LA SISTEMATICA IMITAZIONE (CD. PARASSITARIA) DI POLITICHE AZIENDALI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "LA SISTEMATICA IMITAZIONE (CD. PARASSITARIA) DI POLITICHE AZIENDALI"

Transcript

1 LA CONCORRENZA SLEALE (PARTE QUARTA) PROF. GUIDO BEVILACQUA

2 Indice 1 LA SISTEMATICA IMITAZIONE (CD. PARASSITARIA) DI POLITICHE AZIENDALI LE VIOLAZIONI DI NORME PUBBLICISTICHE LE ALTRE FORME DI VIOLAZIONE DEI PRINCIPI DELLA CORRETTEZZA PROFESSIONALE L IDONEITÀ A DANNEGGIARE L ALTRUI AZIENDA DANNO CONCORRENZIALE E POTENZIALITÀ di 12

3 1 La sistematica imitazione (cd. parassitaria) di politiche aziendali Il parassitismo concorrenziale resta una delle problematiche fonte di maggiori conflitti dottrinali all interno dello studio della concorrenza: il contrasto, infatti, non riguarda in questo caso la classificazione degli atti rilevanti ai fini del giudizio di slealtà, né tanto meno la definizione delle problematiche probatorie. Ad un orientamento che propugna la configurabilità nel nostro ordinamento di tale condotta sleale, si contrappone, infatti, una concorrente di pensiero che ritiene legittima l attività definita parassitaria, siccome idonea a contrastare tendenze filo monopolistiche ed a favorire la libera apprensione dei ritrovati non coperte da tutele brevettuali. Nell ottica del suo più strenuo assertore la concorrenza parassitaria è forma di imitazione che non ha natura confusoria, perché non tende a creare alcuna confusione tra imitatore ed imitato, e che si concreta nel copiare tutto quello che fa il concorrente, l appropriarsi di ogni sua idea, il seguirlo passo passo in tutte le sue realizzazioni. Per sua natura, dunque, un siffatto comportamento, pur non ingenerando confusione di attività, impresa o prodotti (caso in cui potrebbe venire repressa ex art. 2598, n. 1) dovrebbe ugualmente essere da reprimere come tipicamente contrario a quelle pratiche professionali, a quegli usi, che presiedono all ordinato svolgersi della concorrenza. Il parassitismo, inteso come sopra, si è visto è, in altre parole, di per sé, un mezzo sleale di svolgere la concorrenza. L intera attività, che da esso è caratterizzata, diventa quindi sleale. Ed evidente è l idoneità a danneggiare l altrui azienda, secondo gli elementi costitutivi dell ipotesi di cui all art. 2598, n. 3. Hanno manifestato adesione alla teoria della concorrenza parassitaria diversi studiosi. Sul piano dogmatico la critica più radicale rivolta a tale teoria è certamente quella del Carnelutti : quel tipo di concorrenza sleale che il Franceschelli chiama concorrenza parassitaria, è una specie di <<miracolo logico>> in virtù del quale <<atti innocui>>, e perciò leciti come atti singoli, diventano nocivi e illeciti nel loro insieme, cioè nella loro continuazione; è vero che non vi si può applicare l art. 2598, n. 1, ossia la fattispecie della concorrenza sleale per confusione; ma la illiceità dell atto, cacciata per la porta, rientra per la finestra del n. 3 attraverso il vago concetto della correttezza professionale; siamo perciò veramente nel caso di una somma di zeri che produce una unità. 3 di 12

4 La nostra giurisprudenza ha ormai saldamente recepito il principio della slealtà della concorrenza parassitaria (ciò che ha indotto anche uno dei più tenaci avversari di tale teoria ad ammettere la configurabilità sul piano della slealtà, sollecitandone però una applicazione assai restrittiva). A proposito della slealtà dell imitazione parassitaria la giurisprudenza ha affermato che ha diritto di ingresso nel nostro sistema legislativo, sotto il n. 3 dell art cod. civ., la cd. concorrenza parassitaria, laddove l attività commerciale dell imitatore si traduca in un cammino continuo e sistematico (anche se non integrale) essenziale e costante sulle orme altrui, perché l imitazione di tutto o di quasi di tutto quel che fa il concorrente, l adozione più o meno immediata di ogni sua iniziativa, seppure non realizzi una confusione di attività e di prodotti, è contrario alle regole che presiedono all ordinario svolgimento della concorrenza. Al contempo, però, si sancivano rigorosi limiti a presidio del giudizio di slealtà: la repressione della concorrenza parassitaria non legittima alcuna posizione di monopolio al di là dei limiti in cui la privativa è ammessa dalla legge, perché l accento non viene tanto posto su una pretesa illimitata tutela di un determinato oggetto, di una idea, di un risultato, ma sulla continua e sistematica imitazione di tutte le iniziative di un determinato concorrente, nello sfruttamento a proprio vantaggio delle idee e delle organizzazioni altrui nel che si ravvisa quel comportamento sleale che la legge condanna. La Suprema Corte ha inteso soprattutto ribadire la fondamentale importanza di una attività reiterata nel tempo ai fini dell individuazione del parassitismo sleale. Sul punto, una recente statuizione individua nell attuazione o meno di una forma di concorrenza di tipo parassitario il discrimine tra illiceità e liceità della condotta di un ex dipendente che utilizzi la professionalità acquisita presso l impresa di provenienza in danno di quest ultima. Tra la magistratura di merito in epoca recente si segnala una statuizione che riconnette la liceità di una condotta apparentemente parassitaria alla necessarietà dell adozione, per lo svolgimento di talune attività e per l offerta di taluni servizi, di modalità analoghe poiché strettamente connaturate a quelle attività ed a quei servizi. Il gestore di una carta, che attribuisce ai titolari la fruizione agevolata di servizi resi da esercizi convenzionati, non compie atto di sleale concorrenza per concorrenza parassitaria se immette sul mercato un prodotto la carta che tipologicamente corrisponde a quello inizialmente concepito e diffuso da altro imprenditore, anche se per lanciare la nuova carta, si attuino le stesse modalità dell imprenditore concorrente trattandosi di modalità che costituiscono per certi profili passaggi obbligati o, per altri profili, passaggi comunque naturalmente connessi al tipo di servizio che è 4 di 12

