PREMESSA GLI OBIETTIVI

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1 PREMESSA I pilastri su cui dovrà poggiare l azione della Regione nella prossima legislatura, ricollegandosi agli obiettivi di Europa 2020 richiesti dall UE a tutti gli Stati membri ed in continuità con gli obiettivi di fondo che avevano caratterizzato la Giunta Illy sono: - l investimento sulla società della conoscenza diffusa (la Regione della conoscenza), vale a dire l investimento sulla qualità dell istruzione e della formazione delle giovani generazioni, sulla formazione continua (lifelong learning); ciò significa - Promuovere una scuola come luogo di formazione globale dell uomo e del cittadino, nelle sue capacità relazioni, conoscitive, di consapevolezza critica del mondo che lo circonda e delle opportunità che in esso può svolgere e delle responsabilità che è chiamato ad esercitare; - promuovere tutte le azioni di prevenzione e sostegno per il totale abbattimento dei tassi di dispersione scolastica; l incremento del numero dei laureati con competenze rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro; l incremento dei percorsi formativi integrati IFTS- (realizzati in collaborazione tra Scuola, Università, Impresa, Agenzie Formative) per la formazione di Tecnici Specializzati a livello post-secondario, con crediti formativi capitalizzabili, certificabili e spendibili anche in ambito universitario, rispondenti alla domanda del mondo del lavoro pubblico e privato, con particolare riguardo al sistema dei servizi, degli enti locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati. - Promuovere lo sviluppo dell innovazione e della crescita in campo economico e socioculturale; una scuola innovativa deve dare risposte alla cultura della complessità, va intesa come un laboratorio di innovazione didattica e tecnologica; vanno sostenute le istituzioni scolastiche anche liceali impegnate a superare il dualismo tra cultura umanistica e scientifica ed a creare un clima di laboratoriale, a favorire l alternanza scuola-lavoro, il raccordo tra istruzione e formazione; - ribadire che Istruzione e formazione non sono solo strumenti funzionali alla vita professionale, ma condizioni per la promozione della complessiva qualità della vita. Istruzione e formazione sono aspetti permanenti della vita umana e la funzione di rapporto tra scuola, mercato del lavoro e società civile è centrale; - sviluppare una scuola di respiro internazionale: va sviluppata la competenza degli studenti del FVG, regione centroeuropea per eccellenza, nelle lingue e culture europee ed internazionali. Per competere con il resto del mondo nell era della globalizzazione e della società basata sulla conoscenza, la Regione deve investire sull internazionalizzazione. GLI OBIETTIVI Per rispondere alla sfida del tempo e perseguire le finalità indicate in premessa, la scuola del Friuli Venezia Giulia deve perseguire i seguenti obiettivi. Essere una: 1

2 Scuola Inclusiva L organizzazione scolastica, con i suoi diversi protagonisti, deve essere in grado di rispondere ai bisogni di tutti gli utenti, di qualsiasi condizione personale, socio culturale, etnica e religiosa. La Regione FVG, in presenza di un forte processo immigratorio, garantisce il supporto di percorsi e materiali didattici e di strumentazioni tecnologiche adeguati (quali Cd, libri parlanti, software utilizzabili dalle Lim, giochi didattici) all interno di un percorso che ricopre tutto l arco della vita, dalla scuola dell infanzia, alle superiori, all Università, di figure professionali come i mediatori culturali, i facilitatori all'insegnamento, i referenti per l'educazione interculturale, vanno assicurati all interno di specifici dispositivi di accoglienza e di accompagnamento in tutte le fasi della vita (lifelong learning); Scuola inclusiva significa valorizzare la persona, attuare strategie didattiche ed educative individualizzate, accompagnare lungo il processo di formazione alunni/e e famiglie, tessere reti di solidarietà e di aiuto reciproco, organizzare gruppi di apprendimento cooperativo, organizzare relazioni di tutoraggio tra pari, sperimentare, documentare e soprattutto rispettare la dignità e le potenzialità di ogni ragazzo/a, riconoscendone l unicità. Scuola inclusiva significa promuovere ogni forma di sostegno sia a livello