Bruno DUCOLI. Presidente del Centre de Rencontre et de Ressourcement di Gargnano (Brescia)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Bruno DUCOLI. Presidente del Centre de Rencontre et de Ressourcement di Gargnano (Brescia)"

Transcript

1 Bruno DUCOLI Presidente del Centre de Rencontre et de Ressourcement di Gargnano (Brescia) Dalle isole culturali al continente umano Vorrei cominciare anch io col ricordare il dramma che è accaduto una settimana fa in una parte molto importante del mondo. Ho l impressione infatti che da quel momento e a partire da quel dramma abbiamo veramente cambiato di secolo e i concetti che saremo portati a usare anche oggi abbiano perso, non so se definitivamente, la loro innocenza. Credo di avere contribuito, e non necessariamente in italiano, a dare un pó di innocenza a questi concetti con un ottimismo di stampo forse troppo illuministico. Anche per questa piccola responsabilità, improvvisamente e con tutta la modestia della mia persona, mi è venuto in mente spesso in questi giorni il titolo del libro di Arthur Miller Dopo la caduta. Mi pare di avere in bocca parole ferite, piagate "dalla caduta", perché New York è, nel bene e nel male, il più vasto assortimento di popoli, di razze e di culture; un vero campionario d umanità. Ho l impressione che, toccando New York, questa tragedia, con la sua organizzazione lucidamente folle, abbia fatto vacillare, direttamente o indirettamente, una certa ipotesi del futuro. Anche di questa ipotesi oggi, "dopo la caduta", dobbiamo parlare con meno innocenza, addirittura con più precauzione. Ricostruire l innocenza, semmai sarà possibile, rappresenterà un impegno di lungo respiro. Un pó come quando, abbandonata la sera, bisogna attraversare tutta la notte per raggiungere altra luce. Vorrei cominciare con voi questo processo quasi penitenziale, certamente sofferto, sviluppando quattro punti. Il primo riguarda una proposta di igiene del linguaggio. Un esercizio del quale non vi sfuggirà certamente l importanza. Guardando il titolo generale del seminario ci accorgiamo che annuncia "Giovani e Intercultura", ma subito dopo il sottotitolo recita: Nella società multietnica quale futuro comune per i giovani?". Mi perdoneranno gli organizzatori, ma credo di dover difendere la convinzione che intercultura e multietnicità non siano proprio la stessa cosa e che sia addirittura pericoloso darli come sinonimi. Mi viene dunque voglia di spendere una parola per tentare di riconcettualizzare, con la sobrietà impostami dal mio tempo di parola, queste due parole di uso relativamente recente. Lasciarle nel limbo dell indifferenziato non è mi pre del tutto innocente. Una certa igiene del linguaggio, ne converrete, è importante anche solo per potersi capire. Tanto più in Italia, dove il fenomeno migratorio è recente, attravers una fase magmatica e dove sulle pagine dei nostri mass-media succede di sorprendere ogni tanto delle aberrazioni che sarebbe appunto igienico e opportuno evitare. Conviene invitare i nostri giornalisti - vedo che in sala ce n è qualcuno - ad essere un po più prudenti e un po più precisi sull argomento. Visto che l immigrazione s istalla durevolmente e massicciamente nelle nostre contrade, ne va del futuro di tutti e del nostro paese. Precisato il mio piccolo parere sulle parole del titolo, mi permetterete di interrogare anche la convinzione che noi siamo già in una società multietnica. In verità pare a me che noi - almeno in Italia, ma anche in Europa (sull argomento gli Stati Uniti, l Australia, il Canada vivono, e da tempo, un altra temperie culturale) - siamo oggi agli inizi di un lento, laborioso e rischioso processo verso una società che preferisco definire multiculturale. Perché? Perchè il concetto di etnia, quale esce dai libri di antropologia generale, molto meno da quelli dell antropologia culturale, è troppo vasto e quindi si presta un pó a tutto. Per avere vissuto all estero tanto tempo, conosco le distorsioni e le generalizzazioni a cui sono andate incontro quelle società che hanno ospitato i nostri emigranti quando pigiavano gli italiani in una sola etnia. Io, ad esempio, sono lombardo e montanaro, ma ogniqualvolta i belgi mi incontravano, per pigrizia o per ignoranza, credevano di incontrare un siciliano. E inevitabilmente mi chiedevano dove tenessi il cotiddu, il coltello. Immaginate che cosa puó succedere con etnie più lontane e meno conosciute. Questo succedeva e ci succede perchè il concetto di etnia è troppo polisemico, è un ombrello che raccoglie sotto di sè troppe realtà per poter

