Università degli studi di Sassari. Programma triennale Piano triennale della Performance Triennio BOZZA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università degli studi di Sassari. Programma triennale Piano triennale della Performance Triennio 2011 2013 BOZZA"

Transcript

1 Università degli studi di Sassari Programma triennale Piano triennale della Performance Triennio Ai sensi della legge n. 43 del 2005, dell art. 10 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009 n. 150 e della Delibera CIVIT 112/2010 BOZZA Senato Accademico del 19 maggio 2011 Consiglio di Amministrazione del 25 maggio

2 Sommario Presentazione del Programma triennale Piano triennale delle performance Sintesi delle informazioni di interesse per i cittadini e gli stakeholder esterni Chi siamo Identità L amministrazione in cifre Albero delle Performance Analisi del contesto Analisi del contesto esterno Analisi del contesto interno La dimensione organizzazione La dimensione risorse strumentali ed economiche La dimensione risorse umane La dimensione salute finanziaria Obiettivi strategici e declinazione in obiettivi operativi Aree Strategiche Caratteristiche Didattica e servizi agli studenti (A.S.C 1) Ricerca e Trasferimento tecnologico (A.S.C 2) Internazionalizzazione (A.S.C 3) Medicina universitaria (A.S.C 4) Aree Strategiche di Supporto Sistema bibliotecario (A.S.S. 1) Innovazione manageriale (A.S.S. 2) Organizzazione del Personale (A.S.S. 3) Innovazione Regolamentare (A.S.S. 4) Dotazioni Informatiche (A.S.S. 5) Dotazioni Patrimoniali (A.S.S. 6) Servizi Generali (A.S.S. 7) Obiettivi assegnati al personale dirigenziale

3 5. Il processo seguito e le azioni di miglioramento del Ciclo di gestione della performance Fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del piano Coerenza con la programmazione economico finanziaria e di bilancio Allegati tecnici

4 Presentazione del Programma triennale Piano triennale delle performance L esigenza di introdurre e consolidare l utilizzo di meccanismi e strumenti di pianificazione, controllo e valutazione della gestione per migliorare la performance nei diversi ambiti di attività è sentita da tempo dall Ateneo di Sassari che ha descritto queste funzioni nelle linee strategiche di indirizzo per il triennio approvate a dicembre 2009 (linee contenute nella relazione triennale di accompagnamento al bilancio 2010). In questo documento si prevedeva infatti di verificare periodicamente il grado di raggiungimento degli obiettivi indicati nel programma triennale, di potenziare le attività di auto valutazione da parte di ciascun soggetto responsabile dell erogazione di servizi finali o di supporto (i singoli docenti, i responsabili di strutture didattiche, i responsabili di strutture di ricerca, i responsabili di servizi agli studenti e di servizi di natura amministrativa), di promuovere le attività di valutazione a livello di singola struttura e di ateneo per migliorare la performance didattica, di ricerca e delle attività di supporto tecnico e amministrativo. E da dire che questo orientamento era chiaramente indicato dai provvedimenti normativi che si sono susseguiti negli anni recenti e che appaiono ispirati a quattro principali direttrici logiche: migliorare la qualità e l efficacia dei servizi prodotti dalle università, migliorare l efficienza della gestione, accrescere la responsabilità operativa ed economico finanziaria dei singoli atenei in un contesto di autonomia da esercitare nell ambito di indirizzi generali fissati dallo Stato, accrescere la rendicontazione e la trasparenza nel dimostrare i risultati conseguiti. Nell impianto normativo la presenza di attività di pianificazione degli atenei si sviluppa fin dalla legge n. 43 del (di conversione del decreto legge n. 7 del ) con la quale il Legislatore ha introdotto meccanismi di pianificazione triennale delle università da sviluppare nell ambito di indirizzi ministeriali nei programmi triennali, ed ha previsto altresì il periodico monitoraggio e la valutazione da parte del MIUR sulla base di appositi criteri e parametri. In seguito il Ministero, con il decreto ministeriale n. 362 del (il decreto originario era il decreto ministeriale n. 217 dell poi revocato) ha dettato le linee generali di indirizzo della programmazione delle università per il triennio e con il decreto ministeriale n. 506 del ha individuato parametri e criteri (indicatori) per il monitoraggio e la valutazione (ex post) dei risultati dell attuazione dei programmi delle università (parallelamente sono state definite linee guida per i corsi di studio requisiti da rispettare per i corsi di laurea e di laurea magistrale). Il decreto ministeriale n. 50 del 23 dicembre 2010 definisce le Linee generali di indirizzo della programmazione delle Università per il triennio , confermando sostanzialmente gli orientamenti ministeriali precedenti. La recente legge di riforma del sistema universitario, la legge n. 240 del 2010, ribadisce l obbligatoria redazione del documento di programmazione triennale di ateneo di cui alla legge 43 del Per effetto di questa normativa, l attività di programmazione delle università si deve sviluppare nel quadro di linee generali di indirizzo, parametri e criteri per la valutazione del sistema universitario fissate ogni anno dal Ministero (sentiti CRUI, CUN e CNSU). In particolare le Università in applicazione della legge 43 del 2005, entro il 30 giugno di ogni anno adottano il programma triennale, coerente con le linee di indirizzo ministeriali, tenendo conto dei parametri e dei criteri individuati dal ministro per la successiva valutazione (indicatori), ma anche delle risorse proprie acquisibili e delle risorse che si libereranno per cessazioni del personale di servizio nel quadriennio. Il Ministero periodicamente, anche al fine della ripartizione di una quota di risorse finanziarie, attua il monitoraggio e la valutazione dei risultati realizzati in attuazione del programma, sentita la CRUI e avvalendosi del CNVSU e presenta relazioni periodiche al Parlamento. Successivamente con il Decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 Attuazione della Legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, si prescrive per le amministrazioni pubbliche (art. 10), quindi anche per le università, la redazione entro il 31 gennaio di un documento programmatico triennale, denominato piano della performance da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio. A consuntivo poi (entro il 30 giugno) si richiede la redazione di un documento denominato Relazione sulla performance che evidenzia, con riferimento all anno precedente, i risultati raggiunti dalla organizzazione nel suo complesso e nelle sue articolazioni organizzativa, ma anche dai singoli individui rispetto agli singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti. 4

5 Con Delibera della Commissione per la valutazione l integrità e la trasparenza CIVIT n. 112/2010 Struttura e modalità di redazione del Piano della performance, sono state elaborate linee guida metodologiche utili per la redazione da parte delle amministrazioni pubbliche del piano della performance. Il quadro normativo, dunque, offre, quantomeno potenzialmente, elementi per un approccio razionale all attività di pianificazione e valutazione in ciascun ateneo. Sul piano operativo tuttavia non pochi sono gli elementi di criticità. Anzitutto la tempistica con la quale le diverse fasi si sviluppano che porta non di rado ad una realizzazione puramente formale dell obbligo di redazione degli strumenti di pianificazione. Per la programmazione triennale , ad esempio, il Ministero con lettera del gennaio 2010 ha confermato gli indirizzi dettati per il triennio precedente (gli obiettivi strategici, le correlate azioni, i criteri e gli indicatori D.M. n. 506/07 con riferimento alle 5 macro aree di attività già individuate dalla legge n. 43/05) e solo a gennaio 2011 ha reso disponibile agli Atenei il decreto ministeriale di indirizzo. Un ulteriore elemento che complica il processo di programmazione è rappresentato dalla presenza di due linee di indirizzo che derivano dal livello di governo centrale. Come sopra rilevato infatti l Ateneo è obbligato a redigere entro giugno un documento di programmazione triennale sulla base degli indirizzi e dei parametri indicati dal Miur in applicazione della legge 43 del 2005 e contestualmente è tenuto a redigere entro gennaio il piano triennale delle performance sulla base delle linee guida emanate dalla Civit in applicazione del decreto legislativo n. 150 del Invero il processo di pianificazione programmazione che una istituzione svolge non può che essere unitario e riguardare l unitaria gestione nelle sue articolazioni e nella sua complessità ed unico il documento che rappresenta il prodotto di questo processo in un arco temporale triennale. Il Documento che stiamo presentando e che denominiamo Programma triennale Piano triennale delle performance di Ateneo pertanto è stato redatto secondo una logica di pianificazione della gestione di Ateneo per migliorare i risultati nei diversi ambiti di attività e soddisfa al contempo le indicazioni provenienti dalla legge 43 del 2005 e dal decreto 150 del Questo documento, per favorire il raggiungimento della Missione di Ateneo (art. 2 dello Statuto), è articolato secondo le aree strategiche di produzione caratteristica e di supporto tecnico amministrativo che già costituivano gli assi portanti degli indirizzi strategici approvati con il bilancio 2010, ciò anche allo scopo di promuovere e diffondere una mentalità strategica nelle diverse aree e ai diversi livelli della struttura organizzativa; per questo potrebbe anche essere agevolmente denominato Piano strategico di Ateneo. Il processo che ha portato alla redazione di questo documento è iniziato a marzo 2010 e si è caratterizzato prevalentemente per il tentativo di sperimentare un modello di pianificazione partecipata, fondato sulla definizione di obiettivi strategici declinati in obiettivi operativi ed in azioni da implementare per ottenere un miglioramento dei risultati nei diversi ambiti di attività dell Ateneo. Si è cercato di favorire il coinvolgimento delle diverse componenti universitarie per valorizzare il patrimonio di competenze e 5

