A cura de del Dr. Pietro Literio (Mail: METTERSI IN PROPRIO

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1 METTERSI IN PROPRIO 1. L IMPRENDITORE e sue DEFINIZIONI. In Italia viene definito Imprenditore, a norma dell'articolo 2082 del Codice Civile: chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Articolo 2083: Piccoli imprenditori. Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia. Il codice civile parla e definisce l "imprenditore" e non l Impresa che è invece il frutto dell'attività dell'imprenditore (Definizione Giuridica). OPPURE: L imprenditore è colui che è capace di trasformare un idea in un progetto concreto (Definizione pratica)

2 2. LE RISORSE NECESSARIE PER METTERSI IN PROPRIO: A) LA MOTIVAZIONE AD INTRAPRENDERE. B) LE CARATTERISTICHE PERSONALI. C) LE CONOSCENZE (e le Fonti per Acquisirle).

3 A) LA MOTIVAZIONE AD INTRAPRENDERE: Ecco le più importanti SPINTE (MOTIVI) ad intraprendere per un Autoanalisi: Crearsi un Opportunità di Lavoro e di Reddito Migliorare la propria situazione Professionale Essere padroni di Se Stessi Crearsi un lavoro su Misura delle proprie Esigenze Utilizzare Risorse che già si Possiedono Trasformare un proprio Interesse in Opportunità di Guadagno Proseguire l Attività di Famiglia Soddisfare le proprie Pulsioni Ludiche (di Gioco/Divertimento) Altre Motivazioni

4 B) L IMPRENDITORE: LE SUE CARATTERISTICHE PRINCIPALI Innanzitutto, non bisogna credere o pensare che l Imprenditore sia una sorta di Superuomo con attitudini e capacità non comuni. In realtà, le caratteristiche e le capacità FONDAMENTALI per avviare e gestire un Iniziativa di Successo sono meno di quanto si crede, una volta data per scontata la Motivazione ad Intraprendere.

5 Ecco le Caratteristiche Personali di base o più importanti che un imprenditore dovrebbe avere (a cui si possono aggiungere altre, in più): AMORE PER IL RISCHIO CAPACITA DI ANALISI CAPACITA DI REPERIRE CONSIGLI FIUTO INTUIZIONE IMPRENDITIVITA CONSAPEVOLEZZA DEI PROPRI LIMITI CAPACITA DI DELEGARE LEADERSHIP OTTIMISMO PAZIENZA CAPACITA DI NEGOZIARE DIPLOMAZIA CURIOSITA AVERE UNA GRANDE DETERMINAZIONE INTERIORE (l Autoefficacia) ALTRE CARATTERISTICHE

6 C. LE CONOSCENZE DELL IMPRENDITORE (E LE FONTI PER ACQUISIRLE) Un Imprenditore ha bisogno di solide conoscenze GENERALI e SPECIFICHE e una grande padronanza del settore in cui opera, per sapere quali sono le tendenze in atto del Mercato e per non lasciarsi cogliere di sorpresa di fronte alle sue future evoluzioni. Le Conoscenze specifiche può reperirle avvalendosi della collaborazione di Consulenti fidati a cui richiedere le informazioni e i consigli di cui necessita di volta in volta. Infatti, la stragrande maggioranza degli Imprenditori, pur vantando notevoli esperienze nel settore in cui opera, continua ad investire buona parte del proprio tempo nell acquisizione di informazioni sempre nuove: l aggiornamento è sempre fonte di vantaggi competitivi. Ecco le FONTI DI INFORMAZIONE utilizzate più comunemente da un imprenditore deve avere (a cui si possono aggiungere altre, in più): FORNITORI GLI ALTRI OPERATORI DEL SETTORE I SALONI, LE FIERE E LE MOSTRE SPECIALIZZATE I LIBRI E I MANUALI INTERNET I CORSI DI AGGIORNAMENTO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA LE RIVISTE SPECIALIZZATE

