PTCP. Norme Tecniche di Attuazione. Provincia di Barletta Andria Trani

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1 PTCP Provincia di Barletta Andria Trani PTCP adeguato ai contenuti del controllo di compatibilità al DRAG e del parere motivato inerente la procedura di VAS elaborato (2) Norme Tecniche di Attuazione

2 PROVINCIA DI BARLETTA ANDRIA TRANI Francesco Carlo Spina Presidente della Provincia Francesco Ventola Presidente (giugno 2009 ottobre 2014) Domenico Campana Consigliere delegato Assessore alla Pianificazione territoriale, urbanistica, edilizia scolastica SETTORE URBANISTICA, ASSETTO DEL TERRITORIO, PTCP, PAESAGGIO, GENIO CIVILE, DIFESA DEL SUOLO Ing. Vincenzo Guerra Dirigente Responsabile del procedimento Coordinamento Scientifico Politecnico di Bari Dipartimento DICAR Prof. Nicola Martinelli - responsabile scientifico Prof. Sergio Bisciglia - aspetti della concertazione/partecipazione Arch. Silvana Milella architettura della piattaforma GIS Prof. Arch. Maria Valeria Mininni aspetti paesaggistici Prof. Giuseppe Carlone aspetti storici e beni culturali Collaborazioni Arch. Teresa Palma Pagnelli Arch. Stefania Cascella (DPP) Arch. Luigi Guastamacchia (SCHEMA di Piano) Arch. Anna Floriello (DPP) Ufficio di Piano Ing. Vincenzo Guerra Supervisione e coordinamento tecnico Arch. Mauro Iacoviello Responsabile Servizio Assetto del Territorio Coordinamento operativo strutture tecniche Sistema ambientale / ecologia / paesaggio / usi del territorio / sistema insediativo e morfologico-funzionale / infrastrutture e mobilità Ing. Francesco Lomoro Sistema degli usi del territorio / sistema insediativo e morfologicofunzionale / infrastrutture e mobilità Ing. Vincenzo Lopopolo Sistema ambientale Ing. Alessandro Maggio Sistema ambientale / paesaggio / infrastrutture e mobilità Arch. Francesco Patruno Sistema del paesaggio / sistema insediativo e morfologicofunzionale Contributi specialistici Ing. Stefano Ciurnelli - Pianificazione dei Trasporti Arch. Nicola Ferdinando Fuzio - Urbanistica, Pianificazione territoriale e paesaggistica Geol. Alfredo Angelo De Giovanni - Scienze geologiche Dott. Maurizio Marrese -Scienze ambientali Dott. Emmanuele Daluiso - Scienze sociali ed economiche Dott. Agr. Gianluigi Cardone -Scienze agronomiche e forestali Ing. Nicola Lopez - SIT e WEBGIS Sistema Informativo Territoriale Ing. Francesco Lomoro Ing. Vincenzo Lopopolo Arch. Cosmo Damiano Lovascio Comitato di Coordinamento Avv. Vito Bruno Dirigente Settore Ambiente, Rifiuti e Contenzioso Ing. Mario Maggio Dirigente Settore Infrastrutture, Viabilità, Trasporti, Concessioni, Espropriazioni e Lavori Pubblici Arch. Giacomo Losapio Dirigente Settore Edilizia, Manutenzioni, Impianti Termici E SUA Dott. Francesco Paolo Greco Dirigente Settore Polizia provinciale Protezione Civile, Agricoltura e Aziende Agricole Ing. Francesco Sciannamea Dirigente Settore E-Goverment, Politiche Comunitarie e di Area Vasta Dott.ssa Angela Lattanzio ex Dirigente Settore Politiche Comunitarie e Servizi al Cittadino (SCHEMA di Piano) Ing. Giuseppe Merra ex Dirigente Settore Infrastrutture Trasporti e Viabilità (SCHEMA di Piano) Dott.ssa Caterina Navach ex Dirigente Settore Formazione Professionale, Politiche del Lavoro, Walfare e Servizi alle imprese e ai cittadini (SCHEMA di Piano) Dott.ssa Lisa Pietropaolo ex Dirigente Settore Cultura Sport e Turismo Politiche Sociali (DPP) Dott. Carmelo Roseto ex Dirigente Settore Sviluppo produttivo Agricoltura e Aziende Agricole (DPP) Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio Comune di Andria Avv. Nicola Giorgino - Sindaco Ing. Felice Piscitelli - Dirigente Ing. Paolo Bavaro Comune di Barletta Dott. Pasquale Cascella - Sindaco ex Ing. Gianrodolfo di Bari - Dirigente Ing. Ernesto Bernardini Ing. Vito Vacca (SCHEMA di Piano) Comune di Bisceglie Avv. Francesco Spina - Sindaco Arch. Giacomo Losapio - Dirigente Comune di Canosa di Puglia Dott. Ernesto La Salvia - Sindaco Ing. Giuseppe Limongelli Dirigente Ing. Fabrizio Cannone (SCHEMA di Piano) Comune di Margherita di Savoia Dott. Paolo Marrano - Sindaco Ing. Riccardo Miracapillo - Dirigente Ing. Massimo Dadduzio (SCHEMA di Piano) Comune di Minervino Murge Dott. Rino Superbo - Sindaco Arch. Rosario Sarcinelli Ing. Tonia Labianca (SCHEMA di Piano) Comune di San Ferdinando di Puglia Dott. Michele Lamacchia - Sindaco Geom. Marcello Rondinone - Dirigente Comune di Spinazzola Dott. Nicola Di Tullio - Sindaco Ing. Rosario Palmitessa - Dirigente Arch. Cinzia Rotondella (SCHEMA di Piano) Comune di Trani Avv. Luigi Riserbato - Sindaco Ing. Michele Stasi - Dirigente Ing. Claudio Laricchia (SCHEMA di Piano) Comune di Trinitapoli Avv. Francesco Di Feo - Sindaco Arch. Salvatore Grieco - Dirigente Parco Nazionale Alta Murgia Dott. Cesare Veronico - Presidente Dott. Fabio Modesti - Direttore Concertazione Regione Puglia Provincia di Foggia Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)

3 Sommario TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI... 7 CAPO I. PRINCIPI E CONTENUTI DEL PTCP... 7 Art. 1. Natura giuridica ed ambito di applicazione... 7 Art. 2. Finalità del Piano... 7 Art. 3. Principi di riferimento... 9 Art. 4. Obiettivi generali e Strategie del PTCP Art. 5. Elaborati del PTCP Art. 6. Formazione del Piano e partecipazione Art. 7. Varianti del Piano Art. 8. Aggiornamenti e manutenzione del Piano Art. 9. Tavolo di Coordinamento in materia di uso e governo del territorio Art. 10. Comitato di Coordinamento (copianificazione orizzontale ) Art. 11. Il forum permanente CAPO II. STRUMENTI E MODALITÀ PER L ATTUAZIONE DEL PIANO Art. 12. Disposizioni attuative, definizioni ed efficacia Art. 13. Strumenti di attuazione Art.14. Valutazione di compatibilità della Pianificazione comunale Art. 15. Contenuti minimi dei PUG ai fini del controllo di compatibilità Art. 16. Infrastrutture per i servizi di area vasta Art. 17. Cooperazione in fase di formazione dell atto di valutazione di compatibilità Art. 18. Perequazione e compensazione territoriale Art. 19. Compensazione e mitigazione ambientale Art. 20. Raccordo con la pianificazione di settore provinciale Art. 21. Progetti Strategici Territoriali (PST) Art. 22. Procedura di formazione dei PST Art. 23. Monitoraggio e valutazione del Piano Art. 24. Ufficio di Piano Art. 25. Sistema Informativo Territoriale Art. 26. Sito web del PTCP della Provincia di Barletta, Andria, Trani Art. 27. Adeguamento degli strumenti urbanistici comunali al PTCP e misure di salvaguardia TITOLO II SISTEMA AMBIENTALE E PAESAGGISTICO CAPO I. DISPOSIZIONI GENERALI PER IL SISTEMA AMBIENTALE E PAESAGGISTICO Art. 28. Obiettivi specifici Art. 29. Disposizioni e struttura della disciplina Art. 30. La visione strategica dei paesaggi nei processi in atto CAPO II. DISPOSIZIONI SPECIALI ED OPERATIVE Sezione I. Componente abiotica integrità fisica Art. 31. Difesa del suolo Art. 32. Fenomeni di erosione della linea di costa Art. 33. Contesti idro-geo-morfologici di tutela paesaggistica Art. 34. Indirizzi per il recupero delle aree di cava esaurite Art. 35. Ciclo delle acque Art. 36. Aree interessate da fenomeni di vulnerabilità degli acquiferi Art. 37. Rigenerazione ecologico/idraulica dei corsi d acqua superficiali Art. 38. Contratto del fiume Ofanto /124

