Sommario. Notiziario Amministrativo

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1 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 1 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Sommario Pag. 2 - Mandato amministrativo Pag. 4 - Quanti siamo? Pag. 9 - Deliberazioni del Consiglio comunale Pag. 9 - Deliberazioni della Giunta comunale Pag Determinazioni dei responsabili degli uffici Pag Riepilogo triennale raccolta rifiuti Pag Angelus Novus - Ritorno ad Auschwitz Pag Energia elettrica a Villachiara Pag Bando assegnazione alloggi E.R.P. Pag Rinnovo della patente Pag Dialoghi sull educazione e società Pag Orari apertura Uffici Comunali Pag Numeri utili Pag Orari Ambulatorio Medico Comunale

2 Pagina 2 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 MANDATO AMMINISTRATIVO : un difficile percorso tra tagli e patto di stabilità Il mandato amministrativo si è svolto in contesto generale caratterizzato da una crisi economica - finanziaria particolarmente pesante, che ha determinato un vero e proprio terremoto sociale, finanziario e istituzionale che non ha risparmiato nulla e nessuno, che ha generato preoccupazione e paure, con gravi ripercussioni anche nella nostra piccola realtà. Di fronte a questa situazione un piccolo comune qual è Villachiara, ma come tutte le istituzioni del nostro Paese, ha sofferto e soffre per un senso profondo di inadeguatezza. I Piccoli Comuni sono maggiormente in difficoltà, sono più fragili, ma insieme ai grandi sono stati chiamati a contribuire pesantemente al risanamento della finanza pubblica privandoli di una norma ispirata ad un ragionevole e rivendicato principio di differenziazione legislativa. Ricordiamo che nel 2013 è stato introdotto il vincoli del patto di stabilità anche per i piccoli comuni, complicando ulteriormente una situazione già drammatica. Il patto di stabilità ci è stato imposto come se i nostri bilanci rigidi, basati prevalentemente sui trasferimenti, con flussi di cassa limitati, fossero adeguati anche solo tecnicamente a sopportarlo. Nel quinquennio i comuni hanno subito drastici tagli delle risorse, riduzione delle entrate, vincoli nella gestione del personale, una burocrazia mastodontica, rigidità di bilancio e tutto a fronte di un quadro sociale allarmato e aggravato dalla crisi delle imprese, da perdita di posti di lavoro, da famiglie che non arrivano alla fine del mese e quindi arrivano in Comune, ai nostri servizi sociali, che nel frattempo sono stati privati delle risorse adeguate. Il Comune di Villachiara, conscio della situazione della finanza pubblica e consapevole della necessità di una strategia associativa che renda un piccolo comune adeguato al nuovo mondo e che gli permetta di rispondere con efficacia alle richieste forti della società civile, con altri comuni del territorio della bassa bresciana occidentale, si è attivato per la gestione associata dei servizi socio-assistenziali attraverso il consolidamento del ruolo e delle attività della Comunità della Bassa Bresciana Occidentale-Fondazione di partecipazione e per la costituzione, nel 2010, della Unione Lombarda Bassa Bresciana Occidentale. Anche questo percorso di collaborazione tra i comuni è stato reso difficile dal legislatore nazionale con la babele normativa sulle Gestioni Associate e l introduzione della obbligatorietà della gestione associata. La legislazione nazionale non è stata né lineare né semplice: una legislazione in continuo mutamento, caotica, a tratti con caratteri di incostituzionalità, sempre e comunque inserita in decreti di tipo emergenziale, che ci porta a dire come tutto sommato il tema dei Piccoli Comuni e delle Gestioni Associate Obbligatorie fosse trattato non all interno di un quadro di riforma più ampio e organico, ma di rincorsa, prestando il fianco a spinte demagogiche e a campagne di stampa per le quali Piccoli Comuni significa spreco, e quindi vanno se non eliminati, puniti. In una situazione così complessa e difficile l azione amministrativa si è sempre prefissata l obiettivo di rafforzare il ruolo del Comune quale punto di riferimento importante per la nostra comunità e per i nostri cittadini. Ogni progetto è stato avanzato con il fine di produrre benessere e qualità, ponendo l'accento sulle politiche sociali e sulle politiche dei servizi. Ognuna delle proposta programmatiche è riconducibile ai valori che una comunità, un paese con la storia e la tradizione di Villachiara deve darsi e deve condividere: i valori della pace, della non-violenza, della giustizia, dell equità, della solidarietà.

3 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 3 \ Coesione e coraggio, responsabilità e futuro, innovazione e benessere per tutti, sono le parole d ordine che ci hanno guidato nelle iniziative intraprese per la nostra Villachiara. Quello che abbiamo cercato di rendere concreto è il progetto di una Villachiara, bella ed accogliente, produttiva e sicura. Un paese amico dei cittadini, dove si possa vivere e lavorare bene; un paese moderno ed innovativo che sappia essere all altezza dei tempi e delle speranze dei propri cittadini. Un paese in grado di valorizzare il suo patrimonio culturale ed ambientale e di offrire servizi di qualità per gli anziani, per i giovani, le donne e le famiglie. Un paese che sappia valorizzare e capitalizzare i fattori attrattivi e distintivi quali la coesione sociale, la sicurezza, l ambiente, l autenticità delle relazioni umane, la capacità di inclusione e integrazione, beni presenti nella nostra comunità, che possono permettere di rendere competitivo il nostro territorio. Un paese in cui l`amministrazione sia aperta non solo all ascolto ed al dialogo con l`associazionismo, con le categorie sociali ed economiche, con il volontariato, con le famiglie e con i singoli cittadini ma che operi per rendere questi mondi protagonisti attivi della vita del paese. Questa impostazione ha fatto sì che le iniziative, le opere realizzate e le scelte fatte siano state sempre il frutto della condivisione e del confronto con cittadini, le associazioni locali, le categorie economiche, le forze sociali che hanno risposto con impegno e responsabilità, comprendendo le nostre scelte prioritarie: potenziare i servizi pubblici locali, rafforzare la coesione sociale, valorizzazione del territorio e della sua storia, sostenere gli investimenti pubblici. Il Sindaco Elvio Bertoletti

