MESSAGGERO VENETO giovedì 7 novembre. Indice articoli

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1 MESSAGGERO VENETO giovedì 7 novembre (Gli articoli della presente rassegna, dedicata esclusivamente ad argomenti di carattere economico e sindacale, sono scaricati dal sito internet del quotidiano. La Cgil Fvg declina ogni responsabilità per i loro contenuti) Indice articoli REGIONE (pag. 2) Banda larga per tutti, gestione senza gara (2 articoli) In Finanziaria quasi 178 milioni in meno ECONOMIA (pag. 5) «Riforme necessarie e scelte coraggiose per salvare il paese» (2 articoli) Si apre uno spiraglio per la Palini e Bertoli UDINE (pag. 7) Terzo lavoratore reintegrato dal giudice alla Dm Elektron Abs conferma: via ai lavori anti-crisi PORDENONE (pag. 8) Electrolux, creato il fronte dei sindaci (4 articoli) La Dante Nosella vuole l Ideal Standard C è il piano anti-crisi, mancano i soldi

2 REGIONE Banda larga per tutti, gestione senza gara di Renato D Argenio wudine Marzo 2005: la giunta Illy annuncia l avvio del progetto Ermes. L allora assessore Lodovico Sonego assicura fibra ottica in tutta la regione in dieci anni. Da una costola di Insiel, e grazie a un accordo con Telecom, nasce la società Mercurio che per la fase 1 può contare su 50 milioni. Aprile 2007: Mercurio accorcia i tempi e pronostica fibra ottica in Fvg entro il Oggi Mercurio non esiste più: è stata chiusa nel 2008 l accordo con Telecom non ha dato i frutti auspicati e mentre una fetta importante di Fvg aspetta ancora la fibra ottica (vedi tabella qui a fianco), l attuale presidente di Insiel, Sergio Brischi annuncia la chiusura dell operazione Ermes a fine Il futuro di Insiel, la crescita della spa informatica regionale, in effetti, si gioca anche su questa scommessa, così come sulla capacità di gestire e realizzare servizi innovativi, di ridurre i costi, per alcuni, anche i 717 dipendenti. Tutti temi che il presidente Sergio Brischi conosce bene e che è disposto ad affrontare a patto che si punti a crescere non a distruggere. Cominciamo dai dipendenti: 717. Lombardia Informatica ne nonarriva a 300, Datasiel (Liguria) a 400, solo il Piemonte ci supera con «Tutto dipende da quanti servizi eroga ogni società. Insiel oltre 500, dall analisi delle attività dell amministrazione regionale a quelle locali, alla sanità; dal 118 alla tessera della benzina agevolata; dall ammodernamento della pubblica amministrazione alla banda larga. Acquistiamo sul mercato e poi integriamo e sviluppiamo un servizio per metterlo a disposizione del sistema regione, realizzando per conto della pubblica amministrazione una significativa economia di scala: se ciascun ente dovesse ricorrere singolarmente al mercato, la spesa pubblica sarebbe molto maggiore. Con oltre 500 servizi le 700 persone finiscono quasi per risultare insufficienti se li vogliamo gestire in modo efficiente». Resta il fatto, come certifica il bilancio 2012, che siete impegnati a ridurre i costi, anche del personale. «In quel bilancio emergono sostanzialmente due indirizzi strategici che i vertici (la Regione) ha dato all azienda. Prima di tutto, appunto, il contenimento dei costi e, come si intravvede dai dati i costi esterni si sono ridotti del 6,4%. Siamo, poi, intervenuti sui costi strutturali che riguardano, in particolar modo quelli legati al lavoro, tanto è vero che i dipendenti sono scesi da 728 a 717 a dicembre 2012 e a oggi a 697 e questo anche in funzione dell attuazione di accordi di mobilità siglati con i sindacati per il ringiovanimento degli organici». Secondo indirizzo? «Non privilegiamo il profitto. Una società in house deve privilegiare, invece, l efficacia dei servizi (e qui torniamo al numero dei dipendenti) resi alla pubblica amministrazione, al cittadino e alle imprese. Certo l azienda ha come obiettivo l equilibrio del conto economico, ma certamente non la massimizzazione del profitto». Efficacia e innovazione per Insiel e cittadini vanno a braccetto con fibra ottica. Nel 2005, i dieci anni previsti per realizzare Ermes sembravano un tempo accettabile; in realtà il mondo e le tecnologie corrono molto più velocemente delle possibilità economiche e burocratiche del nostro Paese. Cosa fa Insiel per tenere il passo? «Da quando sono tornato in Insiel ho impresso un accelerazione al cambiamento: l azienda si deve trasformare da macchina di