CHE COSA E L ALCOL ALCOL E ALCOLISMI

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2 CHE COSA E L ALCOL Con il termine alcol si definisce comunemente l alcol etilico o etanolo, alcol monovalente, primario, saturo che si presenta come sostanza liquida, incolore e che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. L etanolo costituisce la principale componente psicoattiva delle bevande alcoliche: esso è infatti in grado di agire sul sistema nervoso centrale e di alterare di conseguenza gli stati di coscienza. Non a caso infatti, quando parliamo di gradazione di una bevanda, facciamo riferimento alla percentuale di etanolo in essa contenuta. ALCOL E ALCOLISMI Benché spesso le persone che hanno un problema di abuso o dipendenza da bevande alcoliche manifestino caratteristiche di personalità simili (tendenza a mentire o negare la realtà, bassa tolleranza alle frustrazioni, aggressività, ridotta percezione del rischio, ecc.) non si può parlare di una tipica personalità dell alcolista né è corretto parlare di alcolismo al singolare. Tale termine riporta infatti ancora ad un idea di vizio e a un immagine dell alcolista come una persona totalmente negativa. Oggi sappiamo invece che l alcolismo è una malattia o, meglio ancora, un sintomo. E il sintomo col quale si manifesta un disagio profondo, un malessere altrimenti nascosto che può essere diverso da individuo a individuo. Avrebbe allora forse maggior senso parlare di alcolismi, usando il termine al plurale, perché diverse sono le storie, diverse le cause, diversi gli effetti e spesso diversi i modi con i quali questo problema viene affrontato e risolto. Raggruppare gli individui che attraversano tale esperienza negativa in un unica massa è spesso solo l esito di un grave pregiudizio L ALCOL NELLA STORIA

3 Molte indagini storiche dicono che l uomo convive con l alcol da oltre 6000 anni. Questi 60 secoli di convivenza hanno ovviamente lasciato numerosissime tracce sia nell arte, sia nella letteratura scientifica che nella cultura popolare (basti pensare a quanti sono i proverbi che fanno riferimento all alcol e agli effetti del suo utilizzo). Se si percorressero a ritroso queste tracce sarebbe facile accorgersi di quanto l alcol abbia sempre avuto quel significato ambivalente che gli attribuiamo ancora oggi. A seconda dei vari periodi storici esso è stato infatti considerato: cibo, fonte di vita, rimedio medico, oggetto di riti di iniziazione, simbolo di trasgressione e infine bevanda intossicante. La varietà di questi significati dipende probabilmente dai suoi effetti: l alcol, non dimentichiamolo, riesce contemporaneamente a far sentire forti e ad indebolire le persone. Per quanto riguarda la sua diffusione nella storia bisogna ricordare che inizialmente le bevande alcoliche venivano utilizzate solo dalle classi più abbienti per poi diffondersi a tutti i ceti sociali ed infine essere concessa anche alle donne. Fino al XIX secolo il consumo alcolico quotidiano fu favorito anche dalla nocività dell acqua. L alcol, sotto forma di vino o birra veniva infatti utilizzato come normale bevanda dissetante. La diffusione dei distillati ha invece avuto inizio nel periodo medioevale in concomitanza col diffondersi di gravi malattie quali la peste. I medici prescrivevano infatti l utilizzo di bevande ad altra gradazione alcolica, per quanto risultassero un rimedio inefficace, perché davano almeno una generica sensazione di calore e di benessere. Anche gli effetti nocivi dell alcol sono però conosciuti da molto tempo. Già nel XVI secolo si diceva infatti che Bacco uccide più gente che non le guerre (Sebastian Frank). Ai giorni nostri si è fortunatamente arrivati ad una presa di posizione più equilibrata che non demonizza né amplifica i benefici indotti dall utilizzo di alcol, ma che piuttosto ne valuta gli effetti a partire dalla quantità utilizzata. IL CONCETTO DI MODICA QUANTITA Entro certe dosi l utilizzo di alcol non comporta gravi rischi, ma superati questi quantitativi i danni che procura possono essere devastanti. Ma quali sono i giusti quantitativi? E difficile dare una misurazione precisa perché le variabili che intervengono sono numerose (il sesso, il peso, l età, modalità di consumo...), si potrebbe addirittura arrivare a dire che uno stesso individuo può presentare tassi alcolemici diversi in seguito all assunzione di una stessa quantità di alcol in condizioni differenti (digiuno, stato di salute...). Per tali ragioni l Organizzazione Mondiale della Sanità considera sempre il consumo come un fattore di rischio. Al di

