RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA E AMBIENTE ATTIVITÀ CAMERALE - 5^ EDIZIONE DI OPEN DAY CSR

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1 Speciale CSR e Ambiente RESPONSABILITÀ SOCIALE D IMPRESA E AMBIENTE ATTIVITÀ CAMERALE - 5^ EDIZIONE DI OPEN DAY CSR 25 SPORTELLO CSR E AMBIENTE Lo Sportello CSR e Ambiente è attivo presso la Camera di Commercio in Piazza Borsa, 3/B Treviso, 3 piano. Telefono Fax CSR: , Fax Ambiente e-m ail per il ser vizio CSR: e-m ail per MUD - RA: a mbie L'orario in cui ci trovi mattino: dal lunedì a l venerdì pomeriggio: lunedì e mercole dì Capo Ufficio: Antonio Biasi Sito:www.tv.camcom.gov.it Kit D igitale CSR: un mese dal primo incontro in azienda. Tutte le vis ite s i so no dunque svolte con un tutto esaurito di pa rtecipanti. Ringraziamo gli imprenditori che ci hanno seguito persona lmente nel corso delle visite illustrandoci la storia dell azienda, i prodotti e, accompagnandoc i nei settori di produzio ne, ci hanno illustra to tutte le fasi della produzione, cos ì la rete dis tributiva e la parte pro mozionale. Ci è stata offerta un accoglienza dedicata e cura ta nei minimi particolari. In questo numero di EMT riportiamo le esperienze e le f oto de lle vis ite a : Pastificio Jolly Sg amb aro srl, Da Re spa (Bib anesi) Nel pross imo numero la visita a Perenzin L atteria srl. - Titolo: La 5^ edizione di Open Day CSR in azienda raggiunge il tutto esaurito prima dell inizio. Ogni anno un te ma diverso ed un unico f ilo conduttore: presentare, riscoprire o approfondire la conoscenza di alc une realtà azienda li locali, innovative e competitive, ch e adottano strumenti di respon sabilità soci ale d impresa. 4 successi per 4 edizioni. La Camera di Commercio di Treviso, in colla borazione con l Azie nda Specia le Treviso Tecno logia e le Associazioni di Catego ria c he partecipano al Tavolo Tecnico loca le sulla CSR, ha progettato un nuovo c iclo di inco ntri in azie nda c he, a partire dal mese di sette mbre, ha dato l opportunità di conoscere tre interessanti esperienze imprenditoriali nel settore agroalimentare: le aziende ospiti sono s tate: Pastific io Jolly Sgambaro s rl, Da Re spa (Bibanes i) Perenzin Latteria srl. L iniziativa ha riscosso negli anni un crescente interesse e, per questa 5^ edizione, le iscrizioni sono state chiuse antic ipatamente già ad

2 Speciale Open day CSR: visita al Pastificio Jolly Sgambaro srl 26 5 CICLO DI INCONTRI IN AZIENDA QUANDO LA CSR GERMOGLIA NEL SETTORE AGROALIMENTARE : SI COMINCIA DAL PASTIFICIO JOLLY SGAMBARO Federica A lime de e Anto nio Biasi Lo Spo rtello CSR e A mbie nte della Camera di Commercio di Treviso, avvalendosi della collaborazio ne delle Associazioni di Catego ria che partecipano a l locale Tavolo Tecnico sulla CSR, organizza ormai da 5 anni gli incontri denominati Open Da y CSR, presso alc une aziende locali. Il tema sce lto ne l 2013 è stato Qua ndo la CSR germo glia ne l Settore Agroalimenta re, con l obiettivo di vis itare aziende considerate best practice ne l Settore Agroalimentare, uno dei fiori all occhiello della nostra imprenditoria.a soli 15 gio rni da ll a pertura de lle iscrizio ni per gli O pen Da y CSR edizione 2013, si è raggiunto il limite massimo di partec ipanti consentito per tutti e tre le visite in programma: un successo mai raggiunto prima, che è maturato con gli anni, grazie anche alla convinzio ne di po rtare avanti questa iniziativa ed alla passio ne dimostrata da tutte le aziende che fin ora hanno ospitato le precedenti edizioni. Altro s uccesso raggiunto riguarda la composizione de l gruppo di v isita tori, infatti oltre alla fidelizzazione di alcuni, presenti a quasi tutte le precedenti e dizioni, il presente ciclo di incontri in azienda ha visto la partecipazione di nuovi interessati, ampliando così il numero degli utenti che s i interfacc iano c on lo Sportello CSR e Ambiente. Come di c onsueto, al termine del primo incontro, organizzato per il 26 sette mbre 2013, si riassume a seguire il pomeriggio passato in compa gnia di Jo lly Sgambaro spa, azie nda storica c he nasce co n il primo molino ne l 1937 e che negli a nni passa da piccolo artigiano a medio imprenditore giungendo così a lla terza ge nerazio ne e che negli ultimi anni s i è fa tta co noscere grazie anche alle nuove confezio ni di prodotto pasta a km 0.Un giro rapido di presentazio ni per capire chi siamo e se conosciamo il loro prodotto e Piera nto nio e Sandra Sgambaro fanno vedere ai presenti un video introduttivo che fornisce a lcune indicazio ni s ulla sto ria del pastific io ed approfo ndisce mo lti aspetti de lla selezione e lavorazione de l grano. Il video è lo stesso che viene fornito agli insegnanti quando vengono in visita con le classi di s tude nti. Jolly Sgambaro infatti apre le porte del proprio s tabilime nto e del mo lino, alle vis ite didattic he già da mo lti anni e, come s i scoprirà più tardi, in questi giorni i proprietari sta nno proprio rinnovando anc he il percorso didattico che dal molino porta a lle linee produttive del pastific io. La prima c osa che colpisce è quindi l organizzazio ne semplice, lineare e puntua le, che ci accompagna già da questi primi minuti in azienda. E col procedere del filmato introduttivo si scopre che l azienda utilizza per la produzio ne, acqua di sorge nte certificata che sgorga da 3 pozzi a 150 metri di profo ndità; la selezione de l grano avviene chicco per c hicco, grazie all utilizzo di un selettore o ttico che scarta i chicchi no n co nformi; il grano di Jo lly Sgambaro è deno minato Marco Aurelio ed ha una propria certificazione; la pasta Sgambaro ha un valore prote ico minimo che corrispo nde al valore massimo pro teico di a ltre paste concorrenti. Al termine del contributo audiovisivo, i visitato ri indossano camice e cuff ia e si inizia la vis ita dal mo lino ne l quale giungono i chicchi presenti ne lle 30 celle, da 6 quinta li l una, del granaio adiacente (un a ltro gra naio è inoltre presente ne l Tavoliere delle Puglie ). Nonostante sia sta to più vo lte sottolineato che i macchinari presenti, selettore ottico compreso, non siano di ultima generazione, la tecnologia presente è affascinante: il grano qui corre attraverso tubi c he lo spos tano da un pia no a ll a ltro de ll e dificio e che lo accompagna no fino alla separazione di ciascun chicco nelle varie tipolo gie di semo le. Di qui passa anche il prezioso Kamut, uno dei prodotti di più elevata qua lità a marchio Sgambaro. Diversamente da altri pastifici, l azienda utilizza diretta mente la semola prodotta, senza ulteriori sposta menti; il pro dotto che entra in lavorazione è quindi sempre f resco e mantiene tutte le caratteris tiche organole ttiche, senza alterazioni. Si vedono macc hinari a lti come

3 Speciale Open day CSR: visita al Pastificio Jolly Sgambaro srl 27 piccole torri, dove la pasta rima ne per lunghi tempi di essicazio ne e dove viene lavorata e trafilata nei vari formati: pasta corta, pasta lunga, grano duro, fa rro, kamut, ecc Si procede quindi lungo la linea dedica ta al confezio namento, dove un a ltro selettore scarta i pacchi che non raggiungono il peso stabilito, per giungere poi all ordinata impilatura s ui pallet, ad ope ra di due differe nti linee e macchinari, e attraversare il magazzino dove, coloratissimi ed allinea ti, c i aspettano tutti i formati di pasta c he viene poi venduta con due differenti marchi: Jo lly, il primo marchio sto rico e Sgambaro, il marchio presente e su cui i pro prie tari puntano gli obiettivi per il futuro. Si to rna infine in sala e, dismessi i camici, Pierantonio dà altre interessanti informazioni sull azienda: Jolly Sgambaro è uno dei soli 3 pas tif ici ita liani attualmente e che sul lungo pe riodo pro durrà di certo altri effetti a suo vantaggio e poi, come dice lo stesso Sgambaro il ritorno no n è imme diato, ma è la soddisfazione di farlo per primo è unica. Mettere nero su bianco i propri consumi ha porta to l azienda ad una maggiore consapevolezza di quanto l attività produttiva impatta a livello econo mico ambienta le sociale; con i da ti prodo tti dallo studio de lla propria Carbon footprint si vie ne a co noscenza che: 1 kg di pasta Sgamba ro impatta de l % in me no rispe tto ad altri co ncorre nti e che è la pasta meno inquinante al mo ndo; i consumi di energia ele ttrica sono diminuiti del 30 % grazie all utilizzo di motori ad alta efficienza e il mo lino adiacente allo sta bilime nto consente di abbattere le emissioni relative al trasporto de lle semole. Ino ltre, per a lcuni spostamenti vengo no utilizzate a lcune a uto elettriche. Attua lmente l azie nda si sta atti- certif icati; la pasta prodotta dall azienda ha residui di pesticidi con valori pari a zero e al di sotto de lla pasta bio, la pas ta Sgambaro si può dare a nche ai bambini. Tale garanzia giunge anche dal fatto che l azie nda stipula contratti ben def initi con alcune cooperative locali che si impegna no a stare al di sotto dei limiti imposti dalla legge. Inoltre il pastificio è l unico, a livello nazionale, che ha ca lcola to la propria Carbon footp rint, in sintesi ha quindi ca lcola to il proprio impa tto in termini ci produzione di CO2. Sembra banale, ma è uno studio articola to e costoso, che però ha portato all azienda già alcuni benef ici

4 Speciale Open day CSR: visita al Pastificio Jolly Sgambaro srl 28 vando per acquisire quote di biogas per abbassare ulterio rmente la propria quota di CO2 prodo tta. Gli sfo rzi fin qui fa tti, so no s tati tradotti in una nuova etic hetta che s igilla le confezioni di pasta: un piede verde, che sta a significare l impro nta leggera della pasta Sgambaro, rispetto ai co ncorre nti. Nonostante il lavoro fin qui fatto, l azienda non riesce a qua ntificare l impa tto c he ha s ui clienti, ma vengono fo rnite a ta l propos ito alcune informazioni che possono essere significative, forse più di un dato numerico: l azie nda ha infa tti partecipato ad un Pa nel Test in G iappo ne, dove sono state assaggiate oltre 30 tipi di etic hette di differenti paste prodo tte a livello naziona le ed ora Sgambaro è In 7 anni il marchio Sgambaro è passato dallo 0 al 70% di fatturato, grazie anche alla filosofia low cost every da y, per cui si mantiene un prezzo concorrenziale, garantendo comunque un prodotto di qualità. Questo introduce un ultimo interessante aspetto legato alla gestio ne de l persona le, l altro costo di gestione elevato de ll azienda, oltre a quello de lla materia prima (c he inc ide da solo per il 70%): l azienda ha ridotto negli anni il proprio perso nale, ma non ha mai applicato politiche di licenziamento particolari. La riduzio ne è avvenuta per il raggiungimento dell età pe nsio nabile. A seguito de lla riduzione è stata quindi gradualmente introdotta la meccanizzazio ne. L attenzione a l perso nale s i esplica a nche nel fatto che Jo lly Sgambaro è uno dei poc hi pastific i c he può perme ttersi di no n lavora re al sabato e alla domenica e nel rico noscime nto percorso, anche se inizia lmente i benef ici non sono chiari o garantiti; la co llaborazio ne e consapevolezza dei dipe ndenti è fondamentale per la riuscita di un progetto di successo; il territorio circos tante per c hi produce pas ta è un fatto re che assicura la bo ntà e l unicità del prodo tto. Si ringraziano Piera nto nio e Sa ndra presente con orgoglio in 300 ristoranti giapponesi. Questo indica che la qualità v ince e non ta nto il marketing che s i fa. di premia lità per il lavoro dei c ollaboratori che porta cos ì ad un ulte riore f ide lizzazione dei dipendenti e ad un turn over ridotto veramente ai minimi termini.degustando a lcuni prodo tti biolo gici loca li ed un calice di vino, i partecipanti hanno riflettuto poi s ui seguenti principi: diventa imprenditore di successo colui che per primo intrapre nde un ce rto per l accoglie nza e per il tempo che ha nno dedicato a questo primo incontro del 5 cic lo di Open Da y CSR in azienda.

