PROTOCOLLI PER IL DOLORE POSTOPERATORIO
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- Agnella Mattei
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1 Pagina 1 di 12 DIPARTIMENTO STRUTTURALE AZIENDALE DI ANESTESIA E RIANIMAZIONE Direttore: dr. Edoardo Geat REVISIONE REDAZIONE VERIFICA E CONTROLLO APPROVAZIONE Data della revisione Causale della revisione Dr. Edoardo Geat, Dr. Giorgio Cesari, Dr. Daniele Dossi, dr. Silvano Mosna, dr. Dino Pedrotti, dr. Claudio Blasi, dr. Gabriele Leli, dr. Augusto Gallucci Dr. Edoardo Geat Dr. Giorgio Cesari Dr Giovanni Maria Guarrera Data di approvazione
2 1. INTRODUZIONE Pagina 2 di 12 Il dolore postoperatorio è un dolore acuto e spesso estremamente intenso che presenta caratteristiche di complessità legate all età, al sesso, al peso del paziente, alle patologie preesistenti, alla sua integrazione affettiva (ansia e/o depressione), alle tecniche anestesiologiche, al tipo, alla sede, alla tecnica chirurgica e alla durata dell intervento. E definitivamente dimostrato che tale dolore va trattato come una vera entità patogena nell ambito del periodo postoperatorio e che le alterazioni neuroendocrine, metaboliche, fisiche ed emozionali indotte da tale sintomatologia algica possono incidere in maniera significativa sul decorso clinico, sulla durata della degenza, sull outcome del paziente chirurgico. Ciò ha fatto sì che si siano sviluppate ed affermate varie tecniche e protocolli di trattamento, già in uso in tutti gli ospedali della nostra azienda. 2. SCOPO Il presente documento rappresenta il tentativo di integrare il lavoro e l esperienza di un gruppo di anestesisti, impegnati nel trattamento del dolore, allo scopo di rendere disponibile un protocollo condiviso sul trattamento del dolore postoperatorio nei pazienti adulti ove siano indicati: I farmaci impiegati con le dosi, le vie di somministrazione, le indicazioni d uso e le controindicazioni Le modalità di verifica dell efficacia e il monitoraggio degli effetti collaterali Gli interventi correttivi per il miglioramento continuo della qualità dell analgesia postoperatoria. Sono stati integrati ed implementati i protocolli formulati dagli anestesisti nominati nel gruppo di lavoro ed inoltre quelli preparati dai seguenti medici anestesisti: dr. Paolo Romiti, dott. Mauro Cima, prof. Mario Passerelli, dott. Guido Girardi 3. AMBITO DI APPLICAZIONE La presente procedura si applica alle U.U.O.O. di: Anestesia e Rianimazione, Gruppo Operatorio, reparti chirurgici (Chirurgia Generale e Toracica, Chirurgia Vascolare, Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia, Urologia, Chirurgia ORL e Maxillo-Facciale, Oculistica, Neurochirurgia) dell APSS.
