23 Settembre 2013 RASSEGNA STAMPA. 23 Settembre OTTOBRE Sede Milano Corso Italia 22. Sede Trieste Via Fabio Filzi 21/1

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1 23 Settembre 2013 RASSEGNA STAMPA 23 Settembre OTTOBRE 2014 Sede Milano Corso Italia 22 Sede Trieste Via Fabio Filzi 21/1

2 INDICE SCENARIO ASSICURATIVO RIVALSA: I GRUPPI AZIENDALI AGENTI ATTENDONO. MA FINO A QUANDO? CORTE COSTITUZIONALE, SONO LEGITTIME LE ATTUALI TABELLE PER LA QUANTIFICAZIONE DEI DANNI FISICI LIEVI. SI SALVA IL SISTEMA ASSICURATIVO CARIGE, OGGI CDA PER CESSIONE POLIZZE POSTE VITA SI PREPARA ALL'IPO SOLVENCY II SARÀ UN CICLONE PER L'OFFERTA ASSICURATIVA UNIPOL FA IMPRESA LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO ADICONSUM: "INFORMARE GLI ASSICURATI SULLA CONCILIAZIONE RC AUTO" ORGANIZZAZIONI SINDACALI UNAPASS LETTERA AI GRUPPI AGENTI SNA FONDO PENSIONE AGENTI, LO SNA SCRIVE UFFICIALMENTE AL CDA DI FONAGE. COINVOLTE ANCHE ANIA E UNAPASS. SI STRINGONO I TEMPI RISPARMIO GESTITO IN CERCA DI SPAZI NELLE POLIZZE ACCESSORIE PREVIDENZA E DINTORNI FONDO PENSIONI AGENTI FONDO PENSIONE AGENTI: GAA GENERALI, PIENO APPOGGIO ALLA PROPOSTA DI ANAPA E UNAPASS

3 IL FONDO PENSIONE COMPRA AZIONI, VOLA IL NIKKEI SETTE MILIONI DI PENSIONATI CON MENO DI MILLE EURO AL MESE TFR IN BUSTA PAGA: UN ANTICIPO CON MOLTI SVANTAGGI SCENARIO ECONOMICO COSÌ LE ASSICURAZIONI POTRANNO SOSTENERE L'ECONOMIA REALE SCENARIO ASSICURATIVO RIVALSA: I GRUPPI AZIENDALI AGENTI ATTENDONO. MA FINO A QUANDO? Molte rappresentanze agenziali hanno raggiunto accordi con le proprie mandanti sul tasso di interesse annuo utilizzato per l elaborazione del piano di restituzione delle rate di rivalsa o sulla rateazione. Altri gruppi attendono gli sviluppi della trattativa a livello nazionale. Ecco i risultati di una inchiesta condotta da Tuttointermediari.it. Quello della rivalsa rappresenta una delle tematiche centrali nel rapporto fra compagnie e agenti. L articolo 37 dell accordo nazionale agenti del 2003 disciplina questo istituto e riconosce all impresa, in

4 generale, il diritto appunto di rivalsa «verso l agente subentrante per le indennità dovute all agente cessato o ai suoi eredi». In sostanza, la liquidazione di un agente che lascia corrisponde alla rivalsa per un altro agente che rileva l agenzia. Questo sistema, per svariati motivi che non vengono affrontati in questo articolo (ma Tuttointermediari.it si propone in futuro un approfondimento), oggi non sembra più reggere in piedi. Per questa ragione gli intermediari chiedono una revisione. Dal punto di vista politico, la questione andrebbe affrontata fra l Ania e le organizzazioni rappresentative degli agenti (contrattazione di primo livello). Visti i rapporti non proprio idilliaci (e non da ora) fra le parti, la situazione è in stand-by. Anzi, alcune compagnie stanno provando a raggiungere direttamente accordi con i propri gruppi aziendali agenti. Oggi come è la situazione? Tuttointermediari.it ha provato a capirne di più e in questa inchiesta fa un quadro panoramico su come si sono mossi e come intendono muoversi i Gruppi aziendali agenti, molti dei quali hanno dato, diciamo così, la fiducia «a tempo» alle rappresentanze sindacali. Della serie: «o raggiungete un accordo in breve tempo o ci muoveremo autonomamente». All indagine hanno partecipato ben 29 gruppi aziendali agenti, molti dei quali hanno raggiunto degli accordi con le rispettive mandanti finalizzati ad ammortizzare il pagamento dell agente subentrante, in parziale deroga al secondo comma dell articolo 37 dell ANA 2003 («il versamento dell importo della rivalsa venga effettuato in rate annuali, uguali e anticipate, comprensive dell interesse annuo del 3%. La rateazione è di 6 annualità se l agente predecessore abbia gestito l agenzia per non più di 8 anni; di 9 annualità se il predecessore abbia gestito l agenzia per più di 8 anni, ma non più di 16, ed infine di 12 annualità se il predecessore abbia gestito l agenzia per più di 16 anni»). È il caso di Agenti Groupama Italia (Agit), che nel 2011 ha ottenuto che il tasso di interessi annuo, utilizzato per l elaborazione del piano di restituzione delle rate di rivalsa, venisse stabilito nella misura dell 1,5% e che la rateazione fosse elevata di due anni rispetto alle durate previste in funzione dell anzianità di gestione dell agente precedente. Il Gruppo agenti Axa Italia, nell accordo integrativo del 2012 ha ottenuto la possibilità di prolungamento temporale da 3 a 6 anni senza aumento di interessi. «Questo prolungamento», spiega il presidente Gaspare Menduni, «viene concesso calcolando il rapporto tra le provvigioni annuali e l importo annuale della rivalsa: se tale rapporto è uguale o superiore all 8% gli agenti potranno richiedere il prolungamento di 3 anni fermo restando il monte interessi calcolato sulla durata originaria. Qualora,anche a seguito del ricalcolo, il rapporto sia ancora superiore all 8%, si potrà richiedere un ulteriore prolungamento di 3 anni per un totale di 6». Il Gruppo agenti Vittoria ha trattato solo in parte questo tema con la propria mandante. «In parte perché al momento», precisa il presidente Roberto Arena «abbiamo solo concordato nel nostro accordo integrativo un allungamento dei tempi di restituzione della rivalsa portando quanto contenuto nell ANA 2003 all art. 37 rispettivamente da 6 a 9, da 9 a 12 e da 12 a 18 anni. Per quanto riguarda gli interessi, valgono i parametri previsti dall ANA 2003, salvo accordi di natura commerciale che possono essere concordati caso per caso, ma che non sono da considerare una regola». Con la firma dell accordo commerciale 2012, il Gruppo aziendale agenti Assimoco Assimoco Vita ha ottenuto «solamente la riduzione del tasso di interesse all 1,5% per le rivalse future, lasciando inalterati tutti gli altri aspetti legati a rivalse e indennità. Le rivalse in essere ante 2012 non sono state riconteggiate, salvo alcuni singoli casi, dove l agente ha eventualmente concordato singoli accordi con la mandante», dice il presidente Giovanni Garro. «Per armonizzare gli svariati differenti mandati rilasciati nei vari anni dalle diverse compagnie confluite nel gruppo Aviva, il Gruppo agenti Aviva, nel giugno del 2013 e nel rispetto delle norme ANA e delle direttive legislative, ha raggiunto un accordo con la mandante ed è stata inserita in premessa una

