OPERATIVITA SISTEMA SISTRI

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1 Camera dei Deputati OPERATIVITA SISTEMA SISTRI Audizione VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Roma, 29 settembre

2 Le organizzazioni di Rete impresa Italia già nel 2009 in occasione della prima presentazione del progetto Sistri alle parti sociali ebbero modo di fornire al Governo gli elementi indispensabili per una piena accettabilità e compatibilità del Sistema Sistri nei riguardi delle imprese, soprattutto piccole e medie. Al fine di configurare un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti utilizzando la tecnologia telematica e superando le procedure cartacee sarebbe stato a nostro avviso necessario: introdurre il meccanismo con gradualità utilizzare apparecchiature e procedure semplici e funzionali escludere le piccole aziende (piccole produzioni di rifiuti, non significative a livello ambientale) evitare che il passaggio dal vecchio al nuovo sistema potesse comportare un aumento dei costi ma, al contrario, fosse in grado di liberare risorse. Purtroppo in questi anni, caratterizzati da continui tentativi, approssimazioni ed emanazioni di ben 5 decreti ministeriali, altrettante proroghe e decine di procedure diverse con modifiche continue del corpo normativo e della regolamentazione tecnica, si è ancora lontani dall ottenere il risultato sperato. Nei fatti si è creato un sistema estremamente complicato che ha moltiplicato le fasi, le procedure, gli obblighi e i costi per le imprese. Il quadro si compone di: iscrizioni a titolo oneroso con contributi annuali di circa imprese distribuzione di un numero ancora maggiore di chiavette usb con problemi logistici e di funzionamento significativi distribuzione di black box per i trasportatori, con altrettanti problemi tecnicigestionali 2

3 adozione di apparecchiature informatiche con linea ADSL non sempre disponibili, soprattutto tra le micro-imprese ed in alcuni territori non coperti effettuazione di decine di operazioni informatiche da parte di ciascuna azienda, realizzabili in tempi oltremodo lunghi, senza peraltro poter definitivamente abbandonare alcune compilazioni cartacee erogazione di migliaia di ore di formazione per gli operatori, indispensabili per adeguare le conoscenze ai futuri standard. Va fatto notare che in occasione dell unico momento di vera sperimentazione sul funzionamento del sistema, promosso dalle organizzazioni degli imprenditori (il cosiddetto click day dell 11 maggio 2011) si è dimostrata una forte e generalizzata inadeguatezza tecnica e gestionale. Alla sperimentazione aderirono circa imprese di tutte le dimensioni e tipologie produttive, assistite dalle Confederazioni imprenditoriali più rappresentative. Le imprese avevano il compito di testare il sistema effettuando le operazioni richieste per avviare i rifiuti a destinazione e segnalarne l esito. Il sistema andò in tilt dopo appena 20 minuti di funzionamento e a fine giornata la percentuale complessiva di operazioni non andate a buon fine fu maggiore dell 80%. Risultati analoghi derivarono dalle operazioni effettuate nelle associazioni, con operatori più esperti e professionali. Tale dimostrazione di inefficacia nel controllo in tempo reale del destino dei rifiuti non fu che l ultimo atto di un iter irto di difficoltà di ogni genere e in ogni fase del progetto, dalla fase di distribuzione e di avviamento delle apparecchiature, alla fase di formazione degli operatori (scarsa, insufficiente soprattutto nei riguardi dei trasportatori e dei gestori), alla fase della reale utilizzazione del sistema con forti limiti oggettivi di architettura del sistema per quanto la micro-raccolta. Rete imprese Italia ha più volte chiesto un intervento di riformulazione del sistema, offrendo collaborazione alla definizione di nuove e più efficaci procedure e la disponibilità 3