4 Art. 39. Rigenerazione ecologica e idrogeomorfologica dei sistemi di transizione costiera Art. 40. Pericolosità sismica Sezione II. Componente biotica integrità ecologica e delle qualità agro-ambientali Art. 41. Contesti ecosistemici-ambientali di tutela paesaggistica Art. 42. Rete Ecologica Provinciale Art. 43. Barriere infrastrutturali e interferenze con la Rete Ecologica Provinciale Art. 44. Attuazione della Rete Ecologica Provinciale Art. 45. Proposta di nuovi ambiti di tutela naturalistica Art. 46. Sistemi marino-costieri Art. 47. Ambiti destinati all attività agricola d interesse strategico Art. 48. Bonifica di siti inquinati Sezione III. Componente dell identità storico - culturale del territorio e dei valori percettivi Art. 49. Reti per la tutela e la fruizione collettiva dei beni culturali: URBS Art. 50. Indirizzi per la tutela e la fruizione degli ECOMUSEI Provinciali Art. 51. Contesti antropici e storico-culturali di tutela paesaggistica Art. 52. Aree gravemente compromesse o degradate Art. 53. Il Sistema Tratturale Provinciale Art. 54. Inserimento paesaggistico delle infrastrutture TITOLO III SISTEMA INSEDIATIVO E DEGLI USI DEL TERRITORIO CAPO I. - DISPOSIZIONI GENERALI PER IL SISTEMA INSEDIATIVO E DEGLI USI DEL TERRITORIO Art. 55. Obiettivi specifici Art. 56. Disposizioni e struttura della disciplina CAPO II. - DISPOSIZIONI SPECIALI ED OPERATIVE Sezione I. Rigenerazione urbana e territoriale Art. 57. Ambiti Provinciali di Rigenerazione Urbana (APRU) Art. 58. Criteri dimensionali delle previsioni insediative Art. 59. Qualificazione delle trasformazioni Art. 60. Nodi Plurali Art. 61. Poli attrattori Art. 62. Housing Sociale Art. 63. Insediamenti commerciali Art. 64. Ecosistemi per la ricerca e l innovazione Art. 65. Turismo balneare, sportivo e del benessere Art. 66. Le Porte dei Parchi Sezione II. Patto Città-Campagna Art. 67. Campagna del ristretto alla scala Provinciale Art. 68. Parchi Agricoli Multifunzionali alla scala Provinciale Art. 69. Parchi CO2 di valenza Provinciale Art. 70. Borghi Rurali ed insediamenti a nucleo extraurbani di valenza provinciale Sezione III. Insediamenti per attività produttive Art. 71. Rete territoriale delle aree di insediamento produttivo Art. 72. Aree sature o con potenzialità di sviluppo inespresse da riconvertire/rifunzionalizzare Art. 73. Aree produttive con potenzialità di sviluppo o scarsamente insediate da qualificare Art. 74. Le aree produttive d interesse sovralocale Art. 75. Aree non idonee per l impiantistica di trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti speciali ed urbani Art. 76. Aree non idonee all istallazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili /124

5 Art. 77. Indirizzi per il Piano Particolareggiato del Bacino Estrattivo Regionale Bisceglie/Trani TITOLO IV SISTEMA DELL ARMATURA INFRASTRUTTURALE CAPO I. DISPOSIZIONI GENERALI PER IL SISTEMA DELL ARMATURA INFRASTRUTTURALE Art. 78. Obiettivi specifici Art. 79. Disposizioni e struttura della disciplina CAPO II. DISPOSIZIONI SPECIALI ED OPERATIVE Sezione I. Rete stradale Art. 80. Classifica funzionale della rete stradale Art. 81. Potenziamento dell accessibilità alla rete autostradale Art. 82. Potenziamento e messa in sicurezza viabilità extraurbana Principale Art. 83. Potenziamento e messa in sicurezza Viabilità extraurbana secondaria Art. 84. Adeguamento e messa in sicurezza della viabilità extraurbana locale di interesse paesaggistico o a valenza ambientale strategica Art. 85. Potenziamento e messa in sicurezza del collegamento stradale tra il porto di Barletta e la viabilità extraurbana principale Art. 86. Piano del Traffico della Viabilità Extraurbana Sezione II. Rete Ferroviaria Art. 87. Gerarchizzazione dei servizi Art. 88. Potenziamento della rete ferroviaria Art. 89. Nodi di interscambio Sezione III. Rete del Trasporto Pubblico Regionale Locale su gomma scenario di breve periodo Art. 90. Rapporto tra PTPC e Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale Art. 91. Linee portanti di Bacino Sezione IV. Trasporto marittimo e Portualità Art. 92. Porto commerciale di Barletta Art. 93. Porti turistici Art. 94. Metrò del mare rotte e approdi Sezione V. Sistema Logistico Provinciale Art. 95. Infrastrutture per la logistica Art. 96. La piattaforma logistica intermodale retroportuale Art. 97. La piattaforma logistica intermodale murgiana Sezione VI. Mobilità lenta Art. 98. Piano Provinciale della Mobilita Ciclistica e Ciclopedonale (PPMCC) ALLEGATI Allegato 1 alle Norme Tecniche di Attuazione PRINCIPI ISPIRATORI DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI BARLETTA ANDRIA TRANI Allegato 2 alle Norme Tecniche di Attuazione LE STRATEGIE DEL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DELLA PROVINCIA DI BARLETTA ANDRIA TRANI Allegato 3 alle Norme Tecniche di Attuazione PAESAGGI PROVINCIALI NELLA VISIONE STRATEGICA DEI PROCESSI IN ATTO /124

6 Allegato 4 alle Norme Tecniche di Attuazione URBS - ATTRATTORI CULTURALI E ITINERARI CULTURALI D ECCELLENZA Allegato 5 alle Norme Tecniche di Attuazione SCHEDE DI CARATTERIZZAZIONE DEGLI ECOMUSEI Allegato 6 alle Norme Tecniche di Attuazione POLI ATTRATTORI Allegato 7 alle Norme Tecniche di Attuazione AREE PRODUTTIVE DI INTERESSE SOVRALOCALE Allegato 8 alle Norme Tecniche di Attuazione SCHEDE RELATIVE AI PROGETTI STRATEGICI TERRITORIALI A. PST1 Capoluogo tripolare B. PST2 Rete territoriale delle aree di insediamento produttivo Provinciale C. PST3 Il sistema costiero D. PST4 Corridoio ecologico Canale Ciappetta-Camaggio E. PST5 La rete per la tutela e la fruizione collettiva dei beni culturali: URBS F. PST6 La ferrovia Barletta-Spinazzola G. PST7 La Rete Ecologica Provinciale H. PST8 Il Sistema portuale e retro-portuale di Barletta I. PST9 Rete multi-funzionale Rurale /124

7 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI CAPO I. PRINCIPI E CONTENUTI DEL PTCP Art. 1. Natura giuridica ed ambito di applicazione 1. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (d'ora in avanti abbreviato con l'acronimo PTCP) è strumento di governo del territorio per la Provincia di Barletta Andria Trani ai sensi dell'articolo 20 del D.Lgs n. 267/2000, dell'articolo 17, comma 10 della L. n. 135/2012 e degli articoli 6 e 7 della L.R. n. 20/ Le disposizioni del PTCP hanno efficacia sull'intero territorio provinciale, o su parti definite quando specificato negli articoli della normativa. La provincia può inoltre individuare, unitamente ai comuni interessati, ambiti territoriali di area vasta, intermedi tra le scale provinciale e comunale, nei quali sviluppare azioni di coordinamento che integrano i contenuti del PTCP. 3. Il PTCP attua le indicazioni della pianificazione e programmazione territoriale regionale, definisce gli obiettivi di governo del territorio per gli aspetti di interesse provinciale e sovracomunale, coordina la pianificazione dei comuni, e si raccorda ai contenuti degli altri piani territoriali e di settore mediante: a. protocolli di intesa, tra Provincia e altri soggetti istituzionali, per affrontare temi e problemi complessi e definiti, che richiedono la costruzione di azioni congiunte che coinvolgano più soggetti istituzionali (o più settori della stessa Provincia), ad esempio per la formazione di quadri conoscitivi congiunti, o di sistemi informativi o di rilevazioni e monitoraggio dello stato delle risorse territoriali; b. accordi di programma, per la realizzazione di interventi che risultino di utilità comune ai diversi soggetti sottoscrittori; gli accordi di programma, che possono essere stipulati soprattutto per dare attuazione a specifiche previsioni del PTCP, debbono regolare il contributo di ciascun soggetto in termini di risorse tecniche e finanziarie per giungere alla realizzazione dell intervento; c. intese interistituzionali: accordi formalizzati tra amministrazioni pubbliche allo scopo di concertare le decisioni relative alla tutela di interessi sovralocali, che comportano la elaborazione congiunta del PTCP; le intese, ad esempio, possono essere stipulate in via preventiva per attribuire valenza di piani di settore al PTCP, ai sensi della legislazione nazionale e regionale. 4. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR). Salvo intesa, ai sensi dell'articolo 57 del D.Lgs 31 marzo 1998 n. 112, la disciplina del PPTR prevale su quella del PTCP per le eventuali parti in contrasto. 5. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano per l'assetto Idrogeologico (PAI) dell'autorità di Bacino della Puglia e di quella della Basilicata. Salvo intesa, ai sensi dell'articolo 57 del D.Lgs 31 marzo 1998 n. 112, la disciplina dei PAI prevale su quella del PTCP per le eventuali parti in contrasto. 6. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano di Tutela delle Acque (PTA). 7. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR). 8. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano Regionale Attività Estrattive (PRAE). 9. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano Regionale Trasporti (PRT). 10. Il PTCP recepisce ed integra le disposizioni del Piano del Parco Nazionale dell Alta Murgia sugli aspetti naturalistici, ambientali, nonché storici, culturali e antropologici tradizionali. Il PTCP coordina mediante intese con l'ente gestore le proprie previsioni che ricadano nel territorio di competenza del Parco. 11. Il PTCP costituisce riferimento per i contenuti del Piano del Parco Regionale del Fiume Ofanto per l attuazione delle finalità di tutela e valorizzazione. Il recepimento avviene nei modi e nelle forme previste dalla vigente legislazione in materia. Art. 2. Finalità del Piano 1. Il PTCP determina l orientamento generale dell assetto territoriale della Provincia di Barletta Andria Trani e ha le finalità, i contenuti e l efficacia stabiliti dalla legislazione nazionale e regionale in materia. Il PTCP è atto di indirizzo della programmazione socio-economica della Provincia. Esso si articola in Contenuti di Conoscenza e Contenuti di Assetto. 2. I Contenuti di Conoscenza, in attuazione del DRAG/PTCP rappresentano lo strumento fondamentale di ricognizione del territorio provinciale e sono finalizzati: a. alla comprensione, descrizione e rappresentazione del patrimonio territoriale provinciale nelle diverse parti, urbane ed extraurbane e dimensioni ambientali, agricole, paesaggistiche, infrastrutturali, socioeconomiche, con particolare attenzione alle reciproche relazioni sistemiche, alle loro criticità 7/124

