Letteratura italiana

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1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO Letteratura italiana Lezione di Guglielmo Barucci 2013/2014 Appunti di Margherita A. Terrasi B-NOTES blog (

2 INIZIO Letteratura Italiana [L.I.] LA POESIA SICILIANA La Letteratura Italiana è per certi versi un a letteratura di importazione ed un Unicum, una letteratura nata come scelta consapevole di creare una letteratura e nasce in un luogo assolutamente marginale da un punto di vista geografico. La SICILIA. Prima metà del XIII secolo, il padre della nostra letteratura è FEDERICO II (stupor mundi da coloro che lo apprezzavano, dagli altri l Anticristo ), figura straordinaria, per parte di padre TEDESCO e nipote del famoso FEDERICO I il BARBAROSSA e per parte di madre normanno (stanziatisi nel Sud Italia, Regno di Napoli), aveva insieme una matrice francese, con un fortissimo radicamento in Italia. Una figura eccezionale, COLTISSIMA, POLIGLOTTA e che per quanto IMPERATORE di GERMANIA e di ITALIA (monarca del tutto il SUD ITALIA, cuore a PALERMO). All epoca l ITALIA era un crogiuolo di molte culture: GERMANICA, ISLAMICA, EBRAICA (al tempo forti soprattutto nel meridione). Cultura EBRAICA e ARABA erano veicoli della grande cultura GRECA (filosofia, arte), arrivata attraverso traduzioni fatte da arabi ed ebrei. FEDERICO II si trova impegnato in un durissimo scontro con il potere PAPALE (era la cultura monastica e religiosa particolarmente forte). Si rende conto di avere bisogno di una CULTURA ALTERNATIVA : LAICA e che utilizzasse una lingua che non fosse il LATINO (strumento della religione), ma il VOLGARE (la POESIA in volgare) data di nascita nel MODELLO DELLA POESIA PROVENZALE (ossia del SUD della FRANCIA lingua al Nord d Oil e al Sud d Oc). Quello che noi chiamiamo l ITALIANO erano chiamate le LINGUE del Sì (WE). Vanta di più di 150 anni dalla nostra POESIA. La LETTERATURA nasce come POESIA e non come PROSA. Dobbiamo considerare che è più facile scrivere in poesia, perché vive di elementi formali, di forme, elementi riciclabili all interno di un nuovo testo. È molto più facile muoversi attorno a dei codici già creati. La PROSA è più difficile. RIPERCUSSIONI IMPRESSIONANTI: viviamo sempre nello stesso codice nella POESIA. Nella PROSA invece non è così, i CANONI CAMBIANO SEMPRE. La POESIA D AMORE dei PROVENZANI è quella che poi caratterizzerà la poesia ITALIANA. È molto chiaramente riconoscibile il CONTESTO SOCIALE nel quale il POETA è un professionista della poesia che si rivolge alla CASTELLANA. Il TEMA DELL INNAMORAMENTO in realtà è un TRIBUTO al SIGNORE, quasi un PEGNO DI IMPORTANZA del signore. 1

3 Proprio perché c è una distanza però questo amore è non corrisposto, non realizzato. C è una MATRICE SOCIALE perché le poesie d amore nascono IRREALIZZABILI e proprio perché l amore va alle CASTELLANE il NOME non va messo, ma viene messo un NOME, in qualche modo, EVOCATIVO ossia un SENHAL. I poeti provenzali sono dei TECNICI della POESIA (PROFESSIONISTI). Sono TESTI SCRITTI PER ESSERE RECITATI NELLA CORTE, non sono testi come noi li intendiamo INTIMI, ma TESTI DI FUNZIONE SOCIALE, MUSICATI (simili alle nostre CANZONI). FEDERICO II deve adattare questi elementi alla propria corte. Sceglie solo la POESIA D AMORE. I PROVENZALI invece scrivevano anche poesia sulla POLITICA, poesia BELLICA. Siamo qui in un REGIME ASSOLUTO. La POLITICA la fa lui. In realtà la poesia della corte di FEDERICO II ha dato all Italia un linguaggio che è preso unicamente dalla poesia d amore. I FUNZIONARI non sanno comporre testi musicali. I testi dei SICILIANI perdono la dimensione MUSICALE che c è sotto e si concentrano sulla PAROLA. Perciò la poesia diventa più CONCETTUALE. La POESIA D AMORE di DANTE e una POESIA TEOLOGICA (la BEATRICE è un allegoria della TEOLOGIA). Si perde musicalità e si insiste molto di più sulla RIMA (nuovi schemi metrici giocati molto più su questa). FEDERICO II cerca di veicolare una CULTURA LAICA mondana contrapposta ad una CULTURA RELIGIOSA. Agisce nella SICILIA nella quale cultura EBRAICA e cultura ARABA fanno da veicoli per la scienza GRECA. I testi dei siciliani presentano una dimensione filosofica e scientifica che è molto più alta della POESIA PROVENZALE. Fondò la famosa UNIVERSITÀ di NAPOLI. Viene meno ogni personalizzazione, la poesia siciliana diventa ASTRATTA, UNIVERSALE, qualcosa che vale per tutti gli uomini e proprio perché non c è più distanza sociale tra uomo e donna. La poesia siciliana delle origini si carica di una NOTA PESSIMISTICA (l impossibilità di avere l AMORE, diventa radicale), siccome l amore funzione così in un certo senso non ci si può fare niente. L ATTENZIONE è da qui in poi non più incentrata sulla DONNA, ma sull UOMO, sul soggetto portante, ossia gli EFFETTI che la DONNA fa all UOMO che se ne INNAMORA. 2

4 Viene PROGRAMMATA: i poeti, in primo luogo, non sono tutti SICILIANI (Ruggero Pugliese). Il figlio di FEDERICO II, ENZO, scrive delle bellissime poesie. Organizza la sua poesia come strumento culturale di PENETRAZIONE del Nord e Sud ITALIA. Le elite INTELLETTUALI adottano la poesia italiana come cultura. Chi riceve il testo lo adatta alla propria LIGUA: i Toscani, toscanizzano i testi Siciliani, perciò la persona che riceve il testo toscanizzato crede che i Siciliani lo abbiano scritto in quella lingua (es. DANTE crede che tutti in Sicilia cercassero una lingua sovrannazionale, ossia unitaria e anche lui cercherà di scrivere in una lingua SUPERIORE, UNITARIA). La poesia DIALETTALE resterà per sempre marcata come una poesia POPOLARESCA (DIALETTALI sesso). Nelle poesie ALTE si parla di AMORE ALTO e perciò si usa un LINGUAGGIO ALTO. Una lingua costruita a TAVOLINO su quei poeti del Trecento, una lingua che NON HA AVUTO, fino alla Prima Guerra Mondiale, un uso POPOLARE. MANZONI in realtà parlava o in MILANESE o in FRANCESE, NON in ITALIANO. La nostra POESIA nasce trattando TEMI ETEREI, in SICILIANO. Strumento culturale degli SVEVI. Quando vengono spazzati via dagli ANGIÒ, la letteratura SVEVA viene spazzata via. PULIZIA ETNICO-CULTURALE. La nostra poesia nasce da un EQUIVOCO, il pensare che i POETI scrivessero con un linguaggio ARCAICO-NAZIONALE. 3

5 LEZIONE 2 19/02/2014 [L.I.] Nel capitolo scorso UNIVERSALIZZAZIONE DELLA VISIONE AMOROSA, CHE SI RIFLETTE ANCHE NEL LINGUAGGIO, CHE DIVENTA PIÙ FILOSOFICO. IL TESTO NON È PIÙ LEGATO AD UNA MUSICA, POICHÉ I POETI SICILIANI NON SONO PIÙ PROFESSIONISTI DELLA MUSICA, MA FUNZIONARI. SONETTO Non sono mai testi abbandonati all impeto della passione, ma presi da una riflessione. [Per Leopardi la poesia deve essere una determinata cosa, perché la sue epoca percepisce la poesia in un certo modo, e lo schema metrico, perciò deve coincidere a queste concezioni (di poesia, di estetica)]. Ogni volta che un poeta introduce una apparentemente piccola variazione nello schema metrico, vuol dire che quello schema è cambiato, perciò sta succedendo qualcosa. Chi ha inventato la forma metrica? Gli schemi metrici vengono creati attraverso l adattamento, con l eccezione del SONETTO (Scuola Siciliana dei primissimi anni 30) Giacomo da Lentini, detto il notaro un burocrate della corte di Federico II. EX NOVO. [SCHEDA SU ARMIDA ] ENDECASILLABI Il sonetto canonico è costituito unicamente da endecasillabi (anche se raramente ha 11 sillabe, molto spesso si confondono sillabe e posizioni sillabiche, insomma un endecasillabo ha 11 posizioni sillabiche deriva dal decasillabo, un verso francese con 10 sillabe, il provenzale ha una altrissima densità di parole tronche [Parole piane: parole in cui l accento cade sulla penultima sillaba es. vìta, corsìvo, ecc.; tronche: in cui l accento cade sull ultima sillaba caffè; Sdrucciolo: terzultima sillaba accentata es. stupìdo; liberamene è trisdrucciolo?]. In francese la percentuale di queste è molto più alta, in provenzale la stragrande parte dei versi aveva l accento nell ultima lettera, nel decasillabo l accento cadeva sulla decima ed ultima sillaba. Spostandolo in area italiana corrisponde a quello che è il nostro endecasillabo tronco, il problema è che la stragrande parte delle parole italiane sono piane e siccome l accento cade sulla penultima, è sempre nella penultima sillaba così è un apparenza il decasillabo italiano). 4

6 ^ indica sinalefe elementi che fanno saltare il computo delle sillabe (es. Di-nan-zi^a-me: in realtà zi e a sarebbero due sillabe, in questo caso però abbiamo una posizione sillabica. Scatta la sinalefe e noi calcoliamo un unica posizione sillabica, è perciò una tronca e non ha un endecasillabo, ma se calcoliamo le sillabe non grammaticali ne abbiamo dieci). L endecasillabo è il verso imperiale della nostra letteratura. La Divina Commedia è fatta di endecasillabi, il verso nobile della nostra comunicazione. Verso più diffuso è il settenario, ossia un verso con 7 posizioni sillabiche un poco di spazio anche al novenario ( , da Dante in poi non ci saranno più, perché un verso parisillabo tende ad essere prevedibile e scatta una scansione binaria, es. la vispateresa, le filastrocche sono tutte parisillabe toh ton, suono militare e molto prevedibile). Variazioni in terne di ritmo che permettono meglio di articolare il pensiero. I 14 versi endecasillabi del sonetto sono nettamente Il sonetto si è diffuso in tutte le Letterature. Perché è BREVE, perché presenta insieme la massima GEOMETRICITA, MATEMATICITÀ e DUTTILITÀ. Un sonetto si compone sempre da: due quartine quartetti, 8 versi e due terzine terzetti, 6 versi. Le lettere sono il linguaggio fondamentale della metrica, la formula di base è utilizzare le lettere per indicare lo schema metrico, ogni lettera corrisponde ad una rima, con ogni nuova rima si introduce una nuova lettera: qualsiasi schema comincia con una A. Quando si indica con una maiuscola vuol dire che si indica un endecasillabo, se più piccolo si indica con la minuscola. I versi delle quartine rimano tra di loro e i versi delle terzine rimano tra di loro, A e B si trovano nelle quartine ed C, D ed E solo nelle terzine. Non esistono versi irrelati, che non facciano rima. Nelle quartine ci sono solo due rime (A e B): AB AB AB AB è lo schema più arcaico, poi sostituito dallo schema AB-BA; le terzine possono essere giocate su due rime o su tre rime quindi semplicemente C e D o C D E (potremmo avere CDE CDE o CDE DCE, ci deve essere un collegamento tra prima quartina deve rimare con la seconda quartina e con la prima terzina, la prima terzina deve rimare solo con la seconda terzina). JACOPO DA LENTINI Con il primo sonetto di Jacopo da Lentini avremo C D C D C D, abbiamo trovato subito all inizio un caso diverso di terzine del sonetto, le rime delle terzine rimano solo tra di loro. 5

7 Il tema del sonetto è la natura di Amore, che cos è amore e come nasce Amore. Il poeta provenzale di solito non si interrogava sull origine dell amore, il poeta siciliano sì. Esigenza di fare il punto, di darsi dei principi scientifico-ideologici, il testo nasce dalla tensione fra due poeti: discutono filosoficamente su cos è l amore e ognuno parte da una posizione filosofica diversa. NOVITÀ: la RIMA, l ASSOCIAZIONE DI UNA PAROLA IN RIMA CON UN ALTRA (sceglie parole in rima o FACILI o DIFFICILI amore e core da far rimare in un sonetto sarebbero difficilissime). Collegamento tra le quartine e le terzine mediante la parola core. La parola in rima del primo verso delle terzine, che poi ritroviamo all inizio del 4 verso della quartina, e lo ritroviamo all inizio del primo verso della quartina. Il gioco è ancora più forte, la prima parola con cui il core rima è amore (la prima parola del testo) perciò la rima scatta dentro di sé già nel primo verso. Sonetto che riguarda appunto il modo in cui l amore nasce nel cuore. Oppure sono sostantivi che rimandano all abito della fisica, della scienza: naturalmente come avviene secondo le leggi della natura, concepitore. Moltissime di queste parole sono lunghe, vuol dire che c è una ricerca del difficile. Amore è un desiderio che viene dal cuore Per abondanza del gran piacimento, e gli occhi come prima cosa generano l amore e il cuore gli dà nutrimento [ ] Uno dei testi principali di Aristotele, che da la struttura concettuale al Medioevo è Il modo in cui gli animali generano, il primo libro di zoologia, la nascita dell amore con un linguaggio che riguardano la fisiologia. Io mi innamoro se VEDO la donna. Avevano una tipologia d amore, l amor da lonh (amore da lontano): non vi ho mai veduta ma il sentimento di innamoramento che provo viene da quello che so di voi. Secondo da Lentini l amore è sottoposto sotto le leggi della fisica, perciò si deve vedere per amare. Qualche volta l uomo è amatore, ossia si innamora senza aver visto il suo innamoramento, ma quell amore vero che ha il furore, ha la sua nascita dalla vista degli occhi. 6

8 Connessione OCCHI CUORE AMORE. Dante si innamora di Beatrice perché la vede camminare. L ottica del Medioevo è che l uomo vede Dio nello specchio, che manda come dei raggi, tutto nel mondo medievale si tiene e si sistema. [ ] gli occhi presentano al cuore Un immagine del bene e del male [ ] Per i medievali dagli occhi escono degli atomi che sono l immagine materiale di ciò che viene emanato. Se guardo una donna, io interiorizzo una donna. Jacopo da Lentini dice in un altra canzone Io vi ho dipinto dentro di me, l idea del portare la donna in sé, che può essere qualcosa di bello o qualcosa di ossessivo. Lo stesso elemento fisico permette una concezione nuova delle cose nei poeti. [ ] secondo la sua forma naturale; [ ] la natura è la sostanza, il concreto, la natura è un concetto superiore, filosoficamente parlando. il cuore immagina e gli piace quella spinta naturale e questo amore regna fra la gente. DANTE Nel 1266 gli SVEVI vengono cancellati dalla storia europea, l ultimo fu Manfredi sconfitto in battaglia (poi gli Angiò e gli Aragonesi). In Toscana, in Pianura Padana e nel Veneto, c è una toscanizzazione dei testi che fa si che i toscani non si rendano conto di avere una traduzione dei testi, ma ormai quella poesia è divenuta il canone dei centri d Italia. Fenomeno siculo-toscani che sono toscani che fanno poesia alla maniera siciliana: Guittone d Arezzo, grande nemico di Dante (da lui visti come poeti troppo rozzi e plebei). Definizione DOLCE STIL NOVO: elaborata da Dante stesso, il problema è che la elabora nel purgatorio, verso la fine e fa dire ad un siculo-toscano Ah, adesso capisco cos è quel dolce stil novo che odo. Dante sta parlando di sé e di tutta un fase giovanile fiorentina. 7

9 Si crea una sorta di cerchia di giovanissimi poeti nella quale si aggiunge Dante e indica come padre di questa piccola cerchia d avanguardia Guido Guinizzelli (morto nel comune di Monselce). 8

10 LEZIONE 3 21/02/2014 [L.I.] SonettoTra gli schemi metrici delle origini è l unico che continui ad essere utilizzato nell Ottocento, dai grandi poeti. Il sonetto per la sua caratteristica: geometricità fissa, un po solitamente regolare e un po irregolare. Una forma assolutamente duttile. Guido Guinizzelli è bolognese e quindi si inserisce in quel percorso che porta la poesia siciliana al centro Italia. Dimensione filosofico, scientifica molto forte, grazie al veicolo della cultura araba e della cultura greca. Bologna è la sede della più grande università d Europa allora esistente. La cultura universitaria (laica) nasce in opposizione alla cultura religiosa che trova il suo habitat nelle scuole delle cattedrali (cultura religiosa). Compost dall uomo della cultura borghese. Di fronte alla grande CULTURA COMUNALE (il comune nasce come espressione della cultura borghese: commercianti, persone che non hanno il sangue blu e che, eppure, sono ricchissime, molto più spesso ricche della aristocrazia). I borghesi accorrono nelle città per gli affari e la grande aristocrazia vive nei castelli tutto attorno. Firenze è all epoca la capitale finanziaria d Europa e il fiorino è la valuta di riferimento, ma Firenze è circondata e quasi assediata dai castelli dell aristocrazia. C è una vera e propria guerra tra il comune e gli aristocratici esterni. Per es. l aristocratico ritiene che tutto ciò che passe per le sue terre deve essere posto sotto pedaggio (secondo la tradizione feudale), per il commerciante quell aristocratico, non è un aristocratico, ma un brigante di strada, perciò c è un confronto molto forte, perché il commerciante vuole liberarsi dal controllo del marchese. La città è oligarchica, ma non è il valore del sangue, ma l intelligenza in primo luogo (es. il Decameron è un inno all intelligenza). Abbiamo già visto in Jacopo Da Lentini il significato di amore. Questa dinamica è associata al tema della nobiltà, l amore si collega con il tema fondamentale per il medioevo ossia la libertà. Il concetto di nobiltà viene di nuovo, completamente scollegato da una nobiltà di sangue. Guido Guinizzelli elabora un principio che associa l amore ad una nobiltà che non ha nulla di aristocratico, una sorta di vero e proprio manifesto della nuova poesia. Al cor gentil (sinonimo di nobile) rempaira sempre amore 9

11 Come l ausello in selva a la verdura; [ ]. Dante parla di Dolce stil novo ( dolce è assolutamente un termine tecnico perché si contrappone ad aspro vuol dire musicale, cioè i testi di G.G. sono caratterizzati da rime musicali, che hanno suoni aspri e da una sintassi facile e da una chiarezza di pensiero). Guittone D Arezzo la scuola toscana in contrapposizione (consonanza o quasi rima). Testo molto difficile da leggere, si è parlato anche di enigmistica. Guinizzelli invece sfrutta una musicalità del testo. Una canzone ossia una testo adattato (la nostra canzone di musica leggera un termine assolutamente tecnico, anche più di sonetto, è qualcosa che non ha una struttura facilmente riconoscibile oggi la canzone tecnica è morta, ad un certo punto ha esaurito le sue potenzialità, la canzone moderna è qualcosa di profondamente libero). Dante è stato un grande poeta ed un grande teorico, ha messo gli ultimi chiodi sulla barra del medioevo, è la summa del medioevo, portando la poesia medievale ad un punto in cui è stato detto tutto e bisogna cambiare registro. Scrive il trattato De vulgari eloquentia, D. è uno spartiacque, fa una sorta di fotografia della situazione, sceglie in base ai suoi gusti e tutti quelli che verranno dopo faranno poesia sulla base dell uso di D. sulla vulgari eloquentia. Butta fuori i versi parisillabi, d ora in poi si useranno solo i settenari e i decasillabi. Un trattato di metrica e si rivolge ai poeti colti, quindi in latino e si rivolge alla scienza: nella cultura medievale ciò che è alto ha forme ed ha regole. Poi abbiamo 3 testi (canzoni, ballate e sonetti), la commedia ha 3 cantiche (Paradiso, Purgatorio ed Inferno), nel pensiero Cristiano c è la trinità. Il pensiero medievale è un pensiero simbolico, tutto è simbolo e tutto deve essere visto alla luce di questo simbolo. Tutto rientra in alcune categorie. Le forme metriche senza leggi né regole vengono espulse. Inferno, Purgatorio e Paradiso hanno diversi livelli, stilistici e anche concettuali. La canzone è il genere più alto, la ballata è il genere intermedio, il sonetto il più basso. Il sonetto è più breve, più duttile ed utilizzato per parlare di qualsiasi cosa. Di tutte le forme metriche noi riteniamo che la canzone sia più eccellente, per temi e per linguaggio. CanzoneLa canzone è un testo che esprime un pensiero cioè una dimensione concettuale. 10

12 Una forma lunga perché è costituita da un insieme di strofe che si chiamano stanze. Ci sono più strofe, cioè più stanze nella canzone di G.G. Dante fa sì che ogni canzone abbia in media 5 o 6 strofe, cioè stanze. Più sono le strofe più la canzone è alta. Più la canzone è lunga e più c è spazio per organizzare il pensiero e più è complessa e ambiziosa. Le stanze sono tutte uguali, con lo stesso schema rimico. I provenzali componevano testo e musica (perciò è ovvio che ogni istanza di canzone ha sotto la stessa musica), nella poesia volgare la musica scompare ma questo elemento metrico resta. Vedremo che sarà Leopardi a spezzare l idea che le stanze sono tutte uguali. Rompe completamente lo schema. La stanza ha sempre uno schema interno molto rigido che risponde ai movimenti della musica. Si divide sempre in due parti. FRONTE, SIRMA e CONGEDO. La fronte può dividersi, ma quasi sempre, in 2 piedi, il fatto che da Dante in poi si divida sempre è un es. di come lui abbia scritto le regole della poesia. Il giochino è che di nuovo, un po come per il sonetto, le rime della fronte non rimano con le rime della sirma, uno schema di testo si analizza mettendo le nostre lettere. Nella sirma abbiamo rime AB BA, AB BA e AB, AB BC, AB BC e altre rime. I due piedi hanno lo stesso schema AB BC, AB BC; AB BA, AB BA; ABC, ABC [la lettera maiuscola indica l endecasillabo e quella minuscola il settenario]: possono esserci nella canzone possono essere endecasillabi e settenari. Non è cosa indifferente per un poeta, perché usare un endecasillabo ed usare un settenario non è stessa cosa, la canzone è più nobile del sonetto in primo luogo perché è più lunga, ossia l endecasillabo è più nobile del settenario perché è più lungo, ossia ci stanno più parole e il pensiero si sviluppa di più. Posso sviluppare elementi più alti, più concettuali. Se una canzone è di endecasillabi le rime tra di loro sono più lontane, se è tutta di settenari le rime sono molto più vicine tra di loro, la mia canzone è più dolce perché è più musicale. Perciò prevale l aspetto musicale sull aspetto concettuale. 1 legge) Quanto più sono gli endecasillabi tanto più il testo è alto (Chiare, fresche et dolci acque Petrarca, i piedi di 4 versi); 2 legge) la sirma: da D. in poi è un monoblocco (indivisa), ma prima, dopo D. è molto raro, anche lei poteva essere divisa in due. Le due parti della sirma si chiamano volte: Le rime della fronte non le ritroviamo nella sirma; abbiamo sempre: settenario, s., s., e. ed endecasillabo e ancora s., s., s., e e., il secondo rima col secondo e il quarto rima con il quarto. 11

13 In Jacopo da Lentini le due volte sono di nuovo uguali [la lettera tra parentesi indica la rima interna]. Due versi baciati, due versi baciati. Dante crea un unico blocco e fa rimare il primo verso della sirma, con l ultimo verso della fronte (gente ha rima con altamente). L ultimo verso del piede rima con il primo verso della sirma. Cerca un modo per legare musicalmente il primo e secondo pezzo, senza musica. Ciò permette di legare la prima e la seconda unità. Chiave: perché apre e chiude la struttura. Il poeta fa un po quello che vuole. Non ci sono rime che non rimino con altri versi. Quanti sono i versi della sirma, tanto più vuol dire che la canzone è alta. La canzone si conclude con due versi baciati (ossia che rimano tra di loro). La canzone è geometrica perché rimanda all idea che il mondo è fatto geometricamente da Dio, mondo perfetto. Mondo tripartito, disegnato dall uomo medievale perfettamente geometrico. Ascrizione del mondo alle tre grandi stirpi derivate da Noè. La cultura medievale non può che creare un tipo di struttura geometrica, perciò la forma alta deve essere una forma geometrica. Per Leopardi la poesia è canto perciò non può essere inscatolata, ma deve essere più intima, più libera, perciò non ci saranno più stanze tutte uguali, sono versi liberi i suoi. Ad un certo punto la canzone non è più adatta ai tempi, e viene modificata. Congedo La canzone viene chiusa da un congedo e il poeta si rivolge alla sua canzone e la congeda, mandandola presso il lettore. Qui precipita il senso della poesia. Tendenzialmente il congedo è costruito sulla sirma: Canzon, vattene dritto a quella donna [ ] scriveva Dante. Gli ultimi versi della sirma sono baciati e rimano tra di loro, come il secondo e il terzo. Ci sono eccezioni come in Chiare, fresche et dolci acque gli ultimi due versi del congedo rimano tra di loro, il terzultimo verso rima con il penultimo verso [?]. Petrarca scrisse: [ ] Se tu avessi ornamenti quant ài voglia, potresti arditamente 12

14 uscir del boscho et gir in fra la gente.. GUINIZZELLI il tema della nobiltà, canzone sulle dinamiche dell amore e su cos è la nobiltà. Il cuore della canzone è nel verso 31: Fere lo sol lo fango tutto l giorno: vile reman, né l sol perde calore; d s omo alter (altezzoso): «Gentil (nobile) per sclatta torno (per discendenza famigliare)»; lui semblo (assimilo, lo faccio sembiante) al fango, al sol gentil valore: ché non dé dar om fé che gentilezza sia fòr di coraggio (non si deve credere che la nobiltà sia fuori dal cuore) in degnità d ere (in una degnità di erede non si eredita) sed a verture non ha gentil core, (ma è dentro al cuore) com aigua porta raggio e l ciel riten le stelle e lo splendore. Tutti sono aristocratici se sono interiormente nobili. Al cor gentil rempaira sempre amore (l amore torna sempre al cuore gentile) Come l ausello in selva a la verdura; né fe amor anti che gentil core, né gentil core anti ch amor, natura: ch adesso con fu l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti l sole; 13

15 e prende amore in gentilezza loco così propriamente come calore in clarità di foco (il cuor gentile si innamora sempre). La fisica medievale dice che l amore vuole tornare al cuore nobile, e tutto il resto è un esemplificazione di questo postulato filosofico come un uccello torna al nido. La retorica non è un ornamento ma ha un effetto, qui siamo di fronte ad un chiasmo, cioè ad una X, se noi sostituiamo amore con a e gentil core con b, abbiamo AB BA. Il punto al retorico fra gentile e amore ha più senso ancora dei versi che compaiono nell incipit, una definizione scientifica. la natura non ha fatto l amore prima di gentil cuore e non il gentil cuore prima di amore (sono due cose diverse ma sono in realtà la stessa cosa) il padre e il figlio sono insieme. Il sole e il suo calore sono due cose diverse ma non sono scindibili. 14

16 LEZIONE 4 24/02/2014 [L.I.] Tutta la stanza perciò è giocata su un lessico filosofico, la pulsione al ritorno alla sua sede naturale di ogni cosa; piena integrazione tra cuore gentile e amore (il calore del sole, non è separabile dal sole) così l uccello torna al bosco. ch adesso con fu l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti l sole; (la natura non fa l amore prima del cuore gentile, la natura non fa il cuor gentile prima dell amore) [ ] foco d amore in gentil cor s aprende come vertute in petra preziosa che da la stella valor no i discende anti che l sol la faccia [ ] (il sole purifica, rende gentile la pietra preziosa e a questo punto, dalla stella gli scende il valore nella cultura medievale le stelle danno un valore alle cose, nel Medioevo astronomi e astrologia non si distinguono propriamente, perciò ogni cosa del creato viene diretta da una stella rimanda alla concezione di un mondo emanato da Dio: c è tutto ogni forza, ogni virtù, ogni caratteristica; passata alle stelle, che si caricano di una virtù e questi influenzano ciò che è sulla terra). Nella 5 stanza ci spostiamo ad una dimensione cosmica. Eravamo partiti dall amore di un uomo per una donna. Poi spostati sul piano metafisico universale. Nel sistema astronomico medievale siamo di fronte ad un sistema geocentrico, la terra è al centro. Attorno alla terra ci sono delle sfere, cioè dei cieli, ogni sfera è i cielo di un pianeta (Mercurio, Giove, Marte, Urano). Una sorta di motore immobile, un sistema di cieli e di sfere concentriche. Con la relig. Cristiana, le sfere sono intelligenze angeliche : l angelo è il modo in cui queste intelligenze si manifestano agli uomini. Questi angeli sono puro intelletto, fanno muovere il mondo perché rispondono al Dio, creatore, che splende agli angeli più di quanto non faccia il sole ai nostri occhi. 15

17 gli ruota attorno e gli obbedisce così che l uomo una volta che le vede splendere sé stesso nei suoi occhi, che vorrà sempre obbedirle. La donna è il centro dell uomo. Nella 6 stanza, simile ad un congedo: si rivolge alla donna. Donna, Deo mi dirà: [ ] Essendo la mia anima davanti a lui, Dio mi dirà, Che presunzione hai avuto? Hai attraversato il cielo e sei arrivato fino a me e mi hai sostituito con un vano amore per semblanti (similitudini): per me conviene la lode alla regina del nostro regno (la Madonna perciò tutto qurllo detto da G. è sbagliato), Non è stata una colpa se l ho amata, perché sembrava un angelo del tuo regno. La donna bella, non una donna angelo. Non come la donna angelo, Beatrice, di Dante considerata un miracolo, inviato da Dio per salvare tutti gli uomini. Accentramento sul soggetto poetante: accentramento sull Io, una contrapposizione molto forte con gli altri. Io voglio del ver la mia donna laudare ed asemblarli la rosa e lo giglio (io assimilo la mia donna alla rosa ed al giglio) più che stella diana (Venere) splende e pare, e ciò ch è lassù bello a lei somiglio. Non si faceva di dire ad una donna che era bella come una rosa, questa cosa si introduce con Guinizzelli. Verde river a lei rasembro e l âre, tutti color di fior, giano e vermiglio, oro ed azzurro e ricche gioi per dare: medesimo Amor per lei rafina meglio. Il passeggio della donna e l effetto che fa all uomo 16

18 Passa per via adorna, e sì gentile Ch abassa orgoglio a cui dona salute, e fa l de nostra fé se non la crede; e no lle pò apressare om che sia vile; ancor ve dirò c ha maggior vertute: null om pò mal pensar fin che la vede Quando Francesca, nel canto di Dante vuole spiegare come mai erano lei e Paolo all Inferno, fa ammenda delle sue posizioni giovanili, perché queste poesie di G. hanno spinto Francesca a credere che fosse tutto legittimo. Guinizzelli non a caso è tra i lussuriosi nel Purgatorio, l idea del pericolo della poesia. GUIDO CAVALCANTI Non fosse stato per Dante, avrebbe avuto ben altro spazio. La sua dimensione filosofica è ancora più accentuata. È un vero e proprio poeta filosofo. Donna me prega: un vero e proprio trattato (canzone) medico e filosofico sull Amore. C. appartiene ad una scuola filosofica medievale particolare, quello chiamato aristotelismo radicale o averroismo. Aristotele è chiamato da Dante: maestro di color che sanno, perché creò il sistema filosofico intellettuale che, non solo caratterizza il mondo antico, ma anche la nostra società. è stato detto che il computer senza Aristotele non esisterebbe, nemmeno la logica Occidentale. Il Cristianesimo ad un certo punto ha bisogno di creare un proprio sistema teologico, perciò lo cristianizza. Soprattutto con Tommaso d Aquino: Aristotele è la base dell Ortodossia cattolica. Molti testi di Aristotele sono degli appunti di scuola, suoi o dei suoi studenti: molto spesso non si capisce che cosa volesse dire, come con Tommaso d Aquino e Averroè (un arabo che ha commentato Aristotele anche aristotelismo radicale: non c è una persona chiamata Dio, non c è 17

19 un anima come entità autonoma che sopravvive dopo la morte, quella che chiamiamo anima è un insieme di funzioni fisiologiche, del corpo). L immagine che si posa all interno dell animo, dell intelligenza: attenzione, può essere una cosa bella, una presenza che ti accompagna, oppure può diventare un ossessione. Qui siamo arrivati a Cavalcanti per cui l Amore è qualcosa di profondamente negativo, visto da un punto di vista medico. L immagine della donna passa attraverso gli occhi, questa immagine va a bloccare le funzioni fisiologiche, non produce un innalzamento, non gli abbassa l orgoglio, ma paradossalmente l uomo non può pensare finché vede la donna, perché quest immagine diventa un elemento inibente. Voi che per li occhi mi passaste l core E destaste la mente che dormia, guardate a l angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. (terminologia guerresca) E vien tagliando di sì gran valore, che deboletti spiriti van via: (gli spiriti che fan funzionare il corpo umano) riman figura sol en segnoria (in mio potere resta solo l immagine esterna, non ho più il controllo) e voce alquanta, che parla dolore. (il fatto stesso di aver trasformato dolore in complemento oggetto crea molto più forte l identificazione poesia dolore) Fa rimare Amore con Dolore, un associazione strana. A, B B A, A, B B A Rivoluziona il sonetto. Con Guinizzelli: Inevitabilmente con uno schema A B, A B si bloccano i due versi. Passando a Cavalcanti, la quartina è molto più compatta rispetto Guinizzelli. 18

20 Un unico concetto, l imperativo guardate e collegato a dipende da voi. La seconda quartina ha una cesura più forte. Lo schema rimico sarà sempre AB, BA dopo Cavalcanti, il bisogno di testi più fluidi. L anima mia vilment è sbigotita De la battaglia ch ell ave dal core (il cuore produce battaglia per l uomo): che s ella sente pur un poco Amore più presso a lui che non sòle, ella more. La battaglia è passata attraverso gli occhi. L inibizione delle funzioni del corpo dell uomo è causa di morte. Tutta la prima quartina è una grande domanda, che finisce con Chi è questa che vèn, [ ]. Siamo nella scena che avevamo vista in Guinizzelli, siamo di fronte ad una donna che cammina per strada (cita il Cantico dei cantici della Bibbia). Un po più erotico di quanto appaia nella Bibbia, una sorta di canto per le nozze (imeneo). Cosa è successo quando la cultura cristiana si è ritrovata questo testo molto erotico, la donna che cerca lo sposo e vuole ricongiungersi con lo sposo, diventa l anima che vuole ricongiungersi con Dio: Chi è questa fanciulla che vien dal deserto [ ] ; virato in chiave spirituale dell anima. Gli effetti tragici della sensualità femminile. Qui si capisce che ci sono più uomini, ma non c è il concentrarsi degli sguardi. La battaglia passa attraverso gli occhi. Sapendo le teorie medico fisiche di cavalcanti, l effetto di quel passaggio, così che parlare nessun uomo può. Le due terzine cominciano con Non e Non. Finisce con un anafora: ovvero l effetto di inizio di versi successivi con la stessa parola o gruppo di parole. È tutto nel segno del Non, dell annichilimento dell uomo, dell incapacità di fare, ecc. Un parallelismo positivo. O Deo, che sembra quando li occhi gira, 19

21 dical Amor, ch i nol savria contare: cotanto d umiltà donna mi pare, ch ognaltra ver di lei i la chiami ira. Salute e vertute, famiglia rimica, come cuore e amore, due sostantivi che ricorrono in continuazione. Cavalcanti fa continuamente riferimento al sonetto di Guinizzelli. Un segnale che il lettore deve cogliere. La sua volontà di contrapporsi a quel sonetto. Passiamo dalla prima persona singolare, io, al noi a tutti gli uomini; la nostra mente, la nostra intelligenza non fu così alta, così profonda e non fu riposta tanta salute (non hanno intelligenza, né saluta). Noi siamo in grado di capire la bellezza della donna, non siamo in grado di fare nulla. RUSTICO DE FILIPPI Un poeta giocoso, che fa sonetti divertenti. Sonetto chiaramente (misogeno) costruito facendo la parodia di tutti i sonetti in cui c è la donna angelicata e dei suoi effetti sull uomo. Abbassamento a livello fisico più sgradevole. Donna vecchia e puzzolente. DANTE Un sonetto giovanile Vita nova. La donna in poesia deve morire giovane, perché tutto ciò aiuta la distanza. È il racconto dell innamoramento di Dante per Beatrice, della morte di Beatrice, il cedimento di Dante e il ritorno di Beatrice ( : Dante aveva 30 anni, riprende i testi giovanili per Beatrice e li ricompone a raccontare la storia dell Amore). Blocchi in prosa che da un lato commentano i testi e dall altro riempiono i vuoti tra i testi. Si chiama prosimetro. 20

