Ingegnere Giuseppe Guariglia - via Monticelli n.20/c - Salerno

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1 Sommario 1. Premessa. 2. Quadro normativo della Valutazione Ambientale Stragetica. 3. La progettazione del Piano Urbanistico Attuativo Inquadramento della zona di intervento e riferimenti catastali Dati urbanistici e riferimenti amministrativi Vincoli esistenti Descrizione dello stato dei luoghi Intervento proposto Standard urbanistici. 4. La progettazione edilizia Caratteristiche costruttive Caratteristiche costruttive delle opere esterne Strade, parcheggi, marciapiedi Recinzioni Piantumazioni e verde attrezzato Rete idrica Rete fognante Impianto di energia elettrica Impianto di illuminazione Impianto antincendio. 5. Norme di attuazione del Piano (art. 100, punto 8 del R.E.C.). 6. Tempi di attuazione dell'intervento (art. 100, punto 1 del R.E.C.). 7. Un progetto ecologico. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 1

2 8.1. Introduzione alla V.A.S. e allo sviluppo sostenibile Il concetto di sostenibilità Le tappe fondamentali del concetto di sostenibilità La Valutazione Ambientale Strategica per la sostenibilità. 9. Sintesi legislativa La normativa europea La normativa nazionale La normativa della Regione Campania Quadro programmatico territoriale Indirizzi strategici per i sistemi STS Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale Piano Stralcio per l assetto idrogeologico dell Autorità di Bacino destra Sele Piano Regolatore Generale Problematiche ambientali La gestione dei rifiuti L impatto del PUA Rischi per la salute umana o per l ambiente Caratteristiche naturali e patrimonio culturale Quadro geomorfologico, topografico e territoriale Inquadramento storico archeologico Beni culturali di rilievo storico, architettonico Elementi ambientali Utilizzo intensivo del suolo Impatto su aree protette Conclusioni. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 2

3 V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità 1. Premessa. Il sottoscritto ingegnere Giuseppe Guariglia con studio in Salerno, alla via Monticelli, n.20/c, ha ricevuto incarico dal signor d Agostino Giovanni, nato a Salerno il 5 luglio 1956, residente a Salerno, corso Garibaldi, n. 153, codice fiscale DGS GNN 56L05 H703B, di approntare la seguente relazione di Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità alla V.A.S. per l'area di proprietà situata alla Strada Statale n. 18 del Tirreno Inferiore, località S. Antonio, comune di Pontecagnano Faiano. Viene di seguito illustrato il progetto redatto per il P.U.A. riguardante la suddetta area. 2. Quadro normativo della Valutazione Ambientale Strategica. Normativa comunitaria: Dir. 85/337/CEE del 27 giugno 1985; Dir. 97/11/CE del 3/3/1997; Dir. 79/409/CEE del 2 aprile 1979; Dir. 92/43/CEE del 21 maggio Normativa Statale: D.P.C.M. 10 agosto 1988, n.377; D.P.C.M. 27 dicembre 1988; art. 40 L. 22 febbraio 1994, n.146; L. 3 novembre 1994, n.640; D.P.R. 12 aprile 1996; art. 71 D. Lgs. 31 marzo 1998, n.112; D. Lgs. 20 agosto 2002, n.190; D. Lgs. 3 aprile 2006, n.152; D. Lgs. 16 gennaio 2008, n.4; V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 3

4 D.P.R. 8 settembre 1997, n.357; D.P.R. 12 marzo 2003, n.120; D.M. 3 aprile 2000; L. 21 dicembre 2001, n.443; L. 31 luglio 2002, n.179; L. 27 dicembre 2002, n.289. Normativa regionale: D.G.R. 28 novembre 2000, n.6010; D.G.R. 15 novembre 2001, n.6148; D.G.R. 14 marzo 2008, n.426; D.G.R. 15 maggio 2009, n.912; D.P.G.R. 18 dicembre 2009, n.17; D.G.R. 5 marzo 2010, n.203; Circ. Prot. n del 15 aprile 2010; D.G.R. 8 ottobre 2010, n. 683; Decreto Dirigenziale 13 gennaio 2011, n.30; D.G.R. 4 agosto 2011, n.406; Regolamento n.5 del 4 agosto 2011 "Regolamento di attuazione per il Governo del Territorio"; Circ. Prot. n del 11 ottobre 2011; D.G.R. 7 marzo 2013, n La progettazione del Piano Urbanistico Attuativo Inquadramento della zona di intervento e riferimenti catastali. Il territorio del Comune di Pontecagnano-Faiano si articola su una superficie di circa 37,18 Kmq ed è tipologicamente formato da montagna, collina e pianura; su di esso scorrono diversi corsi d acqua che, considerata la distanza dei monti dal mare, sono di modesta portata. Il Comune di Pontecagnano-Faiano confina a nord con il comune di Salerno e Giffoni Valle Piana, ad est con i comuni di Montecorvino Pugliano e Bellizzi, a sud con il comune di Battipaglia ad ovest con il Mar Tirreno. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 4

5 Le principali infrastrutture a servizio del territorio sono: - Autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria, infrastruttura di livello nazionale che, nel progetto di modernizzazione prevede un ulteriore svincolo a sud delle città; - Strada Statale 18 Tirrenia Inferiore, infrastruttura di livello interregionale che connette i comuni del comprensorio Picentino, dislocati in pianura, con Napoli, Avellino e Salerno a nord e con la Basilicata e la Calabria a sud; - Strade provinciali di connessione tra i principali centri del comprensorio Picentino ; - Linea ferroviaria Salerno - Reggio Calabria con scalo a Pontecagnano; - Strada a scorrimento veloce denominata AVERSANA in fase di ultimazione; - Aeroporto. L intervento è previsto su un area di circa mq , situata in località S. Antonio, e compresa fra la S.S. n 18 del Tirreno Inferiore, la strada Cristoforo Colombo che da essa si diparte, ed i recenti insediamenti residenziali a sud ed a est. E riportata in catasto al foglio n 7 del Comune di Pontecagnano Faiano: - mappale n 2210 (ex 2189a) mq mappale n 2213 (ex 2191a) mq mappale n 661 mq. 947 per una superficie totale pari a mq Dati urbanistici e riferimenti amministrativi. La zona interessata all'intervento è sottoposta ad un regime urbanistico articolato. Un'area di circa mq , comprendente l'area in oggetto, fu individuata dal Programma di Fabbricazione come area PEEP. Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n 6360 del di approvazione della variante al Piano di Zona del Comune di Pontecagnano Faiano, adottato con deliberazione Consiliare n 87 del , veniva espressamente previsto negli allegati tecnici e nel parere 1501/1504 del del Servizio Urbanistico Regionale (parte integrante di detto decreto) un volume per attrezzature pari a mc ,00. Il successivo Piano Regolatore Generale approvato con Decreto del Presidente della Giunta Regionale Campana n. 18 del 07/01/1988 in vigore in Pontecagnano Faiano confermava in toto l'indicazione del Programma di Fabbricazione denominando l'intera area zona C1. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 5

