OtticaFisiopatologica
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- Taddeo Serafini
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1 Anno diciannovesimo settembre 2014 CAMBIAMENTI DELLA SUPERFICIE OCULARE IN PAZIENTI GLAUCOMATOSI CON DIFFERENTE PRINCIPIO ATTIVO IPOTONIZZANTE Michele IESTER 1, Andrea PERDICCHI 2, Chiara DEL NOCE 1, for the Beta-Blocker Study Group* 1 Laboratorio clinico anatomo-funzionale per la diagnosi e il trattamento del glaucoma e della malattie neurooftalmologiche, Clinica Oculistica, DiNOGMI, Università DI Genova, Genova 2 Dipartimento di Oftalmologia, Ospedale Sant'Andrea, Università La Sapienza, Roma ABSTRACT Purpose: To determine whether there was ocular surface change in glaucomatous patients treated with preservatives carteolol who switched to a preservative-free timolol. Methods: This was retrospective, longitudinal, open-labeled study. 126 patients with primary open angle glaucoma treated with a preserved beta-blocker were enrolled. All the patients underwent perimetric and gonioscopic examination, complete ophthalmologic examination, intraocular pressure (IOP) measurements, evaluation of ocular surface, Schirmer test at baseline and after 2 months after changing medical treatment to a preservative-free timolol 0.1% (Timogel 0.1, Thea). Data were analyzed by t test when the distribution of the data was normal, by Mann- Whitney when the distribution was not-normal. Results: The mean age was 63,5 +/- 13,5 years. After the treatment with the preservative free timolol, ocular surface signs and symptoms significantly (p<0,001) improved. Also IOP reduction improved significantly (p<0,001). Conclusion: In glaucomatous patients, preservative-free 0.1% timolol gel treatment improved both ocular surface symptoms and signs and IOP reduction. Ottica fisiopat 2014; XIX: INTRODUZIONE Il trattamento ipotonizzante rappresenta lo strumento terapeutico fondamentale nei pazienti affetti da glaucoma per prevenire ulteriori ed irreversibili danni del nervo ottico con progressione dei difetti del campo visivo fino alla cecità 1. Tra le criticità della terapia topica ai fini di un efficacia a lungo termine del trattamento ipotonizzante è stato ormai ampiamente documentato il ruolo dell aderenza del paziente al trattamento. Infatti l applicazione cronica di un collirio di cui non riesce a percepire il beneficio immediato ma solo eventuali problemi di tollerabilità locale può facilmente indurre il paziente ad aggiustamenti posologici al ribasso o addirittura a sospensioni temporanee della terapia raccomandata dall oculista. Tra i problemi di tollerabilità locale i sintomi assimilabili alla secchezza oculare hanno un ruolo di assoluto rilievo. Se infatti i disturbi da secchezza oculare nella popolazione normale sono riportati in circa il 15% degli ultrasessantenni 2, la prevalenza di patologia della superficie oculare (OSD) dei pazienti affetti da glaucoma può raggiungere il 48,4% 3 e la loro gravità aumenta proporzionalmente al numero di farmaci usati. Oltre ad aver identificato nei pazienti in terapia ipotonizzante topica, una categoria a rischio di sviluppare sintomi di secchezza oculare, nel recente passato sono stati anche ampiamente studiati i potenziali fattori eziologici correlati più alla composizione del collirio che al principio attivo in sé 4,5. Negli anni recenti si sono ampiamente consolidate evidenze cliniche che attribuiscono questo rischio alla presenza dei conservanti presenti nei colliri ipotonizzanti 6-8. Ciò malgrado l attenzione dell oculista AUTORE CORRISPONDENTE: Michele Iester Clinica Oculistica Università di Genova Viale Benedetto XV, Genova Tel Fax [email protected] PAROLE CHIAVE: glaucoma, beta-bloccante, conservanti, superficie oculare. KEY WORDS: glaucoma, beta-blocker, preservatives, ocular surface.
