Spedizione in A.P. 70% - Art. 2 comma 20/D - L. 662/96 - Filiale di Siena. aprile 2005

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1 Mensile di critica e attualità sportiva - uro 2,00 Spedizione in A.P. 70% - Art. 2 comma 20/D - L. 662/96 - Filiale di Siena Prime sentenze per Ducato, Virtus, Costone Cus basket e volley 208 aprile 2005

2 editoriale Direttore Mario Ciani Direttore responsabile Paolo Corbini Direzione Redazione Fotolito Bernard & Co. Strada di Busseto 18 -C2/7 Siena Tel Fax Edito e stampato presso Arti Grafiche Ticci Loc. Pian dei Mori Sovicille (Si) Tel Fax Autorizzazione del Tribunale di Siena n. 430 del Hanno collaborato a questo numero: Raffaele Ascheri, Corrado Bagella, Duccio Balestracci, Luca Bianchin, Mauro Bindi, Andrea Bruschettini, Barbara Cerretani, Mario Ciani, Vincenzo Coli, Fabio Fineschi, Stefano Fini, Emilio Giannelli, Daniele Giannini, Antonio Gigli, Mario Lisi, Luca Luchini, Maurizio Madioni, Augusto Mattioli, Andrea Monciatti, Roberto Morrocchi, Marco Naldini, Giuseppe Nigro, Paolo Ridolfi, Roberto Romaldo, Roberto Rosa, Gigi Rossetti, Senio Sensi, Jacopo Sordi, Antonio Tasso, Matteo Tasso, Francesco Vannoni. Fotografie di Paolo Lazzeroni/Chechi e Augusto Mattioli Collaborazione fotografica: Fabio Di Pietro Editing: Francesco Vannoni Sito web: Olivia Agnelli Progetto grafico: Bernard Chazine numero 208 aprile 2005 ANNO XXIII Aspettando le prime sentenze L ulteriore pausa di riflessione suggerita dalla vicenda umana e spirituale di Giovanni Paolo II, preceduta dalla sosta per le feste pasquali, ci propone stavolta un quadro abbastanza anomalo e parziale delle vicende sportive senesi. Che non sia successo niente però non si può affermare, perché anche con due soli turni all attivo si può dire molto o niente. Intanto il penultimo week end di marzo ci ha messo di fronte ad una piacevole sorpresa. Quest anno non era mai successo prima, al contrario del passato, quando il Siena calcava i campi della C1 (se andava bene) e la Mens Sana si accontentava di restare in categoria. Oggi è più difficile, per le nostre due più importanti realtà sportive, vincere entrambe nella stessa giornata, tanto che in questa stagione i successi dei bianconeri non si erano mai incrociati con quelli dei biancoverdi. Il 19 e 20 febbraio è successo. Che sia un segnale di buon auspicio? Speriamo. Certo quelle con Lazio e Roseto non sono state vittorie per palati fini come quelli dei tifosi delle due sponde. Ma l evento va salutato comunque con soddisfazione, perché se è vero che la squadra abruzzese non fa parte del gotha del basket italiano, quella di Papadopulo, anche se decaduta il giusto, non più tardi di cinque anni fa si cuciva lo scudetto sul petto. E poi smettiamola con questa puzza al naso: le vittorie nello sport sono come i soldi, non hanno né colore né profumo. Ed allora ben vengano anche se dopo qualche sofferenza di troppo. Al di là di quella che per il momento resta solo una bella parentesi, lo scorso mese deve registrare l uscita di scena della Montepaschi dall Euroleague. Temuta, ma imprevedibile almeno nella forma. La sconfitta di Instanbul, ma soprattutto quella di Zagabria, hanno evidenziato una squadra che non sa più soffrire e che sembra aver smarrito l umiltà dello scorso anno. Ma la stagione offre ancora un occasione ai biancoverdi: la conquista del secondo posto in campionato e con essa il diritto di giocare per la quarta volta consecutiva in Euroleague. Una prospettiva che dovrebbe ridare stimoli ed entusiasmo ad un gruppo che non può disperdere in questo modo, cioè abbandonandosi al fatalismo, il patrimonio di speranze che legittimamente aveva suscitato. Intanto per alcune squadre si avvicina il momento delle prime sentenze. Ducato, Virtus, Costone, Cus basket e volley, sono tutte realtà che aspettano di conoscere il proprio destino. Così se per la Virtus l ennesimo scudetto si chiama salvezza (come per il Siena), per il Costone ha il sapore dei play off; come per il Cus, che però sa già di affrontarli da una posizione di privilegio. All orizzonte una sola promozione, quella della formazione universitaria di volley femminile, protesa verso il ritorno in B1 dopo quattro anni di B2. Troppo poco? Può darsi, ma quando si raggiungono certi livelli di competitività è difficile fare sempre meglio. Mens Sana docet.

3 3 ricordi Wojtyla, l uomo che per primo riempì il Rastrello Il Pontificato di Giovanni Paolo II si è rivelato indubbiamente storico. Il Papa venuto da lontano, infatti, sarà ricordato a lungo non solo per il contributo che ha offerto alla Chiesa, traghettandola nel terzo millennio cristiano, ma anche per la sua grande capacità comunicativa con la quale ha saputo infondere speranza a tutti gli uomini di buona volontà compresi gli sportivi e i rappresentanti del mondo dello sport con il quale il Pontefice ha avuto un rapporto sicuramente diverso dai suoi predecessori. È stato bello, dunque, che nel giorno del suo «ultimo viaggio», quello verso il cielo, i calciatori, gli stadi e i tifosi siano rimasti in silenzio accompagnando il «successore di Pietro», l «atleta di Dio», verso il giusto premio: una «corona che non appassisce e che dura in eterno». Karol Wojtyla, del resto, ha scoperto presto lo sport. Era un bambino quando tirava calci ad una palla fatta di stracci insieme al padre e al fratello Edmondo. E poi lo sci. Le discese sul Terminillo e l uscita nel 1984 sull Adamello insieme all allora presidente della Repubblica Sandro Pertini che alla fine di una escursione non trattenne un complimento: «Santità, volteggia come una rondine». A Karol Wojtyla piacevano da sempre anche il nuoto ed il canotaggio. Pare che si esibisse in canoa o kayak lungo il fiume Skawa in Polonia. Durante il suo lungo pontificato, inoltre, sono stati davvero tanti i campioni dello sport che gli hanno reso omaggio. Da Michael Schumacher a Roberto Baggio da Giancarlo Fisichella a Ronaldo al quale Giovanni Paolo II, tra il serio e il faceto, e forse anche per invitare l allora Fenomeno dell Inter a non «montarsi troppo la testa» chiese: «scusi ma lei dove gioca? In Italia?». Il Papa, poi, non volle mancare a Maranello dove fece un giro di pista in piedi su una Mondial cabriolet. Tra i personaggi sportivi ricevuti dal Santo Padre ricordiamo ancora Francesco Totti, Vincenzo Montella, Marco Del vecchio, che intonarono l inno del Giubileo, ma anche campioni del ciclismo, dell ippica. Tomba, Chechi, Vezzali, la Nazionale di Calcio. Proprio poche settimane fa, inoltre, aveva accolto in Vaticano lo staff al completo della Ferrari che gli regalò un modellino della nuova F2005. È ormai storica, poi, l omelia che il Pontefice tenne nel 2000 in occasione del Giubileo degli sportivi. Un vero e proprio testamento lasciato a tutti gli atleti. «Per riuscire nella vita-osservò Giovanni Paolo II- bisogna perseverare nella fatica. Chi pratica lo sport questo lo sa bene: è solo a prezzo di faticosi allenamenti che si ottengono risultati significativi. Anche chi, come l atleta è nel pieno delle sue forze- continuò il Pontefice- riconosce che senza Te, o Cristo, è interiormente come cieco, incapace cioè di conoscere la piena verità, di comprendere il senso profondo della vita, specialmente di fronte alle tenebre del male e della morte. Anche il più grande campione davanti alle domande fondamentali dell esistenza si scopre indifeso ed ha bisogno della Tua luce per vincere le sfide impegnative che un essere umano è chiamato ad affrontare. Signore- concluse il Papa- aiuta questi atleti ad essere tuoi amici. Aiutali a porre nell ascesi personale lo stesso impegno che mettono nello sport; aiutali a realizzare un armonica e coerente unità di corpo e anima. Possano essere, per quanti li ammirano, validi modelli da imitare. Aiutali ad essere sempre atleti dello spirito, per ottenere il tuo inestimabile premio:una corona che non appassisce e che dura in eterno». Parole chiare e forti come quelle pronunciate in un altra occasione incontrando la nazionale di Rugby: «È importante- disse Giovanni Paolo II- rilevare e promuovere i tanti aspetti positivi dello sport, ma è doveroso anche cogliere le situazioni in vario modo trasgressive a cui esso può cadere. Le potenzialità educative e spirituali dello sport devono rendere i credenti e gli uomini di buona volontà, uniti e decisi nel contrastare ogni aspetto deviante che vi si potesse insinuare riconoscendovi un fenomeno contrario allo sviluppo pieno della persona e alla sua gioia di vivere. E necessaria ogni cura per la salvaguardia del corpo umano da ogni attentato alla sua integrità, da ogni sfruttamento, da ogni idolatria». Insomma una testimonianza davvero a trecentosessanta gradi quella che il Papa «venuto dall Est» ha reso in questi 26 anni e mezzo di Pontificato. Testimonianza di amore, di attenzione alle persone con le quali ha da sempre saputo comunicare condividendone le gioie e le speranze, le fatiche e le angosce con uno spirito gioviale e «alla mano». Lo sappiamo bene, noi senesi, che abbiamo avuto la gioia di incontrare il Pontefice per ben due volte quale «pellegrino» nella terra di S.Caterina patrona d Italia e d Europa. Non dimenticheremo mai quel pomeriggio di settembre del 1980 quando Giovanni Paolo II, al Rastrello, per la prima volta nella storia gremito fino all inverosimile, in mezzo ad una «folla da derby» che sventolava bandierine italiane e vaticane, improvvisò, tra la sorpresa dei presenti, una piccola «ola» espressione di partecipazione, gioia e serenità. La stessa espressione con la quale, ne siamo certi, ha intrapreso il suo «ultimo viaggio», quello più faticoso ma anche quello più bello! Roberto Romaldo

