La tematica dell intervento del capitale

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1 A&T 41 Il project financing nel settore idrico A cura di Francesco Saverio Coppola, Alessandro Panaro Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno La tematica dell intervento del capitale privato nelle gestioni idriche è sempre molto discussa. Si dibatte circa il suo corretto utilizzo finalizzato a consentire l intervento della finanza privata e l impiego più moderato delle risorse pubbliche. L Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno ha effettuato un analisi delle forme più diffuse di intervento del capitale privato nell ambito del settore idrico con particolare riferimento al project financing. I dati sono quelli dell Osservatorio Nazionale sul Project financing 1 relativi al periodo gennaio 2003-agosto Sono state censite tutte le operazioni contenute nei report periodici e riguardanti opere infrastrutturali idriche con le formule dell art. 37-bis, art. 19 ed altre forme previste dalla Merloni Quater. Il primo step è stato quello di censire le iniziative nel territorio e i relativi volumi finanziari. Per quanto riguarda la procedura art. 37-bis, sono state individuate 30 operazioni di avviso di gara per oltre 116 milioni di euro di investimenti, riguardanti le aree tematiche: acquedotti; depuratori; fognature; altro. Di queste 30, ben 11 non hanno indicato l importo dell investimento. In prevalenza si tratta di acquedotti e impianti di depurazione; occorre, tuttavia, tener conto dell importo medio delle opere che è piuttosto contenuto: circa 6,1 milioni di euro se si considerano solo gli avvisi di cui è noto il valore. Nel sud si distinguono grandi iniziative, come un avviso in provincia di Catania per reti acquedottistiche di 28 milioni di euro e impianti di fognatura nel leccese per circa 16 milioni. La suddivisione territoriale evidenzia una significativa presenza delle Stazioni Appaltanti meridionali: dei 30 avvisi, 25 sono nel Sud. Su un importo di 116,237 milioni di euro, circa 92 milioni sono relativi ad iniziative da realizzare nel Mezzogiorno (il 78%). I grafici che seguono illustrano lo stato dell arte. A livello regionale, la Sicilia è il territorio più attivo con 14 avvisi per quasi 50 milioni di euro; occorre, comunque, tener conto che alcune regioni non hanno un importo ben quantificabile. La rilevazione relativa al passaggio alla seconda fase della procedura art. 37 bis, evidenzia 5 iniziative di cui soltanto 3 rientranti nelle 30 individuate in precedenza (altre 2 sono relative ad anni precedenti al 2003). Di fatto, ad oggi, solo il 10% degli avvisi ha raggiunto la seconda fase della procedura: 3 su 30 individuati. Si segnala che, delle 5 iniziative solo 1, quella in Veneto, ha avuto buon esito tra le 30 individuate. Nell ultima fase della procedura sono censite 4 opere per un totale di 170 milioni di euro; solo l iniziativa in Veneto rientra tra le 30 individuate. 1 L Osservatorio nazionale sulla Finanza di Progetto è stato promosso dal Ministero dell Economia e delle Finanze, Unità Tecnica Finanza di Progetto C.I.P.E., Unioncamere e Camera di Commercio di Roma e realizzato da AeT - Ambiente e Territorio, Azienda Speciale della C.C.I.A.A. di Roma, in collaborazione con CRESME e Tecnocons.

2 42 A&T Project financing art. 37-bis. Avvisi di gara: numero ed investimenti. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio Project financing: avvisi di gara per volume in % per area territoriale. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio Project financing: avvisi di gara per numero in % per area territoriale. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio Project financing: avvisi di gara per regione. * Solo opere di cui è noto il valore. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio

3 A&T 43 Project financing - operazioni con art. 37-Quater. In corsivo le opere racchiuse nel censimento delle operazioni 37- bis. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio Project financing - operazioni concluse con aggiudicazione. Fonte: elaborazione SRM su dati Osservatorio nazionale project financing Relativamente alla configurazione dell Art. 19 della Merloni quater sono da evidenziare, nel periodo considerato, solo 3 opere da realizzare in Toscana, Aosta e Puglia per un valore complessivo di 13,5 milioni di euro (di cui 11,4 un impianto di depurazione in Toscana). Il discorso diventa più complesso se consideriamo gli altri interventi con i quali si cerca di coinvolgere il capitale privato nella gestione del servizio idrico integrato. È il caso degli affidamenti a privati che gli ATO effettuano a valere sulla legge Galli: ciò può avvenire o con ricorso a gara per affidamento del servizio o con la ricerca del socio privato per assumere una quota minoritaria nella SPA pubblica, che di solito viene costituita per gestire il servizio. Nel periodo sono state registrate, dall Osservatorio Nazionale Project Financing, 28 gare da parte di Ambiti Territoriali Ottimali che hanno cercato di affidare a privati il ciclo dell acqua o di cercare soci per partecipare a SPA pubbliche. Le risultanze dell elaborazione sono nella tabella che segue. Il monitoraggio effettuato lascia spazio ad alcune considerazioni: tutte le gare segnalate, ad oggi, non hanno avuto esito positivo, anche se di alcune la scadenza è ancora in corso o sono state concesse proroghe alle scadenze; il gradimento dei privati, dunque per la gestione del Servizio Idrico Integrato, non sussiste almeno nelle gare selezionate; non tutte le gare hanno un importo di riferimento; ciò denota una difficoltà nel comprendere quali sono i termini del business idrico del territorio che ne esprime la necessità. Il fenomeno è evidente in Calabria e Sicilia (alcune regioni dell Obiettivo 1 hanno affidato il SII) dove alcuni ATO hanno bandito più di una gara. Per la Sicilia è il caso degli ATO di Palermo (gara ripetuta 4 volte), Trapani, Catania, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta (3 volte). Per la Calabria è il caso degli ATO di Reggio Calabria (3), Vibo Valentia (3) e Cosenza (2). Alcune gare propongono importi che, almeno da una prima impressione, sono di rilevante dimensione finanziaria; a titolo di esempio, l affidamento del SII di Palermo prevede l attivazione di oltre 1,2 miliardi di euro di investimenti; il SII di Trapani, quasi 600 milioni.