22 LEZIONE 5 26/02/2014 [L.I.] VITA NOVA Cap1, cap 2 Nove fiate già appresso lo mio nascimento era tornato lo cielo de la luce quasi a uno medesimo punto, quanto a la sua propria girazione, quando a li miei occhi apparve prima la gloriosa donna de la mia mente, la quale fu chiamata da molti Beatrice li quali non sapeano che si chiamare. [ ] L età di Beatrice è calcolata con la precisione degli equinozi, conoscibile solo intellettualmente. Dante indice Beatrice nel segno di qualcosa di intellettuale, non fisico. Lo scarto della donna angelicata di Guinizzelli. Dice che aveva nove anni quando ai suoi occhi apparve per la prima volta la donna della sua mente (la signora, padrona della mia mente), fu chiamata da molti Beatrice, molti che non sapevano come si chiamasse. Dante sta dicendo che veniva chiamata Beatrice da molti che ne ignoravano il nome. Questo è il senhal, il falso nome, Beatrice è un qualche cosa che la indica, ma l importante è che cosa viene indicato. Questa fanciulla dà beatitudine, qualcosa di paradisiaco, beati è il termine tecnico di coloro che sono in paradiso. La natura di Beatrice è di essere beatrice, beatificante. Gli uomini non sanno come si chiama, ma la chiamano Beatrice, ma lei casualmente si chiamava Beatrice, il suo nome anagrafico giusto. Beatrice è per natura, per volontà divina una creatura beatificante. Testo letterario come elaborazione della vita, Dante gioca tutto sulla metafora del libro. in quella parte del libro della mia memoria, la memoria umana è un libro sul quale si scrive continuamente. Le pagine scritte tra i cinque e sei anni sono ben poche nel libro della memoria. Rubrica: una linea scritta in rosso (rubro) per essere più visibile, che serve per distinguere le parci (come dire, C è un Titolo ): Incipit Vita Nova, vuol dire comincia il libro Vita Nova, ma anche che con Beatrice comincia una nuova vita (novus: nuovo, iniziale, giovanile vita nova vuol dire perciò vita giovanile, ma anche vita rinnovata dall incontro con Beatrice). Dice che l opera che il lettore ha in mano è la copiatura di quello che si ricorda. Il congedo non è costituito dalla sirma, ma occupa un intera stanza. Una canzone dilatata alla ricerca della sua massima altezza. 21

23 Ad un certo punto Beatrice toglie il saluto a Dante, quindi segna una frattura nei modi di fare poesia delle origini, c è una rottura tra lui e quelli che hanno fatto poesia prima di lui. Dante per nascondere l amore per Beatrice, perché così vuole il Galateo, perciò si mette a guardare altre donne. Beatrice si offende e gli toglie il saluto. Donne che avete intelletto d amore : una poesia della lode, che non ha a che fare con qualsiasi tipo di restituzione da parte della donna. La mia poesia è soltanto una poesia di lode. Assolutamente intellettuale, che loda la donna come figura salvifica. Le donne sono le destinatarie. Donne che hanno una conoscenza intellettuale dell amore. Il verso finisce con un sintagma, molto straniante per la pratica poetica intelletto d amore. La lode della donna non può mai raggiungere la pienezza. Quando Dante arriva in paradiso dice in continuazione: non si può descrivere con pienezza la bellezza del Paradiso. Perciò non è possibile finire la laude. Abbiamo una scena paradisiaca, si sposta in paradiso con un angelo che parla di fronte a Dio. Il Paradiso cristiano. L angelo dice: Sire, nel mondo si vede maraviglia ne l atto che procede d un anima che nfin qua su risplende. Se Beatrice fosse tolta gli uomini cadrebbero nella disperazione, la pietà intercede presso Dio. Questa pietà è da intendere proprio come la Madonna. Il poeta contro dio e la Madonna (avvocata pietosa degli uomini). Dio: Diletti miei, or sofferite in pace che vostra spene (speranza) sia quanto me piace la vè alcun che perder lei s attende, e che dirà ne lo inferno: O mal nati, io vidi la speranza de beati Già a vent anni Dante aveva un abbozzo di Divina Commedia in mente. Molti uomini non potranno essere salvati da Beatrice andranno all Inferno, ma potranno dire, io ho visto Beatrice. Madonna (la Mia dinna, ossia Beatrice) è desiderata in Paradiso, Chi sopporterebbe di vederla diventerebbe nobile o morirebbe. Quelle che abbiamo chiamato famiglie rimiche si spostano da un testo all altro, perché possano capire gli spostamenti del testo. La salute è la salvezza per l uomo. Non può andare all inferno chi ha parlato con lei, chi parla con Beatrice è salvo, in senso cristiano, prima con Guinizzelli avevamo l idea che il contatto con Beatrice rende migliori, ma non salvifica. Dante ha una mirabile visione, nella quale io vidi cose che mi fecero scegliere di non dire più di questa Benedetta, fino a quando non potrò trattare più degnamente di lei. 22

24 E di venire a ciò io studio quanto posso, sicché Dio mi lascia in vita io spero di dire di lei ciò che non è mai stato detto di nessuna donna Dopo che avrò scritto questo allora Dio mi faccia morire, in modo che io possa venire a vedere Beatrice che mira in Dio (atto dei beati e degli angeli, che guardano intellettualmente in Dio). Tutto costellato di riferimenti cristiani. Dante raccoglie le sue rime, ma non tutte, che poi vengono messe in un blocco chiamato Rime : Guido Cavalcanti è amico di Dante, tanto che la Vita Nova è dedicata a lui. Guido, i vorrei che tu a Lapo ed io Fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio, si che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse l disio. E monna Vanna e monna Lagia poi con quella ch è sul numer de le trenta con noi ponesse il buono incantatore: e quivi ragionar sempre d amore, e ciascuna di lor fosse contenta, si come i credo che saremmo noi. il sonetto è stato lasciato fuori perché non era riciclabile per Beatrice 23

25 fa riferimento a tutti i romanzi di quel tempo (es. Mago Merlino: messi in un vasel, la barca che spesso compare nei romanzi con Mago Merlino). Tutta una dimensione allusiva che non è concepibile nella Vita Nova. Rima in ore facilissima e rime in ento (es. vento), poi io (es. rio, disio). Quanto più sono le vocali, tanto più lo stile è dolce (dolce stil novo), un sonetto di scuola, in cui ci sono i tre principali poeti latini dell epoca ed è dolce (la rima è facile, le vocali di o e io terminano in noi ). La rima si ha quando tutto il finale della parola è uguale, quindi l accento cade su e (lènto, piancimènto, tormènto, incantamènto), cambiano le consonanti interne: assonanza, quando cambiano le vocali: consonanza. Abbiamo qui una assonanza che crea una musicalità facile dalle quartine alle terzine. Dettaglio dell inizio (elenco dei nomi), alla sintesi della fine ( noi ). Ciclo delle petrose : Petrose perché la donna si chiama Petra, nome non particolarmente musicale e dolce (-tr molto duro), questa Petra è come il suo nome. Convenientia: l idea che nella poesia lo stile deve corrispondere al contenuto, la stessa ragione per cui l Inferno è più facile e il Paradiso è più difficile. L amore di Dante per Petra è molto più sensuale, canzone come una sorta di proiezione di una violenza. Così nel mio parlar voglio esser aspro Com è ne li atti questa bella petra, la quale ognora impetra maggior durezza e più natura cruda, e veste sua persona d un diaspro tal che per lui, o perch ella s arretra, non esce di faretra saetta che già mai la colga ignuda; 24

26 Idea dell ossessione: Cotanto del mio mal par che si prezzi quanto legno di mar che non lieva onda; e l peso che m affonda [ ] Il punto più violento: Così vedess io lui fender per mezzo lo core a la crudele che l mio squatra; poi non mi sarebb atra la morte, ov io per sua bellezza corro: ché tanto dà nel sol quando nel rezzo [ ] Avere gola, dimensione animalesca. La canzone termina con una canzone che rimanda alla vendetta. PETRARCA Petrarca è di una generazione dopo di Dante (il padre di Petrarca è mandato in esilio con Dante). Un mondo completamente nuovo. Rispetto a Dante ha una cultura umanistica profondissima (Dante cita nei suoi testi molte opere latine, ma la sua biblioteca è molto ristretta in tutta la sua vita fa l ambasciatore [muore di malaria a Venezia]). Petrarca ha fatto per quasi tutta la sua vita l intellettuale, il poeta. Questo gli ha anche permesso, grazie anche ad una ricchezza personale, lo stesso è il primo grande cacciatore di manoscritti latini. Ha un livello molto più sensibile. 25

27 Per Petrarca i classici latini sono dei modelli da integrare e nascondere nel proprio sistema poetico. Gioca con i classici latini pari, pari. E fare poesia è incorporare i classici latini Scrive un bellissimo Epistolario latino: lettere ad Orazio, ecc. come a degli amici con i quali dialogare. Tra poeta e il suo modello deve esserci lo stesso rapporto che c è tra padre e figlio. Devo riconosce l ombra di Orazio, non come presa da Orazio, ma come un immagine di autonomia. 26

28 LEZIONE 6 28/02/2014 [L.I.] FRANCESCO PETRARCA Petrarca è detto il primo uomo moderno. Classicità che non è più un mondo superiore, irraggiungibile, ma è qualcosa che è insieme molto più lontano, come molto più vicino. Dante scrive alcuni suoi trattati in latino, la lingua d uso, come per Petrarca. L italiano d oggi non è più quello di duecento anni fa; il latino nell Epoca Arcaica è un po diverso da quello dell Epoca d Oro. Dante non ha la percezione di questa trasformazione della lingua, percepisce il latino come quello utilizzato dai romani, si sente parte di un unico cosmo caratterizzato dalla decadenza (l idea di un peccato originale da cui la sua verità degenera, si raggiungerà l apice della decadenza con l Anti Cristo, il giudizio universale alla fine). Petrarca invece è in grado di cogliere queste differenze, ha l idea molto forte che i tempi presenti sono una cosa completamente diversa, che c è in mezzo una rottura molto più forte (allontanamento dal mondo classico, un altro mondo non la degenerazione di qualche cosa, ma un altro mondo). Un vuoto che deve essere recuperato alla pari. Quella cultura classica può essere inglobata nella propria poesia per produrre qualcosa di completamente diverso. Per entrambi il Cristianesimo è un elemento imprescindibile, ma cambia il modo di vedere questo Cristianesimo e cambia il modello, il referente: per Dante è San Tommaso d Aquino, un teologo che commenta un testo greco, che ricava un sistema concettuale che serve per interpretare organicamente il mondo. Strutturazione intellettuale molto rigida; Petrarca si rifà invece a Sant Agostino, un latino romano, autore di uno dei testi principali della cultura Occidentale, ossia Le Confessioni quelle di SA sono riflessioni che partono dai propri dubbi, dal proprio percorso di ricerca, nasce eretico e poi si converte con grandi travagli al Cattolicesimo, c è pure una parte autobiografica, un testo concentrato sulla riflessione su di sé, non la categorizzazione delle cose del mondo. Un Cristianesimo molto più intimistico incentrato sulla psicologia e sul senso di colpa. Secretum Testo in latino, Cosa segreta il titolo completo sarebbe Secretum Mearum Curarum, ossia Diario segreto dei miei affanni un testo che Petrarca scrive per sé, che dovrebbe essere privato. La cultura di Dante è fortemente pubblica, quella di Petrarca è rivolta verso sé stesso (come analisi di sé). P. costruisce un immagine di sé, l idea di un uomo senza una vera identità data, fissa, ma che questa identità viene costruita. 27

29 Petrarca anticipa la data della composizione di questo testo a un anno fondamentale per la sua biografia, nel quale dovrebbe esserci una sorta di conversione dell uomo. È una forma di diario un po strana, è un dialogo che dimostra una grandissima abilità letteraria: uno si chiama Francesco e l altro S. Agostino, siamo di fronte al Super Ego una fase psicanalitica, Agostino passa tutto il dialogo a rimproverare Francesco, lo fa passando in rassegna i sette vizi capitali. Un testo di confessione cristiana, un po confessione dell anima. Petrarca è colpevole di tutti e sette i Peccati Capitali, colpevole in tutti gli aspetti, ma sono fondamentali: la lussuria (la donna amata Laura, scatto abissale perché l amore per Laura è un amore assolutamente terreno, una donna assolutamente terrena ciò che è importante sono le ripercussioni psicologiche dell amore per L., una figura assolutamente diafana, indefinibile, priva di una sua concretezza, perché sono importanti gli effetti psicologici) e l accidia (una sorta di pigrizia, di torpore per un monaco non essere ligio agli orari di ufficio) i sette Peccati Capitali nascono pensati per i monaci, per dei religiosi, a un certo punto, intorno all XI e attorno al XII secolo, questi Capitali si laicizzano, vengono adattati al mondo. L accidia deve essere modificata subito, in un mondo laico questa diventa la depressione, si sedimenta un sistema di sentimenti molto sfumato: pessimismo, malinconia, la noia, un inerzia psicologica, l incapacità di cambiare il proprio destino, l incapacità, l humor nero, le idee cupe, la tendenza al suicidio. P. è un uomo moderno perché si concentra su di sé chiuso nella propria interiorità, nell analisi di sé stesso e non riesce ad uscirne. Agostino alla fine dice: Tu ti stai perdendo dietro ad un amore lussurioso e ad una poesia peccaminosa. Abbandona questo amore, abbandona la poesia e comincia il percorso cristiano ; Francesco gli risponde: Si hai ragione, sono colpevole, lo farò dopo. Io prima dovrò raccogliere gli sparsi frammenti dell anima. In Dante siamo di fronte ad una compattezza concettuale data dalla religione, l anima nel senso teologico, forte. Qui abbiamo un anima in frammenti, che deve essere ricostruita. Questi sparsi frammenti dell anima sono il canzoniere, ma non è il termine usato da Petrarca, ma è rerum vulgarium fragmenta (frammenti di cose volgari). Nell ottica di Petrarca ogni singolo testo è un frammento dell anima. L idea è quella di un insieme che costituisce l anima frammentata il Canzoniere. In Dante abbiamo il primo testo in cui venga raccontata una storia d amore, attraverso le sue poesie ed una prosa che permette di costituire una linearità, compattezza dell anima per lui. Nel Canzoniere non c è più linearità, non più prosa, solo e soltanto testi lirici (366 testi 365 i giorni dell anno, più un testo proemiale, si può leggere un testo al giorno, pensato per essere letto e finito nei 365 giorni dell anno, se completa l anno si completa la ciclicità, ogni anno si può ricominciare), idea di un amore analizzato nei suoi effetti psicologici e quindi sempre eterni, sempre validi, completamente estrapolati da una realtà concreta. L idea di qualche cosa da cui non si esce. Anche Laura deve morire: ci sono la parte prima della morte e dopo della morte, non c è una linearità, si può dire che in morte ci sono dei testi scritti prima della morte di Laura e in vita ci sono 28

30 degli scritti dopo la morte, un organismo autonomo dal punto di vista stilistico, architettonico, autonomo rispetto alla realtà concreta della vicenda. Chi è LAURA? Già i suoi amici dubitavano dell esistenza di questa Laura. Laura viene incontrata (secondo il Canzoniere ), il 6 Aprile del 1327, muore il 6 Aprile del 1348, statistica che una persona muoia il giorno del proprio compleanno, è un po sospetto. Laura è associata al 6, il numero di Venere. Il 1348 è un evento storico fondamentale, l anno della grande peste nera. In cui molti amici di P. muoiono. L anno della perdita. Il nome Laura torna in continuazione, ma, nella tradizione poetica Occidentale c è il senhal, perciò Laura può voler dire un sacco di cose: lauro (alloro poetico, corona d alloro poetico idea anche dell amore irraggiungibile, frustrato immagine della poesia), l aura (il vento, simbolo del tempo che passa, delle cose che si perdono, si distruggono un amore e una vita caratterizzati dal senso della perdita il concetto di tempo, che cosa siamo noi, qualcosa di indefinibile, che ci sfugge, come l anima), l aurea (la cosa dorata Laura è bionda, è presente negli occhi di Petrarca come capelli biondi al vento: i biondi crini a l aura sparsi, sono sparsi i frammenti dell anima, il tempo nel quale si staglia questa immagine dei capelli biondi nel vento) P. di fatti usa queste tre varianti nei suoi testi. SONETTO I Il sonetto è il sonetto proemiale per eccellenza: dà pronta a tutti gli incipit della poesia da qui all eternità. Dante definisce e contestualizza: Donne che avete intelletto d amore. Qui è chiunque, sono i lettori che ascoltano e leggono le sue canzoni, abbiamo il suono, prevale la musicalità del testo. Abbiamo le rime sparse, gli sparsi frammenti dell anima, è il suono di quei sospiri di cui io nutrivo il cuore. L idea del nutrimento, il cuore dà nutrimento all amore attraverso le immagini, Jacopo da Lentini; qui il cuore si nutre di sospiri. cuore fa rima con errore, qui è significativo. suono fa rima con sono : paronomasia o bisticcio. Ciò che io sono è suono, identità data dalla musica. Suoni separati dalla stessa misura ( Donne che avete intelletto d amore ). È un testo giovanile di Petrarca. Lo schema delle rime passa da AB, AB, AB, AB ad AB BA, AB BA, AB BA: per evitare una struttura troppo binaria della sintassi. Se cerchiamo il verbo della principale siamo di fronte ad un unico periodo, un respiro profondo, un analisi fatta ad un ritmo di vocazione, ci aspettiamo un imperativo, invece comincia un enorme relativa che non ha un verbo principale. 29

31 In retorica si chiama anacoluto: costruzione sintattica che non risponde alle regole grammaticali, l effetto è quello voluto di creare un grande spazio per i lettori ed una contrapposizione. Poi si concentra sull Io. Perdono: come pietà un termine cristiano P. chiede pietà e perdono per la sua poesia. È chiaro che l ascoltatore non può concedere un perdono in senso tecnico, si istituisce un rapporto di debolezza, deboli fra deboli: del vario stile in ch io piango et ragiono / fra le vane speranze e l van dolore ; ove sia che per prova intenda amore, / spero trovar pietà, nonché perdono. Conosce l amore per prova. Diviso tra un Io e un Voi. Adesso purtroppo vedo bene, contrapposizione a quel primo giovanile errore ed ora. di me medesimo meco mi vergogno : togliendo medesimo o meco o entrambi, o me, viene sempre fuori la stessa frase, questa allitterazione è il centro dell anima poetante, tutti i vari rapporti tra le varie parti dell anima. et del mio vaneggiar vergogna è l frutto, / e l pentérsi, e l conoscer chiaramente / che quanto piace al mondo è breve sogno. Petrarca introdusse il Madrigale: sonetti, canzoni, ballate, più le sestine, più i madrigali rifiuta una chiara struttura, infatti Petrarca utilizza quattro schemi, completamente diversi tra di loro. Introduce un testo in cui c è una grande libertà metrica, apertura ad un testo che insiste sulla musicalità (anche il forme più amorose). Congedo di soli tre versi. Una scena in cui P. ricorda delle immagini, una scena in cui ha visto la sua fanciulla bagnarsi nelle acque di un fiume. Ci dà una musicalità particolare, con l immagine della Natura, Petrarca vive nel dialogo con la Natura (per Dante era intermediaria e non si poteva istituire un dialogo con la natura). Il poeta può evidenziale lo spettacolo della Natura e la Natura, a sua volta, è in grado di sollecitare dei sentimenti nel poeta. L idea di un emersione, una bolla del pensiero. Petrarca sta ricordando e insieme si immagina scene future. 30

32 LEZIONE 7 03/03/2014 [L.I.] Giovanni Boccaccio e il Decameron 1348, anno della grande peste nera: evento che da avvio ad un tipo diverso di riflessione sul senso della storia. La mortalità in Europa (Milano non fu toccata dalla grande peste) fu in media tra il 30% e quasi il 50% di morti. Diamo per certo che Boccaccio lavorò al Decameron tra 1348 e C è un libro che si chiama Novelle contro la morte (la morte aleggia nella psicologia delle persone una delle ragioni per cui il leggere la novella da sola senza aver letto la cornice, non ha senso). La cornice: è scritta con una sintassi faticosa, ma da il senso al resto dell opera. Decameron vuol dire dieci giornate, un titolo greco, costruito più o meno, perché Boccaccio non era riuscito a scrivere bene il titolo greco. Esiste un grande testo medievale che si chiama l Exameron (sei giorni), del nostro Ambrogio, una sorta di commento sui sei giorni della creazione. Boccaccio scrive un testo di novelle che nel titolo riecheggia un trattato cristiano sui giorni della creazione. Un sorta di ri-creazione del mondo per via letteraria, dopo il disastro (la peste con il collasso della società Fiorentina la capitale economico culturale di Europa, è la rappresentazione del mondo civile, simbolo della vita sociale). Nel Decameron scardina la società fiorentina, la dimostrazione del collasso sociale. La ricostruzione di questa vita sociale. Il Decameron è una struttura profondamente matematica, geometrica, nasce da un occasione concreta: a Firenze la peste è al massimo livello, nella chiesa di S. Maria Novella si incontrano 6 giovani che decidono di uscire da Firenze e passare lì il tempo aspettando che la peste passi. Si trasfericono in una villa con la loro servitù e qui ricreano la vita sociale che a Firenze non era più possibile. Questa è la cornice nella quale sono inserite le novelle. La rappresentazione di una vita sociale ordinata e regolata. Dei ritmi, dei turni molto scanditi, molto chiari con un livello di vita sociale alto. In questa cornice c è una grandissima insistenza per l igiene, il lavarsi le mani, le tovaglie candide, una forma di allontanamento del male, della morte e l esigenza di ricreare qualcosa di puro. Questi giovani ballano, cantano, giocano e raccontano novelle. Sono 10 giovani e quindi si struttura la regola che ogni giorno ognuno di loro racconterà una novella. 31

33 10 giovani per 10 giorni, sono 100 novelle. In realtà ci sono due giorni in cui non raccontano, ossia il Venerdì (il giorno della passione ma anche il tema luttuoso) e il Sabato (è il giorno dedicato alle pulizie). La struttura si dilata, qui la struttura è molto più complessa: ogni giorno viene creato un re o una regina il quale ha più compiti: il controllo di tutti gli aspetti pratici, dall altro indicare l argomento delle novelle della giornata. Questo fatto rimanda a una dimensione politica molto chiara (Firenze è una Repubblica): un ricordo autobiografico di Boccaccio (vissuto a Napoli, il padre era un funzionario di una banca importante di Napoli e Boccaccio condivide la vita di corte); c è una proiezione di Boccaccio verso un determinato tipo di vita (Firenze è una Repubblica borghese mercantile, l ossatura è fatta da banchieri, produttori e commercianti, questo però, ricchissimo, aspira ad un tipo di vita superiore, modellato sul modo di vivere delle grandi aristocrazie), Boccaccio cerca di fornire un modello di vita a questa società (è andato via da Napoli perché la banca dove lavorava suo padre era fallita, ci sono una serie di fallimenti a catena, dobbiamo considerare una sorta di debolezza psicologica, il senso della decadenza). Da un lato Boccaccio rifiuta la logica mercantile economicista, dall altro riconosce l importanza di alcuni valori borghesi (l intelligenza, ecc.), livelli di vita regale alta La prima giornata è a tema libero La seconda al tema della fortuna La terza è dedicata a quelle novelle in cui di fronte all imperversare della fortuna qualcuno sarebbe riuscito a gestirla per un finale migliore dell inizio (fortuna capacità di gestire) La quarta è dedicata agli amori tragici La quinta agli amori a lieto fine La sesta è dedicata ai motti, in cui qualcuno sia riuscito con un motto a sottrarsi La settima è quella delle beffe delle donne ai loro mariti (Boccacciano, del Boccaccio; boccaccesco tutto ciò che riguarda il sesso); L ottava alle beffe in generale; La nona è a tema libero; La decima è dedicata alle grandi virtù (magnanimità e liberalità). Ci accorgiamo di una progressione: prime cinque giornate contrapposte alle altre (ciò che è razionale a ciò che non lo è: es. la 6 con i motti, intelligenza, lo stesso per l 8 per le beffe, saper creare un mondo alternativo, per far credere ad un uomo che lui sia diventato invisibile, bisogna organizzare un insieme di persone che rafforzino la sua idea di essere diventato invisibile virtù che hanno una dimensione intellettuale, nella 10 siamo di fronte ai livelli umani più alti; le prime tre giornate sono dedicate a qualcosa di sovrumano, di incontrollabile, il 4 e il 5 sono dedicati agli amori, qualcosa di razionale, di violento che sfugge al controllo umano, si passa dalla fortuna estrema a il massimo dell interiorità morale e intellettuale, questa decima giornata si arriva al riavvicinarsi tra la brigata dei giovani e ciò che questi vogliono salvaguardare e proporre: l ultima novella parla del miglior uomo del mondo, la 1 novella è sull uomo peggiore del mondo, che in punto di morte fa una confessione sacrilega davanti al suo confessore, anche se presentatogli come una sorta di santo). 32

34 Siamo di fronte ad una dimensione assolutamente laica (nel mondo dantesco la fortuna si chiama provvidenza, ossia è dio che progetta tutto, perciò la fortuna non esiste, l uomo troppo poco intelligente per capire il progetto divino), per Boccaccio c è l idea di un uomo in balia degli eventi. Gli amori sono sempre presenti nel Decameron (dalla sessualità più bassa, all amore più alto). La parte bassa dello spettro, viene vista come una delle forze naturali, imprescindibili. Siamo di fronte ad una concezione terrena dell amore. Ghismonda, la figlia di Tancredi e un paggio di corte. Ghismonda si suicida. Sistema completamente umane in un sistema sottoposto all imprevedibilità degli eventi. C è un personaggio che si chiama Dioneo, che ha un privilegio, quello di parlare sempre per ultimo e di potersi affrancare dall argomento della giornata (fa riferimento a Venere rappresenta in un certo senso l elemento di rottura di tutti i codici): parla per ultimo, non parla attenendosi all argomento della giornata, ma anche perché le sue sono sempre novelle boccacciesche, più giocose, che rompono i codici morali di comportamento. All interno di questa regola c è l elemento carnevalesco, regola e disordine, sempre presenti. Il finale del Decameron è un po strano. I dieci giovani decidono di tornare a Firenze anche se la peste non è finita: sono sempre vissuti moralmente eppure devono tornare a Firenze perché il tempo della letteratura si è concluso, perciò ritornano a Firenze, nonostante il pericolo della morte, tornano nel pericolo, per dire che non è un testo da vedere come qualcosa di leggero e spensierato, è un testo che ha tutti gli elementi dell ambiguità letteraria, un sistema a scatole cinesi con diversi tipi di narratore, agli estremi abbiamo il Boccaccio che parla in prima persona rivolgendosi al destinatario, un cerchio interno che è la cornice vera e proprio, Boccaccio racconta gli elementi della brigata, all interno di una giornata si susseguono le novelle, sempre traviste nella cornice, novella raccontata da uno dei dieci agli altri nove: gli ascoltatori fanno da filtro, noi non possiamo mai prendere la novella semplicemente come un dato di fatto, come se fosse la voce del narratore. Se il Decameron rappresenta l intera esistenza rappresenterà anche lo spettro della lingua, la sintassi che riproduce quella latina, al linguaggio più basso, quello dei contadini. Vuole essere uno specchio dell umanità. Introduzione alla prima giornata Boccaccio si rivolge alle donne, come dedicatarie del Decameron, cosa che produce uno strano effetto (Donne ch avete intelletto d amore di Dante), le donne soffrono di più (perché tutte si innamorano in tutta la lirica delle origini abbiamo sempre visto l amore dalla soggettiva dell uomo, essendo più fragili sono anche quelle che più ne risentono, perché non hanno una vita sociale, perciò per loro è ancora più doloroso, è dedicato a loro proprio come consolazione, una forma di distacco, ciò che permette alle donne di razionalizzare quello che provano e di distaccare il loro sentimento, si ripropone come lettura di intrattenimento, mezzana, che non vuole essere tragica, ma non vuole nemmeno essere bassa, proprio perché si muove tra due estremi, è lui a riceare un centro alla letteratura ed alla vita). 33

35 Sintassi Le donne sono pietose, in un analisi della naturalità femminile. Le prime parole sono umana cosa : non siamo più in un sistema teologico, ma importa la dimensione umana. Le donne provano più pietà per la sofferenza umana, in questo caso caratterizzata dalla peste: riconosco che questo Decameron inizierà in maniera dolorosa, per via della peste. L idea di una vita che non passa unicamente tra sospiri e lagrime ; Sarà come una montagna: salire è difficilissimo, ma sopra sarà piano (il promontorio del Purgatorio di Dante). Prendiamo quell immagine teologica e la trasportiamo in un obbiettivo completamente mondano, l obbiettivo di Boccaccio è il piacere della lettura. Le miserie son terminate, dopo il dolore c è sempre il piacere. Vita umana fatta da un alternarsi di dolore e di piacere. Io ve l avrei evitato il racconto della morte, ma non posso non raccontarlo se poi devo parlare della gioia della sua fine. Comincia il racconto della peste: la peste comincia in Oriente (Crimea) ed arriva qua. Comincia proprio con la data, una dimensione quasi da cronaca, storia medievale, un tipo di letteratura quasi scientifica, parla delle possibili cause di questa peste (cause naturali o la vendetta di Dio per le nostre inique opere). Il seguire il percorso della peste vuole dare una dimensione dolorosa. La principale comincia nel principio della primavera a far vedere i suoi dolorosi effetti, tutto ciò che gli uomini hanno fatto non è servito a niente. Una sensazione di accumulo. I provvedimenti che la burocrazia cerca di prendere. Subito dopo c è il versante religioso, le supplicazioni, le processioni ecc., tutto si dimostra inutile. L effetto di un uomo solo, davanti alla distruzione provocata dalla peste. Una descrizione della sintomatologia: l effetto retorico dell accumulo un po orroroso dei sintomi. Una grandissima attenzione al corpo umano, non affidarsi a interpretazioni, essere scientifici e oggettivi sul corpo umano, una spiegazione che provoca a ripugnanza. Quelle descrizioni sono caricate ancora di più dal senso di ripugnanza provocato da questa descrizione. Abbiamo poi il proseguo della descrizione della malattia. Nell ultimo pezzo: descrizione autoptica, dell osservatore diretto che si aggiunge all orrore. 34

36 Gli stracci vengono buttati per terra, due maiali vanno a mangiare gli stracci a muoiono loro stessi di peste. La cornice da un senso a tutto ciò. La novella prima della sesta giornata La giornata dei motti, in cui comincia la seconda parte dedicata all intelletto. La novella centrale, la novella che dà il tono a tutta la seconda parte e che dimostra l importanza della parola. Il personaggio è una donna, dimostrazione di come anche le donne abbiano l intelletto, anzi, stia bene loro il parlare. È una novellatrice a parlare. Nei nostri tempi le donne non sanno più parlare e ciò è una vergogna. Una sorta di scena della cornice del Decameron: questa Madonna Oretta si trova in una sorta di piccola brigata, di riproposizione nella novella della Cornice, quella che si chiama: Myse en abime ; il personaggio che contiene una cornice all interno di una cornice. Qualche cosa di interno che riproduce qualche cosa di esterno. Per avventura, essendo in contado, e andando con donne e cavalieri, che a casa sua avevano banchettato, questa piccola brigata si sta trasferendo. Madonna Oretta, quando voi vogliate, vi porterò, gran parte della via che a andare abbiamo, a cavallo (rendere più lieve il cammino), la donna accetta di ascoltare la novella. Questo cavaliere è bravo nel novellare quanto è bravo a combattere, perciò non sa fare né una cosa né l altra (sarebbe segno di intelligenza e..). Un pessimo raccontatore, è importante la distinzione tra il raccontare il tema e dar argomento ad un tema. Una novella meta letteraria: una novella il cui tema è il come si fa letteratura l arte di raccontare. Madonna Oretta, ascoltandolo, le sembra di morire. Il cavaliere non riusciva più ad uscirne, perciò lei gli dice che il suo cavallo è un pessimo cavallo; lo zittisce, proprio in virtù della capacità intellettuale del dire. 35

37 Il Decameron diventerà un modello linguistico nel 500, soprattutto per la Cornice, la parte che viene imitata non sono le parti delle novelle più corporee, ma è proprio la cornice, farà da modello nel 500 per la vita sociale, perché il sistema di comportamento diventerà modello per la società cinquecentesca: il vero cavaliere deve essere colui che deve saper parlare e saper combattere. 36

38 LEZIONE 8 05/03/2014 [L.I.] Ottonario: otto posizioni sillabiche Ottava: una forma metrica (stanza) formata da otto versi, 6 a rima alternata e 2 a rima baciata. Con schema AB AB AB uno schema ambiguo perché utilizzato per diversi generi, gli si può far fare un po di tutto. L Ottava serve per raccontare una storia, è una forma narrativa. La Gerusalemme Liberata è solo in apparenza collegata con questi testi. È sconosciuta l origine dell Ottava, dicono che sulla sua nascita ci sono due teorie molto contrapposte: è stata inventata da Boccaccio (alcuni dei suoi primi testi giovanili sono in ottave, con lui nasce l ottava letteraria); l uso popolare dell ottava, poeti canterini o cantimpanca (colui che sale su una panca e recita poeti di tipo basso, che si rivolgono ad un pubblico basso, poesia attoriale, pragmatica, nella quale quasi si mette in scena). Omero è un nome di un vecchio tipo di poesia nel quale un attore improvvisava su un repertorio di storie ed un repertorio di versi, dei sintagmi incastrati l uno nell altro. Questi cantimpanca avevano la funzione di portare nel piccolo borgo le informazioni del mondo, raccontavano i grandi eventi o i piccoli in rima. Matteo Maria Boiardo: è un ferrarese, feudatario della grande famiglia degli Este. La cultura ferrarese è profondamente legata all immaginario cavalleresco. Gli Este vantavano una discendenza da Carlo Magno: si legavano a questa figura e al suo mondo. Contrapposizione tra i comuni borghesi e le signorie aristocratica della Val Padana. La cultura ferrarese rimanda in continuazione al mito di Carlo Magno. La poesia in lingua d Oil ha prodotto i romanzi, divisi in due diversi cicli (gruppi di testi autonomi che rimandano ad una stessa storia, un unico contesto, o mondo): Il ciclo carolingio (concentrato sulla figura di Carlo Magno) l argomento è la guerra tra i paladini carolingi e gli arabi di Spagna: Rolando, morto a Roncisvalle, di conseguenza all attacco dei Baschi; temi storici Il ciclo bretone o arturiano (concentrato sulla figura di Re Artù) la guerra, l amore e la magia: la magia dei romanzi. Due cicli di enorme fortuna in tutto il Medioevo. Orlando innamorato (o innamoramento di Orlando) 37

39 La cultura carolingia e tutto il modo di vivere dei cavalieri medievali. Prende i cicli carolingio e bretone e li mescola. Lib. I, canto I, ott. 1-3; Lib. III, cantov, ott. 1-2 : dice che lui ha preso l amore del ciclo arturiano e la battaglia del ciclo carolingio. Enuncia ciò che ha fatto, che ha combinato due cicli in questo romanzo cavalleresco. Testo di alto livello stilistico che in realtà denuncia le origini. La tecnica del canterino che sale sulla panca e comincia a parlare. È un testo scritto per essere ascoltato. Tutta la vera grande tradizione d onore: Orlando fa tutti questi gesti smisurati per amore. Immagine profondamente modificata da un testo come questo ma che vedremo dopo. Orlando è una figura eroica, pura, incontaminata e saggia. Boiardo sta creando un nuovo personaggio. Il 400 dedica uno spazio completamente diverso all amore. Con Boiardo comincia il platonismo un po orecchiato: è l idea di un amore irrazionale che è in grado di far fare cose diverse, nuove all uomo, e che è in grado di modificare profondamente l uomo, un amore che stravolge la natura dell uomo. Questa novella (notizia) è nota a poca gente, perché Turpino (cronista medievale che ha raccontato le gesta dei franchi, storie di personaggi come eroi e santi) stesso la nascose, credendo forse a quel conte valente. L Orlando innamorato è già un testo molto ironico nei confronti dei suoi modelli. Un testo di diletto e divertimento per la corte. Tendenza all iperbole da un lato popolaresca e dall altro scherzosa. Tecnica dell entrelacement (interlacciamento): Or vo seguir dove io lasciai Rugiero / con Rodamonte alla zuffa nel prato, / con sì crudeli assalti e tal tempesta, / che impresa non fu mai simile a questa, abbandona un personaggio per prenderne un altro, una suspense (il tempo della recitazione, il cantimbanco si interrompeva nel momento topico, proprio perché lo spettatore venisse ad ascoltare la fine). Combina più elementi linguistici, Petrarca e tutto il linguaggio della poesia comica, mescolanza di linguaggi e generi. Il ferrarese era più un dialetto veneto che romagnolo, Boiardo non sta utilizzando la lingua di Dante e di Petrarca, ma scrive in una lingua che in genere chiamiamo koinè (dal greco, comune ), linguisticamente utilizziamo una lingua fortemente settentrionale. L Orlando innamorato mescola più forme. Boiardo non completa mai l Orlando innamorato, perché muore e che il terzo libro viene pubblicato molti anni dopo incompleto nel 1494 (data fondamentale, perché nel 400 l Italia è capitale culturale, economica di Europa e politica). Nel 1492, c è la scoperta dell America, il Mediterraneo centro delle vie commerciali del mondo diventa un laghetto interno, le grandi rotte saranno rotte trans-oceaniche e arriveranno nuovi prodotti che 38

40 sostituiranno i prodotto italiani, perciò avviene il collasso dell Italia. Gli staterelli sono cristallizzati per una serie di accorti interni tra i vari stati, immobilismo che garantisce il benessere. Nel 1493 Carlo il Calvo VIII conquista l Italia col gesso, perché la sua unica azione sarà il segnare col gesso i punti ove le truppe avrebbero attaccato. Proprio per questa ragione Boiardo abbandona l Orlando innamorato, che si interrompe in una fuga. Lorenzo de Medici: grandissimo personaggio, noto, autore importantissimo ed organizzatore di cultura. Tra i suoi testi c è: La Nencia da Barberino (del Mugello): sonetto dedicato ad una contadina Nencia, che abita nel Barberino del Mugello. Rusticale = ambientato nella campagna. Il tema è il corteggiamento di un uomo per la Nencia. Di fronte ad un contadino che cerca di sedurre una contadinotta. Poesia di alto grado che si alterna con un livello bassissimo ( otta, gnuna è una parola del linguaggio contadino). Lorenzo fa la parodia del mondo contadinesco ed utilizza l ottava. Ludovico Ariosto: anche lui un ferrarese, che appartiene alla stessa corte del Boiardo Si è creato un vero e proprio fenomeno di sequel, ci sono racconti che vogliono finire di raccontare altri testi che sono rimasti incompiuti. Si ricollega al filone di Rolando, ma lo fa con una raffinatezza tecnica e stilistica superiore e infonde tutta la complessità e l inquietudine della modernità (tra crollo economico e politico di Italia). Orlando furioso Canto I, ott La prima stanza è un unico blocco sintattico. L ottava è molto più sinteticamente abbinata. La voce tende a fermarsi di meno: una perizia maggiore, da parte di Ariosto che riesce a gestire un ottava come un testo unico. 39

