E tanto altro... In questo numero... Intervista al Dirigente Scolastico e ai rappresentanti d Istituto. Reportage speciale dagli USA

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1 TA L E ' ANNO I NUMERO 1 In questo numero... Intervista al Dirigente Scolastico e ai rappresentanti d Istituto Reportage speciale dagli USA Novità sugli esami di Stato E tanto altro...

2 Dal Talete Speciale Mandela Scuola Speciale Esteri Economia Scienze e Tecnologia Società indice INDICE LEditoriale 3 Intervista al Dirigente Scolastico Alberto Cataneo 4 Sogno 5 Intervista ai Rappresentanti: Lista 1(Campo/Lai) 7 TA E ' pag. Lista 2(Stolfi/Galanti) 7 Addio, Madiba 9 Il Sud Africa prima e dopo Mandela 10 Gli Ultimi della Classe 10 Il Bingo degli Alpha Test 10 American Life 11 Studio sul Bilancio Pubblico Italiano 13 Fusione Nucleare: verso la realizzazione di un sogno(?) 16 Intervista su Leandro Bianchini 17 Teoria dei Complotti 17 Legge di Murphy 18 EDITORIALE TAL FU, TAL è, TAL SARà L di Silvia Buccafusco Cari studenti del Talete, eccoci di nuovo! Questo primo numero è il risultato della combinazione di novità e spunti dal passato del. Già dal primo incontro della nuova redazione noi scrittori abbiamo deciso di mantenere alla base del progetto il lavoro e l impegno degli studenti che ci hanno preceduti, a partire dalla decisione di mantenere il nostro nome,. Con questo gesto vogliamo intraprendere un percorso in continuità con ciò che è stato e con ciò che sarà: tal fu,, tal sarà. Le nostre idee e i nuovi giornalisti hanno permesso di arrivare a questo primo numero che, per tutti noi, è un grande traguardo. Tal è rappresenta lo spazio libero dove ogni studente della scuola può dar voce ai suoi pensieri; è frutto di lavoro, impegno e determinazione volti a far ripartire un mezzo di comunicazione ed informazione, fondamentale per collegare e confrontare le idee di 1200 ragazzi. Ovviamente possiamo ancora migliorarci molto ed il cammino del è ancora lungo: speriamo di diventare davvero la voce del Talete e, per questo motivo, contiamo su tutti voi e sulla vostra partecipazione. TA E ' La Redazione LA REDAZIONE del tal è Cultura Svago Il Talete Tifa Positivo! 19 Sport e Omofobia 19 Festival del Cinema di Roma 21 Hunger Games 2 22 Un Tuffo nel Lato Oscuro degli Anni Colpa delle Stelle 22 Trè! 23 Giochi 23 «Strafalcioni» 24 Direttore Silvia Buccafusco Vicedirettore Riccardo Manocchio Segretario Chiara Saccomanno Redattori Riccardo Manocchio Leonardo Galanti Anna Romano Cesareo Chiara Tirendi Federico Stolfi Tommaso Giacomini Ludovico Galanti Rodolfo Guerriero Ivano Di Gioia Filippo Di Venanzio Alice Arezzini Lorenzo Dammicco Andrea Iaboni Paolo Romagnoli Sofia Gervasio Marco Caporaletti Gabriele Scialanga Luca Vignali AUTORI GIOCHI Francesco Ancona Prof.ssa Paola Mastrantonio FUMETTISTI Skata Flush Grafici Ivano Di Gioia Rodolfo Guerriero Referente Prof.ssa Paola Mastrantonio 2 3

3 DAL TALETE DAL TALETE 4 Ci sembra un preside molto attivo. Gira per la scuola, parla con gli studenti e con i professori. Ci spieghi il segreto di questa dedizione. Penso che derivi dal fatto che se si fa questo mestiere si ama prima di tutto la gioventù; il rapporto con voi [gli studenti] è l anima di questo lavoro. Prima come insegnante, poi come dirigente scolastico è assolutamente vitale relazionarsi con voi che siete i protagonisti di tutto quello che noi facciamo. Quindi perdere il contatto significherebbe dimenticare il senso di questo lavoro. Quindi è importante anche solo salutarsi ogni giorno, capire dalle facce se è andato tutto bene o qualcosa meno bene. E importantissimo mantenere quel calore che è fondamentale per avere sempre il senso di quello che si fa. Come si descriverebbe con tre aggettivi. Questa mi sembra una domanda da Le Iene. Proprio tre? Non più di tre perché poi esageriamo. Passiamo alla prossima domanda [risate] Come le è sembrato il Talete al suo arrivo anche in relazione alle sue precedenti scuole? Allora io ho passato tanti anni di insegnamento in un istituto in particolare che è il Francesco D Assisi, poi successivamente ho fatto esperienza come preside in una scuola, sempre un Liceo Scientifico, anche se io come formazione provengo da un Liceo Classico. Arrivare al Talete è stato molto emozionante perché cambiavo completamente zona dopo aver lavorato per Intervista al Dirigente Scolastico Alberto Cataneo di Riccardo Manocchio e Leonardo Galanti venticinque anni nelle aree di Centocelle e Pigneto che conosco molto bene. Ho cambiato quindi completamente situazione. Dovevo partire da zero, dover conoscere l ambiente, il mondo circostante, una nuova sfida in questo senso. E la cosa è stata molto eccitante! Mi sono rimesso in gioco, ho trovato una scuola solida, di tradizione, con docenti molto motivati così come l amministrazione, solida in ogni sua parte. Questo mi ha molto rassicurato e sento che c è un potenziale. E tra i ragazzi? Per quanto riguarda il capitolo dei ragazzi anche qui ho trovato una risposta positiva, grande attenzione e curiosità. Ci sono state subito proposte, abbiamo creato un terreno comune nel quale poter immaginare e progettare, la parte più bella di questo lavoro. Ha parlato di progetti. Lei che progetti ha per il Talete del futuro? La figura attuale del dirigente scolastico non è più quella del vecchio preside paternalistico che amministrava e gestiva l esistente. Ora il dirigente scolastico è la persona che deve misurarsi con il futuro con le trasformazioni in atto che avvengono nel momento stesso in cui stiamo parlando. Verso il cambiamento non possiamo più girare la testa dall altra parte. La mia idea è sempre proiettata verso il sapere e la formazione, fondamentali nel mondo attuale; la riflessione deve partire soprattutto da questo, dalla circolazione del sapere. E quindi anche porsi domande come Che cos è l apprendimento nel mondo di oggi?. Se ci sono infatti delle costanti come nell esistenza umana, bisogna tener conto che ci sono dei cambiamenti. Il Talete quindi penso che debba essere capace, con la forza del suo passato e della sua tradizione, che non deve mai venire a mancare, di confrontarsi con le sfide del futuro. Che cosa suggerirebbe al nuovo Ministro dell Istruzione? Innanzitutto di capire la realtà in cui le scuole lavorano e funzionano perché molto spesso i ministri dell istruzione sono persone di altissima levatura che provengono dal mondo universitario, quindi hanno una conoscenza indiretta della scuola, che ha invece delle sue logiche molto precise e diverse da quelle universitarie. Bisognerebbe uscire da un immagine edulcorata della scuola, che non corrisponde alla realtà. Ci sono delle asperità, dei vincoli, delle durezze che insomma [sospiro] vanno capiti. Allo stesso tempo però lavorare sulle potenzialità che sicuramente ci sono. Ecco c è uno scollamento tra ciò che l amministrazione pensa che la scuola debba essere e ciò che la scuola è di fatto, come il problema delle risorse, assolutamente centrale, che viene sempre un po sottovalutato e si è costretti a ricorrere all aiuto delle famiglie perché non c è più scelta. Bisognerebbe interrogarsi su questa cosa, andare avanti con gli scarsissimi mezzi messi a disposizione. Anche le complicazioni burocratiche... Si perché poi noi abbiamo tutta una serie di vincoli; non possiamo andare e comprare servizi, dobbiamo sempre rendere conto, e questo è giustissimo. Però sicuramente occorrerebbe una disponibilità maggiore. Gestire intelligentemente, su questo sono d accordo, in passato alcune risorse sono state sprecate. Quindi sicuramente razionalizzare la spesa, però pensiamo per un attimo all edilizia scolastica, il discorso dell ambiente-scuola. Uno non può studiare bene se sta in un ambiente che non è ben fatto. Quindi questo non solo implica la sicurezza, ma anche un ambiente bello e ci sono molti aspetti che andrebbero curati da questo punto di vista e questo, con gli scarsissimi mezzi messi a nostra disposizione, è molto difficile. Bisogna avere un ambiente decoroso che sia piacevole da vivere perché ci dobbiamo passare molte ore. Il nostro preside al Liceo. In che cosa Lei si sente più simile e in che cosa diverso rispetto agli studenti di oggi? Vi ringrazio questa è una bellissima domanda, mi ricorda il mio passato. Se ho scelto di lavorare nel mondo della scuola è perché ho vissuto una certa esperienza come studente. Parliamo dei primi anni settanta. Sono stati anni caldi per la scuola così come per la società italiana. La sensazione che avevamo tutti come studenti era di disagio e scontentezza nei confronti di una scuola che sembrava antica e lontanissima da quello che accadeva nel mondo. Mancavano anche gli strumenti linguistici per parlarci. Era una scuola che sicuramente non aveva fatto il tragitto che ha fatto la scuola di oggi. La lontananza che c era allora tra le figure del professore inaccessibile e gli studenti causò una rivolta come risposta, molto scomposta in un certo senso, intrisa di ideologia politica. Tutto nasceva però da questo profondo disagio. Da questo punto di vista mi sembra mi sembra che questo sentimento sia rimasto anche se cova sotto la cenere, in forme diverse chiaramente. Oggi c è un sistema di comunicazione che all epoca non esisteva, tutto era molto più artigianale e più lento. Essere giovani è sempre una bella avventura allora come adesso e credo che quel disagio che provavamo noi verso la scuola, mutatis mutandis, sia rimasto anche oggi e questo è significativo. Cambiamo argomento. Una domanda che viene dal profondo del Talete: Lei che squadra di calcio tifa? Faccia attenzione alle parole se non vuole attirarsi inimicizie! [risate] Devo dire la verità non sono un grande appassionato di calcio e non posso definirmi tifoso nel senso filologico del termine. E chiaro che da ragazzi ci si appassiona alla squadra della propria città per un fatto di identità. Devo dire che poi il mondo del calcio ha deluso profondamente e viene da chiedersi se tutto questo sia reale. Quindi rimane più che altro un rapporto affettivo. Io peraltro da giovane giocavo con gli amici ma grande tifoso non sono mai stato anche se diciamo, insomma, la squadra di Higuain... L ha detto! [risate] E di altri che voi ben conoscete è quella su cui mi informo per sapere che cosa abbia fatto. Anche le altre squadre del campionato mi stanno simpatiche. Ecco ce ne è soltanto una per la quale provo avversione che è la Juventus e questo mi dispiace. Concordiamo. L ultima domanda. In che cosa del suo mestiere la aiuta la Laurea in Filosofia? Mi aiuta moltissimo. Senza togliere nulla alle altre lauree devo dire che mi piacerebbe essere laureato in tutto, perché tutto il sapere è affascinante. La filosofia ha appunto questa posizione strategica che ti consente di attraversare tutto, perché in tutto c è qualcosa di interessante. Io provengo dalla cultura partenopea con le figure di Giambattista Vico e Benedetto Croce, uomini che hanno creato grandi sistemi in cui tutto veniva raccolto dall aspetto scientifico a quello umanistico. Quello che conta infatti sono i legami tra questi due mondi. E poi c è la mia città. Perché al di là delle cattedrali che puoi costruire con la riflessione c è sempre una dimensione tragica e drammatica della realtà che a Napoli è particolarmente evidente. Nei miei studi ho sempre avuto questa percezione. Da un lato la purezza della dimensione filosofica, dall altra il senso urgente della realtà che ti assale appena esci di casa. In questo senso ho avuto una duplice formazione filosofica. Oggi tutto questo mi consente di non essere troppo appiattito sulle cose ma neanche troppo astratto, con una curiosità divorante per tutto. La ringraziamo preside per l intervista Aspettate posso farmi una domanda che non mi avete fatto? Certo! Il mio rapporto con il giornalismo Allora preside che ci può dire del suo rapporto con il giornalismo? Io sono molto incuriosito da questa vostra esperienza. Alla mia epoca crebbero molto le Radio Libere, dove prima c era solo la Rai. Io ebbi modo di lavorare prima a Napoli e poi a Roma nell ambiente giornalistico. Andavamo in giro a fare inchieste per la città e a raccogliere le voci della protesta o di qualche azienda in crisi. Quindi un giornalismo d inchiesta, proprio andando a cercare i protagonisti. Ebbi poi la fortuna di vincere una borsa di studio della Federazione degli editori che mi consentì di fare esperienza presso alcune testate giornalistiche. In particolare ho lavorato a Milano alla redazione dell Oggi, un esperienza molto interessante. Poi invece qui a Roma fui assegnato al settimanale il Tempo e lì ero in cronaca. La cronaca è un mondo dove arriva la notizia e in cinque minuti devi essere sul posto, qualsiasi cosa sia. Anche questo è stato molto formativo, sono esperienze che ricordo con piacere, che mi consentivano di stare a contatto con la realtà dopo gli studi filosofici. La comunicazione è importantissima, imparare a comunicare credo che sia fondamentale, bisogna arrivare subito alla notizia e soprattutto attirare l attenzione del lettore. E un esperienza che ricordo con grande piacere. sogno di Rocco H. Puppio L ombra di una veranda, in un pomeriggio caldo e asciutto, mi suggerì la lettura di un libro che da molto tempo avevo rimandato: Lettera a una Professoressa di Don Milani. Cara signora, lei di me non ricorderà nemmeno il nome. Ne ha bocciati tanti. Io invece ho ripensato spesso a lei, ai suoi colleghi a quell istituzione che chiamate scuola, ai ragazzi che respingete. Ci respingete nei campi e nelle fabbriche e ci dimenticate. Mentre lo stile del testo scorreva chiaro e veloce, il caldo di quel pomeriggio mi tradì rallentando la capacita agli occhi di restare aperti e alla ragione di appassionarsi alla lettura, i pensieri si confusero con le parole del libro e i pensieri presero le forme di trame confuse di sogni pomeridiani. Il palazzone. in cui ero stato investito di un inaspettato potere, era bianco e in un falso stile barocco, ma poco mi importava l estetica 5