8 d uso e potenziale valorizzazione in forme sostenibili e alla comprensione dello stato delle risorse che per natura, forma e rilevanza, abbiano una dimensione sovralocale; b. alla comprensione, descrizione e rappresentazione delle peculiarità identitarie locali e alla individuazione dei caratteri emergenti degli ambiti territoriali e paesistici sub provinciali riconoscibili all interno del territorio provinciale, in funzione della definizione dei caratteri invarianti e delle regole trasformative relative agli assetti territoriali, ambientali, agricoli, culturali e socioeconomici; c. alla ricognizione delle relazioni tra il proprio territorio provinciale e i territori contermini, valutando sia le continuità spaziali, morfologiche, ambientali e infrastrutturali, che gli specifici caratteri socioeconomici e identitari dei territori di frontiera provinciale; d. alla ricognizione sistematica degli atti di pianificazione, dei programmi e dei progetti che insistono nel territorio provinciale e del relativo stato di attuazione; e. alla individuazione, comprensione, descrizione e rappresentazione delle criticità derivanti dalle pressioni e dagli impatti esercitati da insediamenti e infrastrutture esistenti sull ambiente e sul paesaggio, nonché da quelle derivanti dall attuazione delle previsioni degli atti di pianificazione, dei programmi e dei progetti che insistono nel territorio provinciale. 3. I Contenuti di Assetto, in attuazione del DRAG/PTCP, a partire dal sistema delle conoscenze e delle relative valutazioni e interpretazioni, in conformità con gli indirizzi e le previsioni dei piani di livello sovraordinato sono finalizzati: a. alla definizione di uno schema di assetto del territorio provinciale ed all individuazione delle trasformazioni territoriali necessarie per conseguirlo, definendone la compatibilità con le esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse; b. alla indicazione delle diverse destinazioni del territorio in relazione all assetto prefigurato nello schema di assetto, con particolare riferimento alle risorse di rilevanza sovra locale, così come sopra definite alla lettera a; c. alla individuazione della localizzazione di massima delle principali infrastrutture, ovvero all individuazione degli ambiti del territorio entro i quali, in relazione ai rilevati caratteri ambientali, paesaggistici e insediativi, collocare le infrastrutture di livello e uso sovralocale, la cui effettiva localizzazione va definita di concerto con i comuni interessati e/o con le amministrazioni competenti; d. alla definizione del sistema della mobilità di interesse provinciale in coerenza con lo schema di assetto prefigurato, anche attraverso eventuali nuove linee di comunicazione, indicandone la localizzazione di massima, nella accezione definita alla precedente lettera c; e. alla individuazione delle linee di intervento per la sistemazione idrica, idrogeologica e idraulicoforestale e in genere per il consolidamento del suolo e la regimazione delle acque; f. alla individuazione delle aree nelle quali sia opportuno istituire parchi o riserve naturali, all interno della specificazione a livello provinciale della Rete Ecologica Regionale (RER); g. alla definizione delle specificazioni a livello del territorio provinciale degli ambiti paesaggistici così come definiti dal PPTR in base al Codice dei beni culturali e paesaggistici; h. a stabilire concreti riferimenti, anche territoriali, per coordinare le scelte e gli indirizzi degli atti di programmazione e pianificazione dei Comuni, articolando territorialmente i criteri e gli indirizzi per la pianificazione urbanistica comunale definiti a livello regionale nel DRAG/PUG. 4. Le previsioni del PTCP sono articolate con riferimento ai Contenuti di Assetto nei seguenti tre sistemi territoriali: a. Sistema ambientale e paesaggistico; b. Sistema insediativo e degli usi del territorio; c. Sistema dell armatura infrastrutturale. 5. Il PTCP, ha effetti direttamente conformativi sulle specifiche parti del territorio per le quali tale efficacia è ammessa da norme sovraordinate. Esso struttura il proprio quadro propositivo, con riferimento ai tre sistemi territoriali di cui al comma precedente, in: a. Obiettivi generali e specifici del Piano; b. Strategie del Piano; c. Assetti del Piano. 6. Al fine di stabilire concreti riferimenti, anche territoriali, per coordinare le scelte e gli indirizzi degli atti di programmazione e pianificazione urbanistica dei Comuni, in riferimento al livello regionale nel DRAG/PUG, gli Assetti del Piano trovano esplicitazione in: - Invarianti Strutturali (IS), come individuate nel Quadro sinottico PTCP (elab. nr. 3) e come sinteticamente riportate nella tavola D.1, relative al patrimonio territoriale provinciale, individuato nei Contenuti di Conoscenza e dagli strumenti di pianificazione regionale, paesaggistica e ambientale, 8/124

9 opportunamente specificato e integrato. Le invarianti definiscono vincoli e regole di trasformazione relative ai caratteri dei beni costitutivi il patrimonio, ambientali, paesaggistici, infrastrutturali e urbani; i vincoli e le regole sono finalizzati a garantire la riproducibilità e la non negoziabilità dei valori dei beni patrimoniali nel medio e lungo termine e ad assicurare l integrità fisica e l identità culturale del territorio provinciale. Costituiscono elemento di riferimento per la definizione delle Invarianti strutturali del PTCP le segnalazioni riferite ai beni di rilevante interesse paesaggistico, ambientale, naturalistico e storicoculturale da sottoporre a specifica attività di verifica e normativa d'uso per la loro tutela e valorizzazione in sede di elaborazione dei PUG e di adeguamento al PPTR (ai sensi dell Art. 26, comma 2 e Art. 97 delle NTA PPTR); - Schema di Assetto di livello provinciale (SA), come definito nel Quadro sinottico PTCP (elab. nr. 3) e come sinteticamente riportato nella tavola D.2, costituito dalle grandi scelte insediative, ambientali, dall armatura infrastrutturale di progetto, dagli impianti di livello provinciale, dai nodi specializzati che dovranno garantire l efficienza e la qualità ecologica e funzionale del territorio ed essere coerenti con la riproducibilità e la valorizzazione delle invarianti strutturali; - Contesti territoriali rurali (CR), come definiti nel Quadro sinottico PTCP (elab. nr. 3) e come sinteticamente riportati nella tavola D.3, definiti per il loro interesse sovralocale e che costituiscono criteri per la loro individuazione alla scala comunale nell ambito della elaborazione dei propri strumenti urbanistici di cui al DRAG/PUG; - Scenario di primo impianto (PI), come definito nel Quadro sinottico PTCP (elab. nr. 3) e come sinteticamente riportato nella tavola D.4, costituito dalle scelte prioritarie di intervento, sul sistema delle reti e dei poli, a cui il Piano affida i processi endogeni di sviluppo e propagazione degli effetti. 7. Per raggiungere le finalità di cui sopra la Provincia promuove le seguenti modalità di cooperazione: a. Una stretta collaborazione tra Provincia e Comuni in tutte le fasi di predisposizione, attuazione e gestione del PTCP, prima di tutto attraverso il raccordo con il Tavolo Territoriale di Coordinamento di cui all'articolo 9. b. Lo sviluppo di strumenti e modalità per supportare tecnicamente i comuni nell'attuazione delle competenze territoriali assegnate agli enti locali dalle norme nazionali e regionali. c. Percorsi di collaborazione con gli enti competenti affinché il PTCP assuma i valori e gli effetti dei piani di tutela nei settori della protezione della natura, della tutela dell'ambiente, delle acque e della difesa del suolo e della tutela delle bellezze naturali, attraverso apposite intese ai sensi dell'articolo 57 del D.Lgs 31 marzo 1998 n.12. d. Lo sviluppo interdisciplinare attraverso il Comitato di Coordinamento per raccordare i contenuti del PTCP e dei piani di settore di competenza della provincia, di cui all'articolo 10. e. L'attivazione di un forum permanente per la partecipazione dei soggetti istituzionali e di tutti gli interessi organizzati che operano sul territorio, ed il coinvolgimento delle risorse intellettuali ed economiche nella formazione ed attuazione dei contenuti del piano, di cui all'articolo 11. Art. 3. Principi di riferimento 1. In attuazione e coerenza con il Documento Regionale di Assetto Generale - Indirizzi, criteri e orientamenti per la formazione, il dimensionamento e il contenuto dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (nel seguito DRAG/PTCP) nonché con il Documento Regionale di Assetto Generale - Indirizzi, criteri e orientamenti per la formazione, il dimensionamento e il contenuto dei Piani Urbanistici Generali (nel seguito DRAG/PUG) il PTCP viene elaborato ed attuato nel rispetto dei principi generali di seguito elencati: a. Sostenibilità ambientale. Il PTCP viene sviluppato ed attuato in coerenza con la definizione di sostenibilità assunta a livello internazionale (Rapporto Brundtland) ed attribuisce pertanto priorità alla salvaguardia delle risorse scarse e non rinnovabili, al fine di non comprometterne la disponibilità per le future generazioni. La provincia, in coerenza gli con obiettivi generali del piano di cui all'articolo 4, definisce i livelli minimi di sostenibilità di riferimento per la pianificazione comunale e di settore, al fine di: - non superare la capacità di carico dei sistemi territoriali e ambientali; - mantenere l'uso delle risorse non rinnovabili entro la capacità rigenerativa delle risorse stesse; - assegnare priorità al riuso rispetto al consumo di risorse nuove; - mantenere equilibrio ed integrità nei sistemi ambientali e territoriali attraverso la compensazione degli impatti residui non mitigabili. b. Cooperazione. La provincia promuove la cooperazione territoriale tra comuni al fine di conseguire coerenza e unitarietà sugli aspetti di rilievo sovracomunale, anche attraverso il supporto tecnico alle unioni e convenzioni tra comuni per la redazione di piani e progetti integrati. 9/124

