Attività Parlamentare. Raccolta delle interrogazioni presentate alla Camera e al Senato n. 15/2015

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1 Attività Parlamentare Raccolta delle interrogazioni presentate alla Camera e al Senato n. 15/

2 INDICE CAMERA... 3 Interpellanza urgente sulla composizione della commissione nazionale VIA-VAS e sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nei grandi appalti... 3 Interrogazione a risposta in Commissione sul progetto si esplorazione per lo stoccaggio geologico di biossido di carbonio, in un'area del Mar Adriatico centrale, ad Est dalla costa marchigiana di Ancona... 6 Risoluzione in Commissione sul Transatlantic trade and investment Partnership (TTIP) e sulle alleanze strategiche in Sud America... 7 Interrogazione a risposta scritta sull inchiesta del settimanale l'espresso sul Ministro dell'interno, anche in riferimento ad Andrea Gemma di Eni Interpellanza sulle perforazioni di idrocarburi in Abruzzo e nel mare Adriatico Interrogazione a risposta in Commissione sulla bonifica della raffineria Tamoil di Cremona Interrogazione a risposta in Commissione sui progetti di «chimica verde» in Basilicata Risposta del Sottosegretario per l istruzione, l università e la ricerca, Angela D Onghia sulle sperimentazioni relative alla produzione di energia attraverso processi di fissione piezonucleare Interpellanza urgente sui pagamenti canoni di concessioni carrai Risposta del Sottosegretario per l economia e le finanze Enrico Zanetti all interrogazione a risposta immediata sui chiarimenti in merito all'imponibilità IMU dei macchinari imbullonati

3 CAMERA Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento): sulla composizione della commissione nazionale VIA-VAS e sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nei grandi appalti DAGA (M5S) e altri I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere premesso che: come già segnalato nell'interrogazione a risposta orale Daga la relazione dell'unione sulla lotta alla corruzione 2014 stigmatizza il ritardo dell'italia nella lotta alla corruzione e all'infiltrazione delle organizzazioni criminali, soprattutto per quanto riguarda i grandi appalti; nell iter decisionale di approvazione delle opere, dei piani e dei programmi, le procedure ambientali (VIAVAS) costituiscono un momento nevralgico e di particolare delicatezza, miche per la possibilità per il pubblico di partecipare alla decisione secondo quanto previsto dalla convenzione di Aarhus; per la valutazione dei progetti, degli studi ambientali e delle osservazioni pervenute da enti, associazioni e singoli cittadini, è istituita la commissione nazionale VIA-VAS, con nomina del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare (articolo 8, decreto legislativo n. 152 del 2006 e articolo 12 della legge n. 116 del 2014); la commissione esamina praticamente tutte le opere e i piani di rilevante interesse che vengono proposte dallo Stato o da privati in Italia, per un valore complessivo di diverse decine di miliardi di euro ogni anno, costituendo uno snodo delle politiche economiche e ambientali dell'intero Paese; la commissione per le opere lineari può decidere sui tracciati, chiedendo e/o suggerendo e/o imponendo varianti di percorso, con conseguenze sul valore degli immobili e delle proprietà; il piano triennale per la prevenzione della corruzione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare evidenzia a pagina 28, nella parte dedicata all'analisi dei rischi di corruzione, che le procedure di VIA-VAS nazionali sono connotate da rischi in relazione: alla discrezionalità delle decisioni; alla portata economica delle scelte; alla capacità di pressione di gruppi interessati alla decisione; nonostante tali criticità il piano sopra richiamato non assegna valori, ad avviso degli interroganti, adeguati di rischio alle varie fasi decisionali connesse alla valutazione di impatto ambientale e alla valutazione ambientale strategica e fa riferimento, come misure da intraprendere, soprattutto alle modalità di nomina dei membri della commissione e alla sottoscrizione di auto-certificazioni relative al profilo del conflitto di interessi e allo status del singolo membro rispetto ad eventuali situazioni che possono determinare condizioni 3

4 di inconferibilità dell'incarico; già nel mese di dicembre dello scorso anno, nell'interrogazione a risposta immediata in commissione a prima firma Zolezzi venivano poste al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare una serie di questioni relative alla composizione della commissione nazionale VIA-VAS e al suo rinnovo, dato che il mandato degli attuali commissari risulta scaduto dal luglio 2014; l'analisi dei curricula disponibili sul sito del Ministero dei membri uscenti e una breve analisi di fatti di cronaca che hanno coinvolto membri della commissione paiono confermare le preoccupazioni citate nel piano triennale, anche se in quest'ultimo non sono rintracciabili le informazioni che, pur essendo di facile reperibilità, sono qui riportate; i soggetti su cui emergono elementi preoccupanti sono segnalati nella sopracitata interrogazione Daga ripresa dall'articolo del Fatto Quotidiano del 20 marzo 2015; a quanto riferito nell'interrogazione si aggiunge quanto riportato nell'esposto depositato all'attenzione, tra gli altri, del procuratore generale di Roma Pignatone e dell'autorità nazionale anticorruzione in cui emergono elementi su molti altri esponenti della Commissione Via nazionale attualmente in carica, come riportato anche dall'articolo de l Espresso del 7 aprile 2015; infine emergono in questi giorni altri elementi relativi ad un altro commissario Xavier Santiapichi, avvocato, entrato nella commissione VIA nel 2008, riconfermato nel Il suo curriculum è visibile sul sito del Ministero; sempre sul sito del Ministero è visibile un altro suo curriculum; dai curriculum emerge il suo ruolo di consulente di ecologia mentre difende ancora DECO, del Gruppo Di Zio. Deco è, di fatto, il monopolista dei rifiuti in Abruzzo, oggetto anche di inchieste con il coinvolgimento di parlamentari; dai curricula e da varie sentenze della giustizia amministrativa risulta che ha difeso o è stato consulente delle seguenti società di rifiuti, tutte con grossi problemi di giustizia: Bracciano Ambiente, Terracina Ambiente, Latina Ambiente: in cui è socia UNENDO, il cui patron, Francesco Colucci, è stato arrestato a Milano nell'inchiesta della bonifica Ex SISAL, da notare che nella stessa inchiesta di Milano, è stato arrestato Luigi Pelaggi, già capo di gabinetto della Prestigiacomo nonché collega in Commissione VIA di Santiapichi (poi sostituito nel 2014); Consorzio GAIA: 333 milioni di euro di debiti; De Vizia Transfer; tra l'altro nel 2014, il Ministero gli ha fatto un contratto nell'ambito del PON nazionale per dare supporto alle regioni per le procedure di VIA; ha sottoscritto almeno due verbali della commissione VIA su altrettanti impianti di rifiuti: uno è quello della Basento Ambiente: secondo quanto riportato anche dall'articolo de L'Espresso già citato anche questo Castellano ha avuto problemi con la giustizia : se il piano anti-corruzione del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con le sue scarne indicazioni, sia adeguato rispetto alla prevenzione della corruzione e 4

