Periodico d informazione della Parrocchia Prepositurale dei Ss. Pietro e Paolo di Gottolengo numero 4 - ottobre Redone

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1 Periodico d informazione della Parrocchia Prepositurale dei Ss. Pietro e Paolo di Gottolengo numero 4 - ottobre 2012 il Redone 150

2 il Redone Periodico d informazione della Parrocchia Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo di Gottolengo Autorizzazione del tribunale di Brescia n. 236 del n. 4 - ottobre 2012 Sito Internet della Parrocchia: Tel Direttore responsabile: Don Arturo Balduzzi Redazione: Andrea Milzani, Angelo Biazzi, Delia Milzani, Giuseppe Zanon, Giusi Morbini, Mino Feroldi, Mino Onorini, Paola Rodella, Paolo Bianchi, Silvana Martinelli, Stefania Tenchini In questo numero Calendario Pastorale... 2 La Parola del Prevosto... 3 Per scivere la grammatica della fede Don Giuseppe, profeta del Concilio... 5 Attualità... 7 Curiosity La Chiesa ci insegna... 8 Cerchiamo il tuo volto 150 Organo Serassi... 9 Don Luca e la sua cordata Professione di fede Follest 2012 Montagna 2012 Lignano 2012 Torneo di calcio Andrea Redana Sulle tracce della Vergine Orante in trono Note di tradizione La sfida della zucca L amico Boby Vi racconto un sogno Gruppi Parrocchiali Melonera Missionaria Caritas e dintorni: come lavoriamo Calendario incontri Bella Età Notizie dal Comune Comune e parrocchia impegnati sullo stesso fronte per un gesto di fraternità Scuola Istituto Comprensivo: la via italiana alla scuola di base europea Carissima maestra Sonia Appuntamenti Gruppo Missionario Diocesano Lettere alla redazione Poesia Anagrafe parrocchiale Litotipografia Causetti Gottolengo (BS) Piazza xx Settembre 14 - Tel. e Fax VIGILIARI: Ore 16,30: Ore 18,30: Ore 20,30: FESTIVE: CALENDARIO PASTORALE ORARIO Ss. MESSE Casa di Riposo Parrocchiale Comunità Neocatecumenali Ore 08,00-09,30-11,00-18,30 FERIALI: Ore 08,00-18,30 da lunedì a venerdì Ore 16,30: giovedi Casa di Riposo CONFESSIONI SABATO: dalle ore 09,00 alle ore 11,00 ed in prossimità delle Sante Messe LA CELEBRAZIONE DEL BATTESIMO La solennità della Dedicazione della chiesa (28 ottobre) Per ogni data il Battesimo viene celebrato al mattino e nel pomeriggio. Lodi festive: ore 07,30 nel coro della parrocchiale Vespri festivi: ore 18,00 nel coro della parrocchiale Presbiterio della comunità parrocchiale di Gottolengo Don Arturo Balduzzi prevosto tel: Don Luca Lorini vic. parrocchiale tel: Don Lorenzo Pini presb. collaboratore tel: Don Osvaldo Giacomelli presb. coll. tel: Giuseppe Colosini diacono tel: In copertina: Organo Serassi Chiesa Parrocchiale Ss. Pietro e Paolo (foto di Angelo Biazzi) 2 il Redone

3 LA PAROLA DEL PREVOSTO CONCEPT DEL LOGO Su un campo quadrato, bordato, è simbolicamente rappresentata una barca, immagine della Chiesa, in navigazione su dei flutti graficamente appena accennati, e il cui albero maestro è una croce che issa delle vele che con dei segni dinamici realizzano il trigramma di Cristo; inoltre lo sfondo delle vele è un sole che associato al trigramma rimanda anche all eucaristia. Il piano pastorale di Benedetto XVI Per scrivere la grammatica della fede Nel primo messaggio ai cardinali elettori a conclusione del conclave, il 20 aprile 2005 Benedetto XVI riaffermava con forza «la decisa volontà di proseguire nell impegno di attuazione del concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa». E quattro giorni dopo, nell omelia di inizio pontificato, affermava che il suo vero programma di governo non era altro che quello di mettersi «in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore» e di lasciarsi «guidare da Lui, cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra storia». Nel ricordare queste parole del Papa, e nel ripercorrere le iniziative promosse e gli insegnamenti impartiti nel corso dei quasi sette anni trascorsi da allora, si può constatare come quelle ferme intenzioni iniziali siano state tradotte nella realtà. Lo testimoniano le sue azioni di governo di fronte a gravi difficoltà nelle stesse fila ecclesiali o in determinate aree geografiche: azioni nelle quali saggezza, fermezza e carità pastorale si sono unite nel Papa a una squisita semplicità evangelica e hanno indicato in modo sicuro e positivo i rimedi e la rotta da seguire nella missione della Chiesa verso la sua meta. Lo stesso si potrebbe dire delle iniziative pastorali promosse da Benedetto XVI e scandite dal suo ricco magistero nel corso di questi anni: per citare solo le più straordinarie, la celebrazione dell Anno sacerdotale e quella dell Anno paolino, le encicliche e le esortazioni apostoliche, le diverse assemblee del Sinodo dei vescovi, la giornata mondiale della gioventù, gli incontri mondiali delle famiglie e i viaggi apostolici. Ora l invito del Papa si concretizza nella nuova evangelizzazione. Che non è un opportuno e originale avvenimento pastorale di moda in una determinata epoca. Ma significa portare a termine nel mondo di oggi il mandato missionario di sempre che Cristo ha affidato agli apostoli e, attraverso di loro, a tutta la Chiesa. Mandato che in questo tempo si deve realizzare in nuovi scenari, specialmente in quelli più secolarizzati dove si è persa «la grammatica della fede», e perciò quella della natura umana, perché si è dimenticato, quando non rifiutato, Dio. Questa è la proposta fondamentale dell Anno della fede che il Pontefice ha proclamato e poi spiegato nella lettera apostolica Porta fidei, e che la recente nota della Congregazione della Dottrina della Fede ha tradotto in iniziative concrete. Questo impegno costituisce un vero «piano pastorale» del Papa che deve servire da modello per tutta la Chiesa, a partire dalle conferenze episcopali, passando per le diocesi, le parrocchie e le congregazioni religiose, fino ai movimenti e alle associazioni di fedeli. Non si tratta di «fare» e «organizzare» semplici iniziative o di cercare semplicemente nella fede «soluzioni» per la realtà che si presenta sempre mutevole. L orientamento è inverso: è a partire da Dio, dalla fede in Lui, dal depositum fidei affidato alla Chiesa, che bisogna reinterpretare, illuminare e guidare le mutevoli realtà umane. Solo in Dio tutto il creato 3 il Redone