6 conoscenze diffuso in ateneo e favorire la condivisione degli obiettivi di sistema. Le parole chiave che hanno caratterizzato gli incontri sono sintetizzabili in sistema ateneo, integrazione, efficacia, efficienza, equità, etica, trasparenza, rendicontazione. La mancanza di una cultura della programmazione, la difficoltà ad esprimere una visione sistemica ed integrata dei diversi ambiti di attività e delle molteplici azioni realizzabili da diversi attori istituzionali per migliorare la performance di ateneo, le incertezze di indirizzo e di finanziamento che hanno dominato gran parte del 2010 hanno rallentato la redazione del documento. Il punto di partenza del processo di programmazione triennale è sostanzialmente rappresentato dalle linee strategiche individuate in sede di approvazione del bilancio 2010, anche perché gli indirizzi ministeriali per la programmazione dell attività delle università sono stati confermati per il triennio (si veda il decreto ministeriale n. 50 del 23 dicembre 2010). Il Programma triennale Piano triennale delle performance viene articolato quindi in aree o linee strategiche secondo la struttura delineata in precedenza e, in questo schema, vengono inseriti gli ambiti di attività, le azioni e gli indicatori suggeriti dal ministero per la programmazione triennale (DM 50 del 2011) e quelli utilizzati (e in prospettiva presumibilmente utilizzabili) per l attribuzione di una porzione di FFO non inferiore al 7% (L.1/2009, art. 2, co. 1) (per il %). Fig. n. 1 L assetto strategico di Ateneo: aree strategiche di produzione caratteristica e di supporto Aree strategiche di produzione caratteristica 1. Didattica e servizi agli studenti 2. Ricerca e trasferimento tecnologico 3. Internazionalizzazione 4. Medicina universitaria Aree strategiche di supporto 1. Sistema bibliotecario 2. Innovazione manageriale 3. Organizzazione del personale 4. Innovazione regolamentare 5. Dotazioni informatiche 6. Dotazioni patrimoniali 7. Servizi generali 6

7 Ciascuna area strategica ha un (o più) referente politico (delegati rettorali) che coordina (coordinano) un gruppo di lavoro chiamato a definire gli obiettivi strategici ed operativi, le azioni, gli attori, i tempi di attuazione delle azioni e gli indicatori correlati. Per ciascuna area strategica, dunque, si è costituito di norma un tavolo tecnico formato dal delegato di competenza, dai responsabili degli uffici e dagli attori istituzionali ritenuti fondamentali o comunque rilevanti ai fini della definizione degli obiettivi (presidi, direttori di dipartimento, direttori di scuole di dottorato, responsabili di servizi di supporto alla didattica, e via dicendo), delle azioni da utilizzare e della formulazione del target di riferimento espresso con l indicatore usato dal ministero (DM 50 o 10%) oppure, in mancanza di indicazioni ministeriali al riguardo, con l indicatore scelto a livello di ateneo. Un riferimento privilegiato è stato rivolto alla valutazione dei risultati sugli indicatori della programmazione dell anno precedente, ma anche alle criticità che si evidenziano con l applicazione degli indicatori 10%. I lavori svolti dai diversi tavoli tecnici sono stati coordinati dal delegato alla programmazione per garantire omogeneità metodologica. La Giunta di Ateneo ha definito la metodologia da utilizzare e la tempistica per il completamento dell attività di programmazione. A partire da marzo si sono svolte numerose riunioni nei diversi tavoli tecnici e di giunta che hanno avuto come scopo la declinazione degli obiettivi strategici in obiettivi operativi e la identificazione delle azioni, degli indicatori da utilizzare per la valutazione dei risultati e dei responsabili gestionali. I tavoli tecnici (uno per ogni asse strategico del piano) di massima hanno sviluppato con gli attori istituzionali ritenuti rilevanti la programmazione dell area strategica o macro processo di competenza seguendo le linee metodologiche generali. In particolare, nei numerosi incontri il delegato di riferimento ha espresso l indirizzo politico del gruppo di lavoro, garantendo che la formulazione degli obiettivi operativi e delle linee d azione rispettasse il sentiero tracciato dagli obiettivi strategici e lo staff tecnico dell Ufficio politiche finanziarie e dell Ufficio pianificazione, controllo valutazione ha garantito il supporto tecnico. La responsabilizzazione gestionale, accanto a quella politica, garantisce la presenza di una struttura di Ateneo deputata al perseguimento degli obiettivi, depositaria delle azioni da compiere in eventuale collaborazione con altri attori. Il risultato raggiunto espresso con l indicatore di riferimento consente il monitoraggio della capacità di perseguire gli obiettivi e anche la valutazione del responsabile gestionale in base al raggiungimento degli obiettivi. Il Programma triennale Piano triennale delle performance con riferimento al primo anno del triennio di attività costituisce il documento di programmazione operativa annuale (PRORA) che consente di affidare obiettivi specifici e risorse ai responsabili gestionali, al quale in prospettiva, secondo un percorso delineato con il Nucleo di Valutazione di Ateneo e condiviso con le organizzazioni sindacali si dovrà collegare il meccanismo di valutazione dei risultati delle strutture, dei responsabili e del personale. In sintesi la struttura del piano si collega agli assi strategici distinti in processi di produzione caratteristica e di supporto come indicato nella figura 2. 7

8 Fig. n. 2 L assetto strategico di Ateneo: i referenti politici e il collegamento con gli indirizzi Ministeriali Aree strategiche di produzione caratteristica 1. Didattica e servizi agli studenti Prof.ssa Laura Manca ambito 1 e 3 D.M. 362 Indicatori D.M % 2. Ricerca e trasferimento tecnologico Prof.ssa Donatella Spano ambito 2 D.M. 362 Indicatori D.M % 3. Internazionalizzazione Prof. Giovanni Lobrano ambito 4 D.M. 362 Indicatori D.M Medicina universitaria Prof. Giulio Rosati Aree strategiche di supporto 1. Sistema Bibliotecario Rettore 2. Innovazione Manageriale Prof.ssa Lucia Giovanelli 3. Organizzazione e personale Prof. ssavittoria Passino ambito D.M Innovazione regolamentare Prof. Francesco Morandi 5. Dotazioni informatiche Prof. Enrico Grosso 6. Dotazioni Patrimoniali Prof. Eraldo Sanna Passino 7. Servizi Generali Le linee strategiche che completano gli ambiti di attività indicati dal Ministero per la programmazione triennale (che corrispondono alla medicina universitaria, al sistema bibliotecario, alle innovazioni manageriali e regolamentari, alle problematiche dell edilizia e delle infrastrutture informatiche di ateneo e ai servizi generali) evidenziano lo sforzo di attuare un approccio sistemico e integrato alla programmazione delle linee di miglioramento e sviluppo dell Ateneo che non si esaurisca negli ambiti di attività indicati dal Ministero in applicazione della legge 43 del Le categorie logiche utilizzate nell attività di pianificazione sono: aree o linee strategiche, macro processi e processi, obiettivi strategici, obiettivi operativi, azioni, indicatori di performance, tempi di realizzazione, risorse. Ogni area o linea strategica può essere articolata in macro processi e processi per i quali sono stati definiti gli obiettivi strategici, in coerenza con la missione e i valori dell Ateneo, ma anche con le attese degli stakeholder. Gli obiettivi strategici, affidati al presidio di un referente politico delegato dal Rettore, corrispondono a obiettivi fondamentali che discendono dalla declinazione della mission di Ateneo o da attività di supporto e indicano la traiettoria che l Ateneo intende sviluppare in un arco temporale di medio lungo termine (triennio). 8

