UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Sabato, 25 ottobre 2014

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1 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Sabato, 25 ottobre 2014

2 UNIONE DEI COMUNI BASSA ROMAGNA Sabato, 25 ottobre 2014 Prime Pagine 25/10/2014 Prima Pagina Il Sole 24 Ore 1 25/10/2014 Prima Pagina Italia Oggi 2 25/10/2014 Prima Pagina Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) 3 25/10/2014 Prima Pagina La Voce di Romagna 4 Enti locali 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2 GIOVANNI MINOLI «Maastricht mai applicato, va rinegoziato» 5 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 2 BEDA ROMANO Katainen: «Eviteremo lo scenario peggiore» Lente Ue sulle /10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 3 GERARDO PELOSI Renzi: con la Ue intesa vicina 9 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 5 DAVIDE COLOMBO, MARCO MOBILI Manovra a deficit per 10,4 miliardi 11 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 5 GIORGIO SANTILLI Proroga bonus lavori, al Tesoro 939 milioni nel /10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 6 GIORGIO SANTILLI Fondi Ue, prime mosse (troppo timide) per accelerare 15 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 6 Sforbiciata per Ice, Consob, Istat, Enit 16 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 6 DAVIDE COLOMBO Spending sui ministeri ferma a 2,3 miliardi 18 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 7 MARCO MOBILI Ecobonus, Tfr, giochi: i prelievi in arrivo 20 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 7 Operazione Tfr, a vincere sarà l' Erario 22 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 8 NICOLETTA PICCHIO «Italia da ricostruire insieme» 23 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 12 CLAUDIO TUCCI Oltre 100 milioni di ore di Cig 25 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 13 ANNA MARIA CAPPARELLI Terre ai giovani, partenza lenta 26 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 15 ALESSANDRO SACRESTANO Tattica difensiva differenziata a seconda della fase del giudizio 28 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 17 GIOVANNI NEGRI Sì al concorso fra due sequestri 30 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 18 Ombre sulle terre ai giovani agricoltori 32 25/10/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 24 Juventus: l' aumento è escluso 33 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 4 ALESSANDRA RICCIARDI Renzi Cameron, è asse anti Ue 35 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 6 DOMENICO CACOPARDO Non c' è nulla da nascondere 38 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 8 GIORGIO PONZIANO Le Regioni vanno dimezzate subito 40 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 9 GOFFREDO PISTELLI Debito esatto da feroci kosovari 43 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 14 GOFFREDO PISTELLI Tosi querela la Fed Gioco calcio 46 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 16 DA BERLINO ROBERTO GIARDINA Burocrati sì, ma col cronometro 48 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 24 FABRIZIO G. POGGIANI Il taglio dell' Irap pesa meno 50 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 24 VALERIO STROPPA L' aumento dell' Iva porterà 53 mld 52 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 25 FRANCESCO CERISANO Commissariati i c/c della p.a /10/2014 Italia Oggi Pagina 25 MATTEO BARBERO Il fondo crediti rileva ai fini del Patto 56 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 29 ANTONIO CICCIA E GIOVANNI GALLI I comunicati post alluvione spiazzano i sostituti genovesi 58 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 29 ANDREA BONGI Uno stop ai rimborsi dell' Irap 59