2 Anno diciannovesimo settembre nei confronti di segni e sintomi di patologia della superficie oculare appare ancora abbastanza scarsa poiché è esperienza comune visitare pazienti mantenuti in trattamento cronico con ipotonizzanti conservati pur essendo disponibile in commercio un equivalente senza conservanti. A ciò contribuisce anche il paziente che spesso non segnala spontaneamente eventuali problemi di tollerabilità e tende a sopportarli e conviverci come un problema ineluttabile. I risultati di nostri precedenti studi hanno già dimostrato che l utilizzo sistematico di questionari molto semplici ed ampiamente validati ed utilizzati nei trial di ricerca clinica come l OSDI (Ocular surface disease index questionnaire), è un metodo abbastanza semplice per identificare la presenza di discomfort oculare non spontaneamente riferito 9-10 in pazienti glaucomatosi afferenti all ambulatorio per visite periodiche di controllo. Al fine di verificare se tale iniziativa ha anche condotto alla risoluzione del problema con eventuale sostituzione del trattamento in atto, abbiamo condotto uno studio retrospettivo sulla medesima coorte di pazienti selezionando quelli in cui un betabloccante conservato fosse stato sostituito con uno non conservato e fosse disponibile adeguata documentazione relativa alla tollerabilità locale prima e dopo la sostituzione del farmaco. MATERIALI E METODI Su una popolazione complessiva di oltre 2000 pazienti, che in occasione di un'occasionale visita di controllo presso gli ambulatori di 60 centri in Italia avevano compilato un questionario OSDI, è stata effettuata un'analisi retrospettiva selezionando solo i pazienti che rispondessero ai seguenti criteri di inclusione. Venivano considerati pazienti affetti da glaucoma ad angolo aperto i soggetti con una tipica alterazione glaucomatosa al campo visivo e/o una tipica alterazione alla testa del nervo ottico, angolo aperto alla gonioscopia, pressione intraoculare >21 mmhg sine terapia e nessuna apparente condizione che potesse spiegare un glaucoma secondario. Ogni paziente doveva aver eseguito almeno un campo visivo utilizzando il sistema Humphrey Field Analyzer (HFA, Humphrey, Inc, San Leandro, CA, USA), 24-2 SITA (Swedish Interactive Threshold Algorithm) standard. Il campo visivo veniva classificato come glaucomatoso quando: a) erano presenti almeno 3 punti vicini con una depressione della sensibilità di almeno 5 db e con uno dei 3 punti con una depressione di almeno 10 db; b) 2 punti vicini depressi di almeno 10 db; oppure c) una differenza di 10 db in due punti adiacenti sull'emi-meridiano orizzontale nel settore nasale. Nessuno dei punti doveva essere in periferia eccetto quelli sull'emiasse nasale. I campi visivi venivano considerati affidabili se le risposte false positive e false negative erano inferiori al 30% e le perdite di fissazione erano inferiori al 20%. Parametri valutati per ciascun paziente erano: MD (Mean Deviation) e PSD (Pattern Standard Deviation). Sono stati inclusi nello studio i soggetti adulti con diagnosi di
3 fig. 1 fig. 1 Punteggio medio dei sintomi prima e dopo 4 settimane dalla sostituzione di Carteololo con Timololo in gel (punteggio attribuito con una scala semiquantitativa da 0 = assente a 3 = grave). 