DECRETO LEGISLATIVO 9 Aprile 2008, n. 81 e s.m.i. TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "DECRETO LEGISLATIVO 9 Aprile 2008, n. 81 e s.m.i. TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO"

Transcript

1 Decreto Legislativo 81/08 Testo Unico della Sicurezza DECRETO LEGISLATIVO 9 Aprile 2008, n. 81 e s.m.i. TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile Suppl. Ordinario n.108) TITOLO VIII AGENTI FISICI PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE A AGENTI FISICI CAPO III VALUTAZIONE DEL RISCHIO DERIVANTE DA VIBRAZIONI ECCANICHE DURANTE IL LAVORO A.L.A.C. Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. Sede Operativa di urazzano (Cn) Sede legale: Corso Nizza, CUNEO Cuneo, lì 28/11/2011 Progetto realizzato da: Pagina 1 di 99

2 INDICE 1. PREESSA: CAPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI 3 2. VALUTAZIONE DEI RISCHI: LIITI DI ESPOSIZIONE E ETODICHE 5 3. VALUTAZIONE DEI RISCHI PER VIBRAZIONI TRASESSE AL SISTEA ANO-BRACCIO 8 4. VALUTAZIONE DEI RISCHI PER VIBRAZIONI TRASESSE AL CORPO INTERO DOCUENTO E RELAZIONE DI VALUTAZIONE DEI RISCHI Informazioni Generali Descrizione Del Processo Produttivo Valutazione del rischio Identificazione delle classi di rischio e misure di prevenzione e protezione Foglio Aggiornamenti 72 ALLEGATOI: D.Lgs. n. 81 del 29/06/ ALLEGATOII: RIFERIENTI NORATIVI E NORE TECNICHE 84 ALLEGATO III: TABELLE RELATIVE AGLI EFFETTI DELLE VIBRAZIONI 86 ALLEGATO IV: SCHEDE DI VALUTAZIONE A(8) 88 ALLEGATO V: RIEPILOGO ISURAZIONI 89 ALLEGATO VI: CERTIFICATI TARATURA STRUENTO 99 Pagina 2 di 99

3 1. PREESSA: CAPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI Il D.Lgs. n. 81 del 29/06/2008, Testo Unico della Sicurezza, sulle prescrizioni minime di sicurezza e salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche, che ha recepito peraltro la Direttiva 2002/44/CE del 25 giugno 2002, prescrive l obbligo da parte del Datore di lavoro di valutare il rischio di esposizione dei lavoratori a vibrazioni e prescrive specifiche metodiche di individuazione e valutazione dei rischi associati all'esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio (HAV) e del corpo intero (WBV) e specifiche misure di tutela, che vanno documentate nell'ambito e ad integrazione del rapporto di valutazione dei rischi prescritto dal D.Lgs. 81/08 stesso. È noto che l esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti. L angiopatia e l osteoartropatia da vibranti sono riconosciute come malattie professionali dalla Commissione dell Unione Europea (90/326/EEC, Annex I, voci e ) e dalla legislazione del nostro Paese (D.P.R. 336/94: (i) voce 52 della tabella delle malattie professionali nell industria; (ii) voce 27 della tabella delle malattie professionali nell agricoltura, limitatamente alle lavorazioni forestali con uso di motoseghe portatili). Le sole osteoangioneurosi da vibranti costituiscono nel nostro Paese la quinta causa di malattia professionale indennizzata dall INAIL. L'articolo 202 del D.Lgs. 81/08 (Capo III Titolo VIII) prescrive in particolare l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro ed è previsto che la valutazione dei rischi possa essere effettuata: 1. senza misurazioni, ovvero sulla base di appropriate informazioni reperibili dal costruttore e/o da banche dati accreditate (ISPESL, CNR, Regioni), 2. con misurazioni, in accordo con le metodiche di misura prescritte da specifici standard ISO-EN. A seguito di tale valutazione è necessario individuare opportune misure di prevenzione e di protezione ed interventi di miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori. A tale riguardo è importante rilevare che l'analisi delle possibilità di riduzione del rischio rappresenta parte integrante del processo di individuazione e valutazione del rischio prescritto dal D.Lgs. 81/08. Nel caso delle vibrazioni tuttavia, nella maggior parte dei casi la riduzione del rischio alla fonte è l'unica misura da adottare al fine di riportare l'esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dalla Direttiva. Le vibrazioni che possono arrecare danni alla salute dei lavoratori vengono distinte in: Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio le vibrazioni meccaniche che se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari" (art. 200 comma 1, punto a). Elenco esemplificativo di attività e macchinari soggetti è riportato in Tabella 1. Vibrazioni trasmesse al corpo intero "le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide " (art. 200 comma 1, punto b). Elenco esemplificativo di attività e macchinari soggetti è riportato in Tabella 2. Da quest'ultima definizione appare che sono escluse dal campo di applicazione della normativa esposizioni a vibrazioni al corpo intero di tipologia ed entità tali da non essere in grado di indurre effetti a carico della colonna vertebrale, ma tali da causare effetti di altra natura, quali ad esempio disagio della persona esposta o mal di trasporti. Questi ultimi effetti sono presi tuttavia in esame nell'ambito dello standard ISO : 1997 (appendici C, D) e generalmente possono inquadrarsi nell'ambito della valutazione dei requisiti ergonomici del luogo di lavoro, prescritti dal D.Lgs. 81/08. Pagina 3 di 99

4 Tabella 1 - Esempi di sorgenti di rischio di esposizione a vibrazioni del sistema mano-braccio Tipologia di utensile Principali lavorazioni Scalpellatori, Scrostatori, Rivettatori Edilizia - lapidei, metalmeccanica artelli Perforatori Edilizia - lavorazioni lapidei artelli Demolitori e Picconatori Edilizia - estrazione lapidei Trapani a percussione etalmeccanica Avvitatori ad impulso etalmeccanica, Autocarrozzerie artelli Sabbiatori Fonderie - metalmeccanica Cesoie e Roditrici per metalli etalmeccanica Levigatrici orbitali e roto-orbitali etalmeccanica - Lapidei - Legno Seghe circolari e seghetti alternativi etalmeccanica - Lapidei - Legno Smerigliatrici Angolari e Assiali etalmeccanica - Lapidei - Legno Smerigliatrici Diritte per lavori leggeri etalmeccanica - Lapidei - Legno otoseghe Lavorazioni agricolo-forestali Decespugliatori Lavorazioni agricolo-forestali Tagliaerba anutenzione aree verdi otocoltivatori Lavorazioni agricolo-forestali Chiodatrici Palletts, legno Compattatori vibro-cemento Produzione vibrati in cemento Iniettori elettrici e pneumatici Produzione vibrati in cemento Limatrici rotative ad asse flessibile etalmeccanica, Lavorazioni artistiche anubri di motociclette Trasporti etc. Cubettatrici Lavorazioni lapidei (porfido) Ribattitrici Calzaturifici Trapani da dentista Odontoiatria Tabella 2 - Esempi di sorgenti di rischio di esposizione a vibrazioni del corpo intero acchinario Principali settori di impiego Ruspe, pale meccaniche, escavatori Edilizia, lapidei, agricoltura Perforatori Lapidei, cantieristica Trattori, ietitrebbiatrici Agricoltura Carrelli elevatori Cantieristica, movimentazione industriale Trattori a ralla Cantieristica, movimentazione industriale Camion, autobus Trasporti, servizi spedizioni etc. otoscafi, gommoni, imbarcazioni Trasporti, marittimo Trasporti su rotaia Trasporti, movimentazione industriale Elicotteri Protezione civile, Pubblica sicurezza, etc. otociclette, ciclomotori Pubblica sicurezza, servizi postali, etc. Autogru, gru Cantieristica, movimentazione industriale Piattaforme vibranti Vibrati in cemento, varie industriali Autoambulanze Sanità Pagina 4 di 99

5 2. VALUTAZIONE DEI RISCHI: LIITI DI ESPOSIZIONE E ETODICHE L'articolo 202 ( Valutazione dei rischi ) del D.Lgs. 81/08, che riprende L Art. 17 del D.Lgs. stesso, prescrive l'obbligo, da parte dei datori di lavoro, di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni meccaniche dei lavoratori durante il lavoro. La valutazione dei rischi è previsto che possa essere effettuata sia senza misurazioni, sulla base di appropriate informazioni reperibili presso banche dati accreditate (ISPESL, Regioni, CNR), incluse le informazioni fornite dal costruttore, sia con misurazioni, in accordo con le metodiche di misura trattate nel seguito. La valutazione, con o senza misure, dovrà essere programmata ed effettuata ad intervalli regolari da parte di personale competente Il rapporto di valutazione dovrà precisare in dettaglio le misure di tutela adottate in base all'articolo 203 del Decreto. E' prescritto che la valutazione prenda in esame i seguenti elementi: a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d'azione specificati nell'articolo 201; Tabella 3 - Livelli di azione giornalieri e valori limite per l'esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio ed al corpo intero Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio Livello d'azione giornaliero di esposizione Valore limite giornaliero di esposizione A(8) = 2,5 m/s 2 A(8) = 5 m/s 2 Valore limite su periodi brevi 20 m/s 2 Vibrazioni trasmesse al corpo intero Livello d'azione giornaliero di esposizione Valore limite giornaliero di esposizione A(8) = 0,5 m/s 2 A(8) = 1,0 m/s 2 Valore limite su periodi brevi 1.5 m/s 2 I livelli di azione rappresentano il limite oltre cui il Datore di Lavoro deve intraprendere misure di prevenzione e Protezione e i lavori devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, come verrà opportunamente specificato nel seguito. L'articolo 203 del D.Lgs. 81/08 "isure di prevenzione e protezione" vieta al comma 1 il superamento dei valori limite di esposizione, pari rispettivamente a: per il mano braccio: A(8) = 5 m/s 2 ; per il corpo intero A(8) = 1,0 m/s 2 ). Lo stesso articolo, al comma 3, prescrive al datore di lavoro l'adozione, in caso di superamento dei valori limite, di "misure immediate per riportare l'esposizione al di sotto del valore limite di esposizione". c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature; Pagina 5 di 99

6 e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro; f) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. Particolare attenzione va inoltre posta in sede di valutazione del rischio sul fatto che l'analisi delle possibilità di riduzione del rischio, oltre ad essere un obbligo specifico conseguente la valutazione dei rischi, qualora si riscontri il superamento dei livelli d'azione, rappresenta altresì parte integrante del processo di individuazione e valutazione dei rischi prescritto dalla normativa. Tale linea di azione è finalizzata ad un miglioramento continuo dei livelli di salute e sicurezza dei lavoratori. In linea con i principi generali di riduzione del rischio formulati dal D.Lgs. 81/08 prescrive all'articolo 203 ("isure di prevenzione e protezione") che il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valor limite di esposizione. Tale principio si applica sempre, indipendentemente se siano superati o meno i livelli di azione o i valori limite di esposizione individuati dalla normativa. Valutazione Senza isurazioni: La Banca Dati Vibrazioni L'articolo 202 del D.Lgs. 81/08 prescrive e contempla la possibilità di valutare il rischio da esposizione a vibrazioni dei lavoratori durante il lavoro senza misurazioni, sulla base di appropriate informazioni reperibili dal costruttore e/o da banche dati accreditate (ISPESL, CNR, Regioni).In data 02/12/2005 l ISPESL ha pubblicato (www.ispesl.it) una banca dati cui fare opportuno riferimento, che permette un agevole reperibilità dei valori di esposizione a vibrazioni prodotte dai macchinari comunemente utilizzati in ambito industriale e consente ai datori di lavoro ed ai loro consulenti di individuare i macchinari che riducano al minimo il rischio vibrazioni, in fase di acquisto ed aggiornamento del parco macchine, ai fini di un miglioramento delle condizioni di lavoro. L utilizzo della banca dati è particolarmente rilevante in fase di acquisto di nuovi macchinari, soprattutto in considerazione del fatto che, sia nel caso dell'esposizione del sistema mano-braccio che nel caso dell'esposizione a vibrazioni del corpo intero, non esistono DPI anti-vibrazioni in grado di proteggere i lavoratori adeguatamente e riportare i livelli di esposizione al di sotto dei valori limite fissati dal Decreto. In molti casi la riduzione del rischio alla fonte è l'unica misura da adottare al fine di riportare l'esposizione a valori inferiori ai limiti prescritti dal Decreto. isure Di Prevenzione E Di Protezione Il D.Lgs. 81/08 prescrive che, qualora siano superati i livelli di azione (mano braccio: A(8) = 2,5 m/s 2 ; corpo intero:0,5 m/s 2 ) il datore di lavoro elabori ed applichi un piano di lavoro volto a ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni, considerando in particolare: a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI; Pagina 6 di 99

7 e) la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro; f) l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull'uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione; h) l'organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo; i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal e dall'umidità. Tra i dispositivi accessori citati al punto c) rientrano a pieno titolo i guanti certificati "anti-vibrazioni" ai sensi della norma EN ISO (1996) ed s.m.i. Pur non presentando generalmente livelli di protezione elevati i guanti anti-vibrazioni sono comunque utili ai fini di evitare l'effetto di amplificazione della vibrazione trasmessa alla mano, generalmente riscontrabile per i normali guanti da lavoro, e di attenuare ulteriormente i livelli di vibrazione prodotti dagli utensili impiegati. Va inoltre considerato che un altro scopo importante dei guanti è quello di tenere le mani calde ed asciutte, il che può contribuire a limitare alcuni effetti nocivi indotti dalle vibrazioni. L'articolo 204 del D.Lgs. 81/08 prevede inoltre specifici obblighi di informazione e formazione per i lavoratori esposti a rischio vibrazioni e per i loro rappresentanti, in relazione a: misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio vibrazioni; livelli d'azione e valori limite; risultati delle valutazioni; potenziali lesioni derivanti dalle attrezzature utilizzate; metodi per l'individuazione e segnalazione di sintomi e lesioni; circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto alla sorveglianza sanitaria; procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni; programma di sorveglianza sanitaria. Pagina 7 di 99