3 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 30 DEBORA ALBERICI L' outsourcing non dribbla l' Irap 61 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 31 PAGINA A CURA DI BEATRICE MIGLIORINI Edilizia, norme uguali per tutti 62 25/10/2014 Italia Oggi Pagina 35 Nessun aumento in busta paga 63 Web 25/10/2014 Lugonotizie.it Alfonsine / InSerra BBQ: quanto il barbecue si fa nelle le serre dei fiori 64 25/10/2014 Lugonotizie.it Letture per bambini alla biblioteca Orioli di Alfonsine 65 25/10/2014 Lugonotizie.it Autunno a Casa Monti: il calendario delle iniziative di ottobre e novembre /10/2014 Lugonotizie.it Lugo ricorda i martiri del Senio nel 70 anniversario dell'eccidio /10/2014 Lugonotizie.it "Volare Sicuri": oggi e domani un seminario all'aeroporto Villa San /10/2014 Lugonotizie.it A Passogatto di Lugo una domenica con Il paniere dei sapori 70 25/10/2014 Lugonotizie.it Lo spettacolo della fioritura dello zafferano a Bagnara di Romagna 71 25/10/2014 Lugonotizie.it 101 candeline per Bianca Cortesi alla casa Giovannardi e Vecchi di /10/2014 Lugonotizie.it Dall'Australia a Fusignano per visitare il museo dell'associazione Romagna /10/2014 Lugonotizie.it Teatro Goldoni di Bagnacavallo, al via domani la campagna per i nuovi /10/2014 Lugonotizie.it "L'università in Bottega", a Bagnacavallo in Bottega Matteotti la /10/2014 Lugonotizie.it LA POSTA DEI LETTORI / Due pesi e due misure? 77 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Infrastrutture logistica trasporti 78 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Trasferta negli USA per il Consorzio Vini di Romagna 79 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Allo studio la dematerializzaione delle pratiche urbanistiche 81 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Lugo ricorda i Martiri del Senio 82 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Si interrompe la crescita dell'export provinciale 83 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Un novembre che si annuncia ricco di novità e appuntamenti 85 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Esperti al servizio delle imprese 86 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Legambiente regala i semi dell'ultimo albero originario del "Bosco del /10/2014 PavaglioneLugo.net Alessandro Quaranta 88 25/10/2014 PavaglioneLugo.net 101 anni di Bianca Cortesi 89 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Ad Alfonsine il barbecue si fa nelle le serre dei fiori 90 25/10/2014 PavaglioneLugo.net "In Vitro»: azioni /10/2014 PavaglioneLugo.net Dall'Australia a Fusignano 92 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Un paniere di sapori 93 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Lo spettacolo della fioritura dello zafferano 94 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Due anni di Don Gabriele Ghinassi a san Giacomo 95 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Letture per bambini alla biblioteca Orioli di Alfonsine 96 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Alfonsine : autunno a Casa Monti 97 25/10/2014 PavaglioneLugo.net La storia d'italia secondo i cantautori 98 25/10/2014 PavaglioneLugo.net Nuova stagione del Teatro Moderno di Fusignano 99 24/10/2014 Ravenna Today Redazione Lugo ricorda i martiri del Senio nel 70esimo dell' eccidio nazifascista 102

4 24/10/2014 Ravenna Today Redazione Legambiente regala i semi dell' ultimo albero originario del "Bosco del /10/2014 Ravenna Today Redazione ConfartigianatoDay, i sindaci nelle aziende: oltre 11mila le imprese /10/2014 Ravenna Today Redazione II Guerra Mondiale, dall' Australia per visitare il Museo della Romagna /10/2014 Ravenna Today Redazione Con "Open musica", ecco 15 giorni di lezioni gratuite per tutta un' /10/2014 Ravenna Today Redazione Maltratta la sorella e l' anziana madre, poi aggredisce i carabinieri: in /10/2014 Ravenna24Ore.it Alfonsine, un autunno 'green' a Casa Monti /10/2014 Ravenna24Ore.it Una vita da partigiana, regista e imprenditrice: oggi festeggia 101 anni /10/2014 Settesere.it Morti sospette, la Procura utilizza la statistica per gli altri 10 casi /10/2014 Settesere.it Sabato 25 ripartono i concerti al Caffè Centrale di Villanova di Il Resto del Carlino Ravenna 25/10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 7 Piccole medie imprese, voglia di ripartire /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 15 Nuovo centrodestra, Udc e Forza Italia presentano i loro candidati /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 A SAN LORENZO UNO SPETTACOLO SULLA GRANDE /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 Aveva in casa hashish, marijuana e funghi allucinogeni: 53enne nei guai /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 27 SCARDOVI LUIGI Madre e sorella al freddo, carabinieri aggrediti /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 29 Corteo in bici per ricordare l' eccidio nazifascista di 70 anni fa /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 29 SAVIOLI MONIA Ecco lo 'spettacolo' dello zafferano /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 29 Nasce Festival del benessere tra sport, mercatini e incontri /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 FILIPPI DANIELE Rivive l' aereo di Vassura /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 31 E il Nieuport 17' di Francesco Baracca conquista l'accademia militare di /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 34 Alla Bottega Matteotti 'La storia d' Italia secondo i cantautori' /10/2014 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Pagina 34 Per la rassegna Live & more il sassofonista James Thompson 127 Corriere di Romagna Ravenna 25/10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 10 Confartigianato day, imprese in vetrina /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Aggredisce i carabinieri dopo lite familiare /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Convegno con Peri e i sindaci /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Convegno sull' istruzione tecnica e professionale /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Dall' Australia per visitare il museo della Raf Ricevuti i parenti di un /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Due giorni di festeggiamenti /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Mercato di prodotti naturali e danze /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Picchiato davanti ai figli, moglie a processo /10/2014 Corriere di Romagna (ed. Ravenna Imola) Pagina 13 Ricordo dei Martiri del Senio nel 70 anniversario 136 La Voce di Romagna Ravenna 25/10/2014 La Voce di Romagna Pagina 34 Dal litigio con la sorella alle manette /10/2014 La Voce di Romagna Pagina 34 Domani si ricordano i Martiri del Senio. Uccisi dai nazifascisti /10/2014 La Voce di Romagna Pagina 34 Guerra Dall' Australia per onorare la memoria dello zio caduto /10/2014 La Voce di Romagna Pagina 34 Lo spettacolo della fioritura dello zafferano 140