5 oggetto della comune offerta, al tipo di utenti cui essa è destinata, al tipo di esigenze promozionali che l offerta medesima inevitabilmente prospetta: modalità ed aspetti in relazione ai quali, cioè, ben pochi margini di differenziazione della propria attività sussistono rispetto all attività concorrente una volta assunta la decisione legittima di lanciare sul mercato un prodotto analogo a quello già offerto. Vi è da precisare che il medesimo requisito della sistematicità rappresenta il discrimine tra la condotta in esame e la imitazione servile non confusoria che ha invece carattere episodico: ciò, sebbene una recente statuizione abbia ammesso che la concorrenza parassitaria ricorre anche in presenza di un solo atto se lo stesso è idoneo a realizzare la sleale adozione sistematica del complesso delle scelte organizzative e commerciali di altro imprenditore concorrente. A tal proposito il commentatore ha correttamente precisato che <<il riferimento al termine atto>> deve essere considerato frutto di imprecisione <<trattandosi piuttosto di unica iniziativa, compiuta con più atti>>. 5 di 12

6 2 Le violazioni di norme pubblicistiche Fatta eccezione per coloro che individuano nella correttezza professionale un principio puramente etico (e che quindi ricollegano automaticamente alla violazione di norme pubblicistiche una condotta scorretta: cd. teoria della sufficienza della violazione), l orientamento dominante in dottrina è di tipo problematico: nel senso che vi sarebbero norme pubblicistiche munite di valenza direttamente concorrenziale, la cui violazione darebbe automaticamente luogo ad un illecito ex art. 2598, n. 3; e norme pubblicistiche estranee al regime della concorrenza per le quali sarebbe necessario di volta in volta indagare se la violazione di esse integri gli estremi dell atto sleale. La giurisprudenza tende a prescindere da classificazione di qualsivoglia genere ed ad effettuare una valutazione caso per caso: atteggiamento, questo, che finisce per negare rilevanza alla teoria secondo cui la violazione della norma pubblicistica rappresenterebbe anche (oltre, cioè, alla illiceità penale e/o amministrativa) una condotta illecita concorrenziale. In tal senso si è sostenuto che qualora il comune direttamente svolga un attività di tipo imprenditoriale, quale quella inerente al servizio delle onoranze funebri, senza però praticare prezzi non remunerativi o comunque non sostenibili dagli operatori privati, il verificarsi di concorrenza sleale in danno di questi ultimi non è ravvisabile nella circostanza che detta attività non rientri fra quelle per le quali è consentita l assunzione da parte degli enti territoriali, atteso che gli eventuali limiti posti dalla legge in proposito rispondono ad esigenze pubblicistiche e non costituiscono posizioni di diritto soggettivo in capo agli imprenditori privati. Ancora più chiaramente espressiva del medesimo approccio problematico ed al contempo risolutiva della problematica sottesa, è la recente statuizioni secondo cui in tema di concorrenza sleale, i comportamenti lesivi di norme di diritto pubblico non è necessario che integrino, di per se stessi, atti di concorrenza sleale, ai sensi dell art. 2598, n. 3, cod. civ., atteso che l obiettivo anticoncorrenziale può essere raggiunto anche attraverso comportamenti che, benché non siano previsti dalla legge, siano connotati dallo stesso disvalore di quelli espressamente regolati. Più in particolare la violazione delle norme pubblicistiche è sufficiente ad integrare la fattispecie illecita quando essa è causa diretta della diminuzione dell altrui avviamento ovvero quando essa, di per se stessa, anche senza un comportamento di mercato, abbia prodotto il vantaggio concorrenziale che non si sarebbe avuto se la norma fosse stata osservata. 6 di 12

7 In applicazione di tale principio, la Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso la sussistenza dell illecito concorrenziale nel fatto di un gestore di una sala cinematografica che aveva ampliato la capienza del locale, portandolo da 308 a 1000 posti, senza alcuna autorizzazione amministrativa. La medesima linea di tendenza si riscontra nella giurisprudenza di merito. In senso inverso è il recente orientamento giurisprudenziale, che ha escluso il carattere illecito di una vendita promozionale di tappeti per cessazione dell attività, sulla base dell accertamento compiuto dal giudice circa l effettiva cessazione della stessa, pur se non erano state osservate alcune prescrizioni formali relative alle vendite promozionali e nella quale è affermato il principio secondo cui la violazione di norme pubblicistiche può costituire anche atto di concorrenza sleale, sempre che non si risolva nella violazione di prescrizioni meramente formali, ma sia stato posto in essere con il fine obiettivo di danneggiare i concorrenti. 7 di 12

8 3 Le altre forme di violazione dei principi della correttezza professionale In quanto illecito atipico, quello disciplinato dal n. 3 della norma in commento sfugge naturalmente a schemi classificatori eccessivamente rigidi: sicché, quelli esaminati, rappresentano i modi usuali con i quali è venuta a manifestarsi nel tempo la violazione della correttezza professionale. Ciò non toglie che lo sviluppo tecnologico possa dare e darà certamente luogo a nuove forme sintomatiche di scorrettezza (si pensi all amplissimo terreno di prova che si apre con la diffusione delle comunicazioni via internet). La dottrina e la giurisprudenza sono concordemente orientate ad escludere la rilevanza concorrenziale della cd. imitazione servile non confusoria e (non parassitaria), sulla scorta del convincimento secondo cui nell ordinamento, al di fuori della confondibilità, l imitazione è lecita: ed ammettere l illiceità di una simile pratica significherebbe garantire perpetuamente il divieto di libera apprensione delle idee, il che non è consentito neppure nella disciplina dei diritti di privativa. Per un quadro sintetico delle forme <<asintomatiche>> di violazione della correttezza professionale, possono richiamarsi i seguenti enunciati: Cass. Civ. 1259/1999 ha ritenuto sleale la comunicazione pubblicitaria attuata da un quotidiano locale con la promozione di un gioco identico a quello ideato da un quotidiano nazionale; Cass. Civ /1997 ha ritenuto scorretto l invio di lettere di diffida (non integranti denigrazione a causa della mancata comunicazione al pubblico) dirette a far valere un brevetto della cui nullità il mittente era consapevole ; Cass. Civ. 6887/1996 ha escluso la slealtà di un comportamento attuatosi nella commercializzazione, mediante catalogo di prodotti di una nota casa di moda che aveva dato l assenso a tale commercializzazione per i propri prodotti relativi a collezioni fuori mercato; chiarisce la statuizione in esame che la concorrenza sleale deve, comunque, consistere in attività dirette ad appropriarsi illegittimamente dello spazio di mercato ovvero della clientela del concorrente, che si concretino nella confusione di segni prodotti, nella diffusione di notizie e di apprezzamenti sui prodotti e sull attività del concorrente o in atti non conformi alla correttezza professionale; con la conseguenza che l illecito non può derivare dal danno commerciale in sé, né nel fatto che una condotta individuale di mercato produca diminuzione di affari nel concorrente, in 8 di 12

