LA NORMA UNI ISO 37001:2016
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- Carla Federici
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1 LA NORMA UNI ISO 37001:2016 La norma (UNI) ISO è stata pubblicata in data 16 ottobre Nel mese di dicembre è stata pubblicata da UNI la traduzione in lingua italiana. La norma, analogamente a quanto accade per altre norme ISO sui sistemi di gestione (9001, ), prevede i requisiti per pianificare, attuare, mantenere e riesaminare, in ottica di miglioramento, un sistema di gestione (volontario) per la prevenzione della corruzione. E una norma certificabile, applicabile a qualsiasi tipo di organizzazione, pubblica o privata, indipendentemente dal settore di attività, dalle dimensioni o dalla complessità. La norma riprende i contenuti dello standard BS 10500:2011 (che a sua volta riprendono quelli del Bribery Act UK) 1
2 ISO 37001:2016 la corruzione: definizione Nella norma, la «corruzione» alla quale si fa riferimento è: - la corruzione attuata dall Organizzazione o dai suoi dipendenti o da «business partner» (che operano per conto dell Organizzazione stessa o nel suo interesse), - la corruzione nei confronti dell Organizzazione o dei suoi dipendenti o «business partner», in relazione alle attività dell Organizzazione. Fermo restando che si applicano le definizioni della legislazione degli Stati in cui lo Standard è adottato, il termine qui identifica: «l offrire, il promettere, il dare, l accettare o richiedere un vantaggio indebito di qualsiasi valore (che può essere economico o meno) direttamente o indirettamente, e indipendentemente dal/i luogo/luoghi, in violazione della legge vigente, come incentivo o ricompensa affinché una persona agisca o si astenga dall'agire in relazione all'esercizio delle sue funzioni». 2
3 ISO 37001: misure richieste Le misure che l Organizzazione è tenuta ad adottare - in maniera ragionevole e appropriata alle dimensioni e alle attività svolte, al settore in quale opera e ai rischi di corruzione che si trova ad affrontare - includono: adozione di una Politica anticorruzione; coinvolgimento dell Alta Direzione (e, ove presente, dell Organo di Governance) individuazione di una risorsa - compliance manager - che si occupi di dare attuazione alla compliance anticorruzione in conformità ai requisiti, relazionando all Alta Direzione; valutazione dei rischi corruzione; due diligence sui progetti e sui soci d affari, in funzione dei rischi identificati; effettuazione di controlli finanziari e sulle transazioni commerciali; adozione di procedure per la segnalazione e l indagine interna di atti di corruzione. 3
4 ISO 37001: integrazione con altri standard ISO Così come tutte le ultime revisioni delle norme sui Sistemi di Gestione (SG), anche la struttura della ISO rientra nei parametri dettati dall High Level Structure for Management Systems Standards HLS, lo schema unico stabilito da ISO volto a garantire l omogeneità tra i diversi standard e migliorare l integrazione e la fruibilità da parte degli utilizzatori, durante i processi sia di implementazione, sia di verifica di più SG. Il SG Anticorruzione è completamente integrabile nei processi di gestione e controllo esistenti ed è adottabile da tutte le tipologie di organizzazione (piccole, medie e grandi imprese, pubbliche e private, ONG). 4
5 LA STRUTTURA DELLA NORMA E LA HIGH LEVEL STRUCTURE DELLE NORME ISO DI NUOVA GENERAZIONE (I) 4. Contesto dell Organizzazione 4.1 Comprendere l Organizzazione e il suo contesto 4.2 Comprendere le esigenze e le aspettative delle parti interessate 4.3 Determinare il campo di applicazione del Sistema di Gestione anticorruzione 4.4 Il Sistema di Gestione anticorruzione 4.5 La valutazione del rischio corruzione 5. Leadership 5.1 Leadership e impegno 5.2 Politica anticorruzione 5.3 Ruoli, responsabilità e autorità 6. Pianificazione 6.1 Azioni per affrontare rischi e opportunità 6.2 Obiettivi anticorruzione e relativa pianificazione 7. Supporto 7.1 Risorse 7.2 Competenza 7.3. Consapevolezza e formazione 7.4 Comunicazione 7.5 Informazioni documentate 5