4 4 avere il polso della situazione, ma ora non deve guardare in faccia nessuno. Già c è il concreto rischio che soprattutto i giocatori in prestito non abbiano abbastanza stimoli per dare tutto (distolti come sono dai prossimi movimenti di mercato), se poi se ne fa anche questione di condizione, figuriamoci. La sensazione più evidente, comunque, è che non tutti percepiscano il pericolo che la Vecchia Robur sta seriamente correndo. Se ci sono voluti cento anni per arrivare dov è oggi, non è possibile che ci rinunci per una sorta di sufficienza nell affrontare impegni come quelli col Brescia. Forse l unica partita della stagione che valeva doppio e che non andava persa a costo di Ora però un suo assetto sembra averlo individuato, sia pure con quella tolleranza che infortuni e squalifiche impongono, ma il primo problema che deve risolvere una squadra che ha subito almeno un gol in 23 partite su 29, è quello di blindare la difesa, specie ora che la presenza di Tudor comincia a farsi sentire. Ma qui non vogliamo parlare di singoli, perché se è vero che da questi non si può prescindere, è altrettanto ovvio che a questo punto sono anche altri i fattori chiamati ad incidere nel conseguimento dell obiettivo iniziale. Né pensiamo che una rosa troppo vasta com è quella attuale di De Canio, possa sollevare problemi di gestione. Almeno non al tecnico materano, ancora giovane ma già sufficientemente esperto per tenere sotto concalcio Timida inversione di tendenza in casa bianconera, ma guai ad abbassare la guardia Una squadra che può ancora stupire Mario Ciani Cosa avrebbe aggiunto una partita in più al mensile approfondimento sulla squadra bianconera? Forse niente, visto che si devono assegnare ancora tanti punti. In realtà la partita di Lecce una sua valenza ce l aveva: verificare se la discontinuità di rendimento e di risultati rilevata fino ad oggi, era tornata puntualmente a far capolino anche dopo gli ultimi due risultati positivi (il pareggio di Bologna e la vittoria sulla Lazio). Una curiosità legittima, perché è chiaro che a questo punto ogni cambio di rotta, in bene o in male, può incidere in modo definitivo sugli esiti finali del campionato. Nel caso specifico, un Siena che fa risultato in Puglia consentirebbe di muovere quantomeno la classifica e mandare un segnale importante anche alle dirette rivali. Una sconfitta, al contrario, avrebbe ripercussioni serie sulla tenuta psicologica dell undici bianconero, col fondato rischio poi di non riprendersi più. Tutto questo in teoria, perché l anno scorso sembravano non ci fossero più speranze a sole tre giornate dalla fine, ed invece Ora di giornate ne restano addirittura nove, e con 27 punti ancora in ballo può succedere di tutto ed il suo esatto contrario. Però dal confronto con la squadra di Zeman il Siena non può uscire a mani vuote. Quanto ha fatto vedere contro i laziali non sarà stato da manuale del calcio, però alla distanza una maggiore aggressività e disponibilità a sacrificarsi si è notata. È stato un primo tempo al pari dei tanti altri disputati quest anno (cioè moscio, questo sì), ma nel secondo tempo ha saputo sfruttare i limiti di un avversario apparso davvero poca cosa. Questo tanto per esser chiari, non per sminuire la prova dei bianconeri che devono guardarsi dai facili entusiasmi. Comunque la prova contro gli uomini di Papadopulo è servita quantomeno a riprendere confidenza con la zona salvezza, sia pure per sole 24 ore (Siena e Parma 29, Chievo 28, Brescia 26, Atalanta 21), prima che le partite della domenica ripristinassero le posizioni precedenti. Una cosa è certa, in futuro non deve succedere più che De Canio, come ha fatto dopo l infausta sconfitta con il Brescia, se n esca con una affermazione che suonava più o meno così: d ora in poi gioca solo chi è più in forma. Perché prima quali erano i criteri di scelta? Forse all inizio esistevano delle gerarchie da rispettare, ed al nuovo tecnico è occorso un po di tempo per

5 calcio 5 club come il nostro può salvarsi (al contrario, è quando arrivano squadre come Messina, Bologna, Lecce e Brescia, cioè quelle che hanno registrato il minor numero di presenze, che dobbiamo far pesare il nostro incitamento), non possiamo non riconoscere che in tante rinunce c è proprio un fattore economico. E siccome è universamente noto che le poste di bilancio di una società sono legate in gran parte ai proventi tv, perché non provare a ridurre un po i prezzi. Chissà che qualcuno ritorni più volentieri. trollo anche una situazione come questa. Il difficile semmai è mantenere alta la soglia di attenzione di ogni elemento, ma qui si ritorna alla professionalità di ciascuno. Intanto non basta dire che d ora in poi dovranno essere tante finali, tutte partite da giocare con il coltello fra i denti, tanto per usare un immagine che più abusata non si può. Sono tutte partite da giocare con il cuore semmai, perché questa è l unica discriminante in grado di fare realmente la differenza fra una squadra e l altra (vedi Atalanta). Ed i tifosi non hanno bisogno di leggere le pagelle sui giornali per capire chi si merita il loro sostegno, e chi no. A bocce ferme torneremo a parlare anche della contenuta risposta di spettatori registrata ad un solo anno di distanza dalla conquista della serie A. Noi, con la stessa onestà con la quale abbiamo sempre sostenuto che non è privilegiando gli impegni con le grandi che un piccolo La ragion di stato prevale sulle beghe fra De Luca elacordata guidata da De Simone D accordo solo su un punto Cosa succede intorno al Siena? Possibile che l incantesimo sia già finito? Possibile che la dichiarata disponibilità di un presidente a cedere il suo pacchetto azionario da una parte, e la manifestata disponibilità di un gruppo a rilevarlo dall altra, generi una situazione di immediata contrapposizione come quella che sta emergendo in questi giorni, cioè prima ancora di entrare nel dettaglio della questione? Dov è il problema? In fondo il gruppo De Simone si è materializzato solo dopo l uscita di De Luca del novembre scorso, e senza quella sarebbe rimasto probabilmente sullo sfondo di una situazione in divenire. Allora perché si è cercato di crearne subito un caso? A chi giova? Quanto è importante farne più una questione di forma, peraltro in parte smontata dal rappresentante della cordata senese, che di sostanza? Se, come dice quest ultimo, si sono avuti finora una ventina di contatti fra le due parti attraverso l advisor banca per l Impresa del Monte dei Paschi, segno che la trattativa è stata avviata e formalizzata in modo serio. Allora che senso ha sminuirne la portata o demonizzare la controparte? E soprattutto, a chi giova dividere i tifosi su un argomento come questo? Su una cosa le due parti sono d accordo: quella di non creare turbative alla squadra in un momento tanto delicato, con l augurio che il fatto stesso di evocare questo rischio non costituisca già di per sé un alibi. Insomma la classica tempesta in un bicchier d acqua? Almeno così pare. Intanto se ne riparlerà a tempo debito, magari a campionato archiviato, ma a quel punto le posizioni di partenza saranno sempre le stesse? Curioso poi il fatto che in tutta questa storia sia tornato a far capolino il discorso sullo stadio. Come se trasferire o no il vecchio Rastrello fosse un optional, come se la società avesse la possibilità di scegliere fra due soluzioni diverse. Non è così. La realtà è che il Siena, disponendo di uno stadio fra i più piccoli, non può garantire all avversario di turno ( vedi concetto di reciprocità ) gli stessi introiti che percepisce quando è lei a confrontarsi su campi da posti. Tanto è vero che a differenza di quanto riceve in trasferta (18%), quando gioca in casa è costretta a corrispondere più del 20% dell incasso in ragione proprio della minor capienza del suo impianto. E questo in parte facilita la concessione della deroga. Ma fino a quando? Non dimentichiamo che la stagione scorsa lo stesso Cagliari fu costretto ad emigrare a Tempio Pausania, nonostante il peso della società di Cellino. Alla Robur non resta quindi che una via d uscita: garantire la costruzione di un nuovo impianto. Chi non gradirebbe lasciare il vecchio Rastrello dov è (a parte gli abitanti di San Prospero ), ma la prospettiva di risolvere una volta per tutte questo problema e di veder realizzate nella conca quelle trasformazioni che la Cosa pubblica ha promesso, ci dovrebbe ripagare del disagio che il trasferimento, almeno inizialmente, potrebbe provocare.

