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1 Il nostro calcio di rigore Di Roberto Caroli Il goal liberatorio di Missiroli realizzato al 96, in pieno recupero, nella partita Sassuolo-Livorno ha scatenato il boato dei dodicimila tifosi neroverdi che nell occasione, l ultima di una stratosferica stagione da incorniciare, non hanno mancato di dare il loro indispensabile sostegno alla squadra di mister Di Francesco nel match della vita. Ottantacinque punti, primato in classifi ca e le chiavi della serie A sono il più bel regalo di compleanno che il patron Giorgio Squinzi potesse ricevere nel giorno dei suoi settant anni. Auguroni presidente! Un sogno che si realizza e che la piazza, il territorio, il comprensorio ceramico, tutti, accarezzano e coccolano sentendolo proprio. Nel goal di Missiroli non c è soltanto l impresa sportiva ma il possibile riscatto di un comprensorio che da solo sembra non farcela, e che da oltre un lustro vive sotto una cappa depressiva che smorza ogni entusiasmo e toglie la voglia di fare. Requisiti che sembravano defi nitivamente scomparsi, volatilizzati e vaporizzati nei fumi dei comignoli delle aziende ceramiche che oggi producono ancora a singhiozzo, ma che ora riaffi orano grazie a quella palla che ha lambito la parte inferiore della traversa prima di fi nire in rete. Poi la gioia, i festeggiamenti nella Piazza Piccola di Sassuolo, il palco, le danze di Troianiello e Boakye, le canzoni di Morini e i ricordi delle vecchie glorie del Sassuolo calcio. segue a pagina 5 Distretto ceramico Architettura: il Grand Prix di Daniel Libeskind L archistar protagonista dell evento milanese di Casalgrande Padana DSTRISCIO Possiamo farcela: le ragioni di un cauto ottimismo BAR DELLE VERGINI accadmenti pagina 7 pagina 11 Il giornale di tendenza che non grava sulle casse dello stato DIARIO DI UN GIORNALISTA LIBERO Tre lustri di navigazione nel mare del distretto ceramico Diario di un giornalista libero è la raccolta di tutti gli editoriali pubblicati all inizio di ogni numero de il Dstretto e Ceramicanda nei tredici anni passati a raccontare il comprensorio ceramico e le scelte, ma anche le mancate scelte, politiche ed economiche che ne hanno condizionato la vita. in tutte le librerie Incontri editrice Sarà la primavera che comincia a farsi spazio dopo un inverno lunghissimo, o il Sassuolo che sale in serie A, o i tanti premi con le quali le aziende del territorio celebrano le loro eccellenze, fatto sta che il mese che si chiude va in archivio nel segno delle fiducia. Non ottimismo, attenzione, ma fiducia, L ultimo posto Essere o avere? L eterno dilemma dei nostri tempi Mai privilegiare il sapere sull essere: occorre mostrare più che dimostrare ovvero l idea che ci se la possa fare, e non è scritto da nessuna parte che le cose debbano andare comunque all indietro. Ce la facciamo?, la domanda, «non è impossibile», la risposta. Una prima è arrivata dal Sassuolo Calcio, le altre potrebbero arrivare, ma il condizionale è d obbligo: intanto, però, fiducia a pagina 2, 3 e 5 È la politica ad animare le discussioni al Bar delle Vergini. Affluenza a picco per le elezioni amministrative, con solo 6 italiani su 10 che si sono recati alle urne a ribadire come i cosiddetti rappresentati non ne possano più dei loro rappresentanti, che tuttavia non se fanno una ragione e invadono i palinsesti televisivi. Nel mese di aprile i telegiornali delle principali tv ci hanno propinato politici per 225 ore, 53 minuti e 22 secondi, in barba al diffuso malessere con il quale il pubblico, numeri alla mano, ne ascolta discorsi e riflessioni. Pur avendolo perso da un pezzo, la politica non molla il primo posto, e viene in mente il Vangelo di Luca: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l ultimo posto». 127 by Ceramicanda anno 5 numero Giugno 2013 euro 1,00 DISTRETTO CERAMICO Speciale Gli studenti, le scuole, le aziende e il territorio: la primavera dei premi Casalgrande Entro il prossimo triennio la nuova Salvaterra Un milione di euro per restituire il centro alla frazione reggiana pagina 12 Castellarano Energia pulita per novecento famiglie pagina 9 Da discarica a centrale ad energia solare: il parco di Rio Riazzone e Rio Vigne pagina 12 Formigine Un cuore nuovo per Casinalbo: la ex Maletti In mostra, nel week end, i progetti in concorso per il recupero dell area pagina 13 Rubriche I vecchi dentro, simbolo di un paese in decadenza Che pena l uomo troppo sicuro di sè, quello che non deve chiedere mai pagina 15 Programmi d abbonamenti anno V, n 127 di Giugno 2013 del bisettimanale Il Dstretto - Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L- 27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 - aut. N del 28/05/ DCB - BO

2 2 DSTRISCIO anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 Europa, lavoro, credito: «L Italia può farcela» Ne è convinto l economista Francesco Giavazzi: «ci sono, anche nell Italia di oggi, elementi e spunti che, se tradotti in iniziative, anche politiche, possono avviare la soluzione dei tanti problemi che condizionano lo sviluppo del paese» Francesco Giavazzi Il tavolo dei relatori Una nuova strategia nei confronti dell Europa, un intervento sul mercato del lavoro che renda la materia contrattuale finalmente organica e abbassi la pressione fiscale nei confronti del lavoro stesso e misure che favoriscano il credito alle imprese. Passa da qui la ripresa, ma chissà se l Italia sarà in grado di agganciarla. «Si può essere ottimisti: ci sono, anche nell Italia di oggi, elementi e spunti che, se tradotti in iniziative, anche politiche, possono avviare la soluzione dei tanti problemi che condizionano lo sviluppo del paese». Non sono voli pindarici, quelli di Francesco Giavazzi, ma «ragioni di un cauto ottimismo» che l economista ha spiegato alla platea radunatasi presso la sala conferenze del Gruppo Concorde in occasione della cerimonia di consegna dei premi intitolati a Cirillo Mussini. «L Italia rischia, ma può farcela», ha detto Giavazzi, non senza premettere come «un quinquennio di crisi strutturale profonda ha cambiato molte cose, ma dal cono d ombra di un periodo difficile sta uscendo l economia americana, che adesso si preoccupa invece di rimbalzi di segno opposto, e i segnali che arrivano dalle altre economie mondiali, come ad esempio quella di un Giappone che ha ricominciato a crescere dopo un ventennio di calma piatta, dicono che l Europa è di fronte ad un bivio, ovvero agganciare la ripresa o condannarsi a non crescere per i prossimi anni. O meglio una parte d Europa, perché l Europa non è tutta uguale, ma ci sono realtà e realtà». L economia a due velocità e la crescita possibile Così, se quella dell economia europea che viaggia a due velocità è teoria che ha trovato più dimostrazioni dal 2007 ad oggi, Giavazzi la vede riflessa anche sull economia italiana, traendo tuttavia uno spunto non privo di prospettive dal fatto che «la nostra crescita zero è una media, data da settori che fanno +10 e altri che fanno -10»: si tratta, ha detto l economista, di premiare chi cresce, avvantaggiandosi di una situazione più generale che fa dell Italia qualcosa di più solido del manzoniano vaso di coccio. La crescita cui allude Giavazzi, tuttavia, non è quella sulla quale la politica si confronta periodicamente con l Unione Europea, o meglio non è solo quella, ma «una crescita nel senso proprio della parola, quella legata alla produttività intesa come sintesi tra lavoro e capitale, e non l Europa è di fronte ad un bivio, ovvero agganciare la ripresa o condannarsi a non crescere per i prossimi anni quella delle alchimie finanziare. Un punto percentuale ha detto ancora Giavazzi potrebbe bastare, anche considerato che a livello di finanza pubblica l Italia è sì fragile, ma comunque ancora solida e solvibile. Non siamo la Grecia, Cipro o la Slovenia, e lo si vede dai conti pubblici al netto degli interessi sul debito, che hanno ancora un avanzo positivo al netto degli stessi. Ce la facciamo? Non è impossibile: percentuali anche minime di crescita, diciamo un punto percentuale, potrebbero risolvere i problemi, stabilizzare il debito, ma senza crescita da questa situazione non si esce, ed il problema dell Italia è proprio ricominciare a crescere». Perché il paese non cresce La crisi, fa capire Giavazzi, c entra e non c entra, «nel senso che tutti sono cresciuti meno, ma l Italia è cresciuta ancora meno degli altri. Si cresce con lavoro e capitale e ha detto ancora Giavazzi con la capacità di sintetizzare lavoro e capitale traducendoli in produttività», ma il problema dell Italia di oggi è proprio nel mettere insieme i tre fattori in una sintesi che possa restituire competitività all intero sistema. Il paese, ha detto ancora Giavazzi «ha risolto, e bene, il problema pensioni legato, come quello delle spese sanitarie, all invecchiamento che invece è destinato a pesare sul altre economie, come ad esempio gli Stati Uniti che si troveranno a pagare un costo di invecchiamento di quasi il 200% del PIL», ha una bilancia commerciale che non rappresenta un problema visti i volumi di esportazioni ma è frenata da un sistema duale. «C è un paese competitivo e un paese non competitivo, ma quello non competitivo ha detto Giavazzi è la parte più potente e più protetta. Il problema, posto in questi termini, diventa soprattutto politico perché l economia è appesa a tanti, troppi settori protetti che penalizzano anche quelli i cui numeri lascerebbero spazio a prospettive importanti in grado, se premiati e incentivati, di allargare lo spazio di chi cresce a scapito dei settori meno produttivi».

