AMERICAN SIGN LANGUAGE. ASPETTI LINGUISTICI E CULTURALI DELLA LINGUA UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE SEDE DI BRESCIA

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1 UNIVERSITA CATTOLICA DEL SACRO CUORE SEDE DI BRESCIA Corso di Laurea in Lingue e Letterature Straniere AMERICAN SIGN LANGUAGE. ASPETTI LINGUISTICI E CULTURALI DELLA LINGUA VISIVO-GESTUALE DEI SORDI IN AMERICA Relatore: Ch.mo Prof. ANNALISA ZANOLA MACOLA Laureanda: RITA VARINACCI Matr. n Anno Accademico 2000/2001

2 AMERICAN SIGN LANGUAGE. ASPETTI LINGUISTICI E CULTURALI DELLA LINGUA VISIVO-GESTUALE DEI SORDI IN AMERICA Introduzione...p. 1 CAPITOLO I- VICENDE STORICHE DELL ASL 1. Atteggiamento verso i sordi nel Settecento europeo...p I linguaggi manuali e gestuali...p L Illuminismo...p I pionieri francesi della lingua dei segni...p L attività di Gallaudet e Clerc: dalla scuola all università...p ASL: Fusione di una lingua importata con una lingua autoctona...p Metodi d istruzione: disputa tra oralisti e manualisti...p Strutture scolastiche per non udenti negli Stati Uniti...p La svolta di Stokoe...p La ricerca linguistica in ASL...p Rappresentazione visiva dell inglese...p Uso del Pidgin Sign Language (PSL)...p. 37 CAPITOLO II- Deaf Culture e Deaf Community 1. Due accezioni di sordità...p La sordità in termini patologici...p La sordità in termini culturali...p Uso del termine deaf...p. 56

3 2. Deaf Community: la lingua...p Elementi culturali nell ASL...p Varietà nei segni dell ASL...p Deaf Community: aspetti dell organizzazione sociale...p National Association of the Deaf (NAD)...p World Federation of the Deaf (WFD)...p National Theatre of the Deaf (NTD)...p Registry of Interpreters for the Deaf (RID)...p Bilinguismo e biculturalismo dei sordi nella didattica...p. 70 CAPITOLO III-Fonologia di una lingua dei segni 1. Fonologia dell ASL...p I parametri...p Configurazione...p Movimento...p Luogo di articolazione...p Orientamento del palmo...p Altri parametri...p Restrizioni alla formazione dei segni...p Tendenze dell evoluzione storica dei segni...p A Dictionary of American Sign Language: la notazione fonetica di Stokoe...p La sillaba...p Le regole fonologiche...p Epentesi del movimento...p Elisione di un Hold...p Metatesi...p Assimilazione...p Riduzione...p L accento...p Peculiarità fonetiche nei giochi segnici e nel linguaggio poetico...p I motti di spirito e i giochi segnici...p. 124

4 8.1.1 Forme simili per veicolare significati diversi...p Sostituzione dei parametri formazionali...p Doppia articolazione...p Poesia in ASL...p. 129 CAPITOLO IV- FORMAZIONE DI NUOVI SEGNI 1. Processi di formazione di nuovi segni...p Neologismi...p Dalla pantomima al segno...p Cambiamenti apportati a segni già esistenti...p Verbi e sostantivi: derivazione...p Composti...p Composti che indicano categorie generali...p Composti che specificano un sostantivo base...p Affissi...p Forme contratte di due segni...p Prestito...p Prestiti dalla dattilologia dell inglese...p Prestiti ristrutturati dalla dattilologia...p. 162 CAPITOLO V- Morfologia del verbo e uso grammaticale dello spazio 1. La morfologia del verbo e l uso dello spazio...p Aspetto temporale del verbo...p I pronomi...p Tipologia del verbo...p Verbi di accordo...p Verbi locativi...p Verbi con classificatori ( classifier verbs )...p Verbi articolati sul corpo...p Verbi semplici...p. 188

5 5. Role-shifting...p. 189 Conclusione...p. 193 Appendice A- Alfabeto manuale dell ASL...p. 197 Appendice B- Le 19 configurazioni fonemiche dell ASL...p. 198 Appendice C- La notazione di Stokoe...p. 199 Appendice D- Esempi dal DASL...p. 200 Bibliografia...p. 201

