Primo Levi Il sistema periodico
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- Filippo Romani
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1 Primo Levi Il sistema periodico L anidride carbonica [...] questo gas che costituisce la materia prima della vita, la scorta permanente a cui tutto ciò che cresce attinge, e il destino ultimo di ogni carne, non è uno dei componenti principali dell aria, bensì un rimasuglio ridicolo, un impurezza trenta volte meno abbondante dell argon di cui nessuno si accorge [...] è un acrobazia ironica, uno scherzo da giocoliere, una incomprensibile ostentazione di onnipotenzaprepotenza, poichè da questa sempre rinnovata impurezza dell aria veniamo noi: noi animali e noi piante, e noi specie umana, coi nostri quattro miliardi di opinioni discordi, i nostri millenni di storia, le nostre guerre e vergogne e nobiltà e orgoglio. Su questo cammino all ingiù, che conduce all equilibrio e cioè alla morte, la vita disegna un ansa e ci si annida.
2 Never waste pure thoughts on an impure protein PURIFICAZIONE DI PROTEINE
3 PURIFICARE Purificare significa ottenere solamente la nostra molecola di interesse (isolarla). Purificare una proteina per: Determinarne la sequenza aminoacidica Studiarne la funzione Determinarne la struttura Le proteine differiscono per : Dimensione e forma Carica Solubilità Attività biologica
4 PROPRIETA DELLE PROTEINE SFRUTTATE PER PURIFICARLE la dimensione (PM) e forma il contenuto in aminoacidi acido o basici (la carica di una proteina è la somma delle cariche (+) e (-) ad un dato ph sulla superficie. il punto isoelettrico la distribuzione di carica (ci può essere una distribuzione non uniforme sulla superficie) solubilità (influenzata da ph, forza ionica) densità (~1.4 g/cm 3 ) lipoproteine<proteine<fosfoproteine idrofobicità (numero e distribuzione dei residui idrofobici) capacità a legare metalli o altre molecole capacità di associazione e dissociazione (reversibili) specificità di sequenza o di struttura (anticorpi) presenza di modifiche post-traduzionali altre proprietà (es. termolabilità)
5 Processi di separazione solfato d ammonio acetone polietilenilammina (polimin P) Precipitazione isoelettrica polietilenglicole (PEG) scambio ionico idrofobica affinità affinità per metallo immobilizzato immunoaffinità cromatofocusing filtrazione su gel gel elettroforesi (native) gel elettroforesi denaturate-sds elettrofocusing Precipitazione Ripartizione Cromatografia Elettroforesi Centrifugazione Ultracentrifugazione Proprietà sfruttate solubilità solubilità solubilità, carica solubilità, pi coefficiente di ripartizione tra due fasi carica, distribuzione di carica idrofobicità sito di legame per un ligando legame con metallo specifico sito antigenico punto isoelettrico forma, dimensione carica, dimensione dimensione pi forma, dimensione, densità forma, dimensione
6 DIALISI Proprietà sfruttata: DIMENSIONE delle proteine. Vengono utilizzate membrane semi-permeabili (es. cellulosa).
7 DIALISI Proprietà sfruttata: DIMENSIONE delle proteine. 3 grandezze da considerare: La chimica del tampone esterno La quantità del tampone esterno Il diametro dei pori del sacchetto Per una dialisi esaustiva occorrono diverse ore ed è necessario sostituire periodicamente il tampone.
8 SEPARAZIONE SULLA BASE DEL FENOMENO DELLA DENATURAZIONE
9 FRAZIONAMENTO PER DENATURAZIONE Differente sensibilità al calore delle proteine Proteina A Proprietà sfruttata: STABILITA delle proteine. Proteina B
10 solubilità (proteine) FRAZIONAMENTO SALINO o SALTING OUT Proprietà sfruttata: SOLUBILITA delle proteine. Emoglobina Le proteine sono solitamente solubili in H 2 O; tale solubilità è anche in funzione della forza ionica della soluzione. µ = ½ Σ c.z² Conc. ioni Aggregato
11 In condizioni normali le proteine si aggregano per attrazione tra le cariche di superficie e precipitano. Quando viene aggiunto il sale gli ioni da esso derivanti interagiscono con le cariche elettriche di superficie delle proteine neutralizzandole e impedendo la formazione di aggregati. Al contrario aumentando la concentrazione di sale, e quindi facendo aumentare la forza ionica in soluzione, si ottiene un eccesso di cariche che, dopo aver saturato la proteina, la destabilizzano entrando in competizione con essa per il solvente. Poichè le cariche di superficie delle varie specie di proteine sono differenti, ognuna di esse ha un suo punto di precipitazione che corrisponde ad una determinata concentrazione di sale. In questo modo usando una concentrazione di sale ad hoc possiamo isolare una o un gruppo di proteine da una miscela; il sale viene poi eliminato per dialisi.