5 Speciale Open day CSR: visita a Da Re spa 29 2 APPUNTAMENTO DEL CICLO DI INCONTRI IN AZIENDA (EDIZIONE 2013) SULLA CSR NEL SETTORE AGROALIMENTARE. È PROPRIO IL CASO DI DIRE: ACCOGLIENZA DA RE. Federica A lime de e Anto nio Biasi. Il 24 ottobre scorso, con il secondo appuntamento in programma per il 5 cic lo di Open Day sulla CSR edizione 2013, la famiglia Da Re, ha aperto le porte del re gno de i Bibanesi, croccanti panetti tirati a ma no, presenti su moltissime tavole ita lia ne. La prima novità è quella che non si sta per visitare la sede storica di Bibano, be nsì lo stabilimento di Zoppè di San Vendemiano, nato dalla riconversione del precedente magazzino in unità produttiva secondaria. La curios ità cresce ed il f ragrante prof umo anc he. Il secondo aspetto si nota quando c i invita no a prendere posto nella saletta in ingresso: siamo tantissimi! L azienda ha infatti acconsentito ad accogliere 30 partecipanti invece dei 20 originariamente previsti. Benché stretti sulle nostre sedie, l acco glienza è ta le da farc i sentire quasi co me a casa; in compa gnia prima del figlio A rmando e poi de l pa dre e fondatore dell azienda, Giuseppe Da Re, i presenti vengono quindi divis i in due gruppi che a turno varcheranno una singo lare po rta sulla qua le è dipinto un quadro in stile egizio c he divide la parte amministrativa di questo stabilimento e l ingresso a lla linea di produzione riservata al kamut. La div isione in due differenti gruppi segna inevitabilmente l esperienza che ogni partecipante vivrà; il nostro gruppo è affida to ad Armando, che s piega in modo particola reggiato la tec nologia c he sta dietro a i Bibanesi: snoccio la numeri, fa apprezzare i macchinari e con orgoglio fa notare tutti que i de ttagli che fanno la differe nza tra un pro dotto industriale ed il loro prodotto artigianale, capace di coniuga re tec nolo gia e tradizio ne; a f ine vis ita ci confrontiamo poi c on alc uni partecipanti del gruppo affidato al papà dei Bibanesi, Giuseppe Da Re, e co nstatia mo che gli a ltri hanno potuto apprezzare l aspetto dei Bibanesi legato alla storia de lla loro nascita, a quello che si potrebbe quindi ricollegare ad un aspetto più sensoria le, di ciò che sta dietro a questa gustosa mate ria: alla passio ne, alla me nte, ai valori di chi li ha crea ti. Sarebbe stato bello poter sentire tutto, ma per ra gio ni di spazio e al numero dei presenti era inevitabile, ma va bene così, perché si sono potute accogliere tutte le richieste di iscrizione. Ma torniamo alla porta e gizia e a quello c he si ce la dietro. La prima cosa che cattura l attenzione è la fragranza del pane. U n prodo tto di qua lità che sull etic hetta può vanta re il fregio di: prodo tto a mano e con olio extravergine di oliva 100% italia no.e un messaggio che padre e figlio ripetono spesso: qui la tecnologia incontra la tradizione. Ciò che si può affidare ad una macc hina per evitare errori o per replicare un operazione in modo snello evitando attività pesanti ai dipende nti lo si fa, a patto pe rò che no n influisca sull aspetto de lla tradizione, ovvero de l tirare a mano l impasto. Proviamo allora a sinte tizza re con queste parole la stra tegia azienda le dei Bibanesi: qualità, innovazione, tradizione. QUALITA : a partire da lle materie prime con l olio extravergine che arriva da frantoi pugliesi. Costa di più anche per altri aspetti, ma assicura all azienda una costa nte qualità nel prodo tto. L azienda ne cons uma circa litri a l giorno nei due sta bilimenti. Anc he le farine provengono da fornito ri ai qua li la ditta si affida da anni. Non si utilizza no accelerato ri enzimatici, né additivi chimici, la pasta madre infatti assic ura l auto conservazio ne del prodotto. E la qualità la si ritrova poi anc he nel lavoro dei dipende nti addetti, che ogni 2 ore circa si turna no lungo la catena di produzione, si passa così da chi unisce capo-coda i blocchi di pasta lievitata, fino a chi pre leva le bus te per procedere co n l imballaggio finale. La qualità dei Bibanes i non s ta solo nel pa ne, ma anche ne l contesto dove nasce: basta guardare gli spazi che attraversiamo per seguire la linea pro duttiva, pochi c hicc hi di sesamo ai lati del nastro trasportatore, ma fatta eccezione per que lli il pavimento è pulito; tutto è in o rdine e lungo il perc orso si trovano anc he orchidee che danno colo re; è un bel co ntrasto tra la se nsazione di tranquillità

6 Speciale Open day CSR: visita a Da Re spa 30 che trasmette il f iore e d il rumore in sottofondo. Ma i fio ri non sono l unico elemento di arredo, sulle pareti e sui pa nnelli sono appesi i quadri che rappresentano i singoli disegni che negli anni hanno arricc hito le edizioni specia li delle confezioni di Bibanesi: biboca, bibasso tuba e mo lti altri, disegna ti da Fo rattini, Altan, Giannelli, Beppe Mora, Mordillo, ecc INNOVAZIONE: la si percepisce subito guardando, impastatrice, celle frigorifere, forni. L accia io splende nte non è solo sinonimo di pulizia, si vede già a l primo co lpo d occ hio che qui la tecnologia è un elemento fondamentale. I macchinari costa no in media il 40% in più rispetto ad a ltre ditte, ma so no pratica mente perfetti. E se c è un guasto? La produzione si fermerebbe per poc hissimi minuti, il tempo di mettere in f unzione la macchina sostituta, sempre pronta in sta nd by. Nei punti critici della linea produttiva infatti i macc hina ri sono tutti doppi. Da Re previene c osì il fattore di sono anche questo. È il loro aspetto peculiare e che li diffe renzia da i pro dotti che cercano di imitarli. Le pade lle con i pezzi di pasta si spostano veloci, mentre le mani delle ragazze lavorano svelte. Sono quelle mani che formano ogni singolo pane tto e che lo rendono unico. La tra dizione si trova di nuovo negli elementi che compongono questo prodotto, pochi e di qualità. E tradizio ne è anc he il fatto che questa rimane, a tutti gli effe tti, un azienda familiare. Oltre a questi, più ca ratterizzanti, ci sono altri aspetti che non si possono evitare di menzionare, quali l atte nzio ne al personale che viene coinvolto con riunioni mensili e che per primo testa il prodotto, portandolo a casa e forne ndo poi alla direzione le pro prie evidenze. I prodotti di scarto vengo no dati ad un azienda agrico la della zo na, dotata di impianto a biogas. A lcune edizio ni specia li delle co nfezio ni promuovo no mostre d arte, altre invece iniziative come que lla di Save the Children è a favore dei bambini etiopi. Si scopre poi che l azienda ha regalato una panetteria nel Benin e che periodicamente Giuseppe Da Re si reca in Africa per co nsentire a chi ci lavora di essere aggiornato sulle tecniche di lavorazio ne. rischio che po trebbe portare un da nno all azienda. Ma l innovazio ne più affascinante è il tempo che sta dietro ad una manc iata di ricette. A partire dal kamut s i scopre che ci sono volute 76 mattine per trovare il modo ideale pe r lavora rlo e circa 6 mesi di studio per arrivare a cuoce re in maniera omogenea il Biba nese più picco lo e quello più grande ne lla stessa info rnata. E se fino a poco tempo fa sugli scaffali si trovavano solo i Bibanesi al sesamo, seguiti poi da quelli a l kamut, ora la produzio ne si differenzia anc he co n la linea pizza, rosmarino, pepero ncino, cipo lla, olive e quella latte e mie le. TRADIZIONE: mani che strizzano e compattano, mani che torco no ed allunga no. I Bibanesi Si conclude questa interessante esperienza con un mo mento emozionante, quando il nostro ospite ci racconta un personale aneddoto su come ha co nosciuto il pre mio No bel Dario Fo e su c ome è nata un amic izia ed un nuovo pro getto, che presto tutti potra nno vedere sulle confezioni. Ma non vogliamo svelare di più, quindi a ttenzione agli scaffa li che ospite ranno le prossime edizioni specia li de I Biba nesi.

7 Giovani trevigiani all estero 31 UN TREVIGIANO A BOSTON,MASSACHUSETTS INTERVISTA A MICHELE MESTRINARO In questo numero di EMT abb iamo il piacere d i incontra re il dott. Michele M estrinaro nato a Treviso che ora vive e studia a Boston e presto s i trasferirà a New York p er l iniz io del suo nuo vo lavoro. Laurea: in Fisica presso Saint Joseph s University a Filade lfia; Erasmus di 1 anno presso University of Melbourne, Australia Ha lavorato da IMS Health a Londra (c ompa gnia di c o nsule nza ) e pre sso l Orga nizzazio ne Mondia le de lla Sanità a Ginevra Master in corso: Amministrazione di Impresa presso Harvard Business School a Bosto n Ho deciso di studiare a ll es tero, fisica prima ed amministrazione d impresa poi, per utilizzare al meglio gli anni universita ri allargando i mie i orizzonti non solta nto da l punto di vista accademico e professiona le, ma soprattutto uma no. Il college che ho fre quentato a Filadelfia, e Harvard ancora di più, attrae stude nti da tutto il mondo e ci mette nella condizione di confrontarci in un ambiente sicuro. Indipendenteme nte dal corso di laurea, quando i tuoi compagni di corso so no cresc iuti da ll altra parte de l mo ndo, pa rlando una lingua diversa e in un sistema di valori diverso, gran parte di quello c he impari é vivere nel mondo e non fis ica quantistica o finanza. Da questo punto di vista non é facile bilanc iare gli studi co n le re lazio ni umane, ma questa non é una diff ico ltà che inco ntrano solo gli stude nti stranieri e l università é sempre pronta a facilitare la trans izio ne con una serie figure professionali di supporto. L univers ità ino ltre si conce ntra sulla preparazione alla vita anc he dal punto di vis ta lavorativo, lascia ndo tre mesi liberi agli stude nti ogni estate pe rché possano cominc iare a lavorare da stagisti (pagati regolarmente ) presso le aziende che preferiscono. In questo mo do nessuno si laurea senza aver accumula to esperienza ne l settore dove vuo le lavorare e il tasso di disoccupazione a tre mes i dalla laurea é meno de l 5% co n una differenza di salario significativa rispetto a chi non ha frequentato l università. L alterna nza studio- lavoro negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra e Australia, viene considerata come il modo migliore di crescere ne lla propria professio nalità e d é una scelta ovvia, non un punto di scontro. Vista la diffe renza rispetto a lle università italia ne nella qua lità della preparazione alla vita che uno studente riceve negli S tati U niti, Inghilterra o Australia, mi sento di cons igliare questo perco rso senza dubbio non solo alla maggior parte degli studenti del liceo, ma anche agli studenti che hanno completato la laurea trie nna le e c he (gius tamente ) ora si chie dono se la specia listica possa servire davvero alla loro crescita professionale. Questo perco rso no n é per tutti biso gna vole r lavorare sodo e rispe ttare i tempi senza scuse. Qui se sei più di sei mesi fuori corso vieni accom-

8 Giovani trevigiani all estero 32 pagnato a ll uscita senza troppi co nvenevoli, perché un ambiente di studio come questo é un privilegio che bisogna meritarsi giorno per giorno. Dal tuo punto di vista quali possono esser e le professioni di cui non si parl a, cui u n giovane non pensa quando sceglie il pro - prio indirizzo di studi? Professioni che non rappresentano le m ansioni abituali m a ch e potrebbero rappr esentare lo strum ento p er innovare? Secondo la mia esperienza la differenza fra mansioni abitua li e innovazione non é né ne l titolo di lavoro sul contratto né nel tipo di dato re di lavoro, ma nell attitudine sul posto di lavoro. Ci sono lavorato ri a Apple o Google, due delle compagnie cons iderate come le più ambite e innovative al mondo, che non vedono l ora di timbrare il ca rtellino pe r smettere di lavorare alle e non lavorano co n passio ne. Per qua nto innovative siano queste aziende il lavoro fatto da questi lavoratori abituali non può che essere abituale e il risultato non può che essere prevedibile. L innovazione sta nella passione per il pro prio lavoro, senza pensare al tito lo di studio acquisito o se il da tore di lavoro é una macelleria o un aeroporto o una co mpagnia multimilionaria. L unico co nsiglio che mi sento di offrire é di no n cercare un lavoro con un tito lo innovativo per po i lavorare in modo abitua le, ma di cercare un lavoro abituale e farlo con passione per pro durre vera innovazio ne. Solo questo tipo di innovazio ne non può essere copiata fac ilmente, ed é una fonte di vanta ggio competitive che non si esaurisce non solo pe r l individuo, ma a nche per il nostro paese. Ripo rtiamo il c omunicato pubblicato sul sito econo mico della Camera di C ommerc io quando ne l 2009 Michele Mestrinaro fu seleziona to dalla Natio nal Society of Collegia te Scholars fra i migliori stude nti universitari statunitensi per essere presenti, presso la Casa Bianca, dal 17 al 21 Gennaio 2009, all'insediamento de l futuro Presidente de gli Stati Uniti Barack Obama. La redazione ringrazia il dott. Michele Mestrinaro per aver condiviso con il territorio trevigiano la sua esp erienza di studio.. I nostri complimenti per gli importanti risultati raggiunti.