4 LA PAROLA DEL PREVOSTO può acquisire vera consistenza e realismo. Il recupero del teocentrismo, anche nella Chiesa, è la rinnovata proposta di Benedetto XVI. Non si tratta quindi di un mero cambiamento esteriore, ma di un cambiamento interiore e profondo che inizia per ognuno individualmente con la conversione (conversio ad Deum) e si traduce nella santità e nella testimonianza apostolica. Come guida il Papa ci propone i documenti del concilio Vaticano II, intesi a partire dall «ermeneutica della riforma», in continuità con la Tradizione della Chiesa, e non dall erronea «ermeneutica della discontinuità e della rottura». Come pure la conoscenza e l assimilazione del Catechismo della Chiesa cattolica che racchiude l essenziale della fede cristiana. Si tratta di una vera emergenza educativa, di vita spirituale, morale e liturgica, alla quale siamo invitati da Benedetto XVI per far sì - come lui stesso ha indicato all inizio del pontificato e ricordato in Porta fidei - che la Chiesa si metta «in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza». Don Arturo Proposte per l Anno della Fede emerse nel ritiro del Consiglio Pastorale Parrocchiale e del Consiglio degli Affari Economici del 16 settembre 2012 F Domenica 14 ottobre 2012: Apertura ufficiale dell Anno della Fede in Parrocchia. In tutte le Sante Messe vi sarà: Aspersione dell assemblea nel ricordo del Battesimo. Consegna a tutti i presenti del testo del Credo, dopo l omelia. Annuncio dell inizio delle catechesi del Cammino Neocatecumenale. Possibilità di acquisto del Motu Proprio La porta della Fede e del Catechismo della Chiesa Cattolica (sia in forma integrale, sia nella forma del compendio, sia nella forma redatta per i giovani, intitolata YOUCAT ) sul fondo della chiesa. F Una domenica di novembre (data ancora da definire): annuncio dell inizio dei centri d ascolto della Parola da parte di un laico, in tutte le Sante Messe. F Una settimana del prossimo anno pastorale (dal 13 al 20 aprile): la Parrocchia vivrà la Settimana della Fede, in cui saranno proposti una serie di eventi sull Anno della Fede. F 7 aprile 2013: ricorrenza dei 210 anni dalla morte di don Giovanni Battista Carleschi, parroco di Gottolengo, sepolto nella chiesa parrocchiale. Saranno proposti degli incontri volti a promuovere la conoscenza di questo sacerdote. F Domenica 24 novembre 2013, solennità di Cristo Re dell Universo: Chiusura ufficiale dell Anno della Fede. In tutte le Sante Messe vi sarà: Accensione delle candele, consegnate ai presenti, dal cero pasquale. Redditio del Credo. F Sulla base dell invito del Santo Padre contenuto nel Motu Proprio La porta della Fede, sarà promossa la conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica e della preghiera Credo attraverso: la possibilità di acquisto del Catechismo (nelle diverse forme) presso il Centro Pastorale, incontri settimanali trasmessi da Tele Radio Gottolengo, in cui verranno spiegati i vari punti del Catechismo e del Credo, il magistero mensile dei catechisti, i centri d ascolto della Parola, i percorsi di catechesi dei pre-adolescenti, degli adolescenti, dei giovani. F Nell Anno della Fede, sarà valorizzata la partecipazione alla celebrazione eucaristica, saranno riattivate le celebrazioni penitenziali, i fedeli saranno invitati a riscoprire le preghiere fondamentali della fede cristiana (in particolare il Credo e l Atto di fede), le figure di alcuni Santi e saranno invitati a partecipare ai pellegrinaggi organizzati dalla Parrocchia. 4 il Redone

5 Don Giuseppe, profeta del Concilio Avrò avuto 9 o 10 anni quando Don Giuseppe mi fece sedere davanti al pianoforte a muro del suo appartamento di via Zaccarini Sandrini (nell ex oratorio maschile) mostrandomi come mettere le mani sulla tastiera; i miei genitori gli avevano chiesto di darmi lezioni di musica e mi avevano raccomandato di chiedergli: Reverendo, quanto devo darle a lezione? Risposta: Niente soldi, promettimi solo che verrai a suonare l organo in Chiesa. Circa un anno dopo, la notte di Natale, ero seduto con le gambe a penzoloni sull altissima panca dell organo Serassi a suonar la facile Piva di Galuppi con le mani tremolanti per l emozione ancor più che per il freddo. Ero andato in cerca di un insegnante di musica e mi sono ritrovato alla scuola di un grande maestro di fede che ha segnato tutta la mia vita, dal battesimo al matrimonio e sino all ultima catechesi che ha donato a me e a mia moglie, quando l abbiamo incontrato qualche settimana fa alla Domus Salutis di Brescia. Se è vero infatti (com è vero) che Dio ha sempre inviato al mondo uomini che parlino di Lui (questo significa la parola greca profeta ) e della Sua misericordia, ecco, Don Giuseppe è stato per me (ma credo per molti) un vero profeta, un uomo di Dio, la cui testimonianza non poteva lasciarti indifferente, non poteva non scuoterti, non poteva non farti innamorare di Cristo e della Sua Chiesa. Non gli sarebbe piaciuta una orazione funebre che celebrasse i suoi meriti e non intendo perciò commemorare la sua immagine di uomo (anche se talora mi capiterà mio malgrado di farlo), ma siccome spesso Dio ci parla attraverso gli eventi della vita, vorrei piuttosto rievocare alcuni tratti di una esistenza tutta spesa ad annunciare Cristo ed il Suo amore per ogni uomo. Confesso che non andavamo d accordo su tutto e che io non ho condiviso alcune sue scelte, ma questo diverso (non divergente) modo di stare nella Chiesa non solo non ci ha mai contrapposto, ma per quanto mi riguarda ha ancor più accresciuto la mia ammirazione per la missione di rinnovamento della nostra Chiesa locale che Dio gli aveva concesso di promuovere. Non furono anni facili quelli in cui Don Giuseppe, conquistato e sospinto dal vento dello Spirito conciliare, piantò a Gottolengo il seme del rinnovamento ecclesiale, proponendo un nuovo, anzi antico ed originario, cammino di incontro con Cristo. Un percorso di fede che riprendendo le sollecitazioni ed i princìpi del Concilio Vaticano II faceva tabula rasa delle incrostazioni religiose e di facciata accumulate dalla Chiesa 5 il Redone nel corso degli anni ed inchiodava ogni fedele alla responsabilità di chiedersi se la propria fede in Cristo fosse radicata nel cuore e nella vita quotidiana o se invece fosse solo un etichetta appiccicata su una scatola vuota. Ho visto chiaramente ed ho ammirato in lui il coraggio del profeta, di colui che non si sottrae al dovere di dire la verità, e la verità era bruciante, la verità era che a quel tempo il popolo di Dio si stava smarrendo, si stava allontanando dalla sua Radice, si stava come usava dire allora secolarizzando. Ci fu bisogno di un Concilio per risvegliare le coscienze e ci fu bisogno di uomini coraggiosi, di profeti appunto, che lo attuassero: Don Giuseppe fu uno di questi. E la profezia del Vangelo si avverò anche a Gottolengo: Non sono venuto a portare la pace, ma la spada (Mt. 10,34), frase estremamente profonda e difficile da comprendere nel giusto significato e che, come l azione di Don Giuseppe, è stata spesso fraintesa. Forse, a distanza di anni, ci rendiamo conto, tutti, che dovevamo passare attraverso il fuoco del tormento e del conflitto ( non la pace ), ma non per separarci tra di noi, quanto piuttosto per tagliare ( la spada ) col perbenismo religioso e con le idolatrie della società postmoderna, che ha sostituito Dio con l edonismo consumistico e col super-uomo tecnologico. Ricordo con grande nostalgia le lunghe chiacchierate fatte col curato mentre riparavamo le canne

