PROGETTO LOZIONI ANTICADUTA

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1 PROGETTO LOZIONI ANTICADUTA

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3 SOMMARIO La perdita dei capelli - Introduzione 1 La struttura del capello 2 Le fasi di sviluppo del capello 4 Tipi di peli 5 Cause della calvizie 6 Alopecia androgenetica o comune 6 Telogen effluvium 9 Fattore predisponente: Dermatite seborroica 10 Fattori ambientali e caduta dei capelli 11 Strategie per rallentare la caduta dei capelli 14 Approccio medico-farmacologico 14 Dieta e alimentazione 16 Trattamenti:Tinture e permanenti 17 Sostanze attive nella caduta dei capelli 18 Aminoacidi, Vitamine e Minerali 18 Estratti vegetali 21 Preparati anticaduta 26 Parametri per la creazioni delle Indicazioni Intesa 28 Bibliografia 29

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5 La perdita dei capelli Introduzione La cura che dedichiamo ai nostri capelli può apparire come il risultato della società dell immagine dominante a nostri giorni. In realtà fin dalle sue origini l uomo ha dato importanza e significato ai propri capelli; da studi archeologici si evince come nella società egizia i capelli fossero simbolo di seduzione e sia la loro presenza sia il loro colore fossero di fondamentale importanza: i capelli lunghi e fluenti costituivano una prerogativa degli adulti e delle donne in età fertile, mentre i capelli rasati corti erano tipici dei bambini e delle ragazze; la casta sacerdotale era invece caratterizzata dalla testa completamente calva, questo in relazione al fatto che i capelli erano simbolo di seduzione, e non si addicevano a bambini e sacerdoti. L osservazione delle mummie mette in evidenza come la perdita dei capelli sia un problema di vecchia data, spesso infatti si osservano vari tipi di alopecia. È interessante constatare come nell antico Egitto, sia la perdita dei capelli sia il loro semplice incanutimento fosse considerato alla stregua di una vera e propria malattia. Queste affezioni venivano curate grazie a ricette cosmetiche di varia natura, che ci sono pervenute attraverso il rinvenimento di diversi papiri; in esse si ricorre all uso di svariate sostanze quali grasso di gatto, grasso di coccodrillo, grasso di serpente, placenta di gatta. In alcune delle formule riportate nel papiro di Ebers possiamo ritrovare la composizione di alcuni cosmetici dell epoca: si raccomandava di sfregare la cute della testa con un olio in cui erano stati cotti datteri, zampe di cane, e criniere d asino. Un'altra ricetta consigliava di miscelare grasso di leone, ippopotamo, coccodrillo, oca, serpente, ibis in parti uguali, ed applicarli direttamente sulla cute. Ma anche in epoche successive si ricorreva a formule medico/magiche; Cleopatra consigliava a Cesare di cospargersi il capo con una preparazione ottenuta con topi domestici bruciati, denti di cavallo, grasso d orso e midollo di cervo. Anche in epoca romana il taglio dei capelli mantenne un suo significato, si tagliavano i capelli ai traditori, alle adultere e ai prigionieri. Questi aspetti della cultura egizia e romana non sono del tutto scomparsi, anzi se ne possono ritrovare tracce in molte culture dei secoli successivi. Anche se non è più considerata una malattia, la perdita dei capelli costituisce sicuramente un problema sia di tipo estetico sia, soprattutto, di tipo psicologico. 1

6 La struttura del capello I capelli o i peli in generale costituiscono gli annessi cutanei. I peli sono presenti su tutto il corpo (ad esclusione delle zone palmari e plantari) e quelli presenti sulla superficie del cuoio capelluto, in numero che varia tra unità, prendono il nome di capelli. I capelli possono crescere per lungo tempo. Di norma la massima lunghezza alla quale possono arrivare nel loro periodo di vita, è di circa 1 metro. Infatti un capello femminile, che è tra i più longevi, può crescere per circa 7 anni al ritmo di 13 cm all anno, con un conseguente sviluppo di circa 90 cm. Il ritmo di crescita risente delle variazioni stagionali e dello stato della persona ma crescite superiori al metro sono eccezionali. Crescita dei capelli Numero Crescita Parametro valore (rossi bruni biondi ) 1,0 1,5 cm/mese Densità /cm 2 Durata Lunghezza max Diametro Diametro dei capelli miniaturizzati 2 7 anni 1,5 m 0,05 0,10 mm < 0,04 mm Il capello si presenta con una struttura più o meno cilindrica che sporge dalla superficie cutanea detta fusto del capello. In parte questa struttura è contenuta in una infossatura epidermica chiamata follicolo pilifero dove ha sede la radice del capello. Con il termine di colletto ci si riferisce ad una strozzatura che è visibile nel punto di passaggio tra il fusto e la radice. Il fusto presenta forma variabile (ovale, circolare, triangolare), una superficie liscia ed un apice appuntito. La superficie è costituita da cellule cornee disposte a lamelle, al disotto delle quali sono presenti cellule ricche di pigmento. L interno del fusto è fatto da cellule cubiche che presentano tra loro degli spazi contenenti aria. 2