6 a tutto campo Si compra e non si vende... Senio Sensi LA MONTAGNA E IL TOPOLINO Come avevamo previsto: la rivoluzione in Lega, annunciata con trombe e tamburi dai Della Valle, è abortita. Un flop clamoroso solo per chi non conosce ancora le cose calcistiche. Galliani da nemico giurato, incompetente e almeno di parte così veniva descritto dalla cordata avversaria è diventato un uomo di grande esperienza e insostituibile. Sono sempre gli stessi che parlano. È bastato dare un posticino di semicomando a Zamparini (uomo di calcio e buon imprenditore, niente da dire) e tutto è rientrato. Una sorta di tutorato, a detta del gruppo che minacciava fuoco e fiamme; un contentino come in molti invece - hanno commentato. E così la montagna ha partorito il classico topolino; vedremo se cambieranno i metodi di gestione e, soprattutto, la cosiddetta mutualità (che non vuol dire altro che più soldi dei diritti tv alle squadre piccole e a quelle della serie B). Chi ha il potere se lo tiene stretto e sa come gestirlo: è una regola antica. Aggiungo un proverbio toscano: can che abbaia un morde. E la dirigenza fiorentina aveva abbaiato forte. E troppo. DOMENICHE SENZA CALCIO Sì, fanno uno strano effetto: le ultime partite della A si sono giocate il 20 di Marzo (Siena-Lazio 1-0, evviva!) e i nostri torneranno in campo solo il 10 Aprile. Ventun giorni di sosta; quella di Pasqua era prevista, quella successiva no, e ne avremmo fatto volentieri a meno. Non in termini sportivi anche se la domenica senza calcio è un po meno domenica ma perché, è arcinoto, non si è giocato in segno di rispetto nei confronti del Pontefice che, quando è stato deciso di non scendere in campo, stava morendo. Come, purtroppo, è avvenuto poche ore dopo. Scelta giusta, semmai tardiva: le squadre, e non solo la nostra, erano già nelle sedi previste e che le condizioni del Papa fossero gravissime lo si sapeva dal mercoledì. E così il calendario viene spostato di una settimana e le gare previste per il 3 saranno recuperate il 20 di aprile. Ineccepibile anche come scelta di non saltare la giornata. Difficile dire se, in termini egoistici, ci abbiamo guadagnato o perso. A Lecce ce la giocheremo alla morte ; e così per tutte le altre gare, se ci vogliamo salvare. Non cambia niente. Cambia solo che un grande uomo, prima che un grande Papa, ci ha lasciati. E il vuoto che immediatamente abbiamo sentito tutti, indipendentemente dal credo religioso, è la dimostrazione che la Sua umanità era grande come il suo cuore. BRAVO TREFOLONI Permettetemi il miniracconto di una esperienza personale. Lo faccio perché credo abbia un valore valido per chiunque mastica calcio. Nell ambito della iniziativa Un aperitivo in piazza con mi è stata concessa la possibilità di intervistare Matteo Trefoloni. Le domande dei presenti, e anche le mie, erano talvolta vere e proprie provocazioni. Era una occasione troppo ghiotta per farsela scappare. Uno dei migliori arbitri, un senese ( è nuova! Siamo tra i primi dappertutto!) si era dichiarato disponibile a parlare microfoni e telecamere accese di calcio, di arbitri, di professione. Matteo è stato molto bravo. Intellettualmente onesto, attento a non dire troppo ma anche disponibile a parlare abbastanza liberamente, intelligente e preparato, non è mai caduto in contraddizione e ha difeso la categoria, e se stesso, senza eccessi. Ammettendo anche possibili errori su fatti che la moviola punisce con i replay ma che qualsiasi arbitro deve valutare in frazioni di secondo. Ha solidarizzato con chi chiede interventi provenienti dalla tecnologia (non come in troppi hanno detto e scritto che era favorevole alla moviola in campo) con il dichiarato scopo di essere aiutati a sbagliare di meno. L esperienza a me è servita per fare un po la pace con gli arbitri. Se tutti sono come lui.. SI COMPRA E NON SI VENDE Non entro nel merito della diatriba sorta tra coloro che vogliono acquistare il Siena, dopo che il Presidente si era dichiarato disponibile a vendere, e l attuale proprietà che ritiene poco credibile l offerta. La cosa è troppo delicata ed a me sono sconosciuti molti passaggi nonchè una certa dietrologia che appare sempre più evidente per potersi esprimere. Ciò che non mi piace, da tempo, e che non piace a tanti senesitifosi, è il clima che si è instaurato tra i vertici del Siena Calcio e le istituzioni (De Luca le chiama così, ma credo si riferisca solo al Comune). Non piace perché è foriera di danni per la città prima e per la squadra di calcio poi. E non piace perché sentir polemizzare costantemente il maggior azionista con la prima istituzione, dà il senso di una battaglia che travalica l ambito sportivo. Se così fosse sarebbe grave. Quattro mesi fa scrissi una lettera aperta a De Luca chiedendo che spiegasse a noi tutti il perché di tali pessimi rapporti. Nessuna risposta. Successivamente ha parlato di promesse non mantenute e di nuovo stadio che lui non vuole e che non servirà a nessuno. Sarebbe bene conoscere quali sono le promesse disattese e se il progetto del nuovo stadio era stato da lui visionato prima della approvazione. Ma leggere una frase che un quotidiano ha attribuito a De Luca (e che non ci risulta smentita) secondo la quale le istituzioni hanno fatto un pesce d aprile parlando della proposta di vendita presentata per di più da privati, dà la sensazione di una offesa alla comunità tutta (indipendentemente dalla coloritura politica di ciascuno) che non può accettare frasi di questo tenore che suonerebbero, forse, appropriate nella Sala del Capitano pronunciate da esponenti della minoranza, ma che hanno una evidente stonatura di forma e sostanza se dette dai vertici della prima squadra di calcio. Una istituzione anch essa! 7

7 8 calcio I bianconeri tornano in campo dopo una sosta di tre settimane, ma non dovrebbero risentirne Le carte in mano a De Canio Luca Luchini A nove giornate dalla fine del campionato, nonostante la buona reazione avuta dopo il devastante scivolone interno con il Brescia, il Siena si trova ancora ad inseguire una salvezza difficile, ma più che raggiungibile. Confessiamo che dopo la notizia dell interruzione del campionato a causa della scomparsa del Pontefice, decisione giusta e condivisibile, come molti altri ci siamo soffermati a pensare se questa sosta avrebbe potuto danneggiare o favorire i colori bianconeri. Dopo aver pesato pro e contro, siamo arrivati alla determinazione che per il Siena questo prolungato intervallo sarà ininfluente perché gli uomini di De Canio devono sostenere nove finali, nel corso delle quali non conta né il blasone degli avversari, né il nome dei giocatori scelti dal mister senese, né le eventuali assenze degli avversari. Contano soltanto la determinazione e la voglia di vincere. Il campo ci ha dimostrato come il gruppo a disposizione di De Canio sia qualitativamente e quantitativamente in grado di sopperire ad infortuni, appannamenti di forma e inevitabili squalifiche per vincere la sua volata finale. Gli oltre due terzi di torneo appena disputato, infatti, ci dicono che il Siena è stato in grado di affrontare a viso aperto e ad armi pari qualunque avversario. Allo stesso tempo la classifica mette davanti ai bianconeri, in qualche caso molto nettamente, formazioni che non sono sicuramente superiori alla nostra. Cosa hanno fatto di positivo rispetto al Siena questa squadre? Probabilmente per rispondere a questa domanda talvolta si potrebbe anche parlare di fortuna e sfortuna e decisioni arbitrali favorevoli e contrarie, ma questo approccio non può bastare. Sicuramente queste formazioni sono state più convinte, concentrate e talvolta determinate dei bianconeri, specialmente sul proprio terreno di gioco e negli scontri diretti che contano doppio. Tutto il contrario del Siena che al Rastrello ha combinato davvero poco ed ha perduto i due incontri spareggio per la salvezza che potrebbero alla fine risultare determinanti per il mancato raggiungimento della permanenza in serie A. Adesso, dunque, non si può più sbagliare e regalare nulla agli avversari. La maggioranza dei bianconeri, oltre al dovere di salvare il Siena, sta giocando delle scommesse individuali importantissime, se non fondamentali, per il prosieguo della propria carriera. Convinzione nei propri mezzi, fedele applicazione degli schemi del mister e massima concentrazione in ogni gara sono le uniche ricette possibili per non gettare al vento tutto quanto di buono è stato fatto fino ad oggi. Certo forse sarebbe stato meglio affrontare il grande Milan fra i due euroscontri con i cugini dell Inter. Così come è augurabile un veloce recupero di Flo per poter fornire a De Canio una freccia in più nella sua faretra tecnica. Ma, come detto, si tratta a questo punto di particolari non determinanti che non possono rappresentare alibi. Tecnicamente il Siena può giocare indifferentemente con una difesa a tre o a quattro, con un unico, ma positivo, problema: la sovrabbondanza di buoni giocatori. A centrocampo De Canio ha ottime alternative e sulla fascia può spaziare su scelte differenziate, maggiormente offensive o difensive, a seconda della gara; in avanti, infine, occorre registrare i sensibili miglioramenti di Maccarone, unico capace di dare vera profondità alla squadra. L unica nota negativa potrebbe essere rappresentata dall eventuale protrarsi dei problemi di Flo, giocatore che per il suo tipo di gioco non ha sostituti nel gruppo bianconero. Senza voler sottovalutare l importanza di nessuno, noi crediamo che per il raggiungimento della salvezza possano essere decisive le prestazioni offerte da Manninger, Tudor, Maccarone e Taddei. Il primo deve dare tranquillità e sicurezza alla squadra, compiendo anche qualcuno di quei miracoli che fanno grande un portiere. Tudor ha l esperienza, la classe ed il fisico per risultare determinante in fase difensiva ed offrire anche un importante contributo offensivo. Di Maccarone abbiamo già detto. Le potenzialità del bomber giunto da Parma sono innegabili. Probabilmente deve soltanto ritrovare fiducia in se stesso, sentendo allo stesso tempo intorno a se la fiducia dell ambiente, e quella condizione fisica che si acquisisce solo giocando. Resta Taddei e la salvezza del Siena non può non passare anche dai suoi piedi. Lo spezzone di gara contro la Lazio dell amico Papadopulo ha confermato quanto possa essere importante il suo apporto. Il brasiliano sa che in questo finale di stagione si sta giocando una buona parte di carriera, e forse proprio per questo, oltre che per ciò che è accaduto nel corso di questo campionato, deve essere sostenuto ed incoraggiato più degli altri. Ritrovare il vero Taddei potrebbe essere determinante per il raggiungimento della salvezza. Un pensiero infine per il futuro. Tutti siamo interessati, con un pizzico di preoccupazione, alle vicende societarie e vorremmo che tutto girasse al meglio e fosse già sistemato. Sia che si continui sulla strada attuale, che si parli di cambiamento. In questo momento, però, la squadra ha bisogno di tranquillità e serenità e tutto l ambiente che la circonda ha l obbligo di creare il giusto clima. Se ci sono legittime aspirazioni di nuovi ingressi, o un altrettanto legittima volontà di continuare a sognare a Siena da parte dell attuale dirigenza, è anche normale che ci siano contatti e trattative. Ma ciò deve accadere nelle sedi appropriate, nei momenti più indicati e soprattutto con i giusti toni. Qualunque altra modalità non serve a nessuno, anzi è dannosa alla causa comune. E siccome tutti giurano grande ed eterno amore alla Robur, dimostrarlo non dovrebbe essere un grande sacrificio.