3 Pagina 3 di DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA CRITERI GENERALI 1. Al momento della visita preoperatoria il paziente riceve dall anestesista e dall infermiere di reparto informazioni sul dolore postoperatorio e gli viene presentata la scheda VAS (scala analogico visiva) 2. A fine intervento l anestesista segna il livello di dolore misurato con il VAS all uscita dalla S.O. Nessun paziente dovrebbe essere inviato in reparto con VAS > 4. Si ottiene ciò in genere somministrando una dose farmacologica di carico prima della fine intervento. Se l analgesia è insufficiente si somministrano analgesici e si rivaluta il paziente finchè si è raggiunto il livello di analgesia previsto. Nel caso di interventi con dolore elevato si somministra abitualmente morfina ev ritarando il dosaggio, con boli di 0,05-0,15 mg/kg/ev (circa 3,5-10,5 mg per un soggetto di 70 Kg, di età <70) fino al raggiungimento del livello di dolore desiderato misurato con VAS. 3. La terapia analgesica, prescritta o consigliata dall anestesista, deve essere scritta per esteso, associata eventualmente ad una delle sigle riportate più avanti: sono possibili variazioni in relazione alle esigenze del singolo paziente. Lo schema va mantenuto generalmente per ore a seconda del tipo d intervento. 4. All arrivo in reparto l infermiere rivaluta il paziente, segna il livello di dolore misurato con VAS sull apposita scheda e controlla periodicamente l efficacia della terapia analgesica (almeno ogni 2 ore nelle prime 6 ore), somministrando se necessario la rescue dose prevista dal protocollo applicato in quel caso specifico. 5. Compatibilmente con l organizzazione e le risorse disponili, nel postoperatorio l anestesista interviene su chiamata e prescrive eventuali aggiustamenti terapeutici (se livello di dolore misurato con VAS persistentemente elevato o presenza di effetti indesiderati); quando possibile egli stesso controlla il VAS almeno una volta al giorno. 6. E necessario che in ogni ospedale sia in funzione un sistema di monitoraggio del dolore basato sull analisi delle schede VAS integrate eventualmente dai dati raccolti dagli anestesisti. E utile la raccolta di tutti i dati per verificare periodicamente la percentuale di pazienti con VAS>4 ed identificare eventuali sottogruppi in cui il protocollo non fornisce un adeguata analgesia, al fine di modificarlo. 7. Nel controllo del dolore postoperatorio devono essere coinvolti anestesisti, chirurghi, infermieri di anestesia e di reparto che in riunioni periodiche analizzano i risultati, adeguano i protocolli se necessario, esaminano e gestiscono eventuali criticità o prassi in contrasto con le procedure condivise. I COSD (Comitati Ospedale Senza Dolore) degli ospedali possono svolgere questa funzione: in essi l anestesista con incarico di alta specializzazione in terapia del dolore dovrebbe rivestire un ruolo di coordinamento. La scelta del protocollo da utilizzare dipende dal tipo di intervento, dal dolore previsto, dall età del paziente, dalla classe ASA. La seguente schematizzazione, solo orientativa, è stata adottata per motivi pratici.
