Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari. Operativitàin derivati. Marialaura Napoli

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari. Operativitàin derivati. Marialaura Napoli"

Transcript

1 Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari Operativitàin derivati Marialaura Napoli

2 2 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati mercati regolamentati e mercati OTC Il regolamento di Borsa italiana le istruzioni al regolamento Il Regolamento UE EMIR Le principali tipologie contrattuali: payoff e pricing I contratti derivati come strumenti di gestione del rischio: cenni

3 3 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati mercati regolamentati e mercati OTC Il regolamento di Borsa italiana le istruzioni al regolamento Il Regolamento UE EMIR Le principali tipologie contrattuali: payoff e pricing I contratti derivati come strumenti di gestione del rischio: cenni

4 4 Strumenti finanziari - contratti derivati La Dir. 39/2004 introduce elementi di novitànella definizione della classe degli investimenti finanziari 1. mantiene immutata la definizione di prodotti finanziari 2. introduce una definizione autonoma di valori mobiliari 3. estende la nozione di strumenti finanziari, includendo così un elenco più vasto di contratti derivati Prodotti finanziari Strumenti finanziari.. Valori mobiliari e contratti derivati..e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria

5 5 Una operazione finanziaria Strumenti finanziari - contratti derivati consiste in un complesso di dati, parametri, regole/algoritmi di calcolo che, a partire da una somma di denaro iniziale, ha come scopo il conseguimento di un valore finale di natura finanziaria (importo monetario a scadenza) in grado di realizzare l interesse delle parti Rispetto ad un istituto giuridico tradizionale risulta particolarmente cruciale la puntuale definizione ed individuazione contrattuale di: dati anagrafici (ad esempio: importo investito, data partenza, scadenza, frequenza dei flussi..) dinamiche, regole di calcolo (modalità di rilevazione delle variabili del contratto, evento in grado di determinare l esito del contratto - es. payoff di una call option) grandezze di riferimento (titoli, grandezze finanziarie, merci ) quindi del contenuto del contratto, che ne definisce ed influenza il valore.

6 6 Strumenti finanziari - contratti derivati 1. I prodotti finanziari TUF, art. 1, c.1, lett. u) si caratterizzano per la forma di investimento => contrapposta ai mezzi di pagamento, espressamente esclusi dalla classe degli strumenti finanziari (TUF, art. 1, c. 4) per la natura finanziaria dell investimento stesso non includono i depositi bancari e postali non rappresentati da strumenti finanziari

7 7 Strumenti finanziari - contratti derivati La Direttiva 39/2004/CE, art. 4, c. 1 definisce -al punto 2) [ ] servizio e attivitàdi investimento qualsiasi servizio o attivitàriportati nella sezione A dell allegato I relativo ad uno degli strumenti che figurano nella sezione C dell allegato I ; la Commissione stabilisce: -i contratti derivati di cui alla sezione C 7 dell allegato I aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati [ ], -i contratti derivati di cui nella sezione C 10 dell allegato I aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati [ ]. -al punto 17) strumento finanziario: qualsiasi strumento riportato nella sezione C dell allegato I ; -al punto 18) valori mobiliari: categorie di valori [ ]che possono essere negoziate nel mercato dei capitali, ad esempio : a) azioni di società ed altri titoli equivalenti ad azioni di società [ ] b) obbligazioni ed altri titoli di credito compresi i certificati di deposito relativi a tali titoli c) qualsiasi altro valore mobiliare che permetta di acquisire o di vendere tali valori mobiliari o che comporti un regolamento a pronti determinato con riferimento a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, merci o altri indici o misure

8 8 Strumenti finanziari - contratti derivati 2. I valori mobiliari TUF, art. 1, c. 1-bis costituiscono una classe di strumenti finanziari si caratterizzano per la potenziale negoziabilità nel mercato di capitali => non solo attitudine allo scambio ma anche capacità di consentire in modo agevolato l incontro tra domanda e offerta con riferimento al concetto di negoziabilità in un mercato: i valori mobiliari sono ammessi al mercato se liberamente negoziabili (caratteristica implicita al valore mobiliare) gli strumenti finanziari necessitano di ammissione alle negoziazioni, per mezzo di regole NON discrezionali fissate dalla società di gestione del mercato (cfr. nelle slides seguenti le disposizioni del Regolamento Mercati Consob e del Regolamento di Borsa Italiana)

9 9 Strumenti finanziari - contratti derivati 3. Gli strumenti finanziari TUF, art. 1, c. 2 strumenti caratterizzati da elementi di standardizzazione gli strumenti finanziari diversi dai valori mobiliari risultano prevalentemente idonei ad operazioni di mercato primario si fornisce una più dettagliata ed estesa definizione di strumenti finanziari derivati, volta ad includere nuove tipologie di sottostanti: derivati finanziari derivati su merci, connotati da elementi di finanziarietà derivati diversi

10 10 Strumenti finanziari - contratti derivati Sezione C strumenti finanziari (1) Valori mobiliari; (2) Strumenti del mercato monetario. (3) Quote di un organismo di investimento collettivo. (4) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti su strumenti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di interesse o rendimenti, o di altri strumenti finanziari derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in contanti. Derivati finanziari

11 11 Strumenti finanziari - contratti derivati..segue (5) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per scambi futuri di tassi di interesse ed altri contratti su strumenti derivati connessi a merci quando l'esecuzione deve avvenire attraverso il pagamento di differenziali in contanti oppure possa avvenire in contanti a discrezione di una delle parti (invece che in caso di inadempimento o di altro evento che determini la risoluzione). (6) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap» ed altri contratti su strumenti derivati connessi a merci quando l'esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti purché negoziati su un mercato regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione. (7) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine («forward») ed altri contratti su strumenti derivati connessi a merci che non possano essere eseguiti in modi diversi da quelli citati al punto C.6 e non abbiano scopi commerciali, aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richieste di margini. Derivati su merci - regolamento mediante pagamento in contanti -negoziazione in un mercato regolamentato o sistema multilaterale => senza consegna fisica del bene - assenza di scopi commerciali

12 12 Strumenti finanziari - contratti derivati..segue (8) Strumenti finanziari derivati per il trasferimento del rischio di credito. (9) Contratti finanziari differenziali. (10) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a termine sui tassi d'interesse e altri contratti su strumenti derivati connessi a variabili climatiche, tariffe di trasporto, quote di emissione, tassi di inflazione o altre statistiche economiche ufficiali, quando l'esecuzione debba avvenire attraverso il pagamento di differenziali in contanti o possa avvenire in tal modo a discrezione di una delle parti (invece che in caso di inadempimento o di altro evento che determini la risoluzione del contratto), nonché altri contratti su strumenti derivati connessi a beni, diritti, obblighi, indici e misure, non altrimenti citati nella presente sezione, aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richieste di margini. Derivati diversi - assimilazione ad altri strumenti finanziari derivati -negoziazione in un mercato regolamentato o sistema multilaterale - utilizzo di stanze di compensazione

13 13 Strumenti finanziari - contratti derivati => schema di riepilogo Il nuovo e più ampio impianto definitorio previsto dalla MIFID per gli strumenti finanziari D. Lgs. n. 164/2007 art. 1 confluisce nel TUF modificando l art. 1: - inserito il c. 1-bis; - modificato il c. 2 - inserito il c. 2-bis - modificato il c. 3 In particolare: il c. 1-bis contiene la definizione di valori mobiliari, tra cui alla lettera d)..qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti determinato con riferimento ai valori mobiliari indicati alle precedenti lettere, a valute, a tassi di interesse, a rendimenti, a merci, a indici o a misure ; il c. 2 elenca gli strumenti finanziari, le cui lettere d), e), f), g), h), i), j) riprendono il contenuto dei punti 4-10 art. 4 dir. 39/2004; il c. 2-bis prevede in capo al Ministro dell Economia e Finanze l emanazione di un regolamento volto ad individuare..gli altri contratti derivati, quindi gli strumenti finanziari assimilati, di cui all art. 1, c. 2 lett. g) e j); il c. 3 individua gli strumenti finanziari derivati nei contratti previsti dal comma 2 lettere d) j) e gli strumenti previsti dal comma 1-bis lettera d).