5 dell'infiltrazione presso uno snodo centrale delle grandi opere e piani e programmi nazionali quale la commissione VIA-VAS; se le informazioni relative ai membri della Commissione citati siano state verificate e se non risultano in contrasto con le normative, con particolare riferimento al decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013 n. 62 «Regolamento recante il codice di comportamento dei dipendenti pubblici», alla legge n. 190 del 2012 «Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione» nonché alle norme generali relative all'onorabilità di consulenti al servizio della pubblica amministrazione in un settore così delicato, in considerazione del fatto che sono scelti direttamente dal Ministro con proprio decreto senza selezione pubblica; quali forme di monitoraggio sui membri e sulle decisioni della Commissione VIA, siano state svolte sotto il suo mandato dal Ministero sulla base degli obblighi previsti dall'articolo 1 commi 9 e 10 per la gestione pro-attiva da parte delle amministrazioni pubbliche della prevenzione della corruzione; se siano state svolte ad esempio forme di verifica, anche a campione, delle dichiarazioni rilasciate circa l'inconferibilità e il conflitto di interessi nonché degli incarichi professionali dei membri nei momenti appena successivi al termine dell'incarico oppure se siano previste forme periodiche di controllo, anche con l'ausilio delle banche dati delle forze dell'ordine, per verificare i requisiti di onorabilità dei candidati e dei membri nominati e per prevenire rischi di infiltrazione della criminalità organizzata; se sia opportuno che una persona per la quale è stato richiesto il rinvio a giudizio per turbativa d'asta ricopra proprio il ruolo di responsabile per l'attuazione della norma anti corruzione nel Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; quali misure di trasparenza intendano adottare sul normale funzionamento della commissione VIAVAS, come, a mero titolo di esempio, la pubblicizzazione delle sedute della commissione e dell'ordine del giorno, la possibilità di fare audizioni pubbliche, l'attuazione delle norme già esistenti ma mai attuate sulle inchieste pubbliche, per le procedure di VIA (articolo 24, comma, 6 del decreto legislativo n. 152 del 2006); quali forme di trasparenza e di pubblicità intenda dare alle modalità di scelta dei prossimi membri della commissione VIA, anche alla luce delle norme generali concernenti la pubblica amministrazione e delle numerose sentenze della Corte costituzionale e della Corte di giustizia europea sull'accesso agli incarichi pubblici in ruoli di tale responsabilità, come, a mero titolo di esempio, avvisi pubblici per la raccolta dei curricula; 5

6 quali criteri intenda adottare per la comparazione dei curricula, come i punteggi per pubblicazioni scientifiche, uso del citation index e altro e se tali criteri non ritenga debbano essere resi pubblici prima dell'espletamento della selezione; se non ritenga che sia meglio privilegiare il ricorso a tecnici già inseriti in strutture pubbliche quali ISPRA e agenzie regionali, CNR, università, scegliendo fra coloro che non svolgono la libera professione. ( ) Interrogazione a risposta in Commissione: sul progetto si esplorazione per lo stoccaggio geologico di biossido di carbonio, in un'area del Mar Adriatico centrale, ad Est dalla costa marchigiana di Ancona RICCIATTI (SEL) Al Ministro dello sviluppo economico. Per sapere premesso che: Independent gas management Srl (IGM) è una società che opera (anche se attualmente risulta inattiva) nel campo dello sviluppo, ed esercizio di progetti di stoccaggio di gas naturale e della CO2 (anidride carbonica, biossido di carbonio). Nata nel 2002 è posseduta al 100 per cento da Independent Resources plc (IR), società di diritto inglese fondata il 16 giugno 2005 e quotata dal 15 dicembre 2005 presso la Borsa di Londra, mercato AIM (Alternative Investment Market). Nel febbraio 2011, la società si era dotata di capitale sociale interamente versato di 10 milioni di euro; in data 25 luglio 2012 la società Independent Gas Management Srl depositava una istanza per l'ottenimento della pronuncia di compatibilità ambientale per un progetto di ricerca finalizzato all'ottenimento della licenza di esplorazione per lo stoccaggio geologico di biossido di carbonio, in un'area del Mar Adriatico centrale, denominata Sibilla, a circa 27 chilometri ad Est dalla costa marchigiana di Ancona, nell'area marittima antistante la città di Senigallia (Ancona); nella «Sintesi non tecnica dello Studio di impatto ambientale», presentato dalla società al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale, si apprende che il progetto «Sibilla» prevede essenzialmente lo studio di dati pregressi e il re-entry di un pozzo già esistente, denominato «Cornelia 1» (profondità da fondo mare a 1613 m s.s.l., perforato per conto della joint-venture AGIP-SHELL nel periodo aprile-giugno 1969), come sito di stoccaggio di biossido di carbonio; l'iniziativa era stata avviata nell'ambito del quadro di misure volte a regolare il sequestro di anidride carbonica ed il suo stoccaggio geologico permanente in formazioni geologiche sotterranee, considerato come tecnologia fondamentale per l'abbattimento delle emissioni, di CO2 in atmosfera, previste dalla direttiva europea 2009/31/CE e 6

7 recepite dall'italia con il decreto legislativo 14 settembre 2011, n.162, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2011; in data 17 luglio 2012 veniva data notizia dell'avvio del procedimento di valutazione di impatto ambientale sulle testate Il Messaggero e Il Corriere Adriatico; in data 22 novembre 2012 il dirigente della posizione di funzione valutazioni ed autorizzazioni ambientali della regione Marche esprimeva parere favorevole al progetto di ricerca, ai sensi dell'articolo 25 del decreto legislativo 152 del 2006 e dell'articolo 23 della legge regionale 37 del 2012, ai fini della pronuncia di compatibilità ambientale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; in data 14 dicembre 2012, con il parere n. 1127, la commissione tecnica per la verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare esprimeva parere favorevole riguardo alla compatibilità ambientale del progetto «Ricerca finalizzata all'ottenimento della licenza di esplorazione per il progetto Sibilla» della Indipendent Gas Management Srl, rilasciata comunque in via provvisoria ai sensi dell'articolo 7 comma 3 decreto legislativo 14 settembre 2011; la Valutazione citata era chiaramente non intesa ai fini di autorizzazioni allo stoccaggio di gas ma alla sola indagine esplorativa; il decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133 (cosiddetto «Sblocca Italia»), recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive (Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2014) ha trasferito le competenze in materia energetica al Ministro dello sviluppo economico (articolo 38) : se il Ministro interrogato sia in grado di fornire informazioni circa lo stato dell iter del progetto segnalato in premessa, in particolare per sapere se sia stata approvata la Valutazione di impatto ambientale ed accolto il progetto, se sia stata attivata la convenzione con la società proponente e, in caso positivo, se e quando abbiano avuto inizio, o si prevede avranno inizio, i lavori relativi. ( ) Risoluzione in Commissione: sul Transatlantic trade and investment Partnership (TTIP) e sulle alleanze strategiche in Sud America DI BATTISTA (M5S) e altri La III Commissione, 7

