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1 MARZO 2014 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS NUMERO #120 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS I L C A M B I A M E N T O S O C I O C U L T U R A L E POLITICA E DISCONTINUITÀ La fiducia nelle istituzioni, in Italia, è in caduta libera. Perdono basic trust le forze dell ordine e i media, le imprese e la magistratura, i sindacati e l Unione Europea. E scivolano sempre più in basso il Parlamento e i Partiti Politici > Sono dati più che drammatici, brutti, talmente brutti da venire rifiutati e quasi rimossi dai diretti responsabili, da chi dovrebbe chiedersi perché e da dove occorra muoversi per arrestare la discesa e per favorire la risalita. Fermiamoci alla politica. Le analisi e gli approfondimenti non mancano, ed anche noi in GfK Eurisko abbiamo contribuito con i nostri scenari e seminari. Insistendo sulla necessità di ascolto e di intercettazione dei nuovi bisogni, che sono articolati desideri di secondo livello, non più determinati da necessità primarie che hanno favorito il voto di scambio (e anche quello di appartenenza). I due tipi di voto sono retaggio del secolo scorso, dell Italia da bere e da mangiare, del sogno craxiano di un Paese che si illuse di superare la perfida Albione. SOMMARIO CENTOVENTI 3 OSSERVATORIO RISPARMI DELLE FAMIGLIE 18 a edizione / formula semestrale: due report l anno 4 QUALE ITALIA PER UNA VITA FELICE di Remo Lucchi 12 L ATTRATTIVÀ DI MILANO CON LE SUE MOLTE IDENTITÀ DA VALORIZZARE di Paolo Anselmi 18 CIBO MASSIMA VALORIZZAZIONE DELLA FILIERA ITALIANA E SFIDA ALLO SPRECO di Vitalba Paesano 24 TOTAL SINGLE SOURCE PANEL ALLA PROVA DEI FATTI di Marco Vitalini 26 THINK TANK

2 2 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 POLITICA E DISCONTINUITÀ > Molto o quasi tutto è cambiato. Soprattutto grazie o per colpa della rivoluzione digitale. Oggi i giovani (lo dice anche Veltroni nel suo film sul leader del PCI) ignorano chi sia stato Enrico Berlinguer. E non solo i giovani non riescono a rappresentarsi la necessità del voto, né tantomeno la differenza tra scambio e appartenenza. Voto di che? probabilmente pensano i potenziali elettori, dopo aver espresso un rating vicino allo zero alla politica e alle figure della cosiddetta democrazia rappresentativa. Molto è cambiato non solo a causa della grande crisi economico-finanziaria, ma anche perché è intervenuta una crisi del sistema comunicativo e motivazionale alla base degli orientamenti di scambio e di rappresentazione sociale. I nuovi media e lo tsunami digitale stanno sempre più favorendo relazioni e contatti diretti, disintermediando in una prospettiva iperdemocratica, cioè una LA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI IN ITALIA Forze dell ordine Forze armate PMI Chiesa cattolica Mezzi di comunicazione Grandi imprese Magistratura Unione Europea Associazione imprenditori Stato italiano Sindacati Parlamento Partiti politici Fonte: Map GfK Eurisko % HANNO FIDUCIA VARIAZIONE prospettiva che pretende e rivendica il controllo di tutti i cittadini nelle decisioni pubbliche, attraverso la mobilitazione, i referendum e, soprattutto, la rete. Saltando ogni mediazione, come sostengono Beppe Grillo e il M5S (Ilvo Diamanti). In questo quadro ciò che conta non sono i partiti ma le persone, quelle che riescono ad esprimere carisma, cioè capacità di emanare determinazione, decisionismo, velocità ed intuito, facendo risuonare l opinione pubblica intercettata e capita nei suoi desideri e bisogni. Come scrive Galli della Loggia, il nuovo leader riesce a parlare all Italia che non ce la fa più a sopportare la politica nel suo continuismo. Ebbene, questa figura del tutto discontinua da coloro che l hanno preceduta, si è profilata in un diversamente giovane che esprime accountability (Angelo Panebianco): sei responsabile di ciò che mi prometti e ti giudicherò per i fatti che seguiranno o non seguiranno alle promesse. Matteo Renzi è tutto questo? Forse, vedremo. Sono comunque bastate poche settimane per riconoscere che si è creato un baratro rispetto a prima, e che l opinione pubblica (non gli intellettuali, non gli opinionisti critici, non i cattedratici frustrati, non le confederazioni degli interessi costituiti, non i boiardi di Stato) ha manifestato consenso crescente, nonostante la presa di potere non morbida (o forse proprio grazie a questo). Che cosa intravedono gli italiani nel nuovo leader? Il giovane presidente del Consiglio che come Sigfrido riesce a trafiggere il drago? Il ragazzo esuberante e maleducato che promette di rottamare il Senato con le mani in tasca? La velocità contrapposta alla retromarcia? La sinistra che non vede l ora di far saltare i posizionamenti storici per disegnare la politica dei nuovi desideri, delle emozioni, degli scambi prima simbolici e poi reali? Questo e altro, probabilmente. Ma prima di tutto un leader politico capace di interagire cancellando lo schema up-down, che ha contraddistinto la Casta, che non è soltanto fatta di politici, ma di tutto quel mondo che ritiene di possedere saperi alti che richiedono linguaggi specialistici ed esclusivi. Matteo Renzi non è esclusivo, non vuole escludere ma includere. A rischio di demagogia, anche ricorrendo alle slides, che tutti noi ricercatori usiamo con l obiettivo di comunicare il meglio e al meglio. Tecniche da imbonitori? L immagine personale oscura i partiti. Dobbiamo farcene una ragione. Per favore, non stracciamoci le vesti, cerchiamo di capire questa novità che non è solo italiana. Ci possono essere opportunità importanti. Non distruggiamole sul nascere. [Giuseppe Minoia] > SOMMARIO

3 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 3 OSSERVATORIO RISPARMI DELLE FAMIGLIE 18 a EDIZIONE FORMULA SEMESTRALE: DUE REPORT L ANNO 01 MARZO Discussione pubblica nell ambito del Salone del Risparmio organizzato da Assogestioni, a cui sono invitati tutti i sottoscrittori dell Osservatorio. > MILANO 27 MARZO 2014 ORE 13,30-14,30 SALA PLENARIA UNIVERSITÀ BOCCONI 02 NOVEMBRE Workshop di taglio pratico e operativo sono invitati tutti i sottoscrittori dell Osservatorio. > MILANO NOVEMBRE 2014 Per saperne di più > Antonella Busi > SOMMARIO

4 4 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Dalla locandina per la manifestazione L Italia cambia strada, organizzata da 150 associazioni per una mobilità nuova. Milano, 4 maggio Disegno di Vito Manolo.