6 Negli anni successivi si procedeva all'edificazione di cooperative utilizzando un indice fondiario quasi doppio rispetto a quello permesso dal PRG, senza tuttavia utilizzare la volumetria commerciale, con il risultato che oggi i terreni residui, con una superficie pari a circa mq , vedono saturata la volumetria residenziale ma esprimono interamente quella commerciale. Il S.I.A.D. comunale approvato con delibera di Consiglio Comunale n 50 del e ratificato con Visto di Conformità della Regione Campania rilasciato con deliberazione di G.R. n 6630 del , prevede una riserva nella zona C1 di n 3 medie strutture di vendita (ciascuna di massimo mq ) di cui una alimentare e due non alimentari. Per quanto riguarda il lotto d'agostino si può utilizzare una volumetria commerciale pari a: mc / mq x mq = mc ,86 circa. Il progetto in allegato, solo indicativamente, prevede le seguenti volumetrie: edificio A: volume = mc ,60; edificio B: volume = mc ,80. Complessivamente l'attuale progettazione prevede una volumetria di mc ,40, valore puramente indicativo, a fronte di un volume massimo realizzabile, vincolante per l'approvazione del presente P.U.A., di mc ,86. Appare chiaro da quanto sopra esposto che la zona omogenea che dovrebbe essere oggetto di P.U.A. risulta ben più ampia di quella presa in considerazione dalla presente progettazione. Tuttavia il comparto individuato è dotato di tutte le urbanizzazioni primarie al contorno, è autosufficiente per quanto attiene gli standard, è chiaramente individuabile fisicamente, circondato dalla viabilità pubblica e dalla zona edificata, è, inoltre, totalmente separato dalla restante parte della zona C1, ed è certamente territorialmente omogeneo. Pertanto lo scrivente ritiene che per esso possa ammettersi, da parte dei competenti organi dell'amministrazione Comunale, l'adozione di un P.U.A. autonomo che tuttavia tenga conto degli interessi dei proprietari delle restanti parti della zona C Vincoli esistenti. L'area rientra per una superficie di circa mq nel Parco Archeologico di Pontecagnano, si tratta di una zona a forma triangolare con la base, lunga circa m. 215, lungo la strada principale e il vertice al centro dell'area ad una distanza dalla strada di circa m. 50. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 6

7 Su tale zona non è prevista la realizzazione di nessun manufatto Descrizione dello stato dei luoghi. L'area in oggetto presenta una superficie di circa mq , ha una forma all'incirca rettangolare per una lunghezza di circa m. 400 ed una larghezza di circa m. 85, completamente pianeggiante è occupata in parte da colture arboree (alberi di albicocco), verso est, e in parte da colture erbacee spontanee, verso ovest. Ospita, grosso modo nella parte centrale del lato lungo, una costruzione apparentemente all'incirca della metà del secolo scorso, utilizzata presumibilmente come fabbricato rurale dai vecchi proprietari. Si tratta di un manufatto con misure in pianta di circa m. 18,00 x 10,95, costituto da un piano terra e da un piano in elevazione con copertura piana, e realizzato con murature portanti in pietra locale, in parte residenziale e in parte adibito a deposito agricolo, in aderenza insiste un altro annesso agricolo ad un unico livello con misure in pianta di m. 11,45 x 5,55, presumibilmente utilizzata come ricovero per animali. Il sopra descritto immobile non subirà interventi di sorta Intervento proposto. L area oggetto dell'intervento è suddivisa in tre parti: il lotto A, di circa mq , occupato dal fabbricato commerciale A ; il lotto B, di circa mq , occupato dal fabbricato commerciale B ; il lotto C, di circa mq , occupato per la maggior parte da verde privato oltre che dal manufatto esistente sopra descritto, e dalla zona a est, di superficie pari a circa mq , adibita a standard pubblico. Si sottolinea che soltanto i lotti A e B, che assommano a circa mq , sono interessati all intervento, mentre il lotto C, quindi circa mq , resta inalterato e mantiene la sua destinazione agricola. Il lotto A presenta due ingressi, in prossimità della rotatoria di via C. Colombo, ad una distanza di circa m. 50, l uno dall altro; è occupato dall edificio commerciale, da circa 115 posti auto con adeguate corsie di manovra, e la zona in prossimità dei confini di lotto è sistemata a verde. I fabbricati di progetto si sviluppano sul solo piano terra. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 7

8 Il fabbricato commerciale è di forma rettangolare, e di dimensioni di m. 51,65 x m. 25,70, per una superficie di mq ,40 e un volume di mc ,60; è progettato con funzione di supermercato per generi alimentari. Presenta un ingresso per la zona vendita, con quattro uscite di sicurezza, e un ingresso merci con rampa per la zona deposito. Il lotto B ha un ingresso sulla S.S. 18 via Picentia; in corrispondenza dell entrata sulla Strada Statale, la forma del lotto rientra, formando un ansa, in modo da avere due ingressi canalizzati sulla strada, senza invadere la sezione della stessa. Il lotto è occupato dall edificio commerciale, da circa 80 posti auto con adeguate corsie di manovra, e la zona in prossimità dei confini di lotto è sistemata a verde. Il fabbricato commerciale è di forma rettangolare, e di dimensioni di m. 47,00 x m. 26,10, per una superficie di mq ,70 e un volume di mc ,80; è progettato con funzione di supermercato per generi non alimentari. L edificio B presenta un ingresso per la zona vendita con tre uscite di sicurezza. Per quanto riguarda il lotto C, esso è occupato da verde privato, in particolare da una coltura di alberi da albicocca. In essa insiste l abitazione esistente con annessi agricoli. All'interno del lotto C ricade quasi completamente l'area sottoposta a vincolo di parco archeologico. La parte adibita a standard pubblici occupa una fascia verticale nella zona est del comparto, e una piccola fascia a sud, in modo da collegarsi direttamente alla strada che porta alla via S. Pertini. Si tratta di una superficie di circa mq , maggiore di un decimo della superficie del lotto di intervento, che assomma a circa mq Si precisa espressamente che la su indicata divisione in lotti ha carattere meramente funzionale e non valenza urbanistica, così come le chiusure, le aperture e le recinzioni previste sono indicative e saranno compiutamente individuate e realizzate così come disciplinato dal successivo atto di convezione da stipularsi con l'ente Pubblico Standard urbanistici. Per quanto attiene l'adozione degli standard si è ritenuto opportuno equiparare l'area oggetto dell'intervento a quelle commerciali esistenti, anche per supplire alle carenze esistenti nell'area, per cui si prevede di concedere all'amministrazione pubblica una superficie pari al V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 8