8 premesso che: mentre in Europa ha trionfato in questi anni la logica dell'austerità, quella della liquidazione delle politiche di bilancio contenute nel cosiddetto fiscal compact e quella della «svalutazione interna» salariale per i Paesi dell'europa del sud a causa della partecipazione nella zona euro, dal continente latinoamericano sono provenute voci nuove e nei fatti di tenore e approccio diversi; attraverso l'alba, l'alleanza bolivariana per le Americhe (che si articola con i Trattati di commercio fra i popoli TCP), un sistema di cooperazione politica, sociale ed economica alternativa all'alca (Area di libero commercio delle Americhe voluta dagli Stati Uniti), si sono gettate le basi scientifiche per la ricerca della sovranità, anche alimentare, dei popoli che vi hanno aderito. L'alleanza fra movimenti campesinos, ambientalisti e governi popolari ha contribuito all'affermarsi della consapevolezza che l'indipendenza di un popolo dipende dalla propria sovranità alimentare: José Martì, padre della patria latino-americana, diceva: «Un popolo che non riesce a produrre i suoi alimenti sarà sempre schiavo di qualcuno»; negli ultimi 50 anni, caratterizzati dall'egemonia americana nel continente latino, il capitalismo agro-industriale americano ha usato sistematicamente la produzione di alimenti come strumento di dominazione imponendo il controllo delle tecniche di produzione, spingendo gli agricoltori ad adottare i suoi metodi di monocoltura omogenei su grande scala e l'uso intensivo della meccanizzazione con l'impiego di veleni chiamati anche agro-tossici; molti Paesi dell'america latina, e in particolare il Venezuela, sono stati vittime di questa politica; i venezuelani dotati di abbondanti risorse petrolifere accettato questa dipendenza agro-industriale, prima di intraprendere la strada che, in associazione con Vìa Campesina Internacional, avrebbe portato alla stipula di diversi accordi volti a superare tale dipendenza e ad aprire la strada alla sovranità alimentare; dunque, è in quest'ottica che una comunità di Paesi ha fatto nascere l'alba con il fine di integrare le proprie economie in maniera solidale e alternativa al modello neoliberale, il quale non ha fatto altro che acuire le asimmetrie strutturali e favorire l'accumulazione delle ricchezze a minoranze privilegiate a scapito del benessere dei popoli; ne fanno parte Venezuela, Cuba (promotori nel 2004), Bolivia, più altri paesi minori quali Saint Vincent e Grenadine Nicaragua, Repubblica Dominicana e l'honduras, il cui ex presidente Manuel Zelaya aveva affermato che entrare nell'alba «vuoi dire cercare alternative solidali al neoliberismo visto che le soluzioni tradizionali hanno fallito ed è la miglior maniera di trovare soluzioni ai problemi storici del Paese, in cerca di un modello di sviluppo che favorisca i poveri»; i Paesi appartenenti all'alba, inoltre, perseguono l'obiettivo di eliminare gli ostacoli all'integrazione impegnandosi a fronteggiare la povertà della maggioranza della popolazione, le profonde diseguaglianze e asimmetrie tra i Paesi, gli interscambi e relazioni non paritarie nelle relazioni internazionali, il peso di un debito impossibile da pagare, l'imposizione della politica di 8

9 risanamento strutturale del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, gli ostacoli all'accesso all'informazione, alla conoscenza e alla tecnologia; dopo quasi dieci anni dalla sua creazione, i Paesi dell'alba rappresentano un punto di riferimento per quello che viene considerato un nuovo costituzionalismo e da un punto di vista internazionale è portatore di relazioni e polarità per la pace e prosperità dei popoli del mondo; ALBA è l'esempio di come un modello di integrazione, diverso dalle classiche organizzazioni internazionali, possa funzionare; rispetto alla crisi alimentare attuale, alla crescita esponenziale di prezzi di alimenti di base, soprattutto per due importanti economie del Sud America, quella venezuelana e quella argentina, dal Sud del mondo è arrivata una risposta concreta, un accordo di cooperazione energetica a carattere solidale: PetroCaribe, un'organizzazione alla quale partecipano 21 Paesi, per un totale di 120 milioni di persone, voluta dal governo bolivariano venezuelano e incentrata sulla nazionalizzata PDVSA (Petròleos de Venezuela S.A., la compagnia petrolifera statale venezuelana), la quale ha lanciato un'iniziativa per la sicurezza alimentare dei Paesi membri che è stata percepita come uno strumento di sviluppo, di solidarietà e di pace; nella riunione dell'alba a Cumana (Venezuela) di metà aprile 2009 i Paesi membri hanno, inoltre, ratificato la nascita di una nuova moneta: il SUCRE (acronimo che sta per Sistema unico di compensazione regionale, ma è anche il nome di uno dei più valorosi luogotenenti di Simon Bolivar, Antonio Josè de Sucre) il cui fondo iniziale per garantirne la nascita e i primi passi fu stabilito in circa milioni di dollari; il SUCRE viene usato a partire dal 2010 per gli scambi tra i Paesi dell'alba ed è solo un'unità di conto e valore come lo fu l'ecu per Unione europea, cioè una moneta virtuale, e non ha ancora un organismo per l'emissione delle banconote; il progetto intende combattere gli squilibri commerciali, puntando alla tendenziale parità tra esportazioni e importazioni, ovvero l'esatto contrario di quanto succede nell'unione Europea nel rapporto fra la Germania e gli altri Stati Membri che invece si fonda esattamente sul surplus della prima e il deficit della bilancia dei pagamenti di tutti gli altri; come ha recentemente spiegato Bernardo Alvarez, segretario generale dell'alba e presidente di PetroCaribe: «Nell'ALBA e in PetroCaribe l'interscambio avviene per compensazione: chi manca di una cosa e la riceve, restituisce con qualcosa che produce in abbondanza. Mentre il modello di scambi neoliberista dà priorità alla liberalizzazione del commercio e agli investimenti condizionati, l'alba mette al centro la lotta alla povertà, all'esclusione sociale, all'analfabetismo. Fondamentali sono i diritti umani, quelli del lavoro, delle donne, dell'ambiente e il diritto all'integrità della persona»; lo stesso Bernardo Alvarez, nel corso della conferenza «L'Alba di una nuova Europa», tenutasi il 13 marzo 2015, ha invitato l'italia ad aprire un tavolo negoziale volto a incentivare nuovi possibili accordi commerciali ed energetici con i Paesi membri dell'alba; la realtà dell'alba è sempre più estesa e, con PetroCaribe, raggiunge ormai anche Paesi che non ne sono membri. In tale zona 9