7 Lo strato interno del fusto viene definito midollare mentre la parte intermedia costituisce lo strato corticale e la parte esterna la cuticola del capello. Alla cuticola, a livello della radice è addossata una guaina epiteliale; questa riveste una papilla dermica riccamente irrorata che è chiamata bulbo e costituisce la struttura (matrice) da cui hanno origine tutti gli elementi che formano il capello. All interno del follicolo pilifero sbocca una ghiandola sebacea la cui secrezione è in grado di mantenere impermeabile il capello e la cute ad esso limitrofa. Nel follicolo è anche presente un piccolo fascio muscolare (muscolo erettore o muscolo orripilatorio), la cui contrazione provoca il sollevamento verso l esterno del bulbo e del capello cui dà origine. Il colore del capello è dovuto alla presenza di melanina all interno della struttura, mentre la causa dell incanutimento è la scomparsa delle cellule pigmentanti che lasciano così ampi spazi vuoti; tali spazi rendono trasparente il capello che come conseguenza appare bianco. I vasi che nutrono il bulbo provengono dalla rete capillare del derma mentre la sensibilità è data dalla presenza delle fibre terminali dei nervi cutanei. 3

8 Le fasi di sviluppo del capello Contrariamente a quanto avviene nella maggior parte degli animali, nell uomo non si assiste ad una muta del pelo al variare delle stagioni anche se è noto un cambiamento nella crescita dei capelli legata alla stagionalità (i mediterranei perdono più capelli in autunno, mentre i nordici perdono più capelli in estate); inoltre mentre negli animali i peli si trovano pressoché tutti nella stessa fase di sviluppo, nell uomo si ha la contemporanea presenza di peli e capelli nelle diverse fasi del loro sviluppo. Circa l % dei capelli sono in crescita attiva (anagen), l 1% si trova in fase di regressione (catagen) e i restanti sono in fase di riposo (telogen) e cadono facilmente durante la pettinatura. La vita media del capello è di circa 7 anni nella donna e di 4 5 anni nell uomo. Peli e capelli vanno incontro durante il loro ciclo vitale a diverse trasformazioni, schematicamente denominate ciclo del pelo, che sono dovute a variazioni del follicolo. Queste avvengono, in tempi diversi, anche nello stesso individuo, a seconda della zona del corpo considerata, ad esempio i peli della barba crescono più rapidamente di quelli delle braccia o del tronco. La fase di accrescimento del capello può essere così schematizzata: 4

9 È possibile evidenziare tre fasi: 1. Anagen costituisce lo stadio di accrescimento e di formazione del capello; è in questo periodo che il capello viene materialmente costruito. In questa fase è possibile evidenziare una sotto fase, denominata Metagen, nella quale si ha lo sviluppo e la crescita del capello al ritmo di circa 1 cm al mese grazie ad una intensa attività mitotica; questa fase dura circa 3 7 anni. 2. Catagen questa fase subentra all Anagen, in essa il follicolo cessa la produzione del capello ed inizia una fase di involuzione nella quale va incontro ad un restringimento verso la superficie. Si tratta di un periodo di circa 3 4 settimane. 3. Telogen costituisce lo stadio di riposo, è in esso che si ha la caduta del capello (di solito durante la pettinatura). Questo periodo dura 3 4 mesi e al termine si assiste ad un nuovo sviluppo della radice, alla ricrescita del capello ed ad una nuova fase Anagen. Tipi di peli I tipi di peli presenti sul corpo umano possono essere così suddivisi: Lanugo costituisce il primo tipo di peluria che viene prodotto, presente in genere solo nella fase uterina, si sviluppa a partire dalla 20ª settimana e scompare tra la 32ª e la 36ª settimana. Si tratta di un pelo lungo e senza pigmento definito anche pelo primario. Vellus sono peli che si sviluppano su quasi tutto il corpo alla scomparsa del lanugo, sono sottili, corti (meno di 1 cm) e quasi sempre privi di pigmentazione. Sono assenti nelle zone in cui sono presenti radici di tipo terminale. Terminali costituisce un tipo di pelo dotato di midollo, che in alcune zone come cuoio capelluto, ciglia e sopracciglia sostituisce il lanugo già nell utero. Altri peli terminali si sviluppano nella pubertà (peli sessuali secondari) da modificazioni di peli vellus. 5