9 10% del comparto individuando un'area di circa mq nella zona est, utilizzabile a servizio dell'adiacente edificio scolastico. Per quanto riguarda le aree minime da destinare a parcheggi e spazi pubblici, si avrà: - D.M. del 2 aprile 1968 n.1444 per il soddisfacimento degli standard per la volumetria commerciale da realizzare: Area di parcheggio e spazi pubblici = Superficie utile di progetto x 0,80 = mq ,75 x 0,80 = mq ,60. Tale superficie va suddivisa al 50% tra aree di parcheggio e spazi pubblici, quindi si avrà: Area di parcheggio = mq ,37 x 0,50 = mq ,30 Spazi pubblici = mq ,37 x 0,50 = mq ,30 - Ex legge 765 e 122 per il soddisfacimento dei parcheggi per la volumetria commerciale da realizzare: Area di parcheggio = Volume massimo di progetto x 0,10 = mc ,86 x 0,10 = mq L.R. 1/2000 per il soddisfacimento dei parcheggi per la superficie di vendita da realizzare: Area di parcheggio = Superficie di vendita x 0,80 = mq ,00 x 0,80 = mq ,00. Da progetto si avranno le seguenti superfici, sempre maggiori o uguali rispetto a quelle minime di legge: - D.M. del 2 aprile 1968 n.1444: Parcheggi = mq > mq Spazi pubblici = mq > mq Ex legge 765 e 122: Parcheggi = > mq L.R. 1/2000: Parcheggi = mq > mq La progettazione edilizia Caratteristiche costruttive. I manufatti da realizzare avranno le seguenti caratteristiche dimensionali: - edificio A : dimensioni in pianta massime: m. 51,65 x 25,70; altezza alla gronda: m. 4,00; altezza massima: m. 6,50; V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 9

10 superficie coperta: mq ,40; volume: mc ,60; - edificio B : dimensioni in pianta massime: m. 47,00 x 26,10; altezza alla gronda: m. 4,00; altezza massima: m. 6,50; superficie coperta: mq ,70; volume: mc ,80. Si tratta di due capannoni con copertura a falde inclinate da costruirsi con strutture prefabbricate in cemento armato precompresso. Avranno le seguenti caratteristiche tecniche: - le fondazioni saranno realizzate in calcestruzzo cementizio armato gettato in opera, nel rispetto delle norme per le costruzioni in zona sismica; al di sotto dello strato di magrone sarà applicata una membrana isolante e impermeabilizzante in polietilene ad alta densità, al fine di isolare le stesse fondazioni dall umidità del terreno e dalle eventuali emissioni di gas radon, a tutela della salubrità degli ambienti interni e della durata delle strutture; - le strutture in elevazione saranno realizzate in cemento armato precompresso prefabbricate in stabilimento e montate in opera con pilastri, travi e pannelli di tompagno; - la copertura sarà realizzata con tegoli in cemento armato precompresso. Le strutture saranno calcolate e montate nel rispetto delle vigenti normative in materia di rischio sismico. All'interno, ad un'altezza di m. 4,00, altezza alla gronda, sarà montata una controsoffittatura che dividerà il volume utile da quello di sottotetto, non computato nel calcolo delle volumetrie, e che servirà ad occultare gli impianti necessari per i vari servizi tecnologici. Saranno presenti gli impianti: idrico, elettrico, di condizionamento, telefonico, citofonico, di allarme, tutti realizzati nel rispetto delle rispettive normative. Il carico idrico sarà assicurato dalla rete idrico comunale, così come pure l'eventuale impianto antincendio. Le acque reflue, provenienti dal fabbricato saranno immesse nel collettore fognario comunale. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 10

11 4.2. Caratteristiche costruttive delle opere esterne Strade, parcheggi, marciapiedi. Le strade interne saranno realizzate con un misto stabilizzato di sottofondo opportunamente rullato, con uno strato di cm. 10 di manto di asfalto (binder) ed uno di cm. 3 di tappetino di usura. Per i parcheggi si utilizzerà una pavimentazione drenante con elementi di sostegno autobloccanti in cemento e terreno di coltivo con prato naturale. I marciapiedi saranno realizzati con un sottofondo di calcestruzzo armato ed una pavimentazione in blocchi di cemento autobloccanti Recinzioni. Le recinzioni esterne, lungo il perimetro della lottizzazione saranno in acciaio su un muretto in calcestruzzo cementizio armato o tufo e due filari di laterizio; Piantumazioni e verde attrezzato. Si prevede la piantumazione di essenze ad alto fusto, a foglia caduca, nelle aree sistemate a verde, le quali saranno poste in ragione di almeno 1 albero per ogni 50 mq. Si prevede inoltre l utilizzo di prato formato da un miscuglio di graminacee ed erba medica; Rete idrica. Sarà realizzata una rete interna collegata con la rete comunale esistente. Si prevede la realizzazione di una rete per l irrigazione in modo da evitare da un lato sprechi di acqua e dall altro che venga assicurata la necessaria cura alle piante. In dettaglio si prevede un impianto di irrigazione a goccia, con tubazioni in PEAD, dotato di programmatore elettronico, per l irrigazione delle siepi e del prato; V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 11

12 Rete fognante. Sarà realizzato una impianto che convoglierà i reflui in apposito pozzetto di raccordo con il collettore fognario esistente. Considerato che la grande dimensione delle superfici a verde e/o permeabili, consente già di per sé uno smaltimento naturale nella terra, che riduce notevolmente la necessità di regimentazione delle acque meteoriche, non si prevede la realizzazione di un impianto di smaltimento delle stesse. Fondamentale in tal senso la realizzazione, nelle zone a verde, di un adeguato strato drenante di sottofondo, per il migliore deflusso naturale delle acque Impianto di energia elettrica. Per quanto attiene l'alimentazione elettrica è stato previsto un impianto interrato, collegato alla rete Enel Impianto di illuminazione. L'impianto di illuminazione riguarderà solo l interno del lotto. Pertanto si prevede la messa in opera di una serie di pali tubolari metallici, di altezza di circa m. 4,00 fuori terra, con armature e lampade da 250 Watt Impianto antincendio. La progettazione del manufatto rispetta le normative previste dalla normativa antincendio: sono state calcolate le corsie di manovra, le vie di fuga, la dimensione delle aperture per la ventilazione esterna, la presenza di estintori e quella di idranti; le relative specifiche tecniche saranno presentate così come prevede l'attuale normativa in materia. 5. Norme di attuazione del Piano (art. 100, punto 8 del R.E.C.). L area di intervento risulta individuata all'interno della zona omogenea C1 dal vigente P.R.G., si estende per mq , che rappresenta la superficie dell area di intervento in questione. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 12