12 APPLICAZIONE DEL SALTING OUT Proprietà sfruttata: SOLUBILITA delle proteine. Solfato d ammonio 0,8 M Come si elimina il sale in eccesso? Soluzione di fibrinogeno ed albumina Precipitazione Albumina solubile ppt fibrinogeno
13 SEDIMENTAZIONE E CENTRIFUGAZIONE Centrifuga: motore centrale in grado di imprimere una rotazione ad un rotore contenente i campioni. L uso di una centrifuga è ottimale per la separazione di particelle con un diverso coefficiente di sedimentazione (S). A valori di S > corrispondono velocità di sedimentazione >. Ogni particella sedimenta con una velocità direttamente proporzionale al campo centrifugo.
14 CENTRIFUGHE Da banco Da pavimento Si distinguono per velocità di rotazione, per n e volumi dei campioni.
15 ROTORI Coperchio del rotore (a tenuta d aria) Coperchio del tubo da centrifuga Asse di rotazione Rotore ad angolo fisso Rotore ad angolo variabile
16 RIEMPIMENTO DEI ROTORI Se devo caricare 2 o più campioni?
17 SEDIMENTO Rotore ad angolo fisso Rotore ad angolo variabile Come si depositerà il sedimento dipende anche dalla velocità impostata.
18 CENTRIFUGAZIONE DIFFERENZIALE Variano tempi e velocità.
19 CENTRIFUGAZIONE NELLA SEPARAZIONE DI PROTEINE S dipende da caratteristiche della particella e della soluzione in studio. S dipende da: - densità - PM - forma - densità soluzione - viscosità soluzione Proteina S PM (Svedberg) (kda) Inibitore della tripsina Ribonucleasi A Citocromo C Mioglobina Concanavalina A
20 CENTRIFUGAZIONE Legge di Stokes v = velocità di sedimentazione; R = raggio della particella; d i = densità del mezzo; d e = densità della particella; g = accelerazione di gravità; ŋ = viscosità del mezzo; 2/9 = costante di forma per una sfera.
21 APPLICAZIONE DELLA LEGGE DOVE POSSO INFLUIRE? COSA CONTA DI PIU?
22 APPLICAZIONE DELLA LEGGE MICROPARTICELLE (MPs)
23 ESEMPI DI CENTRIFUGAZIONI Microparticelle (MPs) ULTRACENTRIFUGA Plasma 2700 g 10 minuti g 1 ora
24 CENTRIFUGAZIONE IN GRADIENTE DI DENSITA Separazione isopicnica Centrifugazione di una miscela in un gradiente di densità di CsCl 2 o saccarosio.