gestione dei servizi della Pa in soggetto attivo per l innovazione del territorio. Progettualità, quindi, e un esempio di come l Insiel possa concorrere all innovazione del territorio è la realizzazione del progetto Ermes per la banda larga». Che, quindi, quando sarà ultimato? «Il prossimo anno. In questo mandato abbiamo impresso un oggettiva accelerazione al progetto; accelerazione documentata dai numeri. Avevamo, fin dall origine, 130 milioni per realizzare la struttura: abbiamo posato 962 chilometri di cavo con 144 fibre; abbiamo in esecuzione 376 chilometri e messo in gara altri 297 chilometri. In tutto chilometri di dorsale. Nonostante la burocrazia non aiuti per le molte autorizzazioni da ottenere per gli scavi, nel 2014 avremo ultimato l intervento, ma la vera novità non è questa». E quale? «Assieme alle associazioni degli Industriali, abbiamo predisposto un regolamento già promosso dalla Regione che ci consentirà di rendere disponibili da subito le parti di fibra già posate. Il regolamento, che vorremmo diventasse attuativo entro l anno, ci consente di evitare la gara per la gestione della rete grazie a un listino prezzi in base al quale la Regione, attraverso

3 Insiel, mette a disposizione degli operatori privati le tratte di fibra pronti e siccome il cavo contiene 144 fibre sovrabbondanti per la Pa possono essere disponibili agli operatori. Questo coinvestimento genererà una maggior concorrenza tra operatori sul territorio regionale e la maggiore concorrenza porta a tariffe più competitive sia per il cittadino sia per l impresa». Avete fatto qualche indagine di mercato «Sono stati contattati 12 operatori, 7 nazionali e 5 regionali: tutti hanno manifestato interesse a coinvestire e nella crisi in cui si trova il Paese non se ne esce senza investimenti. In questo modo se ne possono innescarne diversi». La Regione pensa a ridurre il cda di Insiel e con lo spoils system lei potrebbe interrompere la sua avventura... «Dico solo due cose: lo spoils system qualche volta non tiene conto delle competenze e le mie sono scritte sul curriculum. La seconda: senza un minimo di stabilità non si gestiscono aziende ma si fa il gioco dell oca finendo per ripartire da zero». Nel 2012 un utile di 630 mila euro UDINE Il bilancio 2012 di Insiel si chiude con un utile netto di 630 mila 416 euro in calo del 27% rispetto a quello dell anno precedente (870 mila) che sarà destinato, in buona parte ( ) a riserva straordinaria, mentre il rimanente ( a riserva legale. In sintesi il bilancio della spa della Regione si è chiuso con un valore della produzione di 86,92 milioni di euro (era di 87,7 nel 2001 e di 89,6 nel 2010); con costi di produzione di 73,79 milioni di cui 30,9 milioni costi esterni e 42,9 costi del lavoro (erano 75,53 nel 2011 e 75,36 nel 2010). Il margine operativo lordo si attesta sui 13,13 milioni in aumento rispetto al 2011 (12,25) e in calo rispetto al 2010 (14,24). Nell esercizio in corso la società ha operato prevalentemente sullo sviluppo del sistema informatico regionale e alla conduzione della rete unificata della pubblica amministrazione. È proseguita inoltre l attività legata al progetto di realizzazione della banda larga (progetto Ermes). Nel complesso i ricavi d esercizio sono in linea con quelli del 2011: la sezione relativa alle convenzioni con le amministrazioni regionali, il sistema sanitario, le amministrazioni locali e la rete unitaria pubblica segna un leggero incremento (+1,6%), mentre la sezione legata al progetto Ermes e al mercato cala dell 11,5% a causa dello slittamento nella predisposizione dei bandi di gara per la posa della fibra ottica da parte delle società e ai ritardi nei rilasci delle autorizzazioni da parte degli enti coinvolti. Il settore della pubblica amministrazione rappresenta ancora per Insiel il mercato di riferimento: il 60,6% (era il 61,2% nel 2011) rispetto al totale dei ricavi contro il 39,4% del mercato sanità (38,8). Insiel al 31 dicembre 717 dipendenti, di cui 478 a Trieste, 213 a Udine, 24 a Gorizia, 11 a Pordenone e 1 ad Amaro gestisce circa 500 servizi: contabilità e patrimonio, Trasporto pubblico locale, istruzione e formazione, turismo, semplificazione amministrativa, sistemi direzionali, ambiente e territorio, elezioni, tributi, censimenti, sconti carburanti, statistiche, tutto il sistema sociosanitario sono solo alcuni.