4 DAL TALETE DAL TALETE di quel gran casermone, quando una voce solenne che echeggiava, quasi lugubre nei grandi stanzoni affrescati, proclamò, con un tono baritonale; Professore, ora tacca a lei fare la su parte, lei che giudica e sputa nel piatto in cui magia, ci dica cosa farebbe al posto dei tanti ministri che l hanno preceduta! E il suono di un portone di dimensioni che difficilmente sarei riuscito ad immaginare, si sentì chiudere e la sua eco era l avvertimento che a nessuno era lasciato scampo di uscire da quel luogo di misterioso potere. Sono ministro quindi, chi lo avrebbe mai detto. Il pensiero carico d inaspettate speranze e di grandi paure mi accompagnò in una stanza detta dei GRANDI BOTTONI, ce n erano di rossi, tanti e tutti accesi di un rosso catarifrangente; anche di bianchi ce n erano, la maggiore parte spenta e poco luminosi; quelli verdi tutti spenti e di un verde che aveva perso la sua iniziale trasparenza e brillantezza della plastica di cui erano fatti e che molto probabilmente erano da sempre in quello stato quiescente. Le segretarie, i sottosegretari, i direttori generali, gli ispettori erano ritti con spalle al muro lungo gli alti corridoi e come soldati di un esercito ciecamente ubbidiente, cominciarono a far brillare un guizzo vitale nei loro occhi opachi. Cominciarono a guardarsi intorno, con sospetto, i loro stanchi pensieri suggerivano che si potesse trattare di un brutto scherzo, ebbero il timore che il loro lavoro era in via di estinzione. Nessuno aveva mai sentito il mio nome, nessuno mi aveva visto in quei corridoi. Leggevo nei loro occhi, battiti di ciglia che suggerivano perturbabili novità. potrà dormire un po di più nei mesi freddi e uscire un po prima durante le giornate calde Punto Alla Scuola Elementare siano aumentate le ore del gioco virgola della musica virgola del canto e rammentare ai bambini di essere bambini virgola la grammatica e far di conto siano insegnate come regola per stare meglio insieme Punto Alle Scuole Medie si faccia sport in armonia con lo sviluppo degli studenti e si lasci riposare corpo e mente quando se ne ha bisogno Punto Ai Licei si scelgano le materie per le quali si e disposti a tutto pur di conoscerle virgola le aule siano aperte e si possa assistere alle lezioni a cui si è interessati Punto Le lezioni si svolgano nelle aule attrezzate per materie di apprendimento Punto Ogni professore deve avere il suo studio e i suoi materiali per far sempre meglio le sue lezioni Punto Il compiti a casa siano aboliti perché l ambiente studio è quello della Scuola a casa ci sono i fratelli le sorelle gli amico con cui fare altro Punto Ogni fine mese sia istituita una settimana di tempo libero per riprendere le energie e continuare rinfrancati nello studio Punto Alle Università ci siano facoltà per tutti dalla cucina all astrofisica spaziale senza test di ammissione Punto Signorina non sogghigni o il suo posto presto traballa! Drin, Drin, Drin. Pronto, pronto, si sono il ministro dell Istruzione! Ministro dell Istruzione? Ti sei ammattito? Ehm, ah, scusa, mi,sono addormentato e devo aver fatto un sogno, un bel sogno ALESSIO LAI intervista ai rappresentanti d istituto DAVIDE CAMPO Cosa ti ha spinto a candidarti? D.C.: La voglia di migliorare la scuola sia come luogo sociale sia come struttura. A.L.: Mi sono candidato perché non c era nessuno che mi convinceva e poi l ho sempre voluto fare. Chi ringrazi per la tua campagna? D.C.: Ringrazio tutti i ragazzi del collettivo Talete. A.L.: Amina. Qual è il lavoro più importante che hai portato a termine fino ad ora dalla tua candidatura e che stai portando avanti? D.C.: Bhe, è appena iniziato l anno quindi non abbiamo ancora realizzato nulla ma uno dei nostri progetti è aumentare il fattore culturale e incrementare la ristrutturazione. A.L.: È passato ancora troppo poco tempo per aver potuto attuare qualcosa di concreto, però mi sto impegnando nell unire il più possibile la scuola e sensibilizzarla ai temi della politica e dell attualità. di Anna Romano Cesareo A.L.: Sono rimasto molto sorpreso in quanto non me lo sarei mai aspettato, non conoscendo peraltro a cosa andavo incontro. Con quale scuola ti gemelleresti? D.C.: Ad essere sincero nessuna in particolare ma se dovessi scegliere allora sarebbe il Mamiani. A.L.: Ad essere sincero con nessuna. Il primo provvedimento che attueresti nella scuola avendo carta bianca e fondi illimitati? D.C.: Aumenterei gli spazi e inizierei un opera di ristrutturazione di tutto l istituto. A.L.: Riparerei porte e finestre, farei rifare i pavimenti e ingrandirei la scuola. Secondo te, quanti ragazzi conoscono e si interessano di politica e attualità? D.C.: Pochi. A.L.: Pochi. Perché? D.C.: Perché quando ti manca tanto ti accontenti di quel poco che hai e quindi non ti interessi alla politica. A.L.: Perché a scuola i ragazzi non hanno l opportunità di informarsi e c è da parte dei ragazzi un grande disinteresse. Intanto, non scoprirò come mai il libro che avevo in mano era Raduno l impiegataglia e comunico la mia prima circolare, titolo: aperto all ultima pagina che diceva così: LA SCUOLA CHE VORREI. Cari ragazzi, Non mi par vero poter dare disposizioni a destra e a manca, e che non tutti i professori sono come quella signora. Non siate razzisti si eseguano sull istante le mie intenzioni. anche voi. FEDERICO STOLFI Scriva Signorina, scriva: ehm, dunque, Le scuole di ogni ordine Anche se non sono d accordo su tutto quello che dite, so che la e grado siano ricostruite anzi no siano demolite tutte quelle fatiscenti nostra scuola non va. Solo una scuola perfetta può permettersi e tenute in piedi soltanto quelle storiche Punto di rifiutare la gente nuova e le culture diverse. E la scuola perfetta Le nuove scuole siano circondate da aree verdi e lontane dal traffico non esiste. Non è né la nostra né la vostra. Qual è stato il tuo primo pensiero quando ti hanno eletto? Punto Comunque quelli di voi che vogliono esser maestri venite a dar D.C.: Daje, ora iniziamo a fare le cose e a farle bene. Le aule dei nuovi edifici e gli arredi siano di buona qualità virgola gli esami quaggiù. Ho un gruppo di colleghi pronti a chiudere con sedie ergonomiche e banchi inclinabili e che impediscono la due occhi per voi. scoliosi agli studenti Punto A pedagogia vi chiederanno solo di Gianni. A italiano di raccontarci come avete fatto a scrivere questa bella lettera. A latino Chi ringrazi per la tua campagna? LEONARDO GALANTI Basta con colori neutri e tetri virgola i colori delle pareti saranno F.S.: Gli studenti che mi hanno votato e i professori che mi decise dagli studenti all inizio dell anno scolastico punto e virgola qualche parola antica che dice il vostro nonno. A geografia la hanno criticato. maggiorenni dall istituto a ricreazione. In altri licei c è questa i soffitti virgola alti ogni aula avrà il suo terrazzo attrezzato per vita dei contadini inglesi. A storia i motivi per cui i montanari L.G.: Tutti i miei sostenitori, in particolare la mia classe e tutti i possibilità ma sono licei nei quali non c è il servizio bar. È difficile poter prendere il sole e godere la ricreazione virgola le finestre scendono al piano. A scienze ci parlerete dei sormenti e ci direte ragazzi, in particolare di quinto, che mi hanno aiutato molto. ma ci proveremo. ampie coi vetri dal pavimento al soffitto accoglieranno il sole il nome dell albero che fa le ciliegie. d inverno e l ombra nei mesi caldi Punto Aspettiamo questa lettera. Abbiamo fiducia che arriverà. Qual è il lavoro più importante che hai portato a termine Qual è la scuola con la quale ti gemelleresti? Ogni aula avrà un bagno per i maschi e uno per le femmine Puntrenze) Il nostro indirizzo è: Scuola di Barbiana Vicchio Mugello (Fi- fino ad ora dalla tua candidatura e che stai portando avanti? F.S.: Con tutte le altre scuole in quanto i problemi che abbiamo la F.S.: Se parliamo nell ambito dei tre anni di mandato sicuramente ciò che mi ha dato più soddisfazione è stata il decoro coesi a livello territoriale con il Tacito, Mamiani, Dante e Ferrara Talete sono i problemi di tutti. Sicuramente dobbiamo essere più Non si distragga Signorina, non mi guardi come se avesse davanti un dinosauro, e non dondoli la testa come se non credesse contro il degrado nel sotterraneo e i graffiti in cortile sempre perché sono le strutture più vicine e quindi dovrebbero essere il a ciò che le sto dettando, soprattutto abbandoni quel suo sorriso per combatterlo. scuola aperta è il progetto che abbiamo iniziato l anno scorso con la protesta per la legge ex-aprea. Penso per i diritti degli studenti. punto di riferimento per quanto riguarda le battaglie giornaliere e sarcastico che le leggo sul rossetto. Continui. Dunque dove eravamo rimasti, ah si, ai bagni. Certo I bagni siano corredati di che aprire la scuola alla società e di pomeriggio sia un segnale L.G.: Il Convitto o il Righi. carta igienica sempre punto esclamativo di istruzione, di cambiamento, di progresso. Ogni Scuola avrà la sua biblioteca virgola la sua sala cinematografica virgola il suo teatro virgola le sue palestre Punto L.G.: Sicuramente il fatto di non aver occupato è stato importante in quanto porterà benefici sia dal punto di vista del ren- F.S.: Penso che sia stato un cattivo compromesso con la presiden- Cosa pensi della cogestione che abbiamo fatto? L ingresso agli edifici sia sempre aperto a tutte le ore del giorno dimento degli studenti, sia economico. Da sottolineare anche za per non occupare - in quanto credo che molti ragazzi volessero con portoni variopinti che invitino ad entrare Punto l aver ottenuto l aula autogestita. In questo periodo ho percepito occupare - ma noi abbiamo mantenuto la linea del compromesso L orario d entrata ed uscita avrà una tolleranza di mezz ora cosi si dell interesse sul tema del permesso per far uscire i ragazzi perché quello fu deciso dall assemblea. Secondo me sbagliammo 6 7

5 DAL TALETE perché questa cogestione improvvisata non ha risolto nulla ed è stata solo una perdita di tempo. L.G.: La cogestione è una tipologia di protesta legittima, peraltro in collaborazione con i professori e quindi è assolutamente condivisibile. ( A Federico Stolfi) Quindi pensi che avremmo dovuto occupare? F.S.: Io penso che l occupazione possa essere uno strumento per raggiungere determinati fini, ma esistono d altronde tanti mezzi per manifestare il proprio dissenso nei confronti di qualcosa. In questa occasione l occupazione sarebbe potuta essere utile se fatta con un criterio. Il primo provvedimento che attueresti nella scuola avendo carta bianca e fondi illimitati? F.S.: Sicuramente completerei l aula magna ed acquisirei la struttura completa (intesa come tutto l edificio che comprende Talete e Dantino), così da costituire un grande liceo scientifico degno di questa città. L.G.: Bhè, sicuramente parte dei fondi li userei per l edilizia scolastica, che in questo istituto è assolutamente disastrosa. Dopo di che penserei ad un ammodernamento dei mezzi messi a disposizione per gli studenti. Secondo te, quanti ragazzi conoscono e si interessano di politica e attualità? F.S.: Pochissimi. L.G.: Tanti. Perché? F.S.: Penso che ciò si debba imputare ad un decadimento culturale cominciato in questo paese dopo la caduta del muro di Berlino e Tangentopoli, quando i partiti di massa, vicini alla gente, sono finiti. Da quel momento in poi la società ha avuto una grande disaffezione nei confronti della politica e dell attualità. Questa disaffezione nei giovani è ancora più estremizzata per via della globalizzazione e del crollo dell interesse nel seguire la cosa pubblica. E sbagliato. Se non ti occupi della politica sarà lei ad occuparsi di te. ( A Leonardo Galanti) Una opinione del tutto opposta a quella che hanno espresso gli altri ragazzi prima, chi è che sbaglia? Non è affatto vero che non ci si interessa di politica, io ho conosciuto tanti ragazzi nelle classi del Talete (soprattutto nei quinti) che sono andati a votare alla primarie che ci sono state adesso del PD, ad esempio. Magari non lo dicono perché non è un argomento di conversazione tra gli studenti, ma c è partecipazione da parte di molti ragazzi verso tutti gli schieramenti politici. 