E possibile RAPPRESENTARE

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1 il rilievo

2 E possibile RAPPRESENTARE L IDEA PROGETTUALE assegnando i caratteri dimensionali e formali al manufatto architettonico La REALTA ma è necessario conoscerla attraverso il RILIEVO L Architettura trova nel rilievo lo strumento di traduzione dalla realtà alla sua trascrizione grafica.

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4 RILIEVO e RAPPRESENTAZIONE Strumenti mediante il quale è possibile discretizzare l architettura nelle sue parti e negli elementi costitutivi. Il RILIEVO è un operazione critica complessa e impegnativa, da effettuare in campi conoscitivi diversi, per potere comprendere le regole sottese all Architettura e quindi preservarne la sua integrita in un possibile e fattibile progetto di recupero, di riuso-adeguamento, senza stravolgerne le intrinseche peculiarità morfologiche

5 Il RILIEVO è un operazione cognitiva e documentativa fondamentale per la TUTELA e la VALORIZZAZIONE del PATRIMONIO ARCHITETTONICO, attraverso cui indagare la SOGGETTIVITA e l OGGETTIVITA del bene culturale: le forme, le cause e le ragioni del loro essere stati e del loro organizzarsi

6 Carta di Venezia Il significato di Bene Culturale viene esteso non solo al monumento, al singolo edificio architettonico isolato, ma anche all ambiente urbano e paesistico, che costituisce testimonianza di civiltà con significato culturale

7 BENI CULTURALI A GRANDE SCALA Il paesaggio, l ambiente Gli insediamenti Le infrastrutture Le reti di comunicazione La città, i paesi Il Centro storico Il quartiere A SCALA MEDIA L edificio, il monumento I componenti architettonici I siti archeologici A PICCOLA SCALA Il reperto archeologico Gli arredi fissi e mobili Le opere pittoriche Le opere museali Il libro

8 SI DICE CHE: IL RILIEVO E CRITICO IL RILIEVO E PRECISO IL RILIEVO E OGGETTIVO IL RILIEVO E SELETTIVO IL RILIEVO COMUNICA IL RILIEVO E PROPEDEUTICO IL RILIEVO E CONOSCENZA IL RILIEVO RIVELA IL RILIEVO E INFORMAZIONE IL RILIEVO E INTERPRETAZIONE SENZA RILIEVO NON C E RECUPERO

9 Il Rilievo si attua attraverso l astrazione della misura e si avvale: 1. di una componente teorica e critica; (in quanto atto interpretativo) 2. di una componente pratica ed operativa. (cioè trasmissibile e verificabile, che fa capo a specifici metodi e a procedure) SOGGETTIVO SOGGETTO ALL INTERPRETAZIONE DEL RILEVATORE RILIEVO = STRUMENTO (esperienza, cultura, precisione..) OGGETTIVO RIGORE SCIENTIFICO Il rilievo inoltre da un lato assume un ruolo autonomo in quanto disciplina a sé stante, dall altro un ruolo di supporto ad altri ambiti applicativi, quali il restauro, la manutenzione, etc.

10 Obiettivi e ruolo del rilievo Attraverso il RILIEVO l opera si dischiude al rilevatore, svelandosi nei suoi caratteri QUANTITATIVI e QUALITATIVI facendo quindi emergere la conformazione esterna ed interna del manufatto, i dati materici e dimensionali, lo stato di conservazione o di degrado, la presenza ed il ruolo di elementi decorativi, lo schema distributivo e funzionale, i meccanismi statico-funzionali ma soprattutto tutte quelle valenze che definiscono l individualità, l irripetibilità del singolo manufatto, l origine e le mutazioni, le particolarità e le caratteristiche costanti, le anomalie.

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12 Progressivi livelli di indagine correlati tra loro in relazione: NATURA DELL OPERA FINALITÀ CUI È DESTINATO IL RILIEVO Lettura storico-critica Catalogazione del patrimonio architettonico Censimento dei beni architettonici Conservazione, recupero e restauro Archeologia 1999 Seminario Internazionale di Studio Gli strumenti di conoscenza per il progetto di restauro - verso la carta del Rilievo Architettonico Carta del Rilievo Architettonico e che suggeriscono al rilevatore gli specifici campi di indagine e i diversi gradi di approfondimento che ne studiano le caratteristiche GEOMETRICO-SPAZIALI STILISTICO-FORMALI STATICO-FISICHE

13 RILIEVO = PROCESSO ANALISI SINTESI ANALISI l oggetto viene decostruito attraverso un percorso critico a ritroso delle fasi progettuali per comprenderne l evoluzione nel tempo, i processi progettuali e costruttivi. Selezione dei dati acquisiti SINTESI delle notizie acquisite ed elaborate porteranno a specifiche conclusioni: - origine del manufatto - trasformazioni -condizioni statiche - destinazione d uso - graficizzazione in scala adeguata Attraverso il rilievo lo studioso compie un operazione di LETTURA e di DISCRETIZZAZIONE dell organismo architettonico

14 DISEGNO METALINGUAGGIO STRUMENTO OPERATIVO e DI COMPRENSIONE, MEZZO CRITICO PER GRAFICIZZARE, RAPPRESENTARE CIO CHE SI E RILEVATO ATTRAVERSO IL DISEGNO L ARCHITETTURA VIENE DECODIFICATA E RAPPRESENTATA CON CARATTERI DI DESCRITTIVITA DOCUMENTARIETA RAPPRESENTATIVITA Il processo conoscitivo, reso comunicabile attraverso grafici rappresentativi di rilievo, permette di poter organizzare un programma operativo di intervento e gestione del bene architettonico orientato e corretto per la sua tutela, il restauro e la valorizzazione

15 Attraverso il rilievo l architettura viene discretizzata nelle sue parti e nei suoi elementi costitutivi, pervenendo attraverso la decodifica del testo architettonico alla comprensione delle regole sottese al sistema complessivo. Il rilievo si fonda su di una raffigurazione di tipo analitico basata sulla selezione dei dati resi in grafici ricchi di contenuto informativo e regolati da apposite convenzioni.

16 Obiettivi e ruolo del rilievo Il rilievo di un manufatto architettonico prevede: il rilievo del contesto storico e geografico entro cui si inserisce; il rilievo metrico e architettonico; l individuazione delle geometrie sottese alla forma; il rilievo materico; il rilievo tipologico-strutturale; il rilievo delle tecniche costruttive; il rilievo del colore; rilievo del degrado Il rilievo ha come esito la conoscenza di un manufatto architettonico reso attraverso la ricostruzione di un modello omologo, di un modello capace cioè di rendere espliciti i significati del reale.

