La gestione dei materiali di risulta da manutenzione. Natale MOZZANICA

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1 La gestione dei materiali di risulta da manutenzione Natale MOZZANICA Torino, 25 novembre 2016

2 Cosa si «produce» durante le attività di manutenzione? Chi è il Detentore e il Produttore del Rifiuto? Quale è la trafila per gestire il materiale di risulta da manutenzione?

3 Passiamo in rassegna qualche concetto

4 IN QUALE CONTESTO LEGISLATIVO CI MUOVIAMO? D.lgs 3 aprile 2006 n. 152 Norme in materia ambientale Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive D.lgs 22 dicembre 2010 n.205 Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE Decisione della Commissione 2014/955/UE che modifica la decisione 2000/532/CE relativa all elenco dei rifiuti ai sensi della direttiva 2008/98/CE Regolamento (UE) N. 1357/2014 (del 18 dicembre 2014) che sostituisce l'allegato III della direttiva 2008/98/CE Direttiva (UE) 2015/1127 della Commissione che sostituisce l'allegato II della direttiva 2008/98/CE e che abroga alcune direttive

5 VEDIAMO ALCUNI CONCETTI rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi (esempio: polvere estintori) rifiuto pericoloso: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di cui all allegato III della Direttiva 2008/98/CE (esempio: batterie) produttore di rifiuti: la persona la cui attività produce rifiuti deposito temporaneo I rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti: con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito; quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno. Il deposito temporaneo deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti

6 IL PRIMO PASSO: L IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO Secondo la direttiva 2008/98, viene definito Rifiuto -> qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o l obbligo di disfarsi. In altre parole, l essere elencato nella lista del Catalogo Europeo dei Rifiuti non caratterizza di per sé una sostanza od un materiale come rifiuto: per identificare come rifiuto una sostanza, un materiale o, più in generale, un bene risulta determinante il comportamento che il soggetto tiene o è obbligato a tenere o intende tenere.

7 IL CATALOGO EUROPEO DEI RIFIUTI CODICE CER Il catalogo europeo dei rifiuti (CER) è la classificazione dei tipi di rifiuti secondo la direttiva 75/442/CEE, che definisce il termine rifiuti nel modo seguente: "qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate nell'allegato I e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi". L'allegato I è noto comunemente come Catalogo Europeo dei Rifiuti e si applica a tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento o al recupero. I codici CER sono delle sequenze numeriche, composte da 6 cifre riunite in coppie, volte ad identificare un rifiuto, di norma, in base al processo produttivo da cui è originato.

8 IL SISTEMA INTEGRATO REGISTRO CARICO/SCARICO FORMULARIO IDENTIFICAZIONE RIFIUTI Il sistema registro di carico e scarico e formulario di identificazione dei rifiuti rappresenta un sistema integrato che consente, tramite riferimenti incrociati, di documentare il regolare svolgimento delle varie attività di gestione dei rifiuti, dalla produzione al trasporto, fino al sito di destinazione. Il registro di carico e scarico, integrato con il formulario, contiene tutte le informazioni relative alle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti prodotti, trasportati, recuperati, smaltiti e oggetto di intermediazioni e costituisce la base dati per la compilazione della comunicazione annuale dei rifiuti (MUD) da presentare alle Camere di commercio territorialmente competenti.

9 Vediamo ora qualche caso pratico

10 INNANZITUTTO Il rifiuto si genera nel momento in cui dall attività di manutenzione si producono scarti (es. polvere estinguente/schiuma/componenti sostituite od estintori interi da sostituire) di diverso genere provenienti dall attività di manutenzione stessa. Per scarti si intende: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi.

11 MANUTENZIONE ESTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL CLIENTE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE DI PROPRIETÀ DEL CLIENTE PRODUTTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: produttore del rifiuto o il Cliente che è il proprietario del bene Il Cliente, in quanto detentore del rifiuto, può prendere in carico il rifiuto e provvedere da sé alla gestione dello stesso con conseguente conferimento a soggetti terzi autorizzati nelle modalità e nei tempi previsti dal D.Lgs. 152/06. In caso contrario il Cliente può affidare l incarico di rimozione del materiale di risulta al Manutentore.

12 MANUTENZIONE ESTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL CLIENTE) BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE A NOLEGGIO CIOÈ DI PROPRIETÀ DEL MANUTENTORE PRODUTTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione che è il proprietario del bene. Il Cliente, non essendo né detentore né produttore del rifiuto, non può prendere in carico il rifiuto In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto presso il proprio deposito temporaneo o conferimento presso smaltitore autorizzato.

13 MANUTENZIONE INTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL MANUTENTORE) SU BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE DI PROPRIETÀ DEL CLIENTE PRODUTTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che come DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto. Il bene manutenzionato viene reso al Cliente a seguito delle operazioni di manutenzione con regolare ddt (causale reso c/lavorazione). Nel caso di un estintore che venga dichiarato non più idoneo all uso presso il laboratorio del Manutentore e venga definito rifiuto da parte dello stesso, quest ultimo avviserà il Cliente tramite lettera di chiusura del documento di ingresso, mediante la quale assume l onere del disfacimento del bene.

14 MANUTENZIONE INTERNA (EFFETTUATA PRESSO GLI STABILI DEL MANUTENTORE) SU BENI OGGETTO DI MANUTENZIONE IN NOLEGGIO CIOÈ DI PROPRIETÀ DEL MANUTENTORE PRODUTTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione Il Cliente, non essendo né detentore né produttore del rifiuto, non può prendere in carico il rifiuto e provvedere da sé alla gestione dello stesso. In questo caso il Manutentore che si configura sia come PRODUTTORE che come DETENTORE del rifiuto, deve farsi carico del conferimento del rifiuto. Il bene manutenzionato viene reso al Cliente a seguito delle operazioni di manutenzione con regolare ddt (causale reso c/lavorazione).

15 SOSTITUZIONE ESTINTORI FUORI NORMA DM 7/1/2005 Gli estintori portatili d incendio, approvati di tipo ai sensi del decreto del Ministro dell interno del 20 dicembre 1982, potranno essere utilizzati per diciotto anni, decorrenti dalla data di produzione punzonata su ciascun esemplare prodotto. Pertanto un estintore portatile, prodotto in base al D.M. 20/12/82 che ha 18 anni e un giorno, dalla data punzonata, non può più essere utilizzato come estintore. Ciò che determina la condizione di rifiuto è la definizione stessa di rifiuto (qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l obbligo di disfarsi). L Azienda di Manutenzione, che durante le fasi di manutenzione ha identificato l estintore fuori norma, sa già di non poterlo manutenere e di conseguenza il Detentore ha l obbligo di disfarsene, seguendo le indicazioni precedenti.

16 Sottocaso A Estintore reso fuori norma durante le fasi di manutenzione e ritiro contestuale PRODUTTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: l Azienda di Manutenzione Il Manutentore deve farsi carico del rifiuto. In questo caso il Manutentore si configura come PRODUTTORE del rifiuto. Sottocaso B Estintore reso fuori norma durante le fasi di manutenzione dalla precedente azienda di manutenzione PRODUTTORE del rifiuto: la precedente Azienda di Manutenzione DETENTORE del rifiuto: il Cliente L Azienda di Manutenzione subentrante non può farsi carico di rifiuti prodotti da terzi. Il Cliente deve gestire il rifiuto e avvalersi per il trasporto e il conferimento dello stesso di soggetto terzo con apposite autorizzazioni.

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