6 dell organo rosicchiate dai topi, mentre preparavamo i canti della messa, mentre andavamo a prendere l acqua al ruscello o il latte dal montanaro con il pulmino arancione per rifornire la baita di Avenone durante i numerosi campeggi estivi. Non riuscivi a trascinarlo a lungo su futili discorsi, parlava solo di Dio e della Chiesa ed ogni fatto della vita quotidiana era occasione per farlo. Proprio a me, che non lo avevo seguito pienamente sulla sua strada, capitò di difenderlo più di una volta dalle aspre critiche di chi lo accusava di aver seminato zizania in Parrocchia. Ricordo bene che ciò avvenne anche nel corso di un furibondo Consiglio Pastorale; dopo la mia sortita mi invitò ad entrare in Cammino; non importa qui ciò che gli risposi, alla fine gli dissi che, nonostante le mie riserve, consideravo il Cammino parte integrante della Parrocchia ed una ricchezza per la nostra Chiesa. anche se non mi piacevano gli dissi scherzando - le musiche dei canti. E mi capitò ancora di difenderlo, stavolta da legale, perché era stato troppo ed ingenuamente generoso con qualcuno che poi aveva ricambiato il bene col male (come accade spesso ai buoni cristiani); per i miei miseri favori mi regalò un bel quadro che conservo ancora gelosamente nel posto più in vista della casa. Se dovessi trovare nella storia della Chiesa una figura a cui paragonare Don Giuseppe, direi senz altro San Francesco; come il Serafico di Assisi, egli ha dato la sua vita per restaurare la Chiesa, quella di mattoni (penso a quanto lavoro ha dedicato a San Girolamo e all Incidella, ma anche alla baita di Avenone, che era pur sempre parte della nostra parrocchia) così come per restaurare la Chiesa delle anime. Ed ora tutti noi, chi lo ha seguito e chi no, ne godiamo i benefici. Romano Manfredi 6 il Redone

7 Curiosity 7 il Redone ATTUALITA Da metà agosto il rover della NASA Curiosity è in esplorazione sul suolo di Marte. Il mito di Ulisse rivive in una dimensione spaziale, con il limite delle Colonne d Ercole spinto sempre più in là. Bello il nome scelto per la sonda: Curiosità. Parla di un uomo che indaga, che vuole scoprire e capire, che si spinge oltre. Affascinante! Penso ai miei figli quando, da piccoli, con il dito indice cercavano di toccare un oggetto e, giunto il contatto, lo grattavano come quando si vuole togliere una macchiolina dal tavolo. O lo mettevano in bocca, perché per un bimbo il primo conoscere è tattile. Curiosità, appunto. Che senso ha investire nella ricerca su Marte? Potremmo scrivere e discutere per giorni... Leggo un articolo che parla di uomini con il bisogno di libertà e di nuove terre da colonizzare e cita l esempio degli Stati Uniti, della conquista del Far West, ecc.ecc. Chissà se Curiosity si rende conto di quale pesante fardello di responsabilità porta nei suoi raffinatissimi congegni elettronici. Io, ripeto, preferisco immaginarlo come un bimbo che gioca nel giardino del nonno: tutti e due, in fondo in fondo, sono alla ricerca di sassi colorati. Sempre per l atavico bisogno di conoscere, l uomo ha costruito un marchingegno lungo chilometri, con un rilevatore alto come una casa di dieci piani per...trovare una particella infinitamente piccola! Per il momento è come se avessimo visto nel cielo una striscia bianca che dice inconfondibilmente del passaggio di un aereo. Primo o poi guarderemo in faccia il bosone vero e proprio, ora che si ha la certezza della sua esistenza. Sarà sicuramente una particella con il sorriso, con tutto il da fare che si dà per conferire sostanza alla materia, una particella voluta da Dio. Ancora penso a mio figlio quando, gattonando fra metri quadri di pavimento policromo, riesce ad individuare una briciolina di biscotto: certo, non sarà complesso come il CERN di Ginevra, ma come rilevatore di particelle è strepitoso! Torno indietro di qualche centinaio d anni. Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza : Dante. È proprio vero. Virtute e conoscenza, unite, indivisibili, legate fra loro da una e fondamentale. Non solo sete di sapere, desiderio di andare oltre, volontà di comprendere il reale e il metafisico. Non solo. Ora penso alla recente sentenza della Corte di Strasburgo, in merito al ricorso contro la legge 40 portato avanti da una coppia italiana. Già con un figlio malato di fibrosi cistica, i genitori, portatori sani della malattia, chiedono la diagnosi pre-impianto degli embrioni in modo da avere, con la tecnica della fecondazione artificiale, un secondo figlio sì, ma sano. La nostra norma non lo consente e, la corte, vede in questo una contraddizione con la legge 194 (quella sull aborto), che ammette la soppressione del feto qualora malformato. Lo stato italiano ricorrerà contro tale sentenza. Un caso indubbiamente complesso, dai risvolti umani, etici e morali tutti da comprendere. La legislazione è in evidente affanno nella corsa a perdifiato con le tecniche di fecondazione artificiale. In questo ambito Curiosity ha già trovato acqua e del bosone conosciamo anche il numero di scarpe! La scienza o, meglio, la tecnica, permette oggi di ottenere vita senza quell atto unitivo e procreativo tanto caro a Paolo VI. Sempre la tecnica concede libertà di selezione fra embrioni da impiantare: ovviamente meglio quelli sani. In altri stati già si può scegliere, anche se è solo una mera probabilità statistica, che tipo di figlio avere. Occhi azzurri e capelli biondi... La genitorialità esce dall ambito naturale e diviene condizione civile, opzione da esercitare quando si vuole ed alle condizioni che si vogliono. Qui mi fermo. Il diritto ad avere figli, e sani, sempre e comunque: la tecnica lo permette. E tutti gli embrioni scartati, congelati, eliminati? Ci pensano i giudici di Strasburgo: le notions d embrion et d enfant ne doivent pas être confondues. La nozione di embrione e di figlio-bambino (enfant in francese ha tutti e due i significati) non devono essere confuse. Torno a Dante e faccio fatica a trovare virtute in tutta questa situazione. Ulisse ha varcato le Colonne d Ercole e si è perso. Un figlio-bambino, prima di diventare tale, non è forse un embrione? Uno è vita e l altro? Semi-vita? E se fosse handicappato o gravemente malato? Esistenza sì, ma solo di qualità? Tutto ciò che concedono scienza e tecnica diventano automaticamente progresso positivo? Domande che impongono una vertiginosa riflessione sulla vita, sulla morte, sulla sofferenza. Cosa volete che possa offrire la sentenza di una corte, seppur autorevole e sovranazionale? Il senso della vita? Preferisco scrutare il Vangelo, o una pagina di Sant Agostino. I bambini cercano sassi colorati in giardino, sbirciano in ogni angolo della casa ed imparano che il vivere è conoscenza. Noi, da adulti, stentiamo ad individuare cosa sia la virtute. Andrea Milzani