5 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 5 QUALE ITALIA PER UNA VITA FELICE C è un problema. Finalmente gli individui cominciano a prendere possesso di loro stessi - per la prima volta nella storia sono soggetto e non oggetto - e desiderano sviluppare un progetto di vita caratterizzato da benessere e sostenibilità. Invece succede che il Sistema, governato dall interesse di pochi, preferisca sviluppare progetti che tendono ad accentuare una direzione del tutto divergente rispetto a ciò che parrebbe auspicabile. Forse è il caso di fare riflessioni, e concepire progetti che rispondano veramente al bene della collettività. Sviluppiamo qui di seguito alcuni temi, in apparenza non necessariamente connessi, ma che alla fine ci serviranno come ingredienti per disegnare una proposta di vita felice, di benessere, a cominciare dal primo tema, che di fatto rappresenta la causa innescante di Remo Lucchi 1 TEMA EVOLUZIONE DEGLI INDIVIDUI Il problema nasce proprio dal fatto che negli ultimi anni la capacità critica degli individui si è decisamente accentuata. A questo proposito riprendiamo alcune considerazioni fatte recentemente: In questi ultimi anni si è innescato un nuovo fenomeno, sempre più marcato, destinato ad accentuarsi sempre di più, irreversibile: nel baricentro della nostra società ci saranno sempre più le persone, non le cose. Questo dovrà cambiare radicalmente la strategia dell Offerta, pubblica e privata. Nella nostra millenaria storia - con una esplosione nell ultimo secolo - l attenzione è sempre stata portata, in modo crescente, sulle cose. Consumare prodotti e possedere beni, cioè il bisogno dell avere, è sempre stato dominante. L obiettivo sono sempre stati i beni e i prodotti. Gli esseri umani sono sempre stati strumenti per produrli, e strumenti per consumarli, pagandoli, per il benessere di pochi. In questi ultimi lustri è successo, però, qualcosa che sta inducendo a passare da una logica imperniata sulle cose, a una logica imperniata sulle persone. Non era mai successo in precedenza. All origine di questo cambiamento sono la fortissima lievitazione culturale (per cambi generazionali) e l esplosione di internet 2.0. Sono i segnali dell innesco di una Civiltà evoluta. È evoluzione pura, ed evoluzione non consiste nell avere senza limiti, ma nell essere, nel senso, nel significato, e nell individuo dominante e non più dominato. Non ci saranno più masse acefale, ma individui pensanti e critici. Individui che non vogliono più dipendere, ma instaurare con l Offerta un rapporto più orizzontale, paritario, se non di vero e proprio ribaltamento. È nato un nuovo potere.

6 6 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Conducendo approfondimenti sulle nuove formulazioni dei progetti di vita degli individui - pur con una particolare attenzione all area elitaria, che è quella trainante ed anticipante il futuro - si è scoperto con grande evidenza che in effetti l obiettivo che ci si pone è inquadrabile non tanto nell esigenza di possedere delle cose, ma di raggiungere un benessere armonico, dove ovviamente le cose devono esistere, ma sono un mezzo e non un fine. Cresce la ricerca di un vero benessere che riguardi tutti i diversi momenti e contesti della propria esistenza, dove il baricentro è la propria persona, con riferimento: - al momento attuale e ai beni fondamentali (salute del corpo e della mente), - al proprio futuro (in termini di sicurezza sociale, e di tranquillità economica), - alla relazione con gli altri, sia nel mondo professionale (alleanza e collaborazione), sia in quello privato (relazione intensa e calda), - e al fatto che si possa vivere in un contesto diverso dall attuale, che deve consentire relax, in un ambiente naturale interessante e pulito. Ribadiamo: il nuovo progetto non ha più necessariamente a che fare con le cose da possedere, e con la dipendenza dal desiderio di averle, ma innanzitutto e fondamentalmente con un progetto centrato sui propri diritti di benessere di lungo periodo, caratterizzato da scelte che rispondano a bisogni di vera sostenibilità. È come se la gente ci dicesse: finalmente ho capito: nasco a questa vita con un credito di qualche decina d anni, li voglio vivere bene, avendo coscienza che non mi porto nulla dall altra parte. Io non sono uno strumento per il tornaconto di coloro che gestiscono il potere politico ed economico, ma sono loro che si devono occupare di me: i primi - i Politici - sono miei dipendenti, i secondi - le Aziende - sono miei soci. Io sono l obiettivo della mia esistenza. Inoltre tendo all armonia tra me, gli altri ed il sistema, non più in una logica egoistica: so bene che sarò felice se anche gli altri che stanno attorno a me lo saranno. Quindi la gente ha preso coscienza anche dei propri diritti, e ha l obiettivo - nei limiti del possibile - di vivere bene. 2 TEMA L ITALIA In realtà, se l Italia prendesse coscienza delle proprie caratteristiche, avrebbe tutti i requisiti per consentirci una qualità di vita caratterizzata dai veri ingredienti del benessere. Sono le famose 5 A: - viviamo in un Ambiente naturale e climatico di eccezionale bellezza e moderazione; - in un territorio che ha avuto una storia unica, che ha prodotto bellezze Artistiche uniche al mondo, e decisamente varie e articolate nelle differenti aree del nostro Paese; - il nostro territorio e la nostra cultura hanno consentito lo sviluppo di una cultura Alimentare apprezzata in tutto il mondo; - oltre ad avere particolarmente sviluppato il senso del buono, la nostra storia ha provveduto ad inserire nel nostro DNA anche il senso del bello: la nostra eleganza e creatività nell Abbigliamento / moda, e nell Arredamento / design sono apprezzate ovunque. La solarità del Paese, e il clima (che favorisce le relazioni) plasmano il nostro carattere e la nostra accoglienza. Un esempio dell unicità del nostro Paese lo ritroviamo anche nel libro in cui Goethe racconta il suo viaggio in Italia. Ricordando che era venuto per starci due mesi e per visitare le testimonianze dell arte greco-romana, ci rimase in realtà per due anni, e alla fine - riferendosi al Paese nella sua complessità: natura, clima, arte, carattere della gente, modo di vivere - scrisse: «un paradiso! Si vive in una specie di ebbrezza e di oblio di se stessi! Si ha una infinità di stimoli per un bel dire, raccontare e dipingere! Sono cose al di sopra di tutto!». La cosa più interessante è che Goethe il libro lo scrisse 30 anni dopo il suo viaggio: ci fu una elaborazione continua ed emotivamente crescente - frutto anche della comparazione con la parte della propria vita vissuta successivamente in altri Paesi e in altri contesti - di quei due anni di Italia meravigliosa. SE L ITALIA PRENDESSE COSCIENZA DELLE PROPRIE CARATTERISTICHE, AVREBBE TUTTI I REQUISITI PER CONSENTIRCI UNA QUALITÀ DI VITA CARATTERIZZATA DAI VERI INGREDIENTI DEL BENESSERE

7 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 7 3 TEMA L INURBANIZZAZIONE E LE SMART CITIES [Si trae anche spunto dalle riflessioni di Alberto Cottica, economista (di animo sensibile: è anche musicista)] Una delle condizioni del benessere è rappresentata dalla capacità di creare relazioni positive con gli altri. Gli altri sono il complemento fondamentale della nostra esistenza, e di tutte le forme di vita: tanto più la relazione - nelle varie forme - è intensa, tanto più il benessere diventa totale. Ora, quello che sta accadendo da qualche decennio a questa parte nei movimenti migratori delle persone va in una direzione - da questo punto di vista - un po problematizzante. C è migrazione verso le città. Le città certamente offrono grandi opportunità da tantissimi punti di vista, e rappresenteranno sempre di più il nostro futuro. Ciò non solo in Italia, ma anche nel mondo: oltre la metà della popolazione mondiale vive in città. Ma le città possono ostacolare o creare problemi di vita relazionale, creare isolamenti. La progressiva rilevanza delle città, e i potenziali problemi conseguenti, giustificano e danno senso al fatto che si applichi la nostra intelligenza al miglioramento del nostro habitat fondamentale. Peraltro anche il Governo ha stanziato fondi per progetti di ricerca e intervento volti a risolvere problemi di scala urbana e metropolitana in ambiti come la sicurezza, invecchiamento, tecnologie per il welfare, domotica, smart grids, Si pensa quindi sempre di più alle future città, al miglioramento del loro funzionamento. Nascono i progetti di smart cities. L espressione smart city (città intelligente) indica - in senso lato - un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. I progetti potrebbero andare fondamentalmente in due direzioni: - la prima - lo è stata anche in ordine di tempo - è sostanzialmente associata a ciò che potrebbero fare alcune grandi imprese del mondo delle TLC (hardware e software). L idea - ad esempio - è quella di usare sensori collegati in rete per aumentare la densità del flusso di informazioni che le città ci passano, adattandovi i nostri comportamenti e usandolo per riprogettare e migliorare i luoghi in cui viviamo. La riprogettazione doterebbe il territorio di nuove infrastrutture; ad esempio: le colonnine per la ricarica delle batterie delle auto elettriche, a loro volta collegate a nuovi sensori. I sensori più importanti sono a bordo dei nostri smartphone, che riversano in continuazione in grandi data base informazioni sul mondo che ci circonda. Al centro di questa visione stanno tecnologie e interdipendenza. Il suo simbolo è la famosa Copenhagen Wheel del MIT, un concentrato di tecnologia in grado di trasformare qualsiasi bicicletta in un elettrica a pedalata assistita, ma soprattutto di farci entrare nell era del biking La seconda proposta è associata al mondo dell innovazione sociale. L idea è quella di riprogettare le città per renderle più comode, semplici, sostenibili anche economicamente. Qualche volta questo implicherà l introduzione di tecnologie più avanzate di quelle attuali (per esempio il microsolare, illuminazione pubblica a LED); altre volte spingerà soluzioni low tech (la bicicletta, l agricoltura urbana). Al centro di questa visione stanno relazioni sociali, costruzione di comunità e consapevolezza della fragilità dell ambiente naturale che circonda le città costruite da homo sapiens. Il suo simbolo è la Ciclofficina (pedalata classica).