5 norma a salvaguardia dei singoli agenti di ogni diritto acquisito», spiega il presidente Pierangelo Colombo. «Abbiamo ottenuto che le variabili positive del rapporto non fossero oggetto di accordi integrativi, a scadenza, bensì parte integrante del mandato: calcolo e durata del periodo di pagamento della rivalsa (interessi del 3% calcolato sulle rate a venire proroga del piano minimo di tre anni); facoltà dell agente di optare per indennità fine rapporto o liberalizzazione portafoglio; salvaguardia delle tabelle provvigionali, senza limiti temporali, anche in caso di subentro di mandato, per favorire l inserimento dei giovani nell ambito dell azienda agenzia; ad avvenuta sottoscrizione del mandato, formalizzazione e pubblicizzazione della relativa procura notarile». Il Gruppo agenti Reale Mutua ha raggiunto una intesa con la mandante nell ambito dell accordo «Per quanto riguarda gli agenti fidelizzati, subentranti nella gestione di un portafoglio agenziale, la durata della rateizzazione è stata prolungata nella misura del 50%. Ciò in deroga al comma 2 dell art. 37 dell ANA 2003», afferma il membro di giunta Renato Montalbano. «Anche la durata residua della rateizzazione della rivalsa in corso di pagamento, da parte di agenti fidelizzati, è stata prolungata nella misura del 50%. I prolungamenti del periodo di dilazione non determinano la maturazione di ulteriori interessi rispetto a quelli calcolati sulla dilazione prevista dall art. 37 dell ANA 2003». Vediamo i Gruppi agenti della galassia UnipolSai. «Ius Associati, a suo tempo Gruppo agenti Aurora, ha condiviso nel 2011 un accordo integrativo, cosiddetto Patto Unipol che, relativamente alla rivalsa, prevede una condizione migliorativa in termini di rateazione (aumentata del 50%), senza ulteriori interessi sul maggior periodo», afferma il vicepresidente Corrado Di Marino. «Gli interessi pur rimanendo pari al 3% rispetto allo stesso importo e alla durata originaria, spalmandoli su di un periodo di tempo maggiore, risultano in pratica più sostenibili e matematicamente inferiori. L accordo prevede, inoltre, il pagamento mensile in luogo dell annuale per importi superiori ai euro annui e ulteriori norme a garanzia dell agente subentrante in particolari casi di perdita sul portafoglio assegnato». «Come Associazione Agenti UnipolSai abbiamo raggiunto un accordo che allunga di una volta e mezza la durata di pagamento della rivalsa», evidenzia il presidente Enzo Sivori. «Quindi coloro che devono pagare la rivalsa in 6 anni possono farlo in 9 anni, chi in 9 anni può farlo in 13, chi in 12 anni può farlo in 18 mesi. A seguito dell indagine Antitrust, la compagnia si è impegnata a ridiscutere indennità e rivalsa nel giro di 3 anni. La nostra posizione è che è un argomento del genere va risolto nell ambito di una trattativa di primo livello, ma noi siamo disponibili a ragionare con la mandante. Ciò non vuol dire siglare accordi specifici, almeno fino a quando ci sono margini di possibilità attraverso la contrattazione di primo livello». «Il Gruppo agenti Sai ha sottoscritto un accordo in tema di rivalsa già nel 2008», afferma il presidente Jean François Mossino. «Fermo restando l impianto dell accordo ANA, il nostro gruppo ha sancito che qualsiasi piano di rivalsa va spalmato in 18 anni, con rate mensili, per cui ovviamente l interesse che generalmente è del 3% risulta mediamente dall 1% all 1,5% a seconda che siano piani di rivalsa lunghi o brevi». Nessun accordo per il Gruppo agenti Liguria. «All invito della compagnia non abbiamo neppure risposto in quanto lo scorso 1 agosto abbiamo notificato l interruzione delle relazioni industriali», fa sapere il membro di giunta Pier Paolo Eufrate. Niente accordo anche per Milano Assicurazioni gruppo agenti professionisti (Magap): «Abbiamo incontrato la compagnia e abbiamo affermato che quello della rivalsa è una tematica concernente la contrattazione di primo livello. Fino a quando non si raggiunge una intesa non intendiamo trattare», dice il presidente Francesco Bovio.