147 glaucoma primario ad angolo aperto, già in terapia con carteololo in formulazione con conservante che in occasione della visita con compilazione del questionario OSDI fu sostituito il trattamento ipotonizzante con timololo in formulazione gel senza conservante a causa di evidenza di discomfort oculare di grado moderato/ severo (punteggio OSDI >23) e di segni obiettivi di danno alla superficie oculare. Inoltre tutti i pazienti selezionati dovevano avere una visita di controllo a distanza di non più di 8 settimane dalla sostituzione del farmaco in cui oltre al controllo pressorio fossero stati rilevati i segni obiettivi di danno alla superficie oculare. Come segni obiettivi di danno della superficie oculare dovevano essere stati rilevati iperemia congiuntivale, cheratite puntata superficiale, eritema palpebrale, BUT e Schirmer test. Sono stati esclusi pazienti affetti da glaucoma secondario (ad esempio congenita, infiammatoria, neovascolare, ad angolo chiuso) e gli utilizzatori di farmaci topici oculari in grado di interferire con i parametri oggetto di valutazione. I dati sono stati analizzati mediante analisi descrittiva. Il t-test di Student è stato utilizzato per confrontare i risultati, quando la distribuzione era normale, mentre il test di Mann-Whitney è stato utilizzato se la distribuzione dei dati era non normale. Una valore di p <0.05 è stato considerato statisticamente significativo. RISULTATI Sono state selezionate le cartelle ambulatoriali di 126 pazienti, di età media 63,5 + 13,5 anni in trattamento da almeno 6 mesi con un prodotto a base di carteololo in formulazione con conservante. Il punteggio medio del questionario OSDI compilato dai pazienti in occasione della visita di controllo iniziale risultò uguale a 38,1 (range 24-85). Dopo il trattamento con il nuovo farmaco si è osservato un miglioramento statisticamente
4 Anno diciannovesimo settembre 2014 fig fig. 3 fig. 2 BUT (sec) e Schirmer test (mm/5 minuti) prima e dopo 4 settimane dalla sostituzione di Carteololo con Timololo in gel. fig. 3 PIO (mmhg) prima e dopo 4 settimane dalla sostituzione di Carteololo con Timololo in gel. significativo (t test p <0,001) di tutti i segni e sintomi di secchezza oculare (Fig. 1, 2). Anche dal punto di vista dell effetto ipotonizzante è stata osservata una ulteriore e significativa (t test p <0,001) riduzione della pressione intraoculare in entrambi gli occhi (Fig. 3) rispetto a quella già ottenuta con la somministrazione di carteololo. DISCUSSIONE I conservanti hanno storicamente avuto l importante finalità di garantire la sterilità della soluzione contenuta in flaconi multidose per tutto il periodo successivo all apertura da parte del paziente. Senza conservanti infatti il contenuto di recipienti multidose usato due volte al giorno rischia di contaminarsi solitamente entro 1 o 2 settimane 11. Il benzalconio cloruro (BAK) è il conservante più comunemente usato nelle preparazioni oftalmiche ed è notoriamente associato a segni e sintomi di danno alla superficie oculare, con un meccanismo dose e concentrazione dipendente 12. Per il BAK, un sale d ammonio quaternario, sono stati descritti almeno tre meccanismi di tossicità: l effetto detergente che causa instabilità del film lacrimale, il danno diretto all epitelio corneale e congiuntivale e reazioni immunoallergiche. Gli effetti collaterali da BAK sono inoltre favoriti sia dalla sua elevata capacità di penetrazione 13 che dalla tossicità dose e tempo dipendente 14, e nel caso di terapie croniche la durata dell'esposizione è un importante fattore aggravante. A dimostrazione dell importanza del danno da conservanti nella terapia ipotonizzante, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una
