SPECIALE UNICARVE - CONSORZIO ITALIA ZOOTECNICA BARBISAN, ZOOTECNIA SOTTO ATTACCO

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1 ANNO XLIX - N aprile 2011 SPECIALE UNICARVE - CONSORZIO ITALIA ZOOTECNICA BARBISAN, ZOOTECNIA SOTTO ATTACCO Il Presidente di Unicarve e del Consorzio L'Italia Zootecnica, Fabiano Barbisan, ha inviato una lettera aperta al direttore di Repubblica per una serie di articoli pubblicati dal giornale contro la zootecnia bovina da carne. "Non bastano i prezzi di mercato in continuo calo per i bovini da carne ed il raddoppio dei prezzi di produzione ha affermato Barbisan ora ci si mette anche Slow Food con il sig. Petrini che si erge a professore nutrizionista, ambientalista e veterinario, sparando a raffica affermazioni che a leggerle noi allevatori ci sentiamo indignati ed umiliati. Venga a trovarmi in azienda assieme alle "esperte Lav" che assieme al Ministro dell'ambiente vorrebbero far sparire le proteine animali dalle mense pubbliche continua Barbisan e vedro' di far loro toccar con mano come realmente funzionano i nostri allevamenti. E' recente una riunione organizzata da Unicarve e dal Consorzio Italia Zootecnica sull'andamento dei prezzi di mercato dei bovini da carne con la denuncia da parte degli allevatori di prossime chiusure di allevamenti perche' diventati anti economici. Spero solo che il nuovo Ministro dell'agricoltura risponda alle nostre richieste d'incontro per far partire il Piano Carni Nazionale, gia' pronto e che potrebbe ridare speranze al settore". "Aspettiamo anche una risposta dal Presidente dell'agea, prof. Fruscio, in merito ad una convenzione con il Ministero della Salute che, non si sa perche', non hanno ancora firmato per sbloccare la conta telematica (anagrafe di Teramo) dei bovini macellati nel 2010 ha concluso Barbisan - per quantificare (e pagare) i premi previsti dall'art. 68 (in vigore dal 2009). Quanto resistera' ancora la nostra zootecnia sotto attacco?". Diffondiamo di seguito il testo integrale della lettera inviata da Barbisan:

2 (ap) - n /.. " Egregio Direttore, rasenta l'incredibile cio' che sta succedendo contro la zootecnia bovina da carne: un vero e proprio attacco per distruggere il sistema di allevamento italiano. Spiace che ampio spazio venga dedicato dal suo giornale ai detrattori animati da ideologie (animalisti, vegetariani, vegani ed adesso anche il sig. Petrini di Slow Food) mentre nessun giornalista si documenta con inchieste serie (e non per fare solo sensazione e spaventare i lettori) su cosa realmente significhi allevare i bovini con metodo protetto, ossia, quello che il sig. Petrini dalle pagine del suo giornale lo definisce intensivo ed in maniera offensiva lo associa a "fabbriche di shampoo". Noi allevatori e chi ne capisce qualcosa di zootecnia bovina da carne, per corretta informazione, lo definiamo allevamento protetto, perche' i bovini sono al centro della nostra attenzione. Nelle nostre stalle i vitelloni sono protetti dai parassiti, bevono acqua potabile, mangiano alimenti controllati (cereali), se hanno problemi di salute vengono curati e monitorati da medici veterinari specializzati, vivono in un ambiente che riduce al minimo infortuni e malattie, sono controllati ed accuditi giornalmente. Non potrebbe essere diverso visto che sono animali destinati all'alimentazione umana (anche per le bistecche di Slow Food) allevati e commercializzati per dare un giusto reddito all'imprenditore agricolo che ha scelto di fare questa professione che milioni di consumatori, onnivori, apprezzano. Ed a proposito di Lav, vegetariani e vegani ecc.., si sono mai preoccupati di verificare le condizione di "benessere umano" dei raccoglitori di pomodori in certe aree del nostro Paese? Mi piacerebbe che il sig. Petrini di Slow Food, Roberta Bartocci e Paola Segurini del settore Vegetarismo della Lav che vogliono la "svolta vegetariana" e tutti coloro che la pensano come loro, trovino il tempo per venire a vedere cio' che affermo. Vengano di persona, nel mio allevamento o, se credono, da qualsiasi altro socio di Unicarve o del Consorzio L'Italia Zootecnica, si facciano accompagnare da giornalisti che sanno distinguere un toro da una vacca ed io saro' ben lieto di coinvolgerli in un esempio concreto: - sono pronto a mettere a loro disposizione un prato verde vicino alla stalla, con qualche albero qua e la' ed ospitarli per "campeggiare". Potranno, quando hanno sete, bere l'acqua da una vecchia cisterna a cielo aperto collocata nel prato, oppure dalle immancabili pozzanghere che si formano quando piove, ovviamente non immuni all'urina, sempre presente dove razzolano animali; potranno mangiare raccogliendo il cibo da terra e tutto cio' che trovano, ovviamente senza pulirlo dalla polvere (pioggie acide comprese), senza tovaglia tavolino e portavivande. Ovviamente sono vietate tende da campeggio, sacchi a pelo, spray anti zanzare, borracce d'acqua potabile, cibo confezionato, tutte cose da gente "imborghesita" non da veraci ambientalisti. Ma il sig. Petrini fa parte anche lui della schiera che demonizza per vendere di piu' il "suo prodotto"? Pensa veramente cio' che scrive dalle pagine di Repubblica per pubblicizzare i suoi meeting, sparando titoli assurdi come quello letto il 15 aprile scorso dal titolo "se la fabbrica della bistecca produce anche shampoo". Per restare in tema, anzi in "titolo", non vedo che male c'e' se anziche' sprecare parti di animale non destinabili all'alimentazione umana, l'industria ne trae materie che valorizzano cio' che diventerebbe scarto da smaltire a costi da rifiuti speciali, che poi pesano su produttori e consumatori. Ogni affermazione del sig. Petrini puo' essere confutata basta solo che abbia la bonta' di confrontarsi con chi di mestiere fa l'allevatore e lo fa seriamente con poche chiacchiere e molti fatti. Ed a proposito, un aspetto da non dimenticare e' che i ruminanti

