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1 Realizzazione Studi di Settore al fine di facilitare l'emersione di cluster di imprese operanti nel settore ICT Intervento SD07B) CLUOS DI 4 - Realizzazione, a livello prototipale, del portale/sistema di monitoraggio definito nel deliverable DI2. Destinatario Regione Campania Data di consegna per Regione Campania

2 1. Premesse Obiettivi del documento Introduzione IL PORTALE WEB CONTENT MANAGEMENT SYSTEM Principali vantaggi dell utilizzo dei CMS Plone Zope Funzionalità del portale Gestione della collaborazione Divisione dei compiti Gestione dei contenuti Tipologie dei contenuti Gestione della sicurezza I ruoli La gestione dei workflow Il Workflow di Default Il Workflow dei folder Indice delle Figure Indice delle Tabelle Glossario

3 1. PREMESSE 1.1 Obiettivi del documento Il presente documento ha lo scopo di dare una visione d insieme del lavoro realizzato per definire il Portale del Progetto CLUOS (realizzazione di studi di settore al fine di facilitare l'emersione di CLUster di imprese Operanti nel Settore ICT). Il documento illustra, in forma sintetica, gli obiettivi, le caratteristiche, le necessità del Portale e le soluzioni tecnologiche ritenute più opportune per lo sviluppo della piattaforma. È destinato alla circolazione tra tutti coloro che possono avere interesse nella definizione, nello sviluppo e nell implementazione del Portale, tra tutti gli afferenti alla Regione Campania, coinvolti nel progetto in qualità di revisori, ed infine, tra i ricercatori e, in generale, tra i vari soggetti che forniscono contenuti e servizi per il Portale stesso. 1.2 Introduzione Il progetto CLUOS ha l obiettivo finale la realizzazione di un insieme integrato e coordinato di studi di settore che rendano disponibili gli elementi necessari alla formulazione di motivate opzioni per le politiche di innovazione del settore ICT in Campania, finalizzate al superamento dei punti di debolezza esistenti e all emersione di cluster territoriali di imprese operanti nel settore dell Information and Communication Technology. A tale scopo, l intervento CLUOS è finalizzato a: o Fornire gli elementi oggettivi sullo stato delle ICT nel territorio regionale, sia relativo alle Grandi Imprese che alle PMI, attraverso metodologie ben definite di raccolta e classificazione dei dati; o Individuare i trend della richiesta nell ambito dell ICT e nell ambito del mercato che fruisce dei risultati dell ICT al fine di contestualizzare specifici sottosettori di intervento, considerando l obiettivo dell internazionalizzazione ed integrazione dei sistemi territoriali europei e mediterranei; o Fornire le opportune linee di policy e gli strumenti per l innovazione del sistema regionale delle ICT in Campania; 3

4 o Fornire le opportune linee di policy e gli strumenti per la creazione di cluster di imprese ICT in grado di rispondere efficacemente alle richieste del settore e del mercato finale con risultati anche di natura complessa ed eterogenea. Il progetto, della durata di 18 mesi, è condotto da un gruppo di ricercatori afferenti ad RCOST Research Center On Software Technology, Centro di Eccellenza per la ricerca sulle tecnologie del software, sito in Benevento. La grande mole di dati da raccogliere, elaborare e scambiare, la quantità di documentazione da catalogare, pubblicare e visionare, oltre ai numerosi deliverables di progetto da produrre a scadenze trimestrali per i revisori della Regione Campania, pongono l esigenza di una infrastruttura software per la gestione dei contenuti. Tale piattaforma serve a garantire la memorizzazione, il recupero (information retrieval) e l analisi dei dati stessi, la comunicazione tra i ricercatori (che possono essere geograficamente distribuiti), la facilità di fruizione, la sicurezza e la privacy nell accesso ai contenuti, servizi di forum, mailing-list, news e quant altro possa essere utile all interazione e nella cooperazione degli utenti e dei revisori. Per venire incontro a tali esigenze, si è progettato il portale web del progetto CLUOS, oggetto del presente documento, che vedremo nel dettaglio nei paragrafi successivi. 4