14 14 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati mercati regolamentati e mercati OTC Il regolamento di Borsa italiana le istruzioni al regolamento Il Regolamento UE EMIR Le principali tipologie contrattuali: payoff e pricing I contratti derivati come strumenti di gestione del rischio: cenni

15 15 MERCATI REGOLAMENTATI Le sedi di negoziazione dei contratti derivati presenza di una controparte Centrale => assenza del rischio di insolvenza elevato livello di standardizzazione presenza di operatori market makers: si impegnano a quotare un prezzo DENARO o BID, al quale sono pronti ad acquistare ed un PREZZO ASK o LETTERA, al quale si impegnano a vendere; di solito, al fine di garantire liquidità alle transazioni, la società di gestione fissa un limite superiore al BID-ASK SPREAD MERCATI OVER THE COUNTER (OTC) mercati NON regolamentati le negoziazioni interessano strumenti con elevato livello di personalizzazione le controparti dei contratti sono gli stessi operatori spesso le istituzioni finanziarie svolgono il ruolo di operatori market makers per i prodotti più diffusi il contatto telefonico e telematico tra gli operatori assicura un elevato livello di competitività alle condizioni di prezzo offerte maggiore rischio di liquidità e di credito

16 16 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati Il Regolamento MERCATI CONSOB n fissa un complesso di regole, in capo alla società di gestione del mercato ed agli operatori ammessi, volte a disciplinare lo svolgimento delle negoziazioni all interno dei mercati regolamentati; l art. 16 Ammissione degli strumenti finanziari alle negoziazioni nei mercati regolamentati richiede regole chiare e trasparenti per l ammissione (per i valori mobiliari, si richiede che gli stessi siano liberamente negoziabili); in particolare, per gli strumenti finanziari derivati, tali regole devono essere idonee a garantire un ordinato processo di formazione del prezzo ed a consentire efficaci condizioni di regolamento

17 17 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati Il Regolamento di Borsa Italiana S.p.A., Societàdi gestione dei mercati regolamentati: - Borsa, articolata in più comparti -IDEM, mercato degli strumenti derivati conformemente alle disposizioni del Regolamento Mercati, stabilisce le modalitàdi - ammissione, esclusione e sospensione degli strumenti finanziari dalle negoziazioni; - ammissione, esclusione e sospensione degli operatori dalle negoziazioni; svolgimento delle negoziazioni e delle attività ad esse strumentali; accertamento, pubblicazione e diffusione dei prezzi e delle informazioni; gli obblighi degli operatori e degli emittenti; identifica l operatività dell IDEM nelle negoziazioni di: -futures - contratti di opzione aventi come sottostante strumenti finanziari, tassi di interesse, valute, merci e relativi indici.

18 18 Il Regolamento di Borsa Italiana S.p.A., Societàdi gestione dei mercati regolamentati: -IDEM, mercato degli strumenti derivati Le sedi di negoziazione dei contratti derivati prevede che i sottostanti degli strumenti finanziari derivati ammessi alle negoziazioni dell IDEM presentino caratteristiche di (art ): -liquidità - continuità delle negoziazioni - disponibilità o reperibilità delle informazioni rilevanti -disponibilitàdi prezzi ufficiali o comunque significativi le caratteristiche contrattuali sono specificate in termini di: - attività sottostante -valore nozionale - modalità di liquidazione -prezzo di liquidazione - scadenze negoziate - giorno ed orario di termine delle negoziazioni - giorno di scadenza - struttura dei prezzi di esercizio - tipo di facoltà, termini e modalità di esercizio - modalità di liquidazione dei contratti in seguito all esercizio delle opzioni i contratti negoziati sono STANDARDIZZATI

19 Le Istruzioni al Regolamento di Borsa Italiana riempiono di contenuto i punti previsti dal Regolamento e riferiti alle caratteristiche contrattuali; a titolo esemplificativo, l art. IA delle Istruzioni, delinea puntualmente nella definizione dei Futures sull indice FTSE MIB: la composizione del sottostante => indice di titoli azionari quotati in borsa e selezionati in base a criteri di liquidità, capitalizzazione, flottante le scadenze fissate nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre l esclusione del regolamento per consegna degli strumenti componenti l indice (del sottostante)

20 20 Mercati OVER THE COUNTER Le sedi di negoziazione dei contratti derivati A fronte della necessità di effettuare transazioni finanziarie in condizioni di certezza circa l adempimento degli obblighi contrattuali, gli operatori di mercati OTC: aderiscono, in via facoltativa, ad organismi internazionali volti a garantire il corretto svolgimento delle negoziazioni in cui gli operatori sono le controparti stesse dei contratti (es. ISDA, International Swaps and Derivatives Associations, i cui membri si impegnano a rispettare protocolli di condotta commerciale) stipulano contratti quadro (accordi bilaterali), a titolo esemplificativo ma non esaustivo lo stesso ISDA Master Agreement, che disciplinano le condizioni generali applicabili ai singoli contratti; tali condizioni sono oggetto di negoziazione tra le parti in funzione della rispettiva forza contrattuale al fine di mitigare il rischio di controparte, stipulano contratti CSA CreditSupportAnnex che impegnano le parti a calcolare periodicamente le reciproche posizioni in derivati ed a regolarle eseguendo un netting tra posizioni creditorie e debitorie, previo deposito di garanzie.

21 21 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati mercati regolamentati e mercati OTC Il regolamento di Borsa italiana le istruzioni al regolamento Il Regolamento UE EMIR N. 648/2012 Le principali tipologie contrattuali: payoff e pricing I contratti derivati come strumenti di gestione del rischio: cenni

22 22 EMIR: European Market Infrastructure Regulation Come si evince dalla relazione della Commissione Europea del 25 febbraio 2009, la crisi finanziaria del 2008 ha reso necessario un rafforzamento del quadro di vigilanza del settore finanziario in UE al fine di ridurre il rischio di future crisi finanziariee la loro gravità adottare misure in grado di ridurre i rischi associati ai derivati I derivati OTC sono contratti caratterizzati da bassi livelli di trasparenza, negoziati privatamente, le cui informazioni sono note tipicamente solo alle parti contraenti; tali condizioni: sono idonee a creare una articolata rete di reciproche dipendenze che rende difficile stimare entità e natura dei rischi a cui ogni controparte è esposta incrementano l incertezza e quindi l instabilità nei periodi di tensione sui mercati finanziari

23 23 EMIR: European Market Infrastructure Regulation 1. obblighi di compensazione(clearing) 2. obblighi di gestione del rischio bilaterale Il Reg.648/2012, entrato in vigore il 16 agosto 2012, introduce OBBLIGHI aventi ad oggetto i contratti derivati OTC Ambito oggettivo Ambito soggettivo 3. obblighi di segnalazione per tutti i derivati 4. obblighi per l esercizio delle attività delle CCP (controparti centrali) e delle TR (trades repositories - repertori di dati sulle negoziazioni). Il regolamento èapplicabile a: 1. CCP e loro partecipanti diretti 2. controparti finanziarie - impresa di investimento - ente creditizio -impresa di assicurazione e riassicurazione -OICVM - ente pensionistico 3. Repertori di dati sulle negoziazioni

24 24 EMIR: European Market Infrastructure Regulation OBBLIGO DI CLEARING Nel fissare le categorie di derivati OTC eligible ai fini del clearing, le Autorità considerano il livello di standardizzazione contrattuale ed operativa dei contratti il volume e la liquiditàdella specifica categoria di derivati OTC la disponibilità di informazioni per la determinazione dei prezzi che siano eque, affidabili e generalmente accettate I contratti eligible (aventi i requisiti di grado di standardizzazione, durata residua e data di negoziazione) saranno pubblicati nel registro ESMA Ad oggi, l obbligo del clearing dovrebbe scattare a partire dal 2 trimestre del 2014