8 3. VALUTAZIONE DEI RISCHI PER VIBRAZIONI TRASESSE AL SISTEA ANO- BRACCIO La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sul calcolo del valore dell'esposizione giornaliera normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, A (8), calcolato come radice quadrata della somma dei quadrati (valore totale) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (ahwx, ahwy, ahwz) conformemente alla norma UNI EN ISO (2004) che viene qui adottata in toto. La metodica di Valutazione è specificata nell ALLEGATO XXXV del D.Lgs. 81/08. Identificazione e caratterizzazione del rischio. E noto che lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti, possono indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, definito con termine unitario Sindrome da Vibrazioni ano-braccio. L'esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio è generalmente causata dal contatto delle mani con l'impugnatura di utensili manuali o di macchinari condotti a mano. I principali effetti delle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio sono: La neuropatia da vibranti L osteoartropatia da vibranti L angiopatia da vibranti Disturbi a carico delle articolazioni, dei muscoli, dei tendini e dei tessuti molli del distretto cervico-brachiale e degli arti superiori nei lavoratori esposti a vibrazioni mano-braccio. Livelli di esposizione La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s 2 ), calcolato sulla base della radice quadrata della somma dei quadrati (A (w)sum) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali x, y, z, in accordo con quanto prescritto dallo standard ISO : L'espressione matematica per il calcolo di A(8) è di seguito riportata. A(8) = A (w)sum (T e/8) 1/2 T e Durata complessiva giornaliera di esposizione a vibrazioni (ore) A (w)sum (a 2 wx + a 2 wy + a 2 wz) 1/2 a wx; a wy ; a wz Valori r.m.s dell accelerazione ponderata in frequenza (in m/s 2 ) lungo gli assi x, y, z (ISO : 2001) Calcolo di A(8) per esposizione a vibrazioni prodotte da differenti tipologie di utensili e/o condizioni operative Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più utensili vibranti nell arco della giornata lavorativa, o nel caso dell impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s 2, sarà ottenuta mediante l espressione: A(8) =[ ] 1/2 (m/s 2 ) A8 i = A (w) sum i A8 i A(8) parziale relativo all operazione i-esima. Pagina 8 di 99

9 T ei Tempo di esposizione relativo alla operazione i-esima (ore). A (w) sum i A (w) sum associata all operazione i-esima. I limiti di esposizione sono precedentemente riportati in Tabella 3. Per poter valutare correttamente il rischio da esposizione a vibrazioni è necessario: 1. identificare le fasi lavorative comportanti esposizione a vibrazioni e valutare i tempi di esposizione effettiva a vibrazioni associati a ciascuna fase; 2. individuare macchinari ed utensili utilizzati in ciascuna fase. Al fine di pianificare le successive fasi valutative è in genere utile acquisire preliminarmente le seguenti informazioni: - tipologia di macchinari vibranti e principali utensili ad essi collegati; - applicazioni per cui ciascun utensile è utilizzato; modalità di impiego di ciascun utensile; - condizioni operative ove siano percepite le vibrazioni di maggior entità da parte degli operatori; - fattori che possono influenzare maggiormente l esposizione a vibrazioni, quali condizioni operative, stato di manutenzione, forza di prensione, vetustà dell utensile, etc. Tali informazioni possono portare all effettuazione di stime preliminari del potenziale rischio da vibrazioni associato all impiego dei differenti macchinari utilizzati, qualora siano o non siano disponibili dati attendibili di certificazione o di letteratura (Banche dati). Il Documento di Valutazione, conseguente alla valutazione, indicherà i seguenti elementi: 1. Data/e di effettuazione della valutazione senza/con misurazioni; 2. Dati identificativi di chi ha provveduto alla valutazione, se diverso dal datore di lavoro; 3. Dati identificativi degli RLS o, in loro assenza, dei lavoratori consultati ai sensi del D.Lgs. 81/08, modalità della loro consultazione e informazione, dati identificativi del medico competente che è informato dei risultati del controllo dell esposizione della stessa; 4. Numero degli occupati totali dell'unità produttiva riportati in una tabella che correli le mansioni col numero di occupati in quella determinata mansione; 5. Relazione tecnica; 6. Programma delle misure/azioni ritenute opportune per meglio controllare il rischio individuate a seguito della valutazione; 7. Foglio degli aggiornamenti, per raccordare la situazione descritta nella Relazione tecnica con i cambiamenti che via via intervengono sulla realtà produttiva. Nel testo della Relazione tecnica, verranno riportati i seguenti elementi: Anagrafica dell'unità produttiva in oggetto, descrizione della tipologia produttiva e delle mansioni nonché numero degli occupati totali; Tabella che identifichi le mansioni e relativo numero di occupati, per le quali si è convenuto di escludere il superamento del limite di 2,5 m/s 2 di A(8), sulla base di una valutazione senza misurazioni dettagliate, indicando i relativi criteri di giudizio adottati; Tipo di strumentazione (di calibrazione e di misura) eventualmente utilizzata, con data di acquisto o data dell'ultima taratura (di laboratorio); Pagina 9 di 99

10 Indicazione dei macchinari (produttore, modello e matricola, massa, potenza, alimentazione ecc...), delle modalità di lavoro (accessori montati, materiali lavorati, ecc...) in relazione alle misure effettuate. Nel caso di attività a carattere temporaneo (es.: cantieri edili) o non legate ad un preciso luogo di lavoro (es.: agricoltura, autotrasportatori...) andrà prevista, oltre alla descrizione delle lavorazioni e dei mezzi di produzione impiegati, l indicazione precisa di ciò che si è provveduto a misurare; Tabella che associ ai macchinari misurati i rispettivi A (w) sum misurati ovvero desunti da banche dati; Tabella che descriva il procedimento adottato per assegnare il valore di A(8) al singolo operatore (o al gruppo omogeneo) tenendo conto dell'organizzazione del lavoro (posti di lavoro/mobilità/tempi di permanenza); eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature e condizioni di lavoro particolari che possano incrementare il rischio, quali ad esempio il lavoro a basse temperature nel caso dell'esposizione a vibrazioni mano-braccio. Elenco nominativo di tutti i lavoratori con indicazione delle relative classi di rischio: Suggerimenti tecnici per programmare e attuare le misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili per ridurre l esposizione e per fissare i tempi di ripetizione della valutazione. Azioni conseguenti la valutazione Qualora risulti superato il livello di esposizione giornaliera A(8) di 2.5 m/s2 dovranno essere attuate le seguenti misure di tutela per i lavoratori esposti (si veda anche Capitolo 2): Adozione di sistemi di lavoro ergonomici che consentano di ridurre al minimo la forza di prensione o spinta da applicare all utensile. Sostituzione dei macchinari che producono elevati livelli di vibrazioni con macchinari che espongano a minori livelli di vibrazioni. Essa è assolutamente prioritaria qualora risulti A(8) > 5 m/s2; Effettuazione di manutenzione regolare e periodica degli utensili. Limitare ove possibile l esposizione dei lavoratori a vibrazioni. Adozione di cicli di lavoro che consentano di alternare periodi di esposizione a vibrazioni a periodi in cui il lavoratore non sia esposto a vibrazioni. Impiego di DPI (guanti antivibranti). Fornitura di DPI a protezione del lavoratore dal e dall umidità, che sono fattori aggravanti dell esposizione a vibrazioni. Informazione sul rischio da esposizione a vibrazioni e formazione specifica sulle corrette procedure di lavoro ai fini della prevenzione e riduzione del rischio da esposizione a vibrazioni mano-braccio ed in particolare(si veda anche Capitolo 2): corrette modalità di prensione e di impugnatura degli utensili, impiego dei guanti durante le operazioni che espongono a vibrazioni, adozione di procedure di lavoro idonee al riscaldamento delle mani prima e durante il turno di lavoro, incremento di rischio di danni da vibrazioni in soggetti fumatori, esercizi e massaggi alle mani da effettuare durante le pause di lavoro. Effettuazione di controlli sanitari preventivi e periodici da parte del medico competente: sorveglianza sanitaria. Dispositivi di protezione individuale Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, esistono attualmente in commercio guanti cosiddetti "antivibranti", certificati secondo la norma europea armonizzata EN ISO 10819: 1996 ed s.m.i., che è di supporto ai requisiti essenziali di sicurezza e salute previsti dalla Direttiva UE 89/686/CEE Apparecchiature per la protezione della persona. Infatti, oltre ai benefici in termini di protezione delle mani dai rischi meccanici (abrasioni, tagli), dalle temperature estreme, dai rischi chimici e dall umidità, i guanti possono ridurre la trasmissione delle vibrazioni alle mani e quindi assumere il ruolo di dispositivi di protezione individuale (DPI) in Pagina 10 di 99

11 relazione al rischio vibrazioni. Pagina 11 di 99

12 4. VALUTAZIONE DEI RISCHI PER VIBRAZIONI TRASESSE AL CORPO INTERO La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni si basa sul calcolo dell'esposizione giornaliera A (8) espressa come l'accelerazione continua equivalente su 8 ore, calcolata come il più alto dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (1,4 a wx, 1,4 a wy, 1 a wz, per un lavoratore seduto o in piedi), conformemente alla norma ISO (1997) che viene qui adottata in toto. La valutazione del livello di esposizione può essere effettuata sulla base di una stima fondata sulle informazioni relative al livello di emissione delle attrezzature di lavoro utilizzate, fornite dai fabbricanti, e sull'osservazione delle specifiche pratiche di lavoro, oppure attraverso una misurazione. Come elementi di riferimento possono essere utilizzate anche le banche dati dell'ispesl e delle regioni contenenti i livelli di esposizione professionale alle vibrazioni. Le linee guida per la valutazione delle vibrazioni dell ISPESL e delle regioni hanno valore di norma i buona tecnica. Per quanto riguarda la navigazione marittima, si prendono in considerazione, ai fini della valutazione degli effetti cronici sulla salute, solo le vibrazioni di frequenza superiore a 1 Hz. La metodica di Valutazione è specificata nell ALLEGATO XXXV del D.Lgs. 81/08. Identificazione e caratterizzazione del rischio È noto che attività lavorative svolte a bordo di mezzi di trasporto o di movimentazione, quali ruspe, pale meccaniche, trattori, macchine agricole, autobus, carrelli elevatori, camion, imbarcazioni, ecc., espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti. L esposizione occupazionale ad elevati livelli di vibrazioni trasmesse a tutto il corpo da macchine e/o veicoli industriali, agricoli, di trasporto pubblico o militari è associata ad un aumentato rischio di insorgenza di disturbi e lesioni a carico del rachide lombare. In alcuni studi è stato anche segnalato che l esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero può causare alterazioni del distretto cervico-brachiale, dell apparato gastroenterico, del sistema venoso periferico, dell apparato riproduttivo femminile, ed infine del sistema cocleo-vestibolare. E stato stimato che una frazione tra il 4 e 7% della forza lavoro in USA, Canada e alcuni Paesi Europei è potenzialmente esposta a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo di elevata intensità. Livelli di esposizione La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero si basa principalmente sulla determinazione del valore di esposizione giornaliera normalizzato ad 8 ore di lavoro, A(8) (m/s 2 ), calcolato sulla base del maggiore dei valori numerici dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (1.4 a wx, 1.4 a wy, a wz) secondo la formula di seguito riportata: A(8) = A (w)max (T e/8) 1/2 T e Durata complessiva giornaliera di esposizione a vibrazioni (ore). A (w) max massimo tra 1.4 a wx; 1.4 a wy; a wz (per una persona seduta). a wx; a wy ; a wz Valori r.m.s dell accelerazione ponderata in frequenza (in m/s 2 ) lungo gli assi x, y, z (ISO : 1997) Calcolo di A(8) per esposizione a vibrazioni prodotte da differenti tipologie di macchine e/o condizioni operative Nel caso in cui il lavoratore sia esposto a differenti valori di vibrazioni, come nel caso di impiego di più macchinari nell arco della giornata lavorativa, o nel caso dell impiego di uno stesso macchinario in differenti condizioni operative, l esposizione quotidiana a vibrazioni A(8), in m/s 2, sarà ottenuta mediante l espressione: A(8) = [ ] 1/2 (m/s 2 ) Pagina 12 di 99