10 economica, infatti, il SUCRE è finora arrivato a un livello di interscambio di milioni di dollari. Anche il Salvador usa il SUCRE, in piccola scala, con il Centroamerica. Dopo aver partecipato a PetroCaribe solo a partire da un municipio ora anche il Salvador vi è entrato come Stato; dal punto di vista degli obbiettivi sociali, non c è mai stato nella storia recente dell'america latina un organismo che abbia tentato un'operazione di simile ampiezza e abbia ottenuto simili risultati; dopo la sconfitta dell'alca, gli Stati Uniti però hanno messo in campo l'alleanza del Pacifico, un'iniziativa d'integrazione regionale neoliberista che ha al centro Colombia, Messico e Cile e che mira a scalzare il Venezuela nei rapporti con PetroCaribe, approfittando della caduta del prezzo del petrolio; tra l'altro, in un recente discorso, il presidente americano Barack Obama aveva stigmatizzato negativamente l'azione del governo di Caracas paventando che il Venezuela potesse anche diventare una «minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti»; tuttavia, a margine del recente summit delle Americhe, svoltosi a Panama, si è tenuto un breve incontro, non preventivato, tra il presidente del Venezuela e quello degli Stati Uniti nel corso del quale che il presidente Obama ha precisato di non essere interessato a minacciare il Venezuela quanto piuttosto ad appoggiare la democrazia, la stabilità e la prosperità in quel Paese e nella regione; gli Stati Uniti stanno anche conducendo, in gran segreto per quanto concerne i contenuti, trattative con l'unione europea per la conclusione di un accordo di partenariato economico-finanziario noto come Transatlantic trade and investment Partnership (TTIP) considerato «il più importante accordo di libero scambio del mondo e della storia» che, ad opinione di molti, viene considerato una «Nato economica», per enfatizzare il ruolo egemone degli Stati Uniti nell'organizzazione del Patto atlantico; la segretezza delle trattative è poi particolarmente rischiosa in considerazione del fatto che potrebbe essere deciso l'inserimento di clausole molto pericolose per la residua sovranità nazionale come l'investor-state-dispute settlement (ISDS) già inserite, da ultimo, nell'accordo commerciale CETA firmato dall'unione europea con il Canada; lo scopo dell'accordo è quello di «aumentare lo scambio delle merci, eliminando dazi e barriere commerciali», una sorta di deregulation, fondata principalmente su tre principali obiettivi: accesso ai mercati, allineamento delle regole e norme in materia di commercio per la globalizzazione; infatti, saranno coinvolti i prodotti agroalimentari e industriali, il mercato dei servizi come il trasporto e la liberalizzazione degli investimenti privati, che coinvolgeranno anche gli appalti pubblici, sicurezza ambientale e alimentare, dei farmaci, dei diritti di proprietà intellettuale; a tale riguardo, tuttavia, va ricordato, che le regole e gli standard europei in termini di tutela della salute e delle condizioni di lavoro, sono come è noto più restrittivi in Europa rispetto agli Stati Uniti, e riescono a tenere lontani dai nostri mercati alcuni prodotti non sicuri o potenzialmente tossici (cibi geneticamente modificati e trattati con nanoparticelle di vetro per aumentarne la croccantezza, residui di pesticidi nel cibo, ftalati nei giocattoli, carne agli ormoni, 10

11 solo per fare qualche esempio); esiste, dunque, nei confronti di un accordo come Transatlantic trade and investment Partnership (TTIP) la preoccupazione che, in particolare, l'allineamento delle regole e norme in materia di commercio si possano tradurre in una concessione alle multinazionali per porsi al di sopra dei bisogni delle persone e di poter sfruttare in maniera incontrollata risorse naturali fondamentali come l'acqua, il suolo, i minerali rimane forte; per di più, l'agroalimentare non viene citato come un settore «d'importanza significativa per l'economia transatlantica», circostanza questa che non può non destare particolare preoccupazione aggravata dal fatto che l'agroalimentare viene invece citato nei paragrafi precedenti, sulle «Misure sanitarie e fitosanitarie (SPS)»; inoltre, allo stato, pare che l'impianto generale del TTIP tenda a sacrificare quel principio di precauzione, oggi alla base dell'approccio europeo alla sicurezza alimentare, che verrebbe modificato in senso restrittivo, almeno per quanto riguarda le motivazioni che ne giustificano l'applicabilità; si rischia concretamente di accettare l'ingresso in Europa di prodotti trattati con anche pesticidi non autorizzati e di avallare un sistema fondato solo su logiche di pura concorrenza commerciale, rispetto al quale poche grandi multinazionali si troverebbero in enorme vantaggio nei confronti dei produttori locali. In questo modo la grande monocultura, sostenuta dall'uso intensivo di fitosanitari ed anche OGM, sarebbe di fatto definitivamente avvantaggiata nei confronti della produzione agroalimentare fondata sulla biodiversità; in alternativa, il modello dell'alba rappresenta un'alternativa possibile e concreta a un simile modello ultra-liberista, ed è un'alternativa alla quale il nostro Paese che gode di un patrimonio unico al mondo in termini di biodiversità agraria e alimentare, non può non guardare con estremo interesse; biodiversità, tipicità, e qualità della produzione, con i relativi necessari controlli, legati ad una visione sociale e solidaristica delle produzioni, tipica della nostra tradizione, sono un'alternativa concreta che il nostro Paese ha la necessità difendere e sostenere anche prevedendo le necessarie sinergie con modelli produttivi come quello rappresentato dall'alba; l'11 giugno 2014 veniva approvata in III Commissione la risoluzione a prima firma Di Battista con la quale si impegnava, tra gli altri, il governo «a intensificare e rafforzare i rapporti politici, culturali, diplomatici ed economici con i Paesi dell'america Latina e dei Caraibi, in particolare con i Paesi appartenenti alla menzionata ALBA nel quadro della tradizionale attenzione per tutti i processi di integrazione in atto nel sub Continente»; in risposta alla citata risoluzione, il 17 ottobre 2014 il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale faceva pervenire alla Presidenza della Camera dei deputati la consueta relazione sui seguiti dati all'attuazione degli impegni assunti dal Governo circa la risoluzione menzionata ove, tuttavia, risultavano esplicitati semplicemente gli eccellenti e ottimali rapporti che il nostro Paese intrattiene storicamente con i Paesi dell'america Latina, le occasioni di incontri tra istituzioni ministeriali e il rafforzamento e 11