5 2. IL PORTALE WEB Un portale web è un sito web che costituisce un punto di partenza, una porta di ingresso ad un gruppo consistente di risorse, di Internet o di una Intranet, raggruppate per tipologia di contenuti, di modalità di accesso o di utenti. I migliori portali consentono ai loro iscritti di personalizzare alcune loro prestazioni. L'iniziativa chiamata Open Directory Project chiede che un sito che intenda essere considerato portale contenga i seguenti meccanismi: Motore di ricerca / Directory Groupware e Collaborazione Gestione della conoscenza Gestione del contenuto Workflow Facilitazioni multicanale Firma personale Business intelligence e Integrazione delle applicazioni Integrazione con la gestione dell'identità Funzionalità infrastrutturali I principali portali Web forniscono una ampia gamma di prestazioni, servizi, contenuti e collaborazioni commerciali o culturali. I portali Web, detti verticali o di nicchia, sono concentrati su argomenti specialistici o su una fascia particolare di utenti e presentano strumenti quali motori di ricerca, liste di discussione e directory. Dai primi anni dell attuale decennio si è riscontrato un crescente interesse industriale nei confronti di portali per intranet aziendali, noti anche come enterprise web. Se,pre più spesso si comincia a considerare l adozione da parte di una grande impresa, di un ente o di un gruppo di ricerca, di un portale privato una utile tecnologia in grado di unificare le comunicazioni e le discussioni interne tramite web e, di conseguenza, capace di far risparmiare fatiche e denaro. La maggior parte dei portali d'impresa rendono disponibili ai loro utenti prestazioni di firma personale. Alcuni analisti aziendali hanno previsto che nel primo decennio del XXI secolo la spesa per portali di intranet aziendali 5

6 costituirà una delle prime cinque aree che contribuiranno alla crescita del settore delle tecnologie internet. Il portale del progetto CLUOS è stato realizzato con lo scopo di agevolare lo scambio, la condivisione e la pubblicazione dei documenti e della bibliografia di riferimento, dei risultati intermedi e finali del progetto stesso (deliverables), tra i ricercatori a vario titolo coinvolti, i revisori della Regione Campania, nonché, in alcune sezioni pubbliche, i visitatori del sito non addetti ai lavori. Il portale è attualmente accessibile collegandosi al seguente indirizzo url: Figura 1 - Home page del portale CLUOS Per consentire l accesso al portale bisogna utilizzare i seguenti dati: Nome utente: revisore password: revisore E importante sottolineare, in questa sede, che l utente che entra nel portale utilizzando i dati citati può accedere alla cartella deliverables, che contiene la versione finale di tutti i deliverables ultimati e consegnati alla Regione Campania. L utente ha anche la possibilità di accedere ai documenti che sono nello stato "pubblicato" e di visionare la struttura del sito (quindi anche la parte interna); l utente non può accedere ai file che sono in stato "bozza pubblica. 6