13 A8 i= A (w) max i A8 i A(8) parziale relativo all operazione i-esima. T ei Tempo di esposizione relativo alla operazione i-esima (ore). A (w) max i A (w) max associata all operazione i-esima. I valori limite di esposizione, precedentemente riportati in tabella 3, rappresentano il livello di esposizione il cui superamento è vietato e deve essere prevenuto, in quanto esso comporta un rischio inaccettabile per un soggetto che vi sia esposto in assenza di dispositivi di protezione. Il superamento dei livelli d azione implica inoltre l adozione di specifiche misure di prevenzione e di protezione da parte del datore di lavoro. Per valutare in dettaglio i rischi legati all esposizione a vibrazioni a tutto il corpo è in generale necessario valutare l esposizione di tutti quei lavoratori che prestino la loro abituale attività alla guida o comunque a bordo dei seguenti automezzi: - trattori e altre macchine agricole e forestali - camion industriali: carrelli elevatori, autogru, ruspe, benne etc. - veicoli e macchinari da escavazione nei comparti estrattivi e delle costruzioni - treni, autobus, e sistemi di trasporto su strada o rotaia. Per poter valutare correttamente il rischio da esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero si procederà : 1. identificare le fasi lavorative comportanti l'esposizione a vibrazioni e valutare i tempi di esposizione effettiva a vibrazioni associati a ciascuna fase; 2. individuare macchinari ed utensili utilizzati in ciascuna fase. Al fine di pianificare le successive fasi valutative si acquisiranno preliminarmente le seguenti informazioni: - tipologia di macchinari che espongono a vibrazioni e principali utensili/accessori ad essi collegati; applicazioni per cui ciascun macchinario è utilizzato e relative modalità di impiego; - condizioni operative ove siano percepite le vibrazioni di maggior entità da parte degli operatori; - fattori che possono influenzare maggiormente l esposizione a vibrazioni ed incrementarne i potenziali effetti dannosi, quali velocità di avanzamento, tipologia di terreno, stato di manutenzione, tipologia di sedile, vetustà del macchinario, posture assunte dal guidatore durante la guida, ulteriori fattori di rischio per la colonna vertebrale cui è esposto il lavoratore (es. movimentazione manuale di carichi). Il Documento di Valutazione, conseguente alla valutazione, conterrà i seguenti elementi: 1. Data/e di effettuazione della valutazione senza/con misurazioni; 2. Dati identificativi di chi ha provveduto alla valutazione, se diverso dal datore di lavoro; 3. Dati identificativi degli RLS o, in loro assenza, dei lavoratori consultati ai sensi del D.Lgs. 81/08, modalità della loro consultazione e informazione, dati identificativi del medico competente che è informato dei risultati del controllo dell esposizione della stessa; 4. Numero degli occupati totali dell'unità produttiva riportati in una tabella che correli le mansioni col numero di occupati in quella determinata mansione; 5. Relazione tecnica; Pagina 13 di 99

14 6. Programma delle misure/azioni ritenute opportune per meglio controllare il rischio individuate a seguito della valutazione; 7. Foglio degli aggiornamenti, per raccordare la situazione descritta nella Relazione tecnica con i cambiamenti che via via intervengono sulla realtà produttiva. Nel testo della Relazione tecnica, verranno riportati i seguenti elementi: Anagrafica dell'unità produttiva in oggetto, descrizione della tipologia produttiva e delle mansioni nonché numero degli occupati totali; Tabella che identifichi le mansioni e relativo numero di occupati, per le quali si è convenuto di escludere il superamento del limite di esposizione, sulla base di una valutazione senza misurazioni dettagliate, indicando i relativi criteri di giudizio adottati; Tipo di strumentazione (di calibrazione e di misura) eventualmente utilizzata, con data di acquisto o data dell'ultima taratura (di laboratorio); Descrizione delle postazioni di lavoro, sorgenti di vibrazioni (macchina, modello, matricola, trazione a cingoli o a ruote...), condizioni operative (accessori montati, tipo di terreno in lavorazione, velocità di avanzamento ecc...) e punti di misura. Nel caso di attività a carattere temporaneo (es.: cantieri edili) o non legate ad un preciso luogo di lavoro (es.: agricoltura, autotrasportatori...) andrà prevista, oltre alla descrizione delle lavorazioni e dei mezzi di produzione impiegati, l indicazione precisa di ciò che si è provveduto a misurare; Tabella che associ ai macchinari misurati i rispettivi A (w) max misurati ovvero desunti da banche dati; Tabella che descriva il procedimento adottato per assegnare il valore di A(8) al singolo operatore (o al gruppo omogeneo) tenendo conto dell'organizzazione del lavoro (posti di lavoro/mobilità/tempi di permanenza); eventuali effetti indiretti sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature e condizioni di lavoro particolari che possano incrementare il rischio, quali ad esempio il lavoro a basse temperature nel caso dell'esposizione a vibrazioni mano-braccio. Elenco nominativo di tutti i lavoratori con indicazione delle relative classi di rischio: Suggerimenti tecnici per programmare e attuare le misure tecniche, organizzative e procedurali concretamente attuabili per ridurre l esposizione e per fissare i tempi di ripetizione della valutazione. Azioni conseguenti la valutazione Il superamento del livello d'azione comporta la predisposizione delle seguenti misure di tutela (si veda anche Capitolo 2): - Programma di organizzazione tecnica e/o di lavoro con le misure destinate a ridurre l esposizione. Tra tali misure prioritaria importanza rivestono: pianificare una regolare manutenzione dei macchinari, con particolare riguardo alle sospensioni, ai sedili ed al posto di guida degli automezzi; identificare le condizioni operative o i veicoli che espongono ai più alti livelli di vibrazioni ed organizzare laddove possibile turni di lavoro tra operatori e conducenti idonei a ridurre le esposizioni individuali; pianificare laddove possibile i percorsi di lavoro scegliendo quelli meno accidentati; oppure, dove possibile, effettuare lavori di livellamento stradale; - Pianificazione di una politica aziendale di aggiornamento del parco macchine, che privilegi l'acquisto di macchinari a basso livello di vibrazioni e rispondenti a criteri generali di ergonomia del posto di guida; - Sorveglianza sanitaria con esami di routine; Pagina 14 di 99

15 -Pianificazione degli orari e turni di lavoro in modo da ridurre al minimo l esposizione alle vibrazioni e prevedere opportuni periodi di riposo; - Informazione dei lavoratori potenzialmente esposti a tali livelli e formazione ai fini dell applicazione di idonee misure di tutela. In particolare, la formazione dovrà essere orientata verso i seguenti contenuti (si veda anche Capitolo 2): Liveli di esposizione rilevati, livelli d azione e valori limite. Risultati della valutazione dei rischi, eventuale sorveglianza sanitaria. etodi corretti di guida al fine di ridurre le vibrazioni: ad es. necessità di evitare alte velocità in particolare su strade accidentate, Posture di guida e corretta regolazione del sedile, Ulteriori fattori di rischio per disturbi a carico della colonna, Come prevenire il mal di schiena. Pagina 15 di 99

16 5. DOCUENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI 5.1. Informazioni Generali Con la redazione della seguente valutazione si sono esaminati i rischi di esposizione a vibrazioni dei lavoratori operanti presso: Ditta: Sede: Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. Corso Nizza, CUNEO previa consultazione e in collaborazione con: Datore di Lavoro: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza edico Competente Sig. BARBERO Alessandro Geom. ABROGIO Piercarlo Sig. ASCHERI Pierangelo Dott. ACCAGNI Riccardo Cuneo, li 28/05/2012 Firme per presa visione: Datore di Lavoro BARBERO ALESSANDRO... R.S.P.P. ABROGIO PIERCARLO... R.L.S. ASCHERI PIERANGELO... edico Competente Dott. ACCAGNI RICCARDO... Il Tecnico Germanetto Ivo Pagina 16 di 99

17 5.2. Descrizione Del Processo Produttivo L acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA svolge attività di gestione di rete acquedottostica volta a fornire numerosi comuni della Provincia di Cuneo oltre alcune località situate nelle Province di Asti e Savona. La sede amministrativa è situata in un appartamento al terzo piano di un immobile sito in Cuneo, corso Nizza 9. Numero addetti attività N. 4 Impiegati N. 2 Impiegati tecnici N. 6 Operai Reparti e ansioni I settori in cui operano le maestranze dell Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi possono essere suddivisi come di seguito riportato: Settore Amministrativo - Direzione; - Ufficio Segreteria; - Ufficio Ragioneria. Il Settore Amministrativo, composto dal Direttore della società, da 2 impiegate e da un impiegato con Co. co. pro., svolge prettamente attività d ufficio legate alla gestione ed alla elaborazione di documenti utili alla società ed opera presso la sede della società stessa al terzo piano dell edificio sito in Cuneo, Corso Nizza 9; il personale opera in locali distinti. Elenco apparecchiature e strumenti utilizzati Le apparecchiature in dotazione ai dipendenti, sono essenzialmente riconducibili a: Settore Tecnico - Videoterminali; - Stampanti; - Taglierine, rifilatrici; - Fotocopiatrici; - Attrezzatura varia minuta per l esercizio delle funzioni di cui sopra. - Ufficio Tecnico; - Settore tecnico - operativo. L ufficio tecnico è composto da 2 impiegati operanti in parte presso la sede della Società, svolgendo lavoro d ufficio, progettazione, richiesta preventivi, acquisti e in parte sul territorio attraversato dalla rete dell Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi SpA per la gestione delle attività del settore tecnico operativo. Le apparecchiature in dotazione ai dipendenti, sono essenzialmente riconducibili a: - Videoterminali; - Stampanti; - Taglierine, rifilatrici manuali o elettriche; - Fotocopiatrici. - Rilegatrici; - etri, rotelle ed altre attrezzature di misurazione diretta; - Automezzo aziendale; Pagina 17 di 99

18 - Attrezzatura varia minuta per l esercizio delle funzioni di cui sopra. Il settore tecnico operativo, con sede operativa a urazzano (CN) è composto da: - n. 1 capo squadra distribuzione/lavori rete, lavoratore che effettua operazioni e lavori specialistici sulla rete, con la responsabilità del coordinamento operativo delle squadre con funzione di preposto; - n. 5 operai distribuzione/lavori rete, che operano singolarmente o nella squadra addetta ai lavori sulla rete, eseguendo operazioni connesse a posa di condotte, riparazioni, allacciamenti e relative opere di carpenteria, meccaniche e/o murarie, comprese opere di saldatura elettrica, con funzione di preposti; Il settore tecnico operativo effettua inoltre lavori di controllo, verifica, taratura delle apparecchiature presenti sulla rete distributiva (meccaniche, elettromeccaniche ed elettroniche), oltre che manutenzione e gestione ordinaria delle strutture esistenti. Il personale è dotato di automezzo aziendale per effettuare gli opportuni spostamenti ai fini dell espletamento delle mansioni. Il personale non dispone di un luogo fisso in cui operare ma svolge lavoro di tipo itinerante in quanto va a coprire tutta la rete acquedottistica gestita. Il lavoro svolto del personale Alac SpA è stato schematizzato,nel processo di valutazione dei rischi, nelle seguenti fasi: 01 - Realizzazione di attività presso sedi stradali 02 - Realizzazione di attività in ambienti confinati 03 - Spurgo - sfiato tubazioni - manovra valvole 04 - Inserimento - montaggio di valvole o strumenti idraulici 05 - Operazioni di lettura contatori 06 - Verniciatura a pennello manufatti in metallo 07 - Lavaggio serbatoi 08 - Realizzazione manufatti in calcestruzzo - messa in quota pozzetti 09 - Realizzazione - ripristino parti in muratura 10 - Intonacatura di superfici orizzontali e verticali 11 - Ripristini strutture in cemento armato 12 - Lavori forestali e di giardinaggio 13 - Lavori elettrici 14 - Realizzazione di carpenteria metallica 15 - Aggottamento acque 16 - Posa - riparazione di tratti di tubazione 17 - Demolizioni 18 - Carico - scarico ipoclorito di sodio 19 - Lavoro d'ufficio Per le seguenti mansioni non si ritiene di dover procedere ulteriormente con la valutazione di esposizione al rischio vibrazioni, poiché i lavoratori non vengono sottoposti ad alcuna tipologia di vibrazione (se non occasionale) durante l espletamento della propria attività lavorativa: ANSIONE Settore Amministrativo OTIVAZIONE Lavoro di ufficio. Nessuna esposizione a vibrazioni. Pagina 18 di 99

19 5.3 Valutazione del rischio La valutazione del rischio è stata condotta mediante la misurazione diretta dell accelerazione a cui sono sottoposti i lavoratori, effettuata utilizzando lo strumento: Strumento DATI SVAN 948 Type 1; I Identificativo Serial No: 8894 Calibrazione Conformità Si veda allegato ISO 8041:2005 IEC 61672:2002 IEC 61260:1995 DIN EN 60651:1994 DIN EN 60804:1994 IEC 1260:1994 Le misurazioni sono state effettuate dal Tecnico Germanetto Ivo in data 28/02/2012 presso la sede operativa della ditta A.L.A.C. S.p.A. Le misure sono state effettuate con tecnica di campionamento in intervalli scelti opportunamente, in modo da essere significativi dell attività lavorativa considerata in ipotesi cautelative. Per ciascun mezzo si sono effettuate misure a campione durante lavorazioni significative, come precedentemente specificato in dettaglio. Per alcune attrezzature si è provveduto ad effettuare misurazioni con sensore applicato sulla mano sinistra e sulla mano destra: ai fini del calcolo dell esposizione giornaliera si è provveduto ad utilizzare il valore più alto misurato. Si individuano nel seguito le mansioni che sottopongono i lavoratori a vibrazioni al sistema mano-braccio e i macchinari, utensili che sono fonte delle vibrazioni stesse, comprensive delle condizioni operative dei macchinari/utensili che espongono i lavoratori a vibrazioni al sistema mano-braccio. Si assegna nel seguito il valore di A(8) al singolo operatore (o al gruppo omogeneo) tenendo conto dell'organizzazione del lavoro (posti di lavoro/mobilità/tempi di permanenza). I calcoli dettagliati sono riportati nelle schede di valutazione in Allegato IV. Tali valori devono essere confrontati con i valori di azione (2.5 m/s2) e i valori limite (5 m/s2). Pagina 19 di 99

20 Valutazione dei Rischi al sistema mano-braccio Processo 4: Inserimento ontaggio di valvole o strumenti idraulici Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch Gws 6/115 Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 2, , ,76 Fontaniere Pagina 20 di 99