4 Pagina 4 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 QUANTI SIAMO? Quando finirà questa maledetta crisi?, si sente sempre più spesso chiedere in questo periodo da persone sfiduciate, che fanno fatica a tirare avanti perché il lavoro è diminuito o addirittura l hanno perso. Nessuno lo può sapere, è la risposta onesta che si deve dare e chi dice di vedere un lumicino in fondo al tunnel, o ha preso un abbaglio, o crede in questo modo di infondere speranza in una società depressa da sei anni di arretramenti continui dell economia nazionale. La nostra Italia è tuttora prigioniera di un perverso circolo vizioso che non si riesce a spezzare: il calo del lavoro significa minori redditi e quindi consumi e produzioni più bassi. Dalla drammatica impennata dei licenziamenti e dalla chiusura di molte attività, si salvano finora le imprese medie e grandi che riescono ad esportare le eccellenze italiche, ancora inadeguatamente sostenute e poco conosciute, ma molto apprezzate nel mondo, specialmente nei Paesi di recente e tumultuoso sviluppo. Esse rappresentano però si e no il 20% del fatturato. Non sono quindi sufficienti per rilanciare la nostra economia, che necessita invece di essere stimolata dall aumento dei consumi interni. Semplice a dirsi, ma drammaticamente complicato da attuarsi, se anche le ricette prescritte e sperimentate dai tecnici che negli ultimi tempi ci hanno governato, non hanno sortito gli attesi miglioramenti. E qui i cittadini elettori, quelli cioè che in numero decrescente vanno ancora votare, dovrebbero recitare un amaro mea culpa. Perché solo un anno fa sono riusciti nella incredibile impresa di non fare uscire dalle urne alcuna maggioranza e di fare nascere, di conseguenza, governi di larghe e strette intese che nessuno voleva e che per loro natura non sono in grado di prendere quei provvedimenti forti e radicali per strappare l Italia dalla palude in cui si è cacciata. Non votare o votare per protesta e per ripicca è sicuramente un diritto, ma poi ne subiamo tutti le conseguenze. Esito chiaro e sicuro, come conferma la situazione politica bloccata che abbiamo davanti agli occhi. I problemi di cui soffre la nostra società sono universalmente noti, numerosi, antichi e di notevole gravità. L elenco è lungo e doloroso, ma se non si comincia seriamente ad affrontarli, rischiano di compromettere irreparabilmente le nostre prospettive di vita futura, specialmente quelle delle classi giovani e delle generazioni che verranno. Sono loro i soggetti più penalizzati in quanto già ora non sono nelle condizioni di formare una famiglia e di costruirsi un avvenire sereno. I nostri malanni li conosciamo benissimo: debito pubblico esorbitante, che graverà interamente sulle nostre groppe per decenni, tassazione insopportabile (per chi le tasse le paga per intero), rubinetti del credito chiusi, investimenti pubblici e privati ridotti al minimo per latitanza di finanziamenti e di fiducia, furbizie levantine, metastasi corruttive, malavita diffusa, illegalità estesa ad intere regioni... Inutile proseguire oltre a snocciolare il rosario dei misteri dolorosi italiani e piangersi addosso. Se vogliamo risorgere, urge un drastico cambio di mentalità, di volontà e di comportamenti, a tutti i livelli della società e di governo, l impegno di ciascuno di noi, nessuno escluso. La globalizzazione in atto non attende, non concede sconti, anzi procede implacabile come uno schiaccia sassi, mutando continuamente le situazioni e travolgendo chi si attarda o rimane fermo. Di conseguenza occorre muoversi in fretta e, chi è investito del potere, deve assumere decisioni coraggiose, fino a ricorrere a provvedimenti choc, perché molte famiglie sono ormai alle soglie della povertà, o le hanno ormai varcate, tante imprese piccole e grandi licenziano o chiudono, schiacciate dai debiti e dalla mancanza di commesse, i comuni non sono più in grado di assicurare i servizi indispensabili e la manutenzione di immobili e infrastrutture pubbliche, assillati per di più, specialmente quelli minori, dalla concreta prospettiva della loro soppressione. Di queste cose e delle loro conseguenze bisogna essere tutti consapevoli e preparati. Come pure si è capito chiaramente che stiamo rapidamente tornando indietro e per molti lo spettro di non potere più far fronte ai bisogni elementari è dietro l angolo. Un pericolo da scongiurare ad ogni costo e con tutti i mezzi, una situazione che le giovani generazioni non hanno mai vissuto e quindi per loro incomprensibile. Ci siamo inoltrati in questo campo gramo e desolante che è la nostra cara Italia presente perché, nonostante le avversità che viviamo, dobbiamo reagire, andare avanti, saper guardare lontano. Ma cosa c entra tutta questa lunga premessa di tipo socio-economico con l evoluzione demografica di una piccola comunità qual è quella di Villachiara? C entra, eccome c entra! E interferisce in modo diretto, perché la crisi epocale in marcia si sente meno nei piccoli paesi e per diversi motivi. Anzitutto per il più accentuato senso di solidarietà che vi si respira rispetto alle città ed ai centri maggiori, dove vigono piuttosto rapporti di estraneità, anche tra

5 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 5 vicini di casa. E poi la quotidianità dei paesi è più semplice e cordiale. In poche parole, qui la vita costa meno e ci sono più possibilità di arrangiarsi, di ricevere aiuto reciproco e che dei problemi dell individuo si faccia carico, almeno in parte, l intera comunità. Anche per queste motivazioni di sottofondo, la popolazione di Villachiara è stabile o tende a crescere moderatamente, come è avvenuto nel Nell ultimo anno i residenti nel comune sono infatti aumentati di 7 unità, toccando quota L incremento è dovuto esclusivamente al saldo attivo emigrati/immigrati (+9). Di conseguenza la densità si è portata ad 87,19 abitanti per chilometro quadrato. La differenza è probabilmente dovuta al rientro in famiglia di alcuni ragazzi e ragazze che avevano in precedenza scelto di vivere da soli. Se così fosse, questo sarebbe una ulteriore prova degli effetti negativi della crisi in quanto sotto lo stesso tetto si può risparmiare su diverse spese. Al 31 dicembre 2013 le famiglie erano 565, con una media di 2,59 componenti. Basso il numero dei matrimoni: 5, di cui 2 celebrati con rito religioso e 3 con rito civile, a riprova delle difficoltà a formare una famiglia o che questo istituto versa ormai in una crisi profonda. Il numero degli stranieri segna per la prima volta un calo numerico e quindi anche in senso relativo della loro presenza dall inizio, circa trenta anni fa, del fenomeno immigratorio. Essi sono calati da 150 a 139, facendo scendere la loro percentuale sull intera popolazione dal 10,3 al 9,5. Tali dati abbisognano però di una specificazione. Infatti il calo è apparente più che reale. Occorre considerare che alcuni stranieri, maturato ormai il diritto dopo diversi anni di presenza, optano sempre più numerosi per la nostra nazionalità, diventando cittadini italiani a tutti gli effetti. Questo vuol dire che si sono bene integrati e che hanno scelto l Italia, dove lavorano e sono nati e cresciuti i loro figli, come loro patria definitiva. Ciò è molto significativo per gli indiani che devono rinunciare alla originaria cittadinanza. Nel 2013 ben 12 stranieri sono diventati italiani e nell anno in corso già altrettanti lo diventeranno. In ogni caso i flussi sono molto diminuiti, se non addirittura fermati. Venendo alla statistica anagrafica comunale, al 31 dicembre dell anno scorso questa era la situazione: QUADRO GENERALE DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE Maschi Femmine Totale Residenti al 01/01/ Nati Morti Immigrati Emigrati Residenti al 31/12/