2 distinguerle e descriverle bene tutte e quindi è scarsamente operativo. Il concetto di cultura mi sembra invece più ricco, più sfumato, più circoscritto e alla fine più disponibile a definire i comportamenti e le ragioni delle scelte con una certa precisione. Parlare di società multiculturale mi pare dunque più pertinente, essendo l etnicità un concetto troppo poco sfumato: un ammasso di contenuti che sono concettualmente poco operabili. Pensare e trattare, inoltre, l Italia come se fosse già una nazione o anche solo un territorio multietnico e, in sottordine multiculturale, ho l impressione che ci metta nell illusione di poter far l economia della fatica di un processo che sarà lungo e difficile, e che contribuisca ad occultare il rischio che esso comporta. E allora preferisco dire semplicemente che l Italia, da qualche decennio, è entrata in questo processo e comincia a farne l apprendistato. Comincia, cioè a elaborarlo e a capirne la complessità. Sarà pertanto opportuno non dimenticare che l esito del processo, cioè la qualità della società multiculturale verso la quale siamo irreversibilmente, questo sì, avviati, dipenderà da come attraversiamo le tappe che ad esso conducono e da quali condizioni creeremo perché questo processo diventi trasparente e il suo esito interessante per tutti, per chi c è e per chi sopravviene. Permettetemi a questo punto di spendere due parole sulle tappe di questo processo, che sono, almeno nei loro tratti generali, prevedibili perché già successe altrove. Le tappe saranno poi espresse in italiano perchè è in Italia e non altrove che saranno vissute. Ogni nazione ha infatti un suo modo di abitare queste tappe, di articolarle e, naturalmente, di superarle. Una delle cose che mi colpisce quando giro l Europa è che una stessa cultura d origine - poniamo quella marocchina che conosco meno peggio - trapiantate in Spagna, in Germania, in Olanda in Belgio, in Inghilterra o in Italia dànno origine a delle sintesi talmente diverse da apparire essere un altra cosa. Nel dialogo tra le culture si verifica un alterazione chimica particolare che fa sì che il composto, il risultato finale sia diverso e, quindi, diverse siano, almeno in parte, anche le tappe che ad esso conducono. La prima tappa consiste, a mio avviso, nel prendere coscienza, e collettivamente, che una maniera univoca, spesso addirittura uniformizzante, di fare società volge al termine. E stato lo sforzo di dover fare stato-nazione che ha prodoto e imposto questa uniformità basata su delle unità rigide di territorio, di lingua, di religione e di cultura. Queste unità tradizionali, utili in una certa stagione dell evoluzione di un popolo, sembrano volgere al termine ora che lo stato-nazione si trova ad essere conteso dal basso (le regioni) e dall alto (l Unione europea), aprendo il periodo del non più e del non ancora. Noi siamo ormai in questa zona di mezzo, tra il non più e il non ancora, che Durkheim diceva caratterizzata dall anomia. Si tratta di un concetto importante, mi pare, perché il periodo anomico tocca tutti con intensità diverse, ma soprattutto la gioventù. Ed arriviamo cosí lentamente al tema. Sono i giovani che, disponendo di convinzioni e di un assise dei loro pensieri meno strutturato perchè in formazione, quindi, più aperto al divenire, sono colpiti più profondamente dal fenomeno dell anomia. La scuola ha esattamente in questo momento un grosso ruolo da svolgere. Come gestire l anomia, come dare a questi giovani la convinzione che sono dei creatori, e invitarli a dare vita ad una patria culturale nuova, comune, la cui produzione non deve accontentarsi del minimo comune denominatore, ma tendere al massimo comune multiplo? E qui, quello che l assessore Alfieri diceva mi sembra di grande pertinenza. Non basta giustapporre delle culture e farne una polpetta di folklore. Occorre che intervenga un dialogo, che si sviluppi una nuova capacità di fare scambio e di soggiornarvi a lungo. Ho l abitudine di chiamare lo scenario aperto da questa opportunità "tavola rotonda delle culture". Se questa metafora contiene qualcosa di utile, siamo invitati tutti a diventare capaci di attraversare l anomia rendendo possibile l alba di una società futura disponibile a dar adito, a dare inizio a una comune storia. Ma allora bisognerà veramente, per non soccombere a due tentazioni alle quali i giovani sono confrontati, cercare di non lasciarli soli in questo delicato processo. Le due tentazioni sono: la fuga in avanti di tipo sincretistico e a nessuno spero sfuggirà il pericolo di una tale prospettiva. Non è confondendo le culture che noi creeremo qualcosa di nuovo, ma mettendole in serio dialogo e articolando tra loro un serrato confronto. L altra è quella della difesa identitaria ad oltranza. La crispazione identitaria si ha ogni volta che una parte importante della società cede alla fuga in avanti. Si puó essere sicuri che, minacciata da questo pericolo, la maggioranza della società si inarca su se stessa, si irrigidisce

3 e dà vita a delle reazioni che possono anche essere terribilmente violente. Siccome l operazione nella quale siamo irreversibilmente impegnati raggiunge l intimità dei popoli, bisogna organizzarsi per decidere insieme che cosa della nostra cultura possiamo abbandonare e che cosa vi vogliamo importare. Se è vero che le società future avranno un profilo diverso, è altrettanto vero che alcune regole della struttura sociologica delle società in generale dovranno restare. Per esempio non potrà sparire, o anche solo allentarsi, la coesione sociale. Non dimenticare mai - ed è la terza riflessione che vorrei proporvi - che costruire una società multiculturale richiede almeno di tener fermo un principio che sarà bene avere chiaro, perché l ho verificato, me lo sono studiato, l ho fatto mio: noi abbiamo tanto bisogno degli altri, quanto gli altri hanno bisogno di noi". Mi pare che questo principio sia indispensabile per strutturare lo scambio tra uguali, uno scambio basato sulla regola della reciprocità, a cui sarebbe pericoloso rinunciare. A questa ideale tavola rotonda delle culture, che è favorita dall attuale evoluzione del nostro mondo ormai diventato mediaticamente copresente, telepresente a se stesso, noi possiamo sedere con l ambizione di dare origine ad una nuova circolazione della parola ma, appunto per questo, ciascuno ha il dovere di dire una parola autentica su sé. Non è assentandoci dalla nostra sedia che noi arricchiremo gli altri, ma prendendo coscienza e approfondendo la base antropologica che ci ha costruiti come siamo. Permettetemi di confessarvi quanto sia preoccupato dalle conversioni che si operano verso il buddhismo, meno in Italia, ma soprattutto nella laicissima Francia, perché mi paiono delle autentiche fughe. Intendiamoci bene, accetto volentieri il principio della conversione, la libertà di adesione a credi diversi mi pare veramente costitutivo delle libertà moderne, mi resta peró l impressione che le conversioni degli occidentali nascano, in questo momento, da un senso di colpa che non solo ha poche ragioni d essere ma che soprattutto andrebbe verificato meglio sul piano storico, con più serietà e più profondità. E allora mi pareva, mi pare, continua a sembrarmi che il principio "io ho tanto bisogno dell altro, quanto l altro ha bisogno di me" sia un richiamo al principio di reciprocità e contenga una sua ricca fecondità perché integra la convinzione che anche l altro, ogni altro, ha bisogno della parola di senso che io formulo a partire dalla tradizione che mi ha nutrito e che mi porta. Se io gliela faccio mancare, lo impoverisco e finisco per dargli esattamente quello di cui non ha bisogno, uno scimmiottamento. Bisognerà veramente che noi si torni a scavare nel nostro patrimonio assiologico per riscoprire le ragioni della nostra cultura che, invero e nonostante le sue complicate vicissitudini storiche, è stata quella che ha resa bella e grande questa parte del mondo. Bisognerà capire più in profondità, fare uno sforzo di introspezione culturale, per diventare capaci di fornire una parola piena che traduca il senso della nostra Weltanschauung, non per imporla universalmente ma perchè, pur nella sua parzialità e riconoscendola legata alla nostra geografia e alla nostra storia, contiene qualcosa da offrire al villaggio globale in una maniera generosa e nel contempo umile e fiera. Entrare in dialogo con le altre culture con una coscienza umilmente fiera, mi pare essere oggi uno degli atteggiamenti fondamentali per l Occidente. Anche per sfumare o sfatare l impressione del tutto all economia che sembra essere quella che ormai ci rappresenta nel mondo. E allora nell esercizio concreto di questa tavola rotonda sarà importante apprendere noi, e insegnare ai nostri giovani, ad intervenire con un senso sereno del nostro essere relativi, ma senza ombra alcuna di relativismo. Mi resta, invece, l impressione che purtroppo ci sia poco senso del relativo e tanto relativismo. La differenza consiste nel fatto che il relativo si impara sentendosi in relazione fondamentale con chi è diverso e riconoscendo il debito culturale che ci abita. In inglese si chiamano relatifs, i parenti, i vicini di sangue, quelli a cui ci lega un rapporto di parentela. Sentirsi relativi ci fa capire che è vero che io non sono tutto, ma che è anche vero che nella relazione con altri apporti, anch essi frutto dello sforzo umano di dare un senso all avventura umana, riesco a completarmi e a diventare ricco delle conquiste altrui e miglioro la mia tradizione. Il relativismo è invece la malattia di una certa gestione del relativo che, conducendo facilmente al nihilismo, rende sterile ogni dialogo. Se tutto è uguale perchè è impossibile raggiungere qualcosa di definitivo, muore la condizione stessa del dialogo. Quarto principio. In un processo di questa profondità e di tanta importanza, avere fretta si paga cash. Un proverbio giapponese afferma che neppure nove donne insieme possono mettere al