9 quanto il gioco della concorrenza rende legittime condotte egoistiche, dirette al perseguimento di maggiori affari, attuate senza rottura delle indicate regole legali della concorrenza. Trib. Torino , DInd, 1998, 350, ha ritenuto sleale la condotta dell imprenditore che non si era adeguato ad un provvedimento del Giurì di autodisciplina; Trib. Napoli , DInd, 1997, 867, ha ritenuto sleale la condotta di una emittente locale concretizzatasi nella comunicazione di dati di ascolto non veritieri; Trib. Milano , DInd, 1997, 189, che ha escluso la rilevanza sul piano concorrenziale di accordi diretti a garantire al solo inventore l esclusiva di sfruttamento di intenzioni non brevettate (o non validamente brevettate) né <<segrete>>, riservandone l area di operatività alla sola normativa anti monopolistica. 9 di 12

10 4 L idoneità a danneggiare l altrui azienda Il secondo requisito cui l art. 2598, n. 3 cod. civ. subordina la <<slealtà>>, vale a dire l illiceità dell atto di concorrenza, è costituito come abbiamo detto a suo tempo, dalla idoneità di esso a danneggiare l altrui azienda. A proposito di questo requisito si dice di solito che, trattandosi, comunque, di atti di concorrenza, l idoneità a danneggiare dovrebbe esistere per definizione. Si può tuttavia rilevare che, a rigore, un atto di concorrenza (in senso economico) può anche essere innocuo, e che l idoneità a danneggiare è perciò un elemento costitutivo della fattispecie <<concorrenza sleale>> in senso tecnico-giuridico. Il requisito in questione, dunque, non è superfluo in quanto discrimina fra atti di concorrenza innocui e dannosi, attribuendo rilievo solo a quest ultimi. E stato correttamente osservato che l idoneità dannosa dell atto, per integrare la fattispecie che ci interessa, deve essere qualificata: nel senso che deve essere maggiore rispetto alla <<normale>> dannosità di un atto dello stesso tipo non scorretto. L osservazione, tuttavia, vale soltanto per le ipotesi in cui dell atto scorretto sia ipotizzabile un omologo corretto, vale a dire nei casi in cui il primo sia riconducibile ad un tipo di atti che possano essere corretti. Così si potrà dire che la pubblicità mendace per assumere rilievo deve presentare una idoneità dannosa maggiore rispetto alla pubblicità veritiera o che lo storno di dipendenti potrà qualificarsi illecito solo in quanto capace di arrecare un danno superiore a quello di una corretta assunzione di ex dipendenti del concorrente. Un discorso analogo, però, non può farsi per la denigrazione, cui non fa riscontro alcun omologo corretto. La dannosità di cui si tratta deve concernere, secondo la lettera della legge, <<l altrui azienda>>. Questa espressione potrebbe far pensare alla nozione di azienda enunciata dall art cod. civ., vale a dire al complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa. Tuttavia un interpretazione che limitasse la dannosità rilevante a quella che concerne i beni costituenti l azienda sarebbe assurdamente limitativa, ed è perciò pacifico che ci si debba riferire a qualsiasi danno economico che colpisca l impresa del concorrente, vale a dire l imprenditore in ogni aspetto della sua specifica attività. 10 di 12

11 La dannosità rilevante potrà dunque concernere sia gli elementi organizzativi interni dell impresa del suo patrimonio tecnologico e più in generale la sua sfera di segretezza, sia la sua immagine esterna, la sua proiezione sul mercato, sia la sua clientela; se si vuole, tutti gli elementi che di solito si ritiene costituiscano il suo avviamento. E val forse la pena di sottolineare che l identificazione, spesso proposta, della dannosità di cui si tratta con l idoneità dell atto allo <<sviamento di clientela>> del concorrente, sia a sua volta riduttiva, dato che vi sono atti di concorrenza sleale, come abbiamo già accennato, la cui dannosità non concerne affatto la clientela. 11 di 12

12 5 Danno concorrenziale e potenzialità Al tipo di danno di cui abbiamo or ora parlato ci riferiremo d ora in avanti con l espressione <<danno concorrenziale>>. E vedremo come questo concetto possa talora assumere una notevole rilevanza interpretativa per discriminare, nei casi dubbi, le fattispecie illecite da quelle (almeno sotto il profilo che interessa) lecite: nel senso che solo quelle idonee a produrre appunto un <<danno concorrenziale>> potranno essere qualificate come concorrenza sleale, mentre non potranno esserlo quelle che pure provochino all imprenditore un danno, ma di tipo diverso, per esempio personale. E giurisprudenza consolidata, anche dalla Suprema Corte, quella secondo cui << a concretare l ipotesi della concorrenza sleale è sufficiente che l atto relativo sia idoneo a danneggiare l altrui azienda, indipendentemente da un danno concretamente verificatosi>>. E si tratta di orientamento certamente conforme alla lettera della legge che appunto di mera <<idoneità>> parla. Si potrebbe, tuttavia, chiedersi in che modo un atto che concretamente non abbia provocato danno possa considerarsi idoneo a provocarlo. Quando però si consideri che l attività di concorrenza ha normalmente una dimensione temporale, vale a dire che di solito presenta una continuità nel tempo o è costituita da una ripetizione di atti, la risposta diventa agevole. Si avrà potenzialità dannosa senza danno attuale ad esempio quando si tratti di attività concorrenziale continuata che dal punto di vista quantitativo non abbia ancora raggiunto una dimensione sufficiente ad incidere negativamente sul concorrente. Ed un altro esempio si avrà nell ipotesi di tentativo, cioè in un caso in cui per definizione, essendo appunto rimasta l attività allo stadio di tentativo, un danno non si sia provocato, ma ci si trova tuttora in una situazione di potenzialità dannosa per la probabilità che il tentativo venga reiterato. La potenzialità dannosa del tentativo stesso, poi, andrà evidentemente valutata ex ante, cioè prescindendo dalla mancata riuscita di esso. 12 di 12

Diritto Industriale e del Commercio Internazionale. aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo

Diritto Industriale e del Commercio Internazionale. aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo Diritto Industriale e del Commercio Internazionale aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo DENIGRAZIONE E APPROPRIAZIONE DI PREGI a) diffusione di notizie e apprezzamenti sui prodotti e sull'attività