6 Pagina 6 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 DISTRIBUZIONE DEMOGRAFICA TERRITORIALE AL Frazione Maschi Femmine Totale % VILLACHIARA ,98 BOMPENSIERO ,47 VILLABUONA ,66 VILLAGANA ,25 CASE SPARSE ,64 TOTALE ,00 RESIDENTI SUDDIVISI PER CLASSI DECENNALI DI ETA Scaglioni Maschi Femmine Residenti 31/12/2013 % Da 0 a 10 anni ,35 Da 11 a 20 anni ,71 Da 21 a 30 anni ,89 Da 31 a 40 anni ,31 Da 41 a 50 anni ,20 Da 51 a 60 anni ,19 Da 61 a 70 anni ,59 Da 71 a 80 anni ,18 Oltre 80 anni ,58 TOTALE ,00 ITALIANI SUDDIVISI PER CLASSI DECENNALI DI ETA Scaglioni Maschi Femmine Residenti 31/12/2013 % Da 0 a 10 anni ,20 Da 11 a 20 anni ,74 Da 21 a 30 anni ,41 Da 31 a 40 anni ,97 Da 41 a 50 anni ,69 Da 51 a 60 anni ,52 Da 61 a 70 anni ,56 Da 71 a 80 anni ,96 Oltre 80 anni ,98 TOTALE ,00

7 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 7 STRANIERI SUDDIVISI PER CLASSI DECENNALI DI ETA Scaglioni Maschi Femmine Residenti 31/12/2013 % Da 0 a 10 anni ,30 Da 11 a 20 anni ,35 Da 21 a 30 anni ,55 Da 31 a 40 anni ,06 Da 41 a 50 anni ,51 Da 51 a 60 anni ,07 Da 61 a 70 anni ,44 Da 71 a 80 anni Oltre 80 anni 1-1 0,72 TOTALE ,00 STATO CIVILE DEI RESIDENTI AL 31/12/2013 Maschi Femmine Totale % Celibi/Nubili ,68 Coniugati/e ,19 Divorziati/e ,43 Vedovi/e ,70 TOTALE ,00

8 Pagina 8 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 CONTINENTE DI PROVENIENZA DEGLI IMMIGRATI n % Paesi Est Europa 55 39,57 Asia 72 51,80 Africa 10 7,19 America Latina Totale ,00 PAESI DI PROVENIENZA India 68 Moldavia 11 Bosnia Erzigovina 11 Romania 13 Ucraina 10 Marocco 5 Egitto 5 Sri Lanka 4 Slovenia 4 Albania 3 Repubblica Ceca 1 Slovacchia 1 Polonia 1 Argentina 1 Cuba 1 TOTALE 139 RESIDENTI IN ETA SCOLARE AL Da 2 a 5 anni (Asilo) Da 6 a 10 anni (Elementari) Da 11 a 13 anni (Medie) Da 14 a 18 anni (Superiori) SCUOLA PRIMARIA DON LORENZO MILANI Frequentanti 107 (+1) di cui stranieri 11 (+3) (13,08%) di cui provenienti da altri comuni 27 (-7) (25,23%) SCUOLA DELL INFANZIA DR. LUIGI MANTOVA Frequentanti 50 di cui stranieri 5 (10,00 %) di cui provenienti da altri comuni 5 (10,00 %)

9 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 9 DELIBERAZIONI DEL CONSIGLIO COMUNALE ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI N. 31 del Lettura ed approvazione verbali seduta precedente. N. 32 del Comunicazione prelevamento fondo di riserva. DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA COMUNALE N. 118 del Erogazione contributo alla Parrocchia Santa Chiara, ai sensi della L.R. 09/05/1992, n. 20. N. 119 del Interventi straordinari per affrontare la crisi economica. Approvazione bando per la sospensione della tariffa per i servizi di trasporto e mensa. N. 120 del Rinuncia al diritto di prelazione sull'alloggio costruito su area PEEP in Via Gramsci 9. N. 121 del Assegnazione in deroga alla graduatoria ai sensi degli artt. 6 e 14 del Regolamento regionale n. 1 del 10/02/2004 e s.m., dell'alloggio di proprietà dell'aler di Brescia. N. 122 del Attribuzione della numerazione civica interna ai fabbricati ubicati al numero civico 13 di Via G. Matteotti. N. 123 del N. 33 del Ratifica deliberazione G.C. n. 112/2013 "Variazione al bilancio di previsione 2013". Linee di indirizzo per la costruzione di nuovi loculi cimiteriali. N. 124 del Organizzazione festa "Natale 2013 a Villachiara". Linee di indirizzo. N. 125 del Ampliamento orario per prestazioni di servizio in materia edilizia fino a giugno N. 126 del Modifica al Regolamento dell'ordinamento degli uffici e dei servizi. N. 127 del N. 34 del Modifica al Programma Triennale dei lavori pubblici N. 35 del Assestamento di bilancio di previsione N. 36 del Applicazione addizionale comunale all'irpef Prelevamento dal fondo di riserva. N. 128 del Determinazione nuove tariffe di concessione loculi ed aree cimiteriali. N. 129 del Approvazione programma delle riscossioni e dei pagamenti in conto capitale ai fini del rispetto del Patto di stabilità interno. N. 130 del Determinazione del valore venale in comune commercio delle aree fabbricabili.