9 Gli obiettivi strategici vengono declinati in coerenti obiettivi operativi, affidati ad un responsabile gestionale, da perseguire in un periodo più limitato nell ambito del triennio di riferimento. Una particolare attenzione è stata dedicata al linguaggio. Si è deciso infatti di esprimere gli obiettivi con un verbo che può esprimere movimento o staticità. Nel caso di un verbo che esprime movimento (migliorare, accrescere, etc) sarà di norma possibile individuare un indicatore espresso con una variazione. Nel caso di verbo che esprime staticità (realizzare, effettuare, attivare, etc.) di norma l indicatore avrà una espressione del tipo sì/no, fatto/non fatto. Gli obiettivi operativi vengono perseguiti tramite azioni da intraprendere nel periodo di riferimento. Le azioni vengono realizzate da uno o più attori di riferimento e gli effetti vengono misurati tramite indicatori di performance utili ai fini del monitoraggio. Un ulteriore elemento fondamentale della programmazione è l indicazione dei tempi di realizzazione delle azioni e delle risorse messe in campo per realizzarle. Il piano per ciascuna linea strategica, laddove possibile evidenzia il posizionamento dell Ateneo, in assoluto e rispetto ad altre istituzioni universitarie, valutato utilizzando appropriati indicatori per i quali vengono sempre esplicitate le fonti. Questa attività di benchmarking consente di evidenziare le criticità e di stimolare la definizione di obiettivi di miglioramento delle performance. L elaborazione della pianificazione strategica ha richiesto un analisi delle opportunità e minacce che promanano dall esterno come pure dei punti di forza e delle criticità interne per identificare le azioni operative più adeguate al miglioramento delle performance nelle diverse strutture di ateneo. Per la redazione del Programma triennale Piano triennale delle performance è stata seguita di massima l articolazione in paragrafi proposta dalla Civit con delibera n. 112 del Sintesi delle informazioni di interesse per i cittadini e gli stakeholder esterni 1.1 Chi siamo La storia dell Università degli Studi di Sassari, che quest anno festeggia i 449 anni dalla fondazione, affonda le sue radici sin dalla prima metà del XVI secolo, quando le città di Cagliari e Sassari si batterono per la fondazione di sedi universitarie nel Regno. La nascita dell'ateneo di Sassari è legata alla figura di Alessio Fontana, funzionario della cancelleria imperiale di Carlo V, che nel 1558 lasciò i suoi beni nel proprio testamento alla municipalità per l'istituzione di un collegio di studi. Tuttavia soltanto nel XVII secolo, il 9 febbraio 1617, il re Filippo III concesse lo statuto di università regia al collegio gesuitico, consacrando quella di Sassari come prima università regia. 9

10 Nel 1765, venne promulgato il regolamento con cui la piccola università sassarese veniva riformata, con il riconoscimento delle quattro facoltà tradizionali: Filosofia ed Arti,Teologia, Giurisprudenza e Medicina. Venne effettuata inoltre la scelta di trapiantare professori piemontesi capaci di rinnovare il contenuto scientifico dei corsi e di aprire l'università alla cultura europea e alle idee dei lumi. Uno degli effetti positivi della "restaurazione" del governo sabaudo fu quello di avviare la ricerca sui problemi concreti della Sardegna, per lo sfruttamento e la valorizzazione delle risorse economiche e naturali. Per tutto il Settecento i due atenei sardi favorirono la circolazione delle idee e crearono una nuova classe dirigente adeguata alle esigenze dei tempi. Negli anni venti e trenta dell'ottocento, l'ateneo entrò in una fase di decadimento, tanto che nel 1847 il governo previde la sua soppressione (Legge Casati). Grazie alla reazione forte della comunità locale e di alcuni parlamentari, si ottenne la sospensione temporanea del provvedimento e, nel 1877, l'università di Sassari venne parificata a quelle secondarie, inaugurando in questo modo una nuova fase di sviluppo. Tra la fine del secolo e gli inizi del Novecento l'ateneo conobbe un nuovo "rifiorimento", grazie alla circolazione della cultura positivistica nel campo della medicina, delle scienze e del diritto. Illustri professori insegnarono dalle sue cattedre: Pasquale Piga (patologia a clinica chirurgica), Antonio Conti (anatomia patologica), Francesco Coletti (statistica), Claudio Fermi (igiene), Enrico Besta (storia del diritto), Achille Terraciano (botanica), Flaminio Mancaleoni (diritto romano), Giacomo Pitzorno (anatomia umana). Uno sviluppo ulteriore si ebbe durante il primo il trentennio del Novecento, grazie ad un inserimento sempre maggiore all'interno del "sistema universitario nazionale". In questa fase operarono professori e rettori come Angelo Roth (medicina), Luigi Maggiore (clinica oculistica), Massimo Severo Giannini (diritto amministrativo), Lorenzo Mossa ed Antonio Segni (diritto commerciale). Nel 1934 furono istituite due nuove facoltà, Farmacia e Medicina Veterinaria, a cui si aggiunge, nel 1950, la facoltà di Agraria, fortemente impegnata a favore della rinascita economica e sociale della Sardegna. Nell'ultimo trentennio del 1900 l'università cresce ancora: nascono le Facoltà di Magistero (successivamente trasformata in Lettere e Filosofia), Scienze Politiche, Lingue ed Economia, fino a raggiungere nel 2002, con l'istituzione di Architettura, il numero di 11 facoltà. 1.2 Cosa facciamo: il mandato istituzionale e la missione di Ateneo L Università degli Studi di Sassari è un istituzione pubblica che ha come ambiti prevalenti di attività l istruzione superiore e la ricerca scientifica e tecnologica. In particolare, come è naturale per una istituzione universitaria, ricerca e formazione nella prospettiva internazionale e sviluppo della collettività 10

11 locale appaiono quali finalità istituzionali e basilari ambiti di intervento da orientare verso risultati sempre più soddisfacenti. L articolo 2 dello Statuto (in via di riforma) infatti dispone che L Università ha per fine l elaborazione e la trasmissione del sapere; promuove ed organizza la ricerca scientifica e l attività didattica; concorre allo sviluppo culturale, scientifico ed economico del Paese e, in particolare, della Regione Sarda. A tal fine, promuove forme di collaborazione con altre Università, con le amministrazioni dello Stato, con Enti pubblici o privati italiani, comunitari, internazionali ed esteri. Una seconda finalità, che discende dalla prima, è quella che prevede nell ambito della cooperazione fra gli Atenei sardi, la promozione rivolta ad uno sviluppo equilibrato del sistema universitario regionale. Tra i principali prodotti dell attività universitaria che consentono di realizzare questa missione si possono annoverare, nell ambito dell attività didattica i corsi di laurea, di laurea magistrale e a ciclo unico, i corsi di Master universitario, i corsi di dottorato di ricerca, i corsi di perfezionamento e altre iniziative formative svolte anche su richiesta di aziende e pubbliche amministrazioni (nel paragrafo 2.1 si possono trovare i principali dati con riferimento a questa attività). Quanto ai prodotti dell attività di ricerca si rilevano, tra i principali, i progetti di ricerca finanziati ai ricercatori di ateneo con fondi nazionali (quali i Progetti di Rilevante Interesse Nazionale PRIN), i progetti di ricerca finanziati con fondi europei (quali ad esempio il VI e il VII Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, il Programma europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia Marittimo, il Programma di Cooperazione transfrontaliera multilaterale Bacino del Mediterraneo), i progetti di ricerca finanziati con i Fondi Regionali e con i Fondi dell Ateneo. Ancora le attività di ricerca svolta dai giovani vincitori di assegni di ricerca come pure l attività di ricerca sviluppata nell ambito delle scuole di dottorato di ricerca. Rilevante altresì l attività svolta nell ambito del trasferimento tecnologico e del supporto alla creazione di imprese da progetti di ricerca. 2. Identità 2.1 L amministrazione in cifre Anno di fondazione: 1562 Anni di vita: 449 Sedi istituzionali: 1 Facoltà: 11 Dipartimenti: 25 Posti nella classifica nazionale per la ricerca scientifica: 35^ posizione sul FFO