41 È un po più difficile da sedimentare nell ascoltatore. Si sta collegando anche lui alla tradizione canterina, ma questo è un testo pensato molto più per la lettura. Questo testo cerca una formula alta, comincia con un chiasmo le donne, i cavalier, l arme e gli amori, ma poi crea l innesto i cavalier-le armi, le donne-gli amori. Citazione dantesca nella quale Dante rimpiange il mondo della poesia ormai perduta. Proietta il furioso in un mondo molto più lontano, come avvicina il testo al suo mondo. Carlo ottavo scende in Italia con le artiglierie, il vero uso comincia adesso, non si combatte più cavaliere contro cavaliere, ma la fine di questo mondo (contano i soldi, conta una società chimica e industriale): il furioso ha da un lato tutta la malinconia per quel mondo e lo stacco. Contestualizzato tra le guerre tra i mori e i franchi. Qui comincia a parlare del suo Orlando: che per amore, da saggio e puro, è divenuto matto. Introduce il tema della follia (Erasmo da Rotterdam: l Elogio alla follia: l elemento irrazionale che caratterizza la vita di tutti, è ciò che permette alla società di procedere, perché nessun uomo saggio mai si sposerebbe, mai studierebbe, mai avrebbe figli ecc. il segno di un mondo che non vuole morire, ma che non ha un senso, il mondo moderno quindi è completamente folle e irrazionale la follia si ricollega alla nuova immagine della fortuna). L Orlando innamorato finiva con un personaggio che scappa. Quando Ariosto riprende quel racconto, riprende proprio da quelle scena: Orlando blocca il cavallo sul quale c è una fanciulla che non riesce a fermarlo. Il furioso riprende l entrelacement ma lo porta ad essere di nuovo l immagine della vita, una vita che non ha un ordine o una proiezione, o uno sviluppo. L O.F. si svolge durante Parigi assediata, sono linee di trama impazzite, perché ogni personaggio insegue degli oggetti del desiderio, pulsioni irrazionali che li spingono a cercare delle cose che non raggiungeranno mai. Es. Il personaggio x insegue una donna, incrocia sulla sua strada il cavaliere y che sta seguendo un altra donna, il cavaliere x vede un elmo che gli era stato rubato, perciò insegue il cavaliere y, incrociano il cavaliere z che aveva rubato il cavallo ecc. Il palazzo di Atlante: ad un certo punto tutti i personaggi si ritrovano in questo palazzo magico perché ognuno crede di vedere l immagine di ciò che sta inseguendo, un palazzo che sembra un manicomio, nel quale tutti corrono da una stanza all altra seguendo queste immagini. La myse (o mise) en abime dà l immagine della follia del mondo. Il personaggio dell autore entra in continuazione in scena, l Ariosto diventa a sua volta un personaggio del furioso, la proibizione folle di una situazione folle. 40

42 Interviene col dire in tutti i punti di giuntura del testo, all inizio dei canti, alla fine dei canti e in quei punti dove due storie si incrociano. Ci fa vedere proprio la struttura, fa venir meno il patto tra il lettore e il narratore. Intervento ironico, una sorta di meta linguaggio, mostra il dietroscena. 41

43 LEZIONE 9 10/03/2014 [L.I.] Aspetto molto importante è quello di Ariosto, come personaggio-autore, nell Orlando Furioso. Nel personaggio autore possiamo leggere i personaggi interni alle vicende. L Ariosto compare nei momenti strutturali, a inizio e fine canto. Una sorta di effetto di straniamento o di ironia, perché fa venire meno il principio della verosimiglianza, rompe quel patto narrativo tra, appunto, narratore e lettore, nel quale il lettore si immedesima nel testo, perciò il narratore ci impedisce di immedesimarci nel testo. Autore moderno e personaggio antico fa sì che noi veniamo a riconoscerci nella nostra modernità. Stile nevrotico (?), anche i suoi personaggi perciò diventano una reale faccia della modernità. Oralndo non è più soltanto innamorato, come l Orlando del Boiardo, ma è furioso. Il tema della follia è appunto un elemento diffusissimo nel Rinascimento: es. l Elogio alla Follia di Erasmo da Rotterdam. Un Rinascimento che è molto più inquieto di quanto si dica solitamente. Ha inizio nella modernità ed è un epoca assolutamente cosciente, consapevole che vi si è introdotto uno stacco rispetto a quello che c era prima, servono perciò paradigmi nuovi, da qui il senso di straniamento e di spaesamento che nel Rinascimento è molto forte. Perfetta proiezione del personaggio Ariosto, sull Orlando furioso. Inizio del canto XXIV: Ariosto prende la parola. Tutti noi in realtà riveliamo attraverso qualche elemento una follia che è di tutti. Il segno più evidente di pazzia è perdere sé stessi per amore di un altra persona. C è un unica pazzia che può produrre effetti diversi. La pazzia come una gran selva, perché la foresta è lo scenario dell Orlando Furioso, una selva dove è necessario perdere o fallire la via. Caratteristica principale è l entrelacement: dal francese, interlacciamento, ossia, la struttura del furioso è complessa, ci sono tantissime trame parallele, gestite secondo una tecnica narrativa, ossia, la capacità di raccontare una trama per poi abbandonarla nel momento nel quale la tensione è più alta. Lascia un filone e ne prende un altro. L Ariosto non si limita ad abbandonare un filone ed abbandonandone un altro, ma fa in modo che tutti i filoni si intreccino. Ogni personaggio fa un percorso, nel quale sta seguendo l oggetto del desiderio e ad un certo punto incrocia un altro dei personaggi, e la loro storia si incontra. Tutti i personaggi vagano senza una linea retta, disordinatamente e irrazionalmente nella selva, la metafora della pazzia. 42

44 Tutti cercano qualche cosa nella selva perdendo la strada. In Dante la selva è la metafora del peccato, Dante è in preda al peccato. L Ariosto recupera questo modello e l idea dell uomo smarrito. Nella Divina Commedia c è una grandissima forza ideologica. Cambiamento profondissimo. Secondo riferimento chi su, chi giù, chi qua, chi là, questi quattro avverbi arrivano ad Ariosto da Dante dal canto dei lussuriosi, perché sono portati da un vento tempestoso, che li porta appunto chi su, chi giù, chi là, chi qua, il canto di Paolo e Francesca. Percepiva il tema del disordine della punizione in Dante, nell Orlando Furioso. L idea che Dio punisce nell inferno gli uomini con la corrispondenza di quello che hanno fatto sulla Terra. Nel furioso abbiamo l idea di un umanità in balia del vento delle pulsioni. Per concludere insomma io vi voglio dire, che chi pur diventando saggio continua ad essere innamorato è un pazzo. Una sorta di rimprovero all interlocutore. L Ariosto costruisce l Orlando Furioso in base dei racconti. Il pubblico interagisce. Un mondo che si è allargato, le navi spagnole arrivano tranquillamente all India e oltre e il furioso abbraccia il Mondo, non più il mondo dei vecchi romanzi, in cui la scena era l Europa delle corti, ma è tutto il mondo, in preda alla pazzia. 43

45 Inventa il viaggio sulla luna, sulla luna Astolfo, fratello di Orlando, vola sulla Luna, una sorta di specchio negativo della Terra, per recuperare il senno di Orlando, una sorta di catalogo di tutte le cose che vengono perse dall uomo. La Terra viene ancor di più vista come il luogo della fragilità umana. Il luogo della sconfitta dell uomo. Astolfo sulla Luna trova San Giovanni evangelista, una sorta di parodia della Commedia, San Giovanni mostra tutti i vari luoghi e ad un certo punto questo comincia a parlare dei poeti. Ci son pochi poeti che possono chiamarsi poeti, per gran colpa dei signori avari che lascian mendicare i sacri ingegni; che le virtù premendo, et esaltando i vizii, caccian le buone arti in bando. Immagine che gli uomini dell epoca di Ariosto hanno del loro tempo non tanto buona. Dio ha privato dell intelletto questi principi e li ha fatti schivi, / acciò che morte il tutto ne consumi. / Oltre che del sepolcro usciran vivi, ancor ch avesser tutti i rei costumi, pur che sapesson farsi amica Cirra, / più grato odore avrian che nardo o mirra. Coloro dei quali hanno tutti cantato le gesta sono stati personaggi importanti dell aristocrazia, venduti, persone che hanno prostituito la loro arte per dire che Enea fu glorioso ed Achille fu forte. Il discendente di Enea era Augusto che vantava di essere perciò discendente della dea Venere. Cosa che non fu vera, ma il suo merito fu che in poesia qualcosa ci capiva ed aveva capito su quale poeta puntare. 44

46 Omero ha raccontato che Agamennone era vittorioso e fe i Troian parer vili et inerti; / e che Penelope fida al suo sposo dai Prochi mille oltraggi avea sofferti. / E se tu vuoi che l ver non ti sia ascoso, / tutta al contrario l istoria converti: / che i Greci rotti e che Troia vittrice, e che Penelopea fu meretrice. La storia è data in modo completamente diverso, perché i poeti scrivevano le cose completamente diverse. Ariosto si permette di una fortissima ironia, ma un passaggio simile può suscitare alcuni pensieri. Opera encomiastica, perché Ariosto lavora per la Corte degli Este, che discende da Ruggero. Anche Ariosto dice che il suo stesso testo è tutta una bugia. Uno degli aspetti molto importanti è che ci sono tre edizioni, la prima del 16, la seconda del 21 e la terza del 32. Principalmente avviene una trasformazione linguistica prima del Perché lui è attivo a Ferrara, originariamente l Orlando Furioso è scritto in una koinè, lingua mescidata, in cui da un lato c è il toscano dei grandi modelli, ma dall altra c è il vario uso dei dialetti della Val Padana. C è un evento che è poco noto nel pubblico, ma è fondamentale, nel 1525 escono le Prose della volgar lingua di Pietro Bembo: siamo nel pieno di quella che viene chiamata la questione della lingua, una vastissima e vivacissima discussione su quale lingua debba essere utilizzata per la letteratura. Banalità però la ricordiamo. Tutti i dialetti italiani, in realtà, non sono dialetti, ma sono lingue, un dialetto che riesce ad imporsi per ragioni militari è la nostra lingua. Sostanzialmente l Italia ha una molteplicità di dialetti con lingue italiane che allora era molto, molto più forte di quello che sia ora. L Italia era in grado di trasformare la lingua della città più importante come lingua d Italia. Città marginale come Firenze ha prodotto modelli un po per tutti i letterati europei. La base unificante è stata prodotta dalla letteratura. In realtà non è mai stato così scontato che i modelli fiorentini dovessero essere la base. Ci sono tre grandi filoni, il primo è quello fiorentino: il fiorentino dell uso vivo, ossia quello che veramente parlavano i fiorentini nel 500, perché in realtà questo linguaggio è molto diverso dal fiorentino del 300, per via dell influenza migratoria di pisani, senesi, latini, ecc. La famiglia tipica fiorentina, i Medici, non erano fiorentini, erano come contadinotti inurbati, in letteratura si usa il fiorentino perché questi scrivono e parlano in fiorentino. Creiamo una poesia che si possa utilizzare come strumento di propaganda. La teoria cortigiana: i sostenitori vogliono utilizzare la lingua che veniva utilizzata nelle corti, ma nelle corti arrivavano intellettuali da tutti Italia, quindi nelle corti si usa una sorta di koinè, di lingua ibrida, lingua con una forte base latica, perché i documenti molto spesso vengono scritti in latino, una lingua molto vivace, molto instabile, perché una corte del Nord Italia ha una lingua non poco diversa da una corte di Roma. Manca la capacità di creare una sistema una lingua. La terza teoria, quella vincente è quella di Pietro Bembo: il Classicismo Volgare. I grandi modelli sono i modelli del Trecento, perciò noi dobbiamo scrivere secondo i modelli del Trecento, Bembo tratta la lingua volgare come se fosse latino, tratta la lingua come una lingua che può produrre una grammatica. 45

47 Non c è nessuna ragione per cui un bambino di 12 anni debba imparare certe nozioni grammaticali, ma siamo influenzati da scuole nelle quali la lingua italiana serve per tradurre il latino. Per questo avviene la distinzione. All epoca di Bembo l idea era quella che il volgare non avesse una grammatica (sinonimo di latino). L idea è che il latino ha una grammatica, le lingue materne non hanno una grammatica. Sulla base del latino perciò descrive una grammatica per il volgare. È qui l effetto perturbante, la lingua italiana nasce senza alcun contatto con le lingue dell uso, nel 500 nessuno parla con la lingua che vorrebbe Bembo. Si crea quindi una letteratura che è quella del Trecento, una lingua immobile, fissa. Se si cambia la morfologia è considerato errore, non si sta usando una forma viva, succede che la lingua italiana è bloccata. I testi di Dante si capiscono, ma la lingua che usiamo oggi è la lingua di Dante, perché ne ricaviamo le strutture della lingua di oggi. Non è così per i francesi, perché il francese è molto più mobile, perché non è nato da una strutturazione a priori. Una lingua per parlare con i morti Bembo risponde Sì io parlo con i morti perché voglio parlare con gli uomini del futuro. L idea di dare dei modelli. Versante alto, nobile, teorico, c è una ragione anche economica su tutto ciò: Bembo è veneziano anche oggi i dialetti veneti sono più lontani dall italiano, non è un caso che siano tutti i veneti, i dalmati, gli istriani a produrre vocabolari, perché considerano l italiano come lingua straniera, la capitale mondiale della stampa è Venezia, calcolato che nel 500 a venezia venissero stampati 200 libri in tutta Italia da Venezia, le merci costano di meno nell arrivo a Venezia e alla partenza il trasporto costa meno, qualsiasi industriale vuole vendere il proprio prodotto, vuole qualcosa che il massimo numero di utenti possano utilizzare, se si vende un libro che ha una lingua che vale per tutti gli italiani, e che è fissa, lo si vende in tutta Italia, per decenni la fortuna della teoria bembiana nasce dal matrimonio di interessi teorici alti ed interessi economici concreti. L Ariosto riscrive il suo Furioso italianizzandolo a seconda dei nuovi canoni linguistici. Siccome il Boiardo ormai è morto ci sono altri intellettuali e poeti che prendono suo testo e lo italianizzano, da quel momento in poi tutti leggono l Orlando innamorato nelle versioni italianizzate, tanto che ci si dimentica che originariamente l O.I. era stato scritto in un altra lingua, un libro che ha rischiato di sparire dalla faccia della terra. Bembo Pietro Bembo è stato anche un poeta, ha scritto moltissimi testi. Crea una gerarchia molto chiara, Boccaccio serve per la prosa, il Decameron è il modello della prosa, non tutto, ma solo la lingua della cornice, non la lingua con la quale vengono scritte le novelle come anche quelle più basse, dei contadini. Petrarca fornisce un vocabolario molto più ristretto del vocabolario di Dante, un vocabolario medio, perché evita i termini altissimi, inventati da Dante alla base della fisica, della linguistica, della teologia. Dante inventa anche il linguaggio più basso della Commedia, sintagma unghie merdose il registro più basso più plebeo, più volgare. 46

48 Bembo pensa ad una lingua che eviti tutti i linguaggi bassi. Promuove una letteratura che evita tutte le parti basse dell esistere, raffinata ed aristocratica, il modello è Petrarca, per la lingua e per la poesia, il Cinquecento è la cos detta epoca del Petrarchismo, l epoca in cui tutti scrivono sonetti petrarcheschi. Un forma di rappresentazione di sé: a) dimostrare una padronanza del linguaggio artistico; b) avere delle affluenze sociali elevate; il petrarchismo del 500 è priva del senso di colpa, il senso di morte, ecc. In Bembo si ritrova l aura di Petrarca, come Crin d oro crespo, nel suo sonetto non c è un termine che non derivi da Petrarca, una sorta di Centone, un testo costruito a collage. Un Centone mono-petrarchesco, la lingua un po asettica di Petrarca è diventata la nostra lingua. Una poesia quasi di complimento, leggera. A questi sonetto fa il verso Francesco Berni, un poeta giocoso: i capelli d argento, il bel viso d oro, la fronte crespa, strabica con la cataratta, le ciglia bianche, salsicciotti come mani, i denti d ebano, rari che sballonzolano. Non c è una sola parola in questo giochetto che non sia di Petrarca, prende le parole di Petrarca e gli dà un altro senso. L ironia si fa stando all interno del nuovo sistema linguistico totalmente petrarchesco. 47

49 LEZIONE 10 12/03/2014 [L.I.] 1525 prose della volgar lingua, Bembo Grande sviluppo dell editoria. Comprare un libro costa molto di meno che comprare un manoscritto, proprio perché unico e scritto a mano. La stampa del 500 ha subito un versante di editoria popolare. L editoria produce anche strumenti per imparare a scrivere, perché la lingua difesa da Bembo è una lingua in realtà morta, che nessuno usa veramente (ad esempio Manzoni non parla l italiano, ma scrive in italiano). I sintagmi diventano delle ottime tessere da incastrare nel mosaico sonetto. Gaspara Stampa All interno del petrarchismo c è il filone molto importante del petrarchismo femminile, generazione di poetesse. Già nel 500 nasce un antologia delle voci femminili, il segnale di una padronanza della poesia non più come qualcosa di veicolato dalle istituzioni maschili, o, ancora meno, dalle scuole monastiche, ma è una cultura che può auto-generarsi dalla lettura di libri molto meno costosi. È un periodo molto limitato. Tutto Petrarca è giocato sul ruolo dell amore. Il suo modello si sposa con il platonismo, o neo-platonismo: filosofia ispirata a Platone, grande filosofo greco, maestro di Aristotele. L idea è molto semplice: c è un dio e per emanazione ci sono vari gradi di perfezione che derivano da Dio (più basso è il grado più ci si avvicina all uomo ed alla materia) non ha nulla a che fare con la filosofia di Platone. L amore è ciò che porta a correre a ritroso la scala che porta dalla materia a Dio. Viene virato al femminile. Disimmetria tra donna e uomo. 48

50 Sintassi molto lineare, sostanzialmente un elenco di cose. La bellezza maschile è assimilata agli elementi-bellezze naturali. Le rime sono facili (cielo Delo; sole parole; ecc.), musicalmente suoni molto dolci. Assonanza, le vocali comunque sono uguali. Perfetta corrispondenza tra sintassi e verso. Giovanni Della Casa Il più grande poeta del 500 lo stesso del Galateo. Le rime sono dure e non facili ed anche foneticamente sono rime difficili, perché ci sono spesso più consonanti della vocale tonica -i. abbiamo parole trisillabe, uno dei primi segni di quella che si chiama gravitas: una vera e propria linea stilistica che rifugge ogni elemento di facile cantabilità, per cercare uno stile più aspro, faticoso e meno musicale. Due consonanti tra le due vocali: già stanchi, manchi, imbianchi; accio, ghiaccio, agghiaccio; farsi, scarsi; ecc. Corrispondenza tra verso e sintassi (soggetto + copola + nome del predicato). Enjambement: una scissione tra la sintassi ed il verso, perché se guardiamo lo scorrere del pensiero ci fermiamo qua, e non arriviamo al verso. Il verso si accavalla, comincia alla fine del verso e prosegue in quello successivo (ci perdiamo la rima con la voce): [ ] e ghiaccio / gli spirti anch io sento le tue membra farsi [ ]. Nella poesia di G. S. Punto ricreato in maniera tale da creare un settenario Il suo bel viso è l sole, 2 blocchi coesi e due versi + due versi, poi di nuovo blocco coeso e versi sintatticamente separati. In un unico periodo, il testo è reso più difficile. Perché bisogna partire proiettando e ricostruendo, facendo attenzione alla sintassi del periodo. La sintassi ecc. sono importanti ma da sé vogliono dire poco. Della Casa era un vescovo, il primo estensore dei libri proibiti, ha sperato di diventare cardinale ma le lotte lo fanno ritirare per morire nella cella di un monastero. Lui parla con la dolce selva solitaria che vede attraverso la finestra. Il parlare con la natura è una delle cose caratteristiche di Petrarca. A tutti i livelli, anche l immagine, Della Casa è all interno del petrarchismo, ma sta smostando il petrarchismo dall interno. In primo luogo lui non è la natura, ma la vede dalla finestra e la natura non è di conforto solitaria, riflessosi sul poeta. La selva è amica dei poeti, ma in genere sono pensieri d amore, qui sono pensieri, sbigottiti e stanchi giorni torbidi, il torbido anche a 49

51 livello morale, giorni corti, brevi, perché non c è la luce, anche l idea della vita dell uomo che si accorcia; Il vento del Nord imprigiona ed incrosta l aria e la terra di orrido gelo, il bosco antico perché vecchio e l uomo antico anche lui con i capelli bianchi; similitudine tra il bosco, i rami che si ghiacciano e il poeta che sente che anche le sue membra si fanno di ghiaccio, si raffreddano e si rallentano, il mio inverno porta a me il vento più crudele, la vita più lunga ed i giorni più freddi e più corti. Occorre la gravitas stilistica come forma sensibile della gravitas morale. Come dire che il petrarchismo canonico ha fatto il suo tempo e si deve pensare che siamo in un epoca completamente diversa, non più in un Rinascimento aperto, ma che si sta profondamente chiudendo, oltre che sulla psicologia anche dal lato stilistico. Noccolò Macchiavelli Politico funzionario della repubblica fiorentina, che ad un certo punto collassa, lui perde il lavoro, viene esiliato e si ritrova ai margini. Si ritrova nel grande gioco politico, scrivendo De principatibus ( Il principe 1513), uno di quei testi dopo il quale nulla è più com era prima: si propone come un trattato in cui insegnare (a Lorenzo De Medici) come si fa il principe, uno speculum principis, specchio del principe. M. non inventa nulla. Nel 500 c è una fioritura impressionante di trattatti di insegnamento su come si fa i principi, gli speculum principis, l idea è quella che il principe è come se si guardasse in uno specchio: il principe è perfetto, sa fare tutto, il trattato semplicemente riflette su come è bravo quel principe, costruiti sull idea che il principe deve essere l uomo perfetto, superuomo. Le linee guida date a questo principe si incarnano sui presupposti del Cristianesimo, un principe come ottimo cristiano. Es. Il Cortegiano di Castiglione, vuole descrivere l uomo perfetto, il cortigiano: sa parlare, sa dipingere, sa fare la guerra, deve sapere di tutto quel poco per far credere che lo sappia fare molto bene veramente, apparire per quello che in realtà non sei. C. teorizza che l uomo debba saper fare tutto. M. svincola completamente la politica dal piano morale: un conto è come si vive realmente e un conto è come si dovrebbe vivere. Se viviamo e se cominciamo a fare una politica morale, soccombiamo, perché gli uomini sono naturalmente cattivi, confrontarsi sul piano della morale con questi uomini (uomo cattivo e anche stupido) vuol dire essere schiacciati, allora bisogna insegnare un altro modo di fare politica. C è solo una cosa che il principe debba saper fare: la guerra. Il principe deve avere il controllo della forza, perché la storia è uno scontro di forze e il mondo è instabile (molto rinascimentale): se hai la forza dalla tua puoi resistere, se no soccombi. Il principe si divide i tre blocchi: 1) un analisi dei tipi di Stato; 2) analisi degli eserciti, ricollegata alla guerra e al controllo della forza, es. non si possono controllare le truppe mercenarie; 3) M. passa in rassegna le caratteristiche che deve avere il principe, qui ribalta i testi politici tradizionali. Qui M. è scandaloso, finito all indice, vietato pure farne il nome. Tutti gli scrittori di politica polemizzano Macchiavelli, ma non possono farne il nome. 50

52 Il capitolo più scandaloso dell epoca era: De crudelitate et pietate; et an sit melius amari quam timeri, vel e contra bisogna essere ritenuti generosi o avari, buoni o cattivi? Il principe deve avvertire di non usare male la pietà l idea è quella di utilità per conservare il potere, tutto è uno strumento, anche la pietà, pertanto un principe deve fare attenzione ad essere pietoso, perché dalla pietà può nascere il disordine (essere crudele può servire come immagine di un uomo, un principe non deve avere paura di avere una cattiva immagine, l importanza è la forza). Perché difficile accozzarli insieme è molto più sicuro essere temuto che amato, degli uomini si può dire: ingrati, fulgidi, ti offrono tutto quando il bisogno è lontano, ma quando ti si appressa ti si rivoltano contro, se ti affidi sull uomo verrai abbandonato. Il principe che non ha strumenti rovina. Gli uomini hanno meno timore ad offendere uno che si faccia amare, che uno che si faccia temere. Una paura di pena che non ti abbandona mai (tema della paura*) Non possiamo costringere qualcuno ad amarci, ma possiamo costringere qualcuno a temerci. * Come la guerra è uno strumento per controllare la forza. La paura fa pensare in un certo modo, modifica il modo in cui noi pensiamo (non una cosa che fa ubbidire), una cosa che ci scava dentro. Essere temuto non vuol dire essere odiato, il principe deve evitare di essere odiato. Non deve toccare la roba e le donne e quando pure, fosse necessario al principe procedere a far causa ad alcuno, piuttosto che lo ammazzi ma che non gli rubi la casa, perché gli uomini tengono di più ai beni materiali, la roba e le donne, la dimensione animale la tana e la femmina l uomo reagisce con una psicologia animale, il sentimento non esiste nell uomo. Siamo proiettati su un sistema nel quale non esiste alcuna forma divina, alla religione molto spesso si lega il tema della paura. Comandamenti religiosi, molto spesso sovrapposti alle leggi politiche. Il principe si pone in una dimensione politica e sociale molto particolare, quella del collasso della situazione italiana, ormai un tavolo da gioco delle grandi potenze europee, e gli intellettuali italiani hanno una fortissima percezione dell impero della fortuna, qualcosa di incontrollabile che sconvolge i comportamenti umani. Il principe vuole provare a controllare la fortuna, un trattato tragico nella tragedia greca la lotta è tra l uomo e il suo fato, il suo destino il principe è un trattato tragico perché tutto è giocato sul rapporto tra l uomo e la fortuna, quali possibilità ha l uomo di porre degli argini alla fortuna? M. dice nessuno. Alla fine dell opera dice: io ho dato delle istruzioni, per abbiamo visto uomini nella storia comportarsi nello stesso modo, uno trionfa, l altro cade, perciò il successo o la sconfitta dipendono dai tempi, perché ognuno di noi ha un carattere, si può essere impetuosi o rispettivi, metaforicamente giovani o vecchi. Ognuno ha il carattere che ha ed agirà sempre in base al suo carattere, perché non è possibile comportarsi in maniera diversa da ciò che noi siamo, e se noi non siamo in grado di comportarci come non siamo, che senso ha dare istruzioni? Essere impetuosi o rispettivi di fronte alla fortuna non serve a niente e le donne preferiscono i giovani quindi è meglio essere impetuosi che rispettivi, questo è un tentativo di gestire il proprio futuro, l ultima speranza di un uomo che vive in un universo in cui non ci sono certezze, l unica cosa certa è il bisogno di lottare dell uomo. 51

53 LEZIONE 11 14/03/2014 [L.I.] La Gerusalemme liberata di Torquato Tasso Opera che vive in continuazione di una complessissima problematica teorica, quindi non si capisce l enorme sforzo compiuto da Tasso, se non comprendiamo quali sono i problemi teorici e storici che la accompagnano. Vita complicata e piena di fatti è quella di Tasso. [Da ricostruire la biografia di Tasso] per molti aspetti la sua biografia si proietta sulla liberata. Nato nel 1544 e comincia a lavorare sulla liberata a 15 anni, nel 1559 scrive il Gierusalemme, di questo lui scrive solo 116 ottave e lo abbandona. È un figlio d arte del poeta Bernardo Tasso, questo in realtà all epoca è stato un poeta abbastanza noto, padre impegnato nella ricerca del nuovo Orlando Furioso. B. è uno dei poeti su cui si pongono le speranze per questo nuovo capolavoro, che si chiama Amadigi, un testo veramente brutto, con questo B. cerca un nuovo testo, cerca anche di essere rivoluzionario, ma si inserisce nel grande filone dei cavalieri medievali che sono in fondo agli stessi cavalieri dell Orlando Furioso, Amadigi è il cavaliere protagonista, noioso perché: B. non è bravo; perché è una successione per aggiunta di vicende. B. lo pubblica proprio nel 1559 in cui il figlio comincia a lavorare su Gierusalemme. Non ha nulla a che fare con i titoli che abbiamo visto fino ad ora, un titolo rivoluzionario perché parla di un luogo. Abbiamo: da un lato il poema epico e, dall altro, il romanzo cavalleresco (o epico cavalleresco). Torquato sta affrontando un genere diverso, l ottava è semplicemente la forma che viene data, ma siamo di fronte a due generi diversi che rispondono a principi teorici diversi. Ottave riconducibili al primo canto della Gerusalemme Liberata, gli episodi principali, T. abbandona Gerusalemme perché si rende conto di essere troppo giovane, si rende conto di non avere gli strumenti di affrontare un nuovo genere teorico, abbandona la Gierusalemme e nel 1562 a 18 anni pubblica il Rinaldo (titolo che si collega ad Orlando ed Amedigi) è un romanzo cavalleresco, con protagonista Rinaldo, uno dei personaggi del ciclo carolingio, il cugino di Orlando. T. decide di narrare la giovinezza di Rinaldo, un modo per T. di confrontarsi con tutte le tecniche del romanzo cavalleresco: la magia ad esempio. Poi si rende conto che questo genere oramai ha dato tutto con Ariosto, perciò comincia la grande saga della Gerusalemme Liberata, nel Già nel 1566 T. dice di aver già composto 6 canti. Nel 1575 è finita, cominciano i guai che porteranno T. ad essere ricoverato in un ospedale psichiatrico, perché si crea la Commissione romana: un gruppo di 5 persone che a Roma viene incaricata di leggere il suo testo, controllarlo, dargli dei consigli, modificarlo. A capo c è Scipione Gonzaga, una persona di cui T. si fida, che ha l incarico di coordinare le altre 4 persone che vanno ad occupare tutti i punti problematici della Gerusalemme Liberata: Bargeo, un poeta incaricato di dare consigli sulla poesia questo sta componendo Syrias, proprio sul tema della prima crociata ; il secondo si chiama De Nobili, un filosofo. Questi due sono due mezze tacche, noti solo per questo, il vero problema sono gli altri due che hanno un peso maggiore sulla cultura dell epoca: 52

54 Speroni, un teorico della letteratura (critico letterario) di matrice aristotelica; Antoniano, importantissimo nella cultura dell epoca, un sacerdote, tra le altre cose è il segretario di Carlo Borromeo (grandissimo organizzatore della Chiesa ambrosiana), impegnato pienamente nella riforma cattolica. La Chiesa cattolica ha perso il controllo di tutto il Nord di Europa, all inizio questa prova a riassorbire i movimenti protestanti, anche se all interno ci sono moltissime figure che cercano la linea morbida, poi però c è la svolta epocale europea del Concilio di Trento ( ), al quale dovrebbero partecipare cattolici e protestanti per cercare una riconciliazione, l esito è l opposto, nel 1568 alla sua chiusura la spaccatura è irreversibile. Momento in cui la Chiesa cattolica segna le fila, serve a riassorbire i movimenti protestanti di Europa. Inquisizione Indice (libri che il buon cristiano non deve leggere), talmente dura questa imposizione che Contarini viene posto sotto processo, un personaggio che era stato a pochissimi voti dal diventare papa. L oratorio è una forma di controllo dell educazione del bambino cristiano. Intenzione politicopedagogica, questo Antoniano infatti pubblica un opera, che lo porterà poi a diventare cardinale, Dell educazione christiana, non si rivolge a persone colte, ma questo libro si rivolge in primo luogo ai padri di famiglia, pur che sappiano leggere, scritto in maniera molto semplice: istruzioni su che cosa far leggere ad un figlio ed una figlia, la buona stampa (i libri che si possono leggere). Il romanzo è considerato peccaminoso (Manzoni affronta la composizione dei Promessi Sposi partendo dalle idee dei cristiani fin dalle origini fin dal teatro che porta peccato, e ne farà un romanzo cristiano). La Gerusalemme Liberata deve essere pubblicata, non si può correre il rischi che venga messa all Indice, il T. scrive ad un suo corrispondente che l Antoniano vuole trasformare il suo libro in un testo che possano leggere solo monaci e suore. Lo Speroni viene messo in questa commissioni perché era un amico del padre, avrebbe dovuto essere una figura amica, ma l epoca è cambiata, siamo nell epoca aristotelica A. un pensatore che ha scritto su tutto, elabora un pensiero organico generale su qualsiasi cosa, la Poetica, nel 1548 c è il primo fondamentale commento della poetica di Aristotele, cioè Robortello. I testi di A. erano appunti per le lezioni degli studenti perciò non sempre chiari da capire. A questo commento in volgare, facilmente leggibile da tutti, segue una serie infinita di commenti anche in contrasto tra di loro. Fondamentale caoticità di commenti: si deve fare come dice A. ma allo stesso tempo non si ha bene in mente che cosa lui dica. Diventa così importante perché c è stato un profondo cambiamento antropologico, ormai anche la poesia deve obbedire ad un autorità. Segno di una società in profonda crisi. Irrigidimento dell autorità nella figura di campo religioso. Gestione di una figura che impone un autorità poetica e una figura in campo religioso. Lo Speroni è particolarmente rigido, perché ragiona per principi astratti. Tasso, da Ferrara, comincia a mandare dei blocchi di canti a Roma a Scipione Gonzaga, che li fa circolare all interno della Commissione romana, ognuno trova qualcosa da ridire. Scipione raccoglie sul manoscritto tutte le proposte di correzione, che in alcuni casi vanno anche in direzioni opposte, T. cerca di intervenire in alcuni casi, correggere o resiste. Riscrive e rimanda a Roma, nuovo giro. 53

55 Intanto mediante corrispondenza cerca di mediare con i componenti. Ad un certo punto Tasso da fuori di matto: prima viene imprigionato nel Castello di Ferrara e poi rinchiuso nell Ospedale di Sant Anna, nel 1586, ci resta 7 anni. Incatenato, con poco cibo, la situazione dopo 2 o 3 anni si allenta. La Liberata non è mai stata finita, non c è nessun momento della vita del T. in cui si possa dire come era stato il suo lavoro, noi abbiamo solo vari strati in parallelo su più manoscritti. Episodi che Tasso è stato costretto a scrivere così. Ci sono episodi che noi sappiamo che il T. stesso avrebbe cambiato. Tasso è imprigionato in manicomio, ma l Italia è piena di manoscritti di Tasso per via delle copie passate ad altri perciò comincia l edizione integrata della Liberata, nel 1579, quando T. non può intervenire cominciano ad uscire edizioni disastrose, perché mancano dei canti, altri canti sono in prosa, qualcuno fa semplicemente il riassunto. Nel 1579 e 1580 escono edizioni pirata. Nel 1581 cominciano ad uscire delle edizioni ufficiali, nasce il titolo Gerusalemme Liberata, che non è il titolo vero, Tasso parla di Goffredo (o Gottifredo). Nemmeno il titolo è di sua volontà. Chi le ha stampate ha fatto riferimento a manoscritti diversi, a stampe diverse. La persona in stamperia cambiava l episodio come gli piaceva di più. Comunque la leggiamo stiamo facendo scelte totalmente arbitrate da chi l ha stampata. Impatto sulla letteratura italiana. Tasso esca finalmente da Sant Anna e comincia a rimettere mano alla Gerusalemme Liberata e nel 1593 pubblica la Gerusalemme Conquistata. Tasso muore due anni dopo. Continuerà a lavorare sulla Liberata ancora dopo aver pubblicato la Conquistata. Lui voleva chiamare la sua opera Goffredo (o Gottifredo), il segno dell importanza culturale che ha avuto, che lo stesso T. deve prendere in considerazione il modo nel quale la G.L. è uscita. Deve conformarsi a precetti aristotelici. Cerca di assicurarsi dei margini di libertà, cerca di ibridare la teoria di Aristotele con le sue esigenze di poesia. La G.C. ha un rispetto di Aristotele e del dogma ecclesiastico molto più rigoroso. Lo stesso Tasso si è irrigidito molto di più, tanto che muore ritiratosi in un convento. La G.C. è un po un mattone. Proprio perché è più bloccata, è veramente un opera con episodi diversi, trattati in maniera diversa Abbiamo una lettera di Tasso a un conoscente, Tassoni: gli dice che proprio quella mattina ha consegnato al cardinale Luigi d Este tre argomenti per scrivere un poema, questi sono: la prima crociata ( ); guerra greco-gotica (VI secolo); guerre di Carlo Magno contro Sassoni o Longobardi (VIII-IX sec.). 54

56 Questa lettera ci dice che non è Tasso a scegliere l argomento della Liberata, ma il signore. Siamo di fronte ad un opera su commissione. È un poeta stipendiato, perciò deve rispondere al signore. Gli Este in questo periodo devono stare molto attenti a quello che succede, questo ci fa capire perché la situazione è così complicata per Tasso. Nel 1572 la notte di San Bartolomeo, a Parigi si raccolgono per un matrimonio conciliatore tra cattolici e protestanti, tutte le più importanti famiglie. La notte si scatena la caccia al protestante, non si sa quanti siano stati uccisi, forse decine di migliaia di protestanti. Quando a Roma vengono fatte affrescare al Vasari le scene di quella notte. Ferrara definita come un nido di vipere o nido di eretici per via della forte densità di protestanti. Renata di Francia: la madre del duca Alfonso II d Este, la vedova del duca precedente e la figlia del Re di Francia, protestante, si era così creata una sorta di corte di protestanti. Situazione talmente difficile per gli Este che prima viene arrestata e poi espulsa. In questa situazione il tutto è ancora più complesso ossia che gli Este sono dei feudatari del papa. Non sono i proprietari di Ferrara. Alfonso II non ha figli maschi, quindi Ferrara e gli Este stanno vivendo una sorta di clima di fine impero, il loro potere è legato ad un filo, si perde il controllo con la morte di Alfonso. Chiaro perciò perché gli Este non si possano permettere errori con la Gerusalemme Liberata. Tasso deve comporre un capolavoro che dimostri la grandezza degli Este e utile diplomaticamente. Il T. in questa situazione finisce a Sant Anna perché ha la geniale idea di autodenunciarsi al tribunale dell Inquisizione, Alfonso II gli da del pazzo perché aveva detto di essere un eretico alla corte esattamente come anche tutta la corte era colma di eretici. Fondamentale è sempre il rapporto tra T. e la sua committenza. Questa data molto spesso si ritrova sui libri delle superiori dicendo che T. la compone sulla spinta della battaglia di Lepanto nel 1571 nella quale la flotta cristiana annienta la flotta turca, un evento epocale più storicamente che per quel tempo. Tornando alla lettera: sono tutte guerre e sono tutte guerre vere, molto meno scontato. C è un testo di un certo Alamanni, un poeta non molto noto, scrive Avarchide, che tratta dell assedio da parte di Re Artù di una città, una guerra fantastica, irreale. Abbiamo già visto come gli eventi dell Orlando Furioso si svolgano a Parigi, le sue guerre sono infondate. 55