6 «L accordo sottoscritto dal Gruppo agenti La Fondiaria prevede che il cumulo degli interessi calcolato come da ANA venga spalmato non in 12 ma in 18 anni», afferma il presidente Vittorio Giovetti. «L intesa, raggiunta nel 2008 e ancora vigente, è stata molto apprezzata dagli iscritti al gruppo». Capitolo Generali. Vincenzo Cirasola, presidente del Gruppo agenti Generali, fa sapere che la rappresentanza «ha già in atto da anni una dilazione del periodo di pagamento della rivalsa, senza aggravio di interessi, che di fatto equivale a una diminuzione del tasso di interesse». Adesso, il gruppo agenti sta trattando un nuovo accordo integrativo che prevede anche dei miglioramenti dell accordo in corso per la rivalsa. E mentre il Gruppo agenti di assicurazione Toro (Gaat) non tratta questa tematica («non ho affrontato e non affronterò la questione rivalsa con la compagnia per rispetto di Sna: si tratta, infatti, di trattativa di primo livello demandata ai sindacati», puntualizza il presidente Roberto Salvi), il Gruppo agenti Augusta lo ha fatto, seppur in parte: «Il tema delle rivalse è stato affrontato e parzialmente risolto a favore delle agenzie più critiche che facciano richiesta di assistenza, nell ambito di un accordo di sostegno che il mio gruppo ha sottoscritto con Generali Italia», dice il presidente Federico Serrao. «Il Gruppo agenti Lloyd Italico ha stipulato, finora, un accordo sulla possibilità di spalmare la rivalsa residua su un periodo più lungo, minimizzando l impatto delle rate annuali», dice il presidente Antonio Canu «Non abbiamo mai sollecitato la compagnia sul tema, nonostante le richieste di alcuni iscritti dovute alla forte sofferenza finanziaria generata dal rapporto tra riduzione dei portafogli e costanza della rivalsa, proprio per non danneggiare e inquinare la trattativa di primo livello. E continueremo a rifiutare inviti in tal senso nonostante gli impegni Antitrust. La trattativa di primo livello, però, langue. Fino a quando gli agenti potranno resistere nel rispettare una disciplina sindacale che noi come gruppo agenti continuiamo a rispettare e imporre loro? Che fanno i sindacati di categoria?» Alfonso Coltro, presidente del Gruppo agenti Italiana Assicurazioni, spiega la posizione del suo gruppo: «Per quanto attiene le eventuali trattative delle varie indennità e rivalsa, che condivido siano e resteranno, almeno per noi, di esclusiva competenza delle trattative di Primo livello, non abbiamo trattato nulla, se non le libera scelta di prorogare del 50% il tempo del pagamento della rivalsa. Questa facoltà è contenuta nel rinnovo dell accordo aziendale dell 1 gennaio 2013». «Con la recente firma dell accordo integrativo, la compagnia ha concordato con noi la restituzione del 50% della quota interessi relativi ai piani di rivalsa non scaduti», afferma Donato Lucchetta, vice presidente del Gruppo aziendale agenti Cattolica, che aggiunge: «Sia chiaro: l argomento rivalsa è integralmente demandato alla trattativa di primo livello». «Ufficialmente non c è alcun accordo, però si interviene a seconda dei singoli casi per quanto riguarda aspetti come la rateizzazione e il prolungamento», dice Tonino Rosato, uno dei tre presidenti dell Associazione Agenti Allianz. «Aspetteremo due-tre mesi per capire come si evolve lo scenario. Dopo di che è chiaro che comunque qualcosa si dovrà istituzionalizzare». Posizione di attesa anche per il Gruppo agenti assicurazione Carige: «Non abbiamo nessun accordo in essere. Certo l ideale sarebbe il raggiungimento di un accordo fra le associazioni di categoria e l Ania. Se sarà così, bene. Viceversa, qualcosa, i gruppi agenti, dovranno pur fare. Non possiamo aspettare in eterno», avvisa il presidente Letterio Munafò. Giancarlo Guidolin presidente Associazione Agenti Tua Plurimandatari Riuniti, partecipa così all indagine «È un argomento che tratteremo a breve anche se, trattandosi di agenti plurimandatari che non hanno avuto in dote portafogli dalla compagnia, è un problema del tutto marginale. È mia intenzione trattare due punti: la quantificazione della rivalsa con 24 mesi di differimento

7 dall assegnazione del portafoglio e una riduzione dei tassi di interesse di frazionamento. Oltre non mi spingerei per non sottrarre, alle rappresentanze generaliste, la contrattazione di primo livello». È lo stesso ragionamento del Gruppo agenti Cattolica Duomo UniOne: «Intendiamo occuparci della trattativa di secondo livello in modo complementare e sussidiario alla attività che Sna svolge essendo noi associati allo Sna e quindi la trattativa di primo livello a nostro avviso è di competenza della nostra organizzazione generalista», tiene a precisare il presidente Salvatore Palma. «All interno dell accordo di partnership che abbiamo siglato con la mandante c è un passaggio che riguarda la rivalsa: abbiamo trattato l abbattimento del tasso di interesse del 50%. Non ci siamo prevaricati un ruolo che a nostro avviso non ci compete, Certamente se dovesse cambiare lo scenario per cui a un certo punto sarà necessario che questo sistema di relazioni venga smantellato vedremo cosa fare». «Il Gruppo agenti Sara non ha raggiunto alcun tipo di accordo con l impresa, né sul tasso di interesse, né sulla rateazione. Certamente esiste l intenzione di ottenere qualcosa nel futuro, e questo sarà uno dei fronti sui quali probabilmente si misurerà la prossima giunta, visto che quella attuale è in scadenza di mandato e nel prossimo congresso, entro fine anno, verranno eletti i nuovi rappresentanti», dice il vicepresidente Emanuele Scandola. Giuseppe Consoli, presidente del Gruppo agenti Itas: «Non abbiamo ancora raggiunto nessuno accordo, attendiamo gli esiti del tavolo di lavoro nazionale, che speriamo concretizzi qualche risultato nel breve volgersi di qualche mese. In caso contrario siamo pronti a ragionare con la compagnia sul da farsi». Non hanno siglato alcun accordo il Gruppo aziendale agenti Rsa («la rivalsa, su richiesta dell intermediario, può essere frazionata mensilmente con interessi del 3%», dice il presidente Dario Mannocci) e il Gruppo aziendale agenti Nationale Suisse («Mi sembra che sia ancora materia di accordo Ana, quindi intavolare il discorso è dal mio punto di vista una fuga in avanti», afferma il presidente Roberto Zanirato). «Il Gruppo agenti Fata ha sempre rifiutato qualsiasi approccio della direzione sull argomento rivalsa e liquidazioni», sottolinea il vicepresidente Sergio Sterbini. «Siamo sempre intervenuti, su richiesta dei colleghi, per la trattazione del ricalcolo della rivalsa su agenzie che hanno avuto bonifiche di portafoglio o importanti perdite dello stesso. In quasi tutti i casi abbiamo ottenuto riduzioni o dilazioni». Pierguido Durini, presidente del Gruppo agenti Helvetia: «In merito all oggetto non abbiamo mai avuto criticità fra colleghi e compagnia per cui non abbiamo mai lavorato sul caso. Qualche anno fa abbiamo portato a compimento un accordo che consentiva in maniera agevolata di passare dal preconto al ricorrente mediante frazionamento preconto da restituire e incentivazione su tabella provvigionale che consentisse l azzeramento della spesa per l agente. Oggi per le problematiche inerenti la rivalsa (tipo difficoltà di pagamento, ulteriore frazionamento) gestisco le problematiche personalmente con la direzione commerciale che dimostra disponibilità al dialogo». Chiudiamo con il neonato Gruppo Agenti Arag Italia: «Allo stato attuale non c è alcuna trattativa in corso e diverso da quello che è oggi l accordo nazionale agenti. Adesso l argomento non è fra le nostre priorità. In futuro si potrà pensare», dice il presidente Riccardo Berta. Tutto Intermediari