25 CENTRIFUGAZIONE IN GRADIENTE DI DENSITA I campioni sedimentano in zone definite, restando in sospensione.
26 TECNICHE CROMATOGRAFICHE
27 PRINCIPIO DELLA CROMATOGRAFIA La cromatografia consiste nello sfruttare la diversa attitudine di ogni molecola o ione nel distribuirsi fra due fasi differenti. Una fase viene immobilizzata su di un supporto (es. colonna) ed è perciò detta fase stazionaria, l altra viene fatta scorrere sulla prima continuamente: fase mobile. Proteina Fase mobile processo dinamico Fase stazionaria
28 TECNICHE CROMATOGRAFICHE Ogni componente della miscela sarà in equilibrio fra 2 fasi C S C M C S K = C M K = coefficiente di distribuzione (diverso per ogni componente) Una miscela di proteine messa a contatto con le due fasi si separerà sulla base delle diverse affinità di ciascuna proteina per tali fasi. F. Staz. Tappo poroso Miscela Fase mobile Eluizione F. mobile Proteine
29 FINALITA DELLA CROMATOGRAFIA ANALITICA PREPARATIVA
30 CROMATOGRAFIA SU COLONNA Colonne (vetro, plastica, metallo) Serbatoi (Isocratica o gradiente) Pompe (peristaltica o continua) Fasi stazionarie Fasi mobili Rivelatori (spettrofotometro, fluorimetro, rilevatore elettrochimico, a indice di rifrazione) Sistemi per raccogliere le frazioni (manuale, semi-automatico, completamente automatico)
31 CLASSIFICAZIONE
32 CROMATOGRAFIA PER FILTRAZIONE SU GEL V (ml) Proprietà sfruttata: DIMENSIONE delle proteine. Separazioni più nette rispetto alla DIALISI. Ordine di uscita dei campioni opposto rispetto all SDS-PAGE. Log PM
33 CROMATOGRAFIA A SCAMBIO IONICO Ogni proteina, a un determinato ph, differisce dalle altre per la carica netta e per la distribuzione delle cariche. Blue positive - White neutral - Red negative
34 PRINCIPIO: ATTRAZIONE FRA PARTICELLE DI CARICA OPPOSTA 1 a fase: legame SCALZANDONE I CONTROIONI a fase: eluizione NaCl Proprietà sfruttata: CARICA NETTA delle proteine. + Separate la molecola di interesse conoscendone la carica.
35 ESEMPIO DI CROMATOGRAFIA A SCAMBIO IONICO Scambiatore di anioni forte: QAE sephadex (ammine quaternarie). Da 20 L di medium a 60 ml di purificato! TRIS NaCl EDTA Benzamidina TRIS EDTA Benzamidina + CAMPIONE 50 mm 100 mm 5 mm 10 mm 50 mm 5 mm 10 mm EQUILIBRAZIONE RESINA ph 7.5 FISSAZIONE RESINA ph 7.5 TRIS NaCl EDTA Benzamidina 50 mm 500 mm 5 mm 10 mm ELUIZIONE ph 7.5
36 [NaCl] ELUIZIONE IN GRADIENTE DI CONCENTRAZIONE Tempo o volume Permette di ottenere molteplici frazioni.
37 CROMATOGRAFIA PER AFFINITA Miscela campione assieme alla F. M.
38 CROMATOGRAFIA PER AFFINITA Recupero della molecola di interesse per alterazione delle condizioni di legame. Molecole non affini (ph, temperatura, forza ionica.)
39 ESEMPIO DI CROMATOGRAFIA PER AFFINITA Concanavalina A - Legare covalentemente un composto ad un supporto solido. - Addizionare la miscela proteica. - Lavare con tampone. - Eluire la proteina desiderata con una elevata concentrazione di composto in forma solubile. Proprietà sfruttata: AFFINITA PER ALCUNI GRUPPI CHIMICI.
40 CROMATOGRAFIA PER AFFINITA Sistema Poli His-Nichel (His tag) Coda di 6 Istidine Acido nitrilotriacetico (NTA) chelante tetradentato dello ione Ni 2+ His tag Ni 2+ NTA
41 CROMATOGRAFIA PER IMMUNOAFFINITA Vengono utilizzati ANTICORPI SPECIFICI Colonna cromatografica Anticorpo anti-proteina Molecola di interesse Altre molecole Eluente
42 CROMATOGRAFIA DI ADSORBIMENTO Fase stazionaria solida, porosa, sulla cui superficie si instaurano interazioni elettrostatiche deboli (o idrofobiche nell adsorbimento idrofobico). L idrossiapatite (fosfato di calcio) dà anche scambio ionico. Fase mobile con polarità simile al composto da separare. Interazione DIRETTA
43 ESEMPIO REALE Parametri monitorati simultaneamente: Pressione Avete intuito che non si lavora solo a P atm Conduttività (salinità) Assorbimento UV