8 SPECIALE MANDELA ADDIO, MADIBA COMPIANTO DI UN EROE DEL NOSTRO TEMPO di Chiara Tirendi 5 Dicembre Un giorno come tutti gli altri, se non fosse per una notizia che campeggia sui giornali di tutto il mondo, che domina i notiziari in tutte le lingue: Nelson Mandela è morto, nella sua casa di Johannesburg, dove era tornato dopo essere stato ricoverato in ospedale per quattro mesi a seguito di un infezione polmonare. Aveva 95 anni, l uomo che sconfisse l apherthaid, che fu il primo presidente nero del Sudafrica, che passò 27 anni della sua vita in carcere pur di difendere l ideale in cui credeva. L uomo che diventò un simbolo di libertà, di coraggio, di lotta contro le ingiustizie. Madiba, come veniva affettuosamente chiamato, è ormai considerato un eroe nazionale e messaggi di cordoglio che si dolgono per la sua scomparsa arrivano da parte dei più importanti leader mondiali, molti dei quali hanno partecipato ai suoi funerali, che si sono tenuti il 15 dicembre a Quno, il suo villaggio natale. Tutti, in Sudafrica, senza distinzione di colore della pelle o di fede religiosa, si sono uniti nel ricordare questo straordinario personaggio. Come descrivere in poche parole una vita come la sua? Basta forse dire che era nato nel 1918? Che è entrato a far parte dell African National Congress a 34 anni? Che da allora si è dedicato totalmente a combattere il regime di rigida separazione tra le etnie che impediva alla sua gente di usare le stesse strutture pubbliche dei bianchi, di andare nelle stesse scuole, di vivere negli stessi quartieri, di avere gli stessi diritti? Che è stato in prigione dal 1964 al 1991? Che è stato presidente dal 1994 al 1999? Che ha ricevuto il premio Nobel per la pace? No, perché nemmeno una dozzina di tomi ripieni d inchiostro potrebbero rendere davvero che cosa lui sia stato e che cosa lui abbia rappresentato non soltanto per il suo paese, per l Africa, ma per tutto il mondo. Sì, per il mondo, perché in questi tempi, in cui sembra che dappertutto regnino la disonestà, la vigliaccheria, i compromessi, che i valori fondamentali vengano derisi e quasi dimenticati dai più, che alla fine sia più semplice essere furbi, basta ricordare Mandela, pensare che persone come lui o Gandhi o Martin Luther King sono esistite, per ritrovare la speranza. Non superuomini (fu proprio Madiba a dire: Non sono un profeta, ma un umile servitore ), ma gente comune come noi, che ha scelto di non piegare la testa, di non distoglierelo sguardo dallo squallore della realtà che li circondava, ma di guardarla dritto negli occhi. È impossibile, per noi che non abbiamo mai provato la prigionia, capire quanto debba essere stata dolorosa la decisione di Mandela di non ritrattare le proprie opinioni, anche se in cambio gli era stata offerta la sospensione della con- danna all ergastolo e la libertà. Decidere deliberatamente di rimanere rinchiuso sapendo che non hai fatto nulla di cui devi vergognarti, e che il tuo paese vuole ridurti al silenzio proprio perché sei nel giusto. Nessuno avrebbe potuto biasimarlo se avesse agito nel modo più facile. Ma non l ha fatto. Ha rifiutato di voltare le spalle ai problemi e di ignorare quelle discriminazioni che aveva sempre detestato, mantenendo una coerenza ferrea e quasi suicida. Più di tutte queste parole, direi che il suo straordinario senso dell onore (so che vi sembrerà una parola antiquata, ma ho l impressione che sia l unica adatta) è sintetizzato alla perfezione da una frase che lui stesso ha pronunciato, ovvero : I veri leader devono essere in grado di sacrificare tutto per il bene della loro gente, qualcosa che lo differenzia in modo stridente dai nostri politici contemporanei, costantemente concentrati su loro stessi e sul loro potere, incapaci di vedere al di là del proprio naso. Altro suo enorme merito fu quello di pacificare, nel momento della sua elezione, un paese dominato per quarant anni dalla repressione e dai soprusi, dove da tempo la rabbia covava pronta ad esplodere in una guerra civile tra bianchi e neri. Egli capì che un conflitto di quel genere avrebbe portato soltanto altro odio e altra morte in una società già profondamente divisa e per questo non alimentò alcuna vendetta nei confronti dei bianchi, una minoranza (all incirca il 20% della popolazione) che però ancora deteneva il potere economico sudafricano, una politica lungimirante che lo avrebbe portato a essere uno dei leader più amati e influenti della storia africana. Sono pochi gli uomini che riescono a trascendere sé stessi e a diventare qualcosa di più, immagini di ciò che c è ancora di buono nel genere umano, e Nelson Mandela è stato uno di questi. Il suo ricordo ci servirà a capire che non è vero che il mondo è tutto marcio, che ogni nostro sforzo è inutile, che il singolo da solo non può far nulla per cambiare le cose. È falso, e il suo esempio è la prova del fatto che, se le nostre convinzioni sono abbastanza forti, chiunque di noi può scardinare il sistema e costruirne uno diverso e migliore. Giovanni Falcone disse una volta che gli uomini muoiono, ma le idee restano, e continuano a camminare sulle spalle di altri uomini: è compito nostro, oggi, essere quegli uomini e portare a compimento il sogno per cui Mandela è vissuto. 9

6 SCUOLA SPECIALE USA IL SUD AFRICA PRIMA E DOPO MANDELA Prima della lotta di Mandela in Sud Africa era vigevano le leggi razziali dell apartheid (separazione in Afrikaans), erogate nel Quest insieme di leggi separava la popolazione in bianca e nera, togliendo diritti a quest ultima, che rappresentava quasi l 80% della popolazione, e aumentando il potere della prima. Il principale punto dell apartheid era quello di separare la popolazione bianca da quella nera. Per riuscirci vietava ai neri di frequentare gli stessi quartieri dei bianchi, vietava matrimoni misti, perfino avere un rapporto sessuale tra persone di colore diverso era penalmente perseguibile! La popolazione nera veniva ghettizzata nei bantustan, e poteva accedere nei quartieri dei bianchi solo con permessi speciali, che comunque non evitavano di passare notti in prigione finché non fosse stato accertato che il permesso non era falso. La pazzia dell apartheid arrivò a vietare di frequentare le stesse sale di attesa e marciapiedi a bianchi e neri anche in quartieri in cui entrambe le etnie potevano transitare! Grazie alla lotta politica di Mandela l apartheid è stata finalmente abolita e adesso il Sudafrica ambisce, in quanto stato più sviluppato, ad assumere il ruolo di guida degli Stati del continente africano nonché di mediatore super partes. Per via della colonizzazione il Sudafrica è uno dei paesi con le etnie più diversificate al mondo. Si conta che i Bantu, l etnia nera maggiormente sfavorita dall apartheid, formino il 75% della popolazione, seguiti dubito dopo dai coloured, i meticci nati dall unione di neri e bianchi, che formano il 13% della popolazione il restante 11% è formato principalmente da bianchi, per lo più anglosassoni, anche se stanno aumentando sempre di più gli immigrati asiatici. Il Sudafrica è ora una repubblica parlamentare, uno degli stati più democratici di tutta l Africa, e si sta prodigando nell abbatere la diffusione dell AIDS e della criminalità. GLI ULTIMI DELLA CLASSE di Federico Stolfi A svolgere i compiti l Italia non è mai stata brava. E così i suoi giovani. La recente indagine istat sui dati del 2011 ha fatto emergere che quasi uno studente su cinque abbandona la scuola prematuramente, con picche del 25%* nel mezzogiorno contro la media europea del 12,7%. E mentre aumenta la disoccupazione giovanile, che supera il 40%, aumentano anche i neet, i giovani che né lavorano e né studiano. A lasciare il sistema formativo italiano però non sono soltanto gli ultimi ma anche i migliori, che nel nostro paese non vedono futuro. Anni di politiche di svalutazione della ricerca e tagli di miliardi di euro alla scuola pubblica hanno finalmente prodotto i loro risultati : la perdita di speranza nelle nuove generazioni. La paura del futuro e la sfiducia nel sistema scolastico portano sempre più i ragazzi italiani ad abbandonarlo per trovare altre vie. Qui la politica deve intervenire, e subito. Non bastano una manciata di milioni di euro a supporto dell occupazione giovanile, i wi-fi nelle scuole superiori e l obbligo di fornire orientamento professionale ed universitario da parte degli istituti se il piano dell offerta formativa nazionale è scadente. Bisogna rifinanziare e riformare dal basso la scuola pubblica coinvolgendo le categorie che ne fanno parte ed il precariato per : -riprendere ad assicurare la continuità didattica. -fornire un offerta formativa all avanguardia; più educativa, con un educazione civica obbligatoria per creare consapevolezza, specializzata ma meno nozionistica, nella quale si possano scegliere materie da approfondire e materie da abbandonare in base agli indirizzi, ed internazionale, dove la terza lingua si studia fino all esame di Stato. -realizzare una vera autonomia scolastica aprendo gli istituti superiori al territorio di pomeriggio così da metterli a disposizione dei docenti e degli studenti che desiderano viverli fuori dall orario curricolare per progetti, approfondimenti e ripetizioni gratuite ai meno bravi. -assicurare il diritto allo studio e coltivare il merito attraverso l erogazione di borse di studio ed agevolazioni. Solo così torneremo competitivi e credibili in Europa e nel mondo, magari anche aumentando il grado di coinvolgimento degli studenti medi ed universitari nell amministrazione delle singole istituzioni scolastiche, che oggi è regolamentato da una democrazia più formale che sostanziale. L allontanamento dall Europa in merito alla dispersione scolastica si spiega con il taglio lineare alla spesa pubblica operato dagli ultimi governi conservatori siccome è provato che i finanziamenti sono correlati al successo formativo. Meno si investe, più la dispersione aumenta. C è la crisi, c è la crisi. Da domani acquisto solo cacciabombardieri fa una canzone de Lo Stato Sociale. Nel frattempo sono le nostre menti più brillanti a prendere il volo. IL BINGO DEGLI ALPHA TEST di Riccardo Manocchio Ormai il sistema è chiaro 5 risposte, due son frottole, tre sono praticamente identiche, solo una è giusta; non sono quiz dell Eredità bensì il metodo con cui si stabilisce e scandisce il futuro di molti ragazzi delle scuole superiori. È ormai una realtà con cui molti di noi si devono confrontare quando si è giunti alla fine di un ciclo di studi. Per quale motivo tanti ragazzi ogni anno affollano vastissime sale per rispondere a quelle domande? Se andassimo a leggere un qualsiasi testo di presentazione sui test d ingresso alle varie facoltà universitarie, troveremmo sicuramente frasi come: test selettivo volto a valutare le potenziali attitudini e competenze indispensabili per sostenere il Corso di Laurea o ancora hanno diritto ad accedere ai gradi più alti degli studi i capaci e meritevoli. Come si può essere in disaccordo con tali affermazioni? Se non fosse che tra le varie conoscenze richieste ai futuri medici, ingegneri ecc. si annoveri anche il numero di scarpini del capocannoniere della serie A, o l anno in cui Nirvana hanno pubblicato il loro primo album. Anche ammettendo che i test si basino su sistemi di selezione meritocratici, resta ancora difficile pensare che le qualità di una persona si possano condensare in sessanta domande a quiz. Questo metodo è promulgato in Italia come infallibile sistema di valutazione meritocratica delle competenze dei candidati, in quanto non risentirebbe di condizionamenti esterni. Alla luce di ciò i percorsi didattici per gli inserimenti universitari previsti in paesi europei come la Francia o la Germania sembrerebbero oltremodo anacronistici o demodé. Nel primo caso l accesso ai vari corsi è libero, tuttavia, nel primo biennio dopo l ingresso, la competizione è dura, selettiva, e la richiesta del livello di rendimento è alta sia in termini di media che di tempi. Ovviamente in caso d inadeguata preparazione lo studente non riesce a superare questa prima griglia di corsi di studio e deve abbandonare. Nel secondo caso fa fede unicamente il voto di maturità, cui è dato molto risalto, unitamente al rendimento scolastico raggiunto negli ultimi tre anni. Il numero chiuso così com è congegnato in Italia, soprattutto in considerazione del fatto che i test d ingresso sono espletati, a volte, prima delle date di svolgimento dell esame di Stato, sminuisce il valore di quest ultimo. Il peso legale e reale del diploma è di conseguenza completamente svuotato di significato. Ciò è ancora più grave se si considera che il famoso pezzo di carta giunge al termine di un percorso scolastico durato ben cinque anni sia per gli alunni sia per i docenti. Quale significato assumono valori come impegno, costanza, passione e volontà di migliorare e ampliare le proprie conoscenze in una tale dimensione? Inoltre il modo in cui sono strutturati i test presuppone spesso attitudini assai diverse e lontane dalle competenze scolastiche. L allenamento mentale richiesto ai candidati è simile a quello sviluppato da esperti in enigmistica. Si tratta quindi di un sapere puramente