IL FARE INCONTRA IL SAPERE La sfera di competenza professionale e gli ordinamenti didattici

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1 IL FARE INCONTRA IL SAPERE La sfera di competenza professionale e gli ordinamenti didattici Il percorso formativo dell infermiere: dalla conoscenza alla competenza Dr. Ciro Carbone Presidente Collegio I.P.A.S.V.I. di Napoli Consigliere F.N.C. I.P.A.S.V.I. Ischia, Hotel Continental 10 Settembre 2009

2 Il planning del percorso formativo 1 5 Stima delle necessità da parte delle Regioni Come è definito?... da parte dei Collegi Professionali 2 Determinazione dei posti per Corso di Laurea 4 MEDIAZIONE Comunicazione delle necessità al Ministero dell Università Trasmissione dei dati al Ministero Welfare 3

3 Il planning del percorso formativo Punti di Forza Rispetto della norma: il sistema formativo risponde alle esigenze delle singole regioni che sono il committente principale della facoltà di medicina e chirurgia e determinanti nel definire il fabbisogno di infermieri Il percorso formativo dell infermiere è unico e omogeneo sull intero territorio nazionale nonostante la visione regionalistica dei principali Committenti. Punti di Debolezza Il sistema universitario non riesce a garantire la copertura delle necessità ( circa) Non sempre c è dialogo sinergico fra il sistema universitario e il sistema organizzativo Le competenze dei neo laureati sono ancora troppo orientate ad un modello di assistenza di tipo ospedaliero funzionale (centralità della clinica) E molto contenuto il numero di docenti infermieri. 3

4 Il planning del percorso formativo 1 2 Ridondanza di profili professionali (diminuzione con attribuzione di alcune competenze ad altri profili) Come è collegato al planning delle altre professioni di assistenza? Tendenziale sovrapposizione di competenze (profilo autonomo Vs. specializzazione) n. corsi attivati(costo/beneficio) domanda e mercato del lavoro 3 4

5 Il planning del percorso formativo Classe N. Figura Professionale Posti a bando Posti a bando 5 Posti a bando Posti a bando Posti a bando Domande Domande Domande Domande Domande Infermiere Infermiere Pediatrico Ostetrica Educatore Professionale Fisioterapista Logopedista Ortottista Podologo Tecnico Riab. Psichiatrica Terapista Neurops. Età Ev Terapista Occupazionale Dietista Igienista Dentale Tecnico Audiometrista Tecnico Audioprotesista Tec. Fisiop. Card. Perf. Cardiov Tecnico Neurofisiopatol Tecnico Ortopedico Tecnico Laboratorio Biom Tecnico Radiologia Med Assistente Sanitario Tecnico della Prevenzione Tot. posti a bando / anno (tutte le professioni) A.A. 2004/05 A.A. 2005/06 A.A. 2006/07 A.A. 2007/ A.A. 2008/09 Proiezione Laureati La proiezione è stata fatta tenendo conto della sommatoria dei posti del COORDINAMENTO triennio precedente, INTERREGIONALE con una sottrazione del 35%

6 Il planning del percorso formativo Disposizioni legislative Legge 341/90 Decreto 19/02/09 D.M. 509/99 D.M. 270/04 D.M. 2/04/01 6

7 L. 341/90: riforma ordinam.ti didattici universitari 1- Titoli universitari Le Università rilasciano i seguenti titoli: Diploma universitario (D.U.) Diploma di laurea (D.L.) Diploma di specializzazione (D.S.) Dottorato di ricerca (D.R.)

8 D.lgs 502/92: riordino della disciplina Legge 43/06 D.Lgs. 502/92 D.Lgs. 517/93 L articolo D.M. 739/94 Legge 1/02 6 allinea tutti gli infermieri italiani con i colleghi della Comunità Europea prevedendo, dopo aver compiuto un ciclo completo di scuola media superiore, la formazione infermieristica nel sistema universitario. Legge Regionale 4/00 Legge 251/00 Ordinamenti didattici D.M. 70/97 D.M. 509/99 Legge 42/99 Codice Deontologico

9 D.M. 509/99: l autonomia didattica degli atenei Diploma di Scuola Media Superiore Master I Livello (60 cfu 1 anno) Laurea (180 cfu 3 anni) Master II Livello (60 cfu 1 anno) Laurea Specialistica (120 cfu 2 anni) Dottorato di ricerca (180 cfu 3 anni)

10 Decreto 19 Febbraio 2009 Determinazione delle classi dei corsi di lauree per le professioni sanitarie, ai sensi del D.M. n. 270/04. Num. L/SNT1 L/SNT2 L/SNT3 L/SNT4 Denominazione Classe delle lauree in professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica/o Classe delle lauree in professioni sanitarie della riabilitazione Classe delle lauree in professioni sanitarie tecniche Classe delle lauree in professioni sanitarie della prevenzione

11 Decreto 19 Febbraio 2009 Determinazione delle classi dei corsi di lauree per le professioni sanitarie, ai sensi del D.M. n. 270/04. Nell ambito della professione sanitaria di infermiere, i laureati sono professionisti sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.m. 739/94 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero sono responsabili dell assistenza generale infermieristica.