21 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 2, Capo Squadra 0,71 Fontaniere Pagina 21 di 99

22 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 2, Capo Squadra 0,84 Fontaniere Pagina 22 di 99

23 Processo 4: Inserimento ontaggio di valvole o strumenti idraulici Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 3, , ,28 Fontaniere Pagina 23 di 99

24 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansion Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 3, Capo Squadra 1,74 Fontaniere Pagina 24 di 99

25 Processo 4: Inserimento ontaggio di valvole o strumenti idraulici Scenario tipo 3 Ambienti confinati luoghi conduttori ristretti ambienti umidi ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Rupes 24 V ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 1, , ,85 Fontaniere Pagina 25 di 99

26 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Rupes 24 V Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 1, Capo Squadra 0,63 Fontaniere Pagina 26 di 99

27 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Smontaggio apparecchiature esistenti, taglio bulloni 3, Capo Squadra 2,05 Fontaniere Pagina 27 di 99

28 Processo 6: Verniciatura impianti Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS 6/115 Trapano Bosch Pause/Altre mansioni Interventi di pulizia superfici da verniciare manualmente o con elettroutensili Interventi di pulizia superfici da verniciare manualmente o con elettroutensili 2, , ,30 Fontaniere Pagina 28 di 99

29 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Trapano Bosch Pause/Altre mansioni Interventi di pulizia superfici da verniciare manualmente o con elettroutensili 2, Capo Squadra 2,38 Fontaniere Pagina 29 di 99

30 Processo 6: Verniciatura impianti Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Interventi di pulizia superfici da verniciare manualmente o con elettroutensili 3, Capo Squadra 2,05 Fontaniere Pagina 30 di 99

31 Processo 8: anufatti in calcestruzzo messa in quota pozzetti Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 9, ,77 Fontaniere Pagina 31 di 99

32 Processo 8: anufatti in calcestruzzo messa in quota pozzetti Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch GBH 11 DE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 18, ,92 Fontaniere Pagina 32 di 99

33 Processo 9: Realizzazione ripristino di parti in muratura Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 9, ,77 Fontaniere Pagina 33 di 99

34 Processo 9: Realizzazione ripristino di parti in muratura Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch GBH 11 DE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 18, ,92 Fontaniere Pagina 34 di 99

35 Processo 10: Intonacatura superfici verticali-orizzontali Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 9, ,77 Fontaniere Pagina 35 di 99

36 Processo 10: Intonacatura superfici verticali-orizzontali Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch GBH 11 DE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura, scavi a mano di piccola entità 18, ,92 Fontaniere Pagina 36 di 99

37 Processo 11: Realizzazione interventi di ripristino strutture in cemento armato ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE ola angolare Bosch GWS Idropulitrice Comet KS Trapano Bosch GBH 2-22 RE Pause/Altre mansioni Ripristino strutture in cemento armato Ripristino strutture in cemento armato Ripristino strutture in cemento armato Ripristino strutture in cemento armato 9, , , , ,30 Fontaniere Pagina 37 di 99

38 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Ripristino strutture in cemento armato Ripristino strutture in cemento armato 9, , ,81 Fontaniere Pagina 38 di 99

39 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra Idropulitrice Comet KS Trapano Bosch GBH 2-22 RE Pause/Altre mansioni Ripristino strutture in cemento armato Ripristino strutture in cemento armato 1, , ,09 Fontaniere Pagina 39 di 99

40 Processo 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e tagli rami con motosega Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra Decespugliatore Echo SR 3605 otosega Echo CS 4200 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio Lavori forestali e di giardinaggio 4, , ,90 Fontaniere Pagina 40 di 99

41 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Decespugliatore Echo SR 3605 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 4, Capo Squadra 2,34 Fontaniere Pagina 41 di 99

42 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) otosega Echo CS 4200 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 5, Capo Squadra 0,99 Fontaniere Pagina 42 di 99

43 Processo 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e tagli rami con motosega Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra Decespugliatore Echo SR 5000 otosega Echo CS 4200 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio Lavori forestali e di giardinaggio 6, , ,87 Fontaniere Pagina 43 di 99

44 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Decespugliatore Echo SR 5000 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 6, Capo Squadra 2,37 Fontaniere Pagina 44 di 99

45 Processo 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e tagli rami con motosega Scenario tipo 3 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra Decespugliatore Echo SR 350 ES otosega Echo CS 4200 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio Lavori forestali e di giardinaggio 4, , ,68 Fontaniere Pagina 45 di 99

46 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Decespugliatore Echo SR 350 ES Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 4, Capo Squadra 2,31 Fontaniere Pagina 46 di 99

47 Processo 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e tagli rami con motosega Scenario tipo 4 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra Decespugliatore arunaka v26w Kawasaki otosega Echo CS 4200 Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio Lavori forestali e di giardinaggio 5, , ,88 Fontaniere Pagina 47 di 99

48 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Decespugliatore arunaka v26w Kawasaki Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 5, Capo Squadra 2,38 Fontaniere Pagina 48 di 99

49 Processo 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e tagli rami con motosega Scenario tipo 5 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Rasaerba partner P46-450C Briggs & Stratton Pause/Altre mansioni Lavori forestali e di giardinaggio 5, Capo Squadra 2,36 Fontaniere Pagina 49 di 99

50 Processo 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 2, , ,76 Fontaniere Pagina 50 di 99

51 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 2, Capo Squadra 0,71 Fontaniere Pagina 51 di 99

52 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 2, Capo Squadra 0,84 Fontaniere Pagina 52 di 99

53 Processo 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 3, , ,28 Fontaniere Pagina 53 di 99

54 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 3, Capo Squadra 1,74 Fontaniere Pagina 54 di 99

55 Processo 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Scenario tipo 3 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Rupes 24 V ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 1, , ,85 Fontaniere Pagina 55 di 99

56 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Rupes 24 V Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 1, Capo Squadra 0,63 Fontaniere Pagina 56 di 99

57 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Realizzazione manufatti di carpenteria metallica 3, Capo Squadra 2,05 Fontaniere Pagina 57 di 99

58 Processo 16: Posa Riparazione tratti di tubazione Scenario tipo 1 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione Posa e riparazione tratti di tubazione 2, , ,76 Fontaniere Pagina 58 di 99

59 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione 2, Capo Squadra 0,71 Fontaniere Pagina 59 di 99

60 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione 2, Capo Squadra 0,84 Fontaniere Pagina 60 di 99

61 Processo 16: Posa Riparazione tratti di tubazione Scenario tipo 2 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Bosch GWS ola angolare Bosch GWS 6/115 Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione Posa e riparazione tratti di tubazione 3, , ,28 Fontaniere Pagina 61 di 99

62 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Bosch GWS Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione 3, Capo Squadra 1,74 Fontaniere Pagina 62 di 99

63 Processo 16: Posa Riparazione tratti di tubazione Scenario tipo 3 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra ola angolare Rupes 24 V ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione Posa e riparazione tratti di tubazione 1, , ,85 Fontaniere Pagina 63 di 99

64 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare Rupes 24 V Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione 1, Capo Squadra 0,63 Fontaniere Pagina 64 di 99

65 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) ola angolare a batteria Bosch GWS 14,4 Pause/Altre mansioni Posa e riparazione tratti di tubazione 3, Capo Squadra 2,05 Fontaniere Pagina 65 di 99

66 Processo 17: Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio muratura ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Capo Squadra artello demolitore Bosch 5-40 DCE artello demolitore Bosch GBH 11 DE Pause/Altre mansioni Demolizione porzioni opere muratura Demolizione porzioni opere muratura 9, , ,34 Fontaniere Pagina 66 di 99

67 Processo 18: Lavori di manutenzione che prevedono l utilizzo di fonti di vibrazioni Attrezzature da considerarsi utilizzate singolarmente nel corso della giornata lavorativa ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) artello perforatore a batteria Bosch GBH 36V-LI Pause/Altre mansioni Forature battenti nel calcestruzzo 6, Capo Squadra 0,89 Fontaniere Pagina 67 di 99

68 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Avvitatore Bosch GSB 12 VE-2 Pause/Altre mansioni Lavori di manutenzione 0, Capo Squadra 0,82 Fontaniere Pagina 68 di 99

69 ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)sum TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Idropulitrice Comet KS Pause/Altre mansioni Lavori di manutenzione 1, Capo Squadra 1,60 Fontaniere Pagina 69 di 99

70 Valutazione dei Rischi al sistema corpo intero ANSIONI ACCHINARI UTILIZZATI CONDIZIONI OPERATIVE A(w)max TEPO ESPOS. (minuti) A(8) Effetti Indiretti Condizioni Particolari ISURATO() COSTRUTTORE C) Fiat Panda EF 775 BR Trasferimenti su strada 0, Capo Squadra Pause/Altre mansion ,30 Fontaniere Pagina 70 di 99

71 5.4 Identificazione delle classi di rischio e misure di prevenzione e protezione Il D.Lgs. 81/08 prescrive che, qualora siano superati i livelli di azione (mano braccio: A(8) = 2,5 m/s2 ; corpo intero:0,5 m/s2) il datore di lavoro elabori ed applichi un piano di lavoro volto a ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni, considerando in particolare: a) altri metodi di lavoro che richiedano una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) scelta di attrezzature adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producano, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate da vibrazioni, per esempio sedili che attenuino efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero o maniglie che riducano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul luogo di lavoro; e) la progettazione e l'assetto dei luoghi e dei posti di lavoro; f) adeguata informazione e formazione per insegnare ai lavoratori ad utilizzare correttamente e in modo sicuro le attrezzature di lavoro, riducendo al minimo l'esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione; h) orari di lavoro adeguati con appropriati periodi di riposo; i) la fornitura ai lavoratori esposti di indumenti di protezione dal e dall'umidità. Si prevede inoltre specifici obblighi di informazione e formazione per i lavoratori esposti a rischio vibrazioni e per i loro rappresentanti, in relazione a: misure adottate volte a eliminare o ridurre al minimo il rischio vibrazioni; livelli d'azione e valori limite; risultati delle valutazioni; potenziali lesioni derivanti dalle attrezzature utilizzate; metodi per l'individuazione e segnalazione di sintomi e lesioni; circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto alla sorveglianza sanitaria; procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo l'esposizione a vibrazioni; programma di sorveglianza sanitaria. Pagina 71 di 99

72 PROCESSO LIVELLO DI ESPOSIZIONE ANO BRACCIO (m/s 2 ) LIVELLO DI ESPOSIZIONE CORPO INTERO (m/s 2 ) PROGRAA DELLE ISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE INFORAZIONE E FORAZIONE N. 4: Inserimento montaggio valvole o strumenti idraulici (Scenario 1) 0,76-0,71-0,84 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 4: Inserimento montaggio valvole o strumenti idraulici (Scenario 2) 1,28-1,74 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 4: Inserimento montaggio valvole o strumenti idraulici (Scenario 3) 0,85-0,63-2,05 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 6: Verniciatura impianti (Scenario 1) 1,30-2,38 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 6: Verniciatura impianti (Scenario 2) 2,05 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. Pagina 72 di 99

73 N. 8: anufatti in calcestruzzo essa in quota pozzetti (Scenario 1) 1,77 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 8: anufatti in calcestruzzo essa in quota pozzetti (Scenario 2) 1,92 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 9: Realizzazione Ripristino di parti in muratura (Scenario 1) 1,77 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 9: Realizzazione Ripristino di parti in muratura (Scenario 2) 1,92 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 10: Intonacatura superfici verticali e orizzontali (Scenario 1) 1,77 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. Pagina 73 di 99

74 N. 10: Intonacatura superfici verticali e orizzontali (Scenario 2) 1,92 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 11: Realizzazione interventi di ripristino strutture in cemento armato 2,30-1,81-2,09 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e taglio rami con motosega (Scenario 1) 1,90-2,34-0,99 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e taglio rami con motosega (Scenario 2) 1,87-2,37 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e taglio rami con motosega (Scenario 3) 1,68-2,31 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. Pagina 74 di 99

75 N. 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e taglio rami con motosega (Scenario 4) 1,88-2,38 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 12: Lavori forestali e di giardinaggio Sfalcio con decespugliatore e taglio rami con motosega (Scenario 5) 2,36 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica (Scenario 1) 0,76-0,71-0,84 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica (Scenario 2) 1,28-1,74 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 14: Realizzazione manufatti di carpenteria metallica (Scenario 3) 0,85-0,63-2,05 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. Pagina 75 di 99

76 N. 16: Posa, riparazione tratti di tubazione (Scenario 1) 0,76-0,71-0,84 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 16: Posa, riparazione tratti di tubazione (Scenario 2) 1,28-1,74 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 16: Posa, riparazione tratti di tubazione (Scenario 3) 0,85-,063-2,05 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 17: Demolizione porzioni di opere in conglomerato cementizio, muratura 2,34 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. N. 18: Lavori di manutenzione con utilizzo fonti di vibrazioni 0,89-0,82-1,60 Al di sotto del valore di azione < 2.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 5 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema mano-braccio. 0,30 Al di sotto del valore di azione < 0.5 m/s 2 e al di sotto del valore limite < 1 m/s 2 per quanto concerne l esposizione a vibrazioni al sistema corpo intero. anutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature di lavoro. Scelta di attrezzature di lavoro adeguate. Informazione e formazione all assunzione sui rischi e la prevenzione relativamente all esposizione a vibrazioni. Pagina 76 di 99

77 5.5 Foglio Aggiornamenti Rischi al corpo intero ISURATO() NUOVA ACCHINA A(w)max (m/s 2 ) COSTRUTTORE (C) EFFETTI SU A(8) Pagina 77 di 99