3 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 DSTRISCIO 3 IL PREMIO MUSSINI Il board della BCE e, nel tondo, il premier Enrico Letta C è settore e settore Una parte del paese produce dieci, quindi, un altra meno dieci, ma chi è che fa meno dieci? Pochi dubbi, almeno per Giavazzi: «il settore pubblico, molto esteso e non sempre efficiente, e quello dei servizi, in gran parte privati ma non competitivi. Se il settore pubblico tedesco, giusto per fare un esempio drena risorse importanti (45% oggi, ma è stato anche al 48% del PIL), quello italiano, dagli anni Ottanta ad oggi, è passato dal 40 al 46%, 51% se si considerano gli inte- A livello di finanza pubblica l Italia è sì fragile, ma comunque ancora solida e solvibile. Non siamo la Grecia, Cipro o la Slovenia, e lo si vede dai conti pubblici al netto degli interessi sul debito, che hanno ancora un avanzo positivo al netto degli stessi. Ce la facciamo? Non è impossibile ressi: «non siamo i peggiori ha detto Giavazzi alludendo al 57% della Francia ma le toppe per rimediare alla situazione sono state messe male». O non hanno coperto quanto dovevano, come nel caso del settore di certi servizi, iperprotetto e tutelato. Giavazzi fa gli esempi dei settori mobiliari o dell energia, spiegando come le rendite, «altissime» garantite a questi comparti le paga la parte produttiva del paese, quella per intendersi che fa più dieci. Lo stesso costo del lavoro, afferma l economista, «diventa un problema per le imprese non produttive, Il Consigliere Delegato Carlo Cottica e l Amministratore Delegato del Gruppo Concorde Luca Mussini con gli studenti premiati al sesto Forum Mussini non per la parte del paese che funziona. Si tratterebbe di far pagare meno energia e materie prime, ma soprattutto spostare la linea dell attenzione, da parte dello Stato, dal settore che non produce a quello che produce, ma lo stesso Governo Monti si è trovato in difficoltà quando ha dovuto affrontare il problema». Giavazzi, che con Monti ha lavorato come commissario speciale per gli aiuti dello stato alle imprese nell abito della spending review, racconta infatti come «l intenzione era quella di intervenire su concorrenza e spesa pubblica e di ridurre il cuneo fiscale, ma le proposte del governo sono state azzoppate dai passaggi parlamentari». Aumento delle tasse e aumento parallelo delle spese, dice Giavazzi, non giovano al sistema, né manifestano effetti benefici sul debito, ma soprattutto questo si è fatto finora. Le ragioni dell ottimismo «Ci sono due Italie: la circostanza è ormai assodata e sembra che anche il paese l abbia capito: il sistema pese, tuttavia, ha una sua solidità e non è fatto solo di settori compromessi. Se la crescita zero fosse un valore reale sarebbe drammatico, ma lo zero è una media, dentro il quale c è, cone detto, il più dieci e il meno dieci. C è, insomma, un paese che produce, esporta, vanta eccellenze importanti al netto di un debito pubblico oltre il quale si può tuttavia provare ad andare, barattandolo proprio con la crescita e spostando le attenzioni del governo sulla parte sana dell economia italiana. Ma il governo deve mettere in atto una serie di misure che possano cambiare le cose davvero, e deve farlo il prima possibile: adottate certe soluzioni, credo si possa essere ottimisti, ma le misure devono necessariamente riguardare una Il Forum Prof. Cirillo Mussini è un iniziativa del Gruppo Concorde, in onore del suo compianto Presidente, per presentare annualmente relazioni e dibattiti su temi di grande rilevanza culturale e sociale, in occasione della consegna dei premi di studio Prof. Cirillo Mussini a giovani brillanti neolaureati. Il tema del Forum 2013, Il futuro economico dell Italia e dell Europa: le ragioni di un cauto ottimismo, è stato affidato al prof. Francesco Giavazzi, noto economista e giornalista, ordinario di Economia politica all Università Bocconi, visiting professor al MIT ed editorialista economico del Corriere della Sera. Quella appena andata in archivio è stata la sesta edizione dei premi di studio, destinati a cinque brillanti neolaureati in campo tecnico-economico-scientifico, scelti da un comitato formato da rappresentanti dell Università e dell azienda. I premiati del 2013 sono stati Alberto Bastiglia, Chiara Bellori, Andrea Cerra, Stefania Greco e Giacomo Reggiani. Alla cerimonia di premiazione erano presenti, tra gli altri, l Assessore alle attività produttive della Regione Emilia Romagna Giancarlo Muzzarelli, il Rettore dell Università di Modena e Reggio Emilia prof. Aldo Tomasi, l Amministratore Delegato del Gruppo Concorde dott. Luca Mussini. nuova strategia con l Europa, lavoro e credito». La road map verso la crescita: Europa, lavoro, credito «All Europa ha detto Giavazzi - bisogna far capire che non ha senso ragionare di zero virgola, che fare il 2,9999 per restare formalmente nel debito e non crescere non serve. Piuttosto credo sia necessario barattare la crescita con il deficit: ridurre la pressione fiscale, oggi intollerabile, facendo capire che vale la pena venire meno ai vincoli imposti dall Europa per pagare, un domani, i propri debiti proprio con la crescita e restituendo risorse all economia». Crescita che andrebbe trainata da una nuova disciplina del mercato del lavoro («un contratto unico, non privo di tutele ma con tutele crescenti, che rendano sempre più difficile, con il tempo che trascorre, licenziare, ma che lascino una certa libertà in questa direzione») e soprattutto il credito. «Problema drammatico, soprattutto per la piccola impresa: le banche, si dice, hanno poco capitale, rispondo che si ricorra allora al fondo salva banche, o alla cassa depositi e prestiti, ma anche questo, ed è facile rendersene conto, è un problema politico». (Stefano Fogliani) Il segreto sta negli ingredienti Crediamo che un prodotto ceramico non sia solo la somma dei suoi ingredienti. Ci vuole un elemento in grado di creare un opera unica, ci vuole un sogno. + Italia. Indonesia. Espana. Brasil. South Africa

4 CONCRETA

5 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 DSTRISCIO 5 Il nostro calcio di rigore Un opportunità unica, che la piastrella valley non può e non deve fallire. Per questo le teste pensanti del comprensorio, i blasonati stakeholder, dovranno iniziare velocemente a spremersi le meningi per azzeccare la migliore strategia volta a capitalizzare i tanti riflettori che verranno accesi su quella che un tempo non troppo lontano era la capitale mondiale delle piastrelle (segue dalla prima pagina) La sbornia era ancora palpabile il giorno dopo, assopita sul selciato dell antica piazza, sparsa qua e la, sulle lattine vuote e deformi, nei bicchieri trasparenti e sfilacciati, nei mozziconi di sigarette, sui tovagliolini di carta unti e consumati; una sbornia che ha contagiato di fatto anche gli operatori ecologici accorsi con le prime luci dell alba sul luogo dei festeggiamenti. Ed ora che sotto la torre dell orologio della cittadina emiliana tutto è ritornato alla normalità ci si lascia andare alle prime riflessioni. I meriti vanno ascritti alla squadra, all allenatore, ai dirigenti, ai tifosi ma soprattutto all imprenditore milanese della Mapei, che non ha mai smesso di crederci, anche quando ha dovuto soccombere di fronte a discutibilissime decisioni arbitrali che sembravano dettate dai poteri forti del grande calcio. Ora Sassuolo è la cittadina più piccola ad approdare nella massima serie del campionato di calcio dal dopoguerra ad oggi, seconda in Europa dietro solo al piccolo borgo di Hoffenheim, abitanti, campione d inverno nel 2007 al suo primo anno di Bundesliga. Un primato che aggiunge patina al fresco trofeo già luccicante nella vetrinetta degli allori di Piazza Risorgimento! Ora si guarda al futuro, si pensa allo stadio, si deciderà se giocare a Modena o sulla sponda reggiana del Secchia, al Giglio; arriveranno nuovi giocatori, altri partiranno ma da eroi, e con la fine di agosto il Sassuolo inizierà la sua grande avventura nell olimpo del calcio. Un opportunità unica, una sorta di calcio di rigore che la piastrella valley non può e non deve fallire. Per questo le teste pensanti del comprensorio, i blasonati stakeholder, dovranno iniziare velocemente a spremersi le meningi per azzeccare la migliore strategia volta a capitalizzare i tanti riflettori che verranno accesi su quella che un tempo non troppo lontano era la capitale mondiale delle piastrelle di ceramica. Luci sotto le quali portare le annose e mai ascoltate problematiche del settore e non solo l estetica del prodotto: il folle costo del gas, l eccesso di burocrazia e tutti i lacci e lacciuoli che frenano la ripresa. Non lo impariamo certo oggi che il motore trainante dell intero distretto è la mattonella e che dal buon andamento delle aziende ceramiche dipendono le sorti di centinaia, forse migliaia di altre attività che non sto qui ad elencare. Di certo l avventura del Sassuolo in serie A non potrà contribuire al rilancio dell edilizia, per questo serve altro, forse un miracolo; di certo le imprese dei neroverdi non riporteranno la produzione ai livelli del 2005, quando i metri quadri toccarono la quota record di 650 milioni; di certo il moltiplicarsi dei punti conquistati sul campo dagli undici di Di Francesco non serviranno a