6 INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di illustrare alcune caratteristiche della lingua e della cultura dei Sordi in America. La lingua presa in considerazione è l American Sign Language (ASL), la Lingua Americana dei Segni, usata quotidianamente da circa mezzo milione di persone 1. A differenza delle lingue audio-vocali, nelle quali i segni linguistici prodotti dalla voce vengono percepiti attraverso l udito, nelle lingue visivo-gestuali quali l ASL i segni linguistici sono prodotti attraverso l uso delle mani, la postura del corpo e le espressioni facciali, in modo da essere recepite attraverso il canale visivo. Se intendiamo con il termine lingua un sistema di simboli relativamente arbitrari e di regole grammatica che li mutano nel tempo e che i membri di una comunità condividono e usano per scopi diversi per interagire gli uni con gli altri, comunicare le loro idee, emozioni e sentimenti e per trasmettere a loro cultura di generazione in generazione, non c è dubbio che la comunicazione usata dai sordi è una lingua. 2 1 C. BAKER SHENK, D. COKELY, American Sign Language. A Teacher s Resource Text on Grammar and Culture, Washington D.C., Gallaudet University Press, 1991, p V. VOLTERRA (a cura di), La lingua italiana dei segni. La comunicazione visivogestuale dei sordi, Bologna, Il Mulino, 1987, pp

7 Le lingue gestuali, o lingue dei segni 3, nascono all interno di comunità formate da persone sorde, le quali, mancando del canale uditivo, realizzano spontaneamente il linguaggio in un altra modalità. L uso del termine Sordi scritto con la lettera maiuscola mette in risalto la componente culturale legata alla sordità. Spesso, infatti, si pensa alla sordità come handicap fisico, trascurando le importanti conseguenze culturali che l uso di una stessa lingua comporta. Il presente lavoro prende in considerazione la lingua dei segni usata all interno della comunità dei Sordi in America, ossia negli Stati Uniti e in alcune regioni confinanti del Canada. Similmente alla denominazione ufficiale della lingua, American Sign Language, è stato mantenuto anche in italiano il termine America. Quando si prende in esame una lingua dei segni è necessario specificare la collocazione geografica e la comunità nella quale è usata, poiché la lingua dei segni non è universale. Dal momento che ha origine spontaneamente all interno delle diverse comunità di persone sorde, infatti, è comprensibile che le lingue dei segni siano fra loro diverse. All interno di ogni comunità, inoltre, esistono anche delle varianti regionali dei segni. Come per le lingue audio-vocali, anche nelle lingue visivogestuali l associazione fra significato e significante (il segno) è 3 Con riferimento alla comunicazione visivo-gestuale dei sordi i termini gesto e segno possono considerarsi sinonimi. In ambito linguistico, tuttavia, segno è preferito a gesto per indicare un unità della lingua visivo-gestuale dei sordi. Il termine gesto, infatti, può creare confusione ed equivoci, dal momento che indica anche i

8 prettamente convenzionale. Le lingue dei segni non sono fra di loro mutualmente intelligibili. E vero che i segni possono in qualche modo rappresentare visivamente la realtà alla quale si riferiscono, e che sono per questo iconici. E anche vero, d altro canto, che un segno riproduce solo alcuni aspetti di ciò che si intende significare, e che lingue diverse adottano segni che rappresentano aspetti diversi di una stessa realtà. Anche se sfrutta la possibilità di rappresentare visivamente la realtà da una certa prospettiva, ed è per questo iconico, il segno non è trasparente, come può essere la pantomima. Vedendo un segno, infatti, è spesso difficile indovinarne il significato, specialmente se questo è riferito ad una realtà astratta. Conoscendo già il significato di un segno, invece, risulta abbastanza facile cogliere il nesso iconico col significato corrispondente. Le lingue dei segni possono sembrare molto diverse dalle lingue orali, poiché sfruttano risorse diverse, quali possono essere lo spazio o la possibilità di trasmettere più informazioni contemporaneamente. Pur se in modi diversi, le lingue dei segni presentano una struttura grammaticale complessa e articolata, che rispecchia per molti aspetti le stesse categorie linguistiche individuate nello studio delle lingue orali. Anche per le lingue dei segni è infatti possibile parlare di fonologia, morfologia, sintassi e semantica. La ricerca scientifica ha per lungo tempo trascurato l analisi delle lingue usate dai sordi, perché si pensava fossero una sorta di gesti usati dagli udenti come supporto alla lingua orale, che sono diversi dai segni per