8 8 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 I RISULTATI DI AREA C DI MILANO PARLANO DA SOLI: RIDUZIONE DEGLI INGRESSI DEL 34% (49% PER I MEZZI PIÙ INQUINANTI), AUMENTO DELLA VELOCITÀ COMMERCIALE DEI MEZZI PUBBLICI DEL 5%; RIDUZIONE DEGLI INCIDENTI STRADALI DEL 24%, DEI FERIMENTI DEL 24%; RIDUZIONE DEI PRINCIPALI AGENTI INQUINANTI DAL 15% AL 23% La prima proposta schiera tecnologie avanzate, design curato, ricercatori di riconosciuta eccellenza. Tutti i pezzi, presi singolarmente, sono smart. Eppure accade una cosa strana: una volta messe insieme, le parti danno vita a un intero (la città) che non necessariamente pare smart. Si considerino, ad esempio, le auto elettriche 1. Prendiamo, invece, una soluzione alla mobilità apparentemente meno innovativa: le congestion charges, cioè quei provvedimenti che obbligano chi accede in auto al centro cittadino a pagare una tariffa. L esempio italiano più noto è quello dell Area C del Comune di Milano. I risultati di Area C parlano da soli: riduzione degli ingressi del 34% (49% per i mezzi più inquinanti), aumento della velocità commerciale dei mezzi pubblici del 5%; riduzione degli incidenti stradali del 24%, dei ferimenti del 24%; riduzione dei principali agenti inquinanti dal 15% al 23%. Ma il più grande vantaggio di Area C, a ben vedere, è che crea spazio, invece di occuparlo 2. Quindi, cosa vuol dire smart in smart city? Le due visioni proposte non si sono chiaramente distinte nel dibattito corrente. In realtà sembra che siano non solo diverse, ma contrapposte: - la smart city del primo tipo ha una vocazione centralista: tutta l intelligenza è concentrata nei tecnologi delle imprese e delle università, e ai cittadini resta il ruolo di consumatori dei vari gadget; - quella del secondo tipo guarda alla decentralizzazione spinta: gli attori sono le persone, crea spazio, e promuove la creatività di tutti. La smart city del primo tipo usa algoritmi di profilazione e lo smartphone per segnalare che si è vicini a un negozio che vende abiti dello stilista preferito. Quella del secondo tipo è piena di gruppi di acquisto solidale, orti urbani, sewing café, hackerspace, fablab. È piena di persone che interagiscono. La smart city del primo tipo fa grandi investimenti in telefonia cellulare ultraveloce. Quella del secondo tipo evoca quasi dal nulla reti wi-fi cittadine utilizzando come hotspot i router delle nostre case, dei bar, delle biblioteche (come fa a Milano GreenGeek). Nella smart city del primo tipo gli studenti vanno a scuola con i tablet. In quella del secondo tipo usano materiali didattici in creative commons - e probabilmente possono scegliere se ascoltare la lezione dal loro professore in aula o dalla Khan Academy o OilProject in video. La smart city del primo tipo delega le attività produttive (agricoltura, industria, finanza) a grandi imprese strutturate per sfruttare i vantaggi di scala. Quella del secondo tipo le distribuisce, almeno in parte, tra tante piccole esperienze: es. permacultori 3. 1 Le auto elettriche sono silenziose e non emettono gas di scarico, ma: l energia elettrica con cui ricaricarle deve venire prodotta in qualche modo. In un mondo in cui le sorgenti idroelettriche sono già sostanzialmente sfruttate e il nucleare è politicamente inaccessibile, aggiungere potenza installata vuole dire bruciare idrocarburi. Le emissioni delle auto, quindi, non vengono eliminate, ma solo spostate. le auto elettriche sono auto: ripropongono l idea che occorre associare a ogni essere umano una scatola di latta di quattro metri per uno e mezzo, che viene usata in media un ora al giorno e occupa prezioso territorio urbano per le altre ventitré. Quindi non risolvono i problemi di mobilità; anzi, li aggravano, visto che possono entrare nelle zone a traffico limitato. sono una tecnologia non permissiva. Non puoi modificarle, non puoi caricarle in altro modo che non collegandoti alla rete elettrica. Ci confinano in ruolo passivo; lo stesso che abbiamo con le auto a combustione interna. 2 In prospettiva, rende disponibili le vie del centro come piattaforma per l interazione sociale, il gioco, il commercio, la ristorazione, l innovazione negli stili di vita. Non dovendo dedicare la maggior parte della loro superficie alle auto, veloci e pericolose, le persone possono provare a spostarsi con le biciclette, i rollerblade, di corsa. Hobbyisti di talento e artigiani della meccanica possono dare vita a nuovi ecosistemi attorno alla mobilità urbana leggera: nei paesi che hanno già fatto questa transizione si vedono biciclette con trailers, biciclette con pianali di carico per il piccolo trasporto merci. Si vedono bambini che possono andare a scuola da soli, liberi dalla minaccia delle auto. 3 Il termine permacultura deriva dall inglese permaculture, una contrazione sia di permanent agriculture sia di permanent culture dal momento che, secondo il coniatore del termine, Bill Mollison: una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile ed un etica dell uso della terra. A proposito di Mollison è interessante ricordare che già 40 anni fa cominciava a sviluppare il quadro di riferimento per un sistema agricolo sostenibile. L opera di Mollison (e Holmgren) era basata sugli assunti che seguono (leggiamoli tenendo conto della progressione degli accadimenti di questi ultimi anni): La crisi ambientale è reale e le sue dimensioni sono tali che certamente trasformeranno la moderna società industriale in modo irriconoscibile. Questo processo metterà in serio pericolo il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione mondiale, peraltro in costante aumento. L impatto globale - quello già presente e quello futuro - della società industriale e dell enorme popolazione sulla meravigliosa biodiversità della terra, sarà sicuramente molto più vasto degli enormi cambiamenti registrati negli ultimi secoli. L uomo, anche se creatura abbastanza insolita nel contesto del mondo naturale, è soggetto alle stesse leggi scientifiche che governano l universo materiale e l evoluzione delle forme di vita, in primo luogo quelle relative al bilancio energetico. Lo sfruttamento dei combustibili fossili durante l era industriale è la causa primaria della spettacolare esplosione della popolazione umana, delle conquiste tecnologiche e di ogni altra caratteristica della società moderna. Sebbene sia quanto meno difficile prevedere quali saranno gli sviluppi della società umana successivi all esaurimento delle risorse energetiche di tipo fossile, è indubbio che i prossimi decenni vedranno il ritorno ai modelli osservabili in natura e nelle società preindustriali e cioè a modelli sociali dipendenti da energie e risorse rinnovabili.

