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1 40x60 CM 40x60 CM LEMENTEN ISOLATIE GEVELPUTZ OPEN STAALSTRUKTIE OPEN STAALSTRUKTIE VERKEERSRUIMTE BE TE Testo in italiano 1 Rivista di architettura Testo in italiano Scale Traduzione: Architetto Rossella Letizia Mombelli DAK 24 m2 GRAVEL (GRIND) BETONTEGELS UITGEWASSEN 30X30 CM GROEN GLAZEN BOUWSTENEN 17cm Red Cedar 17cm Red Cedar Channelsiding Channelsiding 17cm Red Cedar Channelsiding GLAZEN BOUWSTENEN GROEN BETONTEGELS UITGEWASSEN 30X30 CM TERRAS GLAZEN BOUWSTEN TERRAS GROEN VERBLIJFS SLAAPKAM STRUCTURAL GLASS SCHCO FW50 SG TERRAS GLAZEN BOUWSTE Pagina 370 La scala Le scale di ogni tempo ci fanno riflettere Ogni periodo culturale, ogni periodo artistico fa salire le scale alla propria gente in una particolare maniera. (Tratto da Josef Bayer, Baustudien und Baubilder, 1919) La distribuzione delle scale è così difficile che la si introduce nel modo più giusto solo dopo aver condotto uno studio ponderato e approfondito. Nelle scale si presentano varie aperture. Una di queste è la porta che offre accesso alla scala che sale. La seconda è la finestra la cui luce permette di riconoscere i gradini. La terza è l apertura del solaio attraverso la quale arriviamo al pavimento o al solaio superiore. Per questo si dice che un buon progetto per una casa rimanga impedito dalla scala. (Tratto da Leon Battista Alberti, X Libri per l archi tettura, 1450) Tra tutti gli elementi architettonici, senza dubbio la scala è per l edificio quello che vene e arterie sono per il corpo. Come queste portano sangue in ogni organo, così la scala è necessaria per la comunicazione. (Tratto da Vincenzo Scamozzi, 1615) Nella casa dove abito, ho imparato a riconoscere il rumore di ogni gradino di una vecchia scala in legno e allo stesso tempo il ritmo con il quale ognuno dei miei amici che viene da me batte sulle sue pedate; e palpito, devo ammetterlo quando la scala viene calpestata da un paio di piedi in maniera da me non conosciuta. (Tratto da Georg Christoph Lichtenberg, Sudelbücher, 1765) Pagina 372 I m in love with my stairs! Paradosso di questa scala è la funzio n alità: visibile, evocata dall atmosfera tecnica e dalla molteplicità delle rampe. Una funzionalità che secondo certe riflessioni assume un carattere assurdo. Questo deviare dalle immagini a noi solite fa scaturire un emozione dal subconscio, una sensazione rassicurante. (Markus Allmann) La mia preferita è un capolavoro di Gunnar Asplund del 1930: è una lunga ed elegante scala che conduce alla sala d udienza. Ogni gradino è alto 10,7cm e largo 37 cm, dimensioni che permettono di indugiare dignitosamente e lasciano il tempo di riflettere. La scala è scolpita dalla luce calda e solare, proveniente da ampie finestre. (Jan Lisinski) Una costruzione tradizionale in fango-toposspecifica, metamorfica, immaginifica e ambigua Arcaica, simbolica, trascendente, di funzionalità scultorea segno.dimora.scala. (Michael Becker) In mezzo a questa moderna icona, troviamo una scala a chiocciola. E una poetica apertura verso un addolcimento organico del linguaggio formale, altrimenti abbastanza razionale e ortogonale.... parte da un foro ampio, preciso e circolare e a lungo dà l impressione di essere una scala circolare con un diametro ridondante, ma proprio verso la fine vira leggermente verso l altro lato, una piccola, minuscola pausa nella razionalità moderna! (3x Nielsen) Credo che qualche volta non ci siano ragioni da spiegare. (José Antonio Martnez) Nonostante sia utile, la scala è anche giocosa nella forma e sensuale nel momento in cui l utente la utilizza. (Michael Culpepper) La scala è stata costruita in modo puro, con pietre locali, per soddisfare le sue primarie funzioni.... La ragione di questa scelta è la semplice efficacia della pietre, usate come elemento vitale. (Hideya Tanaka)... E talvolta la scala è molto di più di un semplice collegamento fra due piani. (Volker Staab) Pagina 376 Filmtreppen Fritz Göttler Fuga in avanti. La parola magica è Odessa. Se per gli storici il nome scongiura per sempre una vita perduta e rimossa, per i cineasti di tutto il mondo designa un mito. La più famosa scala del cinema si trova ad Odessa: èè la scala sulla quale si fece la storia del cinema. Eisenstein, l enfant prodige russo del cinema, ha dato vita ad un monumento cinematografico: ha fatto delle scale di Odessa parte essenziale e insostituibile del film La corazzata Potemkin. Ondata di violenza. Odessa, Dopo l ammutinamento a bordo nei confronti degli spietati e decadenti ufficiali da parte dei marinai, la corazzata ha cercato asilo nel porto della città. Odessa simboleggia finalmente un momento di pace in questo dramma prerivoluzionario. Sul molo, ai piedi della grande scalinata che scende al porto, i marinai hanno montato una tenda e hanno sepolto il compagno ucciso, U., unica vittima della rivolta. La popolazione in città, avuta notizia del fatto, si reca in massa al porto per rendere omaggio all ucciso e per manifestare solidarietà ai marinari rivoluzionari. Simpatia, solidarietà e complicità è un momento di straordinaria pace, l azione è ferma; ma l atmosfera non dura a lungo. Dall alto della scalinata, simbolo, nella sua grandiosità, della coesione del popolo, scendono i soldati dello zar. Marciano inesorabilmente, mano alla baionetta: un ondata di violenza, un mare di terrore invade la scalinata. Il panico fa retrocedere i cittadini, i borghesi, gli operai. Paura, sgomento, fuga. Una giovane donna viene uccisa da una sparo e la carrozzina con il suo bambino inizia a scendere inesorabilmente lungo la scalinata. La sequenza è concepita dal regista in modo rigoroso e freddo, scena dopo scena. Un eccezionale esempio della potenza del patos cinematografico. Il regista usa il dinamismo dell ampia scalinata cittadina che conduce direttamente al mare, per rendere l azione del film più complessa: al caos si sostituisce il ritmo, alla prosa la poesia Gradino dopo gradino l azione scende, acquista sempre più intensità e più ampia dimensione. Il Giudizio celeste. Sembra essere necessaria la paura, la forza, la violenza perché non ci si dimentichi di una scala spesso è usata come luogo di passaggio, spesso significa