4 PROTOCOLLI OPERATIVI Pagina 4 di 12 CHIRURGIA GENERALE CHIRURGIA MINORE CON DOLORE LIEVE Asportazione noduli mammari, quadrantectomia, ernia inguinale e ombelicale, tiroidectomia CHIR. TORACICA CHIR. VASCOLARE CHIR OSTETRICO- GINECOLOGICA CHIR. ORTOPEDICA CHIR UROLOGICA CHIR OFTALMICA CHIR. MAX-FACCIALE CHIR. ORL NEUROCHIRURGIA Mediastinoscopie Safenectomia,TEA carotidea, trombectomia (Fogarty) Revisione della cavità uterina, isteroscopia, cerchiaggio, sterilizzazione laparoscopica, laparoscopia diagnostica Tunnel carpale, cisti tendinee, rimozione mezzi di sintesi Cistoscopia diagnostica, varicocele, TURP Cataratta, calazio, pterigio Estrazioni dentarie Adenoidectomia, microlaringoscopia, miringoplastica, chirurgia plastica del naso e dell orecchio, polipectomia nasale Nucleoplastica A1: DOLORE LIEVE: 1. Infiltrazione della ferita con anestetico locale (Bupivacaina 0,25% o Ropivacaina 0,375% 2 ml/cm) 2. Pazienti che si alimentano: Ketoprofene mg/12 ore per.os, oppure: Paracetamolo 1 g/6-8 ore per.os 3. Paracetamolo 2 1 g/6-8 h ev (max 4 g/die) Rescue: Ketoprofene 100 mg/ev 4. Ketoprofene 200 mg; 100 x 2 o in infusione continua con elastomero Rescue: Tramadolo mg in 100 fisiol in 30 + metoclopramide 10 mg Protezione gastrica: Omeprazolo 20 mg/per os A2: DOLORE LIEVE In pazienti con patologia ulcerosa gastro-intestinale e/o insuff. renale: 5. Paracetamolo 1 g/6-8 h ev (max 4 g/die) Rescue: Tramadolo 100 mg in 100 fisiol in 30 + metoclopramide 10 mg
5 Pagina 5 di 12 CHIRURGIA DI MEDIA GRAVITA CON DOLORE MEDIO CHIRURGIA GENERALE Mastectomia, VLC, toracoscopia, emorroidectomia, appendicectomia, fistole anali, cisti sacro-coccigee, emicolectomia ds CHIR. TORACICA Toracoscopia per resezioni atipiche polmonari CHIR. VASCOLARE By-pass femoro-popliteo, femoro-distale, axillo-bifemorale, carotido-succlavio, cross-over femoro-femorale, amputazioni dita piede nel diabetico, fasciotomie decompressive, protesi endovascolari CHIR OSTETRICO- Laparoscopie operative, TVT, colpoisterectomia, colpopessia, GINECOLOGICA taglio cesareo CHIR. ORTOPEDICA Artroscopia di ginocchio, M di Dupuytren e altra chirurgia della mano CHIR UROLOGICA Circoncisione, orchidopessi, prostatectomia radicale e transvescicale CHIR OFTALMICA Vitrectomie, cerchiaggi, strabismi, blefaroplastiche CHIR. MAX-FACCIALE CHIR. ORL NEUROCHIRURGIA Riduzione fratture ossa facciali Tonsillectomia, cisti del collo, linfoadenectomie laterocervicali e mandibolari, parotidectomia B1: DOLORE MEDIO: 30 minuti prima della fine intervento: Ketoprofene 100 mg + Tramadolo 100 mg + metoclopramide 10 mg ev in 15 Infusione continua con pompa elastomerica (es. 100 ml a 4 ml/h o 120 ml a 5 ml/h) con: a. Ketoprofene 200 mg b. Tramadolo 200 mg c. Metoclopramide 20 mg d. Sol fisiol qb Rescue: Paracetamolo 1 g/ev In alternativa: Morfina 0,05-0,15 mg/kg ev (max /6 h) B2: DOLORE MEDIO: con patologia ulcerosa gastro-intestinale e/o insuff. renale: 30 minuti prima della fine intervento Paracetamolo 1 g/ev 30 minuti prima della fine intervento Tramadolo 100 mg in 15 + metoclopramide 10 mg Infusione continua con pompa elastomerica da 120 ml a 5 ml/h con: a. Tramadolo mg b. Metoclopramide 20 mg c. Sol fis. qb a 120 ml tot Associata a Paracetamolo 1 g/6h/ev Rescue: Morfina 4 0,05-0,15 mg/kg ev (max/6 h)
6 Pagina 6 di 12 CHIRURGIA MAGGIORE CON DOLORE ELEVATO CHIRURGIA GENERALE Gastrectomia, resezioni intestinali allargate, resezioni addomino-perineali, epatectomia, pancreatectomia, colecistomia laparotomica CHIR. TORACICA Chirurgia esofagea, toracotomie, toracoscopie per pleurectomia, chirurgia della trachea, sternotomie CHIR. VASCOLARE Aneurismectomia dell aorta addominale, by-pass aortobifemorale e aorto-bisiliaco, amputazione arti. CHIR OSTETRICO - Taglio cesareo, isterectomia laparotomica, linfoadenectomia GINECOLOGICA CHIR. ORTOPEDICA per staging, K ovaio, vulvectomie, K endometrio Alluce valgo, ricostruzione