4 In Finanziaria quasi 178 milioni in meno UDINE Qualche amministratore locale già alza le mani, ritenendo che a fronte di simili tagli ai trasferimenti il bilancio di previsione materialmente non si possa fare. Tagli che incidono sui Comuni per un -2,18% a sentire l assessore agli enti locali Paolo Panontin. Per ben il 9,7% secondo il presidente del Cal, Ettore Romoli, che denuncia minori trasferimenti, nel biennio, tali da mettere a rischio la capacità degli enti di garantire servizi ai cittadini. Secondo il sindaco di Gorizia, al taglio previsto per il prossimo anno si deve infatti aggiungere quello già realizzato a danno delle autonomie in questo Arrivato, nei Comuni capoluogo, a toccare quota -18%, -15% nei Comuni con più di 5 mila abitanti. Tagli complessivamente per quasi 178 milioni di euro. «Se dunque sommiamo le percentuali, si evince che nel biennio la prospettiva è di perdere quasi il 28% dei trasferimenti», ha detto ieri Romoli prima d invitare la giunta a operare, possibilmente già nella seduta di domani, dei correttivi e incassare l impegno a verificarne la possibilità sia da parte dell assessore Panontin che del collega alle finanze, Francesco Peroni. L impegno è valso all esecutivo regionale il parere favorevole del Consiglio delle autonomie allo schema del disegno di legge Finanziaria 2014 e l intesa sulle disposizioni riguardanti i trasferimenti finanziari agli enti locali. Sono lo ha spiegato Peroni ieri 220 i milioni in meno a titolo di entrate tolte dallo Stato al bilancio regionale 2014, altrettanti i minori spazi di spesa che hanno condizionato pesantemente l elaborazione del Ddl, oggi di fatto «concentrato sull essenzialità, la spesa corrente, mentre tutto quanto attiene agli investimenti è rinviato all assestamento di bilancio». A quando sarà noto (l estate prossima?) il risultato della cruciale partita sugli spazi finanziari, legata a doppio filo all esito del tavolo negoziale con lo Stato. Incognita cui si aggiungono, tra le altre, l entità dell avanzo di amministrazione che «potrà essere iscritto a bilancio ha spiegato Peroni solo dopo la certificazione della corte dei conti, a metà del prossimo anno». Dettagliate al consiglio, sempre dall assessore alle finanze, alcune delle più significative azioni disposte dalla giunta nei vari settori, evidenziando in diversi casi lo sforzo di confermare le poste se non di aumentarle laddove possibile, il testimone ieri è passato a Panontin che è entrato nel merito delle risorse a disposizione degli enti locali, pari, per il 2014, a 366 milioni di euro complessivi. I trasferimenti ordinari previsti dal disegno di legge Finanziaria a beneficio dei Comuni sono di 286 milioni, 31 per le Province, 5,4 per le Comunità montane, 32 per il fondo di compartecipazione al comparto unico. In riduzione media rispetto agli stanziamenti del 2013 di circa il 2,18%. Riduzione che lo stesso Panontin si è impegnato a cercare di mitigare «sostenendo in sede di giunta le aspettative del sistema delle autonomie». Lo schema della Finanziaria ieri è passato anche al vaglio delle organizzazioni sindacali, illustrato dalla presidente della Regione, Debora Serracchiani, assieme all assessore Peroni. «Abbiamo evitato ha detto la governatrice alle parti sociali la logica dei tagli lineari, privilegiando le priorità e avviando una sostanziale riqualificazione della spesa pubblica». Serracchiani ha evidenziato anche la messa in sicurezza, da subito, di alcuni comparti fondamentali come gli ammortizzatori sociali, il Tpl, l accesso al credito per le imprese, la cultura. Preoccupati i sindacati. «Siamo di fronte hanno commentato a margine dell incontro Franco Belci, Giovanni Fania e Giacinto Menis, segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil a un mix straordinario di crisi economica e occupazionale da una parte, di ristrettezze di risorse dall altra. In questo quadro servono rigore di gestione e chiarezza di obiettivi. Per noi hanno concluso le priorità sono il sociale e il lavoro». Maura Delle Case

5 ECONOMIA «Riforme necessarie e scelte coraggiose per salvare il paese» UDINE La continua decrescita di risorse e la drammatica contingenza economica richiedono scelte coraggiose e non più procrastinabili. Ne è convinta la Cisl regionale che si prepara a chiamare in trincea politica, forze sociali ed economiche. Lo farà domani, a Magnano in Riviera, durante la V edizione del meeting d autunno il cui tema quest anno è Il coraggio delle riforme. «In un Paese dove la politica finge da anni d imboccare la via del cambiamento, ma che poi alla resa dei conti non cambia mai, credo che affrontare il capitolo riforme sia una questione di stringente attualità», afferma il leader della Cisl regionale, Giovanni Fania, che domani, in attesa della chiusura affidata al segretario nazionale Raffaele Bonanni, aprirà i lavori del meeting. «Riforme anche dolorose afferma il leader cislino, di quelle che non fanno vincere le elezioni ma che servono a ridare slancio, a rimettere in corsa il Paese e la Regione». Sì, anche il Fvg, ormai lontano, nonostante la specialità sulla carta, «dai tempi d oro in cui i bilanci erano in costante crescita. Oggi anche in regione dobbiamo fare i conti con risorse risicate continua il sindacalista, che non permettono di posticipare oltre un azione riformatrice, a mio giudizio anzi già in ritardo». Fania non lesina