12 consolidamento di antichi rapporti di amicizia, senza alcun cenno a impegni concreti, siano essi accordi o trattati bilaterali, per il sostegno alle politiche di nuova solidarietà legate al progetto ALBA; a cadenza biennale, a partire dal 2003, si tengono, su impulso anche del nostro Paese, attraverso l'impegno profuso dall'istituto Italo-Latino Americano (IILA), delle Conferenze Italia- America Latina e Caraibi ad alto livello politico, e la prossima cade nel giugno 2015, a Milano, con competenze di promozione e scambio nel campo sociale, economico, tecnico e culturale, impegna il Governo: ad accogliere, a partire dalla prossima Conferenza Italia-America Latina e Caraibi che si terrà a Milano nel mese di giugno 2015, l'invito del segretario generale dell'alba-tcp, Bernardo Alvarez, a valutare l'apertura di un tavolo negoziale su nuovi accordi commerciali ed energetici con i Paesi appartenenti all'alba; ad adoperarsi nelle competenti sedi comunitarie affinché le trattative relative al Transatlantic trade and investment Partnership (TTIP) tengano in massima considerazione il rispetto di principi fondamentali come la difesa della biodiversità e della qualità delle produzioni agroalimentari e siano orientate all'affermazione di un modello di produzione e di commercio che non sia del tutto svincolato dal principio di solidarietà, di un sistema finalizzato cioè al benessere dei popoli e non solo al profitto di pochi produttori; sempre con riferimento al Transatlantic trade and investment Partnership a garantire la massima partecipazione e informazione dei cittadini alle trattative che sono tuttora in corso e, in secondo luogo, a valutare la possibilità di superare il modello economico, finora predominante, dei trattati di aerea di libero scambio prendendo spunto e riferimento dal modello solidale, compensativo offerto dall'alba-tcp; a presentare, sempre nell'ambito della citata conferenza, progetti di integrazione, ovvero di revisione, dei trattati bilaterali o multilaterali in campo sociale, economico, tecnico e culturale, nel solco di quanto sta esprimendo questo nuovo modello di integrazione e solidarietà tra i popoli latinoamericani che aderiscono all'alba, unitamente all'organizzazione PetroCaribe; ad attivarsi affinché, nel corso dei costanti contatti che il nostro Paese intrattiene con l'alleato americano, si sostengano e si incentivino un cambiamento politico e un reale allentamento delle tensioni nei confronti del Venezuela da parte dell'amministrazione statunitense; con riferimento alla questione della moneta SUCRE, e in merito alla incapacità di fuoruscire dalla crisi economica della zona euro con gli strumenti finora impiegati, a promuovere un sistema monetario di tipo compensativo similare, unitamente agli altri Paesi dell'europa del sud. ( ) 12

13 Interrogazione a risposta scritta: sull inchiesta del settimanale l'espresso sul Ministro dell'interno, anche in riferimento ad Andrea Gemma di Eni SCOTTO (SEL) Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. Per sapere premesso che: in data 17 aprile 2015 il settimanale l'espresso ha pubblicato un'inchiesta sul Ministro dell'intero intitolata «Gli Angeli di Angelino. La moglie, l'avvocato Gemma, i fratelli Clarizia: una rete compatta che fa capo al Ministro dell'interno. Tra incarichi pubblici, banche e cattedre universitarie, un intreccio di interessi da centinaia di migliaia di euro» a firma di Emiliano Fittipaldi; in particolare, secondo quanto riportato da «l'espresso», l'avvocato Andrea Gemma, rappresenterebbe «la punta di punta di diamante di una rete di potere gigantesca, una lobby compatta e sconosciuta che ha nel ministro Angelino Alfano uno dei suoi cardini principali, e nei professionisti Renato e Angelo Clarizia due incursori fenomenali. Un gruppo i cui interessi spaziano da incarichi pubblici da centinaia di migliaia di euro a cattedre di importanti università, dal business delle curatele fallimentari alle poltrone di cda di partecipate come Eni. In un intreccio di rapporti professionali e amicali, di scambi e di favori, che coinvolgono non solo banchieri e avvocati, ma anche il ministro dell'interno e sua moglie Tiziana Miceli»; in particolare, gli avvocati Andrea Gemma e Angelo Clarizia avrebbero da poco anche vinto (con un raggruppamento temporaneo d'impresa) l'importantissima gara per i servizi legali dell'expo da 630 mila euro. Ma questo si tratterebbe solo l'ultimo di una lunga serie di risultati eccellenti. Dall'inchiesta condotta da l'espresso, infatti, emerge che, l'avvocato Angelo Clarizia avrebbe ottenuto consulenze legali pure per la Valtur, di cui l'avvocato Andrea Gemma era diventato commissario straordinario poco prima; inoltre, l'inchiesta de l'espresso evidenzia che con lo studio di Angelo Clarizia avrebbe lavorato anche l'avvocato Tiziana Miceli: i due avvocati, fino al 2014 avrebbero infatti curato gli interessi di una società (la Serit) di cui l'avvocato Andrea Gemma è commissario straordinario; infine, l'inchiesta evidenzia, con riferimento ad una stretto congiunto del Ministro dell'interno, che «L'avvocato Miceli tiene a precisare che l'unica consulenza da lei svolta a favore di una pubblica amministrazione, ad oggi, è quella ricevuta dall'assessore alla Sanità della regione Sicilia nel », si legge in una richiesta di risarcimento danni mandata a l'espresso tre anni fa. In realtà come dimostrano alcune carte del Tar Sicilia la moglie di Angelino ha difeso altri enti pubblici, come il comune di Casteltermini, un'azienda ospedaliera di Palermo, l'istituto autonomo Case popolari di Palermo (guidato fino al 2001 dal forzista Diego Cammarata) e la provincia di Agrigento, incarico assegnatole nel 2006 quando il presidente era Vincenzo Fontana, attualmente 13