legamento crociato, osteotomia,, protesi d anca e ginocchio, frattura piatto tibiale, frattura tibiaperone, frattura omero-gomito, artroscopia di spalla CHIR UROLOGICA Nefro-ureterectomia, surrenalectomia, prostatectomia radicale con linfoadenectomia, cistectomia CHIR OFTALMICA Chirurgia vitroretinica, chirurgia orbitarla, enucleazione CHIR. MAX-FACCIALE Resezioni mandibolari con trapianti a lembo, K pavimento,interventi correttivi di progenismo e prognatismo della mandibola CHIR. ORL NEUROCHIRURGIA Caldwell-Luc, laringectomie, interventi sul cavo orale I protocolli per il dolore elevato sono ordinati in ordine crescente di complessità. C1: DOLORE ELEVATO; INFUSIONE CONTINUA 30 prima della fine intervento: Morfina 0,1-0,15 mg/kg/ev Elastomero con: 20 mg morfina /24 ore Ketorolac 30 mg/8 ore/ev (max 90 mg/die; nei pazienti >65 anni max 60 mg/die) Rescue: Morfina 0,05-0,15 mg/kg ev (max/6 h) C2: DOLORE ELEVATO; BLOCCHI CONTINUI (Femorale, sciatico, interscalenico, ecc) Infusione di carico in base al tipo di blocco Infusione continua: Ropivacaina 0,2% o levobupivacaina 0,125% a 4-8 ml/ora Eventuali boli rescue di 4-6 ml Se l analgesia non è sufficiente: Ketoprofene 100 mg/ev ogni 8-12 ore C3: DOLORE ELEVATO: PCA (=Analgesia controllata dal paziente). Senza infusione continua basale è la tecnica più sicura di somministrazione ev di oppiacei; boli piccoli, frequenti e facilmente adattabili. Le dosi devono essere ridotte del 30% in caso di età > di 70 anni. 30 prima della fine intervento: Morfina 0,1-0,15 mg/kg/ev Morfina 0,5 mg/ml (50 mg morfina + fisiol a 100 ml) a. Bolo: 1 mg
7 Pagina 7 di 12 b. Lockout: 5-10 minuti c. Dose massima: 16 mg/4 ore Ketorolac 5 30 mg/8 h/ev C4: DOLORE ELEVATO: PERIDURALE CONTINUA (Gli oppiacei somministrati per via peridurale in associazione con anestetici locali sono più efficaci e manifestano un effetto sinergico che permette di ridurre le dosi di ciascuno, ottenendo una minor incidenza di effetti collaterali) Infusione di carico in base alla sede del catetere/tipo d intervento e quindi: Infusione peridurale continua con 1 : Ropivacaina 0,2% 2 mg/ml (100 ml) Fentanyl 2 mcg/ml (2 fiale in 100 ml) Infusione a 5-8 ml/ora ed eventuali boli rescue di 4-6 ml Se l analgesia non è sufficiente: Ketorolac 30 mg/ev ogni 8 ore DOLORE ELEVATO: INFUSIONE CONTINUA DI OPPIACEI in pazienti con patologia gastrointestinale e/o insufficienza renale: non è raccomandata di routine perché può richiedere dosaggi elevati con rischio di tolleranza e depressione respiratoria. Se applicata richiede un adattamento individuale in base ad età, intervento, situazione clinica, ed uno stretto monitoraggio. C5: DOLORE ELEVATO; BLOCCHI CONTINUI (Femorale, sciatico, interscalenico, ecc) in pazienti con patologia ulcerosa gastrointestinale e/o insufficienza renale Infusione di carico in base al tipo di blocco Infusione continua: Ropivacaina 0,2% o Levobupivacaina 0,125% a 4-8 ml/ora Eventuali boli rescue di 4-6 ml Se l analgesia non è sufficiente: Paracetamolo 1 g/6 h/ev C6: DOLORE ELEVATO; PCA (pazienti con patologia ulcerosa gastrointestinale e/o insufficienza renale) 30 prima della fine intervento: Morfina 0,1-0,15 mg/kg/ev Morfina 0,5 mg/ml (50 mg morfina + fisiol a 100 ml) d. Bolo: 1 mg e. Lockout: 5-10 minuti f. Dose massima: 16 mg/4 ore Paracetamolo 1 g 6 h/ev 1 Si tratta di un indicazione orientativa: farmaco, concentrazione, velocità d infusione, volume del bolo possono variare in relazione al paziente, all intervento, alla sede del catetere.