qualche critica alla politica regionale, che per il sindacalista a ogni cambio al vertice cade nell errore del cancellare tutto e ricominciare da zero. «Sono vent anni che la regola dell alternanza consente a chi per ultimo arriva di smontare quanto fatto dal predecessore. E così, un colpo di spugna dopo l altro, siamo sempre fermi. Invece che essere cancellate, le riforme potevano essere corrette. Così avremmo potuto continuare a camminare anziché fermarci un altra volta». Il riferimento è al destino toccato in sorte alla riforma del sistema sanitario regionale di Renzo Tondo, azzerata dalla giunta Serracchiani che ha scelto di ripartire da zero per dar forma a una sua riforma sanitaria. Per la Cisl si tratta di una priorità. Assieme al riordino del livello istituzionale, che il sindacato stigmatizza come eccessivamente ridondante per una regione con appena 1,2 milioni di abitanti. «Gli attuali livelli istituzionali sono troppi taglia corto Fania così come lo sono le società partecipate. Non ce li possiamo più permettere e su questo un ragionamento va fatto. E va fatto subito. Così come, urgenti, sono le scelte in materia di sanità, assistenza e lavoro. Il compito cui è chiamata la politica lo riconosco è arduo di fronte a risorse che sono venute meno, ma ci vuole coraggio: di stabilire le priorità, i fronti da mettere in sicurezza, e invece quelli che dovranno essere sacrificati alla logica dei tagli». Per la prima volta nella storia del meeting, oltre alla politica e alle categorie economiche siederanno al tavolo di confronto anche Cisl e Uil. «Il sindacato non si sottrae dal richiamo al coraggio di cambiare», afferma Fania che estende la sfida a tutto campo. Comprese le categorie economiche, che il sindacalista invita a un azione più incisiva nel futuro prossimo. «Siamo in una regione straordinaria quanto a potenzialità», afferma Fania ricordando oltre alla strategica posizione geografica, la grande vocazione al fare e il legame indissolubile del Fvg con il comparto manifatturiero del Fvg. «Riscopriamo questa vocazione e torniamo a osare, intraprendere, mettere le mani in pasta, rischiare. Gli imprenditori in questi ultimi anni si sono mossi in modo troppo timido. Il coraggio è chiesto anche a loro». E per tornare alla pubblica amministrazione è chiesto pure ai Comuni. Il costante grido di dolore che si leva dagli enti locali di fronte ai ripetuti tagli di risorse non commuove il segretario generale di Cisl Fvg per il quale non solo è necessario che i Comuni contribuiscano al contenimento dalle spesa ma sarebbe opportuna una forte azione di spending rewiev. «In una situazione come questa dice Fania i Comuni dovrebbero mettersi a dieta, fare una seria spending rewiev, capire cosa eliminare». Maura Delle Case Domani a Magnano il meeting con Bonanni UDINE Conto alla rovescia per l appuntamento clou della V edizione del Meeting d autunno della Cisl Fvg e per l arrivo in regione del leader del Sindacato, Raffaele Bonanni. L appuntamento per oltre 600 cislini, tra quadri e delegati è per domani a partire dalle 10, come sempre al Green Hotel di Magnano in Riviera. Al centro della visita e del Meeting, che quest anno si è aperto con il convegno di

6 settembre sulla riforma del sistema socio-sanitario, sarà la tavola rotonda dedicata al Coraggio delle riforme e a cui prenderanno parte, accanto alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, anche Salvatore Palermo, vice-presidente di Confindustria Fvg, Graziano Tilatti, presidente Confartigianato Fvg, Giovanni Da Pozzo, presidente Confcommercio Fvg, Bernardino Ceccarelli, vice-presidente Api Fvg, Enzo gasparutti, presidente Legacoop Fvg e i segretari generali di Cgil e Uil, Franco Belci e Giacinto Menis. Domani, alle 9.30, al Green Hotel di Magnano in Riviera è convocata una conferenza stampa con il Segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni. Si apre uno spiraglio per la Palini e Bertoli SAN GIORGIO DI NOGARO Spiragli di luce sulla vertenza della Evraz Palini e Bertoli di San Giorgio di Nogaro: la produzione potrebbe riprendere a ritmo ridotto a gennaio o febbraio, e a regime ad aprile: intanto la cassa integrazione ordinaria per i 146 dipendenti, sarà trasformata in cassa integrazione straordinaria e grazie ad un accordo Abi-Regione, saranno bloccate la rate dei mutui contratti dai lavoratori. Nel pomeriggio, l ad Scuka e i suoi collaboratori, hanno presentato in Regione il programma del piano di investimento, sulla cui attuazione Confindustria Udine vigilerà. Si ammorbidisce, dunque, la posizione dell amministratore delegato della Epb, Dmitriy Scuka, sulla vertenza legata allo stabilimento sangiorgino, forse colpito dalla numerosa presenza di lavoratori (un ottantina) ieri in presidio davanti a Confindustria Udine, in occasione dell incontro tra la proprietà e il sindacato e le Rsu. Presenti anche il direttore di Confindustria Ezio Lugnani, e la responsabile dell area lavoro Maria Grimaldi. C è stato un momento di tensione all arrivo di Scuka, passato in mezzo ai lavoratori in presidio, senza peraltro alcun problema: «Anzi, i lavoratori si sono comportati in modo ineccepibile», commenta Francesco Barbaro della Fim Cisl. In questi giorni, i dipendenti della Epb, hanno più che raddoppiato i tesseramenti al sindacato passando da un 20% al 50% della forza lavoro nello stabilimento di San Giorgio. Sia