2 2 Testo in italiano un cambio di scena netto; se una persona la usa, la telecamera si sposta da un piano all altro. Drammatica in Via col vento è la caduta di Rossella spinta giù dalle scale, o la caduta del sonnambulo in L aquila bicipite di Cocteau; lirica la scena della scala antincendio di Colazione da Tiffany ; dinamica la salita a cavallo della scala del Palazzo di San Pietroburgo di Marlene Dietrich nei panni di Caterina II, l Imperatrice scarlatta; gelida l atmosfera in The Little Foxes, dove una Bette Davis, seduta indisturbata sullo sfondo, nega le medicine al marito gravemente malato, e lascia che salga le scale da solo, strisciando. Da questa scena di William Wyler, André Bazarin ha sviluppato la sua teoria del montaggio senza tagli; gigantesca la scala, che collega la terra al cielo in A Matter of Life and Death, ornata di statue con storie divine e umane, è percorsa dal pilota David Niven che, deceduto, deve affrontare il Giudizio Celeste; discreta la scala di Dial M for Murder in cui il marito assassino nasconde le chiavi dell appartamento con cui il killer potrà entrare nell appartamento per strangolare la moglie impersonata da Grace Kelly. Nei film di Hitchcock è stata sempre rivolta grande attenzione alle scale, soprattutto nei sottili dettagli: per Blackmail fu costruito un intero vano scala percorso dagli attori e dall operatore con la cinepresa rivolta in tutte le direzioni Una frattura nella realtà. Un luogo di confronto, così viene interpretata la scala in teatro ovvero la scena dove le figure si incontrano; il cinema, invece, sin dall inizio è stato più drammatico e ha rifiutato la suspense tipica di certe pièce e racconti teatrali. Pura follia è leggibile in Vertigo di Hitchcock: la scala nel campanile di San Juan Batista, una chiesa missionaria nei pressi di San Francisco, è una scala della morte, una semplice struttura in legno, che il regista filma verticalmente, in un immagine deformata dal basso che simboleggia la vertigine e che deforma la prospettiva. In questo film la scala viene ripresa come un buco, una spaccatura nella realtà. L ascesa non è possibile. Il cinema è pen sato in orizzontale. Che sia un movimento naturale o che sia il percorso sulle rotaie con un dolly. Il film cerca l orizzonte, rintraccia i confini e li attraversa: nell western o nel roaddmovie per esempio. L oscillazione verso il basso e verso l alto deve al contrario essere condotta in modo avveduto, deve coordinare diversi movimenti. In Trouble in Paradise, diretto da un grande regista come Lubitsch, Madame Colet ha assunto Gaston come segretario; si innamora di lui non sapendo che si tratti di un impostore: lei è in cima alle scale, lui alla base: conoscete il mio nome, chiede lui. No, dice lei e poi corre giù per le scale barcollando, il capo sporto in avanti, lei sussurra,: Gaston ; scrive Frieda Grafe, quello che crea l eleganza è questo movimento, l analogia e l armonia del decoro, il movimento della cinepresa, il gioco, la musica e il dialogo Trouble in Paradise ci si muove interamente in un ordine dato, dal quale non è possibile svincolarsi. Il cinema comico ci ha regalato solo qualche memorabile scivolone di Chaplin da una scala mobile. Nel film di Robert Wises The Hauting la scala è vivente: quando Julie Harris sale o scende, la scala geme e si contorce ed infine si crepa e crolla. Ready for my close-up. Non si può pensare ad un Musical senza scala, sia come decorazione classica ma anche per rappresentare un atmosfera da sogno, non appartenente al mondo reale: al termine di American Paris la scala porta direttamente all Happy End. A staircase to heaven è un titolo che potrebbe valere per tutti i musical hollywoodiani per tutti i ballerini e le ballerine che scendono sul palcoscenico della vita. Si arriva direttamente dall Olimpo fiancheggiati da girls o da boys in frack. La scala intesa come luogo delle possibilità infinite, come luogo per i momenti di seduzione. Billy Wilder lo ha mostrato, indolente e con un ombra di cinismo, nel finale di Sunset Boulevard dove Gloria Swanson, la star del cinema muto, inizia lentamente a scendere da un ampia scala della sua casa in Sunset Boulevard, sognando il tempo perduto. La scala curva della villa padronale è tipica di molto del cinema degli anni 30 e 40, dei melodrammi e dei film in costume. Nel Dopoguerra, arrivano i grattacieli e anche nei film le scale vengono sostituite dagli ascensori. Verso il nulla. Del gioco upstairs-downstairs dei romanzi del XIX e primo XX secolo il cinema non si è mai realmente interessato, semmai nei primi anni ci furono un paio di studi riguardo a questo sali-scendi delle scale, ma allo stesso tempo, il diabolico schermo cinematografico confuse la struttura sociale e registi come Bunuel usarono quali forze motrici del cinema moderno anarchia e surrealismo. Per questo motivo, nel capolavoro di Renoir La regle du Jeu, la scala è nuovamente ridotta ad una decorazione teatrale. In Max Ophüls infine, già negli anni 30, la scala è trasformata in puro luogo di libidine. E Daniele Darrieux nei panni di Madame de usa la scala come evasione erotica per sfuggire ai propri sentimenti. Lo stesso dilemma assale Godard nel film da lui diretto Le mépris, il capolavoro chiave degli anni 70 in cui Brigitte Bardot anche se non riesce a ritrovare sé stessa, per lo meno riesce a liberarsi dalla schiavitù dei maschi, scendendo la famosa scala di Villa Malaparte. E la scala ultimativa, una scala che non conduce da nessuna parte e non collega più nessuna stanza. Trentanove gradini sono sufficienti. Le scale di Hitchcock, sono sempre state un capitolo a parte: Under Capricorn, i gradini che portano Ingrid Bergman alla follia; Spellbound dove Gregory Peck scende le scale con un coltello da rasoio aperto; Frenzy in cui Barry Foster trascina la sua vittima priva di sensi sulle scale, e la cinepresa ritorna sui suoi passi, lasciando spazio all immaginazione. La più bella scala in assoluto, è quella immaginaria. Io me la immagino in qualche luogo della costa scozzese conduce verso gli scogli e al mare, così romantica così artificiale come quella di Hitchcock in Jamaica Inn. Una scala che nonostante l esatto numero di gradini non ha bisogno di inizio né di fine, una scala che è solo nelle sale cinematografiche, come la scala di Capri e quella di Odessa. L autore è redattore cinematografico per la Süd deutsche Zeitung, a Monaco di Baviera Pagina 394 Museo d arte a Düsseldorf L area sud del piccolo parco presso il Keiserteich nel centro della città di Düsseldorf è dominata dalla Ständerhaus, un importante edificio in mattoni in stile alto rinascimentale italiano. Sopra il cornicione si erge una copertura a volta simile a quella della Basilica di Vicenza, che chiude in modo proporzionato l edificio. Dopo aver accolto diverse istituzioni e sedi di rappresentanza, l edificio oggi è la sede di rappre sen tanza della Renania settentrionale e della sezione d arte contemporanea della collezione d arte della stessa regione. L edificio è stato a tal scopo completamente svuotato, la corte interna liberata, il salone riportato all originaria dimensione e nuovamente allestito; mentre nel piano interrato sono stati creati nuovi spazi espositivi. Pagina 395 Il museo dei vulcani Salire, entrare, sperimentare queste sono le cose più importanti in un progetto. Così ha detto Hans Hollein a proposito del complesso museale Vulcania, inaugurato all inizio di quest anno nello spettacolare paesaggio vulcanico del Massiccio Centrale francese. In modo simile al progetto per la Fondazione Guggenheim a Salisburgo il museo nella montagna, per il quale venne incaricato insieme allo studio di architettura locale Atelier 4, Hollein ha dato vita a questo museo di cui oggi è stato realizzato il lotto maggiore, 4700 m 2 di superficie espositiva e due grandi sale cinematografiche disposte sotto una colata di lava solida. Solo il cono del vulcano ottenuto artificialmente con due semigusci leggermente traslati tra loro e costituiti da muratura di basalto lavico scuro, costituisce un segno visibile da lontano; all interno il cono è rivestito con scaglie di acciaio dorato che imitano l incandescenza della lava e in realtà servono a riflettere la luce e ad illuminare il foyer sottostante cui si connettono spazi di diverse dimensioni animati con un allestimento multimediale.