4 mondo un bambino in un mese. Andiamo adagio. Prendiamoci il tempo del parto e di questa difficile e lunga gestazione. La gestazione, mi perdonino le donne, è un periodo difficile, ma di poesia totale. Prendiamoci tutto il tempo necessario, diamoci per una volta il lusso della lentezza, tenendo presente che e qui mi rivolgo soprattutto agli amministratori pubblici più una macchina corre veloce, più i suoi fari devono portare lontano. Con una 500 posso viaggiare con i fari bassi, Michael Schumacher deve andare a fari alti, perché deve poter vedere più lontano, altrimenti esce fuori strada alla prima curva. Una società multiculturale, e ancora più se vuole essere interculturale mi manca il tempo di sviluppare la differenza che corre tra multiculturalità e interculturalità sarà il risultato di un lento e faticoso lavoro, e dunque non puó nascere solo da un presupposto volontaristico e sentimentale. L Italia attraversa un momento storico incoativo, da statu nascenti : viviamo con pazienza questo periodo, analizziamo con finezza quello che ci succede, lasciamoci interrogare dai fenomeni che viviamo, cercando di parlarne con un linguaggio pulito, quasi protocollare, pieno di buone riflessioni, ponderato. Ben vengano le esitazioni quando non abbiamo certezze... ritorna qui l invito all igiene del linguaggio di cui parlavo all inizio. E, in tutto questo, quale futuro comune per i giovani? Intanto mi pare di poter ormai affermare che il futuro sarà, che lo si voglia o no, comune. Stiamo costruendo, anche se faticosamente, una comune storia, esattamente come l Italia a partire dal 1860 (ed è bello ricordare questo fatto proprio a Torino) si è data, bene o male, una storia comune, sperando di essere capaci di non appiattirsi sul minimo comune denominatore. Per ottenere questo, converrà preparare i nostri giovani a conoscere bene la grammatica e la sintassi della propria cultura. Ritorno a quanto ho detto prima. Il rischio è che oggi, in situazione di mondializzazione del sapere, i nostri giovani finiscano per risultare sottoinformati per sovrainformazione. Dispongono di tanti dati buttati lí senza rilievo e senza sistematizzazione e alla fine ne restano storditi e confusi, talvolta addirittura disgustati. Di fronte a situazioni come queste, sarà importante che la scuola impari ad approfondire la grammatica e la sintassi della nostra cultura, a riflettere con categorie appropriate e probabilmente nuove e con qualche nozione di antropologia culturale sulla lingua, sulla storia e sulla geografia. Ma bisognerà nel contempo conoscere almeno l alfabeto delle altre civilizzazioni. Uso questo termine prendendolo in prestito dal francese: la civilisation in francese vuol dire molto di più che civiltà in italiano. È un concetto più largo e più complesso. Per fare dialogo bisognerà imparare gli elementi fondamentali delle altre civilizzazioni perché pare a me che la sfida delle società future domanderà davvero e a tutti di sapere unire senza confondere e distinguere senza separare. Detto in altri termini, i nostri giovani dovranno sapere fare unità e coesione sociale ma senza fusionalità, che poi degenera in confusione, dalla quale si è sempre tentati di uscire, come si è detto, irrigidendo delle vecchie identità. Andiamo a rileggerci il libro di Amin Maalouf Les identités meurtrières: c è parecchio da apprendervi. Quindi, da una parte, nessuna crispazione identitaria, e dall altra, imparare ad articolare le numerose differenze in modo preciso, lento e rispettoso, perché non generino separazioni dando luogo a delle società ghettizzate e incomunicabili. E un po il rischio dell ipotesi dell integrazione secondo il modello inglese e, in qualche maniera, americano: il loro concetto di communities è in sè molto interessante, alla fine e, di deriva in deriva, rischia di condurre a società parcellizzate, composte da tanti sottogruppi che hanno difficoltà a dialogare tra loro, perchè si trasformano in tante minuscole nazioni gelose e incapaci di apertura. Bisogna preparare i nostri giovani a una nuova intelligenza del futuro. Forse è opportuno non dimenticare che intelligenza non è solo razionalità e neanche pura razionalità sociale, ma soprattutto capacità di intus legere, leggere dal di dentro i processi, capire da dove derivano, come si coniugano e dove possono condurci, tenendo rigorosamente presente i due principi che dicevo prima: l altro ha tanto bisogno di me, quanto io ho bisogno dell altro. Invertendo i fattori il risultato non muta. Imparare, inoltre, a relativizzare senza relativismo e ricordare che l unità, quella vera, si scopre scavando nel profondo perché solo lì cadremo su quello zoccolo antropologico unico e comune da cui hanno preso origine tutte le varie culture ed ha prodotto le varie primavere culturali che continuano a stupirci. Se, come diceva John Donne nessun uomo è un isola, non lo è neppure nessuna cultura e nessuna civiltà.