17 Il rilievo dovrà essere sviluppato in relazione al fine cui è destinato: RILIEVO GEOMETRICO - E legato alla configurazione fisica della realtà. Descrive i caratteri quantitativi, dimensionali del manufatto. Si analizza più la forma che l immagine. RILIEVO ARCHITETTONICO - disegno delle apparenze. Descrive i caratteri qualitativi, formali. Scende nei dettagli, negli elementi decorativi. Sovrapposto al geometrico diventa grafico integrativo RILIEVO TEMATICO - analizza, descrive, graficizza i fenomeni e gli effetti prodotti dal tempo, utilizzando tecniche grafiche con mappature di colore o retini o simboli normal (Istituto Centrale di Restauro)

18 Duomo di Enna Esprime la configurazione geometrica delle superfici, che definiscono lo spazio interno ed esterno dell organismo e restituisce oltre i valori QUANTITATIVO- DIMENSIONALI, anche le QUALITA MORFOLOGICO- GEOMETRICHE Rilievo geometrico

19 RILIEVO ARCHITETTONICO Integrando il disegno geometrico con le valenze architettonico-decorative dell organismo secondo il corretto modo della schematizzazione degli elementi architettonici si ha il rilievo architettonico che esprime e caratterizza l aspetto fisico-architettonico del manufatto

20 RILIEVO ARCHITETTONICO

21 Rilievo tematico Chiesa di S. Nicola, Catania

22 Rilievo tematico: materiali Chiesa di S. Agata alle Verginelle, Catania

23 Rilievo tematico: degradi Chiesa di S. Nicola, Catania

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25 FASI DEL PROCESSO DI RILEVAMENTO

26 Modelli di rilievo

27 Logica intellettuale Con il termine documento si indica qualsiasi cosa sia portatrice di significato. Un concetto quindi che si allontana dall'essere unicamente qualcosa di leggibile sotto forma di parola scritta, ma risulta dalla capacità del ricercatore di interrogare un materiale. Un materiale diventa documento nel momento in cui è in grado di suscitare interesse agli occhi di chi lo osserva.

28 Logica intellettuale Ricerca storico-archivistica...la storia non è una compilazione di fatti, ma la comprensione di uno sviluppo della vita in atto. Sigfried Giedion fonti bibliografiche, ricerche di archivio, fonti iconografiche, piante e planimetrie catastali, materiale fotografico storico

29 fonti bibliografiche Logica intellettuale E indispensabile conoscere a fondo le problematiche relative al tema, i vari contributi critici e gli studi condotti anche in ambito disciplinare diverso ma affine. Guardare le note e la bibliografia di ogni testo consultato per trarre ulteriori suggerimenti LIBRI AUTORE - DATO G. oppure GIUSEPPE o viceversa G. o GIUSEPPE DATO Titolo - La città di Catania. Forma e struttura Luogo di stampa -Roma Casa Editrice Officina Edizioni data di edizione Esempio: G.DATO, La città di Catania. Forma e struttura , Officina Edizioni, Roma 1983 SAGGIO IN VOLUME DI PIÙ AUTORI AUTORE, titolo saggio, in AUTORE, titolo volume, luogo e data ARTICOLO SU RIVISTA O PERIODICO AUTORE, Titolo saggio, in AUTORE, Titolo rivista o periodico, luogo e data Atti di Convegno AUTORE Titolo, in Titolo Convegno, Atti del Convegno,luogo e data Catalogo AUTORE (a cura di), Titolo, Catalogo, luogo e data Enciclopedie AUTORE, soggetto, in Dizionario o Enciclopedia, luogo e data, ad vocem

30 fonti d Archivio Logica intellettuale Spesso le notizie bibliografiche raccolte si rivelano insufficienti per chiarire la storia dell organismo architettonico o comunque subentra il desiderio e la volontà del ricercatore di andare oltre consultando documenti diretti e fonti manoscritte. Archivio di Stato di Catania via Vittorio Emanuele, 156 L'Archivio di Stato di Catania, quale archivio provinciale, fu il primo a sorgere in Sicilia nel 1854, in esecuzione della legge organica emanata da Ferdinando II di Borbone, re del Regno delle Due Sicilie, il 1 agosto 1843, con la quale si istituivano nelle province siciliane gli Archivi provinciali, già creati nella parte continentale del Regno, e si trasformava l'archivio di Palermo in Grande Archivio. Durante il fascismo la sua denominazione subì una lieve modifica: divenne quella di archivio provinciale di Stato; ciò in virtù del regio decreto 22 settembre 1932, n. 1931, che inquadrava nei ruoli statali il personale degli archivi delle province napoletane e siciliane; e tale rimase fino al 1940, quando divenne sezione di archivio di Stato. Con l entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, la denominazione divenne "Archivio di Stato". Documenti conservati: Notai ( date estreme dei registri, consistenza, collocazione archivistica) Intendenza borbonica ( Lavori pubblici, agricoltura industria e commercio, Alta Polizia, Culto,Istruzione pubblica, affari comunali) Prefettura (eredita i compiti dell Intendenza oltre la Questura, Intendenza di Finanza, Usi civici-vertenze demaniali, Stato Civile oltre alla documentazione giudiziaria, Tribunale civile e penale Beni ecclesiastici ( suddivisione in serie e indicazione dei pezzi relativi al comune) Archivi di famiglie private (argomento, anni, consistenza, collocazione archivistica) Corporazioni religiose soppresse ( argomento, anni, consistenza collocazione archivistica)