3 Testo in italiano 3 Pagina 396 Pavillon de l Arsenal a Parigi Il Pavillon de l Arsenal, centro di architettura e di informazione urbanistica oltre che spazio espositivo della città di Parigi, fu costruito nel dall architetto Clémént per conto di un collezionista d arte su un ramo secondario della Senna, dove nel 1843 nacque il primo boulevard con alberi. Dopo la morte del fondatore, la figlia liquidò la collezione d arte e affittò il padiglione ad un produttore di pasta; l edificio divenne quindi archivio urbano e recuperò la sua originaria destinazione di struttura espositiva nel 1988 quando, grazie alla ristrutturazione degli architetti Bernard Reichen e Philippe Robert, venne aperto al pubblico trasformandosi nello strumento di archiviazione e documentazione urbanistica di Parigi. Il compito dell istituzione èè anche di organizzare dibattiti e aggiornare il visitatore sulla complessità urbanistica della metropoli, oltre a diffondere a livello internazionale l architettura parigina. I 1600 m 2 di superficie espositiva sono distribuiti su tre livelli: al piano terra si trova l esposizione principale da Lutetia a Parigi, da Filippo Augusto al Boulevard Périférique animata da un grande plastico che grazie a programmi interattivi sovrappone piante storiche con attuali piante catastali e foto aeree a diverse scale. Un viaggio nello spazio e nel tempo che lascia scorrere la storia di Parigi dal XVII secolo fino ad oggi e rende possibile l indagine dello sviluppo urbanistico di un quartiere, di una strada o di un indirizzo a scelta. Le esposizioni temporanee a tema sono allestite al piano primo, a volte prima di diventare itineranti. Particolarità fra le 30 mostre organizzate fino ad oggi, è l allestimento realizzato sempre da architetti e scenografi esterni. Al secondo piano si trova la Galerie d Actualité dove sono esposti i risultati dei concorsi d architettura, delle ricerche urbanistiche come anche esposizioni internazionali. All ingresso si trova un punto informazione con il bookshop specializzato; di fronte un caffè con emeroteca nazionale ed internazionale. Ai piani superiori è stata realizzata una videoteca dove si possono vedere in cabina progetti di architetti famosi degli ultimi 13 anni. Alla fine del 2002 l esposizione del piano terra verràà rinnovata: Agglomeration Paris e per il 2003 è prevista l inaugurazione della Cité de l Architecture e du Patrimonie nel Palazzo de Chaillot (Trocadero), il più grande museo dell architettura del futuro. Pavillon de l Arsenal Centro di informazione, di documentazione ed espositivo di urbanistica e di architettura della città di Parigi, Bd. Morland; Paris, Metro Sully-Morland; Tel (0)1 / , Fax 0033 (0)1/ Presidente: Jean-Pierre Caffat Direttore generale: Ann-José Ariot Orario di apertura: da martedì a sabato dalle alle 18.30, domenica dalle alle 18.30; Ingresso libero Anno di fondazione: 1988 Visitatori all anno: circa 245 milioni Consulenti scientifici: architetti esterni Collaboratori: 20 Esposizione: esposizioni stabili, tre mostre temporanee all anno, mostre itineranti Produzione propria del centro di documentazione: 2000 lavori, 120 giornali, 24 posti di lavoro al PC, fotografie dal 1940, videoteca Libreria: riviste di architettura, libri specialistici, monografie, guide di architettura, piante urbane Salone delle feste: 800 m 2, ca persone Sala seminari: 90 posti a sedere Escursioni: visite in cantiere su prenotazione Pubblicazioni: libri specialistici, cataloghi mostre, monografie di architetti Pagina 398 Sotto accusa: Ørestad di Copenhagen Tanja Jordan Fingerplan è il piano infrastrutturale che a partire dal 1947 ha studiato il sistema di collegamenti fra le aree limitrofe a Copenaghen e il centro storico. Fino a poco tempo fa si trattava dell unico piano di sviluppo preposto per questa regione, poiché l interesse politico verso un progetto di pianificazione urbana è stato fino a quel momento molto limitato eccezion fatta per il caso di Ørestad. Fu un piano regolatore a offrire l occasione per accelerare il progetto di sviluppo di questa regione, abitata da tre milioni di persone. Indicazioni formali di progetto. Le aspettative erano molto alte: si richiedeva qualità artistica ed ecologica ma anche flessibilità e

4 4 Testo in italiano possibilità di relazionarsi con il centro di Copenaghen. Ørestad è una regione situata sull isola Amager tra il centro storico di Copenaghen e l aeroporto internazionale, che si estende tra Malmö e Copenaghen. Ørestad connette Copenaghen con il nuovo corridoio internazionale, l autostrada e il ponte di Ørestad inaugurato nel giugno del Dei 310 ettari dell intera superficie, 100 sarebbero dovuti rimanere non costruiti. La rimanente superficie doveva essere così suddivisa: 60% ad uso commerciale (uffici per circa posti di lavoro), 20% residenziale ( abitanti) e 20% destinata alla vendita al dettaglio e alla cultura. La strategia e l organizzazione ha comunque sempre puntato a definire la città sulla carta geografica europea. Nel 1992 il progetto di Ørestad e della nuova metropolitana fu concluso, secondo il Decreto n. 477 del 24 giugno 1992 che per il piano di sviluppo prevedeva di appellarsi ad un concorso pubblico. Le indicazioni formulate nella relazione formale di progetto si richiamavano unicamente al collegamento con la Svezia e al ponte di Ørestad considerato un motore di sviluppo economico, ma non alle altre aree limitrofe del circondario di Copenaghen. Il concorso urbanistico, a cui furono chiamati a partecipare tutti i cittadini della UE e dei paesi scandinavi, fu indetto nel Sin dall inizio si scatenarono aspre critiche da parte di eminenti urbanisti e architetti, soprattutto per il fatto che fu la stessa associazione degli architetti danesi a designare i membri della giuria; per questo motivo molti architetti danesi decisero di boicottare il concorso. La relazione con le indicazioni per il piano di sviluppo spiega la differenza tra una struttura urbanistica classica e gerarchica e quella moderna, aperta. Parlando di segni si riferisce alla parte storica di Copenaghen e cita i mezzi locali (la nuova metropolitana), le vie d acqua (i canali), una passeggiata (il boulevard), il gioco tra l ambiente naturale e il verde pubblico e anche il compimento del profilo urbano con un più elevato indice di edificazione. Anne-Grete Foss, direttore della società per lo sviluppo di Ørestad, ha detto che come modello non devono in questo caso essere considerati il centro storico medievale o la pulita periferia della metà di questo secolo, bensì la struttura urbana densamente costruita e multifunzionale nata da un fertile caos come si vede a Roma o a Manhattan Dato che Ørestad sarebbe dovuto diventare un punto di attrazione per aziende internazionali e per istituzioni formative con attraenti strutture residenziali e molteplici attività culturali, un progetto particolarmente buono con elevata qualità formale fu il presupposto fondamentale. Tra i 119 partecipanti al concorso, il primo premio è stato assegnato a quattro lavori, tra i quali è stato scelto quello dello studio di architettura finlandese Arkkithetiyohuone (Artto, Palo, Rossi, Tikka, Kaijansinkko) come base per lo sviluppo della nuova realizzazione. I vincitori hanno progettato una città che si interessa più dell interazione tra città e paesaggio che dell interazione tra città nuova e preesistenti strutture di Amager. Un canale sull asse nord-sud è un segno caratterizzante particolare di questo progetto: esso sviluppa la linea di fiume naturale in un canale urbano rigidamente diritto. Le aree costruite previste si estendono come blocchi puntiformi lungo quest asse nella direzione est-ovest, mentre il