8 Pagina 8 di 12 C7:DOLORE ELEVATO; PERIDURALE CONTINUA in pazienti con patologia ulcerosa gastrointestinale e/o insufficienza renale Infusione di carico in base alla sede del catetere/tipo d intervento e quindi: Infusione peridurale continua con: a. Ropivacaina 0,2% 2 mg/ml (100 ml) b. Fentanyl 2 mcg/ml (2 fiale in 100 ml) c. Infusione a 5-8 ml/ora ed eventuali boli rescue di 4-6 ml Se l analgesia non è sufficiente: Paracetamolo 1 g/6 h/ev Tabella riassuntiva sull impiego di oppiacei per via peridurale FARMACO CONCENTR. PERIDURALE BOLO DOSE MAX DIE MG Morfina 0,02-0,04 mg/ml 2-4 mg 4-6 mg Fentanyl 0,005-0,006 mg/ml 0,05-0,1 mg 0,5-0,6 mg Sufentanil 0,0005-0,001 mg/ml 0,07-0,01 mg 0,5-0,120 mg Tabella riassuntiva sull impiego di anestetici locali in peridurale e in blocchi continui FARMACO CONCENTR. CONCENTRAZIONE NEL DOSE MAX DIE MG PERIDURALE BLOCCO CONTINUO DEI NERVI PERIFERICI Lidocaina 0,5-1 % 1 % 500 mg Bupivacaina 0,125-0,250 % 0,25 % mg Ropivacaina 0,1-0,2 % 0,2 % mg Per ogni livello di dolore le dosi dei farmaci somministrati, sia in bolo che in infusione, devono essere ridotte del 30% in caso di: Insufficienza epatica o renale grave Età> 70 anni Peso corporeo < 50 Kg ASA III-IV Controindicazioni e precauzioni: 1 Il Ketoprofene è controindicato nei pazienti con patologia ulcerosa gastroduodenale, nell insufficienza renale grave, nei pazienti con disordini della coagulazione o che assumono terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica, nel sanguinamento cerebrale recente, nella gravidanza, nell allattamento. 2 Il Paracetamolo è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica. Sebbene la maggior parte dei pazienti possa assumere 4 g/die senza effetti collaterali, va posta cautela nei pazienti a lungo digiuni, in quelli che assumono contemporaneamente isoniazide, zidovudina o un barbiturico oppure quelli che consumano elevate quantità di alcool. Attenzione al volume infuso per la diluizione del farmaco: 100 ml/g. 3 Il Tramadolo è controindicato nei pazienti con anamnesi positiva per epilessia o che assumono farmaci che abbassano la soglia di insorgenza delle convulsioni
9 Pagina 9 di 12 (antidepressivi, antipsicotici, inibitori della MAO) 4 La Morfina nell adulto va dosata più in funzione dell età che del peso corporeo. Una formula approssimativa è la seguente: fabbisogno di morfina (in mg) in pazienti di età compresa fra 20 e 70 anni nelle prime 24 ore dall intervento di chirurgia maggiore = 100-età 5 Il Ketorolac è controindicato nei pazienti con patologia ulcerosa gastro-duodenale, nell insufficienza renale con creatininemia > 1.8, nei pazienti con disordini della coagulazione o che assumono terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica, nel sanguinamento cerebrale recente, nella gravidanza, nell allattamento, uso massimo 3 giorni ev, 5 giorni per os. Dose massima 90 mg/die, 60 mg in pazienti > 65 anni. MONITORAGGIO Controllo del livello di analgesia ogni 2 ore per le prime 6 ore e poi ogni 6 Mantenere VAS<4; se si rileva VAS più elevato somministrare il farmaco rescue e riverificare dopo il risultato registrando di nuovo il VAS. Se ancora elevato modificare il piano di trattamento del dolore con protocollo farmacologico di grado superiore. Nei pazienti in trattamento con Tramadolo e Morfina con elastomero, se nausea o vomito somministrare metoclopramide 10 mg o ondansetron 4 mg ev. Nei pazienti in trattamento con morfina in PCA o infusione è necessario: Mantenere per le