13 La zona in questione del citato comprensorio C1 è già servita dalle urbanizzazioni primarie, ovvero da rete fognante, elettrica, idrica, gas metano, pubblica illuminazione e dalle strade di accesso. In conclusione, va ribadito che: - le tipologie edilizie proposte, per quanto esecutive, potranno essere sottoposte a qualsiasi tipo di modifica planivolumetrica in sede di realizzazione, fermo restando il rispetto delle superfici coperte e dei volumi massimi previsti e assentiti; - hanno valore vincolante per la realizzazione delle opere e degli edifici previsti dal presente Piano di riconversione: la determinazione delle aree incluse nel P.d.L.; la quantità delle aree di standard pubblico; il volume e la superficie coperta massimi realizzabili (non distinti per corpi di fabbrica); - hanno valore indicativo e non vincolante: le destinazioni d uso degli immobili; le tipologie edilizie indicate; le sistemazioni superficiali delle aree scoperte e degli spazi pedonali; le sezioni delle sedi stradali interne ai lotti; le indicazioni delle superfici fondiarie parziali; le sagome planimetriche e le altezze massime degli immobili; il volume e la superficie coperta dei singoli fabbricati che potranno anche variare fermo restando le quantità massime consentite sull intero lotto; le finiture dei corpi di fabbrica; la ubicazione delle aree di parcheggio. 6. Tempi di attuazione dell'intervento (art. 100, punto 1 del R.E.C.). L'intervento proposto si realizzerà in un'area completamente dotata di tutte le urbanizzazioni primarie, pertanto sarà solo necessario effettuare gli allacciamenti ad esse. Tuttavia nel caso in cui siano richieste variazioni o aggiunte agli impianti pubblici esistenti si procederà, come attività iniziale, all'avvio della realizzazione delle opere eventualmente richieste. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 13

14 Pertanto, qualora sia necessario, a seguito del rilascio dell Autorizzazione del Piano Urbanistico Attuativo, si procederà alla redazione di un progetto esecutivo delle succitate opere di urbanizzazione primaria, da approvare da parte degli organi competenti, ed alla successiva esecuzione, fermo restando le relazioni tra l esecuzione delle stesse ed il rilascio dei Permessi di Costruire, così come regolamentati anche dalla Convenzione a stipularsi. Il completamento delle eventuali opere di urbanizzazione primaria, con successiva cessione all Ente pubblico, avverrà nel termine massimo di 10 anni, a decorrere dalla data di stipula della Convenzione, salvo diversi accordi intercorsi tra la parte pubblica e quella privata; mentre l intervento fondiario verrà realizzato nei termini previsti dai necessari Permessi di Costruire. La cessione degli impianti relativi alle eventuali urbanizzazioni primarie verrà effettuata, comunque, dopo i collaudi previsti per Legge: in ogni caso, le aree sulle quali sarà prevista la realizzazione di opere, rimarranno, previa opportuna recinzione, in custodia alla parte proprietaria, fino alla consegna al Comune o ad altro Ente interessato. 7. Un progetto ecologico. Il progetto vuole essere a dimensione di tutti gli utenti, attento quindi alle necessità, esplicite e implicite, di coloro i quali fruiranno di questi spazi, operando dunque con l'obiettivo di realizzare un habitat vivibile e di benessere, in sintonia con l ambiente circostante e con lo spirito dell'iniziativa privata. L obiettivo è quindi un progetto il più possibile "ecologico", che abbia le seguenti finalità: - controllare il microclima; - progettare ambienti salubri; - disegnare gli spazi in modo che vengano percepiti positivamente; - assicurare l incolumità delle persone; - rispettare l ambiente; - attuare una politica di risparmio/efficienza energetica e delle risorse; - utilizzare materiali sani e che si caratterizzino per durabilità, recuperabilità e riciclabilità. Il progetto si caratterizza per la forte volontà di ridurre al minimo le superfici pavimentate ed evitare l eccessiva cementificazione del territorio, lasciando gran parte del terreno permeabile, e mantenendo tutto il lotto C completamente verde grazie alla sua funzione originaria di spazio agricolo. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 14

15 Si è anche cercato di ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente, mantenendo un giusto compromesso tra l'altezza e la pianta, per limitare sia l'impatto visivo che la percezione dei nuovi volumi, e imprimendo all'intervento una dimensione a scala umana e naturale. Tutti i parcheggi sono circondati da siepi per assicurare una funzione di filtro visivo e privacy con l esterno e una barriera ai fumi nocivi provenienti dalle strade esterne al lotto, oltre che l ombreggiatura nei periodi estivi. Tutti gli spazi esterni sono, per quanto possibile, a verde, con una superficie pavimentata ridotta al minimo; si tratta di un accorgimento importante non solo per la percezione estetica, ma anche per un migliore comportamento energetico del complesso: in tal caso c'è un minor accumulo e/o riflessione del calore e quindi delle condizioni microclimatiche migliori che consentono di ridurre al minimo l'uso di impianti di condizionamento dell'aria. Le zone obbligatoriamente non verdi, quali i parcheggi e le corsie di manovra, sono in ogni caso permeabili: gli stalli per le automobili sono previsti con elementi autobloccanti in cemento, le corsie di manovra invece in asfalto drenante. Per quanto riguarda la qualità energetico - ambientale dei singoli edifici e dell'intero complesso, il progetto è stato redatto tenendo conto di quelle semplici attenzioni che fanno parte della tradizione del costruire, quelle conoscenze del "costruire in relazione all'ambiente", che molto spesso sono dimenticate o sacrificate per ridurre i costi o per barriere culturali prima che tecniche. L architettura bioclimatica tende ad adattarsi alle caratteristiche naturali del luogo per migliorare il comfort climatico ed ottenere la massima efficienza energetica, utilizzando al meglio le risorse messe a disposizione dalla natura. In tal caso, quindi, il singolo edificio deve accumulare calore e disperderne la minima parte in inverno, e deve accumularne il meno possibile ed essere ventilato nel periodo estivo. Il progetto, in sintesi, prevede: -l'utilizzo di strutture ad alta inerzia termica, fresche d'estate e calde in inverno; -utilizzo di vetri camera; -sistemi di schermatura regolabili esterni per il controllo del microclima e dell'illuminazione naturale; -accurato isolamento termico delle superfici verticali e orizzontali; -piantumazione esterna preferibilmente con alberi a foglia caduca, che proteggono dal sole in estate e permettono l'irradiazione in inverno; V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 15