10 Pagina 10 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 N. 131 del Concessione contributo economico all'associazione Sportiva Villaclarense per anno ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI N. 132 del Presa d'atto delle determinazioni dei responsabili dei servizi. N. 133 del Codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Villachiara. Adozione e avvio del procedimento di consultazione pubblica. N. 1 del Assegnazione fondi all economo anno N. 2 del Organizzazione e celebrazione Giornata della Memoria il N. 3 del Approvazione convenzione mantenimento dei cani randagi nelle strutture dell'a.s.l. e/o convenzionate con la validità dal al N. 4 del Conferimento di incarico di collaborazione coordinata continuativa per lo svolgimento di attività di supporto gestione della Biblioteca Comunale. N. 5 del Conferimento incarico di volontariato scopi di pubblica utilità -anno N. 6 del Presa d'atto fusione per incorporazione di linea Com srl in AEM Com srl. N. 7 del Affidamento all'associazione Comuni Bresciani per gestione del servizio di telesoccorso - Telecontrollo domiciliare anni N. 8 del Verbale della verifica effettuata dalla Giunta allo schedario elettorale. N. 9 del Definizione dei limiti di all esecuzione forzata ex. Art 159 D.Lgs. 18/8/2000 n sem N. 10 del Approvazione progetto preliminare riqualificazione della Palestra Scolastica con uso Polifunzionale e autorizzazione alla presentazione della domanda di contributo. Bando Regionale N. 11 del Approvazione progetto definitivo ed esecutivo per la partecipazione al "Fondo di rotazione per soggetti che operano in campo culturale 2013" N. 12 del Variazione al Piano triennale opere pubbliche triennio ai sensi dell'art. 128 del D.lgs. 163/2006 e s.m.i. N. 13 del Affidamento incarico alla Sercofim s.r.l. relativo alla richiesta di contributo di cui al bando regionale "Contributo in Conto Capitale a Fondo perduto per la riqualificazione delle palestre scolastiche ad uso pubblico. Iniziativa 2014". N. 14 del Bando regionale "Contributo in conto capitale a fondo perduto per la riqualificazione delle palestre scolastiche di uso pubblico. Iniziativa 2014". Affidamento incarico Arch. Corno. N. 15 del Approvazione programma triennale per la trasparenza e l'integrità Art. 10 D.Lgs. n. 33/2013. N. 16 del

11 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 11 ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI Nomina del rendicontatore sul sistema Sgate per il rimborso dei maggiori Oneri sostenuti dai Comuni per l'espletamento delle attività di gestione delle domande del bonus elettrico e del bonus gas. N. 17 del Richiesta contributo economico da parte dei Sig.ri Omissis zii affidatari dei minori Omissis. N. 18 del Adesione al lavoro accessorio Provincia di Brescia. N. 19 del Presa d'atto determinazioni dei responsabili dei servizi. N. 20 del Autorizzazione al personale dipendente a compiere lavoro straordinario anno N. 21 del Programma triennale delle azioni positive Triennio Esame ed approvazione. N. 22 del Destinazione della quota dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie anno N. 23 del Approvazione definitiva Codice di Comportamento dei dipendenti del Comune di Villachiara, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 54, comma 5, del D. LGS. 165/2001. N. 24 del I n d i z i o n e b a n d o (15/3/ /5/2014) relativo alla formazione della graduatoria dell'assegnazione in locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (erp) che si rendono disponibili nel Comune di Villachiara. DETERMINAZIONI DEI RESPONSABILI DEGLI UFFICI N. 115 del Acquisto di conglomerato bituminoso a freddo. N. 116 del Impegno di spesa per opere da idraulico fino al N. 117 del Affidamento incarico per prestazioni di sorveglianza sanitaria ai dipendenti comunali, in accordo alle disposizioni del D.Lgs. n.81/2008 -anno N. 118 del Integrazione impegno di spesa manutenzione straordinaria di alcune strade comunali. N. 119 del Impegno di spesa per fornitura di sale da disgelo. N. 120 del Impegno di spesa per acquisto di sacchi da fornire alle utenze per raccolta differenziata di imballaggi in plastica nell'anno N. 121 del Impegno di spesa servizio di energia a Cogeme spa - Gestione calore - Stagione termica N. 122 del Impegno di spesa per opere da elettricista fino al N. 123 del Integrazione impegno di spesa per prestazioni di servizio in materia edilizia, anno 2013 e impegno anno N. 124 del Contratto di manutenzione Ricoh-Aficio. Impegno di spesa anno N. 125 del Servizio riscossione e accertamento imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni. Proroga al 31/12/2014. N. 126 del Chiusura lavori Fondo sostegno grave disagio economico e morosità incolpevole N. 127 del Riparazione trattorino tagliaerba OLEOMARC 22. N. 128 del Contratto di assistenza tecnica sistema di rilevazione del personale dipendente anno 2014 e acquisto schede timbrature. N. 129 del Determinazione a contrarre per l'avvio della proce-

12 Pagina 12 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 dura negoziata mediante RDO sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA) fornitura di toner anno ATTI E PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI N. 130 del Acquisto di n. 8 pali per campo da calcio ad 11 giocatori. N. 131 del Contratto manutenzione software contabilità anno Integrazione impegno di spesa per implementazione funzioni. N. 132 del Impegno di spesa e liquidazione costo sostenuto per l'utilizzo del proprio mezzo al personale dipendente anno N. 133 del Gestione "in service" del Trattamento Economico del Personale Dipendente triennio N. 134 del Impegno di spesa per opere da pittore fino al N. 135 del Integrazione impegni di spesa e liquidazione servizi vari N. 136 del Contratto di assistenza duplicatore digitale e telefax anno N. 137 del Affidamento diretto per lavori opere edili fino al e riduzione impegno per noleggio macchine operatrici. N. 138 del Sospensione pagamento servizio trasporto per 6 mesi famiglie Omissis. N. 1 del Approvazione e liquidazione rendiconto economato IV trimestre N. 2 del Ripartizione, liquidazione e versamento dei Diritti di Segreteria riscossi nel 4 Trimestre N. 3 del Sistema di e-procurement a attivazione di gare telematiche in forma associata per la fornitura di carta uso fotocopie. Impegno di spesa Gennaio N. 4 del Quota associativa A.N.P.I. anno N. 5 del Aggiudicazione gara mediante RDO sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA) per la fornitura di Toner. N. 6 del Integrazione impegno di spesa e liquidazione fattura Avv. Ballerini ricorso alla Corte d'appello. N. 7 del Celebrazione Giornata della Memoria N. 8 del Impegno di spesa a favore della ditta Euroflor per interventi urgenti e straordinari di taglio rami presso il Parco della Moia. N. 9 del Concessione rateizzazione TARES Sig. Omissis. N. 10 del Quota anno 2014 per il programma "Pianura sostenibile - verso una VAS di area vasta " N. 11 del Impegno di spesa per acquisto di conglomerato bituminoso a freddo. N. 12 del Concessione rateizzazione TARES sig. OMISSIS. N. 13 del Proroga lavoro socialmente utile Sig. Orizio Eligio. N. 14 del Rinnovo abbonamenti a riviste e giornali N. 15 del Spese condominiali " LA MARLA". N. 16 del Quota associativa A.C.B. anno 2014.