12 Accordi con Università straniere per Programma LLP Erasmus: 331 Convenzioni con Università straniere per la ricerca e la didattica: 49 Tabella n. 1 L Offerta formativa il numero di corsi offerti Tipologia (Corsi di Laurea) Didattica Offerta formativa A.A A.A Differenziale Laurea di primo livello (Triennale) Lauree Spec./Magistrali Lauree a ciclo unico Totale Fonte: Ufficio Offerta Formativa e Coordinamento Manager Tabella n. 2 Il numero di iscritti ai corsi offerti dall Ateneo Tipo Corso di Studi Iscritti A.A 2009/2010 A.A 2010/2011 Diploma Universitario (ante DM 509/99) 4 3 Corso di Laurea (ante DM 509/99) Corso di Laurea triennale (ex DM 509/99) Corso di Laurea Specialistica (ex DM 509/99) Laurea ciclo unico (ex Dm 509/99) Corso di Laurea triennale (ex DM 270/04) Laurea Magistrale (ex DM 270/04) Laurea Magistrale ciclo unico (ex DM 270/04) Totale * *Dato non definitivo; Elaborazioni: Ufficio Pianificazione, Controllo e Valutaz. Fonte: dati estrapolati dal data warehouse di Ateneo in data 27/04/

13 Tabella n. 3 Il numero di laureati Tipo Corso di Studi Laureati Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Diploma Universitario (ante DM 509/99) Corso di Laurea (ante DM 509/99) Corso di Laurea triennale (ex DM 509/99) Corso di Laurea Specialistica (ex DM 509/99) Laurea ciclo unico (ex DM 509/99) Corso di Laurea triennale (ex DM 270/04) Laurea Magistrale (ex DM 270/04) Laurea Magistrale ciclo unico (ex DM 270/04) Totale *Dato non definitivo; Elaborazioni: Ufficio Pianificazione, Controllo e Valutaz. Fonte: dati estrapolati dal data warehouse di Ateneo in data 27/04/2011 Tabella n. 4 L offerta formativa Post laurea Tipologia Corsi post Laurea Anno 2009 Anno 2010 Differenziale Scuole di dottorato Scuole di specializzazione Assegni di ricerca Master di I livello Master di II livello Corsi di perfezionamento Altri corsi Fonte: Ufficio Alta Formazione 13

14 Tabella n. 5 Le risorse umane disponibili (docenti e non) Tipologia Risorse Umane Differenziale Professori ordinari Professori associati Ricercatori Assistenti Professori incaricati esterni ad esaurimento Sub totale Lettori madrelingua Collaboratori linguistici (T. indeterminato) Collaboratori linguistici (T. determinato) Tecnici amministrativi (T. indeterminato) Tecnici amministrativi (T. determinato) Sub totale TOTALE Fonte: Ufficio Gestione Docenti Ufficio Gestione Personale T.A. 14

15 Tabella n. 6 Alcuni dati generali sulle risorse umane Tipologia Indicatori Caratteri qualitativi/quantitativi Differenziale Età media del personale docente (anni) di cui professori ordinari (anni) di cui professori associati (anni) di cui ricercatori (anni) di cui assistenti (anni) % di donne rispetto al totale del personale docente 31,87% 32,33% +0,46 Età media del personale T.A.(anni) Età media dei dirigenti (anni) % di donne rispetto al totale del personale T.A. 51,41% 51,53% +0,12 Costi formazione in sede Euro ,53 Euro ,00 Euro 7.605,53 Costi formazione fuori sede Euro ,00 Euro ,00 Euro ,00 Turnover del personale 3,99% 3,89% 0,10 Fonte: Ufficio Gestione Docenti Ufficio Gestione Personale T.A. Ufficio Organizzazione e Formazione Tabella n. 7 Dati sulle cessazioni nel periodo Tipologia Annualità Totale Limiti di età Dimissioni volontarie Trasferimenti Altro Totale Dimissioni/limiti di età 1,0 1,3 0,9 0,5 1,2 1,0 Fonte: Ufficio Organizzazione e Formazione Nucleo di Valutazione, Incontro con il senato Accademico del 25 marzo

16 Tabella n. 8 Dati sulle cessazioni per limiti di età previsti nel periodo Facoltà Annualità Totale Agraria Architettura Economia 0 Farmacia Giurisprudenza Lettere e Filosofia Lingue e letterature Straniere Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria 3 3 Scienze M.F.N Scienze Politiche Totale Fonte: Ufficio Organizzazione e Formazione Nucleo di Valutazione, Incontro con il Senato Accademico del 25 marzo

17 Tabella n. 9 Stima docenti potenzialmente dimissionari Annualità Facoltà Ordinari Associati Ricercatori Totale Icidenza % su docenti 2015 Stima dimissioni 2015 Agraria ,7 9 Architettura ,2 4 Economia 1 1 2,4 1 Farmacia ,1 5 Giurisprudenza ,9 5 Lettere e Filosofia ,8 11 Lingue e letterature Straniere ,9 3 Medicina e Chirurgia Medicina Veterinaria ,1 4 Scienze M.F.N ,3 9 Scienze Politiche Totale ,6 80 Fonte: Ufficio Organizzazione e Formazione Nucleo di Valutazione, Incontro con il Senato Accademico del 25 marzo Albero delle Performance Il mese di dicembre 2009 è stato caratterizzato dall insediamento dei nuovi Organi di Governo dell Ateneo (Rettore, Pro rettore, Direttore Amministrativo) e dalla nomina di una Giunta di Ateneo e di diversi delegati rettorali ritenuti fondamentali al fine di rendere più efficace il processo di cambiamento alla base del programma del nuovo Rettore. Una delle prime problematiche da affrontare è stata la limitata disponibilità di strumenti atti a garantire una seria programmazione gestionale (breve periodo) e la quasi totale assenza di strumenti ed informazioni necessari per una attenta pianificazione strategica (medio lungo periodo). In questo contesto gli Organi di Governo hanno iniziato a delineare un nuovo percorso per l Ateneo definendo le Aree strategiche e di indirizzo per il triennio, descritte dettagliatamente nella relazione 17

18 triennale di accompagnamento al bilancio di previsione 2010, con le quali hanno inteso sottolineare l importanza di consolidare nel triennio l impiego di meccanismi e strumenti di pianificazione, controllo e valutazione della gestione. Nel 2011 l Università di Sassari, in linea con le disposizioni del Decreto legislativo 150/2009 e con le indicazioni di cui alla delibera 112/2010 della CIVIT, presenta la descrizione delle proprie politiche strategiche, rappresentate graficamente dall Albero delle Performance che evidenzia i legami esistenti tra: La missione ovvero la ragione d essere, lo scopo per il quale l ateneo esiste La visione che cosa vogliamo essere Le aree strategiche ossia le aree di intervento sulle quali agire in modo da migliorare le performance dell Ateneo Gli obiettivi strategici ovvero gli obiettivi di lungo periodo, strettamente legati alla mission Gli obiettivi operativi sono gli obiettivi che devono essere affidati ai responsabili gestionali al fine del raggiungimento degli obiettivi strategici e della missione. Partendo dalla missione, gli Organi di Governo dell Ateneo hanno individuato undici Aree Strategiche, quattro caratteristiche e sette di supporto alle prime, su cui è necessario agire per il miglioramento delle performance. A queste aree sono stati affidati i relativi obiettivi strategici, da monitorare attraverso un sistema di indicatori. 18

19 Fig. n. 1 L Albero delle Performance MISSION AREE STRATEGICHE AREE STRATEGICHE Aree caratteristiche Didattica e servizi agli studenti Ricerca e trasferimento tecnologico Internazionalizzazione Aree di supporto Medicina universitaria Sistema bibliotecario Innovazione manageriale Organizz.ne del personale Innovazione regolam.re Dotazioni informatiche Dotazioni patrimoniali Servizi generali OUTCOME AZIONI OBIETTIVI OPERATIVI OBIETTIVI STRATEGICI Obiettivi (OBJ) OBJ Didattica e serv. stud OBJ Ricerca e trasf. Tecnol. OBJ Internazionalizzazione OBJ Medicina universitaria OBJ Sistema bibliotecario OBJ Innovazione manageriale OBJ Organizz.ne personal e OBJ Innovazione regolam.re OBJ Dotazioni informatiche OBJ Dotazioni informatiche OBJ Servizi generali KPI KPI KPI KPI KPI KPI KPI KPI KPI KPI KPI OBJ Didattica OBJ Didattica KPI KPI Azioni Azioni Azioni KPI KPI KPI OUTCOME OUTCOME OUTCOME 19