5 25/10/2014 La Voce di Romagna Pagina 34 Si fa festa per i 101 anni della signora Bianca Cortesi 141

6 Il Sole 24 Ore Prima Pagina 1

7 Italia Oggi Prima Pagina 2

8 Il Resto del Carlino (ed. Ravenna) Prima Pagina 3

9 La Voce di Romagna Prima Pagina 4

10 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali INTERVISTAGiuseppe GuarinoGiurista. «Maastricht mai applicato, va rinegoziato» Giovanni Minoli In Italia c' è un "grande vecchio", il Professor Giuseppe Guarino, che da tempo porta avanti la sua battaglia sull' Europa. Secondo il professore, il trattato fondativo dell' Europa, cioè il Trattato di Maastricht, firmato nel '92, non è mai stato applicato, ma in realtà è stato sostituito dal Patto di Stabilità, che è successivo alla nascita dell' euro, patto che in realtà il professore considera un vero e proprio colpo di Stato. Professore, perché? La disciplina approvata da Kohl, Delors, da Carli, ed approvata da tutti gli Stati, con la procedura di approvazione dei trattati, era fondata su due poteri: perché non si può dire "la crescita", bisogna conferire i poteri per realizzare la crescita. E questi poteri erano esattamente individuati: ciascuno Stato poteva e doveva elaborare la propria politica economica in funzione della crescita, e nell' elaborare questa politica avrebbe potuto indebitarsi. La cosa importante è che sono stati sostituiti da due doveri: il primo dovere di realizzare il pareggio di bilancio a medio tempo; il secondo dovere, di realizzare questo pareggio seguendo un programma prestabilito dalla Commissione. Dunque due doveri hanno sostituito due poteri, ma questo obbligo non era assolutamente previsto dal trattato. Ma allora in realtà cosa diceva il trattato? Puoi superare il valore di riferimento, riguardo all' indebitamento, se esistono condizioni eccezionali e temporanee. Se ci sono, puoi superarlo. Ma intanto il problema dell' Europa è qui e non lo si vuol capire: la eccezionalità e la temporaneità esistono in Europa per tutti gli Stati a partire dal 1 gennaio Da allora, invece di applicare l' articolo 104 del Trattato all' epoca in vigore, che peraltro è identico a quello attuale; hanno fatto applicare qualcosa che è assolutamente contrario. Cioè non l' indebitamento al 3% come valore di riferimento che puoi superare, ma l' indebitamento zero. Cosa significa? Che non ci si può indebitare neanche per un euro. È stata introdotta senza che nessuno se ne accorgesse una norma diversa dal trattato. Ma chi l' ha introdotta? Purtroppo devo dirlo con dolore, specialmente da parte mia, è stato per l' Italia Carlo Azeglio Ciampi, e per la Germania è stato Waigel. Anzi, è stato Waigel che ha trascinato Ciampi. Ha ragione Renzi quando fa riferimento alla flessibilità e alla temporaneità come elementi per superare questo 3%? Continua > 5