6 LA STRUTTURA DELLA NORMA E LA HIGH LEVEL STRUCTURE DELLE NORME ISO DI NUOVA GENERAZIONE (II) 8. Attività operative 8.1 Pianificazione e controlli operativi 8.2 Due Diligence (in funzione del rischio individuato) 8.3 Controlli finanziari 8.4 Controlli sulle transazioni e operazioni commerciali 8.5 Misure richieste a controllate o partner d affari 8.6 Impegni anti-corruzione 8.7 Omaggi, donazioni a altri benefits 8.8 Come gestire i casi di controlli inadeguati 8.9 Procedure per il reporting di illeciti e irregolarità 9.10 Indagini interne e azioni a seguire 9. Valutazione delle prestazioni 9.1 Monitoraggio, misurazione, analisi e valutazione 9.2 Audit interno 9.3 Riesame dell Alta Direzione 9.4 Riesame svolto dalla funzione compliance 0.Miglioramento 10.1 Non conformità e azioni correttive 10.2 Miglioramento continuo 6
7 COMPARAZIONE ISO E ALTRI SISTEMI DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (I) Requisito MOG D.Lgs. 231 SGPC ISO SCOPO Prevenzione reati ex artt. 24 e 25 del D.L.gs 231/2001 se commessi nell interesse o a vantaggio dell ente Prevenzione della corruzione in applicazione di leggi vigenti o di altri impegni volontariamente assunti ANALISI DEL CONTESTO DEFINZIONE E VALUTAZIONE DEI RISCHI (APPROCCIO PER PROCESSI) (integrabile ISO) (da estendersi a organizzazioni controllate e «soci in affari», integrabile ISO) LEADERSHIP E RESPONSABILITÀ (integrabile ISO) MISURE DI CONTROLLO (da estendersi a organizzazioni controllate e «soci in affari», integrabile ISO 7
8 COMPARAZIONE ISO E ALTRI SISTEMI DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (II) Requisito MOG D.Lgs. 231 SGPC ISO FORMAZIONE MONITORAGGIO (integrabile ISO) AUDIT INTERNI (integrabile ISO) RIESAME PERIODICO DELL AD E MIGLIORAMENTO CONTINUO SISTEMA DISCIPLINARE SANZIONATORIO (aggiornamento MOG a seguito di violazioni/cambiamenti) (integrabile ISO) VIGILANZA
9 SUPPORTO ALLA GOVERNANCE DELLA COMPLIANCE ANTI CORRUZIONE La ISO prevede un approccio «corporate» alla certificazione del sistema di gestione anticorruzione (si parla di «organo di governance», oltre all alta direzione; si prevede un sistema coordinato di misure anti-bribery anche sulle società controllate, etc... ). Nel caso di applicazione «multi-nazionale» della certificazione ISO 37001, premesso che l organizzazione dovrà fare riferimento alle disposizioni di legge in materia di corruzione proprie di ciascun paese presso cui viene richiesta la certificazione, l attuazione di un sistema di gestione 37001, quale criterio internazionale di riferimento per la gestione della compliance anti-bribery, consente di gestire al meglio il coordinamento tra le diverse normative anti corruzione nazionali (es. 231, Bribery Act, FCPA) e di ottimizzare la diffusione dei principi e dei controlli anticorruzione a livello corporate. 9
10 SISTEMA DI GESTIONE ISO 37001: EFFORT? Un organizzazione che abbia stabilito e attuato in modo efficace un sistema di controllo e prevenzione della corruzione aziendale (MOG 231, compliance program FCPA o Bribery Act) e applichi un sistema di gestione in conformità a una norma ISO (es. ISO 9001), dispone di una base di strumenti organizzativi, gestionali e documentali che può facilitare il percorso verso un sistema ISO
11 SISTEMI DI PREVENZIONE CORRUZIONE AZIENDALI possibili vantaggi ISO molteplicità di leggi in materia di corruzione e sui sistemi di prevenzione? assetto organizzativo per l attuazione, la comunicazione e il monitoraggio (OdV, ABMS, ISO 9001, etc..)? sovrapposizione di sistemi di prevenzione della corruzione (MOG 231, compliance programs, ISO, etc.)? ISO valutazione dell efficacia del sistema di prevenzione (indicatori, modifiche..)? coinvolgimento del Top Management e del personale e «autorità» del compliance manager aziendale? 11