20 3. Analisi del contesto Le riflessioni sviluppate nelle numerose riunioni dedicate alla programmazione hanno consentito di effettuare una prima analisi degli scenari ambientali per cogliere le opportunità che possono favorire il raggiungimento della missione e le minacce che lo possono ostacolare, come pure una prima diagnosi interna dei punti di forza da sfruttare per favorire il raggiungimento degli obiettivi strategici e dei punti di debolezza delle strutture di ateneo da rimuovere per garantire la missione. La piena consapevolezza delle condizioni esterne sulle quali si può contare (opportunità) favorisce l individuazione di obiettivi strategici coerenti con la missione, mentre la percezione di minacce o eventi sfavorevoli aiuta a definire tutte le azioni possibili per contrastarne gli effetti negativi o per trasformarle progressivamente in eventuali opportunità da cogliere per migliorare la performance. D altra parte l indagine interna approfondita e mirata a razionalizzare i propri punti di debolezza o criticità suggerisce gli obiettivi strategici ed operativi da fissare per il miglioramento delle performance e delle azioni utili allo scopo, mentre la consapevolezza sui propri punti di forza consente di mettere in campo azioni appropriate per sfruttarli allo scopo di migliorare la performance di singole strutture e complessiva di ateneo. E bene sottolineare che le riflessioni sviluppate portano a classificare specifiche condizioni tra le minacce, consapevoli che azioni mirate di uno o più interlocutori potrebbero trasformarle in opportunità. Fig. n. 4 SWOT Analysis Contesto interno STRENGHTS S Capitale umano Rapporti con la Regione Sardegna Rapporti con l Ateneo di Cagliari Rapporti con il territorio Rapporti con i Sindacati WEAKNESSES W Scarsa capacità nell allocazione delle risorse Insufficiente chiarezza nel sistema di responsabilità e di obiettivi gestionali Scarsa attenzione a politiche di formazione, motivazione e crescita del personale Contesto esterno OPPORTUNITIES O Piccola dimensione dell Ateneo Dimensione universitaria della Città Politiche regionali per l università Fondi comunitari per la ricerca Fondi pubblici e privati per la ricerca TTHREATS Congiura economica Economia regionale e sistema produttivo isolano Clima di sfiducia Insularità Logiche di mercato Sistema città 20

PIANO DELLA PERFORMANCE. Anno 2014 stralcio 1.1.2014 30.4.2014

PIANO DELLA PERFORMANCE. Anno 2014 stralcio 1.1.2014 30.4.2014 PIANO DELLA PERFORMANCE Anno 2014 stralcio 1.1.2014 30.4.2014 Art. 10, D.lgs. n. 150 del 27.10.2009 (Delibera del C.d.A. 31/1/2014) 1. Premessa - Analisi del contesto interno L Ateneo sta concludendo la

Dettagli

PIANO DELLA PERFORMANCE 2014 2016

PIANO DELLA PERFORMANCE 2014 2016 PIANO DELLA PERFORMANCE 2014 2016 Parere del Senato Accademico del 17 settembre 2014 Approvato nel Consiglio di Amministrazione del 24 settembre 2014 INDICE 1. PRESENTAZIONE DEL PIANO... 3 2. SINTESI DELLE

Dettagli

ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE

ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE NATURA E FINALITÀ DELL ATENEO Come riportato dall art. 1 dello Statuto, l Università di Firenze è un istituzione pubblica, espressione della

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE COMUNE DI BOTTICINO (Provincia di Brescia) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Art 7 Decreto Legislativo 150/2009 Giugno 2013 INDICE INDICE... 2 PREMESSA... 3 I CARATTERISTICHE DELL

Dettagli

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo

Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Regolamento di organizzazione delle strutture amministrative dell Università degli Studi di Teramo Articolo 1 Finalità ed obiettivi 1. Il presente regolamento definisce le linee fondamentali di organizzazione

Dettagli

Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia. Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza*

Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia. Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza* Barbara Pes Manager didattico Facoltà di Economia Un analisi dei rendimenti della didattica delle Facoltà: punti di forza e di debolezza* I Manager didattici hanno il principale obiettivo di facilitare

Dettagli

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica

Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo. Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Eraldo Sanna Passino Delegato per il personale Guido Croci Direttore amministrativo Organizzazione dei servizi di supporto alla didattica Premessa: il contesto di riferimento Il decreto ministeriale 270/2004

Dettagli

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015

Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 Obiettivi didattici e di ricerca Linee generali del bilancio di previsione anno 2015 INTRODUZIONE L Ateneo per gestire al meglio la complessità del momento presente e sfruttare le opportunità del futuro,

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE COMUNE DI VOBARNO (Provincia di Brescia) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Art 7 Decreto Legislativo 150/2009 Revisione del 2 novembre 2011 INDICE INDICE... 2 PREMESSA... 3 I CARATTERISTICHE

Dettagli

CAPO 2. Principi e Strumenti di. Organizzazione e Gestione

CAPO 2. Principi e Strumenti di. Organizzazione e Gestione CAPO 2 Principi e Strumenti di Organizzazione e Gestione 27 capo 2 Principi e Strumenti di Organizzazione e Gestione 28 I Principi di Organizzazione titolo IV I Principi di Organizzazione Art. 18 - Principi

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA 2015-2017 PREMESSA L Università degli Studi dell Aquila adotta il presente programma triennale per la trasparenza e l integrità, in ottemperanza a quanto

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO PER LA FINANZA E LA CONTABILITÀ

REGOLAMENTO DI ATENEO PER LA FINANZA E LA CONTABILITÀ REGOLAMENTO DI ATENEO PER LA FINANZA E LA CONTABILITÀ Emanato con D.R. n. 159 del 22 febbraio 2016 INDICE TITOLO I NORME GENERALI... 4 Art. 1 Principi e finalità del regolamento... 4 Art. 2 Principi e

Dettagli

Allegato n. 2 Organigramma dell Ente

Allegato n. 2 Organigramma dell Ente Allegato n. 2 Organigramma dell Ente Edizione 01/2014 - Rev. 01 1. Piano organizzativo delle strutture amministrative, Didattiche e di Ricerca L'Università degli Studi di Milano-Bicocca presenta un organizzazione

Dettagli

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI

ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI ACCORDO CONFINDUSTRIA CRUI OTTO AZIONI MISURABILI PER L UNIVERSITA, LA RICERCA E L INNOVAZIONE Premessa Nella comune convinzione che Università, Ricerca e Innovazione costituiscano una priorità per il

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA (Art. 11, c. 8, lett. a), D.lgs. n. 150 del 27.10.2009) PREMESSA Il presente documento, redatto ai sensi dell art. 11, c. 8, lettera a), del decreto

Dettagli

Revisione dell assetto organizzativo dell Università degli Studi del Sannio. Nuova struttura organizzativa

Revisione dell assetto organizzativo dell Università degli Studi del Sannio. Nuova struttura organizzativa Revisione dell assetto organizzativo dell Università degli Studi del Sannio Nuova struttura organizzativa Indice Premessa I criteri di progettazione organizzativa La soluzione organizzativa adottata Amministrazione

Dettagli

Integrazione fra performance organizzativa e performance individuale. Formez, Napoli 29 novembre 2012 Giancarla Masè

Integrazione fra performance organizzativa e performance individuale. Formez, Napoli 29 novembre 2012 Giancarla Masè Integrazione fra performance organizzativa e performance individuale Formez, Napoli 29 novembre 2012 Giancarla Masè Indice La realtà di UNITN La performance organizzativa La performance individuale 1 La

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150)

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE (art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) 1 INDICE Introduzione pag 3 1. Caratteristiche del Sistema di misurazione e valutazione della

Dettagli

Le entrate e le spese

Le entrate e le spese 1. Introduzione Nella presente sezione vengono sviluppate alcune considerazioni collegate alla composizione delle entrate e delle spese dell Ateneo Genovese così come rappresentate nel Conto Consuntivo

Dettagli

Salvo Mura Coordinamento Area Didattica. Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future

Salvo Mura Coordinamento Area Didattica. Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future Salvo Mura Coordinamento Area Didattica Il Coordinamento Area Didattica di Ateneo: attività e prospettive future Il Coordinamento Area Didattica è stato costituito come unità organizzativa nel 2008 e le

Dettagli

Sistema di valutazione delle Università: la necessaria evoluzione

Sistema di valutazione delle Università: la necessaria evoluzione Sistema di valutazione delle Università: la necessaria evoluzione Luigi Biggeri Roma, 5 dicembre 2006 Struttura presentazione 1. Necessità della Valutazione (nel e del Sistema Universitario) 2. Tipologie

Dettagli

Istituto Comprensivo " E. Mattei"

Istituto Comprensivo  E. Mattei Istituto Comprensivo " E. Mattei" Centro Territoriale Permanente per l 'Istruzione e la Formazione in età adulta Viale Roma, 30 Tel. 0737 84339-787634 /Fax 0737 787634 E-mail: mcic80700n@istruzione.it