Dettagli

Diritto Industriale e del Commercio Internazionale. aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo

Diritto Industriale e del Commercio Internazionale. aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo Diritto Industriale e del Commercio Internazionale aa. 2008/2009 Docente: Alessandra Zanardo CONCORRENZA SLEALE art. 2598 e ss. c.c. (primo intervento normativo statale specifico) atti di concorrenza sleale

Dettagli

Rivoluzione industriale Liberismo economico LIVELLI OTTIMALI DI QUALITA E DI PREZZI

Rivoluzione industriale Liberismo economico LIVELLI OTTIMALI DI QUALITA E DI PREZZI fine XVIII inizio XIX Rivoluzione industriale Liberismo economico Libertà di accesso al mercato Regime concorrenziale GARANTISCONO LIVELLI OTTIMALI DI QUALITA E DI PREZZI VALORIZZAZIONE DEGLI OPERATORI

Dettagli

4. L azienda e la concorrenza tra le imprese

4. L azienda e la concorrenza tra le imprese 4. L azienda e la concorrenza tra le imprese Di cosa parleremo L azienda rappresenta il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa. Di essa, pertanto, fanno parte sia

Dettagli

La concorrenza sleale

La concorrenza sleale La concorrenza sleale di Giulia Serena Paganini 12 marzo 2013 Giulia Serena Paganini 1 Profilo privatistico della disciplina sulla concorrenza Vengono disciplinate le modalità di svolgimento della gara

Dettagli

Copyright Esselibri S.p.A.

Copyright Esselibri S.p.A. CAPITOLO TERZO LE SINGOLE FATTISPECIE DI CONCORRENZA SLEALE Sommario: 1. Atti di confusione. - 2. Denigrazione e appropriazione di pregi. - 3. Atti contrari alla correttezza professionale. 1. ATTI DI CONFUSIONE

Dettagli

LE FATTISPECIE DI CUI ALL ART. 2598 N. 2 COD. CIV.

LE FATTISPECIE DI CUI ALL ART. 2598 N. 2 COD. CIV. LA CONCORRENZA SLEALE (PARTE NONA) PROF. GUIDO BEVILACQUA Indice 1 LE FATTISPECIE DI CUI ALL ART. 2598 N. 2 COD. CIV. -------------------------------------------------------- 3 2 LA DENIGRAZIONE ---------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

ADOZIONE DELL ALTRUI SEGNO DISTINTIVO COME SEGNO DIVERSO

ADOZIONE DELL ALTRUI SEGNO DISTINTIVO COME SEGNO DIVERSO LA CONCORRENZA SLEALE (PARTE SETTIMA) PROF. GUIDO BEVILACQUA Indice 1 ADOZIONE DELL ALTRUI SEGNO DISTINTIVO COME SEGNO DIVERSO ------------------------------- 3 2 LA TUTELA DEL MARCHIO DI FATTO E DELLA

Dettagli

Web, televisione, pubblicità: diritti, tutele, risarcimenti

Web, televisione, pubblicità: diritti, tutele, risarcimenti Web, televisione, pubblicità: diritti, tutele, risarcimenti Milano 5 dicembre 2011 Il risarcimento del danno da comunicazione scorretta: profili tendenze Cesare de Sapia Risarcimento del danno norme del

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale di Verona Sentenza 6.6.2014 (Composizione monocratica Giudice LANNI) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE I nella persona del dott. Pier

Dettagli

LE VIOLAZIONI DI ESCLUSIVE CONTRATTUALI

LE VIOLAZIONI DI ESCLUSIVE CONTRATTUALI LA CONCORRENZA SLEALE (PARTE TERZO) PROF. GUIDO BEVILACQUA Indice 1 LE VIOLAZIONI DI ESCLUSIVE CONTRATTUALI ---------------------------------------------------------------- 3 2 IL BOICOTTAGGIO ---------------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

La contraffazione su Internet dei segni distintivi dell impresa: quali tutele ad opera della legislazione in materia

La contraffazione su Internet dei segni distintivi dell impresa: quali tutele ad opera della legislazione in materia La contraffazione su Internet dei segni distintivi dell impresa: quali tutele ad opera della legislazione in materia - 10 dicembre 2013 - Camera di Commercio di Torino 1 PECULIARITA DI INTERNET visibilità

Dettagli

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002

La premessa. Ischia, 23 settembre 2002 Ischia, 23 settembre 2002 Oggetto: parere sull ammissibilità del rimborso delle spese legali sostenute da ex amministratori comunali in procedimenti penali definiti con formula assolutoria. Viene chiesto

Dettagli

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.

La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex. La fine della tutela reale nei licenziamenti: una storia ancora tutta da scrivere. Dott.ssa Noemi Graceffo noemi.graceffo@ssalex.com La Corte Costituzionale, nell ormai lontano 1965, fu chiamata a pronunciarsi

Dettagli

Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente

Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente Il dovere di fedeltà del lavoratore dipendente L obbligo di fedeltà del prestatore di lavoro ha come fonte principale la norma contenuta nell art. 2105 c.c. che così recita: il prestatore di lavoro non

Dettagli

Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi

Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi Coordinamento Nazionale Quadri Direttivi TUTTO SUL DEMANSIONAMENTO (Parte 3 di 4) 6 IL DANNO ALLA PROFESSIONALITÀ L articolo 2103 cod. civ. afferma pertanto il diritto del lavoratore all effettivo svolgimento

Dettagli

Storno di dipendenti e concorrenza sleale: l animus nocendi e responsabilità del terzo interposto

Storno di dipendenti e concorrenza sleale: l animus nocendi e responsabilità del terzo interposto Storno di dipendenti e concorrenza sleale: l animus nocendi e responsabilità del terzo interposto Avv. Maurizio Bianco Tribunale di Torino, Sez. IX, 16 marzo 2012 Sommario: 1. Il caso; 2. Lo storno illecito

Dettagli

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso

RISOLUZIONE N. 60/E. Roma, 16 maggio 2005. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso RR RISOLUZIONE N. 60/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2005 OGGETTO: Istanza di interpello. X S.r.l. Trasformazione di società di capitali in società di persone e deducibilità

Dettagli

LE FORME <>

LE FORME <<INDEROGABILI>> LA CONCORRENZA SLEALE (PARTE OTTAVA) PROF. GUIDO BEVILACQUA Indice 1 LE FORME FUNZIONALI -------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LE FORME