8 La Chiesa ci insegna Cerchiamo il tuo volto Quest anno pastorale 2012/2013 è contraddistinto dal 50 anniversario dell apertura del Concilio Vaticano II, dall Anno della fede e dal Sinodo diocesano sulle unità pastorali. Si tratta per noi, come per tutta la Chiesa, di un occasione per riflettere e trovare, conoscere, consolidare la nostra fede. Ma cos è la fede? La fede «è compagna di vita che permette di percepire con sguardo sempre nuovo le meraviglie che Dio compie per noi.» (Benedetto XVI, Lett. ap. Porta Fidei n. 15). Questo è un tempo in cui la Chiesa, in particolare quella bresciana in vista del Sinodo, è chiamata a verificare il proprio volto nella sua globalità, a chiedersi se è stata capace di esprimere il volto di Gesù, se ha accolto le indicazioni del Concilio, per un rinnovato cammino di fede. Non a caso la nostra diocesi ha scelto l espressione Cerchiamo il tuo Volto come titolo d introduzione all anno pastorale. Un espressione che deve farci ragionare e chiedere se abbiamo raccolto le istruzioni del Concilio e siamo stati in grado di tradurle in esperienza quotidiana. Benedetto XVI, nella lettera apostolica Porta Fidei con la quale indice l anno della fede, invita ad accogliere questo periodo come occasione propizia per comprendere i documenti lasciati in eredità dai Padri Conciliari. Se, in quest Anno della Fede, avessimo la volontà di prendere in mano i testi, scopriremmo come il Concilio Vaticano II sia stato profetico e molte delle sue indicazioni siano ancora davanti a noi, come orizzonte a cui guardare. Durato tre anni (11 ottobre dicembre 1965), ha prodotto sedici documenti: quattro costituzioni (Dei Verbum sulla divina rivelazione e la sacra scrittura, Sacrosanctum concilium sulla sacra liturgia, Lumen gentium sulla chiesa, Gaudium et spes sulla chiesa nel mondo contemporaneo), più nove decreti e tre dichiarazioni. Paolo VI, nell omelia della S. Messa dell ultima sessione, così riassunse tutto il Concilio: Nel volto di ogni uomo si deve ravvisare il volto di Cristo e, in questo, quello del Padre celeste. Per conoscere Dio bisogna conoscere l uomo. Amare Dio per amare l uomo. Questo Concilio tutto si risolve nel suo conclusivo significato religioso, come un potente invito all umanità di oggi e ritrovare, per via di fraterno amore, Dio. Quest anno sarà un occasione per capire che il fondamento della fede cristiana è l incontro con Gesù. La Dei Verbum è un documento adatto per aiutarci a comprendere: ci presenta la fede non come punto di partenza, ma come la risposta alla rivelazione. Cos è la rivelazione divina? È il messaggio cristiano della salvezza, l annuncio della buona notizia: Dio ci ama, desidera mettersi in relazione con noi e salvarci in Gesù Cristo. Quest anno ricorrono anche i vent anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, testo di sicuro riferimento che Papa Benedetto ci invita a consultare poichè contiene tutti gli elementi fondamentali della fede della Chiesa. In quest Anno di grazia il Papa ci guida ad approfondire e ravvivare la nostra fede in un percorso di conversione; accogliamo quindi il suo invito proposto nella lettera apostolica: «nessuno diventi pigro nella fede...» 8 il Redone Delia Milzani

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10 DON LUCA e la sua cordata... II e III MEDIA : in cammino verso la PROFESSIONE DI FEDE E dopo la cresima? Beh, prima di tutto non c è un DOPO perché la cresima non è un traguardo da tagliare o da oltrepassare per essere definiti cristiani d.o.c.! E un unico cammino con tappe diverse che aiuta ogni ragazzo a dare delle risposte, a seconda delle età e delle esigenze dei ragazzi. L itinerario di fede dei preadolescenti continua anche nel biennio successivo alla Cresima (dai dodici ai quattordici anni circa) dopo di che si vive il passaggio molto significativo dell entrata nel gruppo degli adolescenti o nel Cammino Neocatecumenale. Questo passaggio vorrei che fosse segnato da una solenne PROFESSIONE DI FEDE, momento nel quale i ragazzi/e esprimono, con la semplicità e la maturità tipica di questa età, la propria fede davanti alla propria comunità nella Messa domenicale. Preadolescente... chi è? Per pastorale dei preadolescenti intendiamo tutto ciò che la Chiesa mette in atto per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni circa. È possibile cadere in una lettura negativa delle caratteristiche presenti ed emergenti in questa età: non sono presenti, sono distratti, confusionari, troppo viziati, non sono costanti. Non lasciamo che le difficoltà producano una sorta di frustrazione e che si abbandoni il campo richiudendosi in piccole scelte per pochi eletti, anziché produrre una sfida che apre nuovi sentieri e nuove possibilità. Guardiamo alle loro caratteristiche e stupiamoci di come, da un bambino, stia nascendo a poco a poco un uomo o una donna. Guardiamo alla loro voglia di fare bene e di vivere con gioia ed entusiasmo. Accompagniamoli a vivere il primo stress e le prime fatiche della scuola. Accostiamoci con stupore al loro mondo interiore che inizia a sviluppare una sensibilità autonoma, che prova a cimentarsi in pensieri e considerazioni diverse da quelle sentite in casa, che cerca gli amici con tanto entusiasmo per l amicizia e per i primi amori. È un fiore che sboccia, meraviglioso e delicato, che ha ancora tanto bisogno di protezione e di indicazione, ma anche che desidera guardare il mondo o forse, meglio, essere guardato dal mondo. Come educatori cristiani impegniamoci a partire con una lettura positiva di questa età, che ci aiuti a iniziare nel modo giusto il cammino. 10 il Redone

11 L Educatore dei Pre-Adolescenti Nell età della preadolescenza risulta certamente determinante poter dare ai ragazzi degli educatori validi, riferimenti chiari che li aiutino a maturare, dentro una relazione educativa, il loro cammino di fede e le loro scelte personali. Per questo un aspetto molto delicato è quello dell individuazione di persone adatte ad assumersi questa responsabilità. DON LUCA e la sua cordata... L itinerario catechistico L itinerario catechistico rappresenta la spina dorsale della pastorale dei preadolescenti. I ragazzi vengono chiamati a formare un gruppo e a camminare insieme, con regolarità e sistematicità, lungo un tracciato formativo. Tale cammino si arricchisce delle molteplici attenzioni che la parrocchia e la comunità ecclesiale nel suo complesso potrebbero proporre: proposte associative ecclesiali, gruppi di attività del tempo libero, impegni liturgici, ecc. La proposta di catechesi a questa età risulta essere il punto di partenza di altre proposte ed ha la caratteristica di innestarsi come un ponte tra la precedente proposta di Iniziazione Cristiana e l inserimento nella pastorale giovanile con il cammino per gli adolescenti o il Cammino Neocatecumenale. La Professione di Fede Come già detto il cammino potrebbe culminare con la solenne professione di Fede che si farebbe durante una celebrazione domenicale, meglio nel tempo Pasquale. Con la recita del Credo e con la consegna simbolica del Vangelo, accompagnata dalle parole Ricevi il Vangelo e testimonialo nella vita, non si conclude, ma si apre un nuovo cammino da Cristiani e discepoli di Gesù, pronti a passare oramai a un nuovo gruppo e a una nuova proposta, quella degli Adolescenti o quella del Cammino Neocatecumenale, anche queste con i loro percorsi e le loro tappe di crescita e di ricerca di Gesù e del sapore che solo Lui può dare alla vita. Accogliamo come dono del Signore questa sfida che la nostra Chiesa pone sul nostro cammino, solo così potremo fare ogni giorno la Sua Volontà con gioia e speranza. Don Luca 11 il Redone Follest 2012 Per tutti i ragazzi che hanno bisogno di un luogo comune dove trovarsi, stare insieme, divertirsi, mettersi alla prova e impegnarsi, anche quest estate è tornato l appuntamento con il Follest che per quattro settimane ha animato le folli notti degli adolescenti. Quest anno il tema è stato quello degli anni 70 e i ragazzi si sono divisi in quattro squadre di noti personaggi di quel tempo: Gigi Riva, Andy Warhol, John Travolta, Lucio Battisti. Sera dopo sera i ragazzi si sono affrontati in giochi, abilità, varie uscite, tra cui l esperienza in tenda, e la consueta serata finale dove ogni squadra ha dato il meglio per il traguardo finale. Anche quest anno l esperienza del Follest è stata un opportunità per stare insieme, conoscersi e condividere emozioni. Un ringraziamento speciale a Don Luca per l impegno e la passione che ci ha trasmesso e a tutti i ragazzi che, come non mai, hanno partecipato ancora più numerosi. Alla prossima estate! Elisa e Daniele