5 DIBATTITO DOMANDA (Dario Rei): l osservazione che faceva Remotti sulla nascita mi ha fattovenire in mente che secondo alcuni psicologi dell adolescenza, cito ad esempio Charmais, l adolescenza è una nascita o una nuova nascita, una nascita sociale. Questo però pone un problema fondamentale: chi accompagna nelle nostre società la nuova nascita? Seconda domanda: l interculturalità, da questo punto di vista, è necessariamente un elemento soltanto positivo di questa nuova nascita o potrebbe essere a sua volta anche un elemento conflittuale? Seconda questione: il conflitto. Io non sono così convinto che la parola conflitto abbia lo stesso senso, dica la stessa cosa e possa avere le stesse regole se applicata a persone, a etnie, a stati. Questo probabilmente è il problema: la tendenza a omologare tutti i conflitti sul livello superiore è la ragione per cui non riusciamo a risolverli ai livelli più bassi. Mi domando se, essendo le regole diverse nei tre casi, mi domando se agire sui diversi livelli può giovare rispetto agli altri. DOMANDA (Bianca Maria Biancardi, pedagogista): (al prof. Nanni). posto che l intercultura ordinaria necessita di prerequisiti quale una forte identità in ogni interlocutore, chiede di approfondire il tema dei prerequisiti dalla strategia educativa a partire dalla capacità di entrare in relazione. Sottolineo questo perché dal punto di vista esperienziale del Tribunale per i Minorenni del quale sono componente pedagogico da anni provo soprattutto nei figli minorenni di minori stranieri confermato dal disagio di coppie nostre, trovo in aumento la povertà relazionale che mi sembra un limite che se non si riesce a superare fa ingrandire le difficoltà generali di un discorso interculturale, oltre alla compresente difficoltà per le famiglie e per la società a riuscire a mandare dei messaggi che aiutino le persone in formazione ad avere una chiara identità. DOMANDA (Maria Nadotti): una domanda minuscola a Remotti di cui ho trovato straordinario il secondo pezzo, ma sul primo avevo delle perplessità. La domanda è questa: diceva Remotti che lo scambio è sempre esistito, cioè non c è nulla di nuovo in tutto questo, che pluralità e vastità di scambi di oggetti ci sono sempre stati nella storia degli umani. Ma quella pluralità e vastità di scambi non ha piuttosto a che vedere con leggi di mercato che con la convivenza delle società civili e degli individui dentro le società civili. REMOTTI: seguendo l ordine delle richieste due parole sulla faccenda dello zoccolo. Qui ci sono due opzioni, due prospettive nettamente differenziate. Se ho capito bene, nell intervento di Ducoli lo zoccolo antropico è qualcosa di assimilabile alla natura umana, diciamo, è un universale a cui poter ricorrere per poter intenderci tra le varie culture. Questo è una certa prospettiva. Un altra prospettiva è quella secondo la quale la natura umana è biologicamente incompleta e quindi la cultura è un in gradiente assolutamente indispensabile per porre rimedio alle carenze biologiche della natura umana con la precisazione, però, che l intervento della cultura, anziché completare, produce altra incompletezza: questa è la tesi che ho cercato brevemente di esporre. Questa è una tesi che sembra un po tragica ma è l unico modo per incrementare davvero il cosiddetto dialogo. Credo che un dialogo veramente arricchente nasce solo se c è un bisogno, una mancanza, un incompletezza ai vari livelli. Per quanto riguarda il conflitto, io mi riprometto di approfondire l antropologia dei conflitti. È assolutamente un tema importante e centrale. È indubbio che la necessità di distinguere i livelli ci consente anche di porre un minimo di chiarezza. Certamente la categoria di conflitto in quanto tale è troppo vasta. Una domanda che facevo a me, ma anche a tutti voi era: è possibile una cultura del conflitto, intendendo una capacità in qualche modo di mettere sotto forma il conflitto e tenerlo entro certi limiti. Ci sono moltissimi casi, di tipo storico, di tipo etnografico che ci fanno vedere come in determinati contesti i conflitti venivano regolamentati. A volte c è bisogno di una condivisione: bisogna che coloro che sono potenzialmente nemici condividano. Questo credo sia un problema di

6 grosso rilievo, anche perché mi risulta che questa che io ho chiamato cultura del conflitto molto spesso prendeva forma di rituale: c erano dei rituali che comportavano dei limiti alla possibilità di debordare del conflitto. La nostra è una cultura programmaticamente antiritualistica: quando noi sentiamo parlare di rituali pensiamo a culture pre-moderne, tradizionali e riteniamo che noi non siamo soggetti di rituali se non in minima parte o in parte trascurabile. Forse una ripresa di questo concetto di rituale - questo forse è una provocazione cercando di mettere maggiormente a fuoco le funzioni che il rituale potrebbe avere nel campo del conflitto, potrebbe aiutarci. Mi viene anche in mente che in certe società si prevedevano conflitti ritualizzati e quindi regolamentati e allo stesso tempo si prevedevano conflitti non regolamentati: c è anche questa possibilità qui. Per quando riguarda la faccenda della seconda nascita, in effetti il concetto di seconda nascita è un termine ampiamente usato in etnologia: in molte società, in molte culture si parla di seconda nascita, ossia di nascita sociale. Molto spesso la seconda nascita è connessa ai rituali di iniziazione di cui abbiamo parlato prima. Qui si apre tutta una serie di problematiche che sono quelle che Nadotti aveva detto prima, ossia chi educa chi. Perché si fa presto a dire seconda nascita, ma chi si arroga il diritto di far nascere e in che modo. L interculturalità inserita in questo tema della formazione dei giovani e della seconda nascita può essere fonte di conflitto ma può essere anche fonte d ispirazione in quanto può darci il contatto con altre società. Sono rimasto molto colpito quando, una volta che mi sono messo a studiare i rituali d iniziazione africana, ho visto che spesso il ricorso all alterità era programmatico: ancora una volta che il bisogno degli altri si fa ben vivo in un momento decisivo. Lo scambio e le leggi di mercato. In antropologia da parecchio tempo facciamo uso di una nozione di scambio staccata dalla nozione di scambio di mercato. Io sono personalmente affezionato a questo concetto di scambio sganciato dalla nozione di mercato, perché mi sembra fecondo e tuttora attuale. Mi riferisco in particolare ad autori francesi come Latouche che s ispirano a Marcel Mosse, che cera di rivitalizzare anche nella nostra società una nozione di scambio non meramente di tipo utilitaristico ma che possieda altre componenti e sia utilizzabile e proficuo e non qualcosa di arcaico che abbiamo, ahimé, lasciato alle spalle. NANNI: la domande che sono state fatte possono mettere insieme conflitto da una parte, che non lascerei cadere e che, però, per tanti di noi qui dentro, per chi ha fatto percorsi di educazione alla pace, alla non violenza l attenzione al conflitto non giunge nuova, è un nodo centrale. Le soluzioni sono diverse, ma la gestione non violenta dei conflitti, cioè c è un bla bla bla che mi appartiene e che appartiene a tanti qui dentro. C è la domanda netta sui prerequisiti dell interculturalità dove anche qui, andando a slogan, l ascolto è un prerequisito, l empatia è un prerequisito, la capacità di decentramento, cioè noi visti dagli altri, è un prerequisito e ce ne sono altri. Tutto questo messo a tema richiederebbe del tempo. Io semplifico così, per quello che è possibile. È importante innanzitutto l atteggiamento che uno assume nell affrontare i problemi. Personalmente, mi ritrovo in un atteggiamento che chiamo pedagogia della decostruzione o se volete l atteggiamento di chi capisce che di fronte al conflitto, di fronte ai prerequisiti dell interculturalità, l atteggiamento principale non è quello di: che cosa posso fare sull altro, ma come posso lavorare su di me innanzitutto per autodecostruire per smontare le parti di me che mi appartengono sino in fondo e che però non mi consentono di incontrare il volto dell altro e di guardarlo in faccia perché se non faccio spazio all altro, l incontro rischia di trasformarsi in uno scontro e non sempre per colpa dell altro ma fors anche per come sono io. Quindi, devo innanzitutto educare a decostruire per ricostruire. Capire che la prima fatica devo compierla su di me e il primo che ha bisogno di un limite sono io. Per arrivare all etica dell etica, per arrivare a capire che il limite può diventare la mia capacità di autolimitazione e la possibilità della mia maturazione come persona nella mia relazione con l altro. Limitandomi promuovo me e la relazione con l altro e quindi ho bisogno di risemantizzare il limite, e per far questo bisogna attraversare delle mistiche, Simon Weil nei suoi quaderni, ti dà un idea del limite che può esserti utile perché lei il limite lo ha applica anzitutto a Dio, e quando Dio che crea il mondo, e nel mondo ci sono io, si autolimita, si rimpicciolisce,