7 3. L ANALISI E VALUTAZIONE DEI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA E L ATTRATTIVITA DI UNA ATTIVITA IMPRENDITORIALE (Parametri/Fattori Oggettivi e Soggettivi). Non esistono in assoluto Idee Imprenditoriali in grado di garantire il successo o destinate a un sicuro fallimento, considerando anche come il CONTESTO ECONOMICO E SOCIO-CULTURALE in cui si inserisce l attività stessa ne condiziona l avvio e l andamento (ad es. certe attività possono maggiormente riuscire in certe aree d Italia e meno in altre aree). Tuttavia, è possibile ed utile fare una VALUTAZIONE GENERALE DEI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA (Parametri OGGETTIVI) per considerare i possibili rischi di insuccesso dell attività da intraprendere con maggior senso critico, in fase di stesura del Business Plan. L Analisi e Valutazione dei Punti di Forza e di Debolezza (Parametri Oggettivi) non incide invece sull ATTRATTIVITA DEL BUSINESS per chi lo crea, perché quest ultimo è un PARAMETRO SOGGETTIVO, poiché dipende dagli Obiettivi, valori ed interessi Personali. Tali parametri chiaramente possono ed è auspicabile che vengano arricchiti dall Aspirante Imprenditore in fase di analisi e stesura.

8 A: I PRINCIPALI PUNTI DI FORZA di una Attività che favoriscono il Successo. MERCATO IN ESPANSIONE (es. vendita e negozi on line) NETTA PREPONDERANZA DEI COSTI VARIABILI (e non dei Costi Fissi). Per costi variabili si intendono tutti quei costi che dipendono strettamente dal livello produttivo. Si pensi al caso in cui un'azienda utilizzi due fattori produttivi (ad esempio, gli ingredienti utilizzati per preparare pasticcini e i macchinari che preparano i dolci): appare immediato che il costo degli ingredienti varia a seconda della quantità di ingredienti utilizzati. Appare invece evidente che il macchinario utilizzato dall'azienda pasticciera, una volta acquistato, ha lo stesso costo sia che si producano pasticcini sia che non si produca alcunché. Ad esempio: Per un Autotrasportatore i costi variabili riguardano le Spese di Carburante, i Pedaggi Autostradali e la Manutenzione dei Mezzi. N.B. Maggiore è la preponderanza dei COSTI VARIABILI minori sono i rischi di Indebitamento per la copertura dei costi di gestione dell Attività. INIZIATIVA DA AVVIARE IN MANIERA GRADUALE (limitando al minimo i costi di investimento iniziali) CLIENTELA PONTENZIALMENTE FEDELE ELEVATI MARGINI DI GUADAGNO CONTENUTA ESPOSIZIONE FINANZIARIA (ridotta possibilità di indebitamento) BUONA LOCALIZZAZIONE DELL ATTIVITA (la visibilità, la raggiungibilità, ecc.) ALTRI PUNTI DI FORZA:

9 B: I PRINCIPALI PUNTI DI DEBOLEZZA di una Attività che Favoriscono l Insuccesso. SEGMENTI DI CLIENTELA POTENZIALMENTE DIFFICILMENTE RAGGIUNGIBILI (ad es. con il Marketing diretto come Mail, Fax, Telemarketing, ecc.) e che ne aumentano i costi perché richiedono strumenti promozionali ad Ampio Raggio. LENTA PENETRAZIONE NEL MERCATO DI RIFERIMENTO (ad es. nei servizi di Consulenza dove e se l acquisizione dei clienti e fortemente legato al passaparola) RAPIDA OBSOLESCENZA DELLE ATTREZZATURE DA UTILIZZARE INIZIATIVA PARTICOLARMENTE ORIGINALE. Contrariamente a quanto si pensi è più un limite, non in senso assoluto, perché rischia di non avere mercato ma soprattutto perché a livello di comunicazione promozione va sostenuta più di qualunque altra Iniziativa con investimenti di tempo e di denaro (da valutarne l entità). Inoltre, quando poi l attività è conosciuta e inizia funzionare e molto facile che venga imitata, avvantaggiandosi i nuovi Imitatori del terreno reso già fertile da chi ha iniziato. STAGIONALITA DELL INIZIATIVA/ATTIVITA IMPRENDITORIALE (ad es. le Gelaterie) ATTIVITA MONOCLIENTE (ad es. Aziende di Subfornitura che lavorano per un solo cliente/committente) ALTRI PUNTI DI DEBOLEZZA: ALTRI PUNTI DI DEBOLEZZA:

10 MOLTI PUNTI DI DEBOLEZZA POSSONO ESSERE TROVATI NEL CONTRARIO DEI PUNTI DI FORZA. Inoltre, Analizzare i Punti o Fattori di Debolezza che possono compromettere la riuscita di un iniziativa imprenditoriale serve a ridurne l impatto e a trovare Soluzioni per superarli.