25 25 EMIR: European Market Infrastructure Regulation OBBLIGO DI CLEARING, art. 4 Tutti i derivati OTC eligible sono compensati presso una CCPse sussistono le due seguenti condizioni: due controparti finanziarie una controparte finanziaria e una controparte non finanziaria exart. 10, par. 1, lett. b a) sono stipulati tra due controparti non finanziarie ex art. 10, par. 1, lett. b una controparte finanziaria o una controparte non finanziaria exart. 10, par. 1, lett. b e un soggetto stabilito in un paese terzo che sarebbe soggetto all obbligo di compensazione se fosse stabilito in UE due soggetti stabiliti in uno o piùpaesi terzi che sarebbero soggetti all obbligo di compensazione se fossero stabiliti in UE, purchéil contratto abbia un effetto diretto, rilevante e prevedibile in UE

26 26 EMIR: European Market Infrastructure Regulation OBBLIGO DI CLEARING, art. 4 a partire dalla data decorrenza dell obbligo di clearing b) sono stipulati o novati anteriormente alla data decorrenza obbligo di clearing se la durata residua dei contratti èsuperiore alla durata residua minima fissata dalla Commissione UE esenzioni Non sono soggetti all obbligo di compensazione i derivati OTC che configurano operazioni infragruppo, salve le tecniche di mitigazione del rischio ex art. 11

27 27 EMIR: European Market Infrastructure Regulation TECNICHE DIMITIGAZIONE DEL RISCHIO, art. 11 Le controparti finanziarie e non finanziarie che stipulano contratti derivati OTC non compensati presso una CCP, adottano misure di mitigazione dei rischi volte a mitigare e monitorare il rischio operativo ed il rischio di credito di controparte: obbligo di conferme tempestive riconciliazione dei portafogli (in vigore dal 15/09/2013) accordi per la risoluzione delle dispute compressione dei portafogli accordi di collateralizzazione(contratti di garanzia finanziaria)

28 28 EMIR: European Market Infrastructure Regulation SEGNALAZIONE AL TRADE REPOSITORY, art. 9 Le controparti e le CCP assicurano che le informazioni relative ai contratti derivati che hanno concluso, modificato o cessato siano trasmesse ad un repertorio di datisulle negoziazioni, non più tardi il giorno successivo la conclusione, modifica o cessazione del contratto. Il Trade Repository è un entità, autorizzata da ESMA, che opera come registro di informazioni con l obiettivo di raccogliere e mantenere i dettagli delle operazioni OTC. Rappresenta uno strumento per monitorare e migliorare la trasparenza dei mercati Le controparti finanziarie, non finanziarie e le CCP hanno l obbligo di comunicare: dati relativi alla controparte (counterparty data) dati statici del contratto (common data) Collateral Mark tomarket

29 29 EMIR: European Market Infrastructure Regulation SEGNALAZIONE AL TRADE REPOSITORY, art. 9 CONTRATTI Interest rate, Equity, FX e CDS OTC TIME TABLE Dal 12/02/2014, entro il giorno successivo alla conclusione del contratto OTC in essere al 12/02/2014 Entro 90 giorni dal 12/02/2014 OTC in essere al 16/08/2012 e non in essere al 12/02/2014 Contratti derivati quotati Aggiornamento del contratto Aggiornamento del valore e del collateral scambiato Entro 3 anni dal 12/02/2014 Dal 12/02/2014 o dal 01/01/2015 entro il giorno successivo alla conclusione del contratto Entro il giorno successivo alla variazione Tutti i giorni, obbligo dal 12/08/2014

30 30 EMIR: European Market Infrastructure Regulation RELAZIONI CON BASILEA 3 in vigore dal 1 Gennaio 2014 Le disposizioni del Reg. EMIR in materia di mitigazione del rischio di controparte sia in termini di effetti sistemici (per mezzo dell obbligo di compensare i derivati con caratteristiche standard) sia in termini di gestione del rischio bilaterale (per mezzo della collateralizzazione dei contratti non standard), presentano significativi legami con le previsioni di carattere prudenziale (Circ. Bankit n. 263/2006) La presenza di un sistema di protezione del rischio di credito, agendo in qualità di strumento di mitigazione del rischio, implica una minore copertura patrimoniale (minore requisito patrimoniale) Distinguendo tra derivati standard (soggetti a clearing in CCP) e NON standard (non soggetti a clearing in CCP ma assistiti dagli opportuni strumenti di mitigazione dei rischio - accordi di collateralizzazione e compensazione -), Basilea 3 prevede coefficienti di ponderazione >= al 20% per i contratti non compensati (coefficienti attenuati dalla presenza degli accordi di cui sopra) rispetto al 2% e 4% previsti per i contratti compensati.

31 31 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi di negoziazione dei contratti derivati mercati regolamentati e mercati OTC Il regolamento di Borsa italiana le istruzioni al regolamento Il Regolamento UE EMIR Le principali tipologie contrattuali: payoff e pricing I contratti derivati come strumenti di gestione del rischio: cenni

32 32 Tipologie contrattuali definizione di contratto derivato DEFINIZIONE DISTINZIONI Il contratto derivato èuno strumento il cui valore DIPENDE dall andamento di un altro strumento, anche di natura non finanziaria, detto SOTTOSTANTE. Le formule di pricing dei contratti derivati prendono in considerazione i possibili scenari di evoluzione delle variabili sottostanti, quantificando la probabilitàche il singolo scenario ha di verificarsi (distribuzioni di probabilità) PRODOTTI PLAIN VANILLA PRODOTTI STRUTTURATI: contratti negoziati su mercati OTC caratterizzati da elevata complessità nella definizione del payoff a scadenza TIPOLOGIE FUNZIONI FORWARD contratti a termine negoziati fuori Borsa FUTURES contratti a termine negoziati su mercati regolamentati SWAPS OPTIONS TRADING: l operatore assume una posizione (lunga/corta) sulla base delle proprie aspettative/previsioni circa l andamento delle variabili sottostanti HEDGING: finalità di protezione dai rischi cui sono esposte attività/passività ARBITRAGGIO: operazione consistente nel fissare un profitto privo di rischio in assenza di investimento del capitale; in un mercato perfetto, non esistono possibilitàdi arbitraggi

33 33 La struttura per scadenza dei tassi di interesse Occorre disporre di uno strumento di calcolo dei tassi di interesse, a partire dai tassi spot noti in t, generica data di valutazione: a questo riguardo, nella valutazione dei seguenti contatti derivati, utilizzeremo un modello deterministico per la previsione dei tassi di interesse, basato sui tassi forward curva dei tassi swap, quotati sul mercato per le scadenze 1-10 anni, 12, 15, 20, 25, 30, 50 interpolazione lineare per ricavare le scadenze intermedie non quotate bootstrapping per ricavare la curva dei tassi zero coupon swap calcolo dei tassi forward, secondo la seguente equivalenza: [1 + i( t; T )] ( T t) [1 + i( T; s)] ( s T ) = [1 + i( t; s)] ( s t) i(t; T) i(t; s) t 1 relazione tra tassi e prezzi: T i(t; s) [1 + i( t; s)] ( s t) = 1 v( t; s) s

34 34

35 35

36

37 37 Sistema valutativo Eonia discounting Il processo di collateralizzazione dei contratti derivati OTC ha influenzato le corrispondenti metodologie di pricing Le principali istituzioni finanziarie adottano sistemi basati su curve di sconto calcolate a partire dai tassi del mercato monetari (OIS/EONIA), in luogo della curva swap (EURIBOR/LIBOR), che resta valida per il calcolo dei tassi FORWARD => sistema multicurve In presenza di contratti CSA (cash o bond based), la valutazione dei contratti assistiti da collateral riflette infatti l esposizione al rischio controparte pari ad un giorno, propria del mercato monetario