5 sempre maggior attenzione delle aziende farmaceutiche al problema della tossicità da conservanti, con la messa a punto di nuove formulazioni di ipotonizzanti topici prive di conservanti. Nel nostro studio abbiamo dimostrato che la sostituzione di ipotonizzante conservato con uno non conservato consente un significativo miglioramento dei segni e sintomi di danno della superficie oculare attribuibile al benzalconio cloruro. Tutti i 126 pazienti risultarono sottoposti sia a valutazione clinica che agli abituali test di valutazione di secchezza oculare indotta da conservante come BUT e Schirmer test che evidenziarono segni di sofferenza della superficie corneale ed indusse il medico a prescrivere un farmaco ipotonizzante in gel senza conservante a base di timololo, al fine di sfruttare anche la presenza di eccipienti come PVA e carbomer di cui è nota anche l efficacia per alleviare i sintomi della secchezza oculare in sostituti lacrimali. Una considerazione a parte merita invece l ulteriore decremento dei valori di PIO di circa il 10% rispetto a quello ottenuto con cartololo, risultato in contrasto con il lavoro di Henness S et al che mostrarono che l efficacia e la tollerabilità del carteololo era simile al timololo anche se è un beta-bloccante non selettvivo con effetto attività simpaticomimetica intrinseca (ISA) 15. Questo effetto potrebbe essere giustificato dal migloramento dell'aderenza del paziente al trattamento garantita dalla migliore tollerabilità e dalla comodità posologica del timololo in gel. Poiché le formulazioni prive di conservante sono ormai disponibili per le principali classi di ipotonizzanti con potenziali benefici in termini di aderenza al trattamento ed in ultima analisi di efficacia terapeutica sarebbe auspicabile individuare ed adottare sistematicamente strumenti semplici per accelerare il definitivo passaggio dei pazienti a formulazioni non conservate. RIASSUNTO Scopo: valutare i cambiamenti della superficie oculare in pazienti con glaucoma trattati con carteololo con conservanti dopo 2 mesi di trattamento con timololo senza conservanti. Metodo: questo è uno studio retrospettivo, longitudinale, aperto. 126 pazienti con glaucoma primario ad angolo aperto trattati con beta bloccanti con conservanti erano arruolati. Tutti i pazienti erano sottoposti ad esame perimetrico, completa valutazione oculare, gonioscopia, misurazione della pressione intraoculare (IOP), valutazione della superficie oculare, test di Schirmer alla baseline e dopo due mesi di trattamento con timololo 0.1% senza conservanti (Timogel 0.1, Thea). I dati sono stati analizzati mediante t test di Student o Mann- Whitney a seconda della distribuzione dei dati clinici. Resultati: l età media era 63,5 +/- 13,5 anni. Dopo il trattamento con il nuovo farmaco si è osservato un miglioramento statisticamente significativo (p <0,001) di tutti i segni e sintomi di secchezza oculare. Anche dal punto di vista dell effetto 149
6 Anno diciannovesimo settembre ipotonizzante è stata osservata una ulteriore e significativa (p <0,001) riduzione della pressione intraoculare in entrambi gli occhi rispetto a quella già ottenuta con la somministrazione di carteololo. Conclusioni: nei pazienti con glaucoma, il trattamento con timololo 0.1% in gel senza conservanti migliorava sia la sintomatologia che i segni clinici da occhio secco unitamente ad un buon compenso pressorio. BIBLIOGRAFIA 1. Lindblom B, Nordmann JP, Sellem E et al. A multicentre, retrospective study of resource utilization and costs associated with glaucoma management in France and Sweden. Acta Ophthalmol Scand 84: 74-83, Schein OD, Muñoz B, Tielsch JM et al Prevalence of dry eye among the elderly. Am J Ophthalmol 124: , Fechtner R, Godfrey D, Budenz D et al. Prevalence of Ocular Surface Complaints in Patients With Glaucoma Using Topical Intraocular Pressure-Lowering Medications. Cornea 29: , Valente C, Iester M. Impact of glaucoma medication on ocular