8 CORTE COSTITUZIONALE, SONO LEGITTIME LE ATTUALI TABELLE PER LA QUANTIFICAZIONE DEI DANNI FISICI LIEVI. SI SALVA IL SISTEMA ASSICURATIVO La Corte Costituzionale ha messo la parola fine ad una questione particolarmente attesa da Compagnie di assicurazioni ed Intermediari (pronuncia n.ro ). Come noto, alcuni Giudici di Pace, fra i quali quelli delle città di Torino, Brindisi, Ostuni, Recanati e Tivoli, avevano sollevato all'unisono la cosiddetta questione di legittimità in ordine all'art. 139 del D.lgs. 205 del 7 settembre 2005 (Codice delle Assicurazioni Private). Articolo che stabilisce la necessità dell'utilizzo di apposite Tabelle per quantificare i danni fisici lievi (0-9%) conseguenti a incidenti stradali. Secondo alcuni Giudici di Pace, la Tabella siffatta avrebbe connotazioni tale da ridurre palesemente la personalizzazione del danno, con grave pregiudizio del principio costituzionale di uguaglianza. La Corte Costituzionale ha così inteso chiarire una volta per tutte gli aspetti della normativa. Vediamo i passaggi salienti. 1) La Legge Delega (L. 229/2003) ebbe a incaricare il Governo di definire il riassetto della materia, concedendo all'esecutivo la possibilità di confermare le norme previgenti. Non ci fu eccesso di delega; 2) Non può riscontrarsi violazione del Principio di Uguaglianza (art. 3 Cost.), nel senso che vi sarebbero differenze tra i danneggiati di altro genere e quelli da incidente stradale, penalizzati dalle Tabelle; infatti, se è vero che i risarcimenti da incidente stradale sono più vincolati nella quantificazione, sono anche più sicuri in forza dei meccanismi stabiliti dall'ordinamento; 3) Per quel che riguarda poi l'impossibilità di risarcire il danno morale e di personalizzare adeguatamente il danno stesso, sarà sufficiente dare adeguato rilievo alla facoltà del Giudice di Merito di aumentare di un quinto l'importo liquidato a titolo di danno biologico. CARIGE, OGGI CDA PER CESSIONE POLIZZE È stato convocato per oggi il consiglio di amministrazione di Banca Carige che, tra le altre cose, affronterà la questione della cessione degli asset assicurativi ad Apollo Management. È quanto si apprende da fonti vicine al dossier, secondo le quali oggi potrebbe essere il D-Day per la banca ligure per la chiusura definitiva del deal. La riunione, inizialmente prevista per martedì scorso, era stata posticipata fino alla fine di questa settimana per permettere alle parti di definire i contratti per il passaggio di mano di Carige Assicurazione e Carige Vita Nuova al fondo Usa. Alcune fonti avevano spiegato che lo slittamento era legato unicamente alla definizione degli ultimi dettagli tecnici dell'operazione Lo scorso 24 luglio, l'istituto ligure ha scelto l'offerta dell'investitore statunitense specializzato nella gestione dei distressed asset e nel private equity concedendogli l'esclusiva delle trattative (che dovrebbero aggirarsi su un valore vicino a 400 milioni, analogo a quello di carico iscritto nel bilancio della banca). L'esclusiva - inizialmente fissata al 30 settembre - era già stata posticipata di 15 giorni. Le negoziazioni avevano registrato un rallentamento nella prima fase delle trattative a causa del fatto che Apollo era impegnato su due fronti: oltre che con Carige, stava infatti trattando per rilevare Tranquilidade, il ramo assicurativo di Novo Banco (già Banco Espirito Santo). L'operazione è stata siglata lo scorso 16 settembre. Apollo avrebbe intenzione di creare un polo assicurativo per il Sud Europa, in cui riunire, al momento, gli asset portoghesi e quelli italiani. MF

9 POSTE VITA SI PREPARA ALL'IPO Le questioni da risolvere per le Poste Italiane, prima di dare concreto avvio alla privatizzazione annunciata da Matteo Renzi, sono ancora molte. In attesa che le borse tornino più accoglienti vanno sciolti anche i nodi che riguardano il servizio universale, come ribadito in più occasioni dall'amministratore delegato del gruppo Francesco Caio. L'attività di recapito continua a essere una fonte di perdita per il gruppo, ha sottolineato l'ad, e il tavolo tecnico con Antitrust e Agcm, oltre che con il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell'economia, è avviato. Ma in Poste Italiane c'è già chi sta lavorando intensamente per farsi trovare pronto appena la questione-ipo entrerà di nuovo nel vivo. Si tratta di Poste Vita, l'assicurazione del gruppo che negli anni è arrivata a rappresentare la struttura portante di Poste Italiane, almeno sotto il profilo del bilancio. Tanto che lo scorso semestre dalla polizze è arrivato un risultato operativo di 220 milioni su un totale di 506 milioni dell'intero gruppo. Insomma, poco meno della metà degli utili di Poste Italiane (222 milioni a giugno scorso) sembrano arrivare proprio da Poste Vita, che continua a registrare una raccolta in crescita. Subito dopo la riconferma al vertice della compagnia di Maria Bianca Farina in qualità di amministratore delegato, avvenuta lo scorso agosto, l'assicurazione ha iniziato anche lavorare ai cantieri per la privatizzazione. Proprio a questo scopo ha deciso di chiamare i consulenti esterni di Towers Watson per seguire le operazioni di preparazione al mercato, ma anche per farsi affiancare nel complicato processo di allineamento ai nuovi requisiti di capitale Solvency II, che saranno pienamente operativi dal 1 gennaio Towers Watson tra l'altro non è l'unico consulente per la compagnia, visto che per il progetto di Solvency II, partito già a inizio 2014, Poste Vita ha deciso di avvalersi del supporto di diversi fornitori e consulenti, sia in ambito business sia nel comparto dell'information technology, dando a Deloitte l'incarico di referente principale del monitoraggio dell'attività e anche di supporto nei singoli cantieri. Proprio in vista dell'avvio del processo di privatizzazione la compagnia ha deciso quindi di dotarsi di un supporto aggiuntivo, con Towers Watson che dovrà occuparsi, tra le altre cose, di certificare l'embedded value del business assicurativo Vita. Del resto la questione Solvency II e quella dell'apertura del capitale di Poste Italiane ai privati (oggi al 100% del ministero dell'economia) sono strettamente interconnesse, visto che le nuove regole di capitale saranno fondamentali per determinare la capitalizzazione di Poste Vita, che sarà poi utilizzata nel processo di privatizzazione dell'intero gruppo. Intanto c'è anche un altro cantiere aperto in Poste Vita, leader in Italia nel ramo Vita; si tratta della nomina di un direttore generale, una figura finora assente nella governance della società e che andrà scelta con cura, visto che il nuovo dg sarà probabilmente destinato a prendere in futuro il posto di Farina, che quest'anno ha ricevuto ha ricevuto l'incarico per il terzo mandato triennale e quindi non più rinnovabile. A occuparsi della selezione, non ancora entrata nel vivo, è l'head-hunter Management Search fondato da Tiziana del Vecchio. MF SOLVENCY II SARÀ UN CICLONE PER L'OFFERTA ASSICURATIVA Le nuove regole sul capitale del settore assicurativo (Solvency II) che entreranno in vigore a gennaio 2016 non avranno un peso rilevante solo sulla politica degli investimenti o sull'allocazione del capitale delle compagnie. In discussione non ci sono soltanto eventuali patrimonializzazione, governance o controllo dei rischi. Le nuove norme potranno avere importanti effetti anche sui prodotti assicurativi, sui prezzi e sulla riassicurazione, come sta emergendo da una ricerca in corso su Solvency II presso il dipartimento di Economia dell'università di Parma. «Con riferimento ai prodotti è probabile che gli

