Al momento attuale tutte le regioni con l esclusione del Trentino Alto Adige dove non trova applicazione hanno recepito la legge 36/94.

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1 Il riordino dei servizi idrici è stato avviato in Italia con la legge 36/94 (c.d. Legge Galli) che al fine di superare la frammentazione gestionale e ridurre i livelli di inefficienza produttivi ed infrastrutturali ha previsto, tra le altre cose: la costituzione di Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.), territori su cui organizzare il servizio idrico integrato, vale a dire bacini di utenza di dimensioni tali da consentire il raggiungimento di economie di scala, superando in particolare le frammentazioni delle gestioni; l istituzione del Servizio Idrico Integrato (SII), inteso come l insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione d acqua a usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue; la definizione di un sistema tariffario unico per ciascun ATO, comprensivo dei servizi di distribuzione di acqua potabile, fognatura e depurazione. Al momento attuale tutte le regioni con l esclusione del Trentino Alto Adige dove non trova applicazione hanno recepito la legge 36/94. Gli Ato individuati sul territorio nazionale dalle Regioni, che ricadono all interno dei limiti amministrativi regionali, sono in tutto 91, non essendosi rilevate variazioni rispetto ai dati diffusi nel 2004 dal Coviri. Le Autorità di ambito insediate sono 88 (rispetto ai dati forniti dal Coviri nel 2004 si registra l ulteriore insediamento in Piemonte nell Ato del Verbano, Cusio, Ossola, Pianura Novarese). L affidamento del SII ad uno o più enti gestori è stato realizzato in 54 Ato. Per i restanti 37 si è ancora in una fase intermedia di attuazione della riforma. L analisi dei dati a livello regionale evidenzia che l Emilia -Romagna, la Toscana, l Umbria, l Abruzzo, la Puglia, la Basilicata e la Sardegna hanno completato l affidamento del SII in tutti gli Ato previsti. L affidamento risulta inattuato in Valle d Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Calabria mentre è in corso di attuazione nelle rimanenti regioni. Al 31 dicembre 2005, gli enti affidatari del SII gestiscono reti di distribuzione comunali, reti fognarie comunali e impianti di depurazione ubicati in comuni. L affidamento della gestione degli impianti al SII si verifica nel 35,5 per cento dei comuni per quanto riguarda la rete di distribuzione e nel 33,6 per cento per la rete fognaria; nel 25,7 per cento dei comuni gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane sono gestiti da enti affidatari del SII. I corrispondenti valori della popolazione residente sono pari a circa il 50 per cento sia per la rete di distribuzione che per la rete fognaria e a circa il 40 per cento per i depuratori. I dati sulla copertura del SII per ripartizione geografica evidenziano una attuazione più rapida della legge Galli nell Italia centrale, a cui fa seguito il Nord-Est ed il Sud. Nel Nord-ovest si ha un grado di affidamento inferiore, mentre nelle Isole non risultano essere operativi gestori del SII. In particolare, le regioni in cui il processo di attuazione della legge Galli risulta più avanzato sono la Basilicata e la Puglia con un solo ATO, l Umbria, la Toscana, l Abruzzo, l Emilia-Romagna e il Veneto.

2 Lo strumento rilevante ai fini della determinazione delle tariffe idriche è il Piano d Ambito. Il Piano consente di definire lo stato delle infrastrutture, gli investimenti necessari, il modello gestionale ed organizzativo ed il piano economico finanziario. Quest ultimo prevede con cadenza annuale l andamento dei costi di gestione e di investimento al netto di eventuali contributi a fondo perduto concessi nonché l ammontare annuo dei proventi da tariffa per l intero periodo di programmazione. La tariffa reale media è normalmente composta dai costi operativi, dagli ammortamenti e dalla remunerazione del capitale investito. A queste componenti si aggiunge normalmente il costo di funzionamento degli enti di gestione o il canone relativo ad eventuali concessioni. Il piano deve garantire l equilibrio economico finanziario della gestione. In base agli ultimi rilevamenti su scala nazionale la tariffa reale media si aggira intorno ad 1/ m 3 con una fascia di oscillazione che va da circa 0,60 ad 1,40 nelle diverse aree territoriali. Con riferimento all acqua potabile, la tariffa reale media o tariffa applicata, modulata in base ai consumi ed agli utenti viene normalmente suddivisa in cinque scaglioni: - agevolata - di base - I eccedenza - II eccedenza - III eccedenza Con un rapporto tra tariffa agevolata e III eccedenza che varia all incirca da 1 a 20. Il sistema tariffario per il Servizio Idrico Integrato prevede oltre alla tariffa per il consumo di acqua per uso domestico, una quota fissa calcolata su base annua, un canone di depurazione e un canone di fognatura, stabiliti rispettivamente come quote uniche applicate all intero consumo annuo di acqua Su tutte le voci viene calcolata l IVA nella misura del 10%. Nella tabella e nel grafico seguenti, vengono riportate le tariffe relative ai 20 capoluoghi di regione in vigore nel 2006 nonché la spesa annua in base ad un consumo previsto di 200 m 3 annui relativo ad una famiglia di tre componenti. Dai dati emerge la forte differenziazione tra le diverse città. Tra Firenze, città capoluogo di regione in cui l acqua è più cara (300 ), e Milano il divario di spesa annua ammonta nel 2006 a 189 euro. Forti differenze si rilevano anche tra province della stessa regione. Nel grafico 2 si riportano invece le variazioni percentuali rilevate tra il 2005 ed il Anche le variazioni sono molto differenziate tra le diverse città. Per la maggior parte delle città si rilevano aumenti anche consistenti per un valore medio nazionale che dovrebbe oscillare intorno al 4, 5% come evidenziato anche dall indice dei prezzi al consumo dell Istat (grafico 3) che registra a dicembre 2006 una variazione dell indice dell acqua potabile del 4,3% rispetto a dicembre 2005.