9 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 9 C è certamente un problema: quasi tutto quello che è smart del secondo tipo riduce il PIL. Se i mezzi pubblici funzionano meglio, più gente li usa: il traffico si riduce, ma si riduce anche il consumo di automobili e di benzina. Se le persone fanno più sport e si ammalano di meno il PIL si riduce (la sanità è un business immenso). L Area C, riducendo gli incidenti stradali, riduce il PIL, riducendo il ricorso a medici, fisioterapisti, carrozzieri 4. L aspetto affascinante della discussione sulle smart cities è che ci costringono a farci le domande che contano davvero. Cosa misura davvero il PIL? Cos è veramente questa crescita che cerchiamo di stimolare? Come vogliamo vivere insieme nelle nostre città? La smart city del primo tipo piace molto alle imprese. È comprensibile, perché consegna loro una forte centralità, e modalità chiare per monetizzare. Ma per la gente, per coloro che si sono appropriati di loro stessi ed hanno un progetto di benessere armonico, quale tipo di smart city dovrebbe interessare di più? 4 TEMA QUALE È LA SOLUZIONE Mettendo assieme tutte le variabili analizzate - l evoluzione della gente, i loro progetti di benessere, le problematizzazioni dell inurbamento, il contesto sociale (storico, ambientale) in cui ci troviamo a vivere - parrebbe che il secondo tipo di smart city che abbiamo analizzato rappresenti di fatto la migliore opportunità per la gente e per le loro nuove aspirazioni, ed ancor più per il nostro Paese, per quello che potrebbe dare. Si tratterebbe, però, di un Italia da rilanciare, con la condivisione di questo progetto da parte di tutti, ciascuno per la propria competenza, la propria passione; si tratterebbe dell Italia dei quartieri, delle contrade vive, dove davvero si vive. 4 Robert Kennedy - il 18 marzo fece il seguente discorso: «Non troveremo mai un fine per la nazione, né una nostra personale soddisfazione, nel mero perseguimento del benessere economico Il PIL comprende anche l inquinamento dell aria Non tiene conto della salute dell educazione o della gioia Non comprende la bellezza l intelligenza l onestà... Non tiene conto né della giustizia né dell equità Il PIL non misura il nostro coraggio, la nostra saggezza, la nostra conoscenza... Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.». Tre mesi dopo - il 6 giugno del durante la sua campagna elettorale, che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d America, fu ucciso. L Italia delle contrade potrebbe essere un ottimo concetto di partenza. Ha già dentro di sé la condivisione, l appartenenza ad una famiglia allargata, dove nessuno è più solo. Questa nuova contrada certamente dovrebbe mantenere il senso di punto di riferimento per qualsiasi tipo di bisogno, di natura ricreativa, di punto di incontro di interessi condivisi, ma anche di mutuo aiuto: non tanto o non solo assistenziale, ma di aiuto a trovare delle soluzioni ai problemi. Dovrebbe anche avere una sede fisica, luogo di ritrovo fondamentale: fra i tantissimi immobili inutilizzati che lo Stato possiede - e che quindi sono di proprietà dei cittadini, in quanto azionisti di questo Paese -, certamente è possibile trovare delle opportunità adatte, posto che questa impostazione sia condivisa da tutti gli stakeholders. E quello sarebbe il luogo in cui tutte le energie si mettono a disposizione le une delle altre, per creare vita nuova, per sviluppare nuovi interessi, partecipandovi, sia con contributi di tempo, anche intellettuali ma non solo, sia diventandone azionisti. Gli esempi possono essere infiniti, e l unione della creatività di un intera collettività, non può che espanderli all infinito: - si può fare riferimento ai giovani, così trascurati dal sistema economico attuale, centrato sul breve e sull evitamento dei costi: in questa nuova organizzazione ci sarebbe uno spazio incredibile per loro, che si affacciano nel contesto adulto con pulizia mentale (poca zavorra di vecchio tipo), con entusiasmo, con voglia di protagonismo e preparazione culturale e tecnologica. Vengono in mente: - i fablab : chiunque, a partire da un idea, può creare qualsiasi cosa, anche unendosi ad altri che hanno analoghe ispirazioni. Si può fare riferimento - ad esempio - alla stampa 3D, la tecnologia che consente di riprodurre qualsiasi oggetto tridimensionale, semplicemente progettandolo con un software di modellazione, e stampandolo (con una stampante 3D). - gli hackerspace : sono luoghi in cui persone con interessi comuni riguardanti vari campi - tecnologia, computer, scienze, ma anche altri - possono incontrarsi, socializzare, collaborare.

10 10 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Possono essere visti come laboratori comunitari aperti che incorporano elementi di officine e/o studi artistici, dove gli hackers possono incontrarsi per condividere conoscenze e risorse, per costruire cose. - Si fa anche riferimento ai senior, che entrano nel periodo post lavorativo con energia, salute intonsa, ancora voglia di fare, e con esperienza e preparazione che non ha uguali. Che voglia di fare umiliata! Che energie sprecate! Potrebbero creare gruppi di specialisti a disposizione di tutti gli altri, per interventi consulenziali e/o operativi - si fa anche riferimento a persone che non necessariamente hanno sviluppato una professionalità nei classici mondi del lavoro aziendale, ma che hanno doti e conoscenze di altissimo valore nei campi della relazionalità: - persone che hanno grande competenza nel gestire bimbi, o anziani, o persone bisognose di assistenza per problemi di salute - persone che hanno cultura di grande spessore nei più differenti ambiti, che possono mettere a disposizione per consulenze - persone esperte di arte, cioè in quello che è il nostro patrimonio più grande: l Italia possiede (e quindi tutti gli Italiani - in quanto azionisti - posseggono ) il 75% di tutte le opere classiche del mondo - persone che hanno grandi competenze nella gestione dell organizzazione della casa - persone che hanno raggiunto grandi competenze e abilità nell esercizio di attività che sono attualmente in grande recupero: si pensi alla cucina, al cucito, al ricamo. Vengono in mente, ad esempio: - i sewing café : luoghi in cui si abbia la possibilità di apprendere nuove competenze - e si possano sviluppare nuovi progetti - nel cucito e ricamo, potendo fruire di competenze e di macchine. Sono luoghi di incontro, e non solo di apprendimento, ma anche di scambio di competenze, di tempo gradevole e rilassato passato assieme a chi ha interessi analoghi, potendo gustare anche caffè, te, pasticcini. E si può partecipare in tutti i sensi, portando quello che si ha, e anche essendone azionisti, ma senza necessariamente conferire denaro 5. 5 Vengono in mente recenti previsioni para burlesche indotte dalla crisi strisciante e che non fa vedere sbocchi definitivi: si dice che il futuro sia riassumibile in tre parole: Orto, Baratto, e Bicicletta. A ben pensarci, però, si potrebbero leggere queste tre parole in modo opposto, come un passo evolutivo di una società sbadata, o che egoisticamente ha fatto solo ragionamenti di brevissimo periodo, trascurando qualsiasi logica di sostenibilità individuale e sociale: Orto. Significa varie cose: progetto di salute, di ottimalizzazione delle risorse, di riscoperta dei sapori veri, di consumi culturalmente evoluti, dove significato, senso, cultura, territorio, memoria, tradizione danno il vero sapore a quello che si fa e si mangia, dove il chilometro 0 siamo noi ed il rispetto di noi stessi. Baratto. Il senso (nuovo) del baratto è nell ottimalizzazione del valore, e nell evitamento dello spreco. Nulla si butta, tutto si scambia. Tutto ha un valore (che può essere quantificato in un punteggio ): dal nostro lavoro, al nostro tempo prestato, ad un vecchio abito non più usato, ad una vecchia pentola che in passato si sarebbe gettata, o messa in cantina. Tutto potrebbe essere dato ad un nuovo banco del monte che ci riconoscerebbe un punteggio, con il quale, ora o in futuro, soddisfare i nostri bisogni. Bicicletta. Beh, bicicletta è vita. È rispetto ed alimentazione della nostra salute e vita fisica, ed è rispetto per la vita dell ambiente e degli altri, in una vera scelta di sostenibilità sociale. Si tratterebbe di un Italia nuova, che vive, dove tutti vivono con tutti, e tutti si sentirebbero realizzati, perché tutti potrebbero occuparsi di ciò che dà soddisfazione alle proprie passioni. Non vivremmo più in un Paese pieno di tensioni sociali, allungamenti incolmabili; la forma geometrica della Società non sarebbe più quella di una clessidra, dove ci sono solo due parti: quelli che possono partecipare e stanno bene, e quelli esclusi che stanno male. Ma saremmo in un Paese vero, che pur riconoscendo i meriti, diverrebbe coeso. Cioè un PAESE, cioè quello che adesso non siamo. Ci capiterebbe anche un altra cosa, fondamentale per il nostro futuro e per il nostro benessere: ci riapproprieremmo del nostro territorio, con un enorme beneficio per tutti (anche per le cosiddette tasche di tutti). Ci spieghiamo meglio. Come più volte detto, nel DNA degli Italiani - per effetto della storia degli ultimi 1500 anni - ci sono due categorie di valori dal segno opposto: - da una parte il senso individuale del Bello e del Buono come altre popolazioni non hanno; merito della Natura, che ha compensato i guai della nostra vita sociale e dell assenza di relazioni ampie: sono state impedite da 1500 anni di vita in sostanziale schiavitù dell invasore straniero; circostanza che ci ha impedito di avere uno Stato dalla nostra parte, un ampia organizzazione di cui sentirsi parte, e su cui appoggiarci per ricevere benessere. La Natura - come sempre - ha, però, compensato: ci ha consentito di sviluppare dentro di noi creativamente le doti per riuscire a vivere meglio.

