Rassegna stampa - CONFIMI

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1 Rassegna stampa - CONFIMI Rassegna del 30/01/2015 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio.

2 INDICE CONFIMI 30/01/2015 Il Giornale di Vicenza «Riflessione necessaria ma il tessuto è sano» 30/01/2015 Il Giornale di Vicenza Ovest vicentino pronto al rilancio 6 7 CONFIMI WEB 29/01/ :08 Confimi: Dichiarazioni d'intento e certificazione unica a rischio 29/01/2015 agenparl.com 14:32 Split payment e reverse charge: Gorzanelli (Confimi), Ancora un colpo alle Pmi 29/01/ :03 Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" 29/01/ :03 Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" 29/01/ :03 Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" 29/01/ :03 Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" 29/01/ :01 "Split payment", Gorzanelli (Confimi) : "Duro colpo alle Pmi" 29/01/2015 Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" 29/01/2015 larivieraonline.com 12:58 Gerace in Umbria per progetto europeo eccellenze del territorio SCENARIO ECONOMIA

3 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Export e case, perché l'italia rivede la ripresa 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Orlandi: dico no alle lobby sul modello /01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Padiglione Italia, inchiesta sulla ristorazione a Peck 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Mps, maxi speculazione In due giorni perde il 12% 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Bce: banche più prudenti sulle cedole 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Addio a Genova, Costa Crociere porterà la «regia» ad Amburgo 30/01/2015 Corriere della Sera - Nazionale Cucinelli colloca in Borsa il 5,15% di Cucinelli 30/01/2015 Il Sole 24 Ore A gennaio in risalita la fiducia di imprese e consumatori* 30/01/2015 Il Sole 24 Ore Se l'aiuto ad Atene serve a Eurolandia* 30/01/2015 Il Sole 24 Ore La «pazienza» della Fed può durare per tutto il /01/2015 Il Sole 24 Ore Grecia, i mercati tirano il fiato 30/01/2015 Il Sole 24 Ore Piano nazionale ricerca: 4,6 miliardi nel /01/2015 Il Sole 24 Ore Expo, un patto per calmierare i prezzi 30/01/2015 Il Sole 24 Ore Non c'è Qe senza investimenti 30/01/2015 Il Sole 24 Ore Serra: investiamo sulle Popolari da marzo /01/2015 La Repubblica - Nazionale Da Brescia a Verona la 'ndrangheta puntava agli appalti del Nord 30/01/2015 La Repubblica - Nazionale Shell taglia 15 miliardi di spese per resistere al crollo del petrolio

4 30/01/2015 La Stampa - Nazionale Banche, stretta Bce su bonus e dividendi 30/01/2015 MF - Nazionale Il modello delle banche popolari è la strada verso un sistema creditizio più democratico 30/01/2015 L'Espresso Così rinasce l'italia 30/01/2015 L'Espresso Draghi-Merkel cronaca di un divorzio SCENARIO PMI 30/01/2015 Il Sole 24 Ore «Garanzie più forti alle piccole imprese» 30/01/2015 Il Giornale - Milano Lombardia patria di invenzioni e brevetti 30/01/2015 Avvenire - Nazionale «L'altro Pil serve anche in azienda» 30/01/2015 ItaliaOggi Perché le banche si fermano quest'oggi 30/01/2015 MF - Nazionale Anche il fondo di Mps investe nel rilancio di Lanificio Botto