nozionistico, dove gioca un ruolo decisivo la memoria, soprattutto del dettaglio. All età di 19 anni è già piuttosto difficile e complicato capire e scegliere una direzione per il proprio futuro con prospettive nebulose e incerte quali quelle attuali: la società invia input fuorvianti imponendo modelli di professioni da fiction ; la scuola spesso non aiuta a scoprire e a far maturare degli interessi specifici che possano confluire in futuri sbocchi professionali; la famiglia d altro canto tende da un lato a proiettare le ambizioni e le aspettative dei padri sui figli e rischia dall altro di non riconoscere le attitudini diverse di questi ultimi. Che cosa dire dunque ai ragazzi che si trovano in questo frangente ricco d imprevisti, dubbi e incognite? Mettete sempre una crocetta sulla vostra autostima per affrontare i test della vita. AMERICAN LIFE Articolo Esclusivo dal Nostro Corrispondente Dagli USA Tommaso Giacomini Partiamo da dove sono adesso. Chemeketa Community College, Salem, Oregon. Anatomy & Physiology class con la mia host mum. Il professore sembra avere intorno ai 30 anni, forse meno. In Italia a 30 anni c è gente che deve ancora laurearsi. Sono un exchange student, dove lo sapete già, e studierò alla North Salem High School fino a giugno. Non avrei potuto fare una scelta migliore. Frequentare il quarto anno di liceo all estero, poi tornare, farmi il mazzo tutta l estate e prenderà la maturità in Italia è qualcosa che mi metterà due, tre passi avanti al più raccomandato di voi. Ma passiamo alle cose serie. La vita in America è ovviamente diversa da quella che si vede in movies and series. Figuriamoci dall Italia. La mia scuola ha 2000 studenti circa e, pur essendo la prima (1910s) costruita a Salem, è di una modernità che in Italia ci sogniamo. Computers, labs, lavagne elettroniche in ogni classe, computer per ogni professore, tutto pulito, bagni perfetti, biblioteca fornitissima e luminosa, teatro maestoso, tre palestre, weight room, wrestling room, dance room, swimming pool, football/soccer field, baseball diamond, pista d atletica, mensa enorme, guardia armata tre giorni a settimana. La cosa migliore di tutto ciò è che gli studenti rispettano l ambiente in cui vivono la maggior parte della giornata; per fare un esempio quando ci sono partite di qualche sport o quando ho avuto lo spettacolo teatrale sono stato a scuola 15 ore. Qui si cambia classe ogni period, quindi dopo 49 minuti di lezione se ne hanno 5 per andare a sedersi da un altra parte con altre persone, magari all altro piano nell altra ala. Le lezioni iniziano alle 7:30 e finiscono alle 14:20, con due turni di pranzo da 34 minuti ciascuno tra 11 e 12. Pure se qui mi sono ritrovato più volte a non vedere l ora di tornare a scuola durante il weekend, rimpiango il metodo d insegnamento italiano. Qua è semplicemente noioso, non c è nessuno stimolo al ragionamento. Si copiano appunti dal power point o da un video, e l apprendimento è guidato, non c è spazio per la curiosità. Però non mi lamento, il mio voto più basso a 2/3 del primo semestre è 90 in marketing, studiando in media due ore a settimana. Le persone, almeno a scuola mia, non giudicano. Il che è fantastico. Non frega nulla a nessuno di che colore, origine, religione, gusti sessuali sei. E più facile essere discriminati in base al college per cui tifi piuttosto che per la musica che ascolti, l aspetti fisico o come ti vesti. Non c è pressione da questo punto di vista, l Italia è anni luce indietro su questo. Certo, in media si esce dal nostro liceo più accademicamente preparati, ma la maggior parte di noi non sa come vivere. Per questo sono qui. Dopo quattro mesi ho imparato a fare tutte le cose che serve conoscere per poter vivere in maniera indipendente, l unica differenza è che rispetto al teenager medio americano non ho un lavoro retribuito. Lavoro saltuariamente nel coffee shack della scuola, gestito da studenti e fornito da paura (per essere interno alla scuola e gestito da studenti). Piccola nota sulle cheerleaders: a scuola mia non sono fiche. Piccola nota sulle ragazze in generale: non sono tutte come si crede che siano, ma a scuola mia ce ne sono un paio incinta. In ogni caso il livello medio è meglio in Italia. Lo sport è inteso solo a livello agonistico, e per livello agonistico intendo che i 12 migliori giocatori di basket di high school da tutta l America se la batterebbero bene nel campionato italiano. Come i dati sull affluenza ci ricordano a ogni elezione, l americano medio ne sa meno sulla propria politica che un italiano 10 11

7 SPECIALE USA ECONOMIA bene informato, tant è vero che da quando sono qui senza internet non saprei nulla, perché in TV guardo solo lo sport. A proposito di sport, qui hanno un problema serio per il football, ma la passione è miliardi di volte più civile che per il calcio. Più dell assenza di palazzine, della grandezza media di case e macchine, del verde in giro, mi ha colpito la pulizia delle strade. Non ho ancora visto una sporcizia per terra. Sarà anche perché non fuma praticamente nessuno (almeno in pubblico, che è molto malvisto). La crisi c è anche qui, ma la maggior parte delle persone piuttosto che tagliare sui consumi taglia sulle tasse. Si siede a tavolino e decide che a Novembre non si paga l acqua e a Dicembre pure. In Italia queste persone sarebbero da far lavorare gratis per lo stato fino alla morte, ma qui credo che sia corretto. Lo stato non si basa solo sulle tasse, e in ogni caso continuando a far girare l economia non tagliando sulle spese, gli USA sono perfettamente in grado di rinunciare a un minimo di evasione. Persone che si autodefiniscono non ricche hanno case a due piani da 200 metri quadri, due macchine (non utilitarie eh) più assicurazione, e una quantità di servizi in casa che in Italia reputiamo inutili. Anche se il microonde è fondamentale. Altri aspetti della vita molto diversi dall Italia riguardano la disponibilità di risorse e quindi lo spreco che ne sussegue. La mia hfamily possiede due frigoriferi, di cui uno nel garage è costantemente pieno zeppo di cibo, e questa scorta viene raramente intaccata, è lì solo perché non si sa mai, in caso il Canada li attacchi Anche i centri commerciali riflettono il loro modo di vivere, oltre WalMart, che è il più conosciuto oltreoceano, ce ne sono altri che vendono di tutto e di più, con prezzi diversi a seconda della qualità. Il teenager medio americano non ha un party ogni Friday night, non guida un pick-up, non gioca a football e non sta con la cheerleader più popolare della scuola, come si è portati a credere. Generalmente è una persona normale, che guida la vecchia macchina dei genitori, suona nella banda, lavora due ore al giorno e otto nei weekends da qualche parte ed è coinvolto in qualche attività con la chiesa di cui fa parte (ci sono più tipi di chiese cattoliche...speciale USA... o cattolico-ispirate a Salem che in tutta Italia. Nel tempo libero se non si ha la macchina e, come me, non si hanno amici provvisti di macchina, ci si basa sulla buona sorte e passaggi. Infatti il concetto di camminare in centro per negozi o per locali o cose del genere non esiste, dove un centro non esiste e i negozi sono raccolti in questi enormi centri commerciali dove si spendono ore passando da Radioshack a Subway a Macy a Aéropostale a Starbucks e poi entrando nel cinema annesso, è fondamentale avere una macchina per muoversi. L ipocrisia che c è in Italia su certi temi, in America c è su molti altri. Principalmente alcohol e sesso. Qui il limite per la vendita di alcoholici è 21 anni, e in certi posti l alcohol non lo vendono pure a un 22enne se accompagnato da un 16enne. Poi però si cominciano ad ubriacare a 12 anni e ci sono 30enni senza nessun tipo di problema che bevono per ubriacarsi appena i figli vanno a letto, dopo averli detto quanto l alcohol faccia male. Per quanto riguarda il sesso, nelle case è un argomento tabù, e il picco di teenagers incinta non è dovuto solo alle trasmissioni MTV, ma molto di più al fatto che venga fatta sembrare una cosa proibita, quindi trasgressiva da farti sembrare fico se la fai appena possibile. Il problema è che dove se ne parla (spesso nelle chiese) nessuno spiega cosa sia la contraccezione, ma poi si lamentano di avere tante 14 col pancione tutto ciò per non parlare delle madri che dicono ai figli di girare la testa quando in TV ci sono scene di coppie che si scambiano un normalissimo bacio, il che non fa che aumentare un curiosità di tipo insano nei bambini di 8-12 anni. Nonostante mi sia reso conto che a scuola mio è molto inferiore che nelle altre scuole di Salem (e credo alla media statunitense), lo spirito scolastico, che si riassume nell orgoglio di appartenere a una certa scuola piuttosto che ad un altra è bellissimo. Non è solo fare il tifo ai games di qualsiasi sport, o indossare vestiario della scuola, ma è un qualcosa che ci si porta dentro. Tutto ciò viene poi ingrandito al college, che è sacro e crea rivalità che neanche il derby (ok, forse no). Un altra esperienza totalmente diversa è stata lo Snowball, che sarebbe la danza invernale. Totalmente organizzata da studenti delle diverse scuole del distretto, raccoglie tutti gli studenti che sono invitati (dove sono io le ragazze invitano i ragazzi) o che si organizzano in gruppi di amici a ballare in vestiti formali. La cosa più diversa dall Italia è la musica, che costringe anche a un modo di ballare molto più variegato e intrigante (se volete pensare che intrigante=twerking, non è totalmente scorretto). La settimana precedente Snowball c è stato il Thanksgiving day, che si può riassumere in tre parole: food food food. Non è totalmente vero, c è anche tempo per guardare il football/dormire sul divano, ma la sostanza è il tacchino. Non tutti lo cuociono ripieno che altrimenti ci mette dieci ore, ma vuoto sono solo cinque, e nel frattempo si preparano tutte le altre cose, come lo stuffing (riassumibile come cibo e cibo), sweet potatoes (patate dolci), mashed potatoes (purè di patate), salsa di mirtilli, varie pies (torte) e sicuramente qualcos altro che mi sto dimenticando. Una cosa vera sugli US è amano il loro stato, ma non che una volta eletto un presidente tutti si riuniscono dietro di lui e lo supportano a spada tratta. Perché, diciamo le cose come stanno, dare l assicurazione a tutti è una cosa bellissima, ma Obamacare non piace a nessuno. Oltre l idea, che già non convince proprio tutti (perché dovrei pagare l assicurazione per il tossico disoccupato che vive col sussidio pagato con le tasse sul mio stipendio che mi sudo 8 ore al giorno?!?), è organizzata malissimo, e taglia le gambe a moltissimi business medio piccoli, rallentando il cuore pulsante dell economia americana. Non l avrei mai detto prima di partire, ma dopo 4 mesi di America voterei Repubblicani. Tanto per chiarire, un Democratico moderato non voterebbe mai PD da noi. STUDIO SULLA SPESA PUBBLICA ITALIANA di Ludovico Galanti La spesa pubblica è la malattia principale del paese Italia. Prima di politici, evasori e ladri, solitamente accusati di essere la causa della situazione in cui ci troviamo, come succedeva agli untori durante la peste. La spesa pubblica è il vero male che ha trasformato la nazione del boom economico nel paese della stagnazione perenne, coloro che non di rado vengono ritenuti la causa della crisi, sono solo quelli che ne approfittano, poiché se si vuol dare un volto ai veri responsabili, non c è che da guardarsi allo specchio. Senza esserne coscienti, molte delle persone che osservano schifate il mondo dell opulenza e dei privilegi della politica, vivono anch essi su privilegi, sotto altro nome ed altre spoglie, ma pur sempre privilegi. Questo studio vuole dimostrare che per fermare la crisi del sistema Italia, non ci vogliano persone eccezionali, ma solo un po di coraggio per fare quelle riforme strutturali che permetterebbero al Bel Paese di tornare nell olimpo dell economia mondiale. Per semplificare la comprensione dell analisi si sono usati dati aggregati, con i quali si è persa la specificità necessaria, ma si è reso possibile a tutti di farsi un idea sulla portata dell oggetto preso in considerazione. Come appena esplicitato, l argomento trattato è di grandezza siderale e per questo si è preferito dividerlo in otto parti. Non in tutti i settori della spesa pubblica è possibile effettuare tagli, ma nei pochi casi in cui ciò non avviene, si può comunque distribuire meglio il denaro dei contribuenti per migliorarne l efficienza. Istruzione La presente analisi è probabilmente la più delicata di questo studio, essendo l articolo destinato ad una rivista scolastica e ad un ambiente che per molti anni ha vissuto su falsi miti e credenze diffuse, quindi cercherò di essere chiaro ed esaustivo. La spesa pubblica in Italia per l istruzione è pari, secondo dati del 2011, a 67 miliardi di euro (circa il 4,2% del PIL). Confrontando questi numeri con quelli dei principali paesi europei, (Germania, Francia, Spagna, Regno Unito) potrebbe sembrare che l Italia spenda poco per la scuola visto che sia Francia che Regno Unito staccano il nostro paese in media