Attila Malfatti - Prof. Alessandro Giacosa
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- Giuditta Massa
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1 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B ANNI PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO FISICO ATLETICO PER CAGNO COMO 9 MAGGIO 2016 Attila Malfatti - Prof. Alessandro Giacosa
2 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B ANNI Il giocatore in giovane età deve saper: - Controllare bene la palla - Trasmettere bene la palla - Trattare bene la palla - Calciare bene la palla E decisivo aiutare il giovane calciatore a sviluppare i concetti di sincronia ed autoefficacia
3 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B ANNI Per poter allenare le suddette capacità tecnicotattiche individuali è fondamentale proporre esercitazioni nelle quali abbiano un importanza rilevante gli aspetti di ritmo, equilibrio e coordinazione.
4 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B ANNI Caratteristiche delle proposte di allenamento tecnico: -Spazio -Numero di giocatori -Ripetitività del gesto -Vincoli (aspetti percettivi) PERCHE GIOCHIAMO COME CI ALLENIAMO!!
5 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B. 8-12ANNI Principi mediante i quali alleniamo la tecnica in situazione: - IL GIOCO NON FINISCE MAI (continua alternanza tra azioni d attacco e di difesa) - ESERCITAZIONI IN CUI SONO PRESENTI SEMPRE DUE MOMENTI BEN DISTINTI: 1) quando ho la palla 2) quando ho perso la palla
6 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B. 8-12ANNI 1) QUANDO HO LA PALLA: - Corretta occupazione degli spazi - Coinvolgimento di più giocatori possibili - Sfruttare al meglio l ampiezza - Riconoscere le zone di campo (costruzione, gestione, rifinitura, finalizzazione) 2) QUANDO HO PERSO LA PALLA: - I giocatori più vicini alla palla aggrediscono ferocemente in avanti - I giocatori più lontani chiudono gli appoggi e occupano lo spazio in maniera equilibrata - Copertura della profondità - Corse di ripiegamento
7 PROPOSTE E PRINCIPI DI ALLENAMENTO TECNICO DELL A.d.B. 8-12ANNI In conclusione possiamo affermare che, partendo dal concetto iniziale giochiamo come ci alleniamo, dobbiamo: ALLENARE PER COME VOGLIAMO GIOCARE
8 Dal 1990 c è stata una crescita significativa dell interesse e conseguentemente dell attività di ricerca nell ambito del calcio giovanile I giocatori si sviluppano in modo ottimale quando i programmi di allenamento sono adatti al loro livello di maturazione fisiologica
9 L allenamento si struttura miscelando gli stimoli relativi alle varie capacità motorie modulando: VOLUME, DURATA ed INTENSITÀ Modello di gara cosa succede nelle varie fasce d'età?
10 Nei Giovani Calciatori, la performance fisica nel corso delle partite aumenta con l aumentare dell età Buchheit et al., 2010
11 Come per gli adulti, esistono delle differenze nella performance di giocatori di diverso ruolo tattico Buchheit et al., 2010
12 Conoscere il reale sviluppo fisiologico dei giovani calciatori è fondamentale per programmare in maniera ottimale il loro sviluppo fisico e tecnico Il grado di variabilità di maturazione tra individui della stessa età cronologica può essere grande e particolarmente accentuato attorno al picco di crescita adolescenziale La tempistica di quando avviene la massima crescita di statura negli adolescenti, e di conseguenza della maturazione, può causare una grande differenza individuale all'interno di una determinata fascia d'età
13 Questo gruppo risulta poco omogeneo, con una variazione elevata tra i più sviluppati e i meno maturi a livello biologico 30% del gruppo è oltre la soglia dei 6 mesi dalla media. Alcuni giocatori sono più avanzati biologicamente del resto del gruppo (freccia verde), mentre ad altri manca oltre un anno al raggiungimento del picco di crescita (freccia rossa)
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15 CATENA CINETICA Il corpo ha una forma che è il risultato dell unione di più volumi (Prossimali distali terminali finalizzatori) Ogni volume connettendosi con quello adiacente genera una catena cinetica
16 LA REAZIONE A CATENA PATTERN DI ATTIVAZIONE DIAGONALI CHE CREANO UNA RISULTANTE CINETICA AD EFFETTO SPIRALIFORME (dalla caviglia fino alla spalla controlaterale) CHE PASSA DA UNA STAZIONE CENTRALE CHIAMATA CORE
17 L allenamento deve rispettare alcuni principi: Specificità Frequenza Progressività Continuità di somministrazione Individualizzazione
18 L INSIEME DI QUESTI PRINCIPI E DELLA DINAMICA DEL RAPPORTO CARICO - RECUPERO DANNO ORIGINE ALL ADATTAMENTO CHE RAPPRESENTA LO SCOPO PRINCIPALE DELL ALLENAMENTO
19 CARICO INTERNO È rappresentato dalla somma degli stress che subisce l organismo sottoposto ad un carico esterno; è strettamente soggettivo. CARICO ESTERNO È la quantificazione oggettiva dei mezzi utilizzati nell allenamento (per es. km percorsi, velocità di percorrenza, tipo di recupero).
