IL CONSUMO DI BIOMASSA A FINI ENERGETICI NEL SETTORE DOMESTICO

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1 ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L'ENERGIA E L'AMBIENTE Dipartimento Energia IT445 5SN/ A IL CONSUMO DI BIOMASSA A FINI ENERGETICI NEL SETTORE DOMESTICO VINCENZO GERARDI, GIOVANNI PERRELLA ENEA - Dipartimento Energia Centro Ricerche Casaccia, Roma FABRIZIO MASIA CIRM Research market srl, Milano RT/ERG/98/9

2 I contenuti tecnico-scientifici dei rapporti tecnici dell'enea rispecchiano l'opinione degli autori e non necessariamente quella dell'ente.

3 Please be aware that all of the Missing Pages in this document were originally blank pages

4 SUMMARY Biomass consumption for energetic purpose in the household sector In this report are reported the results of a sampling survey performed to determine the biomass consumption for energetic purpose in the household sector. In particular, the methodology and the sampling plan adopted to get a result with an error, at national level, of ì 2.4 % are illustrated. The percentage of the Italian families using biomass for energetic purpose resulted 31.4 %, with an annual consumption of 21.5 Mt, mostly consisting of wood. In addition, the following information have been indicated: 1. Use of other biomass typologies (coal, hazelnut or almond shells, olive husk, etc.); 2. Used quantities, related supply channels and biomass costs; 3. Presence of other heating systems; 4. Household typologies; 5. Satisfaction level and availability to change. KEY WORDS: BIOMASS, HOUSEHOLD SECTOR, HEATING SYSTEMS. RIASSUNTO Nel presente rapporto sono riportati i risultati di una indagine campionaria effettuata per determinare il consumo di biomassa a fini energetici nel settore domestico. In particolare viene illustrata la metodologia ed il piano di campionamento adottato per avere un risultato che abbia a livello nazionale un errore del ± 2,4 %. La percentuale delle famiglie italiane facenti uso di biomassa a fini energetici è risultata pari al 31,4 %, per un consumo annuo di 21,5 Mt, costituito in gran parte da legna. Oltre ai suddetti dati, si sono indicate alcune informazioni relative a: 1. utilizzo di altre tipologie di biomasse (carbone di legna, gusci di nocciole o di mandorle, sansa, ecc); 2. quantitativi utilizzati, relativi canali di approvvigionamento e costi per l'acquisto della biomassa; 3. presenza di altri sistemi di riscaldamento; 4. tipologia delle unità abitative; 5. livello di soddisfazione e propensione al cambiamento.

5 INDICE 1. PREMESSA 5 2. METODOLOGIA 5 3. IL PIANO DI CAMPIONAMENTO 6 4. LA PENETRAZIONE DELLE BIOMASSE IN ITALIA 1 5. LE TIPOLOGIE DI BIOMASSE UTILIZZATE LE MODALITÀ' DI ACQUISIZIONE I CONSUMI DI BIOMASSA LA SODDISFAZIONE DELLE FAMIGLIE UTILIZZATRICI ALTRI SISTEMI DI RISCALDAMENTO CONCLUSIONI 26