7 3. CONTENT MANAGEMENT SYSTEM Uno dei componenti di rilevante importanza del portale è il Content Management System, anche detto CMS. Un Content Management System, letteralmente Sistema di gestione dei contenuti è una categoria di sistemi software che serve a organizzare e facilitare la creazione collaborativa di documenti e di altri contenuti. Tecnicamente il CMS è un'applicazione lato server, divisa in due parti: il back end, ovvero la sezione di amministrazione, che si occupa di organizzare e supervisionare la produzione del contenuto, e il front end, cioè la sezione dell'applicazione che l'utente usa per realizzare fisicamente modifiche, aggiornamenti ed inserimenti. Un CMS è un applicazione web progettata per rendere semplice ad utilizzatori, anche non tecnici, l aggiunta, l editing e, ovviamente, la gestione di un sito web. I sistemi di content management non solo aiutano gli utenti dei siti web con l editing dei contenuti, ma si occupano anche di molto lavoro dietro le scene. Di seguito si propone l elenco di alcune funzioni esemplificative: generano automaticamente elementi di navigazione (link) per collegare tra loro le varie pagine del sito; rendono il contenuto ricercabile (searchable) tramite motori di ricerca ed indicizzabile, per favorirne la ricerca stessa ed il ranking dei risultati in base a vari criteri; mantengono traccia degli utenti (registrazione ed autenticazione), dei loro permessi e delle impostazioni di sicurezza. Nonostante i CMS non siano stati concepiti per il Web, oggi il loro utilizzo più diffuso è rivolto alla gestione di siti web, soprattutto se di grandi dimensioni e frequentemente aggiornati. Una delle applicazioni più utili dei sistemi di CMS, infatti, consiste nella gestione dei portali, dove vengono impiegati come strumento di pubblicazione flessibile e multiutente. Nel portale CLUOS, ad esempio, il CMS è responsabile della gestione dei contenuti testuali (notizie, articoli ecc.), dei link, delle immagini, delle liste di discussione, del forum, del materiale scaricabile. Può essere modificata anche la struttura stessa delle pagine in numero ed organizzazione. 7

8 Spesso i CMS danno la possibilità di gestire anche più versioni dello stesso sito (diverse per tecnologia, ad esempio HTML o WAP, oppure per lingua, ad esempio la versione in italiano, in inglese, in francese). 3.1 Principali vantaggi dell utilizzo dei CMS Un CMS permette di costruire e aggiornare un sito dinamico, anche molto grande, senza necessità di scrivere una riga di HTML e senza conoscere linguaggi di programmazione lato server (come PHP) o progettare un apposito database. L'aspetto può essere personalizzato scegliendo un foglio di stile CSS appositamente progettato per un determinato CMS. Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un'enciclopedia on-line, un blog, un forum etc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti. Un CMS è tanto più efficiente quanto più è specializzato. Molti piccoli portali fanno ricorso a CMS distribuiti (scritti da altri e messi a disposizione gratuitamente o a pagamento) di tipo generico; per quanto un CMS possa essere flessibile, un sito basato su questa struttura in genere presenta un aspetto poco personalizzato se non è possibile intervenire direttamente sul codice sorgente del prodotto per modificarlo. Analogamente i contenuti saranno sempre ancorati a quanto previsto da chi ha progettato il CMS e non alle esigenze di chi pubblica il sito. Problemi di gestione possono derivare dal fatto che chi pubblica o gestisce il sito può usare il CMS per intervenire sui contenuti e sull'aspetto, ma generalmente (nel caso del software proprietario) non è in grado di intervenire direttamente (o far intervenire) sulla struttura del CMS stesso; questo è un limite strettamente connesso al vantaggio primario dei CMS: pubblicare un portale senza doverne progettare la struttura o senza possedere le conoscenze tecniche (o le risorse finanziarie) per uno sviluppo personalizzato. Questi problemi sono risolvibili utilizzando software open source: la possibilità di accedere al codice sorgente del prodotto permette di personalizzare il software sulla base delle proprie esigenze. In questo caso, vanno messi in conto i costi per lo sviluppo di moduli personalizzati o funzioni particolari a meno di non possedere in proprio o nella propria struttura aziendale le conoscenze tecniche per intervenire nel codice sorgente. 8