10 Cause della calvizie Quali siano le cause della progressiva perdita dei capelli e come queste si possano classificare e contrastare, costituisce ragione di studio sin dall antichità. Osservazioni recenti permettono di diversificare la perdita dei capelli in: calvizie comune (alopecia androgenetica maschile e femminile) telogen effluvium (acuto o cronico) Alopecia androgenetica Telogen effluvium acuto Telogen effluvium cronico Fenomeno di perdita dei capelli su base genetica: si ha progressiva perdita dei capelli nelle zone frontotemporali e del vertice. Copiosa perdita dei capelli diffusa su tutto il cuoio capelluto, dovuta ad un evento acuto di tipo transitorio. Copiosa perdita dei capelli diffusa su tutto il cuoio capelluto ma meno intensa del telogen effluvium acuto. Processo associato a: stress prolungato, diete squilibrate, malattie croniche, assunzione di farmaci o a cause di difficile interpretazione. ALOPECIA ANDROGENETICA o COMUNE La calvizie comune o alopecia androgenetica è la forma di calvizie più diffusa e costituisce la principale manifestazione della perdita di capelli. Colpisce sia l'uomo che la donna e le cause sono principalmente legate a fattori ormonali e genetici. Consiste in una progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi del cuoio capelluto e dei capelli che ne derivano ed è dovuta all azione esercitata sul bulbo pilifero dagli ormoni maschili. Nello stato di alopecia androgenetica si osserva infatti un rallentamento nello sviluppo del capello e contemporaneamente una caduta precoce. Si può dire quindi che il bulbo presenta una sua indolenza che conduce ad un diradamento e assottigliamento dei capelli. Studi scientifici hanno dimostrato che soggetti, che non hanno raggiunto la maturità sessuale, non presentano calvizie comune mentre la somministrazione di testosterone provoca lo sviluppo sessuale e la comparsa della calvizie. Tuttavia la presenza di testosterone non è maggiore nei soggetti calvi rispetto ai soggetti con capelli. La calvizie è infatti associata ad una diversa sensibilità del bulbo pilifero agli ormoni e non ad una differente quantità di questi in circolo. Predisposizione genetica e androgeni devono essere quindi verosimilmente entrambi presenti (da qui la dizione di alopecia androgenetica). La calvizie comune viene infatti indotta dall azione degli ormoni androgeni su individui geneticamente predisposti (particolarmente soggetti sono gli individui maschi di origine caucasica, rispetto ad africani ed orientali, con un rapporto di 4 a 1). Alla base dell aumentata caduta dei capelli non vi è però il testosterone ma un suo derivato, il Deidrotestosterone (DHT), che si forma mediante l azione dell enzima 5-αreduttasi (nelle sue due forme isoenzima II e isoenzima I). 6

11 L enzima 5-α-reduttasi è presente in quantità maggiore nel maschio rispetto alla donna ed è più frequente nelle zone frontali rispetto alle occipitali. Le donne sono inoltre protette dall azione del DHT grazie alla presenza doppia rispetto all uomo di un sistema enzimatico, l aromatasi, in grado di trasformare il testosterone in estrogeni. Il DHT ha una affinità 5 volte maggiore rispetto al testosterone nei confronti del follicolo pilifero ed una volta istaurato il legame modifica l attività delle cellule della matrice diminuendo lo sviluppo di cheratina e quindi del capello. Come già evidenziato l azione dell ormone DHT è diversa a seconda dei geni individuali ereditati dai genitori. Il Deidrotestosterone ha effetti su prostata, follicolo pilifero (tipo II) e sulla ghiandola sebacea (tipo I). L ormone DHT agisce infatti sulla secrezione sebacea, e i fattori genetici influiscono sul suo livello di attività. Questo fatto ha come conseguenza l insorgenza in soggetti predisposti, di dermatite seborroica, forfora e processi infiammatori, con conseguente peggioramento dello stato di calvizie. Altri fattori che concorrono alla perdita dei capelli sono lo stress ed una alimentazione scorretta; essi, infatti, alterano l equilibrio ormonale con conseguenze negative sul capello. 7

