IDEE E STRATEGIE OPERATIVE
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- Lucia Paolini
- 10 anni fa
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1 IDEE E STRATEGIE OPERATIVE
2 CONSIDERARE IL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO DELLA PERSONA Valutazione approfondita e realistica delle competenze e delle abilitàdella persona: cosa sa fare in modo autonomo e in quali abilità necessita di aiuto.
3 AMBIENTE ORGANIZZATO La strutturazione dello spazio fisico: il messaggio che l ambiente offre è evidente. L organizzazione chiara compensa la difficoltàdi comprensione dei messaggi e del significato delle situazioni.
4 ATTIVITÀORGANIZZATE 1. La costruzione del lavoro necessita di una consapevolezza dell insegnante delle operazioni necessarie per portarlo a termine
5 2. l attivitàèchiara, con un obiettivo preciso e valutabile da parte dell insegnante 3. tiene conto dei comportamenti problematici legati a componenti percettive (rumore o luce)
6 4. Considera le capacità di autorganizzazione del ragazzo 5. Propone al ragazzo un solo passo nuovo alla volta 6. l insegnante si comporta in modo da non diventare stimolo principale del lavoro: incoraggiamenti, istruzioni, movimenti del corpo e delle mani, il suono della voce sono elementi che si frappongono tra il bambino e l attività da svolgere
7 7. La performance del ragazzo migliora se la sequenza di attività è composta da attività divertenti che si alternano ad attività lavorative 8. Una serie di 3 5 richieste ad alta probabilità èseguita da 1 richiesta a bassa probabilità
8 9. Il compito eccessivamente vasto rende piùprobabili comportamenti problematici 10. Inserire attivitàscelte dal ragazzo: la ricerca recente ha dimostrato la riduzione di comportamenti problematici di fronte alla possibilitàdel ragazzo di scegliere tra le attivitàproposte quella che preferisce
9 ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO Una struttura facilitante èl organizzazione concreta della sequenza di azioni o di attività che si svolgono nel tempo: uno schema della giornata visualizzato composto da oggetti, immagini, foto, scritte, proprio come un agenda
10
11 CALMA e TRANQUILLITA Aspettare la risposta. Se la valutazione del grado di richiesta èaccurata, la fiducia che la risposta da parte del ragazzo arriverà non verrà meno. Il tempo èlungo per una lentezza di rielaborazione sia dell informazione che della risposta
12 GESTIONE DEI RINFORZI La debolezza del ragazzo a provare soddisfazione e piacere con il completamento di un compito invita l insegnante ad utilizzare modalità di rinforzo di vario genere. L attenzione dell insegnante saràrivolta a diventare consapevole dei rinforzi che offre, sia positivi che negativi.
13 PER UNA VALUTAZIONE INIZIALE 1. Cosa aiuta il ragazzo a prestare attenzione al materiale che proponete: èmeglio che stiate di fronte? Di lato? Dietro? 2. Quale canale comunicativo dovete utilizzare? Verbale? Gestuale? Imitazione (fate prima vedere come si fa)? Dovete guidare la mano del ragazzo? È sufficiente la disposizione chiara del materiale?
14 3. Se e come il ragazzo svolge il compito: da solo e completo? Incompleto o approssimativo? Ha bisogno di aiuto, di suggerimenti? Non ha nessuna idea di cosa fare con il materiale proposto?
15 Dalla valutazione emergerà cosa èinutile proporre al ragazzo perchétroppo lontano da lui ( non ha nessuna idea di cosa fare con il materiale proposto), che cosa faciliterà la sua collaborazione e che cosa richiederà a lui uno sforzo sopportabile.
16 LAVORO CON I BAMBINI PICCOLI (1 5 anni) 1. Area imitazione motoria 2. Area percezione
17 3. Area abilità fini- motorie 4. Area integrazione oculo -manuale 5. Area cognitiva
18 LAVORO sulle AUTONOMIE 1. Nutrirsi 2. Vestirsi 3. Lavarsi
19 LAVORO sul LINGUAGGIO Stabilire i primi comportamenti intenzionali Sostituire le comunicazioni idiosincratiche: a) scambi di dare e ricevere b) puntare il dito c) offerta di cibo o cose desiderabili per sollecitare richieste vocali d)dare un modello e sollecitare gesti comunicativi intenzionali (saluto) Fornire modello di frasi brevi con forte intonazione e ripetitive: finito, cos èquello?,
20 CAA per soggetti non verbali: - Oggetti da scambiare o indicare - Foto o simboli da scambiare o indicare - Segni - Parole scritte - Computer o altri supporti tecnologici - Schede con lettere o tastiere elettroniche
21 LAVORO sulle ABILITA SOCIALI Intersoggettività: - Attenzione congiunta: alternare lo sguardo tra la cosa che si osserva e la persona, indicare per mostrare e per chiedere, portare una cosa per farla vedere - Imitazione: espressioni del viso, gesti, movimenti, uso di oggetti - Emozione congiunta: ridere insieme in risposta ad una stessa situazione, cogliere l emozione dell altro
22 - Intenzione congiunta: spingere insieme un oggetto pesante - Scambio di turni: tocca a me, tocca a te. - Abilità di gioco in situazioni sociali
23 LAVORO SULLE FUNZIONI ESECUTIVE Controllo dell impulsività Controllo dell attenzione Memoria di lavoro
24 * Uno, due, tre stella * Tra comando verbale e uno gestuale rispondere solo a quello verbale inibendo l altro * Tra comando verbale e uno gestuale rispondere solo a quello gestuale * Tra due comandi dati da personaggi diversi rispondere solo al comando di uno e ignorare l altro * Produrre un comportamento solo in presenza di un suono, inibire il comportamento in presenza di un suono parzialmente simile
25 Oggetto mancante tra due gruppi osservati in precedenza Stessa cosa con figure Riconoscere oggetti solo toccandoli Ascoltare una storia riconoscere il colore denominato e alzare il cartoncino del colore Stessa cosa con nomi di oggetti
26 Ordine inverso dati 2 o 3 stimoli visivi (oggetti), ricordarli in ordine inverso a quello di presentazione. Oppure con lista di parole:
27 BIBLIOGRAFIA Autismo e disturbi generalizzati dello sviluppo D. Cohen, F. Volkmar ed. Vannini Verso l autonomia E. Micheli, M. Zacchini ed. Vannini Autismo e intervento educativo R. Jordan, S. Powell Erickson Il libro delle storie sociali C. Gray ed. Vannini Sviluppare la concentrazione e l autoregolazione (3 volumi) C. Cornoldi e altri Erikson Impulsività e autocontrollo C. Cornoldi e altri Erikson Gioco e interazione sociale nell autismo C. Xais, E. Micheli - Erikson
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