardinia Gli autori che non avessero inviato il proprio abstract entro la data preposta, ma fossero interessati a farlo ora, possono ancora inviare il proprio contributo utilizzando l apposito form online e faremo del Tutti i lavori che verranno presentati durante il Sardinia 2015 saranno inclusi nel volume e nel cd degli Atti del Simposio (con un ISSN e ISBN dedicato). Un considerevole numero di lavori inoltre novatività dei contenuti presentati, per la procedura di peer-review e pubblicazione su Waste Ma- dedicate principalmente alle aziende, da inserire all interno del Programma del Simposio. niasymposium.it entro e non oltre il 31 marzo Per ulteriori dettagli sulle Industrial Session e per conoscere tutte le opportunità riservate alle aziende si tare il sito ST T t f Informazioni sempre aggiornate sono disponibili sul sito:

20 Analisi e Strumentazione Gestione di un impianto a fanghi attivi mediante controllo dei parametri ORP e OD. Abstract The wastewater treatment management requires knowledge about hydraulics, mechanics, biology and analytic issues. Monitoring the performance and the parameters on a plant, it needs a proper sampling method which results suitable for the scale and the layout complexity. Through the support of a cloud system, it is possible to control the process in order to improve the ef uent quality, focusing on the monitoring strategy, by increasing the sampling frequency and the data type. Below it is represented a study case in which we tried to apply a management protocol directly on real scale plant, continuously monitoring processes parameters. The whole project introduces an Oxidation - Reduction Potential parameter (ORP) that is a cheap and reliable way to increase the number and the grouping of the parameters used to improve the general performance. The trial aims to reduce the energy, the chemicals and the environmental impact due to accurate management of them. The ORP parameter reveals the importance of including effortless analytic factor able to determine the right condition to enrich the information about the dynamic progress, within the biological system where are delimited by biological reaction and the red-ox conversion. La gestione dei presidi di depurazione rappresenta una materia complessa che presuppone la conoscenza di elementi d idraulica, elettromeccanici, di processo e microbiologici. Le potenzialità di un sistema cloud di monitoraggio e controllo, a servizio di un impianto di trattamento, si riconoscono nella disponibilità di una raccolta analitica capillare in assetto dinamico, che permette di elaborare con maggior precisione gli input acquisiti. Inoltre, si sempli ca la procedura d intervento, funzione del modello di gestione, riducendo il numero di sopralluoghi in-situ soprattutto a livello di ordinaria manutenzione e gestione. Con questo articolo e attraverso la presentazione di un casestudy, si vuole enfatizzare la funzionalità di una sperimentazione supportata da un sistema di misura e controllo on-line, in grado di identi care con maggior precisione l intervento da eseguire attraverso un elaborazione più dettagliata, generata da una valutazione su un data-set di più ampia estensione. L approccio seguito con la sperimentazione di seguito presentata, integra la metodologia a servizio dell ingegneria di processo capace di coniugare aspetti di sostenibilità ambientale ad esigenze produttive ed economiche, con l aiuto degli strumenti delle nuove tecnologie a servizio dell Information and Communications Technology (ICT). La predisposizione di uno studio nalizzato all identi cazione della fenomenologia che regola i meccanismi di reazione, attraverso l elaborazione dei dati raccolti e la ricerca di correlazioni, ha permesso di incrementare la qualità dell iniziativa in virtù del fatto che la prima applicazione pratica si è concretizzata su un impianto a grande scala, a servizio quindi di un agglomerato urbano reale. L acquisizione dei dati su un impianto reale ha facilitato l identi cazione dei fenomeni, con maggiore ef cacia rispetto ad un approccio relegato ad un impiantistica su scala pilota in quanto, spesso, l incremento di scala ostacola la riproducibilità del protocollo di gestione e il metodo d indagine. In più, la manipolazione di un insieme di dati ha introdotto una nuova metodica di calcolo con l obiettivo di identi care interventi reali (spegnimento o accensione sof ante, apertura o chiusura pompe di ricircolo, ecc.) attraverso la valutazione delle combinazioni parametriche al variare delle condizioni esterne (eventi meteorologici, avaria di strumentazione, cattiva ricezione segnale, ecc.). L iniziativa vede anche l introduzione di un parametro chimico- sico (il potenziale di ossido-riduzione: ORP) nell insieme delle misure, al ne di ricercare possibili impieghi come risposta all ottimizzazione strategica di processo. La scelta di avvalersi di un parametro quale l ORP deriva da una serie di considerazioni di natura tecnico-economica: bassi costi, af dabilità della misura, consolidamento della tecnologia di misura e semplicità da interfacciare ad un sistema di controllo open source. La nalità di introdurre una proposta innovativa punta a raggiungere elevati livelli di ottimizzazione complessiva in termini di ef cienza di rimozione degli inquinanti, con limitata domanda di risorse (energia elettrica, aria e reagenti), promuovendo una politica di sostenibilità ambientale tanto importante nella manipolazione del processo, quanto delicata nelle discussioni ambientali recenti. Premessa teorica Il monitoraggio basato sullo studio analitico tradizionale, quindi, attraverso la caratterizzazione di un campione puntuale, rappresenta un limite tecnico nella conoscenza delle 18 1/2015

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