canale lascia penetrare in profondità nel tessuto urbano il paesaggio naturale mettendo in connessione le due aree. La proposta progettuale è stata ulteriormente rielaborata fino al 1995, anno in cui è stato definito il piano regolatore generale che ha fissato le caratteristiche dello sviluppo di Ørestad: l allineamento della linea ferroviaria con il boulevard, il posizionamento delle singole stazioni e la relazione tra superficie costruita e superficie a verde, oltre alla definizione della destinazione d uso, all indicazione dell indice e della densità di costruito e alla zonizzazione. (tratto da The Master Plan. Società di sviluppo di Ørestad, giugno 1995) Grazie al ponte di collegamento con la Svezia e la metropolitana, Ørestad costituisce il motore economico di Malmö e Copenaghen. Si è cercato di attirare gli investimenti internazionali, pubblicizzando la regione come porta di collegamento tra la Scandinavia e l Europa. Copenhagen potè approfittare di Ørestad e anche Ørestad di Amager ma il contrario non fu mai messo in discussione. Le varie fasi di sviluppo del progetto mostrano che una reciproca interazione con Amager non fu prevista, poiché Amager con il suo basso livello sociale sarebbe stato di scarso interesse per gli investitori. L edificazione realizzata si differenzia tuttavia chiaramente dal progetto originario. Le superfici a verde, che avrebbero dovuto invadere il centro urbano, sono state cedute all edificazione; la vendita dei terreni del primo lotto costruito è oggi quasi terminata e comprende circa un sesto della superficie totale da costruire, mentre si prevede un periodo di sviluppo e di costruzione di 20 o 30 anni. Il piano regolatore del 1995 costituisce la base per il progetto di costruzione, l area naturale protetta che sarebbe stata inclusa nel progetto, per le critiche di diversi gruppi ecologisti, è stata nuovamente rielaborata: il verde è raddoppiato, la superficie utile si è mantenuta il risultato è stato una doppia densità costruttiva. Ørestad è divisa in sei quartieri; nel progetto non sono state definite, come avviene di solito, le singole parcelle e il profilo degli edifici, tuttavia sono state studiate aree urbane più ampie (fino a m 2 ) al fine di ottenere più velocemente la concessione edilizia e facilitare un più rapido inizio dei lavori. Sono stati indetti concorsi per l archivio di stato, la scuola professionale superiore di informatica e un centro di ricerca nella parte nord di Ørestad. Nel 1998 è stata elaborata una nuova variante al PRG includendo, in particolare nella zona sud, i risultati di diversi concorsi. La vendita di terreni avrebbe dovuto finanziare la costruzione della metropolitana, ma data l iniziale difficoltà di attirare investimenti, lo Stato e l Amministrazione pubblica hanno deciso di investire nell area nord. Questo progetto ha stimolato lo sviluppo dell area e dopo un paio di anni i prezzi dei terreni sono diminuiti; purtroppo con l aumento della richiesta i prezzi sono nuovamente cresciuti. Il motivo per cui vi fu interesse a realizzare edifici residenziali attraenti e uffici con un alto standard di finiture sta sicuramente nel massimo sfruttamento dell area. Vano fu il tentativo di stimolare il mercato degli investimenti favorendo le piccole imprese locali. Ci si appellò alle indicazioni formali di progetto, sia nella distribuzione spaziale, che nelle scelte formali, approntando un impostazione formale scandinava : con facciate, pavimentazioni e contesti urbani descritti nel dettaglio. Al momento sono coinvolti nel progetto di Ørestad quasi solo architetti danesi; l unico progetto rimasto internazionale, l Archivio di Stato, da poco iniziato, è stato interrotto, come è avvenuto anche con gli altri progetti internazionali. Lo sviluppo di Ørestad è iniziato in maniera molto promettente. Era un progetto urbanistico che doveva emergere: il risultato ha messo in luce la mancanza di un dialogo tra i partner progettuali partecipanti e i gruppi interessati. La conclusione è che urbanistica significa dialogo, di nuovo dialogo. Ørestad non è una città isolata sull Amager, bensì parte dell Amager, e viceversa. Il progetto non dovrebbe portare solo ad un dialogo interno bensì anche ad un dialogo esterno sulla città. Alcuni noti architetti costruiscono qui vicino come mai non ci fu l occasione di concepire un progetto di più ampio respiro? Ørestad è stata definita dai progetti degli investitori; e gli interessi commerciali raramente si misurano con le idee innovative e con le nuove visioni architettoniche. Tutti gli edifici sono diventati segni di certe istituzioni commerciali e non di soluzioni architettoniche senza tempo. La città sta diventando una copia economica dell immagine realizzata in tre dimensioni, servita alla sua stessa vendita. La simulazione mostra una città senza macchia. E un mondo che si rivolge in primo luogo ad una clientela giovane e non alla molteplicità eterogenea di una città vera. Tra venti anni Ørestad diventerà una parte preesistente di Copenaghen, gli uomini useranno la città come comincerà l esperimento tuttavia non lo possiamo prevedere. La metropolitana sarà comunque molto influente sull intera area urbana di Copenaghen e diverrà un segno nella città. Poiché la vendita dei terreni del primo lotto è terminata, si può solo sperare in un cambiamento degli ultimi capitoli del processo. La città ha bisogno di spazi per sperimentare audacemente. Può essere troppo tardi per perseguire un impostazione visionaria prima di sopravvalutare una richiesta finanziaria. Se questo non dovesse

5 Testo in italiano 5 succedere, Ørestad oggi contribuisce solo al dibattito che mette a confronto la città moderna attuale con il centro commerciale di domani. L autrice ha studiato architettura ad Aarhus in Danimarca e a Londra. Dal 1999 ha un proprio studio di architettura Copenhagenoffice, insegna all Accademia reale d architettura di Copenhagen e, alla scuola di architettura di Aarhus. Pagina 408 Nuovo negozio Prada a New York Primo fra i negozi della stilista milanese realizzato secondo la nuova concezione di Rem Koolhaas, sarà seguito da due nuovi spazi rispettivamente a San Francisco e a Los Angeles. Non si tratta di un semplice negozio ma di uno shopping-experiment, secondo il quale di notte il negozio di moda si trasforma in una città della cultura, in un auditorium da 200 posti per conferenze o performance. Palcoscenico di queste attività è una grande onda in legno che dalla zona d ingresso si lancia verso il basso e funge da gradinata. Di giorno sulla gradinata vengono esposte le scarpe o le borse, mentre sulla parte posteriore l onda si sviluppa di nuovo verso l alto come compatta superficie in legno. Da questa superficie che può essere aperta a ribalta, si sviluppa una piattaforma. Attraverso una scala laterale più stretta il visitatore può accedere alle altre superfici di vendita: accessori e vestiti sono esposti tridimensionalmente e si muovono nello spazio su binari a soffitto comandati digitalmente, dando origine ogni volta ad un paesaggio interno in divenire. In uno specchio magico digitale il cliente si può vedere su tutti i lati in play back in slow motion. Sezione, scala 1: 750 Sezioni, scala 1:10 1 Lamiera di alluminio incollata su pannello in compensato 20 mm 2 Lastra livellante 3 Telaio in tubolare di alluminio 76/76 mm 4 Asta in alluminio 25/25 mm 5 Spessore intermedio in EPDM 6 mm 6 Pavimento: lamiera in alluminio incollata su lastra in compensato 20 mm; pannello in fibre morbide 12 mm 7 Trave in acciaio della struttura a ponte 8 Corrimano in profilo di alluminio estruso 9 Angolare in alluminio 25/25 mm 10 Legno tropicale zebrano 18 mm 11 Pannello in