6 1. PREMESSA L'ENEA, Ente nazionale per le Nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, nell'ambito dell'accordo MICA-ENEA, ha incaricato l'istituto CIRM di svolgere un'indagine estensiva atta alla determinazione del consumo su scala nazionale di biomassa a fini energetici nel settore domestico nel periodo novembre 19,96-ottpbre:i997. In merito alle finalità specifiche della ricerca, l'indagine si è posta l'obiettivo fondamentale di ottenere informazioni relative a: 1. utilizzo o meno di legno o di altre tipologie di biomasse (carbone di legna, gusci di nocciole o di mandorle, sansa, ecc); 2. quantitativi utilizzati per tipologia di biomassa; 3. canali di approvvigionamento (legna autoapprovvigionata o acquistata); 4. costi (totali e/o unitari) per l'acquisto della biomassa; 5. presenza nelle unità abitative di altri sistemi di riscaldamento; 6. tipologia delle unità abitative (isolate o in condominio; prima o seconda casa); 7. livello di soddisfazione inerente alle biomasse utilizzate; 8. propensione al cambiamento del tipo di combustibile. 2. METODOLOGIA Operativamente, la ricerca, di tipo telefonico, è stata rivolta ad un campione di almeno 1.6 famiglie che utilizzano biomassa per il riscaldamento delle abitazioni primarie e secondarie. Tale numerosità assicura, con un coefficiente di confidenza del 95 %, un errore massimo pari a + 2,4 % sulle stime campionarie. Nel corso del mese di Settembre '97, l'istituto CIRM ha effettuato in via esplorativa un'indagine pilota di oltre 1 casi finalizzata a verificare la percentuale di famiglie facenti uso di biomassa, onde stimare il numero di famiglie da contattare per il raggiungimento della numerosità campionaria prevista. Il risultato della ricerca pilota ha definito nel 3,4 % tale percentuale. E' stato previsto, quindi, di contattare non meno di 6 famiglie, rappresentative della popolazione nazionale delle famiglie. In caso di non raggiungimento del quorum di almeno 16 casi, si sarebbero effettuati degli ulteriori contatti (oversampling), sino al raggiungimento della numerosità campionaria prevista. L'individuazione delle 16 famiglie campione è stata conseguente ad una prima domanda "filtro" del questionario rivolta ad un membro adulto del nucleo famigliare, mediante la quale è stato possibile verificare l'eventuale utilizzo di biomassa a fini energetici. Il questionario completo è stato, quindi, sottoposto alla persona che all'interno della famiglia si occupa dell'approvvigionamento del combustibile. Lo schema di selezione delle almeno 1.6 unità campionarie è il seguente:

7 Contatti Almeno 6 famìglie rappresentative della popolazione nazionale Domanda filtro Interviste Non meno di 16 famiglie che utilizzano biomassa per il riscaldamento domestico L'indagine è stata realizzata mediante un questionario pre-codificato contenente non più di 15 domande, esclusi i dati di tipologia, successivamente riportato. Le rilevazioni telefoniche sono state effettuate tramite sistema CATI (Computer Assisted Telephone Interview). Il sistema CATI permette la gestione del questionario da parte dell'intervistatore direttamente su personal computer. In questo modo si riducono i rischi di errore nella compilazione del questionario e nella trascrizione dei dati. I questionari compilati, infatti, risultano direttamente disponibili per l'elaborazione. 3. IL PIANO DI CAMPIONAMENTO II piano di campionamento ha previsto una stratificazione a tre stadi, con selezione con passo sistematico di circa 3 punti di campionamento dispersi su tutto il territorio nazionale. Il campione da contattare è stato di tipo casuale, proporzionale. In particolare, la stratificazione delle unità familiari contattate è stato funzionale alle seguenti variabili: distribuzione delle famiglie a livello regionale (primo stadio) (tabella 1); distribuzione delle famiglie per ampiezza dei nuclei abitati (secondo stadio) (tabella 2); distribuzione delle famiglie per zone altimetriche: montagna interna, montagna litoranea, collina interna, collina litoranea, pianura (terzo stadio) (tabella 3). All'interno delle celle di stratificazione le unità sono state selezionate mediante estrazione casuale dagli archivi telefonici comunali. Per soddisfare l'esigenza di avere dall'indagine informazioni sui consumi di biomassa anche a carattere regionale, pur con margini di errore maggiore a quello richiesto a livello nazionale si è effettuato un oversampling in alcune regioni meno popolose e con basso livello di penetrazione di consumo, per garantire una seppure tendenziale lettura dei fenomeni a livello territoriale locale. Ciò non ha inficiato l'affidabilità dei risultati a livello nazionale, i quali non sono stati forniti allo stato grezzo, ma opportunamente ponderati, per restituire a ciascuna regione l'effettivo peso rispetto alla popolazione nazionale complessiva. Alla fine della ricerca si è raggiunto un campione di 1727 famiglie che utilizzano biomasse per fini energetici nelle prime e/o seconde case. Per ottenere il suddetto quorum sono state