13 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 13

14 Pagina 14 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 ANGELUS NOVUS RITORNO AD AUSCHWITZ Da alcuni anni la Giornata della Memoria a Villachiara è diventato un appuntamento irrinunciabile di riflessione comune. L amministrazione comunale, in collaborazione con la Parrocchia S. Chiara, la scuola don Lorenzo Milani e l Associazione Volontari Villaclarensi, ha organizzato Venerdì 7 febbraio una rappresentazione multimediale dal titolo Angelus Novus. Ideatore e regista della manifestazione è stato il professor Roberto Consolandi, docente di storia dell arte e artefice di numerose iniziative culturali a Villachiara. Protagonisti della serata sono stati i ragazzi e gli insegnanti della scuola primaria. Quali nuovi angeli custodi della Memoria e annunciatori di una nuova speranza hanno recitato alcuni brani tratti dal Saluto dall angelo di Gershom Scholem, Angelus Novus di Walter Benjamin, Ritorno ad Auschwitz di Arcangelo Riccardi e Discorso finale tratto dal film Il grande dittatore di Charlie Chaplin. Bellissimi sono stati i brani musicali eseguiti dal gruppo orchestrale Loriband e dal nostro concittadino Alessio Ferri. A ricordo della serata riportiamo qui il testo del diario di viaggio ad Auschwitz: Ho avuto la fortuna di ritornare ad Auschwitz con alcuni amici villaclarensi. L emozione è sempre profonda, coinvolgente, che ti interpella nel profondo dell animo e ti mette in discussione certezze e consolidati convincimenti. In questi luoghi, seppur molte tracce sono state cancellate dai nazisti nei giorni antecedenti l arrivo dell armata rossa, il 27 Gennaio 1945, si respira ancora un atmosfera terrificante ed irreale. Le fiamme dell orrore non si vedono, ma si sentono bruciare nell anima. Il fumo dei camini, col suo pestilenziale odore di carne umana bruciata, non ammorba più l aria, ma si sente ardere e pesare sul cuore come una lastra di piombo incandescente, che ti costringe a gridare nel silenzio della coscienza: perché? Perché tutto questo è accaduto? Perché l umanità si è degradata fino a tal punto? E questo il limite estremo a cui è potuto giungere l uomo nella sua insensata ferocia? Oppure è il segno indelebile, il monito imperscrutabile di un male oscuro ed eterno che cova nella natura umana e che sempre attende nuove occasioni per risvegliarsi ancora? E questo l abisso del male? Con questi pensieri ho affrontato la visita di quello che è stato il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista e che, nell immaginario collettivo, è diventato il simbolo universale dei lager. Il complesso concentrazionario, situato in Polonia nei pressi di Auschwitz ed esteso per circa 40 chilometri quadrati, comprendeva il campo di concentramento ubicato nel capoluogo e ricavato dagli edifici delle caserme dell esercito polacco, il campo di sterminio costruito apposi-

15 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 15 tamente nell adiacente località di Birkenau, il campo di lavoro nei pressi di una fabbrica chimica a Monowitz, dove fu deportato anche il nostro Primo Levi. Arrivati al campo n 1 di Auschwitz, subito ti colpisce l irridente scritta sopra il cancello d ingresso Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi. Qui c era il campo di concentramento dove mediamente erano rinchiusi prigionieri: intellettuali e membri della resistenza polacca, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici, mendicanti, prostitute, zingari, omosessuali e soprattutto ebrei. Qui furono uccise nelle camere a gas o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici, circa persone. Nei sotterranei del Block 11, la prigione del campo, venne sperimentato per la prima volta il gas Zyklon B, normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio ebraico. Qui abbiamo visto la cella dove fu ucciso san Massimiliano Kolbe, il prete francescano che si offrì all esecuzione della morte per fame al posto di un padre di famiglia polacco. Gli internati vivevano in baracche, chiamate Block, dotate di letti a castello di tipo militare. Le condizioni di sovraffollamento delle baracche, costringevano i prigionieri a dividere un pagliericcio in due o più favorendo la trasmissione di parassiti e germi, che aumentavano le già elevate possibilità di infezioni e malattie. Gli ebrei, nella scala sociale del campo, erano all ultimo posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati avevano l obbligo di lavorare; gli orari variavano a seconda delle stagioni, ma si assestavano su di una media di ore di lavoro giornaliero. Le disumane condizioni di lavoro, le scarse razioni di cibo e le condizioni igieniche pressoché inesistenti portavano rapidamente i detenuti alla morte. Noi abbiamo visitato il campo con una temperatura di 8 gradi e abbiamo sofferto per il freddo vento. Nei mesi di gennaio e febbraio, ci diceva la guida Anna, la temperatura può scendere oltre i 20 gradi sottozero: ci siamo chiesti come potevano resistere quei prigionieri vestiti di un semplice pigiama a strisce grigie? Proseguendo il percorso in religioso ascolto, ciò che più mi ha emozionato è stata la visita ai Block 4 e 5, dove sono esposti, in diverse vetrine, circa 2 tonnellate di capelli umani tagliati ai cadaveri per poter essere poi rivenduti in Germania, ceneri umane raccolte in una sacra teca, migliaia di occhiali, mucchi enormi di scarpe di ogni misura, protesi artificiali di prigionieri con handicap, vestitini di bambini, abiti religiosi per la preghiera in sinagoga, valigie con la scritta del nome dei proprietari, spazzolini per i denti, pennelli per la barba, pettini, ciotole per il cibo, cartoline e testimonianze scritte, contenitori metallici del gas Zyklon B, i carrelli e gli sportelli in ferro dei forni crematori Nei lunghi corridoi e stanzoni sui muri vi sono esposte migliaia di fotografie di persone registrate. Sembrano quasi tutte uguali, con la testa rasata, lo sguardo degli occhi disperso nel vuoto, prostrato, il viso scavato, le orecchie sembrano ancor più grandi, la stessa casacca a strisce che tutto spersonalizza Le singole didascalie, oltre alle generalità, riportano la data dell arrivo al campo e la data della morte: moltissime le persone che non sopravvissero alle due o tre settimane, specialmente le donne. Vorresti fermarti un po più a lungo, accarezzare quelle foto, fissare quei volti e baciarli uno ad uno, far brillare quegli occhi, come per po-