10 c. Integrazione multilivello. I contenuti del PTCP costituiscono quadro di riferimento per la pianificazione comunale e di settore, che viene integrato e completato a livello locale, attraverso la cooperazione con i comuni e gli altri enti e soggetti con competenza sul territorio, per tenere meglio in conto le specificità dell ambito territoriale di area vasta. d. Coesione. La provincia persegue attraverso i contenuti e le azioni attuative del PTCP, in coordinamento con gli atti di pianificazione e programmazione dei comuni, il principio, inserito nei Trattati dell'unione Europea, della coesione territoriale, articolandolo nelle sue tre componenti: efficienza, qualità e identità. e. Competitività. Il PTCP assume l'indirizzo strategico della difesa, rafforzamento, manutenzione e completamento del capitale territoriale della provincia, inteso come l'insieme di risorse naturali, artificiali, umane, ambientali, cognitive, culturali, organizzative e relazionali che costituiscono il potenziale competitivo di un territorio. f. Valutazione e monitoraggio. I percorsi di valutazione ambientale strategica e di valutazione d'incidenza ambientale sono strettamente integrati nel percorso di piano, sia nella fase di individuazione dei contenuti, che nella fase di attuazione attraverso il monitoraggio degli obiettivi e delle azioni. g. Filiera decisionale. Il PTCP fornisce indicazioni per il raccordo con le valutazioni dei piani comunali e dei progetti, secondo l'obiettivo di creare disposizioni consequenziali tra livelli istituzionali, al fine di evitare duplicazioni e di migliorare la continuità di valutazione e di controllo degli effetti su ambiente e territorio attraverso i diversi livelli di approfondimento fino alle fasi di progettazione di dettaglio e di realizzazione degli interventi. 2. Costituiscono principi specifici del PTCP della Provincia di Barletta Andria Trani quelli riportati nell Allegato 1 alle presenti norme; essi ispirano i contenuti e le modalità attuative del PTCP: Contenuti di Conoscenza (quadri interpretativi) e Contenuti di Assetto (obiettivi e strategie); le forme di concertazione, l individuazione dei soggetti, i contenuti delle attività di copianificazione (costituzione del Tavolo territoriale di coordinamento in materia di uso e governo del territorio ; protocolli di intesa con Regione Puglia, Province contermini, Enti, altri soggetti); le attività e gli strumenti di partecipazione. Art. 4. Obiettivi generali e Strategie del PTCP 1. Il sistema di obiettivi generali costituisce riferimento per individuare le priorità sugli aspetti di rango provinciale e sovracomunale, e per valutare la compatibilità degli atti di pianificazione e programmazione territoriale dei comuni e degli altri enti. 2. Il PTCP persegue i seguenti obiettivi generali, intesi come le finalità di rilevanza strategica verso cui sono dirette le attività di pianificazione: a. Obiettivo generale 1. Sistema ambientale e paesaggistico: supportare l individuazione ed il mantenimento di livelli di ibridazione accettabili, condivisi e sostenibili tra i sistemi coinvolti nei processi di coevoluzione armonica tra la componente antropica e quella naturale, riconoscendone altresì identità locali per la sussistenza di un senso di appartenenza delle comunità al proprio territorio come fattore di riduzione di rischi nella gestione dei processi. b. Obiettivo generale 2. Sistema insediativo e degli usi del territorio: assecondare e sviluppare le vocazioni territoriali, perseguendo coesione sociale e vivacità economica; favorendo un territorio plurale, nella collaborazione fra le municipalità; un equilibrio nella distribuzione dei costi e dei benefici; una uniformità all accesso ai servizi, all informazione, alla ricerca e all innovazione. c. Obiettivo generale 3. Sistema dell armatura infrastrutturale: aumentare la capacità relazionale materiale ed immateriale tra gli usi, le funzioni peculiari ed i valori del territorio provinciale, per l uniformità di accesso ai servizi, all informazione, alla ricerca e all innovazione, la coesione sociale e la valorizzazione del capitale territoriale. Contribuire alla competitività e alla attrattività degli investimenti sui nodi qualificati e specializzati della rete economica provinciale favorendo ed indirizzando, nelle scale locali, i flussi delle istanze di integrazione tra le reti lunghe dei corridoi europei TEN-T tra Tirreno e Adriatico. 3. Costituisco obiettivi specifici del PTCP quelli riportati all Art. 28 per il Sistema ambientale e paesaggistico, all Art. 55 per il Sistema insediativo e degli usi del suolo, all Art. 78 per il Sistema dell armatura infrastrutturale. 4. Il PTCP concorre al conseguimento degli obiettivi generali e specifici del Piano attraverso l individuazione di una strategia generale e strategie specifiche riferite ai tre sistemi: ambientale e paesaggistico; insediativo e degli usi del territorio; dell armatura infrastrutturale (Allegato 2 alle presenti norme). 10/124

11 Art. 5. Elaborati del PTCP 1. Il PTCP si compone di elaborati generali, documentali (rapporti, quaderni, allegati) e cartografici (tavole) così come di seguito elencati: ELABORATI GENERALI (1) Relazione Generale (2) Norme Tecniche di Attuazione (3) Quadro Sinottico PTCP (4) Rapporto Ambientale (VAS) (5) Sintesi non tecnica del Rapporto Ambientale (VAS) (6) Dichiarazione di Sintesi (VAS) CONTENUTI DI CONOSCENZA I. Caratteri del sistema ambientale del territorio provinciale Rapporto I. Atlante cartografico I. I.1 LA COMPONENTE ABIOTICA NATURALE I.1.1 Carta Geologica (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.1.2 Carta idrogemorfologica (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.1.3 Carta idrogeologica (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.2 LA COMPONENTE BIOTICA NATURALE I.2.1 Carta fisionomico-strutturale (sc.1:75.000) I.2.2 Carta delle unità ambientali (sc.1:75.000) I.2.3 Carta della vegetazione reale (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.3 CONSERVAZIONE E TUTELA (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.4 RISCHIO E PIANIFICAZIONE VIGENTE (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.5 QUADRI DI SINTESI I.5.1 Carta della pericolosità idrogeomorfologica (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.5.2 Carta delle specie focali (sc.1:75.000) I.5.3 Carta degli habitat Natura 2000 e non (sc.1:25.000) - fg.1/7 I.5.4 Carta del rischio sismico (sc.1:10.000) fg.1-4 Quaderno n.1 GEOSITI DELLA PROVINCIA DI BARLETTA - ANDRIA TRANI II. L analisi ecologica del territorio provinciale Rapporto II. Atlante cartografico II. II.1 DISTRIBUZIONE SPECIE FOCALI II.1.1 Carta della naturalità (1:75.000) II.2 DISTRIBUZIONE DELLE COLTURE AGRICOLE DI PREGIO AMBIENTALE (1:75.000) II.3 QUADRI DI SINTESI (scenari) II.3.1 Carta della vegetazione potenziale (sc.1:75.000) II.3.2 Mosaico delle reti ecologiche (sc.1:75.000) III. Stato attuale dell'uso del suolo Rapporto III. Atlante cartografico III. III.1 USO DEL SUOLO CORINE - (sc.1:25.000) - fg.1/7 - III.2 SCENARIO TENDENZIALE USO SUOLO AGRICOLO- PAC (sc.1:75.000) IV. Caratteri fondamentali e connotativi dei paesaggi provinciali Rapporto IV. Atlante cartografico IV. IV.1 CARTA DEI BENI CULTURALI (sc.1:25.000) - fg.1/7 - IV.2 LA VISIONE IDENTITARIA DEI PAESAGGI (sc.1:75.000) IV.3 LA VISIONE STRATEGICA DEI PROCESSI IN ATTO (sc.1:75.000) Quaderno n.2 CENSIMENTO BENI CULTURALI (cfr. Tav. IV.1) 11/124