3 (ap) - n /.. (il Signore li ha dotati di questa peculiarita') attraverso il loro apparato digerente trasformano la fibra in proteina e, per noi produttori, la canna del mais in carne, opportunamente triturata e conservata, diviene l'alimento base per avere dell'ottima carne da bistecche. E' un danno all'ambiente o verso i cittadini? Credo sicuramente di no, visto che si puo' trarne un giovamento economico ed ambientale, oltre ad avere un prodotto finale di "valore". L'alternativa? Gli stocchi del mais fermenterebbero a cielo aperto, producendo quello che il sig. Petrini vuole evitare: metano cioe' "gas serra". Ritengo, caro Direttore, che la zootecnia sia sotto attacco, perche', sempre su Repubblica, abbiamo letto l'11 aprile un altro titolo inquietante contro di noi: "Meno carne e piu' uova nelle mense di scuole e uffici pubblici. Svolta vegetariana del Ministero dell'ambiente, che va incontro alle richieste degli animalisti e introduce nuovi criteri nella scelta delle forniture alimentari per la ristorazione nella Pubblica Amministrazione. Le ditte piu' "ambientaliste" guadagneranno punti nelle gare d'appalto." Premesso che non mi va di disquisire sui prodotti biologici o presunti tali, apprendo con stupore da tale articolo, che il Ministero dell'ambiente intende sostituirsi al Ministero della Salute nello stabilire la qualita'/nutrizione dei cibi nelle mense scolastiche e, probabilmente, quello dell'agricoltura sta a guardare. Premesso che non sono un nutrizionista, chiedo alle "esperte Lav" se sia intelligente e corretto verso gli studenti in fase di sviluppo fisico (gia' con qualche punta di obesita' diffusa) limitare le proteine nobili tratte dalla carne. Credo che i nostri anziani (io ho mio padre che ad 85 anni alle 7 del mattino gira i campi per verificare l'andamento delle semine) inorridiscano al sentire le elucubrazioni mentali fatte da buontemponi salottieri contro la preziosa fettina che da costoro viene considerata alla stregua di cibo per cani. Se il Ministero dell'ambiente non smentisce la "svolta vegetariana", la notizia ha dell'incredibile e dimostra quanta confusione e quanta superficialita' alberga nelle Istituzioni e come la politica offra il destro a chi "opera contro qualcuno" anziche' adoperarsi per far rispettare le professioni e prima ancora fornire corrette informazioni ai consumatori. Ma perche' chi scrive non prova ad informarsi meglio, sentendo piu' fonti, anche quelle che possono risultare "sgradite" perche' non danno ragione? Ad esempio parlando con il Prof. Giuseppe Polina, Presidente dell'associazione per le Scienze e le Produzioni Animali (ASPA) che da recenti studi scientifici afferma che le attuali pratiche di allevamento intensivo (cioe', protetto) garantiscono, oltreche' un'alimentazione bilanciata e sicura per l'animale, anche le migliori condizioni di benessere animale e consentono di ridurre la produzione di gas serra e di nitrati e, inoltre, che le piu' recenti attivita' di ricerca, pubblicate su prestigiose riviste scientifiche, hanno evidenziato in maniera inconfutabile che il consumo di carne rossa e di altri alimenti di origine animale non rappresentano un fattore di rischio per patologie degenerative quali tumore, diabete e malattie cardiovascolari. Il Prof. Pulina ricorda anche che l'aspa si e' attivata con l'istituzione di una commissione di studio "Impronta Ecologica e Produzioni Zootecniche" con lo scopo di fornire ai cittadini informazioni obiettive e scientifiche provate sul contributo della zootecnia sulla riduzione dei gas serra. Oppure, parlando con il Prof. Bruno Stefanon, Preside della Facolta' di Medicina Veterinaria di Udine e rappresentante per l'italia dell'associazione Europea di Produzione Animale (EAAP) con sede a Roma, il quale ribadisce, nell'ambito delle ricerche scientifiche da lui svolte, che le condizioni degli attuali allevamenti italiani ed europei, garantiscono gli standard di benessere e sicurezza alimentare e riduzione (controllo) dei gas serra, per una migliore sostenibilita' ambientale. Infatti, a parere del Prof. Stefanon, la