9 Per il portale di CLUOS, si è optato per quest ultima soluzione: un CMS open source, in particolare il CMS Plone. 3.2 Plone Plone è un sistema di content management pronto all uso (ready-to-run) costruito sul potente application server Zope, che ha l ulteriore vantaggio di essere totalmente free. Vediamone le principali caratteristiche: Plone è semplice da settare, estremamente flessibile, e fornisce un sistema per gestire i contenuti web che è l ideale per gruppi di progetti (groupware), comunità, siti web, extranet ed intranet. Plone è versatile e permette di condividere informazioni in modo facile e rapido su rete locale o globale, in pratica funge da server. Consente di editare testi, registrarsi e inserire vari tipi di informazioni e documenti. Plone è semplice da installare. E possibile, infatti, installare Plone con un singolo click su un installer e si avrà un content management system che gira sul proprio computer in pochi minuti. Plone è semplice da usare. Il Plone Team include i maggiori esperti di usabilità che hanno reso Plone facile, produttivo ed attraente per i manager di contenuti per aggiungere, aggiornare, e mantenere i contenuti stessi. Plone, infatti, è user-friendly: include un potente editor rich-test, con capacità di formattazione, inserimento di immagini e link, per cui chi è abituato ad utilizzare una suite per ufficio, si sentirà subito a casa. Inoltre, tutti i contenuti sono immediatamente ricercabili; anche i documenti Word e PDF. Plone è internazionale. Plone è stato disegnato dalle fondamenta per essere un content management system multilingua. L interfaccia Plone ha più di 35 traduzioni, ed esistono strumenti per gestire contenuto multi-lingue, anche il Cinese, il Giapponese e persino i linguaggi destrasinistra, come l'arabo e l'ebraico, con facilità. Plone è potente. E dotato di un potente Motore Di Workflow, per cui i processi di business possono integrarsi 9

10 con il flusso di lavoro dei documenti ed include una gestione della sicurezza a prova di principiante. Plone è veloce e scalabile. Plone è già fornito di capacità d clustering e di integrazione intelligente di cache proxy. Plone è sicuro e flessibile. Un modello di sicurezza sofisticato, basato sui ruoli, protegge i contenuti. L'architettura sandbox di Plone fa sì che gli intrusi non possano guadagnare l'accesso al server o alla rete - anche se il sistema dovesse essere compromesso. Plone è standard. Plone segue attentamente gli standard di usabilità ed accessibilità. Le pagine di Plone sono compatibili con lo standard US Section 508, e con il rating W3C AA in materia di accessibilità. Oltre a far uso di standard web come XHTML e CSS. Ciò gli conferisce una sorprendente visibilità nei motori di ricerca: i siti Plone ottengono sistematicamente alti rank nei risultati di ricerca di Google. Plone è Open Source. Plone è licenziato sotto la GNU General Public License, la stessa licenza usata da Linux. Ciò dà il diritto di usare Plone senza pagare licenze, e di migliorare il prodotto a proprio piacimento. Plone è protetto e maturo. Plone è sulla piazza da più di cinque anni; la Plone Foundation, la fondazione no-profit gestita dalla comunità, ne detiene e protegge la proprietà intellettuale ed il marchio. Plone può inoltre contare sul supporto legale degli esperti del Software Freedom Law Center. Plone è supportato. Ci sono quasi un centinaio di sviluppatori nel Plone Development Team in tutto il mondo, ed una moltitudine di compagnie che si specializzano nello sviluppo e nel supporto di Plone. Plone è estensibile. Ci sono numerosi prodotti add-on per Plone per aggiungere nuove funzionalità e tipologie di contenuti. In più, Plone può essere scritto usando soluzioni web standard e linguaggi Open Source. Plone è neutrale alla tecnologia. Plone può interoperare con la maggior parte dei sistemi di basi di dati relazionali, open source e commerciali, e gira su un vasto insieme di piattaforme, incluse Linux, Windows, Mac OS X, Solaris e BSD. 10