12 DON LUCA e la sua cordata... Il camposcuola in montagna è stata una vacanza magnifica!! E stata un esperienza molto positiva per tutti noi, si sono instaurati profondi rapporti di amicizia e abbiamo approfondito il nostro rapporto con la fede. Siamo andati a Velturno in Val d Isarco, abbiamo alloggiato in una baita che si chiama Unterfrauner. Il tema della vacanza era Il libro della giungla, ogni squadra aveva il nome di un personaggio del cartone animato. La mattina il don ci svegliava circa alle 7.30 camminando per i corridoi e sbattendo delle pentole. Alle 8.00 c era la colazione e dopo la preghiera facevamo le pulizie. Ogni squadra aveva un compito come quello di pulire il refettorio, riordinare il cortile, apparecchiare per il pranzo... dopo di che guardavamo una parte del cartone. Durante la vacanza sono state organizzate due uscite durante le quali abbiamo fatto delle lunghe camminate. La camminata all inizio poteva sembrare faticosa ma stando in compagnia, ridendo e scherzando, il tempo volava e tornavamo alla baita stanchi ma soddisfatti! Di pomeriggio, a volte, facevamo il bagno in piscina anche se l acqua era molto fredda oppure ci divertivamo facendo tornei e giochi. Alla sera ci riunivamo tutti insieme per cenare; le cuoche erano davvero molto brave, riuscivano sempre a soddisfarci!! Dopo di che guardavamo un film. L ultimo giorno siamo andati a raccogliere la legna per fare il falò, ha vinto la squadra che ne ha raccolto di più. Il falò, purtroppo, è durato poco perché ha iniziato a piovere!! Il giorno dopo abbiamo dovuto lasciare la montagna, anche se saremmo rimasti volentieri un altra settimana!!! II media Lignano 2012 Montagna 2012 Anche quest anno la vacanza al Getur di Lignano Sabbiadoro è stata indimenticabile! La nostra avventura è iniziata il 22 luglio ed è durata fino al 29 luglio Durante questa settimana ciascuno di noi adolescenti ha l occasione di vivere la sua prima avventura di libertà, anche se non totale, ma pur sempre la prima esperienza senza i genitori che ti assillano con le solite raccomandazioni. La nostra giornata tipo iniziava alle 8.00 con la colazione, se cosi si può definire, a seguire la preghiera dopo la quale potevamo andare in spiaggia a giocare a beach-volley, calcio, bagno in mare ecc.. Verso le arrivava l ora del pranzo, in realtà non molto attesa visti i menù poco appetitosi proposti. Dopo il pranzo il momento riposino sfruttato da tutti quanti gli animatori per recuperare le ore di sonno perdute per controllarci nel corso della notte. Il pomeriggio lo trascorrevamo in spiaggia a divertirci e a fare nuove conoscenze con i vicini di ombrellone. La sera, dopo la misera cena, avevamo a nostra disposizione un ora, e sottolineo un ora, per lavarci, vestirci, pettinarci e truccarci. Per i ragazzi il tempo era più che sufficiente mentre per le ragazze era una sfida all ultimo make-up, che dava come risultato bagni allagati, camere sottosopra e armadi ribaltati che ogni mamma avrebbe disapprovato. La serata la trascorrevamo nel centro di Lignano, che è abbastanza movimentato, con diversi bar e locali con musica, presso i quali potevamo fare lunghe chiacchierate e mangiate di gelato. Il bilancio di questa vacanza è sicuramente positivo perché è un occasione per conoscerci meglio e imparare a convivere con gli altri, cosa che non sempre è facile, ci dà l opportunità di conoscere gente nuova e di fare nuove esperienze. Sono le nostre prime vacanze e ognuno di noi ha l occasione per dimostrarsi maturo e responsabile. Sicuramente tutto questo non sarebbe possibile se non ci fosse la disponibilità di don Luca che con gli animatori si prende la responsabilità per tutti noi. Chiara e Fabio 12 il Redone