10 assicurati siano indotti a partecipare in maniera più attiva alla politica di investimento e alle ricadute connesse in termini di redditività e di rischio, consentendo così alle compagnie di ottimizzare l'impiego complessivo di capitale», spiega Claudio Cacciamani, professore di Economia degli Intermediari Finanziari all'ateneo emiliano. In pratica, la sfida per le compagnie sarà creare prodotti che ottimizzino il capitale ma attraenti in termini di rischio-rendimento per gli assicurati. Allo stesso modo anche il prezzo e i caricamenti dovranno essere misurati in funzione dei requisiti di capitale piuttosto che dei tradizionali rapporti di rendimento e di natura meramente tecnica. Anche «la politica distributiva deve essere rivista, soprattutto con riguardo al mix di canali», conclude Cacciamani, «se da un lato, è imprescindibile mantenere un'elevata qualità del rapporto sinistri su premi, che spesso solo un canale tradizionale è in grado di conseguire, dall'altro la revisione della politica di rendimento dei prodotti assicurativi induce a puntare su canali maggiormente innovativi e meno costosi ma con un più alto livello di rischio assunto» MF UNIPOL FA IMPRESA Jesi-JCube, incubatore d'imprese certificato del gruppo industriale Maccaferri, ha siglato un accordo di collaborazione con Unipol gruppo finanziario, per favorire e sostenere Unipol Ideas, progetto di accelerazione d'impresa. Dedicato a imprenditori con idee innovative, il protocollo d'intesa è finalizzato alla creazione di start-up economicamente e socialmente sostenibili, in grado di contribuire a ridurre le diseguaglianze e migliorare la qualità della vita dei cittadini, cercando così risposte e proposte innovative alle sfide sociali, economiche e tecnologiche del nostro tempo: dal welfare, al cambiamento climatico, all'evoluzione della mobilità, passando per assicurazione, credito e finanza. Definendo un perimetro comune di azione, finalizzato al supporto della nuova imprenditoria, la collaborazione tra JCube e Unipol Ideas si propone come uno degli snodi più interessanti dell'ecosistema dell'innovazione italiano. Secondo Massimo Maccaferri, presidente di JCube e di Eridania Sadam, «lo scenario concreto che si è definito, ossia un'alleanza tra uno dei principali gruppi finanziari quale Unipol e una corporate con una spiccata vocazione produttiva e manifatturiera come il gruppo industriale Maccaferri, può aprire spazi ideali e forse unici per lo sviluppo e la crescita delle start-up più promettenti. Diventano, quindi, significativi il know how e le reti relazionali che due soggetti di lunga tradizione e rilevanza dimensionale potranno mettere a disposizione di chi oggi vuole fare nuova impresa». JCube supporterà il gruppo Unipol nelle diverse fasi del progetto: dalla valutazione e selezione delle idee presentate, al follow up dei team d'impresa, offrendo servizi d'accompagnamento e tutoraggio. ITALIA OGGI LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO BROKER L'evoluzione del settore Distribuzione Con l'economia italiana in difficoltà, l'avanzare delle tecnologie digitali e la crescente concorrenza degli operatori bancari, i professionisti sono chiamati a innovare l'offerta e far emergere il valore aggiunto della consulenza. Da una parte la prolungata stagione della recessione, che sta colpendo il nostro paese (e non solo); dall'altra la concorrenza crescente e sempre più aggressiva degli altri segmenti dell'offerta. I broker assicurativi sono chiamati al difficile compito di salvaguardare quote di mercato. Anche se questo non significa certo poter giocare in difesa, considerato che la concorrenza non arriva