Dettagli

PERFORMANCE = PERFORMANCE ORGANIZZATIVA + PERFORMANCE INDIVIDUALE *

PERFORMANCE = PERFORMANCE ORGANIZZATIVA + PERFORMANCE INDIVIDUALE * Università degli Studi di e del Lazio Meridionale SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE PREMESSA Nel presente documento è definito il Sistema di Misurazione e Valutazione della Performance

Dettagli

Programmazione triennale 2010/2012

Programmazione triennale 2010/2012 Area Ricerca e Relazioni Internazionali Ufficio Relazioni Internazionali PIANO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE DI ATENEO Programmazione triennale 2010/2012 L Università degli Studi di Firenze tradizionalmente

Dettagli

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2015-2017

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2015-2017 Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2015-2017 1 Introduzione: organizzazione e funzioni dell amministrazione Chi siamo: definizione,

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

1.1 I corsi di laurea

1.1 I corsi di laurea 1. Didattica 1.1 I corsi di laurea All offerta formativa per l a.a. 2013/2014, in preparazione agli inizi del 2013, viene applicato il D.M. 47 del 30 gennaio 2013 Autovalutazione, accreditamento iniziale

Dettagli

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore

Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore Bilancio di previsione 2014 Relazione del Magnifico Rettore IL CONTESTO L approvazione del Bilancio di previsione quest anno si pone esattamente a metà del mio mandato rettorale, iniziato tre anni fa,

Dettagli

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016

Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016 Programma triennale per la trasparenza e l integrità della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati 2014 2016 1 Introduzione: organizzazione e funzioni dell amministrazione Chi siamo: definizione,

Dettagli

D.D. 11126 PREMESSO CHE

D.D. 11126 PREMESSO CHE D.D. 11126 BANDO DI SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO AI FINI DELL AMMISSIONE AL CORSO DI FORMAZIONE PER MANAGER DIDATTICO DI ATENEO E MANAGER DIDATTICI DI FACOLTA PRESSO L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA:

Dettagli

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA.

POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. All.4 POLITICHE DI ATENEO E PROGRAMMAZIONE DELL OFFERTA FORMATIVA. In linea con quanto programmato negli anni accademici precedenti, l Ateneo intende riaffermare il ruolo centrale di istituzione scientifica

Dettagli

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA Progetto Il Miglioramento delle Performance per la Giustizia MPG PON Governance e Azioni di Sistema - 2007/2013 Ob. 1 Asse E Capacità Istituzionale Obiettivo specifico

Dettagli

Marco Apollonio Delegato rettorale ai Dottorati di Ricerca. Le nuove Scuole di Dottorato

Marco Apollonio Delegato rettorale ai Dottorati di Ricerca. Le nuove Scuole di Dottorato Marco Apollonio Delegato rettorale ai Dottorati di Ricerca Le nuove Scuole di Dottorato L Università degli Studi di Sassari nell a.a. 2007-2008 giunge al definitivo passaggio dal sistema dei Dottorati

Dettagli

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art. 2.3 - Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RESPONSABILITA A LIVELLO DI ATENEO L'Università degli Studi di Perugia, per assolvere i propri fini primari quali la ricerca scientifica, il

Dettagli

PIANO DELLA PERFORMANCE IUAV 2013-2015

PIANO DELLA PERFORMANCE IUAV 2013-2015 UNIVERSITA IUAV DI VENEZIA ------------------------------------------------------------------------- PIANO DELLA PERFORMANCE IUAV 2013-2015 -------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Giuseppa Locci, Fabrizio Mattana. Università degli Studi di Cagliari Direzione per la Didattica e l Orientamento

Giuseppa Locci, Fabrizio Mattana. Università degli Studi di Cagliari Direzione per la Didattica e l Orientamento Giuseppa Locci, Fabrizio Mattana Università degli Studi di Cagliari Direzione per la Didattica e l Orientamento Passaggi di corso interni: dematerializzazione del processo, risvolti sulla qualità del servizio

Dettagli

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ

PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ PER UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DI QUALITÀ La qualità dei servizi e delle politiche pubbliche è essenziale per la competitività del sistema economico e per il miglioramento delle condizioni di vita dei

Dettagli

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara

Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Politiche di Ateneo e Programmazione Università di Ferrara Le linee di indirizzo dell Università di Ferrara sono state definite già a partire dal piano strategico triennale 2010-2012: garantire la qualità

Dettagli

Politica per la Qualità della Formazione

Politica per la Qualità della Formazione Politica per la Qualità della Formazione Valutazione e accreditamento lasciano un segno se intercettano la didattica nel suo farsi, se inducono il docente a rendere il suo rapporto con i discenti aperto,

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE 2000

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE 2000 RELAZIONE DEL 2000 EXECUTIVE SUMMARY La presente relazione si riferisce all attività dell Ateneo nell anno accademico 1999/2000, con alcune anticipazioni sull anno accademico 2000/2001, ed è articolata

Dettagli

COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA VALUTAZIONE

COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA VALUTAZIONE COMUNE DI BONASSOLA METODOLOGIA DI VALUTAZIONE Sommario CAPO I....2 METODOLOGIA DI VALUTAZIONE DELLE PRESTAZIONI INDIVIDUALI DEI TITOLARI DI POSIZIONE ORGANIZZATIVA...2 ART. 1 - MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Comune di Inverigo Provincia di Como SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE INDICE INTRODUZIONE TITOLO I FINALITA E PRINCIPI Art. 1 - Finalità e oggetto Art. 2 - Principi di riferimento

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA. Indice

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA. Indice REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO DI AGRARIA Indice TITOLO I PRINCIPI GENERALI...2 Art. 1 - Ambito di applicazione...2 Art. 2 - Sede, personale e assetto organizzativo...2

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2013/2015

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2013/2015 www.comune.bottanuco.bg.it mail: comune.bottanuco@tin.it p.e.c. : comune.bottanuco@postecert.it PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA TRIENNIO 2013/2015 (Art. 11, comma 2, del D.Lgs 27.10.2009,

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Documento condiviso tra le Università di Macerata e Camerino in attuazione degli indirizzi dell accordo di programma dell 11 febbraio 2010 tra Ministero dell'istruzione, dell'università e della Ricerca,

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PALERMO Relazione sull Opinione degli Studenti sulla didattica A.A. 2009-2010 Premessa Ai sensi dell art. 1, comma 1 e 2, della Legge 19 ottobre 1999, n.370 le università adottano un sistema di valutazione interna

Dettagli

SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE

SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE Posizioni Organizzative Personale dei livelli 1 Metodologia valutazione PO ex art 31 rev4 Sommario CAPO I 2 METODOLOGIA DI VALUTAZIONE

Dettagli

Art. 1 Principi e riferimenti normativi

Art. 1 Principi e riferimenti normativi Provvedimento Dirigenziale Rep. 3649/2012 Protocollo n. 59815 del 21/12/2012 OGGETTO: Emanazione delle linee guida riportanti i criteri per la definizione delle indennità di responsabilità ALLEGATO 2)

Dettagli

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE REGOLAMENTO DEL CENTRO LINGUISTICO DI ATENEO (approvato nella seduta del CdA del 22 marzo 2011 - modificato con delibera n. 5 del S.A. del 08/05/2012) Art. 1 Definizione 1

Dettagli

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Anno 2014. (ai sensi dell art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.

SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Anno 2014. (ai sensi dell art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Anno 2014 (ai sensi dell art. 7 del Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150) Indice Premessa 1. Descrizione del Sistema 1.1. La Nuova Organizzazione

Dettagli

Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012

Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012 Università degli Studi di Sassari Nucleo di valutazione interno Decisioni assunte sugli argomenti posti all'ordine del giorno nella riunione del 16 ottobre 2012 Il giorno 16 ottobre 2012, alle ore 9.00,

Dettagli

Valutazione: strumento necessario per la crescita degli atenei. Donatella Spano spano@uniss.it

Valutazione: strumento necessario per la crescita degli atenei. Donatella Spano spano@uniss.it Valutazione: strumento necessario per la crescita degli atenei Donatella Spano spano@uniss.it Lo strumento della valutazione Contribuisce a fornire informazioni per individuare i punti di eccellenza, di

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Bozza di Linee guida per l aggiornamento del Programma triennale

Dettagli

RELAZIONE SULLO STATO DI REALIZZAZIONE E SUL FUNZIONAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ DEI CONTROLLI INTERNI

RELAZIONE SULLO STATO DI REALIZZAZIONE E SUL FUNZIONAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ DEI CONTROLLI INTERNI Organismo indipendente di valutazione RELAZIONE SULLO STATO DI REALIZZAZIONE E SUL FUNZIONAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE, TRASPARENZA E INTEGRITÀ DEI CONTROLLI INTERNI (art.14, co.4 lett.