8 febbre alta Squadra e città sono da serie A Antonio Gigli Noi senesi siamo un po strani, è fuor di dubbio, non a caso a suo tempo anche il sommo Dante lo scrisse nella Divina Commedia. Non stupisce più tanto, quindi, quanto accade intorno alle vicende della massima società calcistica cittadina. La squadra sta navigando in acque pericolose, ma l impegno del mister e dei giocatori non manca di certo e soprattutto la salvezza è ancora cosa possibile. In altri luoghi e altri lidi tutti si stringerebbero intorno alla società, al di là di chi sia il presidente, ma a Siena, nonostante le buone intenzioni, questo non accade, o almeno ci sembra. Oddio, siamo contenti di vivere in una città dove le vicende dello sport nazionale non siano di vitale importanza per l umore dei tanto. De Luca si è lasciato andare a mille dichiarazioni, ma niente di concreto era venuto fuori. A poche ore da una partita importante, quella con la Lazio, ecco che si viene a conoscenza di una lettera inviata alla società dove si chiede di conoscere la situazione contabile del Siena per eventuali offerte. I tifosi, giustamente, si sono chiesti: era il momento opportuno? Si può chiedere di comprare una società dalle pagine di un giornale o dalla tv o non sarebbe meglio farlo negli uffici adeguati e preposti allo scopo? Insomma i tifosi, e lo hanno reso noto pubblicamente, non sono rimasti contenti di una trattativa nata male nei tempi e nei luoghi inopportuni. Oltre a loro, però, sui mass media poco risalto è stato dato ai tempi ed ai modi 9 cittadini, come purtroppo accade in molti luoghi della penisola. Insomma, a Siena non scendiamo, e mai lo faremo, in piazza per protestare contro decisioni o risultati sportivi negativi, indicando in questa maniera che nella nostra secolare vena di follia ci sia anche tanta sapienza. Detto questo, però, ce ne corre dal dire che tutti remino verso la stessa meta. Il presidente De Luca tempo fa, preso dallo sconforto della contestazione, poi rientrata parzialmente, di un parte della tifoseria, dichiarò di voler cedere la società nel caso fosse stato lui il problema. Da quel giorno le voci si sono rincorse, scoop giornalistici più o meno fondati ci hanno aggiornato sulla situazione senza, però, farci capire più di (una lettera scritta a mano ) quasi che fosse regolare che si prendesse carta e penna e si scrivesse alla Fiat: cara Fiat, ho qualche soldino da parte, mi mandi i tuoi libri contabili per capire se posso fare un offerta per l acquisto della maggioranza del pacchetto azionario? Spesso il presidente De Luca è stato accusato di eccessiva teatralità nei suoi interventi, di dichiarare eccessivamente, e forse è vero, ma per gli eventuali nuovi possibili acquirenti il biglietto di presentazione non è stato di certo dei migliori. Del fatto si sono subito accorti, a dire la verità, anche gli estensori della lettera, che hanno dichiarato di sospendere ogni trattativa, più o meno, per non turbare la squadra. La morale della vicenda dimostra che per l ennesima volta i tifosi senesi hanno dato dimostrazione di saggezza. In altri lidi, ripetiamo, si fanno agguati ai giocatori, si contesta tutto e tutti senza capire che oggi il calcio è cambiato e i salti nel vuoto nel mondo del calcio nostrano sono all ordine del giorno. Allo stesso modo siamo contenti che di questa saggezza siano state contagiate anche le varie parti in causa. Si può capire tutto, a partire dal carattere particolare dei senesi, ma quello che non capiamo è perché non stringerci attorno alla squadra ed alla società, mandando a quel paese i personalismi e la faziosità di tutte le parti in causa. Il Siena in serie A non è la vita, non ci saranno suicidi in caso di retrocessione, ma perché non capire che sarebbe meglio restarci, con il carico di soddisfazione sportiva ma anche il ritorno economico di una città che, seppure nella sua agiatezza, non dovrebbe buttare via niente. Domenica 24 aprile, per esempio, Siena sarà invasa da tantissimi tifosi udinesi che contraccambieranno la splendida visita dei senesi in quel di Udine, quando furono accolti con grande amicizia. Non solo, molti dei tifosi friulani riempiranno agriturismi ed alberghi nei giorni seguenti alla partita, per ritrovarsi domenica mattina per un brindisi generale con i bianconeri. Non sono anche questi segnali positivi di una città? Siena in serie A c è sempre stata e quindi deve rimanerci, per far capire al nevrotico mondo del calcio la nostra secolare diversità.

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10 12 calcio Tore André Flo ARCHIVIO SERIE A 28 a giornata BOLOGNA-SIENA 1/1 (st 11 Bellucci su rig.; 19 Maccarone) 29a giornata SIENA-LAZIO 1/0 (st 15 Tudor) Classifica: Milan e Juventus 66; Inter 50; Udinese 48; Sampdoria 47; Palermo 44; Bologna, Roma e Cagliari 38; Lecce, Messina e Livorno 36; Reggina 35; Lazio 34; Fiorentina e Chievo 31; Parma 30; Siena 29; Brescia 26; Atalanta 24.

11 13 calcio STRISCIA LA RECLAME Quando andavo allo stadio da bambino erano ancora i tempi in cui la gente poteva arrivarci all ultimo minuto dopo aver assaporato appieno il gusto del pranzo domenicale, culminato magari con le paste del Nannini che, a cavallo del boom economico dei primi anni Sessanta, rappresentavano quasi uno statussymbol da esibire per il Corso, il dito infilato nel nodo che chiudeva l involto color rosa. Forse proprio per questo gli altoparlanti del Rastrello accoglievano i tifosi bianconeri ricordando che Il prodotto per star sani è la China Gambacciani che, veniva subito puntualizzato, era un prodotto delle distillerie Gambacciani di Empoli e quindi immaginavo che chi era interessato poteva andare a procurarsene qualche bottiglione direttamente in fabbrica. Nel frattempo, noleggiati per poche lire i cuscini (che al fischio finale dell arbitro, come una sorta di rito, sarebbero immancabilmente volati in campo), molti spettatori indugiavano a chiacchiera vicino agli ingressi delle tribune, additando magari l un l altro le belle gambe della moglie di questo o di quel giocatore che, evidentemente, in questo particolare campo hanno sempre potuto permettersi di avere buon gusto. Del resto si sa, pareva voler intanto sottolineare la reclame di turno, Da Marina Becci, al passeggio della Lizza, le migliori calze. L attesa della gara la si poteva ingannare ascoltando il refrain delle canzonette più in voga del momento mentre, imperioso dall alto, l ammonimento I dischi che state ascoltando sono offerti dalla ditta Olmi suscitava quasi un moto di eterna riconoscenza verso cotanto benefattore con celebre negozio in Via Banchi di Sopra ma che, ricordava il vocione, ne aveva ad ogni buon conto un altro anche in quel di Grosseto Piazza Dante 23. Per anni ho sentito quell annuncio ed ogni volta mi sono chiesto chi mai sarebbe andato fin là per comprare i dischi dell Olmi In particolare mi colpiva, piuttosto, la profetica pubblicità di una certa ditta (di vini, mi pare) che, davvero con incrollabile fiducia (alle volte rivelatasi purtroppo mal riposta), prometteva una cassetta dei propri prodotti al giocatore del Siena che segnerà la prima rete, quasi un presagio di goleada! Assai ben diverso, invece, era lo stato d animo che infondeva il consiglio di brindare al possibile successo della squadra del cuore con il mitico Stock 84, non solo perché i ragazzini (almeno allora) non consumavano superalcolici, ma per il fatto che quella previdente pubblicità contemplava anche la possibilità di ingerire il medesimo liquore anche in caso di sconfitta, per consolazione insomma. Il che induceva più di uno, lì attorno in tribuna, a fare i debiti scongiuri. Ma ormai l ingresso in campo delle squadre era vicino, lo si intuiva dallo stuolo di raccattapalle attorno all uscita del sottopassaggio degli spogliatoi. Tra gli applausi della folla che salutava i propri beniamini restava però ancora il tempo per un ultimo sorriso nell apprendere che Jolly Caffè piace perché è buono, affermazione che di colpo faceva assomigliare il rombante speaker dell A.C. Siena ad un Mago di Brozzi ante-litteram. Oggi, e già ben prima della serie A, anche la pubblicità dello stadio ha fatto un salto di qualità ed è assai diversa, meno ingenua e più fantasmagorica, di quella di un tempo. Sicuramente ancor più ammiccante e, se possibile, insistente. Così, lo spot che ti perseguita a casa in TV ora ti segue fin dentro l Artemio Franchi e va in onda sul maxischermo; nemmeno il Giomini - The Voice attuale dello stadio lascia più il minimo spazio all improvvisazione. Ed ai bordi del campo, in luogo dei caserecci cartelloni di una volta, sbiaditi dalle intemperie e acciaccati dalle pallonate, è tutto uno sbocciare di immagini in movimento, un continuo rincorrersi di scritte, un alternarsi di marchi e di colori che inscenano una cangiante sarabanda che muta in continuazione lo sfondo delle azioni di gioco. Ancor oggi però, nella conca del Rastrello da cui sarebbe bello non emigrare mai verso altri lidi, ci vuol poco per ritrovare un po dell atmosfera di quei tempi andati : succede quando risuonano le note, così familiarmente demodé, dell inno del Siena che l ugola del buon Franco Baldi (bancario in pensione con l hobby ben coltivato della musica e, per l occasione, del canto) ha reinterpretato con assoluta fedeltà all originale eseguito negli anni Cinquanta da Alessandro Ciani. Quasi un tributo d affetto. Mario Lisi