12 Il DHT è quindi responsabile dell alopecia androgenetica maschile, fenomeno che inizia già dopo la pubertà e colpisce il 40% dei maschi tra i 30 e 40 anni. L'alopecia maschile si caratterizza per la perdita di capelli dell'area frontoparietale e del vertice; si ha un progressivo arretramento della linea di inserzione dei capelli, l apertura degli angoli frontoparietali (stempiatura) con la caratteristica forma maschile a M, la lenta perdita dei capelli del vertice fino al coinvolgimento alopecico di tutta la parte alta del cuoio capelluto con tipico risparmio della nuca e delle zone temporali sopra auricolari, per arrivare infine alla "calvizie a corona". Allo scopo di valutare i diversi gradi di calvizie nell uomo è stata sviluppata una scala che permette di classificare i pazienti e di affrontare in maniera corretta il problema. Scala di Hamilton Norwood La progressione della perdita dei capelli varia da soggetto a soggetto; in alcuni individui si ha la perdita dei capelli in pochi anni. Nella maggior parte delle persone la perdita dei capelli avviene più lentamente e raggiunge il suo massimo in anni, in altri soggetti non si raggiungono mai gli stati di maggiore gravità. L alopecia androgenetica femminile è sicuramente meno nota e diffusa di quella maschile. Si manifesta in età più tarda rispetto all uomo (30 35 anni) e coinvolge i capelli della zona del vertice (vedi fig. Scala di Ludwig). In genere nella donna non si assiste alla modifica dell attaccatura del capello. 8

13 Scala di Ludwig In 1/3 delle donne affette da calvizie, il problema non è dovuto a fattori androgenetici bensì ad altre condizioni. Frequentemente infatti le modificazioni del cuoio capelluto sono legate a variazioni dei livelli ormonali (diminuzione di estrogeni e progesterone) e spesso associate a particolari alterazioni delle ovaie, surreni o della funzione tiroidea. Modifiche dei livelli ormonali si riscontrano anche nei periodi seguenti la sospensione di una terapia anticoncezionale o nella fase postpartum (vedi Telogen effluvium). TELOGEN EFFLUVIUM Lo stato di perdita dei capelli conosciuto come telogen effluvium si manifesta in corrispondenza di particolari stati fisici e psichici dell individuo, ed è costituito dalla rapida e massiva perdita di un numero elevato di capelli. Un fenomeno che ricorda la muta del pelo dei mammiferi. Questo evento avviene quando una grande quantità di capelli si trova nella fase finale del proprio ciclo vitale, da qui il termine telogen effluvium. Nell uomo, in genere, non si hanno mai grandi quantità di capelli nella fase conclusiva del ciclo vitale e quindi non si ha normalmente la perdita di un numero elevato di capelli. Il fenomeno del telogen effluvium è originato da uno stato di alterazione fisica o da uno stress che ha avuto luogo circa 3 4 mesi prima del suo manifestarsi. Tra le cause più frequenti di telogen effluvium abbiamo: febbre elevata, diete squilibrate, carenza di ferro, esposizione alle radiazione UV, gravidanza e parto, stress, farmaci (cumarina, eparina, pillola contraccettiva), ipervitaminosi da vitamina A, iper ed ipotiroidismo. Durante la gravidanza l abbondante presenza di estrogeni provoca un incremento del numero di capelli nella fase di anagen, quindi alla conclusione della gravidanza, un elevato numero di capelli passa dallo stato di crescita (anagen) allo stato di riposo (telogen), e di conseguenza si nota una notevole perdita degli stessi. Si tratta di una perdita momentanea in quanto i follicoli sono attivi e sono in grado di sviluppare, nel giro di qualche mese, nuovi capelli. Più complesso il caso di una condizione di stress continuato; se associata ad una nutrizione errata, può essere causa di un telogen effluvium prolungato. Infatti non si assiste ad un fenomeno circoscritto di perdita dei capelli, ma ad un flusso continuo che non permette di avere una efficiente ricrescita. In questo caso diviene fondamentale la rimozione della causa stressante ed, eventualmente, un adeguato stile di vita. Il fenomeno del telogen effluvium può manifestarsi anche in persone soggette ad alopecia comune; questo comporta un aumento dei capelli in fase di riposo ed un incremento della perdita dei capelli stessi. Si assiste così ad un aggravamento della calvizie. Appare evidente la necessità di curare entrambe le affezioni al fine di ottenere un risultato ottimale nei confronti della calvizie. 9