11 C. L ATTRATTIVITA DI UN ATTIVITA PER L IMPRENDITORE (Parametri Soggettivi). L attrattività di un attività consiste negli aspetti SOGGETTIVI che la rendono appettibile/attraente a un imprenditore (o aspirante imprenditore). Si tratta principalmente di COMPONENTI EMOTIVE, MOTIVAZIONALI E VALORIALI dell Individuo (e per questo SOGGETTIVI) che proprio non sono condizionate (se non relativamente) dai parametri OGGETTIVI (fattori di forza o di debolezza di una idea imprenditoriale) prima esaminati. Infatti, si tratta di componenti che al di là di ogni valutazione economico-finanziaria inducono l aspirante imprenditore ad avviare comunque l attività. Tuttavia possono essere Individuati proprio per la loro importanza decisionale.

12 ECCO DI SEGUITO LE ATTRATTIVITA E COMPONENTI SOGGETTIVE PRINCIPALI E PIÙ DIFFUSE: OPPORTUNITA DI LAVORARE DA CASA OPPORTUNITA DI LAVORARE CON RITMI PIU CONSONI/ADATTI ALLE PROPRIE ESIGENZE FORTE INTERESSE DELL ASPIRANTE IMPRENDITORE PER L INIZIATIVA ( Innamoramento per l attività) POSSIBILITA DI CREARE OPPORTUNITA DI LAVORO PER I PROPRI FAMILIARI (ad. Es. Attività del settore balneare, ristorazione, agricoltura). OPPORTUNITA DI SFRUTTARE RISORSE CHE GIA SI POSSIEDONO (ad. Es. terreni di famiglia, un abitazione, ecc.). OPPORTUNITA DI CREARSI UN OCCASIONE DI REDDITO E GUADAGNARE ALTRI ASPETTI. ALTRI ASPETTI.

13 4. L IDEA IMPRENDITORIALE: Il primo elemento indispensabile per mettersi in proprio è avere l idea imprenditoriale. È possibile disporre già in partenza di idee precise sull attività da svolgere, oppure la nuova impresa può nascere dalla propria esperienza personale e/o professionale e/o da un intuizione legata ai nuovi sviluppi tecnologici o all espansione della domanda di un prodotto o di un servizio. Riuscire a trovare l idea è sicuramente la prima difficoltà che l imprenditore deve affrontare. Non esiste un percorso prestabilito per giungere alla scelta dell idea imprenditoriale.

14 Di seguito proponiamo ALCUNI SUGGERIMENTI CHE POSSONO AIUTARE A TROVARE UN IDEA IMPRENDITORIALE: Osservare il mercato: leggendo giornali (ad es. Il Sole 24 Ore ; Italia Oggi, ecc.) e pubblicazioni specifiche (locali e non) si traggono informazioni sull economia locale, nazionale ed internazionale in modo da ottenere informazioni sull andamento dei diversi settori e sulle possibilità di espansione o contrazione. Osservare gli altri: la scelta dell idea può nascere dall assenza o scarsità di concorrenti in un determinato settore o prodotto. Le passioni personali: i propri hobbies possono trasformarsi in un lavoro redditizio quando si intravede la possibilità di soddisfare un bisogno collettivo; potremmo possedere delle competenze che sottovalutiamo e che possono facilmente trasformarsi in un attività. L ambiente di lavoro: lavorare come dipendente per una piccola o grande impresa offre la possibilità di conoscere il mercato in un campo specifico e capire che cosa può essere migliorato, chi sono i clienti, i concorrenti e le possibilità di sviluppo. Usare idee già sviluppate da altri: è necessario che la propria idea sia per forza innovativa? La risposta è no: l importante è che sia chiara e realizzabile.

15 5. LE PRINCIPALI MODALITÀ PER METTERSI IN PROPRIO Esistono in realtà tre possibili categorie di imprese a cui la nostra idea può essere applicata: 1. NUOVA IMPRESA. 2. ACQUISIZIONE DI UN IMPRESA GIÀ ESISTENTE. 3. AVVIO DI UN IMPRESA IN FRANCHISING.