31 Logica intellettuale Archivio Comunale di Catania via S. Agata, 2 (aperto dal Lun. al Sab ; Mart. e Giov ) Le mutilazioni subite dall archivio a causa del terremoto del saccheggio e dell incendio del 1944, lo hanno privato di una ricchezza di documentazione relativa alla storia del nostro Comune. Esso tutt oggi conserva gli Atti della Regia Cancelleria di Sicilia riguardanti la nostra città ( ), diverse trascrizioni degli Atti dei Giurati ( ) effettuate da Matteo Gaudioso, i Riveli della Regia Deputazione di Sicilia ( ) e del Tribunale del Real Patrimonio ( ), i Registri dello Stato Civile ( ), il Verbale del plebiscito di annessione della Sicilia al Regno d'italia del 1860, gli Atti del Consiglio Comunale ( / ) le Deliberazioni di Giunta ( ), i Sussidi alle famiglie dei militari ( ), gli Esiti di leva ( ), le pratiche edilizie ( ), versati dall'ufficio Tecnico Comunale. È altresì conservato l'archivio Familiare "Eredi Verga"- che raccoglie lettere, carteggi, atti giudiziari, contabilità libri, ed altra varia documentazione, accumulatasi in quasi due secoli di vita quotidiana della famiglia dello scrittore e pervenuta per donazione al Comune di Catania - nonché pellicole originali dei Films dell'attore Catanese Angelo Musco" ( ) Archivi Ecclesiastici Archivi Parrocchiali che abbiano avuto la notifica di notevole interesse o dei quali sia stato possibile avere notizie dirette Archivio Storico della Diocesi di Catania (v. V.Emanuele lun-ven ,30) Archivio della Diocesi di Acireale Archivio della Diocesi di Caltagirone

32 Logica intellettuale fonti iconografiche: Ichnos, dal greco antico, impronta e quindi traccia, segno tangibile del passaggio umano Nell'ambito della ricerca storica, l'iconografia si occupa di quelle immagini che possono rappresentare una fonte documentaria per la ricostruzione di eventi storici specifici. Generalmente si tratta di elaborati tecnici, planimetrie rilievi o disegni di progetto realizzati con l ausilio delle diverse tecniche (acquarelli, tempere, incisioni)

33 Logica intellettuale Jacopo Assorino XVI secolo

34 Progetti di archivio del Comune Logica intellettuale

35 C A S A Logica intellettuale L A Z Z A R A arch. F. Fichera, 1919 Progetto originale

36 Logica intellettuale piante e planimetrie catastali Il catasto vigente in Italia è "geometrico", particellare e non probatorio": sebbene fra le sue registrazioni vi siano cenni relativi alle mutazioni di proprietà dei beni censiti Il catasto ha una funzione squisitamente fiscale, serve cioè per accertare in modo uniforme il reddito imponibile sul quale verranno calcolate le tasse e le imposte sui beni immobili legge Messedaglia (L n. 3682) tutti i comuni italiani vennero costretti ad uniformarsi alla regola del Nuovo Catasto Geometrico Particellare che prevedeva la registrazione delle proprietà dei terreni distinta da quelle dei fabbricati - Catasto Terreni e il Catasto Edilizio Urbano (Catasto Fabbricati). Nel 1901 nasce nell ambito del Ministero delle Finanze la Direzione generale del Catasto e dei Servizi Tecnici e viene introdotto il tipo di frazionamento N.C.E.U viene istituito il Catasto Fabbricati in cui si distinguono le unità immobiliari in varie categorie e classi dipendenti dalla destinazione d'uso dell'immobile, dalle sue caratteristiche, dall'ubicazione nel contesto urbano con l'introduzione del rilievo delle unità stesse (1:200) in luogo della semplice descrizione) e la separazione dal catasto terreni

37 Logica intellettuale Catasto 1876 Catastali storici Catasto 1884 Catasto 1925

38 Logica intellettuale fonti fotografiche Anche la fotografia, in apparenza la più oggettiva delle descrizioni è in realtà un modo di costruire l immagine di un luogo, di orientarne la visione....ora, cosa significherebbe per l architettura prendere seriamente in esame il problema della visione? La visione può essere sostanzialmente definita come un modo di organizzare lo spazio e gli elementi dello spazio. E un modo di guardare e di definire una relazione tra soggetto e oggetto. Peter Eisenman

39 Logica intellettuale

40 Logica intellettuale Stesura della ricerca Dalla lettura e sintesi del materiale rinvenuto, confrontati con i disegni di rilievo e con la documentazione fotografica è possibile dettagliare un profilo storico-critico del manufatto studiato. La relazione documentaria dovrà inquadrare: 1. La collocazione urbanistica. Una sintetica descrizione del contesto ambientale affiancata da cartografia storica, planimetrie storiche catastali e attuali in cui vengono evidenziate le trasformazioni del sito e del manufatto. 2. Fasi della costruzione. Profilo storico-cronologico dell edificio con riferimenti alla documentazione storico-archivistica acquisita. 3. Struttura architettonica e formale. Lettura critica dell opera che ne evidenzi i caratteri peculiari facendo emergere le affinità o le differenze con lo stile del tempo e con le opere coeve. 4. Bibliografia. Elencazione dei testi bibliografici consultati (secondo le modalità esposte), a parte si inseriranno le fonti iconografiche e i documenti di archivio

41 Logica operativa Le tecniche e i metodi

42 Logica operativa 1. RICOGNIZIONE (fase interpretativa) primo contatto con l oggetto da rilevare e rappresentare affiancata da nozioni di carattere storico-architettonico per inquadrarlo nel contesto non solo spaziale ma anche temporale (MOMENTO STORICO -ARTISTICO) e valutarne gli aspetti dimensionali e formali. Leggere il luogo Per leggere il luogo bisogna saperlo guardare e interpretare. Uno dei modi per leggere un luogo è visitarlo, percorrerlo; guardandolo dall esterno e dall interno, e quindi saperne riconoscere i limiti, il perimetro; attraversarlo e quindi riuscire a riprenderne le misure; individuarne le parti e i pezzi; riconoscerne i centri. E soprattutto coglierne il carattere. Guardare attraverso un dialogo in cui soggetto e oggetto si parlano, costruendo attraverso questo scambio l immagine. Non una semplice operazione di registrazione, ma un processo di scomposizione e ricomposizione che porta alla costruzione di un immagine che è altro dalla realtà osservata e che è anche traduzione dello sguardo di chi osserva. Attraverso lo sguardo le cose diventano segni assumono significati. Il sopralluogo è un artificio mediante il quale interrogare il luogo, assumerne una serie di informazioni che possono tradursi in una sua descrizione non solo formale ma che ne ri-scopre l'immagine. Per Descrizione si intende un discorso che conduce alla cosa attraverso le impronte di essa. Nicola Abbagnano

43 Sapere orientare il punto di vista Logica operativa Attraverso un Guardare umano, Il guardare umano èun vedere selezionato Paola Scala In ciascuna descrizione della realtà è implicito un punto di vista, non tanto fisico quanto mentale; una volontà, non sempre consapevole, di orientare la visione per riuscire a raccontare la nostra immagine del reale. Guardare l architettura significa: saper cogliere i valori percettivi dell architettura, nel ripercorrerne i contorni, i valori spaziali e luministici, i materiali, le tessiture che ne definiscono la superficie. saper leggere la struttura formale che si definisce attraverso le geometrie ed i rapporti che sussistono nella composizione. saper riconoscere gli elementi primi del linguaggio architettonico nonché la connotazione delle singole parti che si specifica nell attribuzione di identità attraverso una specifica nomenclatura.