11 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 11 L ITALIA USCIRÀ DAL NUOVO MEDIO EVO IN CUI SI STA INFILANDO, ED IL RINASCIMENTO SARÀ DEFINITIVO, FINALMENTE CON L APPROPRIAZIONE DELL ORGOGLIO DELL ITALIANITÀ, E LA DIFESA - ANCHE PERSONALE - DI TUTTE LE ESPRESSIONI DEL NOSTRO PAESE, PRIVATE O PUBBLICHE CHE SIANO Ed abbiamo sviluppato doti sovrastrutturali (visto che di struttura non avevamo niente): il senso del bello e del buono; - dall altra, l incapacità di sentire nostro quello che di fatto non lo è mai stato, cioè il nostro Paese, compresi tutti gli spazi fisici/territoriali che non facevano parte delle singole proprietà individuali. Conseguenza prima: gli Italiani hanno le più belle case del mondo - considerando gli interni, gli arredi e quant altro - e hanno le parti comuni del territorio del Paese completamente trascurate ( non sono mie, perché dovrei occuparmene? ). Ci si chiede come mai la Francia abbia il doppio di turismo internazionale rispetto all Italia. Ma come è possibile, si dice? Abbiamo il 75% delle opere classiche del mondo, le più belle città d arte, una natura fantastica, si mangia divinamente, Recentemente abbiamo fatto ricerche sul turismo internazionale in 20 Paesi del mondo, con particolare attenzione ai Paesi extra-europei. Ebbene, i motivi di preferenza dei Paesi a noi limitrofi (Francia e Germania, invece che Italia) risiedono nel fatto che traspare chiaramente che il territorio pubblico italiano è terra di nessuno: disordine, sporcizia, incuria, A fronte di giudizi - per Francia e Germania - di ordine, pulizia, decoro, cura, rispetto delle cose comuni. Il problema è che - sarà pure per problemi storici - non abbiamo senso di appartenenza, non c è il senso del Paese (forse non c è il Paese), non c è l orgoglio dell Italianità. E la prospettiva di una urbanizzazione progressiva, in logiche vecchie e solipsistiche, dove il baricentro di attenzione è sul business delle mega-aziende, e non sulla felicità della gente, non farà che rafforzare la nostra marginalità. La soluzione non può che essere quella prospettata in precedenza: le città devono trasformarsi seguendo la vera intelligenza. Fra le due smart cities è ovviamente la seconda, che è quella della vita, delle relazioni, del vivere assieme, della condivisione, della coesione. Allora l Italia uscirà dal nuovo medio evo in cui si sta infilando, ed il rinascimento sarà definitivo, finalmente con l appropriazione dell orgoglio dell Italianità, e la difesa - anche personale - di tutte le espressioni del nostro Paese, private o pubbliche che siano. Mettendo a disposizione un Italia perfetta, con tutte le sue 5A al massimo della salute: - se solo i nostri Governanti capissero che questo progetto per il nostro futuro è il migliore possibile 6, - se solo gli Italiani capissero che vivere bene e consentire anche agli altri (ospiti) di vivere ancora meglio, è la chance più interessante che si possa avere, non dovrebbe essere difficile distaccare di gran lunga tutti gli altri competitors nel turismo internazionale. Goethe scrisse il suo libro sul viaggio in Italia non subito dopo aver fatto il viaggio, ma dopo 30 anni, e dopo aver comparato l Italia con tutti gli altri Paesi. Ebbene: l Italia ha un mix di bellezze incomparabili! Nel 2015 avremo l EXPO a Milano. Fra l altro per lo straniero lontano - che non conosce l Italia ma è attratto - Milano rappresenta molto bene il baricentro dell attrattività dell Italia: perché Milano è Italia (e quindi è per definizione arte, territorio, alimentazione), ed è baricentrica dell Italia di cui spesso si parla a livello internazionale: abbigliamento/moda, ed arredamento/ design. Ed il visitatore che viene da lontano si convince a venire per l eccezionalità dell evento EXPO, ma di fatto poi la vera attrattività si chiama Italia, in tutte le sue magiche espressioni. Non abbiamo molto tempo davanti, ma è un trampolino di lancio troppo importante (l unico nel breve termine) perché ci possa scappare. 6 Perché l Italia possa uscire dalla stato di disagio in cui si trova deve fare affluire soldi dall estero: quindi deve esportare prodotti ed importare turismo. Tutta l industria italiana ha sempre esportato molto, a cominciare da quella manifatturiera. C è una parte di questa che è in competizione con Aziende di altri Paesi, mentre un altra parte che in competizione lo è molto di meno, perché ha vantaggi che altri non hanno: si è quasi in monopolio. In questa situazione - potenzialmente monopolistica - è tutta l offerta italiana delle 5A. Ha un enorme vantaggio sui competitors: l esclusività, il vantaggio culturale - che nessun altro Paese può avere - dell essere made in Italy. Questo consente una desiderabilità unica nei segmenti elitari dei nuovi Paesi affluenti. E consente premium price accettati molto interessanti. Qui non si è in competizione, perché si vende la nostra cultura. Attenzione, anche i prodotti dell indotto delle 5A non sono in competizione, pur appartenendo a settori differenti, ma pur sempre dell indotto. I telai per la lavorazione dei tessuti, piuttosto che i torchi per l estrazione dell olio di oliva (sono dei meri esempi) hanno grandissima attrattività, in quanto italiani. Nell essere made in Italy hanno quindi lo stesso vantaggio culturale. Così non è per tutti gli altri prodotti. Per tutti gli altri prodotti si è in competizione pura. E la competizione pura è una competizione di qualità e di prezzo. Situazione non facile, perché altri Paesi potrebbero essere avvantaggiati, soprattutto là dove il costo del lavoro è molto più contenuto che in Italia. Inoltre, qualità e prezzo sono il risultato di investimenti di ricerca per l innovazione del prodotto, e per l innovazione dei processi di produzione. E da questo punto di vista l Italia rischia di avere qualche problema, perché la struttura produttiva del nostro Paese è caratterizzata soprattutto da piccole dimensioni, e da finanza modesta. Mai demordere, e sempre cercare soluzioni: ma è certo che le aree delle 5A (e relativi indotti) hanno vantaggi immediati non individuabili altrove. Come trampolino di lancio sono di fatto insostituibili. > SOMMARIO