didattico che di insegnamento nei confronti dei giovani diversamente abili sia sul piano psichico che fisico. Costruire attorno a loro una comunità accogliente e responsabile nella ricerca della bontà e qualità delle relazioni e nella promozione di una crescita culturale rispettosa della dignità della persona. Scuola inclusiva significa superamento dei fattori di disuguaglianza nelle opportunità di accesso al sapere ed ai processi formativi da parte delle diverse componenti della popolazione che vivono in zone geograficamente disagiate o a rischio di isolamento come la montagna della nostra regione. Superare quelle situazioni di squilibrio e ingiustizia sociale, che costituiscono oggi in modo evidente anche elemento di freno e ritardo nei processi di sviluppo e innovazione dell economia e dell apparato produttivo di intere zone del nostro territorio regionale. Scuola efficiente Innanzitutto lotta alla dispersione. La bontà di una scuola si misura dalla capacità che ha di portare al più alto gradi di istruzione il maggior numero di giovani e non nella sua semplice capacità di selezionarli. E in questo la scuola Italiana non brilla per niente. L abbandono e la dispersione scolastica in Italia e anche nella nostra regione sono ancora a livelli insostenibili nella previsione di una società basata sulla conoscenza. In Italia la dispersione si aggira attorno al 19%. Nella nostra regione il 12% dei giovani abbandona gli studi prima di terminare gli studi superiori. L obiettivo però di Europa 2020 è di portare tale percentuale almeno al 10%. Nella nostra regione il 7% degli adulti partecipa a progetti di formazione permanente, Europa 2020 ci chiede di portare tale percentuale al 12%. Tutto questo richiede una progettazione apposita e la messa in campo di strategie della formazione adeguate. La nostra scuola ha bisogno soprattutto di una rivisitazione delle metodologie didattiche di insegnamento. Deve divenire il ruolo dello spazio della gioia creativa e non 2

3 della noia ripetitiva. Ciò significa per la scuola primaria mettere innanzitutto in moto gli strumenti: promozione di forme di individualizzazione adeguate a situazioni diverse e a esigenze individuali (anche non certificate o documentate); Scuola di qualità Per perseguire una scuola adeguata alle sfide del terzo millennio, riteniamo necessario lavorare su almeno tre assi fondamentali. Una scuola europea Nella nostra regione porsi il problema della qualità della scuola non sconta alcun senso di colpa rispetto alla situazione attuale. Anche nel confronto europeo rappresentato dalle ormai famose rilevazioni OCSE PISA, la nostra regione offre delle performance particolarmente soddisfacenti. Possiamo ben dire che le nostre scuole si rivelano costantemente tra le migliori d Italia e ampiamente al di sopra della media Europea. L ultima indagine, presentata nel 2009, parla chiaro: mentre l Italia nel suo complesso perde posizioni, il FVG non solo contribuisce ad alzare la media, ma si pone al vertice della classifica. Il punteggio medio totalizzato dagli studenti della regione nelle scienze fu di 534 punti a fronte di una media OCSE di 500 e di una media dell Italia di 475. Nell area della matematica il punteggio medio fu di 513, contro una media OCSE di 498 e una media dell Italia di 462 e nell area della lettura raggiunge i 519 punti, rispetto alla media OCSE di 492 e alla media italiana di 469. Ma al di là di questi dati, che esprimono peraltro uno spaccato del tutto settoriale e limitato del livello di apprendimento dei nostri studenti, la scuola di oggi deve rivedere a fondo la qualità e la struttura del proprio insegnamento. Per costruire davvero una nuova tipologia di apprendimento è la stessa Europa che ci dà le direttive. Filigrana dei nuovi obiettivi didattici per una scuola adatta ai tempi sono le famose competenze chiave indicate dallo stesso Consiglio d Europa ancora nel 2006: Comunicazione in madre lingua; Comunicazione in lingue straniere; Competenza matematica e competenze di base in scienze e tecnologia; Competenza digitale; Imparare ad imparare; Competenze sociali e civiche; Spirito di iniziativa ed imprenditorialità; Consapevolezza ed espressione culturale. Dal che si deduce una impostazione fortemente dinamica del nuovo apprendere. Un pacchetto di competenze che puntano