3 La dinamica delle tariffe idrica si colloca nell ultimo biennio sensibilmente al di sopra dell inflazione media e nell ultimo anno le variazioni sui 12 mesi precedenti oscillano tra il 4 ed il 5%. La dinamica, nello stesso periodo, del prezzo al consumo dell acqua è più accentuata in Italia rispetto ai paesi dell area dell euro e dell Europa a 15 (grafico 4). Tab. 1 Tariffe idriche per il 2006 nei capoluoghi di Regione e spesa annua prevista 1 CITTA' - Capoluogo tariffa media acqua potabile base tariffa fognatura tariffa depurazione Quota fissa annua tariffa media acqua ciclo idrico Spesa annua 2006 /mc /mc /mc /anno /mc Ancona 0,56 0,12 0,34 9,00 1, Aosta 0,35 0,10 0,29 6,00 0, Bari 0,92 0,13 0,37 28,00 1, Bologna 0,88 0,13 0,36 9,00 1, Bolzano 0,23 0,16 0,46 4,00 0, Cagliari 0,39 0,13 0,31 3,07 0, Campobasso 0,43 0,10 0,30 3,00 0, Firenze 0,79 0,31 0,31 20,00 1, Genova 0,70 0,16 0,43 21,00 1, L'Aquila 0,68 0,13 0,34 9,00 1, Milano 0,11 0,10 0,29 11,00 0, Napoli 0,57 0,10 0,30 7,00 1, Palermo 0,61 0,11 0,29 11,53 1, Perugia 0,42 0,16 0,41 30,00 1, Potenza 0,63 0,11 0,30 20,52 1, Reggio Calabria 0,47 0,11 0,29 0,00 0, Roma 0,39 0,11 0,33 9,00 0, Torino 0,41 0,14 0,38 13,00 1, Trieste 0,61 0,14 0,38 9,21 1, Venezia 0,31 0 0,30 0,00 0, Fonte: elaborazioni Osservatorio Prezzi su dati delle società di gestione del servizio idrico, Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, Cittadinanza Attiva - Osservatorio Prezzi e Tariffe. 1 Il calcolo del costo medio del servizio idrico integrato per uso domestico (acqua, fognatura, depurazione) nei capoluoghi di regione italiani è stato effettuato sulla base di un consumo di 200 mc/anno e riferito alle tariffe ( /mc, IVA esclusa)

4 Graf. 1 - Spesa Media Ciclo Idrico ( /anno) 2006 nei capoluoghi di Regione (calcolata su un consumo medio annuo di 200 mc, IVA esclusa) Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Cagliari Campobasso Firenze Genova L'Aquila Milano Napoli Palermo Perugia Potenza Reggio Calabria Roma Torino Trieste Venezia Fonte: elaborazioni Osservatorio Prezzi su dati delle società di gestione del servizio idrico, Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, Cittadinanza Attiva - Osservatorio Prezzi e Tariffe. Graf. 2 - Spesa Media Ciclo Idrico nei capoluoghi di Regione (variazione % 2006/2005) 8,0 7,4 7,3 7,2 6,0 4,0 2,0 2,5 2,1 4,8 4,2 2,9 2,2 6,1 5,1 0,0-0,7 0,7 0,6-0,2 0,0 0,1 0,1 0,00-2,0-4,0-4,4-6,0 Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Cagliari Campobasso Firenze Genova L'Aquila Milano Napoli Palermo Perugia Potenza Reggio Calabria Roma Torino Trieste Venezia Fonte: elaborazioni Osservatorio Prezzi su dati delle società di gestione del servizio idrico, Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, Cittadinanza Attiva - Osservatorio Prezzi e Tariffe.