44 Logica operativa 2. RILEVAMENTO (fase di trascrizione grafica) - Schizzi prospettici - Schizzi di studio, eidotipo dal vero, rappresenta l oggetto sinteticamente senza snaturarne l essenza Piante, Prospetti, Sezioni, Particolari Riproducendone dimensioni e proporzioni con un numero limitato di segni - Fotografie -Misurazionicon annotazioni su eidotipi

45 Logica operativa Lo schizzo Lo schizzo mette in moto un processo di selezione della realtà le cui modalità trascrittive sono in funzione del tempo necessario per osservare la realtà e per entrare in contatto con i significati dell architettura. Possiamo distinguere due modalità di rappresentazione nel disegno a schizzo: schizzi prospettici, disegni a mano libera, che alludono alla terza dimensione e che tendono a riprodurre sebbene in modo sintetico- la percezione dello spazio, trascrivendone i caratteri figurativi; schizzi di studio o proporzionamento a vista, eidotipo, disegni a mano libera, che rappresentano l oggetto sinteticamente senza snaturarne l essenza e che analizzano la realtà nelle proporzioni di insieme e nella definizione delle diverse parti. Piante, Prospetti, Sezioni, Particolari

46 Logica operativa Lo schizzo mette in relazione l intuizione e la percezione della realtà: mediante l occhio, l osservatore legge l oggetto, interpretandone le caratteristiche e restituendone attraverso il disegno una visione soggettiva E caratterizzato da un numero limitato di segni il cui significato è di volta in volta legato alla chiave di lettura e di interpretazione della realtà. Tali segni non devono compiacere la mano felice di chi li traccia ma devono esprimere con chiarezza e correttezza le peculiarità del manufatto architettonico, rispettandone le proporzioni e gli aspetti linguistici e formali Lo schizzo a mano libera

47 Logica operativa Lo schizzo di studio fasi per la realizzazione di uno schizzo di studio sono: disegno a tratto sottile delle proporzioni generali attraverso l individuando dei contorni; discretizzare il manufatto in parti (basamento, fronte, copertura) individuandone all interno i diversi elementi; tracciare sul foglio la posizione e l ingombro degli elementi principali in riferimento a schemi proporzionali e matrici geometriche; disegnare nel dettaglio i singoli elementi solo dopo aver definito uno schema generale di proporzionamento.

48 Logica operativa Schizzo prospettico Schizzo di studio

49 Logica operativa

50 Dal macrocosmo al microcosmo dalla città al quartiere dal quartiere all organismo architettonico

51 Logica operativa Eidotipo dal greco eidon vedere, osservare + tipos impronta, marchio Eidos può essere tradotto come forma, figura, modello, nel senso di qualcosa di offerto alla vista Esso si caratterizza proprio perché rende visibili e dunque conoscibili gli aspetti fondativi della realtà che verranno analizzati attraverso la misura e rappresenta un grafico preliminare alla fase di rilevamento.

52 Logica operativa EIDOTIPO DELLA PIANTA l eidotipo deve essere un supporto per recepire tutte le annotazioni metriche e quindi deve possedere un segno più tecnico che pittorico

53 Logica operativa EIDOTIPO DEI PROSPETTI

54 Logica operativa EIDOTIPO SEZIONE

55 Logica operativa EIDOTIPO PARTICOLARI

56 Logica operativa

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58 Le metodologie operative 1. METODO DIRETTO: effettuato dall operatore con l ausilio di semplici strumenti di misura (metro, aste metriche, decametri, squadri). Viene impiegato nella maggior parte dei rilievi architettonici qualora ci si trova in presenza di spazi di dimensioni limitate, dal profilo frastagliato, profili di particolari architettonici, elementi curvi. 2. METODO STRUMENTALE: effettuato con l ausilio di strumenti topografici (tacheometri, livelli, distanziometri, teodoliti, stazioni totali, laser scanner 3d). Rilevamento di estrema precisione, viene impiegato integrandolo a quello diretto e fotogrammetrico per rilevare dislivelli, grandi distanze, punti inaccessibili, creare poligonali. 3. METODO FOTOGRAMMETRICO: effettuato con l ausilio di camere da presa e strumenti detti restitutori (oggi di tipo digitale) che consentono di estrarre dai fotogrammi informazioni metriche atte a descrivere l oggetto rilevato. Viene impiegato quando si vuole avere una notevole precisione ed una grande quantità di informazioni

59 1. STRUMENTI PER IL RILIEVO DIRETTO LONGIMETRI, NASTRI METALLICI Squadra Stadia (alluminio, legno..) Fornirsi inoltre di blocco appunti rigido A4, penne e matite colorate, macchina fotografica, scotch di carta, gessetti, lenza, filo a piombo

60 STRUMENTI PER IL RILIEVO DIRETTO STRUMENTI PER VERIFICARE L ORIZZONTALITA mmmmmmmmmm STRUMENTI PER IL RILIEVO DI DETTAGLIO STRUMENTI PER ALLINEARE

61 2. METODO STRUMENTALE Si utilizzano strumenti topografici che consentono di rilevare distanze e angoli mediante apparecchiature con le quali, grazie a particolari accorgimenti, si possono realizzare letture a distanza distanziometri laser DISTO -Leica I distanziometri sono caratterizzati da un raggio laser diretto al punto da misurare. L apparecchio riceve dei segnali luminosi di ritorno e analizzando la velocità della luce calcola la distanza. I distanziometri sfruttano il fatto che il tempo tra l emissione e il ricevimento di un segnale luminoso è proporzionale alla distanza da misurare.