13 13 il Redone DON LUCA e la sua cordata... TORNEO di CALCIO Andrea Redana E tornato puntuale anche quest anno il torneo di calcio all Oratorio, intitolato A. Redana in memoria del simpatico e indimenticato Andrea. Si è svolto durante la settimana della Festa dell Oratorio per quanto riguarda il settore giovanile e cioè da Lunedì 11 Giugno a Sabato 16 e da Lunedì 18 Giugno a Venerdì 13 Luglio, per quanto riguarda i Grandi. Voluto tenacemente da don Luca, organizzato da bravi e generosi volontari. Andiamo per ordine. PULCINI: ragazzi dai dieci agli undici anni. Hanno giocato Martedì 12 Giugno, in unica serata dato il ristretto numero degli iscritti, con un triangolare a tre squadre:atalanta, Verona, Brescia; ha vinto l Atalanta con i seguenti giocatori: Hajjoubi Aiman, Kuburi Amri, Marchioni Daniele, Nouioura Ayyoub, Pini Mattia, Piscopo Giuseppe, Ezebube Victor. Capocannoniere Nouioura Ayyoub con tre reti. Ha arbitrato Fanconi Franchino, bravo come al solito a capire lo spirito della competizione e il comportamento dei giocatori. Un plauso a mister Alfredo Longinotti che dopo un annata densa di calcio, con passione e competenza ha messo in piedi le squadre! ESORDIENTI: ragazzi dai dodici ai tredici anni. Hanno giocato Giovedì 14 Giugno, solo due squadre per i pochi di iscritti (stanchi anche dei molti tornei F.I.G.C.) e quindi un solo incontro. Le due squadre erano FRANCIA e ITALIA: le hanno fatte loro le squadre e, nonostante le raccomandazioni, si sono scelti in base all amicizia e non alla bravura calcistica. Risultato che il punteggio è stato ultratennistico: Italia batte Francia per 20 a 5! I quasi eroi a vincere sono stati: Almici Francesco, Bianchi Nicola, Nicolò Damiani, Essaki Amin, Hajjoubi Aiman, Marchioni Gabriele, Tironi Emanuele. Capocannoniere Nicolò Damiani con 7 reti. Ha arbitrato Franchino Fanconi con la solita bravura; li ha guidati con polso e competenza Franco Doninelli, accompagnatore degli Esordienti nel campionato F.I.G.C.. GIOVANISSIMI: ragazzi dai quattordici ai quindici anni. Hanno giocato lunedì 11 Giugno con squadre fatte da loro. Un triangolare, in serata unica, con le seguenti squadre: Barcellona, Real Madrid, Paris S. Germain. Ha vinto il Barcellona con questi risultati: Barcellona-Real Madrid 8-2, Barcellona-Paris.S.G e con questi giocatori: Arena Michele, Tedeschi Stefano, Bolzoni Nicola, Almici Diego, Ghidelli Nicolò, Biazzi Paolo. Capocannoniere Tedeschi Stefano con 8 reti. Seconda classificata Real Madrid, terza Paris S. Germain. Ha arbitrato Franchino Fanconi, bene come al solito. GRANDI: dai 16 anni compiuti in su. Il torneo dei Grandi è partito in sordina, si aveva la paura di non raggiungere il numero sufficiente per una dignitosa competizione ma poi è stato un successo di squadre e di pubblico. Grazie all impegno dei bravi giovani (quando si impegnano son bravi davvero!): Gianluca Rossi, Paolo Biazzi, Federico Ghidelli, Alberto Damiani, Andrea Tognoli e Trevisan Andrea. Ed anche degli arbitri, generosi nell esporsi agli applausi ed alle imprecazioni: Franchino Fanconi, Merlo Alessandro, Trevisan Andrea e Longinotti Alfredo. Quattordici le squadre, undici di Gottolengo: Luma, Gottolengo 2000, Oratorio, Gambarella City, Gambarella Utd., O.K Spaccio Alimentari, Autotrasporti Pini, Pizza più, Cavalieri dello zodiaco, Coltivatori indiretti, Coco Loco e tre da fuori: Macelleria Olivetti (Gambara), Casca e Busca (Pralboino) e Abbigliamento Bigia Vignoni. Ha vinto il torneo la squadra Casca e Busca mentre i pronostici erano per Macelleria Olivetti; la finale tra

14 DON LUCA e la sua cordata... queste due squadre è stata uno spettacolo e per il gioco e per il folto pubblico: fino a dieci minuti dalla fine, sul 2-2 il risultato e il gioco erano perfettamente alla pari, con grande soddisfazione e tifo degli spettatori. E finita con il risultato di 4-2; una espulsione ed anche la mancanza di alcuni elementi fondamentali, ha determinato la sconfitta della Macelleria Olivetti e la vittoria, sudata e meritata dei Casca e Busca. Ha arbitrato Franchino Fanconi, sempre all altezza della sua fama. Il terzo e quarto posto è stato disputato dai nostri tra i Cavalieri dello zodiaco e O.K.Spaccio Alimentari, con queste formazioni. Cavalieri dello zodiaco: Ghidelli Federico, Alberto Damiani, Calestani Luca, Bianchi Davide, Matteo Gatta, Tognoli Andrea, Gorini Nicola, Parola Gabriele. Per O.K.Spaccio Alimentari: Morelli Michele, Morelli Matteo, Fanelli Mattia, Arena Luigi, Tomasoni Luca, Bolzoni Matteo, Bulgari Christian, Marini Lorenzo, Orizio Francesco, Walter Bresciani, Paolo Camisani, Stefano Forlanelli. Un bel 4-1 per i primi, ma partita all altezza delle attese del folto pubblico plaudente. Partono forti i Cavalieri che segnano prima con Tognoli, poi con Parola e al 20 del primo tempo con un pallonetto di Calestani. Nella ripresa, reazione degli O.K. S.A.:al 10 grande parata di Chicco Ghidelli su un bel tiro teso e angolato di Arena, poi Morelli al 17 coglie il palo e allo scadere del tempo Fanelli segna il meritato gol della bandiera. Poco prima Gatta, con un bel diagonale aveva arrotondato il risultato portando le segnature a 4-1. Capocannoniere Stefano Forlanelli; arbitro Merlo Alessandro, forte dell esperienza di un campionato tra gli Amatori. Le premiazioni riservano genuine emozioni per i gottolenghesi, perché a premiare, oltre a don Luca c è la signora Lorenzi Carmela, mamma di Andrea Redana e poi Giacomo Massa, giovane neosindaco che si confonde (e volentieri) con i giovani calciatori. Giuseppe Zanon 14 il Redone

15 15 il Redone

16 NOTE DI TRADIZIONI La sfida della Zucca Una manifestazione pubblica, anche se ormai collaudata con successo, ha sempre bisogno di nuove iniziative e stimoli di attrazione che assicurano una adeguata affluenza di persone. Questo l ha ben capito un gruppo di Gottolenghesi conosciuto per l impegno e la volontà di tenere vive le tradizioni folkloristiche locali. Così è nata l idea della Sfida della zucca da effettuare proprio in concomitanza con la Sagra della Patata. La caratteristica che distingue l iniziativa è senz altro l originalità. Si tratta, infatti, di coltivare delle piante di zucche giganti, non adatte all alimentazione umana, magari seguendo le indicazioni contenute in un depliant distribuito con i semi. Un altro aspetto che caratterizza la sfida è il grande effetto scenico costituito da attrezzi e veicoli provenienti dal mondo contadino ed opportunamente collocati in vari punti della pista di pattinaggio, trasformata in un museo a cielo aperto. Tutto questo costituisce un fattore di grande attrazione difficilmente riscontrabile in manifestazioni del genere che si svolgono in altri paesi. Non è poi da sottovalutare la coreografia creata dal gruppo dei giurati: indossano abiti originali abilmente preparati da esperti sarti e contribuiscono a dare un tocco di colore in più alla scenografia. Nata in sordina cinque anni fa, questa manifestazione ha preso rapidamente piede ed ha conquistato il favore della gente grazie soprattutto alle numerose, quanto impreviste, iniziative che accompagnano i vari momenti del suo svolgimento. Se, infatti, è importante attirare un consistente pubblico, è altrettanto importante saperlo mantenere presente e partecipe anche quando i tempi si allungano, come la pesatura minuziosa degli esemplari, la stesura dell elenco,ecc.... E in queste situazioni che si attiva la fantasia dell eccentrico presentatore e degli organizzatori con trovate nuove e stimolanti, talvolta inventate sul momento o suggerite dalle circostanze stesse, Con una certa punta di orgoglio va rilevato il superamento dei confini locali, nel senso che sono sempre più numerosi i partecipanti che provengono da paesi e province limitrofi. Così, anche quest anno, nonostante la siccità ed il grande caldo portato da anticicloni dai nomi risonanti ne abbiano decimato la produzione, ben 28 zucche sono state allineate ai bordi della pista di pattinaggio. Al centro della stessa è stata sapientemente costruita, da un esperto del paese, un aiuola utilizzata anche per la riuscitissima gara di ballo del precedente sabato sera. Gli esemplari portati dai coltivatori di Goito (Mantova) si sono aggiudicati le prime tre posizioni: la zucca più grossa ha raggiunto i 374 Kg, la media 353 Kg e la più piccola( si fa per dire) i 274 Kg. Vari premi sono stati poi distribuiti, come al solito, fra tutti i concorrenti. Terminata la manifestazione resta la formazione di un bel gruppo di persone unite da un sano spirito di amicizia. Questo ha permesso di affrontare e superare gli eventuali momenti di difficoltà e di incertezza che possono sorgere in ogni tipo di percorso. Paolo Bianchi ( e I gnari dè la söca dè Otalènch ) 16 il Redone