di due punti percentuali relegandoci all ultimo posto nella classifica sull ammontare dei finanziamenti. Questi sono solitamente gli argomenti che vengono esposti urlando nelle piazze italiane durante le oramai ordinarie proteste e manifestazioni in favore della scuola. I sopracitati dati però, sono manchevoli di un fattore importante, la bassa natalità del nostro paese negli ultimi venti anni.infatti, se si va a considerare la spesa pro capite per studente per la scuola primaria, i risultati cambiano notevolmente, l Italia balza al secondo posto con oltre annui per alunno, seconda solo al Regno Unito, e prima di Francia, Spagna e Germania. Sfatata quindi la leggenda secondo cui l Italia spenda troppo poco nell istruzione, per riuscire a comprendere dove inizino i problemi del sistema-scuola bisogna disgregare la somma pro capite per studente nei vari servizi che da essa derivano. L anomalia Italia salta subito all occhio se si analizzano le voci di spesa degli poiché oltre 7000 (83%) vengono utilizzati in favore del personale contro il 57% del Regno Unito ed il virtuosissimo 52% della Germania.I risultati non cambiano neanche se si analizzano i dati della scuola superiore, con la spesa per il personale che tocca in Italia l 86% della spesa totale e nel Regno Unito solo il 58%.Rapportando la spesa in percentuale per il personale ed i risultati ai test OCSE-PISA si nota come essi siano inversamente proporzionali, mettendo alla luce il vero problema della spesa per l istruzione in Italia ovvero che i soldi ci sono, ma sono distribuiti male. Se questo tipo di considerazione può valere per le scuole primarie e secondarie, lo stesso non si può dire per l istruzione Universitaria. Vergognosi sono i finanziamenti che lo stato concede a quello che è l ultimo step prima di entrare a far parte del mondo lavorativo, buttando quindi gran parte dei soldi investiti su ogni ragazzo sin dall ingresso in prima elementare. È il paradosso tutto Italiano, che spende ovunque con facilità e velocità inaudita, ma che chiude il portafoglio all unica risorsa che potrebbe farci cambiare in meglio in un prossimo futuro. Dopo queste opinioni personali è doveroso analizzare i dati. La spesa per l Università nel bilancio dellostato si ferma a 6 miliardi di euro (0,4% del PIL), molto più in basso rispetto gli altri quattro grandi paesi che viaggiano su percentuali in media tra lo 0,8% ed lo 0,9% del PIL.In pratica l Italia per questa voce, spende meno della metà dei principali paesi Europei e, come è ovvio che sia, ciò si riflette sul numero di laureati e sulla qualità delle Università stesse. Pauroso il confronto con il Regno Unito, dove il 44,9% dei ragazzi tra i 25 ed i 34 risulta avere una laurea contro il 22,3% Italiota. Se si vuole dare un opinione definitiva sulla spesa per l istruzione, non si può negare che i fondi in generale ci siano, ma che vengano distribuiti malamente; si dovrebbe riorganizzare la spesa interna delle scuole primarie e secondarie, e magari spostare un po di fondi da esse, in favore dell Università, ingiustamente vessata.inoltre per rendere nuovamente competitiva l Università Italiana, sarebbe necessario un investimento pari a circa lo 0,4% del PIL POSSIBILE STANZIAMENTO:

8 ECONOMIA ECONOMIA Sanità L analisi della spesa sulla sanità è basata su due concetti principali; i costi e l efficienza. Dopo questa premessa è doveroso ricordare che il sistema sanitario non è sotto la giurisdizione statale, bensì sotto quella regionale, che più di ogni altro organo riesce a spendere facilmente il denaro dei contribuenti.per calcolare l efficienza rispetto agli altri paesi europei, si è fatto uso dell Euro Health Consumer Index, mentre per dare un numero alle spese delle regioni si sono usati dati del Tesoro.Il sopracitato indice condanna l Italia sotto ogni punto di vista, dall estensione dei servizi all accessibilità, dai diritti dei pazienti all utilizzo dei farmaci.le motivazioni di questo giudizio possono essere trovate nella gestione stessa della sanità che, essendo regionale, permette a numerosi enti di spendere molto ottenendo spesso un basso rendimento. Esempio lampante di mala-gestione sono sicuramente molte regioni del Sud che per qualche misterioso motivo nonostante i numerosi fondi, fanno concorrenza al terzo mondo per la qualità del servizio.l eccellenza Italiana (ed anche europea) è rappresentata dalla Lombardia, che con una spesa minima riesce a garantire un servizio più unico che raro. Le cause di tutto ciò possono essere tante, ma la soluzione è solo una: centralizzare il sistema sanitario. Se si togliesse alle regioni spendaccione la possibilità di sperperare denaro pubblico e si prendesse come esempio nazionale la Lombardia si risolverebbero due problemi in uno. I costi della sanità si ridurrebbero di circa 3 miliardi di all anno e, molto più importante, si permetterebbe alle regioni del centrosud Italia di avere un servizio adeguato che fino ad ora gli è stato negato. Per prendere queste decisioni non c è bisogno di qualità straordinarie, solo di buona volontà. POSSIBILE TAGLIO: Servizi Generali L analisi sui servizi generali è piuttosto breve e tratta le spese degli apparati legislativi, esecutivi e diplomatici. L Italia, secondo dati ISTAT, spende circa il 2,5% del suo PIL in questo settore, molto al di sopra di Francia e Regno Unito (1,3%) Come sempre quindi il nostro paese riesce a buttare denaro con facilità spendendo notevolmente più degli altri paesi (circa 17,7 miliardi di in più) per mantenere un servizio più che scadente. A differenza dei tagli alle pensioni, questi sarebbero per lo più indolore poiché andrebbero a colpire sopratutto i famosi costi della politica. POSSIBILI TAGLI: Debito Pubblico permesso di attuare riforme per pagarlo. (Ma solo per pagarlo, non per ridurlo. Quindi legislatura dopo legislatura si sono sempre rimandate le riforme strutturali che servivano al paese, ed ora sulle generazioni future peserà questo fardello). 2 La grandissima ricchezza privata degli Italiani. Una soluzione per ridurre il debito può essere quella di vendere immobili e partecipazioni statali. Dalle partecipazioni lo stato potrebbe ottenere 149 miliardi, mentre dalla vendita degli immobili circa 123 miliardi. Riducendo il debito di 272 miliardi quindi si risparmierebbero immediatamente 12 miliardi annui, ma calcolando anche il calo del rischio dei titoli e il mancato incasso dei dividendi societari la cifra salirebbe a 13,690 miliardi di. Un interessante studio di fanta-economia sostiene che la sola presenza di Mario Monti alla presidenza del consiglio porterebbe alla riduzione del costo degli interessi di oltre 15 miliardi di in una legislatura. Leggendo tra le righe si intuisce che se si scegliessero come leader persone autorevoli, la credibilità del paese agli occhi degli investitori aumenterebbe, tramutandosi in un risparmio sugli interessi. Naturalmente è troppo difficile riuscire a calcolare un simile coefficiente, ma sicuramente un condannato in via definitiva per frode fiscale ed un condannato per omicidio colposo non giovano al paese e al suo portafoglio. POSSIBILI TAGLI: Difesa e forze dell ordine La spesa pubblica Italiana per la Difesa è al di sotto della media di paesi europei comparabili per grandezza, e si attesta intorno all 1,1% del PIL. Potrebbe sembrare paradossale ma sarebbe opportuno aumentare la spesa militare ma per mantenere i confini sicuri e per rammodernare gli armamenti delle forze di difesa in un prossimo futuro. Ciò inoltre garantirebbe la sopravvivenza e l espansione del mercato degli armamenti in Italia, che gioverebbe soprattutto alle produttrici di armi made in Italy in termini di bilancio e allo stato stesso in termini di occupazione. Per quanto riguarda le forze di polizia, se si confrontano i dati Italiani con quelli degli altri paesi paragonabili al nostro paese si nota subito un eccesso di personale. Infatti in Italia ci sono circa 454 agenti ogni abitanti contro i 298 della Germania e i 262 del Regno Unito. I tagli quindi che si potrebbero applicare alle forze dell ordine tradizionali andrebbero a coprire le maggiori spese per l esercito, portando quindi ad un guadagno ed ad una equa ridistribuzione dei fondi POSSIBILI TAGLI: Previdenza (vecchiaia) numero molto al di sopra di Spagna, Francia e Regno Unito ed il linea con la sola Germania. Se questi dati continuassero ad essere enunciati singolarmente giustificherebbero la spesa alta e confuterebbero l opinione del sottoscritto espressa in precedenza. Purtroppo per l Italia però colui che scrive ha ragione poiché se a questi dati si aggiungono quelli della spesa effettiva rapportata al PIL che ogni stato destina alla previdenza si può facilmente (e amaramente) notare come l Italia rappresenti di nuovo una spiacevole anomalia rispetto agli altri paesi. Infatti, pur avendo una distribuzione demografica simile, l Italia (19,4%) e la Germania (19,7%) spendono molto differentemente in questo campo. Il Bel Paese concede agli ultra sessantenni oltre il 13,7% del proprio PIL contro il 9,5% della Germania. Le motivazioni di questo spread possono essere trovate negli incredibili privilegi che per molti anni hanno reso il settore pubblico l El Dorado delle pensioni, ma soprattutto dell insensato sistema retributivo che ha permesso l avvenire del più grande furto intergenerazionale. Le proposte per trovare una soluzione a questo problema potrebbero sembrare un po dure e drastiche, e per applicarle bisognerebbe rompere il patto che molti dei nostri genitori e nonni hanno fatto con lo stato, ma è necessario comprendere che continuare per questa strada non è più sostenibile e che bisogna permettere ai giovani di impegnarsi al massimo per far trovare ai loro figli un mondo migliore e non per pagare le irreali pensioni di coloro che sono venuti prima di loro. Per prima cosa si dovrebbe smettere di rivalutare le pensioni (non si andrebbero a colpire le minime) così da consentire una naturale diminuzione della spesa di circa il 2% annuo per l ammontare di circa miliardi. Un altra riforma importante sono le pensioni ingiustificate rispetto ai contributi, che secondo gli economisti de lavoce.info riguardano il 30% della spesa totale delle nuove pensioni e che agendo in maniera equa e cercando di risparmiare le classi più deboli potrebbe fare risparmiare allo stato oltre 14,8 miliardi di euro annui. POSSIBILE TAGLIO: Liberalizzazione Droghe Leggere Questa possibile fonte di entrate è sempre poco discussa a causa della forte opposizione di diverse forze politiche. Superata l impasse politica si potrebbe accedere ad una enorme fonte di guadagni fino ad ora in mano alla criminalità organizzata. Per analizzare in modo preciso questa voce si è usati come dati di riferimento gli studi svolti dall Università la Sapienza. I possibili risparmi e guadagni legati alla legalizzazione delle droghe leggere sono principalmente divisi in due settori, quello della repressione e quello erariale. Ogni anno lo stato per reprimere il diffondersi di sostanze non consentite dalla legge spende circa 2 miliardi di euro, mentre se fossero legali e tassate le droghe fornirebbero all erario circa 8 miliardi di entrate annue. Tutti questi soldi però non deriverebbero solo dalla Canapa, ma anche da cocaina ed eroina. Considerando che le ultime due sostanze stupefacenti sono lungi dal dover essere legalizzate, il risparmio complessivo diminuirebbe a 6,8 miliardi di euro. Non certo da buttar via. POSSIBILE GUADAGNO: Gioco d azzardo Il gettito fiscale per il gioco d azzardo è rimasto più o meno stabile dall anno 2004 all anno Il fatturato altresì è cresciuto vertiginosamente passando da 24.8 miliardi a 94 in otto anni. La crescita di quest ultimo è in gran parte dovuta all apertura del mercato del gioco d azzardo anche a operatori stranieri in seguito alla legge Bersani-Visco Se la tassazione fosse rimasta stabile lo stato avrebbe potuto incassare oltre 27 miliardi di invece dei 7 attualmente percepiti. Tassare questa voce avrebbe un molteplice risultato: aumentare le entrate per lo stato e fungere da deterrente per combattere la ludopatia. Naturalmente alzare le tasse al livello di quelle del 2004 farebbe diminuire il giro d affari (intorno al 20%) che garantirebbero comunque un gettito extra per lo stato di circa miliardi. POSSIBILE GUADAGNO: Il debito pubblico Italiano risulta essere nel 2013 pari al 127% del prodotto interno lordo, una cifra enorme rispetto ad altri paesi europei, ma nonostante tutto l Italia è in grado di sostenerlo. Ma come? Le cause principali sono due: 1 La costanza nella crescita che, a differenza di paesi che durante la crisi hanno visto esplodere il loro debito improvvisamente, ci ha La spesa pubblica Italiana per il sistema previdenziale a sostegno della vecchiaia è ingiustificatamente alta. Questo giudizio nasce da uno studio svolto confrontando la situazione dei principali cinque paesi europei nel settore della previdenza. Utilizzando dati ISTAT si evince che la popolazione italiana che supera i 64 anni raggiunge il 19,4% della popolazione totale, un 14 15