11 Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali Certo, ma la temporaneità e la flessibilità sono partite dal Quindi non è più nemmeno eccezionale e temporaneo, è definitivo. È temporanea se e fino a quando si applica quella norma. bisogna non applicare più quelle norme... Cioè, applicando quelle norme non si va da nessuna parte, detto in maniera semplice. Si va sempre più giù. Si va verso un disastro garantito. Si va sempre più giù, come in effetti siamo andati sempre più giù. E non solo l' Italia ma tutti i paesi. Perché qui c' è un' anomalia che generalmente sfugge. I paesi che avevano il bilancio non in pareggio, al 1 gennaio 1999 erano noti con nome e cognome. Cioè quali erano? Erano quasi tutti tranne forse la Germania e l' Olanda. E allora conoscendo già le condizioni dei paesi hanno imposto una norma uguale per tutti. Era una norma retroattiva, la massima ipotesi di retroattività. E quindi oggi cosa bisogna fare? Oggi bisogna rinegoziare politicamente il Trattato. Bisogna avere il coraggio di dire: è questo il problema. RIPRODUZIONE RISERVATA. GIOVANNI MINOLI 6

12 Pagina 2 Il Sole 24 Ore Enti locali La Commissione. Le posizioni si avvicinano. Katainen: «Eviteremo lo scenario peggiore» Lente Ue sulle riforme Beda Romano BRUXELLES. Dal nostro corrispondente Dopo la drammatizzazione dei giorni scorsi, ieri è emersa l' ipotesi di un accordo tra l' Italia e la Commissione sul futuro del bilancio italiano per il 2015, ritenuto in violazione delle regole europee. Anche a Bruxelles corre voce di un impegno a ridurre il deficit strutturale di circa lo 0,3% Pil. Molti dirigenti a margine di un impegnativo vertice europeo hanno messo l' accento ieri sulla necessità di puntare più sulle riforme economiche che sul risanamento finanziario. «È semplicemente scorretto affermare che la Commissione vuole soltanto austerità. Nessuno vuole modificare il Patto di Stabilità e di Crescita. Tutti vogliono che sia applicato in modo più flessibile ha detto il presidente dell' esecutivo comunitario José Manuel Barroso durante una conferenza stampa alla fine di un Consiglio europeo di due giorni, seguito di una riunione dei capi di stato e di governo della zona euro. È il momento ora di adottare le necessarie riforme economiche». L' Italia ha presentato un bilancio previsionale che prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,1% del Pil, rispetto a una richiesta europea di almeno lo 0,5%. In una lettera inviata a Roma mercoledì sera, la Commissione ha chiesto sforzi aggiuntivi, ma senza precisarne l' ammontare. Una scelta diversa avrebbe legato le mani di Bruxelles e Roma. La trattativa continua, e sembra prevalere l' idea di dare maggiore importanza alle riforme che al risanamento. Sempre ieri a Bruxelles, il commissario agli affari economici Jyrki Katainen ha spiegato che quella di «evitare lo scenario peggiore», vale a dire la bocciatura del bilancio d' emblée entro fine mese come previsto dalle regole europee, è la volontà di tutti. «Niente è inevitabile», ha aggiunto l' ex premier finlandese, precisando che la Commissione sta ancora valutando il bilancio italiano. «Le posizioni delle parti si stanno avvicinando», ammetteva ieri sera un alto responsabile europeo. Aggiungeva un altro responsabile comunitario: «L' aggiustamento del deficit strutturale che verrà effettivamente richiesto all' Italia dipenderà da un pacchetto di politica economica, che comprende misure di risanamento del bilancio così come riforme economiche». Correva voce qui a Bruxelles che possa situarsi intorno allo 0,3% del Pil. Una scelta da parte della Commissione verrà presa nei prossimi giorni, in tempo per prendere una decisione finale sulla Finanziaria italiana. La partita non potrà dirsi conclusa fin tanto che il negoziato non sarà terminato. Sul tavolo ci sono Continua > 7