9 pantomima della realtà senza una struttura grammaticale. Questo lavoro si propone di illustrare alcuni dei sorprendenti risultati raggiunti nello studio dell American Sign Language. La prima parte presenta il contesto storico e culturale nel quale l ASL è nato e viene tutt ora usato. La seconda prende in esame alcuni aspetti dell analisi fonologica e della morfologia relativa alla creazione di nuovi segni e all inflessione dei verbi. Le analisi proposte attingono prevalentemente agli studi svolti in America fino agli anni 80. Questa scelta è stata motivata dall ampia disponibilità di saggi e opere che possono ormai ritenersi dei classici non solo per lo studio dell ASL, ma anche per lo studio di altre lingue dei segni 4. Questi materiali, inoltre, dal momento che forniscono le basi per un analisi linguistica, sono maggiormente comprensibili e accessibili anche da parte di coloro che, pur con buone conoscenze di linguistica generale, non hanno familiarità con le lingue dei segni e nemmeno con l ASL in particolare. Il primo capitolo si occupa delle principali vicende storiche dell ASL in America, strettamente legato all istruzione dei sordi. Le istituzioni scolastiche erano rivolte a favorire l integrazione dei sordi nella società e, per permettere loro la comunicazione con le persone udenti, l istruzione mirava all insegnamento della lingua inglese. Fino aspetto e funzione. Ibidem, p Le formulazioni teoriche in merito alla LIS (Lingua Italiana dei Segni), ad esempio, seguono il modello di analisi proposto da Stokoe e si riallacciano spesso ai risultati delle ricerche condotte negli Stati Uniti sulle lingue dei segni. Un importante testo che

10 a pochi decenni fa l inglese era insegnato con metodi alla base dei quali stava la convinzione che la comunicazione gestuale non fosse una lingua a tutti gli effetti, quale poteva essere una lingua orale. Pertanto, le scuole da un lato erano dei luoghi dove i segni erano poco valorizzati, dall altro, tuttavia, hanno indirettamente contribuito all unificazione linguistica dell ASL, poiché costituivano il principale punto d incontro per i sordi provenienti anche da diverse aree del territorio americano. Nell unica università per sordi, la Gallaudet University, è iniziato a partire dagli anni 60 un filone della ricerca linguistica rivolta proprio all ASL. Questi studi hanno attirato l interesse di molti linguisti e hanno contribuito non solo alla riabilitazione dell ASL come lingua, ma anche alla valorizzazione sociale della cultura dei Sordi. Il secondo capitolo presenta il concetto di sordità così come può essere inteso in termini clinici e in termini culturali. Nel primo caso la sordità è considerata principalmente come deficit fisico, mentre nel secondo caso come diversità linguistica e culturale. I Sordi si sentono accomunati da una stessa cultura prima ancora che da uno stesso handicap. Questo atteggiamento si manifesta nelle attività civili, culturali e sociali delle associazioni dei Sordi. Il terzo capitolo si occupa della fonetica e della fonologia dell ASL, nonostante possa apparire strano che le coordinate teoriche tradizionali di questi ambiti di studio vengano applicate ad una lingua introduce alla linguistica della LIS è V. VOLTERRA (a cura di), La lingua italiana dei

11 priva di suoni. L ASL possiede infatti un numero limitato di elementi costitutivi che svolgono la funzione di fonemi e che, combinati fra di loro secondo regole precise, possono dare origine ad un numero illimitato di segni. I segnanti 5 sono consapevoli, anche in maniera intuitiva, delle norme che regolano le combinazioni fra le componenti della lingua, e questa sensibilità permette loro di giocare con i segni e manipolarli fino a creare poesie. Il quarto capitolo presenta le modalità con cui l ASL arricchisce il suo vocabolario. L ASL in alcuni casi adotta strategie comuni alle lingue orali come l inglese, quali il prestito da altre lingue, la formazione di composti o la derivazione di sostantivi da verbi affini per forma e significato. In altri casi le strategie usate sono peculiari alla dimensione visivo-gestuale della lingua, che permette, ad esempio, di creare neologismi trasformando una pantomima in un segno convenzionale. L ASL prevede anche particolari tipi di prestiti dalla lingua inglese, che ne sfruttano la sua codificazione visuale creata artificialmente. Il quinto capitolo tratta alcuni aspetti della morfologia del verbo e dell uso grammaticale dello spazio che circonda il segnante. La morfologia del verbo è estremamente complessa e ricca. La tridimensionalità nella quale la lingua si realizza dà spazio a molteplici possibilità e combinazioni, nelle quali interagiscono le segni. La comunicazione visivo-gestuale dei sordi, cit. 5 Il termine segnante indica una persona che si esprime per mezzo di una lingua dei segni.