16 -ricca vegetazione per il raffrescamento naturale. Fondamentale in tale discorso è la presenza della vegetazione, che consente in estate il raffrescamento degli spazi esterni, dando un notevole contributo per il comfort ambientale e al risparmio energetico: tutto ciò consente di ridurre notevolmente la necessità di far ricorso a impianti di condizionamento, oltre a rendere gli spazi molto più vivibili e sani Introduzione alla V.A.S. e allo sviluppo sostenibile. La sostenibilità è un mezzo per superare la povertà e perseguire l equità sociale presente e futura, attribuendo maggiore considerazione all impatto che le nostre azioni producono sul benessere delle generazioni future. Emerge da ciò che per essere sostenibile lo sviluppo deve preservare le risorse e distribuirle equamente fra le generazioni. Lo sviluppo sostenibile è: Lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri (Gro Harem Bruntdland, 1987). Lo strumento che consente l attuazione del principio di sostenibilità è la Valutazione Ambientale Strategica. Essa si fonda sull integrazione delle problematiche ambientali con i processi valutativi economici e sociali e sottolinea, principalmente, il ruolo strategico che riveste l ambiente nella strutturazione dei piani territoriali e urbani e dei modelli di sviluppo. La VAS ha pertanto la potenzialità di trasformare i processi di pianificazione/territoriale urbanistica e programmazione dello sviluppo, in processi di pianificazione/programmazione di tipo integrato in grado di perseguire uno sviluppo sostenibile in termini e ambientali e sociali, economici, culturali e politici. L integrazione della dimensione ambientale nei processi di formazione delle decisioni e nella predisposizione di politiche, piani e programmi settoriali, richiede la piena introduzione della Valutazione Ambientale Strategica la quale, per questo motivo, può essere vista come mezzo per attuare lo sviluppo sostenibile. La Direttiva 2001/42/CE dell Unione Europea concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull ambiente, nota come direttiva sulla VAS, all art.1 cita: la presente direttiva ha l obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell ambiente e di V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 16

17 contribuire all integrazione di considerazioni ambientali all atto dell elaborazione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Si riscontra pertanto una crescente attenzione alle questioni ambientali nelle fasi decisionali molto più accentuata che in passato ove spesso risultava debole o inadeguata quando del tutto inesistente. La Valutazione Ambientale merita comunque una più esauriente definizione. La già citata Direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001, all art. 2 lettera b) precisa che per valutazione ambientale si intende: l elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione a norma degli articoli da 4 a 9, e che, inoltre (lettera c) per rapporto ambientale s intende la parte della documentazione del piano o del programma prescritte all art. 5 e nell allegato I. Le informazioni che devono essere contenute nel Rapporto ambientale (art. 5 comma 2 della suddetta direttiva) sono quelle che possono essere ragionevolmente richieste, tenuto conto del livello delle conoscenze e dei metodi di valutazione attuali, dei contenuti e del livello di dettaglio del piano o del programma. Tali elementi sono stati recepiti dal D.L. n. 152/2006, come modificato dal recente D.L. 4/2008, attualmente in vigore e di cui si tratterà nel seguito Il concetto di sostenibilità. I Paesi più ricchi e industrializzati del pianeta prelevano sempre più risorse, acqua ed energia dall ambiente, diffondono inquinanti e disperdono rifiuti, producendo in questo modo danni al territorio, all aria, all acqua in maniera irreversibile. I sistemi economici richiedono, in ogni caso, indici di crescita positivi, mentre l ambiente richiede equilibrio e stabilità. Per lo sviluppo sostenibile l equilibrio, l autosufficienza e l auto organizzazione degli ecosistemi devono convivere con i processi antropici, in squilibrio permanente, generatori continui di nuova entropia. Ogni abitante nel mondo sviluppato consuma, rispetto ad un abitante di un paese povero, maggiori risorse. La crescita economica e demografica ed il bisogno legittimo di nuovi consumi dei Paesi poveri, non hanno altre risorse che quelle naturali. Per contro il modello di benessere richiede per noi e per le future generazioni aria, acqua e cibi non inquinanti, paesaggi non degradati, mari e coste accoglienti, città capaci di contenere e V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 17

18 proteggere gli immensi patrimoni di cultura sviluppati nel tempo ma anche funzionali ed organizzate sulle nuove scale dei bisogni. La definizione dello sviluppo sostenibile, che garantisce i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di fare altrettanto, è una conquista del pensiero umano di fine millennio che mira alla qualità della vita, alla pace e ad una prosperità crescente e giusta in un ambiente pulito e salubre. Lo sviluppo sostenibile non è un idea nuova. Molte culture nella storia hanno compreso la necessità dell armonia tra ambiente, società ed economia. Di nuovo c è la formulazione di questa idea forza nel concetto globale di società industriali ed in via di sviluppo e nella consapevolezza dell esaurimento tendenziale delle risorse del pianeta. Lo sviluppo sostenibile non è perseguibile senza un profondo cambiamento degli attuali modelli di sviluppo e dei rapporti economico-sociali Le tappe fondamentali del concetto di sostenibilità. L evoluzione del concetto di sviluppo sostenibile ha avuto numerosi stadi di sviluppo, partendo dal 1972 con la Dichiarazione di Stoccolma, sino ad arrivare alla Conferenza di Johannesburg nel Il 1972 è l anno della Dichiarazione di Stoccolma. Si afferma che siamo ormai giunti ad un punto della storia in cui noi dobbiamo condurre le nostre azioni in tutto il mondo con più prudente attenzione per le loro conseguenze sull ambiente. La difesa e il miglioramento dell ambiente sono divenuti uno scopo imperativo per tutta l umanità. Particolarmente significativo in relazione al tema che ci occupa, cioè la Valutazione della variante al PRG (ora PUC), risulta l art.15 della Dichiarazione: Nella pianificazione edile e urbana occorre evitare gli effetti negativi sull ambiente, ricavandone i massimi vantaggi sociali, economici ed ecologici per tutti. Segue la Strategia Mondiale per la conservazione del Negli anni 80 si fa strada l esigenza di conciliare crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di sviluppo. Il principio organizzativo di questo paradigma viene individuato nel concetto di sostenibilità dello sviluppo: un insieme di valori che interessa tutti i campi dell attività umana, in modo trasversale e in una prospettiva di lungo termine. Per affrontare le sfide di una rapida V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 18

19 globalizzazione del mondo una coerente ed una coordinata politica ambientale deve andare di pari passo con lo sviluppo economico e l impegno sociale. Durante il Rapporto Brundtland del 1987, Gro Harem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale Ambiente e Sviluppo presenta, su incarico delle Nazioni Unite, il proprio rapporto e formula una efficace definizione di sviluppo sostenibile, secondo la quale: lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. Nella pianificazione e nei processi decisionali di governi e industrie devono essere inserite considerazioni relative a risorse e ambiente in modo da permettere una continua riduzione dell influenza che energie e risorse hanno nella crescita, incrementando l efficienza nell uso delle seconde, incoraggiandone la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti. Nel 1992 c è la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo a Rio de Janeiro. La necessità di costruire uno sviluppo sostenibile, conduce la comunità mondiale a riunirsi a Rio. Nasce la Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite CSD, con il mandato di elaborare indirizzi politici per le attività future. A Rio vengono sottoscritte due convenzioni e tre dichiarazioni: la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, la Convenzione quadro sulla biodiversità, Programma d azione per il XXI secolo Agenda 21, Dichiarazione per la gestione sostenibile delle foreste, Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo. Nel 1993 segue il Piano d azione dell Unione Europea, per uno sviluppo durevole e sostenibile 93/99. E necessario un cambiamento radicale in tutti i settori d intervento della comunità. Esso presuppone che la tutela dell ambiente venga integrata nella definizione e nell attuazione delle altre politiche comunitarie, non solo per il bene dell ambiente, ma per il bene del progresso degli altri settori. I settori di intervento sono: industria manifatturiera, energia, trasporti, agricoltura. Nello stesso anno viene stilato il Piano d azione per lo sviluppo sostenibile in Italia. Perseguire lo sviluppo sostenibile significa ricercare un miglioramento della qualità della vita pur rimanendo nei limiti della ricettività ambientale. Sviluppo sostenibile non vuol dire bloccare la crescita economica anche perché, persino in alcune aree del nostro paese, l ambiente stesso è una vittima della povertà e della spirale di degrado da essa alimentata. Un piano d azione per lo sviluppo sostenibile, non deve solo promuovere la conservazione delle risorse, ma anche sollecitare attività produttive compatibili con gli usi futuri. L applicazione del concetto di sviluppo sostenibile è da un lato dinamica, ovvero legata alle conoscenze e all effettivo stato V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 19