13 Pagina 2 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali numerosi fattori: sforzi di finanza pubblica che siano credibili e riforme economiche che siano realistiche, ma anche la presa in considerazione di una situazione politica molto delicata e di una condizione economica particolarmente debole. Molti paesi non ritengono che questa sia una «circostanza eccezionale» la quale secondo il Patto potrebbe concedere particolari attenuanti al paese in questione. RIPRODUZIONE RISERVATA. BEDA ROMANO 8

14 Pagina 3 Il Sole 24 Ore Enti locali Legge di stabilità. Renzi: con la Ue intesa vicina Ma Roma e Londra all' attacco del budget europeo Cameron: 2 miliardi in più? Non paghiamo. Gerardo Pelosi BRUXELLES. Dal nostro inviato Solo a fine giornata, a Firenze, sul palco allestito come il garage delle "invenzioni" di Steve Jobs, Matteo Renzi tira un respiro di sollievo e annuncia: «La finanziaria, quella che riduce le tasse, è andata, va bene anche all' Europa ma ora, per essere credibili, la vera sfida è il percorso di riforme in Italia». Pare che i toni accesi degli ultimi giorni siano serviti a qualcosa almeno a raggiungere un compromesso sulla legge di stabilità. A Bruxelles, insomma, «iniziano un po' a prenderci le misure perché hanno capito che non stiamo scherzando, facciamo sul serio». Ma la battaglia è stata dura, soprattutto nella discussione sullo stato dell' economia nell' Euorozona con il numero uno di Bce, Mario Draghi che denuncia la totale assenza di "vision" e ricorda che la «speranza che non è una strategia» avendo la Merkel alleata («grazie a Draghi ci guardiamo tutti allo specchio»). Discussione a tratti «tosta e accesa» come conferma uscendo dal palazzo del Consiglio Ue lo stesso premier italiano. Renzi usa parole talmente dure (anche se poi le ridimensiona) nei confronti della burocrazia di Bruxelles come quelle sui contributi aggiuntivi per il ricalcolo del Pil «arma letale» che vengono fatte proprie perfino da un euroscettico come il premier inglese, David Cameron. Che va all' attacco in sintonia con il premier italiano contro la richiesta di rafforzare il contributo inglese al budget europeo: «2 miliardi in più? Non paghiamo». In altre parole una vera corsa ad ostacoli per arrivare al risultato finale di un compromesso i cui dettagli si conosceranno solo nei prossimi giorni ma che sostanzialmente vede un correzione al deficit strutturale allo 0,3% (più dello 0,1% previsto dalla legge di Stabilità ma meno dello 0,5% chiesto inizialmente dalla Ue). Tuttavia il premier si sente ormai sicuro del risultato e davanti alle telecamere de La7 alla Leopolda afferma di non temere «sorprese» o «scherzetti» neppure nel passaggio di consegne tra la Barroso e Juncker alla guida della Commissione. Un Renzi orgoglioso del risultato raggiunto che auspica «una presenza più forte dell' Italia, più determinata: ogni anno l' Italia dà 20 miliardi all' Europa e ne prende indietro una decina, è un Paese che ha una forza e un' autorevolezza fuori discussione, quindi non viene a prendere lezioni o Continua > 9