4 delle imprese ad effettuare su queste le sperimentazione atte a delinearne la effettiva capacità operativa. Le proposte più volte formulate sono state già portate all attenzione del Governo, del Parlamento e del Ministero. Vale comunque la pena di ricordare alcuni elementi importanti da realizzare prima che il sistema entri in operatività. 1. La nuova legge di conversione che ha re-introdotto il Sistri prevede una serie di misure rese applicabili attraverso ulteriori decreti ministeriali. Prevede inoltre che vengano eseguiti test e verifiche tecniche su software e hardware per individuare soluzioni più semplici fino al 15 dicembre. Noi proponiamo: che i test e le verifiche tecniche non siano limitate al solo periodo ottobre- dicembre ma siano periodiche e calendarizzate anche dopo. Inoltre è fondamentale che i test siano condotti sulla base di precisi parametri che definiscano puntualmente cosa si misura, le caratteristiche del campione e le modalità con le quali si effettua il test. Tali informazioni vanno conosciute in anticipo e condivise dai partecipanti alla verifica. Proponiamo inoltre di attivare un organismo terzo per certificare annualmente l efficacia del sistema (anche dopo l entrata in operatività). I NOE non sono un soggetto terzo. Qualora il sistema non dovesse ottenere l attestazione di conformità esso dovrebbe venire sospeso. 2. La legge di conversione fa salvo il passaggio del decreto Sviluppo che prevede per le imprese fino a 10 dipendenti uno specifico decreto di entrata in operatività. Vi si stabilisce che la data non può essere prima del 1 giugno Noi proponiamo: che l entrata in operatività per le micro imprese sia individuata solo dopo che una serie di procedure tecniche sia stata completata COMPRESO IL DECRETO MINISTERIALE che individua le tipologie escluse - con un assenso positivo da parte del comitato di monitoraggio (già istituito per decreto e partecipato dalle Associazioni di categoria) e comunque non prima del 31/12/ La legge di conversione prevede che vengano individuate specifiche tipologie di rifiuti, alle quali, in considerazione della quantità e dell assenza di specifiche caratteristiche di 4

5 criticità ambientale, siano applicate, ai fini del SISTRI, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi. Noi proponiamo che l esclusione dal SISTRI (adesione volontaria) avvenga sulla base di almeno uno dei seguenti criteri: A) criterio quantitativo (valido per tutte le imprese); B) criterio qualitativo: valido per alcune categorie di piccole imprese. In sintesi Rete Imprese Italia, continua a ritenere necessario per il Paese disporre di un efficace sistema di tracciabilità dei rifiuti che dia trasparenza e legalità ad un settore che con comportamenti poco chiari danneggia la nostra economia e pone a rischio la salute dei cittadini. Non chiediamo oggi, nonostante tutto e per senso di responsabilità verso il Paese, l abrogazione del sistema o un differimento della sua entrata in vigore. Chiediamo invece di essere messi, concretamente e con serietà, nelle condizioni di poter operare con nuove procedure. Chiediamo quindi che, nelle more della prevista messa in operatività del Sistri, venga assicurata, d intesa con le organizzazioni datoriali di rappresentanza, poste una volta per tutte, sullo stesso piano di rapporti trasparenti ed inequivocabili, una revisione profonda e strutturale del sistema attraverso la semplificazione delle procedure, la revisione della piattaforma hardware e software e la riduzione dei costi per le imprese. Una semplificazione operativa che renda il Sistri uno strumento di semplice utilizzo, efficace per il reale contrasto alle ecomafie, di vantaggio per le imprese migliori, fondato su criteri di trasparenza ed efficienza, sollevando così gli operatori dall ondata di oneri e adempimenti a cui, altrimenti, sarebbero sottoposti. Chiediamo poi garanzie affinchè gli interventi modificativi siano realmente efficaci: occorre allora che il Ministero dell Ambiente si assuma la responsabilità di avviare con le imprese, prima dell operatività del sistema, iniziative volte alla verifica della sua funzionalità e test di controllo del suo corretto funzionamento. Rete Imprese Italia chiede, inoltre, l estensione dell obbligo di adesione al Sistri, per le imprese estere che operano sul territorio nazionale affinché venga superata la 5

6 forte criticità rappresentata dalla discriminazione per le aziende italiane, che devono affrontare costi d'implementazione e d'utilizzo da cui i concorrenti stranieri sono esonerati. In particolare in estrema sintesi - vanno affrontate e risolte tutte le problematiche afferenti ai seguenti ambiti di azione: Semplificazione del quadro normativo Semplificazione del numero e del tipo delle operazioni Superamento del sistema di autenticazione con usb (soprattutto per produttori e per associazioni) e passaggio al sistema di autenticazione con password Esclusione di categorie di micro-imprese Recupero dei contributi per gli anni 2010 e 2011 eventualmente destinabili a copertura degli anni di effettivo esercizio Ricommisurazione dell apparato sanzionatorio. 6

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