Maurizio Balzarini della Fiom- Cgil sia Luigi Oddo della Uilm- Uil, sia lo stesso Barbaro, si dicono «abbastanza soddisfatti, per come si sono svolte le cose, anche se restiamo cauti: se con le verifiche di mercato relative ai dati Eurofer di dicembre, i dati risultassero negativi, la buona volontà dimostrata oggi dall amministratore delegato, resterebbe parola morta. Oggi (ieri per chi legge, ndr.) sottolinea Balzarini la paura che la chiusura diventasse definitiva, è stata dissipata, anche se non del tutto, e siamo speranzosi che con i primi mesi del 2014 si possa di nuovo ripartire lentamente con la produzione. Per la prima volta l ad si è presentato con un budget per l avvio della ripresa, ovviamente se i mercati lo consentiranno. Intanto l azienda a dicembre terrà un corso retribuito di sicurezza sul posto di lavoro. Scuka ha anche fatto chiarezza sulla nascita del comitato di dialogo: non in contrapposizione al sindacato, ma a completamento». Barbaro evidenzia che la trasformazione della cassa integrazione da ordinaria a straordinaria, «permetterà al lavoratori di accedere ai lavori socialmente utili. Va detto che la Epb si è fatta carico di anticipare il pagamento della cigs. L ad Scuka pare abbia preso atto della forte presenza e unità dei lavoratori e forse non si aspettava questa massiccia resistenza». Francesca Artico

7 UDINE Terzo lavoratore reintegrato dal giudice alla Dm Elektron BUJA La Fiom Cgil Alto Friuli rende noto che è stata deposita la sentenza integrale emessa dal Tribunale relativa all illegittimità del licenziamento del signor Gianni Dordolo con cui si condanna Dm Elektron alla reintegra nel posto di lavoro e al risarcimento del danno subito dal lavoratore nella misura delle retribuzioni perse dalla cessazione del rapporto di lavoro fino alla effettiva reintegra intimata, con relativi interessi. La vicenda risale al maggio 2010 e con questo pronunciamento sono tre i licenziamenti di lavoratori Dm Elektron iscritti alla Fiom Cgil considerati illegittimi dal tribunale che censura nel metodo e nel merito il modo con cui l azienda di Buja aveva imposto ai dipendenti (senza svolgere con il sindacato una discussione vera alternativa ai licenziamenti) una scelta definita nella sentenza un «aut aut» «di natura ultimativa» con il quale si imponeva o l accettazione del piano di gestione degli esuberi con il preventivo impegno scritto del lavoratore a non sollevare contestazioni sul futuro licenziamento alla fine dell attivanda nuova procedura di Cigs per ristrutturazione, oppure a subire il licenziamento nell immediato. La Fiom Cgil ha sempre ciò un «intollerabile ricatto aziendale, successivamente peraltro praticato ancora dalla Dm Elektron che in occasione dell attivazione dei Contratti di Solidarietà attualmente in corso, condivideva con Fim Cisl e Uilm Uil un ennesimo accordo separato». Abs conferma: via ai lavori anti-crisi POZZUOLO I lavori all Abs per l innovativa rotoforgia, del costo di 200 milioni, sono imminenti: fra 2 mesi all acciaieria di Cargnacco i primi interventi. Ne dà notizia l amministratore delegato Alessandro Trivillin: «In corrispondenza della fermata invernale cominceranno i lavori preparatori spiega il referente della società -: infatti approfittiamo dello stop, tradizionalmente fissato tra fine dicembre e le prime settimane del nuovo anno per le consuete manutenzioni, per avviare alcune opere propedeutiche al nuovo progetto». Si tratta dello spostamento e adattamento delle reti tecnologiche condotte idriche, cavi elettrici e simili che, interessando diverse aree dello stabilimento, non possono che richiedere il fermo impianti; a queste prime predisposizioni opereranno sia maestranze Abs che ditte esterne. L ad spiega che il nuovo impianto di rotoforgia è un prototipo, che viene progettato e realizzato dallo stesso gruppo Danieli, «un arma in più dice per competere sul mercato». Come riferito, i vertici della Danieli, cui fa riferimento Abs, avevano prospettato l importante investimento a Cargnacco solo in presenza di rete elettrica adeguata, dal momento che il sistema di approvvigionamento esistente veniva fatto notare dai referenti della società è oneroso e comporta frequente rischio di blackout. In alternativa, si prendeva in considerazione la possibilità di dislocare l attività all estero, con il pericolo che la struttura di Cargnacco fosse destinata a lento ma inesorabile declino. Poiché l elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest è stato autorizzato, Danieli e Abs confermano dunque l investimento di 200 milioni di euro a Cargnacco, innovando il processo di produzione dell acciaio in rotoforgia, e danno corso ai lavori, che si prevedono conclusi nell estate Salvi dunque in prospettiva anche i posti di lavoro, che, se lo stabilimento di Cargnacco non prevedesse adeguamento alle nuove tecnologie, sarebbero destinati gradualmente a diminuire. Al momento le commesse permettono di lavorare a ritmi tali da non ricorrere al sostegno di ammortizzatori sociali, come accade in moltissimi impianti del settore. Abs dunque si attrezza per la ripresa innovando il sistema di lavorazione. «Importante che avvenga altrettanto con l elettrodotto, di cui non c è garanzia: iniziare l intervento è da parte nostra conclude Trivillin un atto di fiducia verso il Friuli». Paola Beltrame