14 Fattore predisponente: Dermatite seborroica Fattore non marginale nell insorgenza di una condizione di alopecia è sicuramente la predisposizione alla dermatite seborroica. Si tratta di una alterazione della cute con formazione di zone arrossate (eritema) caratterizzate da desquamazione e da aumento del sebo. Si manifesta maggiormente nelle zone ricche di ghiandole sebacee come cuoio capelluto, aree del viso, scapole e sterno. Il sebo prodotto nella dermatite seborroica presenta una composizione alterata: si riduce il contenuto di sfingosina e la capacità di inibire la carica batterica cutanea, al contempo si ha un aumento di colesterolo e di acidi grassi con diminuzione della componente polinsatura e dei trigliceridi. Tutto ciò comporta alterazione del film idrolipidico, dermatite, forfora ed infiammazione. Fattore che assume sempre maggiore importanza nel mantenimento di un buono stato di salute e di aspetto di cute e capelli è una corretta alimentazione e l assunzione di Acidi Grassi polinsaturi (ω3 e ω6), che non sono prodotti dall organismo ma assunti con la dieta. All origine del processo scatenante la dermatite seborroica troviamo l enzima 5-αreduttasi tipo I che, oltre ad essere implicato nella trasformazione del testosterone in DHT, è in grado di agire sulla ghiandola sebacea provocando un incremento e una modifica nella qualità della secrezione, fenomeno che concorre ad aggravare una condizione di perdita dei capelli. Nell ambito della dermatite seborroica, la presenza di uno stato di infiammazione del cuoio capelluto viene associata ad un aumento della presenza di batteri e lieviti (Malassezie) con conseguente produzione di enzimi litici che distaccano le cellule del corneo inducendo un ulteriore incremento della desquamazione cutanea e provocando danni al normale ciclo di vita del capello. La condizione dello stato di alterazione fisiologica del cuoio capelluto si manifesta anche attraverso dei processi meno gravi della dermatite seborroica, quali la forfora e la seborrea. La forfora costituisce un alterazione della desquamazione cutanea del cuoio capelluto, essa può presentarsi sotto forma di piccole scaglie grigiastre e sottili (Pityriasis simplex) che possono in genere essere allontanate facilmente con lo shampoo. Qualora si abbia lo sviluppo di una forfora grassa (Pityriasis steatoide) si ha presenza di scaglie di dimensioni maggiori dovute alla formazione di una miscela tra forfora e grasso che imprigiona le scaglie e le mantiene adese tra loro ed al cuoio capelluto, rendendone difficile la rimozione. La seborrea è caratterizzata dall incremento o da una modificazione del sebo sulla cute con conseguente formazione di capelli grassi e lucidi. Nella seborrea non si manifesta eritema, desquamazione elevata e infiammazione, caratteristiche invece della dermatite seborroica. 10

15 Fattori ambientali e caduta dei capelli E fondamentale nella protezione dei capelli lo stile di vita e lo stress psicofisico che esso può causare sul nostro organismo, ma non sono da sottovalutare i fattori ambientali. Il fumo di sigaretta, oltre ad essere dannoso per tutto l organismo, provoca danni alla cute e ai capelli. Il fumo infatti riduce la quantità di ossigeno trasportata dal sangue ai tessuti ed induce la formazione di radicali liberi che attaccano, tra l altro, la struttura del capello. Il fumo è in grado di ridurre in modo significativo l azione dell aromatasi, l enzima che converte gli ormoni maschili in estrogeni e ne riduce l azione sul capello. Le sigarette provocano anche vasocostrizione diminuendo la quantità di nutrienti che giunge al follicolo. Anche fenomeni di incanutimento sono associabili al fumo. L esposizione eccessiva o scorretta al sole e alle lampade solari, può causare danni alla struttura dei capelli. Il calore infatti sottrae umidità alla struttura pilifera e questo può causare alterazione del film idrolipidico che nel tempo produce capelli secchi e fragili. Si osserva anche una alterazione della cuticola che avvolge il capello, che diventa più permeabile alle sostanze presenti nell ambiente. Tali sostanze possono causare la formazione di radicali liberi che attaccano e destrutturano i ponti di cistina, alterando l intima struttura della cheratina e quindi del capello. L esposizione eccessiva al sole o alle lampade solari, provoca un accelerato invecchiamento cutaneo cui si associa una elastosi caratterizzata da danni ossidativi e microinfiammazione a livello del follicolo pilifero. Di contro il sole, se preso con cautela, evitando le ore centrali della giornata, più calde e dannose, può avere un effetto positivo sui capelli, stimolando la circolazione locale a livello del cuoio capelluto e favorendo l afflusso di nutrienti al follicolo. Nel caso di capelli grassi, il sole può svolgere un azione inibente nei confronti della secrezione sebacea, anche se questo fenomeno è solamente momentaneo. Lo smog e le polveri presenti nell ambiente e trasportate dal vento, vanno a depositarsi sui capelli che fanno da vero e proprio filtro. Si assiste così ad una rapida opacizzazione dei capelli stessi e alla necessità di una maggiore frequenza dei lavaggi. Lo smog svolge una azione dannosa anche in relazione alla formazione di radicali liberi sia sui capelli, sia a livello del follicolo, con danno al capello e alla sua fabbrica. Al mare è importante proteggere i capelli dall aggressione della sabbia e dell acqua marina che possono irritare ed inaridire sia i capelli sia il cuoio capelluto. 11

