Capitolo 2 - Appendice A IL PIANO DEI CONTI
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- Angela Piccinini
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1 Capitolo 2 - Appendice A IL PIANO DEI CONTI a cura di Nicola Pecchiari
2 L insieme di conti utilizzati - il cd. piano dei conti - deve essere definito preliminarmente allo svolgimento delle rilevazioni contabili con la finalità di consentire di distinguere le rilevazioni di valori che si presentano significativamente differenti da un punto di vista economico, in termini sia oggettivi che soggettivi; l articolazione del piano dei conti è condizionata: dalle differenze esistenti nella natura delle rilevazioni effettuate, ad es. valori numerari e non-numerari (differenze oggettive nelle modalità di classificazione dei valori) dalle specifiche esigenze conoscitive dei soggetti utilizzatori, ovvero riflette differenze soggettive nelle modalità di classificazione dei valori; ne consegue che: i piani dei conti differiscono significativamente da azienda a azienda; le esigenze di classificazione dei valori mutano in funzione dei soggetti considerati (i conferenti capitale-risparmio, i prestatori di lavoro dipendente, i fornitori, le aziende di credito ed altri finanziatori, la Pubblica Amministrazione, i potenziali investitori, ecc.); spesso specifiche norme di legge impongono l attribuzione delle rilevazioni a insiemi minimali o obbligatori di classi di valori; I condizionamenti di tipo soggettivo sono, pertanto, distinguibili, in due categorie: condizionamenti gestionali o interni e condizionamenti normativi o esterni. 2
3 Necessità di un modello di aggregazione dei conti La definizione preliminare del piano dei conti si spiega pertanto con la esigenza sia di individuare le classi rispetto alle quali devono essere rilevati i valori - i conti - sia di definire uno schema di classificazione dei conti che individui significativi aggregati di conti - il modello di aggregazione dei conti. distinzione dei conti - a livello analitico - e degli aggregati di conti -a livello sintetico per cogliere i valori differenziabili dal punto di vista economico, oggettivo e/o soggettivo. un opportuno bilanciamento tra le esigenze di analisi, ovvero la definizione di conti che rilevano insiemi molto dettagliati di fenomeni, e quelle di sintesi, ovvero la individuazione di aggregazioni dei conti che siano strumentali alla classificazione delle informazioni nelle sintesi d esercizio, a scopi sia normativi sia gestionali 3
4 4 Il modello di ordinamento del piano dei conti secondo scale di classificazione La progettazione del piano dei conti deve avvenire con riferimento a due distinti criteri: 1. individuare gli aggregati di conti o gruppi di conti richiesti dalle specifiche esigenze conoscitive dei soggetti utilizzatori delle informazioni contabili: criterio della progressività del piano dei conti, mediante la definizione di gruppi di conti oggetto di numerazione sequenziale (scala cardinale). 2. definire i singoli conti che devono essere utilizzati nel processo di rilevazione, attribuendo ciascuno di essi ad un specifico aggregato di conti, ovvero definire, per ciascun gruppo di conti, i conti che lo compongono: criterio della profondità del piano dei conti (scala ordinale) mediante la creazione di appropriate gerarchie di valori, che consentano di mantenere il collegamento tra la dimensione di analisi data dall utilizzo di conti che rilevano insiemi molto particolareggiati di fenomeni e la dimensione di sintesi rappresentata dal gruppo di conti cui il singolo conto appartiene. Le gerarchie di valori sono realizzate mediante la definizione di diversi livelli di profondità del piano dei conti - livelli di articolazione del piano dei conti. Nella generalità dei casi le aziende progettano il piano dei conti su tre livelli, gruppi di conti (o capoconti), conti, sottoconti (conti di mastro)
5 Gruppo di conti: 30 RICAVI NETTI PER VENDITE E PRESTAZIONI Conto VENDITE DI BENI Sottoconto Prodotti finiti c/vendite Sottoconto Merci c/vendite Sottoconto Opere su ordinazione c/vendite Conto PRESTAZIONI DI SERVIZI Sottoconto Lavorazioni per conto terzi Sottoconto Consulenze tecniche a terzi Sottoconto Royalties attive Sottoconto Provvigioni attive Sottoconto Altre prestazioni Conto RETTIFICHE SUI RICAVI Sottoconto Resi su vendite Sottoconto Premi su vendite Sottoconto Sconti su vendite Sottoconto Abbuoni su vendite Sottoconto Altre rettifiche a vendite 5
6 I modelli di aggregazione delle classi di valori La compilazione secondo ampliamento orizzontale del piano dei conti, trova ispirazione nella definizione di un modello di aggregazione dei conti che individua: il grado di dettaglio del piano dei conti, le finalità con cui sono identificate le aggregazioni dei conti in gruppi e conti, allo scopo di facilitare l elaborazione di sintesi di valori immediatamente fruibili da parte degli utilizzatori. In tale ottica, le aggregazioni di conti devono essere definite in guisa tale da consentire di distinguere le rilevazioni tenendo conto delle: differenze oggettive nelle modalità di classificazione dei valori differenze soggettive nelle modalità di classificazione dei valori (condizionamenti normativi e condizionamenti gestionali). 6
7 I modelli di aggregazione delle classi di valori I piani dei conti concretamente progettati e utilizzati dalle aziende tendono sovente ad essere ispirati da una o più delle finalità sopra descritte, ovvero a: distinguere i valori di natura differente (ad esempio, la distinzione dei debiti dai fondi rischi e spese future), distinguere i valori che devono trovare una classificazione diversa nel bilancio d esercizio destinato a pubblicazione (ad esempio, la distinzione dei titoli circolanti dai titoli immobilizzati) o sono disciplinati in modo diverso dalla normativa fiscale in materia di calcolo delle imposte sul reddito (ad esempio, la distinzione delle imposte deducibili dalle imposte indeducibili), distinguere i valori che devono trovare una classificazione diversa per le esigenze conoscitive del soggetto economico di addivenire ad una corretta interpretazione dell assetto reddituale, finanziario e patrimoniale dell azienda (ad esempio, la distinzione dei ricavi da lavorazioni per conto terzi dalle royalties attive, oppure la distinzione dei debiti verso fornitori commerciali per acquisto di materiali e servizi che costituiscono costi d esercizio dai debiti verso fornitori di immobilizzazioni per l acquisto di fattori 7 produttivi ad utilità pluriennale).
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