9 Partecipate camerali: Treviso Glocal 33 TREVISO GLOCAL ACCOMPAGNA LA PICCOLA IMPRESA NEL MONDO Sono mo lti gli eventi internazio nali che hanno visto impegnata Treviso Glocal ne ll accompagnare le picco le imprese a nuove occasioni di business. La dire ttrice Rossella Bian chi ci rispo nde dall estero co municandoci le ta ppe de i progetti di internazio nalizzazione. che ha nno visto le imprese trevigiane presenti a fiere e missioni in Europa e in diversi stati extraeuropei. Crediamo sia impo rtante sapere che, anche una picc ola impresa può affro ntare i mercati esteri grazie alla consulenza di Treviso Glocal. Le fo to ripo rtano gli stand della re te camera le in cui le aziende trevigiane,accompa gnate da Treviso Glocal, hanno esposto i propri prodotti. ANUGA 2013 COLONIA, 5-9 OTTOBRE 2013 Anuga è una de lle princ ipali fiere agro-a lime ntari a cara ttere inte rnazionale che s i svolge con ca denza biennale (in alterna nza al Sia l di Parigi) a Co lonia, secondo po lo f ieristico mo ndiale per dimensio ni. Circa opera tori provenie nti da 187 paesi sono aff luiti in fiera nelle cinque gio rnate de l salone pe r visitare gli stand dei esposito ri. Con una partec ipazione estera pari circa al 65 per cento Anuga ha dimostra to nuovamente di essere la piazza internazio nale de l food & beverage. Nel 2013, come per la precedente edizione, l'italia è il paese leader per numero di espositori, ben aziende, contro le 800 tedesche. Tr eviso Glocal ha partecip ato all'in terno dell a collettiva r egional e gesti ta da V eneto Promozione, suddivisa fra il p adiglione 11.2 (Fin e Food) e 3.2 (prodotti da forno e bevand e calde). TUTTO FOOD 2013 MILANO, MAGGIO 2013 I quattro gio rni di manifestazione di Tutto Foo d M ilano World Foo d Exhibition ha nno registrato un'affluenza record di visitatori, che si attesta a opera tori professionali certificati, co n un inc remento degli es teri del 40% (provenienti da 122 Paesi) e del 20% di quelli ita liani. Oltre gli espositori che hanno occ upato 6 padiglioni e 120mila me tri qua dri ne lla sede di Rho di Fie ra Milano. La prossima edizio ne si svolgerà nel 2015, in contempo ranea con l'avvio de ll'e xpo. Nel p adiglione 13 dedi cato all e partecipazioni isti tuzionali era pr esente anch e l a coll ettiva di Trevi so Glocal / Cam era di Comm ercio di Treviso, con 3 aziend e e 5 consorzi partecip anti. VINITALY 2013 VERONA, 7-10 APRILE 2013 Con presenze, de lle qua li este re, Vinitaly 2013 rafforza la sua posizione di leader internaziona le tra le fiere de l vino de dicate al business. Di qualità gli o peratori, che nella quattro-gio rni veronese hanno avuto contatti co n oltre aziende espositric i da più di 20 Paesi. Efficace il lavoro di incoming mirato realizzato da Veronafiere, con aumento dei buyer dai più importanti mercati europei (G ran Breta gna, Germania, Svizzera, Centro e d Est Europa ) e da quelli più promettenti, tra i qua li Cina, Russia, Giappone, Singapore, Thailandia, Kazakistan, Uc raina. In aumento a nche le presenze di giornalisti c he salgo no a da 47 Paesi, contro le da 42 nazioni del PROWEIN 2013 DÜSSELDORF, MARZO 2013 Più di visitatori professiona li sono giunti a Düsseldorf per la fiera leader per il setto re del vino e degli alc olici. In aumento le presenze dal Regno U nito, Scandinavia e Be nelux, ma a nche da Franc ia, Spagna, Ita lia, No rd America e Asia. Si è tra ttato in maggio ranza di grossisti, dettaglianti e a ddetti del co mmerc io spec ializzato, ma a nche del settore horeca. Nell'e dizione 2013 è stata riv ista la suddivis ione dei padiglioni per Paese e sono stati a ggiunti 2 nuovi padiglioni, per un totale di espositori provenie nti da 48 diversi Paesi. Per tutte le nazioni rappresentate c'è sta to un aumento nelle presenze, oltre a diverse nuove partecipazio ni co llettive da Cina, Regno U nito, Tunisia e Liba no, che si sono affiancate a quelle tradizionali europee. Nel padiglio ne 7.1 è stato ino ltre dedicato uno spazio ai vini bio logici. Presenti a nche 400 espositori del settore alcolici. Nel padiglione 3 dedicato all'italia era presente anche la collettiva di T reviso Glocal / Camera di Comme rcio di Treviso, con 3 azie nde e 2 conso rzi pa rtecipanti. Durante le 3 giorna te di ma nifestazione sono stati organizzati dei seminari di degustazione dei vini delle aziende e del Consorzio Prosecco DOC e delle grappe dell'istituto Grappa Veneta. Hanno partecipato importatori, grossisti, dis tributo ri, ristora tori gio rna listi provenienti da Germania, Austria e Be lgio.

10 Partecipate camerali: Treviso Glocal 34 WA & OUTDOOR CLASSICS NORIMBERGA, 8-11 MARZO 2013 La 40esima edizione della fiera IWA & OUTDOOR CLASSICS - Salone Internazionale armi da caccia e da tiro, attività outdoor e dotazioni di sicurezza - si è svolta dall'8 all'11 marzo 2013 presso il centro espositivo di Norimbe rga. Oltre visitatori professionali (2.000 in più dell'edizio ne precedente) da più di 100 nazio ni diverse hanno potuto trovare le ultime novità del settore di oltre espos ito ri da 50 nazio ni. Tre espositori su qua ttro e 2 v isita tori s u 3 provenivano da f uori Germania, confermando l'internazio nalità di questa manifesta zione. Gli espositori stranie ri provenivano prevalentemente dagli Stati U niti, Italia, Regno Unito e Turchia, mentre i visitatori stranieri da lla Repubblica Ceca, Austria, Francia, Italia e Russia. La partec ipazione de ll'italia a questa f iera è da tempo mo lto nume rosa, nel 2013 erano 126 gli espositori italiani. Tra questi, 5 aziende della provincia di Treviso hanno partecipato con il coordinamento di Treviso Glocal e il contributo della Camera di Commercio di Trevi so. FIERA SUMMER FANC Y FOOD NEW YORK, 29 GIUGNO 1 LUGLIO 2014 Treviso Glocal prevede di organizzare una partecipazione di aziende e consorzi trevigiani alla Summer Fancy Food 2014 all interno del Padiglione I taliano, in collaborazio ne con l Age nzia pe r la Promozione a ll estero e l internazio nalizzazione de lle imprese italiane (ICE). Il Summe r Fanc y Food Sho w c ostituisce l evento di riferime nto de l settore a groalimentare della east coast s tatunitense, avendo a nche una rilevanza s ignificativa all interno del circuito fieristico alimentare mondiale. La fiera richiama i responsabili degli acquisti, della grande distribuzione, del commercio e dei servizi di ristorazione nonc hé una pluralità di specia listi de l setto re food & beverage. L edizio ne 2013 ha re gistrato la presenza di c irca espositori provenie nti da 80 paesi e quasi ingressi di visitatori registrati. Le partecipazioni uffic iali naziona li so no state numerose tra cui: Italia, India, USA, UK, Germania, Giappo ne, Franc ia, Spagna, Grecia e Canada. È già stata approvata la richies ta di contributo alla Camera di Commerc io di Treviso per l abbattimento dei costi ( in regime de minimis ) fino ad un massimo del 50% per le azie nde e per la partecipazione gratuita dei conso rzi di tutela e associazio ni di pro duttori. La collettiva verrà organizzata co n un minimo di tre imprese aderenti. La quota di partec ipazione azienda le, calco lata su una base di 5 aziende, ammonterà a circa 3.600,00 + I VA, comprensiva di iscrizione, area espositiva allestita di ca. 9,29 mq, servizi tecnici, mo ntaggio de llo s tand, pro mozione, costi di organizzazio ne e segreteria e assistenza del perso nale di Treviso Glocal. Il costo non comprende i serv izi accessori quali la spedizione della merce, di assicurazioni e tutto quanto non espressamente menzionato. E possibile tuttavia richiedere informazioni a riguardo. Nel sito di Treviso Gloca l è possibile trovare un resoconto de lla passata partec ipazio ne all edizio ne 2009: l.it/iniziative/fiere-concluse/summer-fancy-foo d-2009.aspx Qualora interessati a partecipare, compilare il mo dulo di adesione vincola nte che s i trova sul sito l.it/iniziative/prossimi-appuntamenti/summer-fancy-foo d-2014.aspx da restituire via fax ( ) o via mail trevisoglocal.it Scad enza d elle domand e entro il 5 dicembr e p.v. Il Rego lamento Fiere è parte integrante del modulo di ades ione. Per eventuali chiarimenti contatta re la dott.sa Cinzia M ichie lan, te l ema il: trevisoglocal.it.

11 Partecipate camerali: Treviso Tecnologia 35 TREVISO TECNOLOGIA Mission e a Bruxelles dell ufficio di supporto all innovazione di Treviso Tecnologi a L uff icio di supporto all innovazione di Treviso Tecno logia ha partecipato ad una serie di interventi per definire nuove strategie ne ll a mbito di Horizo n Gli inco ntri so no s tati di carattere istituziona le. Anilkumar Dave con Marco Battiste lla e Andrea Ra gazzon hanno incontrato la segreteria del Gabine tto de l Vicepreside nte della Commissione europea, Responsabile per l Industria e l Imprendito ria e gli operatori de lla sede de lla Re gio ne del Veneto a Bruxelles e dell associazione UEAPME con lo scopo di definire meglio le s trategie per gli imminenti bandi Horizon Progetto Rapid Open Innovation sp eeding time to m arket Treviso Tecnologia è capofila del Prog etto Rapid Open Innovation sp eeding time to market, finanziato nell ambito de l Programma Interreg IV Italia Austria. Viene offerta alle aziende del territorio settori mecca nica, legno-arredo, filiera eco-building - che hanno aderito al bando, la possibilità di partecipare, gratuitamente, a delle iniziative focalizzate sul miglioramento de lla ca pacità di innovazione di prodotto e di processo. Il Bando è finalizzato a lla pa rtecipazio ne di aziende ad iniziative regiona li e internaziona li pe r il migliora mento delle capacità di innovazione di prodo tto e di processo. Nello s pecifico, a lle aziende verranno proposti i se guenti servizi ed o pportunità: a. Attività fo rmative in gruppi di lavoro gestiti da esperti di innovazione per lo sviluppo di compe tenze interne, la sperimentazio ne e l ac quis izio ne di mode lli e strumenti di gestio ne dell innovazione e de ll Open Innovatio n, sviluppati nell ambito del Pro getto Rapid O pen Innovation. b. Rilevazione e analisi dei fabbisogni azienda li legati all'innovazione, ad opera di esperti (mediante audit) c. Azione di assis tenza e/o coaching individuale, anc he con i servizi messi a disposizione dal Progetto, per supportare le aziende nei processi di innovazio ne d. Accesso gratuito a strumenti e al modello di Open Innovation sviluppato e usufruibile attraverso la piattaforma web del Progetto Rapid OI : contenuti, materiali, know- how e servizi di supporto all innovazione aziendale e. Ampliamento della propria rete di contatti e relazioni con imprese, enti di ricerca e innovazione e altri soggetti chiave, per favorire processi di innovazione a- zienda li. Treviso Tecnologia allo SMAU di Milano Treviso Tecnologia era presente co n un proprio stand ne ll a rea IBX, Innovazio ne per il Business expo, dedicata all'innovazione delle imprese ed al genio made in Italy, con un area dedicata alle «Startup», agli «Acceleratori di innovazio ne» ed una dedicata alle «Agevolazio ni e strumenti f inanziari».

12 Partecipate camerali: Tecnologia & Design 36

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14 Monitor Economia : Consistenza Impresa 38 AGGIORNAMENTO CONGIUNTURALE SULLA CONSISTENZA DELLE IMPRESE ATTIVE IN PROVINCIA DI TREVISO AL 30 SETTEMBRE 2013 Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso Alla fine del te rzo trimestre 2013, in provincia di Treviso, sono presenti sedi di impresa attive, 339 unità in meno rispetto al precedente trimestre (-0,4%) e unità in meno rispetto allo stesso perio do dell anno precedente (-2,1%). SEDI D'IMPRESA ATTIVE IN PROVINCIA DI TREVISO TOTALE SETTORI ATECO 2007 (ESCL. AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA) SERIE STORICA VALORI ASSOLUTI 1 TRIM TRIM L agricoltura permane il settore che contribuisce maggiormente a questa diminuzione per ragioni più volte dette 1 : sono infatti scese a le imprese agricole evidenzia ndo un saldo nega tivo di -332 unità rispe tto a l bila ncio di me tà anno (-2,2%) e -765 unità ris pe tto allo s tesso pe rio do de ll anno precedente (-4,9%). Al netto de l setto re primario la consis tenza di imprese a ttive provincia li s i è mante nuta su livelli pressoché stazio nari rispetto a l trimestre precedente con unità (- 7 imprese; - 0,01%) nonos tante perma nga co munque una forte diminuzione rispe tto allo stesso trimestre dell anno precedente ( unità; -1,5%). A parte quanto segnalato per il settore agricoltura s i evide nziano gli altri comparti o settori interessati dalle più signif icative diminuzioni a livello congiunturale e te ndenziale: 1. il settore delle costruzio ni co n -85 imprese rispetto al trimestre precedente (-0,7%) e -628 unità ris petto a l terzo trimestre dell anno sco rso (-4,7%); 2. il comparto dei servizi alle imprese permane stazio nario su base congiuntura le e in lieve crescita su base tende nzia le, a parte il setto re trasporti e magazzinaggio che perde -55 imprese nell ultimo trimestre (-2,6%) e -140 unità negli ultimi dodic i mesi (-6,3%); 3. il comparto manifa tturiero con -31 imprese rispetto a giugno 2013 (-0,3%) e -383 unità su base annua (-3,4%). In partico lare nel ma nifatturiero i co mparti o settori che subiscono le maggio ri co ntrazioni sono: l indus tria me talmeccanica: subisce una ulteriore co ntrazio ne di -15 imprese ri- 1 1 Vedi report n. 9 di luglio 2013 della collana Congiuntura & Approfondimenti. spetto allo s tock di giugno 2013 (-0,4%) e si posiziona a -127 unità rispetto alla consistenza dello stesso periodo di un anno fa (-3,2%); le perdite sono concentrate soprattutto ne l segmento de lla carpenteria metallica e in quello de lla fabbricazione di macchinari; in pos itivo solo il risultato congiunturale della fabbricazione di ap parecchiature elettriche (+4 imprese; +0,9%); il siste ma moda: perde ne l trimestre -14 imprese a ttive (-0,8%) di cui -4 unità nell ind ustria tessile (-1,3%) e -10 unità nell abbig liam ento (-0,9%); su base annuale il bilancio negativo è di -103 imprese (-5,4%) di cui metà nell ab bigliamento. L industria delle calza ture rima ne invece stazionaria su base congiunturale, ma perde 33 unità su base tendenzia le (- 8,0%). il legno-arredo: anche in questo comparto la cons istenza de lle imprese si contrae sia su base trimestra le (-13 imprese; - 0,6%) c he annuale (-108 unità; -4,9%); la perdita su base trimestra le è concentrata unicame nte ne ll ind ustria d el mobile mentre su base a nnua le si registra una diminuzione s ia ne ll ind ustria d el mobile (-70 imprese; -5,8%) che in quella del legno (-38 unità; -3,8%). Passando all analisi degli altri settori merceologici si rileva anche per il settore del commercio un anda mento positivo solo a livello trimes trale (+21 imprese; +0,1%) gene rato dal segme nto del comm ercio all ingrosso che cresce di 28 unità (+0,3%) rispetto a giugno 2013; diversa invece la dinamica del commercio al dettaglio che ris ulta stazionario rispetto al trimes tre precedente, in perdita rispetto all a nno precedente (-92 imprese; -1,1%). In bilanc io positivo, su tutti i periodi osservati, il se ttore alloggio e ristorazione con +30 imprese rispe tto a giugno 2013 (+0,7%), +53 unità rispetto a settembre 2012 (+1,2%) e +328 unità rispe tto a settembre 2008 (+8,2%). Anche il comparto dei ser vizi all e i mprese chiude il trimestre in positivo: +4 unità su base congiunturale, +32 unità su base tendenzia le (+0,2%). Il saldo pos itivo è trainato dai servizi a lle imprese in senso stretto che recuperano be ne sia rispe tto alla consis tenza del secondo trimestre con +58 imprese (+0,7%), sia rispetto a quella dello stesso periodo de ll anno scorso con 155 imprese (+1,9%). In sostanziale s tazio narietà il settore