compensato 20 mm 12 Pannello in fibre morbide 12 mm 13 Spessore livellante in legno 14 Fasce in zinco posato ad intarsio 3/6 mm 15 Profilo ad fi 220 mm 16 Angolare in acciaio 40/60 mm Sezioni, scala 1:10 1 Vetro stratificato temprato, 2 10 mm 2 Spessore intermedio in EPDM 6 mm 3 Lamiera in alluminio incollata su lastra in compensato 20 mm 4 Pannello in compensato 20 mm 5 Pannello in fibre morbide 12 mm 6 Elemento d appoggio per il vetro in profilo ad fi di alluminio 7 Spessore livellante 8 Angolare in acciaio 100/75/8 mm 9 Soletta in c.a. su lamiera trapezoidale 10 Solaio in profili di acciaio 11 Parapetto in profili estrusi di alluminio 50/30 mm 12 Tubolare in acciaio inox 20/20 mm 13 Legno tropicale zebrano 18 mm, 14 Pannello in compensato 20 mm 15 Pannello in fibre morbide 12 mm 16 Lamiera in acciaio 3 mm 17 Profilo ad fi in acciaio 320 mm 18 Angolare in acciaio 40/60 mm 19 Controsoffitto in alluminio lucido Pagina 413 Ampliamento del Comune di Århus, Finlandia Il progetto di ampliamento con i m 2 di superficie realizzata si trova in un nuovo quartiere nei pressi della stazione centrale. Il volume si inserisce nell impianto prendendo le distanze dalla tipica caratterizzazione delle facciate in mattoni contrapponendo il vetro opaco stampato dall artista Finn Skødt. Tutti gli uffici sono orientati verso l esterno e verso il paesaggio urbano. Ispirandosi al Municipio della città creato da Arne Jacobsen ed Erik Møllers nel 1942, gli architetti hanno progettato al centro del corpo una grande hall coperta da una vetrata al centro, dove sono collocati tre ascensori in vetro e una slanciata scala con rampa e pianerottoli in calcestruzzo rinforzato con fibre. Planimetria generale, scala 1:3000 Pianta piano terra, scala 1:750 Sezione, scala 1:750 Sezione particolareggiata, scala 1:20 1 Passerella in c.a. rinforzato in fibre 35 64/1500 mm 2 Rampa in c.a. rinforzato con fibre /1500 mm 3 Trave mediana in c.a. rinforzato in fibre /660 mm 4 Pavimentazione in lastre di clinker 10 mm Sezione particolareggiata, scala 1:10 1 Profilo in acciaio inox 10/60 mm 2 Tondo in acciaio inox Ø 10 mm 3 Profilo in acciaio inox 10/60 mm 4 Profilo in acciaio inox 100/60/8 mm 5 Bullone con madre in acciaio inox 6 Parquet in frassino 22 mm incollato 7 Rampa in c.a. rinforzato con fibre /1500 mm 8 Trave mediana in c.a. 9 Corrimano in frassino Ø 40 mm 10 Profilo ad in acciaio inox 60/60/10 mm 11 Pianerottolo in c.a. rinforzato in fibre 35 64/1500 mm 12 Profilo in acciaio inox 50/10 mm Pagina 418 Museum a Schwienfurt, Germania A partire dagli anni 60, Georg Schäfer, fabbricante di sfere in ghisa, manifestò l intenzione di costruire un museo per la sua collezione di pittura e grafica del XIX secolo. Dopo il progetto di Mies van der Rohe e Alexander von Branca che non fu portato a compimento, al volume ad un solo piano ridotto in rovina, compreso tra il municipio e il ponte sul Meno, si andò ad integrare il corpo di fabbrica in travertino, su tre piani. Il secondo piano (esposizione stabile) occupa quasi l intera superficie del terreno mentre il primo piano (mostre temporanee) e il livello d ingresso, in corrispondenza dello zoccolo, arretrano notevolmente e favoriscono un graduale avvicinamento mediante rampe e scale mobili. Nella sala espositiva due scale a doppia rampa in c.a. con gradini in legno si incontrano nel mezzo dello spazio d ingresso e di quello distributivo, la seconda rampa ha un parapetto chiuso. Pianta piano ingresso, sezione hall, scala 1:750 Sezione longitudinale scala, sezione trasversale del parapetto in vetro, sezione trasversale del parapetto in legno, scala 1:10 1 Corrimano in massello di quercia 65/65 mm 2 Parapetto in vetro temprato 15 mm montato con: 3 Piatto d acciaio 10 mm, filo superiore parallelo all 1 4 Piatto in acciaio 10 mm filo superiore parallelo all 1, filo inferiore parallelo al gradino con 5 Coprigiunto saldato in acciaio 175/150/10 mm su 6 Piastra saldata in acciaio 250/150/20 mm 7 Rivestimento dello zoccolo in piallaccio di quercia, a tre strati, 9 mm fissato smontabile non a vista, filo superiore parallelo ad 1, filo inferiore parallelo al gradino 8 Listello di scuretto, 15/15 mm nero opaco in 9 Scuretto 10 mm 10 Gradino angolare 380/119 mm, impiallacciato in quercia 5 mm su pannello in particelle di legno 15 mm 11 Pannello in particelle di legno 10 mm aerato avvitato su gradino grezzo 12 Elemento parapetto, impiallacciato in quercia 5 mm su pannello in particelle di legno 20 mm su 13 Profilo cavo in acciaio 50/30/4 mm saldato al 5 Pagina 420 Scala mobile a Toledo Per lo storico centro d arte è stato costruito un impianto di scale mobili a cascata che portano il visitatore dal nuovo parcheggio per 400 auto ai piedi della città al cuore urbano. Il punto di partenza si raggiunge attraversando un breve passaggio sotto le fondamenta delle mura medioevali. Da un lato le scale sono state delimitate da una parete portante che viene piegata e aggetta per proteggere i passanti. La copertura verde sostenuta da una struttura possente è nascosta e cromaticamente si mimetizza. Per fissare la posizione della scala sui resti delle mura urbane, le piastre sono state fondate su pali trivellati. La scala che si estende su un altezza di 36 metri è stata suddivisa in sei rampe che si adattano alla topografia del luogo. Sezione, pianta, scala 1: Autorimessa interrata; 2 Mura della città; 3 Scala; 4 Scala mobile; 5 Centro antico Sezioni, scala 1:200 Sezione hh, scala 1:50 1 C.a. pigmentato, pensilina di copertura con inver dimento fino a 1200 mm 2 Faretti ad incasso Ø 320 mm 3 12 scale mobili ognuna divisa in tre rampe, fianco lucidato opaco 4 Lamiera di chiusura in acciaio inox lucidata opaca, 1 mm 5 Lamiera per il fianco, acciaio inox, antiruggine come il fianco della scala mobile 6 Listello estruso, piatto in acciaio inox 7 Corrimano in acciaio inox, tubolare Ø 30 mm, 1140 mm saldato a piatto d acciaio 8/50 mm; lamiera di rinforzo in acciaio inox, 8/50/210 mm; 4 viti in acciaio inox

6 6 Testo in italiano Pagina 424 Scale a Moscow/Idaho Ad un incrocio stradale, ai piedi della Moscow Mountain, nell area rurale dello stato americano di Idaho, si trova una piccola scala chiusa in un volume che serve da riparo agli scolari in attesa dell autobus, durante i giorni di pioggia e i nevosi mesi invernali. La struttura del volume è in compensato a quattro strati rivestito con lastre di alluminio ed è resa stabile grazie alla struttura della scala stessa in tavole laccate chiare con doppio fiancale in legno. Completamente prefabbricata in officina, la scala è stata portata in cantiere e fissata ad una struttura di fondazione puntiforme con quattro sostegni e due travi trasversali in legno. Planimetria generale, senza scala Pianta, scala 1:50 Sezione, scala 1:20 1 Lamiera in alluminio 2 mm 2 Cartone bitumato 3 Compensato curvato a tre strati, 19 mm 4 Elemento di connessione in angolare di acciaio 5 Elemento di connessione in massello 6 Rinforzo in profilo di legno 7 Legname squadrato 80/50 mm 8 Alzata in legno, s = 30 mm 9 Cosciale in legno 10 Trave in legno 100/150 mm 11 Scarpa in metallo ad fi 120/90 mm 12 Fondazione puntiforme in c.a. Pagina 427 Scala al Duomo di Skara, Svezia In occasione della ristrutturazione e del restauro del Duomo di Skara, la più antica città vescovile svedese, tra i vari interventi è stata anche disposta la conversione dell ex carbonaia in aula per il coro. Lo spazio, che si trova al piano interrato fuori dalle mura di confine della soprastante chiesa, grazie alla ristrutturazione è stato dotato di aerazione e illuminazione naturale oltre che di una scala che conduce direttamente alla piazza del Duomo. Un volume in pietra naturale con