15 Pagina 3 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali reprimende». Poi le solite staffilate contro la burocrazia di Bruxelles che non avrebbe nulla da invidiare a quella italiana. «Quando a questi tavoli dico: occhio che la burocrazia rischia di distruggere la Ue si sfoga Renzi penso che sia il rischio più grande che abbiamo nei confronti dei nostri concittadini. In certi momenti rincara la dose il premier penso che Adenauer e De Gasperi sarebbero diventati euroscettici». Si tratta invece di fare dell' Europa «un' istituzione più attenta a crescita e lavoro, che si occupi un po' più delle famiglie, delle persone, e meno del rigore, dei vincoli». E soprattutto «non possiamo avere un' Europa priva di cuore, che sia solo un incrocio di banche dati: abbiamo bisogno di un' Europa che restituisca passione». Ma istituzioni europee nelle quali la presenza italiana si deve fare sentire di più (tra pensionamenti e dimissioni l' Italia rischia di non avere più posti di direttore generale entro l' anno). Ed invece il nostro Paese contribuisce alla Ue per 20 miliardi l' anno. Nulla in confronto ai 300 milioni che ora ci verrebbero chiesti in base al ricalcolo del Pil effettuato da Eurostat. Un aggiustamento contabile che obbligherebbe alcuni Paesi, tra cui Regno Unito, Olanda e Italia (ma anche Grecia e Malta) a versare, entro il primo dicembre, diversi milioni di euro nelle casse di Bruxelles. «Faranno una riunione i ministri competenti per gestire tutto questo che pare sia una regola di Eurostat», spiega Renzi. Nella colazione con i 18 Paesi dell' Eurozona i toni sullo stato dell' economia sono preoccupati. L' allarme viene da Draghi ma gli schieramenti sono quelli di sempre con la Germania nelle vesti di custode del Patto di stabilità e Italia e Francia a favore di misure per stimolare la crescita. Renzi però avverte: «L' austerità blocca la crescita». Quanto all' talia, aggiunge, «dobbiamo fare la nostra parte, fare le riforme perché è giusto farle, non perché ce lo chiede l' Europa». RIPRODUZIONE RISERVATA. GERARDO PELOSI 10

16 Pagina 5 Il Sole 24 Ore Enti locali Legge di stabilità. Manovra a deficit per 10,4 miliardi Nel testo definitivo 1,1 miliardi in meno di indebitamento rispetto a quanto annunciato dal governo. Davide Colombo Marco Mobili ROMA Di sicuro, a nove giorni dal varo della manovra economica , c' è che l' insieme di misure espansive messe in campo dal Governo avranno un impatto, in termini di maggiore indebitamento sull' anno venturo, di 10,4 miliardi. Un miliardo e cento milioni in meno di quanto raccontato fino a ieri sulla base delle slides di Palazzo Chigi. Il dato è confermato sia nelle tabelle allegate al testo del ddl "bollinato" inviato alla Camera dei Deputati con tanto di Relazione tecnica e allegati vari, sia nella tabella di sintesi che il ministero dell' Economia ha pubblicato ieri sera sul sito, riferendo di una manovra che comprende interventi complessivi per 36,1 miliardi. Eppure nella tabella sulle coperture della legge di stabilità allegata al ddl depositato a Montecitorio il totale degli oneri da coprire si ferma a 30,9 miliardi, con 24,3 miliardi di nuove e maggiori spese correnti e minori entrate per 6,2 miliardi. Numeri che appaiono ben distanti da quelli annunciati dal Governo una settimana fa. Per farvi fronte la stessa tabella indica maggiori entrate per 14,7 miliardi e riduzioni di spese correnti per soli 5,7 miliardi di euro. La somma si ferma a 20,5 miliardi confermando di fatto i 10,4 miliardi di manovra a deficit. Ma è proprio sull' impatto in termini di indebitamento netto della Pa, peraltro il solo parametro di riferimento per la verifica sulla compatibilità della stabilità con i vincoli dei trattati europei, che la prima manovra economica targata Renzi sembra riavvicinarsi al programma dichiarato dall' Esecutivo di tagliare le spese e ridurre le tasse. Sul fronte della spending review l' impatto del solo articolato sul deficit si ferma complessivamente a 4,8 miliardi per il 2014, 3,7 per il 2016 e 3 miliardi per il Mentre in termini di riduzione delle entrate il saldo finale sul 2015 si attesta a 1,9 miliardi. Se a questi si volessero aggiungere i 3 miliardi di taglio delle agevolazioni fiscali previsti dal Governo Letta come clausola di salvaguardia, dunque a legislazione vigente e ad ora scongiurata, si arriverebbe ai 5 miliardi di minori entrate indicate ieri sera dal Mef. Sulle nuove clausole di salvaguardia per 12,8 miliardi su Iva e accise, poi, il ministero dell' Economia con un messaggio via twitter ha confermato l' impegno politico a non farle scattare dal Per fare un esempio puntuale di impatto sull' indebitamento della manovra prendiamo il taglio dei contributi per i nuovi assunti a tempo indeterminato nell' anno 2015 e a valere sul triennio successivo. Si Continua > 11