7 implode, si contrae, fa un passo indietro rispetto al mondo che sta creando, tu capisci che in Dio stesso c è l assunzione dell autolimitazione, ma qual è il tono che ti fa Simon Weil: che il limite può avere un carattere generativo che io autolimitandomi sto creando qualcosa di nuovo che in parte mi appartiene, in parte appartiene ad altri. La seconda cosa è l identità. Il problema è quando io oggi parlo dell identità metto il riferimento alla differenza, alla verità, le vittime della verità, l immigrazione, la cittadinanza e quant altro. Le chiamo le radici del malinteso. Se noi non rivediamo queste cose, è li che si annidano i conflitti possibili, gli scontri che prima o poi possono esplodere. Il fondamentalismo, ad esempio, deve fare i conti con tutto questo. E io stesso, quando parlo pedagogicamente parlo dell identità cito sempre Remotti che nel suo testo Contro l identità ha compiuto un lavoro di decostruzione sull identità, ossia come parlare dell identità in un certo modo, altrimenti l identità diventa delirante. Maalouf, nel suo saggio L identità, parlando dell identità, dice: domare la pantera, perché l identità è la pantera da domare. Maalouf dice: io sono libanese: piacere. Naturalizzato francese: piacere. Sono arabo e cristiano: piacere. Esibisce quattro identità e dice: è curioso che quando dice che io sono queste identità plurali, ma armonizzate in quello che io sono, gli altri mi chiedono: ma tu ti senti più libanese o francese. Cercano degli angoli della mia identità: ma io sono questo tutto insieme, pluralmente considerato. Spesso noi abbiamo l idea di un identità statica, omogenea, monolitica, che spesso non si dà, perché tutte le identità sono un po plurali, meticce, un po dinamiche, aperte. Bisogna accettare questo dinamismo. Terzo autore che cito è James Clifford, che ha scritto un libro intitolato I frutti puri impazziscono. E perché i frutti puri impazziscono? Perché lo schema puroimpuro, nostro-loro, attenti a non contagiarci, a non favorire gli scambi, altrimenti ne va di noi, ci roviniamo, impazzisce? Perché non conosce la novità dell innesto dell alterità dentro l identità, che arricchisce e fa uscire questa identità dal rischio dell impazzimento e della sua auto-implosione. Infine, per ricomporre tutto, cito Paul Ricoeur quando porta fuori il concetto di identità narrativa, la narrazione, l importanza di tornare alla mia memoria, alla mia narrazione e di comunicarla all altro, ma allora ascoltando l altro quello di fare spazio al punto di vista dell altro perché sia possibile qualcosa di più di quello che era quando siamo partiti. NADOTTI: parto dalle ultime cose dette da Nanni perché c è una cosa che mi sta proprio a cuore sul ragionamento sulle identità. Non potrei essere più d accordo: le identità sono l origine di ogni male. E lì parte il conflitto. Però la categoria identitaria è stata politicamente preziosissima per una massa di umani che non avevano identità plurime: proprie non ce le avevano. Per arrivare questo ragionamento che è il ragionamento corretto. Bisogna che ogni individuo sulla faccia della terra possa dirsi la mia identità è questo, questo, questo e quest altro. Noi sappiamo molto bene che gli ultimi trent anni di storia occidentale e non solo sono stati un faticoso, doloroso tentativo di enormi gruppi sociali di dire: io esisto. Allora, grande ammissione oggi, ma ci siamo a tal punto abituati che non ci fa nessuna impressione, avete notato come tutto il ragionamento che abbiamo fatto oggi e tutto il ragionamento che viene fatto in questi giorni su tutti gli organi di stampa del mondo si parli di un soggetto che ha perso ogni connotato al di là di quello occidentale e arabo-islamico. Dentro le società ci sono non minoranze, ma differenze colossali. Per esempio, le donne esistono. E non lo dico ideologicamente. Io per anni ho tentato di decostruire la categoria donna, perché avevo sentito molto pericolosa la costruzione dell identità e dell essenzialismo di un certo femminismo internazionale. Però, non vorrei che in questa decostruzione delle identità e, in questo momento parlo specificamente dell identità femminile -, non vorrei che in questa decostruzione del femminile come categoria forte succedesse che si dimentica allegramente tutti quanti che se una natura femminile avversa a una cultura maschile certamente non esiste, è il prodotto di tecnologie culturali, è innegabile che tutt oggi le vite le biografie femminili hanno delle caratteristiche che continuano a essere segnate dal loro essere donne rispetto all essere uomini degli uomini. Cosa si fa in questa cosa? L identità è all origine di ogni male oppure l identità, che si riconosce e si ricostruisce immediatamente, non si fissa, si riconosce temporanea, fluttuante, in fieri? Cosa si fa? Ricordate quando si diceva: via il soggetto e c erano enormi gruppi che cominciarono a dire io e noi? È