11 Overview Tecnica Plone è un framework per il content management che lavora a stretto contatto e si basa su Zope, un web application server e sistema di sviluppo Open Source largamente utilizzato. Per usare semplicemente Plone, non c è bisogno di imparare alcunché di Zope; per sviluppare nuovi tipi di contenuti Plone, invece, una piccola conoscenza di Zope sarebbe utile e consigliabile. Zope è scritto in Python, un linguaggio di programmazione Open Source facile da imparare, largamente utilizzato e supportato. Python può essere usato per aggiungere nuove funzionalità a Plone, e per capire o modificare il modo in cui Zope e Plone lavorano e cooperano. Di default, Plone memorizza i suoi contenuti nella base di dati ad oggetti transazionale built-in di Zope, il ZODB. Vi sono, comunque, prodotti e tecniche per condividere informazioni con altre sorgenti, come database relazionali, LDAP, file nel filesystem, etc. Plone gira su Windows, Linux, BSD, Mac OS X, e molte altre piattaforme; double-click installers sono disponibili per Windows e Mac OS X, e RPM packages sono disponibili per Linux. 3.3 Zope In termini tecnici Zope è un framework per costruire applicazioni web: applicazioni che usano il web per presentare la loro interfaccia utente, permettendo di utilizzarle con la stessa facilità del web stesso, perché in effetti sono quasi indistinguibili da esso. In termini più pratici è un prodotto che aiuta nella creazione, nella gestione e nel servizio di complessi siti dinamici. Cosa fornisce Zope? Zope è costituito da molteplici moduli che interagiscono tra di loro per fornire i servizi elencati di seguito: Un server web. Zope contiene già un server web in grado di supportare tutte le funzionalità necessarie al servizio delle applicazioni sviluppate. Se però si ha la necessità di utilizzare un altro server web (ad esempio per problemi di prestazioni o perché si desiderano fornire anche altri servizi) Zope dà la possibilità di sostituire facilmente il server web interno con uno qualsiasi che supporti l'interfaccia CGI o FastCGI. 11

12 Un database ad oggetti. La grande differenza tra Zope e prodotti analoghi è il fatto che Zope ha trasformato il Web in una struttura ad oggetti (Zope significa: Z Objects Publishing Environment) e quindi contiene al suo interno un database ad oggetti nel quale verranno immagazzinati gli oggetti che compongono le applicazioni che devono essere servite. Un'interfaccia di amministrazione. Zope fornisce una completa interfaccia utente che può essere utilizzata per la gestione e lo sviluppo delle applicazioni. L'interfaccia può essere usata da qualsiasi browser web moderno e si presenta in modo molto familiare agli utenti, visualizzando la gerarchia degli oggetti tramite una struttura ad albero, in modo simile a come i più diffusi file manager ci hanno abituato a vedere il nostro filesystem. Integrazione con database relazionali. I dati necessari alle applicazioni possono essere memorizzati direttamente nel database ad oggetti di Zope ma, come nel caso del server web, ciò non è necessario. E' infatti possibile sostituire il database ad oggetti con un qualsiasi DBMS relazionale per il quale sia disponibile un driver ODBC. Linguaggi di scripting. Zope mette a disposizione linguaggi diversi per sviluppare le diverse parti delle applicazioni: per lo sviluppo dei modelli di presentazione dei documenti si può utilizzare DTML, un linguaggio a tag simile all'html che ne espande le possibilità permettendo di accedere agli oggetti di Zope. Per lo sviluppo della logica applicativa si ha addirittura la possibilità di scegliere tra due linguaggi: Python (che è il linguaggio nativo di Zope, essendo anche quello con cui viene sviluppato) oppure Perl, ma è possibile che in futuro qualcuno desideri aggiungere il supporto per altri linguaggi, ad esempio Lua, LISP o, perché no, C# (è da notare che Zope è un prodotto Open Source, quindi la sua evoluzione seguirà i desideri degli utilizzatori, e non di Digital Creations, la casa produttrice). Per l'accesso ai database, infine si può usare SQL, che è di fatto lo standard per questo tipo di applicazioni. 12