57 Invece T. vuole proprio raccontare le storie vere di queste tre guerre. Qui ci ricolleghiamo ad Aristotele che ha distinto tra il vero (qualcosa che vuole riprodurre gli eventi come sono accaduti), il falso (qualcosa che non ha contatto con la storia) ed il verosimile (il racconto di veri eventi storici, inframezzati con episodi verosimili, che ci si possano incastrare che siano episodi nei quali si raccontano le storie per come sarebbero dovute andare). Il poema deve confermarsi a questo verosimile. Nel piano del vero ci saranno degli eventi inventati del verosimile. Permette l introduzione del tema dell universale. Il proemio della Liberata in realtà non si percepisce oggi veramente ma è un trionfo di posizioni teoriche. 56

58 LEZIONE 12 17/03/2014 [L.I.] Il Tasso prima e durante la composizione della Gerusalemme Liberata legge tantissime opere sulla prima crociata. L idea che il vero sia la dimensione della storia, la poesia si occupa del verosimile, non ciò che è realmente accaduto, ma ciò che sarebbe dovuto accadere. Il tema della prima crociata all epoca veniva guardato come storia sacra, una guerra condotta da Dio, intoccabile. Il poeta deve inserire degli elementi di verosimile, composizione aristotelica tra il particolare (l ambito della storia eventi e personaggi unicamente di una storia) e l universale (la poesia, ciò che vien detto deve riguardare tutti gli uomini di tutti i tempi). Tasso raggiunge l universale attraverso il verosimile: scandagliando l interiorità del personaggio. I sentimenti e i pensieri del personaggio mentre compie un azione sono sempre i pensieri di un uomo che si ritrova a fare quell azione sono ricollegabili a qualunque essere umano. Le guerre elencate precedentemente, proposte da Tasso, sono sempre contrapposizioni etniche (greci/romani nell ottica del 500-goti; franchi arabi) abbiamo anche la possibilità per il lettore del 500 di identificarsi con una delle due parti. Una contrapposizione anche religiosa, per la prima crociata, ma anche per la guerra greco-gotica (i greci sono cristiani e i goti sono ariani; Carlo Magno è il difensore del papato, contro i longobardi e i sassoni, che sono addirittura pagani). La lotta tra il bene e il male. Questa permette a Tasso un operazione fondamentale: i romanzi sono pervasi dalla magia, uno di quei temi che permette di rendere divertente e piacevole il testo, è un diletto. Tasso sa benissimo che la sua opera, perché piaccia deve dare diletto, sa che la magia è importante. Questa se all epoca del furioso non era un problema, all epoca della controriforma non è accettabile sotto alcun punto di visto, è un elemento demoniaco. Escludere la magia però rende automaticamente noioso il testo. T. propone una guerra nella quale c è un povero cristiano che combatte contro un popolo non cristiano perché questo gli permette di recuperare la magia, crea il meraviglioso cristiano, la magia dei buoni diventa o il miracolo o l intervento diretto di Dio, quella dei cattivi è stregoneria. Non poté creare una storia troppo contemporanea, perché la conoscono tutti, perché ci sono troppe opere storiche che ne parlano, T. scegliendo la prima crociata opta per l argomento dei tre che si pone a metà strada tra sé e tra l istituzionalizzazione del cristianesimo. T. evita allo stesso modo gli argomenti troppo lontani perché ci si allontana dai costumi di quell epoca, non si crea più un identificazione e viene meno il tema del decoro , un opera del Trissino, un importante teorico della letteratura dell epoca e quest opera si intitola Italia liberata da gotthi (primo poema epico perché costruito sull idea dell Iliade di Omero, talmente fedele che diventa ridicolo, divide il campo degli angeli a metà: Posidonio e Venereo goti e greci). Il titolo del libro di T., mentre era rinchiuso in S.A., doveva essere stato dato ispirato a questo testo, molto noioso, letta da pochissimi ed apprezzato da nessuno. Evita tutte le parti che danno diletto, anche dal punto di vista della magia e del meraviglioso. Il Trissino vuole comporre il famoso poema epico che, abbiamo visto, è la liberata. 57

59 Con Tasso dio e gli angeli stanno con i cristiani, Satana e i diavoli stanno con gli arabi. Trissino cerca di riprodurre l Iliade anche sul piano formale. I grandi poemi classici sono in esametri (non ha la rima, sia latino che greco, perché la difficoltà per il latino è di creare sillabe lunghe e sillabe corte), una lunga serie di versi senza rima. Il Trissino cerca di riprodurre questo metro e quindi adotta l endecasillabo sciolto (l endecasillabo è il verso nobile della letteratura italiana, esattamente adatto a sostituire l esametro, sciolto vuol dire senza rima). L effetto è un verseggiare molto alto e nobile, ma un tremendo mattone. Non c è il diletto. Tasso era stato bruciato da un esperienza traumatica di quando era bambino, il padre pubblica l Amadigi, nel 1559, quando Tasso aveva 15 anni. Assiste ad una scena che non dimenticherà più. Il poeta di corte leggeva in anteprima il suo libro a festa. Lo stesso Bernardo Tasso scrive l Amadigi in versi sciolti, si presenta a corte e cominciò a leggere in una stanza tutta piena e quando alzò gli occhi non c era più nessuno. L ottava sono 8 versi con delle rime che aiutano a seguire la successione della sintassi, è molto più facile da seguire. Torquato quando è il suo turno di cominciare a scrivere sa benissimo che l endecasillabo sciolto non funziona. Utilizza l ottava perché questa da diletto. Secondo Tasso le epoche più antiche avevano un grado di concentrazione superiore, i moderni non sono in grado di tenere la concentrazione a lungo, hanno una memoria più friabile, per questa ragione per i moderni occorre il diletto. Una simile posizione si dice molto dell immagine che T. ha dell uomo moderno, come fragile e debole. Gerusalemme liberata La prima ottava da un immagine della Gerusalemme liberata, che è diversa da come la Gerusalemme liberata realmente è. Il capitano che libera il sepolcro di Cristo è Goffredo di Buglione. Subito Tasso introduce una piccola differenza, perché è vero che G.B. era il comandante, ma storicamente era un primos interpares, qualcuno che non ha nessuna autorità sugli altri, è il primo tra i pari. T. lo trasforma in una sorta di comandante in capo, modifica la sua figura in due direzioni diverse: ne fa una sorta di Agamennone, il comandante; crea un G.B. estremamente simile all Enea dell Eneide di Virgilio. Il primo verso è costruito appunto sul primo verso dell Eneide. pietose rimanda alla pietas, una serie di valori che rimandano ai valori nei confronti della patria, della famiglia e di Dio. Enea è il Pius Aeneas, le armi pietose rafforza il legame con Enea, l eroe perfetto. Compie queste azioni per la volontà di Dio, Enea è un condottiero guidato dagli dei che va a fondare Roma, un nuovo stato, che ha una funzione fissata dall eternità per gli dei. Goffredo è un personaggio che parte dall Europa, va in Palestina guidato dagli dei, fonda il Regno di Gerusalemme. Enea compie la sua missione pur avendo contro di sé le contrapposizioni divine. È 58

60 un personaggio che per compiere il destino datogli dagli dei sa abbandonare una donna amata, abbandona Didone, che poi si suicida. Polarizzazione: bene e male. popol misto il tema del misto è profondamente negativo in Tasso, perché rientra nel tema del disordine, nella dimensione tassiana Dio è perfezione e regola, tutto ciò che è al di fuori è disordine. La prima ottava concentra l attenzione soltanto su Goffredo. Tutti i suoi compagni sono racchiusi tra i compagni erranti (che può voler dire che sbagliano o anche che son dediti all erranza, i cavalieri erranti, accezione tendenzialmente del cavaliere senza macchia e senza paura, come il personaggio dell Orlando Furioso: personaggi che non fanno altro che muoversi nell erranza.). Goffredo li deve ricondurre sotto la Croce, sotto i sacrosanti segni. Gerusalemme cadrà solo quando tutti i crociati saranno riportati sotto i sacrosanti segni, l ordine. Achille nella liberata ha come corrispondente Rinaldo, il personaggio più forte nel campo crociato. Nella G.L. si svolge con Rinaldo che ha abbandonato il campo, che come Achille è un personaggio che cede all ira, uccide un crociato e viene espulso dal campo. Rinaldo cede all ira e alla lussuria. Germando. L amore c è perché è fondamentale, viene recuperato come elemento tecnico ma riceve una connotazione morale negativa. Il furioso è un opera nella quale c è una collettività di personaggi, è una macchina narrativa, l attenzione si focalizza su Goffredo, il personaggio santo, tutti gli altri sono collocati nel ruolo marginale di compagni erranti. Quest ottava è giocata su una delle tante contrapposizioni che abbiamo visto, un incipit narrativo. Incipit alternativo di G.L. I1 L armi pietose e i cavalier i canto Che de la croce si segnar di Cristo Quanto operar sotto Goffredo e quanto Seco soffrir nel glorioso acquisto Gerusalemme conquistata, I1 Io canto l arme e l cavalier sovrano, 59

61 che tolse il giogo a la città di Cristo. Molto co l senno e con l invitta mano egli adoprò nel glorioso acquisto; e di morti ingombrò le valli [ ] Molteplicità e unità Rinaldo è un personaggio di invenzione, tanto che nella G.L. si chiama Ubaldo e nella Conquistata si chiama Riccardo, un assassino che si fa come amante una strega mussulmana. Rinaldo in concreto non è voluto dall Antoniano (perché un personaggio immorale) e per ragioni complementari, ma diverse, lo Speroni (perché un personaggio di invenzione, perché secondo lui l inverosimile non accetta le invenzioni, questo Rinaldo ve contro le 3 leggi di Aristotele pseudoaristoteliche, le leggi dell unità: unità di spazio, di tempo e di azione: nella liberata l unità di spazio è la Palestina, tutto ciò che esce dalla Palestina è erranza è colpevole episodio che ricorda le Americhe, poi spostandolo alle Canarie, fino a spostarlo sui Monti del Libano; unita di tempo perché non parla di tutta la crociata, ma parla dell ultimo anno della crociata, crea l unità introducendo due dati falsi la prima crociata dura 3 anni, lui dice che dura 6 anni, perché fa partire l azione in primavera e la fa finire in autunno, cambiando la data posta la partenza da quando i fiori germogliano a quando le foglie cominciano a cadere). 60

62 LEZIONE 13 21/03/2014 [L.I.] In un poema, secondo Aristotele, ci deve essere un unica azione. Ovviamente non l Orlando Furioso, per via delle sue trame diverse. Ci sono dei teorici all epoca di Tasso che sostengono che l unità d azione non è più di quel periodo: Girardi, 1557, il poeta di corte e Pigna, lo storico della corte di Ferrara. Entrambi i loro saggi si intitolano I romanzi. Questi due trattati si intitolano secondo il genere romanzo che si contrappone al poema epico che è la liberata. Dicono che il genere della modernità è il romanzo, completamente libero dalle regole di Aristotele. Tasso contesta la loro impostazione, perché nega che si possa distinguere tra il moderno e l antico. Siamo in un epoca che vive in imitazione dell antico. Per Tasso i romanzi sono solo una sottospecie del poema. Rifiuta anche l aristotelismo rigido dello speroni, e rifiuta la sua idea dell unità di azione, che deve essere intesa come un unica azione compiuta da un unico personaggio. Tasso quindi è costretto a confrontarsi con questo personaggio, quindi fornisce una concezione diversa di unità di azione, che dipende dal fine. È evidente allora, come nella Liberata, riconosciamo l unico fine, tutto ciò che alla fine porta alla conquista di Gerusalemme è un unico fine. Tasso trova un bilanciamento di varietà nell unità. Ci sono più personaggi che però sono uniti dal fine. Nel tentativo di legittimare questa varietà nell unità, scrive il trattatello Allegoria: una chiave di lettura per cui si dice che un racconto deve essere interpretato su un piano più alto. Si basa su uno dei testi più importanti della filosofia occidentale, la Repubblica di Platone, che si presenta come un testo politico nel quale si descrive la repubblica ideale, ma questa è lo strumento per parlare di molte altre cose. Platone, nel suo dialogo dice che il corpo civico, dei cittadini, si distingue in tre classi: Tre elementi del corpo civico Saggezza Coraggio Temperanza Corrispondenza con le tre anime Corrispondenza con i personaggi della Liberata Capi Razionale Goffredo Guerrieri Irascibile Rinaldo Popolo Concupiscibile Tancredi 61

63 Per Platone ci sono due virtù civili: la saggezza, il coraggio e la temperanza. Dice che al popolo l unica virtù civile che serve è la temperanza, i guerrieri hanno bisogno di temperanza e coraggio, i capi hanno bisogno di temperanza, coraggio e saggezza. Per Aristotele l anima come la intendiamo noi in realtà è un insieme di tre funzioni: anima concupiscibile (per Platone il popolo deve essere in grado di controllarla con la temperanza), l anima irascibile (i guerrieri) e sopra l anima razionale (i capi, che controlla l anima concupiscibile e l anima irascibile). Tasso prende i personaggi del campo crociato della Liberata e li assimila alle tre anime: Tancredi è l anima concupiscente; Rinaldo l anima irascibile; Goffredo è l anima razionale. L allegoria è a posteriori, il tentativo di Tasso di legittimare la sua struttura, ma non è completamente inventata, c è una corrispondenza che riconosceremo sotto. Mancano gli altri personaggi, manca l erranza, manca l errore. All inizio c è un invocazione alla musa, come in tutti i poemi (nei romanzi questa non c è). La musa tradizionalmente ha la testa cinta di alloro, segno di sapere di scienza e sapere poetico. Questa non è circondata di allori, non è in Elicona (elemento topico della poesia, monte sacro alle muse), ma è su nel cielo fra i beati cori (i cori del paradiso, questa musa si confonde con la Madonna), testa circondata di stelle immortali. ispirami dei celesti ardori (nella Commedia di Dante tutte le scene invocano figure poetiche e c è un crescendo, al canto uno del Paradiso Dante si rivolge ad Apollo [ ] fammi del tuo valor sì fatto vaso, come dimandi a dar l amato alloro / infino a qui l un giogo di Parnaso assai mi fu; ma ora con ambedue m è uopo intrar ne l arigo rimaso / Entra nel petto mio e spira tue sì come quando Marsia [demone che si scontrò con Apollo, perse e venne scuoiato, venne creato un sacco con la sua pelle e Apollo soffiandoci dentro lo gonfiò come un bambolotto] traesti de la vagina de le membra sue. la parola spira è ambigua perché vuol dire ispirami tecnicamente, ma si ricollega allo spiro lo spirito santo, che è il soffio di Dio, da un lato dammi ispirazione poetica e dall altro soffia il tuo spirito santo in me i vangeli sono testi ispirati dallo spirito santo, quindi nell insieme vuol dire che la Gerusalemme liberata si presenta come una sorta di testo sacro, perché racconta l azione di Dio nel mondo). Angelo Grillo, poeta famoso perché è un corrispondente di Tasso durante il periodo nel quale Tasso è in manicomio. È un sacerdote benedettino ed è tra i padri tra i quali poi la poesi diventa sacra, in quel periodo c è una grandissima fioritura della poesia religiosa. Questo scrive un capitolo Il Capitolo al Crocifisso nel Venerdì Santo nel quale dice: Tu m inspira, Signor: siami Parnaso / 62

64 Oggi il Calvario, e Musa la piangente / Madre, il tuo duro e spietato occaso. / E l fianco aperto, ond esce il gran torrente, / che leva il mondo, sol siami Elicona; / né spenga altrove la mia sete ardene. / Né cinga queste tempie altra corona, / che la pungente ch al suo capo santo / l ingiuria fè ch a lagrimar mi sprona. Tasso non dice così esplicitamente che la musa è la Madonna, ma l ambiguità è caricata anche di questo significato. Un linguaggio sacro, un perdono tecnico, si chiede perdono perché quel vero storico e divino viene adornato con dei fregi, che sono quel verosimile di cui abbiamo parlato, perché permette alla poesia di passare dal particolare all universale. Perdona se io metto degli elementi di diletto, perché Tasso sa che nel suo poema ci deve essere del diletto, perché altrimenti i lettori non lo leggono. Nell ottava 3 Tasso spiega perché introduce dei diletti: Sai che là corre il mondo ove il Parnaso, / e che l vero, condito in molli versi, i più schivi allettando ha persuaso., un umanità fragile che si fa adescare. Gli antichi avevano una superiore capacità di concentrazione, che noi non abbiamo più, l immagine negativa di un umanità. Rimando all adescamento del mare dato da Satana. I versi 5 e 8 sono una similitudine di antichissima tradizione: Così noi porgiamo gli orli del vaso ai figlioli malati, cospargendoli di miele (per non far loro sentire il sapore amaro della medicina). Lucrezio compone un poema intitolato La natura delle cose: un poema nel quale Lucrezio spiega l Epicureismo, una corrente filosofica. Molto complesso perché si parla di molti argomenti. Giustifica di mettere in versi una dottrina filosofica e ricorre alla similitudine del medico, che abbiamo appena visto: Come quando chi cura cerca di dare ai bambini / l assenzio ripugnante, e prima intorno ai bicchieri / gli orli cosparge del dolce e biondo liquore del miele, perché l incauta età dei bambini sia ingannata [ ]. La Gerusalemme Liberata perciò si presenta in un certo senso come un testo filosofico, ma ancora più importante, come un testo salvifico. Non un testo prodotto per produrre piacere, ma per portare salvezza religiosa agli uomini. L aggettivo epicureo viene trattato in senso completamente sbagliato. Perciò è stato ridotto ad una volgare ricerca di piacere, ma è anche una dottrina assolutamente atea, che dice che gli dei esistono ma sono totalmente indifferenti nei nostri confronti, una dottrina profondamente pessimista. Tasso si definisce epicureo. È ambiguo perché ci sono alcuni passi nella L. che non si accordano affatto con questa struttura concettuale. La similitudine del medico è particolare e la troviamo in molti luoghi. In un passo dell Antoniano intitolato A Carlo Borromeo, che curò incaricato dal Papa le Favole del Faerno, ormai morto. Questo le pubblica dedicandole a Carlo Borromeo: I fanciulli, infatti, a causa della debolezza dell età rifuggono da studi di tal genere [la filosofia morale], se non vi trovano qualche diletto, o allegria. Perciò bisogna imitare il comportamento dei medici, che mettono del miele nelle misture di medicina, affinché i fanciulli, attratti dalla dolcezza, bevano di buon grado l amara pozione. Per questa ragione quei due eccellenti uomini, Platone e Aristotele, l uno nel secondo dialogo della Repubblica, l altro nel settimo della Politica, disposero che i fanciulli dovessero essere istruiti col mandare a memoria quelle narrazioni artificiose e vivaci che chiamiamo favole. Anche Bernardo Tasso usa la stessa similitudine: Come talor un medico, che vuole gabbar l infermo per fargli salute, celar l amaro sotto il dolce suole [ ] 63

65 Tasso dice spesso la parola ingannato. In Lucrezio non è un inganno aiutare, ma Tasso insiste molto sull inganno, la fragilità. O.4: Qui tasso si rivolge ad Alfonso II d Este: l unico caso nel quale l autore Tasso emerge in primo piano. Nell Orlando Furioso il personaggio Ariosto entra in scena continuamente. Quest ottava quindi è l unica nella quale il Tasso affiora ed è estremamente importante. Relazione Alfonso-personaggio forte : Tasso-personaggio debole. Alfonso è colui che toglie Tasso dalla Fortuna, l immagine di un mondo squassato dalla fortuna. Tasso è peregrino errante, la pregrinatio è un tema tipico cristiano. Tasso è esule, nato in campagna, stato esiliato da bambino, perciò esule per tutta la vita, perciò peregrino vuol dire che vaga per il mondo. Tasso si assimila ad uno straniero errante, sempre nel tema dell errante nella prima ottava, con compagni erranti, se compagni erranti è nel segno della debolezza e fragilità, anche Tasso si dà la colpa di vagare. Anche la navigatio la navigazione è un tema cristiano. La navigazione nel mare tempestoso della vita (la metafora della navigazione in Internet è millenaria, il viaggio testuale). Alfonso sta portando in porto Tasso che era quasi naufragato. Canto 46 dell Orlando Furioso: Or se mi mostra la mia carta il vero, / non è lontano a discoprirsi il porto; / sì che nel lito i voti scioglier spero / a chi nel mar per tanta via m ha scorto; / ove o di non tornar col legno intero, o d errar sempre, abbi già il viso smorto. / Ma mi par di veder, ma veggo certo, veggo la terra, e veggo il lito aperto. Il Tasso gioca sulla metafora all inizio del viaggio, quando ancora c è il pericolo, c è, appunto, una dimensione negativa. Tu Alfonso accogli queste mie carte che in voto a te segretamente porto (l ex voto del naufrago). Nell ultima ottava della L.: Né pur deposto il sanguinoso manto, / viene al tempio con gli altri il sommo duce; / e qui l arme sospende, e qui devoto / il gran Sepolcro adora e scioglie il voto. Al tempo in cui Tasso sta scrivendo la G.L. Gerusalemme non è in mano cristiana ma in mano all impero ottomano, perciò la conquista di Gerusalemme è effimera, dura meno di un secolo. Tutti 64

66 questi crociati cadono e Gerusalemme cade in mano musulmana. Strano che in un azione guidata da Dio, mosso così tanto, si pensa che Gerusalemme sia stata conquistata per sempre, tutto ciò proietta un ombra inquietante su tutto il poema. Gli stati cristiani sono in ritirata di fronte al potere ottomano, non c è dubbio di quale sia la potenza vincente. I pirati turchi fanno continuamente attacchi sulle coste italiane. Tasso teme per mesi che la sorella sia stata rapita e portata via come schiava. Incomincia con un falso storico voluto da Tasso. Imbroglia le carte cambiando i 3 anni in 6 anni. Siamo ormai quasi alla fine dell inverno, quando ( quando che va a segnare l inizio dell azione) il Padre eterno è nell Alto Soglio (la parte più alta del cielo), e della stesso distanza che c è tra il Paradiso e le Stelle, come alle Stelle e all Inferno. Abbiamo Dio che guarda in basso, ma nel 4 Canto avremo il concilio dei diavoli, con Satana che guarda dal baso verso l altro, una lotta divina. La L. si svolge tutta su un piano orizzontale. Un asse verticale: Paradiso e Inferno; e un asse orizzontale: europa-gerusalemme; c è una spazialità completamente diversa dal Furioso. Tutto ciò che si scosta dalle linea orizzontale europa-gerusalemme è colpa, ed otteniamo una sorta di Croce cristiana. 65

67 LEZIONE 14 24/03/2014 [L.I.] L azione si svolge in uno spazio intermedio tra Inferno e Paradiso. Quando abbiamo visto il della Casa abbiamo visto l enjambement: si spezza il parallelismo tra verso e sintassi, un enjambement può essere più o meno forte. Un enjambement produce un effetto di gravitas. I versi vengono letti naturalmente in maniera continuativa. La guerra. Questo enjambement produce un attenzione totale per l aggettivo una, in un sol punto, un sol momento. Calchiamo fortemente il tema dell unicità. Quando nella prima ottava abbiamo trovato il popol misto il misto è considerato negativamente. Di sicuro già adesso abbiamo l idea che l azione della Liberata rientra in un progetto divino. L ottava 8 chiarisce molte cose: dobbiamo pensare ad una prospettiva quasi cinematografica. dentro, spia, ecc. l azione di Dio si concentra sull interiorità psicologica dei personaggi. (ciò che ci interessa nel furioso è come l Ariosto riesca a far girare il suo poema) Questo è un poema psicologico. Tasso è molto attento ad Aristotele. I pensieri, gli affetti umani non rientrano nel vero, perché noi non possiamo sapere cosa c è nella testa, nel cuore dell uomo perciò i pensieri appartengono al verosimile. È un poema che si basa sul verosimile, Dio guarda tutto, Tasso dice che il poeta è un po come Dio, il poema è una sorta di piccolo mondo, all interno di questo il poeta può gestire tutto, può creare tutto ecc. Questo Goffredo è pieno di fede e di zelo (termini tecnici che appartengono pienamente al vocabolario della contro-riforma lo zelo è la spinta a modificare il mondo secondo la visione cattolica). Lui non segue in primo luogo la gloria, il valore primo di qualsiasi cavaliere, o soldato. Risentiamo le teorizzazione del pensiero tardo duecentesco. Dio vede Goffredo, ma anche Baldoino, Boemondo, Rinaldo. Siamo di fronte ad un catalogo, la rassegna degli eroi, è tipico del poema, come ad esempio nell Iliade. Ma Tasso lo rivoluziona, è un catalogo dell interiorità. Genialmente lui crea una sequenza dei cataloghi. Se si fanno tre cataloghi il rischio della noia è gigantesco. Tasso modifica la prospettiva in primo luogo con la quale strutturare il catalogo, catalogo dell interiorità, Dio guarda dentro e degli accenni, lo vediamo con Tancredi: uno dei tre grandi personaggi che il Tasso analizza all interno della sua allegoria, l anima concupiscibile, che cede ai desideri. Abbiamo già dei codici: ha la vita a sdegno, è stanco della vita (molto poco crociato), ha una vano amore, innamorato (nella Gerusalemme Liberata l amore non c è), noi non sappiamo di chi è innamorato, potrebbe essere di 66

68 una donna abbandonata in patria, amore vano, non ricambiato, ma il vano già ricorda in continuazione l aggettivo che contorna il sonetto proemiale di Petrarca, perciò Tancredi è un personaggio petrarchesco (lussurioso, incapace di rivolgersi verso la strada della salvezza). Tasso ci dà poco a poco, qualcosa a più. Anche i personaggi scoprono qualche cosa di sé a poco a poco, un grande racconto sulla scoperta di sé, sul bisogno di definirsi. Tancredi è un personaggio reale, effettivamente uno dei personaggi più importanti della prima crociata, gran parte del merito della vittoria è suo. Tancredi storicamente non è mai stato storicamente un personaggio né simpatico, né positivo. Dai crociati è descritto come un sanguinario, è lui che quando donne e bambini si raccolgono nella moschea li massacra. Tancredi è scorretto anche in campo crociato, insubordinato, violento, non obbedisce agli ordini e via dicendo. Un personaggio profondamente sensuale. Tasso in una delle lettere che si scambia con la Commissione Romana ricorda che in una cronaca era detto che Tancredi desiderava gli abbracciamenti delle saracine. Tasso cambia, tutti gli altri elementi li cancella. Crea un doppio di Tancredi nel campo musulmano, la figura di Argante, il doppio di Tancredi, l anima nera di Tancredi. I due si cercano in continuazione in battaglia per cercare di uccidersi a vicenda. Nell ottava 10 abbiamo Rinaldo: già detto essere il personaggio irascibile, un personaggio di invenzione. Proprio perché irascibile è costruito sul modello di Achille che notoriamente è irascibile. L Iliade è il racconto dell episodio dell ira di Achille. Bello, irascibile, giovane ed il più grande guerriero. brame e immoderate sono nel sistema morale aristotelico, assolutamente negative. La virtù sta nel giusto mezzo. Se non si ha in modus la misura è già di per sé negativo. Dio ha visto nell interiorità di tutti questi comandanti ed a questo punto invia a Goffredo l arcangelo Gabriele. Manda l angelo per sollecitare Goffredo a far ripartire la guerra. E lo convince che gli alto-comandanti nomineranno lui a capo della crociata. È Dio che lo elegge come comandante in capo dei crociati. Goffredo convoca i capi e li esorta. A questo punto saltiamo nell ottava 29: Piero è quello che storicamente è chiamato Pietro l Eremita. Quello che è stato il primo incitatore. Questo personaggio fa un aggiunta: fa l elenco dei problemi che ci sono stati nel campo crociato. Dice che tutte queste discordie le riporta ad un unica causa: [ ] a quella autorità che, in molti e vari d opinion quasi librata, è pari., inevitabilmente il governo è errante. Siamo anche nell età in cui viene finalmente teorizzato il principio dello stato assoluto, nel quale la figura che incarna il potere non è più ostacolata da tutti gli elementi del medioevo. 67

69 Il periodo in cui il principe, il re, comincia a non essere più vincolato alle aristocrazie, il principe è la legge, il Cinquecento è caratterizzato dalla figura assoluta del principe. Fate un corpo sol de membri amici, fate un capo che gli altri indirizzi e frene, date ad un sol lo scettro e la possanza, e sostenga di re vece e sembianza. Questo è un racconto importantissimo citato in continuazione nei trattati politici del Cinquecento. Siamo nell antica Roma, repubblicana arcaica. Un giorno i plebei si stancano di non avere nessun potere politico a Roma e fanno una vera e propria secessione, vanno su un monte sacro fondando un altra città. I Patrizi si spaventano e mandano Menenio Agrippa da loro che gli racconta che il loro lavoro era importante perché in ogni corpo sociale c è un ceto sociale che sembra non lavorare ma in realtà lavora per il bene di tutti, dopo questo i plebei rientrano in città. Tutto ciò che è improntato da uno Stato è conservatore. C è quell impronta politica conservatrice che abbiamo visto che ha un livello teologico, un solo dio, che risponde anche alla teoria poetica, il principio dell unità. La Liberata è coerente sotto tutti gli aspetti proprio perché è l immagine di una cultura. corpo ha moltissimi sensi, come il corpo mistico di una chiesa. Goffredo è eletto comandante in capo e rassegna le truppe. Tasso riesce a diversificare il catalogo, cambia la soggettiva, Goffredo guarda dall alto le truppe. Tancredi: follia d amore, da vano a follia, c è sicuramente un elemento che porta alla perdizione. Sensi di colpa e poi ombra, un personaggio perseguitato dall inquietudine dalla quale non riesce a superarsi. Gli ultimi versi chiariscono meglio la follia d amore. Un amore nato lì fra le armi. Tancredi ha visto solo per un breve nonché fuggevole momento, un amore fatto ad immagine, immagine che perseguita Tancredi. Abbiamo poi un flash back, un analessi: un ricordare ciò che è successo. : a un certo punto nella battaglia vittoriosa, Tancredi va in un oasi. Descritto con aggettivazione: (i danni al nemico li si fanno non durante la battaglia ma quando il nemico è in fuga) Tancredi è stanco di seguire il nemico in fuga, perciò non lo insegue. Un personaggio che è stanco di guerra e stanco della vita, un personaggio stanco in partenza, un personaggio che cerca una pace, un acquietamento della vita. Nella Liberata la guerra è una guerra vera, non asettica come nell Orlando Furioso, descritta nei suoi effetti più orrorosi. Questo personaggio è stanco dell orrore della vita. Va in quest oasi e vede una donzella completamente armata, ma senza l elmo. L idea dell apparizione, all improvviso, anche salvifica. Appare a Tancredi questa donzella pagana e nasce in lui l amore. 68

70 L elmo è l elemento del nascondimento di sé, la fanciulla ha manifestato la sua bellezza ed improvvisamente si è nascosta. Questa donna si chiama Clorinda, l avrebbe assalito, ma stanno arrivando degli altri combattenti e se ne va. Vedremo che questo aspetto: i due hanno un contatto, ma arriva qualcun altro, perciò il contatto viene interrotto. Il momento alla fine nel quale Tancredi la uccide, è l unico momento nel quale i due sono soli. Alla fine Tancredi è già vinto, si sovrappongono il vinto d amore e il vinto in battaglia. La donna fugge dall amore dell uomo, dà l idea di un amore irrealizzabile. Come un fantasma, come un ombra. Subito abbiamo ma l immagine sua, bella e guerriera (duplicità di livelli: l amore e la guerra). Un atto che ci rende conto che questo è il lato che Tancredi sta sfidando. Il narratore non irrompe in pieno, ma è il momento nel quale si incrina la distanza del narratore. Negli ultimi quattro versi dell ottava: il ricordo della campagna, un tocco di ellenismo. Ottava Alla fine dell esercito crociato: vengono elencati i più bravi guerrieri, gli avventurieri coloro che vanno all avventura. Una schiera in cui gli avventurieri, i cavalieri isolati si sono raccolti, cavalieri da romanzo: Taccia Argo, non porti ad esempio i suoi grandi guerrieri, e taccia Artù, questi cavalieri sono più forti di quella della tavola rotonda di re Artù. I Trionfi: un opera letta molto poco di Petrarca, eppure molto nota. Questi tronfi prendono il nome dagli antichi trionfi romani, al comandante che torna vittorioso dalla guerra è concesso il trionfo, in Petrarca trionfo d amore un percorso ascensionale. Amore che è negativo è seguito da coloro che sono stati vinti dalle ombre. In questo trionfo d amore tra i vinti e prede di amore ci sono i cavalieri della Tavola Rotonda. Nel suo Triumphus Cupidinis III 79-81: Il vulgo errante legga con desiderio i romanzi d amore della Tavola Rotonda, indica un mondo confuso, in errore. Tasso dice che questi avventurieri sono negativi perché incarnano il codice militare del romanzo non della crociata. I personaggi che meno sanno seguire quello che è il loro destino. Stiamo leggendo due diverse concezioni della vita, della storia e della letteratura. Ottava 58 69

71 Rinaldo, inserito tra quegli avventurieri, poco più che un bambino. Fanciulli meno caratterialmente forti, fortissimo, ma un fanciullo. Dolcezza e incapacità di controllarsi del bambino. Anche Rinaldo poi cede alla concupiscenza. Educato da Matelda (Matilde di Canossa), finché invaghì la giovanetta mente la tromba militare che venne da oriente. Achille è nascosto dalla madre nell isola di Sciro, per fare in modo che non partecipasse alla guerra, poi travestito da donna. Dire che Rinaldo è cresciuto con Matelda fino a quando la tromba di guerra non lo ha richiamato serve per ricostruire il personaggio Rinaldo-Achille. Nella Gerusalemme Conquistata questo episodio non ci sarà più. Torquato Tasso stesso deciderà di escludere questo episodio. Ci spostiamo all interno di Gerusalemme e siamo di fronte all episodio di Sofronia e Olindo. Costruito in realtà trasformando una sorta di episodio storico raccolto nelle cronache. Cerano molti cristiani, la Palestina è sempre stata una terra multiculturale. La popolazione di Gerusalemme era mista prima della prima crociata. Ad un certo punto fu trovato in una moschea di Gerusalemme il cadavere di un cane, per cui il re, il visir di Gerusalemme, minacciò i cristiani di una punizione collettiva se non fosse venuto fuori il colpevole dell atto blasfemo, un giovane saltò fuori salvando il resto della comunità cristiana. C è un mago, Ismeno, un convertito (la magia cristiana è un miracolo quella dei musulmani stregoneria), questo consiglia al re di Gerusalemme, Aladino, di prendere un immagine sacra della Madonna e di metterla nella moschea, questo determinerà il fatto che Gerusalemme non potrà essere conquistata. Questa icona un giorno sparirà, adesso avviene il contrario, ma questa volta la persona è una fanciulla, Sofronia, non giovanissima: d alti pensieri e regi, d alta beltà, arrivata ad un età matura essendo ancora vergine, nobile. Nasconde la sua grande bellezza al chiuso di una piccola casa, l immagine di un modello comportamentale femminile (l Antoniano indica le letture che possono essere concesse ai figli maschi e alle figlie femmine, il modello femminile di Tasso si sposa con quello dell Antoniano), non cura la sua bellezza ed è sola. Un personaggio che attraversa il suo piccole episodio nella più piena solitudine. Il destino ha fatto sì che Olindo la vedesse e se ne innamorasse. 70

72 LEZIONE 15 26/03/2014 [L.I.] [ ] Il re Aladino resta affascinato dalla bellezza di Sofronia. Ma la bellezza di Sofronia non può conquistare il cuore di Aladino perché sono i vezzi che scatenano l amore. bella è un aggettivo che rimanda alla sfera estetica. La menzogna dell arte, perché l arte non è il vero. Nel sistema aristotelico la Natura è figlia di Dio, l arte è l imitazione imperfetta della Natura, cioè del vero. Tasso all inizio chiede perdono perché altera a suo modo la verità. Qui la menzogna l alterazione è più bella del vero, asserzione che viene immediatamente dopo al rapporto tra natura ed artificio sulla bellezza di Sofronia. La bellezza di Sofronia è arte, cioè menzogna della Natura. Quando una società si mette a disarticolare la contrapposizione tra vero e falso, bellezza ed arte, vuol dire che ci sono paradigmi di incertezze. Quando la bellezza artistica è superiore alla verità vuol dire che stanno venendo meno. Rigido conformarsi all ortodossia, a i sistemi chiari e definiti, è l altra faccia del fatto che stanno confrontando i dati tra realtà è menzogna. Il fascino dell irregolare c è. Il re Aladino resta un po sorpreso dalle parole di Sofronia, però la sua bellezza è tale che lui resta ancora calmo. Chiede chi è il mandante e chi ha agito con lei. Lei dice che è stata sola ed aveva fatto tutto lei. Abbiamo una costruzione in parallelo, sola all onore, sola alle pene. La solitudine di un po tutti i personaggi della Liberata. Il re comincia ad arrabbiarsi. Condanna Sofronia al rogo, ma Olindo reagisce e dice che l aveva aiutata, perché l aveva amata (amò-amante-amata / POLIPTOTO molto forte perché il punto è che Sofronia non ama ma è amata non c è amore da una delle due parti). Dice che deve essere lui ad essere punito. 71