16 Pagina 16 terli riportare in vita e ripagarli di un ingiustizia subita collettivamente, per chiedere perdono, per dare una speranza. Mi viene spontaneo chiedere: Ma come si fa a voler insistere nel negare ancora oggi lo sterminio della Shoah? Venite a vedere, qui, con occhi puri e cuore aperto. La sera, in albergo, quasi nessuno ha voglia di uscire, ma c è un incomprimibile desiderio di scambiarsi qualche breve riflessione, di ripensare a quelle immagini, di ascoltare. Il giorno dopo ci rechiamo nella vicina località di Birkenau. Ai nostri occhi appare la Judenrampe (la rampa dei Giudei), lo scalo-merci ferroviario dove si fermavano i treni coi vagoni blindati che trasportavano i deportati. Qui per tre anni avvenne la prima selezione dei prigionieri che in gran parte furono avviati a piedi direttamente al campo di sterminio, senza mai più uscirne vivi. Oggi si vede ancora un tratto della linea ferroviaria e sono stati collocati due vagoni blindati dell epoca, a testimonianza delle tristi operazioni di smistamento qui avvenute. Camminiamo lungo la strada sterrata che percorrevano i deportati e all orizzonte ci appare la sagoma dell ingresso del campo di sterminio di Birkenau, col caratteristico portone sormontato dalla torretta delle guardie, attraversato dal sottostante binario ferroviario: è l immagine divenuta il simbolo del lager in tutto il mondo e resa famosa da diverse opere cinematografiche. L emozione è forte, il cuore ti si stringe: varcare quella soglia è come entrare in un altro mondo, in un deserto. Saliamo sulla torretta e da là si percepisce la vastità del campo, esteso per oltre 5 chilometri quadrati, completamente cir- Notiziario Amministrativo Marzo 2014 condato da doppia recinzione di filo spinato elettrificato. Lo sguardo si perde a vista d occhio, si vede diritta la linea ferroviaria prolungata nel 1944 all interno del campo per scaricare direttamente i deportati, decine di baracche in muratura costruite dai prigionieri sovietici, le cucine, le latrine, le baracche in legno della quarantena, i camini solitari delle baracche in rovina, i lunghi filari spinati, le numerose torrette in legno per la sorveglianza, gli alberi di betulle bianche dove sono nascoste le macerie dei 4 forni crematori, i canali e le cisterne dell acqua piovana, le residenze delle guardie Il campo arrivò a contenere giornalmente fino a persone, internate in diversi settori, completamente separati tra loro e senza nessuna possibilità di comunicazione tra un reparto e l altro. Nei quattro anni del suo funzionamento furono sterminati oltre persone, in grandissima parte ebrei. Qui scatti qualche fotografia, ma poi ti fermi, resti come ammutolito, con lo sguardo quasi sospeso nel vuoto e ti ripeti dentro di te: come è potuto avvenire questo? Dov era Dio? Dov era l uomo? Dov erano gli Alleati? Ma non trovi risposte, per lo meno immediate e convincenti. Forse non ci sono, o forse devi cercare più profondamente e con l aiuto degli altri. Sul campo incomincia nel vento gelido a nevicare e questo ti dà ancora di più la percezione di come potevano essere disagiate ed insopportabili le condizioni degli internati. Ripercorriamo la via principale, dove i convogli scaricavano i deportati ed avveniva la separazione. Alcuni medici ufficiali con un semplice sguardo e un segno delle dita selezionavano le persone e decidevano chi doveva morire subito nelle camere a gas (donne, bambini, anziani, inabili al lavoro, malati..) e chi doveva morire dopo qualche settimana o mese di lavoro (uomini in grado di lavorare). I treni scaricati ripartivano pronti per altri viaggi della morte, a terra rimanevano mucchi di valigie, pacchi, vestiti, che venivano disinfettati nel magazzino di deposito chiamato Kanada. Non lontano dall ingresso vi sono rimaste alcune baracche in legno. Erano le stalle dei cavalli dei contadini della zona, trasformate poi dai nazisti in luoghi bui dove venivano rinchiusi i nuovi arrivati al campo per il periodo della quarantena, necessario a identificare coloro che avessero potuto essere affetti da malattie contagiose, ed usato anche per iniziare gli inter-

17 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 17 nati alla vita dura del campo una volta rasati e disinfettati. Raggelanti furono le parole del primo direttore del campo Karl Fritzsch all accoglienza dei primi deportati: Non siete venuti in un sanatorio, ma in un campo di concentramento tedesco. Da qui non c è altra via d uscita che il camino del crematorio. Se a qualcuno questo non piace, può andare subito contro il filo spinato. Se in un trasporto ci sono degli ebrei, non hanno diritto a sopravvivere più di due settimane, i preti un mese, gli altri tre mesi. Percorriamo quasi un chilometro tra lunghi reticolati di filo spinato elettrificato che veniva anche usato da alcuni prigionieri, stremati dalle impossibili condizioni di vita, per suicidarsi fulminati dall alta tensione. Nel gergo del capo si diceva andare al filo. Giungiamo ai bordi del bosco nel luogo dove sorge un monumento in ricordo delle fosse comuni degli prigionieri di guerra sovietici, trucidati e colà gettati dopo essere stati sfruttati per costruire le prime baracche in muratura nel settore femminile. Da lì si possono vedere in lontananza i cippi che ricordano la cosiddetta casa rossa e la casa bianca, cioè i primi due bunker dove avvennero le esecuzioni, in attesa che fossero costruite le camere a gas. Seguendo un sentiero attraverso il bosco di betulle si arriva ai Roghi, il luogo dove c erano le fosse ardenti ininterrottamente giorno e notte, usate per l eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Accanto ci sono le vasche d acqua in cui furono gettate le ceneri di migliaia di persone. Quattro cippi in marmo scuro, in lingue diverse, ricordano le vittime delle fosse comuni. Più avanti, poco distanziate le une uno dalle altre, scorgiamo le rovine dei quattro forni crematori con annesse le camere a gas. E questo il cuore rovente e sanguinante del campo. Ci raccogliamo in silenzio a semicerchio intorno alle macerie del Crematorio n.2 per compiere un gesto di memoria e solidarietà, deponendo un mazzo di fiori e tre ceri accesi. Il vento si alza più forte ed il nevischio scende a mulinelli. Ci avviamo in ordine sparso verso l uscita, senza prima tralasciare di visitare il Block 16, la baracca in muratura dove erano internati i bambini, specialmente i gemelli, usati come cavie umane da Mengele, il dottore della morte, per gli esperimenti più disumani. Quanto bassa ed orribile può essere la crudeltà dell uomo sull uomo! Termino questo pellegrinaggio ad uno dei luoghi più sacri del mondo, con la consapevolezza che comunque l amore, la ragione, la speranza della fede, la responsabilità, la coscienza del limite possono aiutarci, con fatica, ad attraversare l oceano del dolore più crudele. Riccardi Arcangelo