8 complessa questa materia, politicamente. Chi fa lavoro di ricerca in accademia giustamente va sempre più avanti, ma c è qualcosa che tira indietro che è la nuda vita degli individui. E allora bisogno secondo me tenerla molto insieme questa, come un tempo doppio. Domanda: Remotti: è possibile una natura del conflitto, il rituali, le sublimazioni, lo sport, queste cose che promettono la sublimazione di questi conflitti che ci saranno sempre. Bisogna imparare a vivere con i conflitti, con le differenze che creano conflitto. Mentre parlava Remotti, mi veniva in mente questa cosa: anni fa Bob Kennedy, che è stato un grande democratico, disse una cosa esemplare di un certo tipo di conflitto che non tiene dentro le donne: la miglior addestramento alla guerra per un giovane americano è il football. Teniamo conto di queste cose perché sono vere. Tra l altro, quel conflitto di cui adesso stiamo parlando a livelli astratti, grandi, sono quei conflitti per cui nei ristoranti di Torino non davano alcolici perché era in corso una partita di pallone e dai viali di Torino si vedevano i celtici - che bloccavano il traffico. Dove stanno i rituali possibili? Un altra cosa, che è una domanda ma è una reazione sempre a Remotti. Le iniziazioni di cui gli antropologi parlano o, comunque di cui hai parlato stamattina, sono di nuovo iniziazioni che vanno tutte lungo l asse maschile. È possibile continuare a pensare che il mondo si dia forma di discorso solo lungo l asse maschile. Voi parlate di empatia, parlate di ascolto, parlate di queste meraviglie come prerequisiti del vostro mestiere vi prego tenete conto che non avete ascoltato abbastanza una cosa che vi sta talmente vicino che sono le donne. Nel mondo occidentale, come mai un paese come l Italia, che ha un buon livello di tradizioni culturali, come mai ci sia stata questa assoluta mancanza di empatia, come mai ci sia stata questa assoluta mancanza di ascolto, come mai ci sia stata questa cecità a un pensiero femminista che non era la posizione delle donne, ma era guardare il mondo da quella posizione che per altri gli uomini hanno assegnato alle donne. Dovevate conoscerla la potenziale originalità di uno sguardo che, a un certo punto della storia di questo secolo, ha saputo anche darsi parole e pratiche. In questo momento che rischia di togliere il futuro a tutti noi uomini e donne, allargate l orecchio perché c è un altra lettura del reale che non quella menata che alcune femministe hanno voluto farci credere le donne in quanto natura materna eccetera, accadimento, cura e un po complesso di così. Di nuovo, non schiacciate, quando le vedete, le donne a questa funzione materna. Questa omissione, anche oggi, mette in discussione un po la validità di troppi discorsi. DUCOLI: Mi veniva in mente proprio adesso la celebre canzone di Jacques Brel La femme est l avenir de l homme. E poi vedremo che cosa succede. Io credo che il presente non sia incinto di nulla. Telegraficamente. A proposito dello zoccolo antropico: non è costituito da una vaga natura umana ma l espressione intende rinviare all enigma che l uomo è a sé stesso e di cui ogni cultura non è che una parola, insieme necessaria e parziale, costruita per addomesticarlo. Partiamo da un dato fondamentale: l uomo è un essere piagato, c è qualcosa che gli manca. Il manque è una nozione forte messa in circolazione da Jacques Lacan ed esso circoscrive l enigma di ogni essere umano. Ogni cultura sembra strutturata attorno all assenza, a questo manque. Per dirlo con Kristeva ogni cultura fa l amore con un assenza. Appunto perché strutturata attorno a questo manque, io credo che proprio il manque sia lo zoccolo antropico fondamentale e allora le culture essendo una risposta, anche qui necessaria e parziale, possono dialogare perché ogni cultura si scambi, si completi col meglio delle altre per dare vita ad un avvenire dell uomo meno approssimativo e meno bestiale. Secondo punto. Educare: chi educa chi. Io credo che educare mantenga il significato fondamentale di educere, tirare fuori. E cito telegraficamente Roland Barthes: Quand ero giovane dice insegnavo ciò che sapevo. Crescendo insegnavo ciò di cui dubitavo. Adesso che sono vecchio insegno ciò che non so e questo lo chiamo cercare. Questo vuol dire educare, cercare insieme, tenendo conto che c è un passato da consegnare ai giovani e c è un apertura che i giovani devono annunciarci. Il teenager mondiale forse esiste, ed è creato dall identica andata a scuola, da identiche modalità e mode, ma poi la scuola è diversa, la lingua è diversa, la geografia è diversa ed è questo che rende diversi i teenagers di Torino da quelli di Tokyo.

9 Non dimentichiamo che oggi parliamo di identità dopo il libro di David Riesman La foule solitairie. Questa società è stata attraversata da un individualismo feroce, forse necessario ma comunque feroce, e quindi oggi quando parliamo di identità di fatto parliamo di ipseità, parliamo dell individuazione che ciascuno poi fa in proprio dell identità collettiva e a me pare che mentre l identità collettiva è capace di osmosi, l ipseità da sola finisce per isolare. È questo poi che alla fine, ed è il rischio più grosso per i nostri giovani, crea quello che Heidegger chiamava la desolazione, la perdita del suolo. Non vorrei che noi, nel tentativo di mondializzare le nostre culture e le nostre prospettive finissimo per togliere il suolo, per togliere la geografia ai nostri giovani, perché se è vero che la modernità rappresenta una vittoria della storia sulla geografia la storia avviene in una geografia.

10 Bruno DUCOLI Sul tema della lentezza, io penso che la nostra debolezza fondamentale consista nell incapacità o nella difficoltà che possediamo tutti di lavorare gli opinion makers, quelli che fanno opinione. Io ricordo che a Bruxelles, durante quattro anni, fecemmo un operazione che è risultata di resa sociale. Ogni mese preparammo una contropagina sui fatti che concernevano l immigrazione a destinazione dei giornalisti che scrivevano sui maggiori quotidiani e passavano sulle maggiori reti televisive. In quattro anni abbiamo a poco a poco dato vita ad un codice deontologico dei giornalisti. I giornalisti, oggi per esempio, quando succede un fatto di sangue, non dicono più la nazionalità del criminale. Sembra secondario, invece è estremamente importante. Improvvisamente, l opinione pubblica ha cominciato a capire che gli arabi e i turchi non sono solo e tutti degli assassini, che l immigrazione è un fatto strutturale e, quindi, tocca l avvenire delle nostre società. Nel 2000 ci sono state delle elezioni in quel paese. Nei consigli comunali - Bruxelles è un agglomerazione di 19 comuni - sono entrate 100 persone di origine straniera, quasi tutte arabe e turche, e 12 di loro sono oggi assessori. Ritengo che questo fatto, di un certo rilievo politico, affondi le sue radici anche in quello che è stato fatto dal 1984 al 1988.

11

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days

L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

dall introduzione dell Assessore Luppi

dall introduzione dell Assessore Luppi Presenti: Giulia Luppi Assessore alla scuola Alessandra Caprari pedagogista Maurizia Cocconi insegnante Scuola Primaria De Amicis Giuliana Bizzarri insegnante Scuola d infanzia A.D Este Tondelli Rita insegnante

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

INTERVENTI DELL ON. RENATO BRUNETTA E DELL ON. LAURA RAVETTO

INTERVENTI DELL ON. RENATO BRUNETTA E DELL ON. LAURA RAVETTO 916 INTERVENTI DELL ON. RENATO BRUNETTA E DELL ON. LAURA RAVETTO Comunicazioni del presidente del Consiglio dei Ministri in vista del Consiglio europeo straordinario del 23 aprile 2015 22 aprile 2015 a

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

La ricerca empirica: una definizione

La ricerca empirica: una definizione Lucido 35/51 La ricerca empirica: una definizione La ricerca empirica si distingue da altri tipi di ricerca per tre aspetti (Ricolfi, 23): 1. produce asserti o stabilisce nessi tra asserti ipotesi teorie,