15 Monitor Economia : Consistenza Impresa 39 delle attività immobiliari. In negativo so lo il settore de i trasporti e magazzinagg io di cui si è detto sopra. Stesso trend positivo anc he per il co mparto dei servizi all e p erson e: guadagna +4 imprese rispe tto al trimestre precede nte, +29 imprese rispetto allo stesso trimes tre de ll anno precede nte. La crescita su base tende nzia le e di lungo pe riodo è sta ta genera ta princ ipa lmente dal setto re della sanità e assistenza sociale e da quello delle attività artistiche, spo rtive e di intrattenimento. SEDI D'IMPRESA ATTIVE IN PROVINCIA DI TREVISO: MANIFATTURIERO, COSTRUZIONI E SERVIZI NUMERI INDICE (BASE 1 TRIM. 2009= TRIM TRIM SEDI D'IMPRESA ATTIVE IN PROVINCIA DI TREVISO: COMMERCIO ALL'INGROSSO E AL DETTAGLIO, ALLOGGIO E RISTORA ZIONE NUMERI INDICE (BASE 1 TRIM. 2009= TRIM TRIM SEDI D'IMPRESA ATTIVE IN PROVINCIA DI TREVISO: TRASPORTI E MAGAZZINAGGIO, ALTRI SERVIZI ALLE IMPRESE E S ERVIZI ALLE PERSONE NUMERI INDICE (BASE 1 TRIM. 2009= TRIM TRIM

16 Monitor Economia : Consistenza Impresa 40 CONSISTENZA IMPRESE ATTIVE PER SETTORI ECONOMICI IN PROVINCIA DI TREVISO DATI AL 3 TRIMESTRE 2013 E CONFRONTO IL TRIMESTRE PRECEDENTE, LO STESSO TRIMESTRE DEL 2012 E COL TERZO TRIMESTRE 2008 L Approfondimento completo, a cura dell Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, è consultabile sul sito camerale nella sezione Studi e Ricerche/Analisi Censimenti all indirizzo:

17 Monitor Economia : Consistenza Impresa 41 NATALITÀ E MORTALITÀ D IMPRESA: AGGIORNAMENTO AL 30 SETTEMBRE 2013 Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso Nei primi nove mesi del 2013 il sa ldo fra ape r- ture e chiusure di imprese, nella provincia di Treviso, è stato pari a unità. Il sa ldo è determinato da iscrizioni (-26 unità rispetto allo stesso perio do dello scorso anno) e cessazioni (+582 unità sullo scorso anno).con rife rime nto a lle iscrizio ni, il 28,6% delle imprese na te ne i primi nove mesi dell anno ha alla guida, in via prevalente o esclusiva, imprenditori co n meno di 35 anni 1 (con un aumento di 52 unità rispetto a llo stesso periodo del 2012). Il 27% delle iscrizio ni totali riguarda invece le imprese in cui la conduzione è in rosa (+51 unità rispetto a llo scorso anno).il 18,5% de lle imprese isc ritte, è invece guidato, in via prevalente o esclusiva, da imprenditori di nazio nalità stranie ra (in diminuzione di 19 unità rispe tto ai primi nove mesi del 2012). Da notare infine la quo ta di iscrizio ni che interessa le imprese condotte da giovani impre nditrici: esse rappresenta no il 30% circa delle iscrizioni giovanili (e femminili) nel complesso e presentano una crescita pressoché costante nel co rso degli ultimi tre anni. Dall entrata in vigore di Co munica 2 l ana lisi dei flussi di iscrizione per settore di attiv ità economica no n può c he essere parziale a causa de lla fetta rilevante di imprese che non ha un prec i- so codice di attività al mome nto dell iscrizione e che perta nto confluisce nella sezione dedicata alle imprese non classificate. Con rife rime n- to ai flussi di cessazione, invece, emerge c he il 22,7% de lle imprese cessate ne i primi nove mesi de l 2013 a ppartiene al settore agrico lo, che registra un aumento di 559 cessazio ni rispetto allo stesso periodo de l 2012, seguono con 21,2% de lle cessazioni il comme rcio all ingrosso e de ttaglio (+12 unità sullo scorso anno), con il 16,7% le costruzioni (+61 cessazioni) e con il 12,8% le attività manifatturiere (+45 cessazio ni). ISCRIZIONI E CESSAZIONI IN PROVINCIA DI TREVISO. FLUSSO CUMULATO PRIMI 9 MESI. ANNI (VALORI ASSOLUTI) ISCRIZIONI IN PROVINCIA DI TREVISO. FLUSSO CUMULATO PRIMI 9 MESI. ANNI TOTALE IMPRESE, DI CUI IMPRESE GIOVANILI, FEMMINILI E STRANIERE CESSAZIONI PER SEZIONE DI ATTIVITÀ ECONOMICA (ATECO 2007) NEI PRIMI NOVE MESI 2011, 2012 E 2013 PROVINCIA DI TREVISO (VALORI E VARIAZIONI ASSOLUTE, COMPOSIZIONE PERCENTUALE) 1I l criterio per il calcolo del numero di imprese giovanili, femminili e straniere è il seguente: è estratto l insieme delle imprese in cui la partecipazione al capitale sociale e/o alle cariche amministrative di persone al di sotto dei 35 anni (oppure di genere femminile o straniere) risulta complessivamente superiore al 50%, mediando tra le quote di partecipazione al capitale. 2 Dal 1 aprile 2010 è attivo il servizio ComUnica che permette di ottemperare agli obblighi di legge verso Camere di Commercio, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate, inoltrando la Comunicazione Unica ad un solo destinatario che si fa carico di trasmettere agli altri Enti le informazioni di competenza di ciascuno. Tale servizio è divenuto l unica modalità per denunciare una nuova impresa o modificare un impresa già esistente. Questo strumento consente di iscriversi senza dare un indicazione puntuale dell attività economica svolta e solo con la successiva dichiarazione di inizio attività viene attribuito il codice del settore economico di appartenenza.

18 Monitor Economia : Consistenza Impresa 42 APERTURE DI PROCEDURE CONCORSUALI PER SEZIONI DI ATTIVITÀ ECONOMICA (ATECO 2007). PROVINCIA DI TREVISO PRIMI 9 MESI (VALORI E VARIAZIONI ASSOLUTE) Fra le varie cause che possono portare alla cessazione di un impresa, l analisi si sofferma in particolare sui f lussi di aperture co ncorsua li e di scioglimento/liquidazione che risultano entrambe in aume nto rispe tto ai primi nove mesi del Le ap erture di procedure concorsu ali sono complessivamente 216 nei primi nove mesi del 2013, di cui quasi il 30% verifica tosi nel corso dell ultimo trimestre. Nel complesso sono 56 gli eventi in più rispetto al co rrisponde nte periodo dello scorso a nno, ma va precisa to che quasi l 80% de ll incremento si è registra to ne l corso del primo semestre. Le ap erture di scioglimento/liquidazione sono da inizio anno (+51 eventi rispetto ai primi 9 mesi del 2012). Il 32,4% delle aperture di scioglimento/liquidazione è avvenuto nel corso dell ultimo trimestre. Con rife rime nto a i setto ri eco nomic i, quasi un apertura di procedure co ncorsua li su due rigua rda il ma nifatturiero (n. 91 eventi registrati nei primi nove mesi de l 2013), le rimane nti si concentrano per 23,1% ne lle costruzio ni (n. 50 eventi) e per il 12% nel commerc io (n. 26 eventi). Per quanto riguarda le aperture di scioglimento/ liquidazione, quasi una su cinque interessa il commercio (n. 217 eventi da inizio anno), seguono con il 15,5% degli eventi complessivi le attività manifa tturiere (n. 169 eventi), le costruzioni con il 14,3% (n. 156 eventi) e le attività di allo g- gio e ristorazione co n il 9,2% (n. 100 eventi). APERTURE DI SCIOGLIMENTI E LIQUIDAZIONI(*) PER SEZIONI DI ATTIVITÀ ECONOMICA (ATECO 2007). PROVINCIA DI TREVISO PRIMI 9 MESI (VALORI E VARIAZIONI ASSOLUTE) (*)Il computo presentato in questa tavola è su base trimestrale e pertanto esclude le imprese che hanno aperto lo scioglimento e la liquidazione e sono cessate all interno dello stesso periodo di osservazione. Fonte: Elab.Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere L Approfondimento completo, a cura dell Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte della collana Congiuntura & Approfondimenti consultabile sul sito camerale all indirizzo:

19 Monitor Economia : Start-up innovative 43 LE START UP INNOVATIVE Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso A fine settembre 2013 salgo no a le imprese registrate a livello naziona le nella sezione del Registro Imprese dedicata alle Start up innovative 1 ; di queste più de lla metà so no co n- centrate nelle regioni de l No rd Ita lia (60,8%), a loro vo lta equamente distribuite fra il Nord Ovest (31,3%) ed il Nord Est (29,5%), me ntre il rimanente 39,2% ha la sede ne lle regioni centrali o del Sud Ita lia e Isole. Le Sta rt up innovative risultano in a umento di 217 unità rispetto all inizio di luglio, ma la crescita riguarda in particolare le province di M ila no, Roma e Torino, province c he co ntribuiscono in maniera s ignifica tiva all aumento regis trato dalle ris pettive regioni a fronte di inc rementi più contenuti negli altri territori. Rimane di co nseguenza la Lo mbardia la re gio ne italiana con il maggior numero di Start up innovative (227, +43 unità), seguita dall Emilia- Romagna (128, +18 unità), Lazio (113, +27 unità) e Piemo nte (111, +20 unità). Il Vene to, con una cons istenza di 110 imprese, si colloca al quinto posto a livello naziona le (+15 unità). Va tuttavia segna lato che in quest ultima regio ne le imprese re gistrate risultano sosta nzia lmente distribuite fra le principa li province, in ana logia ad Emilia-Romagna e Toscana (a l sesto pos to con 89 imprese registrate), mentre in Lo mbardia, Piemonte e Lazio le Sta rt up sono per lo più concentrate nella provinc ia capoluogo di regione. La provincia di Treviso, con 24 imprese registrate, rimane pressoché stabile come dinamica (+4 unità), colloca ndosi a l dodices imo posto a livello naziona le e al seco ndo ne l Veneto dopo Padova (35), che de tiene il primato a livello regiona le. Scendendo a l de ttaglio comunale e merge co me le Start up innovative hanno la loro sede principalmente nella città capoluogo di provinc ia, con qualche eccezione co me la provinc ia di T reviso dove sono per lo più c oncentrate ne l Comune di Roncade, laddove cioè sono presenti investitori istituzionali, piuttosto che incubatori e acceleratori d impresa, poli universitari o parchi scientifici che co ntribuiscono in maniera de terminante alla nascita e alla cresc ita di queste imprese vocate all innovazione. IMPRESE REGISTRATE NELLA SEZIONE DELLE START UP INNOVATIVE. SITUAZIONE AL 30 SETTEMBRE 2013 GRADUATORIA DELLE REGIONI ITALIANE E CONTRIBUTO REGIONALE(*) ALLA CRESCITA 9 LUGLIO - 30 SETTEMBRE 2013 (VALORI ASSOLUTI E PERCENTUALI) GRADUATORIA PRIME 16 PROVINCE ITALIANE (VALORI ASSOLUTI) 1 Legge 221/2012, di conversione del Decreto Legge 179/2012, per la promozione dello sviluppo e della crescita del Paese. Il decreto, entrato in vigore il 19 dicembre 2012, definisce una Start up innovativa come una società di capitali di diritto italiano, costituita anche in forma cooperativa, o società europea avente sede fiscale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito

20 Monitor Economia : Start-up innovative 44 IMPRESE REGISTRATE NELLA SEZIONE DELLE START UP INNOVATIVE RIPARTIZIONI E PROVINCE VENETE. SITUAZIONE AL 30 SETTEMBRE 2013 (VALORI ASSOLUTI) Con riferimento ai settori economic i, a livello naziona le, delle Start up innovative il 77,9% opera nel comparto de l servizi alle imprese: di queste poco più del 40% si occupa di produzione di software e consulenza informatica, circa il 24% di ricerca e sviluppo e poco meno del 10% sono quelle impegna te nell attività dei servizi di info rmazione e altri servizi informa tic i. Anche ne lla provincia di Treviso, in maniera analoga a quanto osservato a livello nazionale, su 24 Sta rt up innovative la maggior parte opera nel comparto de i servizi alle imprese (19 unità). La metà di queste si dedica alla produzione di software e consulenza informa tica (10), mentre la quota rimanente si distribuisce principalmente fra l attività dei servizi di informazione e altri servizi informa tici (4) e l attività di ricerca e sviluppo (3). IMPRESE REGISTRATE NELLA SEZIONE DELLE START UP INNOVATIVE PER MACRO SETTORE DI ATTIVITÀ ECONOMICA PROVINCE VENETE. SITUAZIONE AL 30 SETTEMBRE 2013 (VALORI ASSOLUTI) L Approfondimento complet o, a cura dell Area S tudi e Sviluppo Econ omico T errit oriale, fa par te d ella c ollana Congiuntura & Approf ondimenti consultabile sul sito cam erale all indirizzo:

21 Monitor Economia : Contratti di rete 45 I CONTRATTI DI RETE: AGGIORNAMENTO AL 7 OTTOBRE 2013 Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso Il Contratto di rete è stato introdotto nell'ordinamento ita liano con l'art. 3 del decreto le gge 10 febbraio 2009, n. 5 convertito, con modif icazioni dalla Legge 9 a prile 2009, n. 33. Si tratta di un contratto plurilaterale di cooperazione interazienda le media nte il qua le le imprese possono collabora re, scambia rsi info rmazioni e prestazioni, esercitare in comune una o più attività rientranti ne l pro prio oggetto socia le. Le attività da svolgere con il contratto di rete costituisco no il programma comune. La no rmativa ha subìto, nel tempo, nume rose modifiche. Nel 2012, in particolare, è stata riconosciuta al contratto di rete la possibilità, nel caso in cui venga costituito un fondo patrimoniale comune e un o rgano comune destinato a svolgere attività con i terzi, di acquisire soggettività giuridica. Il contra tto di rete è soggetto ad iscrizione nel Registro delle Imprese. Se la rete non ha sogge t- tività giuridica il contratto viene iscritto nella sezione in cui è iscritta ciascuna impresa. Se la rete acquista so ggettività giuridica, la rete si iscrive in un apposita posizione ne lla sezio ne ordinaria del Registro Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede. Sulla base de i dati Infocamere, a l 7 ottobre 2013 risultano attivati in Ita lia co ntra tti di re te (520 in più di fine 2012) per un totale di imprese coinvolte. In provincia di Treviso si contano 11 c ontratti di rete in più rispetto alla fine dello scorso anno per un totale di 35 contratti in essere al 7 ottobre 2013 c he coinvolgo no 71 imprese provinc iali (erano 48 a fine anno). Si ric orda c he un co ntratto può coinvolge re sottoscritto ri di diversi territo ri provinciali, all interno o all este rno di uno stesso ambito regiona le. Guardando ai contratti c he ins istono sulla provincia di Treviso, più della metà res ta all interno de lla re gio ne (21) e poc o meno di un terzo co invo lge due regioni (9). Prevalgono i contratti con so ttoscrittori della stessa provinc ia o tutt a l più di due province (rispettivamente 9 e 12), ma vi so no anc he contratti c he insisto no in 5 e più province (fino a 18). Quanto alla numeros ità dei soggetti coinvolti, i contratti si distribuiscono abbasta nza equamente fra contra tti c he non s uperano i tre adere nti (14) e quelli che coinvolgono da quattro a nove imprese (15). Solo 6 co ntratti co involgono 10 imprese o più. Guardando ai settori eco nomic i, quasi la metà degli aderenti (35) appartie ne all industria in senso stretto (incluse le public utilities), seguono per nume rosità i so ttoscrittori dei serv izi (24) che in termini re lativi rappresentano poco più di un te rzo degli adere nti provincia li. Inf ine, sono passati da i 3 di f ine 2012 a 12, i so ttoscrittori appartene nti al settore delle costruzio ni (dal 6% al 17% dei so ttoscrittori tota li). Dal punto di vista della forma giuridica dominano le Società di capitali: in prov incia di Treviso 56 su 71 imprese aderenti rientrano in questa forma giuridica, pari ad una incidenza del 79% sul totale. Le altre tipo logie di forma giuridica rivestono un peso del tutto residua le: vi sono 11 sottoscrittori costituiti sotto forma di Socie tà di perso ne (16%), due Società Cooperative e due Imprese individua li. NUMEROSITÀ DEI CONTRATTI DI RETE E DELLE IMPRESE* CHE LI HANNO SOTTOSCRITTI, PER FORMA GIURIDICA E AGGREGATI ECONOMICI (ATECO 2007). PROVINCIA DI TREVISO. SITUAZIONE AL 6 MARZO E 29 DICEMBRE 2012 ED AL 7 OTTOBRE 2013(VALORI E VARIAZIONI ASSOLUTE) L Approfondimento complet o, a cura dell Area S tudi e Sviluppo Econ omico T errit oriale, fa par te d ella c ollana Congiuntura & Approf ondimenti consultabile sul sito cam erale all indirizzo:

22 Analisi Censimenti 46 CENSIMENTI ECONOMICI 2011: I PRIMI RISULTATI SULLE CARATTE- RISTICHE ED EVOLUZIONE DEL NON PROFIT IN PROVINCIA Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso Il Censimento delle istituzioni non profit ha rilevato in provincia di Treviso istituzio ni non prof it (c resciute de l 37,1% rispe tto al 2001, quando erano 3.774). COMPOSIZIONE DELLE ISTITUZIONI NON PROFIT DELLA PROVINCIA DI TREVISO PER SETTORE DI ATTIVITÀ ECONOMICA E FORMA GIURIDICA (VALORI PERCENTUALI) L insieme de lle risorse uma ne su cui possono contare le istituzioni non profit provinciali è decisame nte cons istente. I volontari superano le unità e rappresentano la quota princ ipale (86,3%), con una cresc ita del 30% rispetto alla rilevazio ne precedente. Gli addetti sono oltre e pesano complessivamente quasi il 10%, mentre i lavora tori esterni e quelli temporanei sfiora no il 4% sul totale (4.137 unità ), ma a ppaio no più che triplicati ris petto al 2001, qua ndo risultavano poco più di Il settore delle attività sportive, artistiche, cultura li e d intrattenimento resta l ambito d azio ne in cui s i adde nsa il maggio r numero delle istituzioni non profit censite in provincia (2.581, la metà del tota le). In termini occupazionali, tuttavia, ques te realtà si reggono soprattutto sul co ntributo de i volontari (38.552, pari al 42% del totale volontari censiti). Per alcune figure, come istruttori e allenatori spo rtivi, si ricorre a lavoratori esterni e tempora nei (2.288 dei censiti). Poche centinaia sono invece gli adde tti in pianta stabile del setto re (321, pari a l 3% de i addetti complessivi). censite (492 ne lla sanità ed assistenza sociale; 334 nell istruzio ne), in termini di addetti si concentrano in questi due setto ri oltre l 80% degli adde tti provinciali censiti ne l non profit (rispettivamente: e addetti). Equamente dis tribuiti f ra i due settori sono i la v o ra t o r i e s te rn i o te m po ra ne i (rispe ttivamente, 529 e 555), mentre diverso è il peso dei volo ntari: sono nella sanità e assistenza sociale (il 12,5% del totale provinciale ) e ne ll istruzione. Guardando all evoluzione per settori nel decennio inter cen suario si osserva che in tutti i princ ipali settori d inte rvento c resce il numero di istituzioni presenti. Particolarmente dinamico appare il setto re de ll istruzione, che in termini re lativ i conosce i ma ggio ri increme nti s ia del numero di istituzioni attive (+65%, da 203 a 334) c he di addetti (+83,8%, da a 4.082). Segue per incremento del numero di is tituzioni il settore delle Attività a rtistiche, sportive, di intrattenimento e divertim ento (+ 50%). In termini rela tivi le riso rse umane co invo lte non sembrano aumentare con lo stesso passo (+33,6%), ma è un effetto dei gra ndi numeri. Nel setto re agli oltre volontari del 2001 se ne aggiungono altri Considerevole appare anche l inc remento delle altre risorse umane (da 607 a unità). Gli addetti si fermano a 321, ma risultavano 151 nel Seguono per numeros ità, le istituzio ni che svolgono a ttività di organizzaz ioni associative quali le relazioni sindacali e la rappresentanza di interessi (1.723 istituzioni pari al 33,3%). Qui si concentra l a ltra quota importa nte di volontari (38.322), ma non trascurabile è anche il co ntributo appo rtato dagli addetti (1.130, quasi l 11% degli adde tti complessivi) e dai lavoratori esterni o temporanei (755, il 18,2% delle altre risorse uma ne provincia li). PROVINCIA DI TREVISO: DINAMICA INTERCENSUARIA DELLE ISTITUZIONI NON PROFIT E DELLE RISORSE UMANE PER LE PRINCIPALI ATTIVITÀ ECONOMICHE (ATECO 2007). CENSIMENTI 2011 E 2001 (VARIAZIONI PERCENTUALI 2011/2001) La sanità ed assistenza sociale e l istruz ione restano gli ambiti nei qua li si c oncentrano le realtà più strutturate. Se è vero infatti c he vi operano poco meno del 16% de lle istituzio ni

23 Analisi Censimenti 47 Nelle A ltre attività di s ervizi e ne lla Sa nità e Assistenza sociale le realtà erano già strutturate diec i anni fa, e dunque gli incrementi vanno a collocars i inevitabilmente sotto la me dia prov inc ia le. Va c o munque se gna la to l aume nto della compo nente a ddetti a lle istituzioni no n profit o peranti in sanità: unità (+39,3%). PROVINCIA DI TREVISO: ISTITUZIONI NON PROFIT E RISORSE UMANE PER FORMA GIURIDICA. CENSIMENTI 2011 E 2001 (VALORI ASSOLUTI) Quanto alle forme giuridich e prescelte da l non prof it provincia le, si evidenzia c he il 66,4% de lle istituzio ni censite sono costituite sotto fo rma di Associazione non riconosciuta, ossia priva di personalità giuridica, cui si aggiunge un 22,4% di Associazioni riconosciute. Entrambe per lo svolgimento de lle loro a ttività si avvalgono quasi esclusivamente di personale volontario. Le Cooperative sociali pesano, nell universo no n pro fit, pe r appena il 2,5% (127 unità ), ma in esse si concentra o ltre la metà dei lavoratori dipende nti (o ltre unità). Anche le Fondazio ni attive in provincia al 31 dicembre 2011 ha nno un peso esiguo nel non prof it prov incia le (1,7%, 88 unità ), ma occupano quasi l 8% degli addetti. Il resta nte 7% delle istituzioni no n prof it provincia li (363 unità) aggregato nella voce Altra forma giuridica comprende principalmente gli enti ecclesiastici c ivilmente riconosciuti, i comita ti, le società di mutuo soccorso e altre istituzioni sanitarie o educative. Tali istituzioni impiegano in media un addetto ogni due volontari. Ovviamente il peso de lle diverse tipo logie di istituzioni così come il mix delle risorse umane impiegate varia a seconda del settore d intervento. Ne i settori de lle attività sportive, artistiche, cultura li e d intrattenim ento e de lle attività di organizzazioni associative si concentrano le Associazioni e la ma ggio r percentuale di volontari attivi e di a ltre risorse umane. Nei settori della Sanità e assistenza sociale e dell Istruzione aumenta il peso delle Cooperative socia li e de lle Fondazio ni, co n il ris ultato che il maggior numero di lavorato ri dipendenti risulta conce ntra to in questi settori. Nell Istruzione, ino ltre, è non trascurabile la presenza di istituzioni apparte nenti alla voce altra forma giuridica che contribuiscono no n poco al peso degli a ddetti in questo settore. Con tutta probabilità si tra tta principalme nte delle scuole di diverso ordine e grado dipendenti dagli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.