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6 30/01/2015 Il Giornale di Vicenza Pag. 40 (diffusione:41821, tiratura:51628) LE REAZIONI. Compatti i rappresentanti delle categorie economiche «Riflessione necessaria ma il tessuto è sano» La villa dei Bolognino. F.C. Le categorie economiche sono preoccupate per le infiltrazioni della Piovra, come dimostrano le inchieste della procura antimafia di Bologna. «C è poco da prendersi in giro - tuona Sandro Venzo, presidente degli Artigiani - Se questa gente è arrivata nel nostro territorio, l ha fatto perché sapeva di poterci operare con tutti i modi illeciti e meschini elencati nei capi d accusa. Le banche hanno chiuso i rubinetti da anni, gli artigiani non sanno più come andare avanti, è facile che qualcuno ceda per disperazione. Abbiamo cercato di indagare, ma è difficile che qualcuno parli. Il problema usura c è ed è grande. Nei prossimi giorni ci sarà la riunione delle categorie economiche Bassanesi, ho già incluso all ordine del giorno la questione Bolognino. Una riflessione è necessaria». Da parte sua William Beozzo di Apindustria sottolinea che «in premessa tengo a specificare che l imprenditoria veneta è sana anche se si trova in grave difficoltà. Non credo che i nostri imprenditori potrebbero cedere facilmente alle lusinghe della mafia. E chiaro, però, che non si sa più dove andare a reperire le risorse economiche. È possibile, quindi, che questa gente si sia avvicinata a qualche imprenditore in grave difficoltà, convincendolo a fidarsi con la promessa di aiuti economici facili, e che l imprenditore in buona fede abbia ceduto, giocandosi azienda e vita privata. Soprattutto per questo dobbiamo informare il più possibile. La " mafia verde", che opera nel Nord Italia esiste, ma sta a noi decidere se farla entrare nel nostro tessuto economico oppure no». Per parte sua Diego Caron, presidente del raggruppamento bassanese di di Confidustria, osserva che è «difficile dire se ci siano già state infiltrazioni nel tessuto economico locale. Sicuramente in periodo di crisi come questo è possibile ma non si può dire con certezza. Questo caso deve portare a una riflessione più ampia. Tutto va ricondotto alla tutela del cittadino. Le risorse economiche a disposizione delle forze dell ordine continuano ad essere tagliate quando invece andrebbero duplicate, per aiutarle ad intercettare meglio queste attività illecite. Certezza della pena e tempi celeri della giustizia sono questioni annose, ma attuali. Se il cittadino si sentisse più protetto, forse avrebbe più coraggio di agire e denunciare il crimine». F.C. CONFIMI - Rassegna Stampa 30/01/ /01/2015 6

7 30/01/2015 Il Giornale di Vicenza Pag. 63 (diffusione:41821, tiratura:51628) IL PRESIDENTE MANDAMENTALE DI APINDUSTRIA CONFIMI VICENZA CHIEDE MENO BUROCRAZIA E PIÙ ACCESSO AL CREDITO Ovest vicentino pronto al rilancio Un panorama della Valle dell Agno Un immagine che indica le difficoltà di accesso al... Il presidente mandamentale di Apindustria Confimi Vicenza torna a chiedere meno burocrazia e più accesso al credito Dopo una crisi che si è prolungata fino al 2014, alcuni segnali confortanti per il futuro arrivano dal comprensorio Agno Chiampo, caratterizzato da un tessuto produttivo che guarda con fiducia ai segnali di ripresa. La conferma arriva anche da Roberto Callegari, il presidente del mandamento Ovest Vicentino di Apindustria Confimi Vicenza, l associazione che rappresenta le piccole e medie imprese del distretto: attività che negli scorsi decenni hanno conosciuto una grande espansione, e possono vantare un buon potenziale di crescita. Perché se la crisi ha portato a un ridimensionamento un po ovunque, nella Valle dell Agno, a differenza di altri distretti, il mondo l impresa ha cercato di mettere in campo ogni risorsa a disposizione per contrastare gli effetti negativi: «Purtroppo è mancato per troppo tempo il sostegno delle istituzioni - spiega Callegari - a partire dai mancati interventi per snellire una burocrazia soffocante. Il mondo globale chiede dinamicità per poter competere, e qui abbiamo sempre un freno a mano che ci rallenta, anche se con le ultime riforme in discussione a Roma qualche inversione di tendenza sembra in procinto di arrivare. Ma la prudenza non è mai troppa, perché dalla politica possiamo sempre aspettarci smentite e delusioni». Un altro problema, secondo il presidente di Apindustria, resta l accesso al credito per molte piccole e medie aziende: non solo per la mancanza dei finanziamenti necessari alle imprese per realizzare nuovi investimenti, ma anche condizioni di conto corrente e di interessi elevati, soprattutto per le attività ancora in difficoltà. Una vera e propria mina vagante che può compromettere la sopravvivenza dell azienda. Tutto questo mette in crisi un territorio che andrebbe difeso e tutelato proprio per l importanza sociale ricoperta: «Non chiediamo sussidi o assistenza - insiste Callegari - perché in questa terra abbiamo imprenditori che sanno fare il loro mestiere. Chiediamo di venire messi nelle condizioni di lavorare, di competere con altre aziende europee e internazionali. Meno burocrazia e meno carte, quindi, con più attenzione allo sviluppo. Il resto lo abbiamo già: un territorio che negli anni è stato invidiato da altre aree a noi vicine, e studiato a livello mondiale, in particolare per la sua capacità innovativa». CONFIMI - Rassegna Stampa 30/01/ /01/2015 7