73 Qui inizia un tipo di episodio quasi tecnico della letteratura classica, è il contrasto tra Oreste e Pilade nell Orestea: Oreste torna in patria per uccidere Egisto, che teme il suo ritorno, O. viene arrestato, ma ha l amico Pilade che dice di essere lui Oreste (ognuno dei due cerca di morire per l altro). Sono due figura che si attribuiscono una colpa per salvare l altro. Olindo cerca di sacrificarsi per l altra Sofronia però muove da un valore da martire cristiana, Olindo come martire d amore. Olindo chiede di essere lui ad essere ucciso e parla degli strumenti della morte. Sembrano parole correlative, riferimento concreto, ma queste servono come preannuncio. Siamo nel pieno del contrasto, nell ottava 30, Sofronia dice che solo compagnia non chiede, il tema della solitudine, questa martire cristiana completamente a sé. Tenzone tra amore e virtù. Vengono ricondotti a due valori completamente diversi, che troveremo spesso in tenzone [tensione]. Siamo di fronte a due personaggi che si contrastano e anche a due elementi presenti nella L. che sono in contrasto tra di loro per tutta la L. Chi vince verrà ucciso, chi verrà sconfitto sarà salvo. la palma nell iconografia è l attributo del martire, la palma del martirio. Qui è la palma della vittoria, chi vince verrà ucciso ecc. Vengono legati ad un unico palo, schiena contro schiena. Rima equivoca: volto volto; in uno vuol dire voltato e nell altro il volto-viso. Abbiamo già cominciato con l ambiguità di Natura e Arte, Virtù ed Amore. Ambiguità terminologiche. Ottava 29: le catene, la fiammo e il rogo. Scontatissime metafore amorose. Olindo qui parla basandosi sul senso metaforico di quelle immagini. La sorte ci ha diviso ma ci ricongiunge nella morte. Nell amore siamo stati divisi, veniamo uniti solo nella morte. consorte è colui che divide la sorte con te, consorte sul rogo (ma sperava di esserlo a letto). Non è più così chiara qui che è voluta l ambiguità. 72

74 martirio, parola di uno che sta per morire atrocemente, ma è anche il martirio dell amore. Giunto seno a seno, l anima mia nella tua bocca io spiri e venendo meno insieme a me tu butti gli ultimi sospiri siamo passati dal gioco di Olindo tra le fiamme promesse e quelle reali e arriviamo ad un livello nel quale la morte sul rogo diventa qualcos altro. Se sono legati schiena a schiena, come può dire seno a seno? Originariamente Tasso li aveva legati volto a volto, di fronte, quindi il gioco dell amplesso veniva ancora più forte, li aveva cambiato perché questo gioco era stato ritenuto troppo licenzioso dall Antoniano. Tasso cerca di rendere meno evidente il gioco di parole, dissolvendo l ambiguità. C è contrasto tra i valori però. Sofronia gli dice: Amico, altri pensieri, altri lamenti, questo momento richiede [ ] pensa alla Santa Sede pensa alla salvezza. I due non muoiono perché arriva Clorinda in scena. Noi l abbiamo già vista ma in realtà in scena entra qua. Nel canto 1 era un ricordo di Tancredi. È di armi e di abito straniero che vien da lontano peregrinando. Vedremo che tutti i musulmani in realtà sono stranieri. Tasso è un esule e lui in molti suoi dialoghi mette in scena un personaggio che è suo portavoce, che si chiama Peregrino Napoletano. Qui abbiamo un altro breve passaggio sulla vita di Clorinda. Ha una tigre sull elmo. All ottava 39 non ci dice ancora nulla di chi sia, ma dice che lei sin da bambina aveva rifuggito la sua femminilità, un personaggio ignoto a sé stesso, che noi scopriamo con lei. Clorinda parte negando tutto di sé. Un personaggio che si prepara alla guerra. La donna guerriera fa parte in realtà della tradizione letteraria: le Amazzoni, Bradamante (Orlando Furioso) ecc.; esistono perché fanno parte degli schemi narrativi. Tasso prende una donna guerriero che ha un origine traumatica, di abbandono. Il suo volto non sarebbe rigido, ma è lei che lo irrigidisce. È un personaggio che si impegna per cancellare la propria femminilità. T. insiste sul fatto che non è naturalmente una donna guerriera. Lei entra in scena veramente mentre c è l apparato di morte, nel segno della morte, non solo, i due si salvano perché lei sente la storia e dice ad Aladino che se lui li avesse liberati avrebbe combattuto per lui. Lei combatte perché ha ottenuto la liberazione dei due. Continua contrapposizione tra AMORE e MORTE. 73

75 I due spariscono dalla Liberata, vanno in esilio. Tasso dice che Sofronia si prende Olindo, anche se non lo ama, perché lui si era sacrificato per lei. Elimina così facendo l unico amore che sia realizzato. Decide questo per il fatto che l episodio è troppo isolato e non è connesso. Questo episodio è un po una bolla. Cade proprio per la ricerca di un unità del poema. Ottava 58: I crociati sono ancora in cammino. Arrivano al campo crociato due messaggeri dal Sultano d Egitto. Ambasciatori molto diversi. [sono un po lo sbirro buono e lo sbirro cattivo]. Uno si è fatto strada indegnamente, di origine plebea, Argante (società nella quale i modelli aristocratici sono molto forti, stato assoluto, attorno al re si crea la corte e la corte diviene un piccolo universo modellato sui comportamenti aristocratici), l altro è un personaggio attivo nella corte anche se cresciuto vilmente nel popolo, Alete. Trattato del Baldassarre Castiglione nel quale descrive il cortigiano perfetto, un uomo perfetto, che sa fare tutto. L uomo RINASCIMENTALE, che fa tutto all insegna di un sistema di valori nobili, alti. La corte nel cortigiano è un microcosmo perfetto. Per il Tasso la corte è dove sono le figure più viscide, più false, più ipocrite. FINGERE e INGANNARE. Il trattato politico principale del Rinascimento è il Principe di Macchiavelli, nel quale la capacità principale del principe è il saper sembrare quello che non si è. M. dice che un principe non può permettersi di essere troppo buono, né troppo cattivo, un principe deve sembrare magnanimo, pio, generoso, ed essere l opposto. Il principe è andato all Indice, ma quel sistema morale comportamentale in realtà viene assimilato da tutti, c è un trattato di fine 1500 che si chiama Della dissimulazione onesta, di Torquato Accetto [la falsità onesta bisogna saper mentire, ma onestamente onestà data da una sovrastruttura morale, che sono i valori cristiani]. I gesuiti, da sempre l ordine religioso intellettuale più colto creano un codice di comportamento la Restrictio mentis, una risposta formalmente veritiera, ma proprio perché io applico una restrizione celo la verità. Noi dobbiamo sempre pensare che il lettore del Tasso leggendo riconosce sé stesso e la sua epoca, Alete incarna la relatività dell epoca. Argante è un circasso, viene dall Asia Centrale ed è anche lui straniero. Tancredi è un personaggio reale, ma Tasso lo prende e lo scinde in due: gli aspetti positivi restano in Tancredi e quelli negativi vanno in un altro personaggio. 74

76 È un uomo profondamente tragico, che morirà tragicamente con dei versi bellissimi. L unica sua ragione è la spada, colui che ha vissuto tutta la sua vita sul taglio della spada, un uomo tragicamente solo. Vediamo la contrapposizione fra i due personaggi anche nel modo in cui si presentano a Goffredo: All inizio c è una serie di elogi con cui ci si cattura la simpatia e la benevolenza di chi sta ascoltando, non solo, la prima parte del discorso è piena di parole come amicizia, si insite ogni volta l ammirazione del sultano da parte di Goffredo, a poco a poco si insinua nella parole di Alete una strategia, passo dopo passo, Alete dimostra i vari elementi di debolezza militare dei crociati, poi dice a Goffredo che coloro che lo spingono ad avanzare in realtà vogliono la sua caduta. In fine c è un criptato invito agli altri crociati all insubordinazione. Percorso abilissimo che mette il dubbio ai crociati e li punta a mettersi uno contro l altro. 75

77 LEZIONE 16 28/03/2014 [L.I.] Elementi di ambiguità nel discorso di Alete: chiarisce subito che la stabilità delle conquiste sono incerte, il sultano si fa garante della sua stabilità e tranquillità. Fa parte di un linguaggio diplomatico far trasparire l aspetto positivo, ma far anche pesare un rapporto di forza. Sembra che lo elogi ma in realtà gli dice come Oltre a questo limite è meglio non andare. Non gli conviene fare questa guerra. Il certo è molto ed è ciò che aveva già e l incerto è quello che avrebbe guadagnato. Segno di una sfiducia generale dell uomo, della propria capacità di controllare il destino. ALETE: Fragilità umana. Portavoce del caos della psicologia di un personaggio. L idea è quella del tu perdi sempre. Magari tu però comunque sceglierai la guerra. Il consiglio di una persona a cui forse pesa che tu conservi ciò che hai acquistato. L idea è, forse ti sta spingendo alla guerra qualcuno che ti odia, che prova invidia per te. Macchiavelli nel Principe alla fine del trattato analizza i rapporti dell uomo nei confronti della fortuna. Due grandi blocchi: coloro che sono impetuosi, coloro che sono rispettivi, ma in realtà un uomo non può cambiare, perché se tu comportandoti in un modo hai visto che fino a quel momento hai vinto, interiorizzi che quel tuo modo di comportarti sia giusto, perciò continui a comportarti così. Perciò tu sei stato fortunato a nascere in un periodo storico nel quale il tuo comportamento funziona. Cambiano i tempi e l uomo non è in grado di capire che sono cambiati e non può adattarsi, per carattere e poi perché occorre un intelligenza che in genere non tutti gli uomini hanno. Rimanda a tutta una concezione della fragilità dell uomo di fronte alla storia, l incapacità di dominarla, perché la capisce. Goffredo si lega a certezze ortodosse dell epoca. Alcuni personaggi negativi si fanno portavoce di concezioni che in realtà sono diffuse nella società e in gran parte condivisibili dallo stesso Tasso. 76

78 Può spingere alla guerra anche la pulsione naturale dell uomo alla conquista, al volere di più. Alete sottolinea l instabilità dell uomo e la vicinanza del disastro. Nell Europa Occidentale i greci avevano fama di essere infidi e avari. Non ci si poteva fare affidamento. Ottava 73: ma forse ti stai fidando di qualcos altro (Alete sta mettendo in dubbio tutti i punti di forza di Goffredo). Ricordati che tu ci hai sconfitto quando eravamo divisi, adesso saremo uniti. Anche se il tuo esercito è molto diminuito. Le concessive sono tutte frasi che servono per incrinare il dato di fatto. Tu forse pensi di non poter essere vinto in battaglia (io te lo concedo, ma in realtà non ci credo e non ci credi nemmeno tu), ti vincerà la fame, a questo male che protezione avrai, con la fame non si può combattere con la spada. Comanda forse tua fortuna eventi [ ] vento al tuo voler si piega? Non solo c è il mare, ma anche i suoi avversari hanno una flotta, anche loro. Tu per vincere hai bisogno di una doppia vittoria, per terra e per mare. Basta perdere in uno dei due campi ed in realtà tu perdi tutto. Poi parla con gli altri crociati, prova a sobillarli, ad infondere in loro l insicurezza. Goffredo dice che dirà cose vere, franche, e in poche parole. Alete aveva un discorso complesso, articolato, perché: premesse, conseguenza, concessiva; un linguaggio che voleva essere lo specchio di una realtà complessa, nella quale dappertutto c è un pericolo. Rimanda tutto a Dio. Le molte costruzioni anaforiche, come: quindi, poi continui parallelismi: una sorta di concessione binaria della vita, un sì e no, tutto il resto è del demonio. Due sistemi etici esistenziali contrapposti. A questo punto interviene Argante. Le labbra enfiate di rabbia (sintagma dantesco, riferito a Plutone nell Inferno). Argante parla in maniera molto diversa, è di una brutalità notevole. Il linguaggio è persino più simile a quello di Goffredo. Se non vuoi la pace avrai la guerra, perché la guerra nel mondo non è mai mancata. Un violento interiormente che vive in un mondo che è violenza e caos. Si prende il manto e nasconde il braccio facendo una sorta di borsa. [ ] Dispettoso e torto [ ] (rimanda a un blasfemo dantesco, Capaneo). [ ] Urlò guerra il non concorde grido. Il fatto che escano dal sacco il furore, la discordia, rimanda al mito del vaso di Pandora, nel quale Giove racchiude tutti i mali e Pandora apre poiché 77

79 curiosa il vaso e tutti i mali del mondo escono dal vaso e vanno a tormentare gli uomini. L idea è quella di creare una scena che chiarisca come qui verranno male e sofferenza per tutti i crociati. Ottave 17 e 31 del Canto Terzo Tre cataloghi: quello costituito dallo sguardo di Dio (nel primo Canto), secondo la sfilata dei soldati davanti a Goffredo. Ovvio problema di variazio per Tasso. Lo costruisce sulla base della teichoscopia: un episodio tipico dei poemi epici, c è un personaggio che dall alto delle mura guarda che cosa sta succedendo ai piedi delle mura ed osserva i soldati. La prima grande teichoscopia è nell Iliade, perché ci sono: il re di Troia (nella G.L. : Aladino) nell Iliade Priamo è accompagnato da Elena: Aladino è accompagnata da Erminia re, figura maschile anziana, e un donna, figura femminile giovane, Elena dall alto delle mura può descrivere a Priamo chi sono i re perché li riconosce. Nella G.L. l episodio funziona molto meglio che nell Iliade (il decimo anno di assedio), perché i crociati sono già arrivati ad assediare, Tasso cambia la soggettiva. Abbiamo quella dall alto di Erminia che guarda i soldati, ma insieme questa soggettiva dall alto si alterna ad una soggettiva dal basso. Svolgiamo insieme la battagli proprio come se fossimo dentro alla battaglia. Questi giochi di soggettiva permettono a Tasso di lavorare di nuovo sulla psicologia dei personaggi e di chiarire alcuni elementi secondo la tecnica di aggiunte soggettive. Ottava 17: il re Aladino guardando dall alto capisce subito che Tancredi è un personaggio importante. [ ] Già sente palpitarsi il petto chiave di lettura isolata. Il lessico ci dice che ci stiamo addentrando in un episodio patetico. [ ] infingevole nasconde sotto il manto tutti termini che rimandano alla menzogna. Una cultura nella quale si deve saper mentire sui propri sentimenti. Si è immersi all interno di una società rigida e codificata, nella quale i propri comportamenti sono sempre osservati. Una società in cui si vive con due emisferi completamente diversi: quello pubblico e quello privato. Una società nella quale il personaggio è ancora più solo [TEMA DELLA SOLITUDINE] Erminia è stata prigioniera di Tancredi, si è innamorata di Tancredi. Alla domanda di Aladino le è venuto da piangere, ma nasconde il suo amore sotto un manto di odio. Tancredi ha conquistato Antiochia uccidendo i suoi simili. Il primo livello è quello per cui semplicemente Tancredi è un feroce combattente, fa delle ferite, ma le ferite d amore, le piaghe d amore sono tipiche. Erminia parla delle sue piaghe d amore che nemmeno la magia potrà guarire. 78

80 Non lo vorrei morto, lo vorrei vivo, come mio prigioniero d amore. Erminia si muove su più livelli. Cambiamo soggettiva e ci ritroviamo nel cuore della mischia. Fino ad ora Tasso ha parlato dell amore, ma adesso parliamo dell amore non corrisposto di Tancredi per Clorinda. I rapporti sono ambigui: Clorinda ed Erminia condividono lo stesso letto. In un certo senso Clorindo muore per mano di Tancredi, ma per colpa di Erminia. Si rompono le lance. Clorinda resta a testa scoperta. [ ] Le chiome dorate al vento sparse giovane donna nel campo apparse. Nel primo incontro con Clorinda nell oasi, rimanda ad un apparizione quasi divina. (Dante una volta raggiunto il Paradiso, finalmente riesce a vedere Beatrice: Donna mi apparve ) giovane donna in mezzo al campo apparse riporta a questo. Appare come donna quale è. In questo momento è indifesa, non ha l elmo. C è lei in mezzo al campo, tutto il resto è distante. Dimensione teatrale della Liberata. Il mondo pubblico: ciò che si simula di essere; e ciò che si è è sempre nascosto. La vita è recita, il resto è inconoscibile. Una sequenza di domande retoriche, che ci dicono che in questo momento Tancredi ha bisogno di essere risvegliato. Qui fa capolino il narratore che si rivolge al personaggio, cosa rarissima, perché il poema epico è costruito nel segno dell oggettività. Tasso rompe il codice tre volte, con Tancredi, ad esempio quando sta per uccidere Clorinda. Attenzione, Tancredi è campano come Tasso, che viene esiliato per abbandonare la campagna. C è una sorta di corrispondenza psicologica tra i due personaggi. Clorinda attacca Tancredi nell ottava 23: di due morti in un punto lo sfida. Tancredi precipita in una sorta di paralisi. La sfida, la singolar tenzone è da romanzo. I due escono insieme dal campo: ella accettò l invito e lui si ritrovò smarrito (del fatto di ritrovarsi di fronte a Clorinda). Tancredi rivela il suo amore a Clorinda ma arriva un ondata di soldati dai due campi che li divide. Un soldato crociato passando cerca di uccidere Clorinda, Tancredi lo vede e para il colpo. Una rottura del codice crociato, non si può salvare un nemico, è da romanzo. Il colpo dell altro crociato la colpisce all attaccatura dei capelli, e il rosso del sangue nel biondo dei capelli ricorda il rubino incastonato nell oro. Clorinda acquisisce un elemento femminile nel 79

81 momento in cui ha rischiato di essere uccisa. La sua femminilità emerge sempre più quanto più si approssima la sua morte. Clorinda resta sola. Di fronte alla relazione d amore di Tancredi resta sospesa. Una distanza insuperabile che caratterizza questo personaggio. per tutto il resto dell ottava lei fugge dall amore e lo mette in fuga. Canto Quarto Qui Tasso riprende il concilio degli dei, nel quale decidono quale sarà il destino della guerra, che lui trasforma nel concilio dei diavoli/demoni. Unità-centralità-pluralità. Sono i demoni che si radunano a concilio. Dio comanda agli angeli e basta. L azione della Liberata comincia con Dio che guarda dall alto al basso. L umanità è nel pieno di questo scontro alto-basso. Il Diavolo si morde per furore le labbra. Scenario apocalittico: la terra trema così tanto, come non trema nemmeno per i terremoti. Il demoniaco è il caos, il divino è l unità. Bisogno di dare delle regole a ciò che viene sentito come caotico, malato, ecc. I diavoli si presentano come stranieri, come vittime della violenza arbitraria di Dio. Noi diavoli siamo stranieri esiliati, dovrebbero vivere nelle stelle, hanno il rimpianto del cielo e della loro condizione originaria. 80

82 LEZIONE 17 31/03/2014 [L.I.] Ottava 9 Lucifero parla di sé e delle altre creature sataniche come esiliati. Queste figure non sono naturalmente dell inferno ma sono degli esiliati. Più felici regni il Cielo, bello i chiostra l Inferno, orribile. Malinconia di Lucifero per il cielo dal quale erano stati scacciati. Secondo la tradizione cristiana: Lucifero e i diavoli sono angeli caduti. Lucifero era il più bello, ed aveva provato a farsi pari a dio, perciò Dio lo sconfigge in una lotta cosmica e lo spedisce nell Inferno facendolo diventare il più brutto di tutti. Ha paura della virtù dell eroe che gli si contrappone e si sdegna dell avere qualcuno che gli si contrappone. Dio come un tiranno sospettoso. Stiamo completamente ribaltando la prospettiva politica vista fino ad ora, il potere buono è un potere assoluto. I diavoli vedono Dio come un tiranno ingiusto che li ha esiliati senza nessuno motivo. Satana utilizza per sé e per gli altri demoni un linguaggio da eroe. Adesso Dio governa le stelle secondo la sua volontà: ciò che è positivo viene considerato negativo. Tasso era stato condannato ancora bambino come ribelle, perché il padre (a Napoli ci fu una ribellione contro il Vice Re) si schierò dalla parte dei rivoltosi. Il padre di Tasso fu costretto all esilio ed etichettato come ribelle. Il figlio lo raggiunse ed ottenne anche lui quell etichetta. Da qui bisogna introdurre tutto il tema del così detto bifrontismo tassiano. In realtà Tasso scrivendo la G.L. attuava una più o meno proibizione verso il campo degli sconfitti. Attraverso i crociati parlava il Tasso ortodosso, ma attraverso i musulmani parlava la sua psicologia più profonda. Nella L. indubbiamente è visibilissimo un conflitto costante. La figura di Clorinda è una figura assolutamente combattuta, cerca una combinazione tra queste identità. Olindo e Sofronia, Ermini, parole che vogliono dire una cosa, ma in realtà ne vogliono dire un altra. Ottava 10 Il trionfo della malinconia, idea della malinconia, del rimpianto per queste terre dalle quali sono stati scacciati. Insistenza di un assolutismo tiranno di Dio. 81

83 Lucifero fa riferimento alla discesa di Cristo nel limbo per liberare varie anime. È portatore di un messaggio di azione, pagano, classico. L azione come dignità dell uomo. Uno dei rimproveri spesso fatti al cristianesimo: promettendo un Paradiso futuro ha reso pigri gli uomini. Sta facendo un orazione da eroe pagano. Esortazione all azione e, particolarmente interessante è l inizio dell Ottava 15: non sono ancora morti in voi gli istinti del valore che avevate un tempo. Canzone all Italia di Petrarca, canzone diventata patriottica in qualsiasi secolo. P. rileva che l Italia è controllata dalle truppe straniere, allora esorta gli italiani ad unirsi utilizzando armi italiane contro i mercenari stranieri. vertù contra furora (i barbari) / prenderà l arme, et fia l combatter corto: / ché l antiquo valore / ne l italici cor non è anchor morto Il Principe di M. si conclude con un esortazione, citando proprio questi 4 versi. I diavoli diventano delle sorte di eredi degli antichi romani contro gli invasori. Tutti gli ostacoli che le forze sataniche frappongono alle conquiste di Gerusalemme. I Musulmani sono gli strumenti inconsapevoli nelle mani di Satana. Elenco delle cose che effettivamente succederanno ai crociati. PERTURBATIONES: errando ucciso in cure d amore lasciv è immerso. Da qui la situazione dei crociati peggiorerà progressivamente fino a quando Rinaldo tornerà sotto il controllo di Goffredo, le ultime due ottave parlano del diffondersi del diffondersi delle creature sataniche nel mondo. Tutti noi sappiamo che l inferno finisce con il tornare a rivedere le stelle. Sintagma applicato ai diavoli che tentano di ostacolare i progetti divini. L AMORE Entra in gioco uno dei personaggi meglio riusciti della letteratura italiana: Armida. Una maga musulmana. Viene inviata nel campo crociato da uno zio, per distogliere dall impresa il maggior numero possibile di crociati con la sua bellezza. Nell ultimo verso del Canto 26: per la fede / patria tutto è permesso. Ricorda da vicino l anti morale di Macchiavelli, il fine giustifica i mezzi, risponde alla morale di Macchiavelli. Armida si muove in maniera assolutamente opposta a come si era mossa Sofronia. l arte, sa usare l arte della seduzione. Se Sofronia non si mostrava, caratterizzata dalla non cura di sé; Armida sa celarsi e mostrarsi. 82

84 Figure della proiezione di sé. All Ottava 29, verso 3. La sua bellezza viene lasciata trasparire. La rosa è simbolo erotico per eccellenza. Figura marcata nel segno della sensualità. Scrivere un sonetto d amore dicendo che la sua bocca è come una rosa, marca la sua figura direttamente come sensuale. Invidiosa, non vuole che gli altri vedano, ma se agli occhi il varco chiude, l amoroso pensier non si arresta. Una figura che sa mostrarsi e celarsi. Analisi, immaginazione maschile sul suo corpo. Si spiega come guardando la donna l immagine si deposita nell anima, questa è contemplata d amore. Abbassa di registro l amore e parla dei meccanismi di desiderio erotico. Come sempre Armida passa all Ottava 33: si accorge dell attrazione e la sfrutta per le sue esigenze. Ottava 78 e 81 Ustazio, il fratello di Goffredo. Armida era stata scacciata dal suo regno, perciò si rivolge ai crociati perché la aiutino a recuperare il regno, si presenta come la fanciulla in difficoltà. Goffredo resistente a qualsiasi fascino femminile dice, prima conquistiamo Gerusalemme e poi ti aiutiamo. Ustazio si fa portavoce dei valori cavallereschi del romanzo. Il principio del cavalier errante. Devono aiutare la donzella in pericolo. Riferimento alla Francia, la terra di riferimento dei romanzi, dei cavalieri. Si riferisce ad una cultura in contrapposizione con i valori della crociata. Goffredo fa una piccola concezione, permetterà a 10 cavalieri di andare a prendere, riconquistare Damasco, il suo regno. Ma 10 cavalieri sono ancora troppo poco, perciò Armida usa una strategia per attirare più cavalieri a sé. Li attira Ottava 87: usa ogni arte onde sia colto nella rete ogni nuovo amante. Ottava 88 a chi vede che è titubante gli apre un benigno riso il contrario ai più audaci. Armida sta facendo ricorso alla stregoneria. Una maga, fanno esplicitamente ricorso alla magia, anche se apparentemente noi non vediamo nessuna magia, ma puro fascino femminile. Ma tutto ciò viene demonizzato. Comunità impegnata in una furibonda lotta alle streghe. Malleus maleficarum = il martello delle streghe, demonizzazione della figura femminile. La popolazione femminile di piccoli borghi viene decimata per decenni, per una 50ina di anni il 70% delle donne sia stato bruciato sul rogo. 83

85 Demonologia degli stregoni, di un francese, Jean Bodin: una figura di una modernità impressionante, uno dei fondatori del principio dello Stato laico. In realtà la Francia non era uno Stato cattolico. Principio di uno Stato che non riconosce nessuna religione dominante proprio per evitare queste guerre, uno dei padri della teoria dei prezzi. Un analisi dell economia su base scientifica. Compone quest opera in cui dice che le streghe sono lo strumento di Satana per conquistare l Europa cristiana, che la guerra di Satana contro l Europa cristiana c è sempre stata, ma le streghe non ci sono mai state, contro questa invasione di streghe bisogna combattere con qualsiasi mezzo, anche la tortura dei bambini. Ercole Cato traduce in italiano questo testo. Personaggio ben conosciuto da Tasso, tanto che questo gli dedica un testo. L uso della stregoneria riflette profondamente le convinzioni dell epoca. Armida è la negatività del femminile assoluta, al contempo però sempre nel segno della duplicità, vedremo che il suo fascino è fortissimo e Tasso ci parlerà anche della sua psicologia, non sarà solo uno strumento di facciata nelle mani di Satana. Canto 6, Ottava 99 Tancredi ha combattuto contro Argante ha come doppio negativo Argante, combattono un duello sanguinosissimo, nessuno vince e il duello viene interrotto per essere ricominciato il giorno dopo. Assistiamo alla scena patetica di Arminia, innamorata di Tancredi, preoccupata, vorrebbe curarlo, perché a sua volta conosce una medicina magica, ma invece deve curare Argante. Assistiamo ai pensieri di Arminia. Ottava 101, verso 5 Questi mille pensieri di Erminia ne fanno ai nostri occhi un personaggio incerto, tormentato e che vive di fantasmi, proiezioni. Ad un certo punto esce, è combattuta tra due pulsioni, la virtù la trattiene in Gerusalemme e l amore la spingerebbe ad uscire da Gerusalemme. Tipici casi di tenzone interna. All Ottava 70 vediamo la contrapposizione di amore e pudore che combattono insieme. 78 incertezza di un personaggio che non sa come reagire. Arminia e Clorinda condividono il letto. A sorpresa si chiude il triangolo. Le due in un certo senso si presentano veramente l una come l ombra dell altra. L una ciò che l altra non può essere. Non può esserci una ricostruzione di un cerchio. Erminia prova invidia nei confronti di Clorinda, perché ai suoi occhi è una figura libera ed autonoma. È un personaggio che nega sé stesso. Entrambe le figure condividono una proiezione di quello che non possono avere. 84

86 Ottava 86 Il personaggio che si perde nel labirinto dei desideri. Improvvisamente c è lo scatto Ah, non farò. Intenzione di uscire prendendo delle armi. Vuole fingersi Clorinda. Proprio perché si finge Clorinda, non riuscirà a raggiungere l amato. Si è vestita e sta andando verso il campo crociato, manda il paggio da Tancredi a dirgli che una donna che l ama vuole raggiungerlo e salvarlo. Erminia resta ad attenderlo. Sospesa nell attesa. Personaggio completamente piegato su sé stesso, del proprio amore non parla neanche con Clorinda. Ottava 103: è possibile un dialogo soltanto con una Natura silenziosa. Idea della pace irraggiungibile, che si può trovare solo in mezzo a l armi. Per l appunto Erminia si è vestita da Clorinda, il raggio della Luna illumina la tigre che ha sull elmo, perciò scatta l attacco dei crociati a Erminia. Proprio il fatto di essere vestita da Clorinda le impedisce di raggiungerlo. Quando a Tancredi vien detto che i crociati le stanno dando la caccia, pensa che la donna amata sia venuta a cercarlo, inseguendo una personaggio diverso da quello che crede. Erminia non essendo una vera guerriera perde il controllo del cavallo. Una riscrittura dell Orlando Furioso, che cominciava con Orlando che inseguiva il cavallo sul quale si trovava Angelica. Nell Ottava 2 vien detto che i crociati tornavano al campo come dei cani che avessero perso la traccia. Ottava 3: quasi alla fine della fuga. Arriva al Giordano, fiume sacro. Stiamo per assistere in un certo senso alla follia di Orlando. Prima di impazzire non mangia per due Giorni, anche Erminia non mangia. Chiusura sul proprio dolore. Personaggio perseguitato dai fantasmi onirici. Giacque = parola che indica la morte. Viene vista qui attraverso tutta una prospettiva cristologica. Personaggio che si ritrova in una natura mite. Le sembra udire una voce tra l acqua ed i rami. Una natura che fortifica, rende più sereni, siamo di fronte ad un idillio. Un genere in cui un personaggio vive in piena comunione con la natura. Qui Erminia incontra dei pastori che da sempre sono lì. Questi rappresentano la vita lontana dalla guerra, dalla violenza. Sente il suono delle zampogne, dei flauti e all Ottava 7 li raggiunge. Loro sbigottirono. Un paradiso terrestre completamente negativo in realtà. Rappresenta l aspirazione ad un tipo di pace. Questo paradiso terrestre è anche in contrapposizione con la corte, nell Ottava 12, perché questo pastore dice di essere stato giardiniere nella corte di Menfi. Invettiva contro l ingiustizia delle corti. Si è ormai incrinato il mito del Castiglione, della corte come piccolo universo perfetto. È divenuta il regno dell infelicità, dove resta lo specchio della società. 85

87 Ancora più senso ha l aspirazione ad un mondo perfetto. È tornato sulle rive del Giordano nel suo luogo idilliaco, nell Ottava 14. Ulteriore sovrapposizione significativa, dobbiamo ricollegarci ad Angelica, perché lei ad un certo punto si innamora. Trova questo soldato gravemente ferito e lei si innamora di questo umilissimo soldato, Medoro. Passano il tempo in un luogo idillico come questo e passano il tempo ad incidere i propri nomi e poesie sul loro amore sugli alberi. Ottava 19: Orlando Furioso purissimo. Lei è da sola mentre incide gli alberi, un personaggio che incide sé stesso, e poi rilegge e piange leggendo sé stessa. Amore anomalo e quindi irrealizzabile. Subito dopo c è il trionfo di questa introflessione di Erminia. Parla sulla base di Chiare fresche dolci acque (Petrarca) nella quale l Io poetico non fa altro che ricordare l amore e sognare in una sorta di delirio onirico, nel quale la donna tornerà lì, troverà la tomba del poeta, si commuoverà e piangerà su di lui. Qui viene invece detto che gli alberi sono sordi, il suo lamento non lo ascolta neppure la natura. Tancredi esce dal campo per cercarla, ma cerca Clorinda e non Erminia. La sta inseguendo inoltre sempre più lontano. Le azioni umane producono il senso contrario di quello che vorrebbero. 86

88 LEZIONE 18 04/04/2014 [L.I.] Clorinda è etiope, ma è nata bianca perché il marito essendo estremamente geloso la madre opera una sostituzione in culla e la bambina viene appunto affidata ad Arsete. Così Clorinda viene definita nuovo mostro, totale estraneità a qualunque dimensione. La bambina viene allattata da una tigre così scopriamo il simbolo che porta sull elmo. Cresce in questa dimensione selvatica. Archetipo della donna guerriera è la figura di Camilla nell Eneide. Racconto da parte di Virgilio della vita di Camilla: il padre perde il regno ed è costretto a fuggire, Camilla cresce in una dimensione di guerra, una sorta di inselvatichimento. Clorinda crea una sua caratterizzazione voluta che in Camilla non c è. Gli etiopi sono cristiani, quando Arsete porta la bambina con sé la educa come musulmana. Nega la propria femminilità, la propria religione, il segno dell estraneità. Il San Giorgio che la madre di Clorinda vedeva diventa una sorta di protettore della bambina, il santo guerriero per eccellenza. San Giorgio chiede in sogno ad Arsete più volte che la fanciulla venga battezzata, ma lui non la vuole battezzare. Arsete si presenta da Clorinda perché San Giorgio gli era apparso un ultima volta dicendo che Clorinda sarebbe morta. Arsete cerca di dissuaderla dalla sua azione militare perché non vuole che muoia. Qui tace e piagne anche C. ha dei sogni che le dicono qualcosa. Un figura che ha delle percezioni e delle immagini confuse. Decide di partire lo stesso Quella fede seguirò che vera par mi decide di continuare a seguire la religione musulmana. Dolonea: interrompere l azione militare per compiere qualcosa di estremamente coraggioso è chiamato azione epica. Ci sono dei segni che dicono che Argante è innamorato di Clorinda. Nella Dolonea uno dei due muore appaccato dai nemici Eurialo e Niso, e il compagno torna indietro per salvare l amico e muore. I due riescono a bruciare la torre d assedio, fuggono, ma succede che i crociati franchi li seguono, si accampano sulla porta e comincia il combattimento. Solo Clorinda è esclusa. Chiude un ottava con delle parole. Lo schema epico ricalca quello della Dolonea, questo non è così, non ci sarà nessuno che possa tornare indietro ad aiutarla. Ottava 48 Anadiplosi: figura retorica che ripete due volte per Clorinda, sola ed esclusa, siamo nel segno dell esclusione, è esclusa da tutto dal suo sesso, dalla sua razza. L unica che resta fuori da 87

89 Gerusalemme. Perché nel momento in cui chiudono le porte esce stupidamente per vendicarsi di un crociato che l aveva colpita. Argante, suo compagno della Tolomea, che sarebbe dovuto tornare indietro a salvarla, non si accorge che lei è rimasta fuori. Siamo nel regno della non percezione e dell incapacità di vedere. Dimensione di oscurità intellettuale, notte metafora della cecità umana, ciò che succede è il frutto del fatto che nessuno capisce cosa stia succedendo. Clorinda morta allor si tenne. Si spaccia per un crociato, tutte le parole forti indicano o il celare la propria identità o il notare e non notare. Per salvarsi finge di essere ciò che in fondo è. Tancredi l ha riconosciuta come eroico cavaliere che ha dato fuoco alle fiamme, perché lei non ha indossato le sue armature. È l unico che la riconosce, ma non riconoscendola, per questo. Paradosso del non riconoscere veramente. Arrivano finalmente nel luogo appartato che T. aveva sempre desiderato. Finalmente da soli. I due si promettono la morte. Ottava 54 Che sembra solamente uno sfoggio di retoriche, della notte che nasconde tutto. venne d un chiaro sol, dimensione anche teatrale. La notte nasconde la battaglia eroica che sta per avvenire. La notte diventa la dimensione umana del tempo che cancella tutto. Tema della distruzione dei regni, la fragilità umana. Siamo in Petrarca, recuperato all interno del genere epico. Toglie l ombra e il furor l uso dell arte siamo di fronte alla cecità umana. Ad un certo punto diventa una sorta di lotta fisica. Il nodo ha anche una dimensione erotica, questi nodi non sono nodi di amante, ma nodi di nemico. Tre volte il cavalier la donna stringe questa lotta fisica tra due nemici già proietta un abbraccio amoroso. Segni di morte che si accumulano, il segno di finire delle cose. La notte sta per finire, segno anche che sta per finire una vita umana. Stupidità della mente umana che ogni momento di breve fortuna innalza. 88

90 Tasso parla a Tancredi: gli preannuncia come sarà per sempre perseguitato dai sensi di colpa. Morire per mano di un uomo importante è motivo di gloria. Se Clorinda dicesse, sono Clorinda si sarebbe salvata, ma mentre T. si rifà al modello del cavaliere, C. si rifà allo schema epico eroico di nemico contro nemico, perciò non rivela chi è. È colei che ha incendiato la torre. Qui la critica Freudiana è andata a nozze, perché il lessico con il quale si descrive l uccisione di Clorinda potrebbe avere un senso sessuale. Un uomo del 500 crea immediatamente la duplicità del linguaggio. Nessuno di noi mentre si immagina la scena, si immagina l armatura, ma una veste molto femminile. Nel momento della morte a Clorinda viene attribuito un indumento femminile. Si conclude cui il percorso nel quale si manifesta come donna nel momento in cui è indifesa. Siamo di fronte ad un personaggio che nella morte riconquista la propria identità profonda. Nella morte si converte, recupera l altra dimensione, il principio che aveva deciso di negare. Clorinda è quasi la vittima di questo sistema antropologico di fine 500. Tasso è il poeta delle sensazioni non chiaramente definibili (del non so ch è non dicibile). T. usa il proprio elmo per riempirlo d acqua ad una fonte e darle il battesimo. Gli trema la mano perché sente di essere di fronte a qualcosa di importante che non riconosce. Differenze sul tema del conoscere. La conoscenza è portatrice di dolore. Battezza Clorinda, dar si volse vita con acqua chi col ferro uccide T. sviene. Tancredi è come morto in lei ch è morta. Ottava 75 Tancredi rinviene. Al di là del tema delle colpe c è il fatto che il giorno è testimone, la conoscenza, che può rimproverare. Giorno e notte sono le due metafore di qualche cosa che porta dolore. Clorinda era l idea dell alterità, adesso anche Tancredi è diventato un mostro, per sempre escluso dal consorzio umano. 77à la parola errante che diventa una sorta di condizione interiore. Avrò paura delle ombre della notte, solitarie, che mi faranno tornare in mente il primo errore quello di non aver riconosciuto Clorinda. del sol che scoprì le mie sventure avrò ripugnanza perché mi ha svelato la verità. Temerò me medesimo e da me stesso avrò da fuggire. Un personaggio completamente sprofondato in sé stesso e che non può sottrarsi a sé stesso, alle proprie paure, alle proprie ombre, al proprio tormento. 89