17 L amico Boby NOTE DI TRADIZIONI Alla festa della patata durante l ultimo giorno di festività si è svolta nel pomeriggio una manifestazione per i nostri amici a quattro zampe. Questo concorso consisteva nel far sfilare i propri cani per vedere quale dei tanti cani meticci e di razza era il più bello. Durate il giro intorno ad un cerchio di erba i giudici (don Luca, Piera ecc.) dovevano vedere come si comportava il cane durante la passeggiata e stabilire la sua bellezza, quando il cane e il suo padrone avevano finito di fare il giro i giudici davano il voto alzando una paletta con sopra un numero da 1 a 5. Alla fine di tutto gli organizzatori davano ad ogni partecipante una tracolla, un buono gelato, delle patatine per i bambini e non poteva mancare un regalo per i nostri migliori amici. Quando la gara è finita abbiamo potuto assistere uno spettacolo, che consentiva di vedere come i cani servono come aiutanti per gli agenti di salvataggio. Si esibivano in corsi di ubbidienza, di ricerca e di coraggio. Invito tutti alla prossima edizione a partecipare con i propri amici cani così da passare un bella giornata.!!!! Capuzzi Massimo Vi racconto di un sogno Tutto l universo cospira affinché chi lo desidera con tutto sé stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni (Paulo Coelho) L associazione culturale I fiori prendono il volo nasce a Gottolengo circa due anni fa e da quel momento organizza corsi e percorsi nei paesi della Bassa. Dallo studio delle lingue, alla cucina vegana, da corsi di dizione a percorsi di fotografia, corsi per migliorare la memoria o per avvicinarsi alla meditazione. Tanto per citarne alcuni. L anima dell associazione è Alessandra. Quando mi ha parlato delle sue idee, lo devo ammettere, ho pensato che non fosse completamente lucida. L ho ascoltata un po scettica. Creare un centro, un associazione o qualsiasi altra cosa che portasse nella Bassa nuove e ricorrenti occasioni culturali, che rimettesse in giro l energia, che permettesse di fare corsi e seguire percorsi interessanti e diversi senza raggiungere la città, senza perdere tempo prezioso negli spostamenti,dei corsi a km zero. Quanto mi sono sentita vecchia e saggia in quel momento! Questo vulcano di idee mi stordiva. Le mie idee arrivano sempre una alla volta, sono piccole e informi e poi crescono durante le ore di insonnia, diventano magari immagini e sensazioni da raccontare. Brevi storie per piccole emozioni. Non ero certo in grado di sostenerne una cascata. Prima è arrivata la frase I fiori prendono il volo. Una di quelle frasi che vedi, che ascolti o che leggi in un altro contesto e poi diventa la frase che può spiegare il tuo progetto, il tuo sogno. Ale mi ha confermato Sono quelle frasi che possono dire tutto e niente ovviamente... ognuno le trasforma, adatta, inventa, interpreta rispetto a sé. Per me sono sogni, desideri che partono, crescono, cambiano e prima o poi atterreranno realizzati, trasformati, condivisi. Sarà il nome dell associazione. Lo è diventato. Ero allibita, frastornata, ma anche incuriosita. Poi un turbinio di , numeri di telefono, locandine, commercialista, consulente, ricerca di tutte le associazioni esistenti sul territorio e delle iniziative per evitare di proporre ciò che già c era. Un mondo nascosto di persone esperte nei più svariati campi che riaffiora, dimostrando che le risorse esistono. I nostri sogni sono i pensieri felici che ci permettono di volare. Solo chi ha piccoli e grandi desideri riesce a realizzarli. Forse lo avevo un po dimenticato, impegnata a camminare nella vita con tutta la sua fatica, avevo proprio scordato che qualche volta si può volare. Giusi Morbini Se volete conoscere l associazione potete trovare notizie esaurienti sul sito: 17 il Redone

18 GRUPPI PARROCCHIALI Melonera Missionaria Era la fine di giugno quando un gruppo di volontari si è riunito sotto il portico del nostro Oratorio al fine di organizzare l annuale evento della Melonera Missionaria. Oggi, Settembre 2012, ci troviamo con grande rammarico, con il pensiero che tutto è ormai già terminato. Anche quest anno, dal 9 Luglio al 25 Agosto compresi, presso il Vecchio Campo Sportivo di Gottolengo, il gruppo volontari della Melonera Missionaria ha voluto essere presente con iniziative umanitarie. Di comune accordo tra la Parrocchia ed il Comune di Gottolengo si è pensato bene ad una stretta di mano per aiutare la comunità di San Giovanni del Dosso (Mantova) colpita anch essa dai terremoti verificatisi nel corso dell anno. Prontissima l Amministrazione Comunale nel mettere a disposizione gli spazi, i servizi, le utenze e quant altro necessario per iniziare l avventura. E le porte si sono aperte. Ogni sera, puntualmente, noi turnisti mettevamo a disposizione il proprio tempo libero cercando di trasmettere ai presenti che l uro speso era riservato a chi in quel momento ne aveva bisogno. Ed ancora, per animare maggiormente le serate, oltre alla sempre presente ANGURIA, lo staff ha cominciato a riempire le serate organizzando Tombolate, tornei di Briscola, Scala 40, Machiavelli e tornei di freccette, ping-pong, bocce con l aggiunta di lotterie varie. E come per una sorta di magia ci si trovava spesso (anche chi non era di turno) ad aiutare all occorrenza. Insomma, un gruppo, sì un gruppo che con un unico fine si è arricchito il cuore con sacrificio spesso anche molto collettivo. E di sera in sera l estate se n è andata.. Certo, cari lettori e cittadini, se non ci fosse stata anche la vostra partecipazione sarebbe stato solo volontariato! E diciamolo pure cari genitori!!!! Abbiamo visto tanti nostri ragazzi andare e venire per la Melonera quali partecipanti dei vari tornei in attesa del proprio turno di vita. Sono stati bravi a saper cogliere qualche buon valore che dietro l angolo ancora si può trovare. Per buona nota, di seguito riportiamo le cifre relative alla gestione 09 Luglio 25 Agosto 2012: ENTRATE (Tombole, Tornei, Offerte e Lotterie) uro 5.744,00.= (Angurie e Bar) uro 6.079,00.= TOTALE ENTRATE uro ,00.= TOTALE USCITE uro 6.274,00.= Risultato di gestione uro 5.549,00.= Importo devoluto alla Parrocchia di San Giovanni del Dosso (Mn) uro 5.250,00.= Avanzo di cassa (per Melonera Anno 2013) uro 299,00.= Totale importo devoluto alla Parrocchia di San Giovanni del Dosso uro 6.000,00.= (Melonera 5.250,00 - Coro 500,00 - Parrocchia 250,00) Si ringrazia l Amministrazione Comunale e tutti coloro che attraverso il loro contributo, in forma assolutamente libera, hanno reso tutto più facile per concretizzare questa idea. Grazie ancora di tutto ed un Arrivederci alla prossima estate. Alberto Bettini 18 il Redone