13 4. Funzionalità del portale 4.1 Gestione della collaborazione Zope include una gestione degli utenti separata da quella del sistema operativo su cui sta funzionando, separando le funzioni del web server da quelle del sistema, aumentando notevolmente la sicurezza e l'affidabilità globale (anche se le password di accesso a Zope venissero scoperte, infatti, esse non possono in alcun modo permettere l'accesso al sistema operativo). Questa tecnica di amministrazione degli utenti permette una gestione molto flessibile dei compiti assegnati ad ognuno degli sviluppatori. E' infatti possibile assegnare a diversi gruppi (es. Web design, sviluppo delle applicazioni, progetto delle basi di dati) il controllo di diverse sezioni dell'applicazione, con l'assicurazione che sarà il sistema a fare in modo che essi non interferiscano tra loro. Tutte le operazioni che vengono eseguite sul database di Zope sono trattate come transazioni e anche le modifiche vengono registrate all'interno del database, permettendo la protezione dagli errori in fase di sviluppo (potendo in qualsiasi momento annullare una qualsiasi delle operazione eseguite in precedenza) e la gestione delle versioni (è possibile per esempio avere una o più versioni diverse di sviluppo del sito sulle quali si sta lavorando e una versione stabile che viene servita agli utenti) Divisione dei compiti Il meccanismo più semplice di suddivisione dei compiti tra gli sviluppatori sfrutta il fatto che un utente definito ad un certo livello della gerarchia di oggetti (ricordiamo che le users folders e gli utenti sono oggetti come gli altri) non può in nessun modo accedere agli oggetti ai livelli precedenti (e quindi neanche ad oggetti sullo stesso livello, ma su rami differenti della gerarchia) ma ha accesso a tutti gli oggetti creati da quel livello in poi. In questo modo si possono creare rami e utenti separati per i vari moduli dell'applicazione senza doversi preoccupare delle interferenze tra gli sviluppatori. Questa tecnica (basata sull'ereditarietà degli oggetti di Zope) si chiama delegazione ed è molto utile ad un manager di progetto che deve assegnare i compiti alla propria squadra. 13

14 4.2 Gestione dei contenuti In un approccio sistematizzato al problema della gestione dell'informazione si affrontano le seguenti fasi: Identificazione degli utenti e dei relativi ruoli di produzione o fruizione dell'informazione; Assegnazione di responsabilità a differenti categorie di utenti per distinti tipi di contenuti (in un progetto complesso il prodotto finito non è frutto del lavoro del singolo, che pertanto non ha possibilità o esigenza di intervenire in tutti gli ambiti); Definizione delle attività di workflow, cioè formalizzazione di un percorso per l'assemblaggio del prodotto finale che, in quanto frutto di produzione frammentaria, deve acquisire la sua unitarietà sottostando a opportune procedure di supervisione. Più prosaicamente, per poter rendere efficiente la comunicazione tra i vari livelli della gerarchia, è necessaria un'infrastruttura di messaggistica, con la quale i gestori del contenuto possono ricevere notifica degli avvenuti aggiornamenti; Tracciamento e gestione delle versioni del contenuto; Pubblicazione del contenuto. Le applicazioni web sono di solito costruite su tre livelli (three tiers): 1. I dati e le altre informazioni memorizzate nel database (livello della persistenza); 2. I programmi che implementano la logica dell'applicazione (livello della logica di business); 3. L'interfaccia utente (livello di presentazione). Questa suddivisione ha molti vantaggi ma anche degli svantaggi: è infatti necessario imparare e conoscere tre diversi gruppi di strumenti per sviluppare i tre livelli dell'applicazione e occorre gestire accuratamente la sicurezza e la manutenzione di tutti e tre. Zope risolve questo problema mantenendo la struttura a tre livelli (conservandone così i vantaggi) ma riunendo i tre gruppi di strumenti in un unico sistema integrato, aumentando di fatto le potenzialità dei tre livelli tramite un sistema coerente 14