62 Gli strumenti topografici atti a misurare angoli prendono il nome di goniometri. Appartengono a questa categoria i tacheometri e i teodoliti (> precisione nella misura degli angoli). Oggi entrambi gli strumenti vengono sostituiti dalla stazione totale (teodolite + distanziometro) Schema funzionale di un goniometro universale La posizione di un punto nello spazio è determinata dalla direzione dell asse ottico dello strumento -definita dalla lettura di due angoli: l angolo orizzontale (azimutale) e l angolo verticale (zenitale)- quando collima i punti in questione.

63 ACCESSORI E STRUMENTI PER IL RILIEVO STRUMENTALE STRUMENTI ALLINEATORI

64 Laser scanner 3D Dispositivo ottico-meccanico capace di emettere un impulso elettromagnetico (il laser) e di ricevere il segnale riflesso, misurando l'intervallo di tempo trascorso e quindi la distanza tra lo strumento ed il punto rilevato.

65 3. METODO FOTOGRAMMETRICO FOTOGRAMMETRIA: tecnica di rilevamento che consiste in un insieme di procedure che utilizzano immagini fotografiche di un oggetto per ricavarne le dimensioni Insieme dei processi di utilizzazione di prospettive fotografiche centrali nella formazione di cartografie topografiche e nella documentazione architettonica Albrecht Meyendahuer 1903 Aerea FOTOGRAMMETRIA Terrestre Close-range fotogrammetria dei vicini

66 Attraverso l immagine fotografica METRICA è possibile avere informazioni sia quantitative (stereotomia, morfologia, geometria) che qualitative (materia, cromatismi, degradi) sull oggetto studiato La fotografia da un punto di vista ottico proiettivo è assimilabile ad una proiezione centrale (prospettiva) dell oggetto fotografato, pertanto posso ritornare alle proiezioni ortogonali, prelevando misure sull immagine fotografica

67 Se da una prospettiva (fotografia) risaliamo a ritroso il percorso secondo il quale partendo dalla rappresentazione in proiezioni ortogonali di un oggetto si ottiene la prospettiva, conduciamo un operazione che viene chiamata RESTITUZIONE PROSPETTICA o FOTOGRAMMETRIA ELEMENTARE o RADDRIZZAMENTO PROSPETTICO Esso è applicato alla singola immagine fotografica e si realizza laddove ci si trova di fronte ad elementi piani (prospetti, pavimentazioni, paramenti murari..)

68 Restituzione grafica del prospetto nord da fotogramma

69 Logica operativa TECNICHE DI PRELIEVO DATI SI INDIVIDUANO I PUNTI CARATTERISTICI SI DEFINISCE LA QUOTA ORIZZONTALE: QUOTA BIANCA LINEA BIANCA

70 SI SCEGLIE IL METODO DI RILEVAMENTO TRILATERAZIONE TRIANGOLAZIONE (STRUMENTALE) INTERSEZIONE (STRUMENTALE) COORDINATE CARTESIANE ORTOGONALI COORDINATE POLARI (STRUMENTALE) METODO DELLE POLIGONALI O CAMMINAMENTO METODO DI INTERSEZIONE IN AVANTI TRACCIAMENTO DELL EIDOTIPO DELLA POLIGONALE DI BASE MISURE PARZIALI MISURE PROGRESSIVE APERTE CHIUSE

71 RILEVAMENTO PER POLIGONALI Collega in successione una serie di punti-segmenti in una linea spezzata, detta poligonale, misurandone poi la lunghezza di tutti i lati e di tutti gli angoli (mediante strumento topografico). Poligonale chiusa (i due punti estremi coincidono); nella poligonale chiusa è possibile effettuare una compensazione dell errore Poligonale aperta (il punto iniziale è diverso da quello finale)

72 Poligonale esterna di appoggio come base per la trilaterazione Si collegano in successione una serie di punti con una linea spezzata, detta poligonale, misurandone poi la lunghezza di tutti i lati

73 TRILATERAZIONE APPOGGIATE ALLA POLIGONALE DI BASE Poiché il rilievo anche di un singolo edificio non può trascurare le relazioni che sussistono tra questo, gli altri edifici ed il territorio circostante occorre che ciascun elemento da rilevare sia messo in relazione con il suo intorno. TRILATERAZIONE o TRIANGOLAZIONE Consiste nel determinare ogni punto notevole del perimetro planimetrico da rilevare, come vertice di un triangolo aventi un lato appartenente alla cosiddetta retta di base r.

74 TRILATERAZIONE Ricordando che il triangolo è l unica figura geometrica elementare indeformabile, e che in un triangolo nota la lunghezza dei lati è nota anche la misura degli angoli, risulta opportuno suddividere lo spazio che si deve rilevare per mezzo di una rete di triangoli che inquadri rigidamente tutta l opera oggetto del rilevamento. Il rilevamento diretto dei lati dei triangoli e la successiva rappresentazione non consentono una precisione molto elevata, la scelta di triangoli con forma prossima a quella equilatera riduce notevolmente gli errori.

75 A B

76 Logica operativa

77 Rilevamento mediante il metodo della trilaterazione

78 Logica operativa

79 Misurazione del muro ad andamento è irregolare Il muro si presenta con un andamento a linea spezzata Es ambiente interno Si scompone l area circoscritta nel minore numero possibile di triangoli per mezzo delle diagonali

80 MISURE DI VANI INTERNI

81 Metodo per intersezione in avanti In presenza di facciate di edifici non lineari si procede: Si utilizza una base esterna prestabilita

82 Metodo di coordinate ortogonali Metodo delle ascisse e delle ordinate: tracciata una base esterna all edificio si proiettano ortogonalmente ad essa tutti i punti da rilevare, quindi si misurano le distanze dei punti proiettati e le distanze tra i punti della facciata e la loro proiezione Proiezione ortogonale di punti di un perimetro esterno su una base prefissata per effettuare il rilievo col metodo delle ascisse e delle ordinate. I punti 1 e 2 sono proiettati con l aiuto di squadre da muratore.