Dettagli

Fiscal News N. 76. Dichiarazione infedele: quando è reato? La circolare di aggiornamento professionale 14.03.2014

Fiscal News N. 76. Dichiarazione infedele: quando è reato? La circolare di aggiornamento professionale 14.03.2014 Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 76 14.03.2014 Dichiarazione infedele: quando è reato? Senza la prova del dolo specifico, la condanna è illegittima Categoria: Contenzioso Sottocategoria:

Dettagli

Configurabilità dello storno dei dipendenti come atto di concorrenza sleale

Configurabilità dello storno dei dipendenti come atto di concorrenza sleale Configurabilità dello storno dei dipendenti come atto di concorrenza sleale di Piergiovanni Cervato avvocato* La recente e rilevante sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 4 settembre 2013, n.20228,

Dettagli

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo

Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo Lezione 11 Abuso di internet e di posta elettronica in azienda I vincoli al controllo La problematica. L introduzione dell informatica in azienda, in particolare nei processi produttivi modifica i rapporti

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione

Autorità Nazionale Anticorruzione Regione Lazio 25/11/2015 Oggetto: AG 84/2015/AC - Regione Lazio fusione di società interamente partecipate dalla regione - nomina del consiglio di amministrazione e del presidente della società Lazio Crea

Dettagli

DOMAIN NAMES E MARCHI Camera di Commercio di Ancona 7.6.2011

DOMAIN NAMES E MARCHI Camera di Commercio di Ancona 7.6.2011 DOMAIN NAMES E MARCHI Camera di Commercio di Ancona 7.6.2011 Fare clic per modificare lo stile del sottotitolo dello schema MARCO BIANCHI Internet è una rete telematica mondiale strutturata in codici di

Dettagli

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa

Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione. perché in presenza di un procedimento annullato in sede giudiziale o per l infruttuosa Ancora sul risarcimento del danno da illegittima occupazione Premessa La disciplina del risarcimento del danno arrecato dalla Pubblica Amministrazione, qualora la stessa avesse occupato aree di proprietà

Dettagli

PARTE SPECIALE SEZIONE XI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO

PARTE SPECIALE SEZIONE XI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO PARTE SPECIALE SEZIONE XI DELITTI CONTRO L INDUSTRIA E IL COMMERCIO INDICE 1. FATTISPECIE EX ART.25-BIS.1 D.LGS. 231/01 2. PRINCIPI DI COMPORTAMENTO 3. PRINCIPI GENERALI DI CONTROLLO 4. AREE A RISCHIO

Dettagli

La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust

La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust Master in Consulente Legale d Impresa Prospettive Nazionali e Internazionali La Responsabilità Oggettiva della Condotta Antitrust a cura di: Dott.ssa Stefania Palumbo Pagina 1 La responsabilità oggettiva

Dettagli

Negli ultimi anni, il contratto di associazione in partecipazione ex art. 2549, cod.civ., è

Negli ultimi anni, il contratto di associazione in partecipazione ex art. 2549, cod.civ., è l Correttivo. Dal 626 al 106, cambia la relazione datore/dipendente Nel nuovo D.Lgs. n. 81/2008 associato in partecipazione equiparato al lavoratore Negli ultimi anni, il contratto di associazione in partecipazione

Dettagli

Determinazione n. 3 del 23/04/2014

Determinazione n. 3 del 23/04/2014 Determinazione n. 3 del 23/04/2014 Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni contenute nell art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006 afferenti alle procedure di concordato preventivo

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014

OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 OSSERVATORIO SULLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA N. 2/2014 3. LA CORTE DI GIUSTIZIA UE SI PRONUNCIA SULLA PROPORZIONALITÀ DELLE MISURE IN MATERIA DI CONSERVAZIONE DI DATI GENERATI O TRATTATI NELL

Dettagli

MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E LEGGI SPECIALI: CONFERME GIURISPRUDENZIALI O QUESTIONI ANCORA APERTE?

MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E LEGGI SPECIALI: CONFERME GIURISPRUDENZIALI O QUESTIONI ANCORA APERTE? MALTRATTAMENTO DI ANIMALI E LEGGI SPECIALI: CONFERME GIURISPRUDENZIALI O QUESTIONI ANCORA APERTE? Commento alle sentenze n. 116066 del 26 marzo 2012 e n. 46784 del 21 dicembre 2005 della III Sezione Penale

Dettagli

Imprenditore e impresa

Imprenditore e impresa 1 la nozione di imprenditore 1 Imprenditore e impresa Il codice civile non fornisce una definizione di impresa, ma delinea, all art. 2082, i tratti caratterizzanti la figura dell imprenditore e fa ruotare

Dettagli

GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE

GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE GIURISPRUDENZA DEL CNF E DELLA CASSAZIONE a cura di Remo Danovi 1. Tenuta albi - Obbligo di comunicazione dell ammontare del reddito professionale alla Cassa di previdenza In tema di obblighi degli avvocati

Dettagli

CONTRIBUTORY INFRINGEMENT, CIRCOLAZIONE DI TECNOLOGIE FARMACEUTICHE E MERCATI INTERNAZIONALI

CONTRIBUTORY INFRINGEMENT, CIRCOLAZIONE DI TECNOLOGIE FARMACEUTICHE E MERCATI INTERNAZIONALI CONTRIBUTORY INFRINGEMENT, CIRCOLAZIONE DI TECNOLOGIE FARMACEUTICHE E MERCATI INTERNAZIONALI Avv. Debora Brambilla Dottore di ricerca brambilla@iplawgalli.com Contributoryinfringement o contraffazione

Dettagli

Centro Studi Anticontraffazione LA CONTRAFFAZIONE ON-LINE. Avv. Daniele Caneva Milano, 24 marzo 2011

Centro Studi Anticontraffazione LA CONTRAFFAZIONE ON-LINE. Avv. Daniele Caneva Milano, 24 marzo 2011 Centro Studi Anticontraffazione LA CONTRAFFAZIONE ON-LINE Avv. Daniele Caneva Milano, 24 marzo 2011 Due gruppi di illeciti che riguardano la violazione on-line di diritti di proprietà industriale e intellettuale

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A SENTENZA N. 1675/2012 DEL 3.2.2012 DELLA CORTE DI CASSAZIONE (SEZIONE II CIVILE) A CURA DI MICHELANGELO PRINCIPE