38 38 DEFINIZIONE Tipologie contrattuali I CONTRATTI FORWARD sono contratti negoziati in mercati OTC, poiché di norma riguardano attività NON standardizzate; si assiste ad una elevata diffusione e presenza nei mercati in grado di ridurre il rischio di liquidità (possibilità di uscire dal contratto) percepito dagli operatori l acquirente (posizione lunga) si impegna a versare al venditore (posizione corta) ad una data futura il prezzo stabilito in t 0 in cambio di uno strumento (titoli/valute/tassi di interesse) il regolamento (denaro in cambio di titoli) è previsto alla scadenza, pertanto non comportano scambi di flussi alla data di stipula, in t 0 alla data di consegna, le parti procederanno allo scambio, indipendentemente dalle condizioni di mercato in vigore alla stessa data per lo strumento oggetto del contratto a termine Si definiscono le seguenti condizioni contrattuali: T = scadenza B = BOND oggetto del contratto F( ) = prezzo fissato in al quale 1 unitàdel titolo oggetto del contratto saràscambiato in T t0 0 t Acquirente t 0 F( ) = importo in valuta BOND Venditore

39 39 Tipologie contrattuali I CONTRATTI FORWARD PAYOFF t 0 = data di stipula del contratto T = scadenza F( t 0 ) = prezzo fissato in t 0 per consegna dello strumento in T P(T) = payoffin T il PAYOFF a scadenza di un contratto forward è, rispettivamente per una posizione lunga ed una posizione corta: P(T) P( T ) = S( T ) F( t0) P(T) P( T ) = F( t0) S( T ) F(t0) S(T) F(t0) S(T)

40 40 PREZZO A TERMINE Tipologie contrattuali I CONTRATTI FORWARD poiché per il principio di assenza di arbitraggio il valore in di un contratto forward è nullo, dovendo essere equivalente in T pagare F( t 0 ) e acquistare il sottostante P( t 0 ) = 0 P( t0) = P( T) v( t0; T) P( t0) = S( T) v( t0; T) F( t0) v( t0; T) in generale, sono S(T), e quindi P(T), non noti in t 0 Poichéin presenza di uno strumento che non paga dividendi èindifferente, in termini di profitto, detenere lo strumento stesso in o incassare il payoffp(t) in T, si avrà: S t 0 ( 0 t0) = S( T) v( t ; T) F ( t ) = 0 t 0 S( t0) v( t ; T) 0 Il prezzo a termine equivale al prezzo spot (in ) capitalizzato fino a T al tasso di interesse riskfree F( t 0 ) t 0 t 0 Payoffa scadenza (lunga): S(T) F( ) t0 T

41 41 Tipologie contrattuali I CONTRATTI FORWARD UN ESEMPIO DI CONTRATTO FORWARD SU VALUTA Condizioni contrattuali Obiettivo del contratto t 0 = 31 ottobre 2010 acquisto di 1 milione di sterline per consegna a 3 mesi FX( t ) = tasso di cambio EUR/GBP in = t0 FX(t+3) = La controparte in posizione lunga stipula il forward per coprirsi dal rischio di aumento del tasso di cambio, impegnandosi a versare per ricevere : le parti hanno assunto un impegno vincolante Schema dei flussi Acquirente Venditore In t+3: 31/01/2011 t 0 FX( ) = Profitto per l acquirente in = = Perdita per il venditore in = =

42 42 DEFINIZIONE e PECULIARITA Tipologie contrattuali I FUTURES sono contratti negoziati in mercati regolamentati, riguardano attività standardizzate la societàdi gestione del mercato stabilisce le caratteristiche contrattuali e le modalità di negoziazione due parti si accordano in t 0 per lo scambio di un attività verso un corrispettivo in denaro ad una data futura il regolamento avviene giornalmente secondo il meccanismo del marking to market, in base all oscillazione del prezzo del future sul mercato, mediante accrediti o addebiti dei margini di variazione presenza della Clearing House: Cassa di compensazione e garanzia, che riduce notevolmente il rischio di insolvenza delle controparti, diventando controparte diretta nelle transazioni, secondo il seguente schema consistente nella scissione della compravendita in due transazioni distinte di acquisto e vendita presso la Clearing House: Acquirente Future (lunga) Posizione in Futures Liquidità CLEARING HOUSE Posizione in Futures Liquidità Venditore Future (corta)

43 43 DEFINIZIONE e PECULIARITA Tipologie contrattuali I FUTURES deposito di somme o titoli (caratterizzati da elevato standing creditizio e di liquidabilità) a garanzia del contratto: il margine iniziale necessità di mantenere una determinata somma a titolo di deposito a garanzia: il margine di mantenimento(nelle operazioni di clientela con broker) necessità di reintegrare il deposito creato a garanzia, qualora a causa di perdite, lo stesso eroda il margine di mantenimento: il margin call per operazioni di controparti istituzionali: il margine di variazione in ipotesi di mancato reintegro del margine da parte del cliente, il broker procede alla chiusura della posizione in future per conto dello stesso in ipotesi di inadempimento degli obblighi contrattuali di una controparte, il mercato, mediante la Clearing House, si accolla gli obblighi di pagamento della parte insolvente e ne assorbe le perdite il suddetto meccanismo rende i futures sostanzialmente non esposti al rischio di insolvenza valgono i payoff esposti in riferimento ai contratti forward nel corso del contratto, l acquirente può: - chiudere la posizione prima della scadenza (mediante assunzione di una posizione contraria in un future identico) - aspettare che il contratto giunga naturalmente a scadenza, mediante: -cashsettlment, se previsto dal contratto = S(t) K, oppure - consegna dell attività sottostante, per il valore nominale oggetto del future

Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari

Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari Master Regolazione dell attività e dei mercati finanziari Operatività in derivati Marialaura Napoli 2 Agenda I contratti derivati nell attuale quadro normativo Novità introdotte dalla Dir. 2004/39 Le sedi

Dettagli

Gli strumenti derivati

Gli strumenti derivati Gli strumenti derivati EMM A - Lezione 6 Prof. C. Schena Università dell Insubria 1 Gli strumenti derivati Derivati perché il loro valore deriva da quello di altre attività dette beni/attività sottostanti

Dettagli

Legislazione bancaria e finanziaria 7 aprile 2014. Francesca Mattassoglio

Legislazione bancaria e finanziaria 7 aprile 2014. Francesca Mattassoglio Legislazione bancaria e finanziaria 7 aprile 2014 Francesca Mattassoglio La crisi economico finanziaria La crisi bancaria del 2007 - il contesto socio economico in cui matura; - la scintilla mutui americani

Dettagli

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9

SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 1. Un derivato e uno strumento finanziario il cui rendimento e legato al rendimento di un altro strumento finanziario emesso in precedenza e separatamente negoziato. Un esempio

Dettagli

Mercati e strumenti derivati (2): Swap e Opzioni

Mercati e strumenti derivati (2): Swap e Opzioni Mercati e strumenti derivati (2): Swap e Opzioni A.A. 2008-2009 20 maggio 2009 Agenda I contratti Swap Definizione Gli Interest Rate Swap Il mercato degli Swap Convenienza economica e finalità Le opzioni

Dettagli

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti:

Strumenti derivati. Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: Strumenti derivati Strumenti finanziari il cui valore dipende dall andamento del prezzo di un attività sottostante Attività sottostanti: attività finanziarie (tassi d interesse, indici azionari, valute,

Dettagli

Finanziamenti a medio termine e rischio tasso di interesse

Finanziamenti a medio termine e rischio tasso di interesse Finanziamenti a medio termine e rischio tasso di interesse Milano 12 marzo Fondazione Ambrosianeum Via delle Ore 3 Un Azienda ha la necessità di finanziare la sua attività caratteristica per un importo

Dettagli

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE

IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE IMPOSTA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE (STRUMENTI DERIVATI ED ALTRI VALORI MOBILIARI) Ove non espressamente specificato i riferimenti normativi si intendono fatti al decreto del Ministro dell economia e

Dettagli

GLI STRUMENTI DERIVATI. Giuseppe G. Santorsola EIF 1

GLI STRUMENTI DERIVATI. Giuseppe G. Santorsola EIF 1 GLI STRUMENTI DERIVATI Giuseppe G. Santorsola EIF 1 Gli strumenti derivati Sono strumenti finanziari la cui esistenza e valutazione dipendono dal valore di un'altra attività chiamata sottostante che può