riportare il sole sul mercato italiano, da quattro anni in letargo, tutto questo no! Ma una cosa l impresa del Signor Mapei può fare: aiutarci a ritrovare l entusiasmo che ci ha sempre contraddistinti; spronarci a riprendere a sognare; riaccendere le lampadine che si trovano nella scatola delle idee di ognuno di noi, grazie alle quali in un tempo non troppo lontano riuscivamo tutti i giorni ad inventarci qualcosa. Ce l ha fatta il Sassuolo calcio, ce la faremo anche noi! Non sprechiamo il nostro calcio di rigore. (Roberto Caroli) La Serie A: un occasione per tutto il distretto Il sociologo Stefano Il calcio è passione ma anche e soprattutto business, di conseguenza ragioni di stampa, attendere qualche carta gli elementi perché avvenga un effetto positivo. In Italia si è sem- componenti. Non potendo, per ovvie va del distretto della ceramica; sulla attrezzata è certo che ci possa essere Martelli, esperto di domandarsi cosa accadrà al distretto mese lo abbiamo convinto a fare un sono visibili anche per il professor pre pensato ad un patròn solo che con la promozione del Sassuolo in po di speculazioni non solo metafisiche. farsi rappresentante, a farsi alfiere di un trastullo della domenica, in altre Martelli: «Se la squadra riuscisse a compra una squadra e la usa come comunicazione e Serie A non è solo cosa buona ma doverosa, soprattutto per non sprecare il ventaglio di opportunità che al emozione, come negarlo, ma è anche seriamente questo permetterebbe to nello sport pensando a come un Una squadra di calcio è fonte di tutta la provincia italiana che lavora nazioni invece si fa un investimen- marketing applicato allo sport, analizza con momento possiamo solo ipotizzare. un azienda a tutti gli effetti: «E certamente così - conferma il professor sano riconoscere in essa, penso ad dall accoppiamento con squadre o che anche altre zone d Italia si pos- marchio aziendale viene potenziato Dovendo scegliere tra tanti esperti noi le tante potenzialità da contattare abbiamo catalizzato Martelli - ed è innegabile l esistenza altri distretti produttivi simili come atleti importanti, non solo vincenti la nostra attenzione sul Professor di legami territoriali che subiscono Prato per il tessile o il pesarese per il ma positive a tutto tondo. In Italia che si aprono per il Stefano Martelli, Ordinario di Sociologia un evoluzione con una promozione mobile. Tutti in Italia sono allenatori si investe in sport più come un fio- generale presso la Facoltà in Serie A. Ma per quanto riguarda la e tutti parlano di calcio ma nessuno re all occhiello che come forma di territorio di Scienze motorie dell università componente tifo va tenuto presente si preoccupa di studiare questi meccanismi, comunicazione e di responsabilità Il Città del Tricolore di Bologna, che insegna tra le altre cose Sociologia dello sport e della comunicazione ma anche promotore di un Laboratorio di comunicazione sportiva che ha sede proprio all Alma Mater. Il professore ci tiene subito a precisare che essendo affetto da sindrome della ricerca empirica sarebbe disposto a rispondere a qualunque domanda sul rapporto tra promozione del Sassuolo e ricadute sul territorio solo dopo un attento studio della popolazione e delle sue che attualmente è mediato dalla televisione per 85 tifosi su 100, questo significa che il Sassuolo calcio potrà attrarre su di se simpatie anche extraterritoriali, ma senza un indagine empirica non si può dire nulla di più preciso. Diciamo che i nostri sono esercizi di immaginazione». Ciò che tutti, o comunque molti, si stanno chiedendo a Sassuolo è come capitalizzare questa promozione ancorando al futuro cammino della squadra di calcio una comunicazione positi- nessuno fa ricerca empirica, se lo si volesse fare qui a Bologna abbiamo persone attrezzate per questo tipo di ricerche». Capire se e come il successo sportivo centrato dai neroverdi possa trasformarsi in volano per il territorio e le sue aziende è arduo ma non impossibile, un legame tra le due cose non sembra impossibile neppure per il professor Martelli: «Se Sassuolo riesce ad accreditarsi con un immagine di comunità vittoriosa, sociale verso una società sportiva ed il suo territorio». E un investimento in comunicazione aziendale in cui Mapei si è dimostrata maestra, basta pensare a quanto hanno fatto con il ciclismo, con la Nazionale di Lippi che vinse il mondiale e con molti altri atleti delle più diverse discipline. Un ulteriore elemento di sviluppo nascerebbe dall eventuale acquisto dello stadio di Reggio Emilia da parte di Mapei, notizia che circola da tempo e che fa immaginare la creazione di un modello anglosassone, con la proprietà della squadra in grado di monetizzare la struttura in cui gioca. «Se lo acquistassero sarebbe l occasione per ricordare che non è la Juventus la prima società ad avere uno stadio di proprietà. Fu proprio lo Stadio Giglio, infatti, il primo esempio, con l azienda del latte che lo costruì e che poi però fu costretta a cederlo per le note vicende. L accoppiata con il Sassuolo neopromosso attirerebbe investitori e allargherebbe l audience. La Mapei stessa potrebbe usarlo come un laboratorio per sperimentare i suoi prodotti, penso a tutto quello che c è attorno ai campi sintetici. Una bella prospettiva, ma occorrerebbe anche riproporre la legge sugli stadi, ferma da tempo, magari con l interessamento del ministro Idem che è di Ravenna». Quasi un libro dei sogni insomma, ma senza puntare all impossibile è evidente che le occasioni sono tante, basterà saperle cogliere. (Daniela D Angeli) PRIMI AD INIZIARE PRIMI NEGLI ASCOLTI La trasmissione è in onda su: Trc-Telemodena Gio 22.00; Ven 20.25; Sab 13.00; Dom 12.30; Telereggio Gio 22.30; Dom Canale 813 di Sky 12.30/20.30/0.30

6 6 DISTRETTO CERAMICO anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 Tecnologia, qualità e formazione: Colour Service per la creatività ceramica Nata nel 2011, l azienda scandianese propone soluzioni innovative e personalizzate per la gestione colore in grado di ottimizzare processi e prodotti, sviluppando al massimo le potenzialità della tecnologia digitale Marco Sichi La specializzazione della gestione del colore, la personalizzazione delle proposte, software e formazione per la tecnologia digitale. Nata nel 2011, Colour Service sviluppa la sua attività su tutto il ciclo produttivo della decorazione digitale, sull ottimizzazione dei processi: colour management e assistenza, formazione e informazione, «non solo vendita dice Marco Sichi, amministratore delegato di Colour Service ma anche e soprattutto servizio, grazie ad una competenza che siamo in grado di dispiegare su tutte le fasi del processo produttivo. Dalla elaborazione flusso di lavoro delle stampanti digitali per l industria ceramica, ma il tratto distintivo è nella garanzia non solo delle riproducibilità dei soggetti, ma della loro ripetibilità. «I nostri software dice Paolo Monari, responsabile assistenza tecnica area Italia ed estero - sono in grado di controllare step by step l intero processo produttivo nel tempo, mettendo in relazione le variabili di processo in modo da poter ricreare, nel caso, le stesse condizioni e di conseguenza la ripetibilità del progetto e del procesgrafica alla messa in macchina del prodotto finito, la nostra proposta si caratterizza per la massima flessibilità e per una personalizzazione che garantisce il massimo dei risultati. Siamo un azienda che fornisce soluzioni sofware e hardware per gestire a meglio la fase di colour management modulate sulle singole esigenze industriali, e di macchina e di soluzione colore». Il sistema di profilazione sviluppato in proprietà da Colour Service si occupa infatti della gestione del colore lungo tutto il so». Il tutto si traduce in certezze, in possibilità di abbattere i costi di produzione, di ottimizzare processi produttivi sempre più sofisticati: le soluzioni Colour Service sono al servizio della ceramica, si tratti di effettuare una sorta di start up («e all estero dice Monari - ci capita spesso di partire quasi da zero») o di intervenire su processi che chiedono solo di essere messi nelle condizioni di funzionare al meglio, e di fornire le risposte più adatte ad un mercato che, anche sulla tecnologia digitale, ha oggi una propria selettività. «Non tutti i set di inchiostri, non tutte le stampanti permettono di fare tutto: le nostre soluzioni spiega ancora Monari sono un supporto personalizzato e affidabile non solo nel day by day, ma anche nella pianificazione dei processi produttivi e nella loro razionalizzazione e ottimizzazione» e non è un caso che Colour Service, in questo triennio, abbia saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama della tecnologia digitale: l Italia, culla della tecnologia ceramica, chiede soprattutto ottimizzazione, l estero nello specifico Sudafrica, Egitto, Turchia, mercati di riferimento dell azienda reggiana chiede anche servizio, formazione e informazione. Colour Service risponde, «perché dice ancora Monari la gestione del colore, nella stampa digitale ceramica, non è un optional, ma un parametro sulla base del quale si possono pianificare economie di scala non meno importanti di quanto sia importante, oggi, il risultato del processo produttivo» Che sia il momento di ricominciare daccapo dando