Telerilevamento e dissesto idrogeologico stato dell arte e normativa

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1 Telerilevamento e dissesto idrogeologico stato dell arte e normativa Telerilevamento e rischio ambientale Remote Sensing and environmental hazard

2 Telerilevamento e dissesto idrogeologico Stato dell arte in Friuli Venezia Giulia Giancarlo Massari, Michele Potleca, Sara Zanolla Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Via Natisone 43, Palmanova - UD, Italia 111

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4 In seguito all evento sismico del 1976 la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia si è progressivamente dotata di strumenti legislativi e tecnici per la mitigazione del rischio, prevedendo la realizzazione di studi geologici a supporto della pianificazione, un catasto regionale dei fenomeni franosi integrato con le direttive nazionali, la realizzazione di opere di difesa e mitigazione nonché la gestione delle emergenze. Figura 1 Carta dei dissesti presso la frazione di Cucco, Comune di Malborghetto (UD), antecedente all agosto Perimetrazione effettuata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale dell ambiente e dei lavori pubblici, Servizio geologico e dall Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione. La normativa nazionale in materia, emanata negli anni successivi, ha ulteriormente esteso ed integrato l impegno in questo campo. La mitigazione del rischio idrogeologico interessa perciò oggi diverse Amministrazioni: - I bacini di importanza nazionale dell Isonzo, Tagliamento e Livenza sono di competenza dell Autorità di Bacino dei Fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta- Bacchiglione, con sede a Venezia; - Il bacino del Lemene, completamente pianeggiante, è di competenza dell Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Lemene, attualmente individuata nella Regione del Veneto; - I bacini regionali scolanti nella Laguna di Grado e Marano, il settore carsico ed il bacino del Torrente Slizza, afferente nel Bacino danubiano, sono di competenza dell Autorità di Bacino Regionale; - L inventario dei fenomeni franosi italiani (IFFI) promosso 113

5 dall APAT è gestito dal Servizio Geologico della Direzione centrale dell ambiente e dei lavori pubblici; - Il controllo dei dissesti minori in ambiente montano, le sistemazioni idraulico-forestali e la prevenzione valanghiva sono di competenza del Servizio territorio montano e manutenzioni della Direzione centrale delle risorse agricole, naturali, forestali e montagna; - La gestione delle emergenze idrogeologiche, il monitoraggio dei dissesti in atto, le sistemazioni idrogeologiche con carattere d urgenza ed il rilievo dei danni a seguito di eventi avversi sono di competenza della Protezione Civile della Regione. Gli strumenti a disposizione delle Amministrazioni, realizzati in epoche diverse e con metodi tradizionali (rilievo sul terreno, fotointerpretazione classica), sono tenuti costantemente aggiornati anche con l ausilio del telerilevamento. Un esempio dell applicazione delle nuove tecnologie a supporto dei processi decisionali è avvenuto in occasione dell evento alluvionale del 29 agosto 2003, quando il settore nord-orientale della Regione, ricadente nel bacino di interesse nazionale del Tagliamento, fu interessato da violente precipitazioni meteoriche, con oltre 350 mm di pioggia caduti in sole tre ore. Queste provocarono l esondazione di molti corsi d acqua, colate detritiche, allagamenti e fenomeni erosivi, causando gravi danni a popolazione ed infrastrutture, interrompendo le normali attività per parecchi giorni ed inducendo a massicci interventi la Protezione Civile della Regione. Figura 2 Abitazione interessata da una colata detritica nella frazione di Cucco, Comune di Malborghetto (UD). 114

6 Per la migliore valutazione dei dissesti, per la tutela delle popolazioni e per il futuro ripristino delle normali condizioni di sicurezza fu immediatamente costituito un team di tecnici per l individuazione, il riconoscimento e la perimetrazione dei dissesti geologici ed idraulici, utilizzando: - Ortofoto digitali ad alta risoluzione da elicottero riprese nei tre giorni successivi all evento, concentrando i rilievi nei fondovalle, dove è più rilevante la presenza antropica, degli edifici e delle infrastrutture, per un totale di 493 fotogrammi, georiferiti in coordinate Gauss-Boaga, con risoluzione superiore ai 20 cm; - Rilievo laser scan da elicottero con risoluzione di oltre 1 punto per m 2 ; - Ortofoto della Compagnia Generale Riprese di Parma, eseguite nei due mesi successivi e restituite in forma digitale con risoluzione di 50 cm; - Immagini fotografiche eseguite dai tecnici della Regione, dell ANAS, delle Ferrovie dello Stato e dai volontari di protezione civile, con oltre scatti ordinati ed archiviati in formato digitale. - Rilievi della Direzione regionale delle risorse agricole, naturali e forestali, eseguiti con sopralluoghi di squadre in zone montane; - Rilievi di campagna eseguiti dal team di tecnici. Tutti i dati sono stati integrati nativamente in un GIS essenziale non solo per l individuazione e la perimetrazione dei dissesti geologici ed idraulici ma anche per la successiva opera di pianificazione e controllo. Figura 3 Carta dei dissesti presso la frazione di Cucco, Comune di Malborghetto (UD). In azzurro sono evidenziati i dissesti attivati in occasione dell alluvione del 29 agosto Perimetrazione effettuata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Protezione Civile della Regione. 115

7 La completa mappatura delle aree di rischio, al fine di rendere attuativo quanto disposto dall Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 3309/2003, ha quindi portato al censimento di ben 1108 nuovi fenomeni franosi ed eventi alluvionali distribuiti in circa 17 km 2, nonché delle aree a dissesto idraulico prevalente in circa 11 km 2, nei sette Comuni colpiti. La nuova perimetrazione dei dissesti ed il censimento delle opere di difesa realizzate successivamente all evento sono in via di integrazione nel catasto dei dissesti idrogeologici della Regione. Figura 4 Carta dei dissesti presso la frazione di Cucco, Comune di Malborghetto (UD), aggiornata al giugno Perimetrazione effettuata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale dell ambiente e dei lavori pubblici, Servizio geologico, dall Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave e Brenta-Bacchiglione e dalla Protezione Civile della Regione. 116

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