11 solo dagli altri canali assicurativi, ma anche da nuovi attori come quelli bancari, che fanno leva sulla loro presenza capillare nel territorio italiano per crescere sul fronte delle polizze, soprattutto per quel che concerne i rami danni legati all'auto. Per non parlare dell'on line, che è in costante evoluzione e in graduale incremento. Insomma: con il mercato che offre ai consumatori opportunità crescenti di confronto, la sfida per il settore del brokeraggio è far emergere il proprio valore aggiunto. Nel corso del 2013, il totale dei premi assicurativi in Italia è cresciuto dell'11,9% a 118,786 miliardi di euro (dati Ivass), tornando così sui livelli del Il merito è tutto della sensibile ripresa del ramo vita (+22,1% per un totale di 85,1 miliardi di euro), fortemente legato al buon andamento dei mercati finanziari. E questo trend sta proseguendo anche nell'anno in corso. Secondo quanto rilevato dall'ufficio studi dell'ama, se si considerano anche le imprese dell'unione Europea in libertà di prestazione di servizi, la nuova produzione vita del primo semestre è pari a circa 54 miliardi, contro i 39 raccolti nello stesso periodo del Per questo motivo, la crescita nel confronto anno su anno è del 38,6%. II comparto danni paga dazio alla recessione Nel comparto danni, che invece è più legato alla congiuntura, lo scenario si è confermato difficile (-6,1%), soprattutto sul fronte della Re auto (-7,5%), che come è risaputo conta per quasi metà del mercato complessivo. Alla luce del difficile quadro macro, infatti, molti consumatori hanno rinunciato ormai alla seconda (o terza) auto di famiglia, di fatto riducendo il numero di polizze sottoscritte. Senza dimenticare, poi, il crescente fenomeno delle polizze false, che sta diventando un grosso problema per la sicurezza dei cittadini, oltre che per lo stesso mercato assicurativo. Ma anche gli altri comparti dei rami danni continuano a soffrire, a eccezione di qualche ambito di nicchia come il ramo assistenza e la tutela legale, che rappresentano poco più del 2% del fatturato danni. Mentre sul fronte culturale non vi sono stati apprezzabili passi in avanti che hanno fatto crescere la consapevolezza di quanto una copertura sia importante per pianificare la propria vita o il proprio business in maniera serena. Insomma, l'italia è e resta un paese sottoassicurato. Meglio il vita Nel corso del 2013, il totale dei premi assicurativi è cresciuto dell'11,9%. Il merito di questo incremento è del ramo vita, mentre il comparto danni ha sofferto: lo scenario si è confermato difficile (-6,1%), soprattutto sul fronte della Re auto (-7,5%), che, come è risaputo, conta per quasi metà del mercato complessivo. MF ADICONSUM: "INFORMARE GLI ASSICURATI SULLA CONCILIAZIONE RC AUTO " I problemi sollevati da Adiconsum al tavolo Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) alla presenza delle compagnie sulla conciliazione rc auto attendon o risposte da ormai troppo tempo. E quanto dichiara Pietro Giordano, presidente nazionale di Adiconsum. In Italia esistono numerosi impedimenti che ledono la trasparenza nei sinistri rc auto, uno dei quali è di tipo socio economico culturale, visto che ogni anno dei 230 mila contenziosi davanti al giudice di pace ben il 70% si verificano in Puglia e Campania. Secondo il presidente dell associazione di consumatori costituita nel 1987 su iniziativa della Cisl, Adiconsum ha da tempo avviato il sistema conciliativo con le compagnie di assicurazione. A queste ultime chiediamo un impegno affinché informino con campagne ad hoc gli assicurati su questo strumento, e prevedano un sostanzioso sconto in polizza per chi concilia. Cos è la conciliazione paritetica. E un metodo di risoluzione extragiudiziale delle controversie, che consente alle parti - consumatore e azienda (non solo nel settore assicurativo) tramite i propri rappresentanti di confrontarsi per trovare una soluzione condivisa e soddisfacente per entrambe, in tempi rapidi e in maniera economica, evitando il ricorso in giudizio. La procedura di conciliazione è disciplinata da un accordo d intesa tra associazione dei consumatori e azienda, e da un apposito regolamento che disciplina le

12 modalità pratiche di svolgimento della procedura in tutte le sue fasi. Una commissione di conciliazione, composta da un rappresentante per parte, gestisce la procedura conciliativa, coadiuvata da un apposita segreteria per la gestione delle pratiche. E predisposto, inolt re, un elenco dei conciliatori, istruiti tramite appositi corsi di formazione. Come accedere. Per poter accedere alla conciliazione è necessario che il consumatore abbia preventivamente presentato un reclamo direttamente o tramite l associazione dei consumatori all azienda, al quale non sia stata data risposta entro un dato termine o la stessa risposta non sia considerata soddisfacente. In tal caso il consumatore può presentare una domanda di conciliazione all associazione dei consumatori, la quale, verificate le condizioni di ammissibilità della richiesta e l esistenza dei presupposti per darvi seguito, svolge una prima analisi del caso. La commissione di conciliazione formalizza la procedura ed esperisce il tentativo di conciliazione, assumendo tutte l e informazioni necessarie alla risoluzione della controversia. Il verbale di conciliazione. Se il tentativo di conciliazione ha esito positivo, la commissione di conciliazione sottoscrive il verbale di conciliazione, avente efficacia di accordo transattivo ex art del Codice Civile. Nel caso in cui il tentativo di conciliazione fallisca, viene invece redatto un verbale di mancato accordo. La procedura di conciliazione paritetica è gratuita, e non comporta oneri per il consumatore, fatta salva l eventua le iscrizione all associazione dei consumatori cui si conferisce mandato. IO MI ASSICURO ORGANIZZAZIONI SINDACALI UNAPASS LETTERA AI GRUPPI AGENTI Caro Presidente, nell incontro del 6 ottobre us a Roma l ANIA ha definitivamente formalizzato la sua offerta destinando la cifra massima di 16 milioni di Euro come contributo straordinario per il salvataggio del FPA e ribadendo che la stessa è subordinata alla trasformazione del Fondo da prestazione definita a contribuzione definita. Nel documento che ci è stato consegnato l ANIA, come certamente saprai, si è dichiarata disponibile al mantenimento delle prestazioni mutualistiche per noi tutti irrinunciabili, alla prosecuzione del versamento annuale a favore di ogni Agente pari al 50% del contributo annuo totale, così come previsto dall Accordo ANA 2003, e alla possibilità di aumentare le dotazioni straordinarie a benefico degli Agenti, tramite la contrattazione di secondo livello. Nessuno di noi può ritenersi soddisfatto dell offerta economica proposta ma preso atto che la stessa non è più negoziabile nell entità se non attraverso la contrattazione di secondo livello, siamo chiamati a prendere delle decisioni con grande senso di responsabilità a tutela degli interessi della Categoria e per il salvataggio del FPA. Consapevoli infatti che l alternativa sarebbe il commissariamento e la successiva liquidazione, riteniamo necessario accettare l offerta complessiva, ritenendo di minima quella riferita alla partita economica, e definire tutti gli aspetti normativi nell ambito di un accordo negoziato, come abbiamo affermato nell anzidetto incontro, a condizione che: 1) si definisca, per il passaggio alla seconda fase e quindi alla trattativa di secondo livello, un quadro normativo minimo uguale per tutti;