12 V. Lo stato di fatto del sistema insediativo, nel suo processo evolutivo e geografie economiche e sociali Rapporto V. Atlante cartografico V. V.1 NODI SPECIALIZZATI (sc.1:25.000) - fg.1/7 - V.2 RETI SPECIALIZZATE (1:75.000) V.3 IL SISTEMA DELLE AREE PER ATTIVITÀ PRODUTTIVE (sc.1:25.000) - fg.1/7 - V.4.1 IL SISTEMA INSEDIATIVO (sec. XIX-XX) (sc.1:75.000) V.4.2 IL SISTEMA INSEDIATIVO STORICO (sc.1:5.000) fg. 1/10 V.5 QUADRO DI SINTESI V.5.1 Carta dei tessuti insediativi (sc.1:25.000) - fg.1/7 - V.5.2 Carta dei modelli insediativi (sc.1:25.000) - fg.1/7 - V.5.3 Stato/Pressione delle aree per attività produttive (sc.1:75.000) Quaderno n.3 STATO DELL'UTILIZZO E DELLA DISPONIBILITÀ DI AREE PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI PREVISTI DALLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA COMUNALE VIGENTE (AREE D). Aggiornamento. (cfr. Tav. V.3) Quaderno n.4 INDAGINE STORICO - MORFOLOGICA DEL TESSUTO URBANO DEL PTCP/BAT (cfr. Tav. V.4.2) VI. Lo stato del sistema delle infrastrutture Rapporto VI. Atlante cartografico VI. VI.1 ARMATURA INFRASTRUTTURALE PER LA MOBILITÀ (sc.1:75.000) VI.2 RETE DEI SERVIZI FERROVIARI E AUTOMOBILISTICI DI TPL AL SERVIZIO DEL TERRITORIO PROVINCIALE (sc.1:75.000) VI.3 DOMANDA DI TRASPORTO STRADALE - Linee di desiderio e flussi veicolari rilevati sulla rete stradale (sc.1:75.000) VI.4 DOMANDA SULLA RETE DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (sc.1:75.000) VI.5 QUADRO DI SINTESI VI.5.1 Nodi plurali - stazioni (sc.1:75.000) VI Nodi plurali - Dettaglio stazioni (sc.1:5.000) fg.1/14 VI.5.2 Nodi plurali Porti e Approdi (sc.1:75.000) VI Nodi plurali - Dettaglio Porti e Approdi (sc.1:5.000) fg.1/9 VI.6 MOBILITÀ LENTA (sc.1:25.000) - fg.1/7 VII. Lo stato dei programmi e progetti in itinere ai vari livelli istituzionali Rapporto VII. Atlante cartografico VII. VII.1 MOSAICO DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE VIGENTE - (sc.1:25.000) - fg.1/7 VII.2 MOSAICO DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE IN ITINIRE scenario 1 (sc.1:75.000) VII.4 MOSAICO DELLA PIANIFICAZIONE/PROGRAMMAZIONE COMPLESSA - (sc.1:25.000) - fg.1/7 VII.5 MOSAICO DELLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE VIGENTE IN ITINERE (sc. 1:75.000) CONTENUTI DI ASSETTO (A) Atlante cartografico Sistema Ambientale e Paesaggistico A.1 DIFESA DEL SUOLO - (sc.1:25.000) - fg.1/7 A.2 CONTESTI IDRO-GEO-MORFOLOGICI- (sc.1:25.000) - fg.1/7 A.3 CONTESTI ECOSISTEMICI-AMBIENTALI- (sc.1:25.000) - fg.1/7 A.4 - CONTESTI ANTROPICI E STORICO-CULTURALI - (sc.1:25.000) - fg.1/7 (B) Atlante cartografico Sistema Insediativo e degli Usi del Territorio B.1 SISTEMA INSEDIATIVO E DEGLI USI DEL TERRITORIO - (sc.1:25.000) - fg.1/7 B.2.1 CRITERI DI LOCALIZZAZIONE DI NUOVI IMPIANTI DI TRATTAMENTO, DI RECUPERO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI E NON PERICOLOSI (sc.1:75.000) B.2.2 CRITERI DI LOCALIZZAZIONE PER GLI IMPIANTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI E URBANI. DISCARICHE (sc.1:75.000) 12/124

13 B.2.3 CRITERI DI LOCALIZZAZIONE PER GLI IMPIANTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI. IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO E TRATTAMENTO DELLA FRAZIONE ORGANICA DA RACCOLTA DIFFERENZIATA (sc.1:75.000) B.2.4 CRITERI DI LOCALIZZAZIONE PER GLI IMPIANTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI. IMPIANTI DI RECUPERO ENERGETICO (sc.1:75.000) B.2.5 CRITERI DI LOCALIZZAZIONE PER GLI IMPIANTI DI GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI. IMPIANTI DI TRATTAMENTO RIFIUTI (sc.1:75.000) (C) Atlante cartografico Sistema dell armatura infrastrutturale C.1 SISTEMA DELL ARMATURA INFRASTRUTTURALE - (sc.1:25.000) - fg.1/7 C.2 SISTEMA PROVINCIALE DELLA MOBILITA CICLISTCA E CICLOPEDONALE - (sc.1:75.000) (D) Atlante cartografico Invarianti e Schema di Assetto D.1 Invarianti Strutturali (IS) (sc.1:75.000) D.2 Schema di Assetto (SA) (sc.1:75.000) D.3 Contesti Territoriali Rurali (CR) (sc.1:75.000) D.4 Scenario di Primo Impianto (PI) (sc.1:75.000) (E) REPERTORIO AMBITI PROVINCIALI DI RIGENERAZIONE URBANA (APRU) (F) Banca dati alfa-numerica e vettoriale contenente i riferimenti relativi ai Contenuti di Assetto ed agli articoli conformativi del PTCP, così come definiti nel Quadro Sinottico PTCP (Elaborato n.3) (G) REPERTORIO DEGLI ULIVI MONUMENTALI NELLA PROVINCIA DI BARLETTA-ANDRIA-TRANI AI SENSI DELLA L.R. 14/2007 Art. 6. Formazione del Piano e partecipazione 1. Il procedimento di formazione del PTCP è disciplinato dall art. 7 della L.R. n. 20/2001 così come integrato dal DRAG/PTCP, a partire dall approvazione dell'atto di avvio e dei contestuali adempimenti di avvio del procedimento di VAS. La stessa procedura trova applicazione anche nel caso di varianti, generali o parziali, del PTCP. 2. Nei casi di variante generale, l atto di avvio del procedimento riassume i risultati del monitoraggio e lo stato di attuazione del piano vigente, ed illustra le principali motivazioni per la variante sviluppando almeno i seguenti contenuti: a. Individuazione delle banche dati di riferimento per la costruzione del quadro conoscitivo, e le relative carenze e necessità di integrazione. b. Sintesi qualitativa dello stato delle risorse essenziali interessate, delle situazioni di criticità riscontrate, e delle ulteriori informazioni e conoscenze da acquisire o approfondire. c. Descrizione delle motivazioni che rendono necessaria la variante, con riferimento alle criticità evidenziate sulla base dei dati e delle informazioni ricavabili dai rapporti di monitoraggio, all'evoluzione del quadro normativo, all'aggiornamento del quadro conoscitivo, o alle scelte strategico politiche dell'amministrazione. d. Prime indicazioni sulle strategie e gli obiettivi da sviluppare nella variante, in particolare per rispondere a criticità evidenziate e motivazioni di base, evidenziando in modo chiaro le possibili alternative che possono essere intraprese. e. Modalità di coinvolgimento dei cittadini e degli interessi organizzati, anche attraverso il forum permanente di partecipazione, nella discussione di obiettivi e strategie e nella definizione delle scelte di piano. f. Programmazione temporale e consequenzialità delle attività previste per lo sviluppo del piano. g. Definizione delle risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie per garantire lo sviluppo dei contenuti nei tempi previsti dal documento di avvio del procedimento. 3. Chiunque ne abbia interesse può presentare alla provincia contributi e proposte per la variante entro il termine di 30 giorni dalla pubblicazione dell'avviso di avvio del procedimento, anche sulla base delle informazioni di cui al comma La Provincia promuove la partecipazione dei soggetti con competenze o interesse sui temi territoriali non solo nella fase di elaborazione e approvazione, ma anche nella fase di attuazione del PTCP, attraverso il 13/124