sul forte apprendimento delle lingue straniere per permettere lo sviluppo di una cittadinanza europea e mondiale di cui c è proprio bisogno per far fronte alle sfide dei tempi. Ma c è anche una sottolineatura (imparare ad impararespirito di iniziativa) chiarissima ad una apprendere che non sia stantio e ripetitivo, ma sia del tutto creativo, con la messa in gioco della intera personalità dell allievo. Purtroppo, ciò che è avvenuto con la recente riforma della scuola superiore per opera del Ministro Gelmini è stato tutto di segno contrario. Si è badato solo al risparmio e ci siamo allontanati da una visione europea del processo di apprendere. Una scuola per il lavoro Pur avendo il sistema scolastico quale prima finalità la formazione del cittadino, è del tutto evidente che la stessa deve mettere in grado gli studenti e le persone tutte di saper acquisire quelle competenze utili ad esercitare il proprio lavoro nell ambito della 3

4 complessità che l intero mercato oggi offre. Una scuola di qualità deve essere parametrata proprio alla acquisizione di quelle competenze tecnico professionali che la attualità del sistema produttivo richiede. Alcuni passaggi d obbligo. Il quadro istituzionale nuovo. Con l accordo del 29 aprile 2010 tra Stato e Regioni, si è definito il quadro istituzionale, che vale quindi anche per la nostra regione, del rapporto istruzione e formazione professionale. L accordo prevede che gli Enti accreditati di formazione professionale possano svolgere: percorsi di durata triennale, che si concludono con il conseguimento di un titolo di qualifica professionale; percorsi di durata quadriennale, che si concludono con il conseguimento di un titolo di diploma professionale. Gli Istituti professionali di stato continuano ad attivare percorsi quinquennali per il perseguimento di Diplomi di istruzione professionale. Gli stessi peraltro possono svolgere anche i percorsi di istruzione e formazione professionale triennali e quadriennali solo però in forma sussidiaria e complementare. Il quadro presenta ancora delle criticità, ma nel complesso è da giudicare positivo in quanto da una parte dà alle regione una ampia possibilità di intervento su tutto il settore della istruzione professionale e dall altra prevede una comunicazione tra i due sistemi, quello della istruzione e quello della formazione professionale, finalizzata al perseguimento dei risultati migliori nel campo del successo formativo. La formazione continua Il segmento della Formazione continua ha assunto in questi ultimi tempi una rilevanza sempre più notevole. Sia come cittadini che come lavoratori. Assumere l apprendimento, come esigono i dettati europei, come nucleo fondativo del far parte di una società, significa liberare l apprendimento stesso dai confini temporali entro i quali veniva tradizionalmente relegato, l infanzia e la adolescenza e farne cifra ed impegno per tutto il corso della vita. Significa creare un sistema di lifelong learning in risposta alle esigenze di istruzione e alle esigenze di riqualificazione che di giorno in giorno il mercato del lavoro esige. Non a caso sulle sue spalle poggiano, anche nella nostra regione, tutti gli interventi finalizzati ad ammortizzare le forti criticità prodotte dal mercato del lavoro in crisi. I punti critici cui metter mano Affinché tutto il sistema dell istruzione e formazione professionale possa dispiegare a pieno le sue possibilità, ossia la preparazione adeguata per le esigenze sempre cangianti del mercato del lavoro, vanno superate alcune criticità. Gli strumenti di analisi dei fabbisogni formativi va innovata profondamente. E noto che ancora oggi, in tempo di profonda crisi, alcune aziende non riescono a reperire sul mercato locale le competenze e le professionalità necessarie. C è ancora uno sfasamento troppo forte tra la formazione che si eroga e le necessità del mercato del lavoro. In secondo luogo manca nella nostra regione una rete orientativa informativa integrata. Che si tratti di studente o di lavoratore diviene essenziale avere strumenti di counseling, di autovalutazione, di conoscenza dei profili professionali, delle loro 4