prime ore una somministrazione di O2 2 l/min Monitoraggio SpO2 Monitoraggio coscienza e frequenza respiratoria Se la sedazione ha un punteggio > 4 nella scala di Ramsay e/o la frequenza respiratoria è <10 atti/minuto: sospendere la somministrazione di morfina con PCA e valutare la possibilità di somministrare Naloxone 5 mcg/kg/ev (1/2-1 fiala) Nei pazienti con analgesia peridurale continua attenersi al protocollo di sorveglianza della peridurale in uso. In particolare: Se ipotensione con PA sistolica minore di 30 mmhg rispetto alla PA abituale o comunque < 100 mm Hg: Riempimento volemico con cristalloidi 1000 ml Vasocostrittori: Efedrina 5-10 mg ev Rallentamento/sospensione dell infusione Se riduzione della motilità (Bromage> 0) o comparsa di parestesie: rallentamento o sospensione dell infusione con riverifica neurologica a breve termine Se sedazione con un punteggio > 4 nella scala Ramsay, riduzione della velocità di infusione di 2 ml/h ogni ora fino a miglioramento
10 Pagina 10 di RIFERIMENTI Il controllo del dolore postoperatorio, seminario APSS organizzato dal COSD: relazioni dott. Laura Rigotti e dr. Dino Pedrotti Dr Dino Pedrotti: Proposta di protocolli per il dolore postoperatorio ospedale S. Chiara di Trento; Maggio 2003 Procedure di gestione del dolore postoperatorio UO Anestesia e Terapia Intensiva Ospedale S. Chiara; 2005 Protocollo per il trattamento del dolore postoperatorio ; dr. G. Girardi; UO Anestesia e Terapia Intensiva Ospedale S. Chiara Ospedale di Rovereto, UO Anestesia e Rianimazione: Protocolli operativi per l analgesia postoperatoria Protocollo interno trattamento dolore post-operatorio UO Anestesia e Rianimazione, Distretto Alto Garda e Ledro; 19/01/2005 Protocollo di trattamento del dolore post-operatorio (pz Adulti); UO Anestesia e Rianimazione; Ospedale di Borgo Procedure di gestione del dolore postoperatorio ; UO Anestesia e Rianimazione, Ospedale di Cavalese Protocollo terapia antalgica postoperatoria ospedale di Cles Bozza del dolore postoperatorio, Ospedale di Tione Raccomandazioni SIAARTI per il trattamento del dolore postoperatorio. Minerva Anestesiol.2002;68: Dolore postoperatorio: la teoria e la pratica. M. Berti, Ospedale S. Raffaele, Milano Linee guida anestesiologiche anno 2003; UO anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica di Parma; direttore prof. Guido Fanelli Suggerimenti per il controllo del dolore postoperatorio: Gruppo di studio SARNePI per il dolore postoperatorio. Coordinatore: dr. Andrea Messeri Il dolore postoperatorio: fisiopatologia e protocolli terapeutici. F. Paletti et al. Ist. Anestesiologia, Rianimazione e Terapia del Dolore dell Università di Perugina Protocolli di terapia antalgica postoperatoria; Ospedale S. Maurizio di Bolzano Farmaci per il dolore; Treatment Guidelines From Thev Medical Letter, Vol 2 n 11, Novembre 2004, pag Practice Guidelines for Acute Pain Management in the Perioperative Setting Anesthesiology V 100,N 6 Jun 2004 Barden J et al: Single dose paracetamol (acetaminophen) for postoperative pain. Cochrane Database Syst Rev 2004;(1):CD Block BM et al: Efficacy of postoperative epidural analgesia: a meta-amalysis. Jama 2004 Mar 10;291(10) Choi PT, Bhandari M et al: Epidural analgesia for pain relief following hip or knee replacement. Cochrane Database System Rev. 2003;(3):CD Walder B, Schafer M: Efficacy and safety of patient-controlled opioid analgesia for acute postoperative pain. A quantitative systematic review. Acta Anaesthesiol Scand 2001;45: Takeshi Hirayama et al: Evaluation of the Effective Drugs for the Prevention of Nausea and Vomiting Induced by Morphine Used for Postoperative Pain: A Quantitative Systematic Review. Yakugaku Zahssi 121(2) (2001)