24 Analisi Censimenti 48 ISTITUZIONI NON PROFIT, ADDETTI, ALTRE RISORSE(A) E VOLONTARI PER SETTORE ECONOMICO (ATECO 2007) IN PROVINCIA DI TREVISO. CENSIMENTI 2001 E 2011 (VALORI ASSOLUTI E PERCENTUALI E VARIAZIONI PERCENTUALI 2011/2001) L Approfondimento completo, a cura dell Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, è consultabile sul sito camerale nella sezione Studi e Ricerche/Analisi Censimenti all indirizzo:

25 Le aziende di successo che sfidano la crisi 49 ORMET SPA INTERVISTA A DIEGO TOMESELLA AMMINISTRATORE DELEGATO DI ORMET SPA E ALBERTO FRANCESCHINI, EXPORT SALES MANAGER Intervista a Diego Tom esella Amministrato re delegato di Ormet Spa e Alberto Franc eschini, Export Sales Manager 1/Buongiorno Tomesell a ci può raccontare di cosa si occupa l a su a aziend a? Fonda ta nel 1972 co me officina di riparazione e manutenzione di autoca rri e macchine edili, Ormet ha sempre cercato di operare in setto ri di nicc hia in modo innovativo. Infatti, poco dopo la s ua nascita è s tata l azienda che ha introdotto nel nostro te rritorio la gru idraulica da autocarro, che era un attrezzatura sconosciuta, innovativa e dalle gra ndi potenzia lità per un econo mia in f orte sviluppo co me que lla trevigia na del finire degli anni 70 e tale è stata per o ltre 20 anni. L esperienza maturata nel corso degli anni 80 e 90 che hanno rappresenta to un periodo di consolidamento dell a ttiv ità storica, ha creato le basi per pote r sviluppare negli ultimi 15 anni diversi filo ni di attività c he oggi sono identifica ti c on dei marchi specif ici, tutti afferenti a lla me desima ragione soc iale. Ormet S.p.A. oggi, attraverso i marchi Jekko, Overmat e Basket&Platform progetta e distribuisce in tutto il mondo molteplici prodotti che afferiscono non solo al settore della mov i- mentazione e del sollevamento, ovvero alla sua storia, ma si spingono anche ne l settore dei processi automatici per il moderno cantiere di produzio ne edile. Un'unica ragione soc iale pertanto, Ormet, ma con dei marchi distinti e caratterizzati, ciascuno con un pro prio staff e una rete di vendita e assistenza specif ica. Alberto, area manager de lla divis ione Jekko, do po un e s pe rie nza ne lla div is io ne Lift&Handling, si occupa oggi di a lcuni mercati esteri di Jekko, ovvero la divisione che progetta, costruisce e vende minigru cingo late e altri mezzi di sollevamento. A completare il quadro de lle diffe renti divisioni (nel complesso sono c inque) rima ne sempre la divisione Service, che è stata e sarà sempre una pietra miliare per l azie nda, perché siamo convinti che solo attraverso un servizio postvendita di qualità si possa realmente fidelizzare un c liente e sviluppare un merca to. Ovviamente i cinque setto ri si differenziano non solo per il tipo di prodotto e di servizio offerto, ma anche per la c lientela ed i mercati di riferimento. Ad esempio, il mercato de lle minigru esporta il 95% a ll'este ro di cui più del 50% extra UE; stesso trend per le piattaforme porta operatore. Overmat (che produce miscelatori semoventi auto matic i per l e dilizia) ha come riferime nto il merca to UE con un esportazione pa ri al 50%. La commercia lizzazione delle gru è un merca to prevalentemente nazionale, mentre l'assis tenza ha una realtà locale. Insomma, i nostri c lienti parlano da l diale tto trevisano a quello s icilia no, dall inglese al porto ghese, fino a l sempre più importante cinese alla fine cambia solo il linguaggio, ma al cliente il messaggio ne lla sua essenza è sempre trasmesso in mo do chiaro. 2/Quali sono stati e quali sono gli interventi innovativi che avete apportato nel prodotto e nei processi? [ Come anticipa to sopra, la filosofia di O rmet è sempre stata sin dalle origini que lla di cercare l'eccellenza in settori di nicc hia ce rcando nuove sfide da affrontare con creatività ed innovazione. Proprio nel perio do del boom edilizio dei primi anni 2000, quando il fatturato generato da lla commercia lizzazio ne della gru a ganc io co priva il 80% del tota le e proveniva maggiormente dalle provinc ie de l nord est si sono sviluppati i prodotti che oggi garantisco no la vitalità dell azie nda

26 Le aziende di successo che sfidano la crisi 50 ORMET SPA L'aver pe nsato in que l pe riodo anc he ad altri prodo tti c he potessero essere veicolati anche al d f uori del territo rio loca le, poteva sembrare un investimento improduttivo. Oggi questi prodo tti, che so no espo rtati in tutti i mercati UE ed e xtra UE, rappresentano l alterna tiva ad un merca to lo cale stagnante, affo llato e poco redditizio. La vera innovazione presente in Ormet no n è pertanto un pro dotto in se stesso, ma la capacità che hanno le persone c he la compongono di affro ntare c on intellige nza, creatività e impegno le sf ide che il merca to ci pone. 3/Fare prodotti innovativi aiuta ad affrontare l a competizione global e? Assolutamente si. Non potendo essere competitivi in ambito internazio nale in termini di costo del lavoro, l unica alternativa per una azienda ita liana è que lla di puntare sull innovazio ne e sulla qua lità. Il prodo tto Italiano ha una co mpo nente crea tiva che gli altri non hanno, frutto della nostra storia e della nostra c ultura. 4/Che importanza h a avuto il contesto ambientale. Avere cioè la sede nel trevigiano? La realtà trevigia na è fa tta di molte piccole realtà, che ben si prestano a collaborare come terzisti nella realizzazione delle nostre attrezzature. Noi, infatti, abbiamo investito e sviluppato qui gli aspetti pro gettuali, di marketing e post vendita dei nostri prodo tti. Gli aspetti produttivi sono per noi limita ti al solo assemblaggio finale, pertanto utilizziamo ampiamente de lle sinergie produttive che una realtà varia, competitiva e flessibile come que lla trevigia na ci può offrire nella realizzazione delle co mpone ntistic he e parti a disegno. 5/Ci può raccontar e un a best practice, un intervento di parti colare rilevanz a che ha richiesto la vostra specifica competenza? Qui preferisco che s ia Alberto a racco ntare una sua esperienza. Me ne vengono in mente due di espe rienze che ci hanno permesso di essere vincenti grazie alla nos tra competenza : la prima è riferita ad una gara in Olanda dove veniva richiesta una gru per particolari tipi di intervento su una linea ferroviaria. Sicc ome la linea fe rroviaria no n po teva essere inte rrotta, era ric hiesta una macc hina con partico lari sensori c he evitasse c he, anche accide nta l- mente, la gru potesse tocca re i cavi elettrici o invadere la corsia de l tre no. Avendo noi una gru dotata di un sistema elettronico preimpostabile de nominato Virtual Wall o muro virtuale, abbiamo potuto fo rnire quest optional che si è rivelato fondamentale per questo tipo di lavoro. Il secondo intervento invece ha messo in evidenza c ome la flessibilità tipica Italiana deve essere vista come opportunità da sfruttare. In competizione con altre due azie n- de giapponesi, c i è richiesta una s pecifica macchina da far lavora re all interno di una centrale nuc leare tedesca. Una specif ica si riferiva a ll alimentazione che doveva necessariamente essere a batteria. Né i co ncorre nti né noi avevamo a catalogo ta le macchina, ma grazie ad una nostra rispos ta molto rea ttiva ed ad una proposta seria e strutturata, siamo riusciti a sviluppare a tempo record una minigru spec ifica. Italia Giappo ne 2 a 0. 6/Quali suggerim enti potete dar e alle imprese ch e intendono far e innovazione, intendendo per in novazione r ompere un processo precedentemente c ostituito, realizzare qualcosa di conosciut o, ma producendolo in modo nuov o. Consiglio di dimenticare lo stato dell arte e i concetti dati per assodati. Mo lte volte ci diamo delle risposte sconta te perché non abbiamo analizza to co n suff iciente rigo re ed ape rtura le domande c he ci vengo no pos te. Porto un esempio che è per noi mo lto signif i- cativo: con le nostre minigru Jekko, mo lto spesso riusciamo a svolgere un lavoro che normalmente viene realizzato da una macchina che è da 10 a 20 volte più grande, ma solo perché abbiamo cambiato il sistema di riferimento. Infatti, anzic hé avere una gru mo lto po tente (e grande) c he si posiziona lo ntano dal carico, abbiamo una gru molto piccola, che s i avvicina dove serve fare il lavoro. Riguardare oggi a questa idea, in un co ntesto che cerca soluzioni a basso consumo energetico e di materie prime, ingombro ridotto in un contesto sovraffo lla to, mi fa osservare che è sicuramente un idea che precorre i tempi e rappresenta in mo do signif icativo il conce tto di innovazione, se intesa come inte rpretazione nuova di una esige nza conso lidata. Molto s pesso è la soluzio ne più semplice (vista con il senno di poi) che richiede maggiore creatività ed innovazio ne! Ringraziamo pe r la gentile dispo nibilità all intervista D iego Tomesella Amminis trato re delegato di Orme t Spa e Alberto Fra nceschini, Export Sa les Manager Ormet è un azie nda presente ne l data base del sito econo mico www. trevis os ystem.c om nella sezione TvDotCom le aziend e di Treviso in rete.

27 Gli stage presso la Camera di Commercio 51 LE ATTIVITÀ DI STAGE PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO. IL RAPPORTO DELL ENTE CON LE SCUOLE DEL TERRITORIO LO STAGE ALL ISISSS F. BESTA Sia nella scuola s ia nel mondo del lavoro è diventato agire quo tidiano parla re, confrontarsi e cos truire pe rcorsi di s tage e di a lternanza scuo la lavoro. In realtà la dif fusio ne sis tematica di questa mo dalità di tirocinio, inserimento ne l mondo de l lavoro ha origini lonta ne ed è sempre stata, a partire dalla Riforma de l Progetto 92, una specif icità e peculiarità limitata e foca lizzata per gli istituti Professio nali. Per il nostro Istituto l I.S.I.S.S. F. Besta di Trevi so, Scuola C ommerc iale istituita nel lontano 1925 e diventata poi Istituto Professio nale, lo stage è da sempre punto di forza, canale privilegiato, prassi c onsolidata c on le Aziende, gli S tudi professiona li c he costituiscono la struttura econo mica de lla Marca trevigiana. Gli studenti dal terzo anno hanno un primo approccio con il mondo del lavoro con uno stage di tre settimane. Per questa prima esperienza lavorativa sono stati privilegiati gli U ffic i della Pubblica Amministrazione (Comune, INPS, INAIL, Prefettura, Tribuna le), CCIAA, Studi professiona li, Assicurazioni. Sempre all inte rno delle buone prassi conso lida te ne gli anni sono state s tipula te convenzioni co n Prefettura e il Tribunale di Treviso che consentono agli stude nti di partecipare a uno stage vo lontario che co nsiste in un po meriggio alla settimana a partire da l mese di novembre per poi intensif icare l esperienza co n tre se ttimane alla fine dell a nno sco lastico ed eventua lmente nel perio do estivo. Lo stage ha quindi l obiettivo di far acquisire competenze sociali e professionali l allievo deve essere in grado di saper approcciarsi alla situazione lavorativa, relazionarsi a persone, processi e problemi. Deve, inoltre, saper identifica re ruoli, funzioni e sapersi adegua re e svolgere le mansioni assegna te sia in aff iancamento agli operatori effettivi o in co mple ta auto nomia. Nel periodo di sta ge gli studenti sono seguiti da un "tutor sco lastico " e da un "tutor azienda le"; l esperienza si termina con una valutazione da pa rte de ll azienda, una re lazio ne dello studente, corretta e co ndivisa in c lasse. Questa prima esperienza di ingresso e c onoscenza del mondo del lavoro è ulterio rmente raffo rzata e costituisce mome nto di crescita perso nale e professio nale nello stage di c lasse quarta, che consis te in c inque settimane di Altern anza Scuol a L avoro. Ques ta seconda esperienza è effettuata in azie nde de l territorio alcune delle quali hanno con l ISISS F. Besta una collabo razio ne storica nel tempo conso lida ta e prof icua. I nostri studenti spesso trovano un inserimento lavorativo proprio nella stessa azienda nella quale si sono fatti conoscere e apprezzare nel periodo di stag e. L obiettivo è quindi non so lo capire que llo che richiede il mo ndo de l lavoro, ma anche di co nfrontare quello che è il percorso sco lastico, pe rsonale in f unzione a quello professiona le, verificare che quello c he si impara a scuo la possa anc he essere messo in pratica nel mondo del lavoro. Tutto questo, è dimostrato, favorisce l a utostima e la c onsapevolezza delle proprie co mpetenze e abilità f ondame ntali ne lla cos truzione di un curric ulum. In questo numero siamo lieti di intervista re Silvia Bordignon studentessa dell istituto ISS Besta di Treviso. Silvia Bordigno n Anno di nascita: 1995 Località in cui vive: Padernello di Paese Classe: 4 Sezione: C sc Indirizzo di s tudi: I.S.I.S.S. F. Besta, Servizi commercia li ambito comme rciale Orientamento per scelta universitaria o lavorativa: Segretaria d azie nda Durata stage: Intero mese di Luglio Presso uffic io Segrete ria Genera le della CCIAA Cara Silvi a h ai svolto lo stag e pr esso l a Camera di Commercio di Trevi so. Quali erano l e tu e m ansioni? Nell Uffic io Segreteria, dove ho svolto lo stage, le mie mansioni erano il controllo della posta elettronica, smistame nto di giornali e la s tesura di varie lette re. Hai trovato difficoltà nello svolgere le man - sioni indicate? Non ho trovato nessuna diffico ltà in quanto il personale dell Uff icio mi è sempre stato di gra nde aiuto ed è sempre stato mo lto dispo nibile. Nei mesi di stage quali sono state le espe- rienze più significative che pensi siano importanti per i tuoi futuri impegni? Sicuramente l apprendere che la Camera di Commercio è un organo indis pensabile per una c ittà come Treviso e l essermi abituata ad assumermi le mie responsabilità ne i co nfronti delle perso ne a cui ero stata affiancata mi ha portato a completare il mio lavoro in maniera del tutto professionale. Ti sei sentita accolta con f avore nell ufficio in cui hai svolto lo stage? Mi sono trovata benissimo! Tutte le perso ne con cui sono entrata in contatto per tutta la durata dello sta ge si sono rivela te ottimi insegnanti e mi hanno fa tto a pprezza re

28 Gli stage presso la Camera di Commercio 52 tutto l ambiente de lla Came ra di Co mmerc io. Perch é h ai scelto o accettato di svolg ere lo stag e presso la CCIAA? Mi è stato consigliato di svolgere lo stage in CCIAA e ho subito pensato che sarebbe stata un o ttima esperie nza. Quali consigli d aresti ai tuoi colleghi studenti n ell affrontar e un ambiente di lavoro nell a modalità di stage? Il rispetto per le persone più grandi e l assumers i le proprie responsabilità hanno un gran peso ma anche l atte nzio ne a cose che possono sembrare di poca importanza, co me l essere puntuali e precisi nei lavori da svo lgere. Che idea ti sei f atta d el ruolo dell a Camer a di Commercio per i cittadini? La CCIAA è un organo molto impo rtante per i cittadini c he vogliono inserirsi nel mondo de lle Aziende pe rché offre tutti gli s trume nti e i servizi necessari all impresa (vedi ad esempio la consultazione de l Registro Imprese on- line). La redazio ne di EMT ringrazia la studentessa Silvia Bordignon per la gentile dispo nibilità all intervista.