20 dell ambiente e degli ecosistemi e dall altro consiglia un approccio cautelativo riguardo alle situazioni e alle azioni che possono compromettere gli equilibri ambientali, attivando un processo continuo di correzione degli errori. L anno successivo ad Aalborg, in Danimarca, si tiene la Conferenza Europea sulle città sostenibili. La città è individuata come luogo prioritario di attuazione delle politiche per la sostenibilità ambientale, soprattutto in attuazione dei programmi di Agenda 21. Le città europee riconoscono il ruolo fondamentale del processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, di consumo e di utilizzo degli spazi. Esse si impegnano: ad attuare l Agenda 21 a livello locale, ad elaborare piani a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile, ad avviare una campagna di sensibilizzazione. Nel 1996 a Lisbona, in Portogallo, si tiene la Seconda Conferenza Europea sulle città sostenibili. Le città si impegnano ad attuare l Agenda 21 locale, riconoscendo le proprie responsabilità nella regolamentazione della vita sociale. Viene approvato il piano d azione di Lisbona: dalla carta all azione. La Conferenza ONU sugli insediamenti umani di Istanbul del 1996 rilancia l Agenda 21 come procedimento per la programmazione delle politiche e la pianificazione del territorio. Attraverso la Dichiarazione di Istanbul e l Agenda Habitat, la conferenza di Istanbul sottolinea la necessità da parte degli Enti Locali di adottare l Agenda 21. Il 1997 è l anno del Protocollo di Kyoto per la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il protocollo di Kyoto è un documento redatto e approvato nel corso della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici tenutasi in Giappone nel Nel protocollo sono indicati per ogni Paese gli impegni di riduzione e di limitazione quantificata delle emissioni di gas serra (anidride carbonica, gas metano, protossido di azoto, esafloruro di zolfo, idrofluorocarburi e perfluorocarburi). Precisamente le parti dovranno, individualmente o congiuntamente, assicurare che le emissioni antropogeniche globali siano ridotte di almeno il 5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo di adempimento Per il raggiungimento di questi obiettivi, i Paesi possono servirsi di diversi strumenti tali da intervenire sui livelli di emissione di gas a livello locale-nazionale oppure transnazionale. Lo stesso anno a New York si riunisce la XIX Sessione Speciale delle Nazioni Unite per la valutazione dello stato di attuazione dell Agenda 21. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 20

21 Nel 1997 si tiene il Trattato di Amsterdam. Con le modifiche introdotte nei Trattati Europei, la tutela ambientale è divenuta un principio costituzionale dell Unione Europea, ed una politica comunitaria non subordinata ma di pari livello rispetto alle altre fondamentali finalità dell UE. L art.2 del trattato afferma che: La Comunità Europea promuoverà uno sviluppo sostenibile, armonioso ed equilibrato delle attività economiche, un alto livello di occupazione e della sicurezza sociale, l eguaglianza tra donne e uomini, una crescita economica sostenibile e non inflativa un alto grado di protezione e miglioramento della qualità dell ambiente, la crescita degli standards e della qualità della vita, la solidarietà e la coesione sociale ed economica tra gli Stati membri. Grazie alla Convenzione di Aarhus del 1998, il cittadino, primo attore del processo di cambiamento, ha la possibilità di contribuire attivamente alla promozione dello sviluppo sostenibile. Per questo le pubbliche amministrazioni si impegnano ad ottimizzare le potenzialità dell intera società civile attraverso azioni di sensibilizzazione ed informazione e a promuoverne il coinvolgimento nei processi decisionali. Nel 1999 in Italia, si discute l agenda 21 locale. Oggi in Italia sono numerose le amministrazioni che, firmando la Carta di Aalborg e aderendo alla Campagna Europea città sostenibili, stanno promuovendo processi di Agenda 21 locale sul proprio territorio. Un impulso decisivo in questa direzione, viene dalla nascita del Coordinamento Nazionale Agenda 21 locale del 1999 a Ferrara, recentemente trasformato in associazione. Nel 2000 ad Hannover c è la Terza Conferenza sulle città sostenibili. Ad Hannover 250 autorità locali di 36 Paesi Europei diversi si riuniscono per valutare i risultati conseguiti e per concordare una linea d azione comune alle soglie del 21 secolo. Dichiarazione del millennio. La dichiarazione è stata adottata dalla Sessione Speciale dell Assemblea generale dell ONU. A seguito di tale Dichiarazione nel 2001, l OCSE, il Segretario dell ONU e la Banca Mondiale, hanno messo a punto gli obiettivi di sviluppo, tra cui: l adozione, entro il 2005, da parte di ogni Paese di una strategia per lo sviluppo sostenibile, per ribaltare, entro il 2015, la tendenza alla perdita di risorse ambientali. Nel 2001 si tiene il Sesto Piano d Azione Ambientale 2002/2010 dell Unione Europea. Al Consiglio dei Ministri dell Ambiente del giugno 2001 in Lussemburgo, è stata adottata in prima lettura, una posizione comune sul Sesto Piano di Azione per l ambiente, ed in particolare uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti : garantire che il consumo di risorse rinnovabili e non rinnovabili e l impatto che esso comporta non superino la capacità di carico V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 21