4 44 A&T Tabella 15 - Gare degli Ambiti Territoriali Ottimali per l affidamento del SII (Importi in Euro). Fonte: nostra elaborazione su dati Osservatorio

5 A&T 45 Le criticità riscontrate nell assegnazione risiedono in dedali amministrativi e burocratici che causano ricorsi a Tribunali e a un interesse dei privati, comunque modesto, per piani di investimento che devono ancora trovare adeguate coperture finanziarie collaterali. A ciò si affianca la presenza di gestori storici e consolidati che non facilmente sono disposti ad affrontare il sistema a gara dopo aver detenuto per decenni la gestione dell acqua del territorio. Possiamo, in conclusione, affermare che, nonostante i tentativi effettuati, il project financing si conferma per le risorse idriche una tecnica di non facile applicazione. Sono ancora scarsi gli interventi dei privati nel settore delle acque e ciò dipende da diversi fattori. Tra questi: la novità dello strumento: nonostante la normativa sia all ottavo anno di applicazione non esistono molti casi concreti e di successo nel settore delle risorse idriche; solo recentemente i grandi gestori esteri (Ondeo, Veolia, Thames Water) stanno mostrando un flebile interesse per il Mezzogiorno (e solo per alcuni comparti come i dissalatori) ma stanno anche incontrando difficoltà normative e procedurali; i ritorni tariffari: un progetto che interessa le risorse idriche richiede ingenti investimenti durante tutto il periodo di durata del servizio, le cui tariffe applicate non sono tali da consentire adeguati ritorni per il privato, nonostante il metodo normalizzato preveda un coefficiente di ritorno del 7% 2. la eccessiva frammentazione delle gestioni (difficoltà maggiormente avvertita, nel Sud, in Campania e in Sicilia dove i principali acquedotti riescono a servire solo il 47% della popolazione e il restante 53% è servita da piccolissimi gestori e/o gestioni in economia), che incide in maniera determinante sulla realizzazione della finanza di progetto nel settore e che impedisce il coinvolgimento degli enti locali e non consente di realizzare opere di dimensioni tali da giustificare l applicazione del project financing; la fase di incertezza in cui versa il comparto: sono ancora da definire alcuni aspetti normativi e altri riguardanti la proprietà delle infrastrutture, la gestione degli impianti e la riforma in generale del sistema, fattori che, probabilmente, non invogliano i gestori ad investire considerevoli cifre nel settore; il tasso di insolvenza dei pagamenti delle bollette idriche che genera perdite amministrative e tecniche (complessivamente nel Sud si consideri una percentuale del 35-37% media per regione) connesse alla fatturazione idrica, e che rappresenta un ostacolo quasi insormontabile per chi intende investire e conformarsi agli ambiziosi piani di investimento dettati dagli ATO. 2 Secondo il DM dei Lavori Pubblici 1/8/96, la tariffa di riferimento del servizio idrico integrato è lo strumento per consentire la realizzazione di adeguati livelli di servizio, per sostenere conseguenti programmi di investimento nell equilibrio di bilancio, per ottenere il contenimento dei costi al consumo, il miglioramento dell efficienza della gestione e la tutela dell interesse dell utenza. La tariffa di riferimento, collegata al metodo di controllo tariffario dei limiti di prezzo, in applicazione della deliberazione CIP n. 34 dei , rappresenta l insieme dei criteri e delle condizioni cui l Ambito deve attenersi nello stabilire la tariffa reale media della gestione. La tariffa reale media è stabilita dall Ambito in relazione al modello organizzativo della gestione, alla quantità e alla qualità della risorsa idrica e dal livello di qualità del servizio. La stessa è altresì fissata in funzione dei piano finanziario di cui all articolo 11, comma 3, della legge 36/94, tenuto conto dei costi reali, delle economie conseguenti al miglioramento di efficienza e al superamento della frammentazione delle attuali gestioni. La tariffa di riferimento è così costituita: Tn = (C + A + R)n-I (1+P+K) dove Tn è la tariffa all anno corrente, C è la componente dei costi operativi, A è la componente dei costo di ammortamento, R è la componente per la remunerazione del capitale investito, P è il tasso di inflazione programmato per l anno corrente, K è il limite di prezzo.

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