un colpo di spugna al passato? di Claudio Sorbo Secondo i dati dell Osservatorio del mercato immobiliare dell Agenzia delle Entrate, nel 2012 le compravendite di abitazioni si sono fermate a unità, il peggiore dato dal Nonostante queste vendite siano meno della metà di quelle del i prezzi hanno mostrato un calo piuttosto contenuto: nel secondo semestre 2012 il valore medio un abitazione venduta a Roma superava i 312mila euro (3.356 Euro al metro quadro), con una diminuzione solo dello 0,9% rispetto al semestre precedente. Mentre le abitazioni della capitale risultano le più costose d Italia, sono oltre i Euro anche quelle di Firenze ( Euro) e Venezia ( Euro). La spiegazione è semplice: il mercato immobiliare popolare è crollato e quel po che si vende è appannaggio dei più abbienti, non toccati dalla crisi. Infine, Roma è in testa ai prezzi di vendita perché ci lavorano migliaia di Dirigenti di Ministeri, Parlamento, Presidenza della Repubblica, Enti Pubblici, Authority, spesso pagati oltre la norma e talvolta oltre la decenza. Poi ci sono i dipendenti e i Dirigenti di organizzazioni internazionali (la FAO, ad esempio), i dipendenti stranieri di sedi diplomatiche in Italia e nella Città del Vaticano, oltre ai liberi professionisti, ingegneri, architetti, medici, commercialisti, notai e soprattutto avvocati: a Roma ce ne sono più che nell intera Francia. Quanto a Firenze e Venezia, sono città d arte uniche al mondo e gran parte del mercato immobiliare è terra di conquista per stranieri facoltosi, esattamente come di ricchi stranieri è il mercato di ville e casali del Chianti, non a caso soprannominato Chiantishire. Da qui alcune considerazioni: è inutile aspettarsi la ripartenza del mercato delle costruzioni perché prima bisogna smaltire quelle rimaste invendute. Secondo tutti gli analisti i tempi saranno lunghissimi (da 5 a 10 anni) perché il mercato immobiliare tira solo se si è prossimi alla piena occupazione e se il clima politico è sereno: ebbene, in Italia oggi non ci sono né l una né l altro, e ci vorranno anni prima di ottenerli e sempre che non intervengano fatti imprevisti e imprevedibili che vengano a turbare il panorama. Poi: anche quando ripartirà l edilizia, si tratterà di un fenomeno di modesta portata perché il terreno edificabile in Italia è prossimo alla fine. Già si sono registrati numerosi casi di Comuni che non hanno concesso terreni per l edificazione di Ipermercati, quantunque queste strutture siano un veicolo di nuova occupazione. Infine, non contiamo sull edilizia industriale: questa crisi, se per un verso ha sfoltito il panorama industriale nazionale (basta fare il giro del comprensorio ceramico per comprenderlo) dall altro non ha certo costituito un incentivo all entrata nel nostro paese di aziende straniere. Purtroppo il nostro è un paese con il freno a mano tirato: quattro regioni (in particolare) affette dalle metastasi della malavita, una Giustizia dalla lentezza pachidermica, una burocrazia indecente che assimila senza dare, che rispetta le sue procedure ma non le esigenze di chi le parla, che rispetta gli adempimenti e se ne fotte dei tempi di risposta. Addirittura Oscar Farinetti, l imprenditore che ha inventato Eataly, marchio famoso in tutto il mondo, ha provocatoriamente dichiarato di aver aperto il suo punto vendita a Roma senza avere ottenuto tutti i permessi dalle pubbliche autorità: se avesse atteso, avrebbe dovuto aspettare ancora mesi e mesi prima di ottenerli e nel frattempo non avrebbe potuto iniziare le attività che, non dimentichiamolo, riguardano un complesso di metri quadri con 23 ristoranti, prodotti in vendita, 40 aree didattiche in cui si insegnano i segreti della nostra cucina e 500 dipendenti, cui vanno aggiunte altre persone attive nell indotto. Con tutte queste premesse, che può fare l industria ceramica italiana? In Italia, dovrebbe considerare marginali i tradizionali canali distributivi ormai esausti e rivolgersi a canali nuovi, ad esempio i negozi di arredamento: a Bologna ne conosco uno importante che oltre a letti, armadi e poltrone di alto livello (e prezzo), presentano anche biancheria per la casa, materassi di tutti i tipi (meccanici, ad acqua), tendaggi e, udite udite, pavimenti che il titolare si è fatto campionare mi ha detto perché nessuno glieli aveva mai proposti. Ma è possibile che le aziende ceramiche continuino sempre nello stesso modo, incaponendosi sempre presso gli stessi clienti sempre più sfiancati e nessuno si sogni di andare presso canali distributivi alternativi? E poi c è il capitolo dell estero, che ai bei tempi è stato trascurato (vi è stato realizzato l inevitabile, non il probabile e nemmeno il possibile) ed ora, in un mondo globalizzato, è organizzativamente anacronistico perché le Reti di Vendita sono strutturalmente sempre le stesse: numericamente insignificanti, conoscono i clienti che servono e non i mercati in cui lavorano, per cui la crescita è solo verticale (dare di più a chi già compra) e non orizzontale (servendo clienti nuovi). Infine c è il capitolo della comunicazione, nel comprensorio ancor oggi improntata a un trionfalismo fuori luogo che ha sempre enfatizzato una leadership mondiale che non c è mai stata e che oggi vede l industria ceramica italiana valere meno del 4% della produzione mondiale. Che sia il momento di ricominciare daccapo dando un colpo di spugna al passato? Le ricostruzioni si fanno così: partendo da zero con manager nuovi, processi distributivi nuovi, metodi di gestione nuovi, programmi di espansione nuovi, Reti di Vendita nuove. Solo così sarà possibile alzare daccapo la testa senza rimasticare, Cersaie dopo Cersaie, sempre le stesse piastrelle.

7 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 DISTRETTO CERAMICO 7 Daniel Libeskind per Casalgrande Padana Daniel Libeskind L archistar protagonista della cerimonia di premiazione del Gran Prix dell azienda reggiana, tenutasi a Milano presso il cantiere Citylife pato al Gran Prix, trovando proprio nei materiali ceramici dell azienda di Casalgrande Padana il giusalgrande Padana Grand Prix appena andata in archivio, complice la cerimonia di premiazione tenutasi a Milano, presso il cantiere del Citylife milanese, un altro progetto che, attraverso il genio di Daniel Libeskind, ha dato compiutezza ai prodotti ceramici di Casalgrande Padana, utilizzando per le residenze nate dal suo genio oltre 50mila metri quadri di rivestimenti esterni prodotti dall azienda reggiana. Oltre vent anni di storia, nove edizioni, oltre millecinquecento progetti in concorso, duecentocinquanta dei quali esaminati dalla giuria solo in quest ultima edizione: se bastano questi pochi numeri a dare la misura di come il premio voluto da Franco Manfredini, numero uno di Casalgrande Padana, sia diventato un osservatorio privilegiato sull evoluzione in atto nell utilizzo della ceramica e, più in generale, sullo sviluppo della ricerca progettuale e costruttiva, non bastano i numeri a spiegare quello che, secondo Manfredini «è il significato più profondo che è giusto riconoscere al concorso, ovvero il fatto che il prodotto ceramico, oltre che di innovazione in termini di tecnologia, necessita di un ispirazione anche stilistica ed estetica, quasi culturale. E questo lo spirito con il quale pensammo il Gran Prix, ovvero avviare un percorso di collaborazione tra produttori e progettisti che potesse diventare anche un arricchimento reciproco». Tradottosi, nel tempo, in un costante miglioramento, anche qualitativo, dei progetti. «Nella distanza che separa le prime edizioni del premio da questa c è l evoluzione dell architettura e del modo di costruire, ma anche l evoluzione del prodotto ceramico», spiega infatti Mauro Manfredini, Direttore Marketing di Casalgrande Padana, trovando sponde oltremodo agevoli sui pareri dei tanti progettisti che hanno parteci- Cedacri Group Headquarter, Collecchio, Parma (I) Shopping Centre La Cartiera, Pompei, Napoli (I) I PREMIATI Centri commerciali PRIMO PREMIO Sergey Nagrebel nyy - OOO ASK Gorod, Shopping Centre, Yekaterinburg (RUS) SECONDO PREMIO Design International & Corvino+Multari, Shopping Centre La Cartiera, Pompei, Napoli (I) TERZO PREMIO Graziano Facchini CST srl GruppoFINIM, Shopping Centre Città dei Templi, Agrigento (I) Edilizia pubblica e dei servizi, edilizia industriale PRIMO PREMIO Andrea Mambriani, Cedacri Group Headquarter, Collecchio, Parma (I) SECONDO PREMIO Massimiliano e Doriana Fuksas, Studio Fuksas, School Georges-Frêche, Montpellier (F) TERZO PREMIO Thomas Bamberg - Bamberg Architektur, Church Sunnenbuhl (D) MENZIONE Valeriya Shubina - OOO OMA-9, Theological Seminary, Kolomna (RUS) MENZIONE APA Czech_Dulin ski_wróbel Agencja Projektowa Architektura, Airport Jasionka, Rzeszow (PL) MENZIONE Eik Kammerl - Kammerl+Kollegen, NewMetro Station, Aschaffenburg (D) Edilizia residenziale PRIMO PREMIO Javier Artadi - Artadi Arquitectos, Las Palmeras House, Lima (PE) SECONDO PREMIO Justin Quinlan - The Quinlan Group, Piccoli Residence, Griffith (AUS) TERZO PREMIO Louis Phillips, Louis Phillips Architects and Associates, Pearl Valley Golf Estate, Paarl (ZA) MENZIONE Alain Demarquette, Private House, Merignies (F) Rivestimenti di facciata, pavimentazioni esterne PRIMO PREMIO Studio di Architettura Anselmi & Associati, San