18 Pagina 18 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 BREVE STORIA DELL ENERGIA ELETTRICA A VILLACHIARA Nella millenaria storia di Villachiara, quella particolare dell energia elettrica occupa soltanto l ultimo segmento. A partire dal 1907 entrò infatti in funzione la piccola centrale idroelettrica del mulino progettata dall ing. Leonardo Malfassi di Verolanuova su commessa dei fratelli Angelo e Giacomo Provezza. Essi, nel 1904, avevano rilevato l immobile dalla contessa Luigia Martinengo Villagana. L impianto iniziò quindi ad erogare la sua rivoluzionaria corrente che rapidamente avrebbe cambiato la vita delle famiglie, mandando progressivamente in soffitta le lucerne e le lanterne ad olio o petrolio che fino ad allora avevano debolmente rischiarato le case, le stalle ed altri ambienti del paese. I lavori per la realizzazione e la gestione tecnica delle infrastrutture necessarie erano stati affidati fin dall 11 novembre 1905 dall Impresa Distribuzione Energia elettrica Villachiara e Circonvicini dei fratelli Provezza ad Angelo Spinoni di Borgo San Giacomo, qualificato come elettricista. Nella seduta dell 8 luglio 1906 il Consiglio comunale di Villachiara deliberava a beneficio della suddetta società il nulla osta per l occupazione delle aree pubbliche interne ed esterne per l estensione delle linee ad alta tensione a tre fili di rame. Esse erano per lo più sostenute da pali di robinia collocati lungo le strade pubbliche e nelle proprietà private, dotati di isolatori in porcellana. Il Municipio ordinava al contempo l installazione di sei punti luce nelle strade urbane: tre nel capoluogo ed uno ciascuno nelle frazioni di Villabuona, Bompensiero e Martinenghe. Il servizio di illuminazione incontrò da subito l apprezzamento della popolazione, tanto che alcuni cittadini, in data 1 settembre 1910, inoltrarono all Amministrazione comunale una domanda scritta... affinché sia posta una lampada elettrica al lato esterno del volto d ingresso della strada che da Orzinuovi mette a Villachiara. Infatti, secondo gli estensori, il luogo, abbastanza insidioso, si rende ancor più pericoloso per la sicurezza personale per l oscurità che lo domina. Una luce che vi fosse -essi proseguivano- darebbe coraggio ai passanti e permetterebbe di scorgere qualsiasi pericolo anche pei fossati che lateralmente vi corrono. Oltre a ciò, sarebbe un conforto pel passeggero che, ritornando da Orzinuovi al paese, vede lontano una fiamma che lo indirizza nella strada e pare lo chiami a sé, incoraggiandolo come un amico che viene in aiuto.... L esigenza di illuminare alcuni luoghi cruciali del capoluogo era già stata prospettata da Giacomo Provezza nella seduta consiliare del 9 aprile 1905, per facilitare il recapito dei sacchi postali nel periodo invernale. Intervenendo alla discussione, egli disse che, tanto al ponte dell arciprebenda, quanto al cantone del fabbro, era necessario collocare dei fanali da accendersi nel periodo novembre-gennaio, poiché in questi mesi il procaccia, quando ritorna da Orzinuovi, deve consegnare la corrispondenza al collettore, e più di una volta si è verificata la consegna del sacco che era diretto a Borgo San Giacomo, portando colà quello di Villachiara, e tutto per causa della grande oscurità che si verifica sempre nei su indicati mesi. Nell ottobre del 1910 venne collocata una lampada anche nella vecchia sede del Comune, sotto il campanile della chiesa, per potere nelle lunghe sere d inverno raccogliersi a soddisfare i lavori d ufficio. Ovviamente l offerta del servizio era stata estesa anche ai privati, prevedendo la sottoscrizione di contratti con lampadine da 5, 10, 16 e 20 candele; dei lumicini al confronto di quelle attuali. Uno dei primi utenti è stata la parrocchia che provvide a realizzare il primo impianto di illuminazione della chiesa, risparmiando sul consumo di ceri e candele. Oltre che a Villachiara capoluogo, nel cui castello i fratelli Provezza avevano aperto una segheria alimentata dalla corrente, la rete ad alta tensione si estendeva a tutte le frazioni, ad Acqualunga, ad Ovanengo, a Terraverde ed a parte del centro di Borgo San Giacomo, dove erano allacciati utenti importanti, quali i fratelli Gorio, il calzificio Ambrosi ed il municipio. L illuminazione dei diversi agglomerati veniva attivata tramite interruttori azionati manualmente al calare delle tenebre. La loro sicurezza lasciava tuttavia molto a desiderare, come attesta il grave incidente che costò la vita al falegname di Villachiara Andrea Zanoni di 24 anni.