4 là di questo bisogna però precisare che la stessa OMS ha sviluppato il concetto di modica quantità che stabilisce un livello di consumo giornaliero entro il quale il rischio può essere considerato basso; la MODICA QUANTITA corrisponde a grammi di alcol per uomo adulto di media corporatura e di grammi per una donna. Esprimere un simile concetto in grammi può comportare qualche difficoltà di comprensione, bisogna quindi tenere presente che tradotto in bicchieri corrisponde circa a: per un uomo: vino di media gradazione (12 ) 3 bicchieri (150 cc) birra (4 ) 3 lattine 1 bicchierino e mezzo di super alcolici (40/50 ) per una donna: vino di media gradazione (12 ) 2 bicchieri (150 cc) birra (4 ) 2 lattine 1 bicchierino di super alcolici (40/50 ) Esistono però alcune variabili: Il sesso: come si può notare dallo schema precedente le donne devono bere di meno. Le donne, a differenza degli uomini, non producono un enzima (alcoldeidrogenasi) che ha la funzione di bruciare la molecola di alcol ingerita. Ciò determina delle differenti modalità di assorbimento gastrico che rendono l organismo femminile più vulnerabile all alcol. L età: così come per le donne con l avanzare dell età anche il metabolismo maschile cambia rendendo l eliminazione dell alcol più lenta. Il peso: rappresenta un altra variabile importante. Bisogna tenere presente che col variare della costituzione fisica varia infatti anche la velocità con la quale l alcol viene distribuito ai vari tessuti presenti nell organismo. Nelle persone con una costituzione robusta l alcol viene distribuito più lentamente e di conseguenza risulta meno nocivo. Assunzione durante i pasti o a digiuno: è preferibile che l alcol venga assunto durante i pasti; se metabolizzato insieme ad altri alimenti i suoi effetti risultano meno dannosi. Velocità di assunzione: è sempre opportuno sorseggiare le bevande alcoliche e non berle tutte d un fiato. Esistono infine alcune controindicazioni assolute: NON DEVONO ASSOLUTAMENTE BERE I bambini e gli adolescenti

5 Le donne in gravidanza e allattamento Gli alcolisti Chi deve guidare Chi assume farmaci Chi è affetto da malattie croniche quali diabete, epilessia, narcolessia, etc. QUANTO ALCOL SI INGERISCE QUANDO SI CONSUMA UNA BEVANDA ALCOLICA? Per saperlo è sufficiente fare un calcolo: moltiplicare i ml di bevanda alcolica x la gradazione alcolica X 0,80 (densità dell alcol) : 100 Ad esempio: una persona che beve 500 ml di un vino di media gradazione (12 ) quanti grammi di alcol ingerisce? 500 x 12 x 0,8 : 100 = 48 gr (per l alcolemia vedere alcol e guida) QUANDO IL BERE DIVENTA UN PROBLEMA? MODALITA A RISCHIO La modalità a rischio è uno stile del bere che più di altri fa aumentare, col passare del tempo, la probabilità di sviluppare un problema di abuso o dipendenza da bevande alcoliche. Per comprendere in cosa consiste questa modalità bisogna riflettere sui motivi che inducono una persona a bere. E infatti semplice capire che è molto diverso il bere insieme agli amici una lattina di birra in pizzeria, dal bere la stessa birra da solo al bar dell università per tollerare l ansia di dovere affrontare un esame. Questo secondo modo di bere è ovviamente molto più pericoloso non solo perché svincolato dal concetto di convivialità (bere sociale), ma soprattutto perché in questo caso l alcol viene utilizzato come un farmaco (nella fattispecie un ansiolitico). Quando si utilizza l alcol con questo fine (MODALITA PATOLOGICA D USO) bisogna fare molta attenzione perché col tempo si può arrivare a credere che esso sia una panacea utile a combattere ogni malessere sia che si tratti di depressione, che di senso di solitudine, che di paura o che di ansia. Dati tali presupposti è ovvio che il ricorrere all alcol non solo diventerà più frequente, ma diventerà addirittura indispensabile da un punto di vista psicologico perché il bere sarà strettamente collegato alla convinzione di non essere in grado di affrontare certe situazioni, stati d animo o difficoltà da soli, senza l aiuto di questa stampella. E evidente come una modalità di tal genere esponga più di altre al rischio di diventare alcoldipendenti. ABUSO Chi abusa di alcol non utilizza questa sostanza quotidianamente, ma può anzi restare senza bere anche per diversi giorni senza avere alcun sintomo fisico o senza avvertire un desiderio particolarmente irresistibile di assumere sostanze alcoliche. Il problema dell abusatore