17 Pagina 5 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali tratta indiscutibilmente di una riduzione di 1,8 miliardi del carico contributivo per le imprese e come tale classificato per lo Stato in termini di minori entrate. Ma se la stessa misura la si guarda in termini di saldo netto da finanziare questa rappresenta una maggiore spesa che, nella tabella delle coperture, andrebbe a far parte di 24 miliardi di spese correnti. Stesso discorso si potrebbe fare per i quattro miliardi di mancati trasferimenti alle regioni: in termini di saldo netto da finanziare e dunque di coperture da reperire per sostenere la crescita o il taglio delle tasse, la posta è cifrata come una maggiore entrata, mentre in termini di deficit si trasforma oggettivamente in una minore spesa. Su questi numeri, in serata, è arrivata la nuova tabella "provvisoria" del ministero dell' Economia. In questo modo il Mef ha provato a rimettere in fila gli aggregati fondamentali della manovra ora al vaglio delle autorità europee. Gli interventi sono cifrati, come detto, in 36,2 miliardi e le coperture in 25,4 miliardi. Per arrivare al saldo negativo di 10,4 miliardi (in termini di indebitamento netto) si passa per 9,6 miliardi di minori entrate e 16,1 miliardi di minori spese (13,3 correnti e 2,8 in conto capitale). Si tratta, spiega il ministero di Via XX Settembre, di una tabella provvisoria, appunto, estratta dalla nota tecnico illustrativa al Ddl Stabilità 2015 «in via di completamento», e si promette che «questi dati approssimati verranno pubblicati e corredati del dettaglio che contribuisce a comporre i saldi». Il ministero si congeda, per il momento, con un "nota bene" metodologico che consente di confermare i saldi del primo annuncio di mercoledì 15 ottobre: il bonus da 80 euro destinato ai lavoratori dipendenti viene conteggiato, per ragioni di classificazione Eurostat, come maggiore spesa anziché minori entrate. Se fosse classificato come sgravio fiscale le minori entrate diventerebbero 24,2 miliardi e le maggiori spese diventerebbero 12,0 miliardi. Ora la parola passa al Parlamento dove il confronto si annuncia incisivo su più di una misura a partire dal Tfr. «Mi auguro che il dibattito parlamentare possa portare miglioramenti, ma non ci deve essere uno stravolgimento», si è augurato il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan. RIPRODUZIONE RISERVATA. DAVIDE COLOMBO, MARCO MOBILI 12