19 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 Pagina 19 Domenica 10 febbraio 1908, recatosi ad Ovanengo in visita ad alcuni parenti, egli volle mostrare loro come funzionasse l accensione dell illuminazione pubblica, ma non appena azionato l interruttore nell apposita cabina, venne investito da una scarica elettrica che gli fu fatale. Quella installata al mulino era una turbina a reazione di tipo Francis, dal nome dell ingegnere anglo-americano che la mise a punto nel Questo tipo di macchina funziona a flusso centripeto: l acqua raggiunge la girante tramite un condotto a chiocciola che la lambisce interamente; poi un distributore, ovvero dei palettamenti sulla parte fissa e statica, indirizzano il flusso per investire le pale della girante. L elevata versatilità in rapporto alle portate ed ai salti ai quali le turbine Francis possono essere applicate, ne hanno favorito una enorme diffusione in tutto il mondo, facendole diventare le più impiegate negli impianti idroelettrici. Ovviamente al mulino erano state approntate condutture in pietra per convogliare l acqua necessaria a muovere la turbina generatrice di corrente. Questa serviva anche ad azionare una macina dello stesso mulino nelle ore diurne in cui l energia elettrica non veniva consumata. L uso alternato della turbina era pertanto regolato secondo una tabella mensile che teneva conto della lunghezza dei giorni e delle notti. Così il mugnaio poteva usufruirne più a lungo nel periodo estivo e molto meno in quello invernale. In quanto ai flussi idrici, il mulino, e quindi l officina elettrica, potevano contare sui secolari diritti in esclusiva sulle acque di cinque scoli che scendono a ventaglio dall area settentrionale del comune di Villachiara, alimentati da numerose risorgive naturali e dal drenaggio delle acque piovane relative alla parte orientale delle cosiddette Prede. Essi sono, da ovest ad est, lo scolo Fossetta, le Acque Basse, lo scolo Seita, lo scolo Villabuona e lo scolo Masara. Per mantenerne costante l apporto idrico, che defluisce verso un unico invaso denominato Norla presso la cascina Spinelli, per poi scendere verso il mulino, nel letto di questi cavi erano stati affondati decine di tubi artesiani in ghisa, oggi inattivi e sepolti sotto uno strato di detriti e di fango. Il solo Gambalone era destinato alle irrigazioni del comprensorio agricolo di Villabuona e delle cascine circostanti. In una minuziosa ricognizione effettuata nel 1921 dall ing. Alessandro Mazzola di Brescia, si trova scritto: Il molino di Villachiara gode di un salto di metri 6,00 e di una portata media di circa 700/800 litri al secondo, che si mantiene tutto l anno, riducendosi soltanto sulla fine dell inverno, fra il marzo e l aprile. L acqua proviene esclusivamente dai fontanili situati nei comuni di Orzinuovi e Villachiara. Dopo essere utilmente usufruite, le Acque Basse del mulino si convertono in irrigue a beneficio dei campi golenali di Villagana, tramite una derivazione ubicata appena a valle del santuario del Rino. Per migliorare l efficienza del piccolo impianto idroelettrico, nel 1922 venne rifatta la tubazione forzata per la turbina in unico getto, del diametro di un metro, per uno sviluppo di circa 22 metri lineari. La breve vicenda dell officina elettrica è costellata da continui passaggi di proprietà. Nel 1914 i fratelli Provezza cedettero gli impianti, le reti ed i diritti al conte Angelo Medolago Martinengo, per la notevole somma di lire. A sua volta, dieci anni dopo, il nobile vendette il tutto per lire ai gabianesi Giuseppe, Battista e Maria Anna Gorio, figli del defunto senatore Carlo, titolari della Società Elettrica di Borgo San Giacomo. La produzione di energia elettrica al mulino di Villachiara cessava col 31 dicembre Il podestà Angelo Provezza, con sua delibera del 29 gennaio 1931, considerando che da tempo il servizio di illuminazione pubblica al capoluogo ed alle frazioni funziona irregolarmente ed insufficientemente, dan-

20 Pagina 20 Notiziario Amministrativo Marzo 2014 do luogo spesso a reclami ed a continue lagnanze; considerando che l impianto attuale data dal 1907 e che ormai non presenta più garanzia di buon funzionamento, provocando spesso corti circuiti e la distruzione delle lampadine, dovuta in parte anche alla mancanza di appositi interruttori per l accensione alla sera e lo spegnimento alla mattina, affidava la gestione del servizio alla Società Elettrica Bresciana, filiale di Cremona. Da quel momento, con una opportuna ristrutturazione della rete, Villachiara venne allacciata al sistema elettrico provinciale. L acqua è stata la prima fonte di generazione dell energia elettrica in Italia. A partire dal 1883 la ricchezza idrica delle Alpi e dei corsi fluviali della Pianura Padana è stata sfruttata in vari modi con l installazione di una miriade di centrali idroelettriche di varia potenza, contribuendo all industrializzazione delle regioni interessate ed al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali. Nel 1908, un anno dopo l entrata in funzione dell officina elettrica del mulino di Villachiara, degli comuni italiani, erano quelli che ospitavano impianti di produzione di energia nei loro territori. Nel 1927 l idroelettrico copriva il 60% del fabbisogno energetico nazionale. Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, la crescente domanda di energia spinse diversi operatori del settore a studiare e ad investire in importanti progetti legati alle acque fluviali e torrentizie della pianura lombarda. Tra le ditte bresciane del settore si distinse la Società elettrica ed elettrochimica del Caffaro. Questa, in data 2 settembre 1925, presentava alla Direzione Generale delle Acque e degli Impianti Elettrici di Roma, tre progetti di derivazione dai fiumi Oglio, Strone e Mella, a firma degli ingegneri Guido e Marco Semenza di Verolanuova, per incanalarne l acqua verso un bacino da costruirsi a Pontevico. Quello relativo all Oglio comportava il prelievo di moduli 13,33 dal fiume e dai minori corsi d acqua in riva sinistra, per produrre un salto di metri 13, nella centrale di Pontevico, nominali HP In particolare si prevedeva di derivare dal fiume Oglio, in Comune di Villachiara, moduli 220 per otto mesi e moduli 50 per quattro mesi all anno. L imbocco del canale, tramite sbarramento artificiale, era stato individuato sotto Bompensiero, in località Buco della Cagna e ne erano interessate, a scendere, alcune rogge e strade intersecate, per il cui superamento si rendeva necessaria la costruzione di ponti, scavalcamenti ed altri notevoli manufatti di tipo idraulico. Tutti i comuni e tutti i proprietari interessati dall opera si opposero adducendo diverse motivazioni, presentando numerosi ricorsi. Il 3 dicembre 1926 il Comune di Villachiara ricorreva per ragioni igieniche e nel timore che diminuendo le acque dell Oglio allo stato di magra, venga compromesso il funzionamento del porto natante fra Villagana ed Azzanello. I ricorsi vennero tutti respinti ed il Decreto governativo 294 del 20 novembre 1931, accordava alla Caffaro una concessione per anni sessanta, successivi e continui, subordinandola al soddisfacimento di alcune condizioni a beneficio delle comunità e proprietà rivierasche, tra cui un notevole sconto sul prezzo dell energia consumata in loco. Il via libera ottenuto dalla Caffaro era però tardivo ed i lavori non ebbero mai inizio a causa della grave crisi finanziaria iniziata nel 1929 in America e propagatasi subito dopo all intera Europa, che fece venir meno i finanziamenti necessari. Nel 1964, a seguito della nazionalizzazione dell energia elettrica, nasceva l ENEL, che ne è rimasta l impresa erogatrice in regime di quasi monopolio fino ad anni recenti. La necessità di avere energia pulita e rinnovabile, imposta dai protocolli di Kyoto per contenere le emissioni in atmosfera di anidride carbonica e gas serra, sostenuta da agevolazioni legislative ed economiche, ha favorito nell ultimo

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