Dettagli

I L L A V O R O P U B B L I C O T R A V I N C O L I E P R O C E S S I D I I N N O V A Z I O N E

I L L A V O R O P U B B L I C O T R A V I N C O L I E P R O C E S S I D I I N N O V A Z I O N E IL LAVORO PUBBLICO TRA VINCOLI E PROCESSI DI INNOVAZIONE PARTE II - CAPITOLO 1 I L L A V O R O P U B B L I C O T R A V I N C O L I E P R O C E S S I D I I N N O V A Z I O N E di Francesco Verbaro 1 La

Dettagli

Sistema di valutazione dei risultati e delle prestazioni del personale. Dirigente. Piano di lavoro anno 2005

Sistema di valutazione dei risultati e delle prestazioni del personale. Dirigente. Piano di lavoro anno 2005 Sistema di valutazione dei risultati e delle prestazioni del personale dirigente Piano di lavoro anno 2005 Titolare: Francesco Meloni Ruolo: Dirigente Unità Organizzativa di afferenza: Direzione per le

Dettagli

REGOLAMENTO DIDATTICO DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA ai sensi del D.M. n. 270/2004 e relativi decreti di attuazione

REGOLAMENTO DIDATTICO DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA ai sensi del D.M. n. 270/2004 e relativi decreti di attuazione REGOLAMENTO DIDATTICO DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA ai sensi del D.M. n. 270/2004 e relativi decreti di attuazione Decreto Rettorale di emanazione Rep. n. 628/2008, Prot. 14296 del 2 aprile 2008

Dettagli

PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO

PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO Organizzazione del processo di assicurazione della qualità Le funzioni di progettazione, osservazione e controllo del processo di assicurazione della qualità

Dettagli

INDICE DELLE TABELLE

INDICE DELLE TABELLE Programma triennale per la trasparenza e l'integrità 2014-2016 INDICE 0 INTRODUZIONE 2 0.1 PREMESSA 2 0.2 ORGANIZZAZIONEEFUNZIONIDELL ATENEO 3 1 LEPRINCIPALINOVITÀ 4 1.1 RIFERIMENTINORMATIVI 4 1.2 ACCESSOCIVICO

Dettagli

PRESENTAZIONE PROGETTO OPERATIVO RELAZIONI INTERNAZIONALI. Aula Magna Rettorato 27 Maggio 2009

PRESENTAZIONE PROGETTO OPERATIVO RELAZIONI INTERNAZIONALI. Aula Magna Rettorato 27 Maggio 2009 PRESENTAZIONE PROGETTO OPERATIVO RELAZIONI INTERNAZIONALI Aula Magna Rettorato 27 Maggio 2009 1 Background e situazione attuale Roma Tre nasce dichiarando una forte vocazione internazionale; Le principali

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA ANNI 2015 2016 2017 1 Il Programma Triennale della Trasparenza e Integrità è strutturato in sezioni relative a: 1) Premessa; 2) Supporto normativo; 3)

Dettagli

L attività di Valutazione alla LUISS Guido Carli

L attività di Valutazione alla LUISS Guido Carli L attività di Valutazione alla LUISS Guido Carli Presentazione Alessandro Lubicz Formez 29 novembre 2012 Nucleo di Valutazione Ufficio Studi, Statistiche e Affari generali Attività di Valutazione Struttura

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2013 2015

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2013 2015 PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2013 2015 (ai sensi dell art. 11 del decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150/2009) Premessa Il Liceo M. Gioia di Piacenza realizza le proprie finalità

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

Comune di San Pellegrino Terme. PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA e L INTEGRITA 2014-2016

Comune di San Pellegrino Terme. PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA e L INTEGRITA 2014-2016 Comune di San Pellegrino Terme PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA e L INTEGRITA 2014-2016 Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 3,03 del 31 gennaio 2014 SOMMARIO INTRODUZIONE - ORGANIZZAZIONE

Dettagli

La redazione del Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità è strutturata in sezioni relative a:

La redazione del Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità è strutturata in sezioni relative a: La redazione del Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità è strutturata in sezioni relative a: 1. Premessa ; 2. Supporto normativo; 3. Sezione programmatica: attività di pianificazione, definizione

Dettagli

UNIVERSITA' DEGLI STUDI

UNIVERSITA' DEGLI STUDI UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI ALLEGATO 2B CONVENZIONE TRIENNALE PER GLI ESERCIZI 2006-2008 LEGGE REGIONALE N. 26/1996 ART. 26 RAPPORTI TRA LA REGIONE E LE UNIVERSITA DELLA SARDEGNA PIANO DELL UNIVERSITÀ

Dettagli

COMUNE DI RIMINI. - Segreteria Generale - ESTRATTO DAL REGISTRO DELLE DELIBERAZIONI DI GIUNTA COMUNALE. N. : 127 del 12/04/2011

COMUNE DI RIMINI. - Segreteria Generale - ESTRATTO DAL REGISTRO DELLE DELIBERAZIONI DI GIUNTA COMUNALE. N. : 127 del 12/04/2011 COMUNE DI RIMINI - Segreteria Generale - ESTRATTO DAL REGISTRO DELLE DELIBERAZIONI DI GIUNTA COMUNALE N. : 127 del 12/04/2011 Oggetto : APPROVAZIONE DEL PIANO DELLA PERFORMANCE PER L'ANNO 2011 L anno duemilaundici,

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Presentazione di Marco Mancini... Parte Prima IL QUADRO ISTITUZIONALE. Capitolo I PREFAZIONE

INDICE SOMMARIO. Presentazione di Marco Mancini... Parte Prima IL QUADRO ISTITUZIONALE. Capitolo I PREFAZIONE INDICE SOMMARIO Presentazione di Marco Mancini... VII Parte Prima IL QUADRO ISTITUZIONALE Capitolo I PREFAZIONE Forme e contenuto dell Università fra storia e filologia... Pag. 10 Capitolo II IL PROCESSO

Dettagli

SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE

SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE SISTEMA INTEGRATO DI VALUTAZIONE PERMANENTE DELL ENTE E DEL PERSONALE Dirigenti e Posizioni Organizzative Personale dei Livelli Sistema Integrato di valutazione del personale.docx Sommario CAPO I METODOLOGIA

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DIREZIONE DIDATTICA STATALE 1 CIRCOLO N. VACCALLUZZO LEONFORTE (EN) Corso Umberto, 339 - C.A.P. : 94013 - Tel.Direzione: 0935/902257 Tel-Fax Segreteria

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E INTEGRITA ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE SAN GIOVANNI BOSCO Via Dante n. 18 92028 Naro (AG) Tel. 0922 956081 Fax 0922 956041 E- mail agic85300c@istruzione.it P.E.C. agic85300c@pec.istruzione.it C.F. 82002930848 PROGRAMMA

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PREMESSA Le recenti e numerose modifiche normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli Enti Locali

Dettagli

Definizione delle linee generali d indirizzo della programmazione delle Università per il triennio 2010-2012

Definizione delle linee generali d indirizzo della programmazione delle Università per il triennio 2010-2012 Testo aggiornato al 15 novembre 2012 Decreto ministeriale 23 dicembre 2010, n. 50 Gazzetta Ufficiale 31 maggio 2011, n. 125 Definizione delle linee generali d indirizzo della programmazione delle Università

Dettagli

Linee guida per la l efficienza della gestione la trasparenza e la prevenzione della corruzione 2014-2016

Linee guida per la l efficienza della gestione la trasparenza e la prevenzione della corruzione 2014-2016 Linee guida per la l efficienza della gestione la trasparenza e la prevenzione della corruzione 2014-2016 1.- Premessa La legge 6.11.2012 n. 190 ed in particolare il decreto legislativo 14.3.2013, n. 33

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ DI RICERCA, DI FORMAZIONE E DI TRASFERIMENTO TECNOLOGICO (L. 1/2009 * ) - ANNO 2014 - * Ex art.3 quater D.L. n. 180/2008 convertito con legge 1/2009. Disposizioni urgenti per il

Dettagli

Il Sistema della performance e le direttive CIVIT. Università di Cagliari monfardini@unica.it