22 dell ambiente e dissociare l utilizzo di risorse dalla crescita economica migliorando sensibilmente l efficienza delle risorse, dematerializzando l economia e prevedendo la riduzione dei rifiuti. Nell'ambito del Vertice dell organizzazione mondiale del commercio di Doha, nel Katar, del 2002, viene concordata una posizione comune che costituisce la cosiddetta Dichiarazione Ministeriale. In particolare per l Ambiente, si è riaffermato l obiettivo di intraprendere un processo di sviluppo sostenibile ed è stato riproposto il principio di precauzione, cioè la possibilità di limitare l importazione di prodotti che potrebbero risultare nocivi. Nel 2002 si tiene la Strategia d Azione Ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia. Approvata dal CIPE la Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile individua, per il prossimo decennio, i principali obiettivi per quattro aree prioritarie: clima, natura e biodiversità, qualità dell ambiente, uso sostenibile e gestione delle risorse naturali. Tra gli strumenti d azione, la strategia prevede l integrazione del fattore ambientale in tutte le politiche di settore, a partire dalla valutazione ambientale di piani e programmi. Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile dell ONU a Johannesburg nel 2002 rappresenta l occasione per riflettere su quanto stabilito al Summit di Rio e per realizzare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Uno dei risultati più importanti del vertice è stata l adozione di un piano d azione, sottoscritto da tutti gli Stati presenti, nel quale sono stati individuati i temi chiave per il prossimo decennio. Al vertice sono state presentate una serie di iniziative volontarie di collaborazione tra governi, istituzioni, imprese e società civile per dare concretezza al piano. Infine è stata adottata una dichiarazione politica che si propone di rinnovare l impegno dei leader mondiali a favore della lotta alla povertà attraverso uno sviluppo economico svincolato dal degrado ambientale e dal consumo esasperato di risorse. L obiettivo primario del vertice è stato quello di puntare l attenzione sulle nuove sfide da affrontare per realizzare uno sviluppo sostenibile, cioè un modello di sviluppo che coniughi gli aspetti economici con quelli sociali e ambientali, in grado di assicurare una società più equa e prospera, nel rispetto delle generazioni future. Da una pubblicazione del 1999 di Herman Daly emerge una definizione di sviluppo sostenibile ancora più arricchita ed esauriente delle precedenti. Il nostro modo di vivere, di consumare, di comportarsi, decide la velocità del degrado antropico (misura del grado di disordine di un sistema), la velocità con cui viene dissipata l energia utile e il periodo di sopravvivenza della specie umana. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 22

23 Si perviene così al concetto di sostenibilità, intesa come l insieme delle relazioni tra le attività umane la loro dinamica e la biosfera, con le sue dinamiche, generalmente più lente. Queste relazioni devono essere tali da permettere alla vita umana di continuare, agli individui di soddisfare i loro bisogni e alle diverse culture umane di svilupparsi. Tuttavia le variazioni apportate alla natura dalle attività umane devono essere contenute entro certi limiti in modo tale da non distruggere il contesto biofisico globale. Se riusciremo a realizzare una economia da equilibrio sostenibile come indicato da Herman Daly, le future generazioni potranno avere almeno le stesse opportunità che la nostra generazione ha avuto. E un rapporto tra economia ed ecologia, in gran parte ancora da costruire, che passa attraverso la strada dell equilibrio sostenibile La Valutazione Ambientale Strategica per la sostenibilità. Le necessità della protezione ambientale devono essere integrate nella definizione e implementazione delle politiche e delle attività comunitarie, con l ottica di promuovere lo sviluppo sostenibile. La protezione ambientale, quindi, non va considerata come una politica settoriale, ma come un denominatore comune per tutte le politiche. All azione ambientale deve accompagnarsi un nuovo tipo d azione degli altri settori, che devono internalizzare le preoccupazioni ambientali. La Valutazione Ambientale Strategica realizza compiutamente l integrazione della dimensione ambientale nei processi di formazione delle decisioni e nella predisposizione di politiche, piani e programmi settoriali e per questo motivo può essere vista come mezzo per attuare lo sviluppo sostenibile. La richiamata Direttiva 2001/42/CE, nota come direttiva sulla VAS, si pone strettamente l obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell ambiente e di contribuire all integrazione di considerazioni ambientali all atto dell elaborazione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile. Essa richiede un approccio integrato, interattivo e intersettoriale che assicuri la partecipazione del pubblico al processo consultivo e garantisca l inserimento di obiettivi di qualità ambientale e le modalità per il loro concreto perseguimento negli strumenti di programmazione e di pianificazione infrastrutturale, territoriale e urbanistica. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 23

24 Il processo valutativo nell ambito della VAS, accompagnando l iter di pianificazione e programmazione, dovrà verificare la coerenza ed il contributo di politiche, piani e programmi agli obiettivi, criteri ed azioni definiti dalle Strategie di sostenibilità a tutti i livelli. Da quanto detto, emerge tutto il significato del termine Strategico : esso indica che la valutazione è realizzata ad un livello più alto rispetto alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), e che si tratta di uno strumento capace di supportare efficacemente le scelte sulle politiche da intraprendere, anche in base a considerazioni ambientali. La diversità tra VAS e VIA è nel soggetto da valutare: piani e programmi per la prima, progetti di singole opere per la seconda. La VAS compendia, a monte della programmazione e della pianificazione, gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Nella VIA ciò non risulta possibile, giacché essa interviene nella fase in cui l opera è stata già pianificata o programmata. In definitiva si comprende come la valutazione delle singole opere non sia da sola sufficiente a garantire la sostenibilità complessiva. La VIA deve essere integrata a monte con Piani e Programmi che nella loro formulazione abbiano già assunto i criteri necessari alla sostenibilità ambientale. A questo fine occorre sviluppare nuove metodologie di Valutazione Ambientale Strategica dei Piani e Programmi per andare oltre la difesa dell ambiente ed indirizzare le trasformazioni progettate verso lo sviluppo sostenibile. 9. Sintesi legislativa La normativa europea. Con la Direttiva 2001/42/CE l Unione Europea impegna i Paesi membri ad adottare procedure per la valutazione ambientale di piani e programmi che possono avere effetti significativi sull ambiente (art.3, comma 1): tra questi vi sono i PUC (art. 23 L.R. della Campania n 16 del 2004) in quanto regolamentano la destinazione dei suoli. La Direttiva 2001/42/CE, tratta la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull ambiente. L obiettivo generale della direttiva, che conviene qui ulteriormente riprendere, è quello di garantire un elevato livello di protezione dell ambiente e di contribuire all integrazione di considerazioni ambientali all atto dell elaborazione e dell adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, assicurando che venga effettuata la V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 24

25 valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull ambiente (art.1). La direttiva stabilisce che per valutazione ambientale s intende l elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento delle consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione (art.2 comma b). L'elaborazione della valutazione ambientale è prevista per i settori: agricolo, forestale, della pesca, energetico, industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale e della destinazione dei suoli (art. 3 comma 2). La valutazione deve essere effettuata durante la fase preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione (art.4 comma 1). La direttiva stabilisce che per rapporto ambientale si intende la parte della documentazione del piano o programma in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l attuazione del piano o programma potrebbe avere sull ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell ambito territoriale del piano o programma (art.5 comma 1). Si osservi che la Direttiva prevede uno screening iniziale per decidere se il piano o programma in questione sia o meno da assoggettare a valutazione ambientale. Per fasi successive si procede a dare comunicazione al pubblico sugli esiti della verifica e di seguito a definire la portata del rapporto ambientale, il piano o programma e le ragionevoli alternative. Si valutano quindi gli effetti delle precedenti, si preseleziona il piano o programma, si stende il rapporto ambientale, e si consulta nuovamente il pubblico. All esito delle consultazioni effettuate segue la definitiva selezione del piano o programma e la procedura di approvazione. Riesaminando quanto fin qui detto, si comprende come la Direttiva ponga due vincoli principali alla valutazione: -una relativamente al campo di applicazione, ristretto ad alcuni piani e programmi; -uno di ordine temporale: il momento di applicazione della valutazione appare principalmente destinato alla fase di elaborazione dei piani e programmi e alla fase anteriore alla loro adozione, interessando marginalmente quello riservato al monitoraggio della fase gestionale degli stessi. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 25