12 mani in movimento, la postura delle spalle e l espressione del volto. In questo modo nel verbo possono essere condensate contemporaneamente molte più informazioni di quanto sia possibile in una lingua orale.

13 CAPITOLO I VICENDE STORICHE DELL ASL 1. Atteggiamento verso i sordi nel Settecento europeo In Europa l atteggiamento verso i sordi è sempre stato, per ignoranza, un misto di commiserazione e di diffidenza, anche in ambito intellettuale. Dal momento che l uso della lingua era considerato l elemento che distingueva l uomo dagli animali, i sordi, non possedendo l uso della lingua, erano considerati in un certo senso degli esseri umani di livello inferiore 6. Si riteneva che l assenza di un linguaggio impedisse all individuo anche l uso della ragione e della capacità di pensare. Per questo motivo si credeva che i sordi fossero necessariamente esseri primitivi, incapaci di concepire idee astratte, e perciò inferiori a livello intellettivo rispetto alle persone udenti 7. Evidentemente il concetto di lingua era applicato solo ed esclusivamente alla lingua orale, senza considerare l ipotesi che 6 Nel 1703 Fontenelle, membro della Reale Accademia Francese delle Scienze, scrisse riguardo al sordomuto: he lives like an animal or a machine ( vive come un animale o una macchina ). J. VAN CLEVE, The Academic Integration of Deaf Children- A Historical Perspective, in R. FISCHER (a cura di), Blick zurück. Ein Reader zur Geschichte von Gehörlosengemeinscheften und ihren Gebärdensprachen, Amburgo, Signum Verlag, 1993, p Così scriveva nel 1751 lo scienziato Buffon, membro della Reale Accademia Francese delle Scienze: Un surd est nécessairement muet. Il ne doit avoir aucune connaissance des idées abstraites et générales [ ]. Les surds et muets sont les plus ignorants de tous les hommes. Trad. it.: Un sordo è inevitabilmente un muto e non può avere conoscenza di idee astratte e generali [ ]. I sordomuti sono i più ignoranti di tutti gli uomini. Ibidem.

14 potessero esistere altri canali di comunicazione alternativi a quello audio-vocale. 1.1 I linguaggi manuali e gestuali Nel corso della storia si trovano numerosi esempi di linguaggi che permettevano di comunicare attraverso le mani e i gesti. Questi linguaggi erano creati e adoperati da persone udenti, e il loro uso si limitava a circostanze particolari e con scopi comunicativi ben definiti. Nei balli in maschera presso le corti nobiliari francesi del 700, ad esempio, un linguaggio manuale permetteva ai partecipanti di comunicare senza tradire la propria identità e fare forfait. Anche in alcuni monasteri benedettini, dove vigeva la regola ferrea del silenzio, si era sviluppato fin dal Medioevo un linguaggio gestuale abbastanza articolato e complesso, che rendeva possibile intere conversazioni in gesti. I gesti, comprendono, oltre all uso delle mani, anche l uso del corpo e dell espressione del volto. Non abbiamo traccia delle lingue create dai sordi nel corso del tempo, se non a partire dalla fine del Settecento, grazie al lavoro iniziato in Francia dell Abate de L Epée. Questa mancanza di notizie è da ricondursi allo scarso valore attribuito in generale ai sordi, ma soprattutto all impossibilità dei sordi stessi di creare una comunità abbastanza numerosa nella quale condividere e tramandare una lingua comune.