8 contattate oltre 7 famiglie rappresentative della popolazione nazionale delle famiglie per regione, ampiezza dei nuclei abitati e zona altimetrica. Tabella 1: distribuzione regionale del campione (1 stadio) REGIONE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino A. A. Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA Numero delle famiglie residenti (ISTAT 1996) Numero dei contatti previsti

9 Tabella 2: distribuzione del campione per ampiezza dei centri (2 stadio) REGIONE < > 1. TOT. Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino A. A Veneto Friuli V.G Liguria Emilia Rom Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA

10 Tabella 3: distribuzione del campione per zone altimetriche (3 stadio) REGIONE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino A. A. Veneto Friuli V.G. Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA Montagna interna Montagna litoranea Collina interna Collina litoranea Pianura TOT

11 4. LA PENETRAZIONE DELLE BIOMASSE IN ITALIA La penetrazione delle biomasse in Italia, cioè la percentuale delle famiglie italiane che fanno uso di biomasse a fini energetici, è risultata pari al 31,4 %. Si tratta di un utilizzo ancora piuttosto diffuso sul territorio, presentandosi per circa un terzo delle famiglie utilizzatrici come unica fonte termica utilizzata. Il fenomeno si caratterizza per una diversa distribuzione territoriale, configurandosi in effetti tanto regioni ad elevata penetrazione quanto regioni a bassa penetrazione. Tra le prime annoveriamo il Trentino e la Sardegna, con una penetrazione superiore al 5 % e la Valle d'aosta con il 5 %, regioni connotate o da una particolare morfologia montana o da particolari condizioni di isolamento. Tra le seconde sono degne di menzione la Sicilia e la Lombardia, con penetrazione inferiore al 25 %. Grafico 1: la penetrazione delle biomasse in Italia (% famiglie utilizzatrici) La penetrazione del fenomeno presenta una distribuzione disomogenea anche qualora si considerino le tipologie abitative all'interno delle quali vengono utilizzate le biomasse a fini energetici. 1

12 Tabella 4: penetrazione delle biomasse in Italia (% famiglie utilizzatrici) REGIONE Piemonte Valle d'aosta Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ITALIA % 3,8 5, 24,3 52,3 32,5 33,6 27,8 26,6 31,5 49,5 39,1 3,5 39,8 4, 32,2 27,7 46,2 44,1 22,7 52,3 31,4 A conferma del fatto che le biomasse non rivestono un ruolo marginale nel soddisfare il fabbisogno energetico familiare, soprattutto in alcune regioni, l'indagine ha messo in rilievo una netta predominanza di utilizzo nell'ambito delle prime case, nelle quali si identifica generalmente il domicilio (85 % circa delle famiglie facenti uso), a fronte di un più contenuto impiego nelle seconde case, con una esigua percentuale di famiglie utilizzatrici sia nella prima sia nella seconda casa (poco più del 2 %). Se poi si passa ad analizzare la distribuzione del consumo, si osserva che oltre l'86 % del consumo complessivo annuo si concentra nelle prime case.

13 Grafico 2: penetrazione e distribuzione del consumo per tipologia abitativa Seconda casa 12,9 i Entrambe 2,3 Seconda casa 13,6 Prima casa 84,8 PENETRAZIONE DISTRBUZlOfiE Base: 1727 famiglie utilizzatrici Nelle prime case, in particolare, le unità singole pesano quasi il 6 % sull'utilizzo complessivo, mentre nelle seconde case la percentuale si innalza al 67 %. Nel complesso quindi sono le unità maggiormente isolate a favorire l'uso delle biomasse. Il restante 4 % si distribuisce tra unità bi-trifamiliari e appartamenti in condominio, in assoluto i meno adatti all'utilizzo di combustibile non fossile, per cui è molto probabile l'uso ludico delle biomasse in caminetti, non finalizzato in prima priorità al fabbisogno energetico dell'utenza. Il fenomeno è piuttosto evidente nelle seconde case, difficilmente localizzate in grandi nuclei urbani, connotate da un carattere di maggiore isolamento. Grafico 3: penetrazione delle biomasse per unità abitative Lhilàbi-trifamiliare23, LhHà bi-trifamiliare 17,3 Appari in condominio 19,4 j Appari in condominio 15,8 Uvtasingola/schiera 57,6 Lhita singola/schiera 66,9 PRMECASE SEOOtUECASE Base: 155 famiglie utilizzatrici (1 A casa) e 263 famiglie utilizzatrici (2 A casa) 12