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Il primo maggio 2015 si inaugura a Milano l EXPO, un contenitore di tematiche grandi come l universo: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Una

Dettagli

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying by Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying di Alberto Cattaneo Partner, Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying Ormai è diventato un

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono

Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Fiorella Mannoia - Quello che le donne non dicono Contenuti: competenza lessicale: espressioni lessicali e metaforiche; competenza grammaticale: ripresa dei pronomi diretti e indiretti; competenza pragmatica:

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1

Indice. Giuseppe Galli Presentazione... 1 Indice Presentazione... 1 Livelli di realtà... 5 1. Realtà fisica e realtà fenomenica... 5 2. Annullamento dell identità numerica tra oggetto fisico e oggetto fenomenico... 8 3. Individualità degli oggetti

Dettagli

33. Dora perdona il suo pessimo padre

33. Dora perdona il suo pessimo padre 33. Dora perdona il suo pessimo padre Central do Brasil (1998) di Walter Salles Il film racconta la storia di una donna cinica e spietata che grazie all affetto di un bambino ritrova la capacità di amare

Dettagli

Dall italiano alla logica proposizionale

Dall italiano alla logica proposizionale Rappresentare l italiano in LP Dall italiano alla logica proposizionale Sandro Zucchi 2009-10 In questa lezione, vediamo come fare uso del linguaggio LP per rappresentare frasi dell italiano. Questo ci

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia

Gli ebrei nel medioevo. L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia Gli ebrei nel medioevo L istituzione di uno dei primi capri espiatori della Storia I rapporti tra ebrei e cristiani Gli ebrei entrarono nel turbine della storia, dopo la dissoluzione del loro stato, con

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata + Giampaolo Crepaldi Arcivescovo-Vescovo Relazione introduttiva al Convegno del 3 dicembre 2011

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

Come trovare clienti e ottenere contatti profilati e ordini in 24 ore!

Come trovare clienti e ottenere contatti profilati e ordini in 24 ore! Come trovare clienti e ottenere contatti profilati e ordini in 24 ore! oppure La Pubblicità su Google Come funziona? Sergio Minozzi Imprenditore di informatica da più di 20 anni. Per 12 anni ha lavorato

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12. Un Mondo Di Feste

INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12. Un Mondo Di Feste INCONTRI e LABORATORI INTERCULTURALI per l anno scolastico 2011-12 Un Mondo Di Feste Proposta di progetto e preventivo economico a cura dell Area Intercultura della Cooperativa Sociale Apriti Sesamo. 1

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

7ª tappa È il Signore che apre i cuori

7ª tappa È il Signore che apre i cuori Centro Missionario Diocesano Como 7 incontro di formazione per commissioni, gruppi e associazioni missionarie 3 anno Aprile 2009 Paolo: la Parola di Dio non è incatenata 7ª tappa È il Signore che apre

Dettagli

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione

John Dewey. Le fonti di una scienza dell educazione. educazione John Dewey Le fonti di una scienza dell educazione educazione 1929 L educazione come scienza indipendente Esiste una scienza dell educazione? Può esistere una scienza dell educazione? Ṫali questioni ineriscono

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI In questa lezione ci siamo collegati via Skype con la Professoressa Paola Begotti, docente di lingua italiana per stranieri dell Università Ca Foscari di Venezia che ci ha parlato delle motivazioni che

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

TUTTO QUELLO CHE SAI SUGLI ZINGARI È FALSO

TUTTO QUELLO CHE SAI SUGLI ZINGARI È FALSO TUTTO QUELLO CHE SAI SUGLI ZINGARI È FALSO L ITALIA È PIENA DI ZINGARI FALSO. In Italia rom, sinti e camminanti sono circa 170mila cioè lo 0,25% della popolazione complessiva, UNA DELLE PERCENTUALI PIÙ

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

Che cos è un focus-group?

Che cos è un focus-group? Che cos è un focus-group? Si tratta di interviste di tipo qualitativo condotte su un ristretto numero di persone, accuratamente selezionate, che vengono riunite per discutere degli argomenti più svariati,

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

L immigrazione in Italia è un fenomeno

L immigrazione in Italia è un fenomeno pubblicazioni Nursing e culture altre Tratto dalla Relazione al 5 0 Congresso Nazionale della Società italiana di medicina tropicale e delle migrazioni (SIMET-SIMVIM) settembre 2005 - Brescia Laura Aletto,

Dettagli

INTRODUZIONE 17. Introduzione

INTRODUZIONE 17. Introduzione INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti

Dettagli

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio.

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio, recita un noto proverbio africano. Perché la famiglia

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

Epidemiologia & Salute pubblica

Epidemiologia & Salute pubblica Epidemiologia & Salute pubblica a cura del Medico cantonale vol. VI nr. 3 La medicina non è una scienza esatta Con questo slogan il Dipartimento delle opere sociali è entrato nelle case dei ticinesi. L

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO P. F. Fumagalli, 31.10.2104 Il Dialogo è una componente essenziale dell essere umano nel mondo, in qualsiasi cultura alla quale si voglia fare riferimento: si

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto

Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Metodi e strategie per la redazione di una tesi di dottorato in diritto comparto Elena Sorda Con le note del Prof. G. Rolla Premessa Questo breve scritto nasce dall idea, espressa dal Prof. Rolla, di individuare

Dettagli

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA

Amare e far AMARE GESÙ. Borrelli. Truffelli. Approfondimento su Incontriamo Gesù. Orientamenti per l annuncio e la catechesi in Italia ANNA TERESA EDUCARE OGGI/9 A CURA DI ANNA TERESA Borrelli PREFAZIONE DI MATTEO Truffelli Amare e far AMARE GESÙ CONTRIBUTI DI: Marco Ghiazza Luca Marcelli Paolo e Rita Seghedoni Marcello Semeraro Lucio Soravito De

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo.

