Nido d infanzia Biribimbo
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- Geronimo Villa
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1 Nido d infanzia Biribimbo
2 Ogni anno dopo aver conosciuto i bambini che frequenteranno il nido studiamo un progetto educativo che non vuole essere un programma prescrittivo, ma che non lascia niente al caso. La progettazione, tenendo conto dello sviluppo psicofisico dei piccoli, prevede degli obbiettivi da raggiungere elaborando una serie di strategie educative. Procedendo poi all osservazione verificheremo se le strategie scelte sono servite per raggiungere gli obbiettivi.
3 Analisi della situazione: Quest anno i bambini che frequentano si possono suddividere per età in due gruppi: LATTANTI GRANDI (da 9 a 12 mesi) : Ilaria, Ilenia, Alexander, Queensley, Camilla, Federico, Pietro, Giada LATTANTI PICCOLI (da 4 a 9 mesi): Stefano, Alice.
4 sono Ilenia!!!..e io Pietro Salve sono Alice Io mi chiamo Stefano!!
5 piacere Giada.. Sono Federico Ciao sono Alexander!
6 Io sono Ilaria.. Piacere Queensley Ciao io sono Camilla!
7 Anna ed Elena!!!!!
8 L obbiettivo generale è permettere al bambino d essere autonomo, vale a dire acquisire la capacità di gestire da solo sia le cose pratiche (i momenti di routines) sia tutto ciò che fa parte della sua sezione e del nido. Per acquisire questo, occorre da parte dei piccoli sicurezza e fiducia che derivano dalla giusta relazione tra adulto bambino ambiente. Perché il bambino si adatti serenamente al nido, è fondamentale l atteggiamento di noi educatrici, è per questo che utilizziamo come metodo di lavoro: 1. L inserimento graduale a piccolo gruppo calato sui tempi di ogni bimbo. 2. Una buona relazione di conoscenza reciproca con la famiglia attraverso i vari colloqui (formali, informali,di sezione e/o individuali). 3. Vari momenti di confronto (ne abbiamo individuati 3 durante l anno educativo): durante i primi giorni d inserimento, finiti gli inserimenti, a fine anno e ogni volta che ci sia la necessità da parte nostra o della famiglia. 4 Relazione intima e personale con ciascun piccolo accudendolo, consolandolo, rassicurandolo, ascoltandolo, incoraggiandolo a fare da solo motivandolo attraverso: la comunicazione verbale e soprattutto quella non verbale fatta di sguardi,carezze e sorrisi.
9 Inoltre è di fondamentale importanza il modo in cui è strutturato lo spazio che, configurandosi come sorgente d interessi,risponde in maniera ottimale alle necessità psicofisiche di ogni singolo bambino. Egli infatti,anche se molto piccolo, è attivo nell esplorazione e ne trae grande piacere, perciò uno spazio dotato dei giusti stimoli e ricco di materiale interessante è indispensabile. La sezione è strutturata in vari angoli d esperienza a seconda delle acquisizioni psicomotorie di ogni bambino. I più piccoli possono usufruire dell angolo morbido, dove hanno a disposizione molti giochi per stimolare la manipolazione: carillons, sonagli, cesto dei tesori.
10 Il cestino dei tesori: È costituito generalmente da un cesto contenente materiale di recupero, oggetti usati dagli adulti quotidianamente. In sezione ne abbiamo allestiti due. Lo scopo di questa raccolta è di offrire il massimo interesse attraverso: Il tatto (consistenza, forma, peso) L olfatto (varietà di odori) Il gusto (inserendo ad es. un limone) L udito (squillì, tintinnìi, scoppiettìi, scricchiolìi ) La vista (colore, forma, lucentezza, lunghezza ) La sensazione del corpo in movimento
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12 Vicino all angolo morbido, c è il mobile primi passi che offre ai bambini la possibilità di fare attività di movimento: gattonare, alzarsi in piedi, fare i primi passi, entrare ed uscire dal tunnel. Per i più grandicelli sono strutturati altri angoli: per la lettura, in modo da avvicinare il bambino alla lettura per immagini di libretti cartonati e di stoffa di varie dimensioni.
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14 Per l attività di movimento ci sono a disposizione: una scaletta con scivolo, un cavallino a dondolo, un cesto di palle morbide. In un angolo della stanza c è una casetta in cui entrare e uscire che si presta bene al gioco del cucù.
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16 Inoltre c è un angolo cucina per il gioco simbolico cioè il far finta di Le attività pittoriche si svolgeranno al tavolo e inizieranno con l anno nuovo.