12 CERTIFICAZIONE ISO Analogamente a quanto previsto per il MOG per la prevenzione dei reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con la presunzione di idoneità dei requisiti della norma OHSAS (art. 30 del D.Lgs 81/2008) i criteri della norma ISO potrebbero rappresentare un riferimento valido e autorevole per il Modello esimente in ambito corruzione. La certificazione di conformità alla norma ISO da parte di un soggetto terzo indipendente fornisce ulteriori garanzie circa l adeguatezza e l effettività del modello ai fini della prova dell esimente della responsabilità del D.lgs. 231/2001. Serve all organizzazione per dimostrare, comunicare e spendere il proprio impegno in questo campo per migliorare la propria immagine. Il decreto «correttivo» del codice appalti (D. Lgs.50/2016) introduce, tra i requisiti premianti per la qualificazione delle stazione appaltanti (art. 38), la presenza di sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione conformi alla norma UNI ISO 37001, certificati da Organismi accreditati ai sensi del regolamento (CE) n. 765/2008. La certificazione ISO fornisce evidenza dell impegno aziendale per il contrasto alla corruzione da valorizzare quale criterio premiante in sede di gara di appalto per contratti pubblici, coerentemente con la finalità di contrasto alla corruzione propria del nuovo codice appalti. 12
13 I PROSSIMI SCENARI PER LA ISO La certificazione di conformità alla norma ISO fornisce evidenza del possesso di uno dei requisiti utili al conseguimento del Rating di Legalità (Regolamento AGCM per definire l attribuzione del Rating di Legalità, in vigore dal 13 settembre 2016 ) relativamente all adozione «di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione» (art.3, c. 2, lett. g). D.Lgs 30/12/2016 n. 254 di recepimento della normativa europea (Direttiva 2013/34/UE) in materia di rendicontazione delle informazioni di carattere non finanziario per enti di interesse pubblico (banche, assicurazioni, etc.) e gruppi di grandi dimensioni e per altri enti, su base volontaria. La nuova disciplina richiede, tra l altro, di dichiarare le attività svolte, con i relativi risultati, per la lotta alla corruzione attiva e passiva, descrivendo il modello aziendale di gestione ed organizzazione adottato con riferimento a questi temi. Per presentare queste informazioni deve essere utilizzato uno «standard di rendicontazione» emanato da autorevoli organismi sovranazionali, internazionali o nazionali. La norma internazionale ISO richiede il monitoraggio, la raccolta e l analisi delle informazioni relative al sistema aziendale per la lotta alla corruzione al fine di valutarne in modo sistematico i risultati e l efficacia e pertanto potrebbe rappresentare uno standard di riferimento idoneo a tal fine. 13
14 ITER DI CERTIFICAZIONE ISO Non è possibile escludere l applicazione della norma ad alcuni siti o processi all interno di una stessa Nazione. La certificazione viene rilasciata ad un soggetto giuridico nella sua interezza, e a tutti i suoi dipartimenti / filiali, processi e attività realmente svolte. L audit di certificazione, come per le altre norme ISO, si compone di uno stage 1 (per la verifica della corretta impostazione del sistema) e di uno stage 2 (per valutare «sul campo» l attuazione delle misure e il monitoraggio in conformità ai requisiti della norma. I temi di audit dipendono da dimensioni e complessità dell organizzazione, dal livello di rischio di corruzione, dal numero di società controllate e di soggetti terzi cui debba essere esteso un sistema di controllo per la prevenzione della corruzione. Il certificato ISO 37001, rilasciato sotto accreditamento, ha validità triennale che è subordinata all effettuazione, con esito positivo, di verifiche di mantenimento annuali. L organizzazione può scegliere di effettuare una verifica preliminare all iter di certificazione per valutare, in tutto o in parte, lo stato di avanzamento di implementazione del sistema di gestione ISO
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