14 Grafico 3: penetrazione delle biomasse per unità abitative Unità bi-trifamiliare 23, U*à bi-trifamilìare 17,3 Appari, in condominio 19/4 Appari in condominio 15,8 Unità singola/schiera 57,6 Unità singola'schiera 66,9 FRMECASE SECONDE G4SE Base: 155 famiglie utilizzatrici (1 A casa) e 263 famiglie utilizzataci (2 A casa) 5. LE TIPOLOGIE DI BIOMASSE UTILIZZATE Tra le varie tipologie di biomasse utilizzabili, è la legna in assoluto il combustibile di maggiore utilizzo, mentre le rimanenti tipologie si configurano in linea di principio come elementi energetici succedanei. In effetti dall'indagine risulta che, nel novero delle famiglie utilizzatrici, la legna viene usata come combustibile prevalente dalla quasi totalità degli intervistati, con un utilizzo complessivo (prevalente e complementare) che supera il 98 %. Il dato riportato all'intero insieme delle famiglie italiane illustra che, se il 31,4 % fa uso di biomasse, ben il 3,8 % utilizza legna con una quota di utilizzo delle altre biomasse pari a solo il 2,5 %. Tabella 5: tipologie di biomasse utilizzate Legna Carbone di legna Gusci di frutta secca Sansa Altro Nessuna Base: 1727 famiglie utilizzatrici Biomassa prevalente 97,4 1,1,3,5,7 - Altre biomasse utilizzate,7 2,5 1,1,5 1,4 93,8 Utilizzo complessivo 98,1 3,6 1,4 1, 2,1-13

15 Grafico 4: tipologie di biomasse utilizzate Legna: 3,8 Carbone: 1,1 Utilizzano 31,4 Gusci:,4 Sansa:,3 Non utilizzano 68,6 Altro: OJ Base: universo famiglie italiane 6. LE MODALITÀ' DI ACQUISIZIONE Per ciò che attiene alle modalità di acquisizione, si osserva una sostanziale equità tra i canali di approvvigionamento (acquisto e auto-approvvigionamento). In particolare, nelle prime case si rivela lievemente superiore l'utilizzo e il consumo di biomasse acquistate (fenomeno che tenendo conto delle "non fatturazioni" assume presumibilmente dimensioni superiori), mentre nelle seconde case, verosimilmente a causa delle localizzazioni maggiormente distanti dai centri di acquisto da un lato e più vicine ai canali naturali dall'altro, si nota un più forte impiego e consumo di combustibile autoapprovvigionato (poco più del 6 %). E' interessante osservare che acquisti e consumi non necessariamente sono sincronici: infatti circa il 3 % degli utilizzatoti di biomasse ha dichiarato di aver effettuato l'acquisto in anni antecedenti il consumo. Per quanto riguarda la legna, il costo medio al quintale è stimabile in circa 17. lire, per un totale di spesa annua nazionale pari a poco meno di 2 miliardi. 14

16 Grafico 5: canali di approvvigionamento Produce/si rifornisce da sé 45,9 Produce/si rifornisce da sé 62,5 Entrambe 2,9 Acquista 47, Acquista 34,6 PRIME CASE SECONDE CASE Base: 155 famiglie utilizzatrici (1 A casa) e 263 famiglie utilizzatrici (2 A casa) Grafico 6: segmentazione dei consumi per canali di approvvigionamento Autoprodotta 49,3 Autoprodotta 63,9 CONSUMO (PRME CASE) Base: 155 famiglie utilizzatrici (1 A casa) e 263 famiglie utilizzatrici (2 A casa) CONSUMO (SECOfiBE CASE) 15