78 Rischi al sistema mano-braccio ISURATO() NUOVA ACCHINA A(w)sum (m/s 2 ) COSTRUTTORE (C) EFFETTI SU A(8) Pagina 78 di 99

79 5.6 Elenco dipendenti esposti con valori esposizione e firme NOINATIVO Valore A(8) per vibrazioni mano/braccio Valore A(8) per vibrazioni corpo intero Raviolo auro < 2,5 0,30 FIRA Cagnasso Osvaldo < 2,5 0,30 Bagnis Giuseppe ario < 2,5 0,30 Ascheri Pierangelo < 2,5 0,30 armo Roberto < 2,5 0,30 Stallone Armando < 2,5 0,30 Giraudo ario --- 0,30 Ambrogio Piercarlo --- 0,30 Pagina 79 di 99

80 ALLEGATO I DECRETO LEGISLATIVO 9 Aprile 2008, n. 81 e s.m.i. CAPO III PROTEZIONE DEI LAVORATORI DAI RISCHI DI ESPOSIZIONE A VIBRAZIONI N 7 articoli (da art. 199 a art. 205) Articolo Campo di applicazione 1. Il presente capo prescrive le misure per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche. Nei riguardi dei soggetti indicati all articolo 3, comma 2, del presente decreto legislativo le disposizioni del presente capo sono applicate tenuto conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato, quali individuate dai decreti ivi previsti. Articolo Definizioni 1. Ai fini del presente capo, si intende per: a) vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell'uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari; b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide; c) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore; d) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8): [ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore. Articolo Valori limite di esposizione e valori d azione 1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite di esposizione e valori di azione. a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 20 m/s2; 2) il valore d'azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l'azione, è fissato a 2,5 m/s2. b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero: 1) il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevi è pari a 1,5 m/s2; 2) il valore d'azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 0,5 m/s2. 2 Nel caso di variabilità del livello di esposizione giornaliero va considerato il livello giornaliero massimo ricorrente. Articolo Valutazione dei rischi 1. Nell'ambito di quanto previsto dall articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti. 2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche può essere valutato mediante l'osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entità delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell'ispesl o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questa operazione va distinta dalla misurazione, che richiede l'impiego di attrezzature specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo di riferimento. 3. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all' ALLEGATO XXXV, parte A. 4. L'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero è valutata o misurata in base alle disposizioni di cui all' ALLEGATO XXXV, parte B. 5. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi: Pagina 80 di 99

81 a) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d'azione specificati nell'articolo 201; c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l'ambiente di lavoro o altre attrezzature; e) le informazioni fornite dal costruttore dell'attrezzatura di lavoro; f) l'esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di là delle ore lavorative, in locali di cui è responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l elevata umidità o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. Articolo isure di prevenzione e protezione 1. Fermo restando quanto previsto nell articolo 182, in base alla valutazione dei rischi di cui all'articolo 202, quando sono superati i valori d'azione, il datore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche o organizzative, volte a ridurre al minimo l'esposizione e i rischi che ne conseguono, considerando in particolare quanto segue: a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazioni meccaniche; b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto dei principi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, il minor livello possibile di vibrazioni; c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioni provocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente le vibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano la vibrazione trasmessa al sistema mano-braccio; d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo di lavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI; e) la progettazione e l'organizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro; f) l'adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull'uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo la loro esposizione a vibrazioni meccaniche; g) la limitazione della durata e dell'intensità dell'esposizione; h) l'organizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi di riposo; i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dal e dall'umidità. 2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione è stato superato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportare l esposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare un nuovo superamento. Articolo Sorveglianza sanitaria 1. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente. 2. I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una o più delle seguenti condizioni: l'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni e' tale da rendere possibile l'individuazione di un nesso tra l'esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed e' probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute. Articolo Deroghe 1. Nei settori della navigazione marittima e aerea, il datore di lavoro, in circostanze debitamente giustificate, può richiedere la deroga, limitatamente al rispetto dei valori limite di esposizione per il corpo intero qualora, tenuto conto della tecnica e delle caratteristiche specifiche dei luoghi di lavoro, non sia possibile rispettare tale valore limite nonostante le misure tecniche e organizzative messe in atto. Pagina 81 di 99

82 2. Nel caso di attività lavorative in cui l'esposizione di un lavoratore a vibrazioni meccaniche e' abitualmente inferiore ai valori di azione, ma può occasionalmente superare il valore limite di esposizione, il datore di lavoro può richiedere la deroga al rispetto dei valori limite a condizione che il valore medio dell'esposizione calcolata su un periodo di 40 ore sia inferiore al valore limite di esposizione e dimostri, con elementi probanti, che i rischi derivanti dal tipo di esposizione cui e' sottoposto il lavoratore sono inferiori a quelli derivanti dal livello di esposizione corrispondente al valore limite. 3. Le deroghe di cui ai commi 1 e 2 sono concesse, per un periodo massimo di quattro anni, dall'organo di vigilanza territorialmente competente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al inistero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Le deroghe sono rinnovabili e possono essere revocate quando vengono meno le circostanze che le hanno giustificate. 4. La concessione delle deroghe di cui ai commi 1 e 2 è condizionata all'intensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni che garantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivanti siano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura l intensificazione della sorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe. 5. Il inistero del lavoro, della salute e delle politiche sociali trasmette ogni quattro anni alla Commissione della Unione europea un prospetto dal quale emergano circostanze e motivi delle deroghe concesse ai sensi del presente articolo. ALLEGATO XXXV AGENTI FISICI A. VIBRAZIONI TRASESSE AL SISTEA ANO-BRACCIO 1. Valutazione dell'esposizione. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio si basa principalmente sul calcolo del valore dell'esposizione giornaliera normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, A (8), calcolato come radice quadrata della somma dei quadrati (valore totale) dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (a hwx, a hwy, a hwz) conformemente alla norma UNI EN ISO (2004) che viene qui adottata in toto. La valutazione del livello di esposizione può essere effettuata sulla base di una stima fondata sulle informazioni relative al livello di emissione delle attrezzature di lavoro utilizzate, fornite dai fabbricanti, e sull'osservazione delle specifiche pratiche di lavoro, oppure attraverso una misurazione. Come elementi di riferimento possono essere utilizzate anche le banche dati dell'ispesl e delle regioni contenenti i livelli di esposizione professionale alle vibrazioni. Le linee guida per la valutazione delle vibrazioni dell ISPESL e delle regioni hanno valore di norma i buona tecnica. 2. isurazione. Qualora si proceda alla misurazione: a) i metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell'esposizione di un lavoratore alle vibrazioni meccaniche considerate; i metodi e le apparecchiature utilizzati devono essere adattati alle particolari caratteristiche delle vibrazioni meccaniche da misurare, ai fattori ambientali e alle caratteristiche dell'apparecchio di misurazione, conformemente alla norma ISO (2001); b) nel caso di attrezzature che devono essere tenute con entrambe le mani, la misurazione e' eseguita su ogni mano. L'esposizione e' determinata facendo riferimento al più alto dei due valori; deve essere inoltre fornita l'informazione relativa all'altra mano. 3. Interferenze. Le disposizioni dell'articolo 181, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche ostacolano il corretto uso manuale dei comandi o la lettura degli indicatori. Pagina 82 di 99

83 4. Rischi indiretti. Le disposizioni dell'articolo 181, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche incidono sulla stabilità delle strutture o sulla buona tenuta delle giunzioni. 5. Attrezzature di protezione individuale. Attrezzature di protezione individuale contro le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio possono contribuire al programma di misure di cui all'articolo 182, comma 1. B. VIBRAZIONI TRASESSE AL CORPO INTERO 1. Valutazione dell'esposizione. La valutazione del livello di esposizione alle vibrazioni si basa sul calcolo dell'esposizione giornaliera A (8) espressa come l'accelerazione continua equivalente su 8 ore, calcolata come il più alto dei valori quadratici medi delle accelerazioni ponderate in frequenza, determinati sui tre assi ortogonali (1,4 a wx, 1,4 a wy, 1 a wz, per un lavoratore seduto o in piedi), conformemente alla norma ISO (1997) che viene qui adottata in toto. La valutazione del livello di esposizione può essere effettuata sulla base di una stima fondata sulle informazioni relative al livello di emissione delle attrezzature di lavoro utilizzate, fornite dai fabbricanti, e sull'osservazione delle specifiche pratiche di lavoro, oppure attraverso una misurazione. Come elementi di riferimento possono essere utilizzate anche le banche dati dell'ispesl e delle regioni contenenti i livelli di esposizione professionale alle vibrazioni. Le linee guida per la valutazione delle vibrazioni dell ISPESL e delle regioni hanno valore di norma i buona tecnica. Per quanto riguarda la navigazione marittima, si prendono in considerazione, ai fini della valutazione degli effetti cronici sulla salute, solo le vibrazioni di frequenza superiore a 1 Hz. 2. isurazione. Qualora si proceda alla misurazione, i metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché sia rappresentativa dell'esposizione di un lavoratore alle vibrazioni meccaniche considerate. I metodi utilizzati devono essere adeguati alle particolari caratteristiche delle vibrazioni meccaniche da misurare, ai fattori ambientali e alle caratteristiche dell'apparecchio di misurazione. I metodi rispondenti a norme di buona tecnica si considerano adeguati a quanto richiesto dal presente punto. 3. Interferenze. Le disposizioni dell'articolo 181, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche ostacolano il corretto uso manuale dei comandi o la lettura degli indicatori. 4. Rischi indiretti. Le disposizioni dell'articolo 181, comma 5, lettera d), si applicano in particolare nei casi in cui le vibrazioni meccaniche incidono sulla stabilità delle strutture o sulla buona tenuta delle giunzioni. 5. Prolungamento dell'esposizione. Le disposizioni dell'articolo 181, comma 5, lettera g), si applicano in particolare nei casi in cui, data la natura dell'attività' svolta, un lavoratore utilizza locali di riposo e ricreazione messi a disposizione dal datore di lavoro; tranne nei casi di forza maggiore, l'esposizione del corpo intero alle vibrazioni in tali locali deve essere ridotto a un livello compatibile con le funzioni e condizioni di utilizzazione di tali locali. Pagina 83 di 99

84 ALLEGATO II: RIFERIENTI NORATIVI E NORE TECNICHE I principali riferimenti normativi, a livello nazionale e internazionale, riguardanti la prevenzione del rischio vibrazioni sono: Decreto Legislativo 29 Aprile 2008, n. 81. Testo Unico della Sicurezza; Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante: «Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche», corredato delle relative note. (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 220 del 21 settembre 2005). (Gazzetta Ufficiale n. 232 del 5/10/2005) Decreto Presidente della Repubblica del 19/03/1956, n. 303 Norme generali per l igiene del lavoro ; Decreto Legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 Attuazione della direttiva 89/686/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989 in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativa ai dispositivi di protezione individuale ; Decreto Legislativo del 19/09/1994, n. 626 Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e successivi aggiornamenti e integrazioni; Decreto Presidente della Repubblica del 24/07/1996, n.459 Regolamento per l attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine ; Norma ISO 8041 (1990) Human response to vibration easuring instrumentation. Norma ISO 5349 (2001) echanical vibration easurement and evaluation of human exposure to hand trasmitted vibration - Part 1: General guidelines and Part 2: Practical guidance for measurement in the workplace". Norma UNI EN (1993) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Generalità. Norma UNI EN (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. artelli sbavatori e rivettatori. Norma UNI EN (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. artelli perforatori e rotativi. Norma UNI EN ISO (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Smerigliatrici. Norma UNI EN (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. artelli demolitori e picconatori. Norma UNI EN ISO (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Trapani a percussione. Norma EN ISO (1997) Hand-held power tools. easurement of vibration at the handle. Part 7: Wrenches, screwdrivers and nut runners with impact, impulse or ratched action. Norma UNI EN ISO (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Lucidatrici e levigatrici rotative, orbitali e rotorbitali. Norma UNI EN ISO (1998) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Pestelli. Norma UNI EN ISO (1997) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. Seghetti e limatrici alternativi e seghetti rotativi od oscillanti. Norma EN ISO (1997) Hand-held power tools. easurement of vibration at the handle. Part 13: Die grinders. 13 Norma UNI EN ISO (1998) acchine utensili portatili isura delle vibrazioni sull impugnatura. acchine portatili per la lavorazione delle pietre e scrostatori ad aghi. Norma UNI EN ISO (1998) Vibrazioni al sistema mano-braccio. etodo per la misurazione e la valutazione della trasmissibilità delle vibrazioni dai guanti al palmo della mano. Norma UNI ENV (1994) Vibrazioni meccaniche - Linee guida per la misurazione e la valutazione dell esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio. Norma UNI ENV Risposta degli individui alle vibrazioni. Strumenti di misurazione. Pagina 84 di 99

85 Norma UNI ISO 7505 (1989) acchine forestali otoseghe a catena portatili. isura delle vibrazioni trasmesse alle mani. Norma UNI ISO 7916 (1994) acchine forestali Decespugliatori portatili. isura delle vibrazioni trasmesse alle mani. Norma UNI EN Vibrazioni meccaniche Dichiarazione verifica dei valori di emissione vibratoria. Norma ISO (1997) "echanical vibration and shock -Evaluation of human exposure to whole-body vibration. Part. 1: General requirements"; Norma ISO 2631/3 (1985) "Evaluation of human exposure to wholebody vibration. Part.3: Evaluation of exposure to whole-body z-axis vertical vibration in the frequency range 0,1 to 0,63 Hz"; Norma ISO 5008 (1979) "Agricultural wheeled tractors and field machinery. easurement of whole-body vibration at the operator"; Norma UNI EN 1032 (1998) "Vibrazioni meccaniche Esame di macchine mobili allo scopo di determinare l entità delle vibrazioni trasmesse al corpo intero. Generalità"; Norma UNI EN (1997) "Vibrazioni meccaniche etodo di laboratorio per la valutazione delle vibrazioni sui sedili dei veicoli. Requisiti di base"; Norma UNI ISO 8002 (1992) "Vibrazioni meccaniche. Veicoli terrestri. Criteri di presentazione dei dati misurati"; Norma ISO 8041 (1990) "Human response to vibration easuring instrumentation"; Norma UNI EN "Vibrazioni meccaniche Dichiarazione e verifica dei valori di emissione vibratoria". Pagina 85 di 99