13 2) i contributi aggiuntivi devono essere versati esclusivamente al Fondo Pensione Agenti. La gestione della trattativa a livello di Gruppi Aziendali, potrebbe risultare complessa e difficoltosa, ma può essere anche l occasione di dimostrare alle Imprese che siamo capaci di fare sistema e di essere CATEGORIA aldilà dei personalismi e delle sigle, definendo tutti insieme Gruppi Agenti e Rappresentanze Sindacali, un impianto normativo comune che sarebbe poi piattaforma unica fondamentale da sottoporre alle singole Imprese fino ad arrivare anche a concordare con i Gruppi Agenti che ogni trattativa si svolga, ove richiesto dai singoli Gruppi, alla presenza delle Rappresentanze Sindacali. Aver alzato il livello della tensione ci ha portato ad un muro contro muro che rischia di rendere sempre più vicino il commissariamento, che, non sottovalutiamolo, consentirebbe alla Imprese di risparmiare sia il contributo straordinario che la contribuzione paritetica annuale e aprirebbe una lunga stagione di controversie legali. Ora non possiamo che passare alla fase propositiva cercando di massimizzare, per quanto possibile, ciò che abbiamo a disposizione. Ti propongo pertanto di partecipare ad un prossimo incontro congiunto con tutti i Gruppi agenti per verificare le reciproche disponibilità e provare a costruire insieme un percorso condiviso. Cordiali saluti SNA FONDO PENSIONE AGENTI, LO SNA SCRIVE UFFICIALMENTE AL CDA DI FONAGE. COINVOLTE ANCHE ANIA E UNAPASS. SI STRINGONO I TEMPI La vicenda legata alle sorti del Fondo Pensione Agenti è tutt'altro che in dirittura di arrivo. Si gioca una partita in rimonta, difficile e dall'esito incerto. A fare la prima mossa, dopo la sconcertante riunione all'ania dello scorso 6 ottobre, è ancora una volta lo SNA. Il Sindacato ha inviato una comunicazione ufficiale al Consiglio di Amministrazione del FoNaGe, trasmessa per conoscenza anche ad ANIA e Unapass; missiva firmata da Francesco Libutti, componente dell'en, e da Claudio Demozzi, Presidente Nazionale SNA. Oggetto della nota il riequilibrio prospettico del FPA. "In relazione alla questione emarginata ed alla proposta formulata dall'associazione delle Imprese con lettera del 6 ottobre 2014, - si legge nella lettera - confermiamo la nostra volontà di mantenere l essenza istituzionale del Fondo Pensione Agenti, basata su principi mutualistici e solidaristici, da sempre condivisi dalle Parti Sociali. Con l offerta di ANIA, formalizzata con modalità tali da impedire qualsiasi accordo tra le parti, il disavanzo prospettico verrebbe coperto al 98% dagli Agenti e al 2% dalle Imprese; anche per questo la medesima è stata considerata irricevibile ed insufficiente da SNA e Unapass nelle missive dell 8 agosto ultimo scorso. Tanto ciò premesso - prosegue la lettera del Sindacato -, chiediamo comunque al Vostro spettabile Consiglio di volersi pronunciare sulla medesima, considerando, altresì, ulteriori diverse ipotesi di riequilibrio prospettico del Fondo che rispettino principi di equità. Tale Vostro contributo, se condiviso, sarà adeguatamente sostenuto da SNA anche in sede politica ed istituzionale". Vengono, tuttavia, lasciate aperte altre strade a tutela della categoria e del ruolo istituzionale del Fondo. Di certo nessuno - almeno fra gli agenti - vuole il commissariamento. In queste ore si sono diffuse indiscrezioni circa la possibilità di "salvare" il FPA attraverso soluzioni diverse da quella manifestata da ANIA. Tutte ipotesi che necessitano di analisi tecnico-contabili e di valutazioni politiche. La palla passa, al momento, ai vertici di FoNaGe. Ben sapendo che i tempi per questa partita stanno per scadere. SNACHANNEL

14 RISPARMIO GESTITO IN CERCA DI SPAZI NELLE POLIZZE ACCESSORIE II calo dei rami danni e i margini ristretti del comparto vita spingono le compagnie a trovare nuovi ambiti di business. Come le coperture complementari, da abbinare alla Re auto o ad altri prodotti assicurativi. La sfida del digitale. Con il 2014 destinato ad andare in soffitta all'insegna della recessione, non ci sono grandi margini di crescita per chi si occupa di assicurazioni. Il discorso vale soprattutto per i rami danni, che negli ultimi anni hanno sofferto più di tutti, penalizzati soprattutto dalla tendenza di molti automobilisti a privarsi della seconda vettura. Per non parlare del fenomeno delle polizze false, in crescita preoccupante. La situazione del ramo vita è sicuramente migliore, ma anche in questo ambito - dopo il forte recupero ottenuto lo scorso anno - i margini si sono ormai ristretti. Anche perché i mercati finanziari - che nel 2013 hanno fatto da traino alla crescita delle polizze in questo settore - sembrano aver perso smalto. I multipli di Borsa sono ormai vicini alle medie storiche, mentre la corsa dei titoli di stato è ormai giunta al capolinea, con i tassi portati praticamente a zero. Più attenzione In questo scenario, alle compagnie assicurative non resta altra strada che esplorare nuovi segmenti del business, nella consapevolezza che, nel confronto con gli altri mercati del Vecchio continente, il nostro paese è sottoassicurato. In primo luogo pesano retaggi culturali, che portano a considerare come urgenti solo segmenti di protezione tradizionali, e a sottostimare tutti i pericoli emergenti. È, per esempio, il caso delle imprese, che nonostante i frequenti eventi catastrofali degli ultimi anni (in particolare allagamenti e incendi), continuano a essere restie rispetto all'opportunità di ampliare le proprie coperture assicurative. E l'atteggiamento non è molto diverso nel caso dei privati, che sull'automobile in genere scelgono di assicurarsi per la responsabilità civile (non possono farne a meno, dato che è obbligatoria), ma trascurano gli altri imprevisti, e prestano poca attenzione alle offerte di protezione per la casa e gli altri immobili. Come si è detto, si tratta di atteggiamenti che arrivano da lontano, ma che sicuramente la crisi ha contribuito ad aggravare, spingendo a una selezione quanto mai attenta delle spese e degli investimenti. Un business inesplorato II mercato delle polizze accessorie resta, quindi, in buona parte inesplorato. Si tratta di agire sul fronte culturale per far comprendere a famiglie e imprese quanto sia importante assicurarsi, vivendo il premio non come una semplice incombenza, bensì come un investimento sul proprio futuro. A maggior ragione ora, che la mano pubblica sta restringendo il proprio perimetro di azione nell'ambito del welfare e che le imprese sanno di poter andare avanti solo accettando la sfida dei mercati globali. Per le polizze accessorie non sono previsti massimali per legge, per cui tutto è lasciato alla libera contrattazione tra compagnie e assicurati. Questo offre margini di azione, ma pone anche molte sfide alle assicurazioni. Perché i margini sono già ridotti all'osso dalla competizione dei prezzi scatenata dalla crisi. Per ottenere ulteriori limature delle tariffe, non resta che agire in primo luogo dal lato dei costi, tagliando tutto ciò che è possibile tagliare senza dover rinunciare alla qualità del servizio. Libera contrattazione Per le polizze accessorie non sono previsti