83 Angolo concavo Angolo convesso Rilievo di ampiezze di angoli Rilievo di un ampiezza di un angolo concavo utilizzando un asta metrica o una rotella. Il valore dell angolo è determinato mediante semplice trilaterazione, fissando a piacere i punti 1 e 2, che staccano sulla parete due lati della stessa dimensione, e misurando successivamente i lati del triangolo. Teorema di Pitagora Angolo retto Nel caso di un angolo convesso, il valore dell angolo è determinato da una trilaterazione effettuata con l ausilio di due punti 1 e 2 fissati rispettivamente ad un asta appoggiata a uno dei lati e alla seconda parete e calcolando come l es. precedente l angolo concavo. La misura dell'ipotenusa equivale alla radice quadrata della somma dei quadrati delle misure dei cateti

84 Logica operativa

85 Metodo delle misure progressive e parziali 4 4 Misure parziali distanza reciproca tra i punti Misure progressive si fissa un punto d origine detto caposaldo a cui vengono riferite le misure

86 Determinazione di spessore di muri Determinazione dello spessore x di un muro interno privo di aperture, avvalendosi dell apertura di una porta o di una finestra su un muro perpendicolare rispetto a quello in esame. Lo spessore x è definito dalla seguente espressione x = a-(b+b ). s = a-b

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88 MISURE ALTIMETRICHE SI DEFINISCE UN PIANO ORIZZONTALE METODI DI RILEVAMENTO LIVELLAZIONI COLTELLAZIONE LIVELLO A CANNOCCHIALE, TACHEOMETRO TRIPLOMETRO CON LIVELLA

89 MISURE ALTIMETRICHE SI DEFINISCE UN PIANO ORIZZONTALE coltellazione Posizionamento delle aste metriche (triplometri) per effettuare misure relative a distanze orizzontali in terreni in pendenza. La livella disposta sulle aste garantisce la perfetta orizzontalità della misura.

90 METODI PER IL RILIEVO

91 Sezione: spaccato di un edificio eseguito a mezzo di un piano immaginario che taglia in due la costruzione

92 MISURAZIONE DELLE SEZIONI

93 Calcolo dell altezza di un edificio H = H 1 +H 2 = (c 2 -a 2 ) + (b 2 -a 2 ) Calcolo dell altezza di un interpiano e dell altezza di una finestra H = H 1 -H 2 = (c 2 -a 2 ) - (b 2 -a 2 ) Calcolo dell aggetto di uno sporto a = (h 12 -h 2 )

94 Altezza dei vani Calcolo dello spessore del solaio attraverso le aperture delle finestre dei due piani sovrastanti

95 Rilevamento del profilo di una volta metodo della trilaterazione intersezioni in avanti si utilizza un asta di notevole dimensione alla cui estremità della fettuccia metrica si fissano i due capi metodo per ascisse e ordinate

96 Scala: rilievo planimetrico Attraverso il rilievo delle scale è possibile collegare un piano a quello successivo, ricavare l'altezza dei vari piani e lo spessore del solaio. Prese le misure interne del vano, si prelevano quelle dei pianerottoli di arrivo e di partenza, la lunghezza delle rampe, la larghezza delle pedate, il numero delle alzate e delle pedate; inoltre, sullo schizzo, vanno riportati il punto di partenza e di arrivo di ogni rampa e il piano di sezione su cui va costruita la successiva sezione verticale. Il problema è più complesso per le scale elicoidali: in tal caso, i gradini non hanno la pedata costante e, pertanto, è necessario rilevare, per ciascuno di essi, le due larghezze della pedata. In linea generale, nel rilievo della pedata bisogna rilevarne sia l intero sviluppo (leggibile in sezione), sia la sola parte visibile in pianta, considerando dunque la proiezione di ciascun gradino su quello successivo.

97 Rilievo altimetrico delle scale GABBIA TROMBA Il filo a piombo viene utilizzato per la verifica dell allineamento delle pareti

98 Rilievo della scala:

99 Scala: rilievo altimetrico Per quanto riguarda il rilievo altimetrico di una scala, è bene rilevare l'altezza intercorrente fra i vari pianerottoli. A tal fine si utilizza un filo a piombo, calato all'interno del vano scala, sul quale, a mezzo di regoli muniti di livella, si riportano i punti che delimitano le quote dei vari pianerottoli. E opportuno rilevare, sullo stesso filo a piombo, l'altezza globale della scala. Per quanto riguarda l'altezza dei gradini, questa deve essere rilevata singolarmente, verificandone il dato nel dividere la misura della distanza fra i due pianerottoli per il numero delle alzate. Sulla sezione si deve riportare, inoltre, con chiarezza, il numero delle alzate di ciascuna rampa. E buona norma nella scelta del piano di sezione, accertarsi che la sua posizione sia tale da tagliare la scala sulle rampe e restituire così una visione completa. Se nel vano scala si aprono finestre o porte, occorre rilevarne le relative misure.

100 Scale voltate: tipologia dell impianto Un ulteriore classificazione distingue le scale in muratura in relazione: alla tipologia dell impianto: - scala a spina; scala a doppia spina; scala a pozzo; scala a doppio pozzo. alla geometria; alla disposizione delle parti costitutive; al senso di percorrenza.

101 Scale in muratura su sistemi voltati

102 Esempi di scale aperte

103 Scale voltate: classificazione In relazione a quanto detto, il sistema voltato si differenzia: nelle scale con appoggio continuo, volte a botte rampanti e sui pianerottoli volte a vela o a crociera; nella scale con appoggio puntuale con volta a vela rampanti o volte a crociera rampanti e sui pianerottoli volte a vela e volte a crociera; nelle scale con appoggio libero, mezze botti rampanti e nei pianerottoli fusi di padiglioni. invertire

104 Volta a botte zoppa Tra le volte rampanti semplici (volte di traslazione) è possibile distinguere la volta a botte zoppa e la volta a botte rampante. La volta a botte zoppa presenta un piano di imposta obliquo ed è generata dalla traslazione su piani paralleli di un arco zoppo, le cui generatrici di imposta orizzontali sono poste a livelli differenti. La volta a botte zoppa può essere simmetrica o asimmetrica (a collo d oca).