86 ALLEGATO III: TABELLE RELATIVE AGLI EFFETTI DELLE VIBRAZIONI SULLA SALUTE Tabella 1. sindrome da vibrazioni mano-braccio: stadi dei disturbi neurosensitivi periferici (Stockholm Workshop 86) Stadio Sintomi 0SN- Non sintomi neurosensitivi periferici 1SN- Torpore intermittente alle dita, con o senza parestesie 2SN- Torpore intermittente o persistente, ridotta sensibilità tattile, termica e dolorifica 3SN- Torpore intermittente o persistente, ridotta discriminazione tattile e/o ridotta destrezza manuale Tabella 2. sindrome da vibrazioni mano-braccio: stadi del fenomeno di raynaud secondario all'uso di utensili vibranti (Stockholm Workshop 86) Stadio Grado Sintomi 0 - Non sintomi vasospastici digitali 1 - Lieve Occasionali episodi di pallore alle estremità di uno o più dita 2 - oderato Occasionali episodi di pallore a carico delle falangi distale e intermedia (raramente prossimale) di uno o più dita 3 - Severo Frequenti episodi di pallore a carico di tutte le falangi della maggior parte delle dita 4 olto severo Come in stadio 3, con associati disturbi trofici cutanei alle estremità delle dita Tabella 3. patologie che possono rappresentare una condizione di ipersuscettibilità individuale o possono aggravare le possibili lesioni agli apparati vascolare, neurologico e muscolo-scheletrico causate dall esposizione occupazionale a vibrazioni mano-braccio. tra le malattie vascolari sono indicate le principali cause di fenomeno di raynaud secondario, alcune delle quali incompatibili con qualsiasi attività lavorativa. 1. malattie vascolari 1.1 fenomeno di raynaud primitivo 1.2 fenomeno di raynaud secondario a: malattie del collagene (sclerodermia, les, connettivite mista, poliarterite nodosa, dermatomiosite, artrite reumatoide) malattie vascolari occlusive (tromboangioite obliterante, arteriosclerosi, " hypothenar hammer syndrome") compressione dei vasi prossimali (sindrome dell apertura toracica superiore, sindrome costoclavicolare) traumatismi (secondari a lacerazioni, fratture, interventi chirurgici, congelamento) malattie neurologiche (poliomielite, siringomielia, emiplegia) alterazioni ematiche e plasmatiche (policitemia vera, trombocitemia, crioglobulinemia, macroglobulinemia) agenti occupazionali (cloruro di vinile, arsenico, nitrati) farmaci (bloccanti, clonidina, ergotamina, chemioterapici, ciclosporina, amfetamine) miscellanea (vasculiti, fibromialgia, ipotiroidismo, nefropatie, distrofia simpatica reflessogena, neoplasie). 2. malattie neurologiche 2.1 sindromi da intrappolamento dei tronchi nervosi (s. del tunnel carpale, s. del pronatore, s. di guyon, s. del tunnel cubitale) 2.2 neuropatie periferiche (alcoolica, diabetica, radiculopatia cervicale, da farmaci e tossici industriali) 2.3 lesioni neurologiche secondarie a traumi, fratture, interventi chirurgici al sistema mano-braccio e al collo 3. malattie muscolo-scheletriche 3.1 tendiniti e tenosinoviti di grado medio-severo (s. di de quervain, epicondilite laterale, epitrocleite, tendiniti della spalla) 3.2 sindromi cervicobrachiali di grado medio-severo 3.3 fibromatosi palmare (malattia di dupuytren) di grado avanzato 3.4 deformità delle ossa e delle articolazioni secondarie a traumatismi, fratture, interventi chirurgici 3.5 miopatie (fibromialgia, miofasciti, miopatia alcoolica, miopatie da malattie endocrine, dismetabolismi e farmaci) Pagina 86 di 99

87 Tabella 4. patologie che possono rappresentare una condizione di ipersuscettibilità individuale o possono aggravare le possibili lesioni alla colonna vertebrale o ad altri organi e apparati causate dall esposizione occupazionale a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo. 1. patologie della colonna vertebrale patologie degenerative della colonna vertebrale non legate all età patologie infiammatorie attive della colonna vertebrale (es. spondilite anchilosante) patologie dei dischi intervertebrali con o senza compromissione radicolare patologie del canale midollare con o senza compromissione radicolare patologie deformative congenite o acquisite della colonna vertebrale patologie distruttive (osteoporosi grave) o neoformative benigne (angioma vertebrale) pregressi traumi della colonna con fratture vertebrali pregressi interventi chirurgici alla colonna vertebrale instabilità della colonna vertebrale (es. da spondilolistesi, da fratture) lombalgie croniche con frequenti episodi di riacutizzazione 2. patologie di altri organi o apparati severe alterazioni muscolo-scheletriche del distretto cervico-brachiale gastrite cronica severa e/o ulcera peptica gastro-duodenale 3. eventi fisiologici gravidanza (controindicazione temporanea, DPR No. 645/96, Allegato I) Pagina 87 di 99

88 ALLEGATO IV: SCHEDE DI VALUTAZIONE A(8) Pagina 88 di 99

89 ALLEGATO V: RIEPILOGO ISURAZIONI BOSCH GBS 12 VE-2 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :26:16 28/02/ :26:16 28/02/ :26:16 VECTOR mm/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:26: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 DECESPUGLIATORE ECHO SR 3605 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :14:04 28/02/ :14:04 28/02/ :14:04 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:14: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 89 di 99

90 DECESPUGLIATORE ECHO SR 5000 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :18:10 28/02/ :18:10 28/02/ :18:10 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:18: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 DECESPUGLIATORE ECHO SR 350 ES Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :21:34 28/02/ :21:34 28/02/ :21:34 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:21: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 90 di 99

91 IDROPULITRICE COET KS Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :32:50 28/02/ :32:50 28/02/ :32:50 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:32: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 OLA ANGOLARE BOSCH GWS Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :36:54 28/02/ :36:54 28/02/ :36:54 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:36: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 91 di 99

92 OLA ANGOLARE BOSCH GWS Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :42:56 28/02/ :42:56 28/02/ :42:56 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:42: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 OLA ANGOLARE RUPES 24 V Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :49:28 28/02/ :49:28 28/02/ :49:28 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:49: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 92 di 99

93 OLA ANGOLARE GWS 6/115 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :52:44 28/02/ :52:44 28/02/ :52:44 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:52: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 OTOSEGA ECHO CS 4200 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :57:36 28/02/ :57:36 28/02/ :57:36 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 09:57: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 93 di 99

94 TRAPANO BOSCH Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :03:08 28/02/ :03:08 28/02/ :03:08 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:03: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 TRAPANO BOSCH GBH 2-22 RE Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :06:38 28/02/ :06:38 28/02/ :06:38 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:06: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 94 di 99

95 ARTELLO DEOLITORE BOSCH GBH 36 V LI Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :14:32 28/02/ :14:32 28/02/ :14:32 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:14: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 ARTELLO DEOLITORE BOSCH GBH 5-40 DCE Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :19:02 28/02/ :19:02 28/02/ :19:02 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:19: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 95 di 99

96 ARTELLO DEOLITORE BOSCH GBH 11 DE Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :22:08 28/02/ :22:08 28/02/ :22:08 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:22: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 SERIGLIATRICE A BATTERIA BOSCH GWS 14,4 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :24:10 28/02/ :24:10 28/02/ :24:10 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:24: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 96 di 99

97 DECESPUGLIATORE ARUNAKA V26W KAWASAKI TH 43 Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :29:20 28/02/ :29:20 28/02/ :29:20 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:29: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 RASAERBA P C BRIGSS & STRATTON Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :43:10 28/02/ :43:10 28/02/ :43:10 VECTOR m/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:43: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wh)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wh, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wh)) m/s^2 Pagina 97 di 99

98 FIAT PANDA EF 775 BR Day Hour dd//yyyy HH:mm:ss 28/02/ :51:40 28/02/ :51:40 28/02/ :51:40 VECTOR mm/s^2 Logger results User title... ain cursor 10:51: /02/2012 PEAK (Ch1, P1 (Wd)) m/s^2 RS (Ch1, P1 (Wd, Lin)) m/s^2 PEAK (Ch2, P1 (Wd)) m/s^2 Pagina 98 di 99

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni

Salute e Sicurezza sul luogo di lavoro Valori limite di Rumore e Vibrazioni Valori limite di Rumore e Vibrazioni Le Norme UE Protezione sul Lavoro entrano nel diritto tedesco Crescita del livello di Sicurezza e di tutela della Salute sul luogo di lavoro Le Norme relative alla

Dettagli

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio

5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio 5.2. Esempio di procedura per l attività di ufficio Pag. 1 di 36 DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SALUTE E LA SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO ai sensi degli artt. 17, 28 e 29 del D.lgs 81/08

Dettagli

La sicurezza sul lavoro

La sicurezza sul lavoro La sicurezza sul lavoro 1-La storia della sicurezza sul lavoro in Italia 2-I decreti legislativi 626, 81 e i successivi provvedimenti integrativi 3- Il T.U. 81 sostituisce completamente il D. Lgs. 626/94

Dettagli

Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili

Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili Gestione della sicurezza antincendio nei cantieri temporanei e mobili RICHIAMO AL TESTO UNICO PER LA SICUREZZA D.lgs.vo 9 aprile 2008 n 81 Dott. Ing Luigi ABATE DPR N NN 37 3712 12 gennaio 1998 regolamento

Dettagli

REQUISITI DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI CHE ESEGUONO LAVORI CON RISCHIO DI CADUTA DALL ALTO PRESSO LE AZIENDE CERAMICHE IMPRESE

REQUISITI DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI CHE ESEGUONO LAVORI CON RISCHIO DI CADUTA DALL ALTO PRESSO LE AZIENDE CERAMICHE IMPRESE PROTOCOLLO DI INTESA PER LA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI DA CADUTA DALL ALTO PRESSO LE INDUSTRIE CERAMICHE Allegato B REQUISITI DELLE IMPRESE E DEI LAVORATORI AUTONOMI CHE ESEGUONO LAVORI CON RISCHIO DI

Dettagli

3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO

3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO 3.2 B ANALISI DEI RISCHI E SOLUZIONI NELLA FASE LAVAGGIO FASE DI LAVORAZIONE : LAVAGGIO COD. INAIL : FATTORE DI RISCHIO : - Rischi per la salute e igienico ambientali: rumore prodotto dal motore delle

Dettagli

VERBALE DI VERIFICA DEL P.O.S. E RELATIVE DOCUMENTAZIONI

VERBALE DI VERIFICA DEL P.O.S. E RELATIVE DOCUMENTAZIONI Contratto d Appalto : Impresa Affidataria : Importo Lavori : di cui Oneri per la Sicurezza : VERBALE DI VERIFICA DEL P.O.S. E RELATIVE DOCUMENTAZIONI Responsabile dei Lavori : Coordinatore Sicurezza in

Dettagli

ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico

ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico ALLEGATO A ELENCO PREZZI DI RIFERIMENTO PER IMPIANTI TERMICI INFERIORI A 35 kw Opere di adeguamento dell impianto termico A) SOPRALLUOGHI, VISITE TECNICHE, VERIFICHE DI IMPIANTI A.1) Sopralluogo ed esame

Dettagli

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI)

DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE RISCHI DA INTERFERENZE (DUVRI) COMPITI DELLE IMPRESE E DOCUMENTAZIONE CONTRATTUALE AI SENSI DI QUANTO PREVISTO DAL D.L.GS 8108 e s.m.i. TIPOLOGIA APPALTO: SERVIZIO DI PULIZIA

Dettagli

PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA. Realizzazione della Metropolitana di., Linea..

PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA. Realizzazione della Metropolitana di., Linea.. PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) Ai sensi del D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni. Realizzazione della Metropolitana di., Linea.. Sottosistema di Impianti presso la stazione di.. Committente:.

Dettagli

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO

COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO A l l e g a t o A COMPUTO METRICO ESTIMATIVO DI RIFERIMENTO (ERRATA CORRIGE AL C.M.E. ALLEGATO ALLA GARA ED INSERITO SUL WEB) PROPRIETA ANCONAMBIENTE S.P.A. VIA DEL COMMERCIO 27, 60127 ANCONA OGGETTO OPERE

Dettagli

D) ATTI DIRIGENZIALI. Giunta regionale. 64 Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 44 - Giovedì 31 ottobre 2013

D) ATTI DIRIGENZIALI. Giunta regionale. 64 Bollettino Ufficiale. Serie Ordinaria n. 44 - Giovedì 31 ottobre 2013 64 Bollettino Ufficiale D) ATTI DIRIGENZIALI Giunta regionale D.G. Salute Circolare regionale 25 ottobre 2013 - n. 20 Indicazioni in ordine all applicazione dell accordo tra governo, regioni e province

Dettagli

AMIANTO PIANO DI LAVORO

AMIANTO PIANO DI LAVORO AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale

Dettagli

Il RIF è un marchio che l impresa potrà apporre nella sua carta intestata e nelle sue comunicazioni.