tissue. Expert Rev Ophthalmol 5: , Valente C, Iester M, Corsi E, Rolando M. Symptoms and Signs of Tear Film Dysfunction in Glaucomatous Patients. J Ocul Pharmacol Ther 27: , Pisella PJ, Pouliquen P, Baudouin C. Prevalence of ocular symptoms and signs with preserved and preservative-free glaucoma medication. Br J Ophthalmol 86: , Jaenen N, Baudouin C, Pouliquen P et al. Ocular symptoms and signs with preserved and preservative free glaucoma medications. Eur J Ophthalmol 17: , Kuppens EVMJ, de Jong CA, Stolwijk TR et al. Effect of timolol with and without preservative on the basal tear turnover in glaucoma. Br J Ophthalmol 79: , Iester M. I beta-bloccanti nella terapia del glaucoma. J Health Science 6: 5-43, Perdicchi A. Il questionario OSDI nell identificazione di problemi di tollerabilità della terapia del glaucoma. Atti Simposio SOI Novembre Schein OD, Hibberd PL, Starck T et al. Microbial contamination of in-use ocular medications. Arch Ophthalmol 110: 82-85, Yee RW. The effect of drop vehicle on the efficacy and side effects of topical glaucoma therapy: a review. Curr Opin Ophthalmol 18: , Debbasch C, De Saint JM, Pisella PJ et al. Quaternary ammonium cytotoxicity in a human conjunctival cell line. J Fr Ophthalmol 22: , Baudouin C, Pisella PJ, Fillacier K et al. Ocular surface inflammatory changes induced by topical antiglaucoma drugs. Human and animal studies. Ophthalmology 106: , Henness S, Harrison TS, Keating GM. Ocular carteol. Drugs Aging 24: , 2007 * The Beta-blocker study group Dr. Allia Claudio - Catania Dr. Antei Roberto - Foligno (PG) Dr. Appendino Marco - Savona Dr. Barbetta Massimo - Loano (SV) Dr. Bedei Andrea - Forte dei Marmi (LU) Dr. Boccia Silvio - Napoli Dr. Bucarelli Massimo - Lecco Dr. Cammarata Felice - Marsala (TP) Dr. Capovilla Giorgio - Montebelluna (TV) Dr. Carignola Carlo - Rossano (CS) Dr. Contursi Domenico - Sanremo (IM) Dr. Corsucci Cristiano - S. Giovanni in Marignano (RN) Dr. Cullè Alessandro - Bologna Dr. Della Loggia Giuseppe - Viterbo Dr.ssa Dell'Aira Benedetta - Arezzo Dr. De Martino Leopoldo - Crotone Dr. Dominedò Claudio - Cagliari Dr. Falchi Paolo - Siracusa Dr. Figus Michele - Pisa Dr. Formoso Sante Luigi - Montalto Uffugo (CS) Dr.ssa Fornara Emanuela - Torino Dr.ssa Francone Lilia - Ivrea (TO) Dr. Giubilei Nazareno - Belluno Dr. Giuliano Salvatore - Caltanissetta Dr. Gravina Antonio - Caserta Dr. Gualdi Luca - Roma Dr. Habibeh Mazen - Treviso Dr. Ippoliti Antonio - Avezzano (AQ) Dr. Laffi Gianluca - Bologna Dr. Manconi Francesco - Quartu S. Elena (CA) Dr.ssa Marangolo Lucrezia - L'Aquila Dr. Mariani Giovanni Battista - Fermo Dr.ssa Mazzoli Antonella - Suzzara (MN) Dr. Micochero Diego - Padova Dr. Minicucci Renato - Pescara Dr. Misan Davide - Gallarate (VA)
7 Dr. Mollo Gioacchino - Napoli Dr. Nicoletti Renato - Caltanissetta Dr. Paganelli Claudio - Bologna Dr. Pannarale Luigi - Bari Dr. Pasculli Nicola - Terlizzi (BA) Dr.ssa Pellegrino Marina - Cremona Dr. Petrachi Girolamo - Roma Dr. Pizzolante Teodoro - Brescia Dr.ssa Porta Elisabetta - Monza Dr.ssa Rabbione Maddalena - Torino Dr. Rosa Andrea - Livorno Dr. Rotondi Fabrizio - Napoli Dr. Roveda Lorenzo - Carate (MB) Dr. Ruggiero Mariano - Napoli Dr. Russo Andrea - Brescia Dr. Sangiorgio Vincenzo - S. Agata li Battiati (CT) Dr. Santorelli Pietro - Mantova Dr. Santoro Raffaele - Roma Dr. Schiavone Mauro - Roma Dr.ssa Serra Maria Grazia - Taranto Dr. Severino Jose Gerardo - Salerno Dr. Soma Mario - Sassari Dr. Strollo Vito Maria - Cittadella (PD) Dr. Stronati Stefano - Ancona Dr. Troiano Antonello - Teramo Dr. Zapelloni Andrea - Roma 151
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