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30 La biblioteca camerale informa 54 SELEZIONE ARTICOLI: ESPROPRIAZIONI Gli artico li, individuati effettuando lo spoglio di riviste spec ializzate, sono dispo nibili ne l testo integra le presso la biblioteca camera le. Titolo Autore/i Periodico, fascicolo, pagg. Edizione Espropriazione forzata e diritto di abitazione Gasbarrini, Elisabetta Studi e materiali, 3/2013, Milano : Ipsoa Certificazione energetica ed espropriazione forzata Gasbarrini, Elisabetta Studi e materiali, 2/2012, Milano : Ipsoa Le prime pronunce della giurisprudenza amministrativa dopo la dichiarazione di incostituzionalità dell'art. 43 t.u. espropriazioni Barozzi Reggiani, Giovanni Il diritto dell'economia, 1/2011, Modena : Mucchi Recenti sviluppi in materia di espropriazione per pubblica utilità alla luce Nunziata, Massimo Il foro amministrativo T.A.R., 10/2011, Milano : Giuffrè della sentenza della Corte costituzionale n. 293 del 2010 e del nuovo art. 42- bis del testo unico sugli espropri Campane a morto per le espropriazioni "indirette" Barozzi Reggiani, Giovanni Il diritto dell'economia, 4/2010, Modena : Mucchi L'espropriazione per pubblica utilità. Atti emessi in carenza sopravvenuta di potestà ablatoria e pregiudiziale amministrativa Scaglione, Francesco Rassegna Avvocatura dello Stato, 3/2010, Roma : Avvocatura generale dello Stato Recenti affermazioni giurisprudenziali in materia di espropriazioni Garri, Francesco Il foro amministrativo C.d.S., 4/2010, Milano : Giuffrè Rilevanza della trascrizione dell'accettazione dell'eredità nelle procedure di espropriazione forzata immobiliare e ruolo del giudice in caso di omissione Acquisizione amministrativa e acquisizione giudiziaria nel sistema delle espropriazioni per pubblica utilità Campanile, Maria Rosaria Studi e materiali, 3/2009, Milano : Ipsoa Volpe, Francesco Giustizia amministrativa, 3/2008, Roma : IPZS I presupposti dell'espropriazione per utilità generale Rampulla, Francesco Ciro Il diritto dell'economia, 2/2008, Modena : Mucchi Gli adempimenti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto in sede di espropriazione forzata delegata Il fenotipo espropriativo. Itinerari otto-novecenteschi in tema di espropriazione per pubblica utilità Fabiani, Ernesto ; Lomonaco, Annarita Studi e materiali, 1/2007, Milano : Giuffrè Rossi, Davide Diritto e società, 1/2007, Padova : Cedam La delega delle operazioni di vendita in sede di espropriazione forzata Fabiani, Ernesto Studi e materiali, 1/2007, Milano : Giuffrè immobiliare. Novità introdotte dalla riforma del 2005 e ricostruzione sistematica del nuovo istituto L'espropriazione fra Costituzione e CEDU Belfiore, Gianluca Giustizia amministrativa, 2/2007, Roma : IPZS Studio n /T e /E: Gli adempimenti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto in sede di espropriazione forzata delegata Fabiani, Ernesto ; Lomonaco, Annarita Studi e materiali, 2/2007, Milano : Giuffrè Ancora in tema di giurisdizione esclusiva (in particolare, in materia di Gasparini Casari, Vittorio Il diritto dell'economia, 2/2006, Modena : Mucchi espropriazione per P.U.) Modalità di espropriazione e "rispetto" dei beni (immobili) privati Scoca, Franco Diritto amministrativo, 3/2006, Milano : Giuffrè Espropriazione forzata delegata a notaio e registrazione del decreto di trasferimento dell'immobile espropriato Fabiani, Ernesto Studi e materiali, 1/2005, 3-17 Milano : Giuffrè Espropriazione forzata, pubblicità e privacy del debitore Fabiani, Ernesto Studi e materiali, 1/2005, Milano : Giuffrè Espropriazione forzata: ancora un intervento legislativo in tema di pubblicità dell'avviso di vendita (art. 490 c.p.c.) La sentenza n. 204 del 2004 della Corte Costituzionale: le implicazioni i n tema di occupazione ed espropriazione Le infrastrutture lineari energetiche e il testo unico in materia di espropriazione Le modifiche del codice di procedura civile previste dalla l. n. 80 del 2005: Appendice: La prassi del Tribunale di Monza in tema di espropriazione immobiliare e la l. n. 80 del 2005 Le modifiche del codice di procedura civile previste dalla l. n. 80 del 2005: Custodia e vendita nell'espropriazione immobiliare Fabiani, Ernesto Studi e materiali, 1/2005, Milano : Giuffrè De Nictolis, Rosanna ; Poli, Vito Il Consiglio di Stato, 2/2005, II, Roma : Italedi De Marzo, Giuseppe Il foro italiano, 2/2005, V, Bologna : Zanichelli Miele, Claudio Il foro italiano, 6/2005, V, Bologna : Zanichelli Fontana, Roberto Il foro italiano, 6/2005, V, Bologna : Zanichelli A cura di Anna Morandi n Ufficio Biblioteca Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale

31 La biblioteca camerale informa 55 BOLLETTINI BIBLIOGRAFICI MENSILI A cura di Anna Morandi n Ufficio Biblioteca Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale La biblio teca camerale effettua, sistematicame nte, lo spoglio di ogni fascico lo de lle riviste specializza te rite nute più autorevoli. Mensilmente vengono pubblica ti e resi disponibili in ne/selezio nearticoli_mese.asp i bo lle ttini biblio grafic i, completi di titoli e d autori, degli articoli contenuti in o gni singolo fascico lo. Nei bo x sottostanti, l'indice dei bo llettini rife riti agli ultimi due mesi con l'e lenco delle riviste s pogliate dispo nibili presso la biblio teca. ARTICOLI IN V ISTA N. 9/2013 (SETTEMBRE '13) Titolo del perio dico, n /anno del fasc icolo, da ti edito ria li CENSIS note & comm enti, 5-6/2013. Roma : C ensis Diritto p rocessuale amministrativo, 2/2013. Milano : Giuffrè Economia e diritto del terzia rio, 1/2013. M ilano : F. Angeli Politica economica, 3/2012. Bolog na : Il mulino REST Rivista di economia e sta tistica d el territorio, 2/ Milano : F. Angeli RIV Rassegna italiana di valutazione, 52/2012. Milano : F. Angeli Economia italia na, 1/ Roma : Unic red it Rivista del diritto commerciale e del diritto g enerale delle ob bligaz ioni, 3/2013. Padova : Piccin Economia italia na, 2/ Roma : Unic red it Rivista delle società, 4/2013. Mila no : Giuff rè Economia italia na, 3/ Roma : Unic red it Rivista di d iritto agrario, 2/ Milano : Giuffrè Economia italia na, 1/ Roma : Unic red it Rivista di d iritto finanz iario e scienza delle fina nze, 1/2013. Milano : Giuffrè Giurisprudenza commerciale, 3/2013. Milano : Giuff rè Rivista ita liana d i diritto d el lavoro, 3/2013. Milano : Giuffrè Giurisprudenza italiana, 7/2013. Torino : Utet Rivista ita liana d i politiche pubb liche, 2/ Bologna : Il mulino L'industria, 2/ Bologna : Il mulino Rivista trimestra le d i scienza d ell'amministrazione, 2/ Milano : F. Angeli Mercati e competitività, 3/2013. Mila no : F. Ang eli Sinerg ie, 91/2013. Verona : Cueim ARTICOLI IN V ISTA N. 10/2013 (OTTOBRE '13) Titolo del perio dico, n /anno del fasc icolo, da ti edito ria li Argomenti : Rivista d i economia, cultura e ricerca sociale, 38/2013. Mila no : F. Ang eli CENSIS note & comm enti, 7-8/2013. Roma : C ensis Consumatori diritti e m ercato, 2/2012. Milano : Altroconsumo Massimario di giurisprudenza del lavo ro, 10/ Milano : Gruppo 24 o re Mercato concorrenza regole, 2/ Bologna : Il mulino Micro & macro marketing, 2/2013. Bolog na : Il mulino Consumatori diritti e m ercato, 3/2012. Milano : Altroconsumo Diritto amm inistrativo, 1-2/2013. Milano : Giuffrè Economia e politica ind ustria le, 3/2013. Mila no : F. Ang eli Giornale di diritto amministrativo, 1 0/2013. M ilano : Ipsoa Giurisprudenza commerciale, 4/2013. Milano : Giuff rè Giurisprudenza italiana, 8-9/2013. Torino : U tet Il foro amministra tivo T.A.R., 7-8/2013. Milano : Giuffrè Il foro italiano, 9/ Bologna : Zanichelli QA : Rivista dell'associazione Rossi-Doria, 3/2013. Milano : F. Ang eli Rivista dell'arb itrato, 3/2013. Mila no : Giuff rè Rivista delle società, 5/2013. Mila no : Giuff rè Rivista di d iritto agrario, 3/ Milano : Giuffrè Rivista di economia agraria : Stud i di economia agraria, politica agraria, sociologia rurale, 1/2013. M ilano : F. Angeli Rivista di politica economica, 7-9/2013. Roma : Sipi Rivista ita liana d i rag ioneria e di economia azienda le, 7-8-9/2013. Roma : Rirea Studi e materia li, 3/2013. Mila no : Ipsoa

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33 Mercati Esteri: Austria 57 GUIDA AI MERCATI ESTERI : L AUSTRIA Daniela Bruniera L Austria occupa una porzione me ridiona le dell Europa centrale che conf ina a Nord con la Germania, la Repubblica Ceca e la S lovacchia, a Est con l Ungheria, a Sud con la Slovenia e l Italia, a Ovest con la Svizzera e il Liechtenstein, non es istono sbocc hi sul mare. La W B la classifica come un Paese ad alto reddito procapite. L Austria ha una s uperf icie di kmq, vale a dire di poco inferiore a quella dell Italia settentriona le; la sua lunghezza massima, in direzione est-ovest, è di 550 km mentre la larghezza massima, da nord a sud, è di 250 km. A ovest il territorio fra Italia e Germa nia s i restringe a una larghezza variabile fra i 30 e i 40 km. Le sue caratteristiche geo grafic he ne Figura 1 L Austria : posizione geog rafica fanno un Paese prevalenteme nte alpino: oltre due te rzi de l territorio so no montuosi, mentre il resto è occupato da l bacino del Danubio, into rno a l quale gravita no i princ ipali centri economic i e po litici de llo Stato. Le Alpi s i stendono nella parte occide ntale e in quella meridiona le con un a ltitudine media di 1000 metri; il Glossglockner, la cima più alta, raggiunge quasi i 3800 metri. Oltre al Danubio, il fiume principa le, altri fiumi importa nti sono il Mur, l Inn e la Drava. Il territorio comprende anche numerosi laghi sia in Carinzia, sia nell Alta Austria. Vis ta la s ua confo rmazio ne, il clima aus triaco è que llo tipico dell Euro pa centrale, caratterizzato da estati calde e inverni piuttosto freddi. Nello specif ico, tuttavia, è possibile individuare al suo interno tre divers i microc limi: la zona a nord delle alpi aus triac he che presenta i ca ratteri c limatic i tipic i dell Europa centrale (ad eccezione delle regioni inte rne mo ntuose che ha nno un c lima alpino caratterizzato da estati brevi, inverni lunghi e precipitazioni abbondanti), la Carinzia co n un c lima più temperato, s imile a que l- lo mediterraneo, con precipitazioni fre quenti, e la zona orientale cara tterizzata da un c lima continenta le, con estati mo lto ca lde e inverni assai rigidi. A Vienna, la capitale, si verifica la sovrapposizione di due diverse fasce climatic he: quella settentriona le co n estati fresc he e inverni freddi, e quella dell Euro pa sudo rientale co n estati calde e inverni rigidi. Da questo nasce un c lima caratterizzato da estati so leggiate, asciutte e non tro ppo calde e da inverni no n eccessivamente freddi. Sotto ques to punto di vista i perio di miglio ri per vis itare Vie nna sono la primavera e l autunno. Vie nna è una città ricca di s toria e c ultura: centro del po tere asburgic o, è stata il fulcro di un impero rimasto al potere nel nos tro continente per o ltre sei secoli e tuttora le tracce di quella realtà sono sparse ovunque, tra imponenti caste lli e incantevoli giardini. Tuttavia, la città non è famosa solo pe r la s ua storia, ma è ricca di cultura e tradizio ni, che si esprimono con i tipici caffè, gli eventi internaziona li e i vari festival. L inverno in A ustria è decisamente una stagione molto suggestiva, per le nevicate, il caldo degli ambienti interni, i piatti tipic i della cucina locale e i famosi merca tini c he attira no molti turisti ne l periodo nata lizio. Inoltre, Vienna è no ta per ospitare molte organizzazioni politiche ed economiche interna z io na l i, qu a l i: il s e g re ta r ia t o dell Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, l Organizzazio ne de i Paesi Esportatori di petrolio (OPEC ) e l Agenzia Internazionale per l Energia Atomica (IAEA). Per secoli l Austria è stata una protagonis ta della s toria euro pea: dopo la sconf itta alla fine della prima G uerra M ondiale venne rido tta a una picco la repubblica, trasforma ndosi in un frammento di quello c he era stato il potente impero Austro Ung arico. Nel 1938 fu annessa alla Germania nazista e ne l 1945 venne occupata dagli Alleati. Solo 10 anni dopo, nel 1955, con il Tr attato di Vienn a, il P aese tornò a essere a tutti gli eff etti un a Repubblica f eder ale indipend ente. Tal e trattato stabilì l a total e neutr alità dell Au stria, statu s ch e an che oggi è parte integrante della sua identità poli - tica e cultur ale. Pro prio per questa sua presa di posizione, il Paese crebbe mo ltissimo a livello internazionale e divenne sede di svariate organizzazioni, partecipò alle operazioni di pace dell Onu, divenne me mbro del Co nsiglio d Europa, poi de ll EFTA, infine de ll UE dal In Aus tria il Preside nte della Repubblica viene eletto ogni sei anni a suffragio universale e può essere rie letto una so la volta; a questo spetta il compito di no mina re il Cance lliere e il Capo de l Governo. I l Parlamento a ustriaco è composto da due camere: il Consiglio nazionale o Camera Bassa (Nationa lrat), costituito da 183 membri e letti a suffragio universale, che rimangono in carica qua ttro anni e il Consiglio Fe derale o Camera Alta (Bundesra t), costituito da 64 membri ele tti per qua ttro o sei anni che rappresentano le Diete provinciali. Dal punto di vis ta amminis trativo l A ustria è divisa in nove Stati Federali, chiamati Bundeslaender, ognuno co n un pro prio governato re e un proprio Parlamento, in quanto le assemblee e i governi de gli Sta ti hanno co mpete nza in diversi setto ri, tra i quali que llo dell istruzione e de lle ope re pubbliche. Oltre all aspetto politico, ogni Regione ha caratteristiche paesaggistic he e culturali pro prie; alcune sono fa mose per le c ittà s igno rili da gli antichi fasti imperiali, come Vienn a e Sali - sburgo, in altre si ammirano meraviglios i panorami monta ni con laghetti, campi e verdi boschi, come nelle regioni della Stiria e Vo - ralbeg, in altre ancora si apprezzano in particolare i percorsi e no-gastro nomici co me nella regione del Burgel and. La ba ndie ra è composta da tre bande orizzontali di uguali dime nsio ni. I colori, partendo dall alto, sono: rosso, bianco e di nuovo rosso. Secondo una leggenda ta li colo ri sono legati alle crociate e, ne l de ttaglio, a lle vesti indossate dal Duca Leopo ldo V di Babenberg, il quale durante una sanguinosa battaglia, s i