8 CONFIMI WEB 9 articoli

9 29/01/ :08 Sito Web Confimi: Dichiarazioni d'intento e certificazione unica a rischio pagerank: 6 "Alcune delle novità introdotte dal decreto semplificazioni (n. 175/2014) sono apprezzabili, ma i ritardi nel rilascio degli strumenti software rischiano di vanificare la semplificazione" sostiene Flavio Lorenzin presidente di Apindustria Vicenza e vicepresidente di Confimi Impresa con delega alla semplificazione. È il caso della comunicazione delle dichiarazione d'intento la cui incombenza rimane direttamente in capo all'esportatore abituale, cioè a chi chiede l'agevolazione, liberando il fornitore dall'obbligo comunicativo. La novità dimezza, a livello nazionale, i tempi dell'adempimento - e risolve i problemi sanzionatori molto pesanti - ma le criticità della fase transitoria rischiano di vanificare lo spirito semplificativo. "Mancano le versioni software in grado di consentire invii telematici cumulativi. Le nuova impostazione è assolutamente condivisibile - continua Lorenzin - ma la versione attuale del software rilasciato dall'agenzia (disponibile dal 22/12/2014) consente l'invio telematico di una sola dichiarazione per volta. Si tratta di una carenza che rende proibitiva ed eccessivamente onerosa la procedura. Ci sono operatori che hanno anche centinaia di dichiarazioni da trasmettere" Inoltre gli esportatori abituali che, a fine 2014 o nelle prime settimane del 2015, hanno consegnato le dichiarazioni d'intento senza la relativa ricevuta di trasmissione - a causa della mancanza dei software - devono infatti recuperare il mancato invio entro il 12 febbraio, affinché il fornitore possa considerare valida la richiesta di non applicazione dell'iva anche successivamente all'11 febbraio. "Serve una proroga in attesa del rilascio di release più evolute" conclude il vicepresidente di Confimi, che avanza la richiesta all'agenzia delle entrate. Proroga che è ritenuta necessaria anche per la nuova certificazione unica in scadenza il prossimo 9 marzo. A meno di 40 giorni, infatti, l'agenzia non ha ancora rilasciato alcuna versione software e gli operatori si vedono in estrema difficoltà, considerate le pesanti sanzioni previste in caso di ritardo, 100 euro per percettore. Va assolutamente rivista, infine, la posizione espressa dall'agenzia in merito alla nuova soglia per la comunicazione black list. Paradossalmente la soglia cumulativa di crea maggiori disagi rispetto alla precedente di 500 per singola operazione. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/2015 9

10 29/01/ :32 agenparl.com Sito Web Split payment e reverse charge: Gorzanelli (Confimi), Ancora un colpo alle Pmi pagerank: 5 (AGENPARL) - Modena 29 gen - Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge'. Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge', applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. 'Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,' commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. 'Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori'. "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia'. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

11 29/01/ :03 Sito Web Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" pagerank: 4 Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge'. Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge', applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. 'Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,' commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. 'Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori'. "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia'. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

12 29/01/ :03 Sito Web Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" pagerank: 4 Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge'. Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge', applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. 'Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,' commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. 'Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori'. "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia'. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

13 29/01/ :03 Sito Web Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" pagerank: 4 Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge'. Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge', applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. 'Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,' commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. 'Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori'. "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia'. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

14 29/01/ :03 Sito Web Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" pagerank: 4 Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge'. Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge', applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. 'Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA,' commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. 'Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori'. "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia'. CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

15 29/01/ :01 Sito Web "Split payment", Gorzanelli (Confimi) : "Duro colpo alle Pmi" pagerank: 4 (Sesto Potere) - Modena - 29 gennaio Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge". Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge", applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. "Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA," commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. "Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori". "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia". CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