12 calcio 15 Il presidente neroverde Toscano anticipa per noi il bilancio di fine stagione Il San Miniato gode ottima salute Gigi Rossetti Non è ancora Maggio, non è il tempo in cui si contano le pecore, non è, insomma, il tempo per fare bilanci ma è comunque il tempo per chiedere a Luigi Toscano, Presidente del G.S. San Miniato, come vanno le cose in casa neroverde. Quattro domande come quattro mosse, per dare scacco a tutti quelli che il futuro del San Miniato lo dipingevano a tinte fosche. Allora, Presidente Toscano, che stato di salute gode la società? Ottimo. Ci siamo sempre distinti per qualità, professionalità e serietà e in questo ambito si devono riunire giocatori, tecnici, dirigenti e continuiamo a farlo. Vittorie e sconfitte fanno parte del gioco, prendiamo le prime senza eccessiva euforia, accettiamo le seconde coscienti che a volte gli altri possono essere più bravi di noi. Noi che non possiamo, però, certamente fermarci al risultato del campo ma che dobbiamo portare avanti il nostro lavoro con occhio attentissimo al bilancio e qui, se mi permette, devo davvero essere soddisfatto per quello che siamo riusciti a fare. La stagione non è ancora finita, ovviamente, ma i risultati fin qui ottenuti ci lasciano,da questo punto di vista, abbastanza sereni. Presidente, l esperienza dell avventura nazionale con il Sansovino che esperienza è stata? Devo premettere, intanto, che questa società ha fondato le sue basi in ambito provinciale prima e regionale poi.questa è sempre stata la nostra forza e continuerà ad esserla; bene, sulla scia di questa venticinquennale esperienza, quest anno con non pochi sacrifici, finanziari e tecnici, abbiamo voluto partecipare a questi due campionati ( Allievi ed Esordienti) dai quali, grazie soprattutto all opera dei due allenatori Tosoni e Gasperini, abbiamo ottenuto risultati che sono andati senza dubbio oltre quelle che potevano essere le aspettative di inizio campionato. Questa però è solo una faccia della medaglia. Il suo rovescio, negativo evidentemente,sono state le lunghe trasferte che hanno avuto come conseguenza un onere finanziario non indifferente ma cosa ancora più grave il fatto che l allestimento di queste squadre, soprattutto quella Allievi, ha penalizzato in maniera enorme la formazione regionale che ancora oggi si trova a lottare nella zona bassa della classifica. Di un anno più giovane rispetto a tutte le altre formazioni, quella degli Allievi regionali sta pagando in maniera incredibile le scellerate scelte di chi era addetto alla composizione degli organici. Scelte certamente non oculate che a questa formazione stanno facendo pagare un dazio pesantissimo. E questo evidentemente è un errore imperdonabile. Questo vuol dire allora che non ripeterete più una esperienza del genere? Perché no?! Certamente, anzi posso dire sicuramente, ripeteremo l esperienza. Correggendo, evidentemente gli errori fatti quest anno altrimenti saremmo diabolici. I campionati nazionali sono una gran bella vetrina per questi ragazzi e di conseguenza anche per i loro genitori che possono essere così ripagati ( sempre troppo poco però) per tutti i sacrifici che hanno fatto e che continuano a fare. È un mese questo dove bisogna cominciare anche a programmare il futuro. San Miniato a che punto è? San Miniato non sta a guardare e i genitori che stiano tranquilli. Questo mese sarà quello buono per programmare la stagione futura. I miei tecnici-collaboratori sono già da tempo al lavoro per portare in neroverde ragazzi utili alla causa San Miniato. Poi Aprile, sarà anche il mese chiarificatore per accordi di collaborazione con società professionistiche, tra cui il Siena, una trattativa questa che potrebbe essere già conclusa prima che questo numero di Mesesport sia in edicola. Per il resto abbiamo acquistato un nuovo mezzo di trasporto per i nostri ragazzi, abbiamo, grazie all immancabile sostegno dell Amministrazione comunale e alla infaticabile opera dei nostri consiglieri Turchi e Meniconi, messo in funzione i nuovi servizi igienici, oltre che terminato il quarto campo di calcetto, e non dimenticando che in cantiere c è l edificazione di altri spogliatoi. Come si vede, e qui mi riallaccio alla prima domanda, il Gruppo Sportivo San Miniato gode davvero ottima salute. Se poi a tutto quello sopra detto aggiungiamo la ferrea volontà dei nostri volontari, l aiuto delle istituzioni senesi e quello dei nostri sponsor, ecco allora che le premesse per fare bene anche il prossimo anno sembrano proprio esserci tutte.

13 16 calcio Quando in quel magico campionato del 2002/2003 l A.C. Siena si aggiudicò la vittoria del campionato di serie B e la strameritata e sudata promozione in serie A, tutti avemmo modo di affermare Non potrà e non dovrà essere solo una toccata e fuga, perché Siena merita le platee della serie A da molti anni. La Robur Siena, oggi Associazione Calcio, ha un passato che poche società delle categorie professionistiche possono vantare. La maturità e l amore sportivo dei dirigenti che l hanno guidata durante questi lunghi anni, senza far registrare fallimenti o retrocessioni per dissesti economici, rappresentano un patrimonio da rispettare. In occasione della promozione alla massima serie si disse che, per rimanerci per un po di anni, sarebbero state necessarie: strutture adeguate, un organizzazione societaria più professionale, all altezza dei tempi e della serie calcistica da affrontare, una base economica più solida e duratura nel tempo tale da consentire una programmazione per il futuro più sicura e tranquilla. Il coinvolgimento delle Istituzioni senesi, che risulta essere indispensabile ed imprescindibile, non si è fatto attendere. Ciascuno per le rispettive finalità ha fatto il proprio dovere. La grande banca non ha fatto mancare il suo sostegno economico e qualche volta anche organizzativo. Il Comune, in un breve lasso di tempo, ha realizzato uno stadio idoneo per la partecipazione ai campionati della massima serie, rispondendo ai dettami dei regolamenti federali senza costringere la società bianconera a migrare su campi a norma. Ciò nonostante, qualcuno continua a dire ed a pensare che le Istituzioni cittadine non sono presenti e partecipi alle vicende della società bianconera. In verità ci sono poche realtà calcistiche, sia professionistiche che dilettantistiche, che possono vantare una così concreta e fattiva partecipazione delle Istituzioni come sta avvenendo in questo momento nei confronti dell A.C. Siena. Sono altresì convinto che la buona volontà dimostrata dalle forze in campo, per ragioni e motivi diversi, non ha dato seguito ad una programmazione per il raggiungimento di seri obiettivi condivisi da tutti gli attori, compresi i tifosi ed il pubblico sugli spalti. Il vertiginoso calo di spettatori negli stadi è un fenomeno che ha coinvolto tutte le realtà calcistiche professionistiche, per non parlare di quelle dilettantistiche. Questo deve farci riflettere in maniera approfondita, poiché il pianeta calcio nel suo insieme è un connubio fra diverse componenti e, tra queste, una parte determinante la recita il tifoso, quello con la lettera maiuscola, verso il quale deve essere grande il rispetto da parte di tutti. Il tifoso rappresenta il grande cuore ed il calcio senza di esso non ha ragione di essere. Purtroppo, invece, tutte le società hanno richiesto e conseguito proventi derivanti dalla vendita delle gare di campionato alle TV private o pubbliche che sono stati messi a bilancio, ben sapendo che il pubblico sugli spalti sarebbe diminuito. È evidente che molti sostenitori preferiscono vedersi le partite comodamente seduti in poltrona, a minor costo e senza affrontare il freddo invernale. C è ormai da parte di tutti l impressione che ci dovremmo adattare a convivere con il fenomeno della PAY-TV, ma è necessario cercare di contenerne gli effetti negativi. Questo fenomeno mediatico ha negativamente coinvolto anche il Siena, che può contare soltanto su un capoluogo di abitanti circa. Infatti, dopo l entusiasmo del primo anno di serie A, la presenza alle gare casalinghe, fatta eccezione per le cinque o sei partite di cartello che trascinano allo stadio i simpatizzanti di Il Presidente della FIGC a tutto campo sulle tematiche che coinvolgono la società bianconera Un patrimonio da salvaguardare Maurizio Madioni Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio e, perché no, Fiorentina, si è dimostrato sempre meno numeroso per non dire carente. La provincia non ha risposto per quanto ci si aspettava, ma è altrettanto vero che si è lasciato tutto al caso senza pensare a nulla per coinvolgerla. Inoltre, Siena, per il carattere dei suoi cittadini chiusi all interno delle loro tradizioni, è la città meno adatta a farlo. Invece, occorre affrontare questo problema con più coraggio, determinazione e sano realismo, lasciando da parte il romanticismo e la tradizione. Come fare, allora, per riportare il tifoso o il sostenitore nei campi sportivi? Organizzare servizi di trasporto gratuiti per lo stadio dalla periferia e dai paesi limitrofi; coinvolgere tramite la provincia le Amministrazioni Comunali per trovare soluzioni di comune interesse; promuovere la creazione di Club bianconeri assegnando inizialmente abbonamenti e biglietti omaggio. Queste ed altre iniziative potrebbero essere promosse per invogliare i tifosi, i sostenitori ed i simpatizzanti a ritornare a vedere le partite in tribuna. Non credo proprio che sia un problema di capienza dello stadio e non voglio entrare nella diatriba stadio nuovo all Isola d Arbia oppure ulteriore ampliamento ed adeguamento dell Artemio Franchi, in arte Rastrello, anche se come Presidente della F.I.G.C. senese ho un mio preciso pensiero. Ritengo però che, per arrivare a darsi un organizzazione adeguata alla categoria ed alla realtà senese, ci sia bisogno di spazi, campi sportivi ed alloggi per i giocatori, per gli allenamenti e, soprattutto, per le gare del settore giovanile bianco-nero; settore sul quale il Siena deve fondare e riporre tutte le sue future fortune, perché i capitali di qualche magnate, qualora fossero reperibili, o delle Istituzioni stesse, non saranno mai sufficienti per restare a questi livelli. Per quanto riguarda l area grandi eventi, non c è bisogno di scomodare lo stadio, ma sarebbe sufficiente che la società si assumesse, fin da adesso, l onere di organizzare spettacoli, concerti, manifestazioni, ecc. e sono sicuro che, per queste occasioni, che avrebbero come finalità il sostegno societario, nemmeno la Piazza del Campo, così tanto cara a noi senesi, verrebbe negata. Per poter mettere in atto queste attività e raggiungere gli obiettivi sinteticamente citati, è indispensabile però che tutte le componenti siano interessate e coinvolte all interno del Consiglio dell A.C. Siena. Questo, però, non è il momento ideale per pensare a significativi cambiamenti, perché il primo obiettivo che ci deve vedere tutti uniti e partecipi in queste ultime gare di campionato è il conseguimento della permanenza in serie A. Avremo tempo e modo di parlare di possibili cessioni della Società, di aumenti di capitale, di ristrutturazioni interne ed esterne, se ci saranno le basi, ma soprattutto la volontà comune.