15 e organizzato di accesso a tutte le potenzialità. Tramite l'interfaccia di amministrazione di Zope è infatti possibile creare basi di dati, procedure di trattamento e di visualizzazione dei dati e interfacce di interazione con l'utente. Ovviamente anche in questo caso Zope permette di integrare la sua gestione con strumenti esterni specializzati. I programmi di authoring HTML possono, ad esempio, modificare gli oggetti che costituiscono un'applicazione collegandosi al database di Zope ed interagendo con esso come se fosse una normale struttura di file e directory tramite il protocollo FTP oppure il più moderno e potente WebDAV (che però non è ancora molto diffuso). Il Web non è più solo un mezzo rapido per distribuire documenti, ma è ormai diventato una piattaforma di sviluppo in continua evoluzione. Zope è già pronto a collaborare con i più ambiziosi progetti, e in effetti già supporta gli standard che si sono affermati finora: XML, SOAP, XML-RPC. Praticamente ogni oggetto di Zope è già un componente remoto accessibile tramite il suo URL e l'utilizzo di standard aperti e riconosciuti gli permette di essere pronto a qualsiasi evoluzione del web Tipologie dei contenuti Dopo una fase iniziale di registrazione al sito Plone, che può essere effettuata dall amministratore del sistema o dall utente stesso, se ciò è previsto, ciascun membro del sito, avrà una cartella creata ad hoc per lui in cui può memorizzare contenuti. Ovviamente, ciascun membro può aggiungere contenuti a qualsiasi cartella, se l amministratore gli ha dato i permessi per farlo, ma di default ciascun utente, può aggiungere contenuti soltanto alla sua cartella personale. Ciascun tipo di contenuti che si possono aggiungere è diverso e può essere editato, aggiunto e visionato in modi distinti. Per questo Plone si riferisce a ciascun contenuto in modo diverso. Di base, Plone fornisce le seguenti tipologie di contenuto: Documento: è un oggetto che presenta delle informazioni statiche all utente. E il tipo di contenuto più comunemente aggiunto e che rappresenta più da vicino una tipica pagina web. 15

16 Oggetto News: è un documento che deve essere mostrato sotto il tab news (per esempio, un comunicato stampa). Link: è un link ad un altro oggetto, che può essere interno o esterno al sito web. Immagine: è un immagine, come un file.gif o.jpeg. Evento: è un oggetto che indica un evento, un meeting, una conferenza, o un altra qualsiasi manifestazione prossima a venire. Folder: è come una cartella su un hard disk; è una cartella per inserirvi contenuti in modo che sia semplice recuperarli in un secondo momento. Topic: è un raggruppamento di altri contenuti. E essenzialmente un criterio di ricerca salvato che può essere riutilizzato in seguito. Soltanto utenti privilegiati del sito possono aggiungere topics. File: è un altro contenuto come un filmato, una clip audio, un file di testo, un foglio di stile, un file compresso, o qualsiasi altra cosa si voglia caricare. 4.3 Gestione della sicurezza La gestione della sicurezza nelle applicazioni web è un aspetto importantissimo, che deve essere tenuto presente fin dall'inizio della progettazione del sito. Una gestione della sicurezza non curata è dannosa non solo perché gli utenti potrebbero avere la possibilità di effettuare operazioni che non gli sarebbero consentite, ma anche perché risulta molto difficile fornire i servizi agli utenti e nello stesso tempo controllare chi deve sviluppare e gestire il sito. Per questi motivi, Zope ha una gestione della sicurezza che pervade quasi tutti gli aspetti di sviluppo dell'applicazione. In realtà in Zope non c è una netta distinzione tra utilizzare un applicazione e gestirla. Questo potrebbe sembrare strano, ma il meccanismo è lo stesso usato nei sistemi operativi per distinguere tra un utente normale e l'amministratore: semplicemente l'utente ha permessi diversi. Chi deve gestire l'applicazione, avrà il permesso di modificare l'applicazione; chi invece deve usare l'applicazione avrà il permesso di interagire con l'applicazione solo nei modi che gli sviluppatori gli hanno messo a disposizione. 16