91 Bosco di Saron un bosco incantato nel quale le streghe si raccolgono per i loro sabba. Siamo nel segno del buio, dell oscurità. Il mago musulmano Ismeno decide di fare un incantamento. Farà sì che i demoni prendano possesso degli alberi. Ottava 11 Arrivo dei diavoli: vanno a possedere la foresta. La G.L. è particolarmente caratterizzata da un tema dell orrore, che corrisponde alla nuova psicologia sanguinaria e violenta. I crociati hanno paura, non capiscono perché, ma non c è nulla che li spaventi. Scappano, tornano con dei taglialegna e qui il bosco comincia ad emettere rombi, tuoni. 25 à un cavaliere si ritorva una sorta di fortezza di fuoco, sulla cui cima ci sono delle figure sataniche che li minacciano. Ottava 33 Tocca a Tancredi che va nel bosco. Anche lui ha un po di paura che trattiene, non si fa spaventare dai rumori e poi dal muro di fuoco, prova ad attraversarlo e questo scompare, sta entrando nel bosco. Il cipresso è l albero della morte per eccellenza. Rimanda alla piramide nella quale è cresciuta Clorinda, albero segnato con i segni dell alfabeto egiziano. Questo bosco si presenta come una sorta di regno dei morti. Legge sulla corteccia perdona a l arma sembra un linguaggio usato da Clorinda. Il bosco stregato sta giocando sporco. Punta a provocare la riemersione in T. del senso di colpa per Clorinda. Infatti T. colpisce il cipresso con la spada e l albero parla cercando di farlo sentire in colpa, dicendo di essere Clorinda e di essere stata posta in quell albero. Tasso prende la grande scena letteraria dell albero che parla e dice di essere un morto e la gioca tutto sul senso di colpa. Ottava 44 La reazione di Tancredi: l infermo che nella febbre ha delle visioni. Similitudine che rimanda al fanciullo malato. Ha la percezione che non sia vero, ma non è in grado di superare i suoi sensi di colpa. 45 à gli cade la spada di mano il ferro, la sconfitta di Tancredi. Il suo caduto ferro portò nel bosco caduto vento che fece volare fuori la spada. Finisce con lui che sconfitto raccoglie la spada e se ne va. L emblema di un uomo che ha perso. 90

92 Canto 14esimo A Goffredo viene fatto sapere che Rinaldo è vivo e che gli occorre per conquistare Gerusalemme. R. è prigioniero d amore di Armida. Due personaggi crociati: Carlo e Ubaldo, vengono incaricati di andarlo a recuperare. Mago di Ascalona un tempo musulmano, convertitosi al cristianesimo, ma conserva una magia bianca. R. è prigioniero nell isola d Armida (nelle isole fortunate nella mitologia greca erano tra le sedi in cui i morti felici andavano, una sorta di paradiso pagano le Azzorre e le Canarie) R. si trova lì, ma originariamente quest isola è espressamente nelle Americhe, perché questa isola ha un fortissimo immaginario americano, perché queste in tutta la tradizione del 500 sono una sorta di paradiso terrestre. Gli amerindi sono nudi e non hanno una proprietà privata, vivono in uno stato di natura. I primi viaggiatori dicono come sono felici questi nativi, immagine positiva, in seguito si sovrappone una visuale profondamente negativi. Il giardino risente di questi due immaginari delle Americhe, positivo e negativo. Lo sposta dalle Americhe alle Isole Fortunate per avvicinare questo luogo. L isola di Armida è spostato sui monti del Libano. Una montagna che sporge dal mare, sulla pendici aspra, innevata e sulla cima c è il giardino dell eterna primavera. Montagna come il Paradiso Terrestre di Dante. Ottava 61 del canto 14esimo Compare una ninfa, una dea, questa benché non sia un fantasma magico, è una sirena che alletta con il suo canto. Sol chi segue ciò che piace è saggio Tasso si definisce Epicureo. Queste figure si fanno portavoce di un pensiero che Tasso dichiara di condividere, l idea della felicità giovanile proprio perché il tempo fugge. Armida è la maga capace di modellare la natura, di trasformare un essere naturale in un essere innaturale. La natura è il regno dell instabile e delle pulsioni primarie. Contrapposizione tra le grida, i comandi della natura e le costruzioni intellettuali e morali. La strega dice, la natura richiede di seguire il piacere. Virtù che rimandano al codice morale contemporaneo. Armida si innamora di Rinaldo per la sua bellezza. Assistiamo alla costruzione dell isola. 91

93 Abbiamo un palazzo che è un labirinto e all interno di questo c è un giardino. Inestricabile che rimanda al fatto che ci si perde, cinto che rimanda al fatto che è chiuso eccetera. Tutto ciò che allontana da questa linea è erroneo. Emblema del movimento centrifugo, abbiamo il labirinto, metafora dell uomo di non ritrovare la propria strada. Labirinto metafora di quell erranza che abbiamo rivisto in questa ottava. Se la via retta dei crociati è progressiva, abbiamo: l isola, il palazzo, il giardino; il grembo è il segno della chiusura estrema. Canto 15 Ottava 1-10 Il momento in cui Carlo e Ubaldo salgono sulla nave della fortuna che li porterà sull isola di Armida. Dimensione troppo magica per l Antoniano. Tasso sta riscrivendo l episodio dantesco del folle volo di Ulisse. In questa ottava seguiamo il percorso di Carlo e Ubaldo alla scalata della montagna e alle tentazioni cui sono soggetti. 92

94 LEZIONE 19 07/04/2014 [L.I.] I due giovani salgono e trovano un fonte. Siamo sempre nel sistema del locus amoenus una fonte di acque trasparenti. Fonte che contiene in sé dei pericoli mortali, ossia il peccato mortale, i due sanno già che devono guardarsene, perciò chiudono le orecchie per non essere attratti dal desiderio Ulisse si tappa le orecchie per sfuggire al canto delle sirene, l immagine della tentazione. Dante quando sale il monte del purgatore viene tentato da una sirena che cantando gli disse di essere proprio la sirena che aveva allettato Ulisse. Dante una volta in paradiso deve discolparsi di essersi innamorato di un altra donna che non fosse Beatrice, D. deve fare questa confessione perché una volta tornato nel mondo avrebbe dovuto resistere al canto delle sirene, indicazione del piacere sensuale, che in questo caso svia il crociato dalla sua missione. All ottava 58 compaiono le sirene. Le due fanciulle nuotano in questa fonte, muovono il petto dei due paladini, questi non sono affatto insensibili alle due figure. Impulso esistente. Una delle due sirene si alza in piedi dalla cintola in su (la fanciulla all origine usciva e svelava le sue bellezze la scena è molto più lasciva e sensuale, versi che cadono subito sulla censura preventiva, l immaginario la porta alla nascita di Venere; Tasso sta rileggendo criticamente l immaginario del 300, più corrivo di fronte alla sensualità la Venere utilizzata come l esemplificazione della seduzione, ossia del male). Il tema della simulazione: le due fanciulle simulano di non esser state viste. Il 500 è l epoca dei manuali di comportamento. Simulare il rossore quando si finge di rendersi conto di esser state viste. La fanciulla scioglie i capelli e si mostra lieta e vergognosa. Una seduzione magica, quindi anche stregonesca, proprio perché naturale il grido della natura. La sirena dice a Carlo e Ubaldo che sono giunti là dove fu felice la prima gente rimanda all età dell Oro dove l uomo vive senza fatica, nativi uniti senza proprietà privata. C è una felicità naturale. I primi esploratori dicono che le donne native d America partoriscono con dolore. Il porto del mondo che rimanda nuovamente al modello della vita come navigazione. Peregrino errante, i due sono fortunati peregrini. Un mondo fuori dalla storia, un mondo fuori dal dolore, felice, ma un mondo stregonesco. Il principio è che i sensi dei cavalieri sono allettati, ma c è la ragione chiusa nelle armi che controlla quest impulso e lo nega. 93

95 Siamo nel segno del trionfo della ragione. Incontro fra Carlo, Ubaldo e Rinaldo. Semantica fondamentale: abbiamo due canti semantici molto forti, il cerchio e la chiusura: il tondo e il grembo. Per chiarire spazialmente la contrapposizione tra la linea retta e la linea tonda. oblique vie / fallace rapimento / impenetrabile. Una similitudine col Meandro (nome comune dell ansa del fiume): la descrizione del labirinto, Tasso gioca con il paradosso di questo fiume che si avvicina al mare allontanandosi e che si allontana alla fonte avvicinandosi. I due si inoltrano nel giardino. Queste bellezze naturali sono in realtà tutti prodotti di arte, magica, che non si scopre e che sembra natura. Ciò che è artificioso con ciò che è naturale, di ornamenti e i siti, e di matrice sua scherzando i miti (l Estetica di Aristotele perché l arte imita la natura). Tutta questa bellezza pare un arte della natura (che non è arte), ma è l arte che imita la natura qui non si capisce più che cosa si ha, se natura o arte. Gioco paradossale già preannunciato nel Meandro. La natura è divina e l arte è un qualche cosa di fallace e sbagliato. Quello che è storia e natura viene messo in versi di arte. Luogo regno del paradosso demoniaco, perché qui c è un eterna primavera perché in realtà in questo luogo ci sono tutti i mesi che coesistono tutti insieme. Primavera e autunno insieme, un luogo in cui tutto il tempo coesiste l uno sull altro. Lussureggiante serpe germoglia. Elemento dantesco del vento. Un uccello vola fra gli altri che ha le piume colorate di vari colori, un pappagallo, i pappagalli delle Americhe erano animali che avevano provocato la più grande meraviglia, perché sembra che parli la lingua umana. Ottava 14 Il discorso del pappagallo, tra le ottave più belle e più famose. Insistenza sul canto, gli incantamenti le magie Armida fa addormentare Rinaldo con il canto, molto a lungo non avuto cittadinanza, il canto distrae l attenzione. Cita la rosa (metafora di amore e passione), come quella sulla bocca di Armida. Finché la tua rosa è giovane vivi, perché quando invecchierai appassirà e poi morirà. 94

96 Un invito al piacere, sempre presente la morte. Così trapassa il fiore dalla vita mortale, gioco di coniugazione varie, amiamo quando si può essere riamati amando. Un invito ad amare nei pochi momenti in cui si può essere amati, in questo poema assume tutt altra direzione. I due si inoltrano nel giardino e trovano Rinaldo ed Armida. Rinaldo è in grembo alla donna ed essa ha l erbetta. Immagine della Natura delle cose di Lucrezio. Tasso si autodefinisce epicureo. In questo poema si descrive Marte il dio della guerra in grembo a Venere. La natura è in grado di domare la guerra. Qui diventa un immagine negativa, ma qui dietro dobbiamo pensare nel sistema visivo dell uomo del 500 alle statue della Pietà. In piena poesia prebarocca, su un tema di molteplici prospettive. Armida si guarda nella specchio e vede i propri occhi, Rinaldo guarda gli occhi di Armida in cui si specchia. Il tema della circolarità, una sorta di falso simulacro dell universo, simbolo di incapacità di andare oltre, di narcisismo, di chiusura su sé stessi. Rinaldo quando si purificherà rivalutando queste parole, guardando l infinito della notte. Donna, il bel vetro tondo / che ti mostra le perle e gli ostri e gli ori, / in cui tu di te stessa t innamori, / è l effigie del mondo (Tasso, madrigale 260). Armida ha un cinto magico del quale non si priva mai, composto da elementi della seduzione femminile. Quando Armida va a dedicarsi alla magia, abbandona Rinaldo e i due ne approfittano. Rinaldo è caduto in una condizione animalesca e allo stesso modo è simbolo di una lotta interiore. Lo fanno specchiare nello scudo che serve quindi per la conoscenza di sé, lo richiamano al dovere ed escono. Armida si accorge che Rinaldo sta fuggendo e lo rincorre. Perciò i due gli dicono di parlarle perché lo avrebbe reso più forte. Rinaldo deve vincere il canto delle sirene. Così Rinaldo riesce a far vincere la religione sui sensi. Scena di preghiera di addio della donna all uomo che se ne va, come Didone abbandonata sulla spiaggia di Cartagine da Enea che parte per doveri militari. Scena fortemente patetica che si scompone in tre parti: 1) Parla ad Armida; 2) Armida sviene; 95

97 3) Quando Armida rinviene Rinaldo è partito e qui c è la rabbia della donna abbandonata (l ira di Medea, tradita da Teseo, che uccide i suoi figli e parte su un carro di fuoco), abbandona l isola su un carro. Sta rimproverando a Rinaldo che l unica sua colpa è in realtà di averlo amato. Di fronte a noi Armida si è trasformata in una donna ferita, abbandonata. Ottava 53 Rinaldo dice ciò che deve essere detto. Le risponde: Armida, assai mi pesa di te, l idea è quella dell uomo che dice vorrei potessi non amarmi. Hai esagerato, ma a che serve, sono colpe umane e colpe usate. Armida perde completamente la sua dimensione demoniaca. L amare rientra nella sfera della colpa. Usate ossia colpe di tutti. Se tu non mi vuoi negare la pietà io non ti condanno. I versi successivi sono stranianti: io ti ricorderò sempre nelle gioie e negli affanni. Questa è una strega che gli ha impedito di compiere la sua missione, non viene completamente eroso. Questo porto del mondo è il luogo del vissuto che non si può portare nei codici della società. Contrapposizione di lice e vieta, dice che i due crociati che lo accompagnano vietano che tu venga con me. A questo punto Armida sviene e Rinaldo piange, lacrime di separazione dal rimorso e di espiazione. Ottava 61 Tasso parla con Armida. Ottava 62 Rinaldo parte. Rinaldo che guarda il lido che si allontana sempre di più. Continua a voltarsi il segno della debolezza umana. Argante sta andando al duello finale con Tancredi, questo si volta l ultima volta verso Gerusalemme. Il simbolo dell uomo che è consapevole dei propri sforzi e che ad ogni modo fa ciò che deve fare. Il tema della nuova solitudine, Armida a questo punto minaccia vendetta, anche accettando la piena umiliazione, si promette di prostituirsi per chi ucciderà Rinaldo. La donna che odia sé stessa, perché ciò che ha avuto non è servito. 96

98 Questa mia bellezza sarà il pagamento per chi ucciderà Rinaldo. Se la mia bellezza non serve nemmeno ad ottenere la testa di Rinaldo, la bellezza è un inutile dono della natura. L odio che si rivolge contro Armida stessa. Uno dei punti di più forte percezione. Armida partendo dall isola distrugge tutto, perché questa era costruita con la sua magia. Invoca 300 demoni. Non viene detto che cosa stia lampeggiando in quella notte demoniaca. Il monologo finale è tutto dedicato sui grandi regni che cadono. Termine della contrapposizione dei doppi. Nel viaggio di Carlo ed Ubaldo è tutta una sorta di lamento sui grandi regni che non esistono più. Palazzo assimilato alle forme delle nubi sciolte dal sole e disperse dal vento. Come la vita e sogno, ma anche il sogno insano e spaventoso. Tutto quanto perciò è stato un sogno. Rinaldo sperava che ciò che era successo tra lui ed Armida potesse restare nascosto. Canto 18 Rinaldo torna da Goffredo, l anima razionale riporta sotto di sé l animo irascibile. Deve compiere un rito di purificazione cristiana, lui deve salire sul monte uliveto, nel momento in cui la notte non ha ancora ceduto all alba. Queste bellezze sono quelle del cosmo, del cielo, che da un lato sono le stelle che non sono ancora tramontate e dall altra parte è l aurora. Fra sé stesso pensava quante belle luci il Tempio Celeste raduna (il cielo). Ma l uomo anziché guardare la bellezza cosmica del cielo si fissa nella bellezza femminile, torbida luce bruna negli occhi, tutta la limitatezza sostanziale. Lo stesso Rinaldo che aveva cantato la bellezza del viso di Armida. Rinaldo sta continuando a pensare ad Armida, perché entra nella selva di Saron, che si presenta molto diversa da come gli era stata raccontata, perché non trova ostacoli, ma trova un bellissimo boschetto, diventa il giardino di Armida, la selva identifica l elemento di fragilità dell uomo davanti a sé è lo usa per vincerlo. 97

99 Ottava 19 Questo fiume sta ricordando il labirinto del giardino di Armida, tutto ricorda l elemento di quel posto. Il giardino germoglia, il giardino dell eterna primavera. Lui va al centro del bosco e trova un mirto (albero d amore) in disparte e là si piega. Teatralità, spazi vuoti. Ottava 26 Una sorte di metamorfosi. Una quercia dalla quale esce una creatura una ninfa meravigliosa. Tutte le piante producono delle ninfe che rimandano sempre al paradiso terrestre. Queste ninfe lo accolgono gioiosamente e gli dicono che (Armida) soffre d amore per lui. Compare Armida e Rinaldo è incantato dal suo volto. Poi gli chiede se viene come amante o come nemico. Il tentativo di ricreare il contatto. Rinaldo ormai e purificato e mena il primo fendente contro il mirto. Armida si trasmuta perciò in un altra figura, come in un incubo, in un mostro. Vivissima tradizione di studi sui sogni e l elemento dell incubo è di figure che si trasformano in altre, elemento applicato al tema del demoniaco. Comincia una battaglia tra Rinaldo e questi mostri, lui vince e finalmente al verso 5 dell ottava 37 c è il fendente finale. Tronca la noce, e noce e mirto parve sparir le larve (il noce è la pianta per eccellenza della stregoneria ci chiudiamo nel segno della stregoneria). L episodio del bosco incantato è invenzione della Farsalia di Lucano Cesare come personaggio fortemente negativo. La liberazione di Gerusalemme è descritta come una carneficina, perché la violenza fa parte della dimensione umana. Ottava Morte di Solimano. Riflette sulla condizione umana intrinseca all uomo. Ottava 186 Rincontrarsi di Armida e Rinaldo, chiarissima riscrittura della Madonna, ottave che ricadranno nella Conquistata. Alla fine Goffredo entra nel Tempio di Gerusalemme sciogliendo il voto. 98

100 LEZIONE 20 09/04/2014 [L.I.] Foscolo è un italiano di madrelingua greca (madre greca e padre veneziano). Il Tommaseo Bellini dizionario ancora usato dai nostri nonni era un dizionario scritto da un dalmata, questo dimostra la prospettiva italiana di allora. Arriva ormai adolescente a Venezia, cresce dentro questo sistema di teorizzazioni. Un italianità che passa attraverso la lingua e la letteratura. Non è madre lingua (padre lingua), l italiano è la lingua dei padri, della tradizione e della cultura. Foscolo conosce il greco come dimensione materna, quindi per lui la Grecia svolge una funzione affettiva materna. Foscolo è il più grande regista della sua epoca, la modernità di Foscolo passa anche, paradossalmente, ad un grande recupero della letteratura greca antica. La prima grande traduzione dell Iliade è quella del Monti che non conosceva il greco. Foscolo traduce dei canti dell Iliade. Scrisse un epitaffio sulla traduzione del Monti: Qui giace Monti [ ]. Le ultime lettere di Jacopo Ortis è un romanzo. Foscolo è giovanissimo quando comincia a scriverlo, ha venti anni, ha già una discreta produzione come tragediografo. Esordisce con questo romanzo (il genere per eccellenza della modernità). Un romanzo epistolare, ossia costituito da lettere. La forma più diffusa di romanzo nell orizzonte europeo, ma non nella tradizione italiana. È importante perché ha di fronte a sé dei grandi modelli di riferimento, europei. La scelta quindi permette a Foscolo di non muoversi in un orizzonte indefinito. In Italia il romanzo sostanzialmente è assente. Nei Promesso Sposi, ad es. Manzoni continua a scherzare sui suoi 25 lettori. Questa insistenza sul fatto che avranno pochissimi lettori è indice stesso del fatto che Manzoni stesso non aveva idea di quanti l avrebbero letto Piano di studi: romanzi che devo leggere l unico romanzo italiano elencato è l Orlando Furioso. Ci dice che mancano dei modelli italiani di romanzo. È fondamentale la scelta del romanzo epistolare: rientra tra quei generi denominati scritture dell Io tutte quelle forme in cui la persona parla di sé (diario opera progressiva, autobiografia opera a posteriori, che non necessariamente contiene una dimensione cronologica, epistolografia). L autobiografia viene scritta riconoscendo a priori un elemento ordinativo nella propria vita. Fortissima dimensione diaristica e autobiografica di Foscolo stesso. Le ultime lettere di Jacopo Ortis 99

101 I grandi modelli di opere assimilabili all Ortis che poteva avere di fronte non sono dei romanzi ma delle autobiografie: Alfieri, Vita; Casanova, Vita; Goldoni, Memorie; Gozzi, Memori inutili. Casanova è veneziano come anche gli altri. Sono tutte autobiografie, racconti della propria vita, c è una fortissima dimensione veneziana. Casanova e Goldoni scrivono in francese, altro segno della difficoltà in Italia di affrontare un determinato tipo di scrittura. Le storie di due avventurieri della penna e personaggi che fanno della propria vita un opera d arte. Due personaggi errabondi per eccellenza, in primo luogo perché in conflitto con la società. sono troppo difformi dalla società per trovare un loro posto. Dimensione del viaggio e della non appartenenza come temi fondamentali. Un romanzo della ricerca di sé stesso. Per certi versi una ricerca fallimentare, per via del suicidio di Jacopo Ortis. In Italia manca una Nazione Italiana ed una borghesia con la sua esigenza di concretezza, di realtà quotidiana, con i suoi gusti, con il suo senso di unitarietà italiana. In Italia, proprio per questa ragione non può esserci il romanzo di interni, borghese. Può esserci solo spazio per un romanzo in cui il personaggio è il romanzo. Il personaggio è eccessivo rispetto alla società in cui vive. Alfieri e Casanova sono figure totalmente estranee al concetto in cui vivono. Jacopo Ortis è l esito di una situazione culturale italiana. Foscolo era un personaggio narcisista. Foscolo stesso ha giocato molto su questa situazione, in primo luogo perché lo scritto continua a mutare, profondamente. Ma soprattutto Foscolo crea una sorta di romanzo del romanzo, cioè trasforma la composizione dell Ortis in un altra storia, scrive la storia della storia dell Ortis come fosse un romanzo. Produzione creativa con produzione critica. Intorno all Ortis F. produce opere critiche in contrasto tra loro che rappresentano cose diverse. Città reale (la città in cui esce il libro) anno reale (l anno in cui esce il libro) Anno o città (degli anni e dei luoghi falsi) editore (perché le edizioni vengono spesso indicate dall editore) caratteristiche dell opera: intrinseche all opera; elementi di storia del testo; elementi nuovi. Siamo nel 1798, in realtà Foscolo è a Bologna, perché siamo in anni tumultuosi di guerre tra Napoleone i suoi alleati e le varie alleanze contro di lui e F. che ha un forte sentire giacobino, si aggrega all esercito di Napoleone, perché gli sembra presentare delle prospettive di libertà di democrazia. È in una compagnia a Bologna e nel 98 comincia a produrre quest opera. Scoppia di nuovo la guerra e la sua compagnia va via da Bologna Napoleone e le truppe della Repubblica Cisalpina, truppe fantoccio di Napoleone e gli austro-russi che dilagano nella Pianura Padana, la compagnia di Foscolo si ritira fino a Genova Foscolo deve abbandonare le sue lettere a metà. L editore si ritrova questo libro a metà e lo affida ad un intellettuale Bolognese di nome Sassori, che completa l opera. Perciò le lettere escono nel 99, ma datate 98. Le lettere di Jacopo finiscono quando bacia Teresa. Questo Sassori non ha lavorato completamente di testa sua, ma aveva degli appunti, delle bozze di Foscolo. Su questi ha lavorano, ma ci sono degli elementi della seconda parte del romanzo del 100

102 Sassori che poi Foscolo riuserà quando riscriverà la seconda parte. Viene bloccata dalla censura austriaca questa edizione. Bologna è sotto gli austriaci che non apprezzano alcuni toni politici. Probabilmente Foscolo non aveva mai saputo che questa edizione fosse uscita. Nella prima edizione non c è il nome Foscolo. Non si presenta come un opera d autore. Il Marsigli quando la censura gli blocca l opera rimette mano e riscrive alcune parti aggiungendo delle annotazione che attenuano completamente la dimensione politica e religiosa cause della censura. Questo libro cambia titolo diventando Vera storia di due amanti infelici, ossia le ultime lettere di Jacopo Ortis. Il romanzo viene presentato come una storia di amore infelice, depotenzia la carica politica e di rottura del romanzo. Foscolo viene a sapere di questo successo editoriale e rifiuta questa edizione, con la Diffida del 1801 : tutte le edizioni che non avranno questa Diffida non potranno far parte del genere romanzo. La guerra ha fatto sì che io non potessi portarlo a termine, lo stampatore ritiene Le ultime lettere di Jacopo Ortis un romanzo, queste sono delle vere lettere. Un atto documentario su una particolare fetta della storia italiana. Foscolo insiste sulla reale esistenza di un Jacopo Ortis, nega la propria fisionomia di autore dicendo che non aveva fatto altro che raccogliere le sue lettere. Una specie di giornalista prezzolato (molto significativo perché dà l idea di un intellettuale che si prostituisce intellettualmente). Un intellettuale che si prostituisce per soldi, per fame. J.O. si suicida perché si rifiuta di essere un intellettuale prezzolato. Il Sassori è l ombra negativa di Jacopo e dello stesso Foscolo. Il Brezzolato convertì le lettere calde, originali dell Ortis in un insieme di frasi sdolcinate ed annotazioni vigliacche. Per Foscolo il termine calde è tecnico. Autografo vuol dire scritto di mano propria: in questo caso vuol dire il mio autografo o le lettere vere dell Ortis di cui io ho l autografo. Volutamente ambiguo. Nel 1801 Foscolo adesso a Milano perché i napoleonici hanno vinto la guerra e pubblica di nuovo l Ortis. Ripubblica soltanto la parte che in questa prima edizione era sua, toglie tutta la parte del Sassori. Questa edizione è rarissima. Goethe, l autore dei Dolori del Giovane Werther, modello dell Ortis. Se avesse avuto paura del plagio di Foscolo non gli avrebbe inviato la lettera. Rapporto Ortis-Verter in un ambito diverso dalla semplice imitazione. Nel 1802 fa uscire, a Milano, una nuova edizione. Abbiamo sempre Ultime lettere di Jacopo Ortis, senza autore e la nazione come il luogo di stampa. Una volontà politica letteraria dell autore. In Italia non esisteva un entità statale chiamata Italia. Bologna 1798 la parte non del Sassori ma ripresa in Mainardi La base per tutte le future edizioni. Nella seconda parte ci sono molti materiali nuovi, dal proprio epistolario amoroso. Foscolo riprende lettere che aveva scritto alle amanti e le ingloba. La cosa particolare è che quelle lettere erano state scritte in modo da evitare qualsiasi contingenza che potesse legare troppo quella lettera a quel momento, sono universali. 101

103 L Ortis riprende la scrittura dell Io foscoliano. Nella seconda parte dell Ortis, Foscolo inserisce delle pagine di questo sesto tomo dell Io che è un romanzo autobiografico. Entra nelle lettere di Jacopo Ortis. Foscolo aggiunge in tutta la storia degli Ortis un immagine di Ortis, perché nel romanzo viene detto esplicitamente che viene fatto un ritratto di Jacopo e che questo sarà presente nell anti-pagina dell anti-frontespizio. Questo ritratto è un ritratto di Foscolo. Un altro degli elementi di ambiguità tra romanzo e lettere. Il ritratto poi cambia col tempo, col crescere di Foscolo. Ma anche l immagine ci dice del cambiamento del personaggio: posizione, capelli. L ultimo comunica che il personaggio è in atteggiamento malinconico, è pensieroso. Solo dopo comincia ad evolversi. Ha una giacca quasi da borghese impiegato, con il colletto ben disposto (in quello del 1802 ci da l immagine di un personaggi fiero, eroico e fuori dai sistemi veste una toga, ha la barba lunga, capelli disordinati). Lorenzo F. diventa A. l editore amico al quale Ortis scrive le lettere e che gli pubblica poi diventerà Lorenzo Alberani. Siamo di fronte ad un complicatissimo gioco di specchi di Foscolo. Questo dice che l amico destinatario si chiama Lorenzo F. vuole che il lettore legga Foscolo. Poi vuole attribuire tutto alla vera identità di Jacopo Ortis. In Svizzera lui mandava le lettere al nome di Lorenzo Alberani. In questo periodo sono successi molti fatti, come il suicidio del fratello Giovanni. In un certo senso il tema del giovane suicida per lui prende una dimensione autobiografica ancora più forte. Noi sappiamo che Jacopo Ortis è questo giovane suicida. Lui lo scrive come Girolamo Ortis, suicidatosi mentre Foscolo era a Padova (si riferisce ad un reale suicida che si chiamava Jacopo). Lo stesso Foscolo gioca molto sulla sua conoscenza con Girolamo Ortis. A Goethe dice che Girolamo Ortis era un suo caro amico. Per tutta la sua vita non chiarisce mai lo statuto delle lettere, ma continua a cambiare versione. A questo suicida si sovrappone il fratello e poi un elemento fondamentale, i Comizi di Lione. A ione la Repubblica Cisalpina viene sostituita dalla Repubblica Italiana, con presidente Napoleone Bonaparte, lo Stato fantoccio diveniva sempre più grande. L Italia è solo un possesso che viene conteso tra due potenze straniere che asserviscono l Italia e ancora più forte è la polemica di Foscolo contro chi ha prostituito l Italia agli interessi di qualcun altro. In secondo luogo un ancora più forte senso di estraneità di Jacopo nel contesto in cui si muove. 102

104 LEZIONE 21 11/04/2014 [L.I.] La storia del 1802 non solo viene completata ma mostra anche delle differenze rispetto al primo testo. Edizione stampata a Zurigo. Foscolo ha scelto la via dell esilio dalla quale non tornerà più, morirà a Londra in condizioni di estrema povertà. L edizione al di là della città è il 1814, piccolo elemento che già ci dice di una tendenza a falsificare i dati. Tra il 1814 e il 1816 si è consumata la fine definitiva dell impero napoleonico. Foscolo pretende che questa edizione sia la copia identica della prima edizione, ma non di quella di Milano del 1802, non Bologna 1798, ma lui si inventa un edizione veneziana del Un falso assoluto. Foscolo dice che fu stampata privatamente nella casa di un gentil uomo veneziano, una sorta di edizione clandestina e dice che questa è l unica vera e autentica, tutte le altre sono frutto di vigliacche censure da parte degli editori. Foscolo introduce una lettera del 17 Marzo 1798, una lettera anti-napoleonica, costruita sui discorsi di servitù di Italia che non aveva potuto pubblicare. Pubblicare nel 1816 una lettera in cui si attacca napoleone, si è un po a rischio di accuse di viltà, se si dice che questo attacco lo si era pubblicato prima e che era stato censurato dagli editori è giustificato. Una riflessione generale sulla condizione politica italiana del 1816, accusa contro tutti i patrioti italiani. Dire che la lettera in cui si parla in realtà riguarda la situazione dell anno 1802, dice che io non sto esaminando questa situazione, ma sto facendo un discorso meta storico, io attacco napoleone e i patrioti del 1802, ma in realtà si può lettere una critica al potere austriaco del 1816 e ai patrioti di ora va a sparare su due diversi bersagli, che permettono di fare un discorso che vada al di là della semplice contingenza. L Ortis è un romanzo della tragedia umana di fronte alla storia. Ampli: tutto ciò che non è parte del testo ma che serve ad ampliare: ritratto di Ortis (Foscolo), un ritratto della stessa Teresa (e anche qui viene detto che Ortis incontra Teresa mentre sta disegnando il suo ritratto, due immagini, una all inizio ed una alla fine); poi un immagine fatta fare da Teresa: un paesaggio. Cosa interessante è la notizia bibliografica che viene posta alla fine. Il testo definito il più bugiardo della letteratura italiana. Un vero e proprio saggio di più di cento pagine in cui Foscolo, fingendo di essere una commissione di tre intellettuali, di cui due stranieri, parla dell Ortis, ne ricostruisce la storia editoriale, mentendo più volte, e poi affronta il genere, i temi e lo stile dell Ortis. Produzione critica dell Ortis sulla propria opera. L ultima grande edizione è questa di Londra del La notizia bibliografica è ridotta, c è parte della traduzione del Sentimental Journey di Stern. 103

105 Dividendo il testo accentua la dimensione strutturale del libro, cioè calcando di più la mano sul ruolo dell autore. In questo modo si accentuano dei parallelismi tra la prima e la seconda parte, pensando ad un organismo narrativo. Nell Ortis c è una sorta di abbozzo di romanzo scritto da Jacopo, che si chiama Storia di Lauretta. Il problema è che questo abbozzo è una sorta di traduzione di un capitolo molto importante di questo Sentimental Journey. Il lettore inglese, leggendo nel caso l Ortis, si rende conto della copia, perciò Foscolo aggiunge una sua altra traduzione da Stern dichiarando il debito, calcando il fatto che si tratta di un romanzo e non di una storia vera. Foscolo dice molto spesso che Jacopo è lui: Lettera a Cesarotti Fra un mese avrai in nitida edizione pari a questa una mia fatica di due anni, ch io chiamo il libro del mio cuore. Posso dire di averlo scritto col mio sangue [ ] ; Notizia bibliografica E l autore merita lode [ ] per aver copiato con esattezza o da sé stesso, o da qualche altro individuo un carattere d uomo, che quantunque non s incontri frequentemente, si confessa a ogni modo che è un carattere vero, e de nostri tempi, e creato dalla natura. Per l appunto le Ultime lettere di J.O. non vogliono essere la storia di un amante infelice, ma è un po un personaggio universale, di un epoca infelice e disgraziata. Creato dalla natura, non frutto dell arte, ma un personaggio nel quale si rispecchiano i moti della natura. In O. noi possiamo vedere i meccanismi psicologici profondi che valgono per tutti. Foscolo in molti suoi testi, sia nella notizia bibliografica, sia nella lettera a Iacopo Salomon Bartholdy confronta il suo col romanzo italiano del 1796, come unico romanzo italiano l Orlando Furioso (a parte il fatto che cita due autori: Pietro Chiara e Antonio Piazza, ma questi due scrivono dei romanzi fortunatissimi, che tutti leggevano, ma che avevano titoli come L Americana ramminga o La Turca in cimento. Romanzi in cui in fine la cosa importante è l intreccio, le avventure, i colpi ad effetto, letteratura di intrattenimento. Dice che l attenzione del lettore è tutta presa dalla trama, che ci si dimentica, perciò il libro non ha effetto o impatto sull anima del lettore. Il romanzo invece deve essere un romanzo politicamente impegnato, ma che possa anche incidere. Serve una trama semplice e se il centro in realtà è la psicologia del personaggio. per questo tipo di romanzi bisogna guardare all Est, all Europa. Un tipo di romanzo che possiamo chiamare di carattere o psicologico [Rousseau, Nuova Eloisa; Goethe, I dolori del giovane Werther; Richardson, Pamela tutti romanzi epistolari, in realtà il romanzo epistolare può avere molte forme: molti personaggi che si scrivono tra di loro, con effetto che il lettore non ha mai un identificazione, ma osserva l intreccio epistolare dall esterno, inevitabilmente il lettore legge da una prospettiva intellettuale fredda ed astratta, chiamato a giudicare quale dei personaggi riesce meglio a controllare le proprie passioni, si passa ad un tipo di linguaggio astratto, non una dimensione naturale; due persone che si scrivono]). Foscolo crea una contrapposizione tra la fiamma dei francesi ed il calore degli antichi (riferimento alla Bibbia, a Omero, a Dante ed a Shakespeare autori barbarici, ma che hanno una vita [calore] immediata), si trova nel pieno del cambio di paradigma del gusto letterario. Il modello scelto è quello di Goethe e nasce il problema dell originalità, dell Ortis rispetto al Werther (questo scrive ad un unico personaggio, le lettere che scrive sono dirette a noi, ci identifichiamo anche con lo scrivente stesso, abbiamo una piena identificazione). 104

106 Le due trame sono la stessa cosa: due giovani che incontrano delle belle fanciulle, se ne innamorano ma non possono sposarle, queste sono promesse ad altri uomini che promettono a queste un futuro migliore, si suicidano. Foscolo ha copiato Goethe? Fa parte di un evoluzione personale ed una trattazione dei personaggi. Foscolo stesso ci dice del suo contatto con il Werther, dice che lui ha letto I dolori del giovane Werther 1788 e Senz altro falso, ma il punto è: qual è stato l impatto e perché Foscolo utilizza queste informazioni. Foscolo dice che quando vide il Werther si rese conto che era uguale. Questo fa una storia universale, di tutti. Foscolo costruisce una similitudine con l antica tragedia greca in cui alla fin fine i tragediografi prendevano un episodio mitico o storico e ne facevano una tragedia. Faceva grande il tragediografo il nuovo senso che veniva dato a quell episodio e la nuova forma di quell episodio. Foscolo sulla base di ciò dice: nell Ortis ciò che è importante sono le differenze, e si deve leggere l Ortis come una vera tragedia, un personaggio tragico. Dice che ha preso il modello di romanzo di Goethe, ma lo ha trasformato ulteriormente. Ha lavorato sulla figura dell editore. Colui che all interno della storia è l amico dello scrivente e si incarica di mettere insieme le lettere. L amico a cui Werther scrive, non p colui che raccoglie le lettere, non colui che racconta, ma è un altro personaggio anonimo. Nell Ortis invece Lorenzo non è solo l amico di Jacopo, ma è anche colui che raccoglie fisicamente le lettere. Lorenzo viene a svolger più ruoli, perché non solo raccoglie le lettere o mette le note, ma diventa anche una specie di narratore. Lo spazio della narrazione nell Ortis è molto più forte che nel Werther. Da una lato abbiamo la scrittura dell Io, dall altro l autore quasi onnisciente che dà ordine, che dà regola, la dimensione ordinatrice, razionale, di controllo. Lorenzo diventa il doppio razionale di Jacopo. È lo Jacopo che riesce a fare ciò che Jacopo non ha saputo fare, cioè prendere in mano la penna e combattere. Le lettere di Jacopo Ortis sono dialogiche, c è un personaggio che parla con un altro personaggio, la dimensione dialogica è costante in tutte le opere di Foscolo. Lorenzo Alderani scrive che Jacopo è un personaggio virtuoso ed ignoto, ma per un lettore dell epoca la virtù sconosciuta rimanda ad un opera di Alfieri, il grande modello di Foscolo e autore di tragedie del 700, perché costui compone un dialogo intitolato La virtù sconosciuta, nel quale lui parla con l amico morto, Gori Gandellini, critico d arte, la virtù sconosciuta è quella di Gandellini, perché pratica la virtù interiore delle amicizie. Abbiamo la contrapposizione tra Alfieri che sceglie l esilio, che combatte contro i tiranni ed un personaggio, Gandellini, scabro, serio, un personaggio che invece ha capito che di fronte alla storia non si può nulla. Allora questo breve sintagma ci proietta già su tutto l Ortis l ombra di un uomo che si suicida, sconfitto dalla storia e che riconosce che l unica difesa umana è la pietà per gli altri sconfitti da questa. Si riconosce che Ortis è uno sconfitto, abbiamo poi il tema della compassione che si rimanda alla virtù sconosciuta, abbiamo infatti esempio e conforto, un esortazione al suicidio, come vero tema dell Ortis. Bonaparte, il giovanissimo generale francese di origini italiane ha venduto il veneto agli austriaci. I questo generale ragazzino parte con vittorie folgoranti arrivando quasi a minacciare Vienna, il riscatto italiano, a Venezia cade le Repubblica veneziana e si instaura un governo democratico. B. firma la costituzione ma è un trattato di ipocrisia, ha già firmato il trattato di Campoformio che cede 105