Pio da Pietrelcina church compound, Roma (I) SECONDO PREMIO Alessandro Traldi - Atelier Traldi, School Complex, Massalengo, Lodi (I) TERZO PREMIO (EX AEQUO) Architetto Silvio D Ascia & ATI Servizi Integrati IDI La Porta Del Parco, Bagnoli, Napoli (I), 5+1AA Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Ex Metalmetron, Savona (I) Piscine PRIMO PREMIO Marco Ciarlo & Fabio Fabiano, Swimming Pool, Savona (I) MENZIONE Jean-Luc Roussel - Atelier 3A, Swimming Pool, Leffrinckoucke (F) MENZIONE Alain Sarfati, S. Area Alain Sarfati Architecture, Centre Aqua-Ludique, Arras (F) San Pio da Pietrelcina church compound, Roma (I) Shopping Centre Città dei Templi, Agrigento (I) Ceramica e progetto. Da tempo termini inscindibili di uno stesso binomio, sintetizzato in modo mirabile e straordinariamente contemporaneo nel Casalgrande Padana Grand Prix. Nato nel 1990 e giunto alla nona edizione, il Gran Prix dell azienda reggiana nacque dalla necessità di sviluppare e rendere più ravvicinato il rapporto tra chi produce e chi applica, tra produttore e progettista, in modo da innescare un circolo virtuoso capace di generare prodotti e progetti fortemente orientati all innovazione tecnologica e alla qualità architettonica. Missione compiuta, stando almeno agli esiti dell edizione del Casto mezzo per realizzare un fine. Si tratti di «gallerie commerciali il cui sviluppo orizzontale esalta superfici come quelle del gres porcellanato», spiega Vincenzo Corvino di Corvino+Multari, o di soddisfare quelle necessità di «resistenza nel tempo che rendono ha detto invece Graziano Facchini di FINIM il materiale ceramico comunque preferibile, soprattutto per le superfici ad altissima frequentazione, alle superfici cosiddette naturali». Forza, resistenza, bellezza ed estetica del gres porcellanato, conviene Daniel Libeskind, che nell ambito della cerimonia di premiazione del Casalgrande Padana Gran Prix ha tenuto una lectio magistralis «sono declinazioni delle categorie del vero, buono e bello», e convivono in quella equazione in cui materiale ceramico e progettazione esaltano, l uno nell altra, le proprie reciproche eccellenze. LA GIURIA Grand Prix, da oltre vent anni, accompagna il processo di evoluzione del prodotto e delle sue applicazioni in ambito architettonico, confermando la propria vocazione internazionale. I lavori presentati sono stati visionati e valutati da una giuria internazionale, presieduta da Franco Manfredini, Presidente di Casalgrande Padana e composta da: Alfonso Acocella, Architetto, Firenze (Docente alla Facoltà di Architettura, Università di Ferrara), Giuseppe Cappochin, Architetto, Padova (Designato dal Consiglio Nazionale degli Architetti - Roma), Biagio Furiozzi, Architetto, Firenze (Docente alla Facoltà di Architettura, Università di Firenze), Ferdinando Gottard, Architetto, Gorizia (Direttore Rivista Azero ), Joelle Letessier, Architetto, Parigi (Direttore Rivista Archicréé ), Sebastian Redecke, Architetto, Berlino (Direttore Rivista Bauwelt ), Matteo Vercelloni, Architetto, Milano (Giornalista, Critico d Architettura). Foto Geminiani Innovazione ceramica per l arredo urbano

8 Tutte le soluzioni per PROGETTARE _ COSTRUIRE _ RIQUALIFICARE BIENNALITÀ _ SPECIALIZZAZIONE _ INTERNAZIONALITÀ I saloni di MADE expo: Costruzioni e Cantiere Involucro e Serramenti Interni e Finiture Software e Hardware Energia e Impianti Città e Paesaggio Promossa da Partner Con il patrocinio di

9 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 DISTRETTO CERAMICO 9 Giovani e aziende: la primavera dei premi «Non fate cose folli, ma rendete possibile ciò che sembra folle» Una sorpresa per tutti: al Don Magnani vince il futuro Questa l esortazione ai giovani studenti premiati con le borse di studio intitolate alla memoria di Giovanni Lucchese, fondatore di Florim Celebrare il passato guardando al futuro. O meglio, guardando il futuro attraverso quanti, oggi, al futuro si preparano attraverso lo studio e il sacrificio: è quello il filo rosso che lega l ingegner Giovanni Lucchese, fondatore di Floor Gres, oggi Florim, ai tanti giovani che ritirano il premio a lui intitolato. Ventisei edizioni per un evento voluto dal attuale presidente di Florim, Claudio Lucchese, che da il giusto merito, attraverso borse di studio destinate a studenti che, a conclusione dello scorso anno scolastico, hanno conseguito il diploma di maturità con il mas- simo dei voti. Gli studenti (Paolo Marchetti, Riccardo Mazzi, Stefano Pini, Micaela Verucchi) sono quelli del Volta, «perché spiega il numero uno di Florim mio padre era un tecnico, e questa scuola ha un indirizzo tecnico che fa parte da sempre del tessuto industriale del distretto», e il filo rosso che li lega, a più di un quarto di secolo dalla prima edizione del premio Lucchese, è sempre quello. «Passione, studio, sacrificio, fiducia nel futuro: le stesse direttrici sulle quali, negli anni, abbiamo fatto crescere Florim. Investendo e raccogliendo risultati che vogliono essere, in un momento come questo, soprattutto un segnale», spiega ancora Lucchese, che proprio attraverso il premio intitolato al fondatore del gruppo Florim rafforza quel filo rosso che congiunge passato, presente e futuro, tradizione e innovazione, territorio e globalità. Sul quale, in perfetto equilibrio, stanno gli studenti premiati quest anno come quelli premiati negli anni, Giovanni Lucchese e altre figure simbolo di quella filosofia che Lucchese fece sua all inizio degli anni Sessanta, quando posò la prima pietra di quello che è diventato un gruppo che del guardare avanti ha fatto la sua mission. «L insegnamento al quale devono guardare i giovani non è fate cose folli, ma rendete possibile quello che può sembrare follia». Così, nell aula magna del Volta di Sassuolo, teatro della premiazione, sfilano, oltre ai premiati, anche John Lennon, Felix Baumgartner, Papa Francesco, evocati dal giornalista e scrittore Leo Turrini, che nel premio Lucchese vede sì un segno tangibile del legame di Florim al territorio, «ma anche e soprattutto un occasione per convincere una comunità che non è vero che tutto finisce e tutto va necessariamente indietro: ci sono storie che continuano a dire che creatività, passione e coraggio possono aprire orizzonti nuovi a chi sospetta, e in un momento del genere sono tanti, di essere condannati ad una vita di terza fila. Un iniziativa come questo premio dice ai giovani: guardate queste storie e lavorate sul vostro, e nostro domani» «Nel lavoro di questi studenti ci sono creatività e collaborazione: ho voluto che fossero riconosciuti allo stesso modo i meriti di tutti» Il premio System, che da sette anni a questa parte riconosce i meriti degli studenti sassolesi dell IPSIA Don Magnani impegnati nella progettazione, quest anno lo ha vinto il futuro, inteso come speranza, inventiva, originalità e soprattutto come volontà di guardare avanti, con fiducia. Già, al netto della metafora che vuole proprio il futuro sul gradino più alto del podio: non un solo vincitore per questo settimo Premio System, non la decina di studenti che fino alla scorsa edizione erano stati gratificati del riconoscimento, ma un unico ex aequo che ha accomunato tutti i circa cinquanta ragazzi che hanno partecipato alle selezioni. Una scelta singolare e collettiva allo stesso tempo, attraverso la quale Franco Stefani, fondatore e presidente di System Group, ha voluto premiare la creatività e l impegno che ogni ragazzo ha messo nelle proprie realizzazioni, singole e di gruppo. Dentro le quali, e lo si è visto da quanto era commosso l imprenditore, probabilmente Stefani ha anche rivisto se stesso, studente dell Acal diretto ai tempi da Don Dorino Conte. «Questi ragazzi, e questa atmosfera mi hanno commosso, facendomi tornare indietro di cinquant anni: ho rivisto la voglia e la creatività, l entusiasmo e la collaborazione che sono il presupposto della nascita di ogni grande progetto, e per questo ho voluto che tutti gli studenti che hanno lavorato ai progetti fossero accomunati da un unico riconoscimento», ha detto Stefani, che ha tuttavia assegnato un premio speciale a Mohamed Ouassif, cui proprio System coprirà le spese universitarie e l Ipsia ha già proposto d rientrare, ad autunno, come tutor dei suoi ex compagni per seguirli in alcuni specifici progetti. Quinto anno di elettronica all Ipsia Don Magnani, Ousassif guida il plotone di giovani progettisti che di idee, in effetti, ne hanno presentate tante, e tutte, secondo la giuria, di caratura tutt altro che trascurabile. Si trattasse delle rielaborazioni di due macchinari System proposte dagli studenti dell indirizzo elettronico-meccanico, o della scala luminosa a led presentata dalla quarta F, o ancora delle pareti ventilate green progettate dagli studenti dell indirizzo ceramico, o dalla moto fotovoltaica della quarta B meccanica. Queste, ma non solo queste, le idee che chiudono idealmente un percorso di studi attraverso il quale, ha detto Alessandra Borghi, dirigente scolastico dell istituto sassolese, presente alla cerimonia di premiazione insieme al sindaco di Sassuolo Luca Caselli che certifica la crescita di questa scuola in tutte le sue componenti». Idee attraverso le quali guardare a quel futuro cui il Signor System, anche con questo premio, non ha mai smesso di guardare.