14 17 fatti e personaggi del mese a cura di Francesco Vannoni L ADDIO A MYERS Doveva essere la solita conferenza stampa: analisi a posteriori dell impegno di campionato e presentazione della trasferta in quel di Istanbul. Invece, ecco il colpo di scena: Carlton Myers e la Montepaschi prendono strade diverse e risolvono consensualmente il proprio rapporto contrattuale. I Campioni d Italia e il fenomeno del basket nostrano hanno scelto di separarsi nel modo più indolore possibile e, a giudicare dai fatti, concordi sull opportunità di accomiatarsi. Non è stato un fulmine a ciel sereno: il sentore di qualche crepa nel gruppo biancoverde si era avuto più volte, anche se la pacifica convivenza in nome degli ambiziosi traguardi nazionali ed europei ai quali il collettivo scudettato può ambire, sembrava essere non solo un auspicio generale, ma anche un valido antidoto a qualche malumore serpeggiante. Stavolta invece né l indiscusso carisma e la grande levatura morale di coach Recalcati, né la costante attenzione e vicinanza della società, sono riusciti a ricucire lo strappo e quando, nelle dichiarazioni a caldo del dopopartita con Roseto, l allenatore mensanino ha detto: È il momento delle scelte, in molti hanno pensato a qualche decisione drastica e inequivocabile. Gestire certe situazioni non è mai facile: oltre alle normali riflessioni su cosa può non aver inizialmente funzionato o cosa, più verosimilmente, possa essersi rotto durante il corso della stagione nel rapporto con il singolo che in qualche caso tocca non solo aspetti professionali ma, peggio, legami umani. La Mens Sana perde dunque la ciliegina estiva, rinuncia all estro di un giocatore simbolo nel movimento cestistico nazionale, di talento sopraffino anche se largamente inespresso (almeno per quanto riguarda la parentesi senese), ma ritrova gli equilibri necessari per proiettarsi verso la fase finale della stagione con la consapevolezza di possedere tutti i requisiti tecnici per confermarsi ad ottimi livelli. Adesso, più che mai e al di là di ogni retorica, serve l incondizionato apporto di tutti. Se la leadership di un superlusso poteva alterare gli aspetti motivazionali di tanti ottimi giocatori influenzandone direttamente anche il rendimento tecnico, l anomalia biancoverde è stata rimossa. Come dire che d ora in avanti non ci sono più alibi e se è vero che il risultato sportivo è spesso effetto di una concatenazione di cause, è altrettanto innegabile che, almeno sotto il profilo dell impegno, il servizio alla causa dovrà essere encomiabile dal punto di vista dell intensità e dell applicazione. I prossimi mesi dovranno, attraverso i verdetti del campo, non solo confermare se Siena sarà riuscita o meno a difendere il titolo di Campione d Italia, ma anche dire se i motivi di una Montepaschi meno brillante potevano ricondursi all eccellente valore aggiunto di un fuoriclasse difficile, o se invece gli inceppamenti del meccanismo perfetto siano da ricercare altrove e da valutare bene in sede di programmi e strategie. Come in tutte le storie, di sport o di vita, per un avventura che si esaurisce se ne apre un altra dalla quale dipenderà comunque una buona fetta di futuro mensanino. C è da conquistare un buon piazzamento in ottica play-off e l accesso alla prossima Eurolega (non solo vetrina di grande basket, ma anche occasione per lauti introiti). Di stimoli, semmai Siena ne avesse ancora bisogno, ce n è in abbondanza. Diversamente, chi è causa del suo mal e tutto quel che segue. IGOR TUDOR Igor Tudor è sceso di un bel po di chilometri per passare dalla Mole Antonelliana alla Torre del Mangia; dalla Vecchia Signora alla mitica Robur. L arcigno giocatore croato della Juventus non cambia colore alla propria casacca: che sia a strisce verticali o a scacchi, poco importa; c è un palmares da brividi a dividere le due realtà, due bacini di utenza sportiva enormemente differenti, ma ad accomunarne la storia c è il bianconero della maglia; e poi anche la piccola Siena ha un secolo di calcio da raccontare. Se le Zebre vanno verso la terza stella nella loro incetta di scudetti, anche la Balzana si confronta con i grandi del pallone e tra i grandi vuol restare. A pensarci bene, quella toscana, per il difensore di Madama, era davvero un opportunità da non farsi sfuggire: qui avrebbe ritrovato ex compagni, vissuto una seconda parte di torneo da protagonista e garantito un valore aggiunto tutt altro che trascurabile in esperienza e qualità tecniche ad una squadra tanto bisognosa di maggior solidità e sicurezza. Queste caratteristiche, più di altre determinanti per un organico ritoccato in corsa anche se con innesti qualitativamente indiscussi, ma ancora impegnato nella ricerca dei migliori equilibri, con Igor Tudor possono dirsi raggiunte su più fronti: in campo dove il valore del croato, punto fermo anche della propria nazionale e in Italia ormai da sette stagioni dopo aver mosso i primi passi nella natia Spalato con la maglia dell Hajduk, sembra aver portato quel pizzico di classe in più nel pacchetto arretrato, e fuori perché un rinforzo di questo calibro, oltre a confermare il grande impegno della dirigenza bianconera per non lasciare nulla d intentato nel raggiungimento della salvezza, rafforza una collaborazione con la Juventus comunque utile per l autorevole partner coinvolto e le possibili operazioni di mercato che potrebbero intavolarsi anche in futuro. Le poche voci perplesse (che il campo ha provveduto a smentire) mantenevano qualche dubbio sulle condizioni fisiche generali del giocatore e, secondo uno strano e diffuso metro di giudizio, ne discutevano le credenziali tecniche, come se il prestito ad una piccola sottintendesse la bocciatura da parte di un grande club. Nulla di tutto questo, semmai l occasione per trovare altrove quello spazio precluso da una concorrenza qualitativamente elevatissima. Stimoli, invece, il ragazzo, ne ha da vendere e sulla sua generosità nel sostegno alla causa non c è proprio da dubitare. Del resto basta osservarne la concretezza e valutarne l incisività per comprendere la forte impronta che ha saputo dare: è assai raro che si perda in leziosismi, non sarà rapidissimo, ma può contare su uno spiccato senso della posizione grazie al quale riesce a trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, considerato anche il non trascurabile aspetto di una considerevole struttura fisica supportata da 193 centimetri di altezza e quasi 90 chilogrammi di peso. Il suo è un calcio senza fronzoli, molto efficace e a volte risolutivo. Quelle sortite in avanti che appartengono al suo bagaglio di difensore con il vizio del gol (nella stagione firmò sei reti in 25 presenze), fanno di Tudor una mina vagante nelle aree avversarie dalla quale guardarsi attentamente, soprattutto sui palloni alti, dove la statura, una buona dose di imprevedibilità nei movimenti e non comuni doti di elevazione sono, spesso, l incubo di molti portieri. Chiedetelo a Matteo Sereni: il numero uno laziale è stato l estremo difensore che Tudor ha recentemente battuto regalando tre preziosissimi punti nel match interno contro i biancocelesti di Giuseppe Papadopulo. Un gol che ha nuovamente proiettato il Siena nel vivo della lotta per la salvezza, un sigillo ad una serie di prestazioni in crescendo costante che lascia ben sperare per le restanti battaglie che la Robur dovrà affrontare per guadagnarsi la permanenza nel massimo palcoscenico dell italico pallone.

15 L Uliveto Uisp Siena torna a far parlare di sé e lo fa confermandosi ormai una realtà in costante crescita, un sodalizio in continuo sviluppo tecnico ed organizzativo in grado di esprimere valide prospettive per il futuro sulle quali già si posano gli occhi di molti addetti ai lavori, attenti a premiarne l impegno, i progressi e l evidente maturità agonistica in fatto di affidabilità tecnica ed autorevolezza di risultati. Un esempio su tutti è, in questo senso, Maurizio Cito che, come anticipato nel numero precedente, ce l ha fatta ad indossare la maglia azzurra. Quello che poteva sembrare un frutto dell immaginazione del suo allenatore, si è trasformato in realtà, grazie alla crescita tecnica del ragazzo, manifestata in occasione dei campionati italiani di corsa campestre a Villa Lagarina in trentino. Qui infatti il portacolori dell Uliveto Uisp Siena (primo atleta senese a partecipare alla rassegna iridata in questa disciplina) è giunto quinto nella competizione juniores, ipotecando la maglia azzurra, qualora i tecnici della nazionale avessero deciso di portare l intera squadra juniores, composta da 6 elementi, ai mondiali di cross. Dopo pochi giorni è giunta l ufficialità della scelta effettuata, e per il bravo atleta, classe 1986, si sono aperte le porte della nazionale. Nel caldo quasi estivo (si è parlato di 27 ) dell ippodromo di Saint Galmier, a Saint Etienne (Francia), di fronte alla crema del mezzofondo giovanile mondiale, dove si è imposta all attenzione la grande performance del vincitore, un keniano, capace di far fermare i cronometri sotto i 13 minuti, un tempo senz altro di rilievo sulla distanza dei 5000 metri. Per quanto riguarda invece la prova di Maurizio Cito, l atleta senese ha concluso al 109 posto, coprendo la distanza in su un tracciato di poco superiore agli 8km, quinto dei sei elementi della formazione azzurra e certamente non favorito dal percorso (assai veloce e asciutto) per le sue caratteristiche, e dall inevitabile emozione dell esordio. Per la cronaca, la selezione italiana juniores è giunta quattordicesima su un totale di 18 nazionali classificate. Maurizio ha portato a termine una gara dignitosa, che sicuramente rimarrà un ricordo importante nella sua vita di atleta. Dopo la convocazione di Emanuele Magi ai mondiali juniores di Grosseto 2004 nella staffetta 4x400m, l Uliveto Uisp Siena ha vissuto quindi una nuova gioia azzurra con uno dei tanti giovani cresciuti all interno del club. A questo importante traguardo Maurizio è arrivato per gradi, grazie alla pazienza ed alla tenacia del suo carattere, ed al supporto di un allenatore, il marocchino Abdellah Abdelhak, che ne ha seguito ed indirizzato lo sviluppo tecnico, migliorando un tipo di corsa che ancora alcune stagioni or sono risultava poco redditizia e macchinosa. Cito detiene un personale di nei 3000m, e nei 5000m, ma è indubbiamente nelle corse campestri che riesce ad esprimersi al meglio, arrivando anche a competere con atleti dalle migliori potenzialità in pista. Dopo un inverno travagliato (iniziato in novembre con uno strappo ad una coscia), l alfiere dell Uliveto Uisp Siena è riuscito a riprendere in mano una stagione che sembrava compromessa, vincendo la prima campestre regionale dei campionati di società, per poi aggiudicarsi in febbraio il titolo toscano juniores individuale. Grinta da vendere e una L atleta dell Uliveto Uisp convocato nella Nazionale Juniores per disputare i mondiali di Corsa Campestre La prima volta di Maurizio Cito agli iridati di Andrea Bruschettini volontà di ferro, oltre naturalmente, alla rinnovata fiducia nei propri mezzi: queste le credenziali che hanno consentito a Cito di ergersi a protagonista nei primi mesi del 2005 e di ritrovare così una condizione fisica che fa ben sperare e che sembra appunto pienamente ristabilita dopo la difficile parentesi vissuta alla fine dello scorso anno. Del resto, il traguardo della nazionale raggiunto a 19 anni è un attestazione di stima oltre che la testimonianza di un valore tecnico. Fattori essenziali, questi, che certamente devono spronare l atleta ad un lavoro sempre più meticoloso e mirato per progredire ulteriormente e centrare quegli obiettivi che, viste le buone potenzialità finora espresse e i margini di miglioramento che col tempo affineranno la struttura fisica e l incedere dell azione, non gli sono certo preclusi. La tranquillità, insieme ad un applicazione lenta e graduale, sono le basi dalle quali Maurizio Cito deve ripartire, animato da quell umiltà di chi vuol guardare oltre l ultimo importante approdo, per quanto ragguardevole esso possa essere. E allora, dopo i complimenti di rito, è già tempo di tornare a sudare. Riprende la corsa e Maurizio pensa al prossimo traguardo da raggiungere per celebrare un altro successo firmato Uliveto Uisp Siena. 19 atletica leggera