44 CROMATOGRAFIA LIQUIDA AD ALTE PRESTAZIONI (HPLC) Risposta del rivelatore Evoluzione strumentale delle cromatografie in fase liquida su colonna classica. solvente iniettore- -campione colonna ribonucleasi tiroglobulina Separazioni efficienti in tempi ridotti. Analisi qualitative e/o quantitative. cromatogramma scarto rilevatore In HPLC il flusso di fase mobile è garantito da un sistema di pompe. Tempo o volume
45 PROTOCOLLO PURIFICAZIONE PROTEINE Day One Preparazione di tutti i tamponi Impaccamento delle colonne
46 PROTOCOLLO DELLA CR. A SCAMBIO IONICO Lavaggio: - 1 L di H 2 O bidistillata - 0,5 L NaOH 1M - 1 L di H 2 O bidistillata Equilibrazione: - 0,5 L TBS ph 7,4 2 giorno Legame: 20 L di medium + Tris 20 mm + EDTA 2 mm Flow rate <10 ml/min O/N a 4 C Lavaggio: 1 L TBS ph 7,4 Eluizione: 0,5 L TBS + NaCl 750 mm ph 7,4 3 giorno Aggiunta EDTA 5 mm e Benzamidina 10 mm DIALISI O/N in 20 L di Tris 8 mm + NaCl 60 mm ph 7,4
47 A280corr A280corr A280corr LETTURA A 280 nm DELLE FRAZIONI Purification of FX-variant 2,00 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0, Fraction # 2,20 Purification of variant 2,00 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0, Fraction # Purification of FX-variant 2,00 1,80 1,60 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0, Fraction #
48 PROTOCOLLO DELLA IMMUNOAFFINITA Lavaggio: - 0,5 L di Tris 8 mm + NaCl 2M, ph 7,4 4 giorno - 0,5 L di Tris 8 mm + NaCl 60 mm, ph 7,4-0,5 L di Tris 8 mm + EDTA 25 mm, ph 7,4-0,5 L di Tris 8 mm + CaCl 2 2 mm, ph 7,4 Legame 1: Purificato dializzato, flow rate lento Lavaggio: 0,5 L di Tris 8 mm + CaCl 2 2 mm, ph 7,4 Eluizione 2: 0,5 L Tris 8 mm + EDTA 8 mm ph 7,4 Lavaggio: 0,5 L di Tris 8 mm + CaCl 2 2 mm, ph 7,4 Legame 2: Si ripassa il flow-through Lavaggio: 0,5 L di Tris 8 mm + CaCl 2 2 mm, ph 7,4 Eluizione 2: 0,5 L Tris 8 mm + EDTA 8 mm ph 7,4 Lavaggio: 0,5 L di Tris 8 mm + CaCl 2 2 mm, ph 7,4 DIALISI O/N in 20 L di Na 2 HPO 4 / NaH 2 PO 4 1 mm
49 A280corr A280corr LETTURA A 280 nm DELLE FRAZIONI A280corr A280corr Immunopurification of FX-variant 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0, Fraction # Immunopurification of FX variant 1,00 0,50 0, Fraction # Immunopurification of FX-variant 0,50 0,45 0,40 0,35 0,30 0,25 0,20 0,15 0,10 0,05 0, Fraction # Immunopurification of FX-variant 1,00 0,90 0,80 0,70 0,60 0,50 0,40 0,30 0,20 0,10 0, Fraction #
50 PURIFICAZIONE PER ADSORBIMENTO 5 giorno Lettura a 280 nm delle frazioni.
51 ULTIME FASI 6-7 giorno Aggiunta di Ammonio Persolfato (0,516 g/ml) Centrifugazione a g, 30 min, 4 C. Risospensione in glicerolo 50% Misura dell A 280 nm SDS-PAGE Colorazione di Coomassie Conservazione a -20 C
52 Confronto tecniche di separazione Campione di partenza: la cellula. Distruggendo la membrana cellulare si ottiene l omogenato. SDS-PAGE Ogni pozzetto è stato caricato con 50 ug di campione. Sarà l utilizzo finale della proteina a decidere la purezza richiesta.
53 ATTIVITA SPECIFICA Durante le fasi di purificazione occorrono 2 tests: valutare se la proteina possiede la propria attività biologica (specifico, sensibile, rapido, riproducibile). valutare la quantità di proteina ottenuta. Attività specifica = Attività Quantità di proteina In un processo di purificazione si cerca di massimizzare l attività specifica.
54 PURIFICAZIONE DI UNA PROTEINA Non vi è a priori una tecnica migliore di un altra. Bisogna valutare: - quanto puro deve esser il prodotto finale, - quanta proteina mi occorra alla fine, - se mi interessa la forma attiva/conformazione nativa oppure no, - quanto lavoro/tempo richiede il metodo, - il rapporto resa/costo del metodo, - fallibilità del metodo.
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