15 1.2 L Illuminismo Con la nascita dell Illuminismo, molti filosofi francesi posero l uomo al centro della riflessione filosofica e riscoprirono il valore della ragione umana. In questo contesto anche il linguaggio umano diventò oggetto di indagine da parte di molti studiosi, i quali, riflettendo sulla sua origine, si chiedevano se questo fosse il frutto di una convenzione umana oppure un dono proveniente da Dio. In questo clima culturale cominciò a farsi strada anche l idea che il linguaggio gestuale da sempre usato dai sordi fosse da considerarsi una lingua a tutti gli effetti. Il filosofo Condillac ( ), in particolare, si interessò molto della filosofia del linguaggio, e fu il primo ad usare l espressione langage d action ( linguaggio dell azione ) per riferirsi al sistema di comunicazione dei sordi. Questa idea innovativa suscitò numerose critiche da parte di coloro, i più, che affermavano la superiorità della lingua orale sui linguaggi gestuali. Fra le voci critiche vi era quella dell Abate Deschamps, il quale sosteneva che il gesticolare dei sordi fosse una semplice successione di gesti creati mimando cose o emozioni. Questo linguaggio, capace di esprimere solo fenomeni concreti, non avrebbe permesso ai sordi di concepire realtà astratte. In questo modo le loro azioni sarebbero state ispirate solo dalle loro emozioni e dai loro sensi 8. 8 Ils n ont que leurs passions pour guide ( per guida non hanno che le loro passioni ), scriveva l Abbé Deschamps nel C. F. DESCHAMPS, Cours élémentaire d éducation des sourdes et muets, Parigi, Debure, 1779, citato in ibidem, p. 417.

16 1.3 I pionieri francesi della lingua dei segni In questo clima di dibattito culturale l Abate de L Epée ( ) fu il primo a capire l importanza dell uso del langage d action al fine di un efficace insegnamento della lingua francese ai sordi. L Epée, preoccupato di trasmettere loro i contenuti del catechismo, fondò e diresse a Parigi fra il 1760 e il 1770 la prima scuola francese per bambini sordi, nella quale il francese scritto, necessario per leggere e capire i testi sacri, era insegnato per mezzo dei gesti. L Epée aveva creato una codificazione visivo-gestuale della lingua francese adottando i cosiddetti signes méthodiques ( i segni metodici ), gesti che potevano svolgere una funzione lessicale o grammaticale. I segni lessicali erano gesti tratti direttamente dal langage d action usato fra i sordi, quando il loro significato corrispondeva a quello delle parole francesi, oppure erano inventati per indicare concetti che non avevano un corrispondente nella lingua dei segni. I segni grammaticali erano inventati per creare un parallelo visivo della morfosintassi francese. Questi potevano essere aggiunti a quelli lessicali per indicare, ad esempio, il genere dei sostantivi o il tempo verbale. I signes méthodiques permettevano perciò di raggiungere una corrispondenza perfetta fra la lingua francese e il langage d action. In questo lavoro di codificazione L Epée aveva prestato particolare attenzione ai diversi significati che una parola francese poteva assumere, affinché la sua codificazione in segni non lasciasse spazio ad ambiguità. Poteva succedere che la stessa parola francese venisse codificata con segni

17 diversi, a seconda del suo valore semantico nel contesto. Il verbo credere, ad esempio, era codificato con quattro segni differenti 9. Il lavoro di L Epée ci è pervenuto in alcune sue opere, fra cui Instruction des sourds et muets de naissance pour la voie des signes méthodique, dove è spiegato il suo metodo d insegnamento. L attività di L Epée fu poi portata avanti dall Abbé Roch Sicard ( ), che diresse la scuola di Parigi e ne fondò un altra a Bourdeaux. Anche Sicard, come L Epée, riteneva indispensabile la conoscenza dei segni da parte degli insegnanti. Attraverso i segni, nati per esprimere una realtà sensibile, l insegnante sarebbe stato in grado di guidare i bambini sordi verso concetti astratti, sviluppando così non solo le loro capacità linguistiche, ma anche le loro capacità intellettive. Questa convinzione era condivisa anche dal suo successore, Bébian ( ), il quale mantenne nella didattica la centralità del langage d action, unico mezzo a disposizione per stabilire una vera comunicazione con i bambini sordi e trasmettere loro nuovi concetti: La pensée précède nécessairement dans l esprit les signes quelconques destinés à l exprimer; le mot n a en lui-même aucun rapport avec l idée; il ne peut faire naître l idée, ni la donner, mais il sert à la rappeler quand une convention 9 Il verbo je crois ( io credo ) poteva assumere quattro significati diversi: - Je dis oui par l esprit. Je pense que oui ( dico sì con la mente. Penso di sì ) - Je dis oui par le coeur. J aime à penser que oui ( dico sì col cuore. Mi piace pensare che sia sì ) - Je dis oui de bouche ( dico sì con la bocca ) - Je n ai pas vu, & je ne vois pas encore de mes yeux ( non ho visto e non vedo ora con gli occhi ). C. M. DE L EPEE, Instruction des sourds et muets de naissance pour la voie des signes méthodiques, Parigi, Nyon, 1976, citato in ibidem, p. 433.