5 Fonte: Istat Indice dei prezzi al consumo per l intera collettività. Fonte: Eurostat indice armonizzato dei prezzi al consumo.

6 Glossario AATO - L Autorità di Ambito territoriale ottimale è il soggetto istituzionale a cui la riforma dei servizi idrici assegna il compito di svolgere tutte le attività precedenti e successive all affidamento del SII (organizzazione strutturale e amministrativa delle Aato, ricognizione degli impianti, definizione del Piano di Ambito e della Convenzione di affidamento della gestione, affidamento e controllo della gestione, revisione triennale della tariffa, ecc.). L insediamento delle Autorità d ambito per ciascun Ato avviene con specifiche leggi regionali. AFFIDAMENTO DEL SII - E la procedura con cui l Aato assegna ad un ente prescelto, detto affidatario, la gestione del SII. L affidamento avviene principalmente attraverso: a) gara a società privata; b) affidamento diretto con procedura ad evidenza pubblica, utilizzata soprattutto per società miste, come S.p.A. a prevalente capitale pubblico locale; c) affidamento in house a società a capitale interamente pubblico. ATO - L Ambito territoriale ottimale è una delimitazione del territorio nazionale definita dalle autorità regionali e costituita allo scopo di organizzare la gestione unitaria dei servizi idrici di competenza delle regioni (l. 36/1994). I confini degli Ato sono individuati principalmente in base ai seguenti criteri: a) rispetto dell unità del bacino idrografico, nonché della localizzazione delle risorse e dei loro vincoli di destinazione, anche derivanti da consuetudine, in favore dei centri abitati interessati; b) superamento della frammentazione delle gestioni; c) conseguimento di adeguate dimensioni gestionali, definite sulla base di parametri fisici, demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico amministrative; d) creazione di un sistema tariffario che garantisca la copertura integrale dei costi di esercizio e di investimento per i servizi idrici integrati. COVIRI - Il Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche (ora Autorità di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti) è un organo indipendente della Pubblica Amministrazione, istituito con legge 5 gennaio 1994, n. 36. Risponde direttamente al Parlamento, cui riferisce annualmente sullo stato del SII. E composto da sette membri che durano in carica cinque anni e non possono essere rieletti. Tra i suoi compiti fondamentali vi è quello di garantire l'osservanza dei principi della legge di riforma dei servizi idrici, con particolare riferimento all'efficienza, efficacia ed economicità del servizio, alla regolare determinazione e al regolare adeguamento delle tariffe, nonché alla tutela degli interessi degli utenti. ENTE GESTORE DEL SII - E il soggetto giuridico che ha la responsabilità complessiva di un impianto idrico (acquedotto, rete di distribuzione dell'acqua potabile, rete fognaria, impianto di depurazione delle acque reflue) in quanto ne ha ricevuto l affidamento dall Aato, e per questo si dice gestore affidatario.

7 ENTE GESTORE SOVRAMBITO - L ente gestore sovrambito è una tipologia di soggetto gestore, non prevista dalla legge Galli, che continua ad operare all interno di alcuni Ato in cui è stato affidato il SII, mantenendo la propria individualità rispetto ai gestori affidatari. In genere, è rappresentato da un ente gestore di acquedotto che effettua vendita di acqua all ingrosso. LEGGE GALLI E così chiamata la legge n. 36 del 5 gennaio 1994, Disposizioni in materia di risorse idriche. Obiettivi principali della legge sono il superamento della frammentazione gestionale del settore dei servizi idrici in Italia e la promozione di una crescita imprenditoriale del settore servizi idrici. A questo scopo è prevista l identificazione di Ato, all interno dei quali pervenire ad una gestione unitaria ed integrata del ciclo idrico, inteso come l insieme dei servizi di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione delle acque reflue, ossia la realizzazione del SII. PIANO D AMBITO - Il Piano d ambito è il documento di pianificazione generale e strategico della gestione del SII, elaborato dall Aato. Costituisce il punto di riferimento della gestione del SII in ciascun ambito territoriale ottimale. SII - Il Servizio idrico integrato è costituito dall insieme dei servizi pubblici di prelievo, adduzione distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue (legge n. 36/1994, art.4, c. 1, lettera f).

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