16 Anche l acqua delle piscine, ricca di sostanze antibatteriche, come il Cloro, può alterare il film idrolipidico e provocare danni alla melanina presente nel capello oltre che aggredirne la struttura stessa. Appare evidente la necessità di lavare i capelli, dopo un bagno in mare o in piscina, non solamente con acqua dolce, ma utilizzando uno shampoo delicato che aiuti ad allontanare i residui di sostanze chimiche depositati su di essi. Gli sbalzi termici dovuti a cause ambientali o a cause meccaniche, non sono graditi dai capelli che, anzi, ne soffrono particolarmente. L uso del phon può alterare la struttura della cuticola del capello, provocando la formazione di fessurazioni che incrementano la sensibilità nei confronti dell umidità e dell elettricità statica. Non bisogna quindi utilizzare un phon troppo caldo; questo vale particolarmente per i soggetti con i capelli grassi, in quanto il calore eccessivo aumenta la produzione e la fluidità del sebo. Le piastre per stirare i capelli o i bigodini caldi devono essere utilizzati con cautela poichè il calore eccessivo e la trazione possono causare danni alla struttura del capello ed indebolirlo. Anche l uso di lacci per raccogliere i capelli, come nella coda di cavallo, deve essere fatto con prudenza; una trazione eccessiva infatti può essere causa di alopecia dovuta a traumi della struttura follicolare. L attività fisica e lo sport in generale, devono essere fatti in relazione alle proprie capacità individuali. Uno sforzo eccessivo può essere causa di un alterazione dell intero organismo e anche i capelli risentono di questo stress. Una giusta attività fisica, associata ad una dieta equilibrata povera di grassi saturi e ricca di frutta e verdura, determina una riduzione dell insulina e del testosterone in eccesso. L attività sportiva e la vita nelle città determinano la necessità di una pulizia frequente dei capelli. È necessario utilizzare shampoo delicati, caratterizzati da una base lavante ben strutturata e poco aggressiva nei confronti del capello e del cuoio capelluto. Per le persone con capelli secchi o normali possono essere sufficienti uno o due lavaggi la settimana; nei soggetti con capelli grassi, che trattengono più facilmente smog e polveri, vi è la necessità invece di un lavaggio più frequente (tre volte la settimana o più). L uso dello shampoo non può arrestare la caduta dei capelli e quindi i prodotti che vantano tale attività, possono essere utilizzati unicamente come ottimi coadiuvanti nel trattamento anticaduta. Nella scelta dello shampoo adatto alla nostra capigliatura dobbiamo considerare: i risultati cosmetici di lucentezza, pettinabilità, presenza di sostanze emollienti ed idratanti all interno della formulazione, eventuale presenza di sostanze antiseborroiche o antiforfora (negli shampoo che devono svolgere questa attività), presenza di sostanze antimicotiche, antinfiammatorie, antiossidanti. Nei soggetti che presentano diradamento dei capelli si ha un incremento della produzione del DHT e di sebo. Il sebo in eccesso diviene ottimo terreno di coltura per diversi microrganismi, tra i quali la Malassezia e il Pitirosporum ovale, dannosi per il cuoio capelluto e per i capelli, e fattore aggravante di uno stato di alopecia preesistente. 12

17 Per le persone con capelli grassi che devono lavare spesso i capelli è consigliabile utilizzare shampoo delicati, caratterizzati da una base lavante costituita da tensioattivi anfoteri o non ionici. In questi prodotti vi possono essere sostanze che riducono la secrezione sebacea come: Catrami, Zolfo, Zinco e Vitamina B6; possono essere presenti anche antifungini come il Ketoconazolo che incrementano l attività del prodotto. Questo tipo di shampoo può essere utilizzato anche nei soggetti con forfora: in questo caso è necessaria una pulizia frequente e delicata associata ad antifungini e sebo regolatori. Negli shampoo può essere presente anche Acido Salicilico al 3% con attività desquamante e antinfiammatoria. Nel caso di capelli secchi i prodotti detergenti devono essere delicati e non disidratare il cuoio capelluto e i capelli. Si tratta di prodotti con un sistema tensioattivo delicato nei quali sono presenti estratti ad attività emolliente ed idratante (es. estratto di Aloe). 13