9 SCIENZE E TECNOLOGIA SOCIETà FUSIONE NUCLEARE: VERSO LA REALIZZAZIO- NE DI UN SOGNO (?) di Rodolfo Guerriero e Ivano Di Gioia NON VOGLIO ESSERE UN ESEMPIO DA SEGUIRE Intervista a Filippo Di Venanzio e Alice Arezzini dopo l incontro con Possiamo immaginare cosa apporterebbe alla vita dell intera umanità la scoperta di una modalità di produzione di energia efficiente, economica, pulita e pressoché inesauribile? Si avrebbe il repentino abbassamento del costo della vita, in concomitanza con il forte aumento della ricchezza globale; l uomo, avendo a disposizione una gran quantità di energia, intraprenderebbe necessariamente un veloce processo di sviluppo che porterebbe all innalzamento generale del tenore di vita, tenendo conto della salvaguardia ambientale della Terra... Insomma, non è difficile capire che in tal modo si risolverebbe la gran parte dei problemi umanitari attuali. Ed è proprio seguendo questa linea di pensiero che, negli ultimi decenni, gli studiosi si sono mossi per trovare la più efficiente, pulita e sicura miniera energetica. La soluzione di questa ricerca è stata più volte indicata nella fusione nucleare, particolare processo che, tramite fatta che si è ancora bloccati alla fase sperimentale, nella quale abbiamo la fusione a confinamento magnetico, che prevede lo svolgimento del processo in speciali reattori, cosiddetti a ciambella o a toro magnetico (dalla forma del reattore stesso), che permetterebbero di sviluppare grandi temperature evitando il surriscaldamento dell intero sistema tramite l applicazione di fortissimi campi magnetici; o quella a confinamento inerziale, in cui gli atomi di 2 H e 3 H sono posti in un bersaglio sferico e bombardati dall azione contemporanea di un gran numero di fasci concentrati di laser. Per quanto riguarda il primo metodo, è quasi impossibile isolare la fusione ed evitare, quindi, che l azione energetica si rifletta sull ambiente circostante danneggiando il reattore con effetti devastanti; per quanto concerne il sistema a confinamento inerziale, invece, si sta procedendo con esiti sempre migliori, che lasciano presagire una realtà futura 2 H + 3 H ( DEUTERIO ) ( TRIZIO ) 4 He + n l unione di due ma vicina, atomi, libera sempre più un enorme prossima alla Alice: Beh se non fosse aperto ai giovani quantità di energia. Per capire meglio come fantascienza: al Livermore National Laboratory, negli USA, si è da poco riusciti a no profit chiamata polo giovani che ha non avrebbe senso creare un'associazione ciò possa rappresentare il futuro della (ELIO ) ( NEUTRONE) produzione energetica, è necessario analizzarne, produrre una immensa quantità di ener- il compito di allontanali da questa realtà seppur a grandi linee, il funziogia con una resa positiva, nella quale, cioè, namento. La più comune modalità di fusione è quella a idrogeno, che consiste nel ria ad attivare i laser per capire quanto l energia prodotta superava quella necessa- TEORIA DEI COMPLOTTI congiungimento (a pressione e temperatura adeguatamente elevate) di un atomo di re che, applicando per un secondo l ener- sensazionale sia tale scoperta basti pensa- di Lorenzo Dammicco deuterio con uno di trizio, rispettivamente gia prodotta in un ventesimo di secondo L uso in larga scala del web e la crisi economica hanno dato insieme forte impulso alla diffusione di teorie cosiddette cospirazioniste o del complotto. Di che si tratta? Quelle complottiste sono, in linea di massima, delle illazioni alternative al pensiero comune isotopi 2 H e 3 H dell idrogeno, a formarne dalla fusione ad idrogeno, si porterebbe ad uno di elio, con conseguente liberazione di ebollizione l acqua di 50 vasche olimpioniche. Certo, i risultati di tale esperimento, che considerano gli eventi della realtà una manifestazione di una congiura in atto su diversi livelli e ambiti. La denominazione delle un neutrone. La resa energetica è talmente stesse fa pensare ad un disturbo ossessivo, e talvolta una simile malizia è lecita: oltre a teorie perlopiù plausibili, si possono trovare elevata che tale processo è utilizzato nella seppur confortanti, potrebbero rivelarsi soprattutto su internet ipotesi strampalate come quella che sostiene che il mondo sia governato da un oligarchia di rettili. Userò produzione di bombe atomiche (le tristemente famose Bombe H). Ma perché, algimento del percorso di ricerca, ma po- inattuabili o portare ad uno scorretto svol- dunque lo spazio concessomi su Tal è per approfondire tali teorie, fare luce su questioni oscure e sfatare luoghi comuni. lora, abbiamo ancora numerosi problemi trebbero anche fornire il punto di partenza Il complotto delle scie chimiche. legati all efficacia dalla produzione di energia? Perché non siamo in grado di control- tecnologica che permetta il tanto anelato di un processo di affinamento e perfezione Gli aerei, in determinate condizioni atmosferiche, rilasciano delle scie dette di condensazione dovute al raffreddamento repentino dell aria dietro di sé. Negli anni novanta sono iniziate a sorgere non poche perplessità sulla natura di queste scie, che sarebbero lare la fusione nucleare e di utilizzarla con raggiungimento della soluzione del problema energetico globale. addirittura sostanze chimiche capaci dei più vari effetti. Chi dovrebbe avere interesse a spruzzare sostanze tossiche nell aria? Di cosa un rendimento positivo. È per motivi di tal E ENERGIA In cinque parole, chi è Leandro Bianchini? Filippo: Ex narco trafficante, ex tossico dipendente da cocaina. Alice: È difficile descrivere Leandro Bianchini in 5 parole, è sicuramente una persona carismatica, interessante, abbagliante, vitale e ambiziosa. Di cosa ha parlato? Filippo: Ha parlato di come sia entrato ed in seguito uscito dal giro della droga e della criminalità Alice: Ha aperto in toto il suo bagaglio d'esperienza a noi giovani raccontandoci la storia della sua vita, tutt'altro che banale, e ci ha permesso di entrare in questo suo bagaglio senza pregiudizi. La sua vita è particolare e forse è una realtà troppo lontana da noi o che comunque vediamo ingigantita spesso, nei film. Sentirla raccontare così sfacciatamente non può che essere emozionante. Ti è sembrato sincero, aperto, pronto a parlare ai giovani del suo percorso? Filippo: Si, molto. Anche più di quello che mi aspettavo. complessa e disdegnosa, quindi si ti dico che l'ho visto molto aperto nei nostri confronti, ha lasciato che gli si facesse qualsiasi tipo di domanda, dalla più personale alla più scema. Sincero direi proprio di si, ha portato anche sua figlia... Cosa hai provato? Ti ha emozionato? Filippo: Mi sono molto emozionato, le esperienze che ha vissuto sono molto forti, ma anche uniche, straordinariamente. Alice: Per me è stata un'emozione unica, una delle poche esperienze formative fatte a scuola (vista nella giusta prospettiva) lo riascolterei altre 1000 volte perché da queste esperienze si può solo che imparare. Chi è per te Bianchini? Filippo: Un uomo. Leandro Bianchini. Alice: Per me Leandro è un esempio. Mi spiego: lui non vuole essere un esempio per essere stato un grande boss a livello mondiale o perché aveva amici nella banda della magliana o perché era ricco e spacciava cocaina, lui vuole essere un esempio da non seguire, e per me la forza di cambiare così come lui ha fatto non è facile da trovare in un uomo del genere. Questo è l'esempio giusto: un uomo che sicuramente nella sua vita ha sbagliato ma che ha deciso di cambiare e di vivere la vita come veramente va vissuta con gli affetti e le piccole soddisfazioni giornaliere. Ha dato consigli per aiutare amici/amiche in questo stato? Filippo: Non molti, ma basta la sua esperienza per sapersi relazionare con questa situazione. Alice: Più che aiutare persone in questo stato secondo me la sua è stata più un opera di prevenzione, ci ha spiegato come i grandi si approcciano ai giovani e di quanto in realtà sia vuota una vita del genere. Penso che se viene colto nel modo giusto il suo intervento possa essere sicuramente positivo. È stato utile? Appropriato al nostro liceo? Filippo: È sempre utile conoscere le esperienze di altre persone più sagge, specialmente se hanno affrontato situazioni fuori dal normale. Alice: Che a questa ti ho già risposto in precedenza. Spero di esserti stata utile ma più che altro ci tengo a precisare che non penso che ora lui non debba più fare nulla per migliorare ancora anzi, ha ancora un processo in corso che deve pagare per i reati che ha commesso e forse per lui la prova più grande sarà tornare in carcere (perché ci tornerà quasi sicuramente) e uscirne più pulito di prima.

10 SOCIETà SOCIETà sono capaci queste presunte sostanze? Moriremo tutti prima di riuscire a vedere la fine di Beautiful? Non si è ben capito. La psicosi delle scie chimiche nasce più precisamente nel 1996, quando l aviazione militare americana viene accusata di irrorare la popolazione civile per vari e imprecisati scopi, su tutti quello del controllo climatico. Da allora questa teoria ha cavalcato l onda della suggestione sui media e sul web, arricchendosi di curiose e variegate sfumature. Ad esempio, secondo alcuni le scie sarebbero un modo per modificare il clima, per altri il mezzo del controllo mentale e per altri ancora lo strumento diabolico per l induzione di malattie mentali. La veridicità scientifica è il punto principale della questione. La ricerca sull argomento mirata a dimostrare la tesi delle chemtrails ha finora riguardato degli ignoti scienziati indipendenti che, essendo appunto sconosciuti, non danno alcuna garanzia né sul valore scientifico dei dati né sulla buona fede che li spinge a trarre delle conclusioni. Dall altro lato la scienza ufficiale, chiamata in causa anche dalle numerose interrogazioni parlamentari fatte in Italia, nega ogni ipotesi di complotto sostenendo ben più concretamente la propria posizione. La maggioranza delle prove portate a supporto dai teorici cospirazionisti è innanzitutto di natura percettiva: le scie sono troppo larghe, alcuni aerei le tracciano altri no, persistono anche per diverse ore, si incrociano, il numero di veivoli che le traccerebbero non giustificherebbe un normale traffico aereo. Inoltre, le tracce di metalli pesanti trovate nell ambiente dopo il passaggio degli aerei sarebbero il segnale che qualcosa succede. Ma, ipotizzando possibile, con buona approssimazione, prevedere dove cadrà una sostanza gettata da una simile altezza, non si può comunque riuscire a capire la causa che ne avrebbe provocato la presenza senza l accuratezza scientifica che il caso richiede. Per confutare certe ipotesi non dobbiamo neanche scomodare chissà chi: un complotto del genere necessiterebbe il coinvolgimento di milioni di persone tra piloti, controllori di volo, meteorologi, tecnici e amministratori per mantenere la segretezza necessaria. E oltretutto improbabile giudicare la distanza tra due scie poste a migliaia di metri sul livello del mare semplicemente guardando da terra; per lo stesso motivo due aerei che sembrano volare vicini sono in realtà molto lontani e possono produrre fenomeni diversi a causa delle differenti condizioni atmosferiche. Se poi aggiungiamo che i ricercatori ufficiali ritengono perfettamente aderenti al fenomeno di condensazione tutte le scie degli aerei prese in considerazione, abbiamo verificato la totale inesattezza della teoria senza dover aggiungere che nessun aereo di linea riuscirebbe ad avere spazio né per i macchinari necessari all irrorazione né per una quantità simile di spray. Come tante altre, quella delle scie chimiche è una teoria con scarse e insufficienti prove a favore, già più volte confutata e destituita di ogni fondamento, ma che ha dalla sua parte il merito di creare suggestioni tanto affascinanti quanto illogiche. LA LEGGE DI MURPHY Vi siete mai chiesti il motivo del perché un toast cada sempre dalla parte del burro, e come mai studiate tutto il programma di storia, dimenticando una pagina, e veniate interrogati proprio su quella? Queste apparenti sfortune vengono dimostrate dalla legge matematica di Murphy, verificata dalla legge dei grandi numeri e dalla legge di mancanza di memoria della probabilità. La celeberrima legge di Murphy non è uno stile di vita, non è una norma da seguire, né un codice etico, non può essere applicata e da questa non si può sfuggire, proprio come la forza di gravità. È una legge così importante e rinomata che trova spazio nel Funk and Wagnalls Standard College University Dictionary e il famoso scrittore Jerome K. Jerome ne fa frequente uso nel romanzo Tre uomini in barca. di Andrea Iaboni La sua storia risale al 1949 quando Edward Murphy, un ingegnere dell Aereonautica statunitense, metteva a punto alcuni degli esperimenti con razzo-su-rotaia. Questi prevedevano 16 accelerometri fissati al corpo di un individuo. Vi erano due possibili metodi di montaggio degli accelerometri, di verso opposto, e tutti e 16 vennero montati nel senso sbagliato. Fu questo evento che spinse l ingegnere a pronunciare il leggendario detto: Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi può portare ad una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo. Questa frase fu annotata dal medico John Paul Strapp, il soggetto del test, che la menzionò in una successiva conferenza. Fu allora che Arthur Bloch ne prense spunto e - autore del sommo assioma - scrisse: Se qualcosa può andar male, lo farà. Ma come ogni legge che si rispetti deve essere discussa e inoltrata da 10 corollari principali: 1) Niente è facile come sembra. 