14 forum permanente di cui all'articolo 11, e sulla base delle informazioni fornite dai rapporti periodici redatti nell'ambito del programma di monitoraggio, assumendo quali ambiti prioritari di operatività: a. il Protocollo di intesa con tra il MATTM e la Provincia di Barletta Andria Trani in materia di condivisione dei dati Geoportale nazionale Infrastruttura dati nazionali (DGP n. 203 del ). b. il Protocollo di intesa, tra Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) e Provincia di Barletta Andria Trani, in materia di connettività ecologiche (DGP n. 52 del ). c. il Protocollo d'intesa tra la Provincia di Foggia e la Provincia di Barletta Andria Trani, in materia di cooperazione nell ambito della gestione e redazione dei singoli PTCP (DGP n. 51 del ). d. i Tavoli tematici, a partire da quelli attivati con l Autorità di Bacino della regione Puglia, e con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia, Autorità Portuale del Levante. Art. 7. Varianti del Piano 1. Il PTCP ha validità a tempo indeterminato ed è soggetto a verifica ed eventuale variante generale entro dieci anni dalla data di approvazione in Consiglio Provinciale. I risultati che emergono dal monitoraggio del piano costituiscono presupposto informativo ai fini dei percorsi di verifica e variante al piano. 2. I contenuti degli elaborati del PTCP possono essere modificati mediante variante generale, variante parziale, aggiornamento e manutenzione. 3. Il PTCP è soggetto a variante generale quando le modifiche o integrazioni non siano coerenti con almeno uno dei principi di cui all'art. 3 e/o almeno uno degli obiettivi generali di cui all'art. 4 e specifici di cui agli Artt. 28, 55 e Il PTCP è soggetto a variante parziale in tutti i casi in cui le modifiche o integrazioni abbiano rilevanza circoscritta nei contenuti o nell'area territoriale interessata e non incidano sulle strategie generali del piano. In particolare le modifiche o integrazioni danno luogo a variante parziale nei casi in cui: a. non si ricada nelle situazioni di incoerenza di cui al precedente comma 3; b. non si ricada nell'elenco degli aggiornamenti definiti all'art. 8, comma Le varianti parziali, qualora l Autorità competente ne decreti l esclusione dalla procedura di VAS, sono adottate dalla Giunta Provinciale e approvate dal Consiglio Provinciale, a seguito di un procedimento avviato d'ufficio o ad istanza di parte. Vengono soggette a pubblicazione e osservazioni secondo le modalità ed i tempi di cui all'articolo 7, commi 4 e 5 della L.R. n. 20/2001, e non necessitano del parere di compatibilità al DRAG da parte della Regione. Art. 8. Aggiornamenti e manutenzione del Piano 1. Possono dare luogo ad aggiornamento del PTCP, nel caso vengano rispettate le condizioni di coerenza elencate al precedente articolo 7, comma 3, le seguenti tipologie di modifiche: a. Il recepimento di disposizioni prescrittive derivanti da atti normativi o pianificatori nazionali o regionali. b. Il recepimento dei contenuti dei piani di settore di competenza della provincia. c. La correzione di meri errori materiali, gli aggiornamenti delle cartografie a seguito di aggiornamento delle banche dati che costituiscono la base conoscitiva del PTCP. d. Il recepimento di modifiche ai tracciati infrastrutturali a seguito dello sviluppo di maggiore dettaglio in sede di progettazione, ferma restando la coerenza con le indicazioni strategiche sull'infrastruttura contenute negli elaborati del PTCP. e. Il recepimento di atti di maggiore definizione del progetto di rete ecologica e delle tutele paesaggistiche sviluppati nell'ambito della pianificazione comunale e di settore. f. Modifiche alla normativa finalizzate a migliorare criteri e modalità per la verifica di compatibilità dei piani comunali e di settore rispetto ai contenuti del PTCP. 2. Gli uffici competenti della provincia verificano l'esistenza di tali requisiti e condizioni. Nel caso che tali condizioni non siano soddisfatte le modifiche sono soggette alla disciplina di cui al precedente Art Gli aggiornamenti di cui al comma 1 vengono avviati d'ufficio e, osservate ove necessario le norme sulla partecipazione al procedimento amministrativo, vengono approvati con apposito atto dispositivo dal Dirigente della provincia cui compete la formazione e gestione del PTCP. 4. Almeno una volta all'anno gli aggiornamenti di cui al presente articolo vengono nel loro complesso recepiti negli elaborati del PTCP. I nuovi elaborati, integrati anche con eventuali varianti approvate durante l'anno ai sensi del precedente Art. 7, vengono pubblicati e resi disponibili sul sito internet della provincia. La notizia della pubblicazione dei nuovi elaborati sul sito internet viene pubblicata sul BURP Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. 14/124

15 Art. 9. Tavolo di Coordinamento in materia di uso e governo del territorio 1. Il Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio, costituito con la sottoscrizione di apposito Protocollo di intesa tra i Comuni di Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani, Trinitapoli, Ente Parco Nazionale dell Alta Murgia e Provincia di Barletta Andria Trani, svolge le funzioni consultive e propositive alla stessa attribuite per le fasi relative alla gestione del Piano. Il Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio svolge attività in chiave collaborativa interistituzionale, superando l impostazione gerarchica della pianificazione, e promuovendo azioni di sensibilizzazione verso i comuni dotati di strumenti urbanistici vecchi e superati, a predisporre i nuovi PUG, così come sostenere e facilitare quelli che hanno già intrapreso il loro percorso di elaborazione del PUG, accompagnandone le fasi conclusive. Altresì facilita il percorso di approvazione del Piano e Regolamento del Parco nazionale dell Alta Murgia e della strumentazione attuativa del parco regionale naturale del fiume Ofanto. 2. Le finalità del Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio nella fase attuativa e gestionale de PTCP attengono al conseguimento di livelli di coerenza e sinergia tra i singoli piani urbanistici comunali generali ed esecutivi, piani e programmi di settore, tali da contribuire al conseguimento degli obiettivi e strategie del PTCP. 3. Gli Enti aderenti al Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio collaborano con la Provincia alla definizione del quadro conoscitivo del territorio provinciale, all individuazione delle condizioni per il suo sviluppo sostenibile e alla valutazione preliminare degli obiettivi e delle scelte in fase di formazione, attuazione, modifica e aggiornamento del PTCP. 4. La Provincia può individuare anche altre sedi di consultazione e di elaborazione in relazione alla dimensione e alle esigenze degli atti e delle azioni in programma. Art. 10. Comitato di Coordinamento (copianificazione orizzontale ) 1. Il Comitato di Coordinamento, previsto dal DRAG/PTCP, svolge compiti riguardanti l attuazione di processi concertativi tra i soggetti coinvolti deputati alla elaborazione ed attuazione di programmi specifici e per la costituzione di efficaci modalità di co-pianificazione orizzontale per le materie considerate rilevanti territorialmente e sulle quali la Provincia detiene competenze, trasferite o delegate (agricoltura, ambiente, boschi e foreste, protezione civile, energia, opere pubbliche, viabilità e trasporti, artigianato, industria, commercio, turismo, sport, promozione culturale, beni culturali, programmi e politiche europee). 2. Le finalità del Comitato di Coordinamento, nella fase attuativa e gestionale del PTCP, attengono al conseguimento di livelli di coerenza e sinergia tra i singoli piani e/o programmi settoriali tali da contribuire al conseguimento degli obiettivi e strategie del PTCP. 3. Il Comitato di Coordinamento espleta funzione consultiva nei confronti dei vari Settori; aggiornamento sullo stato della formazione ed attuazione dei singoli piani e/o programmi settoriali; scambio delle informazioni e di buone pratiche. Art. 11. Il forum permanente 1. La Provincia nella fase attuativa e gestionale de PTCP assicura il conseguimento degli obiettivi e degli indirizzi del PTCP attraverso il costante impiego del forum permanente costituito dal Partenariato Stabile così definito: a. Partenariato Economico e Sociale CNEL; b. Ordine degli Ingegneri della Provincia di Barletta Andria Trani; c. Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Barletta Andria Trani; d. Ordine degli Geologi della Puglia; e. Ordine Dottori Agronomi e Forestali Bari; f. Consiglio provinciale dei Geometri e Geometri laureati della Provincia di Barletta Andria Trani ; g. Soggetti della programmazione negoziata (Patto per l Occupazione Nord Barese Ofantino, Piano Strategico Vision 2020, Progetto Integrato Territoriale PIT2, GAL Murgia più, GAL Daunofantino, GAL PonteLama, GAL Città del Castel del Monte). 15/124

16 CAPO II. STRUMENTI E MODALITÀ PER L ATTUAZIONE DEL PIANO Art. 12. Disposizioni attuative, definizioni ed efficacia 1. Il presente Piano, nell ambito degli Assetti propone contenuti a carattere progettuale come esplicitati nel successivo comma 2. Tali tipologie a contenuto progettuale sono riferite ai soli articoli delle presenti NTA che esprimono effetti conformativi secondo quanto contenuto nel Quadro sinottico PTCP (Elaborato n. 3). 2. Le disposizioni contenute nella normativa del PTCP possono avere efficacia di Misure Indirette (Indirizzi e Direttive) o Misure Dirette (Prescrizioni ed Interventi), come previsto dal DRAG/PTCP, e di seguito così definite: Misure Indirette i cui contenuti progettuali transitano attraverso ulteriori strumenti di pianificazione e quindi sono prevalentemente rivolti a orientare, con un differente grado di intensità, l azione di altri soggetti; tali misure prevedono dispositivi e regole di carattere normativo e gestionale, che ne consentono, facilitano e incentivano l attuazione (salvaguardie, mitigazioni, incentivi, compensazioni, norme condizionali e prestazionali); tali misure sono articolate in indirizzi e direttive, a seconda del grado di incisività ad esse attribuito nei confronti degli strumenti di pianificazione locale o delle politiche settoriali provinciali; in particolare: a. Indirizzi (IND) sono disposizioni volte a fissare obiettivi per la predisposizione dei piani sottordinati, dei piani settoriali del medesimo livello di pianificazione o di altri atti di pianificazione o programmazione degli enti pubblici, riconoscendo ambiti di discrezionalità nella specificazione e integrazione delle proprie previsioni e nell'applicazione dei propri contenuti alle specifiche realtà locali; b. Direttive (DIR) sono disposizioni che devono essere osservate nella elaborazione dei contenuti dei piani sottordinati, dei piani settoriali del medesimo livello di pianificazione o di altri atti di pianificazione o programmazione degli enti pubblici. Misure Dirette, relative alla disciplina e alle azioni nell ambito delle competenze dirette della Provincia: c. Prescrizioni (PRE) riguardando gli oggetti e i beni la cui competenza è provinciale, sono disposizioni che incidono direttamente sul regime giuridico dei beni disciplinati, regolando gli usi ammissibili e le trasformazioni consentite. Le prescrizioni devono trovare piena e immediata osservanza ed attuazione da parte di tutti i soggetti pubblici e privati, secondo le modalità previste dal piano, e prevalgono sulle disposizioni incompatibili contenute nei vigenti strumenti di pianificazione e negli atti amministrativi attuativi. d. Interventi (INT), ovvero azioni la cui attuazione è esercitata nell ambito delle competenze dirette della Provincia. Per essi il PTCP individua le priorità e le condizioni per la loro realizzazione, nonché il raccordo con i programmi della amministrazione provinciale nel breve e medio periodo, con esplicito riferimento ai bilanci pluriennali provinciali. 3. Tutte le disposizioni di cui al precedente comma 2 devono essere osservate dai soggetti, pubblici e privati, che siano interessati dai contenuti del PTCP, senza la facoltà di interpretazione e scostamento concessa ai comuni e agli enti titolari di piani di settore. 4. Le disposizioni della presente normativa assumono i diversi gradi di efficacia previsti al comma 2 secondo quanto specificamente indicato nei diversi articoli o commi, ed indicato accanto al numero dell'articolo o del comma con le sigle (IND), (DIR), (PRE), (INT) rispettivamente per indirizzi, direttive, prescrizioni ed interventi. 5. Gli strumenti di pianificazione comunale possono rettificare le delimitazioni areali e localizzative contenute nelle tavole del PTCP per farle coincidere con la realtà dei luoghi rilevabile alla scala di maggiore dettaglio. Tali rettifiche costituiscono aggiornamento del piano e sono integrate, qualora necessario, negli elaborati del PTCP secondo la procedura di cui al precedente articolo In caso di conflitto tra le norme contenute negli Indirizzi (IND), Direttive (DIR), Prescrizioni (PRE) e Interventi (INT), e gli atti di pianificazione regionale, prevalgono le disposizioni contenute negli stessi atti di pianificazione che qui si riportano in via esemplificativa: a. Piano di Bonifica delle Aree inquinate; b. Piano di Bacino Stralcio per l Assetto Idro-geologico (PAI); c. Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti; d. Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE); e. Piano Energetico Ambientale (PEAR); f. Piano Regionale di Tutela delle Acque (PTA); 16/124