12 12 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Milano, Piazza Gae Aulenti

13 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 13 L ATTRATTIVITÀ DI MILANO con le sue molte identità da valorizzare Nel 2015 la città di Milano ospiterà l Expo, evento che secondo le stime più aggiornate porterà in città nei 6 mesi dell esposizione universale oltre 20 milioni di visitatori. Al successo di Expo e alle ricadute positive sulla città di Milano concorreranno due dimensioni tra loro correlate e complementari: 1. l immagine e dunque la forza attrattivadella città percepita da chi si prepara a programmare la visita; 2. la qualità dell esperienza che di Milano - della sua capacità di accoglienza, della sua offerta culturale e dei suoi servizi - faranno i visitatori, in particolare quelli provenienti dall estero. Come si colloca la città su queste dimensioni? Due recenti indagini consentono di fare il punto proprio sul posizionamento della città per questi due aspetti: l immagine proiettata all esterno e la qualità della vita quotidianamente sperimentata da chi vi risiede di Paolo Anselmi Nella prima indagine - condotta da GfK Eurisko nel novembre 2013 per conto di Expo è stato chiesto ad un campione rappresentativo di cittadini di 20 Paesi - Italiani inclusi - quale fosse la loro immagine della città di Milano. La ricerca ha fornito tre indicazioni di particolare interesse. La prima è che esiste ampio accordo tra Italiani e stranieri su quelle che sono le due caratteristiche che più delle altre definiscono l identità e l immagine della città. Milano è innanzitutto percepita come la città della moda e del design e come città internazionale. Nella rappresentazione sociale condivisa l identità competitiva di Milano si definisce dunque a partire dai due comparti produttivi che - insieme all alimentare - definiscono l eccellenza del Made in Italy e per la visibilità e il prestigio internazionale che fashion weeks e salone del mobile danno alla città che le ospita. Ma la corrispondenza tra l opinione espressa dagli Italiani e l opinione degli stranieri finisce qui. Infatti la seconda indicazione interessante fornita dalla ricerca è che l immagine che di Milano hanno i cittadini stranieri - gli Europei ed ancor più gli extra-europei - è decisamente più positiva e più ricca di quella che ne hanno gli Italiani. Lo scarto risulta particolarmente ampio su 4 item.

14 14 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Gli stranieri - assai più degli Italiani - considerano Milano una città elegante, una città d arte, una città dove si mangia bene e una città dove si vive bene. Queste 4 dimensioni corrispondono - è questa la terza indicazione significativa fornita dalla ricerca - ai 4 tratti positivi che le ricerche indicano essere a fondamento dell immagine positiva di cui gode l Italia all estero: la bellezza e l eleganza (che riguarda gli spazi privati e pubblici così come la qualità estetica dei prodotti), la ricchezza del patrimonio artistico e culturale, l eccellenza gastronomica e la buona qualità complessiva del vivere all italiana. Milano sembra dunque avvantaggiarsi agli occhi degli stranieri dell immagine complessiva del Bel Paese mentre per gli Italiani sono altre - in Italia - le città al top per la ricchezza del patrimonio d arte e di cultura, l eccellenza della tradizione gastronomica e la buona qualità del vivere. Ma è importante - anche in vista di Expo cogliere il potenziale implicito in questa combinazione - che solo Milano può esprimere - tra la qualità italiana tradizionale e i tratti della modernità, del dinamismo economico e dell apertura internazionale. Qui sta il tratto fortemente distintivo dell identità di Milano ed il suo più forte elemento di attrattività e di vantaggio competitivo. Un tratto che meriterebbe di essere adeguatamente valorizzato e comunicato per sviluppare un potenziale di attrattività verso l estero di cui oggi la stessa città sembra non essere pienamente consapevole. Milano ha un altro vantaggio importante rispetto al resto d Italia. Sembra soffrire meno - per un suo riconosciuto tratto di modernità e di efficienza - di quelli che sono i principali punti di debolezza della nostra accoglienza e offerta turistica: la qualità non eccellente dei servizi, la scarsità delle informazioni e la insufficiente sicurezza. Anche questo è un elemento che sarà importante comunicare - e poi confermare nell esperienza - nell immagine della città che verrà proposta agli 8 milioni di stranieri che si preparano a visitare Milano in occasione di Expo Con una particolare attenzione all unico punto debole che l indagine condotta per Expo ha fatto emergere come fortemente associato alla città soprattutto nella percezione degli Europei. Milano è percepita come una città molto costosa e questo è il tratto che più rischia di penalizzarla, frenando la sua attrattività nei confronti di quei segmenti che hanno un minore potenziale di spesa, in particolare dei giovani. Se questo è il profilo d immagine della città che si costruisce a partire dalla comunicazione mediatica e dal passaparola di chi l ha personalmente visitata, è interessante vedere - e risulta complementare rispetto alla immagine proiettata all esterno - quale è il giudizio che i cittadini milanesi danno della loro città. Un quadro accurato di questo punto di vista è offerto dall indagine che MeglioMilano - l associazione che da 25 anni è impegnata a predi- sporre studi e ad elaborare progetti per favorire il miglioramento della qualità urbana - ha affidato nel 2013 al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell Università di Milano Bicocca, diretto dal Prof. Giampaolo Nuvolati. L indagine di MeglioMilano è stata condotta su un ampio campione rappresentativo di residenti metropolitani : 9954 casi che consentono la lettura dei dati anche per i diversi quartieri cittadini. I risultati della ricerca fanno emergere un quadro caratterizzato da luci ed ombre dove accanto ad alcuni indiscutibili punti di forza non mancano criticità e debolezze. I dati mettono infatti in luce una forbice abbastanza ampia tra la qualità privata della vita dei milanesi (decisamente elevata) e la qualità pubblica (buona per alcuni aspetti, scadente per altri). Vediamo in dettaglio. Tutti gli indicatori di personal wellbeing ottengono valutazioni in larga prevalenza positive e decisamente superiori alle medie nazionali rilevate annualmente dall indagine Sinottica di GfK Eurisko. Particolarmente elevata risulta infatti la soddisfazione per la vita familiare, per la salute, per l abitazione, per i rapporti sociali (amicizie e conoscenze) e per il tempo libero. Più limitata risulta la soddisfazione per la propria attività lavorativa (decisamente insoddisfacente per il 25%) e - soprattutto - per le disponibilità economiche che - nel presente tempo di crisi - risultano problematiche per il 34% dei milanesi. MILANO È PERCEPITA COME UNA CITTÀ MOLTO COSTOSA E QUESTO È IL TRATTO CHE PIÙ RISCHIA DI PENALIZZARLA, FRENANDO LA SUA ATTRATTIVITÀ NEI CONFRONTI DI QUEI SEGMENTI CHE HANNO UN MINORE POTENZIALE DI SPESA, IN PARTICOLARE DEI GIOVANI