4 (ap) - n /.. carne rossa contiene dei composti funzionali in grado di svolgere un ruolo positivo nella risposta fisiologica dell'uomo. Oppure parlando con il Prof. Pierpaolo Pavan, esperto della nutrizione presso l'ulss 17 del Veneto, il quale afferma: "che la carne e' importante nell'alimentazione umana perche' apporta calorie e proteine che sono ad alto valore biologico e, per una buona nutrizione, sono importanti anche alternandole nel menu' settimanale con altre carni di diverso tipo e di diverso taglio. Il Prof. Pavan ricorda nei suoi interventi che la carne rifornisce il nostro corpo di ferro (i vegetali che pure forniscono ferro e zinco contengono pero' anche fitati e fosfati che limitano l'assorbimento di questi importanti elementi) e che la carne e' preziosa anche per l'apporto di aminoacidi ramificati, quindi, e' importante differenziare il consumo di proteine animali ovviamente senza esagerare nelle dosi. Nello stesso tempo afferma il Prof. Pavan - bisogna tenere presente che l'abolizione totale della carne ci espone a dei rischi, quindi, alla luce di queste autorevoli considerazioni, non appare logico abolire le carni dalle mense scolastiche anche perche' i giovani consumatori sono in fase di crescita e necessitano di buoni apporti dal punto di vista delle proteine ad alto valore biologico. Inoltre, i menu' delle mense scolastiche sono controllati e validati dai Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione delle ULSS che verificano costantemente gli apporti nutrizionali, la qualita' e la frequenza del cibo servito. In quest'ottica certamente non si puo' pensare che nelle nostre scuole vi sia un eccessivo consumo di carne ma, nella giusta regola della varieta', la carne e' proposta con la giusta frequenza e lo slogan "meno carne e piu' uova bio nelle mense" afferma il Prof. Pavan, da noi interpellato - non risponde alle reali esigenze della corretta alimentazione in eta' scolare che e' assolutamente garantita dai capitolati di appalto espletati secondo le linee guida regionali che prevedono un "ragionevole" consumo di carne rossa." Il sospetto di tanta faziosita' e contrarieta' da parte di chi scrive ed attacca la nostra zootecnia bovina da carne e che si pone in modo cosi' negativo in relazione ad un alimento prezioso per l'umanita', a mio modesto parere, credo sia la ricerca spasmodica (di certe "penne") per farsi conoscere, creando mostruosita', scandali falsi e pretestuosi, per "farsi leggere", comunque. Anche a danno di una produzione zootecnica nazionale, ritenuta un fiore all'occhiello della nostra agricoltura, anche dall'europa. Per ultimo, dico al sig. Petrini che valuti se il "Sistema Italiano" e' garante per la sicurezza alimentare dei consumatori e lo confronti con altri "Sistemi di produzione", tipo quelli degli "enormi pascoli argentini o brasiliani" e si ricordi l'esempio riportato sopra del "campeggio". Spero, caro Direttore dott. Mauro, che dedichi un po' di spazio anche a noi allevatori, non pretendo che pubblichi tutta la mia lettera, ma almeno che incarichi un giornalista per fare una chiacchierata con gli allevatori, possibilmente sporcandosi le scarpe di terra. Spero anche di ricevere qualche comunicazione dai Ministeri interessati per capire se devo dire ai miei figli di cambiare mestiere o se potranno continuare a lavorare nell'azienda di famiglia. Grazie per l'attenzione, Fabiano Barbisan" NOTIZIARIO TRASMESSO ALLE 18:20 E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di AGRA PRESS, salvo espliciti e specifici accordi in materia con citazione della fonte. I TESTI CITATI SONO DISPONIBILI CON RIFERIMENTO AL NUMERO DI NOTIZIA Tel fax

5 (ap) - n /..

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