12 Facoltà di Medicina vs C.L. Area Sanitaria Area Sanitaria 73% C.L. Triennali 73% Medicina 27% C.L. Medicina 27% Iscritti ai corsi di Laurea In Area Sanitaria (Corsi Triennali) rispetto agli iscritti Facoltà di Medicina e Chirurgia.

13 Master I Livello Laurea Infermiere responsabile dell assistenza generale MASTER 1 LIVELLO Acquisizione di competenze nelle aree: Organizzazione-management Clinica di base Area Critica Sanità pubblica Geriatrica Salute mentale

14 Master I Livello: suddivisione geografica Centro 47% SUD 18% NORD 35% Suddivisione geografica Master 1 livello area infermieristica

15 Master I Livello: offerta formativa 53% 54% 2% 6% 6% 2% 1% 29% 28% 5% 5% 2% 1% Area critica Didattica/Formazione Geriatria Management Medicina legale e forense Pediatria Psichiatria Ricerca Sanità pubblica Offerta formativa Master 1 livello area infermieristica

16 Master I Livello: competenze cliniche Possesso delle capacità professionali per gestire processi di cura avanzati realizzare approcci assistenziali innovativi adottare strategie di collaborazione interdisciplinare effettuare consulenza per colleghi ed altri operatori attuare programmi innovativi e/o avanzati di educazione alla salute partecipare a programmi di formazione e/o di ricerca

17 Master I Livello: competenze organizzative Possesso delle capacità professionali per gestire le risorse umane nell ambito di strutture operative semplici gestire le risorse materiali e tecnologiche nell ambito di strutture operative semplici gestire autonomamente processi organizzativi interstrutturali gestire processi di formazione clinica (tutor) programmare e pianificare le risorse umane in ambito aziendale programmare i processi assistenziali in ambito aziendale e verificare i risultati conseguiti

18 Master I Livello: competenze organizzative definire sistemi di verifica e revisione della qualità in ambito aziendale definire sistemi di verifica e revisione della qualità in ambito aziendale definire progetti di ricerca per lo sviluppo organizzativo/assistenziale definire piani di formazione complementare e permanente in ambito aziendale coordinare le attività tecnico - pratiche e di tirocinio

19 D.M. 2 Aprile 2001 Classi delle lauree specialistiche nelle scienze infermieristiche e ostetriche Num. Denominazione 1/S Classe delle lauree specialistiche nelle scienze infermieristiche ed ostetriche 2/S Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione 3/S Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie tecniche 4/S Classe delle lauree specialistiche nelle scienze delle professioni sanitarie della prevenzione

20 Master II Livello Laurea Specialistica Formazione professionale avanzata per intervenire con elevate competenze nei processi assistenziali, gestionali, formativi e di ricerca. Competenze avanzate di tipo assistenziale, educativo, preventivo MASTER II LIVELLO Aggiornamento e Formazione nelle aree: clinica gestionale della formazione della ricerca

21 D.M. 2 Aprile 2001 Classi delle lauree specialistiche nelle scienze infermieristiche e ostetriche L Infermiere laureato specialista è un professionista sanitario che, esercitando competenze avanzate, è in grado di ricercare, progettare, negoziare, realizzare e valutare in termini multiprofessionali, soluzioni a problemi non risolti, in situazioni complesse con l intento di soddisfare al meglio possibile i bisogni di salute dei cittadini

22 D.M. 2 Aprile 2001 Funzioni del laureato specialista Prevenzione, diagnosi precoce ed educazione alla salute Funzione assistenza Funzione gestione Funzione formazione Funzione consulenza Funzione ricerca

23 Facoltà di Medicina vs C.L. Area Sanitaria C.L. Triennali 73% 73% Area Sanitaria Triennale Odontoiatria 2% C.L. Odontoiatria 2% Medicina C.L. Medicina 21% 21% Area Sanitaria Specialistica 4% C.L. Spec. 4% Iscritti ai corsi di Laurea In Area Sanitaria (Corsi Triennali e Specialistici) rispetto agli iscritti Facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria

24 Lauree specialistiche di area sanitaria 2 classe 18% 2 Classe 18% asse % 1 Classe 47% 3 Classe diagnostica 28% 3 classe diagnostica 20% 4 classe 7% 7% 4 Classe 3 classe assistenzial 8% e 8% 3 Classe Assistenziale Iscritti ai corsi di Laurea in Area Sanitaria per Classe

25 D.M. 270/04: modifica ordinamento didattico Art. 3 Legge 43/06 b) laurea Legge 1/02 magistrale (LM). D.Lgs. 502/92 1. Le università rilasciano i seguenti titoli: a) laurea (L); D.Lgs. 517/93 D.M. 739/94 2. Le università rilasciano altresì il diploma di specializzazione (DR). 3. La laurea, la laurea magistrale, il diploma di specializzazione e il dottorato Legge Regionale Ordinamenti di ricerca 4/00 sono conseguiti al termine, rispettivamente, dei corsi di didattici laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato di ricerca istituiti dalle università. 4. Il corso Legge di laurea ha l obiettivo di assicurare allo studente un adeguata D.M. 70/97 251/00 padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui sia orientato all acquisizione di specifiche conoscenze professionali. Legge 42/99 D.M. 509/99 Codice Deontologico D.Lgs. 229/99

26 D.M. 270/04: modifica ordinamento didattico qualificazione Legge 1/02 in ambiti specifici. Legge Regionale 4/00 D.Lgs. 502/92 D.Lgs. 517/93 5. Omissis Legge 43/06 6. Il corso di laurea magistrale ha l obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l esercizio di attività di elevata D.M. 739/94 7. Il corso di specializzazione ha l obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità per funzioni richieste nell esercizio di particolari attività professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell Unione europea. 8. I corsi di dottorato di ricerca e il conseguimento del relativo titolo sono Legge disciplinati dall articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210, fatto D.M. salvo 70/97 251/00 quanto previsto dall articolo 6, commi 5 e 6. Ordinamenti didattici D.M. 509/99 Legge 42/99 Codice Deontologico D.Lgs. 229/99

27 D.M. 270/04: modifica ordinamento didattico 9. Omissis, le università possono D.Lgs. attivare, 502/92disciplinando nei regolamenti D.Lgs. 517/93 didattici di ateneo, corsi di perfezionamento scientifico e di alta Legge 43/06 formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea magistrale, alla conclusione dei quali sono rilasciati i master universitari Legge 1/02di primo e di secondo livello. Art. 13 Legge Regionale 4/00 Legge 251/00 D.M. 739/94 Ordinamenti didattici 7. A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono, rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, D.M. 70/97 dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altresì, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre Legge 42/991999, D.M. 509/99 n Codice Deontologico D.Lgs. 229/99

28 Strategia di cambiamento Tendenziale auto-sufficienza infermieri stranieri / extra UE Correzione squilibri geografici Asimmetria in alcune regioni tra numero formati/assunti Contenimento economico - limitate assunzioni Mobilità dei neolaureati Ridefinizione/rivalutazione delle competenze Equilibrio Criticità (carenza grave) Criticità (carenza) Criticità (eccesso) 28

29 Strategia di cambiamento Programmazione 29

30 Strategia di cambiamento Possibili interventi il ns. punto di vista Riorganizzazione del sistema delle cure - logica della complessità e della centralità dei bisogni dell assistito; prevenzione /Dipartimenti/ Rete del territorio/ medicina e infermieristica di iniziativa / continuità assistenziale / ospedali in rete.. Riorganizzazione del sistema formativo competenze dei professionisti Obiettivi/mandati/valori Metodi e strumenti Numero e tipologia Motivazione/valorizzazione Outcome /verifica/responsabilità Riconoscimento sociale ed economico Universit à Programmazione Bisogni Regioni Bilancio Carenza 30 docenti

31 Matrice S.W.O.T.- formazione neo assunto Punti di Forza Il progetto di inserimento dei neo-assunti è di fondamentale importanza per garantire l autonomia del professionista nei tempi più rapidi possibili; L inserimento va fatto privilegiando il modello del supporto tutoriale, con momenti di verifica e valutazione intermedia e finale. Punti di Debolezza L assenza di un progetto per l inserimento dei neoassunti è una grave criticità sia per il sistema sia per la garanzia e la sicurezza dei pazienti e dello stesso professionista. Opportunità Minacce L occasione per partire con un progetto validato a livello scientifico e metodologico, mutuabile in tutti i contesti dell Azienda, con le opportune differenziazioni per le singole specificità e contesti operativi. La paura dei costi (ma si ricorda che la formazione è un investimento e non un costo).