17 Grafico 7: distribuzione acquisti di legna per anno di acquisizione Anno 1996: 17, Perìodi precedenti 28,8 Anno 1995: 8,6 Novembre 96 - Ottobre 97 Anni precedenti: 3,2 Base: 815 famiglie acquirenti Tabella 6: acquisti di legna Quantità (t) Spesa totale (MLit) Spesa media (Lit /1) Base: 815 famiglie acquirenti Acquisti precedenti a novembre Acquisti nov ott CONSUMI DI BIOMASSA L'indagine ha consentito di stimare il consumo nazionale annuo di biomasse in oltre 21,5 Mt, che corrispondono approssimativamente a 5,39 Mtep, con un consumo medio per famiglia utilizzatrice stimabile in 3,27 t/a, una variabilità che va da poche centinaia di chilogrammi per le famiglie che fanno un uso saltuario e ludico di questa risorsa fino a superare le 15 t per quelle che la utilizzano in modo rilevante per il riscaldamento della propria abitazione. La quasi totalità dei consumi è rappresentato dalla legna (potere calorifico inferiore fissato in 25 kcal/kg, in analogia a quanto fissato nel Bilancio Energetico Nazionale), che si stima essere stata utilizzata nella misura di 2,8 Mt/a, per un corrispettivo di 5,22 Mtep. 16

18 E' necessario chiarire che il valore dei Mtep sopra indicato è ben lontano dal corrispettivo valore che si sarebbe avuto se si fossero utilizzati dispositivi alimentati a combustibile tradizionale, in quanto l'efficienza di trasformazione dei dispositivi per uso domestico può essere notevolmente inferiore a quelli a combustibile fossile. Si pensi che i caminetti tradizionali, molto diffusi nella realtà italiana, difficilmente hanno rendimenti medi superiori al 1 %, per passare a valori intorno al 5 % in quelli a recupero con focolare schermato ed al 7 % per le caldaie a legna, contro 1'75-9 % delle caldaie a gasolio, GPL o a metano. Nella tabella 7 si sono riportati i consumi delle famiglie utilizzatrici residenti e non residenti a livello nazionale e regionale, con l'indicazione dei margini di errore cui sono soggette le stime. Si deve evidenziare che mentre i dati nazionali presentano un'elevata precisione, quelli regionali vanno considerati come orientamenti, essendo suscettibili di non marginali variazioni. Nella tabella 8 vengono indicati i consumi medi e totali di biomassa per le tre stratificazione delle famiglie utilizzatrici considerata nello studio: 1. la tipologia dell'unità abitativa; 2. l'ampiezza dei centri abitati; 3. la zona altimetrica. I consumi di biomasse tendono a concentrarsi, come già visto, nelle unità singole o a schiera, che pesano complessivamente oltre il 6% sul consumo totale annuo. Elevato peso è altresì assunto dai nuclei abitati di minori dimensioni, ossia dai comuni con meno di 3. abitanti, all'interno dei quali nel corso dell'anno compreso tra novembre 1996 e ottobre 1997 sono stati consumati 4,11 Mtep (per una percentuale sul totale del 76,8 %) in biomasse. Per quanto riguarda la distribuzione dei consumi in termini di zone altimetriche, si osserva una sostanziale equidistribuzione tra tenitori di montagna, di collina e di pianura. Questo è giustificato dal fatto che, se la popolazione italiana tende a essere più concentrata in pianura, il consumo medio di biomasse cresce mediamente in progressione via via che ci si sposta verso tenitori più montagnosi. Mediante un'elaborazione ENEA-CIRM su dati desunti dai Bilanci Energetici Regionali (BER), è stato inoltre possibile confrontare i dati di consumo di biomasse inseriti nei BER rispetto ai consumi rilevati dall'indagine della CIRM (tabella 9). Si deve evidenziare che i dati riportati nei BER sono elaborazioni, effettuate dall'enea nell'ambito del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN), di dati elementari prodotti da vari organismi, tra i quali l'istat, l'enel, la SNAM, il Ministero dell'industria, del Commercio e dell'artigianato (MICA) e da indagini specifiche dell'enea. Nel caso specifico della biomassa, la fonte principale è l'istat, con le Statistiche Forestali, dove non viene rilevato il consumo bensì la produzione di legname differenziata per tipo di utilizzazione, con esclusione del legname derivato da coltivazioni fruttifere. 17