11 Pagina 11 di 12 Dolin SJ et al: Effectiveness of acute postoperative pain management: I Evidence from published data. British Journal of Anaesthesia 2002: 89(3): Barash PG, Cullen FC, Stoelting RK: Clinical Anestesia. Lippincott &Wilkins, 2001; pp ELENCO DEI DESTINATARI PER INTERESSE PRIMARIO Dirigenti medici, coordinatori e I.P. delle U.U.O.O. Anestesia e Rianimazione, Gruppo Operatorio, reparti chirurgici (Chirurgia Generale e Toracica, Chirurgia Vascolare, Ostetricia-Ginecologia, Ortopedia, Urologia, Chirurgia ORL e Maxillo-Facciale, Oculistica, Neurochirurgia); Comitato Aziendale Ospedale Senza dolore PER CONOSCENZA Direttori di Ospedale e di Distretto; Direzione cura e Riabilitazione. 8. DOCUMENTI COLLEGATI Comitato Ospedale Senza dolore: Raccomandazioni per la gestione del dolore nei pazienti ricoverati, dicembre 2004 Procedura per la sedazione Ospedale di Trento, Presidio S. Chiara; 15 giugno 2005 ALLEGATO 1- RAMSAY SCALA DI SEDAZIONE DI RAMSAY LIVELLO SEDAZIONE Paziente sveglio Paziente addormentato 1: ansioso e agitato o irrequieto insufficiente 2: tranquillo, orientato e collaborante adeguata 3: risponde solo ai comandi adeguata 4: risposta vivace ad una leggera pressione adeguata sulla gabella o ad un forte stimolo uditivo 5: risposta rallentata ad una leggera profonda pressione sulla gabella o ad un forte stimolo uditivo 6: nessuna risposta ad una leggera pressione eccessiva sulla gabella o ad un forte stimolo uditivo
12 ALLEGATO 2 - BROMAGE Pagina 12 di 12 VALUTAZIONE DEL BLOCCO MOTORIO NEI PAZIENTI CON INFUSIONE PERIDURALE CONTINUA MEDIANTE LA SCALA MOTORIA DI BROMAGE FISIOPATOLOGIA: gli anestetici locali bloccano gli impulsi dei nervi sensitivi, motori e del sistema autonomo (simpatico e parasimpatico). Più piccolo il diametro, più sensibile è la fibra nervosa all anestetico. Perciò vengono bloccati prima i nervi del s. autonomo, poi le fibre sensitive e da ultimo le motorie. E importante valutare il blocco: Per evitare aree di compressione Per accertarsi che il paziente è in grado di camminare con sicurezza Per scoprire l inizio di complicanze come l ematoma epidurale (è un emergenza!) PROCEDURA: 1. Per valutare il blocco motorio in pazienti con anestesia epidurale si chiede al paziente di flettere ginocchia e caviglie e si assegna un punteggio secondo la scala di Bromage, standard mondiale per la valutazione della funzione motoria 0 Nessun blocco Flessione completa di ginocchia e piedi, solleva l arto esteso 1 Blocco parziale Muove appena le ginocchia e i piedi, non solleva l arto ma flette 2 Blocco quasi completo Muove solo i piedi in lieve estensione, non flette 3 Blocco completo Non muove né ginocchia né piedi 2. Lo score si annota sulla scheda di monitoraggio del dolore. Se si osserva una differenza nei due arti si segna ad esempio così: Bromage Sin 2, Ds 0 3. Si effettua il controllo del blocco motorio nei seguenti momenti In sala risveglio Al ritorno in reparto All inizio di ogni turno infermieristico Prima della deambulazione 4. Chiamare l anestesista se: Vi sono importanti cambiamenti nella funzione motoria (in particolare cambiamenti improvvisi) Compare un blocco quasi completo o completo (Bromage 2-3)
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