14 deputato regionale in Sicilia dell'ncd. Oggi la Miceli è titolare di uno studio romano poco conosciuto (la «RM Associati», con sede a Piazza Navona), che non ha un sito internet e non ama farsi pubblicità sul web. Nella RM, oltre a Tiziana, c è un altro avvocato di Angelino, Fabio Roscioli. Dopo gli incarichi in Sicilia sembra che le cose stiano andando bene anche nella capitale: non solo nel 2010 Tiziana ha guadagnato 229 mila euro (la moglie del ministro dell'interno ha dato il consenso per pubblicare la dichiarazione dei redditi solo quell'anno), «l'espresso» ha scoperto che la Miceli tra fine 2014 e inizio 2015 s è aggiudicata dalla Consap (la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata dal Ministero dell'economia) ben cinque consulenze nuove di zecca. Gli importi, si legge nelle determine firmate dall'amministratore delegato Mauro Masi (ex dg della Rai in quota berlusconiana) «saranno quantificati all'esito delle attività». Speriamo, per le casse pubbliche, non siano troppo alti»; l'inchiesta condotta dal settimanale l'espresso mette, quindi, in evidenza una scia di consulenze pubbliche e incarichi che, pur non avendo rilievo di carattere giudiziario, sono idonee a compromettere l'immagine nazionale e internazionale dell'attuale Ministro dell'interno che, oltre ad essere segretario di un partito di Governo, non poteva non sapere che ogni tipo di rapporto che uno stretto congiunto poneva in essere con la pubblica amministrazione, anche se lecito, poteva essere viziato dalla propria posizione; si rileva, inoltre, che nella serata del 16 aprile 2015 il Ministro dell'interno ha voluto replicare alle anticipazioni pubblicate dalla stampa affermando che «Purtroppo L'Espresso insiste e ci ricasca: non appagato dalla recente condanna per diffamazione subita in Tribunale dove mi è stato riconosciuto il danno subito replica il disegno denigratorio nei confronti miei e di mia moglie. Come al solito, L'Espresso costruisce scenari mistificatori e suggestivi. Ancora una volta questo organo di disinformazione mirata si esercita nel tentativo vano, ma non per questo meno grave, di gettare discredito, e non soltanto sulla mia persona». «Ci rivedremo, mio malgrado, di fronte a un Tribunale che saprà individuare tra persone defunte date per vive, circostanze false, notizie irrilevanti, fatti comici, errori marchiani e astruse manipolazioni della realtà, tutti gli elementi del doloso e reiterato intento diffamatorio»; pur tuttavia si deve evidenziare che l'espresso, prendendo atto della dichiarazione del Ministro Alfano, ha risposto evidenziando che il Ministro Alfano, tuttavia, non smentisce nessuna delle circostanze documentate descritte nell'inchiesta e che, nel frattempo, l'amministratore delegato della Consap, Mauro Masi, ha ammesso pubblicamente che Tiziana Miceli lavora per la società controllata dal Ministero dell'economia dal 2011 : se il Ministro non intenda chiarire pubblicamente e in modo puntuale la propria posizione e se il Presidente del Consiglio non intenda adottare ogni iniziativa di competenza per prevenire a tale risultato, posto che i fatti descritti dall'inchiesta condotta da l'espresso, pur non avendo rilievo di 14

15 carattere giudiziario, appaiono idonei a compromettere l'immagine nazionale e internazionale dell'attuale Ministro dell'interno; quanto sia l'ammontare complessivo dei compensi sino ad oggi erogati a vario titolo con risorse pubbliche nei confronti degli avvocati e dei professionisti citati dall'inchiesta. ( ) Interpellanza: sulle perforazioni di idrocarburi in Abruzzo e nel mare Adriatico MELILLA (SEL) Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere premesso che: la regione Abruzzo rischia di trasformarsi da regione dei parchi a distretto petrolifero; in un recente dossier delle associazioni ambientaliste si evidenzia lo stato attuale delle ricerche e perforazioni di idrocarburi in Abruzzo (in terra e mare): 2.213,05 chilometri quadri interessati da permessi di ricerca, 441,294 chilometri quadri interessati da concessioni di coltivazione, 101,03 chilometri quadri interessati da concessioni di stoccaggio, 35,72 chilometri quadri interessati da istanze per concessione di coltivazione, 1.018,00 chilometri quadri interessati da istanze per concessioni di stoccaggio, 4.222,80 chilometri quadri interessati da istanze per permessi di ricerca; in una nota il Wwf Abruzzo sottolinea come nel 2009 il 51,7 per cento del territorio era interessato da istanze di ricerca ed estrazione di idrocarburi; in queste settimane il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha dato o si accinge a dare il proprio parere positivo ad una decina di nuovi pozzi destinati alla ricerca o all'estrazione di petrolio, tutti all'interno delle 12 miglia; riepilogando si tratta di: Elsa2, società Petroceltic, un pozzo esplorativo a 7 chilometri dalla spiaggia di Lido Riccio ad Ortona (Chieti) (parere positivo della commissione V.I.A. a marzo 2015, in attesa del decreto); Ombrina mare, società Rockhopper, 4-6 pozzi di estrazione a 6 chilometri miglia dalla costa di fronte a S. Vito chietino, (parere positivo della Commissione V.I.A. a marzo 2015, in attesa del decreto); Rospo mare, società Edison, 3-4 nuovi pozzi di estrazione a 20 chilometri dalla costa di fronte a Vasto (decreto di compatibilità ambientale emanato il 15 aprile 2015); praticamente è interessato tutto il fronte della costa teatina, con un progetto a nord (Elsa2), uno al centro (Ombrina) e uno al sud (Rospo mare), in un'area in cui vi è il parco nazionale della costa teatina; sono tutti progetti fermati nel 2010 dal decreto dell'allora Ministra dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Prestigiacomo che vietava nuove trivellazioni all'interno delle 12 miglia e «resuscitati» ad avviso dell'interrogante colpevolmente dal decreto del Ministro dello 15

