Progetto pilota Lotta alla zanzare, attuato nella Provincia di Rovigo.

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1 Progetto Pilota PLZ Progetto pilota Lotta alla zanzare, attuato nella Provincia di Rovigo. 1. INFORMAZIONI PRELIMINARI In data prot. n i Presidenti, delle CONFERENZE dei Sindaci Azienda ULSS 18 Rovigo e Azienda ULSS 19 Adria, inoltravano una copia del Progetto Pilota di Lotta alle Zanzare nella Provincia di Rovigo agli Assessori Regionali delle Politiche Sanitarie e del Bilancio della Regione del Veneto al fine di richiedere l adesione della Regione del Veneto al Progetto. Con lettera prot. N / /E del 02 Luglio 2009, a firma della Dirigente Regionale dott. Giovanna Frison, si specificava che la Regione del Veneto, con delibera n del 09/06/2009, aderiva al Progetto Pilota di Lotta alle Zanzare nella provincia di Rovigo (PLZ) e che all Azienda ULSS n. 19 era stata assegnata una somma pari a ,00 quale quota di cofinanziamento per la realizzazione del progetto succitato. Il Consiglio del Parco Delta del Po ha effettuato uno stanziamento di ,00 per favorire lo svolgimento delle attività progettuali. 2. MOTIVAZIONI DEL PROGETTO Il territorio della Provincia di Rovigo, formato nei secoli dalle alluvioni e dai sedimenti trasportati dal fiume Po nella zona di contatto con il mare e modificato nei tempi da una serie di interventi umani, è per la quasi totalità situato al di sotto del livello del mare. Esso comprende il delta del fiume nel versante veneto, che dà origine ad un dedalo di corsi d acqua, i maggiori dei quali finiscono per suddividere l intero territorio in vere e proprie isole fluviali. Acuiscono la situazione le valli da pesca, le barene create dall andamento delle maree, le golene dei rami del fiume, una serie di canali artificiali a destinazione irrigua e qualche

2 migliaio di ettari di risaie. Oltre alla situazione geografica ed idrografica sopradescritta le condizioni meteo climatiche di caldo-umido che caratterizzano le estati padane favoriscono a dismisura la proliferazione delle zanzare sia in termini di densità, decisamente inusuale per le altre aree della Regione, che di numero di specie. Il disagio che ne consegue per la popolazione residente e per i turisti limita fortemente la qualitàdella vita e lo sviluppo turistico di un area con importanti potenzialità sul versante balneare, con risorse naturalistiche e paesaggistiche tra le migliori, con un patrimonio di flora e di fauna ittica ed avicola del tutto invidiabile. Le numerose specie di zanzare presenti nella Provincia di Rovigo possono verosimilmente essere vettori di patologie infettive anche di grande rilievo per la salute umana; nel Delta del Po, in particolare, l elevata presenza degli uccelli migratori costituiscono vettori di numerosi agenti infettivi candidando l area a bacino di propagazione particolarmente significativo. In sostanza, secondo le logiche che stanno alla base della valutazione del rischio in uso nel sistema sanitario per la prevenzione dell insorgenza e soprattutto della diffusione delle malattie infettive, l area del Delta del Po rappresenta un punto di rischio, in termini probabilistici, più alto di quello rappresentato dai porti marittimi e dagli aeroporti in quanto la fauna migratoria è meno controllabile dei turisti e degli scambi commerciali. Già numerose le conferme di questi ultimi anni: blue tongue: causata da un arbovirus trasmesso dalla puntura di un culicoide, è comparsa in Sardegna nell estate 2000, probabilmente attraverso il trasporto di insetti infetti dal Nord Africa, si è estesa alla maggior parte delle regioni italiane, non è trasmissibile all uomo ma rappresenta un serio problema per la zootecnia; chikungunya: numerosi focolai nell estate 2007 nella Regione Emilia-Romagna hanno indotto nella stagione 2008 ad una sorveglianza mirata, alla cattura ed al monitoraggio di numerosi esemplari di Aedes albopictus, vettore di questo arbovirus, e ad un progetto di