17 g. Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG); h. Piano Regionale dei Trasporti e della Logistica; i. Piano Faunistico Venatorio Regionale; j. Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Art. 13. Strumenti di attuazione 1. Il PTCP si attua attraverso i seguenti strumenti pianificatori e programmatori: a. PUG e altri strumenti urbanistici comunali; b. Piani di settore di competenza della Provincia; c. Progetti Strategici Provinciali (PST) 2. Anche nella fase di attuazione viene garantita la partecipazione principalmente attraverso i seguenti strumenti: a. il forum permanente per la partecipazione di cui al precedente articolo 11; b. il sito Internet della provincia, attraverso pagine interattive appositamente dedicate; c. la redazione dei rapporti periodici di monitoraggio sull'attuazione del PTCP; d. le conferenze di copianificazione previste dal DRAG/PTCP e dal DRAG/PUG; e. le fasi di consultazione previste nel percorso di valutazione ambientale strategica di piani e programmi. 3. Rappresentano inoltre strumenti di attuazione basati sulla collaborazione interistituzionale quelli di seguito elencati: a. accordi di programma di cui agli articoli 15 della L. n. 241/90 e 34 del D.lgs. n. 267/2000 e altri atti di programmazione negoziata di cui alla L.R. n. 28/2001 e altre norme nazionali e regionali; b. intese con enti di settore competenti ai sensi dell'articolo 57 del D.Lgs n. 112/1998 e altre modalità negoziali definite dalla normativa nazionale e regionale; c. il Tavolo di Coordinamento in materia di uso e governo del territorio di cui al precedente articolo 9. Art.14. Valutazione di compatibilità della Pianificazione comunale 1. La Provincia valuta la compatibilità degli strumenti urbanistici generali comunali con il PTCP. La valutazione di compatibilità dovrà verificare che le previsioni degli strumenti urbanistici generali comunali assicurino il conseguimento degli obiettivi fissati dal PTCP in coerenza con i limiti di sostenibilità previsti. Da tale valutazione di coerenza complessiva deriva il parere vincolante ed obbligatorio espresso dalla Provincia in merito alla compatibilità, non compatibilità o compatibilità condizionata. 2. Il PTCP può assumere, su richiesta e d intesa con i Comuni interessati, il valore e gli effetti del Piano Urbanistico Generale comunale/parte strutturale ai sensi della L.R. n. 20/2001 e del DRAG Puglia. 3. Oltre ai piani urbanistici generali comunali, sono soggetti a valutazione di compatibilità rispetto ai contenuti di Assetto del PTCP, limitatamente all oggetto della variante, le varianti strutturali a piani urbanistici generali, formati ai sensi della L.R. n.20/2001 (Norme generali di governo e uso del territorio). 4. Il parere è espresso entro 150 giorni dal ricevimento degli atti da parte della Provincia. Trascorso il predetto termine, in assenza di parere quest ultimo, si intende favorevole. Nel caso di parere di non compatibilità trovano applicazione le disposizioni di cui all art.11, commi 9, 10 e 11 della L.R. n. 20/01. Art. 15. Contenuti minimi dei PUG ai fini del controllo di compatibilità 1. I contenuti minimi che devono essere previsti nei PUG comunali sono quelli fissati dal DRAG. 2. Costituiscono ulteriori contenuti minimi ai fini del controllo di compatibilità dei PUG al PTCP: a. Valutazione di coerenza tra gli Obiettivi del PUG e gli Obiettivi Generali e specifici del PTCP; b. Valutazione di coerenza dei contenuti del PUG con i contenuti di Assetto del PTCP come individuati nella Tavola D ed elencati nel Quadro Sinottico PTCP (Elaborato n. 3); c. Valutazione di coerenza delle invarianti del PUG con le invarianti strutturali del PTCP come individuate nella Tavola D ed elencati nel Quadro Sinottico PTCP (Elaborato n. 3). d. Valutazione delle misure adottate in tema di contenimento del consumo di suolo (Calcolo del Consumo di suolo Qualificato CS ed Indice di compattezza K ). Art. 16. Infrastrutture per i servizi di area vasta 1. Gli insediamenti e le proposte insediative che possono presentare ricadute di rilevanza sovra comunale, elencati esemplificativamente nel presente articolo, possono essere soggetti ad intesa con la Provincia ove 17/124

18 detti insediamenti e proposte rientrino nelle competenze istituzionali della Provincia così come disposto dalla vigente legislazione in materia. 2. Gli insediamenti e le proposte insediative che possono presentare ricadute di rilevanza sovracomunale sono di seguito elencati in via orientativa: a. centri congressi e centri direzionali e fieristici ed espositivi di livello sovra locale; b. centri commerciali o parchi ad essi assimilati; c. grandi strutture distributive in sede fissa e del commercio all ingrosso; d. aree per la logistica al servizio della produzione e del commercio; e. porti e approdi, stazioni ferroviarie e autobus e centri intermodali di livello sovra locale; f. centri intermodali e attrezzature per l autotrasporto; g. poli tecnologici; h. attrezzature per la istruzione superiore, universitaria e centri di ricerca scientifica; i. poli sanitari e ospedalieri con bacino di utenza prevalentemente sovra comunale; j. parchi tematici e ricreativi; k. strutture per manifestazioni culturali, sportive e spettacoli a elevata partecipazione di pubblico; l. sedi di uffici provinciali, regionali, statali; m. strutture museali, biblioteche a altri centri di raccolta con bacino di utenza prevalentemente sovra comunale; n. servizi tecnologici di vario tipo (gestione, trattamento, smaltimento acque e rifiuti) quando servano prevalentemente una popolazione sovracomunale, o quando gli effetti attesi possano incidere in modo significativo sul territorio dei comuni confinanti; o. insediamenti produttivi e per la ricerca e innovazione tecnologica, di rilievo sovracomunale; p. insediamenti turistici di rilievo sovra comunale. 3. L'elenco di cui al precedente comma 2 individua le categorie tipologiche più frequenti. Possono tuttavia esistere insediamenti con rilevanti ricadute sovracomunali che non sono compresi nel precedente elenco, così come vi possono essere insediamenti che ricadono in almeno una delle voci tipologiche di cui sopra ma che non presentano ricadute sovracomunali significative. Nei casi dubbi la rilevanza sovracomunale degli effetti viene valutata sulla base dei criteri generali di seguito elencati: a. bacino di utenza in prevalenza esterno ai confini comunali; b. interazione diretta con la rete viabilistica provinciale o con le reti di trasporto pubblico; c. interazione con aree vincolate da norme nazionali o regionali, o elementi di pregio storico, architettonico e naturalistico individuati nel PTCP; d. effetti sulla continuità delle zone agricole rispetto alla situazione esistente nei comuni confinanti; e. localizzazione nei pressi del confine comunale e contemporanea presenza nel territorio del comune confinante di aree residenziali o di ricettori sensibili. 4. Ai fini dell attivazione degli strumenti di cui al comma 1, il comune produce uno studio di approfondimento sugli aspetti sovracomunali che avrà i seguenti contenuti, eventualmente integrati e meglio specificati con richiesta della provincia per meglio tenere conto dei casi specifici: a. quadro conoscitivo esteso all'area vasta di riferimento per le ricadute degli insediamenti proposti; b. funzioni previste e relativi dimensionamenti massimi; c. dimensione dei bacini di utenza e della domanda potenziale, aspetti sociali, economici, territoriali e ambientali relativi agli impatti previsti; d. stima qualitativa, e quantitativa dove necessario, degli effetti indotti sui territori dei comuni interessati, ed individuazione delle situazioni di potenziale criticità; e. eventuali proposte mitigative e compensative per gli impatti previsti; f. coerenza con contenuti della pianificazione provinciale e dei comuni interessati; g. verifica dello schema di accessibilità in rapporto alle caratteristiche degli insediamenti e dei flussi veicolari esistenti e previsti, ed opere di adeguamento previste. Art. 17. Cooperazione in fase di formazione dell atto di valutazione di compatibilità 1. In base al principio di co-pianificazione e partecipazione in fase di formazione degli strumenti urbanistici generali comunali, il Comune può chiedere alla Provincia, nell ambito del Tavolo di Coordinamento in materia di Uso e Governo del Territorio (Art. n. 9), una valutazione preliminare dell iter ricognitivo, progettuale e normativo sulla base degli strumenti in elaborazione. Tale fase può di norma anche coincidere con le Conferenze di Copianificazione previste dal DRAG Puglia, alla quale la Provincia partecipa con Comune e Regione. In sede di valutazione preliminare sarà concordata tra Provincia e Comune l entità e la portata della documentazione inerente alle verifiche sui contenuti sovracomunali. 18/124