16 sviluppo economico Passera del Governo Monti nel 2012 che escludeva dall'applicazione del provvedimento i procedimenti in corso; sono numerose le criticità procedurali e di contenuto; il parere del comitato VIA considerato valido è quello rilasciato nel 2009, senza tener conto delle mutate condizioni ambientali e sociali; non viene considerato l'effetto cumulo con gli altri progetti; tutte queste procedure non sono state assoggettate a valutazione ambientale strategica, con il paradosso che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare richiede tale adempimento al Governo Croato per le nuove concessioni in Adriatico e poi non applica la procedura a quelle di propria competenza; non è stato ripubblicato, come invece accaduto per Ombrina, il progetto per le osservazioni del pubblico alla procedura di V.I.A.-A.I.A. congiunta; l'analisi del rischio per gli incidenti non è stata esaminata dalla Commissione che però l'ha richiesta entro l'avvio dei lavori (quindi è riconosciuto come aspetto critico del progetto). Ma, ad avviso dell'interrogante, la procedura di valutazione di impatto ambientale così perde totalmente di significato, se gli elementi indispensabili per una corretta valutazione vengono rimandati alla fase esecutiva : se non intendano assumere iniziative volte a non concedere le autorizzazioni per evitare che tutti questi interventi mettano a serio rischio il futuro ambientale della regione Abruzzo e del mare Adriatico. ( ) Interrogazione a risposta in Commissione: sulla bonifica della raffineria Tamoil di Cremona ROSTELLATO (MISTO) Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per sapere premesso che: nella XVI legislatura è stata presentata dai deputati radicali, primo firmatario Maurizio Turco, l'interrogazione a risposta scritta rimasta senza risposta con la quale si chiedeva quali fossero le ragioni del ritardo con il quale il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva richiesto i verbali delle udienze preliminari al fine di costituirsi parte civile nel processo contro alcuni amministratori della raffineria Tamoil di Cremona, visto che durante l'udienza tenutasi il 19 novembre 2012 il giudice Guido Salvini aveva reso noto di aver ricevuto tale richiesta solo il 31 ottobre 2012 quando appena il 27 ottobre aveva ammesso gli imputati al rito abbreviato; in data 18 luglio 2014 è stata emessa una sentenza con la quale sono stati condannati i dirigenti della raffineria Tamoil di Cremona: GILBERTI ENRICO per il reato di cui agli articoli del codice penale alla pena di anni sei di reclusione e per quello di cui all'articolo 257 del decreto legislativo n. 152 del 2006 alla pena di sei mesi di arresto e euro di ammenda e BILLI 16

17 GIULIANO GUERRINO per il reato di cui agli articoli del codice penale alla pena di anni tre di reclusione oltre al pagamento in solido delle spese processuali relative al reato cui la condanna si riferisce e l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e li dichiara altresì in stato di interdizione legale durante l'espiazione alla pena; ABULAIHA MOHAMED SALEH e COLOMBO PIERLUIGI alla pena di un anno e otto mesi di reclusione ciascuno per il reato di cui all'articolo 449 del codice penale e alla pena di quattro mesi di arresto e di euro di ammenda per il reato di cui all'articolo 257 del decreto legislativo n. 152 del 2006 oltre al pagamento in solido delle spese processuali relative al reato cui la condanna si riferisce concedendogli il beneficio della sospensione condizionale della pena subordinando tale beneficio alla prosecuzione dei necessari interventi di bonifica e ripristino ambientale; GILBERTI, BILLI, ABULAIHA e COLOMBO al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali cagionati alle costituite parti civili che saranno liquidati in separato giudizio civile assegnando alle parti civili una provvisionale immediatamente esecutiva; al Comune di Cremona che al pari del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non si è costituito parte civile è stata riconosciuta una provvisionale di 1 milione di euro in ragione del fatto che il dottor Gino Ruggeri, segretario dell'associazione radicale Piero Welby di Cremona, iscritto nelle liste elettorali del comune di Cremona si è avvalso, in ragione del mancato intervento del comune, della facoltà di cui all'articolo 9 del Testo unico degli enti locali; nella sentenza si legge: «il comune di Cremona, rimasto estraneo al processo, affermi brevemente nella delibera in data 25 maggio 2012 che ha portato alla scelta di non costituirsi che dalla condotta della TAMOIL non sarebbero derivati al comune di Cremona danni di natura patrimoniale diversi dal danno ambientale di esclusiva pertinenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare»; «appare infine opportuno ricordare (...) che il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nonostante la natura dei reati contestati agli imputati, e pur ritualmente e più volte informato (ad esempio la comunicazione di questo ufficio al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 17 maggio 2012, 9 luglio 2012 e 9 ottobre 2012 non seguite da alcun intervento), non ha presenziato alle udienze né si è costituito parte civile» : visto che la prima comunicazione del Giudice per le indagini preliminari di Cremona è del 17 maggio 2012, a cui sono seguiti i solleciti del 9 luglio e 9 ottobre 2012, se risulti agli atti per quali motivi il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare abbia richiesto i verbali delle udienze preliminari al fine di costituirsi parte civile nel processo contro alcuni amministratori della raffineria Tamoil solo il 31 ottobre 2012, giusto 4 giorni dopo che il giudice aveva ammesso gli imputati al rito abbreviato; se risulti agli atti quando il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha ricevuto l'informazione inviata il 17 maggio dal tribunale di Cremona e 17

18 quale procedura è stata seguita per questa e le successive informazioni del 9 luglio e del 9 ottobre per arrivare al 31 ottobre, data in cui il Ministero ha richiesto in tempo non più utile i verbali delle udienze preliminari al fine di costituirsi parte civile; se e quanto sia stato speso e/o sia previsto di spendere nella bonifica della raffineria Tamoil di Cremona. ( ) Interrogazione a risposta in Commissione sui progetti di «chimica verde» in Basilicata LATRONICO (FI) Al Ministro dello sviluppo economico. Per sapere premesso che: con l'interrogazione a risposta scritta , tuttora senza risposta, l'interrogante ha chiesto informazioni sui progetti di «chimica verde» in Basilicata; nell'aprile del 2013 l'allora governatore De Filippo, aveva chiesto alle compagnie petrolifere operanti sul territorio della regione Basilicata, di «mettersi su una linea di rispetto nei confronti della Regione» richiedendo l'avvio di iniziative un dossier per portare la «chimica verde» in Basilicata e creare un nuovo «polo da almeno 2 mila posti di lavoro»; nella primavera 2014 la Fondazione Mattei ha presentato i dati sull'occupazione in Val d'agri (rilevata al 2013) che evidenziano come solo lucani sono al lavoro nell'area petrolifera sui lavoratori totali; anzi, negli ultimi tempi, abbiamo visto la stessa «chimica verde» prendere forma altrove: nel 2014 in Sardegna, a Porto Torres e poi a Gela, in Sicilia, dove sempre l'estate scorsa, dopo l'annuncio del ridimensionamento del petrolchimico, lavoratori e istituzioni alzarono le barricate fino ad ottenere la riconversione dello stabilimento in «raffineria verde»; si apprende dalla stampa che 70 dipendenti Eni di Gela sono «in trasferta» a Viggiano per un periodo di formazione; ma pare se ne attendano molti di più forse addirittura 250, con il rischio che la trasferta divenga trasferimento; l'eni quindi parrebbe intenzionata a ridurre il personale di Gela, portandolo in Basilicata; il 15 aprile c è stato un duro confronto tra l'eni e i sindaci della Val d'agri, che hanno ricordato all'ente (tuttora per circa il 30 per cento di proprietà del Tesoro) come per la SATA di Melfi fu raggiunto un accordo Fiat, Regione e parti sociali che riservò l'80 per cento delle assunzioni ai lucani. Un accordo che oggi, senza che ci sia stata nessuna interlocuzione è stato replicato autonomamente dalla Fca di Marchionne: degli attuali nuovi assunti, l'80 per cento (secondo fonti sindacali) è costituito da lucani : quali informazioni possa fornire il Ministro interrogato sul dossier chimica verde in Basilicata; se non ritenga opportuno intervenire nei confronti delle società petrolifere impegnate sul territorio, in favore del lavoro dei lucani in Basilicata, considerato che l'occupazione dei lucani nel settore 18