18 Pagina 5 Il Sole 24 Ore Enti locali Casa. La riconferma dei crediti di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ai massimi livelli del 50 e 65% penalizza le imprese realizzatrici. Proroga bonus lavori, al Tesoro 939 milioni nel 2015 Giorgio Santilli ROMA La proroga dei due bonus fiscali per i lavori in casa, quello del 50% per il recupero edilizio semplice e quello del 65% per il risparmio energetico? A sorpresa, un affare per il Tesoro. Dalle tabelle della relazione tecnica alla legge di stabilità (in possesso del Sole 24 Ore ma non ancora pubblicate ufficialmente né nel sito del Mef né in quello di Palazzo Chigi che si limitano ad esporre l' articolato del Ddl di stabilità e la relazione illustrativa) viene fuori infatti come sconti fiscali divenuti popolarissimi e riduzioni di tasse largamente utilizzate dalle famiglie possono trasformarsi in un beneficio per le casse dello Stato. Il Tesoro potrà incamerare un beneficio complessivo di 684,5 milioni per il biennio dall' operazione di rinnovo dei due crediti di imposta Irpef che è stata accompagnata, come misura collaterale e compensativa, dall' aumento della ritenuta praticata dalle banche per conto del fisco sul bonifico per il pagamento dei lavori dal 4 all' 8 per cento. Dalla misura "compensativa" che diventa la vera chiave di volta per capire questa manovra arriveranno alle casse del Tesoro nel 2015 ben 920 milioni. A pagare il conto saranno le imprese realizzatrici dei lavori: il committente paga in banca 100, la banca preleva 8 (e non più 4), lo gira al fisco e trasmette al beneficiario del bonifico 92. Una tassa occulta, una gabella che consente al fisco di mettere a frutto neanche fosse un campione del marketing lo strumento del bonus fiscale lanciato in passato, fatto crescere nel tempo e poi diventato, appunto, popolarissimo. Ma anche l' operazione "core" sulla riconferma delle detrazioni in senso stretto, pur presentando ovviamente un conto in rosso per il Tesoro, è meno drammatica di come era stata rappresentata nelle settimane scorse da esponenti di governo. Il minor gettito derivante dall' aumento delle detrazioni rispetto alla legislazione vigente (dal 40 al 50% per le ristrutturazioni semplici e dal 50 al 65% per l' ecobonus) ammonterà a 63,8 miliardi nel 2014 e 679,8 miliardi nel Volendoci limitare al biennio , si tratta di 743,6 miliardi di entrate in meno per lo Stato. Per avere un saldo netto, però, bisogna scomputare il maggior gettito per tre imposte, come evidenziano le tabelle contenute nel Ddl di stabilità: 313,4 per l' Irpef nel 2016, 48,2 milioni per l' Irap nel 2016 e 82,7 milioni per l' Iva nel Saldo per il biennio: minor gettito per il Tesoro di 235,5 milioni. Se però contiamo il beneficio di 920 milioni indotto dall' aumento della ritenuta sul bonifico ecco che l' operazione per il Tesoro volge in positivo per 684,5 milioni nel biennio e di 938,9 milioni per il solo 2015 quando si cumulano l' aumento della ritenuta e il beneficio sull' Continua > 13

19 Pagina 5 < Segue Il Sole 24 Ore Enti locali Iva. RIPRODUZIONE RISERVATA. GIORGIO SANTILLI 14

20 Pagina 6 Il Sole 24 Ore Enti locali L' ANALISI. Fondi Ue, prime mosse (troppo timide) per accelerare Giorgio Santilli Evitare la perdita di fondi strutturali Ue alla fine del 2015, quando scadrà il termine per la contabilizzazione delle risorse del ciclo Questo dovrebbe essere un assillo per il governo, nella consapevolezza che perdere anche un centesimo dei quasi 20 miliardi di euro che restano da spendere sarebbe immorale in un momento di durissima crisi economica come questo. L' assillo non emerge dai testi della legge di stabilità che fa un paio di mosse nella direzione giusta ma appare ancora molto timida rispetto alla situazione: tre miliardi vengono riprogrammati da risorse rimaste incagliate del Piano azione coesione (che a sua volta aveva tentato di ridestinare fondi prelevandoli da progetti fermi) per finanziare la decontribuzione in favore dei nuovi assunti a tempo indeterminato; vengono inoltre svincolati dal patto di stabilità interno 500 milioni di cofinanziamenti nazionali ai fondi europei. Sulla prima mossa nulla da dire: destinare le risorse a forme di agevolazione automatica è l' unico modo per spenderli oggi davvero in pochi mesi. Anche la seconda è una mossa corretta, ma davvero troppo blanda sul piano quantitativo. È una misura insufficiente a innescare un processo di accelerazione della spesa. Non c' è traccia invece della riforma del Fondo sviluppo coesione e del suo trasferimento a Palazzo Chigi. La proposta era stata presentata da Delrio e bocciata seccamente dal parere della Ragioneria generale che avrebbe perso il potere di controllo sulla programmazione di quei fondi. Il problema è noto da tempo. Quei fondi 54 miliardi fino al 2020 dovrebbero finanziare infrastrutture e rispondere a una programmazione trasparente e condivisa. Ci provò la legge di stabilità 2014 a riformarli, portando al Cipe un piano, ma l' attuazione è finita in un vicolo cieco. Eppure, senza una programmazione unitaria delle risorse (fondi Ue, cofinanziamento, Fondo sviluppo coesione) il salto di qualità non si potrà fare. RIPRODUZIONE RISERVATA. GIORGIO SANTILLI 15

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