18 Strategie per rallentare la caduta dei capelli Al fine di contrastare la perdita dei capelli appare necessario un trattamento che consideri i diversi fattori coinvolti: Bisogna combattere l eventuale presenza di una dermatite seborroica che causa infiammazione e concorre ad accentuare la caduta dei capelli. Determinare le cause di un eventuale telogen effluvium. Ripristinare l equilibrio ormonale eventualmente alterato. Ridurre la condizione di stress. APPROCCIO MEDICO-FARMACOLOGICO Nei confronti della problematica ormonale, un approccio di dimostrata efficacia è sicuramente quello medico farmacologico. Esistono infatti sostanze utilizzate a scopi terapeutici che hanno dimostrato di possedere effetti collaterali che coinvolgono la crescita dei capelli ed esempi sono la Finasteride ed il Minoxidil. Questi due principi attivi sono, attualmente, gli unici autorizzati dalla FDA americana e dal Ministero della Salute come preparati atti alla cura dell alopecia androgenica. La FINASTERIDE è un principio attivo utilizzato nel trattamento della ipertrofia prostatica benigna. Questo farmaco agisce a livello dell enzima 5-α-reduttasi inibendone l azione e riducendo la produzione dell ormone DHT (diidrotestosterone), causa primaria dell alopecia androgenica. L uso di questo principio attivo alla concentrazione di 1mg/die per os ha permesso di osservare un significativo aumento del periodo di anagen dei capelli e ciò lo rende utile nel trattamento dell alopecia androgenica lieve e moderata. La Finasteride rappresenta un trattamento di notevole efficacia andando ad agire sia sui capelli del vertice sia su quelli della fronte oltre che sull enzima responsabile della produzione del DHT. La sua somministrazione non causa alterazioni ormonali: a fronte di un aumento medio del 15% di testosterone (non più trasformato in DHT) non si verificano variazioni significative dei livelli ormonali. L uso della Finasteride è stato valutato, anche in relazione agli eventuali effetti indesiderati, confrontati con un placebo, dando i seguenti risultati: Diminuzione del desiderio sessuale Disfunzione erettile Riduzione del volume dell eiaculato Finasteride 1,9% 1,4% 1,0% Placebo 1,3% 0,9% 0,4% Gli effetti della Finasteride si manifestano dopo circa un anno di trattamento, raggiungendo il massimo effetto a due anni dall inizio della terapia. E un prodotto che non può essere somministrato alle donne in quanto in caso di gravidanza il feto, se di sesso maschile, subirebbe danni ai genitali. Deve essere assunto sotto controllo medico per cui è necessaria la prescrizione medica. 14

19 Altra sostanza attiva nei confronti dell alopecia androgenica è il MINOXIDIL, molecola utilizzata fin dagli anni settanta per il trattamento dell ipertensione; con l uso si osservava nei pazienti un incremento della crescita dei capelli e dei peli in genere. Nei preparati in commercio il Minoxidil viene applicato come lozione, circa 2 ml alla concentrazione del 2 5% (in soluzione alcoolica), e sembra avere una efficacia maggiore sui capelli del vertice rispetto a quelli della fronte. Studi in vitro hanno permesso di evidenziare una riduzione dell invecchiamento dei cheratinociti, questo fatto assieme ad un aumento della vita media delle cellule della matrice del follicolo, comporta un incremento della fase di crescita del capello (anagen). Il Minoxidil sembra agire anche sulla riduzione della sintesi del collagene, determinando una diminuzione degli effetti infiammatori. L efficacia del Minoxidil si manifesta dopo circa 6 mesi di trattamento ed è massima dopo un anno di terapia. La sospensione della cura conduce ad una perdita dei capelli dopo circa tre-quattro mesi. L azione del Minoxidil non è dovuta all effetto di vasodilatazione locale e la sostanza non agisce a livello ormonale. Sono stati evidenziati effetti indesiderati legati all uso di preparati contenenti Minoxidil. In particolare si è notato l insorgere di dermatiti allergiche da contatto regredite con l interruzione del trattamento. I casi di ipertricosi del volto, spesso presenti nel sesso femminile, sono in genere dovuti ad un uso scorretto della lozione e regrediscono con la sospensione della cura. Si è osservata una maggiore efficacia delle lozioni che associano l Acido Retinoico al Minoxidil, benché l uso di questa associazione comporti rischi di tossicità. Le lozioni al 5% manifestano una maggiore efficacia ma presentano anche maggiori effetti collaterali. Il Minoxidil non può essere utilizzato nelle preparazioni cosmetiche ed è soggetto a prescrizione medica anche in relazione agli effetti collaterali che può manifestare. Le aziende cosmetiche hanno sviluppato dei succedanei che svolgono un azione simile. Rammentiamo il Triaminodil (2,6 diamino-4-pirrolidinopirimidina-1-ossido) e l Aminexil (2,4 diamino-pirimidina-3-ossido). Il Triaminodil è molto simile al Minoxidil ed ha una storia di trattamento molto lunga in quanto è stato utilizzato già in tempi antecedenti. L Aminexil è una molecola più recente (sviluppata da L Oreal) e test in vitro hanno evidenziato come tale sostanza svolga la sua azione agendo sul collagene. Ne impedisce infatti l'irrigidimento, che può causare il soffocamento della radice del capello, determinandone la caduta. L Aminexil rende elastica la guaina di collagene e permette al capello di ancorarsi solidamente nel cuoio capelluto e avere così uno sviluppo migliore. La concentrazione massima ammessa per questa molecola è del 1,5%. Su questa sostanza sono puntate molte speranze dell industria cosmetica tricologia. Studi in doppio cieco indicano una sua effettiva attività anche se risultano necessarie ulteriori ricerche per comprovare in maniera assoluta la sua reale efficacia. Sempre in relazione all approccio medico nei confronti dell alopecia si può ricorrere all uso di sostanze che inibiscono il legame tra gli ormoni e le strutture recettoriali deputate. Tra queste rammentiamo il CIPROTERONE ACETATO in grado di inibire il legame dell ormone DHT con il recettore. Questa molecola viene utilizzata in associazione con l etilnilestradiolo solo nel trattamento dell alopecia femminile in quanto, in soggetti maschili, altera lo stato ormonale con effetti indesiderati. Come sopra citato il 15