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11 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 accadmenti 11 AVERE O ESSERE? Don Achille Lumetti E compito della Chiesa, particolarmente in questo momento di cambiamento radicale e di evoluzione veloce, giocare la carta della fiducia e della tenerezza sul tavolo verde delle intelligenti scorciatoie per non disperdere o cancellare aspirazioni concrete al servizio della Chiesa. L eterno, dilemma dell uomo: essere o possedere o avere? Shakespeare si chiedeva essere o non essere? Cartesio asseriva: penso quindi sono, esisto. Non dobbiamo mai privilegiare il sapere sull essere. Conosco persone che disquisiscono di teologia, sacra scrittura, diritto e morale, ma non fanno emergere o proporre alcun accento di concretezza. Più che dimostrare occorre mostrare. Non dobbiamo scegliere la strada lunga e tortuosa quando possiamo percorrere con la stessa volontà e dignità una scorciatoia. Molti giovani e ragazze delle nostre parrocchie rivelano segni evidenti di servizio, donazione e disponibilità. E compito di ogni parroco, leggere e interpretare questi carismi e farli fruttificare subito, affinchè non sbiadiscano con il tempo e si rallenti il loro significato. Sassuolo può gloriarsi di avere avuto Alfonso Ugolini che da modesto sagrestano è diventato ottimo sacerdote nella chiesa di San Giorgio. Il parroco Mons. Zelindo Pellati e il Vescovo Mons. Gilberto Baroni in sinergia hanno raccolto l aspirazione a diventare sacerdote, di questo laico stimato da tutti. A Ugolini, già sessantenne, non si è chiesto un lungo e difficile percorso. Egli era già cresciuto alla scuola della donazione, della sofferenza, della preghiera, in parrocchia. Fulgido esempio di modestia e semplicità, come per l attuale pontefice Francesco, che pur non cantando un solo iota della liturgia, celebra con cuore e profondo carisma, meritandosi la considerazione e l affetto di tutti. Non possiamo collocare lo studio della Bibbia, della teologia, della cultura, sul tavolo anatomico sempre e tutti i giorni. E compito della Chiesa, particolarmente in questo momento di cambiamento radicale e di evoluzione veloce giocare la carta della fiducia e della tenerezza sul tavolo verde delle intelligenti scorciatoie per non disperdere o cancellare aspirazioni concrete al servizio della Chiesa. Attraverso le feritoie che ogni parrocchia sa aprire a molti giovani e adulti si possono raggiungere traguardi di splendore e di servizio. La comunità parrocchiale è una scuola ideale per comprendere la differenza tra ciò che è superfluo e ciò che invece è essenziale. Con Madre Teresa ripetiamo Signore dammi la forza e la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle possibili e la saggezza di capire la differenza. I nostri collaboratori parrocchiali, i nostri sacerdoti non sono chiamati a disquisire su tutto come se fossero alla Bocconi. Un giovane Sacerdote, appena prete pregava dicendo: «Signore dammi la forza di cambiare il mondo». Diventato parroco recitava invece questa preghiera: «Signore dammi al forza di cambiare questa parrocchia». Avanti negli anni la sua preghiera era diventata semplice e incarnata nella realtà e diceva: «Signore dammi la forza di rifare il letto». Chi ha orecchi per intendere, intenda. (Don Achille Lumetti) Don Ugolini Madre Teresa Dal 1988 tradizione e innovazione Materie prime per ceramica: Ricerca e sv iluppo Controllo Qualità Logistica Stoccaggio Mineral s.r.l. Via Aldo M oro 20, Formigine ( M odena ) - Italia - Tel. (+39) Fax (+39)

12 12 CASALGRANDE e CASTELLARANO anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 Entro i prossimi tre anni la nuova Salvaterra Un milione di euro e tre anni di lavori per la creazione del centro della frazione. Oltre duecentomila euro già stanziati per i primi interventi che verranno accantierati già in autunno Un milione di euro per dare a Salvaterra l identità del centro urbano. Ci sono paesi dove è difficile trovare il centro per le loro caratteristiche urbanistiche e per Salvaterra vale questa regola che però sarà ben presto cambiata. Fino a qualche anno fa, infatti, il centro di Salvaterra era attraversato dalla provinciale che collega Rubiera a Sant Antonino e dall altra provinciale che permette di raggiungere Arceto. Dopo anni di lotta e di proteste da parte della popolazione è stata realizzata un circonvallazione che ha dirottato tutto il traffico pesante dal paese, ma oggi manca ancora qualcosa per dare un identità alla frazione principale di Casalgrande. Anche per questo sono allo studio una serie di interventi che permetteranno di identificare il centro di Salvaterra: una sorta di piano pluriennale destinato a prendere forma, tuttavia, in un futuro nemmeno troppo remoto. Per il primo stralcio sono infatti già disponibili le risorse per 230milacomplici i quali i primi lavori verranno accantierati già in autunno. I finanziamenti per il primo stralcio sono stati reperiti grazie ad un accordo fra la ditta Bervini Primo srl e l amministrazione comunale che attraverso una legge regionale ha dato il benestare per una ristrutturazione edilizia dell azienda specializzata nella produzione di carni in cambio del finanziamento del primo stralcio del piano di riqualificazione di Salvaterra. Per Enrico Magnani, assessore ai lavori pubblici, l intervento sarà molto importante per l immagine del paese e per la fruibilità da parte dei cittadini di tutti i servizi che si trovano lungo via Reverberi che di fatto attraversa e divide in due Salvaterra. Il progetto prevede infatti l eliminazione dell asfalto che verrà sostituito da lastre di pietra di luserna di spessore particolarmente alto per permettere il transito delle automobili e dei mezzi pesanti, mentre ai lati della strada verrà realizzata la pista ciclabile e pedonale sempre in pietra, corredata di alberi e panchine. Un restyling che permetterà di identificare il nuovo centro della frazione dalla chiesa parrocchiale fino all altezza del bar Barattolo. La maggior parte dei lavori, di fatto, insisterà su una parte di via Reverberi, sulla piazzetta Ugo Farri su parte di via Canalazzo. Quanto tempo ci vorrà? Per il primo stralcio i tempi sono particolarmente ristretti per gli altri due stralci circa tre anni. (Paolo Ruini) Energia pulita dalla discarica Il parco fotovoltaico di Rio Riazzone e Rio Vigne: risparmio garantito per almeno novecento famiglie Castellarano Da discarica a centrale ad energia solare. E questa la metamorfosi della famosa discarica di Rio Riazzone e Rio Vigne. Da pochi mesi è in funzione un parco fotovoltaico che ricopre una parte dei calanchi dove negli ultimi trent anni sono stati stipati migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dal comprensorio delle ceramiche e da altre regioni d Italia. Ci sono voluti tre anni di lavori e ora l impianto è funzionante ed è in grado di produrre circa due megawatt di potenza. Per fare alcuni esempi e paragoni con una simile produzione è possibile soddisfare le esigenze energetiche di oltre novecento famiglie. In vent anni, tempo minimo di funzionamento di un impianto fotovoltaico, si risparmierebbero oltre 8mila tonnellate di petrolio e 20 milioni di tonnellate di anidride carbonica senza contare gli altri gas nocivi come gli ossidi d azoto. I lavori sono stati realizzati dalla società Rio Riazzone che gestiva la discarica i cui proprietari sono l Iren e i comuni reggiani del comprensorio delle ceramiche. Vista l utilità per l ambiente di un simile intervento la regione Emilia Romagna ha fornito un proprio contributo alla costruzione dell impianto e i pannelli sono stati installati sia nella val- le del Rio Vigne, sia all interno del calanco di Rio Riazzone. La superficie occupata dai pannelli è poco più di due ettari su Rio Vigne mentre su Rio Riazzone l intervento è stato più complesso perché la piattaforma che ospita i pannelli è stata montata solo su un versante dell ex cava per una superficie di circa 6000 metri. I lavori sono stati particolarmente complessi perché hanno dovuto tenere conto dal fatto che su Rio Riazzone è in funzione un altro impianto elettrico che sfrutta i gas di decomposizione dei rifiuti. Dal 2008 i tre motori che bruciano i gas raccolti con un sistema complesso di tubazioni producono circa due MW di energia elettrica. Una produzione che però tenderà con il tempo a calare in modo sensibile, fra cinque anni è previsto il dimezzamento a un MW ed entro 15 anni l esaurimento del bacino di biogas prodotto dai rifiuti. La produzione di energia pulita con il fotovoltaico, secondo le stime, produrrà per i primi anni kwh fino a scendere lentamente fino a kwh al raggiungimento del ventesimo anno di funzionamento. Il fatto che i calanchi su cui si trovano le due ex discariche occupino una superficie di oltre 40 ettari non esclude la possibilità di allargare le attuali dimensioni degli impianti presenti. (P.R.)