5 caratteristiche. Il tutto per fare scelte oculate ed evitare così abbandoni, in caso di studenti della prima formazione, la frequenza di corsi inutili per i lavoratori in cerca di lavoro. In terzo luogo diviene improcrastinabile la necessità di una codificazione e riconoscimento delle competenze professionali. La costruzione di un sistema di competenze come unico punto di riferimento adottabile per favorire la trasparenza ed anche la trasferibilità tra i vari sistemi educativi-formativi e il mondo del lavoro. Potrebbe essere utili in questo senso la costruzione di un repertorio che potrebbe essere adottato almeno a livello regionale, così come è stato fatto per l apprendistato. Scuola sicura I dati relativi al monitoraggio sulla sicurezza nelle Scuole della Regione Friuli Venezia Giulia riportati nella stessa rilevazione confermano la presenza di strutture spesso vetuste e fuori norma. Poco confortante la considerazione che l edilizia scolastica nella regione FVG sia migliore rispetto ad altre regioni del Paese. I dati ci ricordano i rischi a cui studenti e personale devono esporsi frequentando gli edifici scolastici privi delle certificazioni di agibilità, di collaudo statico, conformità dell impianto elettrico, prevenzione degli incendi. Sconfortanti i dati dell Anagrafe nazionale dell edilizia scolastica: va a Pordenone il peggior dato sull agibilità (92% delle scuole senza il certificato), seguita da Gorizia, da Udine e Trieste; Trieste è in possesso del peggior dato sul collaudo statico (l 82% degli istituti giuliani non lo possiede), seguita da Gorizia, Udine e Pordenone. Rispetto alla conformità degli impianti elettrici non sono ancora conformi il 52% degli istituti a Trieste, il 44% a Gorizia, il 34% a Udine e il 23% di Pordenone. LA PROPOSTA Per perseguire gli obiettivi di cui sopra, la nostra regione ha un unico strumento da utilizzare, ossia esercitare fino in fondo le sue competenze, così come le sono state affidate dall art. 138 del Decreto Legislativo 112. Da qui la nostra proposta. Una rete scolastica adeguata alle esigenze formative La Regione deve farsi interprete delle specialità e delle caratteristiche del nostro territorio. L approvazione della rete scolastica deve avvenire nel rispetto dei piani provinciali, ma deve essere favorita una riflessione a monte delle scelte una riflessione sulle richieste formative del territorio e del quadro di riferimento nazionale soprattutto quando questo offre opportunità. Non possono sempre prevalere esigenze di economia rispetto alle esigenze formative delle comunità. Va quindi riaffermata la caratteristica della nostra regione ad essere per il 90% zona a specialità linguistica in modo da pretendere l applicazione dei parametri più bassi (600 alunni per gli istituti comprensivi e 400 per le scuole superiori) per salvaguardare l autonomia al maggior numero di istituti. A tale proposito il Pd chiede di aprire un tavolo di lavoro per un processo di monitoraggio e misure di accompagnamento del processo di dimensionamento 5

6 della rete scolastica; per ottimizzare il processo di cambiamento in corso si rende necessaria la collaborazione tra tutti gli attori del processo formativo, specie in un momento di difficoltà economiche e di ristrettezze finanziarie, in cui va mantenuto e difeso il diritto ad un istruzione qualificata, gratuita, inclusiva ed assicurate risposte alle famiglie in termini di servizi, all interno di programmi concreti e sostenibili dagli Enti Locali. Potenziamento dell offerta formativa Questo è il cuore di un intervento regionale per il sistema scolastico. Qui si possono e si debbono allocare risorse che davvero possono in parte raddrizzare i guasti che a livello nazionale le recenti riforme hanno portato. Qui si possono dare strumenti per poter perseguire quel rinnovamento metodologico didattico che i nuovi tempi esigono. Le direzioni si cui intervenire: - Il tempo pieno: agli istituti comprensivi sono state tagliate ore di insegnamento, sono state tagliate le compresenze. Tutta una filosofia didattica si sta perdendo. È possibile intervenire con fondi che permettano la continuità di questa esperienza. - Le lingue straniere: per una regione come la nostra che confina con due stati e che assurge a svolgere un ruolo di crocevia internazionale, si possono e si devono garantire le risorse per un insegnamento di lingue comunitarie integrativo alle curricolari in orario aggiuntivo. - Lo sviluppo dei diversi linguaggi: da quello cinematografico, a