20 ESEMPI DI CONTROLLO DEL CARICO INTERNO
21 Un organizzazione "intelligente" dell allenamento può essere in grado di attivare e stressare il sistema aerobico mentre i giocatori lavorano su diversi aspetti (tecnici e tattici) allo stesso tempo
22 Il successo e la qualità della seduta sono determinati dall alternanza di esercitazioni ad alta e bassa intensità (andamento ad onda) dalla giusta successione dei mezzi di allenamento dall integrazione dei mezzi con e senza palla (e quindi dalla collaborazione fra le diverse figure professionali)
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24 Pianificazione settimanale SETTIMANA n.1 LUNEDI 09-mag MARTEDI 10-mag MERCOLEDI 11-mag GIOVEDI 12-mag VENERDI 13-mag SABATO 14-mag DOMENICA 15-mag RIPOSO 15 RISC 10 RISC 10 RISC 10 RISC RIPOSO 20 RISC 10 PFGen 15 PTT 15 PTec 15 PFSca 70 MATCH 20 PTec 15 PTT 15 PTT 15 PTT 15 PTT 10 PFGen 20 PFSle 15 PTT PTT 20 PFSca 20 PFSle 15 PFsle 15 PFSca SETTIMANA n.2 LUNEDI 16-mag MARTEDI 17-mag MERCOLEDI 18-mag GIOVEDI 19-mag VENERDI 20-mag SABATO 21-mag DOMENICA 22-mag RIPOSO 15 RISC 15 RISC 15 RISC 15 RISC RIPOSO RIPOSO 10 PFGen 15 Ptec 15 PTec 15 PFSca 20 PTec 20 PTT 20 PFSle 20 Ptec 20 PTT 10 PFGen 20 PFSle 25 PTT 20 PTT 30 PFSca 20 PFsle
25 Pianificazione settimanale
26 SMALL SIDED GAME
27 SMALL SIDED GAME (Ermanno Rampinini, Franco M. Impellizzeri, Carlo Castagna, Grant Abt, Karim Chamari, Aldo Sassi, Samuele M. Marcora., 2006)
28 Variare le dimensioni del campo degli SSG è stato evidenziato come un metodo utile per sollecitare diversi aspetti tecnici, movimenti di gioco e risposte fisiche dei giocatori (es. 4v4 su 30x20m o 6v6 su 40x30m) Modificando le dimensioni dei campi e dell area di gioco individuale (m 2 per giocatore) si possono influenzare gli aspetti tattici, imponendo vincoli sia di spazio che di tempi di gioco, oltre a contribuire a variazioni del carico fisico
29 IMPORTANTI REGOLE PER UNA CORRETTA PROGETTAZIONE DI S.S.G. Numero ridotto dei giocatori Corrette dimensioni del campo Regole di gioco chiare e precise Tempi di lavoro e di recupero pianificati Progressione dell entità dello stimolo di allenamento Richiesta di impegno massimo ai giocatori Incitamento costante da parte dello staff tecnico (Rampinini et al.)
30 La prima parte dell allenamento è stata eseguita con la palla, mentre hanno terminato la seduta con 4 blocchi di lavoro a secco. In questa seconda fase si nota la maggior omogeneità della risposta cardiaca.
31 ESEMPI Dl CONTROLLO DEL CARICO INTERNO U Sett Training Load Carico di allenamento: percezione dello sforzo (RPE) x durata allenamento
32 Monitoraggio del carico di allenamento Andamento Settimanale U-17
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34 L arte di allenare la definirei come l arte dell allenatore di apprendere e tradurre in pratica le conoscenze accumulate nel suo percorso. Nell arte di allenare vi sono SCIENZA, CONOSCENZA, METODO, BUON SENSO L allenatore deve avere SCIENZA: intesa come l insieme delle conoscenze ottenute attraverso una attività di ricerca CONOSCENZA: intesa come comprensione dei fatti, informazioni ottenute attraverso l esperienza ma soprattutto METODO: inteso come insieme di regole e principi nella procedura da adottare per conseguire un azione efficace
35 L allenatore deve avere BUON SENSO: inteso come capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza ogni situazione. Ciò che permette di individuare la soluzione migliore nell interesse del singolo/squadra, perché l osservazione è il primo metodo scientifico
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