32 Matrice S.W.O.T.- formazione di base Punti di Forza La formazione di base deve fornire al futuro professionista l adeguatezza e la completezza dei saperi necessari all esercizio professionale (rif. Profili professionali, normative di riferimento). Punti di Debolezza Il prodotto finale è troppo diverso rispetto alle necessità di funzionamento del sistema; I contenuti non sempre sono tarati sulle competenze e saperi richiesti al futuro professionista. Opportunità L occasione per correggere le criticità evidenziate e partire con un progetto vero, anche con interventi di programmazione e riorganizzazione diversificati per fasi (breve medio lungo termine). Minacce La paura del Sistema Universitario di perdere qualcosa

33 Matrice S.W.O.T.- E.C.M. Punti di Forza Punti di Debolezza Opportunità per intervenire sui modelli organizzativi ed i sistemi di cura; Sviluppato a livello di singole Aziende consente di utilizzare in maniera più razionale il sistema, con il coinvolgimento diretto degli operatori, nella condivisione delle azioni interessanti l organiz. e il sistema clinico assistenziale dell Azienda; nessuno Opportunità Minacce L occasione per partire con un progetto validato a livello scientifico e metodologico, mutuabile in tutti i contesti dell Azienda, con le opportune differenziazioni per le singole specificità, finalizzato a determinare (condivisione) l organizzazione della struttura ed i percorsi clinico-assistenziali. La paura dei costi (ma si ricorda che la formazione è un investimento e non un costo)

34 Dalla conoscenza alla competenza Situazione ATTUALE Piano di Assistenza Evoluzione della professione Modifica della domanda di salute(cronicità) Modifica delle aspettative dei cittadini Integrazione dei saperi Interazione dei professionisti Scenario EVOLUTIVO Progetto di cura Fattori abilitanti al cambiamento Orientarsi sempre più verso l elaborazione e predisposizione dei progetti di cura Dal piano di assistenza al progetto di cura

35 Dalla conoscenza alla competenza Situazione ATTUALE Conoscenza Multidisciplinarietà Capacità di comunicazione Capacità educativa e comprensione dei bisogni emozionali e sociali del paziente Gestione degli errori Lavoro di gruppo Scenario EVOLUTIVO Competenza Fattori abilitanti al cambiamento Orientare coloro che formeranno i futuri professionisti verso ciò che i committenti delle prestazioni professionali si attendono da loro.

36 Dalla conoscenza alla competenza Situazione ATTUALE Semplificazion e Gestionale Dotazione organica; reparti; assistenza per compiti. Multidimensionalità Definire le prestazioni erogate Definire un sistema di classificazione dei pazienti Favorire la personalizzazione delle cure Orientare l organizzazione alla qualità e non alla quantità Fattori abilitanti al cambiamento Scenario EVOLUTIVO Complessità Assistenziale Classificare lo stato di criticità dell ammalato,definire l attività infermieristica e la loro codifica Dalla semplificazione gestionale alla complessità assistenziale

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40 Grazie! 40

41 Ipotesi di ripartizione posti A.A

42 Il planning del percorso formativo Anni di riferimento Tot. Pensionamenti incremento 190% Totale Incremento fino al 7,5 per mille (programma 10 aa) Totale Generale Iscrizioni per A.A. Note 2008 / / / Necessità di incrementare il n. degli iscritti per ogni A.A. fino a , nenendo conto dei pensionamenti degli Infermieri Generici, non ricompresi nella colonna dei pensionamenti, che completeranno il periodo di vita lavorativa negli anni 2008/2012. Decorrenza dall'anno 2009, tenuto conto che mediamente il corso di studi ha una dirata di circa 4 anni Decorrenza dall'anno 2014, tenuto conto che mediamente il corso di studi ha una dirata di circa 4 anni 2013 / tra iscritti e laureati e per compensare gli abbandoni precoci 42 della professione. Decorrenza dall'anno 2019, tenuto conto che mediamente il corso di studi ha una dirata di circa 4 anni (*) Criteri per la determinazione delle necessità: % / 2032 distribuito nel quinquennio per compensare il "gap" tra iscritti ad inizio CL e Laureati (30% ogni anno) + 20% distribuito nel quinquennio per le necessità del III settore e del territorio + 20% distribuito nel quinquennio per compensare gli abbandoni precoci della professione Decorrenza dall'anno 2024, tenuto conto che mediamente il corso di studi ha una dirata di circa 4 anni L'incremento fino al 7,5 per 1000 abitanti è finalizzato a garantire una migliore risposta assistenziale. È bene evidenziare che l'integrazione non incide in miglioramenti nella posizione dell'italia rispetto agli altri Paesi OCSE L'incremento (t lti ) fino al 7,5 per 1000 abitanti comporta un aumento di Infermieri. Tale quota, nell'ambito di una ipotesi di programmazione decennale, è stata aumentata del 170% per compensare il gap

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