copertura in vetro, lascia penetrare la luce fino allo spazio del coro. La scala come tutti gli altri elementi di nuova costruzione, si distingue per rigore e sobrietàà: realizzata in lastre di metallo saldate, sembra fluttuare nel vuoto dal momento che non è fissata al pavimento né alla parete, ma ogni tre gradini l alzata poggia su una piastra inserita nel getto della parete laterale, anche il telaio del parapetto ha funzioni statiche. Sezione, piante, scala 1: Scala; 2 Coro; 3 Cripta; 4 Deposito Sezioni, scala 1:10 Sezioni, pianta, scala 1:50 1 Rivestimento in gomma 15 mm, rigato 2 Materassino fonoassorbente 10 mm 3 Piatto d acciaio10 mm 4 Strato di EPDM 5 Vetro stratificato mm 6 Vite M10 con anello di EPDM e distanziatore 7 Lastra in pietra naturale 8 Piastra saldata 15/310/200 mm 9 Lamiera in acciaio Pagina 430 Ginnasio a Markt Indersdorf Ai margini del sobborgo, non lontano dalla capitale bavarese, in seguito ad un concorso per un ginnasio con palestra è stato realizzato un volume rigoroso e compatto ad anello di forma rettangolare. All interno si trovano alcuni spazi di disimpegno, verso l esterno le aule e gli spazi per i corsi; quelli per il corpo insegnante e per la direzione sono ad un livello inferiore. In questo contesto sono state inserite una palestra e una zona per la ricreazione. Le due gradinate completano la corte interna: quella nello spazio pausa funge sia da Aula Magna che da ingresso; l altra definisce il cortile e serve la palestra. Planimetria generale, scala 1:5000 Sezioni piano superiore, scala 1:750 1 Spazio pause 2 Cortile 3 Palestra 4 Laboratori 5 Disegno-attività pratiche 6 Aule insegnamento e corsi 7 Vuoto Particolare costruttivo, scala 1:20 1 Gradino prefabbricato in c.a., superficie antis drucciolo 2 Elemento di appoggio in EPMD 3 Trave con profilo dentato in c.a. 4 Malta 5 Rampa della scala: materassino di protezione 15 mm; impermeabilizzazione bituminosa a doppio strato; isolamento in foamglas 60 mm; bitume caldo di incollaggio; c.a. 200 mm 6 Bacchette parapetto e corrimano in profilo d acciaio 30/20/3 mm, colorato 7 Manicotto in doppio profilo d acciaio ad 50/30 mm, saldato 8 Riempimento in malta fluida con resine epossidiche 9 Appoggio in lamiera di acciaio, profondità = 10 mm 10 Fuga aperta per evacuazione dell acqua 11 Canale di scolo 12 Connessione lucernario spogliatoio 13 Fuga di malta, elasticità permanente 14 Morsetto Pagina 434 Palestra a Zug L area dove è stata collocata la nuova palestra per sportivi, ai margini della capitale svizzera, è divisa dai binari della ferrovia in zona residenziale e zona industriale, elemento che definisce il tracciato urbano. L eterogeneo paesaggio di padiglioni, edifici residenziali e nuovo complesso amministrativo da poco costruito, è privo di chiari riferimenti, sia di orientamento che di linguaggio architettonico o volumetrico. Gli architetti B&C aprono lo spazio tra il volume della palestra e quello del palaghiaccio di qualche grado, non seguendo ma giocando con l orientamento di quest ultimo. L immagine esterna della palestra non rivela nulla delle funzioni contenute né dell organizzazione interna. L involucro in vetro che muta con la luce diurna non lascia trasparire nulla né dall interno verso l esterno né viceversa. Dietro la doppia pelle isolante, in vetro profilato industriale rivestito con materiale colorato, aderisce un involucro in legno, eccezion fatta per i pilastri in c.a. prefabbricati. Come scolpita in un monolita di c.a., la scala a doppia rampa collega tre piani. In contrapposizione a questo volume si trovano scale in acciaio zincato. Planimetria generale, scala 1:10000 Pianta piano interrato, piano terra, piano primo, scala 1: Ingresso sportivi; 2 Spogliatoi; 3 WC; 4 Spazio insegnamento; 5 Impianti; 6 Attrezzi; 7 Ingresso spettatori; 8 Aula teoria, divisibile; 9 Aula training; 10 Vuoto Sezione della rampa della scalinata, pianta piano interrato, pianta piano terra, scala 1:100 1 Ascensore 2 Ripostiglio 3 Scala, calcestruzzo a vista, colorato nero, rapporto alzata/pedata 180/290 mm 4 Piastra pavimento in calcestruzzo impermeabile 5 Soletta del piano in calcestruzzo a vista 6 Pavimentazione: Parquet 20 mm; pavimento in battuto di cemento 60 mm; piastra di calcestruzzo 50 mm; nervature in c.a. 520/200 mm; calcestruzzo a vista, colorato nero, 220 mm Pagina 439 Casa d abitazione a Kajigaya La casa presso Kawasaki a sud di Tokyo è stata concepita per una giovane famiglia con una pianta flessibile che considera le caratteristiche richieste dal committente: in ogni singola stanza egli desiderava percepire una relazione con l intero edificio. Per questo gli architetti hanno creato una pianta cruciforme. Intorno alla scala centrale hanno raggruppato gli spazi privati che possono essere chiusi mediante porte scorrevoli. La scala, che non è solo elemento di collegmento, con la sua sottile struttura e le pedate in metallo stirato rimane trasparente lasciando entrare nello spazio interno la luce naturale. Sezione, piante, scala 1:200 1 Ingresso; 2 Zona soggiorno; 3 Pranzo; 4 Cucina; 5 Hobby; 6 Biblioteca; 7 Zona notte; 8 Terrazza; 9 Guardaroba Particolari costruttivi, scala 1:10 Sezione del vano scala, scala 1:50 1 Compensato laccato chiaro 2,3 mm 2 Profilo in acciaio laccato 30/30 mm 3 Piatto d acciaio laccato 90/4,5 mm 4 Distanziatore in lamiera di acciaio 4,5 mm 5 Pavimento: piastrelle in sughero cerato 5 mm compensato 24 mm 6 Pavimentazione: assi in quercia trattata a cera 12 mm; pannelli radianti 12 mm; compensato 12 mm; isolante poliuretanico 30 mm 7 Legname squadrato 105/105 mm 8 Isolante poliuretanico 20 mm 9 Compensato 12 mm 10 Legname squadrato 45/90 mm 11 Corrimano in profilo d acciaio laccato 40/20 mm Pagina 442 Casa a Martinszell La casa d abitazione con appartamento annesso è stata progettata in analogia con le tecnologie tradizionali delle case della regione dell Allgäu. Su uno zoccolo massiccio con involucro in calcestruzzo a vista, è stata posata la struttura in legno. I due corpi di fabbrica si differenziano non

7 Testo in italiano 7 solo nella materialità, ma anche nelle proporzioni. Il sopralzo in legno con copertura a falde è più stretto e più profondo rispetto al piano interrato ed è posizionato sfalsato così da formare nella zona sottostante una superficie all aperto terrazzata e dalla parte opposta una zona d ingresso protetta da un aggetto. La scala interna parte dal piano terra con un gradino in cls isolato sul piano cementizio. Senza connessione, sopra di questo fluttua il corpo vuoto della scala in legno che prosegue verso l alto forando la soletta in c.a. Le pareti lucide della scala senza corrimano arrivano fino al piano mansardato lasciando percepire l altezza totale dell edificio. Nel piano superiore i fiancali della scala sono stati progettati in modo tale da diventare scaffali. Sezioni, scala 1:250 Pianta piano primo e piano terra, scala 1:250 Sezione, scala 1:50 1 Ingresso; 2 Appartamento annesso; 3 Cucina; 4 Bagno/WC; 5 Garage; 6 Soggiorno; 7 Camera da letto; 8 Giardino d inverno; 9 Terrazza; 10 Fiancale in legno; 11 Massello; 12 Gradino in cls con fuga in malta Legenda, scala 1:10 1 Angolare in alluminio nero 2 Lastra, su entrambi i lati impiallacciata, 40 mm 3 Elemento incollato 40/40 mm 4 Innesto in piatto d acciaio s = 8 mm 5 Pedata in massello di betulla 40 mm 6 Manicotto con vite di sicurezza antiribaltamento, filetto Ø 20 mm 7 Pannelli in legno di betulla 20 mm sistema di fissaggio non in vista 8 Solaio armato 9 Massetto riscaldante lucidato e cerato 65 mm Pagina 450 Le scale come via di fuga Kurt Klingsohn La scala di emergenza. Le scale che in un edificio hanno fondamentalmente una funzione di collegamento, sono