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A SENTENZA N. 1675/2012 DEL 3.2.2012 DELLA CORTE DI CASSAZIONE (SEZIONE II CIVILE) A CURA DI MICHELANGELO PRINCIPE NOTA A SENTENZA N. 1675/2012 DEL 3.2.2012 DELLA CORTE DI CASSAZIONE (SEZIONE II CIVILE) A CURA DI MICHELANGELO PRINCIPE La questione all esame della Seconda Sezione Civile della Suprema Corte concerneva

Dettagli

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice

Diritto dei mezzi di comunicazione. Indice INSEGNAMENTO DI DIRITTO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE LEZIONE VI LA DISCIPLINA DELLA PUBBLICITÀ COMMERCIALE ATTRAVERSO I MEZZI DI COMUNICAZIONE PROF. SIMONE OREFICE Indice 1 Premessa ---------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE

LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE LA REVISIONE DELLE SANZIONI PENALI TRIBUTARIE D.Lgs. n. 74/2000 Artt. da 1 a 14, D.Lgs. n. 158/2015 Con la pubblicazione sulla G.U. del Decreto attuativo della

Dettagli

6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo

6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo L impugnazione e la revoca del licenziamento 6.3 La decadenza dall impugnazione e procedura di intimazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo Nel precedente Cap. 4, si è visto che nel

Dettagli

1. Premessa. L assetto delle fonti nel diritto del lavoro.

1. Premessa. L assetto delle fonti nel diritto del lavoro. SEZIONE II LE FONTI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE E DELL UNIONE EUROPEA SOMMARIO: 1. Premessa. L assetto delle fonti nel diritto del lavoro. - 2. Il diritto internazionale. - 3. Il diritto dell Unione europea.

Dettagli

IL MARCHIO: NOZIONE E FUNZIONE

IL MARCHIO: NOZIONE E FUNZIONE IL MARCHIO: NOZIONE E FUNZIONE PROF. GUIDO BEVILACQUA Indice 1 SEGNI DISTINTIVI E CONCORRENZA -------------------------------------------------------------------------------- 3 2 LE FONTI LEGISLATIVE --------------------------------------------------------------------------------------------------

Dettagli

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 28 maggio 2010

CIRCOLARE N. 28/E. Roma, 28 maggio 2010 CIRCOLARE N. 28/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 28 maggio 2010 OGGETTO: IRAP autonoma organizzazione giurisprudenza della Corte di cassazione ulteriori istruzioni operative per la

Dettagli

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE INFORMA. Circolare informativa - ottobre 2009 Materia Giuridica: Mediazione tipica e mediazione atipica: i nuovi profili di responsabilità delineati dalla pronuncia della Cassazione civile 14.07.2009 n.

Dettagli

Avv. Alberto Pojaghi. Con sentenza n. 24036 del 24 settembre 2008 la Corte di Cassazione ha ritenuto che un'espressione

Avv. Alberto Pojaghi. Con sentenza n. 24036 del 24 settembre 2008 la Corte di Cassazione ha ritenuto che un'espressione NOVEMBRE 2008 Titoli generici ma distintivi. Tra marchio e concorrenza sleale Avv. Alberto Pojaghi Con sentenza n. 24036 del 24 settembre 2008 la Corte di Cassazione ha ritenuto che un'espressione generica

Dettagli

LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO.

LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO. LA LEGITTIMAZIONE AD AGIRE DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI, DEI PROFESSIONISTI E DELLE CAMERE DI COMMERCIO NEL RECENTE CODICE DEL CONSUMO. di Maria Letizia Magno Con il Decreto Legislativo 6 Settembre

Dettagli

CORSO DI MAGISTRATURA. Le lezioni di Roberto GAROFOLI

CORSO DI MAGISTRATURA. Le lezioni di Roberto GAROFOLI CORSO DI MAGISTRATURA Le lezioni di Roberto GAROFOLI Roberto GAROFOLI DIRITTO PENALE Parte generale e speciale Volume quinto SOMMARIO PARTE II IL REATO CAPITOLO VI LE CIRCOSTANZE DEL REATO 751 1. Le circostanze

Dettagli

Raccolta della giurisprudenza

Raccolta della giurisprudenza Raccolta della giurisprudenza SENTENZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 13 marzo 2014 * «Rinvio pregiudiziale Direttiva 2006/114/CE Nozioni di pubblicità ingannevole e di pubblicità comparativa Normativa nazionale

Dettagli

La responsabilità nell esercizio delle professioni protette.

La responsabilità nell esercizio delle professioni protette. La responsabilità nell esercizio delle professioni protette. Responsabilità professionale e contatto sociale. Dott. Mario Mauro Firenze, 11 aprile 2011 Abstract. Individuazione del problema. La violazione

Dettagli

Deposito Iva: analisi delle novità legislative e giurisprudenziali

Deposito Iva: analisi delle novità legislative e giurisprudenziali Deposito Iva: analisi delle novità legislative e giurisprudenziali Premessa Negli ultimi anni, l istituto del deposito Iva è stato oggetto di forti contrasti interpretativi in merito alla rilevanza dell

Dettagli

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE

SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE SCHEDA MONOGRAFICA TMG SOTTRAZIONE FRAUDOLENTA AL PAGAMENTO DELLE IMPOSTE Data aggiornamento scheda 15 novembre 2013 Redattore Ultimi interventi normativi Davide David D.L. 78/2010 (modifica dell art.

Dettagli

PARTE SPECIALE - Tredicesima Sezione Delitti contro l industria e il commercio

PARTE SPECIALE - Tredicesima Sezione Delitti contro l industria e il commercio PARTE SPECIALE - Tredicesima Sezione Delitti contro l industria e il commercio INDICE PARTE SPECIALE - Tredicesima Sezione 1. I delitti contro l industria e il commercio (art.25bis1 D.Lgs. 231/2001) 2.