107 Venezia all Austria. Nel momento in cui gli austriaci vengono a Venezia, scatta la repressione violenta di tutti quei cittadini che imponevano il regime democratico. Foscolo capisce subito qual è la situazione. Decide di avvicinare ulteriormente l immagine di Campoformio per avvicinare l accaduto. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù dice Consumatum est è finita / è finito tutto chiunque capiva benissimo il riferimento. Qui comincia una dimensione cristologica di Jacopo. Nel finale Jacopo si pugnala nel fianco sinistro, Werther si spara alla testa. La differenza con Goethe è il suicidio, l eroe tragico si suicida con la sua spada, il borghese si spara al cervello. Nei crocifissi c è la ferita sotto il costato sinistro, perché Jacopo è una sorta di vittima sacrificale per tutti gli uomini, che si sacrifica. Una sorta di risarcimento personale per Foscolo di vari aspetti dell esilio. Il sacrificio della patria nostra abbiamo così il sacrificio di Jacopo e quello del Veneto, che è stato sacrificato per ragioni politiche, quindi abbiamo il piano personale e quello meta-storico. Il romanzo si chiuderà quando avremo la piena identificazione patria-uomo. Il Vangelo di Giovanni è tutto impostato sul tema del rifiuto di Gesù: Il verbo è venuto nelle tenebre, ma le tenebre non l hanno accolto.. Tutto è perduto e ci è rimasta solo sciagura ed infamia ; La vita se ci verrà concessa servirà solo per piangere. Chiunque vinceva allora faceva la lista di prescrizione, per la quale chiunque poteva essere ucciso in quel momento e a seconda di come esso veniva ucciso cambiava la lista. Dimensione da eroe tragico, un sorta di eroe romano, o di Bruto sconfitto. Frasi che Dante dedica a Catone, grande eroe della Repubblica romana che combatte fino alla fine contro Cesare e che dopo essere stato sconfitto nell ultima battaglia si suicida. Rifiuta la vita. Jacopo si pone sotto l ombra di questo personaggio. Volontà di riprodurre il linguaggio orale. Consola mia madre riflette la volontà di Foscolo di riprodurre un normale modo di pensare dell uomo di quel tempo, l affetto della vita privata. Banalmente, Gesù, sulla croce che dice: Madre questo è tuo figlio, affidamento della figura materna all amico che si deve occupare di lei. Il poeta è immerso da solo nella natura. Non ha molto senso solitudine antica, il senso sarebbe il tema della lunga tradizione di memorie. L uomo proprio perché la storia è violenza e disordine, si lega ad una lunga tradizione di storie proprie. Patria vuol dire la terra dei miei padri. Jacopo infatti chiederà di essere sepolto sotto dei pini piantati da suo nonno e da suo padre. Amore di famiglia stratificatosi in questo luogo. Il tema della Pace, nel senso del personaggio tormentato ed inquieto, per il quale la vita è sofferenza. La quarta immagine è un edicola neoclassica sulla quale la parola scritta è sonno, la quiete il riposo. Lavarsi le mani Pilato nella coscienza degli italiani. 106

108 LEZIONE 22 14/04/2014 Tema fondante della disperazione: un romanzo della caduta delle speranze la patria e l amore. L uomo di fronte alla storia, quadro nel quale rientra il tema amoroso, perché l amore è una sorta di sconfitta dell uomo di fronte alla società. L intero romanzo è una sorta di esortazione al suicidio. L Ortis si mostra come un uomo che si crede di aver vissuto ormai troppo. Una frase troppo densa. Chi ha paura della morte vive in un determinato modo. La servitù: che rimanda ad un tema politico; il comperarsi al prezzo: rimanda ad una logica economica. Il punto è che la vita non deve essere conservata ad ogni costo, ci sono cose più importanti della vita. Tutti coloro che si sono esposti durante il periodo giacobino dei francesi, potranno trovar rifugio. breve e sterile perché sono azioni incivilite ingentilite ma proprio questo fatto fa sì che i sentimenti siano più fiochi. Foscolo crea una contrapposizione tra la fiamma dei moderni, che è intellettuale, è sterile, siamo nella chiave di una generazione di apocalisse della società, un insterilirsi della società. Terra prostituita : si sovrappone anche una memoria letteraria, perché Dante chiama l Italia non donna di province ma bordello. I francesi hanno venduto il Veneto all Impero Austro-ungarico. Siamo di fronte a due immagini diverse libertà, la libertà del singolo e quella di coloro che utilizzano la libertà come strumento ideologico di guerra. Il suicidio di Jacopo è un suicidio profondo, di origini meta storiche, non dovuto unicamente all amore perduto. Linguaggio Machiavelliano, perché Machiavelli aveva puntato troppo sull aspetto economico e sulla forma di un elegante città, abbandonando l uso delle armi, agli usi politici militari degli antichi romani. Il non restare alle armi, per Machiavelli è un segno di incivilimento che porta all essere asserviti all invasore. Non è una necessità politica, ma c è l idea che la storia è una storia violenta e perciò per controllarla occorre la forza. Chiaro riferimento al Conte Ugolino di Dante, ma anche il riferimento all essere sepolti. Epoca di noia, di inerzia, ormai morta dei grandi valori. Il gusto per l orroroso, perché coloro che si trovano nel sepolcro e muoiono di fame, tra l altro la vita sulla superfice della Terra, il dolce lume. L attenzione per i sensi e per la materialità del vivere. La tranquillità: è un po quella sempre ricercata, della vita tranquilla, come anche la tranquillità dei morti. non vedo persona al mondo : Jacopo come sepolto vivo, che rifiuta il contatto con gli altri uomini. Affiora come intellettuale, mandami qualche libro : un altra frase negativa, perché quando si è in ospedale si chiede portami questo libro preciso, perciò indica un personaggio che non ha interessi particolari. Nell Ortis c è un episodio costruito sull episodio di Stern. Lauretta è un amica di Jacopo, impazzita per un amore infelice, che poi si suicida. Nella prima parte dell Ortis c è una sequenza di vari amori infelici, una sorta di trascrizione degli amori tragici del Decameron. Foscolo dice che il romanzo è il genere della contemporaneità, ossia serve per raccontare gli usi e i costumi della propria epoca e dice che, appunto, il romanzo deve essere contemporaneo. Il romanzo è ambientato e costruito su eventi storici (romanzo storico di Scott ambientati nel medioevo e di Manzoni). Nella tradizione italiana l opera che parla degli usi e dei costumi della sua società è il Decameron del Boccaccio, che comunque è festevole, produce piacere, divertimento e gioia, che andavano bene nel medioevo, non nella contemporaneità. L unica cosa adattabile è la giornata degli amori tragici. Quindi Foscolo costruisce questo pezzo dedicato ai grandi amori tragici. 107

109 La compassione: virtù sconosciuta e l unico legame che può valere ancora nella sua società. Eccoti, oh libertà un altra vittima : ricorda una frase di Roland de la Platière Oh libertà quanti delitti si commettono in tuo onore frase che lei disse prima di essere ghigliottinata. Indichiamo come l intera società umana sia indicata come corrotta. Il padre di Teresa: un buon padre, gentile, Jacopo esprime simpatia e rispetto. Odoardo: colui che poi sposerà Teresa. Jacopo non ha ancora mai visto Teresa, un giovane per il quale comincia a serpeggiare il disprezzo. L opposto dell impulsivo Jacopo, un uomo che non ha sentimenti, né emozioni (questo cambia profondamente: 1788 figura assolutamente positiva, un amico di Jacopo, un animo nobile, solo che poi J. Si rende conto di poter far meglio di lui la felicità di Teresa, il padre non esiste il padre viene connotato chiaramente con tutti i tratti del tiranno politico, colui che sacrifica la felicità di sua figlia per il bene della famiglia, arriva ad allontanare la brava moglie perché lei cerca di annullare il matrimonio sentimenti assoggettati agli interessi in quanto padre è l autorità, la legge, la società castrante [mito edipico: perché J. Desidera due cose: Teresa e la patria vediamo come L Ortis sia un romanzo della negazione di ciò che si desidera, un romanzo della disillusione dei desideri caduti] anche Teresa cambia profondamente, perché essa ha una sorella piccola chiamata Isabellina, Teresa prima era una vedova e Isabellina era sua figlia Foscolo esce dalle scene borghesi, nelle quali la donna sceglie l uomo più adatto per sua figlia, dato che la fanciulla è inesperta è trattata come antisociale prima ha i capelli neri e poi ha i capelli biondi per via di una petrarchizzazione. Teresa sta infrangendo qualche regola della buona signorina di società). Teresa è vista mentre dipinge il proprio ritratto. J. Riesce a baciare Teresa, il segno che oltre non si può andare è che partirà e ciò costituirà tutta la seconda parte del romanzo. J. Morirà baciando il ritratto di Teresa. Inizialmente si pensa che la moglie sia morta, solo dopo la figura paterna prenderà una luce diversa quando si scoprirà cosa era successo davvero. è normale e secondo natura che ci siano più passioni : amore e politica nel caso di Jacopo; non è questione di amore e politica, ma il vero contrasto è che l uomo alla disperazione: al desiderio della patri e all amor della vita (che viene innescato da Teresa una passione però senza speranza). Al fonda dell Ortis c è la spinta a vivere dell uomo e la storia esercitata sull uomo. Che Teresa non possa amare Jacopo, ma debba sposare un altro uomo è una sconfitta che l uomo subisce di fronte alla società. quando Teresa entra a far parte di una società che le è nemica, si suicida. Sposandosi viene a crearsi una sorta di barriera tra Jacopo e la società che lo rifiuta. Al Pellico, Foscolo prova a chiarire cosa sia una tragedia. La tragedia non è nelle trame complicate, ma negli eventi che possono capitare a tutti, la trama del Verter e quella dell Ortis sono uguali, come eventi che possono capitare a tutti. Progresso di passione. Romanzo profondamente pensato e che risponde a dei principi culturali e ideologici a priori. Tema del dialogo con Lorenzo. Una pagina politica che risente grandemente dei testi di Alfieri: una società fatta tutta da tiranni e servi. Il potere del tiranno risiede nella stupidità dei suoi servi. In quest etichetta di tristi cadono i tiranni e i servi: io potrei assassinare il tiranno se i tiranni fossero uno solo e poi se i servi fossero meno stupidi. L eroicità. J. È accusato di viltà: se non agisco sono un vile, se agisco sono un criminale, una società sempre pronta a condannare i margini. Si raggiunge la tranquillità quando si capisce che è impossibile agire contro alla storia. Non ci spinge ad agire ne il tradimento subito, né la parte che patiamo. Romanzo storico e sociologico. J. Vaga per le varie città d Italia e l immagine che ci dà è di qualcosa di perduto, la fame è il tema. Una sorta di pulsione apocalittica di autodistruzione. J. torna a morire nei Colli Euganei dove c è l antica casa di famiglia e dove c è Teresa, dopo è scritto che lui muore sull Appennino. 108

110 I romani sono chiamati i ladroni del mondo. Nel 700, epoca di Classicismo, la virtù dei romani, chiamati da Foscolo i ladroni del mondo, sono presi come un simbolo distruttore. Siamo nel cuore del tema delle illusioni suscitate dall incontro della famiglia di Teresa, un apparente felicità. Se non di meno ci fosse quello sposo. Contrapposizione tra la ragione e il sentimento (protoromantico), l idea che la ragione porti anche ad una scelleratezza bassa e meschina, ad esempio Odoardo è il perfetto genero che si potrebbe volere in casa, l uomo che sa fare tutto, ma fino ad un certo punto. Se pensate che il grande filosofo era talmente preciso e ripetitivo nella sua vita quotidiana, si dà l idea di un tempo regolato. Un freddo ed un calmo, il tema dei libri con la sua ricca e scelta biblioteca che quando Jacopo chiede la Bibbia, prima di suicidarsi, lui non ce l ha. Scienza e dottrina sono semplicemente delle umane pazzie, viene completamente meno la fiducia illuministica nell instaurare piacere nell uomo, nel progresso dell uomo. L uomo per natura buono, in realtà cattivo, tiranno-servo, viene meno la possibilità di azione, dell eroe di agire a spada tratta. Contrapposizione tra l uomo serio e responsabile, Odoardo, e quello che fa ragazzate (J. Che legge poesie di Plutarco a Isabellina si perde poi nei giochi con Isabellina), Jacopo. Plutarco per l uomo del 700 è la fonte dalla quale si scoprono le fonti dell antichità. Plutarco tornerà in punto di morte e gli farà da modello per il morire. Siamo di fronte ad uno Jacopo che introduce la corrispondenza tra il personaggio e la natura non solo come corrispondenza di sentimenti, ma una concezione cosmica della natura (non c è una semplice rispondenza di sentimenti, come è tipico). La casa di Petrarca diventa una sorta di tempio letterario dove i fanatici andavano a rendere omaggio. Già nel 500 c è la tradizione del viaggio a rendere omaggio alla casa di Petrarca. Una sorta di canto della natura, ma ci porta in una sorta di dimensione di anima del mondo, che si inserisce in un cosmo che è tutta la natura, rimanda ad una nuova, completamente diversa immagine della natura, che si contrappone al verismo del 700. Comunicazione piena con la natura di cui sono capaci Teresa e Jacopo. Odoardo non ne è capace. Incapace di cogliere la bellezza della natura e la bellezza di Teresa, cecità non materiale. L uomo che cerca di descrivere la natura è come il traduttore di Omero colui che cerca di trasferire il calore naturale in una lingua sterile ed incivilita come quella dei moderni. Contrapposizione tra poesia sentimentale e poesia ingenua, postulato del romanticismo per cui la poesia sentimentale è quella dei moderni e quella ingenua è quella degli antichi. Odoardo, come un cieco nelle tenebre, non vede la bellezza della natura e la bellezza di Teresa. Jacopo è uno sbandato di un altro tempo e perciò condannato al suicidio. 109

111 LEZIONE 23 16/04/2014 Iefte = personaggio biblico che sacrificò sua figlia. Teresa all inizio appartiene alla natura e qui può essere amata, ma quando si sposa entra a far parte della società. Il tema della quiete dopo la tempesta. Speranza che porta alla vita e assenza di speranza come caduta verso la morte. La casa diventa una sorta di tempio letterario laico. La memoria letteraria di un popolo, in un certo senso, la letteratura è la patria. Siamo in una concezione dell identità di una persona come ricordo. Noi sappiamo in realtà che la casa di Petrarca era in ottime condizioni, ma qui Foscolo vuole produrre due effetti, seguendo un certo gusto pittorico dell epoca delle rovine da un altro lato vuole marcare la decadenza civile degli italiani. Riferimento al malinconico e personaggio escluso alla società. Importanza della povertà come segno della figura eroica. Jacopo è stato sconfitto dalla storia e dalla malignità degli uomini maligni per natura (Machiavelli). Jacopo recita Chiare fresche e dolci acque il sonetto per eccellenza della malinconia e solitudine di Petrarca, eppure di avere l amore sempre appresso come un oppressione. Leopardiano perché per lui il dolore è la vita, il dolore fa parte della vita ed il dolore tiene in vita. La contrapposizione tra poeti e pittori genericamente intesi: Omero, Dante e Shakespeare; i poeti che erano ancora in grado di sentire la forza della Natura, una Natura cosmica, nella sua violenza naturale, anche creativa. L universo come una sorta di grande tempio, nel quale abbiamo l universo e l eternità. Menzione di Michelangelo, il suo incompiuto come modello di non definizione, avvicinamento. Una sorta di capolavoro letterario di descrizione della natura, in cui Foscolo mette insieme tutti i generi. Il sublime = una Natura che suscita terrore attraverso la grandezza e l oscurità. Natura tutta giocata sul verticale ed il buio, non c è nessun elemento umano che abbellisca. La Natura dell eccezionalità: l uomo è singolo e piccolo, scollegato dalla società, l uomo sente la forma primordiale della lotta per la sopravvivenza. Infinito spaziale e temporale (Leopardi): l individuo che si è annullato in questo infinito spaziale temporale. Pieno materialismo chimico, la materia è tornata alla materia, tutto si trasforma e si riproduce. Uno dei più grandi chimici della storia, il francese Lavoisier, ghigliottinato, che pronunciò: nulla si crea, tutto si trasforma l universo è composto di elementi chimici che cambiano stato. Brucia un pezzo di legno in una scatola completamente sigillata e dopo la combustione questa pesa ancora uguale, non c è la generazione spontanea, ma nella natura tutto è chimica e cambia forma da uno stato ad un altro. Tutto ciò permette una NUOVA CONCEZIONE DELLA NATURA. Pag. 58, 14 Maggio si sono fermati a mirar l astro di Venere, parlano di Petrarca: tutto amore è un amore, l universo è amore l amore è il principio vitale che fa funzionare l universo, combattendo contro le forze distruttive dell universo [ ] Petrarca viene invocato come consolatore. Alla fine del romanzo Jacopo ricorderà il gelso, albero iperletterario, perché fa parte dell episodio del mito di Piramo e Tisbe (Metamorfosi di Ovidio), elemento seminale di Romeo e Giulietta: due giovinetti che si amano ma le quali famiglie si odiano, decidono di scappare e si danno appuntamento sotto il gelso. Arriva prima la fanciulla Tisbe, arriva una leonessa, T. scappa, ma resta un pezzo dell abito di Tisbe sotto il gelso, quando Piramo arriva pensa che sia stata mangiata dalla leonessa e si suicida. È un albero tragico, il fatto che si baceranno sotto un gelso è il segno che questo è un amore che finirà male. Esultanza di Jacopo: tutto ciò che vedeva gli sembrava un sorriso dell universo. 110

112 Anche l astro di Venere era sparito (altro segno) pieno ingresso di una Natura divina. Pagina tutta giocata sul tema epicureo e lucreziano dell amore della Natura. L amore è l elemento che pacifica e dà la forza. La Natura spinge a fare determinate cose. Oh amore, le arti belle sono tue figlie, un inno alla poesia, che passa attraverso i secoli, che ispira gli uomini ad agire, tu amore riaccendi nei nostri petti la sola ed unica virtù, la pietà, la compassione è la sola virtù utile ai mortali, senza della quale ci sarebbe caos e morte. Tema dell importanza dell amore come elemento strutturale del cosmo, collegato all illusione, l amore stesso è un illusione. Il filosofo la smantella. La poesia ingenua che sente la natura e i moderni gli antichi possono credere che ci siano delle divinità e che queste divinità li amino. Poesia delle grazie che diffondevano la bellezza delle divinità. Illusioni, senza le quali Jacopo non sentirebbe la vita o il dolore rigida indolenza (la noia). Pag. 64: richiede il ritratto; pag. 67: cominciano le lettere di viaggio. Abbiamo l incontro con il Parini: la figura dell etico per eccellenza. Il Giorno, testo contro la corruzione della democrazia. La caduta di un vecchio povero e malato che però si rifiuta di mettersi sotto la protezione di un mecenate. Per questa nuova generazione Parini è una figura molto importante. Morirà pochi mesi dopo a questa lettera. Foscolo con questa lettere Foscolo si pone un po come l erede di Parini. Abbiamo una lunga introduzione in cui Jacopo fa riaffiorare temi politici e sociali: Jacopo parla di sé e di Lorenzo. Tutto costruito su una struttura anaforica. Noi non possiamo comandare e non siamo molto scaltri io non voglio e la mia natura mi impedisce di fare queste cose noi non siamo cechi e non vogliamo obbedire, ci rifiutiamo di pregare. Il grande modello è Diogene: vive in una botte, con una ciotola per bere, quando vede un cane si rende conto che non ha bisogno nemmeno di una ciotola e la butta via. Rifiuto di fare il letterato di corte. Jacopo passa da una dimensione italiana ad una dimensione umana. se dovessi impacciarmi con il mondo, vorrei che me lo facessero modificare o che mi facessero mozzare il capo sul palco. Alla fine abbiamo un immagine di questi tirannetti. Servitù licenza e tiranni rimanda anche a posizioni politiche molto radicate all epoca, per cui un cerchio tra diverse fasi costituzionali, di una sorta di disegni cosmico in cui l uomo non può far nulla. Non reciterò mai la parte del piccolo briccone (Il Masnadiero di Shiller in questo caso un uomo tradito dal padre e dal fratello, che gli rubano l amata, e si dà al brigantaggio, alla fine sacrificandosi personaggio tragico). Sono servo ma almeno lo sono assieme a tutti quelli che son servi insieme a me. Meglio patire il torto che farlo, perché sei comunque colui che produce le vittime. Piuttosto che essere l oggetto della tirannide, preferirei esserne la vittima. Un personaggio segnato dal dolore e dalla riflessione. Licenza qui vale come sinonimo di regimi filo-francesi. Una descrizione del collasso della società: la passioni languenti, non più la sacra ospitalità. Nel rapporto con Parini c è anche un contrasto tra giovane ed anziano: il giovane impetuoso e l anziano che lo calma. Totale disillusione sulla libertà e sulla vita civile. L Ortis è tutto giocato su due livelli. Memoria letteraria altissima di quando il viaggiator incontra la persona amata e poi la perde. Ragionamenti che vanno sempre a concludersi con la sconfitta. Agli eroi sta sempre: 1/4 audacia, 2/4 alla sorte, 3/4 alla fortuna. 111

113 LEZIONE 24, VIRTÙ COME STRUMENTO DI CONSERVAZIONE DEL POTERE 23/04/2014 Romanzo di viaggio e di formazione: esempio il viaggio di Goethe. In questo caso si tratta di un viaggio di annichilimento di Jacopo. Nella prima stazione il viaggio prevede una geografia molto più ristretta. Qui ci stiamo già avventurando nei viaggi del Foscolo adulto. Viaggi su un piano metastorico cosmico. Jacopo incontra a Milano Parini, che morirà pochi mesi dopo la data di questa lettera, perciò lui si pone come erede della poesia civile di Parini (nel suo discorso erode, uno dopo l altro, i presupposti dell azione di Foscolo). È in contrasto con il modo di scrivere di Jacopo, uno è freddo e l altro passionale ed impetuoso. La fama degli eroi spetta: ¼ alla loro audacia, 2/4 alla loro audacia, e ¾ ai loro delitti. Qui la sorte e la fortuna sono la stessa cosa. La metà assegnata alla virtù qui è di nuovo scomposta: metà è l audacia, ma l altro quarto diventano i delitti, quindi per trionfare nella storia occorrono i delitti. Da questo assunto dipende la possibilità di agire, ossia la violenza. La legge è lo strumento del potente oppressore. Quella virtù che per i romantici è il principio di azione dell uomo, deve essere sacrificata alle leggi. CONTRAPPOSIZIONE DELL UOMO CON LE LEGGI. Abbiamo l ultimo degli elementi di erosione dalla parte di Parini: Tu non potrai trionfare, ma poniamo che tu te la faccia: [ ] spargerai tutto il sangue con il quale vale nutrire una nascente Repubblica? [ ]. Foscolo sta facendo un uso particolare di Machiavelli. Lo stato è come una sorta di animale che si alimento, usiamo un lessico della fisiologia. Lo Stato-vampiro: [ ] unirai col terrore i Partiti? [ ]. Accusato come forsennato o accusato come violento. Gli amor della moltitudine sono brevi o infausti. Il popolo è un animale volubile, che ama il vincente, ma per poco tempo, per questo bisogna usare la forza per far credere a chi non crede più. Giudica questo popolo più che dall intento, dalla fortuna, [ ] chi ha la virtù il delitto utile. In queste pagine c è una negazione del concetto di virtù, che in questa società è il delitto umile. Qui Foscolo si allaccia ad un altra fondamentale posizione del principe di Machiavelli: una volta che il principe ha acquisito il potere acquista una sorta di libidine del potere e ne desidera sempre di più. Anche i migliori nell esercizio del potere cadono proprio perché esercitano il potere. [ ] Potrai te ridurre la libidine del potere che ti sarà fomentata? lo stesso Jacopo è a rischio di essere travolto dalla libidine del potere. I mortali sono naturalmente schiavi, tiranni e ciechi. Se tu non credi in un premio divino suicidati, perché puoi farlo, io non posso essendo sacerdote e devo restare qui ulteriore esortazione al suicidio. Ci sono una serie di ipotetiche dell impossibilità. Se io potessi avere un anno di vita tranquilla, il tuo povero amico vorrebbe sciogliere ancora un voto e poi morire. Una sorta di passo biblico. Codice di incarico del profeta in Dante, perciò in un certo modo Jacopo diventa una sorta di profeta civile [ ] ti detterò la mia storia [ ] il tempo abbatte il forte l oppressore pagherà, dimensione politico patriottica che fa parte di un sistema cosmico civile. Gli oppressori, i francesi che hanno sparso il mio sangue, un giorno spargeranno il loro. Jacopo in realtà è un assassino. Esortazione a scrivere, un impegno civile alla letteratura. Il passaggio, non più l eroe con la spada in mano, ma lo scrivente che combatte con la penna. Ortis è uno sconfitto, è Foscolo che combatte con la penna in mano. Anche questa scrittura ha un impegno etico. Avete dei compiti, dei limiti, delle responsabilità per tutti. La fine dell umanità significa la nascita di una nuovo umanità. Idee di Vico, filosofo napoletano, usciamo completamente dalla progressione dell umanità, siamo in un ciclo eterno di distruzione e rinascita. Nulla si crea, tutto si trasforma. Siamo attorno ad una concezione sulla scienza che lo diventa anche sull antropologia. 112

114 Lettera dalla Pietra Ligure 15 Febbraio Nel segno dell asprezza e della durezza. nuovi tormenti e nuovi tormentati, un segno che tutta la terra è una sorta di inferno dal quale sono tutti dannati. Incontro con l ex soldato commilitone di Jacopo. Hanno combattuto, si sono esposti per Venezia, ha lasciato l esercito ed adesso è in estrema povertà con la moglie e la figlia. Un po il destino di Foscolo stesso. Scena che dà il valore di estrema povertà dormivamo tra i giumenti e le bestie. Chiede la carità ad un conoscente che gli dice che se avesse studiato e lavorato onestamente non sarebbe stato povero. I libri mi insegnavano ad amare i libri gli uomini e la virtù, ma libri, uomini e virtù mi hanno tradito. La negazione di Plutarco. Eroi che agiscono per virtù, che qui ha tradito. Il Pluto, eroe che, prima di suicidarsi, combatte per la patria fino alla fine. Leopardi dice Stolta virtù, un modello, ma insieme un qualcosa del passato che non ha più senso. Bugiarda speranza, illusione, che da modo di sopravvivere andando incontro ad un destino peggiore. Ah, se tu non fossi padre e marito io ti darei forse un consiglio e ti direi di suicidarti. Alfieri dice che il letterato non deve sposarsi, perché è il letterato il vero avversario del Principe, ma per poter combattere non si può avere moglie e figli, perché l eroe combatte da solo e non può permettersi l eroismo. Per combattere e pagare bisogna farlo da soli. Lo stesso principio deteriorato: per suicidarsi bisogna essere da soli, non si può compromettere la famiglia. Lo strumento per combattere è diventato il suicidio. Lettera da Ventimiglia Febbraio Elucubrazione astratta, contrapposizione: intelletto-cuore, sotto un altra forma. Foscolo va ad individuare il punto di fragilità di questa argomentazione, si patisce, si soffre nella speranza di poter aiutare gli altri. Se il nostro personaggio ha perso ogni speranza, non c è più quell elemento di sopportazione della speranza, Jacopo crea una sorta di ribaltamento su qual è il vero concetto di coraggio. Tu ti suicidi perché hai coraggio: Ora dove è il sapiente che possa costituirsi giudice de nostre intime forze? [ ] che può decidere che questo è un vile [ ] il tema del coraggio e della viltà sono riportati nel cuore, all impulso della vita. Solo chi può conosce l amore per la vita può giudicare il comportamento di una persona. Chi RESISTE per Foscolo, non sente con la stessa PASSIONALITÀ di chi ha ceduto. Il delitto il popolo lo chiama virtù, qui i mali vengono chiamati benefici. Realtà e gioco di parole, di costruzione intellettualistica falsa e lontana dalla natura. Io sono un mondo in me stesso il trionfo dell individualismo romantico. Foscolo si sta rifacendo a tutta la corrente di pensiero politico nel settecento, che serva a frenare una violenza innata negli uomini. Questi rinunciano alla propria libertà per garantire la salvezza. L uomo di fronte a questa umanità violenta cede la libertà allo Stato per salvarsi. Visione negativa della società. Foscolo sostiene il suicidio contro questo tipo di società, di Stato. L unica cosa che mi fa restare vivo è la speranza di Teresa, se io cerco di disingannarla questa diventa disperazione totale. Teresa è la nuova speranza, entra a far parte anche lei nel capitolo della speranze cadute, l ulteriore stimolo che porta al suicidio. Da quando Teresa è entrata nella società sposandosi. Qui è molto esplicito il rinvio alla figlia di Iefte, non più sacrificata al Dio, ma alla società. È la caduta delle speranze che annienta l uomo. Il sole nero rimanda all Apocalisse e alla morte di Gesù sul calvario. Io la terra l ho insanguinata, Jacopo ha ucciso un contadino, in una notte tempestosa lui ha spronato il suo cavallo, l ha travolto uccidendolo. Quindi Jacopo è colpevole ed oppressore, anche Jacopo stesso deve lavare il sangue che ha versato, colui che ci era fin ora sembrato un innocenze, fa in realtà parte del meccanismo di male del mondo, suicidandosi entra a far parte del meccanismo di autocombustione del mondo. 113

115 L Italia ha dei confini chiari, le alpi sono un baluardo che non riesce a trattenere gli invasori. Verrà forse giorno in cui verremo fatti schiavi domestici degli antichi, poiché oggi i nostri fasti sono motivo di superbia, che non ci spinge però alla grandezza [ ] le sciagure derivano dal genere umane l universo si controbilancia, il collasso dell Italia fa parte di un normale ciclo storico, perché le Nazioni si mangiano l un l altra, e se una non mangia gli altri, deperisce. L universo si controbilancia, macchina naturale nella quale vita e morte si succedono. La mia voce si perde nel fremito ancora vivo di tanti popoli trapassati. Una successione di grandi Stati caduti. Tutti visti nel segno della loro violenza: abbiamo i romani che rapivano il mondo, per esempio. Ogni popolo è portatore di una violenza sul precedente. Tutte le popolazioni hanno la loro età, prima tiranne e poi pagano nel sangue la loro tirannia passata. Pre-Leopardismo cosmico. Progetto della Natura, di ciclo naturale di decomposizione e rinascita. Come probabilmente la Terra decomposta porterà la felicità di un altro pianeta. Falsa immagine di virtù, come strumento di conservazione del potere. Gli uomini sono degli ingranaggi ciechi dell orologio, uno manda su o giù l altro. Adesso colui che ha virtù è colui che, sconfitto, prova compassione per gli altri. DI FRONTE ALLA NATURA SIAMO COME DEGLI INSETTI, [ ] CI HA DATO IL FUNESTO ISTINTO ALLA VITA, MA ANCORA PIÙ FUNESTO IL NOSTRO DOLORE. Il suicidio Lucano = l autore di un poema Bello e incivile, già incontrato per Tasso, la guerra civile. I grandi modelli di virtù per gli uomini del Settecento. Plutarco è zeppo di postille, pagine messe dentro con gli appunti di Jacopo ed uno particolare sulla morte di Nicia, perché è lo sconfitto per eccellenza del mondo antico. Gli Ateniesi partono per la Sicilia per restaurare la Repubblica dalla tirannia. Lui fa un discorso sul personaggio di Nicia: presenta un immagine dell umanità meschina, vile, nella quale gli uomini desiderano essere servi. Il grande accusatore dell imperialismo romano. Una sorta di riflessione sulla politica, in quanto tale, e sull uomo, in quanto tale. Sono delle riflessioni che lui scrive nel pieno dell esercizio del potere. Il senso dell esercizio del potere, va a coprire un po tutta la questione politica. Il passo seguente è stato scritto con stile tutto suo, con il passo: Io non so né perché venni al mondo; né come; né cosa sia il mondo; né cosa io stesso mi sia. E s io corro ad investigarlo, mi ritorno confuso d una ignoranza sempre più spaventosa. Non so cosa sia il mio corpo, i miei sensi, l anima mia [ ] un passo di Pascal recuperato da Jacopo. I pensieri di un morente, le ultime cose che questo fa. è chiaro che siamo partiti presupponendo che l Ortis sia un romanzo patriottico o sull amore infelice. Si tratta, però, anche di un romanzo sull impossibilità di conoscere sé stessi. L uomo è un nulla nell infinito: l uomo proiettato in un cosmo senza misura. Qui abbiamo il racconto di Lorenzo sulla morte di Jacopo. La figura cristologica della ferita sul costato. Jacopo si lascia morire secondo i modelli dell uomo storico. Ha sul collo il ritratto di Teresa. Questo è sporco di sangue perché Jacopo l ha baciato. Stava sullo scrittoio la Bibbia chiusa, con il Werther aperto: morire con la Bibbia vuol dire spostare il linguaggio su tutto un altro piano, è il segno della fine di un viaggio. L ultima cosa è stata la lettera per la madre, che poi ha cancellato. Jacopo sta espiando il male del mondo, il proprio omicidio e il pianto eterno. Siamo proprio nel segno della progressiva negazione di sé. Jacopo non scrive, si limita a morire in espiazione. L ultimo capoverso è l arrivo di Lorenzo. Dove trova una scena di deposizione e di compianto del Cristo morto. Teresa finisce nel silenzio perché è il contro-altare di Jacopo. 114

116 Il cadavere da tre lavoratori fu sotterrato sotto il Monte dei Pini i pini piantati e ripiantati dai padri di Jacopo. Gli uomini del paese andranno sotto quei pini e racconteranno di lui. Jacopo che si immerge nel flusso della piccola storia di quel paese. Jacopo è sepolto di notte, in terra sconsacrata. Nelle prime versioni, il sacerdote però decide di accompagnare Jacopo al cimitero, perché si rende conto che lui è sempre vissuto cristianamente, ma nella versione finale Jacopo è completamente abbandonato. La solitudine totale di un uomo vittima della società. 115

117 LEZIONE 25, LE ODI FOSCOLIANE 28/04/2014 Pag. 96 del libro Ugo Foscolo: Le Odi foscoliane Foscolo taglia nell edizione del 1803 tutta la sua produzione giovanile. Foscolo in questo periodo sta lavorando su Callimaco, un grande poeta greco, in particolare su La chioma di Berenice, di Catullo, poeta latino Callimaco usa la raffinatezza come codice di riconoscimento. Foscolo fa un piccolo Canzoniere, presentandosi in sostanza come un antico, non come un contemporaneo. I due testi che aprono questi Canzoniere sono due odi, ossia due forme non tipiche della cultura volgare italiana, ma latina. Foscolo pur avendo solamente 12 testi, li colloca volutamente in posizioni diverse. Vuole creare una macro struttura nella quale un testo prende significato nella posizione in cui è: non c è un accumulo di testi, non un ordine, ma tutti i testi insieme vogliono creare un senso complessivo. I due testi si presentano immediatamente come poesie per la malattia, per l infortunio, qualcosa che è venuto a rompere la bellezza di una donna. Sono tra i testi più difficili della letteratura italiana. 1. A Luigia Pallavicini caduta da cavallo Trattasi di testi molto difficili. Non sono completamente assenti dalla letteratura volgare, anzi, le odi nel 700 hanno una grandissima fortuna, il più grande autore di odi è Parini: rappresenta lo spirito di queste odi con un richiamo classico. Il verso 2 e il verso 4 non rimano tra di loro, ma nella schema c è AB, AC, DD però al fianco di D ed al fianco di C c è un apostrofo, ciò indica una parola sdrucciola, quindi il secondo e il quarto verso sono dei suoni sdruccioli. L idea che dei versi, in ogni strofa, sempre nella stessa posizione, finiscano con un ritmo è un elemento delle poesie classiche. Nei versi classici non abbiamo le rime, ma delle cose definibili ritmi. Sono delle scansioni. Presenta di per sé quest ode come affine alle rime classiche. Protagonista è una giovanissima, bellissima giovane della società borghese che cadde da cavallo e finì sfigurata. Una raccolta in cui altri giovani poeti scrissero ognuno una poesia di augurio per Luigia Pallavicini che si era sfigurata. Tutti soldati ufficiali della compagnia di Foscolo [a Bologna sta preparando l Ortis, scoppia la guerra tra francesi e austro-russi, la compagnia di Foscolo arriva a Genova]. Nell interpretazione che Foscolo dà a questa poesia: l incidente, la malattia, la bellezza devastata diventano il simbolo del collasso storico che loro vivono, è la poesia che risana la bellezza di Luigia. Le grazie sono legate alla bellezza: il volto deportato di Luigia viene posto sotto la cura di queste grazie. Riporta all episodio dell uccisione di Adone, nel quale le Grazie donano i balsami a Venere, ma anche alla morte di un bel giovane. C è sempre il tema nascosto della morte. C è sempre un tema tra bellezza, giovinezza e la morte. Le prime due strofe sono caratterizzate da un lessico del dolore: insana [ ] gemiti [ ] lacrime [ ] sanguinoso petto. Abbiamo allo stesso modo una descrizione della fanciulla nella quale è descritta la sua bellezza. È un lessico che rimanda alla figura di Armida, perché Tasso è uno dei grandi modelli di Foscolo, c è tutto l elemento del fascino femminile. Comincia la descrizione dell incidente, con l inquieto alipede. Se non che il re dell onde / dolente ancor d Ippolito / surse per le profonde / vie dal Tirreno talamo, / e respinse il furente / col cenno onnipotente. Se non avessi fatto quella cavalcata, adesso non vedrei gli occhi, le luci piene di amore spiare guardare con timore i medici al tuo capezzale cercando di capire se hai speranza di tornare bella come un tempo. 116