Il RIF è un marchio che l impresa potrà apporre nella sua carta intestata e nelle sue comunicazioni. 1. RIF: che cos è Il RIF (Registro dell Impresa Formativa) è lo strumento, approvato dal FORMEDIL e dalla CNCPT, collegato al sito della Banca dati formazione costruzioni (BDFC) del Formedil nel quale

Dettagli

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine

Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine INDICE 1. Premessa 2. Scopo della procedura e campo di applicazione 3. Definizioni 4. indicazioni

Dettagli

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i

Dettagli

DEMOLIZIONE EDIFICI RAFFORZAMENTI E PUNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OPERE ADIACENTI

DEMOLIZIONE EDIFICI RAFFORZAMENTI E PUNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OPERE ADIACENTI DEMOLIZIONE EDIFICI 1. DEMOLIZIONI MANUALI E1 DEMOLIZIONI STRUTTURE RAFFORZAMENTI E UNTELLAMENTI (RISANAMENTI) DISTACCO OERE ADIACENTI DEMOLIZIONE VOLTE; DEMOLIZIONE SOLAI IN LEGNO; DEMOLIZIONE SOLAI LATERO-

Dettagli

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento

Dettagli

Previsione di impatto acustico relativa a:

Previsione di impatto acustico relativa a: PROVINCIA DI MODENA COMUNE DI FIORANO M. Previsione di impatto acustico relativa a: nuovo capannone uso deposito ditta Atlas Concorde Spa ubicato in Via Viazza I Tronco - Fiorano M. (MO) Settembre 2012

Dettagli

Liceo T. Mamiani. Viale delle Milizie, 30 Roma. Febbraio 2014

Liceo T. Mamiani. Viale delle Milizie, 30 Roma. Febbraio 2014 .. Arch. Cristina Maiolati Via U. Saba,72 Roma Via Ulisse 28 S. F. Circeo (LT) c. maiolati@tiscali.it DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI redatto ai sensi dell art. 26 C. 3 del D.Lgvo. 81/08 Febbraio 2014

Dettagli

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DECRETO 24 gennaio 2011, n. 20: Regolamento recante l'individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio, ricarica, manutenzione,

Dettagli

CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI

CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI Corso di laurea in Ingegneria Edile CORSO DI SICUREZZA NEI CANTIERI Anno Accademico 2011/2012 Definire: Obbiettivi della lezione Rischi Interferenziali - DUVRI e PSC Rischi Propri - POS Conoscere gli aspetti

Dettagli

LAVORI IN QUOTA: I SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO

LAVORI IN QUOTA: I SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO LAVORI IN QUOTA: I SISTEMI DI PROTEZIONE CONTRO LE CADUTE DALL ALTO l dilucarossi, Ricercatore, Dipartimento Tecnologie di Sicurezza, ex-ispesl Osservatorio a cura dell Ufficio Relazioni con il Pubblico

Dettagli

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali

OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali Lettera Rischi Interferenziali Spett.le Ditta Appaltatrice Ditta Subappaltatrice Luogo, Data 2 OGGETTO: Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenziali In relazione alla necessità di una possibile

Dettagli

GRUPPO. Sicurezza per scelta

GRUPPO. Sicurezza per scelta Ge.Ma. Sicurezza per scelta Ge. Ma. la Qualità e la Sicurezza sono valori che costruiamo insieme a te GE.MA. company profile UN OCCHIO APERTO SUL FUTURO UNA REALTÀ DINAMICA, UN MODELLO EVOLUTO DI CONSULENZA

Dettagli

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA

COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA COME E FATTA E COME DEVE ESSERE APPOSTA E composta dalla sigla CE e, nel caso un Organismo Notificato debba intervenire nella fase del controllo della produzione, contiene anche il numero d identificazione

Dettagli

ORARIO DI LAVORO DEI LAVORATORI MOBILI NEL SETTORE TRASPORTI

ORARIO DI LAVORO DEI LAVORATORI MOBILI NEL SETTORE TRASPORTI ORARIO DI LAVORO DEI LAVORATORI MOBILI NEL SETTORE TRASPORTI Sommario: 5064.0 QUADRO GENERALE 5064.1 ORARIO DI LAVORO 5064.1.1 Durata dell'orario di lavoro settimanale 5064.1.2 Riposi intermedi 5064.1.3

Dettagli

ICUREZZA SUL LAVORO E CONDOMINIO

ICUREZZA SUL LAVORO E CONDOMINIO professione sicurezza ICUREZZA SUL LAVORO E CONDOMINIO 2 Le norme applicabili sono previste nel Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81) Sicurezza sul lavoro

Dettagli

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott.

RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013. Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO. Curatore Dott. RELAZIONE SINTETICA DI STIMA ELETTRO 33 S.P.A. Procedura N 89/2013 Giudice Delegato: Dott. Vito FEBBRARO Curatore Dott.ssa Elena MOGNONI Facciamo seguito all incarico conferitoci dalla Dott.ssa Elena MOGNONI

Dettagli

codice descrizione un. mis. pr. unit.

codice descrizione un. mis. pr. unit. 01.P24.A10.005 Nolo di escavatore con benna rovescia compreso manovratore, carburante, lubrificante, trasporto in loco ed ogni onere connesso per il tempo di effettivo impiego, della capacita' di m³ 0.500

Dettagli

QUESTIONARIO PER RACCOLTA DATI E INFORMAZIONI DI POTENZIALI IMPRESE APPALTATRICI PER LAVORI, SERVIZI ORDINARI E FORNITURE SERVIZI

QUESTIONARIO PER RACCOLTA DATI E INFORMAZIONI DI POTENZIALI IMPRESE APPALTATRICI PER LAVORI, SERVIZI ORDINARI E FORNITURE SERVIZI Pag. 1/6 SETTORI DI INTERESSE LAVORI SERVIZI Elettrici Impianti fotovoltaici Idraulici Edili Stradali Pulizie Tappezzerie Tinteggiatura e verniciatura Carpenteria metallica FORNITURE Cavi elettrici bt

Dettagli

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni

I LAVORI IN QUOTA. Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008. I Dispositivi di Protezione Individuale. Problematiche e soluzioni Expo Edilizia - Roma, 14 novembre 2008 I LAVORI IN QUOTA I Dispositivi di Protezione Individuale Problematiche e soluzioni Luigi Cortis via di Fontana Candida 1, 00040 Monte Porzio Catone (Roma) telefono

Dettagli

F10101 Autovetture Compresi ricambi e materiali di consumo. F10201 Veicoli Commerciali Pesanti (autotelaio) Compresi ricambi e materiali di consumo

F10101 Autovetture Compresi ricambi e materiali di consumo. F10201 Veicoli Commerciali Pesanti (autotelaio) Compresi ricambi e materiali di consumo BARRARE CATEGORIA DI INTERESSE CATEGORIA ISCRIZIONE DESCRIZIONE NOTE VEICOLI F10101 Autovetture F10201 Veicoli Commerciali Pesanti (autotelaio) F10301 Veicoli Commerciali Leggeri (autotelaio) F10501 Macchine

Dettagli

Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche. A.N.A.AM. Scuola. Associazione Nazionale Assistenti Amministrativi

Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche. A.N.A.AM. Scuola. Associazione Nazionale Assistenti Amministrativi A tutti i Colleghi Assistenti Amministrativi delle Segreterie Scolastiche Italiane RIVENDICHIAMO LA QUALIFICA DI VIDEOTERMINALISTA CON UNA PETIZIONE ON LINE AL MINISTERO. Lavoriamo con il computer ma non

Dettagli

ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L

ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L ELENCO INDICATIVO E NON ESAUSTIVO DEGLI OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.L. 81/2008 (PER L ELENCO ESAUSTIVO CONSULTARE SEMPRE LA NORMATIVA) - Nomina Rspp Responsabile servizio prevenzione e

Dettagli

LAVORO AI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI

LAVORO AI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI LA SICUREZZA NELL UTILIZZO DEI VIDEOTERMINALI DEFINIZIONI LAVORO AI VIDEOTERMINALI VIDEOTERMINALE (VDT): uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

Dettagli

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento Servizio di Economato

PROVINCIA DI ROMA. Regolamento Servizio di Economato PROVINCIA DI ROMA Regolamento Servizio di Economato Adottato con delibera del Consiglio Provinciale: n. 1111 dell 1 marzo 1995 Aggiornato con delibera del Consiglio Provinciale n. 34 del 12 luglio 2010

Dettagli

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO

OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO CORSO DI INFORMAZIONE PER STUDENTI PREVENZIONE E SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI OPERE PROVVISIONALI CADUTE DALL ALTO DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE MEDICA Servizio Prevenzione Ambienti Lavoro RISCHI DI CADUTA

Dettagli

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI

OPERE SPECIALI PREFABBRICATI OPERE SPECIALI PREFABBRICATI (Circ. Min. 13/82) ISTRUZIONI SCRITTE (Articolo 21) Il fornitore dei prefabbricati e della ditta di montaggio, ciascuno per i settori di loro specifica competenza, sono tenuti

Dettagli

LINEA GUIDA. Per la scelta, l uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le CADUTE DALL ALTO SISTEMI DI ARRESTO CADUTA

LINEA GUIDA. Per la scelta, l uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le CADUTE DALL ALTO SISTEMI DI ARRESTO CADUTA LINEA GUIDA Per la scelta, l uso e la manutenzione di dispositivi di protezione individuale contro le CADUTE DALL ALTO SISTEMI DI ARRESTO CADUTA LINEA GUIDA Per la scelta, l uso e la manutenzione di dispositivi

Dettagli

Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive. Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici 2009-0303

Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive. Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici 2009-0303 Come ha detto? Pacchetto didattico sul rumore e sulle lesioni uditive Esercizi di approfondimento 60 minuti semplici Obiettivo Gli studenti sono in grado di approfondire in maniera corretta informazioni

Dettagli

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista

Aquaflex Roof. Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista Membrana elastica liquida con fibre, pronta all uso, per impermeabilizzare in continuo superfici da lasciare a vista CAMPI DI APPLICAZIONE Impermeabilizzazione di: coperture piane; balconi e terrazzi;

Dettagli

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell

Dettagli

DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81

DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008, N. 81 Testo coordinato con il Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute

Dettagli

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56

CODICE FISCALE: DNG LDA 65R17 F205S PARTITA IVA: 12131140159 Corso Matteotti, 56 20081 ABBIATEGRASSO (MI) Tel/Fax: 02.94.60.85.56 Cosa devo fare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro se assumo il primo dipendente/collaboratore? Come datore di lavoro devo: 1. valutare i rischi a cui andrà incontro questa persona compiendo il

Dettagli

POS: Piano Operativo di Sicurezza. D.Lgs 81/08 art. 96 c.1. Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici

POS: Piano Operativo di Sicurezza. D.Lgs 81/08 art. 96 c.1. Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici Servizio Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Mantova D.Lgs 81/08 art. 96 c.1 Contenuti minimi del POS in presenza di rischi elettrici Azienda Sanitaria

Dettagli

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

- Seminario tecnico -

- Seminario tecnico - Con il contributo di Presentano: - Seminario tecnico - prevenzione delle cadute dall alto con dispositivi di ancoraggio «linee vita» Orario: dalle 16,00 alle 18,00 presso GENIOMECCANICA SA, Via Essagra

Dettagli

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com

CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO. kio-polieco.com CHIUSINO IN MATERIALE COMPOSITO kio-polieco.com Group ha recentemente brevettato un innovativo processo di produzione industriale per l impiego di uno speciale materiale composito. CHIUSINO KIO EN 124

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E RELATIVE MISURE ADOTTATE PER L ELIMINAZIONE DELLE INTERFERENZE DERIVANTI DA ATTIVITÀ IN APPALTO E SUBAPPALTO (ai sensi dell articolo 26 del D.Lgs. 81/2008) Allegato

Dettagli

CORSO ANTINCENDIO BASE

CORSO ANTINCENDIO BASE Evento formativo Corso di addestramento CORSO ANTINCENDIO BASE 1. Premessa Il D.Lgs. 81/2008 e D.M. 10.03.98 stabiliscono, tra l altro, i criteri per la valutazione dei rischi incendio nei luoghi di lavoro

Dettagli

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122 MINISTERO DELLA SALUTE UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE DELL ORGANIZZAZIONE E DEL BILANCIO UFFICIO VIII EX DGPOB LOTTO 2. AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA DELLA SEDE DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI Settore Industria e Artigianato Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica Nell indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento

Dettagli

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario

Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Test di ergonomia Valutazione del carico posturale nel lavoro sedentario Il lavoro sedentario può essere all origine di vari disturbi, soprattutto se il posto di lavoro è concepito secondo criteri non

Dettagli

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge

Dettagli

- SALTUARIASALTUARIA-OCCASIONALE

- SALTUARIASALTUARIA-OCCASIONALE LA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI IN EDILIZIA LA VALUTAZIONE DEI RISCHI L art. 168 definisce per il DDL una sequenza di azioni PARTENDO DAL POSTO DI LAVORO: 1) Individuazione e valutazione ATTIVA ai

Dettagli

Capitolato Tecnico. Pagina 1

Capitolato Tecnico. Pagina 1 Gara a procedura aperta per l affidamento dei servizi di facchinaggio della sede di SACE sita in Roma Piazza Poli 37/42 - CIG 5778360584 Pagina 1 1 PREMESSA 3 2 Oggetto dell Appalto 3 3 Durata dell Appalto