Dettagli

La nozione di prova e di argomenti di prova

La nozione di prova e di argomenti di prova 1 La nozione di prova e di argomenti di prova SOMMARIO 1. L attività istruttoria nel processo civile. 2. La prova. 3. L oggetto della prova. 4. Classificazione delle prove. 5. L onere della prova. 1. L

Dettagli

Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro

Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro Convocazione dell Assemblea nelle S.p.A. non quotate della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio Nazionale del Notariato, nello Studio n. 15-2013/I ha illustrato le modalità di pubblicazione

Dettagli

OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID)

OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID) Roma, 15 settembre 2007 OSSERVAZIONI SUL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE CONSOB REGOLAMENTO INTERMEDIARI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2004/39/CE (MIFID) L ANIA ha esaminato i contenuti della documentazione pubblicata

Dettagli

propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato», ha

propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato», ha RELAZIONE SULLE MODIFICHE APPORTATE AL CODICE DEONTOLOGICO FORENSE IN APPLICAZIONE DEL D.L. 4 LUGLIO 2006, N. 223, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE 4 AGOSTO 2006, N. 248. A distanza di poco più

Dettagli

Piccolo imprenditore

Piccolo imprenditore Piccolo imprenditore Art. 2083 c.c.: «Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un attività professionale organizzata prevalentemente

Dettagli

Testata Diritto 24 - Data 14/04/11

Testata Diritto 24 - Data 14/04/11 La responsabilità da reato degli enti nel settore sanitario: i destinatari della normativa Stefano Crisci, Avvocato, Studio Legale Crisci - a cura di Lex24 14 aprile 2011 Tra i destinatari dell ormai celebre

Dettagli

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici N. 78 15.04.2014 Licenziamento individuale: il punto dei CdL I CdL riepilogano le norme contenuti nell art. 18 dello Statuto dei

Dettagli

IL CONCORSO E LA SOLIDARIETA NEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI

IL CONCORSO E LA SOLIDARIETA NEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IL CONCORSO E LA SOLIDARIETA NEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI Fra i principi basilari in tema di illeciti amministrativi in materia di lavoro occupano un posto di rilievo quelli relativi al concorso di più

Dettagli

IL KNOW-HOW NEL DIRITTO INDUSTRIALE

IL KNOW-HOW NEL DIRITTO INDUSTRIALE SOMMARIO Prefazione di Umberto Scotti... I collaboratori... V XVII PARTE PRIMA IL KNOW-HOW NEL DIRITTO INDUSTRIALE CAPITOLO 1 KNOW-HOW E SEGRETO NELL EVOLUZIONE DELLE FONTI di ALBERTO CAMUSSO 1. Introduzione...

Dettagli

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.

OGGETTO: cittadini extracomunitari accesso al lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione. Dipartimento della funzione pubblica Ufficio per il personale delle pubbliche amministrazioni Prot. n. 23/11 Roma, Parere n. 196/04 Al Ministero dell interno Dipartimento per gli affari interni e territoriali

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo Con la sentenza della Corte di Cassazione Sez. III, del 15 aprile 2011, n. 8733, la Corte di Cassazione si è pronunciata

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

LA TUTELA PENALE DEL CONSUMATORE

LA TUTELA PENALE DEL CONSUMATORE Cendon / Book Collana diretta da Emilio Graziuso IL DIRITTO DEI CONSUMATORI 02 LA TUTELA PENALE DEL CONSUMATORE FRODI INFORMATICHE - BANCHE ED INTERMEDIARI Luca Baj Edizione LUGLIO 2015 Copyright MMXV

Dettagli

Avv. Sergio Maria Battaglia. Docente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Roma, 28 marzo 2009

Avv. Sergio Maria Battaglia. Docente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Roma, 28 marzo 2009 Avv. Sergio Maria Battaglia Docente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio Roma, 28 marzo 2009 I profili di responsabilità nei rapporti banca cliente La violazione degli obblighi Biennio

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

Tribunale di Milano Sez. XII, sentenza n. 11798 del 29 ottobre 2012, Giudice ORSENIGO *** ** ***

Tribunale di Milano Sez. XII, sentenza n. 11798 del 29 ottobre 2012, Giudice ORSENIGO *** ** *** FACTORING La legittimità della clausola contrattuale sulla revoca della garanzia del pro soluto nel caso di contestazioni, da parte del debitore ceduto, sulle forniture effettuate dal cedente a cura di

Dettagli

MASSIME PENALI. Corte di Cassazione Sez. V Penale 22 Gennaio 2013, n 197 (Pres. Penale Delitti contro la persona Delitti contro l onore Reato

MASSIME PENALI. Corte di Cassazione Sez. V Penale 22 Gennaio 2013, n 197 (Pres. Penale Delitti contro la persona Delitti contro l onore Reato MASSIME PENALI Corte di Cassazione Sez. V Penale 22 Gennaio 2013, n 197 (Pres. Ferrua; Rel. Micheli) Penale Delitti contro la persona Delitti contro l onore Reato d ingiuria Risponde del reato d ingiuria

Dettagli

Servizio Premium 899. Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A

Servizio Premium 899. Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A 899 Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A Carta di Autodisciplina di WIND Telecomunicazioni S.p.A. per l assegnazione delle numerazioni 899 e l offerta dei relativi servizi Ex art. 18

Dettagli

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro

Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro N. 388 del 05.10.2012 La Memory A cura di Raffaele Covino Avvocato e Funzionario della DTL Modena (1) Stato di malattia e occupazione presso altro datore di lavoro Con sentenza n. 16375 del 26 settembre

Dettagli

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere

Dettagli

Enrico Adriano Raffaelli

Enrico Adriano Raffaelli 28 Convegno ed Assemblea Annuale degli Associati Forum shopping e concorrenza sleale Catania 17 20 settembre 2015 Le nuove frontiere della concorrenza sleale Enrico Adriano Raffaelli 1 Atti di concorrenza

Dettagli

TITOLO II- Svolgimento dell'attività

TITOLO II- Svolgimento dell'attività Carta dei Servizi per le imprese aderenti a EDILIZIALIGURIA TITOLO I - Principi generali ART. 1 - Finalità 1. La presente Carta dei Servizi contiene norme comportamentali finalizzate a qualificare l'attività

Dettagli

L accertamento tributario e procedimento penale

L accertamento tributario e procedimento penale L accertamento tributario e procedimento penale a cura di: Rosario Fortino Avvocato Tributarista in Cosenza fortinoepartners@libero.it Riflessione critica sulla utilizzabilità degli atti di polizia tributaria,

Dettagli

CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA OSSERVAZIONI GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,

CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA OSSERVAZIONI GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, CT 18178/12 Avv. Ferrante CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA OSSERVAZIONI del GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, in persona dell Agente designato per il presente giudizio, domiciliato presso l Ambasciata

Dettagli

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI

4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4. FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI 4 FONDO PATRIMONIALE E GRATUITÀ DELL ATTO DI DESTINAZIONE DEI BENI AI BISOGNI FAMILIARI. L ESPERIBILITÀ DELL AZIONE

Dettagli

Durata e scioglimento del contratto di franchising

Durata e scioglimento del contratto di franchising Durata e scioglimento del contratto di franchising 1. La durata del contratto. Il contratto di franchising può essere stipulato sia a tempo indeterminato (cioè senza un termine di scadenza) che a tempo