2) Tutto richiede più tempo di quanto si pensi. 3) Se c è la possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo. 4) Se si prevedono quattro possibili modi in cui qualcosa può andar male, e si prevengono, immediatamente se ne rivelerà un quinto. 5) Lasciate a se stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio. 6) Non ci si può mettere a far qualcosa senza che qualcos altro non vada fatto prima. 7) Ogni soluzione genera nuovi problemi. 8) I cretini sono sempre più ingegnosi delle precauzioni che si prendono per impedir loro di nuocere. 9) Per quanto nascosta sia una pecca, la natura riuscirà sempre a scovarla. 10) Madre natura è una p*****a. A tutte queste si aggiunge la constante di Murphy: Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro lavoro ; la sua versione relativistica: Tutto va male allo stesso tempo ; e la settima variante di Zymurgy: Quando piove, diluvia. Se dopo aver letto questo articolo vi sentite con le spalle al muro e senza via di fuga ricordate di sorridere... perché domani sarà peggio. IL TALETE TIFA POSITIVO! La scuola ha partecipato al progetto Tifo Positivo, la cui conferenza di presentazione ha avuto luogo il 3 di Marzo presso la sede del Coni. Era presente una delegazione del liceo, composta da alunni delle classi IV G, V L e III B. Nel presentare l iniziativa si sono susseguiti gli interventi di vari esponenti delle organizzazioni che l hanno resa possibile, trai quali i delegati della FederCalcio, del Ministero della Pubblica Istruzione, la responsabile del progetto, gli ambasciatori dell associazione Save the Dream ( che mettono a disposizione un soggiorno in Qatar per i primi sei vincitori del concorso) e il testimonial Matteo Branciamore. L obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i giovani sul tema del tifo positivo in contrapposizione al tifo violento del quale abbiamo un esempio negli incresciosi episodi che avvengono costantemente nelle diverse realtà sportive italiane. I partecipanti dovranno ideare un prodotto che esprima per loro, amanti dello sport, il significato del tifare positivo. I sei più meritevoli prenderanno parte al soggiorno in Qatar offerto dall associazione Save the Dream e inoltre i primi due verranno premiati nella sede di Casa Azzurri a Rio. Per saperne di più chiedi informazioni al tuo professore di educazione fisica e a breve sarà consultabile il sito ufficiale del progetto. Paolo Romagnoli SPORT E OMOFOBIA di Marco Caporaletti skata flush L OMS (Organizzazione mondiale della sanità) adotta, per valutare l incidenza dell omosessualità esclusiva nella popolazione umana, la stima del Rapporto Kinsey, risalente al 1947 e considerata tuttora la più attendibile per la vastità del campione d esame, secondo cui tale incidenza è di circa il 5%; se si ipotizza, legittimamente, che il criterio di selezione dei componenti di una squadra di calcio sia indifferente o quasi all eventuale omosessualità dei giocatori, si arriva a conti fatti a concludere che, tra le 20 squadre della serie A italiana, si debbano trovare come minimo una ventina di calciatori gay

11 SOCIETà CULTURA 20 Ma se la statistica sostiene il nostro risultato, l esperienza diretta sembrerebbe smentirlo: pare infatti che i giocatori della nostra serie A siano tutti felicemente eterosessuali. La contraddizione si scioglie facilmente: i gay del calcio italiano non si dichiarano. Questa situazione rispecchia una tendenza che riguarda tutto il mondo dello sport, in particolare quello maschile, e gli sport di squadra più diffusi e mediatizzati: quali fattori sociali, culturali ed economici concorrono a determinarla? Il problema culturale. C è intanto un problema culturale di fondo. Nell immaginario collettivo l atleta di sesso maschile viene associato a caratteristiche, quali forza e virilità, che difficilmente sono conciliabili con l idea stereotipica del gay effeminato che la maggior parte delle persone ha e che, purtroppo, rinforzata dall azione nefasta dei mezzi di comunicazione di massa, persiste anche nelle generazioni più giovani. Il coming out da parte di uno sportivo risulta quindi difficile da accettare e rischia di determinare un declassamento ingiusto quanto dannoso, basato su generalizzazioni facili, scorrette e volgari. Di riflesso a questo atteggiamento si riscontra una molto maggiore naturalezza nell accogliere le donne lesbiche che si dichiarano nell ambito di quegli stessi sport in cui l omosessualità maschile è stigmatizzata: secondo un punto di vista molto diffuso, le donne che praticano sport da maschi, il calcio ad esempio, presentano ovviamente caratteri psicologici e attributi fisici considerati patrimonio maschile, caratteri e attributi che le fanno apparire tutte indistintamente tendenti al lesbismo. Tale mascolinità è invece paradossalmente negata, seguendo lo stesso punto di vista, allo sportivo maschio gay. Lo spogliatoio. Il coming out passa certamente, prima di arrivare al pubblico ampio dei fan e dei tifosi, attraverso il primo scoglio rappresentato dalle persone con cui si condivide la passione, il campo, lo spogliatoio. Se per molti è ancora difficile dichiararsi ai proprio amici o addirittura ai parenti più stretti, si può facilmente immaginare quanto sofferto e travagliato possa essere il coming out con i propri compagni di squadra: chi deve farla teme che una rivelazione del genere possa delegittimarlo a un livello, quello sportivo, che con essa non dovrebbe avere nulla a che fare, anche se spesso su chi la riceve non avrebbe effetti così radicali. Per capire un simile atteggiamento bisogna considerare che molti degli scherzi più comuni, soprattutto tra quelli da spogliatoio, hanno una carica omofoba intrinseca, seppure magari non volontaria, che spaventa, compromettendo ulteriormente una situazione già molto delicata: chi non ha mai sentito l apparentemente innocua battuta della saponetta? Il tifo e la pubblicità. Ad acuire il problema dell omofobia nello sport, soprattutto nelle discipline più seguite e massificate come il calcio, contribuisce in misura sostanziale la paventata reazione della tifoseria. Cosa ci si può aspettare infatti da chi, preso dall eccitazione e dalla foga della partita, non riesce nemmeno a trattenersi da ignobili cori razzisti in un epoca in cui sono già state combattute le grandi battaglie contro la discriminazione razziale mentre gli omosessuali ancora lottano per i loro diritti? La pressione psicologica derivante dal mondo dei tifosi sarebbe per un gay dichiarato troppo gravosa, come testimoniano gli ancora rarissimi casi di uomini omosessuali che escono allo scoperto nell ambito degli sport più diffusi, come il calcio, il rugby o la pallacanestro, in cui il contatto tra chi gioca e chi guarda avviene anche e soprattutto attraverso i media televisivi e la loro tendenza alla sensazionalizzazione e spettacolarizzazione. Inoltre in questo campo è importantissimo, per un giocatore che stia costruendo la propria carriera, prestare attenzione all indice di gradimento, ovvero al successo di pubblico, che influisce in modo determinante sui contratti pubblicitari, ma spesso anche professionali, che gli si propongono. Sono degne di nota le affermazioni in merito di Max Clifford, considerato tra gli agenti pubblicitari inglesi di più alto profilo e migliore fama, che, intervistato dal giornale britannico online d informazione GLBT PinkNews racconta di aver curato l immagine di diversi sportivi, e in particolare di due importanti calciatori, che desideravano mantenere un profilo il più etero possibile. Nell intervista, che risale al 2009, Clifford risponde: A quanto ne so io c è un solo calciatore professionista di prima qualità che si è dichiarato omosessuale Justin Fashanu. Ha finito per suicidarsi. Curo l immagine di una stella di prima divisione che è bisessuale. Se venisse fuori che ha delle tendenze gay, la sua carriera sarebbe finita dopo due minuti. E giusto sia così? No, ma se vai sugli spalti e senti come sono i tifosi, e anche quell atteggiamento generalmente diffuso nel calcio, è quasi come tornare al Medioevo. It gets better. Clifford stempera la sua visione decisamente pessimistica nel seguito dell intervista, sostenendo che Il modo migliore [per cambiare quell atteggiamento] è quello di mostrare campioni ed eroi che sono apertamente gay. Se qualcuno del genere si dichiarasse, facesse vedere che è gay, beh.. ecco finalmente qualcuno che è un giocatore molto forte, virile, neanche lontanamente assimilabile allo stereotipo. Più giocatori lo fanno e meglio è. [...] C è bisogno di un effetto valanga. Se ci fosse un grande calciatore apertamente gay in ogni squadra di prima divisione, allora l atteggiamento delle persone nei confronti del problema cambierebbe rapidamente. Dopotutto, la tifoseria calcistica seguire una determinata squadra è una faccenda piuttosto tribale. I tifosi di un certo club sosterrebbero il proprio giocatore. Lo sosterrebbero, quasi automaticamente, anche se facesse coming out. E in effetti, i suoi auspici potrebbero essere in procinto di avverarsi. Nel febbraio del 2013 si è infatti dichiarato il calciatore americano Robbie Rogers, seguito nell aprile dello stesso anno dal cestista dell NBA Jason Collins, che rimangono a tutt oggi le uniche personalità di rilievo dello sport americano a fare coming out non agli sgoccioli, ma nel bel mezzo, della propria carriera. Un altro segnale forte fu dato, nel 2009, dall importante rugbista gallese Gareth Thomas, uno dei primi gay dichiarati nella sua disciplina. Consapevole del significato del suo gesto, disse, durante un intervista per la BBC-sports: Gli sportivi sono racchiusi in una categoria stereotipica. E finché qualcuno non rompe quella categoria, lo sport, e in generale la vita dello sport non può davvero evolversi.[...] Spero che, adesso che lo stereotipo è stato infranto, magari non proprio ora, ma forse in futuro, ci sia un diciottenne che a sedici anni ha scoperto di essere gay, e ha appeso gli stivali al chiodo. Beh, forse, se il mio messaggio è chiaro e giusto, si rimetterà gli stivali, li proverà e tornerà a giocare a rugby [...] e riuscirà a essere accettato come un rugbista di talento, anche se gay. E ancora, nel maggio del 2012 giunge il primo illustre esempio di un rappresentante della boxe, Orlando Cruz (ha disputato qualche mese fa per il titolo di WBO Champion dei pesi piuma), che con il suo coming out assesta un duro colpo ai falsi miti e agli stereotipi di cui si è parlato, diventando il primo pugile professionista a dichiararsi in piena attività, mentre dicembre 2013 si dichiarava tramite un video caricato in rete il tuffatore Tom Daley, il cui coming out non rappresenta tuttavia un caso isolato nella sua disciplina. Si riporta infine il recente caso del giocatore di football americano Michael Sam dichiaratosi il 9 febbraio 2014, che è probabile diventi, secondo le previsioni di molti analisti sportivi, il primo La mia passione per il cinema nasce più o meno insieme a me, era come una sorta di calamita che mi attraeva irrimediabilmente fin da piccola, una vera e propria mania che nel tempo è diventata un'analisi sempre più profonda e consapevole dei film che mi permetteva di coglierne aspetti sempre nuovi, sia tecnici che non. E così sono arrivati i primi abbonamenti a riviste specializzate, ricerche particolareggiate di film/autori/attori praticamente sconosciuti, dirette notturne per i premi più importanti, noleggio di film a dir poco introvabili e finalmente il Festival. Se mi chiedessero di parlare della mia esperienza da giurata del Festival del Cinema di Roma, inizierei così, proprio dal primo momento. Quando ho saputo che c'era la possibilità di parteciparvi come giurata di Alice nella città, sezione parallela a quella ufficiale, non ho aspettato neanche un secondo perché un conto era essere spettatrice, un conto era invece stare dall'altra parte, a FESTIVAL DEL CINEMA contatto con chi il Festival lo fa. La mattina dell'otto novembre faccio quindi parte dei ventiquattro ragazzi, provenienti da tutta Italia, che si riuniscono davanti a Casa Alice, il quartier generale della giuria, pronti a ricoprire uno dei ruoli più scomodi dell'industria cinematografica: i critici. Il nostro compito era quello di guardare dodici film in concorso, tutti riguardanti tematiche adolescenziali, per proclamare un vincitore dopo dieci giorni di rassegna festivaliera, il tutto farcito di film fuori concorso, riunioni, dibattiti, interviste a cast e attori e molto poco tempo libero (mi spiego meglio: pranzo del primo giorno consumato in 3 minuti e 23 secondi, sul serio). Una full immersion nella settima arte. Una gioia per i miei occhi. Il punto di forza di Alice, ciò che più mi ha convinto, è quello di essere a misura di giovani. Si percepisce che nasce da persone