19 Tabella 7: consumi di biomasse nelle famiglie residenti e non residenti utilizzatrici (t/a) REGIONE PIEMONTE VALLE D'AOSTA LOMBARDIA TRENTINO A. A. VENETO FRIULIV. GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA ITALIA Famiglie residenti Famiglie non residenti L Totale Margine assoluto d'errore stimato (%) 14, 18, 9,3 2, 12, 16,9 19,6 16,7 16,9 22,9 17,1 13,4 17,1 16,7 13,4 15,1 16, 18,6 13,6 19,6 2,4

20 Tabella 8: consumi di biomasse per strati Consumo medio famiglie utilizzatrici (t/a) Consumo totale famiglie utilizzatrici (t/a) Consumo totale famiglie utilizzatrici (tep/a) Unità abitative Unità singole/schiera 3, Unità bi-trifamiliari 3, Appartamenti in condominio 2, Ampiezza centri Comuni con meno di 3. abitanti 3, Comuni con più di 3. abitanti 2, Zona altimetrica Montagna 3, Collina 3, Pianura 2, ITALIA 3,

21 Come si può osservare dai dati in tabella 9, i dati BER sono generalmente molto inferiori a quelli rilevati in maniera campionaria dalla CIRM, tranne alcune realtà locali, quali la Valle d'aosta e l'abruzzo. Nel primo caso si ha la quasi coincidenza della biomassa forestale prodotta con quella utilizzata; ciò può essere spiegato con l'utilizzo energetico autoctono della risorsa forestale disponibile per questo uso e la scarsa disponibilità legnose da coltivazioni fruttifere. Nel secondo caso il valore di produzione è superiore a quello di consumo poiché una quota della produzione viene consumata nelle regioni limitrofe. Ciò è dovuto al fatto che il metodo di rilevazione dell'istat utilizza i dati acquisiti dai centri di distribuzione, non sempre corrispondenti con la localizzazione dei consumi: quanto detto è valido anche per i dati riferiti alle altre fonti energetiche, ad eccezione dei consumi elettrici. Tabella 9: consumi annui nel settore residenziale (tep) REGIONE PIEMONTE VAL D'AOSTA LOMBARDIA TRENTINO A. A. VENETO FRIULI V. GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA ITALIA Biomasse da BER Biomasse da CIRM

22 Nella tabella 1 si è riportata l'incidenza del consumo di biomassa sul consumo energetico totale del settore residenziale secondo le due diverse metodologie di stime del consumo di biomassa. I valori di stima CIRM confermano che il consumo di biomassa in Italia assume dimensione rilevante, con un peso a livello nazionale pari a circa il 17,5 %, e con alcune regioni in cui si presenta come risorsa rilevante per il soddisfacimento dei fabbisogni termici delle famiglie. I territori in cui questa realtà sembra essere di più semplice constatazione sono le regioni del Sud, come il Molise, la Calabria, la Basilicata e la Campania, oltre alla Sardegna. D valore percentuale molto alto indicato per il Molise è legato al fatto che, mentre con l'indagine campionaria si ha una ridistribuzione dei consumi tra le regioni limitrofe, soprattutto Abruzzo e Lazio, il peso delle altre fonti energetiche mantiene la distribuzione effettuata dai BER, legata, come già detto in precedenza, non alla effettiva localizzazione dei consumi, ma a quella dei centri di distribuzione. Decisamente più basso (4,1 %) si presenta il contributo medio energetico delle biomasse stimato nei BER: ciò può essere spiegato dal fatto che tale metodologia considera esclusivamente i dati ufficiali di produzione legnosa forestale, per mancanza di ulteriori informazioni. Bisogna considerare che in realtà: 1. resta escluso il contributo delle coltivazioni arboree, 2. mancano informazioni sulla biomassa forestale autoapprovvigionata; 3. i dati ufficiali delle tagliate riportate nelle statistiche ISTAT sono sotto stimate per numero, superficie e quantità prodotta. 21