15 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 15 L IMMAGINE DELLA CITTÀ DI MILANO ITALIA PAESI EUROPEI PAESI EXTRAEUROPEI La città della moda Internazionale Centro dell economia italiana Una metropoli moderna Cara / costosa Caotica Efficiente Proiettata nel futuro Elegante Città d arte Città dove si vive bene Città dove si mangia bene Fonte: Indagine (2013) GfK Eurisko per Expo 2015 Le componenti pubbliche della qualità della vita mostrano un andamento differenziato. Particolarmente positivo e confortante risulta il giudizio sulla qualità dei trasporti pubblici considerati molto soddisfacenti dal 61% dei milanesi. Questo è un aspetto particolarmente rilevante ai fini di una buona qualità della vita quotidiana di coloro che vivono in una grande città perché la maggioranza delle attività - ad eccezione della spesa - vengono abitualmente svolte in un quartiere diverso da quello in cui si risiede. Solo una minoranza di milanesi (il 17%) lavora nel proprio quartiere di residenza e dunque non ha bisogno di utilizzare un mezzo di trasporto pubblico. Mentre la grande maggioranza (il 64%) deve raggiungere quotidianamente un altro quartiere e il 20% deve addirittura uscire dalla città per raggiungere il proprio luogo di lavoro. La positività di questo aspetto è confermata dai tempi di spostamento tra casa e ufficio o tra casa e scuola/università, tutto sommato abbastanza ridotti. Solo il 5% dei milanesi impiega più di un ora per raggiungere il proprio luogo di lavoro o di studio, il 30% tra mezz ora e un ora e la maggioranza (64%) meno di 30 minuti. Nell ambito pubblico vi sono altri due servizi che sono giudicati soddisfacenti da una larga maggioranza di milanesi: i servizi di base offerti dal Comune (62%) e le scuole (60%). Per il resto - a giudizio dei cittadini - vi sono ampie aree di miglioramento. È il caso del verde pubblico (soddisfacente per il 47%), dei servizi socio-sanitari (46%) e - soprattutto - delle strutture del tempo libero (32%), dell arredo urbano (26%), della sicurezza (24%), del traffico (21%) e dell inquinamento (16%). Sono queste - nella percezione dei milanesi - le vere criticità della città.

16 16 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 OLTRE ALLA DOMANDA DI MAGGIORE INFORMAZIONE LA RICHIESTA È CHE EXPO LASCI ALLA CITTÀ INFRASTRUTTURE UTILI E DUREVOLI, DIA UN CONTRIBUTO ALLO SVILUPPO E ALL OCCUPAZIONE E PRODUCA UN IMPATTO POSITIVO SULLA REPUTAZIONE INTERNAZIONALE DELLA CITTÀ Ed è preoccupante notare che gli aspetti giudicati meno soddisfacenti sono proprio quelli di cui fa personale esperienza anche un visitatore temporaneo e che dunque possono impattare negativamente sulla qualità complessiva dell esperienza di visita. ll dato più preoccupante messo in luce dall indagine di MeglioMilano è rappresentato dalla percezione di un peggioramento della qualità della vita nel corso degli ultimi anni. Questo giudizio risulta tuttavia differenziato tra la città LA SODDISFAZIONE DEI MILANESI PER ALCUNI ASPETTI DELLA CITTÀ / DEL QUARTIERE Servizi di base Trasporti pubblici Scuole nel suo complesso (è il 57% a denunciare un peggioramento della qualità della vita a Milano) e il proprio quartiere (dove è solo il 44% a rilevare uno scadimento). Richiesti di indicare i motivi di questo peggioramento i milanesi ne citano soprattutto tre: l aumento del costo della vita, la diminuzione della sicurezza e la scarsa offerta di spazi e contesti di intrattenimento dedicati ai giovani. Le aspettative più forti di miglioramento espresse dai cittadini milanesi riguardano le criticità sopra denunciate e dunque: - l aumento della sicurezza attraverso un più capillare presidio delle zone a rischio in particolare delle periferie; - la riduzione del traffico e dell inquinamento tramite l aumento delle piste ciclabili, il potenziamento del trasporto pubblico (in particolare nelle ore notturne e tra centro e periferia) e un maggiore rigore verso gli automobilisti (in particolare per quanto riguarda il rispetto dei limiti di velocità, delle strisce pedonali e delle regole di sosta); - l estensione e la maggior cura del verde pubblico soprattutto nelle zone periferiche e la prevenzione dell inquinamento acustico; - il miglioramento dell arredo urbano attraverso una maggiore pulizia delle aree abbandonate, la cura dei monumenti e la prevenzione dei graffiti. Verde pubblico Servizi sociosanitari Strutture tempo libero Arredo urbano Sicurezza Traffico Inquinamento Fonte: Indagine MeglioMilano Un ultima parte della ricerca di MeglioMilano è stata dedicata alle aspettative nei confronti di Expo 2015 per il quale quasi la metà dei Milanesi dichiara di non disporre ancora di informazioni sufficienti. Oltre alla domanda di maggiore informazione la richiesta è che Expo lasci alla città infrastrutture utili e durevoli, dia un contributo allo sviluppo e all occupazione e produca un impatto positivo sulla reputazione internazionale della città. La lettura incrociata dei risultati di queste due indagini suggerisce alcuni spunti utili per il futuro sviluppo della

17 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 17 COME È CAMBIATA LA QUALITÀ DELLA VITA RISPETTO A 5 ANNI FA NEL PROPRIO QUARTIERE Peggiorata Uguale A MILANO Migliorata Fonte: Indagine MeglioMilano città e in particolare per l accrescimento della sua attrattività e della sua reputazione nella prospettiva ormai imminente di Expo 2015 ma anche del dopo-expo: - Milano ha un potenziale attrattivo e turistico assai elevato che va molto aldilà del turismo di affari, congressuale e fieristico che oggi è prevalente ma che richiede una più decisa e coordinata attività di promozione e di comunicazione; - all attrattività di Milano concorrono componenti diverse e tra loro complementari (moda, design, arte, cultura, gastronomia, shopping ) che meritano di essere meglio comunicate all esterno ma anche all interno, rendendo i cittadini milanesi più consapevoli e orgogliosi delle eccellenze del proprio territorio e rafforzando il loro senso di appartenenza; - in prospettiva l identità di Milano è un identità molteplice che deve evitare il rischio di essere schiacciata su un unica dimensione (la città della moda e del design, la città degli affari, la città dello shopping ) e deve favorire il rafforzamento di quelle dimensioni che sappiamo essere trainanti per l attrattività del nostro Paese (arte, cultura, bellezza, gastronomia, piacevolezza del vivere ); - Milano deve liberarsi di due tratti di immagine che la hanno in parte connotata in un passato recente: l immagine di città chiusa e impaurita e l immagine di città lavoratrice frenetica; nello stesso tempo deve anche evitare di ridursi alla città dello shopping lussuoso secondo la percezione oggi dominante nella maggioranza dei nuovi turisti, in particolare di quelli provenienti dai Paesi emergenti; - la tensione al cambiamento e la capacità di immaginazione del futuro può divenire un tratto distintivo di Milano rispetto ad altre città italiane più statiche nella contemplazione del loro prestigioso passato: le trasformazioni urbanistiche e architettoniche in corso e le innovazioni infrastrutturali indotte da Expo possono rappresentare un espressione e un segnale efficace di questa evoluzione; - un impegno al miglioramento della qualità della vita urbana appare essenziale in particolare per quegli aspetti - trasporti pubblici, ambiente, sicurezza - che rappresentano una componente decisiva dell esperienza di visita per i turisti provenienti da altri Paesi (senza dimenticare una copertura totale e ben funzionante di wifi!); - infine Milano deve proporsi non solo come città accogliente per facoltosi businessmen e imprenditori ma come meta culturale e artistica attrattiva per le minoranze creative e i segmenti giovanili anche attraverso lo sviluppo di un adeguata offerta turistica (bed & breakfast, locande, osterie, pub ), al fine di equilibrare l immagine di destinazione elitaria e costosa anche nell ambito della ricettività alberghiera e della ristorazione. MILANO DEVE LIBERARSI DI DUE TRATTI DI IMMAGINE CHE LA HANNO IN PARTE CONNOTATA IN UN PASSATO RECENTE: L IMMAGINE DI CITTÀ CHIUSA E IMPAURITA E L IMMAGINE DI CITTÀ LAVORATRICE FRENETICA > SOMMARIO

18 18 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 Progetto F.I.C.O. Fabbrica Italiana Contadina, il grande Parco Agroalimentare di Bologna. Milano, Piazza Gae Aulenti

