IL CALORE NON E TEMPERATURA
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- Samuele Martini
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1 IL CALORE NON E TEMPERATURA
2 Il progetto è nato dalla collaborazione di una rete di scuole supportate dalla competenza scientifica della dott.ssa Paola Bortolon.
3 L idea era quella di stimolare negli allievi la capacità di stupirsi della normale complessità della vita, coinvolgendoli in attività mirate per portarli a riflettere, a porre domande, a identificare i problemi e far emergere nuovi quesiti, cioè sviluppare l habitus scientifico
4 Un insegnamento che lascia agli allievi il compito di progettare investigazioni adeguate atte a dare soluzione e risposte alle domande poste inizialmente, confrontava ipotesi, spiegazioni, soluzioni e azioni e che utilizza un linguaggio appropriato per descrivere le osservazioni o le esperienze.
5 IL PROGETTO
6 MAPPA
7 PREREQUISITI Matematica Scienze Utilizzare semplici strumenti di misura (righello, cilindri graduati, bilance ). Stimare l incertezza nella misura. Tabulare e rappresentare graficamente dati sperimentali. Concetto di materia. Stati della materia. Riconoscere alcune proprietà degli oggetti (forma, volume, massa ) e dei materiali (colore, consistenza, densità ).
8 TARGET Il progetto di CALORE NON E TEMPERATURA si può iniziare con alcune attività già nella classe terza della Scuola Primaria per essere continuato nelle successive classi quarta e quinta elementare.
9 Giustificazione del progetto Perché parlare di temperatura e calore in quarta elementare? I concetti di calore e temperatura sono di difficile comprensione e il percorso richiede tempo e continui rinforzi è bene quindi iniziarlo già alla scuola primaria. L argomento è poco sviluppato nella scuola primaria sia a livello laboratoriale che concettuale. Il concetto di calore e temperatura è comprendere fenomeni quotidiani. prerequisito per
10 OBIETTIVI 1. Distinguere il concetto di calore da quello di temperatura. 2. Riconoscere nella dilatazione termica un effetto del calore. 3. Riconoscere nella vita quotidiana esempi delle diverse modalità di propagazione del calore. 4. Distinguere le sostanze isolanti da quelle che conducono il calore.
11 CONTENUTI/CONCETTI Calore Trasmissione del calore Temperatura Equilibrio termico (convenzione, irraggiamento,conduzione) Dilatazione termica Materiali conduttori e isolanti
12 IL PERCORSO - attività 1-SENSAZIONI TERMICHE: caldo e freddo 2- TEMPERATURA NON E CALORE 3-EFFETTI DEL CALORE 4-LA PROPAGAZIONE 5-MATERIALI ISOLANTI E CONDUTTORI
13 SENSAZIONI TERMICHE: caldo e freddo Mani calde - mani fredde Sensazioni - calore
14 TEMPERATURA NON E CALORE Stesso calore e temperature diverse Movimento delle molecole Calore energia che si trasmette
15 EFFETTI DEL CALORE L anello di Gravesande solidi Dilatazione liquidi e gas
16 LA PROPAGAZIONE Conduzione Convenzione nei liquidi allegato - filmato Convezione nei gas - filmato Irraggiamento
17 MATERIALI ISOLANTI E CONDUTTORI Materiali isolanti allegato riflessioni Cucchiai, burro e ceci riflessioni allegato
18 VERIFICHE CONOSCENZE Prova 1 Prova 2 Prova con vero o falso testo a buchi domande aperte domande chiuse APPLICAZIONI/ COMPETENZE Prova 1 Prova 2 Si valuta la capacità di utilizzare concetti e modelli più o meno formalizzati (disegni, grafici e tabelle, rapporti su esperimenti compiuti, racconti, brevi questionari a domande aperte); la gestione di una situazione già analizzata, ma in forma più o meno variata; il grado di approfondimento e stabilità delle competenze sviluppate.
19 RISULTATI QUESTIONARIO GRADIMENTO Hai trovato utile e interessante i laboratori a cui hai partecipato? 29 molto 7 abbastanza 0 poco 0 per nulla Ti aspettavi qualcosa di diverso 0 Si 7 In parte 30 no Cosa? Esperimenti più difficili
20 - Convenzione LA GIRANDOLA DI CARTA Quale momento (o attività) ti è piaciuto di più? (se possibile spiega perché) - Convezione MOTI CONVETTIVI IL RISO che formava dei cerchi - Conduzione L ANELLO DI GRAVENSADE sembrava una magia - Sensazioni NON MI ERO MAI RESO CONTO CHE LE MANI DEI COMPAGNI POSSONO AVERE UN CALORE DIVERSO - Irraggiamento perché bisognava sentire il proprio corpo quale mano si scaldava prima - Dilatazione nei liquidi TERMOSCOPIO pensavo che il liquido uscisse da fessure nel pongo
21 Quale di meno? (se possibile spiega perché) Parli in famiglia di quanto hai svolto? -Nessuno, TUTTI belli e mi facevano incuriosire - l ebollizione perché la vedo tutti i giorni a casa quando la mamma mi fa la pasta 15 SI 22 QUALCHE VOLTA 1 MAI Ti è rimasta qualche curiosità da soddisfare, qualche aspetto da approfondire? Quale? COME FA LA CANDELA A SCALDARE IL CUCCHIAIO 2 PERCHE E COME ALCUNI MATERIALI SONO CONDUTTORI E ALTRI ISOLANTI 2
22 PUNTI DI CRITICITA PROGETTO TROPPO AMPIO: si potevano realizzare solo una parte degli esperimenti ALCUNI ESPERIMENTI AVREBBERO BISOGNO DI PIU TEMPO Si dovrebbero rivedere le programmazioni, fissare le varie tematiche nelle varie classi, in un ottica di percorso quinquennale Acquisto di materiale
23 PUNTI DI FORZA PROGETTO COMPLETO che fornisce un idea completa del calore Abitua i bambini che ad ogni fenomeno c è un perché e una sua spiegazione scientifica Fa capire ai bambini che tantissimi eventi della vita quotidiana sono fenomeni scientifici I bambini si appassionano alle scienze
24 Risultati degli apprendimenti La parte riferita alle applicazioni-competenze ha avuto una valutazione positiva maggiore rispetto alle conoscenze che presupponevano studio. Un buon gruppo di alunni ha acquisito in maniera molto buona gli obiettivi sia di conoscenze che di applicazione in contesti diversi. Alcuni alunni hanno raggiunto la capacità di transfer. Ha contribuito a chiedersi tante volte perché
25 INTERDISCIPLINARIETA Arte e immagine: COLORI CALDI COLORI FREDDI Tecnologia: TERMOSCOPIO UNA ROSA PER LA MAMMA Informatica Partecipazione grafici, tabelle, IPERTESTI DILATAZIONE - PROPAGAZIONE presentazioni in ppt I bambini sono stati spinti alla discussione per creare delle lezioni più interattive e coinvolgenti. I ragazzi sono stati invitati a coinvolgere le famiglie, facendo domande sulle abitudini in casa e a porre in questione certe pratiche.
26 Non per la scuola si impara ma per la vita Seneca
AUTOREGOLAZIONE PER IL COMPITO
B5 queste schede ti aiuteranno a scoprire quanto sia utile autointerrogarsi e autovalutarsi potrai renderti conto di quanto sia utile porsi domande per verificare la propria preparazione se ti eserciterai
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