105 Rilievo della scala: gli appunti di rilievo

106 Esempi

107 Esempi

108 Esempi

109 Rilevamento delle misure relative ad una colonna misure dirette di elementi piani misure parziali e totali delle sporgenze misure parziali delle altezze degli elementi a superficie curva misure di controllo complessive

110

111 Rilevamento di dettagli architettonici e particolari costruttivi Rilevamento delle altezze di un cornicione, con l ausilio di un regolo munito di livella o di una squadra Rilevamento degli aggetti di un cornicione, con l ausilio di un filo a piombo

112 RILIEVO DEI PARTICOLARI

113 Logica grafica RESTITUZIONE GRAFICA Si opererà una sintesi delle informazioni acquisite in relazione all uso delle diverse scale di rappresentazione Piante Prospetti Sezioni Particolari Ogni elaborato costituirà una premessa conoscitiva nell elaborato a scala minore (1:500-1:200) ed un approfondimento a scala maggiore (1:50-1:1)

114 Logica grafica LA RESTITUZIONE TECNICHE GRAFICHE CIRCOLARE N 1452 DEL 25/03/1980 (I.C.C.D.) NORMATIVA PER L ELABORAZIONE DEGLI ALLEGATI GRAFICI SPESSORE DEI TRATTI GRAFICI LINEE E CAMPITURE TOLLERANZE GRAFICHE SIMBOLOGIA GRAFICA NORMAL 1/88 MATERIALI LAPIDEI DEGRADO - ALTERAZIONI UNI 3972 TRATTEGGI PER LA RAPPRESENTAZIONE DEI MATERIALI UNI 3968 FORMATI E PIEGATURE DEI FOGLI

115 Logica grafica SIMBOLOGIA E CONVENZIONI GRAFICHE DEFINIZIONE DEI SIMBOLI SIA PER IL RILIEVO ARCHITETTONICO SIA PER IL RILIEVO ARCHEOLOGICO IN RELAZIONE ALLA SCALA DI RAPPRESENTAZIONE IN RELAZIONE ALLE CARTE TEMATICHE IN RELAZIONE ALL USO DEL COMPUTER PROBLEMI USO DI SIMBOLOGIE TROPPO PERSONALIZZATE E NON ALLINEATE A NORMATIVE USO DI SIMBOLI UGUALI CON SIGNIFICATI DIVERSI LA SIMBOLOGIA VA DICHIARATA IN UNA LEGENDA DIFFERENZIATA I SIMBOLI POSSONO ESSERE: DI TIPO ICONICO ANALOGICI DI TIPO SIMBOLICO (ASTRATTO) INTERPRETATIVI SCHEMATICO

116 Logica grafica ALTERNATIVA ALLA SIMBOLOGIA ESTESA USO DI SIMBOLI NELLE CARTE TEMATICHE A SCALE A DENOMINATORE PIU PICCOLO MEDIANTE L INDIVIDUAZIONE DI AREE, SUCCESSIVA CARATTERIZZAZIONE NELLE SCALE CHE NON RICHIEDONO ARTIFICI GRAFICI SOSTITUTIVI DEFINIZIONE DI CONTORNI VUOTI CON ANNOTAZIONI DI LETTERE O NUMERI USO DI DIAGRAMMI ESIGENZA DI UNA SIMBOLOGIA NORMALIZZATA CATALOGAZIONE RILIEVO LE SOPRINTENDENZE SI DOTANO DI UN PROPRIO QUADRO DI RIFERIMENTO (D.M ESECUZIONE DEI LAVORI DI RESTAURO)

117 Logica grafica SIMBOLI CONNESSI ALLA SCALA DI RAPPRESENTAZIONE SCALA SUPERIORI A 1:50 SCALA INFERIORI A 1:50 GLI ELEMENTI SI SCHEMATIZZANO SECONDO LA REALE CONFORMAZIONE CONVENZIONI ASTRATTE IN ALCUNI CASI AL MUTARE DELLA SCALA LA SIMBOLOGIA RESTA INVARIATA SIMBOLI PER IL RILIEVO URBANO SIMBOLI PER IL RILEVAMENTO ARCHITETTONICO SIMBOLI PER LA CARTOGRAFIA TEMATICA

118 Logica grafica SCALE DI RAPPRESENTAZIONE PARAMETRO ATTRAVERSO CUI EFFETTUARE LA SELEZIONE DEI DATI SCALA DI RAPPRESENTAZIONE RAPPORTO FISSO TRA CIO CHE SI VUOLE RAPPRESENTARE E LA SUA RAPPRESENTAZIONE GRAFICA SCELTA DELLA SCALA PASSAGGIO DI SCALA DIPENDE DALLA MISURA DEL PARTICOLARE PIU PICCOLO CHE SI VUOLE RILEVARE COMPORTA UN ARRICCHIMENTO DI INFORMAZIONI CONTENUTE NELLA RAPPRESENTAZIONE FINALITA AVERE UN SUPPORTO GRAFICO CHIARO DELLO STATO DI FATTO DEL MANUFATTO E DEL SUO APPARECCHIO MURARIO

119 Logica grafica

120 Logica grafica

121 Logica grafica

122 Logica operativa

123 Logica operativa

124

125

126 Teoria dell errore

127 Logica grafica Se nella prima fase di approccio al rilievo la scelta dei punti significativi da rilevare è soggettiva e legata alla morfologia dell edificio, al linguaggio architettonico dell opera ed alla finalità del rilievo, la fase di misurazione vera e propria deve essere oggettiva e va eseguita definendo un metodo rigoroso con il più alto grado di precisione. In questa operazione di misurazione concorrono tre elementi fondamentali: l unità di misura, il numero e l incertezza....dicesi misura di una grandezza... qualsiasi metodo con cui si stabilisca una corrispondenza univoca e reciproca fra tutte le grandezze di un determinato genere e tutti i numeri interi, razionale e reali secondo il caso... la misurazione richiede una relazione uno - uno tra il numero e le grandezze in questione (B.Russel, I principi della matematica) Attraverso la misura, l oggetto si trasforma in numeri. Tale trasformazione è suscettibile di un certo grado di incertezza dovuto ad errori di varia natura.

128 Logica grafica La misura vera non esiste, mentre è possibile valutare, con appositi procedimenti, l incertezza. Cause che concorrono alla costituzione dell incertezza: lo stato dell oggetto da misurare; procedimento di misurazione impiegato; strumento di misura impiegato; operatore. Inoltre, quanto maggiore è il numero di misurazioni, tanto maggiori saranno le discordanze fra le ripetizioni della misura. Tali discordanze derivano da errori sempre presenti nell atto del misurare e dovuti a cause differenti che impediscono a priori di pervenire all'esatta determinazione della misura finale. Per correggere tali errori si ricorre a leggi statistiche che costituiscono il campo di applicazione della teoria dell errore.