viste dai regolamenti edilizi come mezzo per portare in salvo le persone e per estinguere un incendio. La scala costituisce la parte verticale delle prime vie di fuga costruite. Ogni livello non corrispondente al piano di calpestio e i volumi di copertura abitabili o agibili di un edificio devono essere raggiungibili, almeno con una scala. I regolamenti edilizi chiamano questa scala scala di emergenza. La dimensione degli edifici stabilisce il numero delle scale di emergenza: rispetto ad ogni punto di una zona di permanenza o di un piano interrato, la scala deve essere raggiungibile circa ogni 35 metri (vd. tabella a pag. 452). Il numero e la posizione delle scale di emergenza è variabile: in luoghi di alloggio o di riunione per 150 persone è prevista una via di fuga larga 1 metro, nei centri commerciali, dove il numero di persone non è prevedibile, ogni 100 m 2 di superficie commerciale bisogna calcolare 30 cm di larghezza di uscita e larghezza della scala. Un importante caratteristica per una scala di emergenza è la larghezza dell occhio tra i corrimani. La larghezza netta della rampa e dei pianerottoli deve essere sufficiente per il passaggio del maggior numero di persone prevedibile. La larghezza minima della rampa è variabile (vd. tabella di pag. 80); avrebbe senso calcolarla secondo il rapporto larghezza rampa/persone a partire da un minimo di 55 fino a 60 cm. Nel caso in cui le rampe siano molto lunghe e colleghino più piani, la larghezza netta di una scala dipende anche da fattori come il requisito di facilitare il passaggio di una barella orizzontale: le barelle, regolate dalla norma DIN , hanno una larghezza di 0,6 metri e una lunghezza (con maniglia estraibile) di 2,26 metri. Per un efficace e rapido salvataggio oltre che per estinguere un incendio è da verificare che le scale di emergenza colleghino tutti i piani e il tetto senza interruzione. Gli elementi portanti delle scale di emergenza devono resistere al fuoco 30 minuti e in edifici di altezza limitata (imm. 2) non devono essere realizzate con materiali infiammabili o devono almeno ostacolare la diffusione del fuoco. Oltre al requisito di resistenza al fuoco, è importante realizzare un vano scala chiuso, che anche in caso di azione diretta del fuoco rimanga almeno per i vigili del fuoco percorribile senza che le fiamme si propaghino tra i gradini. Le scale mobili non sono ammesse come scale di soccorso. Devono avere un corrimano rigido e non avere il terminale libero. Ogni scala antincendio deve trovarsi nel proprio vano. Il vano scala. Deve avere le seguenti caratteristiche: deve essere sicuro contro la propagazione di fiamme e fumo dai piani; deve assicurare protezione dall infiltrazione di fuoco e fumo dall esterno; deve essere progettato in modo tale che il fumo sia aspirato rapidamente; deve costituire la via di fuga a più lunga resistenza e di più sicura percorribilità; i vani scala devono avere un carico d incendio nullo; devono possedere una diretta e sicura via d uscita all aperto; devono poter essere esposti alla luce e/o illuminati. Il vano scala deve avere il requisito fondamentale di resistenza al fuoco di 90 minuti, a meno che ci siano aperture verso corridoi o altri spazi, che contrariamente alla regola generale di solito non sono chiusi con porte REI 30. In edifici di media altezza, i muri dei vani scala devono essere tagliafuoco. Anche le porte di ingresso agli appartamenti devono essere REI 90. I requisiti di una parete tagliafuoco sono: massa e stabilità statica; in particolare occorre fare attenzione che la resistenza al fuoco non sia compromessa da fessure, nicchie ed altri elementi. Inoltre, sulle pareti del vano scala non possono essere realizzati elementi in vetro o in materiali simili, in particolare accanto o sopra le porte in legno. Vale il principio: quello che non è un apertura, è parete. Le scale di sicurezza collegano tutte le solette di piano e devono impedire una propagazione orizzontale. Da questo deriva l esigenza di realizzare una scala antincendio o almeno a prova di fumo. Il numero, il tipo di aperture e il relativo sistema di chiusura definiscono la sicurezza del vano scala. Il vano scala può essere sia interno che esterno: le scale all aperto prive di vano, sono considerate dagli uffici tecnici come scale di sicurezza, anche se in caso di ghiaccio e di neve non sono agibili in maniera sicura. (imm. 3) Vano scala esterno. Ogni scala di sicurezza esterna poggia contro un muro esterno e ha un uscita diretta verso un luogo sicuro aperto. In linea di massima il legislatore richiede per un progetto una scala di sicurezza in vano esterno, che consenta la realizzazione di finestre per l eliminazione del fumo. I vani scala di sicurezza esterni, devono avere in corrispondenza di ogni piano interrato almeno una finestra di dimensione minima di 0,50 m 2 che conduca direttamente all aperto e che sia apribile. Le finestre ricavate sul muro esterno del vano devono avere una distanza minima di almeno 1,5 metri oppure 5 m. di distanza con un angolo inferiore a 120 (imm. 5 7). Una parete esterna di un vano scala vetrato, anche se non infiammabile ma non resistente al fuoco, è ammissibile solo se negli edifici posti frontalmente non ci sono finestre o altri elementi infiammabili. Da tamponare sono naturalmente le finestre ricavate nelle pareti interne dei vani scala che in passato erano usate per portare un po di luce nei bagni interni o nelle cucine. Tutte le aperture nei muri tagliafuoco REI 90 e in pareti con resistenza meccanica al fuoco di 30, devono essere dotate di porte con dispositivo di chiusura automatica ed essere a prova di fumo. Un particolare rischio di incendio sussiste nelle cantine, nei negozi, nei laboratori, nei depositi, nelle dispense e nelle pavimentazioni delle coperture. Proprio l incendio in cantina è quasi sempre collegato alla propagazione di fumo attraverso il vano scala. In questo caso sono necessarie almeno porte che impediscano la diffusione delle fiamme e con un dispositivo di chiusura automatica. Si dovrebbe comunque evitare che spazi con alto carico d incendio, unità residenziali o ad uso simile, siano collegati direttamente con il vano scala, e dovrebbe essere sempre presente un disimpegno o un anticamera. In edifici con più di quattro appartamenti o unità al piano, si richiede la realizzazione di comparti. I disimpegni e le anticamere devono essere dotati di una porta a prova di fumo secondo la DIN (imm. 11,12). Il corpo scala può essere coperto in vetro, cosa che tra l altro garantisce l illuminazione naturale. Le pareti del vano devono essere realizzate dal piano inferiore fino a quello superiore in materiali non infiammabili. Nei vani delle scale di sicurezza e nelle loro uscite all aperto, rivestimenti, intonaci, materiali isolanti, controsoffitti ed ogni com-