18 préliminaire l a lié à cette idée antérieurement bien saisie. Pour établir cette convention avec les sourds-muets, il faut avant tout qu on sache s entendre avec eux; avant de vouloir leur apprendre à exprimer une idée par un mot, il faut s assurer qu ils possédent cette idèe d une manière claire et précise; et s il ne l ont pas encore, il faut la developper dans leur esprit 10. Un importante passo avanti compiuto da Bébian fu l elaborazione di un sistema per la notazione dei segni detto mimographie. A differenza dei dizionari redatti da L Epée e da Sicard, nei quali i segni venivano descritti, con la mimograhie ogni segno era analizzato e suddiviso nelle sue componenti costitutive e annotato poi con l uso di simboli convenzionali, in maniera molto simile a quanto avrebbe fatto il linguista americano William Stokoe più di un secolo dopo 11. I segni presi in considerazione, inoltre, erano solo quelli usati naturalmente del langage d action 12, non i signes méthodiques creati artificialmente 13. Questa scelta dimostrava un atteggiamento innovativo di Bébian nei confronti del langage d action, che 10 Trad. it.: Il pensiero precede necessariamente nella mente, tutti i segni (qualsiasi essi siano) destinati ad esprimerlo; la parola non ha alcun legame con l idea in sé e per sé, non può produrre l idea, né esprimerla, serve piuttosto per ricordarla, dopo che una convenzione preliminare l ha legata a quest idea, già ben compresa in precedenza. Per stabilire questa convenzione con i sordomuti bisogna anzitutto essere in grado di farsi capire da loro; prima di voler insegnare loro ad esprimere un idea attraverso una parola, bisogna assicurarsi che questi abbiano il controllo di questa idea in una maniera molto chiara e precisa; e se non la posseggono ancora, bisogna svilupparla nelle loro menti. Ibidem, p W. STOKOE, D. CASTERLINE, D. CRONENBERG, A Dictionary of American Sign Language, Silver Spring, MD, Linstok Press, tout entier appuyé sur des faits ( interamente basato su fatti ). Ibidem, p spéculations toujours contestables ( speculazioni che sono sempre contestabili ). Ibidem.

19 non considerava solo come strumento didattico per l insegnamento del francese, ma lo apprezzava e lo studiava come lingua vera e propria. 2. L attività di Gallaudet e Clerc: dalla scuola all università L origine dell American Sign Language è da ricondursi all attività di William Gallaudet e Laurent Clerc, fondatori della prima scuola per sordi negli Stati Uniti. Thomas Gallaudet ( ) era un giovane americano del Connecticut che decise di abbandonare le sue aspirazioni alla carriera diplomatica per dedicarsi all istruzione dei bambini sordi. Nel 1817 si recò in Inghilterra con lo scopo di visitare le scuole fondate da Braidwood, il quale aveva elaborato un metodo che permetteva di insegnare ai sordi a leggere, scrivere, parlare e capire quanto veniva detto osservando il movimento delle labbra. Queste scuole, però, si rifiutarono di rivelare a Gallaudet il loro metodo. A Londra Gallaudet ebbe occasione di incontrare il francese Sicard, che lo invitò a Parigi a visitare la scuola per sordi di cui era direttore. Qui Gallaudet imparò il metodo gestuale usato nella scuola di Sicard, che prevedeva l insegnamento del francese tramite l uso di gesti. Entusiasta di questo metodo, Gallaudet decise di portarlo negli Stati Uniti, dove lo seguì Laurent Clerc ( ), un insegnante sordo presso la scuola di Sicard. Grazie al sostegno finanziario dello Stato e di alcuni gruppi filantropici, nel 1817 Gallaudet e Clerc fondarono a Hartfort,