16 6. LA SCELTA DELLA STRUTTURA E FORMA GIURIDICA. Trovata l idea, è necessario passare ai fatti: bisogna necessariamente PRENDERE ALCUNE DECISIONI SULLA SUA STRUTTURA E FORMA GIURIDICA ed avviare una serie di adempimenti fiscali ed amministrativi. PRIMA DI TUTTO PERÒ È NECESSARIO DECIDERE SE SI LAVORERÀ DA SOLI (AZIENDA INDIVIDUALE) OPPURE CON ALTRE PERSONE, costituendo una società.

17 La scelta della Forma Giuridica più Adatta viene fatta tenendo in considerazione i seguenti Elementi principali: i costi di gestione che il tipo di azienda scelta richiede. i maggiori o minori adempimenti amministrativi e fiscali da svolgere durante la vita dell azienda. il tipo di responsabilità patrimoniale (cioè se si decide di assumere completamente il rischio d impresa o limitare la responsabilità ad una parte del proprio patrimonio). la struttura fiscale scelta che comporta diversi tipi di tassazione dei redditi ed il tipo ed entità di finanziamenti che l azienda prevede di utilizzare nella fase di start-up (fase di avvio dell impresa).

18 7. GLI ADEMPIMENTI FISCALI E AMMINISTRATIVI. Trovata l idea imprenditoriale e la forma giuridica, bisogna avviare una serie di adempimenti fiscali ed amministrativi. LA COMUNICAZIONE UNICA DI IMPRESA La Comunicazione Unica permette di assolvere tutti gli adempimenti amministrativi, fiscali, previdenziali ed assicurativi necessari all'avvio di un'attività imprenditoriale e quelli da effettuare successivamente in caso di modifiche o cancellazione dell impresa. La Comunicazione Unica corrisponde ad una singola pratica digitale. Sito Internet:

19 8. IL BUSINESS PLAN. a. Che Cos è il Business Plan? Il Business Plan o Progetto/Piano d Impresa o Piano di Fattibilità è un documento scritto dall aspirante imprenditore (da solo e/o guidato con l aiuto di un Consulente) con l obiettivo di verificare la realizzabilità della propria idea di impresa. In un buon Business Plan convergono Informazioni di Mercato, Analisi del Settore in cui si vuole Operare (Mercato) e Valutazioni Economiche e Finanziarie.

20 Non bisogna dimenticare che il Business Plan e un LAVORO IN DIVENIRE : via via arricchito da conferme e ampliamenti derivanti da nuove informazioni e dalle riflessioni/analisi dell aspirante imprenditore.

21 b. Le Tre FASI del Business Plan (intrecciate tra loro): RICERCA (come la fase di Ascolto ): stendere il Business Plan significa effettuare una ricerca continua di Dati e Informazioni e opinioni. ANALISI: stendere il Business Plan significa saper leggere le informazioni e dati raccolti. E qui utile l apporto di un esperto del settore o di un consulente. STRATEGIE: raccolte e analizzate le informazioni necessarie, è il momento di definire come avviare strategicamente (scelte operative) la propria attività (Successo) e come farla rimanere sul mercato in buona salute (Mantenimento) proprio attraverso la redazione del business Plan. Ad esempio: non basta descrivere l Agriturismo che si vuol avviare ma bisogna in questo caso scegliere i servizi da offrire ed elencare le strategie commerciali che possono determinare o meno il successo dell Iniziativa.

22 c. A Che cosa serve il Business Plan? Innanzitutto serve all aspirante imprenditore a decidere con più consapevolezza se avviare l attività o se non ci sono le condizioni per farlo.

23 Ecco di seguito i principali Obiettivi che si raggiungono realizzando un buon Business Plan: VALUTARE IL GRADO DI RISCHIO (connesso all avvio dell attività). I rischi possono essere Economici (eccessivi costi di investimento) o non Economici (ad es. impegno di tempo eccessivo per la persona). Tuttavia, l aspirante imprenditore può decidere comunque di correre consapevolmente un rischio. PRESENTARSI a banche e finanziatori e/o altri Soci per convincerli della Validità del suo Business e convincerli a finanziare/partecipare. Ciò è importante soprattutto per i giovani imprenditori e/o alla prima esperienza. Tutti gli istituti di Credito chiedono di avere dati e informazioni prima di erogare anche un semplice fido. OTTENERE FINANZIAMENTI/CONTRIBUTI PUBBLICI. Non è possibile inoltrare domanda per ottenere un finanziamento agevolato o contributo a fondo perduto se non si presenta anche il Business Plan della propria attività, di solito seguendo una loro traccia o modello già indicati e proposti. GESTIRE MEGLIO L ATTIVITA. Essendo un piano preventivo (linea di partenza e di previsione), il Business Plan può essere continuamente riutilizzato per verificare l andamento dell attività e fare confronti quindi con l andamento effettivo dell azienda e verificare così se le previsioni sono state azzeccate, e se ci sono scostamenti apportare i giusti correttivi.