16 29/01/2015 Sito Web Gorzanelli (Confimi) su split payment e reverse charge: "Ancora un colpo alle Pmi. Non è così che si agevola la ripresa" pagerank: 3 Arrivano direttamente dalla Legge di Stabilità e si chiamano "split payment" e "reverse charge". Entrambe le modifiche sono accomunate dal fatto che il fornitore non riscuote l'iva: dall'ente pubblico debitore nel caso dello "split payment" dai clienti soggetti passivi nel caso del "reverse charge", applicato fino allo scorso dicembre solo nei subappalti del settore costruzioni, e oggi esteso anche ai servizi di pulizia, installazione di impianti, demolizione e completamento di uffici. "Di certo non aiuterà le PMI che non vedranno più corrispondersi l'iva sulle commesse pubbliche eseguite e che avranno un consistente ammanco in cassa fino alla data del rimborso che si fa sempre più lontano dati i tempi delle PA," commenta Giovanni Gorzanelli, presidente di Confimi Impresa Modena. La procedura in realtà non sembra neanche confermare l'intenzione del Governo, che tra gli obiettivi si era proposto di snellire il lavoro degli operatori della Pubblica Amministrazione con un processo di efficientamento e risparmio anche attraverso la fatturazione elettronica. Nello specifico per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese nei confronti della Pubblica Amministrazione, l'iva dovrà essere da queste versata direttamente all'erario anziché essere corrisposta alle imprese cedenti i beni o prestatrici dei servizi, raddoppiando, di fatto, l'attività degli uffici. "Speriamo inoltre che non vi sia seguito alla previsione di estendere il reverse charge anche alle forniture ad altri settori - continua Gorzanelli - perché questo rappresenterebbe una nuova beffa a danno proprio di quei fornitori che dalla direttiva contro i ritardati pagamenti non hanno ancora avuto particolare giovamento. Il nuovo impianto quindi è problematico soprattutto per le imprese strutturalmente a credito d'iva poiché all'ammanco di cassa dovuto all'iva non corrisposta, cresce il credito Iva dato che l'impresa la deve invece corrispondere ai suoi fornitori". "E non è cosa da poco - conclude Gorzanelli - se pensiamo che per ottenere il rimborso Iva oltre la soglia di euro serve addirittura una garanzia fideiussoria oppure (dato che nemmeno quelle sono più facili da ottenere) il visto di conformità da parte di un professionista. Non sono certo queste le misure che possono essere annoverate fra quelle in grado di agevolare la ripresa dell'economia". CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

17 29/01/ :58 larivieraonline.com Sito Web Gerace in Umbria per progetto europeo eccellenze del territorio La tessitura non solo come alta espressione d'artigianato (spesso anche artistico), che affonda le sue radici in una tradizione millenaria, o come opportunità commerciale, ma anche come valida occasione per guardare ad un'impresa creativa, all'innovazione nonché alla valorizzazione e pubblicizzazione delle tradizioni socioculturali e delle tipicità d'una regione e, in particolare, dei centri in cui essa viene praticata. È nato con queste finalità il progetto "Joint Patterns for Clothes Design", iniziativa finanziata dall'unione Europea per incentivare, anche, lo sviluppo delle piccole e medie imprese tessili. Contesti e finalità in cui si riconosce pienamente la storica Città di Gerace, centro d'arte tra i "Borghi più belli d'italia", che vanta una fiorente e plurisecolare tradizione dell'arte della tessitura associata a tante altre note attività artigianali.da qui l'adesione al progetto che favorisce - sempre nell'ambito del settore tessile-abbigliamento e del fashion design "lo sviluppo di nuove competenze professionali e di metodologie formative innovative finalizzate all'individuazione di qualifiche riconosciute a livello europeo", spiega il sindaco di Gerace, Giuseppe Varacalli, al rientro dall'umbria (Perugia-Bevagna) dove, insieme con la Segretaria comunale, Grazia Ferlito, e con la responsabile dell'area Amministrativa, Loredana Panetta, ha partecipato ad una "due giorni" di lavori promossa da "Confimi Impresa Umbria" ed aperta ad operatori del settore tessile provenienti da diversi Paesi dell'unione Europea. "Quello umbro, aggiunge il primo cittadino di Gerace, è stato il quarto di alcuni incontri già tenuti in altri Paesi europei e durante i quali sono state coinvolte diverse realtà operanti nel settore tessile. Gerace, aggiunge Varacalli, è presente in partnership col brand di alta moda "Cangiari" ormai noto nel mondo grazie soprattutto all'impegno ed alla professionalità di un gruppo di giovani tessitrici geracesi facenti capo alla Cooperativa Aracne". Insieme con la Città di Gerace,nel progetto "Joint partners for clothes design" sono impegnati l'istituto rumeno di formazione "General Margheru"; quello turco "SehitIdariAtaseGalipOzmen" e l'agenzia formativa ceca "CeskaAsociaceVzdelavacichInstituci". La delegazione geracese, commenta soddisfatto il sindaco Varacalli, fino ad oggi ha partecipato a tutti gli incontri svoltisi nelle varie località europee; prossimamente sarà presente anche a quello conclusivo programmato in Turchia". L'intento dell'amministrazione comunale geracese è, insomma, chiosa il primo cittadino, "di portare realmente l'europa nelle nostre realtà regionali- in questo caso nelle imprese tessili- esaltando, contestualmente, tutti i prodotti tipici della nostra terra e facendo apprezzare le peculiarità storico-architettoniche-monumentali di cui la Città di Gerace è orgogliosa depositaria! CONFIMI WEB - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