8 8 Testo in italiano ponente edile devono essere in materiali non infiammabili. I pavimenti vanno realizzati con materiali altamente resistenti al fuoco (classe B1), i rivestimenti tessili dovrebbero essere incollati solo su superfici orizzontali su fondo a base minerale, ma non ad esempio sul fianco della scala. In casi di particolare rischio di incendio e con una densità di affollamento prevedibilmente alta, l illuminazione elettrica del vano scala va collegata al sistema di illuminazione d emergenza. Vano scala interno. Tutti i requisiti richiesti per i vani scala esterni sono applicabili anche a quelli interni. Il regolamento dei Vigili del Fuoco ammette anomalie di principio nei vani scala esterni, ma non ammette deroghe nelle scale interne. La mancanza di finestre nei muri esterni è sopperibile con l installazione di un sistema di aspirazione di fumo indipendentemente dal numero dei piani anche se la possibilità che gli utenti siano minacciati dal fumo è alquanto rara. Per minimizzare l ingresso di fumo nel vano scala, con il variare delle situazioni, si deve: disporre di porte a tenuta di fumo con dispositivo di chiusura automatica e resistenza al fuoco di 30 minuti o almeno porte con dispositivo di chiusura automatica e porte tamponate fra il corpo scala e le unità d uso comune per spazi con carico di incendio (appartamenti, spazi industriali) che sboccano direttamente sul vano scala; istallare porte a tenuta di fumo con dispositivo di chiusura automatica tra vano scala e corridoio oppure tra anticamera e vano scala, disporre di un corridoio o un anticamera; disporre di un dispositivo di chiusura di sicurezza se l unità presenta un alto carico di incendio (garage medi e grandi, depositi con materiali infiammabili) Importante per i Vigili del Fuoco è la disponibilità di un occhio della scala di 15 cm di larghezza per portare senza problemi manichette antincendio. Nel caso di palazzine superiori ai cinque piani viene richiesta anche la realizzazione di una colonna montante a secco che faciliti l installazione di una manichetta antincendio cosa che altrimenti richiederebbe molto tempo. Estrazione fumi dal vano scala. In aggiunta alle finestre nel vano scala appoggiato ad un muro esterno nell edificio con più di cinque piani (in avvenire edifici con un altezza maggiore di 13 metri ), si richiede un apparecchio di estrazione dei fumi nella parte superiore del corpo scala. In impianti di particolare tipo o uso può essere previsto che l apparecchio d estrazione dei fumi possa essere messo in funzione anche da altri luoghi, la situazione ideale sarebbe che lo fosse ad ogni piano, in particolar modo nel caso di scale di soccorso interne. Il rapporto per il dimensionamento dell apparecchio di estrazione dei fumi deve corrispondere al 5% della superficie di base della scala a partire da un minimo di 1 m 2. Purtroppo spesso l estrazione del fumo viene realizzata con un apertura di 1 m 2 che può essere aperta solo parzialmente. La disposizione nel punto più in alto, significa che il 50% delle aperture di estrazione del fumo devono stare a più di due metri dalla quota del pavimento dell ultimo piano con zone di soggiorno. Nel punto di regolazione deve essere riconoscibile se l estrazione del fumo è attiva o no. Apparecchi con rivelatori di fumo automatici devono poter essere regolabili anche manualmente, nel caso in cui l automatismo non funzioni. I punti di comando al piano devono essere contrassegnati dalla seguente scritta: estrazione fumo, mentre al piano terra è da aggiungere un ulteriore indicazione Durante l azionamento aprire tutte le porte verso l esterno in modo tale che nel corpo scala possa fluire aria fresca. L alloggiamento del comando non deve avvenire assolutamente in una scatola rossa perché non sia scambiata per un tasto di segnalazione, e nemmeno deve essere danneggiabile dall azione del calore o da una caduta di tensione elettrica. Le rampe non devono essere divise da pareti o da spazi vuoti e nemmeno trovarsi intorno ad un ascensore; l asportazione di fumo deve essere possibilmente rettilinea e possibilmente attraverso l occhio tra le rampe. Il vano scala di sicurezza. Per grattacieli e palazzi multipiano, la seconda via di fuga non può più essere la finestra cui viene appoggiata la scala di salvataggio dei pompieri. Il regolamento edilizio consiglia la disposizione di più vani scala o di una scala in un vano scala di sicurezza. Il vano scala di sicurezza non deve permettere che fuoco e fumo penetrino e si diffondano; deve essere utilizzabile anche in caso di incendio e vale come seconda via di fuga. Il fumo dell incendio insieme a quello che si propaga dall edificio viene allontanato, non penetra o se penetra è solo in quantità trascurabili. Nel caso di vani scala di sicurezza appoggiati ad un muro esterno, l evacuazione dei fumi avviene grazie all uscita su uno spazio aperto: un passaggio aperto o un balcone che devono trovarsi in piena corrente d aria. Il vano scala di sicurezza non deve avere nessuna apertura verso altri spazi, tanto meno nel piano interrato, negli spazi dove si trovano impianti, canali a caduta per l immondizia. Le finestre per l illuminazione sono ammesse solo se sono protette e non sono apribili. Si deve prevedere che le finestre del vano scala di sicurezza che si aprono verso luoghi con passaggio pubblico abbiano vetrate resistenti al fuoco. Vani scala di sicurezza interni Il vano scala di sicurezza interno sembra per definizione un paradosso: da un lato un vano scala salvo prescrizioni di prevenzione antincendio solitamente si trova all interno, dall altro canto si permette che un vano scala venga realizzato all interno solo secondo i più alti requisiti di prevenzione antincendio, cioè in modo tale che né fumo, né fiamme vi si possano diffondere. Come accennato precedentemente, la realizzazione di finestre nei vani scala di sicurezza sono inutili nel caso dell estrazione dei fumi, dato che il fumo per definizione non vi può penetrare, il legislatore è quindi dell opinione che attraverso misure particolari si può comunque raggiungere un adeguata sicurezza. Le seguenti caratteristiche sono passibili di autorizzazione: Vani scala di sicurezza in un pozzo con aerazione naturale, le così dette Firetower (imm. 5) Vani scala di sicurezza con aerazione forzata e sistema di chiusura di sicurezza. Scala di soccorso. Questo tipo di sistema di salvataggio non può essere adottato dal progetto già in fase iniziale come una via di soccorso verticale di emergenza ma deve essere adottato in un secondo tempo se in edifici preesistenti la seconda via di fuga non né assicurata né disponibile. Devono essere realizzate in modo tale da non compromettere la sicurezza attraverso le aperture ricavate nel muro esterno. La singola lunghezza di rampa è limitata all altezza del piano. Le scale devono essere realizzate in materiali non infiammabili ed essere larghe almeno 65 cm e protette da un parapetto. Devono portare ad almeno un uogo sicuro dove ricevere ulteriore soccorso. Le scale possono anche servire i vigili del fuoco (imm.1). Le scale devono essere appoggiate ad un muro resistente al fuoco ed essere distanti 5 metri da aperture non protette. Scale non di soccorso. Spesso in edifici rappresentativi si desiderano, solo per questioni estetiche, scale all aperto non protette. Tali scale non possono essere considerate scale di emergenza e salvo eccezioni non devono collegare più di due piani. Eventualmente potrebbero essere considerate sostitutive di una seconda via di fuga. Devono essere appoggiate ad un muro resistente al fuoco (imm.9 pag 454) ed essere distanti 5 metri da aperture non protette (imm. 3). 1 Scala di emergenza in caso di incendio 2 Limiti di altezza del regolamento edilizio e coordinamento scala. In edifici di altezza limitata sono sufficienti scale a pioli mobili, in edifici di media altezza si richiedono vie di fuga verticale, in edifici multipiano e in grattacieli tutte le vie di fuga devono essere realizzate in muratura. 3 Passerella di soccorso e scala di un edificio per uffici, Unterfoehring, 2002 Distanza permessa da un luogo di soggiorno ad una scala di emergenza secondo il regolamento tipo: grattacieli, scuole, centri commerciali, 25 m; garage chiusi e interrati, ospedali, 30 m; alberghi e ostelli 35 mt; garage aperti, 50 m; 5 Vano scala, Duisburg L autore è perito competente ed è stato fino al 1993 direttore della sezione per la prevenzione incendi dei vigili del fuoco, Monaco di Baviera.

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