23 Tabella 1: Peso energetico delle biomasse nel settore residenziale, secondo la metodologia BER e CIRM (%) REGIONE PIEMONTE VAL D'AOSTA LOMBARDIA TRENTINO A. A. VENETO FRIULI V. GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PUGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA ITALIA Peso Energetico Biomasse (BER) 3,98 2,88 2,7 4,14 1,33 2,39 4,55,88 2,51 4,5 2,45 8,24 25,66 14,36 3,66 2,55 5,21 2,2 2,74 1,75 4,11 Peso Energetico Biomasse (CIRM) 14,99 2,25 1,89 24,19 15,61 17,97 14,73 1,77 15,82 26,78 21,16 16,22 17,6 5,51 3,25 21,83 38,9 47,12 25,1 42,51 17,49 22

24 8. LA SODDISFAZIONE DELLE FAMIGLIE UTILIZZATACI I sistemi energetici alimentati dalle biomasse sono nel complesso soddisfacenti, considerando che solo 8,5 % degli intervistati (Grafico 8) dichiara di essere in linea di massima insoddisfatto. L'elevato margine di soddisfazione è comprovata da una propensione al cambiamento (cioè la volontà dichiarata di passare ad un sistema alimentato da combustibile fossile) che, sulla base della scala di Agostini (peso,75 le "intenzioni certe" e,25 le "intenzioni probabili"), è stimabile nel 2,5 % (Grafico 9). Ne consegue che, verosimilmente, i sistemi alimentati da biomasse avranno nel 1998 una penetrazione praticamente uguale a quella stimata quest'anno. Grafico S: soddisfazione nei confronti dei sistemi alimentati da biomasse 34,2 37,, 1, 15, 2, 25, 3, 35, 4, Base: 1727 famiglie utilizzatrici 23

25 Grafico 9: propensione al cambiamento Cambiamento certo Cambiamento probabile Indecisione Conservazione prob. Conservazione certa, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, Base: 1727 famiglie utilizzataci 9. ALTRI SISTEMI DI RISCALDAMENTO L'affermazione secondo cui saranno pochissime le famiglie che nel corso del 1998 abbandoneranno i sistemi alimentati da biomasse è rafforzata dal fatto che un buon 66 % fa uso di combustibile fossile: le biomasse rappresentano voerosimilmente per queste famiglie un consumo di carattere complementare ai combustibili fossili. Tra quelli a combustibile fossile, è stata rilevata una buona diffusione dei sistemi a metano (il 3 % circa), a gasolio (16,5 %) e a GPL (14 %). Diffusione interessante (il 5 % circa) anche per sistemi a elettricità, olio, kerosene e per i termoconvettori. Il costo medio annuo per la gestione annua dei sistemi non alimentati da biomasse è stimabile attorno a lire all'anno. 24

26 Grafico 1: presenza di altri sistemi di riscaldamento Metano: 3,3 j Gasolio: 16,5 Sì 65,8 GPL 14,3 Cartone:,1 No 34,2 Altro/s.op: 4,6 Base: 1727famiglie utilizzatrici Grafico 11: costo medio annuo di gestione dei sistemi alimentati da combustibile fossile Seconda casa L. 844 Prima casa L Base: 125 famiglie (1 A casa) e 139 famiglie (2 A casa) che dispongono sia di sistemi alimentati da biomasse sia di sistemi alimentati da combustibile fossile 25