17 La sicurezza di solito comprende due concetti fondamentali: l'autenticazione e l'autorizzazione dell'utente Autenticazione e autorizzazione degli utenti Esse consistono rispettivamente nel riconoscimento dell'utente e nella determinazione di che cosa l'utente possa fare all'interno del sistema. Zope usa un tipo particolare di cartelle (Users folders) per gestire gli account degli utenti. Nel momento in cui riceve una richiesta di accesso ad una risorsa protetta, Zope chiede all'utente di autenticarsi (identificarsi) per poter decidere se concedere all'utente la possibilità di accedere alla risorsa e quali permessi assegnargli. Figura 2 - Gerarchia di utenti del sito CLUOS Va sottolineato che Zope richiede l autenticazione solo quando si accede a risorse protette, se si richiedono solo risorse 17

18 libere, Zope continua ad assumere che l'utente sia anonimo (Anonymous, Visitor in Figura 1). Una volta che l'utente è stato autenticato come un utente del sito (User), il processo di assegnazione dei permessi è diviso in due livelli intermedi: ad ogni utente sono assegnati dei ruoli (Roles) che descrivono cosa fa l'utente e ogni oggetto di Zope ha dei permessi (Permissions) che decidono quali sono le operazioni valide su quell'oggetto. Ciò che permette di collegare i due livelli sono le politiche di sicurezza (Security policies). Quindi esse dicono chi può fare cosa. L'autenticazione degli utenti può essere usata anche all'interno delle applicazioni stesse, Zope infatti permette di conoscere l'identità dell'utente che sta facendo una richiesta anche all'interno dell'oggetto che è stato chiamato, permettendo di fornire risposte diverse a seconda dell'utente. Ancora una volta Zope mostra la sua flessibilità mettendo a disposizione diversi tipi di users folders: ci sono cartelle che permettono l'autenticazione da un database, da un server LDAP, direttamente dal sistema operativo e altre I ruoli La gestione della sicurezza di Zope si basa su tre concetti fondamentali: i ruoli, i permessi e le politiche di sicurezza. I ruoli definiscono classi di utenti, i permessi definiscono le azioni possibili sugli oggetti e le politiche di sicurezza decidono quali classi di utenti (ruoli) possono intraprendere quali azioni (permessi) in una certa parte del sito. Questo modello di gestione della sicurezza permette di semplificare la vita agli amministratori, permettendo loro di definire alcuni ruoli e assegnarli agli utenti quando necessario. E' anche possibile fare eccezioni per particolari utenti, oggetti o azioni, ma dover definire tutto questo per ogni singolo utente sarebbe stato molto più laborioso. Questo è anche il modo più avanzato di gestire la collaborazione tra i diversi settori dello sviluppo dell' applicazione: ogni gruppo di sviluppatori corrisponde ad un ruolo in Zope e ad esso sono associati dei permessi e delle politiche di sicurezza che gli permettono di operare nelle sezioni che gli competono. 18

19 Figura 3 - Use Case Diagram relativo alle categorie di utenti del sito Così si può raggiungere la massima flessibiltà senza rinunciare alla sicurezza e all affidabilità del sistema. 19

20 4.4 La gestione dei workflow Plone ha di default due insiemi di workflow utilizzabili in ogni sito Plone. Essi forniscono un modo logico per spostare i contenuti attraverso un sito Plone. Un sito standard ha due workflow: il workflow di default ed il workflow dei folder, cioè delle cartelle Il Workflow di Default La Figura 4 mostra il workflow di default, cioè quello dei contenuti. La figura mostra gli stati e le transizioni di un contenuto all interno del sito. In alcuni stati solo il proprietario del contenuto può interagire con esso, in altri anche il revisore. Il proprietario (owner) del contenuto è la persona che ha creato il contenuto originariamente. Un owner è un membro particolare del sito Plone. Sebbene molti membri esistono in un sito Plone, solo una persona può essere l owner di un singolo contenuto del sito. Poiché il ruolo di owner è assegnato al momento della creazione di un oggetto, il ruolo di owner è speciale. Figura 4 - Workflow dei contenuti. Un insieme di permessi è associato al workflow di default. 20

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