19 GRUPPI PARROCCHIALI Caritas e dintorni: come lavoriamo Dopo la pausa estiva, siamo nuovamente qua per illustrare la nostra organizzazione, il nostro operato e come stiamo lavorando, considerando che la Caritas è parte delle opere della parrocchia e, dopo la liturgia, riveste importanza fondamentale nel concretizzare il messaggio evangelico. Iniziamo col dire che il nostro motto si basa sulle tre A, accogliere, ascoltare, aiutare, perciò il nostro modo di agire inizia con un colloquio con la persona o famiglia che si presenta in Caritas, ci si conosce, si ascoltano le esigenze e i problemi, si valutano le risorse e insieme si cerca di trovare la soluzione e si danno le indicazioni del caso; è sempre nostra premura creare un rapporto di fiducia. Durante il colloquio si riportano i dati su una scheda nominativa che vengono inseriti a computer in rete con la Diocesi di Brescia, all interessato viene rilasciato un tesserino nominativo che serve per il ritiro degli alimenti e degli indumenti, dove vengono aggiornate le date ogni volta che accede in Caritas. I nostri interventi hanno durata in base alla tipologia della richiesta, all età della persona, alla composizione del nucleo familiare, alla situazione di salute e alle disposizioni della Diocesi: per questo motivo, i volontari caritas si specializzano in vari settori, frequentando corsi di formazione specifici organizzati dalla Diocesi, sia a Brescia che in loco. Abbiamo volontari che si occupano del Centro d ascolto zonale, altri della distribuzione e preparazione degli alimenti, altri del ritiro e distribuzione del vestiario; all interno del centro d ascolto zonale ci sono volontari preparati su specifiche problematiche (ad esempio immigrati, collocamento al lavoro, pratiche di tipo economico etc.). Alla luce della complessità organizzativa, è fondamentale collaborare in stretto rapporto con la Diocesi, anche perché questa stretta collaborazione ci permette di usufruire e partecipare di tutti i progetti che il Vescovo ha creato in aiuto alle caritas parrocchiali. Passiamo ad illustrare le varie iniziative in essere di cui noi siamo diretti fruitori: - Centro d ascolto zonale che coinvolge le parrocchie dell unità pastorale, Gottolengo, Gambara e Fiesse; questo centro d ascolto ha la funzione di organizzare tutte le attività sovra-caritas cioè il luogo dove vengono pensate e attuate le iniziative che riguardano la zona pastorale come: i colloqui, la formazione, il reperimento degli alimenti, le raccolte alimentari, le feste, i mezzi di trasporto etc. Ogni centro d ascolto zonale, ha un consiglio rappresentato 19 il Redone da un responsabile nella persona di Don Luciano Machina, un coordinatore, un segretario e i coordinatori delle tre caritas parrocchiali: ha sede presso l oratorio di Gambara. - Ottavo giorno è un capannone di generi alimentari dislocato presso i Mercati generali di Brescia, gestito da volontari della Diocesi dove si può acquistare a prezzi molto contenuti generi di prima necessità. Per accedervi è necessario il versamento di una quota: tale valore viene poi raddoppiato dalla Diocesi. - Agea è un organismo della Comunità Europea: ci si iscrive tramite la Diocesi, ed ogni anno si inoltra un ordine (in base alle persone in carico) di prodotti alimentari di cui questo organismo dispone e durante l anno ci vengono erogati con varie scadenze. Naturalmente, per godere di questa iniziativa, è necessario sottostare a rigide regole per quanto riguarda lo stoccaggio, la conservazione e l iter burocratico di carico e scarico. La nostra sede d approvvigionamento è Ghedi. - Briciole lucenti è un progetto economico a sostegno delle famiglie con minori, che attinge ad un fondo apposito, restituisce alle caritas che hanno inoltrato domanda con relativa documentazione, la metà delle spese sostenute per il pagamento di utenze, medicinali, affitto.

20 GRUPPI PARROCCHIALI - Microcredito è una iniziativa creata in collaborazione con la banca (per noi la Cassa Padana), dove la nostra Parrocchia ha versato un euro per abitante (4.000 euro), viene utilizzato per prestiti a tasso molto agevolato a persone che hanno un reddito sicuro, ma spese impreviste che non possono fronteggiare con le risorse a disposizione. La restituzione avviene nell arco di tre anni: in questo lasso di tempo un volontario caritas deve seguire la persona in modo tale che realizzi ciò per cui ha chiesto il prestito. Dopo una rapida illustrazione dell organizzazione e delle risorse a livello diocesano e zonale, passiamo a fotografare la nostra realtà locale. Siamo ubicati presso il centro parrocchiale dove abbiamo a disposizione i locali dell ex casa canonica, suddivisi in stanze adibite allo stoccaggio degli alimenti, locale distribuzione, stanze per il vestiario e un ufficio. Il gruppo formato da circa 15 persone ha un Responsabile in Don Arturo, un Coordinatore e un Segretario. In questi ultimi tre anni, dall inizio della rendicontazione del centro d ascolto zonale, sono passate da noi più di 100 famiglie e attualmente ne abbiamo in carico 70; inoltre, abbiamo avuto varie situazioni sporadiche di persone di passaggio che hanno avuto un solo accesso per richieste di alimenti e vestiario. Nel corso della nuova gestione si sono attivate 4 procedure per microcredito e 2 per briciole lucenti. Come si è capito, la nostra attività è abbastanza complessa, la richiesta di aiuto è in crescita in quanto con la crisi la povertà è in aumento, e le nostre risorse stanno scarseggiando; per non acquistare alimenti ci impegnamo in 2 raccolte annuali in collaborazione con il Comune e le Associazioni di volontariato di Gottolengo; ci siamo attivati in Avvento con la giornata del pane ; per la ricorrenza della Sagra del paese abbiamo allestito una pesca di beneficienza e aiutato nella manifestazione organizzata pro S. Giovanni del Dosso. Anche in questi ultimi mesi dell anno, è nostra intenzione continuare con le iniziative promosse lo scorso anno, incrementandole con attività di maggiore integrazione nella vita parrocchiale e liturgica. Il Gruppo Caritas Calendario incontri della Bella Età dal al Mercoledì ore 15,00 Inizio con preghiera presentazione programma e rinfresco Mercoledì ore 15,00 Proiezione film Mercoledì ore 15,00 Tombolata Mercoledì ore 15,00 Geriatra dott. Gian Paolo Conter Mercoledì ore 15,00 Prof. Bonaglia Angelo Mercoledì ore 13,30 Pellegrinaggio al Santuario di Adro Mercoledì ore 15,00 Prof. Fabiana Cantoni Mercoledì ore 15,00 Ins. Paolo Bianchi Mercoledì ore 13,30 Pellegrinaggio alla Madonna di Lourdes (VR) Mercoledì ore 15,00 Proiezione film Mercoledì ore 15,00 Prof. Fabiana Cantoni Mercoledì ore 19,00 Chiusura con cena 20 il Redone

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