118 Abbiamo Diana che precipitano dal monte Etna, le altre dee gioiscono perché la sua bellezza non c è più, ma ecco Diana tornare più bella di prima. 1. Alla amica risanata Antonietta Fagnani Arese: soffre di una lunga malattia fino a quando non si risana. Amica, in latino vuol dire: un po più che amica. Il tema del ritorno della bellezza che era scomparsa per la malattia. Qui abbiamo una dimensione più intellettuale, filosofica. l aurea beltate ond ebbero / ristoro unico a mali / le nati a vaneggiar menti mortali. Le menti mortali sono portate a soffrire, a seguire qualcosa che non esiste. Abbiamo qui un tema ortisiano. Nella stanza successiva abbiamo la descrizione di una bellezza che non è cristallina, perfetta, ma una bellezza inquietante, che muove sentimenti e desideri. Tornano i grandi occhi al sorriso insidiando. È entrato un po nell immaginario erotico dell 800. Una bellezza in grado di scardinare anche dei parametri sociali. Abbiamo figure della mitologia classica, per cui la Fagnani Arese diventa la figura divina, una dea. Mentre era malata le ore portavano le medicine, scandivano i ritmi della cura medica, ma oggi la Fagnani Arese è tornata alla sua bellezza, che vediamo nelle situazioni delle grazie, con la danza, col canto e la musica. Oggi le ore recano l endecaveste [preziosi vestiti che vengono dall india], monili sui quali sono rappresentati gli dei e candidi coturni, i sandali bianchi e gli amuleti [tutte queste cose tu le indossi per far si che le danze e i cori notturni tu possa incantare gli uomini con affanni e speranze]. I giovani guardano quando l arpa adorni e quando ballando in modo affascinante arricchisci il suono dell arpa. Meste le grazie mirino chi la beltà fugace ti membra [le grazie guardino tristi chi ricorda che la tua bellezza finirà, il giorno in cui tu morirai]. Questa dimensione mitica è una dimensione mitica, la morte è sempre oltre le soglie della favola mitica. Abbiamo uno schema già visto nell ode precedente. Prima avevamo Diana che cadeva, in questo caso abbiamo al v. 58 Venere, v. 67 Bellona: dice chiaramente che le dee erano delle figure umane concrete che poi nel racconto sono state trasfigurate in dee: la casta Artemide cacciava sulle rive del Parnasio, una fanciulla mortale che andava a caccia sul Parnasio. Cominciare al verso 55 con mortale dice che i miti nascono dalla fabulazione [anche tu che sei mortale sarai resa una dea dalle mie poesie e da chi le leggerà]. Far sì che delle figure cantate in poesia, raccontate per generazioni e secoli diventino un simbolo significativo per l umanità. Bellona = una guerriera; Venere = una regina. Filosofia ripresa di Gianbattista Vico: filosofo napoletano del 1700, la sua opera principale 1725 si intitola Principi della Scienza Nuova. Essendo napoletano la sua filosofia era completamente avulsa dalle correnti di quell epoca. La sua era una genialità completamente aliena da modelli. Lavora sulla ciclicità della storia. Il suo trionfo è sui Sepolcri. Teorizza che le divinità siano state figure eccezionali che gli uomini in una fase rozza abbiamo divinizzato con il racconto. Foscolo sta facendo la sua galleria di figure divine, è arrivato a Venere. Nel verso 85 Foscolo comincia a parlare di sé: Ebbi in quel mar la culla, / ivi erra ignudo spirito di Faon la fanciulla, / e se il notturno zeffiro / blando sui flutti spira / suonavano i liti un lamentar di lira: / ond io, pien del nativo / aer sacro, su l Itala / grave cetra derivo / per te le corde eolie, / e avrai divina i voti / fra gl inni miei delle insubri nepoti. Passaggio Foscolo-Saffo tutta questa attenzione sull Io: che dentro in me ho l aria sacra della mia terra natale [la Grecia] trasferisco l antica poesia di Saffo, nella moderna poesia italiana. Foscolo si pone come un antico moderno, quindi sa creare le antiche poesie. 117

119 I. Alla seraè uno degli ultimi sonetti di Foscolo, che lo pone al centro dell universo. Il canzoniere inizia con una sera e finisce con un altra sera. [ ] dorme / quello spirito guerriero ch entro mi rugge, ispirato dal Della Casa. Nel Casa siamo di fronte ad un sonetto della vecchiaia: Feroce spirto un tempo ebbi e guerriero e per ornar la scorza anch io di fore molto contesi [ ]. Lo spirito vitale c è sempre, ma, di fronte alla notte, lo spirito dorme. Questo sonetto ha una fortissima dimensione cosmica. La notte arriva sull universo, c è un annientamento cosmico della notte. La notte annichilisce l universo, perciò spinge a pensare che si tratti di una forma del nulla eterno. Una dimensione storico apocalittica: fugge il reo tempo forma del collasso sociale, civile. Di fronte alla notte anche questo mondo svanisce, ma, insieme è un mondo che sparisce nel nulla. Così si cancellano le sofferenze dell uomo. Foscolo è l ultimo grande autore di sonetti. Pure per Leopardi il sonetto è una forma chiusa, superata, perché non permette di usare le forme libere. La forma chiusa, permette a Foscolo gli permette di lavorare alla perfezione. Foscolo è anche un grande critico, scrive una sorta di antologia: Vestigi della storia del sonetto in Italia. Testo prodotto in 3 copie, questo indica la ricerca stilistica della perfezione. Un antologia in cui Foscolo raccoglie in ordine cronologico 27 sonetti, il primo è di Guittone e l ultimo è suo [come dire: Io ho portato alla perfezione il sonetto, presenta sé stesso come l estremo della tradizione del sonetto, lo rende qualcosa di completamente diverso di quello che era prima.] All epoca c era la teoria dei punti: i sonetti hanno 2 quartine e 2 terzine, alla fine di ognuna ci va il punto. Se guardiamo questo sonetto ci accorgiamo che tra queste non c è affatto un punto, sono due periodi che si estendono sull intero blocco. Oltretutto c è un enjambement [ ] dorme / quello spirto guerrier [ ]. Foscolo dice proprio che l enjambement crea angoscia. Questi sono testi che vogliono creare angoscia nel lettore. VII. [Il proprio ritratto] qui dietro c è il modello di Alfieri. L edizione completa delle Rime esce a Milano nel 1101, l ultimo grido poetico di Alfieri. Abbiamo di Alfieri il sonetto: Solcata ho fronte. Alfieri si specchia nel sonetto. Ha un finale tragico perché la grandezza dell eroe si vede da come esso affronta la morte. Se vediamo Foscolo, ha chiaramente preso a modello questo sonetto. Solcata ho fronte, occhi incavati intenti, / crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto, / labbro tumido acceso, e tersi denti, / capo chino, bel collo, e largo petto; // giuste membra; vestir semplice eletto; / ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti; / sobrio, umano, leal, prodigo, schietto; / avverso al mondo, avversi a me gli eventi: // talor di lingua, e spesso di man prode; / mesto i più giorni e solo, ognor pensoso, / pronto, iracondo, inquїeto, tenace: // di vizj ricco e di virtù, do lode / alla ragion, ma corro ove al cor piace: / morte sol mi darà fama e riposo Alla morte avrà quella quiete che Jacopo chiedeva in continuazione e potrà compensare la sua sete di fama. 118

120 LEZIONE 26 30/04/2014 A Zacinto Una rilettura della propria vita nel segno del mito. C è una sorta di fono simbolismo (acque, onde come ci fosse sempre questo sciabordio delle onde), l acqua è un simbolo della nascita (Venere come colei che crea la natura). Lettera di Cesarotti grande poeta intellettuale, maestro di Foscolo che gli scrive in merito a questo sonetto, dicendo di esser spiacente di veder entrare nei quaderni: per di più ci hai messo anche un accavallarsi di enjambement che supera il verso. Non se ne ha qualche esempio se non nel Della Casa, che sconcerta l aggiustata disposizione delle parti. Era un sonetto definito brutto, nel quale non si capisce niente. F. sta rompendo i principi dell armonia settecentesca. C è una costruzione della propria mitologia infantile: la terra di Zacinto rappresentata simbolicamente come madre. Sacro è dover servir la patria mandai le frecce della poesia contro il potere dei tiranni sotto il quale questa nacque. Alfieri rinuncia al suo titolo e va in esilio. Per lui è patria. Per Foscolo si tratta di una terra mitica che ci porta nella cultura, un luogo di elezione e, infatti, Alfieri dice: io ho scelto l esilio perché lo volevo come scelta di libertà. L esilio di Foscolo invece è stato obbligato. Lorenzo Alberani [Foscolo, sempre]: E io pure tardo ma non ultimo martire fui profugo per l Italia, rivolsi gli occhi lacrimosi alle sponde della mia patria (le sponde di una terra perduta che in quanto tale è irraggiungibile Zacinto affiora persino nelle parole di Lorenzo). In memoria del fratello Il fratello Giovanni si suicida per debiti di gioco, avvelenandosi. Il suicidio di Giovanni entra in qualche modo nella riscrittura dell Ortis. Abbiamo una sorta di dimensione profetica. Si proietta la concezione della profezia prevede dove si morirà e come si morirà. Ulteriore caso di testo dialogico. Qui introduciamo il tema del dialogo con il defunto Foscolo sta parlando con il fratello morto. Torna poi alla madre la madre reale: illacrimata sepoltura = tu, isola madre, non potrai piangere sulla mia tomba perché sei lontana, poi invece abbiamo la madre reale che può piangere sulla tomba del figlio. Contrapposizione: Ulisse ha potuto, io non posso, io sono rilegato nell esilio. Sento gli avversi numi gli dei avversi, come Ulisse viaggia per dieci anni, così Foscolo ha gli avversi numi. Continua a proiettarsi nel mondo del mito, creandosi una figura mitica. Spero di morire anch io. Ci rimanda a quell immaginario marino del viaggio nel mare ulissiaco e collegato al sonetto A Zacinto. L Almen della compensazione della sventura. La compensazione è la poesia in sé, il canto poetico. Le due cose, tomba e canto si sovrappongono. Questo è uno dei sonetti più colti delle letteratura italiana. Un dialogo con il fratello morto, ma c è un po di differenza nei punti di contatto: banalmente abbiamo un dio sempre me ne andrò di gente in gente, sono venuto per parlare invano colla tua cenere muta Catullo: abbiamo il contatto diretto tra C. e il fratello. In Foscolo no, il contatto viene mediato dalla madre. Catullo viaggia per raggiungere la tomba del fratello, morto in Bitinia. Invece Foscolo ha viaggiato per allontanarsi dal fratello, allontanamento, perdita, che banalmente affiora molto di più nel sonetto di Foscolo. 119

121 Se in A Zacinto piangeva la perdita della giovinezza, qui piange per la perdita di suo fratello. Enea = sceso negli inferi e incontra il padre, che protese commosso entrambe le mani le palme tendo Anchise attacca il discorso dicendogli quanto fosse stato travagliato il suo viaggio. Queste palme di Anchise, vengono deluse, perché non si può più avere il contatto. C è l impossibilità del contatto. Nell Iliade abbiamo il preannuncio della morte. Per sottolinearne la classicità, c è anche una poesia di Tibullo sulla morte di una bambina. Anche in Alfieri: parla con la madre, che di pianto in pianto vai trascinando la trista tua sera. Sonetto di Petrarca: traendo l idea del trascinarsi con fatica verso il destino, recuperato da Foscolo sulla base dell incipit di Alfieri. Perché non sono morto io prima che ti privasse di quei figli [ ] per me non stringerai mai nel seno un pargoletto che ti farebbe sperare in un futuro sereno la centralità è sulla madre, ma in F. c è insistenza sui pronomi possessivi non andrò / né mai più toccherò insistenza sull io, sulla propria tragedia personale e la propria distanza, mitica ed esistenziale. Alfieri parla della città natale: vediamo Asti come culla come Zacinto per Foscolo. Tu non altro che il canto avrai del figlio o materno mia terra, quanti libri tu mi hai dato Asti tanti io te ne porto, per nutrire il sapere che rende libero l uomo la dottrinal fronda. In Foscolo è il canto che consola e permette di entrare nel mito (come le ninne nanne, che stabiliscono il rapporto tra figlio e madre). La fine del tempo, che cede nell eterno, nel nulla: abbiamo il tema dell oblio, dimensione di annichilimento dell umano. Se la vita è errore, ira e angoscia, tu hai già vissuto troppo. Con il tuo sforzo intellettuale lascia degli esempi a colui che un giorno ti chiamerà antico. Tema figlio-madre con: il figlio infelice che c era anche nell Ortis, nelle lettere del figlio per la madre, mai spedite. Breve è la vita è lunga è l arte. Per chi non ha possibilità di azione, l azione tragica dell eroe, almeno tenta la fama con libere carte la libertà della poesia. Questo sonetto quindi è concluso con un esortazione allo studio, al lavoro, contro l inerzia dei tempi, di un mondo che si sta decomponendo. sta sorgendo l alba del quinto lustro : nei 40 anni mi sono rimasti prudenza e senno e non il brio giovanile nei 40 anni tutto quello che è stato della giovinezza è finito, ma rimane solamente il senno. Foscolo poeticamente, nei sonetti, è enormemente superiore all Alfieri, ma abbiamo un passaggio da una dimensione biografica ad una esistenziale la ricerca della fama si colloca all interno di uno scenario cosmico, filosofico, del nulla che incombe. Io stesso mi trasformo in una sorta di Ulisse con la mia poesia che mi permette di superare l oblio, l annichilimento. L unico strumento che mi aiuta a combattere contro la distruzione del silenzio del tempo. 120

122 LEZIONE 27 05/05/2014 Dei sepolcri Capodopera. Il Carme dei Sepolcri viene ideato da Foscolo nella tarda primavera, inizio estate del 1806, come esito di un dialogo con un grande poeta dell epoca, tale Ippolito Pin de monte, perché Foscolo, Pindemonte e Isabella Teotochi, discutono a Verona di cimiteri. Perché il tema dei cimiteri in quell epoca è al centro del dibattito intellettuale e politico, perché in quegli anni si sta discutendo di una serie di riforme di igiene che riguardano i cimiteri, in Francia è stata adottata una norma igienico politica che stabilisce che non ci possono più essere cimiteri nelle chiese ma solo cimiteri suburbani: Illuminismo razionalista che ha caratterizzato la Rivoluzione Francese. Questi cimiteri devono essere democratici, non sono ammesse le lapidi o segni nobiliari. Aspetto che portò l aspetto democratico francese all interno del principato napoleonico, si è in attesa che questa norma francese venga introdotta anche in Italia nel 6 Settembre 1806, con l Editto di Saint Cloud. Succede che gli altri due personaggi (Pin de Monte e Teotochi) sono contrari all Editto, Foscolo invece si limita a fare il filosofo indifferente. Per lui non c è problema, anzi è a favore. Pin de Monte sta componendo un poemetto intitolato Cimiteri (cimitero di Verona, inaugurato nel 1804 idea di politia medica). Foscolo viene a sapere che Pin de Monte sta scrivendo questo poemetto, gli viene l idea di scrivere qualcosa a proposito, dicendo a Pin de Monte che stava scrivendo un poema sui cavalli (questo gli inviò anche vari spunti per aiutarlo), Foscolo completa Dei sepolcri prima che Pin de Monte finisse i Cimiteri. Foscolo fu accusato di plagio, di avendo visto questi sepolcri di Pin de Monte e di avergli rubato anche dei versi. I cimiteri non furono un capolavoro, poi Pin de Monte si ispirò a Dei sepolcri di Foscolo per un poema sui sepolcri che pubblicherà poi. Una sorta di restituzione da parte di Foscolo del dono dell ispirazione. Questa presenza di Pin de Monte fa sì che siamo di fronte ad un testo epistolare: si presenta come una lettera. All inizio Foscolo parla di epistola dei sepolcri. Perché Carme dei sepolcri? All interno dei sepolcri questa ha una funzione particolare: l idea del dialogo. Dibattito che va ben oltre l impostazione francese. Era stata già adottata nei cimiteri in Austria una norma su questa politia medica. Un tema fortemente dibattuto che aveva provocato anche un interesse antropologico sulle usanze funerarie su una dimensione antropologica. 1801, Istituto nazionale. Si affianca a ciò anche un gusto letterario, c è una larghissima fortuna per testi letterari nei quali si parla di cimiteri, riflessioni sui cimiteri. Avevamo detto che Foscolo comincia i sepolcri, dice di averli finiti in Agosto, ma verso il Gennaio del 1807 si sposta a Brescia per seguire la pubblicazione dei suoi Sepolcri presso un editore, all epoca molto importante: Bettoni; l edizione esce nell Aprile del 1807, lungo il suo soggiorno a Brescia. La parte di intervento d autore sull edizione è costante, continua. È una presenza incombente e anzi, siccome Bettoni morirà, tra le cose che dirà è che Foscolo gli aveva fatto fare spese enormi per continuare a ristampare le edizioni. Questo Bettoni era una sorta di editore di pregio tutti gli autori bramavano di pubblicare da lui. Assoluta pulizia del testo, dell immagine, un assenza di un qualsiasi elemento, non è un frontespizio che si imprima nella memoria per immagine, ma vuole comunicare l idea della pulizia, da altra parte vuole corrispondere ad un edizione colta e filologica di un testo antico. Il rapporto tra nero e bianco nelle pagine assenza di qualsiasi orbello, con margini amplissimi. Non è un testo che si possa portare in mano o semplice. È elegantissimo, costoso, ma che fisicamente vuole ricordare i testi classici che devono essere letti su un leggio, un grande tavolo. 121

123 Pagina 130, del volume Ugo Foscolole note: Foscolo da vero poeta critico orna il suo testo con note al fondo, note coltissime, rimandi ai testi classici che hanno fatto da modello, tratta i suoi De sepolcri come fossero il testo antico di un altra persona. Si presentano come un testo antico arrivato fino a noi o come un testo contemporaneo che vuole presentarsi come testo antico. Il testo provoca da subito un enorme stupore, anche un po polemico. Esce su un giornale la recensione di un certo Monsieur Guillon, recensione molto piatta e con una serie di fraintendimenti, ma questa provoca uno dei testi critici fondamentali della critica italiana, che si chiama Lettera a Monsieur Guillon. Foscolo non risponde con una contro-recensione ma con un vero e proprio libretto, la volontà di distaccarsi dal quotidiano per inserirsi nella storia della critica. Una risposta che va molto oltre lo spessore della recensione di Guillon, Foscolo si rende conto della complessità del proprio Carme e decide di farne una rappresentazione complessiva in chiave critico-esteticafilosofica. Pin de Monte recensisce De sepolcri con una lettera a Foscolo, molto cavalleresca da parte sua, nel 15 Aprile Elemento del sublime, come categoria critico estetica in Dei Sepolcri, una contraddizione critica. Il sublime suscita spavento, non malinconia. Ove trovaste quella malinconia sublime, quelle immagini, quei suoni, quel misto soave, e di forte, quella dolcezza, e quell ira? È tutta cosa vostra, che star vuol da sé, e che non si può a verun altra paragonare. Io non vi dirò, ch esser potevate forse men dotto e antico, e un po più chiaro e moderno, perché so come voi pensate su questi argomenti, e perché forse mi rispondereste, che una certa oscurità al sublime appunto contribuisce. Foscolo sta creando un testo non incasellabile nelle categorie critiche dei testi della tradizione. C è un idea di non imitabilità del testo. Ha prodotto una riforma nella poesia lirica italiana. Foscolo definisce i De sepolcri come un testo lirico, che è un qualche cosa che non corrisponde alle nostre categorie. Non sta parlando delle categorie italiana, sta parlando della poesia lirica della tradizione greca. Continui sbalzi di tempo e di luogo, instabilità. Aimè Guillon con la sua recensione nel 22 Giugno 1807: Ritrocedendo sempre rapidamente, ei s inoltra nei tempi favolosi della Grecia. Egli è alla tomba d Achille e di Patroclo; quindi passa a quella d Aiace al promontorio Retéo, poi nella Troade al sepolcro d Ilo, antico Dardanide. Young, Hervey, Gray non fecero tanti viaggi; [ ] Edward Young, Night-thoughts, 9: riflette sulla caducità della vita terrena proiettata però in una prospettiva religiosa; lui è un sacerdote anglicano, questo scritto fu tradotto in tutte le lingue europee ed in italiano fu tradotto con Notti. Alessandro Verni, Notti romane sui sepolcri degli Scipioni. Perché pochi anni prima erano stati ritrovati i sepolcri degli Scipioni e lui si immagine gli Scipioni che escono dalle tombe e confrontano l antico con il moderno. Abbiamo un romanticismo macabro, ossia i fantasmi. Thomas Gray, Elegia su un cimitero campestre: testo che anch esso avrà una gigantesca fortuna e fu distribuito in tutte le lingue e che crea un vero e proprio mito dell immaginario romantico. Guillon si ricollega a questi modelli di poesia cimiteriale e dice che Foscolo non li segue partendo per viaggi che non c entrano niente. [ ] essi si contentarono di meditar sui sepolcri, che essi medesimi ed i loro compatriotti avean sotto gli occhi; e disser cose più commoventi, e molto più consolanti, perocché tutti i loro canti sono rallegrati dalla speranza della futura resurrezione della quale il sig. F. non dice cosa alcuna. Ci colleghiamo qui con il tema della poesia lirica. Guillon continua a parlare di elegia, il genere di Gray, per questo dice che questa è un elegia ma non commovente. Intrinsecamente legato al genere elegiaco, che vuole provocare commozione. Quella di Foscolo non è elegia ma poesia lirica. 1803, commento a Chioma di Berenice. Foscolo affianca ai suoi testi un impronta critica molto forte. Dice che la poesia lirica vive di due elementi: il passionato elemento civico popolare, la dimensione politica e dimensione popolare nel senso che si ricollega all immaginazione ed al 122

124 sentire profondo degli uomini, elemento che fa riferimento al cuore e il mirabile elemento mitico e simbolico che colpisce la mente. La poesia lirica è strettamente collegata al concetto di sublime, cioè una poesia alta che percuote e spaventa. Con una dimensione oggettiva in questo caso l Io di Foscolo è molto ridotto, vedremo che all interno dei sepolcri l Io è totalmente azzerato. Foscolo dice che nella poesia lirica manca l amore. Chiaro che la sua poesia lirica è l opposto della poesia lirica di Petrarca F. la definisce poesia melica, utilizza una categoria recuperata dai generi della poesia greca. La scomparsa dell autore, viene in mente Omero, il modello di poesie in cui l Io scompare. Originariamente insieme ai sepolcri sarebbe dovuto uscire un altro testo di Foscolo nella stesso volume, invece usciranno in due libri diversi: l Esperimento di traduzione dell Iliade di Omero. Foscolo ironizza su Monti, mentre lui traduce il primo canto dell Iliade direttamente dal greco. Anche questo volume esce per Bettoni ed ha lo stesso frontespizio di Dei sepolcri. Desiderio di rappresentare i Dei sepolcri come una sorta di poesia omerica. F. fa una sorta di guida alla lettura, fornisce una struttura dell opera che è quella che tutti noi utilizziamo. 4 elementi: primo blocco dedicato a ragionare sul fatto che i sepolcri sono inutili ai morti ma utili ai vivi. Blocco che arriva fino al verso 90. Il secondo blocco che comincia al verso 121, tratta degli usi dei sepolcri nei diversi sepolcri, fino al verso 150. Il terzo blocco a verso 151 è dedicato all ufficio morale della letteratura ed arriva fino a verso 212. Dal 213 in poi abbiamo in blocco dedicato alla poesia eternatrice. Questo è quello che Foscolo stesso chiama lo scheletro. F. stesso dice che queste sono le idee, ma se noi le mettiamo in ordine ci accorgiamo che non c è nulla di originale, sono idee dette e stradette. F. aggiunge una seconda chiave di lettura, basata su quelle che lui chiama le transizioni: alcune particelle [es. ma] che permettono di passare da un idea all altra. Dice che non sono le idee a creare la poesia una disposizione logico razionale ma l associazione delle idee [il montaggio, potremmo dire, analogico un idea ne innesca un altra]. Il rifiuto della poesia didascalica del 700. Newton troppo difficili per le dame [donne], le semplifico per renderle più leggibile una poesia gretta che abbassa quel mirabile di cui ha bisogno. La sua è una poesia che vive di queste transizioni analogiche, non razionali. Qual è il grande modello oltre ad Omero? Pindaro, noto per i famosi voli pindarici perché i testi di Pindaro sono costruiti proprio per successione di immagini che apparentemente non hanno nulla a che fare con l immagine precedente. L immagine, il mito. L efficacia della poesia è data dall immagine e dal mito, piccoli mondi frutti della fantasia. Chi meglio combina, meglio scrive. Applicazione dei racconti mitici e delle favole alla morale. Se Dei sepolcri è scritto così non sono il testo più chiaro e moderno che Pin de Monte avrebbe voluto, sono un testo dotto ed antico. Carme si trascina dietro l idea di un testo arcaico il primo testo latino noto è il Carme Secolare, un testo religioso. Idea che la poesia nasca dalla religione. Citazione del Delegibus di Cicerone, nel quale cita le Leggi delle dodici tavole. Porre i sepolcri nel segno di una lettura mitico giuridica. Questo si ricollega all editto di Saint Cloud, la normativa moderna: critica arcaica e critica moderna, la decadenza della civiltà. Foscolo ha avuto una deriva nazionalista. In questa epoca arcaica il delitto e il costume hanno una dimensione religiosa che si è perduta. Influsso della filosofia di Gianbattista Vico. Pag. 117, del volume Ugo Foscolo Non ci sarà differenza ovunque tu venga seppellito perché ritornerai sostanza chimica, al morto non importa nulla del luogo della sua sepoltura. 123

125 LEZIONE 28, CARME DEI SEPOLCRI: INFLUENZA DI VICO E COLLEGAMENTO CON I MITI GRECI 09/05/2014 Il fulmine crea negli uomini il timore nella religione. La pietà è frutto di un timore religioso: provoca il seppellimento dei morti e di conseguenza le istituzioni. Il PERIODO DEGLI EROI è dominato dalla fantasia. Il PERIODO DEGLI UOMINI è un periodo democratico. Gli schiavi col tempo ottengono diritti pari a quelli degli eroi. PROGRESSIONE politica, ma anche delle caratteristiche dell uomo. TRIPARTIZIONE: INFANZIA (dominata dal senso ); FANCIULLEZZA ( fantasia ); ETÀ ADULTA ( ragione ). Nella FANCIULLEZZA ritroviamo il popolo greco, in una forma di pensiero non razionale, ma per miti e favole. Il mito non è intrattenimento ma un modo diverso in cui gli uomini pensano. Idea dei cicli, per cui ad esempio: il medioevo, per Foscolo, è un altra fase di fanciullezza, immaginazione poetica. In primo luogo: la favola degli antichi è un elemento di immaginazione (la fanciullezza dell uomo), si ragiona per sillogismi, ragionamenti aridi. Nel medioevo l uomo non ha più immaginazione e questo rappresenta in un certo senso una decadenza. La favola è prodotto della religiosità naturale. La poesia è il derivato dei miti, è mito e quindi ha una sua religiosità. La poesia vive di favole e, in quanto, ha una morale. Foscolo vuole fare poesia come la facevano i greci, dedicandola alla fantasia ed al cuore: in Odoardo e Jacopo c è uno scontro di civiltà e poesie. Quando anche Jacopo parla di un mondo decrepito, parla di quello in cui vive. Vico dice che Omero è un universo simbolico del mondo greco, è il simbolo di un mondo ancora fanciullo. La poesia, in quanto frutto dell immaginazione fanciullesca, è ciò che si trasforma in teologia politica e storica. La poesia è la sapienza antica, ossia la guida per le nazioni. Come si riflette il concetto di lirica nei sepolcri? Foscolo stesso dice che Virgilio è un adulatore, la funzione morale della poesia. I Cimiteri di Vico hanno un dimensione in qualche modo profetica. La religione è qualcosa che lega insieme. Dice che la pietà umana e l amore per la terra si legano insieme perché hanno la loro radice. Foscolo sta polemizzando contro l uso cristiano delle sepolture nelle chiese, l uso vietato dall Editto di Saint Cloud. Immagine negativa di quest uso, con i fantasmi, morti. Sta criticando l Editto di Saint Cloud, critiche che venivano da destra, ossia dai conservatori religiosi. Questo per lui è un modo per prendere le distanze anche dall uso cristiano, ci respinge nei riti pagani, caratterizzati dal dialogo tra il vivo ed il morto, nel quale è fondamentale il rito. L uomo che abbandona la bellezza della natura. Chi parlava con i morti gli faceva sembrare di essere nel paradiso pagano. Pietosa insania quella illusione, speranza che avevamo visto fin nell Ortis. Razionalizzazione dell illusione. È tutta una follia che in realtà ha uno scopo per l uomo. Ci ritroviamo ad un certo punto nell Inghilterra sua contemporanea. Il cimitero inglese fuori città è caratterizzato dalla natura. 1804, Silva, de giardini inglesi Amore come un amore di pietas, non l amore dell uomo. Le donne inglesi vanno a pregare gli dei nei cimiteri perché torni il prode Nelson dalla battaglia. Nelson fa tagliare l albero maestro della nave nemica e si fa seppellire lì, avendo scavato la sua tomba: virtù patrie. 124

126 Invettive contro Milano e il tremore ciò che si prova nella tirannia In Italia, dove ci sono solo opulenza e terrore [ ], vi sono solo memento mori ricorda che morirai (es. San Bernardino alle ossa, completamente coperta di ossa). Gli intellettuali, i ricchi e i nobili, decoro e mente al bello italo regno [ ] (lo Stato fantoccio di Napoleone). Da qui si passa ad un autobiografismo. Foscolo si rivolge di nuovo a Pin de Monte: le tombe dei forti (eroi) accendono l animo eroico a nobili azioni e bella e santa fanno al pellegrino la terra [ ]. La chiesa di Santa Croce viene vista come il Pantheon parigino: la chiesa di Santa Genoveffa viene sconsacrata e ricostruita come Pantheon dove venivano raccolti i grandi della patria (Ugo venne seppellito qui), questo va a segnare un po il concetto dei sepolcri, sostituzione di una religione in sé ad una religione di immaginazione poetica dei grandi. È la poesia la nuova religione, perché è culto dei grandi esattamente come il Pantheon è il luogo dei raccolti. Qui abbiamo la descrizione di Santa Croce. Parla di Machiavelli: lo chiama colui che forgiava lo strumento della tirannide, ma in fine Settecento cambia la sua immagine ed il Principe diventa una sorta di opera ironica. Mentre fa questo, in realtà, ne sfronda gli allori, dissacra il potere, dimostra che il potere è violenza, inganno, ipocrisia. Svela ai popoli di che lacrime grondi e di che sangue. Si impone un principio per cui Machiavelli apparentemente vuole rafforzare il potere dei principi. Machiavelli è il primo dei grandi che abbiamo citato. Siamo in epoca napoleonica, questo è un riferimento a Napoleone, quindi Foscolo sta prendendo una posizione anti-napoleonica e sta prendendo senso la dinamicità dei sepolcri. Qui abbiamo il catalogo di poeti fiorentini o comunque legati a Firenze. E tu per prima, Firenze, udivi il carme che allegrò l ira al Ghibellin fuggiasco (tu per prima hai sentito la poesia di Dante). I Ghibellini erano in funzione anti-chiesa, perciò perdenti, questo ricollega Dante ad una figura perdente. Il canto serve per raddolcire l ira di Dante. Trarre gli auspici: è un elemento religioso. il tempio delle lettere, Santa Croce è trasformato in un tempio religioso, dal quale possono derivare gli auspici. La poesia è una sorta di trasformazione della profezia originaria, ecco perché il Carme dei Sepolcri finisce con una profetessa. Abbiamo Milano e Firenze ma anche i due grandi modelli di poesia civile, per Foscolo: Parini e Alfieri. Un Alfieri che sembra un nuovo Dante: qui posava l austero [ ] ossa fremono all odor di patria. Alfieri trovava ispirazione poetica a Santa Croce anche un ispirazione religiosa, quindi Alfieri come sacerdote. Alfieri è entrato nel Pantheon delle divinità poetiche. [ ] da quella religiosa pace un Nume parla [ ] Quel Nume che parla da Santa Croce è lo stesso che sfidò i greci contro i persiani. [ ] Il navigante che veleggiò quel mar sotto l Eubea, vedea per l ampia oscurità scintille balenar d elmi e di cozzanti brandi, fumar le pire igneo vapor, corrusche d armi ferree vedea larve guerriere cercar la pugna; e all orror de notturni silenzi si spandea lungo ne campi di falangi un tumulto e un suon di tube e un incalzar di cavalli accorrenti, scalpitanti su gli elmi a moribondi, e pianto, ed inni, e delle Parche il canto.[ ] Tradizione raccontata già dai greci che risuonava ancora il rumore della battaglia di Maratona. Il navigante vedeva e sentiva quella notte il fantasma della battaglia. Si parla di Achille, lo scontro tra Odisseo e Aiace, [ ] sovra l ossa d Ajace [ ], le armi di Achille verranno poi riportate sulla tomba di Aiace. Aiace come eroe, Ulisse come viaggiatore. [ ] a generosi giusta di glorie dispensera è morte [ ], la gloria viene riconosciuta solo dopo la morte. [ ] alla poppa raminga [ ] : ramingo è un termine iper-foscoliano. Le muse chiamano me a evocare gli eroi. Terza fase di un ciclo: prima un viaggiatore che vedeva i fantasmi della battaglia di Maratona, poi Pin de Monte che vede le gesta di Troia, poi vediamo Foscolo invocato a chiamare gli eroi. Un contatto tra l uomo moderno e gli antichi eroi. Foscolo è attivo perché rievoca gli antichi eroi, diventando una sorta di sacerdote. 125

127 Tempo e spazio convergono nel nulla. Il tempo nell eternità. [ ] nella Troade inseminata splende un luogo divino [ ] quando Elettra sapeva che stava per morire mandò a Giove il voto supremo: E se, diceva, a te fur care le mie chiome e il mio viso e le dolci vigilie, e non mi assente premio miglior la volontà de fati, la morta amica almen guarda dal cielo onde d Elettra tua resti la fama.[ ] La profezia di Cassandra è in realtà una poesia e vi è inglobata la figura di Omero, profetizza la nascita della poesia. non è cosa da poco che Foscolo dia la parola ad una profetessa alla quale nessuno dava ascolto: [ ] ivi Cassandra, allor che il Nume in petto le fea parlar di Troja il dì mortale, venne all ombre cantò carme amoroso e guidava i nepoti, e l amoroso apprendeva lamento a giovinetti.[ ], se mai potrete tornare in patria, invano la cercherete, i ricordi dei morti di Troia avranno stanze in queste tombe [ ] le nuore di Priamo piantano le palme e i cipressi perciò il cipresso sotto il quale era morto Jacopo era stato piantato dagli avi. Chiudiamo quindi sul sole, come avevamo aperto sul sole per i defunti: Finché il sole risplenderà sulle sciagure umane sole come elemento astronomico che un giorno si spegnerà. Il tema del pianto, delle lacrime, del sangue. Il tema della sacralità, santo nel segno della pietas e della poesia. Lo sconfitto per eccellenza (Ettore), conclude il sonetto. La poesia come compensazione. 126

128 Sommario INIZIO Letteratura Italiana [L.I.]... 1 LA POESIA SICILIANA... 1 LEZIONE 2 19/02/2014 [L.I.]... 4 LEZIONE 3 21/02/2014 [L.I.]... 9 LEZIONE 4 24/02/2014 [L.I.] LEZIONE 5 26/02/2014 [L.I.] LEZIONE 6 28/02/2014 [L.I.] LEZIONE 7 03/03/2014 [L.I.] LEZIONE 8 05/03/2014 [L.I.] LEZIONE 9 10/03/2014 [L.I.] LEZIONE 10 12/03/2014 [L.I.] LEZIONE 11 14/03/2014 [L.I.] LEZIONE 12 17/03/2014 [L.I.] LEZIONE 13 21/03/2014 [L.I.] LEZIONE 14 24/03/2014 [L.I.] LEZIONE 15 26/03/2014 [L.I.] LEZIONE 16 28/03/2014 [L.I.] LEZIONE 17 31/03/2014 [L.I.] LEZIONE 18 04/04/2014 [L.I.] LEZIONE 19 07/04/2014 [L.I.] LEZIONE 20 09/04/2014 [L.I.] LEZIONE 21 11/04/2014 [L.I.] LEZIONE 22 14/04/ LEZIONE 23 16/04/ LEZIONE 24, VIRTÙ COME STRUMENTO DI CONSERVAZIONE DEL POTERE 23/04/ LEZIONE 25, LE ODI FOSCOLIANE 28/04/ LEZIONE 26 30/04/ LEZIONE 27 05/05/ LEZIONE 28, CARME DEI SEPOLCRI: INFLUENZA DI VICO E COLLEGAMENTO CON I MITI GRECI 09/05/

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