129 Logica grafica Data una serie di misurazioni tutte appartenenti alla stessa classe, il valore più probabile della misurazione deve essere ricercato nella media aritmetica dei dati raccolti e la valutazione della dispersione dei dati rispetto al valore medio può essere calcolata determinando l'errore quadratico medio. MISURA Xn +/- i Xn = MEDIA ARITMETICA = VALORE PROBABILE Ii = incertezza, approssimazione CAUSA DELL INCERTEZZA DELLA MISURA: CONDIZIONI DI STATO E NATURA DELL OGGETTO (UMIDITA, TEMP, MATERIALI) PROCEDIMENTO DI MISURAZIONE STRUMENTO DI MISURA (PRECISIONE, STATO) ABILITA OPERATORE (STAZIONE DEGLI STRUMENTI, LETTURA -> SOGGETTIVA)

130 Logica grafica La metrologia La Metrologia è la scienza che si occupa della misurazione delle grandezze fisiche cioè che studia i principi e i metodi per effettuare la misurazione di tali grandezze. Il suo scopo è quello di stabilire alcune grandezze fisiche come unità di misura e di definire i corretti procedimenti di misurazione cioè di relazione tra una quantità da misurare e la relativa unità di misura. La metrologia è quindi una scienza multidisciplinare che per i suoi scopi si deve confrontare con aspetti prettamente teorici e pratici. La sua origine è antichissima ed è legata alla necessità di elaborare e adottare un sistema di misura univoco. Misurare = operare un confronto tra la grandezza da misurare e l'unità di misura.. MISURARE VUOL DIRE QUANTIFICARE IL NUMERO DI VOLTE CHE L UNITA DI MISURA E CONTENUTA NELLA GRANDEZZA CHE SI STA MISURANDO

131 Logica grafica Classificazione degli errori Errori grossolani: una serie di misurazioni porta a valori che si discostano nettamente tra loro. Sono dovuti essenzialmente alla disattenzione o alla poca perizia dell operatore. Si annotano e si eliminano ripetendo un numero esuberante di misure per poter in seguito eseguire delle verifiche. Errori sistematici o regolari: si manifestano regolarmente al ripetersi delle misurazioni e sono da imputare a varie cause, quali difetti strumentali, strumenti calibrati in modo errato o strumenti imprecisi. Per correggerli, oltre al controllo ed eventuale ricalibro dello strumento, si ricorre a leggi deterministiche. Errori accidentali o random: si presentano in modo diverso ad ogni misura e quindi sono imprevedibili. Non sono eliminabili ma riducibili aumentando la precisione dello strumento, oppure ripetendo più volte la stessa operazione.

132 Logica grafica MISURARE INDIVIDUARE E DISCRETIZZARE GLI ELEMENTI QUALITATIVI DELL INSIEME ARCHITETTONICO (MODELLO DELL OGGETTO) TRADURRE IN NUMERO L INTESITA DELLA QUALITA (PRECISIONE) PRECISIONE OCCORRE RIPETERE L OPERAZIONE DI MISURA PIU VOLTE CON LO STESSO METODO NELLE MEDESIME CONDIZIONI CON LO STESSO STRUMENTO

133 Errori di graficismo Logica grafica Nella fase di restituzione dei dati di rilievo, l oggetto rilevato viene rappresentato mediante un disegno in scala sul quale non verranno riportate tutte le quote rilevate. Se misurassimo il disegno otterremmo per ciascun elemento rappresentato valori diversi da quelli ottenuti dalla misurazione dei corrispondenti elementi della realtà. Anche il disegno, per sua natura, presenta un incertezza dovuta al cosiddetto errore di graficismo. Tale errore deriva dalle caratteristiche del segno con cui le linee vengono tracciate e dal limite derivante dal potere separatore dell occhio. Il suo valore è valutabile intorno ai 2-3 decimi di millimetro. Poiché l errore di graficismo rimane costante al variare della scala del disegno, nello stabilire la precisione di un rilievo, si deve tenere conto a priori della scala di restituzione finale. Molte volte infatti risulta inutile cercare di ottenere un incertezza inferiore all errore di graficismo. Pertanto, per le scale più piccole fino 1:100 si fa coincidere l incertezza con l errore di graficismo. SCALA 1:10 1:20 1:50 1:100 1:200 1:500 1:1000 ERRORE +/- cm 0,2-0,3 +/- cm 0,4-0,6 +/- cm 1,0-1,5 +/- cm 2,0-3,0 +/- cm 4,0-6,0 +/- cm 10,0-15,0 +/- cm 20,0-30,0 INCERTEZZA PER LE SCALE CON DENOMINATORE SUPERIORE AL 50 E OPPORTUNO MANTENERE L INCERTEZZA ENTRO L ERRORE DEL GRAFICISMO

134 Logica grafica Nel rilievo architettonico l approssimazione che si può raggiungere e quindi la tolleranza consentita è maggiore al diminuire della scala grafica del disegno in quanto l errore di graficismo (ERRORE COMMESSO NELLA RESTITUZIONE GRAFICA) è superiore a quello di misura, per cui è inutile ridurre la tolleranza in fase di prelievo misure Per scale piccole del disegno inferiori all 1:100 (dall 1:100 al 1:1000) la tolleranza grafica è più larga di quella di prelievo quindi non è necessario fissare quest ultima Per scale grandi del disegno superiori all 1:100 (dall 1:100 al 1:10) bisogna fissare la tolleranza cercando di avvicinarsi nel prelievo delle misure a quella dell uno per mille, cioè 1 mm per metro lineare.(es. su 20 mt errore non superiore a 2 cm) Accorgimenti: Evitare di frazionare in più parti il prelievo di una misura Ricorrere al metodo quando possibile delle misure progressive Attenzionare l orizzontalità e verticalità del nastro metrico Tendere al massimo il nastro di misura Usare strumenti di misura inalterabili (per es. nastro di acciaio) Individuare perfettamente gli allineamenti

135 Bibliografia Andreozzi L., Palumbo G.,Restuccia F., Taibi G., I modelli grafici come strumento della progettazione, Ed. CULC, Catania 1981 Cundari C., Il disegno. Ragioni. Fondamenti. Applicazioni, Ed Kappa, Roma 2004 Docci M., Maestri D., Manuale di rilevamento architettonico e urbano, Ed. Laterza, Bari 2002 Docci M., Manuale di disegno architettonico, Ed. Laterza, Bari 1992 Docci M., Maestri D., Storia del rilevamento architettonico. Ed. Laterza, Bari 2002

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