13 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 FORMIGINE e MARANELLO 13 Un cuore nuovo per Casinalbo: la riqualificazione della ex Maletti PERFETTI MECCANISMI DI ASSISTENZA In mostra i progetti per il recupero dell area industriale, attraverso la quale verrà disegnata la Casinalbo del futuro: viabilità, abitare smart e servizi ai cittadini La riqualificazione dell area dell ex salumificio Maletti potrà finalmente essere l occasione di rilancio per Casinalbo. La frazione formiginese, spezzata in due dall attraversamento della via Giardini e della ferrovia, è a tutt oggi un paese senza un vero e proprio centro, ma la riqualificazione della ex Maletti diventa un perno sul quale ridisegnare la cittadina e a questo proposito, presso il vecchio salumificio di via S.Ambrogio a Casinalbo, è stata allestita l esposizione dei 48 progetti pervenuti nell ambito del concorso di idee per il recupero dell area stessa, dal titolo Una nuova centralità per Casinalbo, indetto dalla Socedil Spa, proprietaria dell area. Ecco come gli architetti. Paolo Leoni ed Emanuele Boni, spiegano il progetto vincitore del concorso, realizzato dal loro gruppo: «Il progetto Con i suoi delegati alle politiche giovanili, la Lista civica chiede la creazione di un area dedicata all interno della nuova biblioteca di Maranello. «Rimpiangiamo le aree riservate esistenti nella precedente struttura» Ing. Paolo leoni - Ing Emanuele Boni e il progetto vincitore ruota attorno a tre punti fondamentali, viabilità, abitare smart e servizi ai cittadini con l obiettivo di creare un sistema in grado di creare una nuova centralità di Casinalbo. Il sistema della viabilità e della sosta è studiata in modo da essere flessibile per migliorare i collegamenti alle aree limitrofe e consentire una pedonalizzazione di alcuni tratti. La sosta è distribuita linearmente lungo i percorsi in modo da non creare delle aree a parcheggio ma avere una sosta diffusa e ben accessibile. Le unità residenziali posizionate a ridosso del parco saranno edifici a energia quasi zero con alti livelli di confort, risparmio energetico e tecnologie bioclimatiche innovative. La distribuzione lineare asimmetrica consente di avere corridoi visuali sempre diversi aperti verso l area verde». L edificio ex Maletti viene recuperato conservandone l ingresso storico e il fronte su via S. Antonio, con la parte storica a ridosso della Villa Maletti che «Più spazio per gli studenti universitari» Maranello La polemica alligna tra gli scaffali del Mabic, la struttura di Maranello che ospita, tra l altro, la biblioteca comunale oggetto delle attenzioni di Desiderio Ekanem e Matteo Campana, delegati alle politiche giovanili della Lista Civica. Troppi eventi e poca attenzione al miglioramento del quotidiano della struttura, dicono i ragazzi alludendo alle tante iniziative delle quali la struttura è teatro, aggiungendo come «l impegno dell Amministrazione Comunale sembra esclusivamente indirizzato ad organizzare eventi nella nuova biblioteca, che sembrano preferiti all obiettivo di incrementare e migliorare il patrimonio librario. Come studenti e frequentatori della nuova biblioteca rimpiangiamo l area destinata allo studio degli universitari esistente nella precedente struttura: sarà contenitore di servizi, spazi museali e sale multimediali per mostre ed eventi. Previsti anche spazi ricettivi come ristoranti e bar, mentre ai piani superiori ci saranno spazi ambulatoriali e palestre di riabilitazione per la terza età. Il Museo MUMA (museo Maletti) sarà pensato in unica gestione con l attività di ristorazione in modo da consentire una gestione flessibile e innovativa degli spazi di esposizione, e l ingresso storico diventerà un a grande vetrina dove la nuova biblioteca sarà certamente più luminosa, ma è certamente dotata di meno spazio per studiare». I due esponenti della saranno visibili a tutti gli spazi museali al piano inferiore, in relazione con una nuova piazza posizionata a nord del comparto che ha l obiettivo di creare un unico grande spazio a vocazione pedonale che comprende anche l attuale sagrato della Chiesa, collegata a sua volta all area della stazione. IL comparto prevede inoltre la realizzazione di un parco attrezzato dove verranno insediate funzioni per i giovani come biblioteca e sale polivalenti ed un grande viale pedonale collegherà il parco con la piazza passando per le residenze e gli uffici diventando spina dorsale del progetto. Il viale sarà spazio di aggregazione senza auto e attrezzato con sedute e servizio wi-fi. In zona baricentrica tra piazza e residenza si è pensato di sviluppare spazi per uffici e negozi. «Un laboratorio di urbanistica partecipata aveva definito le indicazioni che i progettisti hanno tradotto in proposte concrete - spiega l Assessore all Urbanistica Francesco Gelmuzzi - Ora grazie al nuovo PSC-RUE possiamo dare seguito nel primo piano operativo comunale (POC) ad alcune importanti riqualificazioni urbane, tra cui Casinalbo. Le tantissime proposte pervenute saranno un tassello fondamentale per arrivare ad elaborare una proposta da parte della proprietà». Tutte le proposte tecniche saranno esposte alla cittadinanza tra sabato 1 giugno dalle 10 alle e dalle 15 alle 18 e domenica 2 giugno dalle 10 alle (Edda Ansaloni) Lista Civica chiedono pertanto di creare, all interno del Mabic, «una zona, eventualmente con pareti trasparenti sempre per rimanere in tema con la struttura, dove gli studenti universitari possano studiare, senza essere disturbati dagli schiamazzi delle scolaresche e dei visitatori. Riguardo l area esterna riteniamo che il muro eretto di fianco al Mabic esprime un senso di chiusura e tristezza che non vogliamo, perchè non chiedere a giovani artisti di Maranello di realizzare un opera murales? La nuova biblioteca chiudono Ekanem e Campana - potrà diventare il centro della cultura maranellese, solo se l Amministrazione inizierà ad ascoltare i suoi utenti, a cominciare dagli studenti. (E.A.) MACCHINE, IMPIANTI E RICAMBI PER INDUSTRIE CERAMICHE G.P. Service s.r.l. via Atene, Sassuolo (MO) Tel Fax DIRETTORE RESPONSABILE ROBERTO CAROLI DIREZIONE,AMMINITRAZIONE Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDAZIONE IL DSTRETTO via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax REDATTORI Stefano Fogliani, Daniela D Angeli COLLABORATORI Claudio Sorbo, Massimo Bassi, Don Achille Lumetti, Edda Ansaloni, Paolo Ruini, Bruno Dallari, Don Rino Bertoldi, L Amico del Tempo, Sting EDITORE CERAMICANDA SRL Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Reggio Emilia al n 1202 in data 05/12/07 PUBBLICITA Ceramicanda srl, via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE) tel fax IMPAGINAZIONE gilbertorighi.com STAMPA SOCIETA EDITRICE LOMBARDA SRL- CREMONA CERAMICANDA garantisce la massima riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo al responsabile dati Ceramicanda via De Amicis Veggia di Casalgrande (RE). 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15 anno 5 numero 127 / 1 Giugno 2013 RUBRICHE 15 Quando andrete a... La sconcia contraddizione di Poggioreale, monumento al degrado tiere, quello in cui si eleva anche l omonimo carcere. Le tombe si intravedono tra i cipressi, poco prima dell arrivo nella Stazione Centrale, svettano oltre vecchie, sgarrupate case popolari e insediamenti industriali in gran parte cadenti e abbandonati. La zona del cimitero era un insediamento funerario già nel 1500 e anche prima e comprendeva numerose grotte e piscine, depressioni del terreno, che ospitarono fosse comuni di vittime di epidemie. Mentre i nobili, i più abbienti e i religiosi tumulavano i loro morti nelle case e nei pavimenti delle chiese, spesso le salme dei popolani venivano sepolte in terra o nelle grotte locali (la città ne ha in numero straordinario, in parte Napoli è città di contraddizioni: umane, sociali, politiche, religiose. Il suo popolo agogna dagli organi pubblici risposte uguali per tutti ma chi abita a Posillipo non è trattato come chi vive nel Rione Sanità o al Pallonetto; ha sete di equità sociale ma la differenza tra le varie classi è indecente; anela da sempre l avvento del Messia della politica che lo faccia emergere dalla melma dell eterna incapacità di governo, della corruzione, degli scandali, delle piccole criminalità quotidiane; questo popolo aspirerebbe a una religiosità pacata e intimista ma è devastato da devozioni di massa intrise di paganesimo, soprattutto in occasione del miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. A Napoli il bene e il male convivono in sconcia e disinvolta promiscuità e il suo popolo ne è vittima e carnefice allo stesso tempo, subisce con rassegnazione la malavita e non sa fare la raccolta differenziata. In ossequio alle contraddizioni della città di Napoli oggi parlerò del cimitero di Poggioreale, invitando i lettori a non visitarlo (altrimenti, che contraddizione sarebbe?). Il cimitero sorge nell omonimo quaroggi visitabili), soprattutto