Dettagli

I DERIVATI: QUALCHE NOTA CORSO PAS. Federica Miglietta Bari, luglio 2014

I DERIVATI: QUALCHE NOTA CORSO PAS. Federica Miglietta Bari, luglio 2014 I DERIVATI: QUALCHE NOTA CORSO PAS Federica Miglietta Bari, luglio 2014 GLI STRUMENTI DERIVATI Gli strumenti derivati sono così denominati perché il loro valore deriva dal prezzo di una attività sottostante,

Dettagli

Gli Strumenti Finanziari secondo. i Principi Contabili Internazionali IAS 32-39

Gli Strumenti Finanziari secondo. i Principi Contabili Internazionali IAS 32-39 Gli Strumenti Finanziari secondo i Principi Contabili Internazionali IAS 32-39 Relatore: Dott. Stefano Grumolato Verona, aprile 2008 Overview dell intervento Strumenti finanziari e tecniche di valutazione

Dettagli

METODOLOGIA DI VALUTAZIONE E DI PRICING PER L EMISSIONE/NEGOZIAZIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE

METODOLOGIA DI VALUTAZIONE E DI PRICING PER L EMISSIONE/NEGOZIAZIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE METODOLOGIA DI VALUTAZIONE E DI PRICING PER L EMISSIONE/NEGOZIAZIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE Delibera del Consiglio di Amministrazione Padergnone, 16 gennaio 2014 AGGIORNAMENTO

Dettagli

Introduzione. Capitolo 1. Opzioni, Futures e Altri Derivati, 6 a Edizione, Copyright John C. Hull 2005 1

Introduzione. Capitolo 1. Opzioni, Futures e Altri Derivati, 6 a Edizione, Copyright John C. Hull 2005 1 Introduzione Capitolo 1 1 La Natura dei Derivati I derivati sono strumenti il cui valore dipende dal valore di altre più fondamentali variabili sottostanti 2 Esempi di Derivati Forwards Futures Swaps Opzioni

Dettagli

I PRODOTTI DERIVATI. Lucidi a cura di Marco Di Antonio

I PRODOTTI DERIVATI. Lucidi a cura di Marco Di Antonio I PRODOTTI DERIVATI Lucidi a cura di Marco Di Antonio CARATTERISTICHE GENERALI Rappresentano obblighi contrattuali che possono o meno tradursi in prestazioni effettive, in relazione al verificarsi di determinati

Dettagli

I Derivati. a.a. 2014/2015 Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it

I Derivati. a.a. 2014/2015 Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it I Derivati a.a. 2014/2015 Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it 1 Definizione di derivati I derivati sono strumenti finanziari (Testo Unico della Finanza) Il valore dello strumento deriva (dipende)

Dettagli

I contratti finanziari. Corso di Economia degli Intermediari Finanziari

I contratti finanziari. Corso di Economia degli Intermediari Finanziari I contratti finanziari Corso di Economia degli Intermediari Finanziari Definizioni I contratti finanziari-detti anche attività finanziarie e strumenti finanziari-sono beni intangibili che costituiscono

Dettagli

Introduzione al Corporate Financial Risk Management. Lorenzo Faccincani

Introduzione al Corporate Financial Risk Management. Lorenzo Faccincani Introduzione al Corporate Financial Risk Management Lorenzo Faccincani 1 Il Corporate Financial Risk Management Il Corporate Financial Risk Management può essere definito come il complesso delle attività

Dettagli

Strumenti derivati e copertura di rischi finanziari di impresa. Quali competenze per il dottore commercialista.

Strumenti derivati e copertura di rischi finanziari di impresa. Quali competenze per il dottore commercialista. Strumenti derivati e copertura di rischi finanziari di impresa. Quali competenze per il dottore commercialista. STEFANIA TANSINI INTESA SANPAOLO DIVISIONE CORPORATE E INVESTMENT BANKING UFFICIO SPECIAL

Dettagli

Gli strumenti di finanza derivata a copertura dei rischi finanziari di impresa

Gli strumenti di finanza derivata a copertura dei rischi finanziari di impresa Gli strumenti di finanza derivata a copertura dei rischi finanziari di impresa Francesca Querci Università di Genova Strumenti derivati e copertura dei rischi finanziari d impresa nel nuovo contesto di

Dettagli

Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento

Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento Metodologia di valutazione e di pricing e Regole Interne per l emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento 2014 PREMESSA Il presente documento definisce ed illustra

Dettagli

Politica di valutazione e pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalla Banca

Politica di valutazione e pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalla Banca Politica di valutazione e pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalla Banca - Regole Interne per la Negoziazione/Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi dalla Banca Approvato nella seduta del

Dettagli

La struttura dell intervento

La struttura dell intervento Gli strumenti derivati: aspetti economicio c Pierpaolo Ferrari Brescia, 10 ottobre 2008 1 La struttura dell intervento 1) La definizione di strumenti derivati 2) Le tipologie di strumenti derivati 3) Le

Dettagli

Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Pinzolo

Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Pinzolo Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Pinzolo 13 novembre 2014 PREMESSA Il presente documento definisce ed illustra

Dettagli

Il bisogno di gestione dei rischi finanziari. Futures Swaps Opzioni

Il bisogno di gestione dei rischi finanziari. Futures Swaps Opzioni Il bisogno di gestione dei rischi finanziari Futures Swaps Opzioni 1 Famiglie (retail) Imprese (corporate) BISOGNI Gestione liquidità Investimento del risparmio PRODOTTI c/c di corrispondenza (bancario

Dettagli

L Innovazione Finanziaria negli Enti Locali. Gestione del debito tra efficienza e sostenibilità

L Innovazione Finanziaria negli Enti Locali. Gestione del debito tra efficienza e sostenibilità L Innovazione Finanziaria negli Enti Locali Gestione del debito tra efficienza e sostenibilità Intervento nell ambito del Ciclo di Seminari Glocus - FareFuturo L Innovazione nei Territori Roma, 23 ottobre

Dettagli

Glossario di alcuni termini della relazione di bilancio

Glossario di alcuni termini della relazione di bilancio Glossario Glossario di alcuni termini della relazione di bilancio (nell accezione accolta nella Relazione e con esclusione dei termini entrati nel lessico comune italiano oppure inseriti in un contesto

Dettagli

Economia dei mercati mobiliari

Economia dei mercati mobiliari pag. 1 1 Cos'è un currency future? A) È un contratto che rappresenta l'impegno alla cessione o all'acquisto a termine di una quantità di valuta B) È un contratto in cui una parte acquisisce la facoltà

Dettagli

unità didattica n. 7 LE OPZIONI SU TASSI DI INTERESSE: CAPS E FLOORS SDA Bocconi School of Management Danilo

unità didattica n. 7 LE OPZIONI SU TASSI DI INTERESSE: CAPS E FLOORS SDA Bocconi School of Management Danilo Danilo unità didattica n. 7 LE OPZIONI SU TASSI DI INTERESSE: CAPS E FLOORS Definizione Modalità di utilizzo Elementi di valutazione: valore minimo e valore temporale Relazione di parità Copyright SDA

Dettagli

Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Saturnia e Costa d Argento Credito Cooperativo

Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Saturnia e Costa d Argento Credito Cooperativo Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Saturnia e Costa d Argento Credito Cooperativo Delibera CDA n. 35 del 16/12/2013 INDICE 1. PREMESSA... 3 1.1 CARATTERISTICHE DELLE

Dettagli

ALLEGATO TECNICO GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI

ALLEGATO TECNICO GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI ALLEGATO TECNICO GLI STRUMENTI FINANZIARI DERIVATI 12 gennaio 2005 I. PREMESSA Sono prodotti finanziari derivati (o, più semplicemente, derivati) quei prodotti il cui valore varia in relazione all andamento