che tengono a ciò che fanno e tengono a noi, credono veramente nell'importanza omosessuale dichiarato a giocare in NFL (National Football League). Sono inoltre presenti in tutto il mondo numerose associazioni tese a favorire l integrazione delle persone apertamente GLBT in ambito sportivo, promuovendo la formazione di squadre e polisportive gay-friendly e organizzando tornei e campionati di portata internazionale in cui grande rilievo è dato al tema delle discriminazioni basate sull orientamento sessuale, che si cerca di abbattere nello sport e, anche attraverso lo sport, nella società. La situazione, dunque, a livello internazionale sta migliorando, e persino in Italia, dove le dichiarazioni di molti calciatori e allenatori anche di serie A denunciano un arretratezza culturale apparentemente irreparabile, si sta facendo, seppure a rilento, qualche piccolo passo avanti. Speriamo dunque che l effetto valanga funzioni davvero e ci restituisca, nel giro di qualche decennio, uno sport davvero libero, inclusivo e senza pregiudizi. di Sofia Gervasio di dare possibilità di esprimersi agli adolescenti, che lavorano un anno intero con passione per creare un'atmosfera incredibilmente familiare, in grado di mettere le persone immediatamente a proprio agio. E ciò emerge in questa frase: Benvenuti nella grande famiglia di Alice, forse la prima che ci è stata detta, quella che ha avuto senso solo l'ultimo giorno quando ci siamo resi conto che eravamo diventati amici nonostante lo scetticismo iniziale, quella che rimane per sempre perché sai che è vera. Quei dieci giorni sono stati però anche una sfida, richiedevano una grande capacità autocritica ma ripagavano con un'altrettanta grande capacità critica (non solo quando si trattava di guardare un film con il fine di analizzare anche i più piccoli particolari, ma anche, amplificata, nella vita di tutti i giorni), e questo per me è stato il regalo più importante. Per questo la mia esperienza ad Alice nella città la descriverei così: unica, ma assolutamente da rifare. HUNGER GAMES: LA RAGAZZA DI FUOCO ( HUNGER GAMES: CATCHING FIRE) di Gabriele Scialanga In occasione della recente uscita in DVD, proponiamo la recensione di uno dei film protagonisti al Festival del Cinema di Roma: Hunger Games: la Ragazza di Fuoco. Regista: Francis Lawrence Interpreti Principali: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Sam Claflin, Donald Shu- 21

12 CULTURA CULTURA / SVAGO terland, Lenny Kravitz Trama: Continua, in un secondo capitolo strabiliante, la saga distopica tratta dai libri di Suzanne Collins, con protagonisti gli sventurati innamorati Katniss e Peeta. In questo secondo capitolo Katniss, dopo aver vinto i precedenti Hunger Games, affronta il Tour della Vittoria in ogni distretto insieme a Peeta. Purtroppo Katniss dovrà tornare nell arena a causa dell Edizione della Memoria poiché i tributi sono stati scelti tra i vincitori delle precedenti edizioni. Opinioni Personali: Il film risulta particolarmente bello ed emozionate per via degli effetti speciali e della scelta meticolosa degli interpreti. Jennifer Lawrence si immedesima perfettamente nella parte di Katniss riuscendo a cogliere gran parte della personalità della protagonista del libro. Recitazione perfetta è quella di Sam Claflin nel ruolo di Finnick Odair che rende vivo il suo personaggio perfino nelle espressioni facciali. Sebbene rispetto al libro siano state omesse delle scene significative per la storia, che sono poi state inserite nel DVD, il film ha un grande impatto sul pubblico che spesso lo ha trovato commovente. Voto: 8/10 Film connessi: Hunger Games (precedente), Hunger Games: Il Canto Della Rivolta Parte 1 (Novembre 2014), Hunger Games: Il Canto Della Rivolta Parte 2 ( Novembre 2015) Autore: John Green Casa editrice: Rizzoli UN TUFFO NEL LATO OSCURO DEGLI ANNI 70 di Chiara Tirendi Un affresco di un epoca. Così potremmo definire Spingendo la notte più in là, il breve romanzo di Mario Calabresi, figlio del commissario Luigi Calabresi, ucciso nel 1972 dal gruppo di estrema sinistra Lotta Continua, in quanto ritenuto responsabile della morte dell anarchico Pinelli, avvenuta nella sua questura nel A seguito di questo evento, egli era diventato oggetto di una durissima campagna d odio, che fece confluire su di lui tutte le tensioni e le forti conflittualità di quel periodo, creandogli intorno una specie di cordone sanitario, come egli stesso aveva detto alla moglie Gemma. Un clima terribile e angoscioso, che sarebbe poi sfociato nel suo assassinio. Solo molti anni e molti processi dopo, la vedova e i tre figli avrebbero vista riconosciuta la sua innocenza e la sua immagine riabilitata, anche grazie al conferimento della medaglia al valore nel 2004 da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. L autore, tuttavia, non vuole concentrarsi solo sulla propria vicenda personale, ma descrivere un sentimento comune a tutti i parenti delle vittime del terrorismo. Una sensazione di rabbia, di vuoto, di privazione di una parte fondamentale della propria vita futura che non tornerà mai più, perché chi può sostituire un padre, un marito, un fratello? Una sensazione di frustrazione, alla vista degli ex-terroristi che vengono invitati negli show televisivi e trattati come celebrità, che scrivono sui più noti quotidiani nazionali (questa è anche la ragione per cui lo scrittore ebbe dei dubbi nell accettare la proposta di lavoro di Repubblica, che accoglie tutt oggi gli articoli di Adriano Sofri, condannato a ventidue anni di prigione come mandante dell omicidio del commissario Calabresi). Una sensazione di abbandono da parte dello Stato e delle istituzioni, che li hanno dimenticati, non offrendo loro alcun sostegno psicologico o morale, guardando la loro esistenza andare in pezzi, intervenendo in modo frammentario e con grande ritardo. C è chi ha avuto il coraggio- perché di questo si tratta- di guardare avanti e di troncare il meccanismo perverso del rancore infinito, come la madre di Mario, che ha instillato in lui e nei suoi fratelli valori come il rispetto per le leggi, la fiducia, la speranza, o la moglie del giornalista del Corriere della Sera Walter Tobagi, che allo stesso modo si è comportata con i suoi figli. Ma c è anche chi non è riuscito a risollevarsi ed ha condotto una vita a metà, mai completamente serena. In un paese che troppo frequentemente rimuove consapevolmente i ricordi dei suoi periodi più oscuri e travagliati, ancora più cruciali sono i romanzi che tengono in vita la memoria, che ci impongono di riflettere e di confrontarci con qualcosa che vorremmo dimenticare, per poterlo elaborare, come si fa con un lutto, indipendentemente da fraintendimenti storici e ideologie. Tutti dovrebbero farne esperienza, in particolare i giovani, per approfondire un decennio troppo spesso trascurato dai programmi scolastici, ma anche gli adulti, per capire meglio chi siamo e perché ci troviamo qui. COLPA DELLE STELLE (THE FAULT IN OUR STARS) di Gabriele Scialanga Breve Trama: Mentre tutti vivono la propria vita Hazel Grace combatte contro un cancro ai polmoni. Quando ormai la sua morte è certa, avviene un miracolo e, grazie ad un farmaco speciale, riesce a salvarsi; ma purtroppo il farmaco si limita ad attenuare i sintomi della malattia lasciando ad Hazel pochi anni da vivere. Non potendo più andare a scuola, comincia a prendere lezioni private e si appassiona alla lettura rifiutando ogni contatto sociale, poiché si sente come una mina pronta ad esplodere, se non quello con il gruppo di supporto e un amica che vede raramente. Proprio frequentando il gruppo di supporto conosce Augustus Waters, un ra- 22 gazzo a cui hanno dovuto amputare una gamba a causa di un osteosarcoma. I due ragazzi intraprendono una relazione affrontandola con ironia e, grazie all entusiasmo di Augustus, Hazel esce dalla propria routine ricominciando a vivere per davvero. Il cancro però non dà vittorie, infatti Augustus dopo un esame scopre che l osteosarcoma si è diffuso in tutto il corpo e quindi il tempo che rimane da passare con Hazel è assai poco. Opinioni personali: Il cancro è una malattia che miete vittime ogni giorno ma in questo libro, grazie all abilità dell autore, viene affrontata dai protagonisti come una sfida: o vincono loro o il cancro. Hazel sa benissimo che non vivrà a lungo ma non si abbandona perché vuole rimanere il più a lungo possibile con Augustus, e lo stesso vale per lui. Descrivere le emozioni provate leggendo questo libro è sicuramente difficile poiché si tratta di un mix di felicità e tristezza che coesistono e regalano una sensazione di pace assoluta.. La scrittura è fluida e scorrevole ma sono presenti anche delle pause che permettono di fermarsi a riflettere. E consigliata la lettura di questo libro perché la storia stessa è una lode alla vita che non va sprecata per quanto breve sia. Voto: 10/10 Libri simili e consigliabili: Cercando Alaska (di John Green), Resta anche domani (di Gayle Forman) TRè! di Luca Vignali Trè!, l ultimo album del noto gruppo Green Day, è una delusione rispetto ai suoi predecessori ( Uno! e Dòs!). Le vendite sono state nettamente inferiori: solo contro le di Uno!. Parlando da un punto di vista più direttamente musicale, l apertura del disco è spiazzante: si comincia con un Brutal Love veramente poco accattivante che fa temere che ci si annoierà per la durata dell intero disco. Il brano è introdotto da un arpeggio di chitarra ripetitivo che si protrae per quasi tutto il primo minuto; ciò rende la traccia più adatta a concludere che non ad inaugurare un album. La seconda traccia è intitolata Drama Queen. Durante tutto il primo minuto non ci sono rilevanti variazioni della ritmica e del cantato. A causa di ciò nasce nell ascoltatore medio un sinistro sospetto: Le altre 12 canzoni dell album avranno tutte riff e testi simili?. Poi, stranamente, si passa ad una canzone maggiormente elaborata (uno spiraglio di luce? ), X-Kid, nella quale sono presenti tre variazioni ritmiche interessanti e lo sviluppo di un assolo tecnicamente più articolato rispetto a quelli dei Green Day classici. Continuando ad ascoltare l album passiamo a Walk Away : brano che comincia con un tempo lento il quale porterà ad un muting sulla chitarra da parte di Billie Joe, che suggerisce all ascoltatore una futura esplosione musicale... mentre ci si ritrova ad assistere ad una continua ripetizione delle parole Walk Away, con un riff che farebbe addormentare anche i maggiori fan dei Green Day. L ultimo brano è The Forgotten, secondo me il brano più indicato per la chiusura, con un tempo lento...troppo lento, lo stesso per circa 4 minuti, durante i quali viene trattato un tema malinconico. L unico punto a suo favore è la presenza di un assolo abbastanza articolato. Speriamo che i Green Day la prossima volta, invece di una trilogia, scrivano un album degno della loro fama. A presto. SVAGO!! In queste ultime due pagine troverai passatempi per svagarti tra una lezione e l altra... SUDOKU di FrancescoAncona Completa lo schema con i numeri da uno a nove, che dovranno comparire una sola volta n in oni riga, colonna e blocco 3x3 SOLUZIONE: 23

13 CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK SVAGO CRUCIVERBA Prof.ssa Paola Mastrantonio Completa lo schema con le parole definite di seguito CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK ORIZZONTALI Prefisso per Dio 2 Abbomndante in quantità (femm.) 4 Natante gonfiabile 6 Possono essere DOC o IGT 8 Quelli marsicano sono protetti 9 Affluente del Reno 11 Recipiente in pelle 12 Alex difensore del Barcellona 14 Voce poco chiara 15 Quello burocratico a volte è molto complicato 16 Vi è quello molecolare e quello atomico 18 Altro nime del giaggiolo 19 Lo era Circe 21 Guadagno, interesse, rendita 22 Grossi recipienti per conservare l olio o altri alimenti 24 Vola di fiore in fiore VERTICALI Ad averlo sullo stomaco si è crudeli e insensibili 2 Il Manero della Febbre del Sabato Sera 3 Il nome di un passerotto di Latte e i Suoi Derivati 4 Chi ce l ha a carte gioca per primo 5 Il bosco del Signore degli Anelli 6 Sinonimo di circondare 7 Esclamazioneveneta di sorpresa 8 Sono rappresentati su una rosa 10 Adirata, piena di rabbia 11 Pronome personale francese 13 Ninfa innamorata di narciso 17 Quadrato per la boxe 18 Quello di foie gras è una specialità francese 20 Ricovero per polli 21 Distesa di acqua 23 Le sue cime vanno bene per le orecchiette Il segreto dei cannoli è La Ricotta [Cit. Prof.Guarisco PER FINIRE...STRAFALCIONI DEI PROF! CREATO CON LA VERSIONE DIDATTICA DI UN PRODOTTO AUTODESK Ho scoperto un prodotto fenomenale che blocca la caduta dei capelli: si chiama Pavimento [Cit. Prof. Priore Volevo interpretare la filosofia tecnico-sociale dell educazione fisica nell ambito eudemonistico della gnoseologia, soggettivando le evenemenziali processualità psico-motorie in maniera completiva e totalmente inedita per dare spazio all esperienzialità come concetto palingenetico [Cit. Prof. Mezzetti Immaginatevi un aspirapolvere cosmico enorme! [Cit. Prof. Naccarato sui buchi neri 24

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