26 V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 26

27 9.2. La normativa nazionale. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 29 gennaio, il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, reca ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, norme in materia ambientale. In Italia, oltre al riferimento normativo sopra indicato che ha recepito la Direttiva n. 2001/42/CE, sono state emanate delle linee guida per la valutazione ambientale strategica che fanno riferimento ai fondi strutturali Le suddette linee guida sono state riportate sul supplemento del Ministero dell Ambiente, l Ambiente informa n 9 del In queste linee guida si fa riferimento allo schema cosiddetto Dpsir, caratterizzato da una struttura di relazioni causali che legano tra loro i seguenti elementi: - Determinanti (settori economici, attività umane); - Pressioni (emissioni, rifiuti, ecc.); - Stato (qualità fisiche, chimiche, biologiche); - Impatti (su ecosistemi, salute, funzioni, fruizioni, ecc.); - Risposte (politiche ambientali e settoriali, iniziative legislative, azioni di pianificazione, ecc.). Le caratteristiche del sistema così tratteggiate permettono di definire la rappresentazione dell ambiente in termini di sistema organico in modo da esprimere, a diversi livelli di sintesi, stati e qualità, pressioni, grado e entità della correlazione tra pressioni e cambiamenti. Lo schema che viene descritto nelle linee guida è riportato di seguito nella figura. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 27

28 In uno con l illustrazione dello schema Dpsir, le linee guida forniscono una prima informazione sugli indicatori da utilizzare in una Valutazione Ambientale. Un altro riferimento non espressamente normativo, ma non per questo meno importante a livello nazionale, è la Strategia d azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia. Essa individua settori dell ambiente (clima e atmosfera, natura e biodiversità, qualità dell ambiente e qualità della vita negli ambienti urbani, prelievo delle risorse e produzione di rifiuti) e per ognuno di essi la strategia per lo sviluppo sostenibile, riportando degli obiettivi generali e specifici, degli indicatori e dei target da raggiungere nel tempo. Per questo motivo essa rappresenta un eccellente punto di riferimento per chi si appresti a compiere una valutazione ambientale. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 29 gennaio, il decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4, reca ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, norme in materia ambientale. Il nuovo codice dell ambiente, così integrato, nella parte prima disposizioni comuni e principi generali, reca i principi generali che costituiscono il riferimento per la produzione normativa ambientale e sancisce che i principi ambientali possono essere modificati o eliminati soltanto mediante espressa previsione di successive leggi della Repubblica italiana, purché sia comunque sempre garantito il corretto recepimento del diritto europeo. Con questa premessa viene introdotto il principio dell azione ambientale, secondo il quale la tutela dell ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all ambiente, nonché al principio «chi inquina paga», che ai sensi dell articolo 174, comma 2, del Trattato delle Unioni Europee, regolano la politica della Comunità in materia ambientale. L emendato art. 3 del nuovo codice dell ambiente sancisce che ogni attività umana debba conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future, consentendo di individuare un equilibrato rapporto tra risorse ereditate, risorse risparmiate e quelle da trasmettere, affinché nell ambito delle V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 28

29 dinamiche della produzione e del consumo si inserisca il principio di solidarietà, per salvaguardare e migliorare la qualità dell ambiente anche in futuro. Con ciò, un ruolo fondamentale è attribuito alla pubblica amministrazione che, in caso di scelta comparativa di interessi pubblici e privati, deve indirizzare la propria attività verso scelte finalizzate che consentano la migliore attuazione possibile del principio dello sviluppo sostenibile, tenendo in prioritaria considerazione gli interessi di tutela dell ambiente e del patrimonio culturale. Nella parte seconda del nuovo codice dell ambiente vengono riscritte le procedure oltre che per la valutazione ambientale strategica (VAS) che qui interessa, anche per la valutazione dell impatto ambientale (Via) e per l autorizzazione integrata ambientale (Ippc). La valutazione ambientale di piani e programmi, definita Vas (valutazione ambientale strategica), riguarda piani e programmi che possono avere impatti significativi sull ambiente e sul patrimonio culturale. Questa si sostanzia in quel processo, propedeutico all approvazione di un Piano o Programma, che prevede, nei casi di cui all art. 6 - comma 3 del D.L. 152/2006 e ss.mm.i.., la verifica di assoggettabilità attraverso l elaborazione di un rapporto ambientale preliminare. La fase di verifica di assoggettabilità, detta anche screening, è finalizzata a valutare la possibilità di applicare la VAS ai piani e ai programmi di cui all'art. 6 comma 3 del D.L. 152/2006 e s.m.i. secondo le modalità definite dall'art.12. In particolare, l art.6, comma 3 sopra richiamato che Per i piani e i programmi che determinano l uso di piccole aree a livello locale, la valutazione ambientale è necessaria qualora l autorità competente valuti che possano avere effetti significativi sull ambiente, secondo le disposizioni di cui all art. 12. L art. 12 del D.L. 152/06 come modificato, prescrive che Nel caso di Piani e Programmi di cui all art. 6, comma 3, l autorità procedente trasmette all autorità competente, su supporto cartaceo ed informatico, un rapporto preliminare, comprendente una descrizione del piano o programma e le informazioni ed i dati necessari alla verifica degli impatti significativi sull ambiante dell attuazione del piano o programma, facendo riferimento ai criteri dell allegato I del presente decreto. Come schematizzato nella figura successiva, detto Rapporto Preliminare è inviato ai soggetti competenti in materia ambientale i quali, entro trenta giorni dal ricevimento, inviano il proprio parere all'autorità Competente e a quella Procedente. L'Autorità Competente valuta, sulla base degli elementi di cui all'allegato I e tenuto conto delle osservazioni pervenute, se il Piano o Programma possa avere impatti significativi sull'ambiente V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 29

30 ed emette un provvedimento di verifica assoggettando o escludendo il Piano o Programma dai successivi obblighi della procedura di VAS. Il risultato della verifica di assoggettabilità, comprese le motivazioni, deve essere reso pubblico. V.A.S. - Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità Pagina 30

Art. 1 - Area disciplinata dal Piano attuativo

Art. 1 - Area disciplinata dal Piano attuativo Art. 1 - Area disciplinata dal Piano attuativo 1. L area disciplinata dal presente Piano Particolareggiato è quella perimetrata nella cartografia del R.U. vigente nel Comune di Colle VE ed identificata

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