6 consiste piuttosto nel fatto che, quando beve, lo fa esageratamente, superando di gran lunga la modica quantità e raggiungendo sovente lo stato d ebbrezza. E il caso tipico dei bevitori del sabato sera, che magari non assumono alcol durante tutta la settimana, ma che poi nel week-end esagerano al punto di incorrere in gravi rischi (ad esempio gli incidenti stradali). Perché un individuo possa essere definito abusatore è necessario però che siano presenti alcune caratteristiche specifiche: in primo luogo il disturbo deve perdurare da almeno un mese, in secondo luogo si deve rilevare una modalità patologica d uso di bevande alcoliche e infine tutto ciò deve comportare delle difficoltà dal punto di vista professionale (assenze dal lavoro, difficoltà a svolgere le proprie mansioni o a rispettare degli impegni, ecc) o sociale (frequenti litigi, episodi di aggressività verbale e/o fisica, progressivo ritiro nella solitudine, ecc). DIPENDENZA Nel caso della dipendenza l assunzione di alcol è quotidiana. Non assumerne significherebbe far fronte ad un desiderio irresistibile di bere (CRAVING), Per poter fare una diagnosi di dipendenza è necessario che siano presenti altri due aspetti: 1. Innanzitutto devono essere rispettati i criteri già validi per la diagnosi d abuso (durata da almeno un mese, modalità patologica di assunzione dell alcol, difficoltà di carattere sociale e professionale) 2. In secondo luogo devono essere presenti l ASTINENZA e la TOLLERANZA ASTINENZA Quando un alcoldipendente sta senza bere anche per un breve periodo (una notte) si accorge di soffrire di veri e propri sintomi di astinenza (tremori, sudorazione, capogiri, ecc). Il presentarsi di tali sintomi comporta la necessità di ricorrere fin dalle prime ore del mattino all uso di alcol. Grazie alla sua assunzione infatti l individuo ha la sensazione di riuscire a controllare la sintomatologia e di garantirsi un adeguato funzionamento sociale e professionale. Questo tipo di atteggiamento innesca un circolo vizioso che stabilizza lo stato di dipendenza Bisogna tenere presente che i sintomi astinenziali sono proporzionali allo stato di intossicazione. Più è grave il livello di intossicazione più saranno gravi i sintomi che si presenteranno. L apice della sintomatologia astinenziale coincide con il Delirium Tremens (che comporta fra l altro un improvvisa perdita di coscienza) che, in caso di intervento

7 non tempestivo, può avere come esito la morte. Ciò che è importante ricordare è che molti dei sintomi dovuti all astinenza da bevande alcoliche possono essere contenuti, fino a scomparire, con un adeguata terapia farmacologica. Nei casi più complessi può essere utile invece una terapia disintossicante fatta in day hospital o in regime di ricovero. TOLLERANZA Per tolleranza si intende il bisogno, col passare del tempo, di aumentare i quantitativi di alcol assunto per ottenere l effetto ricercato (per sentirmi più tranquillo o disinibito, all inizio basteranno un paio di bicchieri di vino, dopo un mese sarà necessario un litro). Per l alcoldipendente la sostanza diventa il principio organizzatore della vita quotidiana. Ciò non significa che egli non riesca, anche per lunghi periodi, a mantenere una buona immagine di Sè. Essere un alcolista non significa sempre essere una persona ai margini della società, anche perché lo ricordiamo ancora una volta, a differenza dell utilizzo di altre sostanze psicotrope l uso di alcol è culturalmente e socialmente accettato. Forse anche per queste ragioni il problema dell alcoldipendenza rimane in gran parte sommerso o emerge (con la decisione di intraprendere un percorso di cura) a volte con grave ritardo. UN TEST PER VALUTARE IL LIVELLO DI RISCHIO Il test CAGE (Cut, Annoyed, Guilty, Eye-opener) è uno strumento efficace per valutare il proprio livello di rischio rispettto l utilizzo di alcolici. Il test CAGE è composto da quattro semplici domande alle quali puoi rispondere qui di seguito: 1. HAI MAI PENSATO DI SMETTERE DI BERE ALCOLICI? 2. SEI MAI STATO CRITICATO PER IL TUO BERE? 3. TI SEI MAI SENTITO IN COLPA PER IL TUO BERE? 4. HAI MAI BEVUTO ALCOLICI AL MATTINO PER CALMARE I NERVI? Se hai dato due risposte positive sei prossimo all area di rischio Se hai dato tre risposte affermative sei a rischio Se hai dato tre risposte affermative significa che

8 probabilmente il tuo modo di bere è diventato problematico. Se vuoi chiedere aiuto o semplicemente avere qualche informazione in più puoi scriverci al nostro indirizzo di posta elettronica o telefonarci allo dal Lunedì al Venerdì dalle alle oppure rivolgiti al tuo medico

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