19 Art. 18. Perequazione e compensazione territoriale 1. La Provincia nei territori individuati per la promozione di forme di copianificazione per la tutela di interessi che coinvolgano più Comuni, quali ad esempio le aree per gli insediamenti produttivi di interesse sovra locale, promuove adeguate forme di perequazione o compensazione territoriale allo scopo di definire e regolare un equilibrata distribuzione dei vantaggi e dei sacrifici economici, anche attraverso la costituzione di fondi di compensazione, finanziati dalla Provincia e dagli enti locali con risorse proprie, con entrate conseguenti alla realizzazione degli interventi o con oneri di urbanizzazione. Art. 19. Compensazione e mitigazione ambientale 1. Il PTCP nella prospettiva dell ecosostenibilità delle trasformazioni infrastrutturali urbane, agronomiche e di difesa del suolo adotta, tecniche e modelli di riferimento tesi a comprendere le componenti ambientali e del paesaggio nella pratica delle progettazioni pubbliche e private e dei relativi scenari. 2. Fermo restando gli obiettivi generali di cui all Art. 4, la provincia sostiene attività di progettazione e di esecuzione di opere superando la concezione degli interventi mitigativi e compensativi a posteriori ma assumendo il rispetto degli equilibri ecologici e del contesto paesaggistico ambientale quali criteri guida del percorso di ideazione. 3. Il PTCP richiede che le trasformazioni e la realizzazione delle opere di interesse sovracomunale siano concepite in modo integrato a prefigurare la realizzazione di un nuovo paesaggio costituito da una serie di elementi di tipo puntuale, lineare ed areale che costruiscano e rafforzino il contesto interessato con opere di compensazione che siano in grado di migliorare la connettività e ridurre i fattori di discontinuità. 4. Durante la fase di progettazione preliminare saranno necessarie indagini conoscitive più approfondite delle componenti naturali paesistiche e insediative del territorio interessato dall intervento (morfologia, geologia, idrologia, unità ecosistemiche, evoluzione storica, uso del suolo, destinazioni urbanistiche, valori paesistici/architettonici, vincoli normativi). In questa fase saranno definiti gli obiettivi di minimizzazione delle criticità più importanti dell ambito territoriale esteso, le migliori localizzazione dell opera e gli obiettivi di ottimizzazione del progetto. 5. La fase di progettazione definitiva dovrà considerare le indicazioni emerse per un approfondimento localizzato sugli ambiti più direttamente coinvolti dal progetto, evidenziandone le particolarità sotto il profilo dei valori ambientali e percettivi e valutando gli impatti determinabili su di esse dal nuovo tracciato/opera. In questa fase sarà così possibile definire la scelta delle opere di mitigazione e compensazione ambientale. 6. Nella fase di progettazione esecutiva infine dovranno essere specificate e progettate nel dettaglio le opere tipologiche e di mitigazione e compensazione ambientale e, implementati i processi per l attuazione e gestione del progetto nel suo complesso, comprensivo delle stesse mitigazioni. 7. In sintesi i principi di riferimento sono i seguenti: a. La qualità finale ambientale complessiva dovrà essere migliore di quella di partenza; b. Medesime opere generano impatti diversi in paesaggi diversi; c. Gli impatti più gravi sono quelli che generano effetti a catena che, nel tempo, destrutturano un ambito paesistico d. Nelle valutazioni sarà sempre necessario tenere conto anche delle potenzialità di un sito e non solo del suo stato. 8. Per gli interventi di compensazione e mitigazione ambientale che prevedono il ricorso a tecniche di Ingegneria naturalistica, siano seguite le indicazioni contenute nelle Linee guida e criteri per la progettazione delle opere di Ingegneria naturalistica nella Regione Puglia con particolare riferimento ai criteri di scelta delle specie vegetali. A tal fine dovrà essere effettuato un adeguato studio della flora, della vegetazione e del paesaggio vegetale delle aree di intervento, ossia dei tre differenti livelli a cui può essere analizzata la copertura vegetale. 9. Ogni intervento di compensazione e mitigazione ambientale riguardante la ricostituzione della copertura vegetale dovrà essere preceduto dai necessari approfondimenti sito-specifici con particolare riferimento alle analisi della vegetazione reale e degli habitat propedeutiche alla proposizione degli interventi, dettagliando l'elenco delle specie da impiegare e le tecniche di impianto al fine di evitare ogni possibile rischio di inquinamento genetico della flora esistente. Pertanto, gli interventi di ricostituzione della copertura vegetale, sulla base di quanto prescritto al punto precedente, dovranno essere effettuati utilizzando specie ecologicamente compatibili con i caratteri stazionali dell'area di intervento, e quindi solo specie autoctone, coerenti con le caratteristiche fitoclimatiche e fitogeografiche dell area, escludendo tutte le entità vegetali non spontanee. 19/124

20 Art. 20. Raccordo con la pianificazione di settore provinciale 1. I vigenti piani e programmi provinciali di settore conservano efficacia e validità, salve le eventuali modifiche indicate nel presente piano. In particolare il PTCP risulta coordinato con il Piano Provinciale di Emergenza di Protezione Civile, approvato con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 14 del 02/07/2013). 2. I piani di settore, in fase di formazione o nell aggiornamento, sono coerenti sugli aspetti territoriali con i principi, gli obiettivi generali e specifici e i contenuti del PTCP e perseguono per quanto di competenza il contenimento del consumo di suolo e delle altre risorse essenziali individuate dal PTCP. 3. I piani di settore possono integrare gli obiettivi specifici e le azioni del PTCP in relazione alle proprie competenze, e tali integrazioni sono recepite negli elaborati del PTCP, qualora necessario secondo le procedure di variante o aggiornamento di cui agli articoli 7 ed 8. Art. 21. Progetti Strategici Territoriali (PST) 1. Per Progetto Strategico Territoriale si intende un progetto complesso finalizzato a realizzare interventi e servizi fra loro integrati, rispondenti a una specifica finalità di sviluppo territoriale, di particolare rilevanza per il perseguimento degli obiettivi del PTCP. 2. Il PST si caratterizza per la capacità di promuovere effetti sinergici di sviluppo territoriale, derivanti dall integrazione degli interventi e dei servizi e delle risorse coinvolti, dall idea forza su cui si fonda, dall approccio strategico, dalla rilevanza della partnership, dalla governance e dalla struttura di gestione adottati. 3. L integrazione degli interventi, al fine di produrre effetti sinergici, deve assumere una natura multidimensionale (fisica, economica, sociale, ambientale, istituzionale) e sistemica. 4. L approccio strategico deve indicare la precisa strategia da seguire, sulla base dell analisi delle alternative possibili, legata a una appropriata applicazione della metodologia della swot analysis. 5. La governance definisce il sistema delle regole e delle responsabilità adottato per l intero ciclo programmatico del PST (programmazione, attuazione, monitoraggio e valutazione). 6. La struttura di gestione adottata deve garantire la sostenibilità dell intero ciclo di programmazione del PST e la sostenibilità (economica, sociale e ambientale) degli interventi da realizzare nel medio-lungo periodo. 7. Il PST risponde al criterio del miglioramento dei processi di apprendimento nelle politiche di sviluppo locale, avendo particolare riguardo ai processi di apprendimento collettivo dei soggetti coinvolti, alla capitalizzazione delle esperienze ai fini della capacità di elaborazione strategica di sviluppo territoriale, alla gestione dei programmi e degli interventi di sviluppo territoriale. Art. 22. Procedura di formazione dei PST 1. Il processo di formazione del PST si fonda su un protocollo d intesa, promosso dalla Provincia, fra i soggetti pubblici coinvolti, rilevanti ai fini degli obiettivi che il PST deve perseguire. 2. Il protocollo d intesa individua le motivazioni e l idea forza del PST, il processo di partecipazione e di concertazione per la definizione degli obiettivi specifici, le problematiche fondamentali da analizzare, gli altri soggetti pubblici da coinvolgere, gli eventuali soggetti privati rilevanti per il perseguimento degli obiettivi specifici, le modalità per definire la governance e la struttura di gestione, le possibili fonti di finanziamento degli interventi e dei servizi, le procedure di monitoraggio, valutazione e implementazione del PST, l organizzazione e le risorse necessarie alla elaborazione del PST. 3. Il processo di formazione del PST si chiude in apposita conferenza di servizi con la sottoscrizione di un accordo di programma, ai sensi della L. n. 241/90 e ss.mm.ii. 4. Fermo restando quanto stabilito nei precedenti commi, il Consiglio provinciale, su proposta della Giunta, può individuare ulteriori ambiti nei quali promuovere i PST. Art. 23. Monitoraggio e valutazione del Piano 1. Al fine della implementazione del PTCP, la Provincia d intesa con i comuni attiva un sistema di monitoraggio e valutazione. 2. Il sistema di monitoraggio e valutazione del PTCP intende concorrere alla implementazione del Sistema Nazionale di Valutazione delle politiche di sviluppo, attivato dall Unità di Valutazione (UVAL) del Dipartimento delle Politiche di Sviluppo, presso il Ministero dello Sviluppo Economico. 3. Il sistema di monitoraggio e valutazione del Piano intende concorrere, altresì, alla implementazione delle politiche di sviluppo regionali, in linea con le attività svolte dal Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici (NVVIP) della Regione Puglia. 20/124

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