quello musicale, teatrale fino alla pratica e familiarizzazione con le nuove tecnologie digitali e massmediali. - L integrazione degli alunni stranieri: la presenza di ormai un buon 10% di alunni stranieri nelle nostre scuole rende sempre più urgente la messa in atto di strategie didattiche per un migliore processo di apprendimento di questi nuovi cittadini. - La promozione di progetti di cittadinanza attiva: la dimensione del servizio, della attenzione ai problemi della comunità, del coinvolgimento pratico ed operativo in azioni di solidarietà debbono far parte del bagaglio comune di ogni giovane. Potenziare in proposito l esperienza del servizio civile solidale. - La promozione di interventi per ridurre il fenomeno della dispersione scolastica attraverso progetti mirati svolti anche da reti di scuole che mettono in comune esperienze didattiche ed interventi formativi. - Particolare attenzione dovrà essere data alle scuole di montagna che per motivi strutturale ed ambientali rischiano un isolamento fisico ma anche culturale e necessitano di interventi straordinari sia di carattere logistico che formativo. - La promozione di tutte quelle progettualità espressione dell autonomia delle scuole, finalizzate a sviluppare alcune delle competenze chiave indicate dalla comunità europea come essenziali per il cittadino europeo del domani. - Promozione di interventi per il successo scolastico e la integrazione degli allievi diversamente abili attraverso progetti di insegnamento modulare individualizzato o particolari percorsi di carattere laboratoriale. 6

7 Tutto questo già si fa, ma è assolutamente insufficiente, anzi talvolta appare quasi residuale. Il PD invece chiede ed esige che tali interventi facciano parte della quotidianità della vita scolastica ed lascino davvero un segno formativo forte nella comunità. Attivazione di forme di governo territoriale E il problema delle rappresentanze scolastiche. A tale scopo, come da D.Lgsl. 112/98, vanno previsti organismi di partecipazione a livello territoriale, come Scuole- EELL- Servizi sociali- Agenzie del lavoro- Centri per l Orientamento che si occupino di definire una programmazione del servizio scolastico rapportata alle esigenze territoriali. A tale scopo vanno supportate le reti territoriali tra istituzioni scolastiche nonché i Centri Servizi Scolastici Territoriali. Servizi di sistema: l organico funzionale aggiuntivo Il PD dice un netto NO ad ulteriori tagli che la scuola dell autonomia non può ulteriormente sopportare. La scuola ha bisogno di una stabilità pluriennale delle risorse umane e finanziarie, necessita di un progetto nuovo che dia garanzie di continuità all azione didattica e centralità all istruzione, di investimenti per rafforzare la centralità dell autonomia, di un reclutamento a garanzia in primis della qualità. Si ritiene che vada espressa con forza dalla Regione FVG, come Regione a Statuto speciale, l esigenza di disporre di un proprio organico aggiuntivo a quello statale, come il Trentino Alto Adige. Pensiamo ad esempio alle graduatorie speciali per l insegnamento del friulano o a quelle previste dai Bandi regionali di cui alla L. 3/2001. Un organico aggiuntivo come risorse a disposizione per esempio per una intera rete di scuole. Servizi di sistema: formazione dei docenti L inaugurazione di una nuova stagione della storia che costringe a rivedere approccio culturale alla storia e al tempo presente, che necessita la rivisitazione di tutte le metodologie di insegnamento, dei diversi obiettivi didattici ed educativi, comporta una azione di rinnovamento che vada in profondità nella preparazione dei docenti. Da qui l esigenza di mettere in conto un sistema di formazione permanente per tutti coloro che continuano ad essere i formatori dei giovani di oggi. Servizi di sistema: rete di orientamento scolastico professionale Abbiamo sopra motivato l importanza dell orientamento scolastico professionale. Nella nostra regione la situazione è ancora di tipo artigianale. La scelta della scuola è spesso legata alla scelta dei compagni di classe o al suggerimento degli amici. Va costruita al contrario una rete di sportelli di consulenza che, affidato ad esperti e con metodi rigorosi sappia da una parte rapportare le scelte di indirizzo scolastico con le attitudini vere dell alunno, dall altra abbia anche una vision scientificamente corretta delle opportunità di lavoro legate ai diversi profili professionali. Diritto allo studio Attualmente la regione mette a disposizione risorse per garantire il diritto allo studio alle famiglie meno abbienti. Tutto questo deve restare ma è insufficiente ad assolvere a pieno quanto previsto dal dettato costituzionale. E necessario predisporre ed attivare un vero e proprio pacchetto di misure che perseguano davvero l obiettivo. Innanzitutto un sistema di borse di studio regionale che integri il sistema di borse di studio statale. In secondo 7