16 Roberto Montermini riconfermato Presidente del Coni Provinciale per il secondo mandato consecutivo Lo sport non deve più essere un optional di Francesco vannoni Il nostro primo dovere di dirigenti è quello di riuscire a trasmettere il messaggio e i valori che lo sport ci ha tramandato nella nostra esperienza di atleti. Roberto Montermini, rieletto alla guida del Coni Provinciale per il prossimo quadriennio, è un uomo che allo sport ha dedicato molti anni della sua vita e che agli alti contenuti etico-morali vuole ispirarsi in questo impegnativo ma stimolante secondo mandato. Ringraziando quanti, in varie forme e in diversi ambiti, hanno dimostrato vivo apprezzamento per il lavoro svolto in questi anni, mi preme evidenziare la ferma intenzione di perseguire, insieme ai miei collaboratori e nel segno della continuità, quelle linee operative mirate al consolidamento di una cultura sportiva che nella nostra realtà può contare sulle radici secolari di una grande tradizione. Una delle novità più importanti a riguardo del nuovo assetto organizzativo del Coni, è rappresentata dall ingresso negli organi direttivi di alcuni rappresentanti degli enti di promozione sportiva: 5 membri (uno per ogni ente) nel Consiglio Provinciale e un rappresentante in Giunta. Una molteplicità di espressioni dalla quale passa inequivocabilmente il nostro impegno per garantire a tutti indistintamente il diritto di fare sport, a prescindere dalla natura agonistica o amatoriale, dalle potenzialità fisiche e dalle eventuali patologie legate ad handicap o altre condizioni di svantaggio individuale. Tutto ciò necessità di un progressivo radicamento tra le diverse anime di sportivi, chiamati a ricevere e rilanciare tutte le caratteristiche peculiari di un patrimonio universale. Anche accogliendo un input del Coni nazionale, il nostro comitato reputa di fondamentale importanza la collaborazione con il mondo della scuola. Quello tra organismi sportivi e realtà scolastica appare come un binomio imprescindibile dalla cui efficienza dipende, in gran parte, anche il futuro stesso dello sport come fenomeno di massa. In questo senso la grande convergenza con il Centro Servizi Amministrativi, costantemente concretizzata grazie alla sensibilità del Prof. Francesco Binella Coordinatore per le attività fisico-motorie, ci consentirà di approntare ancora una serie di iniziative che coinvolgeranno tutto l apparato scolastico. In questo modo vogliamo unire alle finalità del gesto sportivo, preziose occasioni di aggiornamento professionale anche per gli insegnanti. Chiaro il riferimento al progetto denominato Il Bambino sceglie lo Sport che il Coni senese sta realizzando, con il contributo dell Amministrazione Provinciale, in tutte le scuole elementari della provincia. Ed è proprio in virtù dell impegno a rispondere in modo sempre più capillare alle esigenze del territorio, che Roberto Montermini intende costruire una rete di collaboratori di zona che possano monitorare da vicino opportunità da offrire, richieste da soddisfare e criticità da rivedere. L ottima riuscita del progetto riprende Montermini oltre a dimostrare la importanza di un approccio graduale, specie verso iniziative come questa programmate in più anni, testimonia la valida sinergia su cui poggia il rapporto con le istituzioni sia a livello cittadino che provinciale. Evidenziando la massiccia partecipazione e ritenendo fondata la possibilità di un ulteriore incremento, pensiamo di aver strutturato in modo metodologicamente valido l ossatura del progetto stesso pur restando impegnati a valutarne adeguamenti e migliorie. Dobbiamo rilevare la costante e attenta opera di sostegno alle nostre iniziative sia da parte dell Amministrazione Comunale di Siena, in special modo con l assessore allo sport Alfredo Tanzi, sia per quanto riguarda la stessa AmministrazioneProvinciale e l assessore Giorgio del Ciondolo, nonché larghissima parte dei comuni della provincia. Lavorare insieme permette di agire più in profondità e a questo proposito opereremo cercando di coinvolgere, in alcune nostre iniziative, anche comitati appartenenti ad altre province per un prezioso interscambio di idee, proposte ed esperienze. Va in questa direzione il riproponimento della Staffetta dell Amicizia in collaborazione con il Comitato Provinciale di Terni. L appuntamento fa parte di un composito calendario ormai abituale, dove le varie iniziative risultano ben incardinate. Il Coni di Siena lavorerà per una maggiore conoscenza dei temi riguardanti la medicina dello sport e, sotto questo aspetto, rinnoverà una serie di collaborazioni con tutte le strutture preposte. Per la massima diffusione delle iniziative in cantiere, avrà un ruolo determinante la comunicazione che dovrà essere precisa e tempestiva sfruttando la reperibilità di spazi preposti senza trascurare nessuna delle soluzione offerte dal progresso mediatico. Il basilare contributo che il Coni provinciale deve saper offrire alla collettività in termini di confronto e conoscenza delle tematiche sportive e delle loro implicazioni nel contesto sociale, culturale e formativo, impone la necessità di promuovere e favorire ogni tipo di occasione utile alla crescita generale degli individui. A tale scopo, accanto a manifestazioni di carattere prettamente sportivo come la Giornata dello Sport per Tutti, la Giornata Olimpica o la Festa Nazionale dello sport, in programma la prima domenica di Giugno, il Comitato provinciale di Siena continuerà ad organizzare convegni e seminari per dibattere le questioni più attuali inerenti l universo sportivo. Per fare questo ed arrivare quindi a sviluppare una progettualità di più ampio respiro, sarà fondamentale mantenere e rinnovare la forte identità di vedute già esistente con il Comitato Regionale Toscano. La riconferma di Ernesto Rabizzi puntualizza il presidente provinciale- è la migliore garanzia sotto questo profilo, per levatura morale, conoscenze tecniche acquisite e vivacità propositiva. Saranno quattro anni di intenso lavoro quelli che attendono Roberto Montermini e tutto lo staff del comitato provinciale del Coni, ma che il presidente apre con il giusto entusiasmo e con quella voglia di fare che sostiene chi sa di adoperarsi per una nobile causa: Dobbiamo compiere ogni sforzo chiude Montermini perché lo sport non esaurisca il proprio compito alla conclusione di una carriera, ma sappia ritagliarsi il proprio ruolo nella vita e nei comportamenti di ognuno di noi come testimonianza di valori e insegnamenti in grado di segnare pacificamente la storia e la civiltà dei popoli. 20 cinque cerchi

17 21 cinque cerchi

18 Mentre la stagione si avvia al termine, gli atleti universitari continuano a fare risultato Quando il podio ha i colori del Cus di Daniele Giannini Il mese di marzo si è aperto per gli atleti e le atlete del CUS Montepaschi-Vita Chiron Vaccines, sponsor tecnico Allstar-Senarmi, con le qualificazioni zonali per le prove nazionali per il campionato italiano assoluto. Qui ci sono stati tre bellissimi podi ed altri buoni risultati che hanno permesso sette qualificazioni su dodici. Nella spada femminile Martina Bancheri e Martina GiovanNetti si fregiavano del bronzo cedendo solo rispettivamente alle romane Colombo e Manni, mentre Barbara Galini cedeva nei sedicesimi e si classificava 28^; più indietro Elena Sommariva e Bianca Vannoni fermatesi nei 64. Altro bronzo veniva raccolto nella sciabola da Elisa Vanni, che in semifinale lasciava il passo alla frascatana Marcheggiani, mentre la giovane Federica Parisi si classificava 25^ e falliva la qualificazione per un soffio. Nel fioretto femminile la cadetta Giorgia Zizzo, classificandosi 20^ raggiungeva la qualificazione per la prova nazionale di Eboli 22 scherma (SA), mentre nel fioretto maschile ad un Niccolò Nuti già qualificato perché nell elite si aggiungevano un Erik Peruzzi brillantissimo 16, che si toglieva la grossa soddisfazione di battere il campione olimpico Salvatore Sanzo del G.S. Carabinieri e gli inossidabili Fabio Miraldi 21 e Alessandro Nespoli 27 ; non ce la faceva il cadetto primo anno Niccolò Zanchi che si potrà comunque giocare la qualificazione alla finale di Coppa Italia. Nella qualificazione regionale di spada maschile di Firenze riuscivano nell impresa Erik Peruzzi e Giacomo Steiner che si classificavano rispettivamente quinto e dodicesimo; poco distaccati ma non qualificati Vieri Vannoni 17,Riccardo Vigetti 18^,Matteo Carducci 21,Caruso Tancredi 22 ed Alessandro Nespoli 29 su un lotto di sessanta partecipanti. Si è svolta ad Imola, intanto, l ultima prova del Gran Prix di spada under 14 e i giovani schermidori del CUS, hanno colto una serie di risultati davvero eccellenti che li hanno visti raggiungere i vertici nazionali delle varie categorie. Vediamo nel dettaglio i risultati: nella categoria Allievi Lorenzo Bruttini ha raggiunto ancora una volta la finale ad otto e si è classificato 6 cedendo nel primo quarto al genovese Bino, che in altre occasioni era riuscito a battere. Questo risultato ha permesso a Bruttini di porsi al 3 posto del ranking nazionale che, in vista del campionato italiano del prossimo maggio, lo mette in condizioni sicuramente buone per poter aspirare al podio. Nella categoria giovanissimi Marco Tanfoni non ha saputo ripetere la bellissima prova offerta nella prima competizione ed ha chiuso al 20 posto,questo risultato gli ha comunque permesso di andare ad occupare la posizione numero 13 del ranking nazionale, solo qualificazione per la diretta invece per Roberto Muzii alla sua prima uscita in campo nazionale. Nelle allieve bronzo per Alice Volpi, 11^ Gaia Fratini e tabellone da 64 per Irene Crecchi in giornata decisamente negativa rispetto alle sue capacità e possibilità. La Volpi con questo risultato va ad occupare il terzo posto nel ranking nazionale, mentre la Fratini l ottavo, più indietro la Crecchi. La cosa positiva, al di là dell ottima prestazione di Volpi e Fratini, è che nelle prime otto del ranking solo due sono del primo anno della categoria e sono appunto le due spadiste cussine. Sono stati diramati intanto dalla federazione anche i ranking finali di fioretto ed anche qui le giovani lame senesi sono in alto. Nelle allieve Alice Volpi è seconda, Irene Crecchi 12^ e la Fratini con una sola prova è 40^, nei maschietti Guido Ferrini è quinto e nei giovanissimi Marco Tanfoni 37. Sempre nello scorso mese di marzo si è svolta a Mestre la finale del campionato italiano delle categorie Giovani e Cadetti. La sezione senese del Centro Universitario Sportivo era presente alla rassegna finale con quattro atleti: Niccolò Nuti e Vanni Mario Zanchi nel fioretto maschile Giovani ; Giorgia Zizzo nel fioretto femminile cadette e Maria Elisabetta Lastri nella spada femminile Cadette. Vediamo nel dettaglio i risultati. Niccolò Nuti si è classificato nono dopo aver vinto il primo assalto di diretta e si è fermato negli ottavi di finale cedendo al frascatano Cinti per dopo un assalto avvincente ed al cardiopalma, forse un po penalizzato dalla troppa aggressività in relazione ai nuovi tempi di segnalazione imposti dalla federazione internazionale; Zanchi Vanni Mario, al rientro in una competizione importante, dopo il grave infortunio, si è classificato ventesimo sconfitto dal ternano Picchi. Nota positiva, visto che è al primo anno della categoria, per Giorgia Zizzo che nel fioretto cadette si è classificata ventitreesima perdendo il primo assalto con la livornese Celati per dopo essere stata a lungo in vantaggio,nel ripescaggio si è imposta nettamente per 15-8 alla ternana Fratini per poi cedere alla pisana Marrucci che le ha imposto ritmi alti che la giovane senese non è riuscita a contenere. Infine nella spada cadette Maria Elisabetta Lastri si è classificata ventisettesima, un risultato che non fa fede però del valore espresso dalla senese rispetto a quello delle avversarie incontrate; infatti nel primo assalto ha perso con la ravennate Manzi (sesta classificata) e nel secondo 15-8 con la perugina Vardaro poi medaglia di bronzo;la speranza è che la Lastri sappia trovare gli stimoli giusti per il prossimo passaggio nella categoria giovani. Anche in questo scorcio di stagione il sodalizio universitario, presieduto dal Prof. Francesco Pulitini, ha portato alla ribalta nazionale i colori senesi in attesa degli ultimi appuntamenti agonistici previsti dal calendario federale prima della pausa estiva. Gaia Frattini ed Alice Volpi (in alto). Erik Peruzzi (in basso)

