Impostazione esame EMG
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- Serafina Bettini
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1 Impostazione esame EMG Raramente il paziente si presenta con un quesito clinico definito. Spesso nella richiesta di esame è riportata vagamente la sintomatologia. L esame è fatto a scopo diagnostico? Si richiede solo una valutazione prognostica? Vi sono finalità medico-legali?
2 Esame a scopo diagnostico Raccolta precisa dati anamnestici. Esame obiettivo. Formulare le ipotesi diagnostiche tipo di danno e sede di danno. Programmare di conseguenza lo studio sulla base delle ipotesi. Spiegare il tipo di esame e la sequenza delle indagini. Non considerare a priori un esame inutile.
3 Valutazione prognostica. In genere riguarda lesioni di nervi periferici. Importante avere i tempi esatti di lesione e possibilmente tutti gli elementi clinici. Valutare l attendibilità di precedenti esami. In presenza di rigenerazione assonale l esame ad ago è il più sensibile. Controllare la sede di inserzione, tenendo in considerazione modificazioni di rapporti legate alla atrofia. Prestare attenzione a potenziali volumecondotti.
4 Valutazione medico-legale Spesso l esame diagnostico ha pure finalità assicurative. In questi casi conviene limitare l esame alle specifiche richieste e segnalare nella risposta la necessità di integrare le informazioni ottenute. Refertazione quantitativa ed obiettivata.
5 L esame neurofisiologico risulta pertanto: Studio individualizzato Basato sull esame neurologico Ipotesi di diagnosi differenziale Sia le ipotesi che il percorso sono modificabili nel corso dell esame.
6 Impostazione esame emg Ipotizzare iter diagnostico neurofisiologico più semplice. Eseguire prima test meno dolorosi per tranquillizzare. In genere è utile avere prima una idea delle conduzioni. Non sempre è indispensabile l esame ad ago. L esplorazione dei diversi muscoli deve seguire una logica diagnostica.
7 EMG Scelta elettrodo idoneo. Valutazione attività spontanea. Valutazione tracciati a debole sforzo Valutazione sforzo vol. max. Altre prove. Adattare amplificatore: Filtri, Ampl e Vel. Traccia.
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9 AGO di dimensioni proporzionate al muscolo. Prestare attenzione alla condizione della punta. Scegliere l ago in funzione del segnale che si desidera registrare e della contrazione muscolare richiesta.
10 Esame emg Conoscenza anatomia e inserzione musc. Se possibile esplorare muscoli superficiali. Palpare il muscolo a riposo e con contrazione prima della inserzione (insegnando al paziente il tipo di contrazione richiesta) Inserire l ago perpendicolarmente tenendo conto dei possibili spostamenti con la contrazione isometrica. Confermare la posizione esatta.
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12 Rischi e CONTROINDICAZIONI Dolore e scarsa tolleranza. Sanguinamenti (valutare i rischi con terapie anticolagulanti e in particolari condizioni cliniche). Pneumotorace Infezioni. Cattiva qualità della punta dell ago.
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16 Scelta del nervo idoneo, in funzione della patologia sospettata. Elettrodi consoni al segnale. Scelta del tratto e del tipo di stimolazione. Ricordarsi di quale contingente di fibre siamo in grado di esplorare.
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19 Stimolazione Valutare la sicurezza dello stimolatore. Usare in genere stimoli di breve durata. Prestare attenzione ad altri apparecchi applicati. Valutare la presenza di cateteri, che riducono drammaticamente la resistenza cutanea Stimolatori o pace-maker sottocutanei è sufficiente stimolare ad una breve distanza. Frequenze regolari di stimolo possono essere considerate dal pace-maker come cardiache.
20 Sicurezza di stimolo
21 Valutazione della gravità Correlazione con i sintomi clinici. Lesione centrale?. Danno perif. e centrale. Funzionalità??. Decorso temporale tra sint. ed esame. Reperti attesi e dati riscontrati. Verifica impostazione esame.
22 Conclusioni La scelta dei tests e la loro sequenza logica costituisce l elemento caratterizzante la neurofisiologia clinica. Il risultato finale è strettamente dipendente dalla corretta impostazione. Conoscenza clinica e ottima esecuzione tecnica determinano il livello qualitativo.
23 Le patologie indagabili Motoneuronali Neuropatie sensitive Nervo periferico Trasmissione neuromuscolare Muscolari Informazioni indirette S.N.C. Opportuna integrazione con altri esami neurofisiologici.
24 Informazioni sulla fisiopatologia della compromissione nervosa Tipo di fibre interessate: Perdita assonale motorie sensitive miste Alterazione mielinica Ipomielinizzazione Patologia demielinizzante congenita Patologia demielinizzante acquisita
25 Patofisiologia del nervo Degenerazione assonale Demielinizzazione diffusa o localizzata. Prevalentemente distale o prossimale. Quali fibre del nervo?.
26 Classificazione Neuropatie Mononeuropatia Multineuropatia Polineuropatia Radiculopatia Radiculopatia o poliradiculopatia. Plessopatia
27 Trasmissione neuromuscolare Coinvolgimento presinaptico Misto Postsinaptico
28 Patologie Muscolari Localizzate o diffuse (infarti muscolari, miositi localizzate). Indagare più sedi, non solo muscoli prossimali. Correlare il dato emg con la clinica, in particolare con la forza. Interessamento prevalente delle fibre reclutate a debole sforzo.
29 Iter diagnostico ragionato Attenta e valutazione anamnestica e clinica (insorgenza e decorso, sede del danno, interessamento di fibre grandi e piccole, associazione con altre malattie). Riduzione dei costi e dei tempi. Difficoltà in presenza di neuropatie a espressione variabile. Notevoli ostacoli con: scarse informazioni, sovrapposizione di patologie, soggetti anziani etc.
30 Valutazione neurofisiologica globale Fisiopatologia del sintomo (piede cavo, atassia o vertigini, paresi, movimenti abnormi etc.) Valutazione diagnostica e funzionale in malattie multifocali o multi-sistemiche. Ricerca di elementi subclinici di coinvolgimento del sistema nervoso centrale o periferico
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