8 PORDENONE Electrolux, creato il fronte dei sindaci di Elena Del Giudice Allineati davanti ai cancelli dell Electrolux di Porcia, con le fasce tricolori. Sono loro, i sindaci del Friuli occidentale, pronti a difendere, anche con un blocco, uno dei patrimoni di questo territorio. La Zanussi. Ad invitare gli amministratori a posare per questa foto-simbolo è stato il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, riprendendo l iniziativa che sindacati e lavoratori avevano messo in campo lunedì, con azioni di sciopero a scacchiera e che hanno rallentato il rifornimento di componenti e l uscita di lavatrici dirette al mercato. Una cordata che vuol essere la dimostrazione della compattezza di questa provincia che, a partire dai sindaci, si schiera con i lavoratori e per il lavoro. Ad accogliere l appello delle Rsu Fim, Fiom, e Uilm di Porcia, che con i delegati Walter Zoccolan, Gabriele Santarossa, Elisabeth Fadelli hanno fatto la regia della giornata, sono stati tutti i Comuni pordenonesi; pochissimi quelli non presenti fisicamente all assemblea di ieri davanti alla portineria nord, motivando l assenza. Ogni Comune ha consegnato un messaggio alla platea di almeno 800 lavoratori, buona parte dell Electrolux, ma anche di tante aziende dell indotto, come Imat Marcegaglia, Nuova Infa, Sole Nidec Motors, o di un altra fabbrica a rischio chiusura, l Ideal Standard. Se è possibile riassumere gli interventi degli amministratori, c è stata la promessa «ad esserci sempre accanto ai lavoratori», a «difendere quel bene prezioso che è il lavoro senza il quale non c è dignità nè futuro», a «fare tutto il possibile per sostenere i lavoratori», a «impegnarci perché la voce di questo territorio arrivi a Roma». E quest ultimo impegno verrà concretizzato subito, con una lettera che i sindaci invieranno al presidente del Consiglio, Enrico Letta. Cinquantuno missive, a cui si sommerà quella della Provincia, per far comprendere al governo la gravità della situazione e l urgenza di affrontarla con strumenti adeguati. E stato Stefano Turchet, sindaco di Porcia, il primo a prendere la parola dal palco improvvisato dalle Rsu nel piazzale, il quale, citando Luigi Campello, ha azzardato che «è possibile che da Roma ci dicano che non possono intervenire su tassazione, costo dell energia, costo del lavoro perché la coperta è corta. Noi un idea di dove andare a prendere le risorse ce l abbiamo. Iniziando dal riequilibrio della tassazione sui proventi dei giochi, come le slot machine (aliquota al 10%, molto diversa e più bassa di quella applicata sui redditi da lavoro o d impresa), e con percentuale in calo a fronte di aumento dei ricavi. Iniziamo da qui a recuperare le risorse per salvare il lavoro». Ci sono poi altre azioni possibili. «Se a Rottemburgh, in Germania (dove c è uno stabilimento Electrolux) il costo del lavoro è di 17 euro l ora contro i nostri 24, credo - ha aggiunto - che qualche ragionamento sia d obbligo. Penso che si potrebbe immaginare di proporre una maggiore flessibilità nei contratti». Proposte che vanno consegnate ad Electrolux, secondo il sindaco di Porcia, prima del 12 novembre, quando a Berlino, in una riunione del Cae, l azienda dettaglierà ulteriormente il proprio progetto. «Prima di quella data un segnale all impresa dobbiamo mandarlo, e uno di questi può riguardare proprio il costo del lavoro, chiedendo nel contempo al governo di intervenire su altri fattori di competitività». «Quando Electrolux acquisì la Zanussi, nel 74, la Regione Friuli Venezia Giulia intervenne con 75 miliardi di lire, pari ai 75 milioni di euro di oggi - ha esordito Claudio Pedrotti -. E per questo che dico che, come comunità, noi contiamo di più, contiamo perché siamo azionisti di Electrolux per i soldi dati all epoca, per gli ammortizzatori sociali messi a disposizione per sostenere le riorganizzazioni che ci sono state». Come azionisti la richiesta che parte da Pordenone è dunque: «ridateci i volumi che avete portato in Polonia. Solo se ci sono volumi - ha indicato la priorità Pedrotti - riusciamo a mantenere il lavoro. E questo è possibile se c è un azione politica efficae sul costo del lavoro. Siamo qui - ha riassunto il primo cittadino - perché come sindaci abbiamo compreso la gravità della situazione, di Electrolux, di Ideal Standard e di altre aziende in difficoltà, e vogliamo lanciare un messaggio: vogliamo vedere anche altri qui. Da Roma non viene nessuno a prendere atto della situazione, ma gli strumenti, secondo me, ci sono, basta usarli bene». Infine un auspicio: «il 15 cui sarà

9 un altro momento importante, spero che, in rappresentanza della politica, non ci saranno solo i sindaci e la Provincia». Question time alla Camera. Il ministro prende tempo Il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha annunciato la convocazione, entro fine mese, di un tavolo istituzionale per la vicenda Electrolux. Lo ha fatto ieri, nel question time al Parlamento, rispondendo a una interrogazione a risposta immediata presentata da un gruppo di parlamentari del Pd, tra cui il pordenonese Giorgio Zanin. A illustrare l interrogazione il deputato Floriana Casellato che ha chiesto se sia intenzione del Governo convocare urgentemente tutti i soggetti coinvolti per una disamina della vicenda Electrolux al fine di individuare i possibili interventi per rilanciare la produzione, e salvaguardare l occupazione degli stabilimenti e dell