Dettagli

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO SICUREZZA SUL LAVORO In-Formare è già prevenire Questo Mini-Manuale è aggiornato alle più recenti disposizioni 2014 sulla salute, l igiene e la sicurezza sul lavoro: Testo Unico, D.Lgs. 81/2008 e, in particolare,

Dettagli

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE

PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri PRODOTTI DA COSTRUZIONE CON L OBBLIGO DI DOP E MARCATURA CE (elenco aggiornato al 31 luglio 2014) ACCIAI e altri Acciai per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte (laminati, tubi senza saldatura, tubi

Dettagli

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI

ALLEGATO XV. Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1. DISPOSIZIONI GENERALI ALLEGATO XV Contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili 1.1. - Definizioni e termini di efficacia 1. DISPOSIZIONI GENERALI 1.1.1. Ai fini del presente allegato si intendono

Dettagli

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI Allegato 1 COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI REGOLAMENTO PER LA DOTAZIONE FINANZIARIA COMUNALE PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E DI FUNZIONAMENTO IN FAVORE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PRIMARIA

Dettagli

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013

Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Seminario Tecnico Piacenza 31/01/2013 Misure di prevenzione e protezione collettive e individuali in riferimento al rischio di caduta dall alto nei cantieri edili A cura dei Tec. Prev. Mara Italia, Marco

Dettagli

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI

CADUTA DALL ALTO E LINEE VITA LA LEGGE PAROLARI CORSO DI AGGIORNAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI IN MATERIA DI SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI ALLA LUCE DELL ENTRATA IN VIGORE DEL NUOVO TESTO UNICO SULLA SICUREZZA D.Lgs. 9 aprile

Dettagli

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI

Num.Ord. TARIFFA E L E M E N T I unitario TOTALE ANALISI DEI PREZZI pag. 2 Nr. 1 CHIUSURA MASSICCIATA STRADALE eseguita con fornitura e messa in opera di materiale D.0001.3 di saturazione formato esclusivamente con pietrisco minuto di cava dello spessore di mm 0-2, rispondente

Dettagli

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008

PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI. ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008 PROCEDURE STANDARDIZZATE PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI ai sensi dell art. 29 D.Lgs. 81/2008 1 INDICE I. Procedura standardizzata per la valutazione dei rischi ai sensi dell articolo 6, comma 8, lettera

Dettagli

Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE

Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare quando si utilizza una PLE AMBIENTE LAVORO 15 Salone della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro BOLOGNA - QUARTIERE FIERISTICO 22-24 ottobre 2014 Principali norme e buona prassi relative agli strumenti di sicurezza da attivare

Dettagli

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote

Linee guida per il montaggio e smontaggio di. ponti a torre su ruote Opere Provvisionali Linee guida per il montaggio e smontaggio di ANVVFC,, Presidenza Nazionale, dicembre 2008 pag 1 Il DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 (Pubblicato sulla G.U del 30 aprile 2008)

Dettagli

PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli)

PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli) SCHEDA TECNICA N 25 PONTE SU RUOTE A TORRE (trabattelli) SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V I A M A S S A R E N T I, 9-4 0 1 3 8 B O L O G N A 0 5 1. 6 3. 6 1 4. 5 8 5 - FA X 0 5 1. 6 3. 6 4. 5 8 7 E-mail:

Dettagli

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A.

BBC Betonrossi Basic Concrete a cura di Luigi Coppola e del Servizio Tecnologico di Betonrossi S.p.A. 22 IL CONTROLLO DELLA QUALITA DEL CALCESTRUZZO IN OPERA S e i risultati del controllo di accettazione dovessero non soddisfare una delle disuguaglianze definite dal tipo di controllo prescelto (A o B)

Dettagli

Ambiente e Sicurezza Innovazione Miglioramento Sostenibile CATALOGO FORMAZIONE

Ambiente e Sicurezza Innovazione Miglioramento Sostenibile CATALOGO FORMAZIONE Ambiente e Sicurezza Innovazione Miglioramento Sostenibile CATALOGO 2015 FORMAZIONE HSE - HEALTH SAFETY ENVIRONMENT Salute e Sicurezza RLS - Formazione Base S.S.1 32 RLSA S.S.2 64 RLS - Aggiornamento S.S.3

Dettagli

DENUNCIA/COMUNICAZIONE DI INFORTUNIO (art. 53, d.p.r. 30/06/1965 n. 1124 - art. 18, comma 1, lettera r, d.lgs. 09/04/2008 n. 81)

DENUNCIA/COMUNICAZIONE DI INFORTUNIO (art. 53, d.p.r. 30/06/1965 n. 1124 - art. 18, comma 1, lettera r, d.lgs. 09/04/2008 n. 81) Mod. 4 bis - Prest. DENUNCIA/COMUNICAZIONE DI INFORTUNIO (art. 53 d.p.r. 30/06/1965 n. 1124 - art. 18 comma 1 lettera r d.lgs. 09/04/2008 n. 81) Alla Sede INAIL INAIL TIMBRO DI ARRIVO Data di spedizione

Dettagli

SP 73 DELLA SERRA Interventi urgenti di adeguamento dell' attraversamento idraulico al km 2+800 e al km 4+800

SP 73 DELLA SERRA Interventi urgenti di adeguamento dell' attraversamento idraulico al km 2+800 e al km 4+800 SP 73 DELLA SERRA Interventi urgenti di adeguamento dell' attraversamento idraulico al km 2+800 e al km 4+800 n ordine codice descrizione un. mis. quantità pr. unit. importo 1 01.P24.A10.005 Nolo di escavatore

Dettagli

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998

Dettagli

ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI

ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI ISTITUTO AUTONOMO PER LE CASE POPOLARI DELLA PROVINCIA DI CASERTA SETTORE TECNICO UFFICIO PROGETTAZIONE INTERVENTI E.R.S. E M.O. LAVORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA EDILE ELENCO PREZZI UNITARI RESP. UFFICIO

Dettagli

Guida non vincolante alle buone pratiche per la comprensione e l applicazione della direttiva 92/57/CEE

Guida non vincolante alle buone pratiche per la comprensione e l applicazione della direttiva 92/57/CEE Guida non vincolante alle buone pratiche per la comprensione e l applicazione della direttiva 92/57/CEE (direttiva «Cantieri») L Europa sociale Commissione europea Questa pubblicazione è sostenuta dal

Dettagli

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile

...LEGGETE I DATI TECNICI E CAPIRETE... intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO. per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile MATERIALI A BASE DI CALCE NATURALE PER IL RESTAURO E IL RISANAMENTO scheda tecnica per restauro, ristrutturazioni e nuova edilizia civile intonaco idrofobizzato colorato IL MASSETTO CALDO PRODOTTO PER

Dettagli

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO 1. Direttiva 66/401/CEE: commercializzazione sementi di piante foraggere 2. Direttiva 66/402/CEE: commercializzazione di sementi di cereali 3. Direttiva

Dettagli

Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture

Aprile 2007. Prevenzione dei rischi di caduta dall alto nei lavori di manutenzione in quota su pareti e coperture LINEE GUIDA RELATIVE ALLE MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE DA PREDISPORRE NEGLI EDIFICI PER L ACCESSO, IL TRANSITO E L ESECUZIONE DEI LAVORI DI MANUTENZIONE IN QUOTA IN CONDIZIONI DI SICUREZZA Aprile 2007

Dettagli

GARANZIA LEGALE DEL VENDITORE

GARANZIA LEGALE DEL VENDITORE GARANZIA LEGALE DEL VENDITORE Tutti i prodotti che compri da Apple, anche quelli non a marchio Apple, sono coperti dalla garanzia legale di due anni del venditore prevista dal Codice del Consumo (Decreto

Dettagli

LAMPADE A VAPORI DI MERCURIO AD ALTA PRESSIONE

LAMPADE A VAPORI DI MERCURIO AD ALTA PRESSIONE Pag. 1 di 20 LAMPADE A VAPORI DI MERCURIO AD ALTA PRESSIONE Funzione Responsabile Supporto Tecnico Descrizione delle revisioni 0: Prima emissione FI 00 SU 0002 0 1: Revisione Generale IN 01 SU 0002 1 2:

Dettagli

IMPIANTI ELETTRICI CIVILI

IMPIANTI ELETTRICI CIVILI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE Facoltà di Architettura Corso di Fisica Tecnica Ambientale Prof. F. Sciurpi - Prof. S. Secchi A.A. A 2011-20122012 IMPIANTI ELETTRICI CIVILI Per. Ind. Luca Baglioni Dott.

Dettagli

LE CADUTE DALL ALTO E

LE CADUTE DALL ALTO E LE CADUTE DALL ALTO E LA RESPONSABILITÀ DEGLI AMMINISTRATORI A.U. Salvatore Ruocco Lecce, 15 febbraio 2014 PROGRAMMA 1) Rischio caduta: normativa e soggetti coinvolti 2) UNI EN 795 e dispositivi di ancoraggio

Dettagli

TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO. Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future.

TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO. Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future. TERMOMETRO DIGITALE MODELLO TE01B MANUALE D USO Leggere attentamente le istruzioni prima dell utilizzo o conservarle per consultazioni future. ATTENZIONE: Utilizzare il prodotto solo per l uso al quale

Dettagli

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997)

CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) CERTIFICATO ACUSTICO DI PROGETTO (D.P.C.M. 5 dicembre 1997) Progetto per la realizzazione di: Edificio residenziale Località: Ancona Indirizzo: via Menicucci, 3 Il tecnico competente Ancona, 20/09/2011

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

SALUTE E SICUREZZA nell autotrasporto: le condizioni psicofisiche

SALUTE E SICUREZZA nell autotrasporto: le condizioni psicofisiche SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA ROMAGNA Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna Dipartimento di Sanità Pubblica SALUTE E SICUREZZA nell autotrasporto: le condizioni psicofisiche Giorgio Ghedini Medico

Dettagli

Interruttori di posizione precablati serie FA

Interruttori di posizione precablati serie FA Interruttori di posizione precablati serie FA Diagramma di selezione 01 08 10 11 1 15 1 0 guarnizione guarnizione esterna in esterna in gomma gomma AZIONATORI 1 51 5 54 55 56 5 leva leva regolabile di

Dettagli

Sicurezza nei lavori in quota linee Vita

Sicurezza nei lavori in quota linee Vita Sicurezza nei lavori in quota linee Vita Enrico Bernardi e Michele Cannata www.anticaduta.com* Le necessità di manutenzione oppure di accesso a vario titolo ad una coperutra determinano importanti problemi

Dettagli

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE UNIVERSITA' DEGLI STUDI SASSARI UFFICIO TECNICO LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, RESTAURO CONSERVATIVO E ADEGUAMENTO NORMATIVO DELL EDIFICIO SITO IN SASSARI IN LARGO PORTA NUOVA DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE

Dettagli

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA)

Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Contenuti dello studio di impatto ambientale (SIA) Ai progetti sottoposti alla procedura di impatto ambientale ai sensi degli articoli 52 e seguenti, è allegato uno studio di impatto ambientale, redatto

Dettagli

Cagliari, 22 luglio 2010

Cagliari, 22 luglio 2010 Cagliari, 22 luglio 2010 L azione dell Ance L Associazione Nazionale Costruttori Edili si è da sempre posta l obiettivo di supportare le imprese associate nella adozione di strumentazione organizzativa

Dettagli

Decreto 10 ottobre 2008 (G.U. Serie Generale n. 288 del 10 dicembre 2008)

Decreto 10 ottobre 2008 (G.U. Serie Generale n. 288 del 10 dicembre 2008) Decreto 10 ottobre 2008 (G.U. Serie Generale n. 288 del 10 dicembre 2008) Disposizioni atte a regolamentare l'emissione di aldeide formica da pannelli a base di legno e manufatti con essi realizzati in

Dettagli

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO

EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO EFFETTI FISIOPATOLOGICI DELLA CORRENTE ELETTRICA SUL CORPO UMANO Appunti a cura dell Ing. Emanuela Pazzola Tutore del corso di Elettrotecnica per meccanici, chimici e biomedici A.A. 2005/2006 Facoltà d

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI E PIATTAFORME ELEVATRICI Introduzione Le dimensioni delle cabine degli ascensori debbono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti,

Dettagli

LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447

LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447 Legge 447/95 LEGGE 26 OTTOBRE 1995, N. 447 Legge quadro sull'inquinamento acustico. (Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 30 ottobre 1995, n. 254) Art. 1. Finalità della legge. 1. La presente legge stabilisce

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE (L.R. n 89/98 art 2.2, D.R. n 77/2000 Parte 3 e L. 447/95) Il Dirigente GEOL. ROBERTO FERRARI Approvato con deliberazione del C.C. n. 14 del 13/02/2008 1 TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI MANUALE DI GESTIONE Breve descrizione del canile (fabbricati: box, locali accessori). Modalità di approvvigionamento idrico e smaltimento reflui animali. Individuazione responsabile generale (titolare)

Dettagli

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione).

(Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). (Gli asterischi indicano punti di interesse per i disabili visivi o modifiche richieste nel caso che la circolare fosse sottoposta a revisione). CIRCOLARE N 4 del 1 MARZO 2002 OGGETTO: Linee guida per

Dettagli

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

- PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - PARTE SPECIALE G- I REATI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO G.1. I reati di cui all art. 25 septies del D.Lgs. n. 231/2001 La Legge 3 agosto 2007, n. 123, ha introdotto l art. 25 septies del

Dettagli

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata)

Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) Guida all applicazione (spruzzatura ad aria nebulizzata) 1 Spruzzo convenzionale (aria nebulizzata) Una pistola a spruzzo convenzionale è uno strumento che utilizza aria compressa per atomizzare ( nebulizzare

Dettagli