18 SCENARIO ECONOMIA 21 articoli

19 30/01/2015 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 12 (diffusione:619980, tiratura:779916) Export e case, perché l'italia rivede la ripresa Dopo le stime al rialzo di Bankitalia e Confindustria, per Prometeia il Pil salirà dello 0,7% Il premier: la macchina si è riaccesa. La fiducia tocca i massimi dal 2011, l'effetto petrolio 3,7 per cento l'aumento delle compravendite di case tra luglio e settembre rispetto al 2013 Lorenzo Salvia ROMA «Segnali di ripresa timidi ma interessanti». Nel primo giorno di voto per le elezioni del presidente della Repubblica, Matteo Renzi parla di economia e, su Twitter, usa parole di prudente ottimismo. Poi, davanti all'assemblea dei grandi elettori del Pd, torna sull'argomento: «La macchina si è finalmente riaccesa». In effetti qualche movimento positivo c'è. Dopo che negli ultimi giorni la Banca d'italia aveva parlato di crescita superiore alle ultime stime e Confindustria di fine della recessione (con Susanna Camusso della Cgil che definisce l'associazione degli industriali «abbagliata per i tanti finanziamenti ricevuti»), ieri sono arrivati altri numeri con il segno più. A gennaio, secondo l'istat, l'indice di fiducia dei consumatori ha toccato il valore più alto degli ultimi sei mesi. Ancora meglio l'indice delle imprese, ai massimi dal settembre «Gli italiani sono più fiduciosi sul proprio futuro personale e sulle prospettive economiche» dicono al ministero dell'economia, aggiungendo che la «ripresa sembra diffusa in tutte le aree del Paese». Dati positivi arrivano anche dal mercato immobiliare. Tra luglio e settembre le compravendite sono salite del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre i mutui hanno fatto segnare un + 13,9%. È vero che buona parte di questo boom si spiega con le surroghe, cioè la sostituzione di vecchi mutui a tassi alti con nuovi mutui più convenienti. Ma l'inversione di tendenza c'è. Un altro segnale è arrivato ieri dal Centro studi di Confindustria che rileva una «variazione della produzione industriale dello 0,3% in gennaio su dicembre», aggiungendo che «prosegue la lenta risalita dell'attività». Mentre Prometeia, centro di ricerche econometriche, dice che nel corso dell'anno la ripresa si consoliderà facendo registrare un aumento del Prodotto interno lordo pari allo 0,7%. «L'andamento - spiega il segretario generale Paolo Onofri - sarà lento nei primi mesi e più vigoroso nei trimestri centrali, anche grazie all'expo che solo per il turismo dovrebbe portare una spesa aggiuntiva di un miliardo di euro». Ma da un altro centro studi, Nomisma, invitano ad «attendere prima di festeggiare». Come spiega il capo economista Sergio De Nardis, «non si è mai avuta una combinazione di shock esterni, dalla svalutazione al prezzo del petrolio all'espansione monetaria, così favorevole». In effetti la discesa del prezzo della benzina ha dato una mano. A dicembre i consumi di carburante sono cresciuti del 4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Mentre sull'energia - che del prezzo del petrolio risente solo in maniera indiretta - la tendenza resta sempre negativa. In tutto il 2014, secondo i dati provvisori di Terna, la domanda è scesa del 2,1% rispetto all'anno precedente. Solo a settembre c'era stato un piccolo aumento, lo 0,4%. In quel caso solo un fuoco di RIPRODUZIONE RISERVATA Il confronto Il Pil Fonte: Istat Corriere della Sera ,5 1,0 1,5 2,0 2, Prometeia Confindustria Bollettino di Bankitalia Fmi Ocse Commissione Ue +0,7% +2,1%* +0,4% +0,4% +0,2% +0,6% +1,4% +2,5%* +1,2% +0,8% +1% +1,1% *Effetto combinato di mini euro, mini greggio, mini tassi e commercio mondiale in crescita Il mercato immobiliare Le vendite in % La fiducia dei consumatori e delle imprese Imprese Consumatori I numeri Segnali di ripresa del Prodotto interno lordo italiano. La Banca d'italia e Confindustria nei giorni scorsi hanno alzato SCENARIO ECONOMIA - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

20 30/01/2015 Corriere della Sera - Ed. nazionale Pag. 12 (diffusione:619980, tiratura:779916) le stime per l'anno in corso Ieri anche l'istat ha ravvisato un aumento della fiducia dei consumatori che ha superato la soglia dei 100 punti, valore massimo negli ultimi sei mesi Anche il centro di ricerche Prometeia rileva che il Pil aumenterà dello 0,7 per cento nel 2015 SCENARIO ECONOMIA - Rassegna Stampa 30/01/ /01/

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