indotto. Zanonato ha spiegato che la vertenza si inquadra in una fase difficile del settore elettrodomestico italiano, che non dà segnali di ripresa, e che soffre della competizione internazionale e di sovracapacità produttiva. Come prima misura, nel disegno di legge di stabilità per il 2014, è prevista la proroga dei bonus mobili, che stabilisce una detrazione del 50% per chi acquista elettrodomestici in occasione di ristrutturazioni. Proroga fino al dicembre del 2014, poi il bonus sarà abbassato al 40% per tornare poi al 36%. Nel merito della vicenda dell Electrolux, Zanonato ha affermato che «l amministrazione segue con attenzione l evolversi della situazione del riassetto produttivo e occupazionale degli insediamenti in Italia, e a tale scopo ci sono contatti con le istituzioni locali e regionali dove sono dislocati gli stabilimenti». Il ministro ha poi spiegato che «allo stato non risulta emergere dai contatti avuti un quadro certo e definitivo in ordine alle decisioni strategiche assunte dalla proprietà». L investigazione, è vero, si concluderà tra 4 mesi, ma nella storia di Electrolux operazioni di questo tipo hanno comportato chiusure di stabilimenti o forti ridimensionamenti e questo giustifica la preoccupazione delle migliaia di lavoratori dei siti italiani del gruppo e di interi territori. «E evidente ha spiegato ancora il ministro che da parte del ministero proseguirà un attento monitoraggio e si attiveranno tutti i canali di dialogo e confronto con le parti interessate allo scopo di assicurare la difesa della produzione e della ricerca tecnologica quale fattore in grado di affrontare la sfida competitiva mondiale». Ha annunciato, quindi, un tavolo con tutte le parti interessate che sarà convocato entro fine mese: «Sono in corso contatti con tutte le regioni interessate per esaminare le problematiche e in vista, non abbiamo ancora una data ma dovrebbe essere entro il mese, alla fine del mese di novembre, della convocazione di un tavolo istituzionale». Un tavolo a cui saranno portate le preoccupazioni di interi territori e la necessità di arrivare a proporre soluzioni prima che le decisioni siano irrevocabili. Donatella Schettini Delegazione da Ideal Standard per ricambiare la solidarietà Non sono voluti mancare per ricambiare la solidarietà ricevuta ma anche per dire «noi ci siamo e possiamo lottare insieme». Sono i lavoratori dell Ideal Standard, un centinaio quelli presenti ieri a Porcia, con il proprio carico umano di paure, speranze, e voglia di cambiare le cose. «Quelli dell Electrolux - dichiara Sergio Martino - stanno vivendo la stessa situazione drammatica che viviamo noi a Orcenico. Solo che per noi pare che spiragli non ce ne siano, speriamo che loro non facciano la nostra stessa fine». «La speranza è l ultima a morire» è il pensiero positivo di Elio Esposito mentre Ferdinando Onorato, arrivato a Zoppola da Napoli, trovando finalmente un lavoro serio e regolare, oggi «vedo nero. La situazione è tremenda, e alla mia età se perdessi il lavoro cosa potrei fare? Alternative non ce ne sono, nemmeno per i giovani. Mia figlia lavora con i voucher in un bar a due euro l ora. Mi dica lei: è lavoro questo o camorra autorizzata?». «Dopo 33 anni all Ideal Standard ti trovi così... non sai che fare...». Tanti anche i lavoratori dell indotto Electrolux, come Nuova Infa, azienda in forte difficoltà. «Solo pochi anni fa eravamo in 260 dipendenti - ricorda Gianpaolo Manca - oggi siamo circa la metà di cui 40/50 al lavoro e gli altri in cassa integrazione. Cassa che finirà a giugno e poi per molti sarà la mobilità». Sempre che il Gruppo Sassoli non decida di delocalizzare definitivamente in Polonia dove, seguendo Electrolux, si è già insediato. (e.d.g.)

10 «A Porcia siamo pronti ad agire sullo strumento urbanistico» «Dobbiamo creare le condizioni affinché Electrolux non se ne vada da Porcia: se necessario metteremo la proprietà con le spalle al muro attraverso lo strumento urbanistico comunale». È stato perentorio il sindaco Stefano Turchet di fronte al consiglio comunale purliliese dell'altra sera, dove si è dato ampio spazio al problema della sorte dei lavoratori del colosso svedese. «Non dimentichiamo ha rimarcato Turchet che in Europa ci sono Paesi che tifano contro di noi. L'impegno di questa amministrazione, così come di tutte le istituzioni, è di trovare delle forme di abbattimento dei costi del lavoro. I dipendenti Electrolux hanno la stessa dignità di quelli di altre aziende: per salvare Alitalia, il Governo è disposto a rovinare le Poste Italiane». In quest'ottica il consiglio ha approvato all'unanimità le mozioni del consigliere di Sel Mario Paronetto e del gruppo del Pd affinché sia fatto il possibile per salvare lo stabilimento purliliese. Miroslava Pasquali La Dante Nosella vuole l Ideal Standard di Elena Del Giudice Un incontro che l azienda definisce «preliminare» che si è concluso con un impegno a rivedersi, quello svoltosi ieri mattina a Milano tra la direzione di Ideal Standard e i rappresentanti della Dante Nosella Spa di Portogruaro, Nest Group, al momento l unica cordata che ha ufficializzato il proprio interesse nei confronti dello stabilimento di Orcenico. Ma «non è l unica». Ieri il presidente della Provincia Ciriani ha reso noto di un possibile interessamento da parte di un azienda bergamasca intenzionata ad avviare uno stabilimento che opera