Dettagli

Coperture plain vanilla e coperture esotiche: opportunità e rischi

Coperture plain vanilla e coperture esotiche: opportunità e rischi Coperture plain vanilla e coperture esotiche: opportunità e rischi Prof. Manuela Geranio, Università Bocconi Prof. Giovanna Zanotti, Università Bocconi Assolombarda, 1 Aprile 2008, Milano Agenda I. Obiettivi

Dettagli

Strumenti finanziari derivati ed enti locali

Strumenti finanziari derivati ed enti locali Strumenti finanziari derivati ed enti locali Torino, 17 aprile 2008 Lorenzo Ferreri Pagina 1 di 28 Sommario Definizioni Operatività Tipologie Interest Rate Swap IRS Normativa Classificazione operatori

Dettagli

La gestione e la ristrutturazione del debito. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano

La gestione e la ristrutturazione del debito. Luca Buccoliero Marco Meneguzzo Università Bocconi Milano La gestione e la ristrutturazione del debito 1 Evoluzione nella gestione del debito: Dalla semplice amministrazione del rimborso del debito, stabilendo piano ammortamento, quote capitale, interessi passivi,

Dettagli

Introduzione al Corporate Financial Risk Management gli strumenti derivati OTC

Introduzione al Corporate Financial Risk Management gli strumenti derivati OTC Introduzione al Corporate Financial Risk Management gli strumenti derivati OTC Strumenti OTC per la gestione del rischio di tasso e di cambio Copyright SDA Bocconi 2007 Prof. Michele Rutigliano 1 Strumenti

Dettagli

Prefazione. Capitolo 1 Introduzione ai contratti derivati 1 1.1 I derivati 1

Prefazione. Capitolo 1 Introduzione ai contratti derivati 1 1.1 I derivati 1 Prefazione XV Capitolo 1 Introduzione ai contratti derivati 1 1.1 I derivati 1 Capitolo 2 Il mercato delle opzioni azionarie 11 2.1 Le opzioni sui singoli titoli azionari 11 2.2 Il mercato telematico delle

Dettagli

Banca Atestina di Credito Cooperativo società cooperativa

Banca Atestina di Credito Cooperativo società cooperativa Policy di valutazione e pricing dei Prestiti Obbligazionari della BCC Approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 17/02/2011 Aggiornato con delibera del Consiglio di Amministrazione del

Dettagli

987-88-386-6495-3 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 3e McGraw-Hill, 2011 SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9

987-88-386-6495-3 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 3e McGraw-Hill, 2011 SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 987-88-386-6495-3 Saunders, Cornett, Anolli, Alemanni, Economia degli intermediari finanziari 3e McGraw-Hill, 211 SOLUZIONI ESERCIZI CAPITOLO 9 1. Un derivato è uno strumento finanziario il cui rendimento

Dettagli

Sintesi della Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca del Valdarno Credito Cooperativo

Sintesi della Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca del Valdarno Credito Cooperativo Sintesi della Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca del Valdarno Credito Cooperativo ********** Banca del Valdarno Credito Cooperativo Settembre 2013 1 INDICE 1. PREMESSA...

Dettagli

ANALISI REGOLAMENTI DERIVATI OTC, TRADE REPOSITORY E CCP

ANALISI REGOLAMENTI DERIVATI OTC, TRADE REPOSITORY E CCP ANALISI REGOLAMENTI DERIVATI OTC, TRADE REPOSITORY E CCP A seguire, suddiviso per numero regolamento, l analisi di sintesi dei regolamenti pubblicati sulla gazzetta ufficiale dell Unione Europea. Regolamento

Dettagli

Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 21/12/2010

Documento adottato dal Consiglio di Amministrazione con delibera del 21/12/2010 Policy di Valutazione e Pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dal Credito Cooperativo ravennate e imolese Soc. coop. (ai sensi delle Linee guida interassociative

Dettagli

Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo

Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo TITOLO ABSTRACT TIPOLOGIA CORRELAZIONI CON ALTRI DOCUMENTI Politiche di valutazione, pricing

Dettagli

MARIO ANTONIO VINZIA. Copyright SDA Bocconi 2010. SDA Bocconi - Corporate Finance and Real Estate Department

MARIO ANTONIO VINZIA. Copyright SDA Bocconi 2010. SDA Bocconi - Corporate Finance and Real Estate Department LA GESTIONE DELL ESPOSIZIONE VALUTARIA MARIO ANTONIO VINZIA SDA Bocconi - Corporate Finance and Real Estate Department Risk management Come si copre? Previsione dell esposizione esposizione aziendale al

Dettagli

BANCA D ITALIA AMMINISTRAZIONE CENTRALE. Comunicato Stampa DIFFUSO A CURA DEL SERVIZIO SEGRETERIA PARTICOLARE

BANCA D ITALIA AMMINISTRAZIONE CENTRALE. Comunicato Stampa DIFFUSO A CURA DEL SERVIZIO SEGRETERIA PARTICOLARE BANCA D ITALIA AMMINISTRAZIONE CENTRALE Comunicato Stampa DIFFUSO A CURA DEL SERVIZIO SEGRETERIA PARTICOLARE Rilevazione sui prodotti derivati over-the-counter a fine giugno 2005 La Banca d Italia comunica

Dettagli

POLICY DI PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE / EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI

POLICY DI PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE / EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI Data documento 24/07/2012 Pagina 1/9 POLICY DI PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE / EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI EMESSI DALLA BANCA D ALBA CREDITO COOPERATIVO SC Redatto da In collaborazione

Dettagli

del 24 gennaio 2001 (Stato 22 marzo 2005)

del 24 gennaio 2001 (Stato 22 marzo 2005) Ordinanza della CFB sui fondi d investimento (OFI-CFB) 951.311.1 del 24 gennaio 2001 (Stato 22 marzo 2005) La Commissione federale delle banche (CFB), visti gli articoli 43 capoverso 2 e 53 capoverso 4

Dettagli

Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo

Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo Politiche di valutazione, pricing e negoziazione delle obbligazioni emesse da Emil Banca Credito Cooperativo TITOLO ABSTRACT TIPOLOGIA CORRELAZIONI CON ALTRI DOCUMENTI Politiche di valutazione, princing

Dettagli

Policy di valutazione e pricing delle obbligazioni

Policy di valutazione e pricing delle obbligazioni Banca Area Pratese Credito Cooperativo Società Cooperativa Policy di valutazione e pricing delle obbligazioni Aggiornata con delibera CdA del 13/04/2015 1 INDICE 1. PEMESSA.3 1.1 CARATTERISTICHE DELLE

Dettagli

Gli strumenti derivati. Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it

Gli strumenti derivati. Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it Gli strumenti derivati Prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it 1 I FRA (Forward Rate Agreement) Sono contratti con i quali due parti si mettono d accordo sul tasso di interesse da applicare ad un certo

Dettagli

FLOOR - INTEREST RATE FLOOR. Opzione su tassi d interesse

FLOOR - INTEREST RATE FLOOR. Opzione su tassi d interesse Scheda Prodotto FLOOR IMPORTANTE: Le caratteristiche del prodotto sotto riportato hanno pura finalità informativa e non riportano né approfondiscono tutti gli elementi di rischiosità connessi al prodotto

Dettagli

I PRINCIPALI PRODOTTI DERIVATI

I PRINCIPALI PRODOTTI DERIVATI CONSOB COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA I PRINCIPALI PRODOTTI DERIVATI ELEMENTI INFORMATIVI DI BASE CONSOB COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA I principali prodotti derivati

Dettagli

PERCORSO FUNZIONALE CREDITO

PERCORSO FUNZIONALE CREDITO MPI PERCORSO FUNZIONALE CREDIO DISPENSA DEI DOCENI MAERIALI INEGRAIVI A SUPPORO DELLE LEZIONI CURAORE: C. ZARA LA GESIONE DEL RISCHIO DI ASSO DI INERESSE Questo materiale è a disposizione esclusiva degli

Dettagli

Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento

Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento Metodologia di valutazione e di pricing per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Cassa Rurale di Trento Data 16 febbraio 2011 Delibera Consiglio d Amministrazione del marzo

Dettagli

Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Cascina Credito Cooperativo **********

Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Cascina Credito Cooperativo ********** Policy di valutazione pricing delle obbligazioni emesse dalla Banca di Cascina Credito Cooperativo ********** Delibera CDA del 26 settembre 2011 1 INDICE 1. PREMESSA...3 1.1 CARATTERISTICHE DELLE METODOLOGIE

Dettagli

La Cassa Controparte Centrale dei Mercati Cash Azionari La Metodologia di Calcolo dei Margini Iniziali

La Cassa Controparte Centrale dei Mercati Cash Azionari La Metodologia di Calcolo dei Margini Iniziali La Cassa Controparte Centrale dei Mercati Cash Azionari La Metodologia di Calcolo dei Margini Iniziali Ufficio RM Versione 2.1 Indice Premessa... 3 a) Ambito... 3 b) Obiettivi... 3 1. Metodologia di calcolo

Dettagli

REGOLAMENTO MERCATO OBBLIGAZIONI comunicato alla Consob in data 5 agosto 2011

REGOLAMENTO MERCATO OBBLIGAZIONI comunicato alla Consob in data 5 agosto 2011 REGOLAMENTO MERCATO OBBLIGAZIONI comunicato alla Consob in data 5 agosto 2011 Approvato dal Consiglio di Amministrazione in data 2 agosto 2011 Data di entrata in vigore: 8 agosto 2011 Aggiornamento del

Dettagli

PROCESSO PER LA DETERMINAZIONE DEI PREZZI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI...2

PROCESSO PER LA DETERMINAZIONE DEI PREZZI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI...2 Processo per la determinazione dei prezzi degli Strumenti Finanziari - SINTESI - I N D I C E PROCESSO PER LA DETERMINAZIONE DEI PREZZI DEGLI STRUMENTI FINANZIARI...2 1.- Fasi di applicazione del modello...2

Dettagli

I contratti derivati nelle gestioni assicurative. Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di. Mario Parisi.

I contratti derivati nelle gestioni assicurative. Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di. Mario Parisi. Economia e Finanza delle Assicurazioni Università di Macerata Facoltà di Economia Mario Parisi I contratti derivati nelle gestioni assicurative 1 I derivati e le assicurazioni L assunzione di posizioni

Dettagli

REGOLE INTERNE DI PRICING E NEGOZIAZIONE PER TITOLI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE

REGOLE INTERNE DI PRICING E NEGOZIAZIONE PER TITOLI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE BANCA CARIM Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. Sede Legale: Piazza Ferrari n. 15 47921 RIMINI ITALY Tel.: 0541-701111 Fax 0541-701337 Sito Internet: www.bancacarim.it REGOLE INTERNE DI PRICING E NEGOZIAZIONE

Dettagli

Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne di Negoziazione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Rovigo Banca

Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne di Negoziazione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Rovigo Banca Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne di Negoziazione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Rovigo Banca Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 365 del 10/02/2011

Dettagli

Le opzioni. (1 parte) A cura di Stefano Zanchetta

Le opzioni. (1 parte) A cura di Stefano Zanchetta Le opzioni (1 parte) A cura di Stefano Zanchetta 1 Disclaimer La pubblicazione del presente documento non costituisce attività di sollecitazione del pubblico risparmio da parte di Borsa Italiana S.p.A.

Dettagli

Perizia contratti derivati NUOVA B.B. Sas

Perizia contratti derivati NUOVA B.B. Sas Perizia contratti derivati NUOVA B.B. Sas Contratto n 1 Banca CRT IRS Plain Vanilla Caratteristiche Strumento Derivato Data Sottoscrizione 04/09/2000 Nominale 516.456,90 Data iniziale 06/09/2000 Scadenza

Dettagli

Comunicazione ai Sottoscrittori

Comunicazione ai Sottoscrittori Comunicazione ai Sottoscrittori 6 Novembre 2008 Pioneer S.F. Fondo Comune d Investimento di Diritto Lussemburghese (Fonds Commun de Placement) I.P. Indice 1. Cambio di denominazione e delle politiche

Dettagli

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione del 11/03/2014 Premessa La presente policy viene redatta sulla base di quanto disposto dalla comunicazione

Dettagli

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEGLI STRUMENTI FINANZIARI OBBLIGAZIONARI

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEGLI STRUMENTI FINANZIARI OBBLIGAZIONARI POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEGLI STRUMENTI FINANZIARI OBBLIGAZIONARI Delibera del Consiglio di Amministrazione del 20/12/2010 integrata con delibera del 18/11/2011 Redatto da: Direzione Operativa

Dettagli

Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1

Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1 Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1 in vigore dal 31 marzo 2011 le modifiche sono evidenziate in grassetto Vista la direttiva 2006/48/CE, relativa all accesso

Dettagli

Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne per la Negoziazione/Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Banca Etica S.c.p.a.

Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne per la Negoziazione/Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Banca Etica S.c.p.a. Politica di Valutazione e Pricing - Regole Interne per la Negoziazione/Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi da Banca Etica S.c.p.a. Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione

Dettagli

Il bisogno di gestione dei rischi finanziari

Il bisogno di gestione dei rischi finanziari Il bisogno di gestione dei rischi finanziari Futures Swaps Opzioni 1 Famiglie (retail) Imprese (corporate) BISOGNI PRODOTTI Gestione liquidità c/c di corrispondenza (bancario o postale) e strumenti di

Dettagli

Policy di Valutazione e Pricing

Policy di Valutazione e Pricing Policy di Valutazione e Pricing Regole Interne per la Negoziazione ed Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi dalla Banca Alto Vicentino Credito Cooperativo di Schio e Pedemonte Società Cooperativa

Dettagli

Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare

Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare Danilo Mascia, PhD Student Università degli Studi di Cagliari Anno Accademico 2012-2013 Economia e tecnica del mercato mobiliare danilo.mascia@gmail.com 1 Gli strumenti finanziari derivati 2 Gli strumenti

Dettagli

TECNICHE DI RISK MITIGATION SOTTO L EMIR, IRISVOLTILEGALI: FRAMEWORK GENERALE E CONSIGLI PRATICI

TECNICHE DI RISK MITIGATION SOTTO L EMIR, IRISVOLTILEGALI: FRAMEWORK GENERALE E CONSIGLI PRATICI 15 Settembre 2014 TECNICHE DI RISK MITIGATION SOTTO L EMIR, IRISVOLTILEGALI: FRAMEWORK GENERALE E CONSIGLI PRATICI Avv. CARMINE ONCIA Milano Roma Bruxelles SOMMARIO EMIR AMBITO APPLICATIVO TECNICHE DI

Dettagli

I contratti derivati ed il loro trattamento nei bilanci italian Gaap

I contratti derivati ed il loro trattamento nei bilanci italian Gaap I contratti derivati ed il loro trattamento nei bilanci italian Gaap di Giovanni Cugnasca - dottore commercialista e revisore legale e Alessio Ferrandina - dottore commercialista Gli strumenti finanziari

Dettagli

MinIFIB IDEM MERCATO ITALIANO DEI DERIVATI

MinIFIB IDEM MERCATO ITALIANO DEI DERIVATI IDEM MERCATO ITALIANO DEI DERIVATI SOMMARIO i vantaggi offerti 4 l indice mib30 6 come funziona 7 quanto vale 8 la durata del contratto 9 cosa accade alla scadenza 10 il prezzo al quale si può negoziare

Dettagli

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DI PROPRIA EMISSIONE 1 Delibera istitutiva - C.d.A. del 24.08.2011 1 aggiornamento delibera CdA del 27.06.2013 (mandato a Direttore Generale

Dettagli

BANCA CREMASCA. Credito Cooperativo Soc. Coop.