Concorso La Fiorentina che vorrei. Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Mi chiamo Chiara abito a Sesto Fiorentino e per iniziare voglio fare una premessa. Io di calcio ci capisco

Dettagli

Di cosa parliamo quando parliamo di quote Alisa Del Re Università di Padova

Di cosa parliamo quando parliamo di quote Alisa Del Re Università di Padova Di cosa parliamo quando parliamo di quote Alisa Del Re Università di Padova Il capo del Governo Da almeno una decina d anni mi sono convinto che il passaggio delle quote è inevitabile. Una volta cambiato

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum

Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum La prima operazione da fare, una volta ricevuti i moduli per la raccolta, è quella della Vidimazione. La vidimazione. Viene effettuata dal

Dettagli

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là,

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, Un uomo che dorme Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, dove la memoria identifica senza sforzo

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA

SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA SCUOLA PRIMARIA DI MONTE VIDON COMBATTE CLASSE V INS. VIRGILI MARIA LETIZIA Regoli di Nepero Moltiplicazioni In tabella Moltiplicazione a gelosia Moltiplicazioni Con i numeri arabi Regoli di Genaille Moltiplicazione

Dettagli

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia

3) Heidegger: dall esistenza all ontologia 3) Heidegger: dall esistenza all ontologia Vita e opere Martin Heidegger (1889-1976) frequentò la facoltà di teologia dell Università di Friburgo. Nel 1919 divenne assistente e in seguito successore di

Dettagli

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso

Commento al Vangelo. Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione. fra Luca Minuto. Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Commento al Vangelo Domenica 1 giugno 2014 - Ascensione fra Luca Minuto Parrocchia Madonna di Loreto Chivasso Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte

Dettagli

Libro gratuito di filosofia

Libro gratuito di filosofia Libro gratuito di filosofia La non-mente Introduzione Il libro la non mente è una raccolta di aforismi, che invogliano il lettore a non soffermarsi sul significato superficiale delle frasi, ma a cercare

Dettagli

Guai a me se non predicassi il Vangelo

Guai a me se non predicassi il Vangelo Guai a me se non predicassi il Vangelo (1 Cor 9,16) Io dunque corro 1 Cor 9,26 La missione del catechista come passione per il Vangelo Viaggio Esperienza L esperienza di Paolo è stata accompagnata da un

Dettagli

1 - Sulla preghiera apostolica

1 - Sulla preghiera apostolica 1 - Sulla preghiera apostolica Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Do una piccola istruzione di metodo sulla preghiera apostolica. Adesso faccio qualche premessa sulla preghiera apostolica,

Dettagli

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE

LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE LEGAMBIENTE NEI CAMPI, I CAMPI PER LEGAMBIENTE Volume VIII manuali campi volontariato Il fare e il dire di Legambiente nei campi Dal 1991 ad oggi sono stati oltre 3.000 i campi di volontariato che Legambiente

Dettagli

Alberto Bartoli Presidente Corso di Studi Ingegneria Informatica Coordinatore Dottorato di Ricerca Ingegneria dell Informazione

Alberto Bartoli Presidente Corso di Studi Ingegneria Informatica Coordinatore Dottorato di Ricerca Ingegneria dell Informazione Alberto Bartoli Presidente Corso di Studi Ingegneria Informatica Coordinatore Dottorato di Ricerca Ingegneria dell Informazione Dipartimento di Elettrotecnica, Elettronica, Informatica Università di Trieste

Dettagli

Un amore che desidera. (di Giacomo Mambriani, 44 anni, Parma)

Un amore che desidera. (di Giacomo Mambriani, 44 anni, Parma) Un amore che desidera (di Giacomo Mambriani, 44 anni, Parma) Lei: A che cosa stai pensando? Io: Lei: Oh, dico a te Io: Eh? Lei: A che cosa stai pensando? Io: Mmmh a niente Lei: Ah a niente Io: Sì, a niente

Dettagli

[moduli operativi di formazione] Ascolto attivo. Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri.

[moduli operativi di formazione] Ascolto attivo. Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri. [moduli operativi di formazione] Ascolto attivo Tecniche e suggerimenti per migliorare la propria comunicazione con gli altri. ASCOLTO ATTIVO Ogni giorno, passiamo il 49% del nostro tempo ascoltando. Ascoltiamo

Dettagli

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento

Ri...valutando: azione e ricerca per il miglioramento Il team di ricerca Mario Ambel (Responsabile) Anna Curci Emiliano Grimaldi Annamaria Palmieri 1. Progetto finalizzato alla elaborazione e validazione di un modellostandard - adattabile con opportune attenzioni

Dettagli

Painting by Miranda Gray

Painting by Miranda Gray Guarire le antenate Painting by Miranda Gray Questa è una meditazione facoltativa da fare specificamente dopo la benedizione del grembo del 19 ottobre. Se quel giorno avete le mestruazioni questa meditazione

Dettagli

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione

Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Esempi di Affermazioni incentrate sulla Verità da usare con Il Codice della Guarigione Affermazioni incentrate sulla Verità per le dodici categorie del Codice di Guarigione Troverete qui di seguito una

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE Presentazione La guida dell educatore vuole essere uno strumento agile per preparare gli incontri con i ragazzi.

Dettagli

Porto di mare senz'acqua

Porto di mare senz'acqua Settembre 2014 Porto di mare senz'acqua Nella comunità di Piquiá passa un onda di ospiti lunga alcuni mesi Qualcuno se ne è già andato. Altri restano a tempo indeterminato D a qualche tempo a questa parte,

Dettagli

La mobilità sociale tra Stato e mercato

La mobilità sociale tra Stato e mercato La mobilità sociale tra Stato e mercato di Carlo Lottieri, Università di Siena Nella cultura contemporanea si tende a guardare alla mobilità sociale intesa quale possibilità di ascendere da una posizione

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia Scuola Primaria Istituto Casa San Giuseppe Suore Vocazioniste Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar Classe IV Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia È il 19 febbraio 2011

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

Fin dove andrà il clonaggio?

Fin dove andrà il clonaggio? Fin dove andrà il clonaggio? Mark Post, il padrone della sezione di fisiologia dell Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, ha dichiarato durante una conferenza tenuta a Vancouver, in Canada, che aveva

Dettagli

SCELTI FIN DAL GREMBO DELLA MADRE

SCELTI FIN DAL GREMBO DELLA MADRE Assemblea Nazionale Missio Giovani Roma, 10 aprile 2011 SCELTI FIN DAL GREMBO DELLA MADRE 1. STORIE DI UOMINI L immagine da cui partiamo è esplicitamente riferita all esperienza di Paolo: 15 Ma quando

Dettagli

"Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare

Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare "Ogni persona, indipendentemente dal grado di disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare mediante la comunicazione le condizioni della sua vita". Questo è l'incipit della Carta dei Diritti della

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM PER LE POLITICHE E GLI STUDI DI GENERE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA FORUM Tra differenza e identità. Percorso di formazione sulla storia e la cultura delle donne Costituito con Decreto del Rettore il 22 gennaio 2003, «al fine di avviare

Dettagli

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto.

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Gentili congiunti, Questa piccola guida è stata creata per voi con l obiettivo di aiutarvi

Dettagli

ISTITUTO SUPERIORE GUARINO VERONESE REGOLE DEL DIBATTITO ARGOMENTATIVO

ISTITUTO SUPERIORE GUARINO VERONESE REGOLE DEL DIBATTITO ARGOMENTATIVO ISTITUTO SUPERIORE GUARINO VERONESE REGOLE DEL DIBATTITO ARGOMENTATIVO NO SI REGOLE DEL DIBATTITO ARGOMENTATIVO Per cominciare Che cosa è un dibattito argomentativo 1. Un dibattito argomentativo è un dialogo

Dettagli