3 disinfestazione nelle aree private, finanziato dall Ente Parco del Delta del Po su iniziativa della Conferenza dei Sindaci in accordo con il Dipartimento di Prevenzione locale; febbre del Nilo occidentale: gli esiti del piano di sorveglianza straordinario veterinario West Nile Disease (WND) disposto dalla Regione Veneto con DDR 473 del 29/9/2008 alla luce di alcune positività riscontrate in Emilia Romagna e a seguito degli esiti delle positività riscontrate in un allevamento di equini di Trecenta, ha dimostrato la positività della presenza di questo arbovirus trasmesso a livello locale prevalentemente dalle zanzare Culex pipiens di anticorpi in 38 su 121 capi testati. Recentemente poi si è riscontrata la presenza del virus anche su uomo (Ficarolo RO). Tutto ciò deve doverosamente indurre le istituzioni e gli organi preposti: alla sorveglianza epidemiologica attraverso il coinvolgimento di tutte le strutture sanitarie del territorio per la diagnosi precoce, il trattamento e l isolamento, quando necessario; alla messa in atto di una serie ragionata di interventi di disinfestazione diversificati per aree omogenee del territorio; alla capillare informazione/formazione della popolazione locale per l adozione d icomportamenti nelle aree private che riducano la possibilità di riproduzione delle zanzare; al coinvolgimento di Enti ed Associazioni presenti sul territorio in grado di determinare utili sinergie per il raggiungimento degli scopi preposti. 3. FINALITA PROGETTUALI Il progetto tende a rispondere a molteplici richieste del territorio polesano soprattutto nell ottica dicontribuire al miglioramento del benessere generale della popolazione residente, degli operatori economici ed in particolare di quelli turistici. La classificazione delle zanzare, l analisi dei fattori favorevoli alla loro proliferazione, la ricerca dei focolai, la comparazione con i metodi di lotta attuati in altre realtà similari (ad es. risaie piemontesi) consentiranno l impostazione di piani di lotta integrati ed economicamente sostenibili.

4 4. STRUTTURA DEL PROGETTO a. Organizzazione del progetto. b. Area interessata. c. Cartografia dettagliata del territorio ed individuazione delle specie di zanzare (monitoraggio). d. Valutazione dei più opportuni metodi di lotta ed attività di difesa. e. Attività di formazione ed informazione alla cittadinanza. f. Analisi delle ricadute. 5. DURATA DEL PROGETTO Termine previsto per il 30/09/2011, salvo necessità od opportunità di proroghe: 24 mesi per le azioni relative alla realizzazione della cartografia ed al controllo dei focolai non urbani; 12 mesi per la lotta nei centri urbani. 6. SOGGETTI COINVOLTI A) Il responsabile del Progetto: Sindaco Ariano Polesine dott. G. Chillemi B) Il Gruppo di Lavoro con funzioni di indirizzo e regia, composto da: Coordinatore: Conferenza Sindaci ULSS 19 prof. M. Bovolenta Presidente Provincia di Rovigo dott. T. Virgili Sindaco di Ariano nel Polesine dott. G. Chillemi Direttori Generali ULSS 18 e 19 dott. Marcolongo e Dal Ben C) Il Gruppo di Lavoro Tecnico, con funzioni operative, composto da: Coordinatore: dott. G. Chillemi IPLA Ente Strumentale della Regione Piemonte che gestisce la lotta alle zanzare dott. Mosca e Piazzi Consorzio di Bonifica Delta del Po p.i. M.Bozzolan Dipartimenti di Prevenzione dell ULSS 18 e 19 dott. Gallo e Sbrogiò

5 Istituto Tecnico Agrario O. Munerati S. Apollinare Rovigo prof. Chiarion e Saltarin D) Unità Operative aggiuntive: Strutture e personale dell ULSS 19 (convenzioni, amministrazione, erogazione risorse altro); Incaricati dall ULSS 19: Biologo dott. Montarsi; Entomologo dott. Saltarin; Agronomo: dott. Chiarion; Tecnico agrario p.a. Destro Incaricati dall ITA: prof. La Porta, p.a. Rigoni e Zambon; Allieve/i.

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