20 Connecticut, la prima scuola per sordi, l Institution for Deaf-Mutes. Qui Clerc insegnava la lingua inglese adottando i signes méthodiques, diffondendo in questo modo anche l uso dei segni del langage d action francese. Questa scuola divenne ben presto un luogo d incontro e di scambio culturale e linguistico molto importante, poiché riuniva bambini sordi provenienti non solo dal Connecticut, ma da tutto il territorio degli Stati Uniti. Per questa ragione la scuola ha ricoperto un ruolo importantissimo a favore della nascita e della diffusione di una lingua dei segni comune su tutto il territorio. Un altra importante scuola per sordi venne creata nel 1857 a Washington D.C. per opera di Amos Kendall e diretta da Edward Gallaudet, figlio di Thomas. L 8 aprile 1864 con un atto del Congresso firmato dal presidente Lincoln la Kendall School venne trasformata nella Columbia Institution for the Deaf and Dumb and Blind. Si trattava della prima e, ancora oggi, unica istituzione finalizzata all istruzione superiore dei sordi e abilitata a rilasciare diplomi di livello universitario in Liberal Arts and Sciences ( arti liberali e scienze ). La Columbia Institution poteva contare sul sostegno economico dello Stato, che permetteva così di mettere a disposizione borse di studio, locali adeguati e un buon livello d istruzione. Questo era garantito dalla collaborazione di insegnanti qualificati, che, a partire dal 1891, venivano formati in un istituto interno al college. La Columbia Institution nel 1894 assunse il nome di Gallaudet College, in onore di Thomas Gallaudet.

21 Nel corso degli anni questa istituzione scolastica mantenne sempre un metodo di istruzione basato sull uso dei segni, anche quando, a partire dalla fine dell Ottocento, la maggior parte delle scuole aveva adottato altri metodi, che escludevano categoricamente l uso dei segni in classe. Grazie alle ricerche linguistiche condotte da Stokoe sull ASL a partire dagli anni Cinquanta il Gallaudet College e i suoi metodi sono stati di nuovo valorizzati. Oggi il Gallaudet College vanta un offerta formativa che va dalla scuola elementare fino all università, e con i suoi centri di ricerca rappresenta l istituzione più importante nell ambito degli studi sulle lingue dei segni e sulle tematiche legate alla sordità. La Gallaudet University, che conta più di duemila studenti universitari iscritti, offre un ampia varietà di corsi sia in materie umanistiche che in materie scientifiche a tutti livelli: bachelor degrees, master degrees e dottorati di ricerca. L università, coerente con il suo obiettivo di promuovere la cultura dei sordi, è in buona parte gestita da non udenti. In essa lavorano circa un migliaio di persone, un terzo delle quali deaf and hard of hearing ( sordi e duri d orecchio ), con un corpo docente di circa trecento persone. Nel 1988, a seguito di una protesta studentesca nota come Deaf President Now Protest ( protesta per un presidente sordo subito ) è stato eletto il primo presidente sordo della Gallaudet University, King Jordan. La sua elezione ha rappresentato un momento storico non solo

22 per l università, ma per l intera comunità americana dei sordi, che ha così rivendicato il diritto a poter gestire autonomamente anche importanti centri di cultura che interessano i sordi direttamente. 2.1 ASL: Fusione di una lingua importata con una lingua autoctona Gallaudet e Clerc hanno avuto il merito di creare una scuola che adottasse un metodo d istruzione basato sull uso dei gesti, e di farne un polo culturale che riunisse molti studenti provenienti da tutto il territorio nazionale. In questo modo è stata possibile una graduale standardizzazione dell ASL, pur senza annullarne le varietà regionali. Fino a pochi anni fa veniva attribuito a Gallaudet e Clerc anche il merito di aver portato negli Stati Uniti la lingua dei segni, in particolare la Lingua Francese dei Segni (LFS). In realtà già prima del 1817 esistevano in America diverse lingue dei segni che, fondendosi con la LFS, hanno dato origine all attuale ASL. Studi intrapresi da Woodward e da altri ricercatori hanno dimostrato che solo un 60% dei segni in ASL mostra caratteristiche riconducibili in qualche modo alla LFS, mentre il rimanente 40% può derivare solo da segni autoctoni. L importazione della LFS in America ha dato origine ad un processo di creolizzazione. Le differenze fra l ASL e l antica LFS, infatti, sono troppo radicali per essere attribuite esclusivamente ad un processo storico di trasformazione della lingua. Inoltre, nel caso di prestiti, la lingua d origine rimarrebbe ancora riconoscibile, cosa che non avviene nel processo di creolizzazione. La LFS, infatti, non risulta

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