27 1. CONCLUSIONI II risultato dell'indagine campionaria effettuata è che il consumo nazionale annuo di biomasse per uso energetico nel settore residenziale è, con un errore massimo di + 2,4 %, di oltre 21,5 Mt, corrispondenti approssimativamente a 5,39 Mtep, e un consumo medio per famiglia utilizzatrice di 3,27 t/a. Sono state inoltre acquisite ulteriori informazioni, riassumibili nei seguenti punti: - 1. La penetrazione delle biomasse in Italia, cioè la percentuale delle famiglie italiane che fanno uso di biomasse a fini energetici, è risultata pari al 31,4 %. A fronte di questo'dato medio, la penetrazione a livello territoriale si presenta molto elevata in quelle regioni che presentano una particolare morfologia montana o particolari condizioni climatiche e di isolamento, quali la Sardegna, la Valle d'aosta ed il Trentino Alto Adige, con il 5 % e più, mentre in altre regioni si scende a valori inferiori o vicini al 25 %, come la Sicilia, la Lombardia, l'emilia Romagna, la Puglia e la Liguria. 2. La biomassa di gran lunga più utilizzata è la legna, con oltre il 97% delle famiglie utilizzatrici a farne un uso prevalente, mentre un utilizzo trascurabile, generalmente di tipo ausiliare, è riservato al carbone da legna, ai gusci di frutta secca, alla sansa. Nello studio si sono riportati anche i consumi annui suddivisi per regione e confrontati con i dati indicati per i Bilanci Energetici Regionali. La notevole differenza tra i valori indicati (1,1 Mtep dei BER contro i 5,4 Mtep della CIRM) potrebbe essere la conseguenza del diverso approccio seguito per la rilevazione dei dati. Infatti per i BER i dati sono elaborazioni dei dati estratti dalle Statistiche Forestali dell'1st AT, assumendo che il consumo sia uguale alla produzione di legname per uso energetico, per cui restano esclusi i contributi delle coltivazioni arboree e gli autoapprovvigionamenti. Se si tiene conto che non considerando la biomassa autoapprovvigionata la quantità rilevata dalla CIRM praticamente si dimezzerebbe, ed ipotizzando che circa il 6 % della biomassa acquistata sfugge ai canali di rilevazione fiscale, il risultato finale della rilevazione CIRM sarebbe molto vicino a quello riportato dai BER. 3. Per quanto riguarda le modalità di acquisizione, si osserva una sostanziale equità tra i canali di approvvigionamento (acquisto e auto-approvvigionamento). In particolare, il consumo di biomasse acquistate (circa il 47 % delle famiglie utilizzatrici acquista biomassa, per un consumo percentuale di oltre il 5 %) si rivela lievemente superiore nelle prime case, mentre nelle seconde case, verosimilmente a causa delle localizzazioni maggiormente distanti dai centri di acquisto da un lato e più vicine ai canali naturali dall'altro, si nota un più forte impiego e consumo di combustibile auto-approvvigionato (poco più del 6 %). Per quanto riguarda la legna, il costo medio al quintale è stato stimato in circa 17. lire, per un totale di spesa annua nazionale pari a poco meno di 2 miliardi di lire. 4. La ripartizione dei consumi medi e totali di biomassa rileva che oltre ]'86 % della biomassa consumata viene utilizzata nelle prime case, con un utilizzo che tende a concentrarsi nelle unità singole o a schiera (oltre il 6% sul consumo totale annuo), ad avere un elevato peso nei nuclei abitati con meno di 3. abitanti (per una percentuale sul totale del 76,8 %), mentre si ha una sostanziale equidistribuzione tra i tenitori di montagna, di collina e di pianura (giustificato dal fatto che, se la popolazione italiana 26

I CONSUMI ENERGETICI DI BIOMASSE NEL SETTORE RESIDENZIALE IN ITALIA NEL 1999

I CONSUMI ENERGETICI DI BIOMASSE NEL SETTORE RESIDENZIALE IN ITALIA NEL 1999 IT0200161 ENTE PER LE NUOVE TECNOLOGÌE, issn /1124 / 7932 L'ENERGIA E L'AMBIENTE Serie Energìa I CONSUMI ENERGETICI DI BIOMASSE NEL SETTORE RESIDENZIALE IN ITALIA NEL 1999 VINCENZO GERARD! ENEA Divisione

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