15 massimali per legge, per cui tutto è lasciato alla libera contrattazione tra compagnie e clienti. Questa particolarità offre margini di azione, ma pone anche molte sfide alle aziende assicurative. meno veicoli assicurati Negli ultimi anni, i rami danni hanno sofferto molto. A penalizzare il comparto è stata soprattutto la tendenza di molti automobilisti a privarsi della seconda vettura a causa della crisi economica. IL GIORNALE DELLE ASSICURAZIONI PREVIDENZA E DINTORNI FONDO PENSIONI AGENTI FONDO PENSIONE AGENTI: GAA GENERALI, PIENO APPOGGIO ALLA PROPOSTA DI ANAPA E UNAPASS Il piano di riequilibrio del Fondo va integrato da un fondo aziendale di secondo livello Si è tenuto lo scorso 17 e 18 ottobre la nuova riunione del Consiglio Direttivo del Gruppo Agenti Generali; i lavori si sono concentrati principalmente sui problemi sindacali degli agenti, tra i quali, in particolare la questione Fondo Pensione Agenti. Dopo aver valutato con attenzione tutte le proposte avanzate dalle parti sociali (Ania, Anapa, Sna e Unapass) il Consiglio ha deliberato di esprimere pieno sostegno e appoggio alle lettere inviate da Anapa e da Unapass al Cda del Fonage, a seguito della proposta dell ANIA, poiché ritiene che sia l unica strada percorribile, non certo quella desiderata, ma la più realistica e più credibile. In questo caso, sottolinea il Consiglio del GAA Generali, sarebbe previsto: 1. il recupero da parte di ogni agente, sul piano finanziario, dei propri contributi versati di tasca propria, più gli interessi, perdendo unicamente la quota parte versata dalla compagnia; 2. le pensioni d invalidità e ai superstiti non subirebbero modifiche; 3. resterebbero fermi gli attuali contributi annuali versati dalle compagnie al Fondo; La lettera dello SNA, invece, è stata ritenuta irrazionale e non condivisibile, poiché dopo 9 mesi di trattative, e 7 mesi di blocco dei trasferimenti, ancora oggi, dopo la proposta inderogabile di Ania dell indispensabile trasformazione a prestazione definita, per garantire la pensione anche alle giovani generazioni, chiede a Fonage, che si valutino altre ipotesi di riequilibrio, con il pericolo che, questo ulteriore rinvio, porti al commissariamento. Inoltre, vista la disponibilità manifestata dalle compagnie di procedere con contributi aggiuntivi, oltre quello iniziale di 16 milioni, il Consiglio ha invitato la Giunta Esecutiva a richiedere con fermezza alla compagnia la disponibilità a contribuire equamente al versamento previdenziale a favore di tutti gli agenti di Generali Italia in un Fondo Aziendale, con l obiettivo di cercare di recuperare il gap dovuto all abbattimento del 40% delle dotazioni iniziali previsto dal piano di salvataggio proposto da ANIA.

16 Mi auguro che anche altri Gruppi Aziendali si decidano a esprimere il proprio consenso e a sostenere le proposte avanzate da Unapass e Anapa, che stanno lottando per il salvataggio del Fondo a favore dell intera categoria, e non solo a tutela dei pensionati, che certamente meritano rispetto, come lo merita il futuro dei giovani agenti, come me, ha dichiarato Carlo Bracci, vice-presidente del gruppo Agenti Generali. Sin dallo scorso febbraio abbiamo fatto sentire la nostra voce, richiedendo con fermezza alle parti sociali il salvataggio del Fondo, che appartiene a tutti gli agenti, con una soluzione credibile e duratura nel tempo. Unapass IL FONDO PENSIONE COMPRA AZIONI, VOLA IL NIKKEI L'indice azionario giapponese ha preso sul serio le anticipazioni pubblicate dal quotidiano Nikkei sabato scorso, guadagnando così il 3,98%. L'anticipazione rivelava l'allocazione del nuovo portafoglio del fondo pensionistico statale giapponese (Gpif), che starebbe pianificando un aumento del peso riservato ai titoli nazionali dal 12% attuale a circa il 25% (con un limite fino al 30%). La nuova allocazione del fondo, che in tutto gestisce 130 mila miliardi di yen (1.210 miliardi di dollari) dovrebbe comportare, con i nuovi standard, un aumento di 8 mila miliardi di yen d'investimenti sul mercato azionario. L'aggiornamento ufficiale delle regole sull'allocazione del portafoglio dovrebbe arrivare entro fine mese, quando il ministro della Salute, Yasuhisa Shiozaki, prenderà una decisione definitiva di concerto col ministro delle Finanze, Taro Aso. Questo cambiamento sarebbe motivato dalla ricerca di maggiori margini di rendimento: gli interessi a lungo termine ai minimi storici (sullo 0,4%) starebbero infatti spingendo il fondo a ridurre la propria posizione sulle obbligazioni governative giapponesi che, secondo quanto riporta il Nikkei, dovrebbero passare dal 60% al 40% del portafoglio del Gpif, mentre crescerebbe il peso delle securities estere dal 23% al 30%. Sull'onda di questa notizia l'indice Nikkei ha recuperato la maggior parte delle perdite della scorsa settimana. Secondo Yuji Kameoka, analista di Daiwa Securities, «ci sono segnali del fatto che l'avversione al rischio sta terminando»; l'indice di volatilità ha infatti ritracciato rispetto ai picchi della scorsa settimana. Nel frattempo il governo di Shinzo Abe naviga in cattive acque a causa delle dimissioni di due suoi esponenti; a farsi da parte sono stati il ministro dell'industria, Yuko Obuchi, e quello della Giustizia, Midori Matsushima. Obuchi, destinata secondo molti a diventare premier, ha rassegnato le dimissioni in seguito alle rivelazioni circa presunte irregolarità nella gestione dei fondi pubblici. Poche ore dopo sono arrivate anche le dimissioni del ministro della giustizia, Midori Matsushima, accusata di violazioni della legge elettorale. MF SETTE MILIONI DI PENSIONATI CON MENO DI MILLE EURO AL MESE Il 43,5% dei pensionati (pari a circa 6,8 milioni di persone) ha perc epito, nel 2013, una somma inferiore a mille euro al mese. E il 13,4% non ha neppure raggiunto l'importo di 500 euro. E quanto emerge dal Bilancio sociale Inps presentato lo scorso 14 ottobre, che ha stimato per le due fasce più basse di pensionati - una spesa annua complessiva di 52,4 miliardi di euro pari al 19,7% del totale della spesa. Sono invece 4 milioni di cittadini (26%) quelli che si collocano tra i e i euro al mese, con un totale di 66,2 miliardi di euro di spesa annua (pari al 24,9% della spesa complessiva), mentre 2,3 milioni di (15%) percepiscono un reddito da pensione compreso fra e euro, pari a 53 miliardi di spesa l anno (20%). Infine, per il rimanente 15,7% (2,5 milioni) l'assegno mensile Inps supera i euro, assorbendo il 35,4% della spesa annua (94 miliardi di euro). I pensionati che intascano un assegno sopra i 3 mila euro cioè coloro che rischiano di

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