Dettagli

La disciplina dei prodotti alimentari

La disciplina dei prodotti alimentari Associazione Italiana di Diritto Alimentare La disciplina dei prodotti alimentari Etichettatura, marchi e pubblicità dei prodotti alimentari Le normative europee e nazionali (Stefano Masini) Roma, Cassa

Dettagli

Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico)

Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico) Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico) La recente giurisprudenza riconosce in capo agli eredi di un soggetto deceduto

Dettagli

dovranno di volta in volta essere valutate alla luce delle specifiche risultanze istruttorie delle singole fattispecie concrete esaminate.

dovranno di volta in volta essere valutate alla luce delle specifiche risultanze istruttorie delle singole fattispecie concrete esaminate. Linee guida della direzione tutela dei consumatori esplicative per l attività di vigilanza da effettuare ai sensi dell art. 1, comma 4, della legge n. 40/2007, con particolare riferimento alle previsioni

Dettagli

www.lascalaw.com www.iusletter.com

www.lascalaw.com www.iusletter.com LaScala studio legale in association with Field Fisher Waterhouse Focus on REVOCATORIA FALLIMENTARE DELLE RIMESSE IN CONTO CORRENTE E CESSIONE DEL CREDITO Luglio 2013 www.lascalaw.com www.iusletter.com

Dettagli

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe

www.ildirittoamministrativo.it NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe NOTA A CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III CIVILE, 13 marzo 2012, n. 3969 A cura di Michelangelo Principe In tema di appello incidentale tardivo e di impugnazione del chiamato in garanzia impropria 1. - LA FATTISPECIE

Dettagli

Il Ministro della Pubblica Istruzione

Il Ministro della Pubblica Istruzione Prot. n. 30/dip./segr. Roma, 15 marzo 2007 Ai Direttori Generali Regionali Loro Sedi Ai Dirigenti degli Uffici scolastici provinciali Loro Sedi Al Sovrintendente Scolastico per la Provincia di Bolzano

Dettagli

TRIBUNALE DI MILANO. Sezione specializzata in materia di impresa. Sezione A *******

TRIBUNALE DI MILANO. Sezione specializzata in materia di impresa. Sezione A ******* TRIBUNALE DI MILANO Sezione specializzata in materia di impresa Sezione A ******* Il giudice, dott. Claudio Marangoni; sciogliendo la riserva assunta all esito dell udienza dell 11.6.2013 nel procedimento

Dettagli

DEPOSITO TEMPORANEO DEI RIFIUTI: UNA INQUIETANTE NOVITÀ NASCOSTA TRA LE PIEGHE DELL ALLEGATO C DEL NUOVO TESTO UNICO AMBIENTALE

DEPOSITO TEMPORANEO DEI RIFIUTI: UNA INQUIETANTE NOVITÀ NASCOSTA TRA LE PIEGHE DELL ALLEGATO C DEL NUOVO TESTO UNICO AMBIENTALE DEPOSITO TEMPORANEO DEI RIFIUTI: UNA INQUIETANTE NOVITÀ NASCOSTA TRA LE PIEGHE DELL ALLEGATO C DEL NUOVO TESTO UNICO AMBIENTALE A cura del Dott. Maurizio Santoloci e della Dott.ssa Valentina Vattani 1.

Dettagli

1. Introduzione: due nuovi interventi sulle eredi della commissione. Nemmeno sul finire del 2011 si arresta la copiosa produzione legislativa e

1. Introduzione: due nuovi interventi sulle eredi della commissione. Nemmeno sul finire del 2011 si arresta la copiosa produzione legislativa e Novità in tema di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti: tra class action e nuovo art. 117-bis t.u.b. (Trib. Napoli, 9 dicembre 2011 e art. 6-bis, l. 23 dicembre 2011, n. 214) ABSTRACT:

Dettagli

I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY

I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY I CONTROLLI SUL LAVORATORE: IMPIEGO DI INVESTIGATORI E TUTELA DELLA PRIVACY E legittimo negare la comunicazione delle informazioni personali raccolte in fase di indagine prima dell avvio del processo a

Dettagli

CIRCOLARE N. 12/2002

CIRCOLARE N. 12/2002 CIRCOLARE N. 12/2002 PROT. n 96362 ENTE EMITTENTE: Direzione dell Agenzia. OGGETTO: Art. 15 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601 - Corretta individuazione del presupposto oggettivo - Esame di ulteriori

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

Il rischio di un affievolimento procedurale dei reati per la tutela giuridica degli animali

Il rischio di un affievolimento procedurale dei reati per la tutela giuridica degli animali Il rischio di un affievolimento procedurale dei reati per la tutela giuridica degli animali L applicazione della non punibilità (no assoluzione ) per la particolare tenuità del fatto non può certo inibire

Dettagli

Il diritto allo sfruttamento dell'immagine altrui. Avv. Matteo Santini (Foro di Roma)

Il diritto allo sfruttamento dell'immagine altrui. Avv. Matteo Santini (Foro di Roma) Il diritto allo sfruttamento dell'immagine altrui Avv. Matteo Santini (Foro di Roma) Il diritto all'immagine è regolamentato prevalentemente all'articolo 10 del codice civile nonché dagli articoli 96 e

Dettagli

Diritto Civile Contemporaneo

Diritto Civile Contemporaneo Diritto Civile Contemporaneo Rivista trimestrale online ad accesso gratuito ISSN 2384-8537 Anno I, numero II, luglio/settembre 2014 Palermo Shooting di Wim Wenders approda in Tribunale (ma il danno precontrattuale

Dettagli

La Rivista del Consiglio n. 2/2008. Le opinioni LE OPINIONI

La Rivista del Consiglio n. 2/2008. Le opinioni LE OPINIONI La Rivista del Consiglio Le opinioni LE OPINIONI IL CONFLITTO D INTERESSI POSIZIONALE 1.- Un problema di deontologia professionale che merita più attenzione di quella che sembra essergli dedicata è il

Dettagli

News per i Clienti dello studio

News per i Clienti dello studio News per i Clienti dello studio N. 44 del 24 Marzo 2015 Ai gentili clienti Loro sedi Soci amministratori unici con tutela assicurativa INAIL Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che

Dettagli

Marzo 2013. Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite

Marzo 2013. Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite Marzo 2013 Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite Rolandino Guidotti, Professore aggregato di diritto commerciale dell Università di Bologna 1. A distanza di pochi

Dettagli