8 luogo sostituire l attuale sistema del comodato d uso dei libri di testo per la scuola superiore di primo e secondo grado, limitato nel numero di libri e di assegnazioni, con una fornitura gratuita della totalità dei libri di testo nei tre anni della scuola superiore di primo grado e nel primo biennio della secondaria. In terzo luogo la integrazione della Carta dello studente nazionale con interventi regionali che stabiliscano riduzioni del 30% a favore di studenti della scuola secondaria per accedere a musei, cinema, teatri, mostre, centri culturali, librerie, ostelli della gioventù. Investimenti quindi tesi all abbattimento delle barriere architettoniche e per l installazione di nuove attrezzature didattiche negli istituti scolastici a favore degli studenti o studentesse con disabilità fisiche o psichiche. Scuole internazionali La dimensione e il respiro internazionale debbono diventare cifra che connoti ogni scuola della nostra regione. Va pertanto sviluppata la competenza degli studenti del FVG, regione centroeuropea per eccellenza, nelle lingue e culture europee ed internazionali. Per competere con il resto del mondo nell era della globalizzazione e della società basata sulla conoscenza, la Regione deve investire sull internazionalizzazione. Vanno sostenute iniziative di scambio lingua e cultura con i Paesi asiatici, dell Est Europa, nell intento di condividere esperienze, di favorire e rafforzare la cooperazione internazionale, nell obiettivo del mantenimento di uno stretto contatto globale tra gli Istituti culturali del mondo. E da prendere in considerazione inoltre la istituzione di alcune Scuole internazionali, con programmi di insegnamento europei, con l inglese quale lingua veicolare, e il perseguimento finale di un Diploma o baccelleriato riconosciuto a livello internazionale. Osservatorio dell istruzione Analogamente a quanto avviene in altri settori della nostra società, non è possibile fare in corsa gli opportuni cambiamenti se non si ha la conoscenza, scientificamente documentata, di come stanno le cose su cui si deve metter mano. Proponiamo quindi l istituzione, come già in altre regioni è stato fatto, di un Osservatorio regionale dell istruzione che svolga un monitoraggio costante di tutti quegli elementi sensibili e utili ad avere il quadro della situazione: dati sul rendimento scolastico, dati sull abbandono e la dispersione, livello delle attrezzature didattiche, scelte di indirizzo e motivazioni relative, livelli di successo scolastico, scelte di indirizzi universitari, struttura del mercato del lavoro e dei profili professionali richiesti, metodologie didattiche adottate, struttura e composizione delle classi, condizioni dell edilizia scolastica, partecipazione agli organi collegiali, l'andamento del diritto/dovere all'istruzione, il flusso di informazioni da e verso le scuole, ottimizzando le azioni di raccolta e di gestione dei dati a livello provinciale e regionale. Piano di investimenti per la sicurezza La condizione materiale degli edifici in cui i nostri studenti vivono gran parte della loro giornata, come abbiamo visto, è inaccettabile. Dobbiamo uscire da questa situazione che non solo non mostrano ai nostri giovani un volto dignitoso delle nostre istituzioni, ma rappresentano talvolta situazioni di vero pericolo. Il compito prioritario del nostro Partito è quindi chiaro: l Impegno per la messa in sicurezza del 100% degli edifici scolastici della regione attraverso gli interventi atti ad ottenere i certificati richiesti dalle norme. Per raggiungere questo obiettivo c è un solo mezzo: Assicurare in sede di finanziaria le risorse necessarie alle necessità. 8

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