quando cadevano vittime di epidemie. Ad esempio, nel 1523, durante la guerra tra Carlo V e Francesco I, trovarono sepoltura nel territorio dell odierno cimitero le vittime dell ennesima epidemia di peste, sia civili, sia soldati, questi ultimi guidati da Odetto de Foix Visconte di Lautrec, anch egli ucciso dal male. Il ricordo di questo evento, che deve essere stato di spaventose dimensioni, lo si ha nel nome di Lotrecco, evidentemente dal nome del Visconte, che indica ancor oggi il luogo in cui ebbero luogo le sepolture. Per tutto il 1600 e il 1700 continuò la pratica di impiegare quel terreno collinare per le sepolture: fu creato un cimitero dei colerosi, poi, lontano dalle sepolture cattoliche, un cimitero di acattolici e un cimitero ebraico. Con l editto di Napoleone le autorità stabilirono la razionalizzazione architettonica del cimitero, che fu progettata dagli architetti Francesco Maresca, Ciro Cuciniello, Luigi Malesci, Stefano Gasse e fu inaugurata nel Poggioreale è davvero un esempio nobile di cimitero monumentale: le cappelle, le chiese, i monumenti testimoniano non solo il gusto artistico, ma anche l opulenza delle costruzioni, la fantasia degli scultori spesso ignoti, la ricchezza dei materiali impiegati, tufo marmo, graniti. Anche gli stili architettonici son i più variegati, classico, gotico, liberty, persino neo egizio: un insieme che sottrae allo spazio cimiteriale l atmosfera di tristezza e dolore per ravvivarla con una mediterranea, solare serenità. Le tombe illustri sono raggruppate nel Quadrato degli uomini illustri, un settore dedicato all inumazione delle personalità eminenti costruito ai primi del 1800 in ossequio a una normativa del Regno delle Due Sicilie: qui troviamo Giovanni Amendola (politico), Benedetto Croce (filosofo, la tomba di suo nonno, omonimo, è poco lontana), Francesco De Sanctis (critico letterario e commentatore di Dante), Salvatore di Giacomo (poeta), E. A. Mario (autore della Canzone del Piave, Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio ), Luigi Settembrini (poeta), Raffaele Viviani (poeta). Molta gente cerca nel cimitero di Poggioreale le tombe di due tra i più famosi figli della città: il tenore Enrico Caruso e il Principe Antonio De Curtis, in arte Totò. Ebbene, essi non sono sepolti a Poggioreale ma nel poco distante Cimitero di Santa Maria del Pianto. Perché stare alla larga dal cimitero di Poggioreale? Stante la cronica mancanza di danaro del Comune, il Cimitero è maltenuto e cadente: targhe col nome dei viali arrugginite e illeggibili, siepi incolte, cipressi non potati da chissà quando. Inoltre, non esistendo un servizio di vigilanza dopo la chiusura, appena serrati i cancelli il cimitero viene ogni notte depredato. Sono scomparsi marmi, statue votive, tetti in rame, addirittura i più audaci tranciano i lucchetti dei cancelli ed entrano con i camion per caricare quanto sottratto. Naturalmente, le tombe vengono abbattute e non è infrequente vedere qui e là casse sventrate e ossa annerite esposte al sole, il tutto nell incuria più assoluta. Il visitatore assiste alla dolorosa impresentabilità di questo monumento pubblico, devastato forse dal bisogno, probabilmente dall assenza di senso civico, sicuramente dalla certezza dell impunità. Così anche il cimitero di Poggioreale si unisce al degrado delle vie, dei rioni, delle piazze, dei palazzi, del popolo di questa splendida città, solo due secoli fa tra le capitali mondiali della cultura e dell arte, ed oggi un grumo di penosa e avvilente miseria materiale e umana. (L Amico del tempo) Fardelli d Italia I vecchi dentro, fardelli di una nazione in decadenza Oggi parleremo di una categoria di Fardelli d Italia alquanto numerosa: i vecchi. Ovviamente non mi riferisco a coloro che sono avanti negli anni perché la vecchiaia, come è noto, non è un fattore anagrafico: è una condizione dello spirito. Infatti, sono pronto a presentarvi un battaglione di persone che sono morte a 23 anni e saranno sepolte a 85. Chi sono i vecchi, quindi? Sono le persone di qualsiasi età che sono vittime delle loro certezze, sono i sicuri di sé, quelli che ti dicono con aria di superiorità «Te lo dico io a chi fa comodo tutta questa disoccupazione», quelli che Tanto, sia Monti, sia Letta fanno parte dei poteri forti. Quando poi chiedo al bene informato di turno quali siano questi poteri forti, la risposta è sempre la stessa: «La Trilateral, l Aspen Institute e il Circolo Bilderberg», quest ultimo raramente pronunciato nel modo giusto ma Bildenberg, Bittenberg o addirittura Bikkembergs, forse questo Circolo è una associazione segreta guidata dall omonimo stilista belga che a tempo perso, tra una scarpa e una felpa, organizza complotti internazionali ai quali invita, secondo quelli che la sanno lunga, il Professor Mario Monti e il più defilato Enrico Letta. Che pena, l uomo sicuro di sé, l uomo che non deve chiedere mai, come recitava il vecchio slogan che pubblicizzava negli anni 80 un dopobarba mediocre oggi dimenticato. Il povero uomo sicuro di sé ha bisogno di sembrare, pur di essere preso per quel che vorrebbe essere. Così, tramontati i palestrati bombati (non si contano più i casi di obesità da sgonfiamento), ecco i tatuati, quelli che avrebbero fatto l invidia di Quiquegg, il personaggio di Moby Dick di Herman Melville. Li avete visti? Spesso sono tatuati ovunque, forse, temo, anche nelle parti intime, ma vuoi mettere, giù gli slip ed ecco una bella rosa sulla natica sinistra e una lucertola sull attrezzo multiplo, una lucertola, ovviamente, a dimensione variabile a seconda delle circostanze. Mi dicono, al proposito, che non hanno ancora inventato la gomma che cancella dalla cute questi scempi, per cui se uno, giunto all augusta età di anni 80, volesse cancellare la lucertola ormai in pensione da tempo potrebbe farlo solo a prezzo di una costosa (non la passa la mutua) operazione chirurgica nemmeno tanto semplice e non scevra di rischi, come mi ha confessato un amico chirurgo. D altra parte è tipico delle società decadenti (o già decadute, come la nostra) preferire sembrare che essere, perché essere costa fatica e rinunce. Così, oggi proliferano i biondi che non lo sono, quelli coi capelli bianchi che diventano nero cozza, quelli che amano sembrare gay perché è di moda, ne ho conosciuto uno che con accuratezza matematica mi ha confessato di «essere gay al 40%». E poi quelle in tuta militare, quelle altre che praticano jogging con un furore devastante. Oggi manca il senso della misura, bisogna essere liberi di essere felici facendo quel che rende felici e chi se ne frega se la ricerca della felicità prevede l impiego del cattivo gusto, dell erba, dei suoi succedanei e poi, a salire, alla ricerca del vigore massimo, dell eccitazione massima, dell emozione massima, perché basta non far male agli altri e posso fare tutto. Nei tempi passati la ricerca spasmodica della felicità era sintomo di una sofferenza interiore, alla quale i poveracci rimediavano con il vino e i ricchi con la cocaina (sì, la cocaina, era allegramente consumata dai più abbienti già negli anni 20 del secolo scorso, vale a dire circa un secolo fa). Oggi, al contrario, lo stile di vita e la società contemporanea impongono di essere sicuri, certi di quel che si dice e si fa, pronti a menare le mani per un nonnulla, provate a chiedere a qualche buttafuori di discoteca quali sono le cause delle risse. Ne deriva che il sicuro di sé tende a voler incutere soggezione al prossimo perché ritiene che questo sia l unico modo per essere rispettati. E tutti coloro che si comportano così, quale che sia la loro età, sono dei vecchi, dei vecchi veri: hanno solo certezze, sono sempre uguali a se stessi, non amano l originalità di pensiero, sono incolti e rozzamente egoisti, «cosa vuoi che me ne freghi dei cassintegrati, tanto quando lo sarò io nessuno si occuperà di me», anime aride più della sabbia di un deserto in cui non nasce niente. Al contrario, l età avanzata da sempre registra l attenzione di molti autori, a partire da Marco Tullio Cicerone e dal suo De Senectute, un saggio delizioso su chi è avanti negli anni. Contiene tanti aforismi, riflessioni, giudizi: mai compassionevoli o pietosi, ma pieni di serenità («Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle ghiottonerie della mensa, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi»), di ottimismo («Come non tutti i vini, così non tutti i caratteri inacidiscono invecchiando») e senso della realtà («Nessuno è tanto vecchio da non credere di poter vivere ancora un anno»). E anche in tempi più vicini a noi qualcuno ha scritto della età avanzata: Gianni Brera, indimenticato e indimenticabile scrittore e giornalista, affermò che «La vecchiaia è un età meravigliosa. Peccato che duri poco». Ma lui era un cinico sentimentale, gli piaceva apparire peggiore di quanto fosse.. (Sting) Via Pietro Nenni, Rubiera (RE) - Tel Fax

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