20 Ciproterone viene utilizzato in associazione con un anticoncezionale (es. etinilestradiolo) poiché, in caso di gravidanza, un eventuale feto di sesso maschile potrebbe subire danni ai genitali. Il dosaggio usato nelle preparazioni contraccettive (2 mg) non svolge una significativa azione antialopecia, e per ottenere un effetto evidente è necessario elevare la dose a mg. La somministrazione avviene a partire dal quindicesimo giorno del ciclo mentre l etinilestradiolo (0,05 mg) è somministrato dal quinto al venticinquesimo giorno del ciclo. Questa molecola è in grado di bloccare la caduta dei capelli e, in alcuni casi, di far regredire l alopecia. La terapia va protratta per anni e può dare origine a diversi effetti collaterali come nausea, mal di testa, ritenzione idrica ed aumento di peso. Si tratta di un approccio prettamente femminile, che richiede la supervisione di un medico. Un'altra sostanza che può essere utile nel trattamento dell alopecia femminile è lo SPIRONOLATTONE, potente antiandrogenico recettoriale, che induce una riduzione di testosterone a livello delle gonadi e della ghiandola surrenale. Questo principio attivo viene utilizzato al 0,05% nelle preparazione topiche in associazione con il progesterone con una posologia che varia da 50 a 200 mg/die. Manifesta, in ogni caso, un efficacia inferiore al Cirproterone. Nella terapia dell alopecia femminile non di rado si ricorre all uso di ESTROGENI E PROGESTERONE. Gli estrogeni incrementano l SHBG (sex hormon bindiing globulin), la proteina che trasporta gli androgeni nel sangue, diminuendo il testosterone libero e inibiscono l azione della 5-α-reduttasi con effetti positivi sulla crescita dei capelli. Vi sono lozioni a base di estrogeni che sono in grado di diminuire la perdita dei capelli e ridurne il numero in fase di riposo (telogen). L uso di questi preparati nell uomo è vietato in quanto causano ginecomastia e diminuzione della libido. L uso di prodotti a base di progesterone permette di inibire l azione della 5-α-reduttasi e di ridurre la quantità di DHT presente in circolo con effetti benefici sulla ricrescita dei capelli. Questo tipo di lozioni non possono essere utilizzate sull uomo. DIETA e ALIMENTAZIONE Nella donna è importante prestare attenzione all alimentazione, che dovrebbe essere ricca di frutta e verdura, e alla presenza negli alimenti di fitoestrogeni come quelli contenuti nella Soia. In alcuni casi il permanere di uno stato di sofferenza del capello, dopo la sospensione di una terapia anticoncezionale, può essere il sintomo di una predisposizione ereditaria nei confronti della perdita dei capelli, predisposizione che può non tardare a manifestarsi. Particolare attenzione alla dieta deve essere prestata durante la gravidanza. In questo caso l alimentazione deve prevedere alimenti che assicurino il giusto apporto calorico preferendo proteine associate a carne magra, pesce, uova, latte e formaggi a ridotto tenore di grassi. Importante il giusto apporto di Vitamine (specie quelle del gruppo B) e del Calcio. La gravidanza ha in genere effetti benefici sul capello ma a volte una dieta errata può essere fonte di problemi. 16

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