24 d. Le Resistenze a Scrivere un Business Plan. Spesso il cammino di chi intraprende un attività è quello più breve: passare direttamente dall idea all avvio dell attività. Il cammino è più breve ma rischioso.

25 Ecco i principali Ostacoli/Resistenze che spesso scoraggiano l aspirante imprenditore dal non redigere il Business Plan : E necessario troppo tempo. E tutto già chiaro. C è fretta di partire. E impossibile trovare le informazioni necessarie. E un compito da affidare a un consulente.

26 e. Le Caratteristiche del Business Plan: Ecco i fondamentali Aspetti di Contenuto e Formali che dovrebbe avere un Business Plan : SINTETICO (ma Esaustivo). E chiaro che il business Plan PUÒ AVERE DIMENSIONI VARIABILI. Accade anche che un progetto presenti una parte più sviluppata di un altra (ad es. in alcuni casi è necessario dare più spazio alla descrizioni dei canali distributivi che ai costi). Il progetto inoltre va adattato a chi lo leggerà. Quindi può essere utile scrivere versioni differenziate del Piano. Infine, può essere utile una versione sintetica/ridotta del Piano non superiore a 8/10 pagine, anche se di solito la lunghezza si attesta in media tra le 50 e 60 pagine, esclusi eventuali allegati. FACILMENTE LEGGIBILE. E utile esaltare gli aspetti visivi del piano, con Schemi, Grafici, Foto oltre a una veste grafica e impaginazione semplici, senza eccessi estetici.

27 REALISTICO. Il business plan deve essere VERITIERIO, anche se sembra scontato o superfluo dirlo. REDATTO DA SOLI O CON IL CONSULENTE? Affidarsi ad un consulente specializzato in creazione di impresa (che non sia necessariamente il Commercialista, anche ricercato presso le associazioni di categoria) è un aiuto notevole ma è sempre l aspirante imprenditore in prima persona che deve compilare il piano, imparando casomai dal consulente un metodo piuttosto che delegarlo pienamente alla stesura del piano. Il consulente deve essere utilizzato come GUIDA e interlocutore senza sostituirsi all aspirante imprenditore stesso.

28 f. Chi deve Leggere il Business Plan? Il primo lettore è l aspirante imprenditore stesso, il primo da convincere per rendersi conto di quanti sono ancora i punti oscuri che solo la stesura del piano può chiarire. Infatti, si cade spesso nel tranello o autoinganno di pensare di avere tutto già chiaro in testa sullo sviluppo della propria attività. Chiaramente, un nuovo aspirante socio o responsabile degli Istituti di Credito sono altre persone che possono leggere il progetto d Impresa.

29 g. I CONTENUTI del Business Plan : Dal momento che il progetto di impresa dovrebbe convincere chi legge della realizzabilità dell idea, della possibilità di trasformare un intuizione in un attività di successo, è consigliabile impostarlo seguendo uno schema costituito da CAPITOLI E PARAGRAFI (ARGOMENTI): PRESENTAZIONE DELLA COMPAGINE SOCIALE E DELL ATTIVITA. DESCRIZIONE DEI SERVIZI O DEI PRODOTTI DA OFFRIRE. ANALISI E QUANTIFICAZIONE DEL MERCATO. INDIVIDUAZIONE DEI SEGMENTI DI MERCATO. ANALISI DELLA CONCORRENZA. STRATEGIE DI MARKETING. DESCRIZIONE DELL ORGANIZZAZIONE DELL ATTIVITA. PIANO DEGLI INVESTIMENTI IN AVVIO. CONTO ECONOMICO REVISIONALE. ALLEGATI.

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