ne settore delle energie rinnovabili a Sesto al Reghena. Dal fitto riserbo trapela, dunque, il nome dell impresa che potrebbe offrire un progetto di re-industrializzazione per il sito Ideal Standard di Zoppola, se e quando la multinazionale statunitense optasse per la chiusura e la dismissione. Vaghe, al momento, le direttrici di questo progetto che potrebbe - pare - riguardare sempre la lavorazione della ceramica utilizzando gli impianti operativi a Orcenico. Dietro Nosella Spa ci sarebbe sia il gruppo di riferimento, «il più grande gruppo di distribuzione idrotermosanitario del Nord Est d Italia», come si definisce, ed anche due fondi d investimento. L incontro di ieri si è limitato, secondo quanto si è potuto apprendere, ad una presentazione e a domande relative al sito di Orcenico a cui Ideal Standard ha peraltro risposto. Se queste prime informazioni saranno state giudicate una base di partenza sulla quale iniziare a ragionare, altri appuntamenti seguiranno i cui sviluppi saranno resi noti il 18 novembre nel corso dell incontro al ministero dello Sviluppo economico. Ed è qui - secondo la risposta già notificata a sindacati e Rsu - che Ideal Standard vuole portare la trattativa sulla procedura di mobilità legata alla chiusura di Orcenico. La lettera, arrivata ieri in risposta a quella dei sindacati, contiene la disponibilità dell azienda ad iniziare il confronto a partire dal 18 a Roma. Ed è quindi un «no» alla richiesta dei sindacati di aprire una trattativa in loco. «Si tratta - è la dichiarazione dei tre segretari di Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uiltec Uil - di una inaudita provocazione che alza ulteriormente il livello di tensione. L ambito per questa trattativa è territoriale - ribadiscono Franco Rizzo, Giuseppe Pascale e Maurizio Sacilotto - proprio per le decisioni e le scelte compiute dall impresa. Ideal Standard avrebbe potuto chiedere l attivazione della cig in deroga a livello di Gruppo, invece ha scelto di aprire una procedura di mobilità legata alla chiusura di Orcenico. Quindi Ideal Standard dovrà venire qui, a Pordenone, a discutere di questo e non a Roma. Capiamo che per i vertici del gruppo potrebbe essere imbarazzante discutere alla presenza di 409 lavoratori, ma di questo dovranno ringraziare solo se stessi».

11 C è il piano anti-crisi, mancano i soldi di Stefano Polzot I numeri della crisi sono drammatici, alcune misure vengono condivise, ma mancano i soldi. L interlocutore per un piano Marshall a difesa del patrimonio industriale pordenonese è il Governo nazionale, un anatra zoppa, vincolata dal debito pubblico e dall instabilità politica che impedisce riforme strutturali della spesa tali da indirizzare risorse consistenti per abbattere costi del lavoro e dell energia. Così il consiglio provinciale aperto, convocato dal presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, si è risolto in una perorazione, con la consapevolezza che Roma è lontana. La rappresentazione di questo clima da un confronto: la sala piena all inizio, ridotta a poche decine di persone dopo 3 ore di dibattito. Così una mobilitazione significativa è diventata più formale che sostanziale, anche se Ciriani ha intenzione di presentare entro Natale i punti della vertenza Pordenone. I dati elencati sono la fotografia del momento: 10 mila 387 senza lavoro (erano 3 mila 968 nel 2007), un tasso di disoccupazione passato dal 2,8 al 6,9 per cento, e 3 mila 840 dipendenti in mobilità al 31 luglio scorso, senza contare gli esuberi immediati di Electrolux e quelli di Ideal Standard. La cassa integrazione ordinaria, nel secondo trimestre, è aumentata del 5,7 per cento, quella straordinaria del 6,5, mentre la cassa in deroga è diminuita solo perché non ci sono più fondi. Secondo Ciriani sono necessari percorsi di riqualificazione, l abbattimento del cuneo fiscale e garanzie fideiussorie per scoraggiare chi riceve aiuti pubblici e poi delocalizza. Uno scenario che richiede per il vice presidente della Regione, Sergio Bolzonello, unità d intenti: «Il caso Electrolux va affrontato non facendo ognuno il proprio tavolo, ma lavorando uniti come Fabbrica Italia». Per Bolzonello «il settore del bianco è maturo: ad Electrolux dobbiamo chiedere di portare qui le produzioni di qualità destinate altrove». Un tema al centro del tavolo ministeriale in programma entro 10 giorni. La Regione è disponibile a fare la sua parte: taglio dell Irap, destinazione dei fondi europei al manufatturiero, obbligo di bonifica dei siti abbandonati. Il sindaco Pedrotti ha aggiunto la riduzione dei costi per la logistica (che incidono sul 25 per cento del prodotto). Il taglio del costo del lavoro, ha ammonito Giuliana Pigozzo (Cgil) non può tradursi però in una riduzione delle retribuzioni. Secondo Elio De Anna «senza il taglio della spesa pubblica sarà difficile trovare risorse per l industria». Serve uno sforzo straordinario per Chiara Da Giau e Angelo Masotti, non disgiunto, hanno concordato Fabio Gasparini e Michele Padovese, da un rinnovamento della classe dirigente. Il rischio è quello del tracollo. I concordati, ha detto il presidente del tribunale Pedoja sono passati da 9 del 2011 a 42 del 2013 e i fallimenti sono già 45. Una crisi che investe anche le libere professioni, ha rimarcato Umberto Natalucci con la moria dei piccoli studi.

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