Il Sistema della performance e le direttive CIVIT. Università di Cagliari monfardini@unica.it Il Sistema della performance e le direttive CIVIT Dott. Patrizio Monfardini Università di Cagliari monfardini@unica.it Art. 4 (ciclo di gestione della performance) 2 comma 1: [.] le amministrazioni pubbliche

Dettagli

INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it

INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it ALMA MATER STUDIORUM UNIVERSITÀ DI BOLOGNA Ufficio Programmazione Edilizia INNOVAZIONE E BUONE PRATICHE www.unibo.it BOLOGNA, FEBBRAIO 2008 L ALMA MATER IN CIFRE Oltre 100.000 studenti hanno scelto di

Dettagli

AMBITI PRIORITARI DI INTERVENTO DELLA DIREZIONE GENERALE E OBIETTIVI DELLE AREE DIRIGENZIALI

AMBITI PRIORITARI DI INTERVENTO DELLA DIREZIONE GENERALE E OBIETTIVI DELLE AREE DIRIGENZIALI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA Direzione Generale Università degli Studi di Pavia AMBITI PRIORITARI DI INTERVENTO DELLA DIREZIONE GENERALE E OBIETTIVI DELLE AREE DIRIGENZIALI ANNO 2016 Premessa Il presente

Dettagli

PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO

PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO PROCESSO DI ASSICURAZIONE DELLA QUALITÀ DI ATENEO Organizzazione del processo di assicurazione della qualità Le funzioni di progettazione, osservazione e controllo del processo di assicurazione della qualità

Dettagli

IL RETTORE. la Legge 19 novembre 1990, n. 341, Riforma degli ordinamenti didattici universitari ;

IL RETTORE. la Legge 19 novembre 1990, n. 341, Riforma degli ordinamenti didattici universitari ; Protocollo n. 16778 - VII.1 Data 03.07.2015 Rep. DR n. 790-2015 Dipartimento di medicina clinica e sperimentale Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche OGGETTO Bando ammissione CDL in Scienze delle

Dettagli

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e

COMUNE DI GIOVINAZZO. Regolamento di disciplina della misurazione e COMUNE DI GIOVINAZZO Regolamento di disciplina della misurazione e valutazione della performance Approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. del 1 Articolo 1 Oggetto e finalità 1. Le disposizioni

Dettagli

Programma Triennale della Trasparenza e Integrità. Anni 2015-2017

Programma Triennale della Trasparenza e Integrità. Anni 2015-2017 Programma Triennale della Trasparenza e Integrità Anni 2015-2017 Le novità normative nell ambito del vasto progetto di riforma della Pubblica Amministrazione impongono agli enti locali la revisione e la

Dettagli

AUTORITÀ DI BACINO FIUME PO

AUTORITÀ DI BACINO FIUME PO AUTORITÀ DI BACINO FIUME PO RELAZIONE SUL FUNZIONAMENTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE, TRASPARENZA ED INTEGRITÀ DEI CONTROLLI INTERNI E SULL ATTESTAZIONE DEGLI OBBLIGHI RELATIVI ALLA TRASPARENZA

Dettagli

COMUNE DI ANTEGNATE PROVINCIA DI BERGAMO

COMUNE DI ANTEGNATE PROVINCIA DI BERGAMO COMUNE DI ANTEGNATE PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE E PER L APPLICAZIONE DEL SISTEMA PREMIALE Approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n.

Dettagli

Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010

Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010 Modelli Aziendali per le Amministrazioni Pubbliche a.a. 2009-2010 Fonte: Decimo rapporto sullo stato del sistema universitario (dicembre 2009) Studenti immatricolati Maturi anno 2007 Immatricolati a.a.

Dettagli

UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE A. AVOGADRO Alessandria, Novara, Vercelli SISTEMA BIBLIOTECARIO DI ATENEO

UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE A. AVOGADRO Alessandria, Novara, Vercelli SISTEMA BIBLIOTECARIO DI ATENEO UNIVERSITÀ DEL PIEMONTE ORIENTALE A. AVOGADRO Alessandria, Novara, Vercelli SISTEMA BIBLIOTECARIO DI ATENEO RELAZIONE SULL ATTIVITA DELL UFFICIO DI SUPPORTO DEL SISTEMA BIBLIOTECARIO DI ATENEO ANNO 2011

Dettagli

persone impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa

persone impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa Servizi di Consulenza Direzionale Gestione delle Risorse Umane e Organizzazione di Impresa perché PersoneImpresa Persone e Impresa è il consulente direzionale cui imprenditori e direttori si rivolgono

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute 6. IL PROCESSO SEGUITO E LE AZIONI DI MIGLIORAMENTO DEL CICLO DI GESTIONE DELLA PERFORMANCE 6.1 Fasi, soggetti e tempi del processo di redazione del Piano Analogamente a quanto avvenuto per il 2012, il

Dettagli

Informatica, ex Scienze e Tecnologie informatiche. (XXII, XXIII, XXIV ciclo) Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Didattica generale

Informatica, ex Scienze e Tecnologie informatiche. (XXII, XXIII, XXIV ciclo) Pedagogia generale, Pedagogia sociale e Didattica generale RELAZIONE ANNUALE SUI CORSI DI DOTTORATO DI RICERCA ATTIVI NELL ANNO 2009 FACOLTÀ DI SCIENZE E TECNOLOGIE INFORMATICHE Informatica, ex Scienze e Tecnologie informatiche (XXII, XXIII, XXIV ciclo) FACOLTÀ

Dettagli

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Il Ministro dell Istruzione, dell Università e della Ricerca DECRETO MINISTERIALE 15 OTTOBRE 2013, N.827 LINEE GENERALI DI INDIRIZZO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLE UNIVERSITA PER IL TRIENNIO 2013-2015 VISTO il decreto legge 16 maggio 2008 n. 85, convertito con modificazioni

Dettagli

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ

PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITÀ 2012-2014 Sommario 1. Premessa... 3 2. Selezione dei dati da pubblicare... 4 3. Descrizione delle modalità di pubblicazione online dei dati... 8 4.

Dettagli

APPROVAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE FUNZIONI, DI CUI ALL'ART. 8 DELLE "LINEE GENERALI DI ORGANIZZAZIONE DELL'ATENEO ":

APPROVAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE FUNZIONI, DI CUI ALL'ART. 8 DELLE LINEE GENERALI DI ORGANIZZAZIONE DELL'ATENEO : Allegato al D.D. n. 3/2015, prot. n. 3530 del 29.01.2015 APPROVAZIONE DELLE ARTICOLAZIONI ORGANIZZATIVE E DELLE FUNZIONI, DI CUI ALL'ART. 8 DELLE "LINEE GENERALI DI ORGANIZZAZIONE DELL'ATENEO ": - RETTORATO

Dettagli

TITOLO IV - BORSE E CONTRIBUTI PER L ACCESSO Articolo 15 (Determinazione delle borse e dei contributi)

TITOLO IV - BORSE E CONTRIBUTI PER L ACCESSO Articolo 15 (Determinazione delle borse e dei contributi) REGOLAMENTO INTERNO DELLA SCUOLA DI DOTTORATO DELL UNIVERSITA IUAV DI VENEZIA E IN MATERIA DI DOTTORATO DI RICERCA (emanato con decreto rettorale 21 giugno 2012 n. 349) INDICE TITOLO I - ORGANIZZAZIONE

Dettagli

Sentito per le vie brevi MIUR e CUN, per questa tipologia di classi sembrerebbe non applicarsi

Sentito per le vie brevi MIUR e CUN, per questa tipologia di classi sembrerebbe non applicarsi Documento contenente le linee guida per l attivazione dei Corsi di studio delle professioni sanitarie (DM 8 gennaio 2009 e DI 19 febbraio 2009) a partire dall offerta formativa dell a.a. 2011-2012 In attesa

Dettagli

IL RETTORE. VISTO l art. 18 dello statuto della LUMSA, emanato con decreto rettorale 1 agosto 2011, n. 920; DECRETA

IL RETTORE. VISTO l art. 18 dello statuto della LUMSA, emanato con decreto rettorale 1 agosto 2011, n. 920; DECRETA Prot. n. 1226 IL RETTORE VISTO l art. 18 dello statuto della LUMSA, emanato con decreto rettorale 1 agosto 2011, n. 920; VISTO il decreto rettorale n. 987 del 26 gennaio 2012; VISTA la delibera del Senato

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO PER L ELEZIONE DEL SENATO ACCADEMICO (articolo 24 dello Statuto) (Regolamento approvato dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, rispettivamente,

Dettagli