19 24 riconoscimenti A VOLTE RITORNANO Il ritorno degli ex con una maglia diversa non è mai una cosa neutra. Giocatori, allenatori, di calcio o di basket che siano, vanno e vengono; non di rado ritornano. Come giocatori o allenatori di un altra squadra. Difficile che nei loro confronti l atteggiamento sia di indifferenza; sì, è vero, soprattutto nel calcio capita che torni come ospite qualche giocatore che, con la nostra maglia si era portato senza infamia e senza lode e allora per lui non c è ricordo ma solo silenzio, tuttavia, più spesso, nei confronti di queste persone, la memoria prevale e si esplicita nel momento in cui entrano in campo. Siena, da questo punto di vista, è una piazza esemplare, tanto nel settore del calcio quanto in quello del basket. Di recente, due partite nell uno e nell altro campo hanno infatti visto come protagonisti alcuni ex di turno e, va detto a merito della tifoseria senese, sono sempre stati accolti con uno spettacolo di grande civiltà e spirito sportivo. È tornato a Siena Papadopulo, ora allenatore della Lazio, e lo stadio gli ha tributato un omaggio affettuoso: gli è stata offerta la maglia bianconera che, per alcune stagioni, aveva guidato e gli è stato tributato l applauso che spetta a chi ha, nei confronti della città sportiva, un credito di riconoscenza. Papadopulo ha portato il Siena in serie A e questo Siena non se lo dimentica. Lo aveva aspramente contestato quando sembrava che la serie B non fosse pane per i denti bianconeri; lo aveva riaccolto prima con perplessità poi, visti i risultati, con entusiasmo quando aveva ripreso il posto di comando portando a salvamento la squadra. Lo aveva osannato quando aveva fatto raggiungere ai bianconeri la massima serie. Giustamente, ora gli ha reso omaggio al Rastello. La stessa cosa è accaduta, negli stessi giorni, con due ex del basket. Arriva a Siena l Ulker di coach Ataman che schiera in squadra anche l altro amato ex, Voukcevic, e l accoglienza è la stessa. Applausi del pubblico, omaggi da parte della società. Nessuno si dimentica che ad Ataman si deve la conquista della Saporta e che Voukcevic ci ha regalato tante soddisfazioni prima di scegliere altri lidi. Del resto non sono stati i primi ad essere ricordati con affetto quando sono tornati da avversari. Gorenc non è mai stato dimenticato; altri, anche meno titolati, non sono mai usciti dal parquet senese senza aver ricevuto un saluto, un canto, un applauso. Quando allenava, Lombardi è stato salutato con affetto ogni volta che una sua squadra scendeva al Palasclavo; lui aveva riportato in alto la Mens Sana, ma anche allenatori che non avevano coronato la loro presenza a Siena con traguardi prestigiosi sono sempre stati accolti con amicizia e correttezza sportiva: Melillo, ad esempio, o l ottimo Cesare Pancotto, per fare un altro esempio. Certo ci sono le eccezioni. Il pubblico sportivo senese è corretto, affettuoso e riconoscente ma ha anche una memoria da elefante e la suscettibilità di un gatto: non fategli uno sgarbo perché non se lo dimentica e ve lo fa pagare. Ne sanno qualche cosa alcuni ex non proprio amati dai senesi: gli ululati riservati a Bianchini hanno continuato per anni a ricordare ai posteri il modo ruvido in cui si interruppe il rapporto e la rancorosa separazione fra il coach e la società. E gli sberleffi con i quali viene accolto regolarmente Fabrizio Frates stanno lì a perpetua memoria di un amore che non sbocciò mai fra un allenatore forse un po troppo supponente e snob e una tifoseria che con i coach ha bisogno di un feeling passionale. Quando poi un allenatore fa la gaffe madornale di offendere il pubblico presente perché è scontento di quello assente, la misura è colma. Non fu una bella idea da parte di Frates quella di definire gli irriducibili supporters biancoverdi che non avevano mai fatto mancare il calore del loro tifo quattro gatti. Semmai avrebbe dovuto prendersela con i tanti altri gatti che non andavano a vedere le sue partite (e se non ci andavano c era anche la sua buona ragione: stava facendo fare alla squadra delle partite mediocri). Cannò alla grande e Siena non glielo ha mai perdonato. Perché, in fin dei conti, avrebbe mai dovuto farlo, scusate? Duccio Balestracci

20 Niente da fare! Marzo ha emesso le sentenze definitive che assegnano alle squadre della Libertas un onorevole quinto posto per i maschi ed un prestigioso terzo posto per la formazione femminile. Si sapeva che in A/2 maschile tutto era già deciso da tempo: Fortitudo Bologna ed Arpino ai play-off, Iglesias e Muravera retrocesse in B/1. Per il team senese, le ultime due partite in trasferta si sono concluse con altrettanti pareggi, per merito soprattutto di Fatai Adeyemo ed Andrea Bongini che, sul primo tavolo, hanno fornito ottime prestazioni sia contro Iglesias, che a Parma. Sul secondo tavolo, invece, mentre Paolo Racca ha dato conferma del suo rendimento costante (uno su Sentenze definitive per le due squadre senesi classificatesi al quinto posto coi maschi ed al terzo con le femmine La Libertas riparte dalla serie A2 di Corrado Bagella due), gli altri giocatori, Angelo Teatino e Nikolay Boyadzhiev, hanno accusato talvolta defaillance, che hanno influito negativamente sul risultato degli incontri. La permanenza in A/2, comunque, obiettivo dichiarato dell intera stagione, non è stata mai in discussione e quindi anche nel prossimo campionato gli atleti senesi saranno impegnati ai massimi livelli, contro squadre di società che dispongono di risorse finanziarie ben più consistenti. Per quanto riguarda l A/2 femminile, invece, il risultato finale è decisamente positivo. Nel numero di febbraio, si diceva della necessità assoluta di vincere le restanti partite (i recuperi contro Molfetta e San Gavino, l incontro casalingo contro Elmas ed il quasi derby contro Terni), restando poi alla finestra ad aspettare i risultati della San Donatese, sui quali si appuntavano le residue speranze di partecipazione ai play-off. E le ragazze senesi non hanno deluso le aspettative: quattro partite, quattro vittorie, con prestazioni molto positive da parte di Saida Burkhankhodjaeva e Marloes De Smet (sempre autrici di 2 su 3 significativi) e le italiane Eleonora Francini ed Elisa Caraffa portatrici del punto decisivo. Ma contro le prime due della classe, Iglesias e San Donatese, non c è stato niente da fare. Queste due formazioni sono state attrezzate, all inizio della stagione, con dovizia di investimenti per tentare perentoriamente la scalata alla A/1. Valga l esempio dell Iglesias, squadra composta dalla cinese Jin Jie, dalla Brzan di Trieste (n. 13 delle classifiche italiane assolute) e dalla Crespi di Milano (n. 24 del ranking nazionale), le quali, oltre agli ingaggi, sono costate il giusto per ogni partita disputata, dovendo raggiungere i campi di gara con l aereo. Ma tant è, sic stantibus rebus, occorre fare di necessità virtù e, pertanto, le ragazze della Libertas affronteranno la A/2 anche l anno prossimo, con immutato spirito e voglia di ben figurare. Ma, attenzione, perché Libertas non significa soltanto massimi vertici nazionali. Ha preso infatti il via il campionato regionale di serie D/2, riservato agli atleti nati negli anni 1991 e seguenti, ed anche su questo fronte la società senese è impegnata con quattro giovani del vivaio curato da Andrea Del Tomba: Francesco Lorenzini, Pietro Vannini, Leandro Tripodi e Giada Ferri contro i pari età di San Giovanni Valdarno, Volterra, Poggibonsi e Porto S. Stefano: nel prossimo numero parleremo di questa nuova esperienza. Fatai Adeyemo di spalle (a sinistra), la squadra femminile terza classificata in A2 (Burkhankhodjaeva, De Smet e caratta) e - sotto - Andrea Bongini (di fronte). Classifica A/2 maschile Classifica A/2 femminile Fortitudo Bologna 21 Iglesias 27 Arpino 18 San Donatese 26 Reggio Emilia 13 Libertas Siena 24 Parma 10 Molfetta 21 Libertas Siena 9 Terni 20 Ascoli Piceno 8 Elmas 18 Iglesias 2 San Gavino 16 Muravera Rit. Boscotrecase NA 15 tennis tavolo 25

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