19 MARZO 2014 EURISKO SOCIAL TRENDS #120 GfK 19 CIBO Massima valorizzazione della filiera italiana e sfida allo spreco Sviluppo e ottimizzazione dell agroalimentare italiano grazie alla nascita di un inedito Parco, che dalla dotta e grassa Bologna dovrebbe conquistare il mondo. Lotta dura agli sprechi, a cominciare dai troppi alimenti stipati nei nostri frigoriferi. Così Andrea Segrè, professore universitario fattuale e concreto, offre nuovi spunti alla società italiana e cerca di diffondere una visione collettiva che punta sull Ecologia Economica, declinata al rispetto dell ambiente, della sostenibilità, dello spreco zero di Vitalba Paesano Chissà come riempie il carrello della spesa Andrea Segrè, Professore Ordinario di Politica Agraria Internazionale e Comparata e Presidente del Centro Agroalimentare di Bologna. Frequenta forse il supermercato sotto casa o allungherà fino a una cascina, nella ricca campagna bolognese? Sicuramente a breve il professore farà acquisti a F.I.CO, Fabbrica Italiana Contadina: metri quadri che racconteranno - nel 2015, è un must - l eccellenza agroalimentare italiana, passando dal raccolto alla produzione, alla degustazione e alla vendita dei sapori migliori di un made in Italy che è golosa consuetudine in casa nostra, ma che il mondo deve ancora pienamente scoprire. Come accade per Armani e la Ferrari. Il grande Parco Agroalimentare (il professore preferisce chiamarlo così) sarà la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell agroalimentare italiano, attraverso la ricostruzione delle principali filiere produttive (avrà, ma è solo un esempio, un campo di 500 mq di grano duro che sarà coltivato con la rotazione, un mulino per trasformare il grano in farina, un pastificio e un ristorante dove verrà servito il prodotto finito). Ci saranno aree di ristorazione ( mq), di didattica e ricerca (2.000 mq), di commercializzazione (9.300 mq). Il Polo produrrà almeno posti di lavoro: addetti diretti (fra ristorazione e commercializzazione) e posti ulteriori che si apriranno nell indotto: accoglienza, filiera agricola, trasporti e logistica, commercio e servizi. In vista del 2015 e dell Expo era arrivato il momento di trovare una casa stabile per custodire, raccontare e tramandare una delle risorse più vitali dell economia italiana: il cibo, spiega il professore convinto. I dati di Federalimentare gli danno ragione: nel 2013 un prodotto alimentare italiano su cinque è stato venduto all estero, e quasi il 40% delle imprese alimentari si è impegnato proficuamente sui mercati internazionali. Eppure L Italia fattura all estero solo 33 miliardi di euro; tutti gongolano per questa cifra. L Olanda, che è un piccolo Paese sommerso dal mare, che certo non produce i nostri pomodori, fattura il doppio di noi. C è qualcosa che non va. C è qualcosa che non va afferma Segrè con determinazione. Ecco perché il progetto F.I.CO deve diventare una sorta di laboratorio nazionale che ci aiuti a esportare meglio i prodotti agroalimentari. Sarà, dunque, un luogo immenso e gioioso, che permetterà di rappresentare l enogastronomia italiana dalla genesi alla fruizione, in una sequenza di alta suggestione: stalle, acquari, campi, orti, officine di produzione, laboratori, banchi serviti, grocery, ristoranti.

20 20 GfK EURISKO SOCIAL TRENDS #120 MARZO 2014 SICURAMENTE C È UN FILO CONDUTTORE MOLTO STRETTO TRA TUTTO QUELLO CHE HO FATTO SUL TEMA DELLO SPRECO DI CIBO E, ADESSO, L INIZIATIVA DEL PARCO AGROALIMENTARE, CHE PORTA ALLA VALORIZZAZIONE MASSIMA DEL CIBO Un vero e proprio itinerario della produzione e del gusto per apprezzare il cibo italiano nella sua eccellenza. Questi i dati, le cifre, le informazioni, ma il Parco rappresenta anche un progetto di risveglio italiano che può far riflettere molti altri. Vediamo insieme perché. Capacità fattuale, effetto trascinamento. Lei, professore, sembra uscire dal ruolo classico del docente universitario, tutto teoria e studio Provo sempre a verificare se le mie idee funzionano. Quelle che non si materializzano non sono idee reali. Nella mia attività accademica ho avuto una grande fortuna: ho potuto mettere in pratica quello che avevo intuito, visto, studiato. Sicuramente c è un filo conduttore molto stretto tra tutto quello che ho fatto sul tema dello spreco di cibo e, adesso, l iniziativa del Parco Agroalimentare, che porta alla valorizzazione massima del cibo. Combattere lo spreco di cibo (che vuol dire non dargli più valore, rottamarlo, sostituirlo, gettarlo via) e riuscire a valorizzarlo non solo dal punto di vista economico, ma sicuramente culturale, costituisce una continuità di pensiero. E la fortuna è quella di aver trovato partner diversi che con le loro specifiche competenze mi hanno aiutato a realizzare queste idee. Il Parco occuperà gli spazi del CAAB, il Centro Agroalimentare di Bologna, all interno del quale ci sono il mercato ortofrutticolo, una fra le maggiori strutture di distribuzione agroalimentare in Italia, ma anche i magazzini, le piattaforme logistiche, gli uffici e le strutture di supporto. Lei è riuscito a convincere tutti a trasferirsi in una struttura vicina, più piccola, per lasciare posto al Parco. Un impresa non da poco È stata la cosa più difficile, far capire questa necessità ai circa lavoratori che attualmente operano dentro il Centro Agroalimentare, anche perché vivono in un contesto molto difficile, soffrono la crisi attuale, che tocca anche questo tipo di consumo. Il progetto del Parco Agroalimentare in realtà è per loro. Ma farlo capire non è stato facile. La storia è presto detta: quando sono diventato presidente di CAAB (mi sono candidato io, mandando regolare curriculum, nessuno mi ha invitato a farlo) avevo due strade percorribili: o consideravo che era per gran parte spazio sprecato, costava troppo tenerlo aperto, e finivo per liquidare tutto (questa sarebbe stata una soluzione a medio periodo), oppure avrei dovuto rilanciarlo. Ho scelto questa seconda strada e ho cercato di far capire subito ai lavoratori del Centro che, trasferendosi in uno spazio di fatto a soli 150 metri, si sarebbero trovati in una struttura più piccola, più gestibile, meno costosa, più sostenibile, fatta apposta per loro. E avrebbero avuto parecchi vantaggi. Il primo tra tutti di essere loro il vero chilometro zero, i veri fornitori, del Parco Agroalimentare. L originalità del Progetto-Parco sta nel fatto che si vede sì la produzione e la trasformazione dei diversi prodotti; ma nell orto non si produrrà certo tutto il necessario per il consumo all interno del Parco stesso. Molti prodotti dovranno essere acquistati fuori, nelle immediate vicinanze. È stata una trattativa lunghissima, ma riuscita. Chiusa dopo sei mesi. Hanno capito che era una novità importante, sul piano economico, anche per loro. Questa sua capacità di far capire potrebbe essere applicata anche per spiegare realtà diverse? La realizzazione del Parco può costituire, insomma, un esempio su cui riflettere anche per dare il la ad altri tipi di realizzazioni? Il Parco Agroalimentare che raccoglie tutte le eccellenze della nostra produzione agroalimentare è un progetto unico. Per funzionare deve rimanere tale. Non mi piacerebbe che si replicasse da altre parti, ma non è neppure facile che questo succeda. È, però, un grande esempio di come si possa valorizzare un bene pubblico. Quanti capannoni vuoti, pubblici e privati, abbiamo oggi in Italia? Chi se li compera? Li vendiamo? Li smantelliamo? No. Noi abbiamo fatto un operazione fortissima, questa sì replicabile come idea. Abbiamo dato il via a un fondo immobiliare, destinato a investitori qualificati, e all interno di questo fondo abbiamo collocato un progetto forte, che è stato capace di ag-

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