17 Uno spazio della sezione, all occorrenza viene sgombrato dai giochi e, diventa Neutro, dà diverse opportunità ludiche che coinvolgono i cinque sensi e anche un sesto, quello cinetico: Giochi di movimento con palle delle varie dimensioni; Giochi sensoriali con il riso, con la farina gialla o utilizzando materiali di recupero (barattoli e catenine di metallo, barattoli con mollette di plastica, ecc..); Approccio ad alcuni strumenti musicali come il tamburo, i sonagli, lo xilofono; Il gioco euristico.
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19 I primi travasi con il riso..
20 Gioco Libero
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23 Il gioco euristico o gioco di scoperta è un attività che avviene attraverso l uso di una grande quantità di oggetti e contenitori di diversa misura eseempio: mollette, anelli da tenda di legno, bigodini, scatole di diverse dimensioni, nastri, ecc Sono tutti oggetti facilmente associabili tra loro, con i quali i bimbi possono fare azioni combinate. Il materiale è disposto in sacche di tessuto, a secondo del genere e durante l attività proporremo l intera raccolta. Al termine del gioco è importante coinvolgere i bambini nel riordino permettendo loro di acquisire le prime capacità di selezionare e mettere in ordine gli oggetti. Questa attività è stata ideata da E. Goldschimied (psicologa inglese della prima infanzia) e pensato per i bambini di età compresa tra i 12 e i 24 mesi. Per questo motivo sarà da noi proposta a partire dal mese di marzo. Fino ad allora, i bambini giocheranno con ceste contenenti non più di tre oggetti dello stesso materiale, solo dopo averli sperimentati più volte, arricchiremo la proposta con il materiale euristico da noi raccolto. Il bambino nei primi anni di vita ha un forte bisogno di esplorare e di scoprire in che modo gli oggetti si comportano nello spazio, grazie a queste proposte di gioco può : conoscere le cose e concentrarsi su di esse; acquisire i primi concetti di contenuto contenitore, caldo freddo, morbido duro, dentro fuori, liscioruvido; arricchire le sue competenze cognitive; arricchire la propria sfera emotiva. Durante questo gioco è richiesta molta concentrazione, eviteremo perciò di dare suggerimenti e di parlare per non distogliere i bambini dalle strategie individuali che mettono in atto per svolgerlo.
24 Altro obbiettivo generale è permettere la socializzazione favorendo la relazione tra adulto bambino e bambino bambino. Per raggiungere ciò, valorizzeremo i momenti di routine. La quotidianità al Nido è scandita da gesti di cura ben definiti: 1. Accoglienza 2. Pasto ( frutta,pappa,merenda) 3. Cambio 4. Nanna Queste situazioni ripetute quotidianamente creano momenti regolari che aiutano il bimbo a prevedere ciò che accadrà infondendo in lui sicurezza verso l ambiente Nido. Durante questi momenti la voce delle educatrici è importante, imita le loro lallazioni e ripete alcune canzoncine che i bambini amano sentire ogni giorno. Inizialmente abbiamo seguito le abitudini di ogni bambino che ci sono state raccontate dalla famiglia, pian piano ne abbiamo create di nuove. L obbiettivo è che nel rispetto dei tempi individuali, di ciascuno, ogni bimbo viva questi momenti serenamente, in condivisione coi compagni, senza dipendere dall adulto.
25 Strumenti di lavoro: Osservazione come strumento di conoscenza del bambino e come strumento per valutare e migliorare il nostro rapportarci nei suoi confronti. Verifiche periodiche saranno il risultato delle osservazioni del lavoro svolto durante l anno; i momenti previsti saranno a novembre e a fine anno. Dvd, il dvd personale è un filmato che documenta i momenti di vita, di crescita, di cambiamento di ogni bambino. Vengono infatti fermati gli eventi più significativi del percorso che ogni bimbo compie all interno del gruppo. Il quaderno delle attività arricchito periodicamente con osservazioni e foto che documentano le esperienze fatte al Nido, può essere letto giornalmente dai genitori, o portato a casa per il fine settimana in modo da essere condiviso con tutta la famiglia.
26 Noi educatrici crediamo che: IL FUTURO NON SARA QUASI MAI BELLO COME UNA FIABA MA NON E QUESTO CHE CONTA. INTANTO BISOGNA CHE IL BAMBINO FACCIA PROVVISTA DI OTTIMISMO E FIDUCIA PER SFIDARE LA VITA. Gianni Rodari
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