19 degli idrocarburi, deve considerarsi anche una misura di compensazione per i danni ambientali provocati dalle estrazioni petrolifere. ( ) Risposta del Sottosegretario per l istruzione, l università e la ricerca, Angela D Onghia all interrogazione n di Filippo Gallinella (M5S) sulle sperimentazioni relative alla produzione di energia attraverso processi di fissione piezonucleare. In merito a quanto prospettato dall'onorevole interrogante si forniscono le seguenti informazioni acquisite dal CNR con nota del 17 aprile In data 2 ottobre 2006 il Consiglio nazionale delle ricerche ha depositato presso l'ufficio italiano brevetti e marchi il brevetto denominato «Apparecchiatura e procedimento per la produzione di neutroni mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze», a titolarità esclusiva del medesimo Ente. Nella stessa data il CNR ha depositato altre due domande di brevetto con l'intento di tutelare, attraverso un piccolo cluster brevettuale, i risultati della ricerca che stavano scaturendo dal proprio Istituto per lo studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN-CNR). La tutela assicurata dalla priorità italiana è stata, per tutte e tre le domande di brevetto, estesa a livello internazionale entro l'anno di priorità attraverso la procedura PCT (Patent Cooperation Treaty) considerata l'opportunità, da parte dell'inventore, dell'istituto e del Dipartimento di afferenza, di proseguire nell'investimento in attesa di verificare l'evidenza sperimentale sulla tecnologia. Al termine della sua durata, 18 mesi, la procedura PCT non è stata proseguita con convalide a livello regionale e nazionale dati i costi che tali procedure comportano e in assenza di interessi industriali e si è quindi lasciata attiva la sola tutela derivante dalla priorità italiana. Si ricorda, in proposito, che l'esame approfondito della solidità brevettuale in termini di novità e altezza inventiva è stato introdotto in Italia solo negli ultimi anni e la valutazione e successiva concessione dei brevetti a livello italiano era, all'epoca, molto meno stringente di quanto lo sia adesso. La portata della tutela, solo a livello italiano, e le scarse manifestazioni di interesse industriale nel tempo manifestate e mai concretizzate, hanno condotto a diverse valutazioni circa l'opportunità di proseguire nel mantenimento dei brevetti. Col passare del tempo, sono emersi dubbi sul valore degli stessi, indipendentemente dalla tecnologia rivendicata, in relazione al suo mercato di riferimento. In occasione della decisione circa l'opportunità di prosecuzione nel mantenimento per l'ottava annualità, la struttura del CNR responsabile della gestione della proprietà intellettuale, in una logica di ottimizzazione delle risorse destinate al portafoglio brevetti in relazione alla possibilità di sfruttamento industriale, ha deciso, in accordo con il Direttore del Dipartimento e a seguito della valutazione del Presidente in carica protempore, per l'abbandono dei citati tre brevetti, ai sensi dell'articolo 19 del Regolamento per la 19

20 generazione, gestione e valorizzazione della proprietà intellettuale sui risultati della ricerca del CNR (si veda Gazzetta ufficiale n. 281 del 30 novembre 2013). In base alla richiamata disposizione, l'inventore ha potuto esercitare il diritto a subentrare nella titolarità dei diritti di proprietà intellettuale, con accollo delle spese di manutenzione e di subentro. L'accordo di cessione è stato sottoscritto il 5 marzo 2014, e registrato dall'inventore in data 5 marzo 2015 presso l'agenzia delle entrate. Lo stesso inventore ha presentato istanza di trascrizione della dichiarazione di avvenuta cessione in data 12 marzo 2015; la conferma ufficiale della trascrizione sarà emessa tra qualche mese. Per quanto riguarda, infine, l'attività di sperimentazione finalizzata alla produzione di energia attraverso processi di fusione piezonucleare da parte della Società Ansaldo nucleare e circa eventuali aggiornamenti in merito ai progressi di tale sperimentazione, si rappresenta che allo stato attuale degli atti il CNR non è a conoscenza di possibili attività di sperimentazione da parte della stessa Ansaldo nucleare. Di seguito il testo dell interrogazione. Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Per sapere premesso che: sin dal 2005 nel nostro Paese sono stati avviati esperimenti finalizzati alla produzione di energia attraverso processi di fissione piezonucleare; tali sperimentazioni sono state condotte dal CNR con la collaborazione delle forze armate e della società Ansaldo nucleare; nel rispondere ad un atto di sindacato ispettivo sul tema (n ) il Sottosegretario alla difesa delegato ha affermato che dal 2008 non è stata condotta più alcuna attività sperimentale sotto la supervisione dello stesso dicastero e che gli esiti complessivi della ricerca risultano controversi non avendo ottenuto riscontri sperimentali unanimi in seno alla comunità scientifica; nella stessa risposta, il Sottosegretario alla difesa ha altresì affermato che la realizzazione di prototipi per la sperimentazione e lo sviluppo di attività per la fissione nucleare non risulta di propria competenza e pertanto il brevetto «apparecchiature e procedimento per la produzione di neutroni mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze» è, dal 2010, in capo al solo CNR; nel rispondere ad un successivo atto di sindacato ispettivo (n ) il Viceministro dello sviluppo economico afferma che, in riferimento al brevetto succitato, si può solo affermare che lo stesso è stato depositato presso la direzione generale competente per i brevetti e i marchi il 2 ottobre del 2006 con il titolo «apparecchiature e procedimento per la produzione di neutroni mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze», concesso in data 29 marzo 2010 e risulta titolare il Consiglio nazionale delle ricerche; da quanto risulta la società Ansaldo nucleare sta conducendo ulteriori ricerche volte a trasformare l'innovazione in materia di fissione piezonucleare in un prototipo 20

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