34 Mercati Esteri : Austria 58 GUIDA AI MERCATI ESTERI : L AUSTRIA trovò con la tunica interamente coperta di sangue: rimase bianca so lo la parte avvolta dalla c intura. Lo stemma è in uso fino dalla fine della prima Guerra Mondiale e simboleggia la caduta de ll Impero aus tro-ungarico. L aquila è l unico simbolo de l passato impero, sul suo corpo è presente lo scudo dell Arciducato d Austria, essa tiene con le zampe inferiori un martello e una falce, associabili a simboli socialisti, i quali, uniti alla corona murale sul capo, simbo leggiano l unità delle c lassi sociali. Infine, le catene spezza te rappresenta no la fine della seconda Guerra Mondiale e la liberazione dalla dittatura nazista. L Austria ha una popolazione di poco superiore a 8 milioni di abita nti con una densità media di circa 100 abitanti per kmq, in altre parole ha una densità dimezza ta rispetto a quella ita lia na. A partire dagli anni 70 il Paese ha conosc iuto un forte calo demografico f ino a raggiungere negli anni 90 la crescita zero. Circa il 90% de lla popo lazio ne è di origine bavarese, mentre il restante 10% provie ne da i paesi conf inanti, trattasi soprattutto di ungheresi, giunti in Aus tria durante l impero austro-ungarico, cechi e slavi. In Carinzia e Stiria è presente una mino ranza slovena. Il 20% de lla popo lazione è co ncentrato nella capitale, mentre il 40% vive in piccole cittadine dai ai a bita nti. La maggio r parte de lla popo lazio ne è di religio ne cattolica (78%), seguita da que lla protestante (5%) e musulmana (2%). Il Paese ospita da sempre una cons istente comunità di ebrei: ne l 1930 si contavano a lmeno ebrei, mo lti de i quali in quegli anni sce lsero di emigrare e coloro c he restaro no vissero la trag edi a dell olocausto. Oggi, la comunità ebraica, pur ridotta rispetto a l passato, è in espansione. La lingua uffic iale è il te desco; circa il 2% della popo lazio ne parla croato, sloveno, ceco e turco. In Austria l istruzio ne è obbligatoria pe r tutti i giovani tra i 6 e i 15 anni, il sis tema scolastico è gestito co ntemporaneamente da l governo centrale e dalle regioni federali austriache e no n s i allontana molto da quello tedesco. Il sistema sco lastico austriaco s i differenzia, ino ltre, in scuole pubbliche e private. La scuo la ele mentare ha una dura ta di quattro anni, po i l istruzio ne secondaria va da i 10 ai 18 anni ed è obbligatoria pe r l ammissione all univers ità. Già nel 1995 il tasso di alfabe tizzazione della popo lazio ne Tabella 1 Dati di base 1 Superfic ie Popolazione adulta era del 99%. L ateneo più prestigioso è l Università di Vienna, fondata ne l 1365, altre università importa nti so no quelle di Graz, di Innsbruck e di Salisburgo. Per quanto riguarda il sistema sanita rio, questo raggiunge livelli di eccellenza: dispone di una rete capillare di studi medici e s pecialistic i ed è provvisto di numerose località termali e di cura, tutte riconosc iute e a norma di legge. La varie tà de i trattamenti e delle terapie che queste strutture offro no è estremamente ampia, ino ltre, la medicina convenziona le è spesso affiancata da terapie co mple mentari di vario genere, ne l tentativo di c urare il paziente nel miglio r modo possibile. Gran parte delle loca lità termali e di c ura sono me te frequentate da i turisti e offrono anche servizi ricreativi e spor- tivi; per ricevere assistenza è suffic iente la tessera sanitaria europea. Da sempre l Austria è considerata un paradiso natura le, terra di stupendi paesaggi alpini e laghi immersi nel s ile nzio e nel verde di parchi e riserve, adorata sia dalla popolazione loca le, sia dai turisti. Con o ltre 300 aree protette, il Paese offre ambienti mo lto divers i fra lo ro, da lle vette alpine alle vallate lungo il Danubio. Quasi il 40% de l territo rio è coperto da foreste che si concentrano sui rilievi alpini e, in misura minore, s ulle alture bo eme. Molto ricco è anche il patrimonio f aunisti - co che compre nde tutte le specie tipic he dell Europa ce ntra le e degli ambienti alpini, come la marmo tta, lo stambecco, il camoscio, l erme llino e una grande varietà di ucce lli, tra cui aquile, cicogne e numerose specie migratorie. Ne lle zone paludose e lacustri vivono aironi e cormorani, mentre nel Burgela nd vive il d ipo, un caratteristico topo saltato re. Altro motivo di fam a d ell Austri a è l alto tenore di vi ta d ei suoi abitan ti e l a soli Kmq circa Densità de lla po polazione 97 ab./kmq Lingua uff icia le Tedesco Religio ne Cattolica (78%), Protesta nte (5%) Unità monetaria Euro Forma istituziona le Capitale Clima Fuso ora rio Rischio Paese SACE 1/7 Organizzazio ni di appartene nza Repubblica Federa le Vienna Temperato Coincide con l Ita lia Consiglio d Euro pa, EBRD, OCDE, ONU, OSCE, UE dità dell a su a economia di m ercato, ch e si è ulteriormente r afforzata con l entr ata del P aese n ell UE. Per quanto rigua rda i setto ri eco nomici, quello agricolo impiega il 5% della forza lavoro, circa il 18% della superficie complessiva del Paese è rappresentato da terreni agricoli, il 27% da pa- 1 Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei dati qui esposti sono: e

35 Mercati Esteri : Austria 59 GUIDA AI MERCATI ESTERI : L AUSTRIA scoli e il 46% da fores te; il 41% delle terre viene coltivato e, con bioa gric oltori, in que s to s e tto re l A us tria f a pa rte dell avanguardia europea. Nelle zone pianeggianti e collinose che costeggiano il Danubio vengono coltivati cereali, patate, barbabietole, frutta; ne lle zone a lpine e subalpine prevale lo sfruttame nto del bosco (le gname e cellulosa ) e l a llev ame nto de l bes tia me (soprattutto bovini). Per qua nto riguarda le materie prime e le fonti ene rgetiche, essendo un Paese a lpino, l Austria dispone di risorse abbonda nti, sopra ttutto di mine rali ferrosi, metalli no n ferros i, rocce e terre di valore, malgrado questo l industria cresce costantemente e richiede importazio ni. Lo stesso dicas i per i combustibili fossili, per le materie prime e per il se ttore dell ene rgia elettrica. Il Paese possiede anche giacimenti di gre ggio e gas natura le, ino ltre, è al primo posto tra gli stati dell UE per quantità di energia idroele ttrica Tabella 2 Principali indicatori socio-politici prodotta derivante dall e centrali idroel ettriche del Danubio e dell Enns. Nel setto - re secondario i princip ali comp arti dell industria austri aca sono cos tituiti da i generi alimenta ri e dai beni voluttuari, da quello c himico, meccanico e delle costruzioni in acciaio. Partico larme nte importante è il settore degli automezzi, dove la produzione di moto ri e ingranaggi rappresenta più de l 90% delle esportazio ni, da qui ogni anno escono circa motori c he vengono impiegati sulle autovetture delle case auto - mobilistiche più pres tigiose. Tutti i settori dell industria austriaca sono caratterizzati da strutture di media grandezza che comprendono tutte le fasi della produzione, dalla lavorazione delle materie prime a que lla finale. Le aziende sono loca lizzate prevale ntemente nella regione dell Alta Austria, polo di eccellenza de ll eco nomia nazio nale, in partico lare nel tri angolo Linz-Steyr-W els. Nel dettaglio, nella valle de lla Ste yr si fabbricano trattori, autocarri, cuscine tti a sfera; Linz è sede di modern e acci aieri e, industri e siderurgich e e chimich e; Ran shofen è nota per la lavorazione dell a lluminio; inf ine, a Lenzig si producono cellulosa e lana sintetica. Molto rinomata a livello internazio nale è Tasso di inc remento demografico (in ) 0,026 Popolazione urba na (in % della popolazione totale ) 67 Tasso di natalità (in ) 8,69 Tasso di mortalità (in ) 10,23 Tasso di morta lità infantile (per 1000 bambini na ti vivi) 4,26 Speranza di vita alla nascita (in anni) Maschi Femmine Tasso di alfabetizzazione (in %) 99 Tasso di disoccupazio ne (in %) 7 Tasso di obesità (in %) 11 VALORI anche l industri a el ettrica ed el ettronica, soprattutto per qu anto riguard a i prodotti hi-tech. Un settore particol are e fondamentale dell economia austri aca è quello rappr esentato dall artigi an ato locale, conosciuto e rinom ato in tutto il mondo, dove spiccano i lavori di ricamo fatti a mano, la bigiotteria, la ceramica e i lavori in vetro. Infine, il terziario, ch e produce circa il 62% del PIL, è dominato d al settore del turi smo, consid erato uno d ei pilastri d ell economia au striaca. Con le sue città d arte, le catene mo ntuose e una natura inco ntaminata, l Austria è una delle destinazioni più visitate dell Euro pa centrale e il numero dei turisti è in co ntinuo aumento. Pe r qua nto rigua r da l a nda me nt o dell economia, nel 2012 il PIL a ustriaco è aumentato dello 0,8%, notevolmente inferiore rispe tto a l 2011, anno nel quale la crescita è stata pari a l 2,7%. C iò è dovuto al fatto che, la fase successiva alla crisi economica del 2009 ha portato un forte aumento de lle esportazioni e de gli investimenti, ne l 2010 e 2011, di conseguenza questo ha favorito tassi di crescita sopra il 2%. Nel 2012, invece, sia gli investimenti sia le esportazio ni hanno registrato un brusco ra llentamento dovuto a una plura lità di motivi: la crisi dell Euro, i pro grammi di austerità introdo tti in diversi paesi euro pei, l anda mento genera le de lla congiuntura internazio nale e la conseguente ins icurezza da parte degli investitori. Seguendo le previs ioni della Ba nca Centrale Austriaca (OeNB), nel 2013 il PI L aumenterà so ltanto dello 0,5% a causa dei sopra citati motivi e, soprattutto, della c ris i che persis te ne lla zona Euro, mentre i più rilevanti istituti austriaci di ricerca economica, qua li il WIFO e l IHS, prevedono un tasso di crescita pari o vic ino al 1% ne l 2013 e dell 1,8% nel Relativamente a lla disoccupazio ne, il tasso del 2012 de l 7% è uno tra i valori più bassi rispe tto agli a ltri paesi UE, soprattutto se pa ragonato alla disoccupazio ne giovanile. In ogni modo, a causa della debo le congiuntura internaziona le, l indice è destinato a peggiorare e si stima c he raggiunga il 7,4% a fine Le regioni più co lpite da l fenomeno sono que lle più industrializzate, come l Alta Austria, mentre la Carinzia e il Tirolo sono tra que lle dove il tasso di disoccupazione è più contenuto. Per quanto riguarda l inflazione, nel 2012, questa è aumenta ta mediamente del 2,4% rispetto all anno precedente, sopra ttutto a causa de ll inc remento de i

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