BANCA CREMASCA. Credito Cooperativo Soc. Coop. BANCA CREMASCA Credito Cooperativo Soc. Coop. POLICY DI PRICING E REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE/EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI DELLA BANCA (Adottata ai sensi delle Linee guida interassociative

Dettagli

Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1

Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1 Regolamento della Banca d Italia in materia di vigilanza prudenziale per le SIM 1 in vigore dal 31 marzo 2011 le modifiche sono evidenziate in grassetto Vista la direttiva 2006/48/CE, relativa all accesso

Dettagli

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI)

MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) MIFID: STRATEGIA DI ESECUZIONE E TRASMISSIONE DEGLI ORDINI (DOCUMENTO DI SINTESI) - 1 - LA NORMATIVA MIFID La Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) è la Direttiva approvata dal Parlamento

Dettagli

I Derivati. a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it

I Derivati. a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it I Derivati a.a. 2013/2014 mauro.aliano@unica.it 1 Definizione di derivati I derivati sono strumenti finanziari (art.1 TUF) Il valore dello strumento deriva da uno o più variabili sottostanti (underlying

Dettagli

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI VERGATO (BO) S.c.

BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI VERGATO (BO) S.c. BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI VERGATO (BO) S.c. Metodologia di pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla BCC Adottata ai sensi delle Linee Guida interassociative

Dettagli

Politica di pricing e regole interne per l emissione / negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Interprovinciale S.p.A.

Politica di pricing e regole interne per l emissione / negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Interprovinciale S.p.A. Politica di pricing e regole interne per l emissione / negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Interprovinciale S.p.A. 1 DESTINATARI. Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale

Dettagli

CONTRATTI E TASSI SWAP

CONTRATTI E TASSI SWAP CONTRATTI E TASSI SWAP FLAVIO ANGELINI Sommario. In queste note vengono definite, analizzate e valutate le tipologie più comuni di contratti interest rate swap e si discute l importanza che i tassi swap

Dettagli

Fondazione Luca Pacioli

Fondazione Luca Pacioli Fondazione Luca Pacioli IL BILANCIO D ESERCIZIO 2006 LE INFORMAZIONI SUGLI STRUMENTI FINANZIARI (art. 2427-bis e art. 2428, co. 2, n. 6-bis) Documento n. 5 del 21 marzo 2007 CIRCOLARE Via G. Paisiello,

Dettagli

Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari

Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari Policy di pricing dei Prestiti Obbligazionari Versione settembre 2012 La Comunicazione Consob 9019104 del 2 marzo 2009 ha imposto la necessità per le banche di definire un approccio che consenta di individuare

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUI PRESTITI OBBLIGAZIONARI RICONDUCIBILI ALLA TIPOLOGIA A TASSO VARIABILE con FLOOR Bancasciano Credito Cooperativo - Società Cooperativa in qualità di Emittente

Dettagli

Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione

Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione Policy di Valutazione e Pricing dei prestiti obbligazionari di propria emissione Approvazione Consiglio di Amministrazione Data 17/11/2014 Versione 14.01 INDICE 1. PREMESSA... 3 2. POLITICA DI VALUTAZIONE

Dettagli

Politica di pricing e Regole interne per la negoziazione/emissione dei prestiti obbligazionari Pagina 1

Politica di pricing e Regole interne per la negoziazione/emissione dei prestiti obbligazionari Pagina 1 Politica di pricing e Regole interne per la negoziazione / emissione dei prestiti obbligazionari della Banca di Credito Cooperativo di Borghetto Lodigiano s.c. (Adottate ai sensi delle Linee guida interassociative

Dettagli

RISOLUZIONE N. 58/E. OGGETTO: Operazioni di asset swap su Obbligazioni Generali 6,5% 2010. Interpello art. 11 legge 27-7-2000, n. 212 XY S.p.A.

RISOLUZIONE N. 58/E. OGGETTO: Operazioni di asset swap su Obbligazioni Generali 6,5% 2010. Interpello art. 11 legge 27-7-2000, n. 212 XY S.p.A. RISOLUZIONE N. 58/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 06 marzo 2003 OGGETTO: Operazioni di asset swap su Obbligazioni Generali 6,5% 2010. Interpello art. 11 legge 27-7-2000, n. 212 XY S.p.A.

Dettagli

La valutazione dei derivati illiquidi

La valutazione dei derivati illiquidi La valutazione degli attivi illiquidi detenuti dagli intermediari finanziari La valutazione dei derivati illiquidi ROBERTO CONTINI Banca Intermobiliare S.p.A. Milano 12 luglio 2012 S.A.F. SCUOLA DI ALTA

Dettagli

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 26 Le opzioni sui tassi di interesse

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 26 Le opzioni sui tassi di interesse DOCUMENTI ARISTEIA documento n. 26 Le opzioni sui tassi di interesse Giugno 2003 LE OPZIONI SUI TASSI DI INTERESSE Documento Aristeia n. 26 LE OPZIONI SUI TASSI DI INTERESSE SOMMARIO: 1. Introduzione 2.

Dettagli

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI

POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI POLICY DI VALUTAZIONE E PRICING DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI Versione 0.0 delibera del Consiglio di Amministrazione del 05/05/2011 Versione 1.0 delibera del Consiglio di Amministrazione del 04/08/2011 Versione

Dettagli

Policy di pricing e regole di negoziazione per i prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Don Rizzo C.C. della Sicilia Occ.

Policy di pricing e regole di negoziazione per i prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Don Rizzo C.C. della Sicilia Occ. BANCA DON RIZZO CREDITO COOPERATIVO DELLA SICILIA OCCIDENTALE Policy di pricing e regole di negoziazione per i prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Don Rizzo C.C. della Sicilia Occ. In conformità

Dettagli

Corso di Economia degli Intermediari Finanziari

Corso di Economia degli Intermediari Finanziari Corso di Economia degli Intermediari Finanziari Alcuni strumenti finanziari particolari Alcuni strumenti proposti nel panorama internazionale Gli strumenti ai quali faremo riferimento sono: i financial

Dettagli

RILEVAZIONE SULLE ESPOSIZIONI RILEVANTI Risposte a quesiti di interesse generale

RILEVAZIONE SULLE ESPOSIZIONI RILEVANTI Risposte a quesiti di interesse generale RILEVAZIONE SULLE ESPOSIZIONI RILEVANTI Risposte a quesiti di interesse generale 1. Modalità di rilevazione delle quote di OICR Q. In merito al trattamento delle quote di OICR sono fornite indicazioni

Dettagli

Metodologia di pricing e Regole interne per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla BCC

Metodologia di pricing e Regole interne per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla BCC Metodologia di pricing e Regole interne per la emissione/negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi dalla BCC (assunte in attesa delle definitive Linee Guida Interassociative per l applicazione delle

Dettagli

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa

Indice 3 PREFAZIONE. 29 Premessa Indice 3 PREFAZIONE 5 INTRODUZIONE - Tendenze evolutive del rapporto banca-impresa 5 I.1 Premessa 6 I.2 Le recenti riforme dell ordinamento bancario 9 I.2.1 Le direttive del Comitato di Basilea 12 I.2.2

Dettagli

Ordinanza della CFB sui fondi d investimento

Ordinanza della CFB sui fondi d investimento Ordinanza della CFB sui fondi d investimento (OFI-CFB) Modifica del 24 novembre 2004 La Commissione federale delle banche (CFB) ordina: I L ordinanza della CFB del 24 gennaio 2001 1 sui fondi d investimento

Dettagli

www.pwc.com Temi speciali di bilancio: Strumenti Finanziari Università degli Studi di Parma Facoltà di Economia 29 ottobre 2012

www.pwc.com Temi speciali di bilancio: Strumenti Finanziari Università degli Studi di Parma Facoltà di Economia 29 ottobre 2012 www.pwc.com Temi speciali di bilancio: Strumenti Finanziari Università degli Studi di Parma Facoltà di Economia 29 Agenda 1) Introduzione agli strumenti finanziari 2) Principali strumenti derivati 3) Normativa

Dettagli

Policy di Valutazione e Pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi da BANCA CENTRO EMILIA Credito Cooperativo

Policy di Valutazione e Pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi da BANCA CENTRO EMILIA Credito Cooperativo Policy di Valutazione e Pricing e Regole Interne per la negoziazione dei prestiti obbligazionari emessi da BANCA CENTRO EMILIA Credito Cooperativo (ai sensi delle Linee guida interassociative per l applicazione

Dettagli